Tag: registi

  • Corto Acquario: bando di concorso per video, corti e documentari

    Corto Acquario: bando di concorso per video, corti e documentari

    acquarioIl Festival Cortoacquario fa parte di un progetto di “sensibilizzazione al mare” a cura dell’Associazione Acquario Infinito, nata per ricordare Giulio Balestreri, investito ed ucciso da un’imbarcazione che non rispettava limiti di velocità e distanze di sicurezza.

    Per l’edizione 2013 si è scelto di indire un bando di concorso per registi emergenti, che potranno proporre cortometraggi e documentari sul tema della sicurezza in mare e dell’uso responsabile dell’acqua.

    Le opere (in dvd) e la scheda di iscrizione dovranno essere inviate entro venerdì 7 giugno 2013 via posta all’indirizzo Festival Cortoacquario – via della Selciata, 25 – 00058 Santa Marinella (Roma). Non è prevista alcuna quota di iscrizione.

    Fra i partecipanti saranno scelte tre opere vincitrici, che avranno rispettivamente un premio in denaro di 1.000 € ciascuna: miglior corto, miglior documentario e premio speciale della giuria. La premiazione avverrà nel mese di luglio 2013.

  • The roadmap to apartheid: un documentario su Israele e Sudafrica

    The roadmap to apartheid: un documentario su Israele e Sudafrica

    cinemaMercoledì 15 maggio 2013 (ore 21) in piazza della Posta Vecchia è proiettato il documentario The roadmap to apartheid dei registi Ana Nogueira (Sudafrica, bianca) ed Eron Davidson (Israele, ebreo).

    Il film esamina le analogie tra le forme sudafricane e israeliane di Apartheid.

    L’evento si inserisce nel giorno della Nakba (traducibile con “catastrofe”), in cui i palestinesi ricordano l’anniversario della nascita dello Stato di Israele, il 15 maggio 1948, e il conseguente inizio dei conflitti tra i due popoli.

    Guarda il trailer.

  • Teatro indipendente in Liguria: le compagnie riunite in Vetrina

    Teatro indipendente in Liguria: le compagnie riunite in Vetrina

    tilt-teatroSi è svolta questo fine settimana la Vetrina Expò 2013 di Tilt – Teatro Indipendente Ligure, la rete di sedici compagnie indipendenti nata nel luglio 2011: due giorni di spettacoli a ingresso gratuito in un luogo inedito per eventi di questo tipo e sconosciuto a buona parte dei genovesi, l’ex Abbazia di San Bernardino in zona Carmine.

    Ho preso parte alla giornata di domenica, in cui si è svolta nel pomeriggio una nuova assemblea di dIstruzioni per l’uso: Anna Russo e Danilo Spadoni di Tilt e Mirco Bonomi del Teatro dell’Ortica hanno fatto il punto sul primo incontro con l’Assessore Angelo Berlangieri, avvenuto lo scorso 22 aprile. È emersa la necessità di definire quali categorie faranno parte della Consulta Regionale: solo il teatro o tutte le categorie di spettacolo dal vivo (incluse musica, arte di strada, etc)? Solo lo spettacolo dal vivo o anche il cinema? Solo professionisti o anche amatori?

    Il dibattito con il pubblico, durato poco più di un’ora, ha fatto emergere l’esigenza di ripensare il senso della cultura, a partire da alcuni ambiti già analizzati negli incontri precedenti: garantire maggiore trasparenza nei bandi e nei finanziamenti, che non devono essere più limitati a una “politica assistenzialista” per tamponare situazioni di crisi ma ripensati in progetti condivisi e a lungo termine; censire gli spazi non utilizzati di proprietà della Pubblica Amministrazione per aprirli in occasione di eventi e rassegne, destinarli a compagnie che vogliono usarli come luogo di lavoro, etc; sottolineare che gli operatori della cultura sono anzitutto professionisti che vogliono lavorare e vivere del loro lavoro.

    A seguire, si sono svolti alcuni spettacoli a cura delle compagnie di Tilt. Ogni compagnia aveva a disposizione mezz’ora, per mettere in scena una pillola di un proprio spettacolo e raccontare la propria attività. Fiona Dovo del Teatro delle Formiche ha rappresentato due facce del proprio percorso di ricerca: Piedi per terra e testa per aria, uno spettacolo per bambini sul tema della natura e il video Per colpa di Nevio (realizzato con Irene Pacini) sul tema dell’omosessualità. La Compagnia del Teatro SACCO di Savona porta La sindrome di Stoccolma, nato in collaborazione con Il Sipario Strappato di Arenzano: uno spettacolo di attualità che ha richiamato alla mente di tutti i presenti l’ultimo fatto di cronaca sull’argomento, le tre donne liberate in Ohio dopo dieci anni di prigionia. Molto toccante The Cut | Lo strappo, progetto del Teatro dell’Aria realizzato in Sudafrica dal collettivo Gugu Women Lab sul tema delle mutilazioni genitali femminili. La Compagnia dell’Ordine Sparso di Sarzana propone una pillola di Igor, spettacolo sui vizi capitali. Una carrellata su “cos’è oggi il giornalismo”, che chiunque fa o vorrebbe fare questo mestiere dovrebbe guardare, è il tema di NewsCy®cle della Compagnia Filò (che sarà, sotto forma di installazione, al Teatro della Tosse per Danzareteatro). Infine il Gruppo Stranità, laboratorio che da 14 anni Anna Solaro cura al Teatro dell’Ortica con pazienti psichiatrici, propone un estratto di Voci di dentro, spettacolo di “antipsichiatria” sul tema delle dispercezioni uditive.

    Marta Traverso

  • Teatro in Tilt: due giorni di spettacoli in San Bernardino

    Teatro in Tilt: due giorni di spettacoli in San Bernardino

    tiltSabato 11 e domenica 12 maggio l’ex Abbazia di San Bernardino ospita due giornate dedicate al teatro: la rete di compagnie teatrali Tilt ospita la terza edizione di Vetrina Expò 2013.

     

    In programma spettacoli teatrali gratuiti (ingresso a offerta libera) con tutte le compagnie di Tilt. Dal mattino le compagnie si presentano al pubblico con i loro stand, mentre al pomeriggio si svolgeranno due seminari: sabato 11 maggio il tema è Critica teatrale 2.0, mentre domenica si farà il punto sul progetto di Consulta Regionale.

    Per conoscere il programma degli spettacoli e quali compagnie sono coinvolte leggi il programma di Teatro in Tilt 2013. L’evento si potrà seguire anche via Twitter, tramite l’hashtag #teatrointilt. Tutti i presenti iscritti a Twitter sono invitati a scattare foto, segnalare e commentare gli spettacoli.

  • Palazzo Ducale: no all’omofobia, video con Nicla Vassallo

    Palazzo Ducale: no all’omofobia, video con Nicla Vassallo

    Poco più di cinque minuti per ricordare che l’amore omossessuale è amore come tutti gli altri. Quattro frasi nobili segnate su una schiena nuda per fissare nella mente che anche questo amore esige rispetto, il rispetto verso un diritto che non può essere fatto proprio da nessun orientamento sessuale e da nessuna ideologia. Ancora una volta, la Fondazione per la Cultura di Palazzo Ducale ha scelto di celebrare la Giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia con un video d’autore e di forte impatto. La ricorrenza è stata istituita ufficialmente dall’Unione Europea nel 2007 e viene promossa ogni 17 maggio, anniversario della rimozione dell’omosessualità dalla lista delle malattie mentali prevista dall’Organizzazione mondiale sanità.

    Nicla Vassallo, docente di Filosofia teoretica dell’Università di Genova, ci spiega con quali convinzioni ha prestato la propria schiena all’opera: «Gli affetti, gli amori, le unioni dovrebbero essere considerati tutti su uno stesso piano perché se non lo sono, siamo razzisti, nel senso che privilegiamo rapporti in cui vige quasi una sorta di necessità e di obbligo nei confronti della procreazione rispetto a rapporti in cui la procreazione è una scelta. Con il nostro video, invece, vogliamo dimostrare che nelle unioni omossessuali c’è un amore ricco di poesia, al di là di quello che il mondo omofobo può pensare».

    Dietro la regia di Serena Gargani, dalle mani e dal pennello dell’artista e calligrafa Francesca Biasetton i versi in lingua originale di Sandro Penna, Vita Sackville-West, Federico García Lorca e Paul Verlaine passano alla schiena della filosofa. In “Questo è amore – This is love”, come è stata intitolata la clip, non c’è nulla di perverso, di lascivo, di violento: non c’è neppure l’omofobo che picchia in modo metaforico l’omossessuale benché l’immagine della schiena possa richiamare facilmente la coltellata alle spalle che chi non vede riconosciuto il proprio diritto ad amare riceve ogni giorno.

    «In Italia – prosegue la docente – questi diritti non esistono e le persone omossessuali ne subiscono le maggiori conseguenze. È sempre più necessario porre un forte accento su questo tema perché stiamo retrocedendo rispetto al nostro senso di democrazia, civiltà e umanità; non garantendo alcun diritto agli amori omosessuali, diventiamo ogni giorno sempre più omofobici. Dobbiamo, invece, procedere con un’efficace decostruzione dello stereotipo dell’eterosessualità, i cui affetti non sono esenti da violenze e infelicità. La distinzione terminologica tra eterosessualità e omosessualità è una questione ottocentesca ma la storia ci ha insegnato che anche gli eterosessuali sono stati discriminati: eppure, non si capisce come mai gli omofobici continuino a essere così disumani nei confronti degli omosessuali».

    Una fondamentale chiave di volta è rappresentata dalla questione giuridica. Secondo Vassallo, infatti, il riconoscimento formale dei diritti e dei doveri dell’amore e degli affetti omossessuali comporterebbe anche una diminuzione degli attacchi degli omofobici «perché, in quanto persone malate, in questa nuova situazione gli omofobici si sentirebbero delegittimati nei loro attacchi».

    In questa direzione, Genova sta cercando di compiere passi importanti con l’approvazione del Registro delle Unioni Civili, promossa con forza dalla giunta Doria: «Ammiro la decisione del sindaco – sottolinea la filosofa – perché dietro a questa scelta ci sono profonde convinzioni di quale sia il vero senso della democrazia: è una mossa coerente con quanto sta avvenendo in Europa, non solo attraverso le unioni civili ma anche con i matrimoni omosessuali».

    Simone D’Ambrosio 

     

    Ecco le quattro citazioni che compaiono nel video:

    “Fuggono i giorni lieti. Lieti di bella età. Non fuggono i divieti. Alla felicità” (Sandro Penna).

    “It’s incredible how essential to me you have become” (Vita Sackville-West a Virginia Woolf)

    È incredibile quanto tu sia diventata essenziale per me.

    “Así mi corazon de noche y día, preso en la cárcel del amor oscura, llora sin verte su melancolía” (Federico García Lorca)

    Così il mio cuore notte e giorno chiuso nel tetro carcere d’amore piange, senza vederti, di malinconia.

    “Sont des amours aussi, tendres et furieuses” (Paul Verlaine)

    Sono anch’esse amori, teneri e furiosi.

     

     

  • Spazio creativo e territorio da salvaguardare: bando foto e video

    Spazio creativo e territorio da salvaguardare: bando foto e video

    Mostra fotografica[AGGIORNAMENTO: il bando è stato prorogato al 7 luglio 2013]

    L’associazione culturale Ideattiva di Catania ha indetto un concorso per fotografi e videoartisti sul tema Spazio creativo & territorio da salvaguardare, con lo scopo di realizzare opere ispirate alla salvaguardia del nostro mondo interiore ed esteriore.

    Il concorso è aperto ad artisti di età superiore ai 18 anni, e di ogni nazionalità. Prevede due sezioni: Young (18/35 anni); Senior (over 36). Ciascun artista potrà partecipare con una sola opera (durata max del video 7′), che dovrà essere accompagnata da un pensiero scritto che ne illustri il concetto (max 400 battute).

    Per partecipare è necessario inviare entro venerdì 31 maggio 2013 l’opera con descrizione, il cv artistico e la scheda di partecipazione alla mail segreteria.ideattiva@gmail.com.

    Entro i primi giorni di giugno saranno comunicati gli artisti selezionati per la mostra collettiva, che dovranno pagare la quota di iscrizione di 25 € e inviare tramite posta l’opera ad Associazione Culturale “Ideattiva” via Lineri n.12 95122 Catania. Verrà poi scelto, nella cerimonia di premiazione del 4 agosto, un artista vincitore che avrà in premio il soggiorno in una “casa d’artista” per due settimane a Berlino, la visibilità gratuita per 30 giorni sul sito dell’associazione, lo spazio espositivo– Galleria d’arte moderna di Paternò – per una mostra personale.

    [foto di Roberto Manzoli]

  • Take… Action: concorso video, uno spot contro i tumori del sangue

    Take… Action: concorso video, uno spot contro i tumori del sangue

    pellicolaSono aperte fino a venerdì 31 maggio 2013 le iscrizioni alla terza edizione di Take… Action!, bando di concorso per videomaker, indetto da BolognAIL, sezione bolognese dell’Associazione Italiana contro le Leucemie – Linfomi e Mieloma ONLUS, e promosso da AIL nazionale.

    Requisiti per partecipare è avere età compresa tra i 18 e i 35 anni: si dovrà realizzare uno spot (durata max 1 minuto) di sensibilizzazione sulla lotta ai tumori del sangue.

    Lo spot dovrà affrontare uno dei seguenti temi:
    ricerca scientifica: l’importanza della partecipazione a sostegno della ricerca scientifica, del miglioramento della qualità della vita dei pazienti, del progresso nella cura e nella guarigione;
    comunicazione, marketing sociale e fundraising: promuovere le campagne di sensibilizzazione e raccolta fondi dell’Associazione AIL.

    Una giuria valuterà efficacia del messaggio e originalità nello stile del prodotto. Il vincitore potrà:
    essere presente sul set in un progetto della DUEA film, la casa di produzione del regista Pupi Avati (senza però alcuna retribuzione o rimborso spese).
    – (se studente laureando o neolaureato presso l’Università di Bologna) avere una borsa di studio retribuita di sei mesi presso la redazione di FlashVideo.it del Progetto Giovani del Comune di Bologna.

    La premiazione avverrà il 20 giugno 2013 all’Auditorium DARvipem (Dipartimento delle Arti Visive Performative e Mediali) in occasione della Giornata Nazionale per la lotta contro le Leucemie, i Linfomi e il Mieloma.

    I video selezionati saranno utilizzati da AIL per le sue campagne di sensibilizzazione.

  • Luci sul lavoro: concorso per cortometraggi, foto e scrittura

    Luci sul lavoro: concorso per cortometraggi, foto e scrittura

    lavoro-artigianato-operai-DiSono aperte le iscrizioni per un concorso letterario, fotografico e video abbinato alla seconda edizione di Luci sul lavoro, festival organizzato dal Comune di Montepulciano, in collaborazione con l’istituto di ricerca Eidos e Italia Lavoro.

    L’evento si svolgerà dal 4 al 6 luglio 2013: una tre giorni di incontri, dibattiti ed eventi incentrati sul tema del lavoro, in tutte le sue sfaccettature e implicazioni. Uno degli eventi collaterali è la seconda edizione del Festival dei Corti, un concorso di cortometraggi che da quest’anno apre anche alle categorie Fotografia e Narrazione.

    Obiettivo del Festival è portare il lavoro al centro dell’inquadratura e della narrazione, mettendone a fuoco gli interpreti e ragionando sul concetto di dignità della persona, perduta o conquistata, e sulla complessità della nozione di lavoro, fattore determinante per l’equilibrio dell’individuo e della società.

    Sono ammesse dunque al Festival opere video (cortometraggi fino a 30′), fotografie e composizioni narrative (poesie, racconti, testi, canzoni, etc – max 15 cartelle), che dovranno essere inviate entro giovedì 30 maggio 2013 caricando i materiali su Zooppa.

    Una giuria valuterà gli elaborati, che saranno proiettati, raccontati e mostrati nelle serate della manifestazione. Inoltre, per i primi tre classificati di ciascuna categoria è previsto un premio in denaro, del valore complessivo di 6.000 $ e così ripartito: 1.000 $ a ciascuno dei primi tre classificati nella sezione Cortometraggi; 500 $ a ciascuno dei primi tre classificati nella sezione Fotografia; 500 $ a ciascuno dei primi tre classificati nella sezione Narrativa.

    I vincitori saranno invitati alla cerimonia di premiazione (nel corso del Festival Luci sul Lavoro) e saranno insigniti, dal Comune di Montepulciano, di un riconoscimento a ricordo dell’iniziativa. Le spese sostenute per il viaggio saranno a carico di Italia Lavoro.

     

    [foto di Diego Arbore]

  • Donazione sangue: concorso per video di comunicazione sociale

    Donazione sangue: concorso per video di comunicazione sociale

    ospedaliAvis ha organizzato, in collaborazione con la rivista Glamour, un concorso di video e design per sensibilizzare i giovani alla donazione del sangue.

    I partecipanti al concorso Spot of red, donatori e non donatori, di qualunque età e residenza, dovranno girare un video di durata compresa fra i 30 e i 60 secondi rivolto a una campagna di comunicazione sociale il cui target sono giovani tra i 18 e i 35 anni.

    I filmati andranno realizzati entro il 15 luglio 2013 e caricati sulla piattaforma Zooppa. Una giuria presieduta da Oliviero Toscani valuterà i filmati e selezionerà venti video che parteciperanno al 14° Circuito Off, evento che si terrà dal 28 al 31 agosto 2013 al Teatrino Palazzo Grassi a Venezia.

    Nel corso dell’evento saranno selezionati tre vincitori premiati con altrettanti prodotti video Manfrotto, sponsor dell’iniziativa.

    In parallelo si svolge il concorso Donare il sangue è glamour!, che invita a disegnare magliette che esprimano “la gioia di fare qualcosa per gli altri”. La stessa giuria del concorso video selezionerà la grafica più bella e significativa, che sarà utilizzata per realizzare le prossime magliette Avis.

  • Il film più lungo del mondo: l’opera di Nanni Balestrini al Ducale

    Il film più lungo del mondo: l’opera di Nanni Balestrini al Ducale

    Palazzo Ducale, GenovaDa giovedì 25 aprile a mercoledì 15 maggio 2013 Palazzo Ducale ospita la mostra e proiezione di Tristanoil Il film più lungo del mondo di Nanni Balestrini.

    Un video generato attraverso un computer che amalgama, in capitoli di dieci minuti ciascuno, oltre 150 videoclip in modo che ogni unità sia diversa dall’altra pur trattando il medesimo argomento: gli effetti distruttivi del petrolio sul pianeta. Attivando un processo contrario rispetto alla standardizzazione delle immagini proposte dai film o dai programmi delle tv commerciali, Balestrini combina gli effetti elettronici con diversi materiali video: l’artista utilizza la tecnica del cut-up (smontaggio-montaggio-rimontaggio) per creare una ricombinazione visiva di sequenze video della nota serie televisiva americana Dallas, di news di disastri ecologici, d’immagini frenetiche della borsa, delle favelas e di episodi di cronaca, affiancate da frasi lette dallo stesso autore e tratte dal suo iper-romanzo Tristano (1966), edito nel 2007 in volumi tutti diversi fra loro.

    Un’opera presentata in anteprima a Kassel (Germania) in occasione di dOCUMENTA (13) e che ha girato in diverse città italiane prima di arrivare a Genova. L’evento è promosso da Il Canneto Editore e Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, curato da Caterina Gualco della galleria UnimediaModern Contemporary Art.

    La mostra sarà visitabile tutti i giorni dalle 15 alle 19 (sabato, domenica e festivi anche dalle 10 alle 13).

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Checco Zalone: provini a Genova per il prossimo film

    Checco Zalone: provini a Genova per il prossimo film

    checco-zaloneSi svolgono tra Genova e Santa Margherita Ligure tre giorni di provini per il nuovo film di Checco Zalone, che si intitolerà Sole a catinelle.

    I casting si svolgono giovedì 18 aprile a Villa Durazzo (Santa Margherita Ligure, ore 9-18) e venerdì 19 / sabato 20 aprile a Villa Bombrini (Cornigliano, ore 9-18 il venerdì e 9-15 il sabato).

    Non ci sono requisiti per la selezione, a parte l’essere residenti in zona.

    Sole a catinelle è prodotto dalla TaoDue – che ha finanziato anche i precedenti film di Zalone – mentre i casting genovesi sono a cura della Genova Liguria Film Commission.

    Info 338 7209668.

  • Corso per diventare attore: Massimiliano Civica al Teatro Akropolis

    Corso per diventare attore: Massimiliano Civica al Teatro Akropolis

    Iscrizioni aperte per un nuovo workshop sul lavoro dell’attore, che si terrà teatro akropolisda mercoledì 17 a domenica 21 aprile 2013 al Teatro Akropolis di Genova Sestri Ponente. Il laboratorio Il mestiere dell’attore sarà condotto da Massimiliano Civica, autore e regista teatrale ed ex direttore artistico del Teatro della Tosse.

    Il laboratorio intende familiarizzare i partecipanti con gli strumenti specifici dell’arte della recitazione, quegli “utensili” che – come un artigiano – ogni attore deve padroneggiare per costruire il proprio racconto scenico. Uno spazio, il corpo, la voce e qualcosa da dire: ecco, ridotti all’essenziale, gli elementi fondanti del lavoro dell’attore.
    Su questi fondamentali si eserciteranno i partecipanti al laboratorio, prima analizzandoli separatamente e poi nella loro interrelazione scenica. Grande attenzione e lavoro saranno dedicati alla lettura metrica e allo studio di testi poetici italiani. Gli allievi lavoreranno su poesie di Pascoli, Metastasio, Poliziano, Leopardi, e attraverseranno, “assaggiandole” in punta di lingua, strutture metriche diverse, dal senario all’endecasillabo.

    Orari e costi: mercoledì, giovedì e venerdì: dalle 18 alle 22; sabato e domenica dalle 14 alle 18. Costo 150 € (numero massimo 20 partecipanti). Info e iscrizioni Luca Donatiello 329 9777850, laboratori@teatroakropolis.com.

    Massimiliano Civica svolge un percorso formativo composito che passa dal teatro di ricerca (seminari in Danimarca presso l’Odin Teatret di Eugenio Barba) alla scuola della tradizione italiana (si diploma in Regia presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico) per poi compiere un apprendistato artigianale presso il Teatro della Tosse di Genova (a contatto con il magistero di Emanuele Luzzati e il sapere scenico di Tonino Conte). Nel 2007 vince il Premio Lo Straniero e il Premio Hystrio-Associazione Nazionale Critici Teatrali per l’insieme della sua attività teatrale. Sempre nel 2007, a soli 33 anni, diventa direttore artistico del Teatro della Tosse di Genova, dando vita al progetto triennale Facciamo Insieme Teatro, che vince il Premio ETI Nuove Creatività. Nel 2008 per lo spettacolo Il Mercante di Venezia vince il Premio UBU per la miglior regia. Come studioso ha collaborato con la cattedra di Metodologia della Critica dello Spettacolo dell’Università La Sapienza di Roma, e, nel biennio 2007-2009, ha tenuto la cattedra di Regia presso l’Accademia di Belle Arti di Genova.

  • Missing Film Festival: il documentario “Terramatta” al cinema Sivori

    Missing Film Festival: il documentario “Terramatta” al cinema Sivori

    cinema-provini-castingLunedi 8 aprile 2013 (ore 20.30) il cinema Sivori in Salita Santa Caterina ospita la proiezione del documentario Terramatta di Costanza Quatriglio.

    Il film è la trascrizione, attraverso immagini di repertorio e materiale direttamente documentario, dell’omonimo libro di Vincenzo Rabito: lo scrittore traccia in 1.027 pagine la storia della sua vita, che percorre la Storia del Novecento italiano, dalle guerre mondiali al fascismo, dalla povertà atavica vissuta come una maledizione al benessere faticosamente raggiunto, fino al premio insperato, la laurea dei figli, in cui si realizza pienamente il riscatto lungamente cercato.

    Il libro è anche un riscatto sulla miseria e sull’ignoranza, scritto da un ex analfabeta che conquista, insieme con la licenza elementare, la possibilità di tradurre in parole le sue esperienze: nascono così le pagine battute su una vecchia Olivetti dal 1968 al 1975, fitte di parole dall’ortografia improbabile, tutte rigorosamente seguite dal punto e virgola, che traducono un linguaggio vivo e personalissimo, a mezzo tra il siciliano e l’italiano.

    Terramatta è stato presentato alle Giornate degli autori – Venezia 2012 e ha vinto l’Efebo d’Argento (Agrigento 2012) e il premio per il miglior film documentario al Festival del cinema italiano di Madrid (2012).

    L’evento è promosso dal Circuito Cinema Genova, dall’Archivio dei Movimenti e dal Missing Film Festival. Alla proiezione sarà presente la sceneggiatrice e produttrice del film, Chiara Ottaviano.

    Costo del biglietto 4 € (info 010 583261).

  • Kronoteatro: lo spettacolo “Orfani” al Teatro dell’Archivolto

    Kronoteatro: lo spettacolo “Orfani” al Teatro dell’Archivolto

    orfani kronoteatroDa giovedì 4 a sabato 6 aprile 2013 (ore 21) il Teatro dell’Archivolto di Sampierdarena ospita nella Sala Gustavo Modena lo spettacolo Orfani _ La nostra casa della compagnia Kronoteatro di Albenga.

    Scritto da Fiammetta Carena e diretto da Maurizio Sguotti, lo spettacolo mette in scena un incubo rituale e claustrofobico, sorprendente e inquietante, scandito da feroci conflitti. Gli spettatori assistono alla performance dal palco, seduti su panche che delimitano un rettangolo di terra scura in cui si muovo i sei interpreti: cinque ragazzi che vengono tenuti reclusi in uno spazio e un tempo indefiniti da un uomo che essi stessi chiamano Maestro. Spogliati della propria identità, privati di un nome e sottratti alla propria storia, i ragazzi appaiono sperduti e immemori. L’unica percezione che possiedono del mondo esterno è quella di una minaccia oscura e informe, elaborata su immagini spezzate e attraversate da echi di guerra.

    Nel cast Alessandro Bacher, Tommaso Bianco, Alberto Costa, Vittorio Gerosa, Alex Nesti e Maurizio Sguotti.

    Come ci spiega Maurizio Sguotti, «si tratta del primo spettacolo di Kronoteatro, compagnia formatasi professionalmente nel 2007: “Orfani” nasce da un laboratorio teatrale durato un anno e mezzo ed è il primo spettacolo di una trilogia che riflette sulla famiglia e i rapporti fra le generazioni. In questo caso, si parla del legame maestro/allievi e del “plagio” che egli compie su di loro, educandoli alla propria dottrina. “Orfani” è andato in scena in diverse città italiane: il rapporto con l’Archivolto è nato da un lungo rapporto con Giorgio Gallione e dall’adesione al progetto di teatro-ricerca dell’Archivolto. Andremo in scena nella Sala Modena perché è uno spettacolo pensato per pochi spettatori».

    Kronoteatro è una delle tre realtà liguri che hanno aderito a CreSco, il coordinamento della scena contemporanea, insieme a Tilt Teatro e Teatro Akropolis. Dopo il convegno del 20 marzo a Villa Bombrini, qual è la percezione di Kronoteatro rispetto alla scena ligure? «È importante che ci siano occasioni di incontro fra tutte le realtà che si occupano di teatro, occasioni per portare avanti discorsi e istanze comuni: è un segno che ci stiamo “risvegliando”, al di là dei risultati concreti, peraltro difficili da quantificare. Oggi si percepiscono molte più realtà giovani e vitali in tutto il territorio, a differenza del passato».

    Rispetto invece al progetto di Consulta Regionale dei teatri – portato avanti da Tilt e che vedrà una prima assemblea in Regione lunedì 22 aprile – «si dovrà capire se esistono linee comuni a tutte le realtà. Come Kronoteatro, sentiamo la necessità che i territori vengano rappresentati, che i fondi non vengano destinati solo al capoluogo, anche se a Genova hanno sede i principali teatri e le più importanti compagnie. È inoltre fondamentale sapere come vengono utilizzati i fondi e che fra le persone che ne decidono la distribuzione vi siano figure competenti e privi di conflitti di interessi, che abbiano il polso sia della realtà-teatro nel suo complesso, sia di quanto avviene nei singoli territori. Attualmente i soldi vengono distribuiti secondo criteri di longevità, ma il merito non sempre va di pari passo».

    Marta Traverso

  • Emanuele Conte: intervista al direttore artistico del Teatro della Tosse

    Emanuele Conte: intervista al direttore artistico del Teatro della Tosse

    emanuele conte l1«Se stai male e c’è crisi devi lavorare di più e farlo al meglio delle tue possibilità. Se un teatro lavora meno con il pretesto della crisi allora diventa una struttura “inutile”, dunque perché gli enti pubblici dovrebbero sovvenzionarlo?». Con queste parole Emanuele Conte – presidente e direttore artistico della Fondazione Luzzati – Teatro della Tosse – ha espresso la sua posizione sulla situazione dei teatri a Genova, a margine della conferenza stampa di presentazione dello spettacolo Sogno in una notte d’estate e della contestuale mostra collettiva.

    Subito dopo la conferenza, gli ho posto alcune domande in merito all’attività del Teatro della Tosse (la cui gestione comprende anche Cantiere Campana e La Claque), sui legami con la città e un parere sulle proposte recentemente presentate per cambiare il sistema-teatro, a partire dal progetto di Consulta Regionale.

    Dal 2007 sei presidente e direttore organizzativo della Fondazione Luzzati – Teatro della Tosse, dal 2010 direttore artistico. Rispetto al progetto che avevi in mente quando hai iniziato, sei riuscito a realizzare tutto quello che pensavi o hai dovuto “sterzare in corsa”?
    Questo mio percorso all’interno del Teatro è nato in un momento di profonda crisi, non solo finanziaria ma anche e soprattutto artistica: con la morte di Emanuele Luzzati (avvenuta il 26 gennaio 2007, ndr) vi è stata la presa di coscienza che nulla sarebbe più stato come prima. La costituzione della Fondazione Luzzati ha avuto come primo obiettivo il “salvarsi”, ossia raccogliere e portare avanti l’eredità di Luzzati e garantire altri trent’anni dopo quelli che hanno permesso a lui – insieme a Tonino Conte, Aldo Trionfo, Pepi Morgia e altri – di portare avanti il percorso del Teatro della Tosse, iniziato nel 1975.

    In parallelo ho voluto creare le basi per portare a Genova il lavoro di autori e compagnie emergenti da un lato, di grandi artisti internazionali dall’altro, per rendere la Tosse uno dei “teatri europei d’Italia”. A mio parere, il lavoro del direttore artistico – che svolgo dal 2010 in sinergia con Fabrizio Arcuri, mentre dal 2007 al 2010 lo è stato Massimiliano Civica – non è solo scegliere titoli e/o produrli, ma anche creare un’ambiente di connessione con il pubblico attraverso mostre, aperitivi, concerti e altre iniziative, proprio come si fa all’estero. Il mio principale orgoglio in questi anni è che nomi di punta del teatro internazionale sono venuti per la prima volta a Genova con uno spettacolo al Teatro della Tosse: penso per esempio a Peter Brook, Thomas Ostermeier, Eismuntas Nekrosius e tanti altri.

    Il tuo impegno nel portare autori non italiani alla Tosse potrebbe tradursi anche nell’attirare un pubblico internazionale? I dati sul turismo a Genova parlano di un incremento delle presenze di stranieri: è possibile a tuo parere avvicinare il turismo e il teatro?
    Non solo è possibile, ma si dovrebbe. Il problema è che non sempre accade, almeno non qui: da parte nostra cerchiamo di operare con le associazioni di categoria, su tutte quella degli albergatori, ma sono connessioni che andrebbero create dalle istituzioni. Noi siamo anche un presidio importante per il centro storico, ma spesso non vengono adottate le misure necessarie a contrastare le situazioni di degrado.

    Ti faccio un altro esempio: da quattro anni organizziamo un festival estivo ai Parchi di Nervi, che potrebbe anche attirare i turisti che vengono qui d’estate. Il problema è che ottenere le concessioni è ogni anno sempre molto complesso, e quest’anno molto probabilmente il festival non si farà a causa dei lavori di ristrutturazione del Parco.

    La Fondazione, nelle sue tre “anime” – Teatro della Tosse, Cantiere Campana e La Claque – punta molto sulla valorizzazione del contemporaneo: a tuo parere, attori e drammaturghi sono formati adeguatamente in questo campo, o le scuole e accademie puntano ancora su una formazione esclusivamente “classica”?
    La formazione al contemporaneo è molto carente, perché molte scuole e accademie hanno ancora un’impostazione antica, portata avanti da docenti conservatori. Il problema cruciale, a mio parere, è tuttavia un altro: le scuole di recitazione e drammaturgia sono molto costose per le pubbliche amministrazioni, perché non sono realtà che “fruttano”. Mi riferisco al fatto che oggi, in questo settore, il mercato è saturo e non c’è possibilità di dare lavoro o retribuire adeguatamente i 10, 15 diplomati che ogni anno escono dalle principali accademie. Senza contare i sempre più numerosi corsi di recitazione, scrittura teatrale o su professioni del teatro dei quali è difficile attestare la professionalità, ma che raccolgono molti iscritti. La formazione di potenziali disoccupati è inutile, se non addirittura criminale. Per lo spettacolo Sogno in una notte d’estate abbiamo formato una compagnia quasi interamente di nuovi elementi, con attori molto giovani: abbiamo annunciato i provini sul web, non tramite le scuole, e in pochi giorni abbiamo avuto oltre 200 candidature.

    Cosa pensi del progetto di Consulta Regionale che Tilt Teatro sta portando avanti? Parteciperai all’assemblea del 22 aprile in Regione?
    Ho ricevuto la convocazione e il Teatro della Tosse parteciperà alle assemblee. Non posso definirmi né contrario né a favore, perché di fatto non ho ancora compreso se e in quali termini una Consulta Regionale possa essere utile. La questione della ripartizione dei fondi è molto delicata, per esempio i soldi che il Comune elargisce al Teatro Stabile e al Carlo Felice sono destinati per obbligo di legge: il rischio è che vi siano realtà teatrali che vogliono “portare acqua al proprio mulino” e aderiscano a questo tipo di progetti solo per avere maggiori sovvenzioni, prima che per discutere su proposte e iniziative concrete.

    Un altro tema chiave portato avanti dalla Consulta è quello degli spazi: concordo sul fatto che ci siano molti spazi non utilizzati e sui quali non si sono realizzati progetti adeguati – su tutti il teatro Hop Altrove – ma va ricordato che gestire uno spazio ha dei costi vivi, a partire dalle utenze e dal retribuire chi ci lavora. Sono necessari progetti a lungo termine proposti da realtà con una professionalità forte e con le risorse per portare avanti le loro iniziative.

    Ritengo anzitutto importante dare valore ai teatri che non fanno solo cultura, ma sono anche un presidio importanti per i loro territori, come il Teatro Cargo a Voltri e il Teatro dell’Ortica a Molassana. In secondo luogo va sostenuta l’attività di chi continua a creare lavoro e opportunità, anche e nonostante la crisi: quando Marta Vincenzi, in campagna elettorale, volle incontrare gli operatori del teatro, proposi di rendere obbligatoria l’apertura alle compagnie emergenti e alle nuove produzioni nei bandi per i contributi pubblici. Una proposta che fu accolta positivamente e da allora inserita come requisito nei bandi stessi. Molti teatri puntano ancora sul “sicuro”, ma così facendo le compagnie nuove non lavorano mai, non hanno circuitazione. Da parte nostra, la distinzione che abbiamo operato fra Teatro della Tosse e Cantiere Campana vuole porre l’accento su questo intento, per dare un presente alle realtà emergenti, e non solo promesse per il futuro.

    Questo limite che ravvedi nei teatri è presente anche nel pubblico: spesso lo spettatore predilige gli spettacoli “più sicuri”, che già conosce e sa comprendere. Il teatro contemporaneo dovrebbe implicare una visione critica dello spettatore, che non sempre è possibile. Il Cantiere Campana ha tentato di ricevere le recensioni dagli spettatori per incentivarne lo spirito critico: com’è andato il progetto?
    L’iniziativa del Cantiere Campana non è nuova, perché la Tosse nelle passate stagioni aveva già provato esperimenti analoghi. Si tratta di un progetto molto interessante per noi, ma al tempo stesso impegnativo e difficile da seguire: in termini quantitativi i riscontri non sono stati molto alti, perché oggi lo spettatore tende a considerare se stesso come un consumatore, prima che un critico attento. Con il Cantiere Campana si è anche fatto un lavoro capillare sui social network, per trasferire nel web la creazione di ambiente e di comunità di cui parlavo prima: in questo senso sono un ottimo strumento, anche se il rischio è di “intasare” di comunicazioni bacheche altrui.

    Marta Traverso