Tag: registi

  • Registi e sceneggiatori si diventa: corso di cinema a Genova

    Registi e sceneggiatori si diventa: corso di cinema a Genova

    cinepresaNuove opportunità per chi desidera affacciarsi nel mondo del cinema e scoprire i rudimenti di regia, sceneggiatura, produzione e casting.

    L’associazione culturale Zuccherarte e Mdg Produzioni hanno organizzato un laboratorio intensivo di cinema nella sede del Centro Zenith in corso Torino 38/2, articolato in 10 lezioni e che si terrà dal 15 gennaio al 25 marzo 2012 (ogni domenica pomeriggio dalle 15 alle 18).

    Gli allievi impareranno le nozioni base della cinematografia, e il corso culminerà nella realizzazione di brevi spot e cortometraggi tramite l’uso degli stessi macchinari presenti sui set dei film: crane, carrello, steadycam, videocamera full hd e così via.

    Affrettatevi a iscrivervi, il corso sarà limitato a 15 posti: scadenza iscrizioni 9 gennaio 2012, per saperne di più contattare il numero 392 2259674 o scrivere una mail all’indirizzo mdgproduzioni@libero.it.

    Marta Traverso

  • Stop al teatro dialettale, attori e compagnie in rivolta

    Stop al teatro dialettale, attori e compagnie in rivolta

    Teatro GoviQualche giorno fa vi davamo notizia del nuovo cartellone del Teatro della Gioventù, che non senza polemiche ha cambiato gestione nei mesi scorsi e sta per lanciare una stagione teatrale che punta soprattutto sulla musica e sui giovani.

    Cosa comporta tutto questo? La totale assenza di teatro dialettale, che fino allo scorso anno era stata la punta di diamante della sala di via Cesarea, unico teatro del centro città a dare spazio a questo genere.

    Con la nuova gestione del Gioventù, sono rimaste due le sale genovesi che hanno in cartellone opere teatrali in genovese. E nessuna delle due si trova in centro. Da un lato il Teatro Govi di Bolzaneto, dall’altro il Teatro Verdi di Sestri: il dialetto confinato in Valpolcevera e a Ponente scatena l’ira delle compagnie che ogni anno mettevano in scena le loro opere anche al Teatro della Gioventù. I gruppi coinvolti sono circa settanta per un totale di mille persone, fra cui molti giovani.

    Cosa ci riserva il futuro? Sulla scia del neonato progetto Tilt, che coinvolge giovani gruppi teatrali indipendenti, si sta facendo strada l’ipotesi di un consorzio delle compagnie dialettali con il sostegno della Regione Liguria. Staremo a vedere i prossimi sviluppi della vicenda.

    Marta Traverso

  • Teatro della Gioventù, stagione e nuova gestione al via nel 2012

    Teatro della Gioventù, stagione e nuova gestione al via nel 2012

    teatro della gioventuLa nuova gestione del Teatro della Gioventù in via Cesarea aveva scatenato fior di polemiche nei mesi scorsi. Lo spazio era noto per la sua particolare attenzione alla commedia dialettale, ma la musica è decisamente cambiata dopo che è stato affidato alla Hurly Burly di Massimo Chiesa dopo una gara d’appalto indetta dalla Regione lo scorso febbraio. Non senza polemiche, Chiesa ha  infatti scelto di seguire una linea completamente diversa: largo alla musica, alle compagnie giovani e al teatro contemporaneo.

    La stagione teatrale partirà nel 2012 e il cartellone sarà annunciato nei prossimi giorni, giusto il tempo di ultimare i lavori di ristrutturazione della sala. Nessuna indiscrezione sui titoli degli spettacoli, ma il nuovo direttore artistico è stato molto chiaro su ciò che ci attende: nessuna opera in dialetto, molto spazio alla musica con concerti jazz, rock e blues, alle compagnie teatrali giovani – Chiesa ha dichiarato che avrebbe assunto 30 ragazzi nella sua compagnia – e tanti spettacoli nuovi rispetto a ciò che comunemente rappresentato negli altri teatri genovesi, in modo da non creare nessuna forma di concorrenza diretta.

    Non ci resta dunque che scoprire il calendario degli spettacoli per scoprire se sarà così. Certo, i nostalgici delle commedie dialettali avranno di che mugugnare, ma si spera che il gioco valga davvero la candela.

    Marta Traverso

    Video di Daniele Orlandi

  • Retroscena, il programma televisivo che racconta il teatro

    Retroscena, il programma televisivo che racconta il teatro

    Retroscena
    Una puntata di "Retroscena"

    Vietato l’ingresso ai non addetti ai lavori… Non per questa volta.
    La mano che sposta i lembi rossi di un sipario e lo sguardo di un occhio attento e curioso.

    Si presenta con questa prima immagine, Retroscena (segreti del teatro), unico programma televisivo – teatrale nel panorama italiano.
    Il programma nasce nel 2007, per opera di Michele Sciancalepore (giornalista laureato in lingue e letterature straniere moderne, autore e critico teatrale) e del suo cast composto da Eleonora Megna, Goffredo Merolla e Giuseppe Bartolomei.

    Michele, conduttore del programma, intervista i protagonisti del palcoscenico internazionale, ma la particolarità a mio avviso molto interessante è la possibilità di entrare “dentro” i processi di creazione artistica, nella sua realtà più vera e nuda, mostrando anche quegli aspetti poco sereni, faticosi e travagliati che vengono prima del prodotto finale.

    L’officina creativa che ci viene mostrata è davvero un’opportunità unica per osservare, a distanza, il lavoro di altri artisti, confrontarsi con essi, e anche accogliere consigli degli stessi sui modi con i quali si può affrontare questo mestiere.

    In “Lezioni AmericaneItalo Calvino scriveva che la fantasia è un posto dove ci piove dentro. Da dove viene la pioggia della creazione artistica?
    Coloro che provano a fare di questa pioggia un’arte, ci raccontano come raccolgono e mettono insieme tutte le goccioline minuscole che diventeranno nel migliore dei casi cascate pronte a fare breccia nelle nostre vite.

    Chi fosse interessato, nel sito di Retroscena (http://www.retroscena.tv2000.it) trova un archivio di tutte le puntate andate in onda dagli esordi fino ad oggi.

    Tra gli ospiti del programma ricordo Ascanio Celestini, Moni Ovadia, il teatro del lemming… e non solo personaggi, ma anche puntate dedicate a festival come “Premio Europa per il Teatro” svoltasi quest’anno a San Pietroburgo e luoghi teatrali nostrani come il “centro teatrale Umbro”.

    Retroscena va in onda
    sul canale 801 di Sky o 28 del digitale terrestre il :

    -lunedì alle 22.40
    -martedì alle 15.30,
    -sabato alle 10:35 e la
    -domenica alle 23:45, su TV2000

    Caterina Piserà

  • Fake out!: una web serie tv made in Genova

    Fake out!: una web serie tv made in Genova

    fake outDa quando è arrivato YouTube tutti gli artisti hanno scoperto un terreno più che fertile per farsi conoscere: cantanti, performer, attori e così via possono caricare gratuitamente filmati per mostrare all’etere il loro talento.

    Non solo: spuntano come funghi anche registi e sceneggiatori che creano intere opere da diffondere via YouTube. Con il contemporeaneo sviluppo delle web tv, nascono veri e propri format televisivi realizzati a costo zero.

    La Liguria in questo senso ha all’attivo diversi progetti, a partire dalla sitcom Fessbuc che prendeva in giro il popolare social network. Da qualche settimana quattro ragazzi di Andora – Alessio Vandini, Manuele Ascheri, Luca Zerbone e Dario Guardone – hanno realizzato le prime puntate di Fake Out!, web serie tv distribuita via YouTube in pillole da dieci minuti l’una.

    Il quartetto si occupa di tutto: sceneggiatura, riprese, montaggio, e recitano pure. La prima puntata è già online, mentre prossimamente sono in arrivo i video del backstage e dei prossimi episodi.

    In bocca al lupo!

    Marta Traverso

  • Cicagna, il Teatro riapre i battenti: 40 spettacoli fino a giugno

    Cicagna, il Teatro riapre i battenti: 40 spettacoli fino a giugno

    Teatro CicagnaFa sempre piacere vedere come realtà in apparenza piccole riescano a realizzare qualcosa di bello. È il caso di Monleone, frazione del comune di Cicagna in Valfontanabuona, che il prossimo sabato 3 dicembre vede riaprire dopo dieci anni il suo Teatro.

    Una sala da 350 posti con un palco grande 10×12 metri donata al Comune nel 1956 da un cittadino benestante e amante della cultura, restaurata nel 1998 e che nel 2011 riparte con una stagione teatrale di 40 spettacoli grazie al contributo dell’associazione culturale Mediaquality.

    Gli spettacoli saranno così strutturati: cabaret o concerti al venerdì, prosa al sabato e teatro dialettale la domenica, così da accontentare il pubblico di tutti i gusti. Sono previsti anche laboratori con le scuole, mentre il regista Carlo Mondadori aspira a fondare una compagnia teatrale stabile a Cicagna.

    L’inaugurazione è sabato 3 dicembre (ore 21) con uno spettacolo gratuito sui 150 anni dell’Unità d’Italia. Gli spettacoli si terranno tre giorni la settimana, ossia venerdì e sabato (ore 21) e domenica (ore 15.30). Per informazioni sulla stagione si può contattare il numero 0185 1908295.

    Marta Traverso

  • Play with food 2012, concorso di idee per teatro e arti visive

    Play with food 2012, concorso di idee per teatro e arti visive

    Play with food 2012 bandoUn concorso di idee che possa coniugare teatro, arti visive e cibo: questo il tema della terza edizione di Play with food, festival a cura di Cuochivolanti e dell’associazione CuochiLab che si svolgerà in vari punti di Torino da mercoledì 28 a sabato 31 marzo 2012.

    La rassegna sarà costituita da tre performance (teatro, danza, musica, ecc) centrata sul tema del cibo, di durata compresa fra i 30 e i 45 minuti ciascuna, che saranno rappresentate al Teatro Baretti di Torino. In parallelo verrà allestita una mostra di opere artistiche (fotografia, scultura, installazione, pittura, video, ecc) presso lo spazio Qubì, sempre a Torino.

    I due bandi sono rivolti dunque a performer, artisti visivi, fotografi, danzatori, cuochi, scrittori, artisti di strada, videomaker, autori e registi teatrali.

    Gli artisti selezionati per le performance teatrali riceveranno un compenso lordo di 500 € e il vitto per il giorno della performance, mentre gli artisti visivi avranno il vitto per la giornata dell’allestimento e la possibilità di vendere le proprie opere.

    È possibile inviare il materiale (scheda artistica e tecnica del progetto, cv artistico) entro l’8 dicembre 2011 agli indirizzi mail davide@playwithfood.it e chiara@playwithfood.it.

    Marta Traverso

  • A Ventimiglia il primo film a costo zero realizzato via Facebook

    A Ventimiglia il primo film a costo zero realizzato via Facebook

    cinepresaLa trama è di quelle che più scontate non si può, soprattutto di questi tempi in cui sembra che la tv la faccia sempre e comunque da padrone: un padre di famiglia che per tutta la vita ha lasciato inespressa la sua passione per il canto decide di fare un provino per un talent show.

    La ragione per cui Pugni chiusi può rivelarsi un film interessante è un’altra: si tratta di un lungometraggio realizzato a costo zero tramite Facebook. Il regista Marioandrea Barbantini ha scelto come location la sua città natale, Ventimiglia, reclutando tramite il social network cast, ambientazioni e strumenti.

    Proprio per il suo carattere web il progetto del regista si può definire social movie, e nel suo genere richiama i B movie che hanno avuto molto successo negli anni Settanta: trama ridotta all’osso, cast composto interamente (o quasi) da esordienti, ambientazioni e attrezzature di scena essenziali, budget minimo se non addirittura nullo.

    La prima del film avverrà giovedì 24 novembre (ore 21, ingresso gratuito) al Cinema Teatro di Ventimiglia. Per prenotazioni si può contattare il numero 331 3715638.

    Marta Traverso

  • Carlo Verdone a Genova: “La commedia fine a sé stessa è inutile”

    Carlo Verdone a Genova: “La commedia fine a sé stessa è inutile”

    Carlo VerdoneGiovedì 17 novembre Carlo Verdone è a Genova, in occasione del Festival dell’eccellenza femminile, per incontrare il pubblico e parlare del ruolo che hanno avuto le donne nella sua vita e nei suoi film. Lo aspettiamo fuori dal cinema dove è previsto l’incontro (Sala Sivori); arriva stringendosi nel cappotto e invita tutti a entrare, con un sorriso, per sfuggire al refolo d’aria gelida che sale dai vicoli attraverso Salita S.Caterina.

    Prima di entrare in sala si ferma a rispondere alle nostre domande, e si comincia proprio con il parlare della nostra città: “In Viaggio con papà passai una giornata intera a Genova con Alberto Sordi, visitammo posti magnifici, io non la conoscevo, era la prima volta, e Sordi rallentava molto perché si fermava sempre per mangiare: per il pranzo due ore, nel pomeriggio una pasticceria, alla fine fu più che altro una permanenza culinaria e poi la sera si partì! Poi sono tornato a Genova molte altre volte, anche per promozioni di film, e come città mi piace moltissimo. Venendo qua sono passato per piazze e scorci molto belli, è una città di luci e ombre davvero suggestiva. Non sarebbe male ambientarci un film, me lo auguro vivamente, dovrei scrivere qualcosa però pensato proprio per Genova.

    Che ruolo avrà la donna nel tuo prossimo film? “ In questa pellicola il punto di vista principale è quello dei maschi, perché la storia ruota intorno alla figura dei padri poveri, quei padri divorziati che tra i problemi con la famiglia e le spese per il sostentamento dei figli non arrivano a fine mese. L’unico personaggio femminile è quello di Micaela Ramazzotti, con un ruolo assolutamente positivo perché aiuterà il mio personaggio a risolvere un problema con sua figlia. Mentre i personaggi dei ragazzi risultano essere molto più maturi dei loro genitori”.

    Parlando di cinema contemporaneo invece: “Si sente molto la mancanza di attrici come Monica Vitti. Senza nulla togliere alle ottime attrici che abbiamo adesso, lei aveva una presenza scenica a trecentosessanta gradi sia nel registro comico sia in quello drammatico. Ma sono anche cambiati i tempi. Oggi escono molte commedie carine ma che volano troppo basso, manca la critica di costume e la commedia fine a se stessa, come puro intrattenimento, non serve a nessuno. Tra i giovani abbiamo attori bravi e registi bravi, vorremmo avere qualche sceneggiatore bravo in più, ce ne sono troppo pochi, e anche qualche scrittore in più. I nostri padri negli anni cinquanta e sessanta lavoravano con Zavattini, Flaiano, Bassani, Pasolini, Moravia… ovunque ti voltassi trovavi un grande della letteratura. Oggi ci sono, ma sono pochi, ci vorrebbe qualcuno in più che ispirasse il cinema”.

    In questo periodo storico, quale ruolo secondo te potrebbe o dovrebbe avere la cultura? “Purtroppo la cultura in questo momento non ha alcun ruolo, perché le hanno tagliato troppe cose, è stata considerata un optional dalla politica e abbiamo assistito alla chiusura di sale, teatri, librerie… al loro posto arriveranno pizzerie e negozi d’abbigliamento, ma che fine fa il libro? O anche il cd? Oggi la cultura è sempre più un qualcosa di virtuale, andremo avanti solo a files… la vedo male. Bisognerebbe che la politica si rendesse conto che la cultura è un investimento ed è anche turismo, noi abbiamo bellezze che nessuno ha -più viaggio e più ne sono consapevole- ma non vengono esaltate, questo è un grave problema. Se non si agevola e non si sostiene la cultura, muore l’innovazione e muore soprattutto il ricambio generazionale, e questa è la cosa peggiore che possa succedere a un paese”.

    In sala si alternano momenti seri e momenti di pura comicità in cui Verdone regala al pubblico, col tocco esperto dell’attore di lunga data, esilaranti aneddoti sulla sua esperienza cinematografica. Eccolo quindi passare dal racconto della sua infanzia, cresciuto circondato dalle donne di famiglia: “La mia sensibilità verso la figura femminile deriva senz’altro da questo, la donna è tante cose insieme e questo la rende più interessante dell’uomo, che è più rigido” al come sceglie le partner per le sue pellicole: “Quando penso a un ruolo per un mio film, visualizzo subito il volto dell’attrice, e scrivo su di lei. La incontro, e cerco di conoscerla il meglio possibile, perché è osservandola nella quotidianità che ne capisco l’anima e posso adattare il personaggio alle caratteristiche che vedo, sfruttando i punti di forza dell’attrice, e poi indirizzare lei sul binario giusto per l’interpretazione”, al racconto di come conobbe e scelse per il ruolo di nonna in due suoi film l’impareggiabile Sora Lella (Elena Fabrizi, sorella del grande Aldo), avvicinandola in un bar mentre sorseggiava un aperitivo: “Voi siete la Sora Lella?”, “Sì, e voi chi siete?”, “Carlo Verdone”, “Carlo Verdone? L’attore? Me cojoni!”.

    Claudia Baghino

  • Missing Film Festival 2011 al Club Amici del Cinema

    Missing Film Festival 2011 al Club Amici del Cinema

    Club amici del cinema GenovaTorna al Club Amici del Cinema una nuova edizione del Missing Film Festival – Lo schermo perduto, che quest’anno si divide in varie sedi della città per proiettare film d’autore indipendenti che a discapito della qualità spesso non raggiungono gli onori del botteghino.

    La serata inaugurale si terrà oggi (martedì 15 novembre, ndr) con la proiezione di Capitan Salgari e in anteprima assoluta del documentario Inti Illimani dove cantano le nuvole. La rassegna dura ufficialmente fino al 24 novembre, ma le proiezioni continueranno di fatto fino a dicembre inoltrato

    Il programma di Missing Film Festival 2011 si divide tra la sala cinematografica di Sampierdarena e il Cinema Eden di Pegli, dove fra documentari e cortometraggi saranno proiettate anche recenti pellicole del cinema italiano come Il primo incarico con Isabella Ragonese (mercoledì 16 e giovedì 17, ore 21) e Corpo celeste di Alice Rohrwacher (30 novembre e 1 dicembre, ore 21), oltre a una retrospettiva su David Cronenberg e un omaggio ai registi Ettore Scola (con la proiezione di Ballando ballando, lunedì 21 novembre ore 17) e Mario Monicelli (con Speriamo che sia femmina, sabato 19 novembre ore 15.30).

     

  • Gli uomini del porto: su YouTube il film dei camalli

    Gli uomini del porto: su YouTube il film dei camalli

    Gru del portoGirato nel 1995, digitalizzato nel 2001, distribuito al mondo nel 2011. Per la precisione nel novembre 2011.

    Da pochi giorni il documentario Les hommes du Port, della durata di poco più di un’ora e girato dal regista svizzero Alan Tanner (autore anche del film cult No man’s land), è visibile integralmente su YouTube.

    Un film di cui nessuno si ricordava più da tempo, ormai perso negli anni, ma che oggi è stato riscoperto e caricato in rete da un socio della Culmv, matricola 867. Interviste e testimonianze della vita del porto, che Tanner ha conosciuto molto da vicino quando da giovane navigava. L’ultima proiezione del film era avvenuta nel 2000 alla Sala Chiamata del Porto, in occasione di una mostra sulla Compagnia Unica.

    Buona visione.

  • Teatro del Lemming: la tragedia per un solo spettatore

    Teatro del Lemming: la tragedia per un solo spettatore

    Edipo - teatro del lemmingProva a chiudere gli occhi, e immagina di entrare in uno  spazio buio che non conosci. Lì, ad attenderti, tua madre, che ti conduce al cospetto di un oracolo. Lui non ti vede, è cieco, ma tu percepisci la sua presenza molesta ed irritante. Ti prende per il bavero e ti tira improvvisamente verso di lui, predicendoti una maledizione che ti porterà alla perdita della vista.

    Sei diventato Edipo, e stai per attraversare il peggiore dei tuoi incubi. Pervaso da questa improvvisa consapevolezza, e per di più cieco, non puoi far altro che appoggiarti alla figura di Giocasta, tua madre, che amorevolmente ti guida nel cammino senza immagini che si prospetta davanti a te. Ed è proprio in questo modo che compi le azioni più ignominiose, prima fra tutte l’omicidio di tuo padre. Non sei tu ad ucciderlo, ma qualcuno muove la tua mano, le fa cercare un coltello, glielo fa impugnare, e fa sì che vada a conficcarsi nel corpo di tuo padre.

    Poi capisci di essere re, un sovrano giusto, un monarca capace di gestire perfettamente il popolo che ha in suo affidamento. E subito la Sfinge ti para davanti il suo arcano “Qual era l’essere che cammina ora a quattro gambe, ora a due, ora a tre che, contrariamente alla legge generale, più gambe ha più mostra la propria debolezza?”

    Sei sempre più sballottato, confuso, inibito. Ed è proprio in questo momento che inizi a vivere un’esperienza fisica, erotica, sessuale. Il resto non provo neppure a raccontarlo, sarebbe inutile e sminuente.

    Quando sono entrato in contatto con la compagnia “Teatro del Lemming” di Rovigo ho capito subito la potenza delle loro proposte teatrali. Il gruppo, guidato dal regista Massimo Munaro, utilizza l’esperienza teatrale come coinvolgimento totale degli spettatori. Anzi, dello spettatore, visto il loro Edipo è rivolto ad un solo spettatore che, bendato e scalzo, è chiamato a rivivere i momenti salienti della tragedia greca.

    Attraversare la famosa quarta parete e diventare il protagonista di uno spettacolo come questo significa mettersi in diretto contatto con i propri abissi più profondi, significa vivere un’esperienza assoluta, esattamente come quando ascoltiamo un brano musicale o quando contempliamo un’opera d’arte figurativa; essi parlano direttamente alla nostra più intima dimensione, facendo affiorare l’inconscio più recondito.

    Questo è stato in grado di creare Massimo Munaro, che non a caso è un compositore. Ogni creazione del Lemming dalla quale sono stato coinvolto mi ha un po’ cambiato, mi ha reso un po’ più consapevole, talvolta del mio rapporto con la realtà sensibile, talvolta nel mio rapporto con me stesso.

    Marco Topini

  • Incontro con Paolo Rossi: la commedia è finita

    Incontro con Paolo Rossi: la commedia è finita

    Paolo RossiLuogo: Feltrinelli di Genova. Motivo: presentazione de La commedia e’ finita, conversazione surreale di e tra Carolina de la Calle, regista spagnola (che dal 2008 lavora con Rossi nella compagnia teatrale BabyGang), e l’attore borderline Paolo Rossi su riflessioni e migliorie da apportare ad un teatro in bilico come un funambulo, perennemente in crisi e sull’orlo del fallimento. Ma queste avversita’ lo portano a dover essere vitale, eclettico, innovativo… Attributi perfetti anche per i nostri due eroi!

    La commedia e’ finita. Perche’ questo titolo? Ha molti significati, tra cui: basta, non prendiamoci in giro e iniziamo a fare sul serio.

    Come vedi il futuro del teatro? Io confido nel teatro. Ha piu’ speranze il teatro, nel suo continuo rinnovarsi, che le sei/sette vecchie reti televisive. Sono un mezzo immobile, morto, destinato a finire.

    Nel libro parlate di teatro pop: in cosa consiste davvero? (P) E’ un genere che ruba un po’ da tutto. Io ho seguito il metodo di Dario Fo: “rubare, in teatro, e’ cosa buona. Copiare e’ da coglioni”. L’importante nell’essere pop e’ mischiare bene le carte. L’artista-ladro ruba ai falsi colti per regalare agli ignoranti incoscienti come lui. (C) Inoltre per noi significa riuscire a rivolgersi al popolo e non a quello che sta a casa con il telecomando. (P) Anche se qualcuno e’ riuscito a togliere il potere al popolo trasformandolo in pubblico, avendo capito che la gente perdona molto di piu’ agli attori che ai primi ministri.. Cosi’ i primi ministri sono diventati ottimi attori!

    E qui arriviamo a un tema che ti e’ caro: l’attacco al potere; come credi che si possa combattere il potere attraverso l’arte? (P) Se io facessi un monologo sui precari guadagnerei molto, riceverei molti complimenti ma non cambierebbe niente. E’ lavorando con i precari che io provo a modificare le cose. I cambiamenti avvengono se fatti collettivamente, non attraverso il televoto.

    (C) Io non so se il problema sia il potere, ma so che ogni giorno perdi un sacco di tempo a informarti sui tagli all’ente dello spettacolo, ti ricoglionisci e perdi talento. La nostra generazione di artisti si sta perdendo nelle anticamere dei ministeri. Non bisogna scendere nelle piazze ma salire negli uffici e discutere insieme i bilanci.

    (P) Questa si chiama insurrezione… (ride)

    Nel libro parlate di giovani. Paolo, com’e’ lavorare con loro? La verita’ e’ che loro sono piu’ rigorosi. E sono cosi’ perche’ hanno fame. Questo e’ uno dei tanti motivi per cui preferisco lavorare con loro.

    Che maestro sei? Io mi definisco un ancie’n prodige (ride), non un maestro. Per un periodo della mia vita ho fatto il genio e sregolatezza. Ma poi, se sopravvivi, per rimanere te stesso devi cambiare tutto. E rifare meglio quello che facevi agli inizi. Se sono un maestro e’ solo perche’ mi piace condividere quello che so; mi diverte.

    Carolina tu dici che i ragazzi non vogliono rubare il posto ai piu’ anziani, ma sedersi a tavola con loro. Ma se questa tavola sembra essere stretta gia’ senza di loro, come possono fare i giovani per farsi posto? Le idee scarseggiano. I giovani che hanno un’idea devono tenersela stretta in maniera tale da rendersi indispensabili. Non c’e’ altra soluzione.

    Capito ragazzi? Non prendiamoci in giro. La commedia e’ finita. Andate in pace. Amen…

    Germano Monetti

  • Silvano Agosti racconta il suo “discorso tipico dello schiavo”

    Silvano Agosti racconta il suo “discorso tipico dello schiavo”

    Silvano AgostiSilvano se dovessi racchiudere oggi in poche righe il tuo “discorso tipico dello schiavo”, come un messaggio sul telefonino a milioni di persone nello stesso istante… cosa scriveresti?

    Nessuna somma al mondo vale un giorno della tua vita vissuta in libertà, vale a dire sulla scia silenziosa dei desideri e non nel chiasso degli obblighi.

    Tu hai girato l’Oriente in sacco a pelo, come sopravvivevi, come ti sei mantenuto?

    Un vero miracolo. A partire dalla Grecia e poi in Turchia e in Siria e in Giordania e nel Libano e in tutto il nord Africa, avevo con me un biglietto di due dollari e non ho mai avuto bisogno di cambiarlo perche’ ovunque mi svegliassi c’era un essere umano, uomo o donna che mi porgeva del cibo con infinita tenerezza. Puo’ sembrare incredibile ma e’ stato cosi’.

    Il lettore si stara’ domandando: Bene… Ma oltre ai sogni da rock star, da attore hollywoodiano e alla vita da eremita, quali sono le vie alternative ai mille euro al mese del mio principale? Proviamo a dar loro qualche spunto… qualche esempio da cui partire, qualche riferimento… qualche cosa ben precisa su cui riflettere… Oltre il lavoro subordinato, quali strade pensi possa intraprendere un giovane oggi per sopravvivere in questo mondo?

    Innanzitutto va ripristinato il meccanismo dei desideri naturali, quelli che in genere ha un bimbo di 4 anni che non desidera ne’ soldi ne’ ragazze, ne’ carriere ma, se ha dormito e mangiato, desidera solo giocare. Si tratta di giocare col mondo e con gli eventi come se fossero a disposizione della nostra fantasia. Non esiste Essere al mondo che non abbia voglia di giocare e il gioco di un bimbo cresciuto si chiama creativita’, in qualsiasi forma o quantita’. Il lavoro subordinato e’ in genere un crimine, ma per tre ore al giorno a pieno stipendio si puo’ anche accettare. Al limite va cercato un padrone con un minimo di cervello, gli va chiesto quali sono i compiti da svolgere e tali compiti ci si organizza per svolgerli in tre ore, tempo interminabile per una persona serena e che sta pensando alle rimanenti 21 ore di liberta’. Ma meglio e’ se ognuno si inventa la possibilita’ di vivere della propria creativita’. Inoltre sconsiglio a chiunque di sopravvivere, si tratta invece di vivere e vivere, lo ripeto, significa ritrovare i desideri naturali e dare loro una risposta.

    Cantautori, poeti, pittori, cineasti… Il mondo e’ pieno di talenti. Ma per pubblicare libri viene richiesto denaro, per incidere dischi serve denaro, se suoni dal vivo non guadagni piu’ di trenta euro a serata e se vuoi fare del cinema nessuno ti da i soldi per iniziare a girare il tuo primo film. Quale strada deve seguire secondo te un artista emergente per riuscire a vivere della sua attivita’?

    L’arte fatta con i soldi somiglia all’amore fatto con i soldi, ovvero non e’ altro che un nulla travestito da evento. Ho scritto un manuale intitolato “Come produrre un film senza denaro o, per capirci meglio, senza spendere neppure un euro”. Io di film lungometraggi ne ho prodotti 12 senza denaro e una sessantina di documentari. Naturalmente per prima cosa ho eliminato la troupe e mi sono assunto la responsabilita’ di scrivere la sceneggiatura, fare la fotografia, il montaggio, la produzione e anche la distribuzione. Insomma “Comanda e fai da te, sarai servito come un re…”
    Infine non credo esista il Cantautore o il Poeta, ma un essere umano che si e’ ridotto a identificarsi in un ruolo, sia pur giocoso. In realta’ tu Cantautore o tu Poeta, come essere umano, appunto, sei una infinita’ di altre cose…

    Gabriele Serpe

  • La Bocca del Lupo, il film di Pietro Marcello girato a Genova

    “Prima di girare il film non conoscevo la vostra città unica memoria erano i racconti di mio padre, un marittimo meridionale. Lui si imbarcava e Genova era la sua città ideale, mi raccontava del fermento nei vicoli, delle tripperie, e del suo cielo, dei suoi colori, una città del nord che guarda a sud, diceva”.

    “Io ho conosciuto un’altra città rispetto ai racconti di mio padre. Silenziosa e unica nella sua diversità, ho vissuto nella zona dell’angiporto, dove la memoria è impressa nelle pietre di Sottoripa… A differenza di Napoli, a Genova è difficile riconoscere un tessuto sociale, questo mi ha fatto sentire disorientato al mio arrivo…”

    Il regista venne contattato più di un anno fa dall’Associazione San Marcellino perchè venisse nella nostra città a realizzare un film che riuscisse a fotografare una parte di città… quella dei vicoli, del ghetto e della comunità transessuale, dei tanti senza tetto assistiti dai volontari di San Marcellino. L’Associazione genovese, fondata nel dopoguerra per aiutare chi era rimasto senza casa dopo i bombardamenti, voleva raccontare attraverso un film, non tanto la propria attività, quanto il mondo a cui essa si rivolge.

    Nasce così La Bocca del Lupo, dal titolo del romanzo di Remigio Zena del 1892 ambientato nel centro storico, nell’antico sestiere di Prè.

    Il film ha attirato migliaia e migliaia di persone al cinema; una storia d’amore, la vera storia di Enzo e Mary, lei in strada, lui in carcere. Si sono aspettati e voluti sin dal tempo del loro incontro in galera, quando ancora si mandavano messaggi registrati su cassette nascoste.

    Mary, romana, raggiunge Genova negli anni sessanta per poter finalmente esprimere la propria sessualità, perchè nei nostri vicoli erano nate in quegli anni le prime comunità trans d’Italia. Enzo, figlio di un contrabbandiere, ha passato metà della sua vita dietro le sbarre a causa di diversi scontri a fuoco con la polizia.

    Un film documentario di un’ora, fra scene girate oggi e filmini per lo più amatoriali ripescati negli archivi e capaci di raccontare una Genova lontana, ricca di fascino per chi non l’ha vissuta, ricolma di rimembranze per chi in quegli anni era un ragazzo.

    Malinconico e “pasoliniano”, questo film racconta la storia dei vinti, in cui la vera vittima è lo spettatore, che improvvisamente si scopre miope e superficiale mentre sale in macchina per rientrare al proprio nido.

    E poi Lei, la città di confine, la scorbutica signora che invecchia… “unica nella sua diversità”.

    Gabriele Serpe