Trasporto ferroviario: in Liguria i pendolari sono cittadini di serie B

«Fateci uscire dalla preistoria», è lo slogan dei volontari di Legambiente che hanno manifestato ieri insieme ai pendolari di Roma, Padova, Foligno, Pinerolo, Napoli, Viareggio, Lucca, Pistoia, Prato, Firenze, Bologna, Genova, Ancona e Caltagirone.
Quattordici appuntamenti in altrettante stazioni d’Italia, dal Veneto alla Sicilia, per sottoporre all’attenzione del governo la situazione di degrado in cui versa il trasporto pendolare: lo stato di abbandono di molte stazioni, la vetustà dei treni, la soppressione delle corse e persino di intere linee (12 in Piemonte!), i ritardi e il conseguente sovraffollamento, l’incertezza dei finanziamenti e del futuro di un settore che interessa quasi tre milioni di cittadini. Sono, infatti, 2 milioni 903 mila le persone che, nel nostro paese, ogni mattina prendono il treno per andare a lavorare o a studiare. Ogni sera lo riprendono per tornare a casa.

Passeggeri inesistenti, però, nel dibattito pubblico, come mette in evidenza Legambiente nel suo rapporto “Pendolaria 2012”. Cittadini di serie B per la politica nazionale dei trasporti, che da oltre dieci anni premia la strada a danno della ferrovia come ben dimostra la suddivisione dei finanziamenti della Legge Obiettivo 2002-2012: 71% delle risorse per strade e autostrade, 15% per le ferrovie e 14% per le reti metropolitane. Anche quest’anno, alla crescita costante del numero di pendolari in Italia governo e amministrazioni regionali hanno risposto con tagli ai servizi, aumenti del costo dei biglietti in tutte le regioni e incertezze sugli investimenti, con effetti rilevanti sulla qualità del servizio.

Confrontando il trasporto pubblico ferroviario delle varie regioni italiane, il quadro che emerge in Liguria è disarmante: sono 105 mila i passeggeri liguri che ogni giorno scelgono il treno per spostarsi; la nostra regione stanzia per l’erogazione del servizio su rotaia solo lo 0,44% del bilancio regionale 2012 (rispetto allo 0,51% della Lombardia, piuttosto che lo 0,96% dell’Emilia Romagna) che si traduce in una spesa media di 4,49 euro per abitante all’anno (in Lombardia la spesa media annuale per abitante è di 11,92 euro; in Toscana di 9,01 euro).

«I numeri che emergono dal nostro dossier sono preoccupanti – spiega Legambiente Liguria – Gli enti locali e chi eroga il servizio devono dare certezze ai cittadini. È necessario che la regione dimostri il suo peso politico rinegoziando il contratto di servizio che ha stipulato con Trenitalia nel 2009 perchè non tutela l’utenza. L’emergenza neve ne è una dimostrazione lampante ed è impensabile si debba ricorrere alla Procura, ormai costantemente, sperando possa far rispettare il diritto alla mobilità che si esplica con un servizio decoroso».

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