Mese: Febbraio 2012

  • Concerto di Beneficenza di Federico Sirianni

    Concerto di Beneficenza di Federico Sirianni

    Federico SirianniVenerdì 17 febbraio il cantautore genovese Federico Sirianni si esibisce presso il dancing orchidea a.r.c.i. di Santa Margherita Ligure in un  viaggio musicale senza confini e frontiere.

    Il cantautore emigrato a Torino, si ispira all’America di Bob Dylan e Tom Waits e nel corso della  carriera ha ottenuto molti successi e riconoscimenti, come il  premio Regionale Ligure per la Musica, il premio critica al Festival Musicultura di Recanati, il premio Bindi, il premio Lunezia, oltre che numerose partecipazioni a spettacoli teatrali e cd pubblicati, l’ultimo dei quali insieme al gruppo Gnu Quartet.

    Nella serata si Santa Margherita sarà accompagnato da Enrico Testa e le sue armoniche blues.

    L’incasso della serata sarà devoluto all’associazione di volontariato onlus Terra e Liberta’ e destinato alla realizzazione di un centro contro la denutrizione infantile a Lima (Peru’).

  • Teatro della Gioventù: incontro con il direttore artistico Massimo Chiesa

    Teatro della Gioventù: incontro con il direttore artistico Massimo Chiesa

    Intervista a Massimo ChiesaUn incontro piacevole quello avvenuto nel nuovo foyer del Teatro della Gioventù. Massimo Chiesa, direttore artistico del teatro, produttore teatrale e figlio di Ivo Chiesa storico fondatore del Teatro Stabile di Genova, ci racconta quelli che sono i primi passi della sua creatura dopo il tanto discusso bando di gara dello scorso anno per l’assegnazione del teatro che lo ha visto unico partecipante. Lui che ha lavorato con i più grandi attori e registi, italiani e non, ha fondato la “The Kitchen Company”, una compagnia formata da quasi 50 attori under 30 diplomati nelle migliori Accademie italiane. Il Teatro della Gioventù diventa quindi la sede ufficiale della compagnia, uno spazio che nelle ambizioni di Chiesa dovrà essere vivo anche al di fuori degli spettacoli: aperitivi musicali, tea reading, letture, dj set, concerti e Free Wi-Fi Zone.

    Un piccolo passo indietro. Prima del tuo insediamento ci sono state polemiche, soprattutto riguardanti la presenza nel contratto con la Regione Liguria dell’obbligo da parte tua di inserire rappresentazioni di teatro dialettale nel tuo cartellone, opere attualmente assenti…
    Nel bando di gara c’è l’obbligo da parte mia di fare teatro dialettale, ma non solo, c’è l’obbligo di fare anche altre cose che, mi viene da dire, saranno fatte. E’ difficile poter sostenere che noi al Teatro della Gioventù “non faremo”… perché ad oggi ho presentato solo il cartellone di prosa. E non amo i minestroni…

    Cosa offre questo primo cartellone del Teatro della Gioventù? Il comune denominatore è la commedia, ho cercato testi che facciano ridere in modo intelligente. Basta aprire una certa tv e la volgarità impera, io amo invece la comicità dei grandi autori, prevalentemente inglesi, dove è più difficile ridere, ma quando si ride lo si fa “con gusto”, “con qualità”…

    Prima delle rappresentazioni di “Rumori Fuori Scena” (più di 50 dal 14 gennaio fino al 4 marzo) fai tu stesso un invito particolare a chi viene a vedere, ma in un certo senso anche alla città, quasi volessi spronarla… Così tante rappresentazioni per un solo spettacolo si tratta di un record per Genova, ma lo sarebbe anche per Roma o Milano. Ho fatto questa scelta perché vorrei che tutti i genovesi venissero a vedere lo spettacolo e proprio per questo ho tenuto i prezzi molto bassi, ma non voglio che vengano qui a scapito degli altri teatri cittadini… tutt’altro! Ed è proprio questo l’invito che faccio al pubblico prima dello spettacolo. Abbonatevi, andate allo Stabile, alla Tosse, al Garage come all’Archivolto… e poi venite anche qui! Ad oggi con “Rumori Fuori Scena” siamo a metà del percorso e lo hanno visto più di 4000 persone… Risultato impossibile se io avessi tenuto in scena lo spettacolo due o tre giorni, al massimo una settimana, come è abitudine fare in Italia. Un’abitudine pericolosa, prima o poi si finirà con il mettere in scena solo il primo tempo di uno spettacolo!

    Tra l’altro so che ti piacerebbe promuovere all’interno del Teatro della Gioventù gli spettacoli degli altri teatri cittadini… Esatto! A Londra o a Parigi è così e non vedo perché in Italia no. A me piacerebbe nel mio discorso a inizio spettacolo consigliare al pubblico spettacoli di altri teatri cittadini. Sarebbe fantastico … certo poi dall’altra parte vorrei che il “favore” fosse ricambiato, a seconda del loro gusto ovviamente. E’ un peccato far passare inosservati alcuni spettacoli…

    A Genova come in Italia si dice ci siano pochi ragazzi che scrivono opere teatrali, ma a me viene da dire: un giovane autore dove può andare a proporre i suoi testi originali se si tende sempre a mettere in scena opere straniere o di un’altra epoca? Il contemporaneo sembra sempre “da rivedere”… Tocchi un tasto delicato. Guarda io faccio il produttore teatrale da tanti anni. Il punto è che un giovane autore contemporaneo ha come colleghi/rivali tutti gli autori del mondo… è dura! Un giorno un ragazzo è venuto da me a propormi una commedia, scritta molto bene, divertente…. ma non abbastanza. Voglio dire, ma perché devo mettere in scena il testo di questo ragazzo quando posso mettere in scena un testo ad esempio di Michael Frayn…?! Questo ragazzo non era all’altezza di Frayn e io sono un produttore privato, per cui ovviamente scelgo il più bravo. Forse i teatri pubblici potrebbero aprirsi di più alle giovani proposte, questo magari si… ma per un privato è difficile. Poi, a dire la verità, in Italia non abbiamo neanche tutta questa tradizione di autori teatrali…

    Di cosa pensi di avere “tanta voglia”, Massimo? Oddio… Sicuramente vorrei il teatro sempre pieno e, come ti ho detto, vorrei che questo diventasse un teatro in pieno stile londinese. Per quanto riguarda la mia vita, invece, vorrei tanto trovare la tranquillità che non ho mai avuto. Sempre a rincorrere le cose, invidio la calma… e vorrei un giorno riuscire a vivere con i “tempi giusti”.

     

    Intervista di Gabriele Serpe

    Video di Daniele Orlandi

  • Cibi e bibite equosolidali nei distributori automatici: perché no?

    Cibi e bibite equosolidali nei distributori automatici: perché no?

    equo solidaleQuanti grassi, calorie e conservanti di più o meno dannosa natura stanno dentro agli snack e alle bibite che troviamo nei distributori automatici? Un boom sempre più diffuso, che dopo aver monopolizzato le stazioni ferroviarie sta lentamente occupando anche le strade delle città. Qui a Genova un esempio lampante sta nelle catene di distributori multipli installate al posto di negozi chiusi in via San Vincenzo e in altre zone del centro storico.

    Un’altra faccia di questo boom è sfruttarlo per promuovere la diffusione di prodotti meno “nocivi” dal punto di vista calorico e che provengono dal commercio equo e solidale. Un esperimento partito da alcuni anni e che ha coinvolto molte città italiane – l’ultima in ordine di tempo è Cuneo – che proprio in questi giorni ha installato i primi distributori automatici equosolidali nell’ambito dell’adesione alla campagna Città Equosolidali.

    La Regione Liguria ha aderito a questo progetto nel 2008, e i Comuni che hanno già al loro interno snack equosolidali sono Savona, La Spezia, Lavagna, Sestri Levante, Serra Riccò e Finale Ligure. Non sarebbe bello trovare un’iniziativa del genere anche a Genova?

    Marta Traverso

  • Roberta Barabino, Old Fulmine e Senpai in concerto a La Claque

    Roberta Barabino, Old Fulmine e Senpai in concerto a La Claque

    Roberta BarabinoVenerdì 17 febbraio alle ore 2230 a La Claque Roberta Barabino presenta dal vivo le canzoni del suo primo album “Magot”.

    Roberta Barabino viene da Genova e suona le sue canzoni da quando aveva sedici anni, da principio per l’esigenza di dire a suo modo qualcosa a qualcuno, per fare un regalo attraverso una dimensione domestica, amicale, familiare. Ha da poco pubblicato il suo primo album “Magot” (Egeamusic) che sta riscuotendo ottimi consensi di critica e pubbblico e la sta portando a suonare dal vivo in tutta Italia, accompagnata dai musicisti Tristan Martinelli e Jacopo Ristori. Nelle canzoni Roberta racconta del vissuto quotidiano dal suo intimo punto di vista e, mentre si evolve nella composizione, mantiene il suo stile personale, la  sua  semplicità.

    Ad aprire la serata Gli Od fulmine e i Senpai.

    Od fulmine è il nuovo progetto di Mattia Cominotto (già fondatore, chitarrista e autore dei Meganoidi). Attualmente al lavoro sul primo album insieme a una band di 4 elementi il gruppo proporrà dal vivo le sue canzoni, incredibilmente in bilico tra Husker du, post punk e Luigi Tenco.

    I Senpai, ovvero Paolo Sala e Clara Grignaschi, spesso con la collaborazione di Pietro Martinelli e Lorenzo Ameri, mettono insieme tutto il meglio dell’indiepop inglese pre e post C86 con sotterranee nostalgie psichedeliche tutte da decifrare. Testi visionari e nonsense si innestano su melodie catchy, con arrangiamenti che possono spaziare dall’acustico-intimista del duo piano-chitarra, fino al powaer pop della formazione al completo.

    Ingresso 7 euro

  • Ikea: prima indagine sugli orientamenti sessuali

    Ikea: prima indagine sugli orientamenti sessuali

    IkeaUn sondaggio tra i collaboratori dell’azienda per comprendere a che livello sia giunta l’inclusione di persone di diverso orientamento sessuale – gay, lesbiche, bisessuali e trans (Glbt) – nell’ambiente di lavoro. In Italia per la prima volta si solleva il velo su un tema delicato che va necessariamente affrontato onde evitare i rischi di nuove discriminazioni. A realizzarla è Ikea nell’ambito della politica di diversity management che da tempo l’azienda svedese porta avanti.
    Ikea è socio fondatore di “Parks-Liberi e Uguali”, un’associazione di imprese nata nel gennaio 2011 – a cui aderiscono Telecom Italia, Johnson&Johnson, Roche, Citi, Lilly, Il Saggiatore, Linklaters, Sixty Group, Gruppo Consoft – che aiuta le aziende a implementare politiche di inclusione per tutti i dipendenti, con un focus particolare verso le persone Glbt.

    Dopo aver affrontato l’argomento delle pari opportunità di genere – in azienda le donne sono il 58,60% e nelle posizioni manageriali superano il 41% – Ikea affronta un tema che qualche mese fa è salito agli onori della cronaca in seguito ad una pubblicità relativa all’apertura del negozio Ikea di Catania, dove campeggiavano due uomini ripresi di spalle e mano nella mano, accompagnati dallo slogan “Siamo aperti a tutte le famiglie”.

    Al questionario, erogato in forma anonima e cartacea ha risposto il 44,11% dei dipendenti dei negozi Ikea di Bologna, Catania e Roma, vale a dire 476 su 1.079.
    71 rispondenti (14%) si sono definiti gay, lesbiche, bisessuali o trans. La percentuale scende al 6,58%, se rapportiamo i 71 Glbtal totale dei 1079 dipendenti.
    L’inclusione dei collaboratori Glbt in IKEA sembra un fatto acquisito e pare non risultino comportamenti discriminanti da parte dell’azienda o degli altri colleghi di lavoro. L’88% è certo che in Ikea tutti hanno pari opportunità di carriera, indipendentemente dalla loro identità di genere o dal loro orientamento sessuale.
    Infine per l’82% la diversità deve divenire una priorità strategica per l’azienda, che deve creare un ambiente rispettoso e inclusivo per tutte le differenze, comprese quelle connesse all’orientamento sessuale e all’identità di genere.

    <<Ci troviamo di fronte ad un risultato molto positivo che dimostra una forte sensibilità sociale da parte dei nostri colleghi – spiega Valerio di Bussolo, responsabile Relazioni Esterne Ikea – I luoghi di lavoro, dove la gente passa otto o più ore al giorno, devono diventare luoghi dove ricostruire un senso di appartenenza e di comunità che negli ultimi anni sì è eroso pericolosamente>>.

    <<Il rispetto e l’inclusione in azienda sono fattori formidabili di motivazione per chi lavora e si riflettono direttamente tanto sulla soddisfazione e sulla produttività delle persone quanto sulla capacità per le imprese di attrarre e trattenere i migliori talenti sul mercato – racconta Ivan Scalfarotto, Direttore esecutivo di Parks – Creare luoghi di lavoro dove le centinaia di migliaia di persone gay, lesbiche, bisessuali e trans possano esprimere le proprie capacità professionali è dunque non soltanto una cosa giusta da fare sul piano etico ma è anche una buona pratica di business, come dimostrano le tante aziende che nel mondo lavorano da anni in questa direzione>>.

     

    Matteo Quadrone

     

     

  • Sanremo, non solo festival: nasce Wmw, social network della musica

    Sanremo, non solo festival: nasce Wmw, social network della musica

    band musicaAlla faccia delle polemiche sul monopolio delle solite etichette discografiche nel panorama del Festival di Sanremo, negli stessi giorni in cui la stampa concentra la sua attenzione su conduttori, vallette, Big e superospiti, il Meeting degli Indipendenti presenta proprio nella città dei fiori un social network per creativi della musica.

    Il sito wmw.it è l’acronimo di Work Music World, un progetto rivolto a “chiunque ha delle idee”: cantanti, musicisti, videomaker, produttori, tutti coloro che sono alla ricerca di uno spazio in cui condividere idee e progetti con persone che svolgono la stessa attività artistica.

    Non proprio un social network, piuttosto la definizione che i creatori hanno scelto per questo nuovo strumento è social working: uno spazio in cui iscriversi gratuitamente per caricare brani musicali e video, creare collaborazioni di lavoro fra gli iscritti e perfezionarsi tramite corsi in modalità e-learning.

    Marta Traverso

  • Incontro con Susy De Martini candidato sindaco del partito “La Destra”

    Incontro con Susy De Martini candidato sindaco del partito “La Destra”

    Susy De MartiniE’ partita la campagna elettorale del movimento politico “La Destra”, con la presentazione del candidato sindaco alle prossime elezioni amministrative genovesi.

    Si tratta di Isabella Susanna De Martini, docente di ruolo in Psicologia Medica e Psicologia del Lavoro presso l’Università di Genova, con alcune esperienze politiche alle spalle da indipendente (ma nel 2009 candidata del Popolo delle Libertà al Parlamento Europeo)  – «è l’unica donna rimasta in campo», non rinuncia a provocare il Partito Democratico, il leader nazionale de “La Destra” Francesco Storace (a onor del vero occorre ricordare la candidatura di Giuliana Sanguineti per il Pcl, partito comunista dei lavori e non è escluso che emergano altre candidature femminili) –  dal 2003 collabora con il preside della facoltà di Ingegneria di Genova per i progetti speciali ed internazionali e dal 2008 è membro della commissione relazioni internazionali dell’ateneo genovese.

    «Offriamo questa candidatura ai cittadini di Genova – dichiara Storace– ma diamo la possibilità al centrodestra, qualora questa coalizione volesse fare, per una volta, il bene del capoluogo ligure, la possibilità di aggregarsi sotto il nome di una persona seria, la nostra candidata Susy De Martini».
    Al contrario nel caso in cui il Pdl dovesse trovare un nome capace di unire le sue varie anime «Se ne riparlerà quando De Martini arriverà al ballottaggio – afferma spavaldo, Storace – ed il centrodestra dovrà confrontarsi con noi e decidere come comportarsi».

    «Sono 15 anni che l’alleanza fra i due “Claudio”, Burlando e Scajola, sta conducendo alla morte la cittàesordisce così Susy De Martini – Genova è nelle mani di un clan politico trasversale che lavora sempre e solo per i suoi interessi, quello che io chiamo Pdp, il partito del potere».
    «I genovesi quando si stancheranno di veder buttati via un sacco di soldi pubblici? – è la domanda retorica che si pone De Martini – Basta ricordare la scellerata gestione del G8, 8 miliardi spesi per rendere quadrata Piazza De Ferrari, oppure il denaro gettato al vento nella fallimentare società per la realizzazione del tunnel sotto il porto. Con queste risorse si sarebbe potuto realizzare il famoso scolmatore del Bisagno e forse evitare il disastro del novembre scorso».
    «I cittadini non possono essere continuamente ingannati, come nel caso del famoso progetto Erzelli – continua De Martini – L’università non deve essere utilizzata come foglia di fico per mascherare una vera e propria speculazione edilizia che prosciugherà tutte le risorse finanziarie disponibili per i prossimi anni. La sede di Ingegneria avrebbe dovuto trasferirsi presso il silos Hennebique, accanto alla facoltà di Economia. Questa sarebbe stata una soluzione consona ed in grado di rilanciare il vicino centro storico».

     

    Matteo Quadrone

    Video di Daniele Orlandi

     

    Era Superba – SPECIALE ELEZIONI COMUNALI 2012

    Incontro con il candidato sindaco del centrosinistra Marco Doria

    Incontro con il candidato sindaco del Gruppo Misto Enrico Musso

    Incontro con il candidato sindaco del Movimento 5 Stelle Paolo Putti

    Incontro con il candidato sindaco del partito Italia Nuova Armando Siri

    Incontro con il candidato sindaco di Primavera Politica Simonetta Saveri

    Incontro con il candidato sindaco di Gente Comune Giuseppe Viscardi 

    Incontro con il candidato sindaco della Lega Nord Edoardo Rixi

    Incontro con il candidato sindaco del centrodestra Pierluigi Vinai

    Incontro con il candidato sindaco del Pcl Giuliana Sanguineti

    Incontro con il candidato sindaco di Fratelli Fratellastri Simohamed Kaabour

    Incontro con il candidato sindaco di Comunisti Sinistra Popolare Roberto Delogu

    Incontro con il candidato sindaco di Portento per Genova Orlando Portento

  • “Più di mille giovedì”, lo spettacolo al Teatro di Villa Galliera

    “Più di mille giovedì”, lo spettacolo al Teatro di Villa Galliera

    Villa Duchessa GallieraNell’ambito della rassegna “Donne eccezionali”, organizzata dal teatro Cargo, domenica 19 febbraio alle 1630 si tiene lo spettacolo “Più di mille giovedì”, La storia delle Madres de Plaza de Mayo, donne a cui la dittatura argentina ha strappato i figli, che sono tuttora desaparecidos.

    Il teatro di Villa Duchessa di Galliera a Voltri ospita questa rappresentazione dal grande impatto emotivo, tratta dal testo coragggioso e poetico “Le irregolari” di Massimo Carlotto. Uno spettacolo che  ha debuttato nel luglio 2000, è stato anche rappresentato a Roma nella Sala del Cenacolo presso la Camera dei Deputati, in Cile nel Museo della Memoria di Villa Grimaldi, negli ex centri clandestini di detenzione di Cordoba, Rosario e Buenos Aires in Argentina e per due volte nella stessa Plaza de Mayo.

    Ingresso 11 euro

  • Music Contest: concorso per cantanti e band via Facebook

    Music Contest: concorso per cantanti e band via Facebook

    band musicaUn concorso per aspiranti cantanti, band e musicisti da realizzarsi tramite i social network: il quotidiano La Stampa e Sounday Music hanno indetto Music Contest, un concorso per artisti che si svolge tramite la pagina Facebook de La Stampa.

    Chi ha uno o più brani musicali da proporre può registrarsi al concorso e caricare i suoi pezzi entro l’8 maggio.

    Sono ammessi brani di qualunque genere musicale.

    Una giuria e gli utenti di Facebook selezioneranno i brani migliori per dieci finalisti, che ogni settimana saranno estratti per ottenere premi di vario genere (coupon per l’acquisto di attrezzature musicali, biglietti per concerti, ecc.). Il cantante o gruppo vincitore avrà la possibilità di realizzare il videoclip del brano, partecipare a un concerto live e trascorrere quattro giorni in studio di registrazione.

    Marta Traverso

  • Progetto Smart City: Genova riceverà 6 milioni di euro

    Progetto Smart City: Genova riceverà 6 milioni di euro

    Porto di Genova al tramontoVi ricordate il progetto SmartCity tanto voluto dalla sindaco Marta Vincenzi? Bene, le tre proposte presentate dalla città di Genova sono risultate vincitrici con il punteggio massimo in tutti e tre gli ambiti (“pianificazione strategica sostenibile delle città”, “riscaldamento e raffreddamento”, “efficientamento energetico degli edifici”) del bando “Smart cities and Communities 2011”, lanciato dalla Commissione Europea.

    Genova riceverà 6 milioni di euro per la realizzazione dell’intero programma, un’importante scommessa e un’opportunità da sfruttare nel migliore dei modi. Ma andiamo a conoscere nel dettaglio i progetti:

    – Nell’ambito 1 ovvero “pianificazione strategica sostenibile delle città”, Genova ha partecipato con il progetto “Transform” coordinato dal Comune di Amsterdam e che vede, per la parte genovese, la collaborazione di Comune, Enel Distribuzione S.p.A., A.R.E. (Agenzia Regionale per l’Energia) oltre l’Università e l’Ufficio della Regione a Bruxelles retto da Costa Consulting. L’obiettivo del progetto è quello di creare una linea guida comune contenente indicazioni strategiche (e riferimenti concreti a casi specifici) sufficientemente flessibili per essere applicate nelle diverse realtà urbane. Genova riceverà 674.000 euro.

    – Per quanto riguarda l’ambito “riscaldamento e raffreddamento” Genova ha partecipato e vinto con il progetto “Celsius” coordinato dal Comune di Goteborg. La città di Genova progetterà e realizzerà una rete energetica locale alle Gavette, a Staglieno, con  un impianto di turbo-espansione e una centrale di cogenerazione nel sito dell’Officina delle Gavette. Insieme alla centrale verrà realizzata una nuova rete di tele-riscaldamento e tele-raffreddamento che dovrebbe servire le utenze industriali, commerciali e residenziali della zona. Con il Comune sono impegnati la Genova Reti Gas srl, l’Università e D’Appollonia S.p.A., il progetto porterà a Genova 2.425.000 euro.

    – Il terzo e ultimo progetto, nell’ambito “efficientamento energetico degli edifici”, si chiama “R2Cities” che si pone l’obiettivo di sviluppare una serie di strategie e soluzioni innovative per l’edilizia residenziale. Genova ha messo in campo un progetto ambizioso che prevede la riqualificazione energetica della diga di Begato grazie al rifacimento dell’impianto energetico dell’edificio, la riqualificazione dei percorsi e cambiando i sistemi di consumo. Oltre a Begato, il progetto prevede un intervento anche in Piazzale Adriatico, per un finanziamento complessivo di 2.486.000 euro.

  • Funicolare di Sant’Anna: finiti i lavori di manutenzione, presto sarà riaperta

    Funicolare di Sant’Anna: finiti i lavori di manutenzione, presto sarà riaperta

    La funicolare di Sant’Anna che collega Piazza Portello con la Circonvallazione a monte – chiusa da più di 6 mesi per l’esecuzione dei lavori di manutenzione ventennale – a breve dovrebbe finalmente riaprire.
    Gli interventi di restyling sono infatti completati ed ora si attendono le autorizzazioni necessarie per effettuare il collaudo e ripristinare il servizio.

    <<Una notizia positiva che i cittadini attendevano – spiega Michele Razeti, presidente del Municipio Centro Est – alcuni commercianti mi hanno espresso il loro disagio per aver subito delle ripercussioni economiche, a causa dell’assenza di questo servizio>>.
    Oltre alla revisione completa della sala macchine e al restauro delle cabine, si è approfittato dell’occasione per rifare completamente i carrelli ed il gruppo ruote delle vetture. Lavori che se non fossero stati realizzati ora, nel prossimo futuro, si sarebbero comunque resi necessari.
    Gli interni delle cabine sono stati modificati in modo tale da aumentare il numero di passeggeri. Ma non solo. I tecnici infatti, grazie ad alcuni interventi già eseguiti, stanno studiando la possibilità di rendere più veloce il servizio.
    <<È davvero significativo che nel compiere questi lavori si sia guardato, non solo alle esigenze contingenti, ma anche alle prospettive future>>,  sottolinea Razeti.

    La funicolare di S. Anna è la più antica di Genova, venne inaugurata il 26 novembre 1891 con finalità turistiche per collegare il centro città alla collina soprastante.
    All’epoca funzionava con un originale sistema di azionamento ad acqua che, sfruttando la forza di gravità, permetteva di far scendere una vettura zavorrata con un cassone pieno d’acqua trascinando, per mezzo della fune, l’altra vettura in salita. All’arrivo nella stazione a valle il cassone veniva vuotato, ed il ciclo si ripeteva.
    Il sistema era in apparenza molto semplice, ma in realtà comportava una certa attenzione da parte dei manovratori nel caricare la giusta quantità d’acqua in base al numero di passeggeri presenti sulle vetture, ed un accorto uso del freno, che agiva su di una cremagliera centrale, per evitare che la velocità aumentasse pericolosamente.

    Con il crescere dell’urbanizzazione nella zona di Circonvallazione a monte, la funicolare modificò la sua fisionomia trasformandosi in un impianto di trasporto urbano in senso stretto.
    Dopo la chiusura della funicolare d’Orvieto, quello di Genova rimase l’unico impianto italiano funzionante ad acqua.

    Nel 1975 l’incidente della funivia del Cermis provocò un processo di revisione sulla legislazione degli impianti di funivia e funicolare. In pratica la nuova legislazione, scaturita dalla necessità di maggiori controlli sugli impianti a fune, accomunava, in maniera inspiegabile, le funicolari agli impianti di funivia.

    A fine anni ’70 Amt intraprese uno studio per adeguare l’impianto alla nuova normativa.
    Purtroppo non si riuscì a salvare nulla dell’originale e si dovette decidere di ricostruire una funicolare elettrica completamente nuova, entrata in servizio nel 1980.

    L’attuale impianto, ammodernato nel 1991 in seguito ad un incendio che distrusse la “Vaccheria” – la quasi centenaria stazione a monte della funicolare costruita prevalentemente in legno – ha una portata oraria di circa 900 persone/ora per senso di marcia e trasporta annualmente oltre un milione di persone.

     

    Matteo Quadrone

     

  • Big Fat Mama in concerto al Senhor do Bonfim

    Big Fat Mama in concerto al Senhor do Bonfim

    Big Fat MamaVenerdì 17 febbraio il Senhor do Bonfim di Nervi ospita il concerto di lo storico gruppo Big Fat Mama nasce nel 1979 da un’idea di Piero De Luca, tuttora unico titolare del nome della band.

    Influenzato dal blues di Chicago, New Orleans, Texas, da jump & swing, nella sua esperienza più che trentennale il gruppo ha registrato otto tra LP e CD e ha suonato in tutta Europa e in tutti i principali festival italiani e stranieri, aprendo i concerti di  leggendarie icone della musica.

    Dopo alcuni trascorsi nell’ambito del Rock Blues, dal 2002 la band si è riavvicinata sempre di più alla “Musica del Diavolo”, percorso cominciato quattro anni fa con l’incisione del CD I Been Around e culminato nel 2009 con la pubblicazione del CD intitolato Blues on My Side , prodotto da Piero De Luca, Luigi Monge e Antonio “Candy” Rossi.

    Che si tragga ispirazione da alcuni maestri del genere quali T-Bone Walker o John Lee Hooker, si rivisiti il “beat” di New Orleans di Professor Longhair, o si strizzi l’occhio all’hokum blues degli Anni Trenta o al blues di Chicago degli Anni Quaranta e Cinquanta, questo CD è pieno di sentimento blues e riflette appieno il punto di vista musicale di Piero De Luca.

    I testi sono tutti originali, volutamente moderni e allo stesso tempo profondamente radicati nel genere.

    Inizio h 2330, ingresso con prima consumazione € 8

  • Cannabis terapeutica: consentita dalla legge, ostacolata dalla burocrazia

    Cannabis terapeutica: consentita dalla legge, ostacolata dalla burocrazia

    Migliaia di persone sofferenti non godono di un libero accesso ai farmaci. Oppure sono costrette a lunghe trafile tra mille ostacoli burocratici per esercitare un loro diritto fondamentale: quello alla cura. Accade in Italia nell’anno 2012.
    Stiamo parlando di uomini e donne, giovani e meno giovani, affetti da patologie quali il glaucoma, epilessia, sclerosi multipla, sindrome di Tourette, spasticità nelle lesioni midollari (tetraplegia, paraplegia), patologie tumorali, malattie psichiatriche e molte patologie neurologiche, malattie autoimmuni (lupus eritematoso) e malattie neurodegenerative (morbo di Alzheimer, corea di Huntington, morbo di Parkinson), patologie cardiovascolari (arteriosclerosi, ipertensione arteriosa), artrite reumatoide, traumi celebrali/ictus, malattie infiammatorie croniche intestinali (morbo di Crohn, colite ulcerosa), asma, anoressia, Aids, sindromi da astinenza nelle dipendenze da sostanze, insonnia, incontinenza, allergie, sindromi ansioso-depressive ed altre ancora.

    Tutti – nessuno escluso – potrebbero ricavare notevoli benefici ed alleviare le proprie sofferenze grazie all’uso medico della cannabis. La canapa infatti contiene numerosi principi attivi, alcuni dei quali dotati di un riconosciuto valore terapeutico. È dalla notte dei tempi che la canapa viene considerata un valido medicinale e nel corso del XIX preparati a base di canapa si trovavano normalmente sugli scaffali di gran parte delle farmacie in Europa come in America. Nel XX secolo si generò un generale mutamento di clima –partito dagli Stati Uniti ed approdato nel Vecchio Continente – che condusse prima ad una campagna mediatica contro la cannabis e poi alla sua messa al bando. Nel frattempo le industrie farmaceutiche decisero di investire sui derivati dell’oppio come anticonvulsivi ed antidolorifici e sulle sostanze sintetiche quali aspirina e barbiturici. Per fortuna negli ultimi decenni si è registrato un rinnovato interesse del mondo scientifico nei confronti della cannabis e sono fioriti numerosi  studi.
    Attualmente in letteratura medica  si trova una vasta documentazione sull’uso terapeutico della cannabis a cui rimando per approfondimenti (in particolare i link accessibili dal sito di “Pazienti Impazienti Cannabis” http://wwwpazienticannabis.org; http://www.cannabis-med.org/italian/patients-use.htm).

    “Pazienti Impazienti” è un’associazione formata nel 2006, nata già nel 2001 come gruppo di auto-mutuo-aiuto, lotta da anni per affermare il diritto a curarsi con la cannabis. Capace di stabilire una forma di dialogo costruttivo con le Istituzioni (in particolare con il Ministero della Salute), “Pazienti Impazienti” ha ottenuto un importante successo – a cui purtroppo non sono seguiti i fatti – ormai ben 5 anni fa.

    <<Nel 2007 abbiamo compiuto un passo avanti importantissimo – racconta Alessandra Viazzi, genovese, Presidente nazionale dell’associazione – siamo riusciti a far inserire il principio attivo (THC) della cannabis nella tabella II B, l’elenco delle sostanze stupefacenti e psicotrope di riconosciuto valore terapeutico, ovvero farmaci prescrivibili con semplice ricetta bianca non ripetibile>>.

    Con il decreto ministeriale del 18 aprile 2007 i cannabinoidi delta-9-tetraidrocannabinolo (THC) e trans-delta-9-tetraidrocannabinolo (Dronabinol) entrano nella tabella II B <<Considerato che costituiscono principi attivi di medicinali utilizzati come adiuvanti nella terapia del dolore anche al fine di contenere i dosaggi dei farmaci oppiacei ed inoltre si sono rivelati efficaci nel trattamento di patologie neurodegenerative quali la sclerosi multipla>>. Il Ministero della salute, a partire da quella data, rende possibile utilizzarli nella terapia farmacologica.

    Vengono così create le basi normative per immettere in commercio nel mercato italiano farmaci a base di cannabinoidi, visto che allo stato attuale simili prodotti non sono disponibili nelle farmacie del nostro Paese. <<I medici che ritengono di dover sottoporre propri pazienti a terapia farmacologica con derivati della cannabis devono richiederne l’importazione dall’estero all’Ufficio Centrale Stupefacenti del Ministero della salute>>, si legge nella pagina online del Ministero della salute dedicata ai medicinali cannabinoidi.
    La normativa nazionale di riferimento per tali farmaci è il Decreto Ministeriale dell’11 febbraio 1997, relativo all’importazione di farmaci esteri direttamente dal produttore da parte delle Farmacie del servizio sanitario pubblico, per utilizzo in ambito ospedaliero ed extra-ospedaliero. <<l’Ufficio centrale stupefacenti rilascia, su richiesta del medico curante (medico di medicina generale o specialista) o del medico ospedaliero, effettuata per il tramite delle aziende sanitarie locali o delle farmacie ospedaliere, autorizzazioni per l’importazione di medicinali stupefacenti registrati nel paese di provenienza e privi di AIC nazionale (Autorizzazione all’Immissione in Commercio) – si legge sempre sul sito del Ministero della salute – La richiesta di autorizzazione all’importazione del medicinale deve comunque essere motivata, da parte del medico richiedente, da mancanza di alternative terapeutiche disponibili in Italia>>.

    E qui iniziano i problemi per i pazienti, come racconta Alessandra <<Esistono due modi per accedere ai farmaci: a carico del paziente se prescritti dal medico di base; a carico del servizio sanitario se prescritti in ambito ospedaliero, non solo ospedalizzati ma anche pazienti soggetti a day-hospital, ad un percorso ambulatoriale o in regime di assistenza domiciliare integrata>>.
    Innanzitutto risulta assai difficile trovare medici disponibili a prescrivere medicinali derivati dalla cannabis. Tutto dipende dall’esclusiva valutazione discrezionale del professionista in questione ed inoltre  lo stesso Ordine dei medici pare non incentivare questa pratica.

    Una volta che il medico curante disponibile ha firmato l’apposito modulo, quest’ultimo va consegnato alla Farmacia Territoriale della Asl di riferimento che richiederà l’autorizzazione all’importazione del medicinale al Ministero della salute. Ottenuta l’autorizzazione del Ministero – dopo più o meno una settimana –  la Asl stessa importerà il medicinale e, quando il farmaco arriverà a destinazione, avviserà il medico o il paziente. <<Complessivamente occorre attendere dai 20 giorni ai 2 mesi circa ed anche più se per quella Farmacia è la prima volta e non sono pratici – spiega Alessandra – La maggior parte delle Farmacie Territoriali delle Asl, è il caso di quelle liguri, chiedono al paziente di pagare il costo di farmaco e procedure di importazione. Dai 600 ai 2000 euro anticipati per tre mesi di terapia>>.

    <<La prescrizione infatti vale solo per tre mesi ed ogni tre mesi deve essere rinnovata – continua Alessandra – Quindi il paziente deve ripetere l’intera snervante trafila: medico di base, farmacia territoriale Asl, richiesta al Ministero, attesa dei farmaci. Molti malati hanno problemi di deambulazione, alcuni si trovano in sedia a rotelle e se non possono contar su parenti ed amici come fanno ogni qual volta a rifare tutto il percorso burocratico? Senza considerare la beffa del pagamento anticipato. Il problema è che ogni Asl in Italia ha potere decisionale e non esistono regole che valgono per tutti>>.
    Se invece è il medico specialista ospedaliero a compilare la richiesta in teoria basterebbe che lo stesso la consegni alla Farmacia dell’ Ospedale e si dovrebbe ottenere il farmaco gratis tramite il day-hospital, come prevede la legge. Ma tant’è sono pochissimi i casi in cui i malati hanno accesso gratuitamente ai farmaci.
    <<In pratica molti dei “manager” che dirigono gli Ospedali boicottano illegittimamente l’applicazione della legge per motivi ideologici – spiega Alessandra – e le stesse farmacie ospedaliere spesso non accettano le pratiche complicando la situazione>>.

    Ma quali sono i farmaci cannabinoidi che siamo costretti ad importare dall’estero?
    L’industria farmaceutica ha prodotto diversi farmaci derivanti da cannabinoidi sintetici (in particolare dronabinol e nabilone) registrati per uso terapeutico e commercializzati in diversi paesi. I più importanti sono il Marinol ed il Cesamet, in pratica THC puro sintetico di solito in pastiglie, importati da Usa e Germania. Esiste poi un estratto, il sativex, sotto forma di spray, importato dal Canada.

    I derivati sintetici però sembrano mostrare minore efficacia e maggiore incidenza di effetti collaterali rispetto ai derivati naturali, oggi preferiti da molti pazienti. Come conferma Alessandra <<Per noi i farmaci sintetici non vanno bene. E neppure gli estratti. Entrambi sono prodotti da multinazionali farmaceutiche ed hanno costi decisamente alti. I migliori sono i farmaci che arrivano dall’Olanda, realizzati appositamente per il Ministero della salute olandese. Sono le cosiddette infiorescenze femminili di cannabis, ovvero fiori coltivati in laboratorio, sterilizzati e sottoposti ad un minuzioso controllo per quanto riguarda qualità e sicurezza>>.
    La migliore modalità di assunzione delle infiorescenze rimane quella tramite vaporizzazione (grazie ad uno specifico vaporizzatore). La seconda modalità riconosciuta è attraverso l’assunzione di tisane (ma in questo caso non si sfrutta appieno l’apporto del THC che, essendo liposolubile, risulta difficile da sciogliere). <<Ma sono praticabili anche altre soluzioni – spiega Alessandra – c’è chi confeziona preparati alimentari e chi fuma le infiorescenze con o senza tabacco. Questa è la pratica più veloce, particolarmente consueta nei casi di asma ed epilessia>>.

    La pianta di cannabis contiene al suo interno una settantina di principi attivi, l’unico stupefacente è il THC.
    Il secondo principio attivo principale, con interessanti proprietà terapeutiche è il cannabidiolo (CBD), un cannabinoide non psicoattivo, cioè privo di effetti sul cervello. <<Il CDB è utilissimo per alleviare spasmi e dolori muscolari>>, spiega Alessandra.
    Inoltre il CDB è in grado di modulare l’azione del THC a livello celebrale prolungandone la durata d’azione e limitandone gli effetti collaterali. L’effetto di modulazione del CDB e di altri cannabinoidi – assenti nelle preparazioni sintetiche – potrebbe spiegare la minore efficacia dei farmaci di sintesi.
    Il Ministero della salute olandese già dal 2004 produce il Bedrocan, infiorescenze femminili contenenti il 19% di THC e meno dell’1% di CDB.
    <<Inizialmente questo prodotto era parecchio sbilanciato – spiega Alessandra – e così la ditta olandese “Bedrocan” ha iniziato a realizzarne altre versioni, studiate per venire incontro alle differenti esigenze dei pazienti>>. Nasce così il il Bedrobinol con il 12% di THC e sempre meno dell’1% di CBD. Ed ancora un terzo, il Bediol, in forma granulare, con percentuali variabili tra il 6 – 8% di entrambi i principi, THC e CDB. Parliamo di prodotti che, in alcuni casi, consentono ai malati di ridurre, se non addirittura eliminare completamente, il ricorso a farmaci terribili come i barbiturici.

    A partire dal 2007  esiste anche una seconda opportunità per i pazienti. I medicinali a base di cannabinoidi possono infatti essere commercializzati come preparazioni galeniche magistrali.
    Qualunque medico può prescrivere su semplice ricetta bianca non ripetibile tali preparazioni e qualsiasi farmacia – dotata di un laboratorio galenico – può richiederli ad una ditta di Milano, la Solmag-Artha, che nel 2009 ha chiesto ed ottenuto l’autorizzazione per importare le stesse infiorescenze femminili dall’Olanda (sfuse invece che in barattoli da 5 grammi). La ditta di Milano a sua volta le rivende alle farmacie italiane che nei loro laboratori preparano le singole dosi. <<Il problema è che questi passaggi fanno salire in maniera vertiginosa i costi>>, sottolinea Alessandra. La ditta di Milano acquista le infiorescenze a prezzo di costo, il medesimo pagato dalle Asl, ma poi ricarica i prezzi del 100%. <<Si passa così da circa 8 euro al grammo se il prodotto è importato tramite Asl, a cifre che si avvicinano ai 30-40 euro al grammo – continua Alessandra – Considerando che mediamente ogni paziente ha bisogno di almeno 1 grammo al giorno, si comprende alla perfezione come una spesa simile sia insostenibile per la maggioranza dei malati>>. In sostanza anche questa opportunità non può diventare una pratica consueta e per i malati curarsi rimane sempre un percorso ad ostacoli.

    <<Il problema è la mancanza di regole comuni in tutto il territorio italiano>>, precisa Alessandra.
    Con il riconoscimento e la regolamentazione dell’accesso ai derivati medicinali della pianta di cannabis e degli analoghi sintetici – sanciti dal DM dell’aprile 2007 – la fruizione della terapia è ormai formalmente un dato acquisito, ma occorrono delle singole leggi regionali in grado di applicare le norme quadro nazionali.
    <<Ogni regione deve mettere nero su bianco delle regole chiare – spiega Alessandra –  Noi come associazione di pazienti con l’appoggio trasversale di diverse forze politiche siamo riusciti a far presentare delle proposte di legge in 9 regioni italiane, tra cui la Liguria.  Purtroppo attualmente sono tutte in una fase di stallo. Inoltre presentano dei pesanti limiti che occorre eliminare. Il problema principale è che per un evidente volere politico e mediatico si sta trasmettendo all’opinione pubblica un messaggio errato. In pratica viene messa in evidenza l’utilità di questi farmaci esclusivamente per quanto concerne le cure palliative del dolore, ad esempio nei casi di malati terminali o persone sottoposte a cicli di chemioterapia. Ma questa è solo una delle indicazioni e non certamente la principale. In questa maniera vengono esclusi numerosi pazienti affetti da patologie che nulla hanno a che vedere con le cure palliative>>.
    Per quanto riguarda la Liguria la proposta di legge intitolata “Modalità di erogazione dei farmaci e delle preparazioni galeniche a base di cannabinoidi per finalità terapeutiche”, presentata il 7 marzo 2011 da Federazione della sinistra e Sinistra ecologia e libertà (primi firmatari i consiglieri Alessandro Benzi, Giacomo Conti Matteo Rossi), giace in un cassetto di qualche ufficio regionale. Dimenticata ormai da quasi un anno.

    “Pazienti Impazienti” si è riunita con i capigruppo del consiglio regionale nell’aprile 2011. Da allora l’associazione non ha più avuto notizie. Neppure dal Presidente della Commissione Sanità, il consigliere Stefano Quaini, il quale aveva promesso di interessarsi alla questione.

    <<Bisogna assumere il punto di vista dei malati per comprendere la situazione – dice Alessandra – l’associazione si chiama “Pazienti Impazienti” perché non abbiamo più la pazienza di aspettare. Non c’è più tempo da perdere. Anzi non c’è MAI stato tempo da perdere. Purtroppo alcuni di noi in questi anni ci hanno lasciato nella vana attesa di un cambiamento delle stato delle cose. Noi la “nostra” medicina la vogliamo utilizzare e lo stiamo facendo comunque nonostante l’assurdità della legge. Non è giusto che in una società civile un malato possa curarsi gratis, un altro solo se ha un reddito sufficiente ed altri ancora rischino la galera>>.

    <<Io ho iniziato nel 1992 quando ancora, anche in ambito medico, ti guardavano come un “alieno” – racconta Alessandra – Poi per fortuna, intorno al 2000, ho iniziato a trovare qualcuno con cui condividere la mia esperienza. A Genova ad aver trovato medici che prescrivono questi farmaci siamo in 7-8 persone. In tutta Italia il bacino di utenza potenziale è di migliaia di persone. Purtroppo non si hanno informazioni certe e verificabili perché nessuno, neppure il Ministero della salute, si preoccupa di tenere aggiornati i dati. La nostra pratica ERA illegale e per la maggioranza dei pazienti CONTINUA ad essere illegale ancora oggi. Parliamo di malati che non trovano disponibilità nei medici, nelle farmacie territoriali delle Asl, pazienti che non possono sostenere costi elevatissimi e devono necessariamente trovare altre soluzioni. E così un numero elevato di pazienti ha due possibilità: o si rivolge al mercato nero della cannabis, con prezzi alti e soprattutto con un basso livello di qualità; oppure si auto produce la sua medicina. Diventa un coltivatore di cannabis con rischi ancor più alti perché da “consumatore di stupefacenti” si trasforma in “produttore di stupefacenti”, perseguibile dalla legge italiana. Anche le forze dell’ordine ritengono tutto ciò un’assurdità. Ma sono obbligati ad intervenire. È veramente paradossale perché siamo riusciti ad inserire un principio attivo stupefacente all’interno della lista dei medicinali, eppure nonostante ciò molti malati rischiano il carcere perché i medici non prescrivono questi prodotti>>.

    <<Se tutto fosse fatto a regola d’arte si potrebbero sfruttare le competenze sviluppate, soprattutto in altri Paesi, per metterle a disposizione dei malati – conclude Alessandra – già oggi esistono semi di canapa che garantiscono determinate percentuali di alcuni principi attivi che, come detto in precedenza, possono risultare utili per differenti patologie. Senza contare che la qualità e la sicurezza del prodotto finale risulterebbero totalmente accertate. Per quanto riguarda le preparazioni galeniche, anche questa potrebbe rappresentare una soluzione valida. Peccato però che senza un controllo accurato di costi e qualità sia un’opportunità impraticabile. Noi abbiamo proposto e siamo riusciti a farlo inserire in alcune proposte di legge regionali, di realizzare una produzione nazionale di canapa a fini terapeutici sul modello portato avanti dal Ministero della salute olandese. Sarebbe sufficiente individuare un laboratorio farmaceutico centrale, ad esempio abbiamo indicato lo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze,  per la produzione e lavorazione di cannabis medicinale coltivata in Italia destinata alla fornitura per il Servizio Sanitario pubblico. Oggi si tratta di una possibilità completamente inesplorata che invece potrebbe risolvere parecchi problemi ed alleviare le sofferenze di migliaia di malati>>.

     

     

    Matteo Quadrone

     

     

  • Sestri Levante e Castiglione Chiavarese: progetto di museo diffuso

    Sestri Levante e Castiglione Chiavarese: progetto di museo diffuso

    castiglione chiavareseSi chiama museo diffuso o ecomuseo, ed è un concetto sempre più presente sul territorio italiano, che mira a coniugare la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale di un luogo a partire dal paesaggio, dagli angoli caratteristici, insomma dalle strade che di norma percorriamo per “andare al museo” ma che più raramente sono esse stesse parte del museo. Non solo: il museo diffuso coinvolge anche gli abitanti del territorio, perché la loro memoria storica, le usanze e le tradizioni diventino motivo di interesse per i visitatori.

    Per la prima volta anche la Liguria avrà il suo museo diffuso: in occasione del BIT di Milano (Borsa Internazionale del Turismo) verrà presentato dalla Provincia di Genova il museo diffuso di Sestri Levante e Castiglione Chiavarese, che vedrà i due comuni del Tigullio protagonisti di un percorso fra natura e cultura. A Palazzo Fasce (Sestri Levante) verrà inaugurato prossimamente un allestimento multimediale che costituirà il cuore del museo, da cui partiranno una serie di itinerari tematici volti a collegare la costa con il borgo dell’entroterra.

    Marta Traverso

  • Essenze Barocche alla Galleria Nazionale di Palazzo Spinola

    Essenze Barocche alla Galleria Nazionale di Palazzo Spinola

    Essenze Barocche Palazzo SpinolaLa Galleria Nazionale di Palazzo Spinola, in stretta collaborazione con la Galleria d’Arte Moderna di Genova, ospita dal 15 febbraio al 27 maggio la mostra Essenze Barocche, che propone al pubblico  interessanti rimandi e suggestive contaminazioni tra le opere barocche appartenenti alle collezioni della Galleria e le tele realizzate dal pittore Alessandro Fergola.

    Fergola si configura dunque come “architetto-artista, collezionista d’arte, appassionato di musica e di letteratura, che nella pittura riesce a restituire la pienezza armoniosa e lieve di un’esperienza sinestetica complessa ricreando, in un’unica visione fantasmagorica e quasi eroica, strutturalmente robusta e magistralmente  svolta, movimenti, fruscii, sensazioni tattili e sollecitazioni cromatiche”.

    Le opere esposte sono:

    Alessandro Fergola (Genova 1942), Entropia, olio su tela, cm 180 x 280, Genova, Galleria d’Arte Moderna (n. Inv. GAM 2459).

    Alessandro Fergola (Genova 1942), Tondo I-2011 senza titolo, olio su tela, diametro cm 180, Genova, Archivio dell’artista.

    Alessandro Fergola (Genova 1942), Sacro e Profano, olio su tela, cm 160 x 100, Genova, Archivio dell’artista.