Mese: Febbraio 2012

  • Non hai la tv? Non importa, devi pagare lo stesso il canone Rai

    Non hai la tv? Non importa, devi pagare lo stesso il canone Rai

    No, non è ancora finita: se pensavate che il 31 gennaio fosse il termine ultimo per non sentir più parlare di canone Rai per i prossimi dodici mesi, sappiate che l’azienda di (teoricamente) servizio pubblico radiotelevisivo ci invita a pagare la tanto odiata tassa entro il 29 febbraio con una piccola aggiunta sull’importo.

    Se la recente inchiesta del Fatto Quotidiano sugli sprechi in Rai non è sufficiente, ecco una nuova notizia destinata a suscitare non poche polemiche.

    Sembra infatti che per pagare il canone Rai non serve avere la tv in casa. L’azienda ha infatti mandato a circa 5 milioni di aziende italiane un’ingiunzione di pagamento. Niente di strano, se non fosse che buona parte di queste aziende non ha un televisore nei propri uffici: ha piuttosto computer, tablet, iPad o smartphone, dispositivi diversi dalla tv ma che “potenzialmente” danno la possibilità di vedere o ascoltare i programmi Rai attraverso lo streaming.

    L’innovativo procedimento prende le sue origini da un regio decreto del 1938, il quale impone che «Chiunque detenga uno o più apparecchi atti od adattabili alla ricezione delle radioaudizioni è obbligato al pagamento del canone di abbonamento». Prima ancora che fossero inventati i transistor, è nata la magagna che sta facendo infuriare non poco milioni di imprenditori in tutto il nostro Paese, che tramite le associazioni di categoria sta protestando contro il pagamento di una tassa che potrebbe costare loro dai 200 ai 6.000 € l’anno a seconda della tipologia merceologica.

    Marta Traverso

  • Gruppi genovesi e musica live a Genova: Temple of Deimos

    Gruppi genovesi e musica live a Genova: Temple of Deimos

    Deimos è uno dei figli di Marte e Venere, ed è anche un satellite di Marte.

    Ed è Temple of Deimos che hanno deciso di chiamarsi Fabio, Matteo e Riccardo nel creare il loro progetto musicale, che parte nel 2006 e vede un primo EP nel 2007. I

    Temple of Deimos pubblicano poi l’album omonimo nel 2010, dopo averlo registrato nel 2009 sotto la direzione artistica del produttore indipendente David Lenci (che inoltre canta insieme a Fabio in una delle tracce).

    Di lì parte un lungo tour di 46 date (terminerà a giugno 2012), che porta i ragazzi a suonare lungo tutta la penisola.

    Nella sua storia la band ha fatto da supporter a nomi come Meganoidi, Giorgio Canali e Pete Doherty. “Suonare fuori è sempre una scommessa –dice Matteo- ma quando la serata va bene dà ovviamente una grande soddisfazione”. Fabio: “Non tutte le serate sono perfette, a volte ci si mettono tanti fattori tra cui magari nove ore di viaggio, ma siamo orgogliosi di poter dire che la maggior parte delle esibizioni è andata bene.

    La cosa più importante comunque è l’umiltà: testa bassa e rispetto per tutti, specie per il pubblico. Suonare tanto, impegnandosi sempre. Alla fine a forza di suonare il gruppo diventa un tutt’uno e tante cose vengono naturali. Certo, c’è sempre l’elemento agitazione… invece di sfumare con l’esperienza, più invecchio e più ne soffro!”

    Prossimi progetti: un nuovo disco, nato praticamente on the road e che sarà registrato a Genova.

    Temple of DemoisGenere: Rock
    Fabio Speranza – voce e chitarra
    Matteo Pinna – batteria
    Riccardo Eggenhöffner – voce e basso
    (David Lenci – tecnico del suono e guest vocal in Gulp Me Down)

     

     

     

  • Serata del Brunello di Montalcino al ristorante A due passi dal Mare

    Serata del Brunello di Montalcino al ristorante A due passi dal Mare

    Ristorante A due passi dal MareIl ristorante A Due Passi dal Mare di via Casaregis 52 r, 010/588543 propone venerdì 24 febbraio la serata de ” Il Grande Brunello di Castiglion del Bosco ‘o4, in abbinamento ai piatti:

    Ballottine di carne Fassone al profumo di maggiorana su fonduta
    Risotto con zucca gialla mantecato al San Stè
    Ventaglio di petto d’anatra con “friarielli”, patate nocciole e salsa al fondo bruno
    Mousse di cioccolato fondente Valrhona con cialda alle mandorle

    Il costo è di 45 euro tutto compreso

  • “The Rocky Horror Picture Show” al teatro Govi

    “The Rocky Horror Picture Show” al teatro Govi

    Unconntional CastIn occasione del Carnevale l’UNconventional Cast torna a casa per organizzare il gran ballo in maschera!
    Tra lustrini, pailettes e boa di struzzo la compagnia presenta il “Rocky Horror” in double feature, come nella migliore delle tradizioni transilvane: i protagonisti si confondono tra il pubblico cantando, recitando e ballando sulle immagini del film di ‘O Brien, che viene trasmesso in contemporanea sul fondo della scena.

    Un evento diventato ormai tradizione al Teatro Rina & Gilberto Govi di Genova Bolzaneto, proclamato ufficialmente la Horror House dell’UNconventional Cast: ogni due mesi il palco del Govi diventa cornice della storia più rock e trasgressiva di sempre.

    Lo spettacolo avrà inizio alle ore 21,00.
    Prezzo dei biglietti:
    Intero: € 15,00
    Ridotto: € 12,00

  • Storia di Genova: piazza della Nunziata e i balestrieri genovesi

    Storia di Genova: piazza della Nunziata e i balestrieri genovesi

    Ingresso Basilica di Piazza dell'Annunziata

    La Storia di Genova, articoli e video – Vai all’approfondimento su GuidadiGenova.it

    Nel caos del traffico cittadino c’è una piazza, un po’ snobbata dalle guide e dai percorsi turistici anche perché, diciamolo, soffocata dal transito rumoroso di mezzi di tutti i tipi, con palazzi smorti nel loro non-colore che avrebbero bisogno di un provvido restyling e in perdente competizione con le più nobili e vicine Via Cairoli, via Balbi nonché tutto il cuore pulsante del Centro Storico. Eppure Piazza della Nunziata potrebbe stupire con tanti racconti che l’hanno vista muta testimone di passate vicende umane.

    Campeggia in questo luogo la monumentale chiesa dedicata alla SS. Annunziata del Vastato. Piccola pieve, limitata nella superfice dalla presenza di due torrentelli, oggi incanalati nel sottosuolo, il rio di Carbonara e il rio di Vallechiara, vide gli albori nel 1228 con il nome di S. Maria del Prato.

    Dai Fratelli della Regola degli Umiliati, primi religiosi a curarne la costruzione, passò ai Conventuali di S. Francesco di Castelletto che la ingrandirono (1520-1530), grazie al congruo contributo in denaro di Francesco Spinola e la dotarono di un ampio sagrato, previa demolizione di alcune case, azione da cui deriverebbe il termine “guastato” o del “vastato”, anche se qualcuno sostiene che il toponimo è da riferirsi ad “a-stu”, luogo all’aperto dove antichi liguri si riunivano in parlamento.

    Fu grazie, però, ai nobili Lomellini se i nuovi proprietari, i Frati minori Osservanti dell’Annunziata di Portoria, la completarono nelle sue attuali forme barocche(1591-1625), rendendola un vero museo della storia dell’arte genovese del ‘600. Mirabili sono la facciata di Taddeo Carlone, il pronao neoclassico con il grandioso timpano, sorretto da sei colonne, di Carlo Barabino, gli affreschi della navata centrale dei fratelli Giovanni e Giovanni Battista Carlone o quelli delle due navate laterali dove, insieme ai più noti Grechetto, Fiasella, Cambiaso, Strozzi, troviamo opere di ben altri 19 pittori, tra le quali alcune di grande valore artistico come Il Cenacolo (G.C. Procaccini) che campeggia sopra l’ingresso o l’Annunciazione (D. Piola) in una delle cappelle laterali.

    Il Paradiso, affresco di Andrea Ansaldo, che impreziosisce la cupola centrale, è famoso, poi, per essere stato causa di un agguato, teso al pittore da colleghi invidiosi, dal quale si salvò miracolosamente. La querelle tra artisti, rosi da gelosie e rivalità, erano molto frequenti in quei tempi, come lo testimonia il fatto che l’Ansaldo era già scampato ad un episodio analogo. Venuto a conoscenza che era stato affidato al rivale Giulio Benso l’incarico di dipingere “S. Antonio fra gli Angeli”, per l’Oratorio di S. Antonio Abate, su cui, pare, vantasse dei diritti di prelazione, l’artista affrontò con decisione il concorrente che, però, più giovane e armato di un “ferro”, lo ridusse così a mal partito che per poco non ne morì.

    Basilica di Piazza dell'AnnunziataBasilica di Piazza dell'Annunziata

    Meno fortunato fu Luciano Borzone che, mentre dipingeva il Presepe, visibile a sinistra dellacappella maggiore, cadde maldestramente dall’impalcatura e perì. Deceduti per peste, anni più tardi (1645) anche i suoi figli chiamati a terminare l’opera del padre. Sorte infelice, ugualmente, per il duca Giuseppe Bouffleurs, giunto con le sue truppe a difendere Genova da un possibile ritorno degli austriaci. Poco più di un anno dopo (1747), come si legge in un antico testo, il vaiolo chiamò il poveretto “ad altra gloria”. La stima dei genovesi, che “lo piansero a calde lacrime” perché “ avevano ammirato in lui il modello d’ogni virtù cristiana”, indusse il Senato dell’epoca a conferirgli un posto nel libro d’oro della nobiltà genovese. Questo privilegio aveva come conseguenza l’opportunità di inserire lo stemma della Repubblica nel blasone di famiglia e la possibilità di essere sepolto in una chiesa, scelta che cadde su quella dell’Annunziata, dove ancora giace davanti alla cappella dedicata a S. Luigi.

    Spostiamoci sul “Vastato” e caliamoci nell’anno 1601: nella piazza una grande forca è stata allestita per l’impiccagione di Giovanni Giorgio Leveratto. La triste storia inizia quando Maria de’ Medici, moglie di Enrico IV di Francia, fu costretta a soggiornare a Portofino per le pessime condizioni del mare. Qui conobbe un certo Gian Battista Vassallo che, seguitala in Francia, per accrescere il suo prestigio agli occhi della regina, progettò di consegnare Genova ai francesi. Per ordire la congiura, si rivolse al cognato Leveratto, medico genovese, che pensò di introdurre i nemici nella città attraverso una piccola porta nei pressi di Carignano. Ma il tradimento di Antonio Morasso, proprietario della casa da cui sarebbero dovuti partire i cospiratori, fece fallire il piano, piano prontamente confermato dal traditore al primo “rendez vous” con gli strumenti di tortura. Spettacoli molto più ameni si tenevano, invece, nei giorni festivi, ma per scoprirne i protagonisti, bisogna prima parlare di un’antica e terribile arma: la balestra.

    Il “Vastato” era l’ampio spiazzo davanti alla chiesa di piazza della Nunziata, dove nel XIII secolo, si esercitavano i balestrieri, così come, dopo le funzioni religiose nei giorni festivi, si poteva assistere alle loro esibizione a Prè, a Sarzano, sulla spianata dell’Acquasola e in tutte le piazze antistanti le parrocchie. Vere e proprie competizioni, accompagnate da un tifo da stadio con applausi, fischi, discussioni, risse, si concludevano con l’assegnazione di ricchi premi: “ille qui primo dabat in signo” (chi per primo risultava vincitore) riceveva “una tazza de bono ariento”, il secondo 10 paia di braccia di tessuto di lana, il terzo una nuova balestra completamente accessoriata. Se ne trova memoria nei libri amministrativi delle spese: esborso di 10 lire per la valle di Voltri (1338) usate per l’acquisto di due tazze di argento, così per gli anni successivi, sceso a 6 lire e 5 soldi, per una sola tazza in tempi di crisi (1415) ect.

    Col nome di “Balistariis” erano il vero corpo “d’elitte” delle milizie genovesi, famosi per perizia, precisione, sprezzo del pericolo e prendevano il nome dalla terribile arma di cui erano equipaggiati: la balestra. Le origini di questo strumento bellico sono incerte ma, comunque, antichissime, basti pensare che, nel 500 a.C., viene citata nel trattato cinese dell’Arte della Guerra, in cui il capo militare Sun Tzu ne descrive i mirabili pregi: “il potere è come la contrazione di una balestra, la tempestività come lo scoccare di un dardo…”. Dalla Cina si diffuse in Medio Oriente nel 900 d.C. e fu importata in Europa intorno all’XI secolo.

    Antenata della balestra, in uso presso greci e romani fin dal II secolo a.C., era la “balista”, una grande macchina da guerra in grado di scagliare enormi pietre con cui far saltare le merlature delle mura. Parente più prossima era, invece, quella chiamata “streva”, denominata in seguito “a gamba” o “a tibia”, perché si ricaricava a terra utilizzando la staffa in ferro al centro dell’arco. Poco veloci da riarmare, avevano bisogno dei Pavesari, uomini armati di lancia e scudo (pavese) per proteggere il balestriere durante questa manovra. Facile e maneggevole era la “manesca”, usata per difesa personale ma, a Genova, si usava la ”balestra a staffa”, più grande di quella cinese e più piccola di quella “da posta” (difesa statica) ma così micidiale da superare le altre per gittata (più di 400 m) e con potenza tale da forare una corazza o trapassare un cavallo, tanto da essere etichettata come “arma infernale e sconveniente per i cristiani” da Papa Innocenzo II, nel corso del Concilio Laterano del 1139.

    Il fusto in faggio, in rovere o in tasso italiano, la corda fatta di canapa intrecciata, un peso complessivo di 6 chili erano alcune caratteristiche di una vera opera d’arte la cui realizzazione era affidata a specialisti, riuniti nella corporazione dei “Balistari” (1275), mentre i dardi erano forniti da privati, i “Quarellarii” detti anche “Magister Verretonorum”, o dalla Zecca. In questo ultimo caso erano detti “buoni” e, per statuto, non potevano mancare su navi o in roccaforti da difendere. E’ proprio nella registrazione del carico delle navi, che partirono per la prima crociata (1098), dove troviamo notizie certe della presenza dell’arma nella nostra città ma, solo alla fine del 1100, venne istituito un vero corpo di armigeri che in pochi anni diventò la punta di diamante dell’esercito di S. Giorgio, con una precisa organizzazione che prevedeva la suddivisione in “bandiere”, composte ciascuna da 20 uomini, comandate da un conestabile.

    Regolarmente salariati, avevano una “ferma” di 3-6 mesi e un ”garante” che rimborsava lo stipendio esborsato dalla Repubblica, pena il carcere, in caso di loro defezione. Lo stesso Comune permetteva di requisire, con l’esposizione di un cippo contrassegnato dalle loro insegne, qualsiasi terreno fosse necessario per l’allenamento e, nel 1352, lo stesso Comune giunse ad acquistare un terreno dell’Abbazia di S. Stefano per questo scopo.

    Tra il 1100 e il 1400 furono la milizia più addestrata e meglio pagata d’Europa da cui i genovesi cercarono di trarne profitto “affittandoli”. Il loro primo impiego mercenario data 1173, quando venne firmato un trattato tra il marchesato di Gavi e Genova, con l’impegno di un intervento in caso di bisogno, seguito da quello del 21 febbraio 1181 in cui ,“in nomine Domine”, i Consoli liguri si impegnavano a fornire ad Alessandria 200 arcieri, e 10 “maestri” (balestrieri). Con un capovolgimento di fronte, fu ad Asti (1245) che furono “locati”, per un mese, “100 balestrieri appiedati e 20 a cavallo da impiegare contro la vicina città di Alessandria”. La loro temibile fama fu quella che indusse Federico II a rilasciare un gruppo di prigionieri, dei 500 mandati a difendere Milano (1245), privati di un occhio e della mano destra perché non potessero tornare ad esercitare la loro arte bellica. Genova, riconoscendo il loro sacrificio, cosa inconsueta per quei tempi e per la proverbiale tirchieria, istituì per loro una regolare pensione. Finita la carriera con l’avvento delle armi da fuoco, oggi, per chi vuole saperne di più, esiste nella nostra città la Compagnia dei Balestrieri del Mandraccio, con sede presso la Casa del Boia, in piazza Cavour, dove è allestito un Museo di armi e costumi.

     

    Adriana Morando

  • Scuola calcio popolare per i bambini del centro storico

    Scuola calcio popolare per i bambini del centro storico

    Riportare lo sport alla sua dimensione originaria, ludica  e popolare – questa la filosofia di fondo, da sempre, della Uisp (Unione italiana sport per tutti)– e nel contempo riappropriarsi dei luoghi del quartiere, viverli e conoscerli, semplicemente giocando. È l’obiettivo della “Scuola calcio popolare” per i bambini della scuola elementare Daneo, nel centro storico genovese, partita nell’ottobre 2011.

    <<Questo è il terzo anno che organizziamo pomeriggi di doposcuola sportivo per i bambini della Daneo – spiega Fabrizio De Meo, Uisp Genova –  in passato abbiamo proposto corsi di danza e svariate attività motorie, oggi la scuola calcio>>. Un progetto che si inserisce all’interno dei Laboratori educativi territoriali – promossi dalla legge 285/1997 (Disposizioni per la promozione di diritti e di opportunità per l’infanzia e l’adolescenza) – realizzati in collaborazione con il Comune di Genova.

    <<A partire da questa indicazione, l’interpretazione della Uisp è stata quella di riportare i ragazzi  a giocare fuori dalle mura scolastiche, all’aperto, in strada, come si faceva una volta – continua De Meo – infatti le attività della scuola calcio si svolgono nel vicino campetto soprastante la chiesa di San Siro, uno spazio sottoutilizzato che cerchiamo di far rivivere>>.

    L’iniziativa rappresenta l’ideale prosecuzione delle attività che, ormai da anni, la Uisp promuove nel centro storico. In particolare occorre menzionare “Olympic Maghreb” , un progetto di inclusione sociale attivo dal 1993, rivolto ai giovani extracomunitari che vivono nei vicoli. L’obiettivo è offrire a tutti l’opportunità di fare sport a costo contenuto. <<La maggioranza dei ragazzi coinvolti proviene dall’area maghrebina – racconta De Meo – le attività sportive principali sono calcio e podismo>>.

    Per quanto riguarda invece la scuola Daneo, il progetto si concentra sui piccoli abitanti del centro storico. L’attività di doposcuola è infatti aperta a tutti, non solo agli studenti della Daneo. Per il momento parliamo  di una quindicina di bimbi, compresi in una fascia che va dalla 2° alla 5° elementare. <<Ogni pomeriggio dalle 16:30, appena usciti da scuola, fino alle 18:00, i bambini hanno a disposizione due educatori – continua De Meo – Offriamo un’opportunità alle famiglie che per esigenze lavorative hanno bisogno di un supporto anche nelle ore pomeridiane>>.

    <<Proviamo ad insegnare a giocare a calcio divertendosi, vivendolo come un gioco – racconta De Meo – l’aggettivo “popolare” accostato alla scuola calcio non richiama solo il basso costo che le famiglie sostengono, ma anche un diverso approccio a questa disciplina sportiva rispetto a quello che solitamente ha visibilità mediatica. Si gioca a calcio, cosa che piace a tutti i bambini e lo si fa senza esasperare l’aspetto agonistico, imparando a rispettare i compagni e gli avversari e, soprattutto, lasciando esprimere i bambini nel loro piacere di giocare, che  poi è l’aspetto più importante>>.

    Ma il tentativo di riportare i bambini a vivere i luoghi del proprio quartiere, non si limita al centro storico. Infatti, sempre dallo scorso autunno, a Castelletto, in collaborazione con l’associazione sportiva e ricreativa A.A.O. Argento Vivo, la Uisp promuove un corso di “pallastrada” rivolto ai bambini dai 5 agli 8 anni.

    <<Il nome pallastrada è evocativo dello sport di cui si parla nel libro “La Compagnia dei Celestini” di Stefano Benni – spiega De Meo – si giocava a pallastrada in campi dal terreno poco agevole, con l’obbligo di non avere scarpe “da gioco”>>. Caratteristiche che davano alla pallastrada un aspetto meno rigido ed agonistico. <<Si tratta di un vero e proprio ritorno alle origini quando si imparava a giocare per strada e le capacità motorie si mettevano alla prova all’aperto>>, conclude De Meo.

    In pratica i più piccoli hanno la possibilità di sperimentare tutti i modi possibili – tradizionali ed inventati – per giocare a palla. Il corso si svolge nella palestra di San Nicola il lunedì e venerdì dalle 16,30 alle 17,30. Ma l’obiettivo è quello di sviluppare i giochi anche all’esterno, per fare in modo che le piazze e gli altri spazi pubblici possano essere utilizzati dai bambini per fare sport.

     

     

    Matteo Quadrone

  • Si può vivere senza facebook? Incontro al Berio Cafè

    Si può vivere senza facebook? Incontro al Berio Cafè

    FacebookIl Berio Cafè in via del Seminario ospita martedì 21 febbraio alle ore 18  un incontro dibattito dedicato a facebook, per capire come il social network più famoso del mondo ha influenzato la vita quotidiana delle persone e il modo di fare e percepire l’informazione.

    Il primo appuntamento dell’iniziativa “Facebook Pause” fu il 21 dicembre 2011 con l’inizio del “non monitoraggio” dell’account di Adriano Casissa, nel secondo incontro del 21 febbraio il blogger “congela” il suo account facebook e infine ci sarà un terzo appuntamento (il giorno 21 marzo 2012 alle ore 17 sempre al BerioCafè) durante il quale Adriano Casissa chiuderà definitivamente il suo account Facebbok.

    Partecipano al dibattito la direttora di mentelocale Laura Guglielmi, il blogger Adriano Casissa, la book blogger Marta Traverso e l’avvocato Guido Scorza.

    L’evento viene trasmesso in streaming attraverso il canale Ustream Beriocafe e raccontato live su Twitter con l’hashtag  #fbpause
    E’ possibile intervenire a distanza tramite Skype: nome skype beriocafe
    La partecipazione è libera, gratuita e non richiede iscrizione.

  • Quaz-art: un nuovo portale web per artisti d’avanguardia

    Quaz-art: un nuovo portale web per artisti d’avanguardia

    arteProsegue il viaggio di Era Superba alla scoperta dei numerosi spazi che il web offre gratuitamente ad artisti di ogni ambito e corrente: a partire dal nostrano Genova Creativa sono tantissime le opportunità a costo zero che la Rete mette a disposizione dei creativi, grazie al lavoro di persone che decidono di mettere in pratica le loro competenze e creare un nuovo portale.

    Dopo il social network per musicisti Wmw, presentato la scorsa settimana in parallelo al Festival di Sanremo, il progetto per aspiranti registi Cineama e è il turno di Quaz-Art, progetto di Ferruccio Lipari dedicato in modo specifico all’arte sperimentale e di avanguardia.

    Un portale rivolto a tutti quegli artisti che operano nel campo visivo – pittura, fotografia, grafica, design, arte digitale – e il cui stile fuoriesce dai tradizionali canoni a cui anni di lezioni di storia dell’arte ci hanno abituato. Iscriversi al sito è completamente gratuito e ogni artista può disporre di una vetrina in cui mettere in mostra le proprie opere, come una galleria d’arte virtuale.

    Per proporsi come artista e chiedere uno spazio nel portale è sufficiente contattare il suo fondatore all’indirizzo ferrucciolipari@gmail.com.

    Marta Traverso

  • Progetto letterario L’Alga 2012: bando del concorso per scrittori

    Progetto letterario L’Alga 2012: bando del concorso per scrittori

    scritturaAperte le selezioni per la terza edizione del Progetto Letterario Alga, che mette in palio per i suoi partecipanti la possibilità di vedere pubblicata la propria opera in cartaceo e/o digitale.

    Sono ammessi al concorso autori di ogni nazionalità, purché gli elaborati siano in lingua italiana. Si può inviare un manoscritto composto da un romanzo o raccolta di racconti inediti a tema libero, con una lunghezza minima complessiva di 100.000 battute, all’indirizzo mail libri@premioalga.it e in tre copie cartacee all’indirizzo “Progetto Alga c/o Pradelli, corso Arimondi 17, 10129 Torino” entro il 28 febbraio 2012. Nella mail devono essere indicati nome, cognome, e‐mail e numero di cellulare dell’autore.

    Una giuria selezionerà dieci manoscritti che avranno i seguenti premi:
    – 1°‐5° classificato: i lavori saranno pubblicati nella collana “Edizione 2012” su supporto cartaceo e digitale (ebook).
    – 6° – 10° classificato: pubblicazione su ebook.

    In entrambi i casi le spese di pubblicazione e distribuzione saranno interamente sostenute da Alga e gli autori non saranno tenuti ad acquistare alcuna copia.

    Marta Traverso

  • Comedylunedì, un altro appuntamento al teatro Hop Altrove

    Comedylunedì, un altro appuntamento al teatro Hop Altrove

    Gabri GabraDopo il successo della serata inaugurale, il teatro Hop Altrove di Piazzetta Cambiaso ospita lunedì 20 febbraio un nuovo appuntamento di Comedylunedì, il laboratorio di musica, cabaret e improvvisazione.

    A partire dalle 2145 tornano sul palco Maurizio Lastrico, Daniele Ronchetti Gabri Gabra, Fiona e Laura, Michelangelo Pulci, Mario Tarallo, Alex rivetti e tanti altri divertenti comici. In più, ospite la Compagnia cantante, con Lorenzo Malvezzi, Erika Celesti, Romina Uguzzoni, Francesco Ferrara

    Conduce la serata Marina Minetti, voce di Radio Deejay e Radio 19.

    Ingresso: 10€

  • Via del Campo 29rosso: riapre il negozio di musica di Gianni Tassio

    Via del Campo 29rosso: riapre il negozio di musica di Gianni Tassio

    Via del Campo, GenovaCi siamo. Quello che era lo storico negozio di via del Campo “Musica Gianni Tassio”, acquistato dal Comune di Genova nel 2010 dopo la scomparsa del collezionista e commerciante genovese, inaugura la nuova gestione sabato 25 febbraio alle ore 17.  Si chiamerà “Via del Campo 29rosso“.

    Lo spazio, conosciuto in tutta Italia, divenne per iniziativa dello stesso Tassio, dopo la scomparsa di Faber l’11 Gennaio 1999, un “tempio” in memoria del grande cantautore nostrano, un luogo simbolo per i i fan di De André che per 11 anni hanno dato vita ad un vero e proprio “pellegrinaggio pagano”, ammirando i dischi in vinile originali, le fotografie, i libri di Fabrizio e le riviste d’epoca che ne raccontavano le gesta… ma soprattutto la celebre “Esteve ’97”, la chitarra appartenuta a De André e acquistata da Tassio per 168 milioni di vecchie lire grazie alla cordata “Via del Campo” durante un’asta benefica a favore di Emergency  il 6 Gennaio 2001.

    “Via del Campo 29rosso” sarà un laboratorio culturale e un riferimento per tutte le iniziative creative in città, collegate alla musica ed alla poesia, progetterà e gestirà percorsi guidati nel Centro Storico dedicati ai turisti, ma anche ai genovesi più distratti…

    Il vecchio corridoio, le cui vetrine esponevano la chitarra di Faber e i vari cimeli, si trasforma in vera e propria “promenade” in continuità con la stessa via del Campo e quindi collegandola con il vecchio Ghetto (vico dei Fregoso); lungo le pareti, come un tempo, saranno in bella mostra merce e oggetti.

    Un’apertura molto attesa in città, dopo che il primo bando pubblicato nel 2010 era andato deserto. Il Comune di Genova ha partecipato con un contributo economico per consentire i lavori di ristrutturazione e ha concesso il locale  per nove anni ai nuovi gestori, ovvero una società consortile composta dalla Cooperativa Solidarietà e Lavoro di Genova, la società ETT di Genova e la Cooperativa Sistema Museo di Perugia, quest’ultima già gestore del book shop di via Garibaldi.

     

  • Alessio Menconi live a La Claque

    Alessio Menconi live a La Claque

    Alessio MenconiContinuano gli appuntamenti con il jazz a La Claque: domenica 19 febbraio alle ore 21 ospita Alessio Menconi, artista che suona e scrive con intelligenza e grazia. La sua musica è allo stesso tempo aggressive e gentile, scorrevole e piena di sorprese.

    L’appuntamento è alle ore 1930 per un aperitivo, seguito poi da  Matteo Prefumo quartet, che aprirà il live di Alessio Menconi con Aldo Zunino – contrabbasso Folco Fedele.

    Ingresso : 10 €

  • Ducale Up: a Palazzo Ducale ospite Pierpaolo Capovilla

    Ducale Up: a Palazzo Ducale ospite Pierpaolo Capovilla

    Pierpaolo CapovillaHabanero organizza un altro appuntamento con Ducale Up sabato 18 febbraio a partire dalle ore 21. Una serata di reading poetici, performance concerti e dj set con i grandi nomi della scena indipendente italiana.

    L’ospite di punta è Pierpaolo Capovilla cantante e fondatore dei One Dimensional Man e Teatro degli Orrori.

    Oltre a lui, i Tredinotte da Savona, il live degli Esmen, le parole di Matteo de Simone, le note di Daniele Celona.

    A seguire dj set di dj Tot en tanz.

    Ingresso 3 euro

     

    Foto: Monelle Chiti

  • Posti letto: calano negli ospedali, aumentano nelle strutture private

    Posti letto: calano negli ospedali, aumentano nelle strutture private

    Ci sono numeri che fanno paura. In questo caso perché si riferiscono direttamente a problemi tangibili, che riguardano ognuno di noi e tutti, in un modo o nell’altro, abbiamo avuto occasione di verificarlo di persona.
    Parliamo dei dati emersi da un’inchiesta del Quotidiano Sanità (www.quotidianosanita.it), elaborati sulla base degli Annuari statistici del Servizio sanitario nazionale del Ministero della Salute, relativi alla disponibilità di posti letto negli ospedali italiani.

    Quello che emerge dall’indagine è un netto calo dei posti letto, soprattutto nel pubblico. In totale dal 2000 al 2009 sono stati tagliati quasi 45 mila posti letto, pari al 15,1% del totale, con un rapporto posti letto-abitanti passato dal 5,1 ogni mille abitanti di 12 anni fa, al 4,2 attuale.

    Il calo più rilevante riguarda la Regione Sardegna  (-22,6%) che dai 5,7 posti letto per  1.000 abitanti del 2000 è scesa fino al 4,4 del 2009.
    Ma un drastico colpo di forbice, sopra la media nazionale, si è verificato anche in Friuli Venezia Giulia (-21,6%), in Puglia (-20,2%), Lazio (-18,8%), Liguria (-18,4%) e Veneto (-18,3%).

    A livello medio nazionale il ridimensionamento dei posti letto ha interessato soprattutto le strutture pubbliche. Tra il 2000 e il 2009 sono state eliminate 42.105 unità, pari al 17,2%. In pratica più del triplo rispetto a quanto verificatosi nel privato accreditato dove il calo medio è stato del 5,3%.

    In Liguria siamo passati dagli 8.742 posti letto del 2000 ai 7.134 del 2009. Il rapporto percentuale su mille abitanti è sceso dal 5,4 del 2000 al 4,4 del 2009.

    Ma i numeri più eclatanti sono quelli relativi alle strutture private accreditate. Ebbene in Liguria i posti letto nel privato, in particolare case di cura e residenze protette, sono cresciuti del 59,5%, passando dai 128 del 2000 ai 316 del 2009. Tradotto siamo la regione italiana che registra l’aumento più consistente.

    Ma in generale tutte le realtà locali hanno incrementato il ricorso al privato accreditato. <<Numeri che hanno fatto spostare di ben due punti la bilancia del rapporto tra posti letto pubblici (dall’82,8% del 2000 al 80,8% del 2009) e posti letto nel privato accreditato (dal 17,2% del 2000 al 19,2% del 2009)>>, sottolinea il Quotidiano Sanità.

    <<La politica del ridimensionamento dei posti letto doveva essere accompagnata da una parallela crescita dei servizi territoriali che però stenta tuttora a realizzarsi in molte Regioni italiane – continua QS – Senza contare l’ulteriore ridimensionamento dell’offerta sanitaria conseguente ai Piani di rientro dal disavanzo che riguardano ormai quasi la metà delle Regioni italiane>>.

    <<Il risultato di questa immensa operazione di ristrutturazione sanitaria, al momento appare quello di una rete ospedaliera vicina al collasso in molte zone del Paese>>, sentenzia QS.

    Ad essere interessate sono soprattutto alcune grandi realtà metropolitane come Roma, Napoli, Torino, Milano, Genova.

    Proprio la nostra città è un esempio concreto. Le cronache cittadine più volte hanno segnalato la gravissima situazione vissuta quotidianamente nei Pronto Soccorso di tutte gli ospedali genovesi. A causa della riduzione dei letti in corsia è sempre più evidente il sovraffollamento dei Pronto Soccorso ospedalieri ed il moltiplicarsi di situazioni limite dovute alla carenza di strumenti minimi, quali ad esempio le barelle.

    <<Sempre più spesso gli organi di informazione raccontano storie di pazienti che devono essere assistiti e curati in PS in condizioni di promiscuità, precarietà, oltre la soglia di “umanità” – spiega il sindacato dei medici, Anaao Assomed – Il senso di vergogna che molti operatori avvertono nel dover lavorare in queste condizioni ha spinto i medici di molti ospedali a manifestazioni ed azioni di forte protesta a difesa del Servizio Sanitario Pubblico>>.

     

    Matteo Quadrone

     

     

     

  • SundayJam@Robby’s live al Count Basie Jazz

    SundayJam@Robby’s live al Count Basie Jazz

    Sunday Jam@ Robby's musicaVenerdì 17 febbraio alle ore 21.30 il Count Basie jazz ospita la serata Just Five con l’esibizione live di SundayJam@Robby’s, band modern jazz composta da quattro musicisti genovesi,  Andrea Pozzo (sax contralto e soprano), Roberto Marotta ( batteria), Alessio Disperati (chitarra) e Michele Marino (contrabbasso).

    Nel panorama musicale italiano, per una band emergente nata solo nel 2010 non e’ semplice ottenere l’attenzione per una produzione; specialmente in ambito jazzistico. Ma l’entusiasmo e la fiducia nelle proprio lavoro sono grandi e l’unica strada percorribile in tempi brevi sembra dunque essere quella della auto-produzione ed auto-promozione. Nel Dicembre del 2010 quindi, grazie alla forte determinazione di tutta la formazione, il CD dal titolo “Lookin’ over” e’ finalmente realizzato e pronto per essere sottoposto all’attenzione ed al giudizio del pubblico.

    Ingresso 5 euro con tessera arci