Mese: Febbraio 2012

  • Cristoforo Colombo, scade oggi il bando di gara per la privatizzazione

    Cristoforo Colombo, scade oggi il bando di gara per la privatizzazione

    La misteriosa gara per la vendita dell’aeroporto, minuziosamente coperta dai riflettori come fosse un diamante rubato, scade oggi alle 12. A dire il vero era già scaduta lo scorso luglio, ma dopo la proroga la discrezione è stata totale e le informazioni che sono trapelate sono state poche.

    A un’ora dalla scadenza, in attesa di comunicazioni ufficiali, quello che sappiamo è che il Fondo italiano per le infrastrutture guidato da Vito Gamberale, principale candidato all’acquisto del 60% del Cristoforo Colombo, è uscito di scena motivando: “Le inusualmente limitate informazioni rese disponibili, le penali non allineate alla prassi di similari operazioni, la preoccupante involuzione della gestione della società […] rende impossibile a un investitore istituzionale e responsabile, quale F2i, approvare un’offerta vincolante in linea con i requisiti, i vincoli e le aspettative…“, questo il contenuto pubblicato dal Secolo XIX della lettera che F2i avrebbe inviato all’Autorità Portuale dopo una lunga procedura di consultazione dei documenti della società in vendita.

    Mostrandosi comunque ancora interessata all’acquisto qualora prendesse il via “una nuova procedura alla luce di tali considerazioni”, F2i ha provato a tenere una porta aperta nel caso di un’ulteriore proroga della scadenza.

    Nel frattempo sarebbero ancora in quattro i candidati per l’acquisto: la società francese “Vinci”, i turchi della “Limak Yatirim”, gli argentini della “Corporation America” e un fondo di investimento Usa. Il prezzo base d’asta è stato fissato in 30 milioni di euro e ulteriori 43 milioni da investire per attuare il piano infrastrutturale dell’Enac.

    Ma non è tutto. Nelle ultime settimane “Aeroporti di Roma” avrebbe manifestato l’intenzione di “liberarsi” del suo 15%. Ovviamente se oltre al 60% di proprietà dell?Autorità Portuale dovesse inserirsi anche il 15% di Roma la gara dovrebbe essere riscritta nuovamente e l’iter ripartirebbe da zero. Il restante 25% è di proprietà della Camera di Commercio.

    Tra poche ore sapremo se la gara è andata deserta o se sono state presentate offerte.

     

  • Io scrittore: concorso letterario per aspiranti romanzieri

    Io scrittore: concorso letterario per aspiranti romanzieri

    Il Torneo Letterario Io Scrittore è un concorso che il Gruppo Editoriale Mauri Spagnol promuove ogni anno per scovare nuovi talenti della penna.

    Il concorso è aperto a scrittori di età superiore ai 16 anni che hanno scritto un romanzo inedito, ossia non ancora pubblicato da un editore né su piattaforme di self publishing.

    Entro il 12 marzo 2012 si può partecipare caricando tre cose sul sito ufficiale del concorso, accessibile da illibraio.it: (1) scheda di presentazione del libro (2) incipit, fino a 60.000 battute (3) opera completa, tra 150.000 e 600.000 battute. Il concorso procederà poi per varie fasi, che attraverseranno importanti eventi letterari come il Salone del Libro a Torino e il Festival Letteratura di Mantova.

    I trenta romanzi finalisti saranno pubblicati in ebook, e di questi almeno uno sarà pubblicato anche in formato cartaceo da parte di una delle sigle del Gruppo editoriale Mauri Spagnol (GeMS).

     

    Marta Traverso

  • Pterodactyl in concerto a La Claque

    Pterodactyl in concerto a La Claque

     PterodactylLa Claque ospita giovedì 16 febbraio a partire dalle 2230 il concerto dei Pterodactyl, trio americano dell`Ohio formatosi nel 2006 e cresciuto ascoltando l`indie-rock non convenzionale di Don Caballero, Polvo e Modest Mouse.

    La band è formata da Joe Kramer, Matt Marlin e Kurt Beals, e dopo gli esordi in Ohio si sono spostati a Brooklyn, NY, attratti dal contratto con la Brah Records.

    Gli Pterodactyl suonano un mix semplice ma ben congeniato di indie rock, esuberante e psichedelico, ben ispirato e con partiture ritmiche che portano alla mente incursioni nel post core strumentale di Don Caballero e Battles. Il trio di Joe Kramer non è troppo distante dagli Oneida, loro padri spirituali che fortemente li vollero su Brah records, ma ben più melodici ed easy listening. Gli Pterodactyl riescono a mettere insieme tendenze acustiche e simil folk con un sottobosco ruomoroso tipico delle produzioni indie più colte.

    Apre la serata il gruppo genovese alternative new-wave pop  dei  Little Chestnuts.

    Ingresso  7 €

  • La tragedia greca: workshop di teatro al CFA di Luca Bizzarri

    La tragedia greca: workshop di teatro al CFA di Luca Bizzarri

    Sabato 18 e domenica 19 febbraio attori teatrol’attore e regista siciliano Giuseppe Argirò cura un seminario teatrale sul tema La tragedia greca: dall’eroe al personaggio presso il Centro di Formazione Artistica, la scuola fondata dall’attore e comico Luca Bizzarri con sede in salita Pallavicini 4.

    Il workshop è a pagamento e si terrà con i seguenti orari: sabato ore 14.30-19.30, domenica 10-17. Scopo delle due giornate è approfondire la figura dell’attore attraverso uno studio del genere tragico.

    I partecipanti avranno la possibilità di cimentarsi con lo studio del coro, uno degli elementi cardine della tragedia greca, in grado di gestire differenti registri verbali, tonici e fonetici. La lezione proporrà agli allievi un percorso incentrato sullo studio delle dinamiche corporee, sulla messa in voce dei caratteri, utilizzando diverse tecniche di improvvisazione.

    Le tragedie prese in esame saranno Orestea di Eschilo, Edipo Re e Antigone di Sofocle e Medea di Euripide.

    Per maggiori informazioni e prenotarsi è possibile contattare la segreteria del CFA ai numeri 010 8603922 – 393 2682366, oppure scrivendo all’indirizzo info@cfagenova.it.

    Marta Traverso

  • “Iride”, la mostra mostra di Vania Comoretti alla Sala Dogana

    “Iride”, la mostra mostra di Vania Comoretti alla Sala Dogana

    IrideMercoledì 16 febbraio inaugura alla sala Dogana la mostra “Iride” di Vania Comoretti, che resterà in esposizione fino al 26 febbraio.

    L’artista analizza l’iride, la parte dell’occhio che più di tutte vanta una letteratura scientifica, filosofica, esoterica, attraversando le considerazioni che dell’iride vengono esposte dalla mitologia greca fino ad arrivare alle aberranti misurazioni antropometriche e fisiognomiche operate dal nazismo con i suoi terribili esperimenti, passando per l’illuminista Voltaire. Ma è soltanto una prefazione, un viaggio culturale dentro un mondo che affascina l’artista per motivi personali, formali, etici ed estetici.

    L’iride si perpetua all’interno delle generazioni di una stessa famiglia. Per Comoretti essa identifica “il luogo di appartenenza delle persone”. I ritratti sono occhi che forniscono sguardi, che le opere restituiscono allo spettatore, in un gioco di “mise en abime“ per cui l’opera guarda colui che la guarda.

    Iride – Mostra di Vania Comoretti

    Sala Dogana, Palazzo Ducale, Genova

    Dal 17 al 26 febbraio, dal martedì alla domenica ore 15.00-20.00
    inaugurazione giovedì 16 febbraio ore 17.00

    ingresso libero

  • Gas: l’Italia importa dalla Russia e non sfrutta la produzione interna

    Gas: l’Italia importa dalla Russia e non sfrutta la produzione interna

    Produzione del Gas

    Gazprom, il colosso energetico russo, nei giorni scorsi ha ridotto del 30% le proprie forniture e così rischiamo  di dover affrontare anche questo nuovo tipo di  emergenza. In verità tanto nuovo non è perché ne abbiamo già sentito parlare durante la crisi Russia-Ucraina del 2009 ma, se non si è esperti del settore, non si riesce a capire quali colossali interessi si nascondano dietro  apparenti controversie tra stati.

    Incominciamo col dire che la Russia  è il principale ”rubinetto” erogatore dell’est e che la manovra messa in atto  potrebbe nascondere una sorta di ricatto per accelerare la costruzione del mega-gasdotto “South Stream”, capace di introdurre in Europa 63 miliardi di metri cubi di gas l’anno, progetto in cui è previsto un braccio terminale in Italia, presso Otranto. Una diminuzione dell’erogazione si direbbe un problema relativamente “piccolo” per un paese, come l’Italia, che ha  fonti alternative di rifornimento quali Olanda, Norvegia, Algeria, Libia, che  può contare su una produzione propria, pari a circa il 15%, grazie ai due rigassificatori  di Rovigo e Panigaglia, che è in grado di riattivare, per emergenza, vecchie centrali ad olio come quelle di Livorno e Piombino (Enel)  ed, infine, che può avvalersi di eccellenti infrastrutture.

    Il vero problema è che  non sfruttiamo interamente le nostre potenzialità a causa di una gestione “monopolistica” di Eni e Snam: lo comprova il fatto che importiamo  85 miliardi di metri cubi l’anno contro una capacità di 107 e, soprattutto, che queste società non consentono ad altre imprese concorrenti di passare attraverso i “rami” inutilizzati.

    Questo  ci da conto, immediatamente, del costo di questo combustibile che noi paghiamo più di tutti in Europa.  Gli enormi interessi economici non finiscono qui: ci sono in progettazione 10 rigassificatori e 4 gasdotti, tra cui quello Brindisi-Minerbio che con i suoi 687 Km avrà un forte impatto ambientale lungo tutto l’Appennino, un progetto che parrebbe anacronistico a fronte di un esubero di condutture ma che si spiega con l’ottica “lungimirante” di rivendere il gas ai paesi del nord-Europa.

    I primi ad aver subito un immediato disagio sono i cosiddetti “interrompibili”, fruitori che a fronte di uno sconto sul prezzo (il costo energetico grava su un’impresa per il 20%) sono disponibili a farsi bloccare l’erogazione, cosa che è puntualmente avvenuta. Ma era assolutamente necessaria? Non sarebbe stato meglio, nell’eventualità di una carenza di gas, andare ad intaccare le consistenti riserve che, guarda il caso, sono anch’esse in mano, per il 97%, alla Stogit, società del gruppo Snam? Intervento prudenziale o mera speculazione economica?

    Certo è triste se pensiamo che, negli anni passati, siamo stati all’avanguardia nel campo dell’energia come quando, nel 1903, primi nel mondo, abbiamo pensato di sfruttare quella geotermica, fornitaci “gratis” dai soffioni boraciferi di Larderello. Per anni, inoltre, siamo stati quasi totalmente autonomi grazie alle grandi centrali idroelettriche, primati accantonati per far spazio a petrolio e suoi derivati, da cui, adesso, l’Italia deve affrancarsi sia ridimensionando il potere di questi grandi colossi (dov’è l’antitrust?) ma, soprattutto, con agevolazioni  che spingano verso fonti di energie alternative che, per altro, nel nostro paese sono favorite dalla conformazione oro-geografica.

    Non stupisce, a questo proposito, apprendere che la tecnologia italiana dei pannelli solari abbia raggiunto punti di eccellenza tanto da essere sfruttata dalla Cina, da cui importiamo l’intera produzione grazie al minor costo, e che, sempre italiana, è la ricerca sperimentale per la produzione di pannelli non più in silicio ma a partire dalla plastica che, all’abbattimento dell’80% dei costi, associano una struttura meno rigida capace  di adattarsi a qualsiasi  superfice anche a quella curva.

    Non meno importanti sono i progressi in campo eolico: il vento, insieme al sole, è un’altra grande risorsa che permette di ridurre l’inquinamento atmosferico con un impatto minimo sull’ambiente. Infatti, anche le “mostruose” pale rotanti, tanto invise ai rispettosi dell’habitat, sembrerebbero avere le ore contate. Sistemi innovativi propongono strutture a bracci verticali che non necessitano di orientamenti fissi e sono molto più contenuti nelle dimensioni.  Per gli amanti del design, inoltre, sono stati progettati veri gioielli da esporre in bella vista sui tetti degli edifici che, oltre a svolgere la loro importante funzione, impreziosiscono l’architettura dell’edificio.

    Un esempio? Il Wind Tulip dell’azienda israeliana Leviathan Energy, un tulipano non proprio olandese, come si evince, ma che, se istallato sul percorso della Bora o della nostra Tramontana, farebbe concorrenza ai caratteristici mulini a vento.

     

    Adriana Morando

  • Cassazione: no alla pubblicazione di foto dei volti dei mendicanti

    Cassazione: no alla pubblicazione di foto dei volti dei mendicanti

    La Cassazione ha stabilito che <<È diffamazione pubblicare sui giornali foto che ritraggono i volti dei mendicanti>>. Lo riporta il quotidiano di informazione giuridica “LeggiOggi” (www.leggioggi.it) citando la recente sentenza n. 3721/2012, nella quale i giudici della CdC sottolineano: <<La coscienza comune pone questi soggetti in uno dei gradini più bassi della cosiddetta scala sociale ed è allora naturale che chi sia costretto dalla necessità a praticare la mendicità e venga additato come tale si sentirà mortificato e gravemente ferito nella sua onorabilità>>.

    Tutto parte da una querela sporta da una donna rumena la quale ha visto la sua immagine immortalata in una fotografia pubblicata su un quotidiano di Trento a corredo di un articolo. Il testo riportava le reazione e i commenti dei cittadini in occasione di una tavola rotonda sul “pacchetto sicurezza” e sull’istituzione delle ronde. A fianco appariva la foto della donna rumena accompagnata dalla didascalia <<una questuante all’opera nel centro storico di Trento>>.

    Il 31 gennaio 2011 il giudice per le indagini preliminari di Trento aveva dichiarato il non luogo a procedere <<perché il fatto non sussiste>> nei confronti del direttore e dell’autore dell’articolo, ritenendo non diffamatorio l’articolo e le foto, in quanto <<volti a scoraggiare fenomeni quali la prostituzione, il vandalismo e l’accattonaggio diffuso>>.

    La donna rumena ha fatto ricorso in Cassazione e la Corte le ha dato ragione con le seguenti motivazioni: <<La fotografia indicata come questuante all’opera, posta a corredo dell’articolo, non può essere considerata neutra dal momento che il lettore è portato ad identificare la persona rappresentata con uno dei mali da combattere – l’accattonaggio diffuso e l’ipotizzato collegamento con ambienti malavitosi (lasciato intendere nello stesso articolo, ndr)– ed uno dei problemi da eliminare per garantire una pacifica vita cittadina>>.

    Per i giudici della Cassazione quando un organo d’informazione per esigenze di cronaca decide di mostrare immagini di <<persone in qualche modo coinvolte in fenomeni sui quali grava un pesante giudizio della collettività>> deve adottare misure necessarie a garantire l’onorabilità dell’individuo, quali <<sgranare o comunque coprire il volto della persona ritratta per renderla non identificabile>>.

     

     

  • Cabaresque con Andrea Ceccon e Enrique Balbotin a La Claque

    Cabaresque con Andrea Ceccon e Enrique Balbotin a La Claque

    CabaresqueIn Cabaresque la comicità è più spinta della media e libera dalle logiche e dai tempi televisivi. Durante lo show a La Claque si alterna un nutrito gruppo di comici presentati da jngles musicali: un varietà che spazia tra personaggi, canzoni, monologhi, sketch sempre divertenti.

    Ospiti Enrique Balbotin, Andrea Ceccon, Alessandro Bianchi, Simona Guarino, Simone Barbato, Flavio Isopo, Mago Osvaldo e altri ospiti come Olcese & Margiotta, Enzo Paci.

    Ingresso 15 euro, inizio 2230

  • Giulio Tremonti e l’illusione italiana del capitalismo anni ’90

    Giulio Tremonti e l’illusione italiana del capitalismo anni ’90

    Giulio TremontiQualcuno deve aver letto a Santoro il mio intervento di qualche settimana fa, perché giovedì la trasmissione “Servizio Pubblico” è andata decisamente incontro alle critiche che avevo sollevato sul programma. A parte la battuta, l’ultima puntata è stata decisamente più interessante delle precedenti. Il tema, le regole della finanza e il rapporto con la politica, è decisamente d’attualità; le analisi e gli approfondimenti, pur nei limiti del dibattito televisivo, non erano privi di una certa pregnanza; in studio erano presenti giornalisti prestigiosi, come Mentana e Mieli, l’ottimo Gianni Dragoni, il solito Travaglio e diversi invitati che, pur da prospettive talvolta opposte, non per questo hanno lesinato spunti interessanti, come il leader dei no global Luca Casarini o il giovane ricercatore di Oxford Emanuele Ferragina.

    Era presente, a dire il vero, anche un politico. Eppure Giulio Tremonti, per il ruolo di governo che ha ricoperto fino a ieri e le particolari tesi espresse, è uno di quei politici il cui parere si ascolta sempre con un certo interesse. Intendiamoci: io non sono affatto un fan di Tremonti. Nonostante i giudizi positivi che riscuote un po’ in tutti gli schieramenti politici, da destra a sinistra, io sono del parere che questo tributarista di Sondrio come economista sia decisamente sopravvalutato: lo trovo fastidiosamente supponente, penso che sia direttamente responsabile di diversi obbrobri legislativi (vedi scudo fiscale) e, soprattutto, che si compiaccia di esprimersi attraverso metafore oracolari e profetiche, senza però che dietro a queste si nasconda una particolare profondità di analisi.

    Detto questo, si tratta comunque di un personaggio che, inspiegabilmente, emana un discreto fascino intellettuale: sarà per la bellissima imitazione di Corrado Guzzanti; sarà per la folle ebrezza che ci pervade al pensiero che questo simpatico mitomane autoproclamatosi erede di Quintino Sella sia stato per tre diversi mandati l’autorità più alta per l’economia italiana; o forse sarà per lo sguardo inespressivo, gli occhiali anni ’70 e l’irresistibile erre moscia. Come che sia, l’altra sera molte persone, compreso il sottoscritto, sono rimasti ad ascoltarlo mentre ripercorreva cattedratico la storia del mondo dalla fine dell’ultimo conflitto mondiale fino ai giorni nostri.

    Secondo Tremonti nei primi anni ’90, con la fine del comunismo, la caduta dell’Unione Sovietica alla spalle e la nuova organizzazione del commercio mondiale (il WTO), il mondo è cambiato fino a produrre una globalizzazione che ha generato ricchezza da alcune parti, ma anche povertà in molte altre, mentre la finanza usciva fuori da ogni controllo. Il punto di svolta, secondo Tremonti, è la caduta del muro di Berlino. E non ci vuole un ministro dell’economia per dirlo: basta uno studente di liceo. Non c’è dubbio che si tratti dell’evento più importante per la storia contemporanea; il momento che costituisce, anche simbolicamente, lo spartiacque tra un dopoguerra dominato da due potenze e due ideologie e un “dopo”, in cui ci troviamo tuttora, che ancora non abbiamo capito bene cosa debba essere.

    Tremonti rileva ciò che è ovvio, ma ha comunque ragione a incentrare l’attenzione sui cambiamenti avvenuti tra gli anni ’80 e gli anni ’90. Certo è che il mondo prima del 1989 poteva ancora essere declinato secondo due schemi alternativi: da una parte il capitalismo statunitense e i paesi NATO, basati sulla libera iniziativa economica; dall’altra il comunismo russo e i paesi del patto di Varsavia, la cui economia era organizzata e pianificata direttamente dallo Stato, cioè dai funzionari del partito comunista al potere, con lo scopo (teorico) di livellare le ineguaglianze sociali. Il fatto che il comunismo così concepito sia fallito da un giorno all’altro, ha finito per ingenerare la convinzione che il capitalismo fosse la risposta.

    Ad esempio, scrive Paul Krugmann (nobel per l’economia nel 2008) che dal 1989-91 in avanti: «il nocciolo del socialismo non rappresenta più un’opposizione al capitalismo. Per la prima volta dopo il 1917 viviamo dunque in un mondo in cui i diritti alla proprietà e al libero mercato sono considerati principi fondamentali, non più cinici espedienti» (Il ritorno dell’economia della depressione e la crisi del 2008, Milano, Garzanti, 2009).

    Ed in effetti in precedenza, persino nell’Italia alleata degli Stati Uniti, un minimo di richiamo al socialismo, o almeno a misure sociali, era d’obbligo, se non si voleva passare per egoisti che pensano solo all’arricchimento personale. Ma negli anni ’90 questi freni si sono definitivamente sciolti, e il modello dello yuppie anni ’80 dalla commedia di Jerry Calà e Christian De Sica è passato a paradigma della realtà. Ancora oggi è difficile riuscire a valutare l’impatto causato dalla fine del comunismo, cioè di un’opzione considerata seria e realistica per tutto il ‘900; ma è chiaro che il cambiamento, soprattutto da un punto di vista culturale e psicologico, è stato enorme.

    E’ abbastanza evidente, ad esempio, che la vittoria del capitalismo è stata un’ubriacatura che ha fatto passare in secondo piano i suoi eccessi. Tant’è che oggi, con la crisi del capitalismo globale, tantissimi economisti – persino lo stesso Tremonti – riscoprono Marx. Eppure quello che la crisi avrebbe dovuto insegnarci non è tanto che il comunismo non aveva tutti i torti, quanto piuttosto che si fanno danni a voler operare nella realtà con il paraocchi di un’ideologia considerata vincente. In Italia, in particolar modo, siamo maestri nell’andare dove tira il vento: cosa che non facciamo per cinismo, ma per un naturale istinto di sopravvivenza, forgiato in secoli di dominazioni straniere, da cui discende che l’opzione più igienica è sempre quella di salire sul carro dei vincitori. Fascisti sotto il fascismo, partigiani nel dopoguerra, democristiani nel boom economico, “tangentari” sotto Tangentopoli, “anti-tangentari” e “berlusconiani” sotto Berlusconi, “tecnici” sotto Monti: gli Italiani fiutano l’aria che tira e cambiano in modo repentino, con una capacità di adattamento straordinaria.

    Questa ricostruzione, a dire il vero, sarebbe ingenerosa, se non tenesse conto delle vaste minoranze che resistono nelle loro posizioni e non si piegano all’andazzo generale: ma è proprio il generale, la maggioranza, che conta. E negli ultimi vent’anni la maggioranza si è illusa che un capitalismo sfrenato con il minor controllo possibile da parte dello Stato sarebbe stata la soluzione. Solo oggi ci accorgiamo che, insieme al resto del mondo, vivevamo in un sogno e che abbiamo buttato via il bambino (il principio di superiorità dell’autorità politica e delle sue regole) con l’acqua sporca (il comunismo). Eppure non sarebbe stato difficile capirlo.

    Dal passato avevamo il precedente di un’ottima costituzione scritta insieme da radicali, democristiani, socialisti e comunisti: funziona da 65 anni proprio perché non ha un’ideologia di riferimento, ma è il risultato sincretico di uno spirito comune (l’antifascismo) e della conseguente necessità di porre principi validi per sé e non dal punto di vista astratto di una utopia politica. Sapevamo benissimo, poi, per una lunga tradizione di pensiero, che l’autorità statale e le buone regole hanno un’utilità sociale preliminare rispetto alla scelte di politica economica. Sono tutte cose che abbiamo acquisito con fatica nel corso delle storia e che, tramite l’esperienza e il buon senso, avevamo imparato a riconoscere come valide. Ma le abbiamo trascurate perché la dottrina imperante, i facili guadagni e l’illusione di una crescita senza fine hanno reso comodo non considerarle. Per questo oggi saremmo più preparati ad affrontare le sfide che abbiamo davanti se ci preparassimo a ponderare le nostre scelte non sulla base di persone, ideologie o partiti, ma ragionando e basta.

     

    Andrea Giannini

  • Il cervello cosciente, incontro con Marcello Massimini a Palazzo Ducale

    Il cervello cosciente, incontro con Marcello Massimini a Palazzo Ducale

    Marcello MassiminiMercoledì 15 febbraio alle ore 17.45 nella Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale si tiene il quarto incontro de L’uomo e il suo cervello. Dai neuroni alla mente il ciclo dedicato alle neuroscienze.

    Ospite di questo appuntamento, è  Marcello Massimini, medico neurofisiologo e ricercatore in fisiologia umana all’Università di Milano partecipa che mette in discussione l’idea che il livello di coscienza degli individui sia valutabile in base alla loro capacità di interagire con l’ambiente circostante.

    Tuttavia, sappiamo bene che la coscienza può essere generata all’interno del cervello, in assenza di qualsiasi comunicazione con il modo esterno quando si sogna. Le recenti scoperte fondate su misurazioni empiriche e nuovi strumenti per lo studio del sonno, della coscienza e delle loro alterazioni sostengono questa tesi e aprono inediti scenari di ricerca.

    Il ciclo di incontri è curato da Riccardo Manzotti, Professore di Psicologia della Percezione Artistica, Università IULM, Milano.

  • Teatro Garage: al via un corso di scrittura creativa e teatrale

    Teatro Garage: al via un corso di scrittura creativa e teatrale

    sceneggiaturaPrende il via un nuovo corso di scrittura creativa a Genova, questa volta orientato in modo particolare alla creazione e realizzazione di testi teatrali. Promotore dell’iniziativa è il Teatro Garage, che da giovedì 16 febbraio 2012 fa partire una serie di lezioni a cura della drammaturga Valeria Banchero (Compagnia Filò) e che si propone di aiutare gli allievi a costruire un testo teatrale nelle sue specificità e nei suoi punti fondamentali: la sceneggiatura, i personaggi, come creare situazioni in grado di prendere vita sul palcoscenico.

    Le lezioni avranno luogo presso il teatro ogni giovedì dalle 21 alle 23.

    Questi gli elementi principali del corso:
    – fornire le basi per imparare a riconoscere e scrivere un testo teatrale e come arrivare alla messa in scena;
    – come può nascere la scrittura teatrale: laboratorio in cui i partecipanti arrivino a creare una drammaturgia dalle proprie improvvisazioni;
    – indagare il ruolo del drammaturgo e dell’attore;
    – comporre una drammaturgia attraverso le improvvisazioni dell’attore e l’elaborazione del drammaturgo;
    – offrire gli strumenti utili per un percorso nel processo di ideazione e di realizzazione di un testo e scoprire attraverso l’ascolto le capacità creative degli studenti.

    Per informazioni e prenotazioni si può contattare direttamente il Teatro Garage al numero 010 511447 e all’indirizzo mail mgtirasso@teatrogarage.it.

    Marta Traverso

  • Donne del sud del mondo, gli eventi collaterali della settimana

    Donne del sud del mondo, gli eventi collaterali della settimana

    SpezieContinuano gli appuntamenti organizzati da La Bottega Solidale in occasione della mostra Donne del sud del mondo, cuore di imprese, integrazione ed economia solidale, visitabile fino al 30 marzo 2012 al Castello D’Albertis Museo delle Culture del Mondo.

    Giovedì 16 febbraio, alle 21.00, presso l’Auditorium del Castello D’Albertis sarà proiettato il documentario Fair Tales di Nicola Moruzzi e Giovanni Pompili, prodotto da Altromercato.

    Il viaggio di Kalhua, cantante spagnola di origine marocchina, attraverso il Mediterraneo alla scoperta di alcune esperienze significative di economia sostenibile e commercio equo solidale in paesi al centro di importanti e drammatici cambiamenti come Marocco, Egitto e Palestina diventa il pretesto per chiedersi se oggi il Mare nostrum sia davvero uno spazio aperto.

    La proiezione – a ingresso gratuito fino ad esaurimento posti – sarà preceduta da un aperitivo equo solidale nella caffetteria del Museo.

    Sabato 18 Febbraio, dalle ore 16 alle 18, Let’s Cook! seconda lezione di cucina con i colori e la tradizione culinaria latinoamericana sapientemente tramandati dal Colidolat – Coordinamento ligure donne latinoamericane, da anni impegnato nel promuovere  le proprie tradizioni attraverso iniziative culturali e laboratori gastronomici.  Iniziativa gratuita  – su prenotazione  – telefonando allo 010 265828.

  • Prà: la riqualificazione prevede un mercato di prodotti locali a Km zero

    Prà: la riqualificazione prevede un mercato di prodotti locali a Km zero

    “Una piazza del Mercato” al centro della delegazione di Prà, questo il nome dello spazio pubblico che nel prossimo futuro sarà dedicato alla vendita di prodotti agricoli a Km zero.
    Nell’ambito degli interventi di riqualificazione urbanistica che entro il 2013 trasformeranno la Fascia di Rispetto di Prà ma non solo, cambiando il volto di un intero territorio – grazie al finanziamento del Comune di Genova e soprattutto al contributo P.O.R. – quest’opera rappresenta un tentativo di rivitalizzare la rete del commercio al dettaglio del quartiere.

    Dopo l’inaugurazione, avvenuta venerdì scorso, del parcheggio d’interscambio per favorire il trasporto pubblico locale in connessione con l’attracco della Nave-bus, i lavori per il progetto mercato a Km zero dovrebbero partire a breve – come conferma il Municipio Ponente – visto che il bando è già stato predisposto.

    In attesa della realizzazione del mercato, al Sabato, nella zona antistante alla piscina, chi vuole acquistare prodotti locali trova a disposizione alcuni gazebo della Coldiretti. Un’iniziativa promozionale che anticipa la futura destinazione dell’area.

    In pratica gli interventi riguarderanno la vecchia stazione ferroviaria di Genova Prà. Al suo interno verranno realizzati spazi coperti per i servizi di supporto al mercato a Km zero – che godrà anche di spazi esterni  – mentre una parte della struttura sarà recuperata ai fini dell’insediamento di un presidio della Polizia Municipale.

     

    Matteo Quadrone

     

  • 100” per il consumo sostenibile: concorso per artisti del video

    100” per il consumo sostenibile: concorso per artisti del video

    Mondo in ManoL’azienda AcquistiVerdi.it, nata del 2005 per promuovere la diffusione di prodotti e servizi ecologici,  ha promosso un concorso per giovani artisti dal titolo 100’’ per il consumo sostenibile, realizzato con il patrocinio dell’Associazione Giovani Artisti Italiani (GAI), dell’Associazione Giovani Artisti dell’Emilia-Romagna (GA/ER) e del Comune di Ferrara.

    Possono partecipare artisti di nazionalità italiana o che vivono in Italia per motivi di studio e lavoro, purché l’età sia inferiore ai 30 anni.

    Le opere che partecipano al concorso dovranno essere video della durata massima di 100 secondi, il cui contenuto sia incentrato sul valorizzare la possibilità di effettuare scelte di consumo sostenibile nella vita di tutti i giorni da parte dei consumatori: utilizzo di prodotti e servizi ecologici, riduzione degli sprechi, cambio di abitudini che determinano un impatto sull’ambiente e così via.

    I video dovranno essere caricati su YouTube e segnalati agli organizzatori del concorso (mail 100secondi@acquistiverdi.it) entro il 31 marzo 2012.

    Questi i premi in palio:
    – gli autori dei tre video più votati dagli utenti di YouTube riceveranno buoni acquisto per prodotti ecologici, rispettivamente 500 € al primo classificato, 300 € al secondo e 200 € al terzo. I dieci video più votati saranno inoltre proiettati nel corso dell’edizione 2012 di Eco Buy ad Ecomondo, e gli autori saranno ospiti di una tavola rotonda nell’ambito della stessa manifestazione.

    – una giuria selezionerà il vincitore del concorso, che avrà una collaborazione di 3 mesi con rimborso spese di 2.500 € presso un’agenzia di comunicazione, allo scopo di realizzare video promozionali sui temi di competenza di AcquistiVerdi.it.

    Marta Traverso

  • Macchina del tempo: crisi del biglietto, il cinema costa 1 euro

    Macchina del tempo: crisi del biglietto, il cinema costa 1 euro

    biglietto cinemaIL PRECEDENTE

    Si chiama tassa di scopo e fa parte del decreto milleproroghe, approvato dal governo prima che la crisi economica e politica degli ultimi mesi travolgesse tutti noi. È stata discussa in Parlamento il 15 febbraio 2011 allo scopo di imporre agli esercenti delle sale cinematografiche – nel periodo compreso fra il 1 luglio 2011 e il 31 dicembre 2012 – l’aumento di 1 € del costo del biglietto al cinema (sale parrocchiali escluse), a prescindere dal prezzo di partenza.

    Obiettivo della tassa è portare  nelle casse del Ministero per i Beni Culturali 45 milioni di euro nel 2011, 90 milioni nel 2012 e altrettanti nel 2013, da destinare al Fus (Fondo Unico per lo Spettacolo).

    Contro questa norma, il 15 febbraio 2011 Agis Liguria lanciò una singolare protesta fra le sue sale cinematografiche: tutti al cinema pagando solo 1 €. Hanno aderito sale cinematografiche di Genova, Rapallo, Ventimiglia, Sanremo, Bordighera, Albenga, Imperia, Savona, Santa Margherita Ligure e Sestri Levante.

    IL PRESENTE

    La tassa di scopo approvata in Senato ha avuto vita breve: poco più di un mese dopo, il 22 marzo 2011, il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto che sancisce l’abolizione dell’aumento di prezzo del biglietto, promulgando al tempo stesso il reintegro del Fus. La cifra che il Governo intendeva raccogliere con la tassa di scopo è stata prelevata con l’aumento delle accise sulla benzina, come si legge nel testo della nuova normativa (decreto legge 34/2011): “Agli oneri derivanti dal comma 1, pari a 236 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2011, e dal comma 3, pari a 45 milioni di euro per l’anno 2011 ed a 90 milioni di euro per ciascuno degli anni 2012 e 2013, si provvede mediante l’aumento dell’aliquota dell’accisa sulla benzina e sulla benzina con piombo, nonche’ dell’aliquota dell’accisa sul gasolio usato come carburante“.

    Un provvedimento molto apprezzato dai gestori delle piccole sale cinematografiche, che hanno ritenuto questa tassa un forte rischio per la sopravvivenza stessa della loro attività: la forte concorrenza delle multisala, in aggiunta al sempre più diffuso fenomeno della pirateria online, avrebbero disincentivato molte persone dall’andare spesso al cinema.

    La situazione difficile in cui versano le piccole sale è una realtà, come lo è il fatto che un sabato sera pizza + cinema impone una spesa sempre più difficile da sostenere. Una riflessione è tuttavia d’obbligo: tra una multisala che appartiene a una catena con sale in tutta Italia, e un piccolo cinema con un’unica sala, magari a gestione familiare e situato in un quartiere di periferia, dove preferireste andare?

    Marta Traverso