Anno: 2017

  • Sport, incertezza su finanziamenti per inserimento disabili. Anzalone: «I soldi ci saranno»

    Sport, incertezza su finanziamenti per inserimento disabili. Anzalone: «I soldi ci saranno»

    pallavolo-seduti-volley-disabiliLa lunga tradizione genovese dell’inserimento sportivo per i disabili potrebbe interrompersi. Per il 2017 i finanziamenti da parte di Comune di Genova non sono stati ancora stanziati, creando incertezza per le molte associazioni che si occupano di aprire le porte dello sport anche ai ragazzi diversamente abili, come la Uisp (Unione Italiana Sport per Tutti), che da trentacinque anni porta avanti progetti del genere. «Il problema è che il bilancio preventivo per il 2017 non è ancora stato approvato – spiega Stefano Anzalone, consigliere con delega allo sport per il Comune di Genovama posso assicurare che i soldi ci saranno, come gli anni scorsi».

    Sport per tutti

    Sono diverse le associazioni genovesi che si attivano per fornire un servizio inclusivo di inserimento nel mondo dello sport per disabili: «Un lavoro complicato e delicato, che deve essere fatto a misura del singolo praticante sportivo – spiega Isabella Di Grumo, responsabile per Uisp, l’associazione nazionale capofila per questi progetti – e che deve tener conto di molte variabili che richiedono una certa progettazione». Sono 35 gli anni di esperienza in quest’ambito per questa associazione, che su scala nazionale conta oltre 1,3 milioni di iscritti e che “tratta” 26 discipline sportive: «I soldi pubblici non coprono tutte le spese di questi progetti, ma co-finanziano le attività – sottolinea Di Grumo – attività che non sono di accompagnamento ma appunto di inserimento, e che spesso richiedono un rapporto di uno a uno tra operatori e utenti». Utenti che possono accedere al servizio gratuitamente: nel 2016 sono stati più di 300, grazie anche al finanziamento comunale di circa 40 mila euro. «Abbiamo chiesto un incontro con il Sindaco e con Anzalone – conclude Di Grumo – nella speranza di vedere confermato l’impegno e garantito anche per quest’anno il progetto, le nostre richieste sono le stesse». Un progetto che abbraccia diversi sport: «Non c’è solo il nuoto, ma diverse discipline, che variano a seconda delle richieste e alle necessità dell’utenza».

    La risposta di Anzalone

    «L’intenzione mia e della giunta – risponde Stefano Anzalone – è quella di continuare queste importanti attività di inserimento sportivo; l’anno scorso abbiamo distribuito 50 mila euro alle varie associazioni, cercando di dare spazi di visibilità ampi. Per il 2017 subiamo un ritardo dell’approvazione del bilancio preventivo, che doveva essere votata tra ottobre e novembre, ma posso assicurare che continueremo a fare la nostra parte garantendo il finanziamento per l’anno in corso». I problemi però potrebbero arrivare con il nuovo ciclo amministrativo: «Per il 2018 non ci sono certezze – conclude Anzalone – ma per quest’anno abbiamo intenzione di finanziare una decina di progetti nell’ambito delle disabilità». Nei prossimi giorni è stato fissato un incontro per chiarire e definire la situazione, nella speranza che anche per quest’anno lo sport sia davvero per tutti.

    Nicola Giordanella

  • Rifiuti, in arrivo aumento Tari tra il 4% e 6% per colpa della riduzione da 10 a 30 anni del piano di rientro

    Rifiuti, in arrivo aumento Tari tra il 4% e 6% per colpa della riduzione da 10 a 30 anni del piano di rientro

    ScarpinoPotrebbe aumentare tra il 4% e il 6% la Tari, la tariffa dei rifiuti per i genovesi nel 2017. Lo afferma l’assessore comunale al Bilancio, Francesco Miceli, questa mattina nel corso di una Commissione comunale dedicata all’esame delle linee guida per la trattativa della privatizzazione di Amiu in vista dell’ingresso di Iren, la cui delibera dovrebbe approdare in Consiglio comunale tra due martedì. «Impossibile al momento essere più precisi – spiega Miceli, come riportato dall’agenzia Dire – perché i conti devono essere ancora fatti. Ci incontreremo con le categorie come ogni anno per arrivare a soluzioni più o meno condivise per la ripartizione della tariffa tra utenze domestiche e non domestiche».

    Le cause

    La causa principale dell’aumento Tari è dovuta alla diminuzione, prevista dalla delibera, da 30 a 10 anni dei tempi di ammortamento per la copertura dei costi in seguito alla chiusura della discarica di Scarpino, alla sua messa in sicurezza e al trasporto dei rifiuti fuori regione da fine 2014. Una cifra che inizialmente era stata valutata in 130 milioni di euro ma dovrà essere rivista alla luce dei 28 milioni di costi per il 2016 inizialmente non previsti, dell’aumento dei costi per la realizzazione dell’impianto di trattamento del percolato della discarica di Scarpino e della diminuzione dei costi per la realizzazione di Scarpino 3 che, in parte, sorgerà sopra la vecchia discarica di Scarpino 2. Fatte salve queste due ultime variazioni, le spese per il trasporto dei rifiuti fuori Liguria ammontano a 28 milioni di euro per il 2015 e altrettanti per il 2016 (per i due mesi di chiusura del 2014, i 7 milioni di costi erano già rientrati nella bolletta del 2015) e devono essere interamente coperti per legge dal gettito della tariffa sui rifiuti. A ciò si aggiungono gli 85 milioni di euro inizialmente stimati per la messa in sicurezza di Scarpino 1 e 2 e la gestione post mortem delle due discariche. «L’aumento era già sicuro anche con il piano di rientro in 30 anni – spiega Ilaria Mussini, Ascom Confcommercio, ricevuta questa mattina in Commissione – ma se la spalmatura si concentra in un terzo del tempo, rischiamo il disastro».

    Ascoltati in Commissione tutti i rappresentanti del tavolo della piccola e media impresa (Ascom, Confartigianato, Cna, Coldiretti, Confesercenti e Confindustria) che hanno consegnato un documento in cui vengono elencate tutte le criticità in vista della privatizzazione di Amiu. Tra queste, le principali riguardano: la governance della nuova Amiu con il rischio di perdita di controllo da parte del socio pubblico che non sarebbe più di maggioranza; le incertezze sulla proroga del contratto di servizio in scadenza nel 2020; la non aderenza del piano industriale ottimizzato proposto da Iren con il piano industriale di Amiu approvato dal Consiglio comunale e il progetto di raccolta differenziata proposto dal Conai.

    Le risposte della Giunta

    «La trattativa con Iren ci impone di rivedere il piano di rientro – spiega Miceli in Sala Rossa – non possiamo rateizzare la cifra in un periodo superiore alla durata del contratto di servizio di Amiu, la cui proroga potrà essere chiesta per legge solo al termine del processo di aggregazione con Iren. Anche perché rischieremmo di introdurre un elemento discorsivo nella trattativa e potremmo venire accusati di aver svenduto o sovrastimato Amiu». Viene da chiedersi come mai questo ragionamento non fosse stato fatto prima della decisione della rateizzazione in 30 anni. Per quanto riguarda il problema della governance e della possibile perdite di potere da parte del Comune che entro la fine dell’anno dovrebbe diventare socio di minoranza di Amiu, Miceli sostiene che «ci sono società che vengono controllate anche solo con il 20-30% delle capitale sociale, non è determinante che il Comune sia socio di maggioranza. Già adesso sono previste materie per cui è necessaria una maggioranza qualificata nelle votazioni del Consiglio di amministrazione, per cui i membri espressi dal Come saranno decisivi. Si tratta di 12 materie che determinano la strategia industriale, societaria, operazioni straordinarie…insomma, tutto quello che rappresenta la sostanza delle strategie di un’azienda».

    Sulle incongruenze del piano industriale ottimizzato, infine, è l’assessore all’Ambiente Italo Porcile che prova ad abbozzare una risposta non del tutto convincente: «Quella di Iren – afferma – è una bozza di discussione per provare a costruire un eventuale nuovo piano industriale che, in ogni caso, dovrebbe essere votato dal Consiglio comunale, organo sovrano sulle scelte della gestione del ciclo dei rifiuti. Al momento esiste un piano industriale di Amiu approvato da questo Consiglio, un piano per la raccolta differenziata sviluppato dal Conai in seguito a un protocollo con Amiu e Comune di Genova, azioni concrete messe in campo per realizzare entrambi i documenti e la necessità di sviluppare un piano industriale ottimizzato con il partner industriale della futura azienda che, comunque, non stravolge per il momento e con la delibera che stiamo discutendo quanto già deciso dal Consiglio comunale».

  • Carlo Felice, pronti i 13 milioni del ministero. Doria: «Riorganizzare il modo di lavorare in teatro»

    Carlo Felice, pronti i 13 milioni del ministero. Doria: «Riorganizzare il modo di lavorare in teatro»

    Teatro Carlo FeliceBoccata d’ossigeno per il Carlo Felice: i 13 milioni previsti dalla legge Bray, successivamente modificata dalla legge Franceschini, sono pronti, e dopo un passaggio formale della Corte dei Conti, a breve saranno trasferiti. Una piccola buona notizia che potrebbe contribuire ad una inversione di tendenza per rientrare del debito e quindi evitare il fallimento del teatro lirico genovese.

    I conti stretti

    La situazione, però, rimane critica. Ad oggi, infatti, i debiti ammontano a 35 milioni di euro, di cui 8 con l’Inps e 11 nei confronti dell’erario, secondo quanto dichiarato in Sala Rossa dal sindaco Marco Doria, in risposta ad una interrogazione. Numeri che rispetto ai 38 milioni del 2015 sarebbero leggermente in contrazione. I bilanci del teatro, però, sono strutturalmente in disavanzo: «Quando è iniziato questo ciclo amministrativo – ricorda Doria durante la seduta del Consiglio comunalele perdite erano di circa 4 milioni all’anno. Oggi la forchetta è diminuita arrivando a circa 2,5 milioni, che dobbiamo azzerare entro il 2018, come previsto dall’aggiornamento della legge».

    Un dato che però tiene conto dei finanziamenti straordinari fatti da Comune di Genova e Regione Liguria, rispettivamente di 2,7 e 1 milione di euro. Nell’ultimo bilancio ad oggi pubblicato, quello del 2015, infatti, il disavanzo di esercizio ammonta a 6,8 milioni. Risanare i conti, sarà quindi un’operazione tutt’altro che semplice, visto che, secondo la giunta, per la congiuntura economica particolarmente depressa, è troppo rischioso puntare su ricavi e sponsor. «A inizio mandato abbiamo provato a rinnovare i contratti di solidarietà dei lavoratori del Carlo Felice, senza però riuscire a portare a termine la trattativa – continua Doria – oggi però le scadenze sono pressanti e dobbiamo lavorare con i sindacati sulla riorganizzazione del lavoro, per contenere i costi». Nel 2016, la Regione Liguria ha trasferito al Carlo Felice il Teatro della Gioventù, mentre il Comune di Genova gli ha ceduto i locali di De Ferrari prima utilizzati dal Diurno «segno di uno sforzo coordinato per salvare il teatro – ha concluso il primo cittadino – aumentandone il valore patrimoniale».

    Sempre nel bilancio del 2015, i costi di produzione sono arrivati a superare i 24 milioni, contro i 17,4 milioni di ricavi generati, e con un costo lordo del personale di 16 milioni. Il finanziamento in arrivo da Roma, un prestito di lungo periodo con un tasso di interesse minimo, permetterà di saldare alcuni debiti e di aprire trattative per ridurre il dovuto in cambio di una liquidazione rapida.

    La situazione del Carlo Felice, quindi, è decisamente delicata: la lenta e lunga agonia del teatro lirico genovese sembra non avere fine, e ancora una volta è necessario mettersi intorno a un tavolo e concordare le prossime mosse per salvare il salvabile ed evitare che il sipario si chiuda per sempre.

    Nicola Giordanella

  • Scolmatore Fereggiano: nei prossimi giorni un point informativo a San Martino. Rilevazioni entro i limiti di legge

    I cantieri per la realizzazione dello scolmatore del Fereggiano, in questi giorni stanno “passando” sotto il quartiere di San Martino. Le esplosioni utilizzate per procedere con gli scavi hanno messo in allarme la popolazione, nonostante una campagna informativa porta a porta organizzata da Comune di Genova nei primi giorni dell’anno nuovo. La questione arriva in Consiglio comunale, con una interrogazione del consigliere Boccaccio (M5s), che riporta la preoccupazione dei cittadini, per eventuali danni agli immobili e problematiche legate agli animali domestici, ricordando come i controlli siano a carico della stessa ditta che procede con i lavori. Risponde l’assessore ai Lavori Pubblici Giovanni Crivello: «Tutti le rilevazioni, relative a rumore e vibrazioni, sono al di sotto dei limiti di legge, e stiamo cercando di rispondere puntualmente a tutte le richieste di chiarimento che ci stanno arrivando». Giovedì 12 gennaio, alle 18,30, presso i locali del Centro Sottostrada (salita superiore della Noce 41r) è stato organizzata una assemblea pubblica per aggiornare la cittadinanza sull’avanzamento dei lavori, ma non solo: «Nei prossimi giorni sarà istallato nel quartiere un info point interattivo – precisa Crivello – per tenere in costante aggiornamento la popolazione sui lavori». All’assessore risponde Boccaccio, che sottolinea come l’amministrazione si sia mossa in ritardo su questo tipo di comunicazione, e chiede che i controlli possano essere svolti da una ditta terza.

  • Amiu, tavolo Comune-sindacati per modificare la delibera. Cgil: «Linee guida rispettino accordo di luglio»

    Amiu, tavolo Comune-sindacati per modificare la delibera. Cgil: «Linee guida rispettino accordo di luglio»

    rifiuti-amiuL’affaire Amiu-Iren, che aveva infiammato la politica amministrativa delle ultime settimane del 2016, continua a “scaldare” la Sala Rossa anche in questi primi giorni del 2017: tornano alla carica i sindacati, che trovano l’apertura di un tavolo per ridiscutere la delibera di giunta, che nei fatti aveva superato quanto accordato tra azienda e lavoratori nel luglio scorso.
    «Stiamo cercando di costruire un emendamento di maggioranza o dei capigruppo che consenta di far corrispondere la delibera presentata dal Comune di Genova sugli indirizzi per la trattativa dell’ingresso di Iren in Amiu all’accordo sindacale siglato a luglio». Lo afferma Corrado Cavanna, Fp Cgil, oggi pomeriggio in Commissione comunale a Genova nel corso della discussione sulla delibera che contiene le linee guida per la trattativa con Iren nel processo di privatizzazione dell’azienda pubblica genovese che gestisce il ciclo di rifiuti e che nelle prossime settimane dovrà essere votata dal Consiglio comunale. «Abbiamo in corso un processo di confronto con l’amministrazione – prosegue Cavanna, come riportato dall’agenzia Dire – perché la delibera non corrisponde all’accordo di luglio, anzi lo nega in radice. Ma potremmo dare un giudizio definitivo e sereno solo al termine delle trattative». Ancora più duro Umberto Zane, Fit-Cis: «Questa è un’operazione finanziaria fatta alle spalle dei lavoratori e dei cittadino perchè il Comune non controllerà più la tariffa ma sarà Iren, come ha già fatto con l’acqua; inoltre il modello di raccolta indifferenziata di Iren è completamente diverso da quello che sta programmando Amiu»

    I nodi venuti al pettine

    Oltre al mancato mantenimento della maggioranza pubblica di Amiu, che vedrebbe il definitivo ingresso di Iren oltre il 51% entro la fine dell’anno, noti i punti del contendere. Innanzitutto la proposta di ridurre da 30 a 10 anni la spalmatura sulla tariffa dei rifiuti per rientrare degli extra-costi dovuti alla messa in sicurezza della discarica di Scarpino e al trasporto dei rifiuti fuori Regione: i sindacati chiederebbero una via di mezzo, con la spalmatura dei costi fino al 2028. «Stiamo cercando di ridurre il periodo di rientro da 30 a 10 anni, evitando che questo generi ricadute in tariffa particolarmente pesanti per i cittadini – spiega l’assessore comunale all’Ambiente, Italo Porcile se si riuscisse nell’obiettivo, se ne avrebbe un oggettivo beneficio per il valore dell’azienda. Presenteremo degli scenari a riguardo».

    Difficile, invece, che il Comune accolga le richieste dei sindacati sulla formalizzazione del prolungamento del contratto di servizio per Amiu, in scadenza al 2020, prima della fine della trattativa con Iren. I sindacati chiedono anche la stabilizzazione di 31 precari «perché non ci possiamo permettere di trattare la questione per la terza volta. La trattativa a riguardo si è chiusa nel 2015». I rappresentanti dei lavoratori chiedono anche garanzie sul fatto che Amiu diventi player della gestione dei rifiuti almeno in tutto l’ambito della Città metropolitana genovese e che il ciclo dei rifiuti sia chiuso all’interno della stessa area. «La chiusura del ciclo a Genova determina il valore della società – risponde Simone Farello, capogruppo Pd in Consiglio comunale – ma oggi Amiu non è in grado di chiudere il ciclo, neanche se si riapre Scarpino; ci vogliono impianti e soldi, e Amiu da sola non li ha». Note anche le differenze tra quanto previsto nell’attuale delibera e quanto concordato in precedenza con i sindacati in termini di governance: «Il presidente espresso dal Comune non conta nulla – spiega Cavanna – mentre l’amministratore delegato espresso da Iren conterà su tutto, anche sulla determinazione della tariffa».

    Infine, i sindacati contestano il piano industriale ottimizzato allegato alla delibera, che preoccupa anche il consigliere delegato all’Ambiente della Città metropolitana, Enrico Pignone: «Oltre a non corrispondere a quanto votato dal Consiglio comunale e scritto nel piano industriale di Amiu – afferma il consigliere, come riportato dall’agenzia Dire – si tratta di previsioni di trattamento dei rifiuti congiunti differenziati-indifferenziati che non sono consentiti dalla normativa nazionale». Per Cavanna, addirittura, questo comporterebbe «il compimento di un reato di natura ambientale, che è ciò che ha già portato alla chiusura e al sequestro della discarica di Scarpino». Benché piuttosto sostanziali, per l’assessore Porcile si tratta solo di «4-5 punti su cui stiamo ragionando, questo è il primo di almeno tre passaggi in Consiglio comunale: non mi pare si possa dire che il Consiglio non abbia avuto spazio di condivisione rispetto a questa operazione» e ostenta ottimismo per una positiva chiusura della trattativa, attualmente in corso nella sede del Comune di Genova, ma che certamente proseguirà anche nei prossimi giorni. «Iren e Amiu stanno già trattando da un pezzo – conclude Umberto Zane, Fit-Cisl – questa delibera che dà mandato al Comune a trattare con Iren è di fatto superata». 

  • Neve, allerta gialla a Genova dalle 3 alle 12 di martedì 10 gennaio

    Neve, allerta gialla a Genova dalle 3 alle 12 di martedì 10 gennaio

    In seguito alla previsioni meteo da parte di Arpal Regione, è stato emesso bollettino di allerta gialla nivologico sul territorio del Comune di Genova dalle ore 3 alle ore 12 di martedì10 gennaio.

    Il Piano comunale di emergenza in caso di neve non prevede, per lo stato di allerta gialla, la convocazione del Coc, Centro operativo comunale. Il Comune di Genova ha previsto comunque un contatto costante con Amiu, Aster e Amt per monitorare l’evolversi della situazione. Rafforzata la presenza sul territorio della Polizia Municipale per eventuali peggioramenti delle condizioni meteo e allertate le squadre di volontari della Protezione civile. Insieme ad Amiu si è deciso di procedere alle salature delle strade su alcune alture e realtà collinari per evitare la formazione di ghiaccio

    Il comune di Genova ricorda che durante il periodo di allerta i cittadini sono tenuti ad adottare, in tutta la città, i comportamenti di autoprotezione. Tutte le ordinanze e le norme di autoprotezione sono disponibili sul sito www.comune.genova.it

    Le informazioni e gli aggiornamenti ufficiali sono divulgati attraverso: pannelli luminosi stradali disposti lungo la viabilità principale e paline alle fermate Amt; sito del Centro Funzionale di Protezione Civile della Regione Liguria; sito del Comune di Genova; servizio gratuito di allerta meteo via sms.

    Foto Cebete
  • Il Comune di Genova celebra le nozze d’oro di 1855 coppie genovesi al Carlo Felice

    Comune di Genova festeggia e celebra le “Nozze d’oro” di 1855 coppie genovesi, che nel 2016 hanno raggiunto il traguardo di 50 anni di nozze. la festa, oramai divenuta tradizionale, si svolgerà mercoledì 11 gennaio. L’Amministrazione comunale intende così dare anche quest’anno risalto pubblico all’esemplarità della loro esperienza di vita, che diventa un riferimento di valore umano, morale e civile per le generazioni successive.

    Alcune curiosità: ha 65 anni la sposa più giovane e 90 la più anziana, mentre per quanto riguarda gli uomini il più anziano è un 95 enne e il più giovane un 66 enne. Ha 133 anni in due la coppia più giovane e 181 la più vecchia (90 anni lei e 91 lui).

    La festa è organizzata anche grazie alla preziosa collaborazione del Teatro Carlo Felice e si svolgerà con il seguente programma:

    – ore 16: S. Messa celebrata nella Cattedrale di San Lorenzo;
    – ore 18: presso il Teatro Carlo Felice, saluto e auguri del sindaco Marco Doria, dell’assessora Elena Fiorini e del Sovrintendente Maurizio Roi; a seguire intrattenimento musicale con l’Ensemble strumentale del Teatro, che eseguirà arie e duetti d’amore;
    – ore 19.30: brindisi augurale nel foyer del Teatro.

    Si potrà accedere al Teatro dalle ore 17.

    A fine serata, sarà messo a disposizione dei partecipanti per il rientro un servizio di bus diretti a: Circonvallazione a Monte, Ponente (Voltri), Valbisagno (Prato), Valpolcevera (Pontedecimo).

     

  • Piazza Dante, futuro sospeso tra cantieri, perizie e indiscrezioni. Il punto sull’area urbana più discussa di Genova

    Piazza Dante, futuro sospeso tra cantieri, perizie e indiscrezioni. Il punto sull’area urbana più discussa di Genova

    piazza-dante-cantieri-02Dire Piazza Dante è come dire “parcheggio moto”: il piazzale è fulcro fondamentale per la sosta in centro per centinaia di centauri genovesi, che ogni giorno raggiungono il centro. Da diversi mesi, però, esattamente dall’estate 2015, parte dello spazio dedicato alla sosta è stato occupato da una recinzione da cantiere, priva di riferimenti specifici se non le copie dell’ordinanza dirigenziale che consente l’occupazione di suolo pubblico. Ad utilizzare questo spazio per la sosta dei mezzi è BRC s.p.a., impegnata nei lavori di completamento e restauro conservativo delle superfici interne dell’ex Oratorio N.S. del Suffragio in Salita del Prione, nell’ambito della realizzazione dell’edificio scolastico delle Erbe. Lo scorso 31 dicembre era la scadenza della concessione, ma le transenne sono ancora lì: «L’ordinanza è stata ulteriormente prorogata – spiega l’assessore alla mobilità del Comune di Genova, Anna Maria Dagninosu richiesta della stessa ditta: il nuovo termine è il 31 marzo 2017, ma i responsabili della ditta stessa mi hanno comunicato che potrebbero concludere anche prima, entro gennaio, salvo imprevisti».

    Silos fantasma

    Piazza-dante-cantieriLa vera spada di Damocle che pende sulla testa di tutti i genovesi, però, è senza dubbio la costruzione di un auto-moto silos interrato di sei piani, proprio al posto del parcheggio dedicato alle due ruote. Un progetto molto discusso perché sconvolgerebbe l’equilibrio fragile della sosta in centro, con un cantiere di minimo due anni; il progetto è stato approvato dal Comune di Genova, non senza ricevere aspre critiche: pensato nel 2007, secondo i detrattori dell’opera, non terrebbe conto dell’evoluzione urbana degli ultimi anni e delle nuove necessità di Genova e dei genovesi, introducendo sosta a pagamento per le moto, ma soprattutto mettendo a rischio l’assetto idrogeologico di quella parte della città. Il riferimento è al Rio Torbido, che scorre tombinato proprio lì sotto: vico dritto di Ponticello, la salita che attraversa Porta Soprana, si chiama così perché terminava con un ponte che scavalcava, appunto, il rio. Un piccolo torrente che in caso di forti piogge non manca di far sentire la sua presenza con allagamenti di cantine e fondi. «Ad oggi la palla sta a Regione Liguria – afferma il vicesindaco Stefano Berniniche attraverso i suoi uffici preposti deve capire e certificare l’entità e la portata di questo rivo, che in realtà ad oggi è costretto in condotte per acque nere, sbloccando di fatto i lavori». A sentire il vicesindaco, quindi, il silos si farà, acqua (torbida) e ritrovamenti archeologici permettendo.

    Voci di corridoio

    Nel futuro di piazza Dante, però, potrebbero entrare altre variabili: secondo una qualificata fonte all’interno dell’amministrazione comunale, il piazzale potrebbe servire in caso di spostamento di alcuni uffici della Polizia in zona. Il riferimento è all’utilizzo dell’immobile ex Inps, affacciato sui Giardini di Plastica, che potrebbe ospitare alcuni dipartimenti oggi situati in immobili in affitto, come il Commissariato di piazza Matteotti, con la necessità di avere un’area sosta “rapida” per i mezzi di servizio. Tutto, ovviamente, dipende dalla reale eseguibilità del progetto del silos, che, oggi, ha come ostacolo le acque del rio Torbido.

    Nicola Giordanella