La Pozzanghera, la compagnia teatrale genovese compie venticinque anni

La Pozzanghera Genova

La Pozzanghera GenovaLa Compagnia teatrale genovese La Pozzanghera viene costituita formalmente nel 1988 da un gruppo di amici con l’iniziale “folle idea” di fare teatro ma anche di abbinare sport e spettacolo. Da anni ormai attivi nel panorama genovese e nazionale (la Pozzanghera porta in giro i propri spettacoli tra Liguria, Lombardia, Piemonte, Puglia, Sardegna e molti altri posti), da poco reduci dai festeggiamenti per il loro venticinquesimo compleanno, siamo andati a fare quattro chiacchiere con il presidente della Compagnia, Domenico Baldini, che ci ha raccontato la storia del gruppo, e con la regista Lidia Giannuzzi, che ci ha dato interessanti anticipazioni sul calendario per la stagione 2013-2014, che si aprirà a settembre. Abbiamo curiosato tra i preparativi dei prossimi spettacoli e abbiamo scoperto che…

Domenico, raccontaci come e perché nasce l’idea della Pozzanghera…
«Siamo nati ormai parecchi anni fa e il compleanno che abbiamo festeggiato quest’anno ci inorgoglisce e ci fa gioire dei risultati ottenuti. Quando abbiamo iniziato, nel 1988, non ci aspettavamo nemmeno noi, forse, di essere ancora qui a raccontare dei nostri successi 25 anni dopo. Siamo partiti come un’associazione che riuniva le due discipline di sport e teatro: il felice connubio, durati qualche anno, è stato poi sciolto tempo dopo per lasciare spazio esclusivamente all’attività teatrale. Inizialmente avevamo previsto delle sezioni dedicate allo sport, con una scuola di calcio, pallavolo e ginnastica, ma poi questa attività si è un po’ “persa” e la parte teatrale è diventata predominante: sotto questo profilo c’è stata una crescita dal punto di vista dell’allargamento dell’offerta e dell’aumento della qualità. Abbiamo iniziato a collaborare con vari esponenti illustri del teatro sia ligure che -fuori dai confini regionali- nazionale, per aumentare la nostra personalità e creare un “prodotto” professionale. Vogliamo che chi viene a vederci, a prescindere dal giudizio sullo spettacolo (che può piacere o meno), riconosca il valore oggettivo e la professionalità del nostro lavoro. Inoltre, abbiamo dato avvio a vari corsi e stage, come ad esempio il Corso sul corpo, tenuto da Yves Lebreton (FI), Corsi di regia tenuti da Erika Bilder e da Maria Stefanache (MI), Corsi di recitazione e dizione tenuti dall’attore genovese Pino Petruzzelli e quello sul teatro del racconto tenuto da Laura Curino, anche lei genovese. Ma oltre a questi ce ne sono stati molti altri nel corso degli anni…»

La compagnia teatrale: com’è costituita?
«Negli anni ci sono state fasi alterne e anche il numero dei collaboratori si è spesso alternato, passando da grandi numeri iniziali, a circa una ventina di persona, fino a un minimo di 4. Oggi siamo in 12, fissi, con altri collaboratori e artisti che intervengono in alcuni spettacoli: siamo un gruppo ben affiatato e consolidato, e -nonostante le alterne vicende del passato- oggi abbiamo creato un nucleo forte che ci permette di stare uniti e lavorare nel massimo dell’affiatamento. Insieme riusciamo a preparare un gran numero di spettacoli e di iniziative -anche innovative e “fuori dagli schemi”- che proponiamo al nostro pubblico: finora, la risposta è stata più che buona e siamo molto soddisfatti del nostro lavoro»

Lidia, dacci qualche anticipazione su quello che ci aspetta…
«La nostra attività riparte presto, e a settembre siamo già nel pieno. A metà settembre saremo alla Lanterna con uno spettacolo itinerante, per conoscere meglio i mestieri legati al Porto tramite le interviste a 8 lavoratori, personaggi colti mentre lavorano che ci spiegano di cosa si occupano. Leggero e ironico, lo spettacolo indaga in profondità le figure di lavoratori che, così vicini, spesso non conosciamo, e fa luce su un mondo, quello del Porto, spesso dato per scontato e non veramente conosciuto. Dopo la tragedia della Torre dei Piloti e il brutto incidente in Porto, abbiamo voluto pensare la Lanterna come faro che illumini non solo in lontananza, ma che faccia anche luce su quel che succede sotto ai nostri occhi. È un viaggio alla scoperta di quel che ci sta attorno.

Si prosegue a metà novembre con la presentazione di “Rumori fuori scena”, al teatro Govi. Ben noto al pubblico genovese, lo spettacolo che porteremo in scena sarà costruito in modo meno cinematografico e più fedele al testo teatrale che non alla ricostruzione filmica. Ancora, saremo al Teatro dell’Ortica a fine gennaio, e poi a febbraio al Verdi per presentare in anteprima il nostro nuovo spettacolo per ragazzi, che debutta in questa occasione. Al Teatro dell’Ortica, poi, a febbraio riproponiamo “Giorgio perdonaci!”, spettacolo dedicato a Giorgio Gaber. Infine, il 5 e 6 aprile saremo al Garage per presentare in anteprima il nostro nuovo spettacolo, tratto dal testo di Fausto Paradivino, “Natura morta in un fosso”: solo due attori in scena, in uno spettacolo dai toni drammatici e intimistici. Vale davvero la pena vederlo. Di solito ci chiedono di cimentarci prevalentemente in produzioni di stampo comico, più “leggere”, ma dal nostro punto di vista è importante garantire un buon grado di varietà e alternanza tra spettacoli comici e drammatici, sia per noi che per il nostro pubblico. In questo modo possiamo garantire un buon equilibrio e una varietà, che di certo viene premiata. Adesso è ancora tutto in fase “work in progress”: sto lavorando or ora alla scrittura dei testi e sto pensando alle date, alle scene, a tutto. C’è molto fermento, molte idee, già molte certezze, ma ancora dubbi sulle date precise e sui nomi definitivi con cui presenteremo gli spettacoli al pubblico».

 

Elettra Antognetti

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