Ci siamo già occupati del cantiere eterno di Via Buozzi (qui il punto della situazione risalente ad agosto) per la costruzione di un deposito sotterraneo per la metro e un parcheggio di interscambio in superficie. Il cantiere è stato aperto nel 2010 e la chiusura era prevista entro un paio d’anni. Dopo vari ritardi, da ultimo la fine dei lavori era prevista per marzo 2013, ma ancora nel mese di agosto l’Assessore alla Mobilità e Traffico del Comune di Genova, Anna Maria Dagnino, prevedeva una proroga a inizio 2014. Oggi a che punto siamo?
Allo stato attuale la situazione è più complicata del previsto. Infatti, la ditta appaltatrice, la Carena S.p.A., sarebbe da qualche mese in difficoltà e quindi costretta a fermare i lavori all’interno del cantiere, tra il disappunto dei cittadini e la perplessità delle istituzioni, che -dicono- a questo punto hanno “le mani legate”. Lo scorso novembre, la ditta avrebbe presentato al tribunale domanda di ammissione alla procedura di concordato preventivo, con i dipendenti pronti per la cassa integrazione.
Oggi il cantiere è bloccato: ce lo confermano i cittadini riuniti nel comitato di San Teodoro, i negozianti e l’assessore Anna Maria Dagnino: «La situazione al momento è ferma per motivi concernenti la ditta Carena e non è più un nostro problema. Per ora non si sa quali saranno le prospettive future: prima di parlare di risarcimento o di un cambio dell’impresa appaltatrice, bisogna attendere che si svolga l’iter legale intrapreso dalla Carena e che ci sia una pronuncia del Tribunale».
Tutto fermo, dunque, con l’accumularsi del ritardo nella chiusura del cantiere e con l’impazienza dei genovesi alle stelle. I lavori, infatti, avrebbero dovuto alleggerire il traffico nel nodo di San Benigno e giovare alla zona di San Teodoro, nonché a tutto il Ponente. La realizzazione di un parcheggio (con circa 200 posti, tra auto e moto) in una zona strategica come quella compresa tra Di Negro e San Teodoro, potrebbe favorire sia chi arriva dal casello autostradale e si dirige verso il centro città (turisti e residenti), sia i commercianti della zona, fortemente penalizzati in questi anni dal lungo cantiere. Inoltre, il progetto prevede addirittura la realizzazione di una passerella pedonale che colleghi da un lato parcheggio e Passeggiata Imperiale, fino alla Stazione Marittima, per collegarsi così direttamente alla Lanterna; dall’altro, parcheggio e centro città, verso Caricamento. Inoltre, anche il collegamento tra park e sottostante livello ferroviario.
Così commenta Dagnino: «Un ulteriore ritardo che non ci voleva: ero pronta a far inserire la fermata AMT provvisoria che i cittadini chiedevano da tempo, in sostituzione di quella soppressa (servita da ben 8 linee, ndr) a causa dell’apertura del cantiere».
Inoltre, nel corso di #EraOnTheRoad siamo stati sul posto e ne abbiamo parlato con i residenti. Qui, molto sentita la problematica legata alla diminuzione del passaggio in zona: non ci sono parcheggi, non c’è spazio per la sosta, la zona non è servita dai bus. E tutto ciò ha finito, come già accennato, per penalizzare drasticamente i commercianti, molti dei quali sono stati costretti alla chiusura, mentre quelli ancora in vita resistono a prezzo di forti sacrifici. «Questi cantieri infiniti sono nati allo scopo di riqualificare il territorio ma si trasformano in pietre al collo per cittadini e operatori commerciali della zona – commenta Aurora Mangano portavoce del comitato cittadino di San Teodoro – Non migliora la mobilità, come era stato promesso, e ne conseguono piuttosto problemi economici e il blocco inspiegabile della mobilità per mesi e mesi».
Elettra Antognetti

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