Categoria: Notizie

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  • Scuola in piazza delle Erbe: il progetto diventa realtà

    Scuola in piazza delle Erbe: il progetto diventa realtà

    La nuova scuola in piazza delle Erbe
    Il progetto della nuova scuola in piazza delle Erbe

    I lavori per la costruzione della nuova scuola di Piazza delle Erbe partiranno a breve. Oggi sono stati compiuti passi avanti, e’ stato ottenuto il finanziamento  e lunedì 12 aprile il progetto e’ andato in gara.

    Le procedure, insomma, sono avviate e alla nostra precisa domanda “Che questo non sia l’anno buono per l’apertura del cantiere?” da palazzo Tursi rispondono: “Si, i lavori inizieranno presto.”
    Il nuovo edificio sostituira’ la scuola elementare Garaventa e la scuola media Baliano attualmente in via San Giorgio comportando la razionalizzazione del servizio scolastico e portando a una rivalutazione dell’offerta scolastica del centro storico (23 aule, per un complesso scolastico con capacita’ di 418 unita’).

    Salvo colpi di scena, fra tre anni la scuola sarà in piedi per la gioia dei tanti sostenitori che la attendono (soprattutto le sempre crescenti famiglie del centro storico con bambini piccoli…) e per il disappunto di chi sin dalle prime bozze pubblicate ha sempre considerato questo nuovo edificio di forte impatto ambientale.

    Il progetto della scuola era l’unico rimasto “non realizzato” fra quelli approvati nel 2002 dalla giunta Pericu per la riqualificazione della zona compresa fra piazza delle Erbe, via Ravecca, stradone Sant’Agostino e via San Donato.

     

     

  • La Bocca del Lupo, il film di Pietro Marcello girato a Genova

    “Prima di girare il film non conoscevo la vostra città unica memoria erano i racconti di mio padre, un marittimo meridionale. Lui si imbarcava e Genova era la sua città ideale, mi raccontava del fermento nei vicoli, delle tripperie, e del suo cielo, dei suoi colori, una città del nord che guarda a sud, diceva”.

    “Io ho conosciuto un’altra città rispetto ai racconti di mio padre. Silenziosa e unica nella sua diversità, ho vissuto nella zona dell’angiporto, dove la memoria è impressa nelle pietre di Sottoripa… A differenza di Napoli, a Genova è difficile riconoscere un tessuto sociale, questo mi ha fatto sentire disorientato al mio arrivo…”

    Il regista venne contattato più di un anno fa dall’Associazione San Marcellino perchè venisse nella nostra città a realizzare un film che riuscisse a fotografare una parte di città… quella dei vicoli, del ghetto e della comunità transessuale, dei tanti senza tetto assistiti dai volontari di San Marcellino. L’Associazione genovese, fondata nel dopoguerra per aiutare chi era rimasto senza casa dopo i bombardamenti, voleva raccontare attraverso un film, non tanto la propria attività, quanto il mondo a cui essa si rivolge.

    Nasce così La Bocca del Lupo, dal titolo del romanzo di Remigio Zena del 1892 ambientato nel centro storico, nell’antico sestiere di Prè.

    Il film ha attirato migliaia e migliaia di persone al cinema; una storia d’amore, la vera storia di Enzo e Mary, lei in strada, lui in carcere. Si sono aspettati e voluti sin dal tempo del loro incontro in galera, quando ancora si mandavano messaggi registrati su cassette nascoste.

    Mary, romana, raggiunge Genova negli anni sessanta per poter finalmente esprimere la propria sessualità, perchè nei nostri vicoli erano nate in quegli anni le prime comunità trans d’Italia. Enzo, figlio di un contrabbandiere, ha passato metà della sua vita dietro le sbarre a causa di diversi scontri a fuoco con la polizia.

    Un film documentario di un’ora, fra scene girate oggi e filmini per lo più amatoriali ripescati negli archivi e capaci di raccontare una Genova lontana, ricca di fascino per chi non l’ha vissuta, ricolma di rimembranze per chi in quegli anni era un ragazzo.

    Malinconico e “pasoliniano”, questo film racconta la storia dei vinti, in cui la vera vittima è lo spettatore, che improvvisamente si scopre miope e superficiale mentre sale in macchina per rientrare al proprio nido.

    E poi Lei, la città di confine, la scorbutica signora che invecchia… “unica nella sua diversità”.

    Gabriele Serpe

  • Cineporto di Genova, centro servizi per l’audiovisivo

    Cineporto di Genova, centro servizi per l’audiovisivo

    Cineporto di GenovaUffici di produzione per uso temporaneo arredati e dotati di collegamento Internet veloce, una sola di posa, 4 camerini (10 postazioni) con servizi e docce, sala casting con sala attesa, 8 stanze, 15 posti letto e una foresteria,  internet wi-fi ad alta velocità a disposizione degli ospiti, tutto questo è il Cineporto di Genova, in via Muratori a Cornigliano

    Se il set di tutte queste meraviglie cinematografiche si trovasse nell’ormai super ovattata Holliwood, saremmo di fronte a normale routine; ma il fatto che questa fetta di celluloide sia apparsa quasi magicamente in una ex area industriale dismessa, proprio nella zona dell’ex Italsider, di fronte all’altoforno dell’Ilva, rende il tutto degno di nota e senza dubbio affascinante.

    Il Cineporto di Genova oltre a rappresentare un ottimo centro servizi per la produzione audiovisiva, è la dimostrazione di come una delle zone più depresse della città, ormai condannata alla desolazione e all’abbandono, sia stata non solo recuperata ma anche trasformata in un importante e prestigioso polo artistico e culturale. Le produzioni audiovisive, quelle liguri e quelle in arrivo da altre città o dall’estero, troveranno finalmente casa a Genova.

    Bastrebbe citare alcuni nomi del calibro di William Dafoe e Omar Sharif, probabili ospiti della struttura per due diverse produzioni cinematografiche (l’inglese “Jumping Rocks” e un film scritto da Morando Morandini, entrambi ancora in via di definizione) per confermarlo. La realizzazione dell’intera opera è stata possibile grazie a Genova-Liguria Film Commission e Società per Cornigliano. L’intero spazio oltre a diventare la naturale cornice di produzione cinematografiche italiane ed estere potrà essere utilizzato anche per le produzioni pubblicitarie e più in generale da fotografi e dai teatri.

    Le ambizioni e la voglia di grande schermo per Genova non si fermano qui: è partito in Liguria il workshop “Maya”, primo corso europeo di alto livello per formare produttori indipendenti di documentari e di fiction, co-finanziato da Genova-Liguria Film Commission e dal Programma Media dell’Unione Europea. Uniche location di questo evento: due paesi dell’est europeo e Sestri Levante.

  • Parco avventura Genova Righi, il primo in un contesto urbano

    Parco avventura Genova Righi, il primo in un contesto urbano

    Parco Avventura Genova RighiIl Parco Avvrentura di Genova, a Righi nel parco del Peralto, è un insieme di percorsi sospesi a diverse quote da terra, installati su alberi ad alto fusto o, in loro mancanza, su pali di legno o pareti di roccia.

    Spostamenti con corde, piattaforme installate ad altezze differenti, salite e discese tra i rami appesi a carrucole, tutto nella massima sicurezza, garantita da un’istruzione teorica impartita agli utenti al loro ingresso nel parco, e dall’uso di un’attrezzatura simile a quella per alpinismo (imbragatura, moschettoni, casco, guanti).

    Le caratteristiche principali sono ovviamente il contatto con la natura, ma anche il basso impatto ambientale: nessun mezzo motorizzato, nessun rumore, nessuna emissione di gas, un modo intelligente per divertirsi rispettando il territorio.

    Il progetto di Romolo Benvenuto, ex deputato Ulivo – PD, a capo della società “Righi outdoor” che gestirà il parco, prevede la riqualificazione di due ettari di area boschiva attraverso la pulitura e lo sgombero delle discariche abusive che si estendono in zona. L’idea trova il favore della Rete Puin che si occupa della valorizzazione del parco del Peralto e di Legambiente Liguria.

    La speranza è che diventi un’occasione per restituire alla città una porzione di parco non più fruibile e mantenere costante nel tempo il monitoraggio e la difesa di questo patrimonio verde.

    L’apertura è prevista a maggio con cinque percorsi di difficoltà variabili, ma già si pianifica un ampliamento graduale di servizi e percorsi. La riqualificazione porterà posti di lavoro per istruttori preparati che si occuperanno della teoria e delle esercitazioni pratiche, e dopo una breve formazione gli utenti potranno cominciare ad arrampicarsi e a saltare da un albero all’altro, ammirando da posizioni privilegiate il profilo della città vecchia.

    Matteo Quadrone

  • Prà, ex stazione e “Parco Lungo”: il progetto per la riqualificazione

    Prà, ex stazione e “Parco Lungo”: il progetto per la riqualificazione

    PraSappiamo tutti quanto la realtà genovese sia frammentata, quanto ogni quartiere viva quotidianamente una storia a sé. Capita così che una vicenda capace di esasperare da anni gli abitanti di Prà, sia praticamente ignorata da tanti genovesi.

    Dopo lo spostamento a mare della linea ferroviaria nel 2006 e la recente inaugurazione della nuova stazione, i vecchi binari lungo l’Aurelia e l’antico muro che li separava dalla strada non sono mai stati rimossi.

    Dopo anni di battaglie portate avanti con passione e tenacia dal Comitato per Prà, nella primavera scorsa è arrivata la prima buona notizia: il progetto di riqualificazione ha ottenuto 13 milioni di finanziamento.

    Poi l’annuncio della disponibilità da parte di Ferrovie dello Stato a vendere le aree dismesse al Comune con la possibilità di intervento immediato.

    Infine il tanto atteso progetto preliminare, che se non fosse stato consegnato entro la fine di settembre 2009 avrebbe fatto saltare i finanziamenti.

    Le tavole mostrano una nuova Aurelia a quattro corsie e lato mare una estesa area verde pedonale denominata “Parco Lungo”.

    Dove ora sorge l’ex stazione Fs, il progetto prevede la realizzazione di un mercato a km 0 con ampio parcheggio e collegamento pedonale con piazza Bignami.

    L’arch. Marina D’Onofrio Caviglione ha poi inserito nel progetto  preliminare l’approdo al mare per la Nave Bus che attualmente collega solo Pegli e Caricamento e un nuovo assetto idrologico della foce del rio San Pietro.

    Adesso bisogna attendere l’ufficialità dell’acquisto dell’area da parte del Comune, punto di partenza imprescindibile. Poi si sa, dal progetto preliminare a quello definitivo le cose che cambiano sono sempre molte… Forse una sola cosa a questo punto è davvero certa: il restyling di Prà non è più una chimera.

  • Via Shelley, l’apertura è prevista nel Programma Triennale del Comune

    Via Shelley, l’apertura è prevista nel Programma Triennale del Comune

    Via Shelley, QuartoPer ora si tratta di un’indiscrezione trapelata dagli uffici di Palazzo Tursi, gli interventi per l’apertura la traffico di via Shelley verranno inseriti nel Programma Triennale dei lavori pubblici del Comune di Genova.

    Un intervento che potrebbe dare respiro ad un’intera vallata, sciogliere il traffico asfissiante di via Tanini e via Posalunga a Borgoratti, dopo trentanni anni di tormentate battaglie legali. Un anno fa era arrivato l’ok del commissario e la decisione del consorzio dei residenti di ricorrere per la terza volta al Tar.

    Nel lontano 1986 una sentenza del Consiglio di Stato aveva stabilito la realizzazione di una strada alternativa a via Shelley a servizio delle abitazioni del complesso residenziale “Penego 1“, bloccando di fatto l’iniziativa del Comune che invece avrebbe voluto aprire la strada già esistente. Il Consiglio, essendo via Shelley strada privata, aveva quindi di fatto impedito l’intervento.

    Partì allora l’iter per realizzare una strada sulla sponda destra del rio Penego, ma i lavori non sono mai stati realizzati. Tursi ci ha poi riprovato due volte con progetti diversi trovando però la decisa opposizione dei residenti riuniti in consorzio. Il progetto di Tursi, infatti, prevedeva la costruzione di residenze per sbloccare il denaro necessario alla costruzione della strada.

    La battaglia si preannuncia tutt’altro che conclusa.

  • La proposta di Stefano Bruzzone: Il Carmine come Montmartre

    La proposta di Stefano Bruzzone: Il Carmine come Montmartre

    Mercato Comunale CarmineEsperimento sociale ma non solo, questo originale laboratorio e’ stato presentato in operazione “antimugugno” per una citta’ che sui “mugugni” non lesina di certo…Il responsabile dell’Associazione, Stefano Bruzzone, ha parlato pubblicamente di questa iniziativa con l’intento di coinvolgere, proporre e creare una genuina partecipazione della cittadinanza a 360 gradi, in un quartiere dove le problematiche sociali sono tutt’altro che sottili.

    Il 23 gennaio 2008 Stefano Bruzzone e’ apparso nell’area forum della FNAC di Genova e, alla domanda circa gli obiettivi che il Cantiere si e’ posto, ha risposto: “Quello che vogliamo e’ gettare un seme, sperando che da qualche altra parte della citta’ si possa avvertire un segnale di cambiamento“.

    A differenza di altri centri italiani e capitali europee, Genova non ha una piazza libera aperta a pittori ed artisti e piazza del Carmine, una volta pedonalizzata, per dimensioni e posizione potrebbe rivelarsi un luogo adatto e particolarmente azzeccato.

    Cantiere di Idee del Carmine” propone di creare all’interno del capannone del Mercato Comunale da tempo semi dismesso, con un solo banco in attività, un polifunzionale Centro Culturale di due piani dedicato a pittori, scultori, musicisti e letterati (scuole e gallerie d’arte, laboratori di artisti, ecc.), con un soggetto credibile in grado di garantirne la gestione (il Teatro del Mediterraneo di Carla Peirolero e’ una delle ipotesi al vaglio).

    Il Carmine diventerebbe cosi’ la cittadella dell’arte a Genova, un quartiere ripopolato da artisti al lavoro e da piccole gallerie d’arte, botteghe artigiane e zone espositive nei tanti locali e fondi della zona attualmente inutilizzati.

    Una mostra fotografica e’ gia’ stata allestita all’interno di questo mercato che troneggia affianco alla chiesa e, per il futuro prossimo, sono in previsione molteplici iniziative, perfettamente coerenti e contestualizzate nel piano cardine di questo laboratorio che si espandera’, appunto, in quelle creuze storiche oggi piegate dal degrado e nei box inutizzati del mercato.

    Gia’ pochi giorni dopo la “Chiamata alle Arti”, una coppia di pittori ha preso in affitto in Salita Carbonara un locale da tempo inutilizzato: sara’ la prima bottega di pittori nel quartiere.

    Immagino un quartiere che si trasforma in contenitore culturale, sempre attento alle esigenze e ai mutamenti di una Genova sopita, distratta e mugugnona. Il tutto condito – continua Bruzzone – con memoria storica, tradizione popolare, aggregazione e massima creativita’, esulando dall’ottica miope di un comitato di quartiere“.

    La collina del Carmine come Montmartre? Certo, si puo’. Il capannone del mercato ormai praticamente inutilizzato come la Place du Tertre, la piazza dei pittori e degli artisti della famosa “butte” parigina? Certo che si, tutto si puo’! Il sogno e’ quello di un’invasione di pittori, scultori, disegnatori ed altri artisti per ridare vita a un angolo dimenticato della nostra citta’, un borgo ricco di storia e tradizione.

    “L’amministrazione per quanto riguarda questa zona sonnecchia un po’ troppoconclude Stefano Bruzzone – non c’e’ solo il problema del Mercato da risolvere: siamo vicini ad un anno dalla consegna di oltre 340 firme per l’attesa pedonalizzazione di piazza del Carmine, le salite con le pavimentazioni storiche stanno cedendo ed anche la grande edicola votiva in piazza del Carmine perde i pezzi. In tempi disgregati quali quelli attuali, con la depressione collettiva che c’e’, un progetto come questo, che intende programmare un futuro percorribile per il borgo e che arriva dai cittadini, dovrebbe essere salutato dai nostri amministratori quantomeno come un segnale molto positivo”.

    Per chiunque volesse saperne di piu’, l’Associazione “Cantiere di Idee del Carmine” e’ contattabile all’indirizzo mail liberotempo@gmail.com.

     

    Laura Di Gregorio