Categoria: Notizie

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  • Roberta Barabino in concerto per gli anziani di Villa Duchessa Galliera

    Villa Duchessa GallieraQuando la musica incontra i luoghi della sofferenza le reazioni sono le più disparate ma è impossibile non constatare quale incredibile valore curativo assuma nel contatto tangibile con chi è costretto a vivere in ospedali, case di cura e ricoveri sparsi lungo la penisola.

    Roberta Barabino ha suonato un paio d’ore accompagnata solo dalla sua chitarra, seduta al centro della stanza come nel bel mezzo di un palco, superata l’iniziale diffidenza e annullata la distanza fisica con gli spettatori raccolti in cerchio, si è creata la giusta intimità che ha permesso la buona riuscita della performance.

    Roberta non ha preparato una scaletta ma si è lasciata guidare dall’istinto nella scelta del repertorio da proporre, ha cercato di coinvolgere il pubblico invitato a confrontarsi con una musica nuova, mai sentita prima d’ora, luminosa e visionaria, con i suoi testi malinconici ma ricchi di speranza. L’apprezzamento dei presenti si misura dagli sguardi d’intesa con la protagonista, dal brillare dei loro occhi, dagli arti che riacquistano vitalità per un momento, sono le gambe ferite mosse a ritmo di musica dal vecchio imprigionato sulla sedia, come le mani sottili della signora che tamburella felice sul tavolino.

    Lei ha toccato le corde giuste, abile a trasmettere contesti precisi evocando luoghi e atmosfere che l’hanno ispirata, riempiendo di significato ogni parola, promuovendo un utile esercizio di memoria per tutti, ma soprattutto per chi, come gli ospiti della residenza, spesso trascorre giornate infinitamente uguali. E così la simpatica signora pugliese ha ricordato con orgoglio di essere stata un brava pianista, altri hanno rivissuto passioni antiche risvegliate dal sapore di una nota che con delicatezza è entrata nella loro vita.

    Sicuramente per gli anziani è stato un pomeriggio diverso dal solito, come hanno sottolineato le animatrici che qui lavorano, perché non è per nulla un evento ordinario ricevere la visita di una persona pronta a dedicarsi totalmente a loro. E si è visto concretamente al momento dei saluti quando con strette di mano e calorosi abbracci Roberta è stata invitata a tornare al più presto a suonare a Cornigliano.

    Matteo Quadrone

  • LiguriaStyle: esposizione e vendita prodotti artigianato e agroalimentari a Genova

    LiguriaStyle: esposizione e vendita prodotti artigianato e agroalimentari a Genova

     

    Dipinti di Luca Cambiaso
    Le sale di Liguria Style con i dipinti di Luca Cambiaso

    Nelle splendide sale di palazzo Imperiale affrescate da Luca Cambiaso, è nato Liguria Style il centro dell’artigianato, punto di incontro e di riferimento per tutti coloro che esercitano un’attività oggi più che mai ricca di difficoltà soprattutto legate agli spazi espositivi, ma anche alla mancanza di coraggio che porta i più giovani, anche se dotati di talento, a preferire altre strade, e a conservare l’attività dell’artigiano come hobby.

    Liguria Style, presentato da Cna Liguria e Confartigianato, espone non solo prodotti della terra o prodotti tipici dell’artigianato nostrano come la ceramica, la filigrana o l’ardesia, ma anche editoria, oreficeria, arte. Tutto rigorosamente “made in Liguria“.

    Per proporre la propria candidatura e quindi ottenere il permesso di esporre i propri prodotti a Liguria Style, bisogna essere iscritti come artigiani presso i registri della Camera di Commercio o essere titolari di un’azienda agricola.

    Dopo colloqui conoscitivi e di approfondimento, si passa al contratto vero e proprio, un accordo di dodici mesi con possibilità di ridiscutere il rinnovo al termine dell’anno.

    Quest’anno, però, Liguria Style ha pensato soprattutto alle nuove leve. I primi sei mesi di esposizione saranno infatti completamente gratuiti per gli artigiani più giovani, una ghiotta opportunità, che può aiutare qualcuno a trovare il coraggio di trasformare l’hobby in vero e proprio lavoro. Gli uffici di piazza Campetto sono aperti tutti i giorni escluso il mercoledì dalle 10 alle 18 (sabato e domenica compresi).

  • Carcere di Pontedecimo: il nuovo cortile per l’incontro fra detenuti e parenti

    Carcere di Pontedecimo: il nuovo cortile per l’incontro fra detenuti e parenti

    Il carcere di PontedecimoNel carcere di Pontedecimo il progetto di area giochi per bambini e spazio colloqui fra genitori-detenuti e figli, grazie alla collaborazione fra amministrazione penitenziaria, Provincia di Genova e la Cooperativa sociale Il Rastrello, si è trasformato in realtà.

    “L’iniziativa – racconta Milò Bertolotto, Assessore della Provincia di Genova con delega alle carceri – è nata grazie a una coraggiosa idea del direttore della casa circondariale di Pontedecimo, la dott.ssa Maria Milano, che in precedenza aveva rivestito il medesimo ruolo presso il carcere di Chiavari dove già nel 2008 realizzò la prima area verde all’interno di un penitenziario ligure.

    “E’ importante – continua l’assessore – dare la possibilità ai detenuti di incontrare i propri parenti, in particolare i figli, al di fuori della classica sala colloqui. Alcuni di loro manifestano notevoli difficoltà nell’incontrare i congiunti in carcere e di conseguenza spesso scelgono addirittura di non incontrarli”.

    “È un progetto che mira ad allentare le tensioni e migliorare le condizioni delle vittime incolpevoli come i bambini figli di detenuti e gli anziani genitori dei reclusi”, aggiunge Maria Milano, direttore del carcere di Pontedecimo e ideatrice dell’iniziativa.

    La realizzazione dei lavori ha previsto la collaborazione di 5 detenuti, individuati dall’amministrazione carceraria, inseriti attraverso progetti formativi di borsa lavoro finanziati dalla Provincia e affiancati da operatori specializzati della Cooperativa Il Rastrello che ha seguito la loro formazione professionale nell’uso delle attrezzature e nell’esecuzione delle varie operazioni.

    “Tutto è partito da un lavoro di potatura all’interno del carcere che la cooperativa stava svolgendo – spiega Lorenzo Monteverde, responsabile tecnico della Cooperativa sociale Il Rastrello – è nata così una collaborazione che ha portato all’individuazione del progetto”. Parliamo di un’area verde di circa 200 metri quadrati, precedentemente individuata dalla direzione del carcere e resa fruibile all’attività ludica dei bambini e per i colloqui con i famigliari. Una superficie che è stato necessario livellare con la realizzazione di un’opera di contenimento del terreno mediante sistemi di ingegneria naturalistica quali palizzate e palificate in legno di castagno. E poi la sistemazione del manto erboso e la piantumazione di alcuni cespugli e arbusti di oleandro a completare l’aspetto estetico.

    “Considerando anche le attività di manutenzione, per concludere l’area sono stati necessari 6 mesi di lavoro – continua Lorenzo Monteverde – Ma sfruttando l’occasione, grazie alla formazione di 5 professionalità, si è pensato di impiegare i detenuti per ripulire tutta la vasta superficie verde della casa circondariale, circa 30 mila metri quadrati. Operazioni di raccolta, sfalcio e decespugliamento, lavori che per mancanze di risorse venivano procrastinati nel tempo e che finalmente sono stati eseguiti”.

    Ma quali risultati si ottengono a livello individuale e collettivo promuovendo esperienze di questo genere?

    “Questa esperienza ha indubbiamente generato nei 5 partecipanti un beneficio psicologico. Ma soprattutto ne hanno ricavato un benessere a livello fisico grazie all’impegno profuso nelle ore lavorative – racconta Roberto Perugi, presidente Cooperativa sociale Il Rastrello – Ma ci sono stati riscontri positivi anche nell’intero universo carcerario. La creazione di un opportunità per alcuni di loro, la prospettiva di migliorare le proprie condizioni detentive è vissuta positivamente da tutti i carcerati”.

    Uno dei 5 lavoratori che ha dimostrato di aver acquisito una buona professionalità a breve verrà inserito nella cooperativa con un normale contratto e lavorerà presso le aree verdi dell’ospedale San Martino, grazie all’applicazione dell’articolo 21 che consente al detenuto di lavorare di giorno e far rientro in carcere la sera.

    Ma purtroppo non sono tutte rose e fiori.

    “Per realizzare progetti simili ci vuole la forza di volontà di persone come la dott.ssa Milano – continua Roberto Perugi – Ci si scontra con l’eccessiva rigidità delle regole mentre forse sarebbe necessaria maggiore flessibilità. Per il futuro stiamo preparando altri due progetti in collaborazione con il carcere di Pontedecimo e grazie alla conoscenza reciproca ci auguriamo di superare tutti gli ostacoli”.

    “Il problema è garantire la vigilanza, si tratta di un servizio in più che vista la carenza di personale e le ristrettezze economiche attuali è difficile fornire – conclude Maria Milano – Infatti non sappiamo ancora quando l’area verde sarà inaugurata. Mancano i tavolini e i giochi per i bambini. Le risorse economiche sono insufficienti. Siamo alla ricerca di fondi o sponsorizzazioni per poter sistemare gli ultimi arredi e consegnare ai detenuti questo spazio”.

     

    Matteo Quadrone

  • Mac, icona Textedit: la “lettera nascosta”, il messaggio di Apple

    Mac, icona Textedit: la “lettera nascosta”, il messaggio di Apple

    La lettera dell'icona di TexteditL’icona di Textedit del vostro Mac nasconde un messaggio e ingrandendola al massimo delle possibilità scoprirete la “lettera nascosta” di Apple.

    Si tratta di una lettera scritta in lingua inglese firmata da un tale John Appleseed che scrive ad una non meglio precisata Kate. Ma chi è il sig. Appleseed?? E’ uno pseudonimo usato da Apple per la presentazione di prodotti, tutorial di posta, ecc. Si tratta di un omaggio a John Chapman, un pioniere della storia americana morto nel 1845… Ebbe il grande merito di introdurre in gran parte dell’America del nord la pianta della mela… E, come si suol dire, i conti tornano!

    Il testo della “lettera nascosta” tradotto in italiano:

    Cara Kate, ecco uno dei pazzi. Uno dei disadattati. Dei ribelli. Gli imbroglioni. Le caviglie rotonde nelle scarpe quadrate. Gli unici che vedono il mondo diversamente. Loro non sono amanti delle regole. E loro non hanno rispetto per le condizioni sociali. Tu puoi elogiarli, puoi essere in disaccordo con loro, citarli, non credere in loro, glorificarli o disprezzarli. Ma l’unica cosa che tu non puoi fare è ignorarli. Perchè loro cambieranno le cose.

  • Marketing sensoriale: l’olfatto può indurre all’acquisto

    Marketing sensoriale: l’olfatto può indurre all’acquisto

    Olfatto e Marketing sensorialeSi chiama marketing sensoriale, consiste nell’ associare a un prodotto o a un brand un determinato odore piacevole, in modo da “addolcire” l’incosciente compratore.

    Ricerche scientifiche confermano ormai che la memoria olfattiva richiama i ricordi vissuti e influenza l’individuo a ripetere l’esperienza odorosa per godere nuovamente delle medesime emozioni positive: si dice “apprendimento associativo” fra odori e significato cui la persona li associa. Inoltre, quella legata agli odori, è di gran lunga la memoria più persistente.

    Per questo motivo il consumatore riesce a stabilire nell’immediato il rapporto tra un odore e il prodotto che lo identifica. Gli esempi sono moltissimi. Pensiamo a Sony che nelle sue trentasei boutiques elettroniche diffonde un aroma di mandarino e vaniglia o gli hotel Sheraton, che curano i clienti con odore di gelsomino, chiodo di garofano e fico.

    In America, nei grandi magazzini Bloomingadale’s, in ogni reparto viene diffuso un aroma diverso, talco nell’area neonati, cocco nel reparto mare.

    Ma esistono anche casi di insuccesso, come Got Milk, realizzata dal California Milk Board. La campagna pubblicitaria prevedeva l’affissione di poster profumati a tutte le fermate dell’autobus, ognuno che emanasse un forte odore di biscotti al cioccolato. Ma il governo americano ha ritirato i poster immediatamente, creando danno economico all’azienda, queste le motivazioni “… L’odore dei biscotti spinge le persone a consumare dolci e merendine e in più può creare problemi ai soggetti allergici“. Segno di quanto l’argomento sia preso sul serio aldilà dell’oceano.

    La guerra dei brand si arricchisce dunque di una nuova battaglia, quella dell’olfatto, un ramo del marketing destinato a grande sviluppo in futuro. Sul mercato vi sono già moltissime aziende specializzate nella creazione di essenze ma anche nella diffusione della fragranza ideale, perché se l’odore è buono ma non viene diffuso nel modo giusto rischia di non catturare l’attenzione. Esistono persino apposite penne USB in grado di ospitare il profumo prescelto e che possono diventare un gadget distintivo. Sono poi disponibili diffusori professionali in grado di veicolare flussi d’aria con una copertura fino ai 1000 metri quadrati con durata e intensità regolabili. In America, inoltre, esiste il fragrance designer, esperto di fragranze e studioso di profumi, una figura professionale già richiesta da moltissime aziende. Quando avere il naso per gli affari non è più soltanto un modo di dire.

  • UFO: le ombre del Rapporto Cometa

    UFO: le ombre del Rapporto Cometa

    Ufo e extraterrestriPersino la Santa Sede ha per così dire “messo le mani avanti”, arrivando a dire che l’eventuale esistenza di extraterrestri sarebbe compatibile con l’esistenza di Dio. Perché, dunque, l’ipotesi UFO sembrerebbe godere di tutta questa credibilità?

    La spiegazione sta nel fatto che moltissimi degli avvistamenti di apparenti veicoli alieni sono stati fatti da militari preparati e credibili. Ecco perché i vari organismi di difesa nazionale sono da tempo in allerta. E le loro inchieste possono anche consegnarci risultati sconcertanti… Eccone un esempio.

    Di recente a Parigi mi è capitato fra le mani un rapporto del 1999 richiesto all’Istituto di Alti Studi per la Difesa Nazionale dall’allora presidente della Repubblica francese Jacques Chirac. Nulla di segreto, sia chiaro: si tratta di un documento già pubblicato, conosciuto come rapporto Cometa, che potete scaricare facilmente da internet. Eppure già il titolo è inquietante: «Gli UFO e la Difesa: a cosa bisogna prepararsi?».

    Si esordisce poi con questa frase: “L’accumulazione di osservazioni ben documentate fatte da testimoni credibili obbliga ormai ad affrontare tutte le ipotesi sull’origine degli Oggetti Volanti Non Identificati, gli OVNI, e in particolare l’ipotesi extraterrestre” (p. 8). Segue la presentazione di alcuni casi inspiegabili, testimonianze e dati raccolti, si fa il punto sulla ricerca, si fanno varie ipotesi, si valutano le implicazioni strategiche, quelle scientifiche e persino quelle politiche e e religiose.

    E si conclude con affermazioni molto forti: “Questi studi dimostrano la realtà fisica quasi certa di oggetti volanti del tutto sconosciuti, impressionanti per le performance di volo e per il silenzio. […] Una sola ipotesi rende sufficientemente conto dei fatti e non fa appello, essenzialmente, che alla scienza di oggi: quella di visitatori extraterrestri” (p. 86).

    Andrea Giannini

  • Fuckbook, il facebook degli incontri sessuali

    Fuckbook, il facebook degli incontri sessuali

    sesso-fuckbookFacebook è diventato talmente popolare da poter essere considerato una rivoluzione comunicativa pari quasi a quella dell’avvento dei telefoni cellulari di fine anni ’90. Anche il celebre cartone animato South Park ha recentemente ironizzato sulla creatura di Mark Zuckerberg in una puntata dall’eloquente titolo “You Have 0 Friends”.

    Nel determinare questo grande successo quanto è stata importante la componente “conoscere persone dell’altro sesso“?

    Già con MSN, Meetic e Myspace avevamo cominciato a familiarizzare con profili femminili e maschili piacevoli e spesso provocanti. Facebook si colloca su questa scia. Mettersi in mostra sfoggiando il lato migliore di sé stessi aiuta non solo nelle amicizie, ma anche negli incontri con persone dell’altro sesso. Anzi, deve essere proprio sulla base di questo presupposto che, in barba a tutti i bei discorsi di sociologi moralisti, qualcuno deve essersi chiesto: ma perché non fare un sito dove si va direttamente al sodo?

    Si può anche ragionarla da un’altra angolazione: oltre a Facebook, qual’è quella cosa che da sempre impazza su internet? Ovviamente la pornografia. Pertanto, perché non mettere insieme le due galline dalle uova d’oro? E difatti sono sorti decine di siti internet che si ispirano all’interfaccia di Facebook e promettono veri incontri sessuali. Il nome era già ovvio ed è tutto un programma: “Fuckbook“.

    Abbiamo quindi, oltre a www.fuckbook.com, anche il .net, il gofuckbook, l’hotfuckbook, eccetera. Esistono anche nomi un po’ più vari, come seekbang o adultfriendfinder, ma il principio è lo stesso: conoscere persone con cui fare sesso. Niente amicizie da creare, niente storie da raccontare, niente cene fuori: si va subito a letto.

    Uno degli ultimi arrivati è Gleeden, pensato esplicitamente per i tradimenti extraconiugali! So cosa vi state domandando: funzionano? Non lo so perché non li ho mai provati (e lo dico anche per rassicurare il mio ragazzo…); però spulciando un po’ su internet vengono fuori anche storie di prostitute in cerca di clienti, di falsi profili attraverso i quali connettersi ai computer delle vittime e trafugare i dati personali…

    Insomma: qualche controindicazione c’è. Senza parlare poi di tutti i discorsi che ci potrebbero ricamare sopra i sociologi e gli psicologici! Ad esempio: è la fine del maschio latino, del Casanova nostrano che vede il fascino più nella conquista che nel fine pratico? Ai posteri l’ardua sentenza. Io ne dubito.

    Matilde Gomez

  • “Realtà aumentata”: di cosa si tratta?

    “Realtà aumentata”: di cosa si tratta?

    Realtà AumentataSi tratta di una particolare tecnologia digitale, utilizzata da principio in ambito militare e medico, che è diventata familiare a chiunque possieda un semplice – per quanto costoso e ambito – iPhone. Tra le tante utilità di questo apparecchio, ne esiste una – per esempio – con la quale si può fare questo: semplicemente puntando la videocamera interna sulle strade nelle quali ci troviamo, sullo schermo vedremo apparire non solo l’immagine della realtà che stiamo osservando, ma anche dei pop-up in sovrimpressione, aggiunti dal programma, con le indicazioni delle stazioni metro più vicine e le relative distanze.

    Visualizzare la realtà più informazioni digitali: ecco la realtà aumentata.

    Le applicazioni sono molteplici. Un apparecchio in grado di utilizzare la tecnologia della augmented reality può permettere di visualizzare le informazioni dei social network sovrapposte alla realtà, ritrovare la macchina che abbiamo parcheggiato, taggare virtualmente i luoghi in cui passiamo, cercare hotel, pub e ristoranti. Tutto questo tralasciando le possibilità di cui già si avvalgono i medici che operano, per esempio, in interventi di chirurgia minimamente invasiva.

    Se ancora non avete capito di cosa si tratti, o semplicemente avete voglia di farvi stupire, andate a visitare siti come “http://ge.ecomagination.com/”  “http://www.boffswana.com/”. Vi basta una stampante e una webcam per vedere la realtà aumentata comparire magicamente… su di voi!

    Andrea Giannini

  • Tegras 2011: il “teatro educazione” nelle scuole genovesi

    Tegras 2011: il “teatro educazione” nelle scuole genovesi

    Tegras, il teatro educazioneNei prossimi giorni prenderà il via la sesta edizione della rassegna Tegras – Teatro Educazione,  rivolta alle scuole genovesi, organizzata  dal Comune di Genova-Assessorato alla Cultura in collaborazione con le compagnie teatrali Akropolis, la Chiascona, Officine Papage e Teatro dell’Ortica.

    La partecipazione è altissima, nonostante la crisi economica e i ripetuti tagli alla cultura e al mondo della scuola. Oltre 1200 giovani– 32 le scuole coinvolte – calcheranno per tutto il mese di maggio il palcoscenico di cinque Teatri (Teatro Govi, Teatro degli Emiliani, Teatro dell’Ortica, Teatro Akropolis e Teatro della Tosse) dando vita, con la loro creatività e la loro voglia di esprimersi, ad una grande festa e ad un momento di riflessione sulla scuola e sulle modalità di “fare scuola”. Si tratta, per numeri e prestigio, di una delle più importanti rassegne dedicate alle scuole sul territorio nazionale.

    Si parte martedì 10 maggio al Teatro Govi di Genova Bolzaneto, con la prima fase delle rassegne territoriali, per spostarsi al Teatro degli Emiliani di Nervi e poi all’Auditorium Allende di Molassana per finire al Teatro Akropolis di Sestri Ponente; in tutto 28 spettacoli per una vera e propria “invasione” teatrale.

    Concluderà la grande kermesse del Teatro Educazione di Genova, la seconda fase della rassegna, che si svolgerà al Teatro della Tosse dal 6 all’8 giugno dove verranno riproposti alcuni degli spettacoli delle rassegne territoriali e alcuni dei progetti della rassegna parallela TEGRAS Università. Saranno presenti anche gli spettacoli segnalati dalla Rassegna di teatro-scuola di Borgio Verezzi.

    Tegras Università è la sezione speciale dedicata alle esperienze di Teatro Universitario, nata lo scorso anno, ma che sta registrando numeri importanti: 5 compagnie di universitari di tutte le facoltà saliranno sul palco di Teatro Akropolis il 26 e il 27 maggio per una full immersion di teatro.

    Tegras Università si configura come “percorso di lavoro” e non solo vetrina di spettacoli; i ragazzi hanno potuto incontrare, in stage didattici organizzati durante l’anno, importanti e qualificati professionisti come Michela Lucenti di Balletto Civile con un laboratorio sul movimento e la danza, e Massimo Munaro del Teatro del Lemming, che ha messo a disposizione la sua esperienza e la sua competenza. Questa sezione speciale della rassegna è patrocinata dall’ Università di Genova e da ARSSU Liguria.

    Un mese intero – dunque – di lavoro che vedrà i ragazzi protagonisti assoluti della cultura cittadina. L’iniziativa, che conferma il crescente interesse per il teatro-scuola da parte delle scuole genovesi e vuole sottolineare ancora una volta l’importante valenza educativa e formativa dell’attività teatrale, non è solamente una rassegna di spettacoli, ma un vero e proprio percorso sul Teatro Educazione che si sviluppa durante tutto l’arco dell’anno: quest’anno infatti sono stati attivati tra marzo e aprile due percorsi di formazione per gli insegnanti sul Teatro Educazione divisi in due livelli – generale ed avanzato – in modo da abbracciare le diverse esigenze e i differenti percorsi degli insegnanti; la partecipazione è stata molto importante ed ha visto più di 40 insegnanti mettersi alla prova.

    Da parte degli organizzatori un grosso lavoro e molta attenzione sono stati posti, oltre che sul fare teatro, anche sul vedere, spingendo i ragazzi a vivere non solo attivamente quest’esperienza, ma anche ad assistere agli altri spettacoli, nell’ottica dell’apprendimento, dello scambio, del confronto positivo, della formazione di nuovo pubblico e della festa.

    Gli organizzatori – Comune di Genova-Ufficio Cultura e Città, Teatro Akropolis, Officine Papage Compagnia Teatrale, La Chiascona Associazione Culturale e Teatro dell’Ortica – hanno voluto riconfermare e non perdere, nonostante i sensibili tagli, il lavoro svolto negli anni precedenti. Esempio concreto di come realtà teatrali, artisticamente diverse e con una propria specifica identità, riescano a collaborare attivamente in un progetto comune.

    L’ingresso a tutti gli spettacoli è libero

     

  • Progetto Ghettup casa di quartiere, inaugura Don Gallo

    Progetto Ghettup casa di quartiere, inaugura Don Gallo

    Don GalloUn progetto sociale in aiuto degli immigrati e dei soggetti disagiati del centro storico:  questo il progetto Ghettup – casa di quartiere, inaugurato da Don Gallo il 24 febbraio 2011.

    La casa di quartiere del Ghetto è una delle 5 azioni previste dal Contratto di quartiere del ghetto, ed è stata affidata, a seguito di un bando pubblico promulgato dal Municipio Genova I Centro Est, ad una rete di soggetti molto attivi sul territorio genovese, il cui capofila è la Comunità San Benedetto al Porto.

    Gli altri soggetti coinvolti nell’iniziativa sono  l’Ass. il Cesto, l’Ass. San Marcellino,la Coop. sociale La Comunità, La Coop. sociale Il Laboratorio, il Consorzio Sociale Agorà, la Coop. sociale La Lanterna, l’A.R.C.I. Genova, il Comitato provinciale A.R.C.I. Gay, l’Ass. Transgenere, l’Ass. Princesa, la U.I.S.P., l’Ass. Leonardi V-Idea, l’Ass. cinematografica progetto cine indipendente, il Progetto Melting Pot

    Il termine “Ghettup” proviene dall’ inglese “get up” che significa “alzati”; il progetto ha il fine di diminuire la situazione di degrado e di sviluppare una maggiore identità di quartiere, migliorando così la qualità delle relazioni .

    Tutto ciò è stato reso possibile anche grazie alla donazione di 7 milioni di euro dal Ministero delle Infrastrutture.

    Gli spazi utilizzati di Vico Croce Bianca 7 e 11 rosso, sono concessi in locazione dall’immobiliare pubblica Ri.GeNova e sono destinati ad offrire una gamma di servizi, sviluppati soprattutto a favore degli immigrati.

    Tra questi servizi molto importanti i corsi di alfabetizzazione, svolti nello spazio più grande: la Sala delle Culture. In uno spazio attiguo si è organizzato uno sportello di ascolto per gli abitanti italiani e stranieri del “Ghetto” e uno sportello Legale. Infine in uno spazio sottostante si è istituito un laboratorio video-multimediale.

    Dice Don Gallo riguardo al’iniziativa:«L’ immigrazione è un incontro di civiltà, non si può fermare, perché è un processo umano. L’Italia deve essere in grado di monitorare il fenomeno e di accogliere gli immigrati, ma la questione è anche europea e non ci si può tirare indietro.Noi crediamo che un nuovo mondo sia possibile».

    Nel “Ghetto” sarà  presente anche una casa di accoglienza per giovai madri, con 49 posti letto in 19 alloggi negli ultimi tre piani di un edificio che era rimasto inutilizzato.

    Infine si sono sviluppati anche momenti di animazione e mediazione per la comunità transessuale, che da sempre ha abitato il quartiere; si cerca così di risolvere i contrasti che si creano per esempio con delle comunità migranti, costruendo anche una RETE FRIENDLY che possa contribuire a diminuire i fenomeni di discriminazione.

    Sara Garau

  • Wifi day a Genova promosso dall’associazione Cittadini Digitali

    Wifi day a Genova promosso dall’associazione Cittadini Digitali

    Porto Antico di GenovaVenerdì 11 marzo si tiene a Genova il Wifi day, promosso dall’associazione Cittadini Digitali: una giornata nata per promuovere il wifi libero, gratuito e sicuro nella città all’ombra della Lanterna.

    Il programma della giornata prevede alle ore 11:30, presso la sala stampa di Mentelocale, al primo piano della sede di Palazzo Ducale, una conferenza stampa – dibattito dove interverranno fra gli altri l’Avvocato Guido Scorza, esperto di informatica giuridica e diritto delle nuove tecnologie, i parlamentari Tullo, Musso e Cassinelli dell’Intergruppo Parlamentare 2.0, Mauro Lattuada Presidente Asso-Wifi, Martina Pennisi di Wired la testata giornalistica che insieme a Asso-Wifi ha promosso la recente campagna delle 150 piazze wifi e l’Assessore allo Sviluppo Economico della Regione Liguria Renzo Guccinelli. In questa occasione verrà presentato il programma della neonata WIFI FEDERATION cui ha aderito i Cittadini Digitali e si cercherà di far chiarezza sulle nuove norme e sull’emergenza digitale nonché sulla diffusione del wifi quale strumento di promozione della conoscenza e di crescita del territorio.

    Dalle ore 17:00 alle 18:30 il programma proseguirà in zona Darsena, all’Auditorium del Museo del Mare, (con ingresso di fronte alla struttura galleggiante dell’ Urban Lab) dove si terrà un incontro con gli artisti genovesi Enrique Balbontin, Andrea Ceccon, Filippo Gambetta e Max Manfredi, presentati da Gigi Picetti, per affrontare anche con ironia il tema del rapporto tra creatività e web.

    Concluderà la giornata l’inaugurazione dell’isola wi-fi Darsena, resa disponibile dai locali “Indarsena” e ” Fabrique” per tutta l’area circostante con l’omaggio di card wifi a tutti i partecipanti e una degustazione a prezzo speciale delle prelibatezze dei due locali.


    ORE 11.30 MENTELOCALE (Palazzo Ducale) in collaborazione con MENTELOCALE

    CONFERENZA STAMPA-DIBATTITO

    “IL CONTRIBUTO WIFI ALLA DIFFUSIONE DI INTERNET”

    presenta: Furio Truzzi vice presidente nazionale Assoutenti

    intervengono:

    Adriano Casissa, Blogger, responsabile sviluppo tecnologico Associazione Cittadini Digitali

    Roberto Cassinelli, Avvocato – Deputato fondatore dell’Intergruppo parlamentare 2.0

    Renzo Guccinelli, Assessore Regionale allo Sviluppo Economico 

    Mauro Lattuada, Presidente Assowifi

    Enrico Musso, parlamentare ligure del gruppo interparlamentare Internet 2.0

    Antonio Ornano, responsabile CIV Ascom Genova

    Martina Pennisi, rivista Wired

    Guido Scorza, Avvocato e esperto in informatica giuridica e diritto delle nuove tecnologie

    Mario Tullo, parlamentare ligure del gruppo interparlamentare Internet 2.0:

    ORE 17.00 – DARSENA in collaborazione con GALATA MUSEO DEL MARE

    INAUGURAZIONE “ISOLA DIGITALE LIGURIA WIFI-GIOVANI&WEB”

    presenta: Maria Paola Profumo presidente MUMA

    intervengono Enrique Balbontin, Andrea Ceccon, Filippo Gambetta, Max Manfredi Gigi Picetti artisti liguri

    ORE 18:30

    degustazione a prezzo speciale APERITIVO A BASE DI OSTRICHE PRESSO I LOCALI “INDARSENA” “FABRIQUE”

    Il GENOVA WIFI DAY è promosso dall’Associazione Cittadini Digitali nell’ambito dei Progetti: GIOVANI E WEB” e “LIGURIA WIFI” promossi dagli Assessorati allo Sviluppo Economico e allo Sport e Tempo Libero della Regione Liguria e CIV e PIAZZE DIGITALI” patrocinato dal Comune di Genova e dal Ministero dello Sviluppo Economico

    a tutti gli intervenuti wifi card in omaggio! Le isole digitali sono state realizzate da Vallicom srl

     

  • Coca Cola: la ricetta segreta delle bibita più bevuta al mondo

    Coca Cola: la ricetta segreta delle bibita più bevuta al mondo

    Coca colaDal 1916 la ricetta è segreta, custodita come il più raro dei diamanti. Ma nei giorni scorsi sono stati svelati gli ingredienti della bevanda più famosa del mondo, ideata dall’americano John Pemberton.

    Ecco la ricetta nel dettaglio:

    – 10 litri di acqua

    – poco più di un litro di succo di lime 

    – una tazza di alcol

    – 85 grammi di acido citrico

    – 30 grammi di caffeina 

    – 30 grammi di vaniglia 

    – 800 grammi di zucchero 

    – 20 gocce di olio d’arancia

    – 10 gocce di olio di noce moscata

    – 30 gocce di olio di limone

    – 5 gocce di coriandolo

    – 10 gocce di cannella

    – 10 gocce di neroli (olio che si estrae dai fiori dell’arancio amaro)

    – estratto liquido di 3 dramme (circa 10 grammi) di foglie di coca (depurata dalla sostanza stupefacente)

    – aroma 7x (1/2 cucchiaio di caramello, essenza di arancia, essenza di limone, essenza di noce moscata, essenza di cannella, essenza di coriandolo, essenza di neroli)

    Lasciare riposare per 24 ore. 

  • Via Shelley: approvato dal commissario il progetto definitivo

    Via Shelley: approvato dal commissario il progetto definitivo

    via shelleyCon l’ok del commissario “ad acta” sì potrà passare alla progettazione esecutiva della nuova strada, con tempi e modalità ancora da definire. Ma la conseguenza più importante è che, a questo punto, una volta pubblicati gli atti, partiranno le ingiunzioni per gli espropri dei terreni privati interessati dal tracciato del collegamento stradale da realizzare. E qui ricominceranno i problemi. Perchè i proprietari di via Shelley riuniti in un consorzio ricorreranno per la terza volta al Tar. La loro proposta rimane la stessa: si alla nuova strada, ma modificando il percorso.

    Tracciato che a quanto afferma il presidente del consorzio non ha subito rilevanti modifiche rispetto al precedente progetto. Per evitare un altro “empasse”, l‘assessore comunale ai Lavori pubblici, Mario Margini, punta a separare, nella fase operativa, la realizzazione delle opere idrauliche, che dovrebbero avere la precedenza, rispetto a quelle puramente edilizie per la costruzione della nuova strada, confidando nel fatto che non ci siano ricorsi contro le opere di sistemazione idraulica.

    L’altro nodo ancora da risolvere è quello dei finanziamenti per realizzare l’opera, che dovrebbe costare circa 8 milioni di euro, secondo le ultime stime. «I soldi li troveremo, non è quello il problema – commenta Margini – Una parte li metteranno i privati e gli altri li troveremo». Secondo gli accordi, infatti, la strada dovrebbe essere pagata per una quota (si parlava di circa 2,2 milioni) dalle cooperative di costruzione alla quale l’amministrazione comunale ha deciso dì dare la possibilità di costruire 5 palazzi nei terreni ancora liberi che avevano acquistato nella valletta del rio Penego, e che sono contigui al tracciato della nuova strada. Ma, siccome anche il progetto di questo insediamento è controverso, non si profilano tempi brevi.

    Intanto dall’altra parte della valle continua l’incubo traffico che solo l’apertura di via Shelley potrebbe risolvere. Via Tanini congestionata per tre-quattro ore al giorno, autobus fermi bloccati da segnali stradali… e chi più ne ha più ne metta. Loro ne avrebbero chissà quante da raccontare, altro che iter e ricorsi; convivono tutti i giorni con un’unica strada che dovrebbe essere a senso unico e si ritrova invece a servire due quartieri interi in entrambi i sensi.

     

  • Spreaker: una piattaforma on line per creare la propria web radio

    Spreaker: una piattaforma on line per creare la propria web radio

    SpreakerForse qualcheduno di voi ha visto “I love radio rock” (e chi non l’ha visto lo guardi perchè merita…), pellicola del 2009 di R.Curtis, in cui una banda di deejay, a dir poco scalpestrati, trasmette da un piccolo vascello, ancorato nel Mar del Nord, aggirando le ferree norme contro le radio pirata e diventando un fenomeno di ascolti in tutto il Regno Unito.

    Ebbene è proprio a quel film e a quel desiderio di libertà di espressione, che ho pensato quando mi sono imbattuto nel progetto Spreaker. 

    Ma che cos’è e che cosa permette di fare Spreaker?
    Si tratta di una piattaforma web con la quale è possibile creare e condividere contenuti audio, live o podcast, senza dover scaricare nessun programma. Basta registrarsi o effettuare direttamente il login (anche attraverso le credenziali Facebook) per avere a disposizione tutto ciò che serve per creare il proprio show radiofonico (entertainment, comedy, talk radio, dirette sportive, ecc.) , “pubblicarlo” sulla piattaforma, condividerlo con la vasta community online, e diffonderlo nel Social Web.

    I numeri stanno decretando il successo del fenomeno Spreaker e della sua community, a livello internazionale:

    • 50.000 utenti;
    • una dimensione internazionale, visto il coinvolgimento potenziale degli utenti di tutti i paesi del mondo;
    • 300.000 ascoltatori;
    • 100.000 show prodotti (15% in lingua spagnola, 5% in inglese, oltre a portoghese, tedesco e persino arabo!);
    • 4000 fan nella pagina Facebook ufficiale;
    • 1000 follower sull’account Twitter.

    Spreaker è un servizio freemium che mette a disposizione degli utenti, oltre ad una versione free, completamente gratuita (con 30 minuti di registrazione per ogni “puntata” ed un ora di libreria personale per il caricamento dei file), una versione premium, ancora più professionale, attivabile con un abbonamento mensile, che consente la registrazione di lunghi show (fino a 3 ore), 60 ore di libreria personale per il caricamento di file e permette di scaricare i propri file mp3 dei podcast prodotti.

    Ma attenzione!!! In esclusiva per i lettori del blog, il team di Spreaker mette a disposizione 20 account premium, per provare, a fondo, per un mese, tutte le potenzialità della piattaforma.
    Come fare per aggiudicarsi il proprio account? Semplice! andate alla 
    pagina Facebook de”Il blog di Paolo Ratto” e compilate il form “Vinci Spreaker Premium!”. primi 20 che si registrano verranno contattati, via mail, e riceveranno tutte le istruzioni per attivare il proprio account premium!
    Siete pronti per trasmettere il vostro nuovo web radio show?

  • World Press Award: vince il ritratto dell’afghana Bibi Aisha

    World Press Award: vince il ritratto dell’afghana Bibi Aisha

    Bibi Aisha

    La foto dell’anno 2 010 è il ritratto di Bibi Aisha, una donna afghana sfigurata.

    Ad appena 12 anni fu vittima di un barbaro baratto. Suo padre la cedette in sposa a un combattente talebano, in base a un’usanza detta baad, un costume tradizionale per risolvere le dispute tra i clan. Uno zio di Aisha aveva ucciso un membro del clan avverso, lei non ancora adolescente diventò la compensazione.

    Così quando suo marito andò in guerriglia lei diventò il bersaglio delle violenze quotidiane del clan. Trattata da schiava, dormiva in una stalla con gli animali. Aisha riuscì a fuggire. Venne, però, ritrovata a Kandahar dal marito che si fece giustizia tagliandole naso e orecchie.

    Un’organizzazione di Kabul, che si chiama Donne per le Donne Afgane, le ha offerto protezione e le ha insegnato il mestiere di tessitrice.

    Nell’Ottobre scorso l’autrice dello scatto, la sudafricana Jodi Bieber,  ha ricevuto a Los Angeles l’Enduring Heart Award da Mary Shriver, moglie del governatore Arnold Schwarzenegger. Si tratta del premio che la fondazione Grossman Burn – che finanzierà l’operazione che le restituirà il naso – consegna a quelle donne che, nella violenza subita, hanno mostrato grande coraggio.