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  • Zen Circus alla Feltrinelli, “Canzoni contro la Natura”: Ufo e Appino improvvisano il duo

    Zen Circus alla Feltrinelli, “Canzoni contro la Natura”: Ufo e Appino improvvisano il duo

    Zen Circus, La Feltrinelli Genova
    Andrea Appino e Ufo Schiavelli

    Dopo l’anno sabbatico che ha tenuto gli Zen Circus impegnati nei progetti solisti di Andrea Appino (“Il Testamento”) e Karim Qquru (“Morte a Credito” con La Notte dei Lunghi Coltelli), il gruppo di Pisa torna sulla scena musicale con il nuovo disco “Canzoni contro la Natura”. Il tour, che partirà dal 7 marzo, toccherà le principali città italiane, tra cui Firenze, Bologna, Milano, Torino e Genova (il 25 aprile). Nel frattempo, gli Zen sono impegnati nella presentazione della loro ultima fatica discografica, con tappa, ieri (lunedì 27), alla Feltrinelli di Genova.

    [quote]Gli Zen non possono prescindere dal ruolo di “rompicoglioni”, per le insite perplessità che abbiamo dentro e che ci spingono a prendere le parti del contraddittorio.[/quote]

    Lo spazio eventi al primo piano è già gremito di pubblico, affacciato anche dalla spirale delle corsie ai piani superiori. Intanto Andrea Appino e Massimiliano “Ufo” Schiavelli si siedono imbracciando immediatamente gli strumenti, dando purtroppo una brutta notizia: Karim Qquru non sarà presente, costretto a casa con 39 di febbre. Ma si viene subito al sodo: il nuovo disco riprende il discorso interrotto dall’anno sabbatico, lasciando da parte le influenze dei lavori solisti e riaprendo il tendone del circo Zen. Se “Andate tutti affanculo” puntava in qualche modo il dito contro -appunto- “tutti”, e “Nati per Subire” poneva il gruppo di fronte al riflesso della propria condizione, “Canzoni contro la Natura” prosegue questo percorso di introspezione, costringendo gli Zen a rivolgere quel dito verso sé stessi. Il disco è interamente autoprodotto, così da rendere il suono più puro degli Zen Circus, quell’«energia e naturalezza che si respirano a pieni polmoni nei nostri live».

    Viva”, primo singolo del nuovo album, è anche la canzone che apre la piccola performance. L’assenza delle percussioni di Karim, pur inducendo Andrea a definirla «una versione scabra» del pezzo, sottolinea come la sua voce sia perfettamente a proprio agio anche senza la ritmica, culminando nel fatidico “vivi si muore“, monito aureo a non prendersi troppo sul serio.
    Si prosegue con “Dalì”, e qui emerge il protagonismo del basso di Ufo, a cui la chitarra fa da accompagnamento. «Dalì non esiste, è un ipotetico barbone ‘carrarino’ dal passato anarchico», svela Andrea circa il mistero intorno all’identità del personaggio, la cui «utopia, scontratasi con la vita reale, si infrange nella moltitudine delle esperienze di coloro che, più o meno mitologicamente, abitano le realtà di quartiere».

    Vai, vai, vai”, con quel “vai così ragazzo, vai dove credi necessario che vai bene come vai“, suggerisce alla mente un ideale seguito di “Ragazzo Eroe”. Il brano, rivela Appino, «non tratta di fuga dei cervelli»; e, prosegue Ufo, «non c’entra con “chi è andato a vivere a Londra, Berlino, a Parigi, Milano, Bologna”; la questione è più metafisica e il riferimento, se vogliamo, è piuttosto da ricercare nel film “Il Minestrone”».

    Postumia” è una strada che «garba un casino» ad Appino, che collega l’Ovest all’Est; una strada lungo la quale passeggia una rassegna di umanità, dominata dalla disillusione tanto da indurre a smentire le aspettative del proprio nonno: “non è il Paese che sognavi te“. Sull’origine della canzone, Andrea ricorda «questo vecchio, affacciato alla finestra, a osservare i meccanismi del sabato sera di una via di Salerno: mi è venuto da interrogarmi su cosa pensasse, con e senza i moralismi annessi». Rincara Ufo, sostenendo che «quello di Postumia sembra essere lo sciopero degli eventi, e percorrerla da la consapevolezza della tragicomica situazione del presente».

    Si conclude la presentazione del disco con “Sestri Levante”, omaggio al concerto degli Zen alla Baia del Silenzio. «La Baia è bellissima e, specialmente, non a tutti i concerti facciamo un falò», così Andrea ricorda la serata, di cui emerge anche la testimonianza di parte del pubblico presente.

    L’albero di Tiglio”, infine, che sfortunatamente non viene eseguita, ha del provocatorio sulla questione della spiritualità e su Dio. «Il brano alza il tiro sull’argomento che io preferisco: piangere, cantare, suonare… è innanzitutto pregare»; così Appino conclude l’evento, azzardando un’idea che lo incuriosisce da tempo: «se Dio fosse la creatura più evoluta del pianeta, una pianta?». Come lui stesso si chiede: «esiste il Bene, in Natura?». O è Bene essere “Contro la Natura”?

    Nicola Damassino

  • Genova nell’era di Spotify: nel centro storico resiste il vinile

    Genova nell’era di Spotify: nel centro storico resiste il vinile

    dischiNell’era di Spotify e degli mp3, il mercato della musica sta morendo? O meglio è già definitivamente morto? Domanda lecita, e forse ormai poco attuale: da circa un decennio si parla di crisi del mercato musicale, del calo della vendita di cd, dischi e vinili, delle difficoltà dei negozi di musica nel sopravvivere. Tutti noi ricorderemo quando, non troppo tempo fa, abbiamo visto sparire dalle vie cittadine i negozietti di cd e dischi cui eravamo affezionati: ci siamo indignati, dispiaciuti, ma abbiamo continuato a fruire della musica che ci piace in altre forme. Venuto meno il supporto rigido, o il libretto con i testi e le immagini del cantante di turno, abbiamo continuato a scaricare online, costruendoci (chi più, chi meno) delle librerie colossali con tutte le discografie degli artisti preferiti.

    Ma oggi qual è la situazione reale del mercato della musica nel panorama genovese? 

    taxidriver-verticaleblack-widow-verticaleA dispetto di quel che si potrebbe pensare, dopo aver visto negli ultimi anni morire negozi di musica e affini (dallo storico Ricordi Mediastore di Via Fieschi, alla più recente scomparsa di Fnac in Via XX Settembre, da sempre polo d’attrazione per gli amanti della musica di tutti i tipi), esistono realtà che guardano al presente e al futuro con ottimismo. A rassicurarci, due icone del mondo musicale genovese, presenti sulla scena da decenni e con un nome noto a tutti: la Black Widow Records di Via del Campo 6, negozio di musica e etichetta di produzione, e Taxi Driver Record Store di Via dei Macelli di Soziglia, che da Piaccapietra si è trasferito tre anni or sono nel cuore della Città Vecchia.

    Proprio dalla Black Widow ci confermano: «Tanto per cominciare, non è la musica a essere in crisi, né lo è mai stata, semmai è l’industria musicale ad esserlo, ma questo non ha nulla a che fare con la musica. Anzi, oggi vediamo come a Genova stiamo vivendo un momento particolarmente interessante. Nuovi gruppi stanno emergendo e c’è anche chi sta calcando le scene europee e internazionali, è il caso ad esempio del Tempio delle Clessidre; nuove formazioni calcano le scene e anche le vecchie tornano in auge (ad esempio, i New Trolls e i Delirium, tanto per citare i più noti, o altre band sinfoniche degli anni passati): c’è creatività e energia. Inoltre, è vero, c’è stato un crollo del CD, ma il calo è in parte compensato dal nuovo avvento del vinile, sintomo del recupero delle radici della musica rock. Ciò ha permesso di tornare a valorizzare ciò che con il CD era stato distrutto, ovvero l’immagine di copertina, un must per i cultori del genere. Senza contare la qualità del suono».

    «Oggi a Genova andiamo avanti bene perché ci siamo creati un pubblico di affezionati disposti a investire nel mercato del collezionismo. Certo, vendiamo anche e soprattutto all’estero (in Germania, USA, nord Europa), ma anche Genova risponde bene, contando che qui mancano gli spazi per le performance live e per le esibizioni delle rock-band (cosa che non contribuisce certo a fidelizzare il pubblico). Troviamo ospitalità in teatri, con cui collaboriamo molto volentieri, ma spesso la location non si presta a tipi di concerti più “movimentati”».

    Una nota spiacevole, però, arriva anche dai ragazzi di Black Widow; ovvero la recente chiusura (maggio 2013) di Fotomondial, negozio di Via del Campo per la vendita di strumenti musicali, apparecchiature fotografiche e tecnologie di ogni genere. La chiusura è passata un po’ inosservata, ma dalla Black Widow esprimono il loro rammarico per la perdita di uno degli storici approdi musicali di Via del Campo, la strada dalla tradizione musicale più importante nel panorama genovese. Oggi, al posto di Fotomondial, aprirà un supermercato della catena Ekom:  «Sempre meglio di avere le saracinesche chiuse -commentano- ma è crollato un pezzo della storia musicale genovese, proprio in una via simbolo della tradizione cantautorale».

    Anche la visita a Taxi Driver ci conferma il quadro positivo, la stessa tendenza delineata dai colleghi di Via del Campo: «Da 3 anni siamo qui a presidiare la Maddalena: è una scelta consapevole, ma difficile perché siamo esclusi dalle rotte tradizionali del turismo e perché il quartiere è ancora percepito come pericoloso e ostile e per questo scarsamente frequentato. Tuttavia, c’è buona risposta da parte dei turisti, che si fermano e acquistano pezzi rari a prezzi più alti dei genovesi. Genova è una buona palestra: se si riesce a vendere su questo mercato, vuol dire che si è in grado di vendere ovunque. Abbiamo una clientela affezionata e fedele fatta di appassionati, giovani e meno giovani, per questo siamo in grado di sopravvivere. La crisi musicale e la crisi economica non fermano gli acquisti, nonostante non si tratti di beni di primaria necessità. Potremmo scegliere di vendere solo online, per tagliare i costi e aumentare i profitti, ma non pensiamo che questa scelta paghi: in questo tipo di commercio serve “qualcosa in più”, il rapporto fisico e interpersonale con il cliente, il dare consigli e offrire competenze».

     

    Qualche dato: il mercato del vinile in Italia e all’estero

    giradischi-vinileI dati di mercato sono incoraggianti. Tra 2011 e 2012, le vendite mondiali di vinili sono aumentate del 17,7%, raggiungendo i 4 milioni e 600 mila dischi venduti. Il report 2013 della IFPI – Federazione internazionale dell’industria fonografica fornisce dati rassicuranti a livello internazionale (con particolare attenzione al mercato statunitense): quest’anno le vendite di vinili hanno raggiunto il picco più alto dal 1997; nel 2012 sono stati spesi complessivamente 171 milioni di dollari in dischi (il 50% in più rispetto al 2011), soprattutto grazie agli investimenti dei collezionisti, che non rinunciano all’acquisto di beni “limited edition” e oggetti da collezione, con prezzi alti.

    Nel 2011 anche in Italia il mercato del vinile si è aggirato sui 2,1 milioni di euro, il quarto mercato europeo dopo Germania, UK, Francia, Paesi Bassi, e il settimo nel mondo (in cui, sempre nel 2011, il mercato dei vinili ha mosso 115,4 milioni, il 28,7% in più del 2010). Sembra che la folta comunità di appassionati non voglia rinunciare, nonostante la crisi, all’acquisto di vinili e simili. Soprattutto, si tratta di oggetti dal valore affettivo e sentimentale, acquistati in larga parte dalla generazione di nostalgici over-40, ma non solo. Stesso trend inizia a riscontrarsi anche tra i più giovani, che percepiscono il vinile come oggetto vintage, alla moda, simbolo di una generazione che guarda al passato e fa degli oggetti musicali un feticcio, un simbolo, un ritorno alla grande tradizione musicale, scalzata dall’era degli mp3. Stando all’indagine della Icm Research (UK) il 15% (circa uno su sette) degli under-30 ha acquistato nell’ultimo anno almeno un disco in vinile, dato che conferma come proprio i giovani (più all’estero, in Gran Bretagna, ma anche in Italia) guidino la crescita del mercato dei dischi tradizionali.

    Che cosa acquistano i collezionisti o semplicemente i festicisti del vinile? Di tutto: dal vintage anni ’60-’70 dei Beatles e Rolling Stones, ai più recenti degli anni ’90. I generi prediletti? Tutti, dal rock al reggae, dalle band cult a quelle di nicchia. La tendenza è confermata anche dal fatto che di recente artisti contemporanei, sia del panorama underground che quelli delle major abbiano scelto di produrre, accanto al classico CD, anche la versione LP, sintomo che questa tendenza all’acquisto “vintage” è stata recepita a livello globale.

     

    Elettra Antognetti

    Era On The RoadQuesto articolo è stato scritto grazie ai sopralluoghi di #EraOnTheRoad. Contattaci per commenti, segnalazioni e domande: redazione@erasuperba.it

     

     

     

     

  • Fiera internazionale del disco a Genova, ospiti J-Ax e Freak Antoni

    Fiera internazionale del disco a Genova, ospiti J-Ax e Freak Antoni

    Torna la kermesse genovese dedicata ai collezionisti di dischi. I migliori espositori a livello europeo si danno appuntamento questo fine settimana al Porto Antico di Genova per dare vita alla seconda edizione della Fiera internazionale del Disco.

    Saranno presenti tutti i generi musicali, i dischi introvabili e i grandi classici, inoltre, quest’anno, l’organizzazione propone anche due contest fotografici: “I love my record” e “I love your records”. Nel primo caso si dovranno inviare fotografie riguardanti “la rarità discografica fra quelle in tuo possesso di cui vai maggiormente fiero”, nel secondo, invece, ci si potrà improvvisare reporter inviando foto scattate durante i tre giorni di fiera. Le foto partecipanti saranno postate sulla bacheca facebook della Fiera, quella che otterrà il numero maggiore di “mi piace” riceverà una sorpresa… È possibile inviare le foto all’indirizzo mail: scatti.fieradeldiscogenova@gmail.com

    Il piatto forte di questa seconda edizione è l’incontro in programma venerdì 13 alle 16,30 organizzato da Scaramantico Records: lo storico leader degli Skiantos Freak Antoni e l’ex Articolo 31 J-Ax saranno a disposizione del pubblico presente per un momento di scambio e confronto.

    Orari di Apertura
    Venerdì 13 Luglio : 14.00 – 23.00
    Sabato 14 Luglio : 10.00 – 23.00
    Domenica 15 Luglio : 10.00 – 19.00

    Contatti: 3477655538 – fieradeldiscogenova@gmail.com
    http://www.facebook.com/ernyaldisko.eventi

  • Via del Campo 29rosso: riapre il negozio di musica di Gianni Tassio

    Via del Campo 29rosso: riapre il negozio di musica di Gianni Tassio

    Via del Campo, GenovaCi siamo. Quello che era lo storico negozio di via del Campo “Musica Gianni Tassio”, acquistato dal Comune di Genova nel 2010 dopo la scomparsa del collezionista e commerciante genovese, inaugura la nuova gestione sabato 25 febbraio alle ore 17.  Si chiamerà “Via del Campo 29rosso“.

    Lo spazio, conosciuto in tutta Italia, divenne per iniziativa dello stesso Tassio, dopo la scomparsa di Faber l’11 Gennaio 1999, un “tempio” in memoria del grande cantautore nostrano, un luogo simbolo per i i fan di De André che per 11 anni hanno dato vita ad un vero e proprio “pellegrinaggio pagano”, ammirando i dischi in vinile originali, le fotografie, i libri di Fabrizio e le riviste d’epoca che ne raccontavano le gesta… ma soprattutto la celebre “Esteve ’97”, la chitarra appartenuta a De André e acquistata da Tassio per 168 milioni di vecchie lire grazie alla cordata “Via del Campo” durante un’asta benefica a favore di Emergency  il 6 Gennaio 2001.

    “Via del Campo 29rosso” sarà un laboratorio culturale e un riferimento per tutte le iniziative creative in città, collegate alla musica ed alla poesia, progetterà e gestirà percorsi guidati nel Centro Storico dedicati ai turisti, ma anche ai genovesi più distratti…

    Il vecchio corridoio, le cui vetrine esponevano la chitarra di Faber e i vari cimeli, si trasforma in vera e propria “promenade” in continuità con la stessa via del Campo e quindi collegandola con il vecchio Ghetto (vico dei Fregoso); lungo le pareti, come un tempo, saranno in bella mostra merce e oggetti.

    Un’apertura molto attesa in città, dopo che il primo bando pubblicato nel 2010 era andato deserto. Il Comune di Genova ha partecipato con un contributo economico per consentire i lavori di ristrutturazione e ha concesso il locale  per nove anni ai nuovi gestori, ovvero una società consortile composta dalla Cooperativa Solidarietà e Lavoro di Genova, la società ETT di Genova e la Cooperativa Sistema Museo di Perugia, quest’ultima già gestore del book shop di via Garibaldi.

     

  • “Conseguenze del groove”, è uscito l’ album di Bobby Soul

    “Conseguenze del groove”, è uscito l’ album di Bobby Soul

    Bobby SoulDopo quattro anni di lavoro, sessioni di registrazione da Londra allo Zerodieci di Genova, è uscito il nuovo album solista di Bobby Soul dal titolo “Conseguenze del groove“.

    Il ragionier De Benedetti, in arte Bobby Soul, regala 18 tracce ai suoi fans frutto di collaborazioni musicali oltre che con i fidati compagni di viaggio “Les Gastones” anche con Aziz, The Knickers, Les Bonobos Boracheros, Zero Plastica, Hira Grossi… La sperimentazione musicale a cui ci ha sempre abituato il “funkettaro” di casa nostra in questo nuovo album è accompagnata da un’intenzione che si potrebbe definire da “rock band” con chitarre pronunciate e piglio “live”.

    Lo avevamo incontrato nella sua sala prove quando ancora l’album era in lavorazione…

  • 1981, il nuovo brano di Gabriele Serpe in download gratuito

    1981, il nuovo brano di Gabriele Serpe in download gratuito

    Dal sito di Areasonica Records:

    Gabriele propone il download gratuito della sua nuova canzone. Il “regalo di Natale in ritardo” s’intitola 1981. Un brano per salutare il travagliato 2011 e aprirsi al nuovo corso nel ricordo di tutte le vittime della terza decade, tutti gli sventurati che sono stati costretti a spegnere quest’anno la trentesima candelina.

    Quattro persone, quattro lavori differenti, l’impiegato, il ladro, il cantautore e lo studente si ritrovano seduti intorno ad un tavolo e si confessano: “Ci accomuna l’anno l’81…

    >>> SCARICA GRATIS 1981 – IL REGALO DI FINE 2011 DI GABRIELE SERPE <<<

     

     

  • “Ogni vita è grande”, è uscito il disco di Gian Piero Alloisio

    “Ogni vita è grande”, è uscito il disco di Gian Piero Alloisio

    Gian Piero Alloisio“Ogni Vita È Grande” è il disco appena uscito di Gian Piero Alloisio, il cantautore nostrano con quasi quarant’anni di carriera alle spalle. L’opera raccoglie non solo il meglio della sua produzione, ma anche le sue ultime avventure di teatro-canzone; tra queste, il recupero dei brani inediti di Umberto Bindi, che regala un nuovo sguardo e una nuova luce su una vicenda artistica tra le più emblematiche e toccanti della musica italiana.

    La luce in un canto” è uno dei quattro brani inediti di Bindi proposti nell’album, quasi un testamento artistico che prende vita per la prima volta a dieci anni dalla scomparsa del cantautore. Gli altri inediti di Bindi, questa volta con i testi di Alloisio, sono “Passa”, “La parte migliore” (in collaborazione con lo scrittore Maurizio Maggiani) e “Il paese delle cose che non sono”, dedicata ai ragazzi costretti a confrontarsi con la prospettiva del “no future”, già presente in quegli anni ’90 in cui Bindi e Alloisio si incontrarono.

    L’omaggio al primo cantautore italiano è ben rappresentato nella canzone “L’eco di Umberto”, che è anche il titolo dello spettacolo realizzato in collaborazione con il Teatro Stabile di Genova, che girerà per tutto il corso del 2012 in lungo e in largo per l’Italia.

    Nel disco Alloisio torna a interpretare “Venezia“, canzone resa celebre da Francesco Guccini, che il cantautore di Ovada scrisse nel ‘77 per la cugina Stefania morta di parto, oppure “La strana famiglia“, canzone nota dedicata alle trasmissioni televisive, scritta con Giorgio Gaber nell’88 per il duo Gaber-Jannacci.

    In esclusiva per iTunes, l’aggiornamento di una canzone comica scritta da Alloisio nel 2002, “Silvio”, il cui finale è di sicuro effetto: “Non temo Berlusconi in sé, temo Berlusconi in me”.

    “Dopo aver realizzato questo disco ho capito che sono soprattutto un cantautore politico – ha detto Alloisio – uso la poesia, la comicità, l’ironia, la drammaturgia, ma non faccio intrattenimento, faccio politica. In ognuna delle 14 canzoni dell’album infatti c’è l’urgenza di un intervento. In alcuni casi lo si capisce già dal titolo…

    Nella canzone “L’eco di Umberto” che ho dedicato a Bindi, c’è una domanda che riguarda tutti quelli che credono nella poesia cantata: in questa società in cui la musica è un’immagine in tv… c’è ancora posto per gli artisti? Io spero di sì, per questo ho voluto cantare canzoni come “Venezia” o “La strana famiglia”, che avevo scritto per grandissimi come Francesco Guccini e Giorgio Gaber, per rivendicare l’appartenenza a un preciso filone culturale. Non a caso i musicisti che hanno suonato nell’album fanno anche loro parte della storia della canzone d’autore: Gianni Martini, Claudio De Mattei e Enrico Spigno…”

  • Macchina del tempo: che fine ha fatto Fabrizio De Andrè?

    Macchina del tempo: che fine ha fatto Fabrizio De Andrè?

    Fabrizio De Andrè

    IL PRECEDENTE

    30 dicembre 2008. Palazzo Ducale chiude l’anno inaugurando una mostra multimediale dedicata a Fabrizio De Andrè, alla presenza di Dori Ghezzi e tanti amici artisti. La mostra rimane aperta fino a 21 giugno 2009, raccogliendo circa 150.000 visitatori.

    Proprio grazie a questa esposizione, la Fondazione Cultura annuncia di aver raggiunto il pareggio di bilancio già a luglio 2009, un risultato incredibile se paragonato ai numerosi problemi economici in cui spesso incorrono gli enti culturali (genovesi e non): “De Andrè tornerà a Genova, la mostra diventerà permanente nel palazzo del Grillo“, assicura il presidente Luca Borzani pochi giorni dopo la chiusura.

    La mostra dedicata a Faber è stata molto più che una fonte di introiti e di prestigio per la maggiore Fondazione culturale di Genova: ha contribuito infatti a un rilancio notevole al turismo e alla visibilità della nostra città. Il famoso indotto di cui spesso ci si dimentica quando si sostiene che “con la cultura non si mangia”: strutture ricettive, ristoranti, attività commerciali e molte altre realtà genovesi si aprono alla prospettiva di trarre un forte beneficio da un “turismo cantautorale”.

    IL PRESENTE

    Che fine ha fatto la mostra di De Andrè? Il prossimo 10 gennaio si celebrano dodici anni dalla sua morte, ma Genova sembra non aver ancora trovato la via giusta per omaggiare uno dei suoi più grandi cantautori.

    La mostra a lui dedicata non ha ancora fatto ritorno nella nostra città: dopo le tappe di Nuoro, Palermo, Roma e Milano, Genova sembra non aver ancora trovato lo spazio adeguato per ospitare un museo permanente dedicato a Faber.

    Pare quindi caduto nel dimenticatoio l’annuncio ufficiale del Sindaco Marta Vincenzi, che lo scorso 1 febbraio aveva indicato Palazzina Millo al Porto Antico (e non più palazzo del Grillo, come inizialmente si pensava) come sede ufficiale della mostra permanente, con la promessa di completare l’allestimento entro il 2011. L’anno sta per finire, ma nulla ancora è stato fatto.

    In compenso pare che nei primi mesi del 2012 riaprirà il negozio Musica Gianni Tassio, con una nuova gestione (a cura dello scrittore Andrea Pugliese) e un nuovo nome, Via del Campo 29 rosso.

    De Andrè tornerà a vivere almeno nel suo piccolo museo, che con le sue note ha attirato per molti anni i passanti di via del Campo per ammirare la sua chitarra in vetrina e dare uno sguardo alla discografia completa in vinile.

    Perché, oltre allo storico negozio di via del Campo, non si trova uno spazio in città da dedicare in modo permanente a De Andrè e alla mostra che così tante persone da tutta Italia hanno voluto visitare? Perché la Fondazione che porta il suo nome ha sede a Milano, città in cui ha vissuto i suoi ultimi anni, e Genova non si sente pronta a ospitarla? Perché gli sponsor che ogni anno versano 300.000 Euro per portare cantanti foresti alla Notte Bianca non si prodigano per dare a uno dei nomi storici del cantautorato genovese l’omaggio che merita?

    Marta Traverso

  • Italia Wave Band 2012: bando di concorso per giovani musicisti

    Italia Wave Band 2012: bando di concorso per giovani musicisti

    Musica elettronicaGiovani membri di band musicali, avete un brano e/o un disco completo nel cassetto e non vedete l’ora di farlo emergere? Bene, è aperto il bando per una delle opportunità più interessanti del panorama musicale italiano: Italia Wave Band 2012, concorso per formazioni emergenti che Fondazione Arezzo Wave Italia e Italia Wave Network organizzano dal 1987.

    Requisiti indispensabili? Non conta quale genere musicale vi appartenga, l’importante è che non abbiate un contratto con nessuna major discografica e che non abbiate mai vinto una precedente edizione di Italia Wave.

    Per partecipare potete caricare il vostro materiale entro il 15 gennaio 2012 direttamente sul sito di Italia Wave: bastano 2 brani mp3, la scheda biografica della band e altre informazioni tecniche. La partecipazione è gratuita e sarete poi contattati per una delle serate live di selezione che si tengono in tutta Italia.

    Marta Traverso

  • Museo del jazz, cercasi nuova sede per i prossimi concerti

    Museo del jazz, cercasi nuova sede per i prossimi concerti

    museo del jazzIl jazz è di casa a Genova: sono molti i locali della nostra città che ospitano concerti dedicati al meglio di questo genere musicale, attirando ogni sera decine di spettatori. Tanto che proprio a Genova – a due passi dal centro, in via Tomaso Reggio – è presente da ormai molti anni un Museo del Jazz.

    Uno spazio piccolo, ma che negli anni ha organizzato molte attività per promuovere la buona musica. Ora però non basta.

    Lunedì scorso, nel corso del XII Memorial Dagnino al Teatro della Corte (concerto dedicato alla memoria di Gianni Dagnino, a cui è intitolato il museo), il presidente del Museo e della FOndazione Dagnigno ha lanciato un appello: «Abbiamo un progetto che potrebbe attirare a Genova tanti appassionati. Ci mancano solo i locali. Il Museo del Jazz ha un’unica sala. Troppo poco per quello che vogliamo e possiamo fare».

    Un appello che evidenzia un problema già (purtroppo) noto alla nostra città, quello degli spazi: la fondazione necessita di una sede più grande per ampliare il suo programma di corsi, concerti e iniziative. C’è da augurarsi che la Civica Amministrazione, le istituzioni o qualche buon samaritano raccolgano questo appello per sostenere chi contribuisce a rendere fertile il panorama musicale cittadino.

    Marta Traverso

  • Fabrizio De André e musica classica: esce l’album “Sogno n.1”

    Fabrizio De André e musica classica: esce l’album “Sogno n.1”

    De AndrèLa voce è quella di Fabrizio De André, la musica è della London Symphony Orchestra (80 elementi), nel mezzo tanti duetti che sarebbe stato meraviglioso ascoltare davvero, con artisti del calibro di Franco Battiato e Vinicio Capossela. Il tutto registrato negli studi di Abbey Road.

    Tutto questo è Sogno n.1, un album che uscirà il prossimo 22 novembre e che vede Faber rivisitato in chiave sinfonica. Un progetto fortemente voluto da Dori Ghezzi, con la collaborazione del produttore inglese Geoff Westley, che insieme a Mogol scrisse la musica di Una donna per amico e Una giornata uggiosa di Lucio Battisti.

    Westley ha riascoltato tutti i brani di De André e ha scelto dieci canzoni per comporre la scaletta dell’album: magari non saranno le più famose, ma sono quelle che a lui sembravano più rappresentative della carriera di Faber. Eccole: Valzer per un amore (duetto con Vinicio Capossela), Anime salve (duetto con Franco Battiato), Rimini, Hotel Supramonte, Ho visto Nina volare, Preghiera in gennaio, Tre madri, Laudate Hominem, Le nuvole e Disamistade.

    Buon ascolto.

    Marta Traverso

  • Abbey Road, 80 anni di storia: concorso per band emergenti

    Abbey Road, 80 anni di storia: concorso per band emergenti

    Abbey Road
    La copertina di "Abbey Road" l'ultimo album registrato dai Beatles

    Abbey Road, gli studi discografici forse più celebri al mondo festeggiano 80 anni di vita, e lo fanno in un modo molto particolare: un concorso per band emergenti, a cui viene chiesto di scrivere un “inno di compleanno“. Sono stati selezionati otto vincitori che in questi giorni stanno registrando le canzoni negli Studios, brani che a partire da dicembre saranno scaricabili su internet.

    Gli Abbey Road Studios di Londra sono nati nel novembre del 1931, inaugurati dal compositore Sir Edward Elgar e dalla London Symphony Orchestra. Nelle sale degli Studios hanno registrato tutti i più grandi del rock, dai Beatles ai Pink Floyd (fra quelle mura sono nati album come “Wish you were here” e “Dark side of the Moon“), da Ennio Morricone a Freddie Mercury e poi i Police, gli U2, gli Iron Maiden i Deep Purple… E ancora gli Oasis, i Muse… 

    A pochi passi dall’ingresso degli Studios nell’area nord ovest di Londra venne scattata la copertina (nella foto) dell’omonimo album dei Beatles “Abbey Road” datato 1969. Ancora oggi ad ogni ora si trovano turisti intenti ad attraversare la strada con tanto di parenti e amici pronti a immortalare l’evento, c’è anche chi si sfila le scarpe per emulare Paul McCartney che nella foto attraversa la strada scalzo. L’anno scorso l’attraversamento pedonale di Abbey Road è stato perfino dichiarato monumento nazionale.

     

     

  • Premio Tenco 2011: ce l’abbiamo fatta

    Premio Tenco 2011: ce l’abbiamo fatta

    Tutti gli anni dicono che è l’ultima volta. Poi, tant’è, in qualche modo riescono a farcela. Quelli del Club Tenco non demordono, e da oggi fino a sabato – ossia dal 10 al 12 novembre – danno vita a un’edizione straordinaria della rassegna sanremese dedicata alla canzone d’autore.

    Vinicio CaposselaL’anno scorso c’erano Samuele Bersani e Carmen Consoli, e sembrava che tutto dovesse finire lì. A luglio così avevano scritto gli organizzatori: “La somma stanziata per il Tenco 2011 è la stessa dell’anno scorso, ma già l’anno scorso era di 2 terzi inferiore a quella consueta (e necessaria) concessa negli anni precedenti (ossia più del 60% in meno del budget, ndr): una cifra evidentemente insufficiente a realizzare la Rassegna della canzone d’autore secondo lo storico standard di alta qualità artistica e tecnica propria del Club Tenco“.

    Ora il Tenco riparte, anche se in formato ridotto: meno artisti, meno appuntamenti, meno orpelli scenografici, ma c’è. Con il sottotitolo Robe di Amilcare, ossia la canzone che nel 1995 Paolo Conte dedicò al fondatore della rassegna da poco scomparso. Gli ospiti d’onore saranno Vinicio Capossela (vincitore della Targa Tenco 2011 per l’album Marinai profeti e balene), Luciano Ligabue, Edoardo Bennato e Mauro Pagani, accanto ad artisti meno nazionalpopolari come Jaromir Nohavica, Roberta Alloisio, Cristiano Angelini, Paolo Benvegnù, Mariposa, Piccola Bottega Baltazar e molti altri.

    Sarà questo l’ultimo anno del Tenco? Come può questa rassegna – e tutte le altre così poco televisivamente appetibili – trovare una ragione d’essere al di là di quei finanziamenti pubblici che arrivano sempre più col contagocce? Il Comune di Sanremo ha allargato leggermente le maniche, facendo arrivare il bilancio a un 40% in meno rispetto agli anni precedenti. La Regione Liguria ha dato la solita cifra, perché c’è crisi e il bilancio è quello che è. Se in questi giorni si potrà assistere al Tenco sarà grazie all’apporto della Siae, che ha aumentato i fondi in cambio della visibilità concessa alla scoperta (e riscoperta) di artisti emergenti. Meno male che qualcuno ci è arrivato.

  • “Bad as me”, è uscito oggi il nuovo disco di Tom Waits

    “Bad as me”, è uscito oggi il nuovo disco di Tom Waits

    Tom WaitsIl nuovo album di Tom Waits dal titolo Bad As Me, esce dopo sette anni di silenzio. L’ultima fatica del cantautore statunitense si intitolava Real Gone e raccontava un mondo che in sette anni è cambiato in molti suoi aspetti dopo la crisi economica e una generale presa di coscienza delle nuove generazioni.

    Waits aveva annunciato la pubblicazione del disco ad agosto, quando era uscita l’omonima canzone “Bad As Me” che parla della privacy su internet e, in generale, condanna tutti coloro che rovinano le sorprese.

    Una delle tracce del disco si intitola “Satisfied“, omaggio dichiarato a “Satisfaction” dei Rolling Stones, con tanto di collaborazione e duetto con Keith Richards.

    Lo storico chitarrista degli Stones è presente anche in due altri brani del disco, “Last leaf” e “Hell broke luce“.

    Alcuni brani sono ascoltabili gratuitamente in streaming sul sito del cantautore.

  • Marco Ongaro, “Gli occhi del mondo”: il disco con De Scalzi

    Marco Ongaro, “Gli occhi del mondo”: il disco con De Scalzi

    Marco Ognaro
    Il cantautore veronese Marco Ongaro ha curato le liriche del disco "Gli occhi del mondo" di Vittorio De Scalzi

    Marco Ongaro è un cantautore di Verona, ha adattato le poesie di Riccardo Mannerini per “Gli occhi del mondo“, l’ultimo album pubblicato da Vittorio De Scalzi.

    Ongaro è stato vero e proprio tramite fra i versi di Mannerini e la musica di De Scalzi, proprio come accadde nel 1968, quando il disco dei New Trolls “Senza Orario Senza Bandiera” si avvallò della collaborazione di Fabrizio De Andrè.

    Oggi, dopo oltre quarantanni, quel ruolo è stato di Marco. “Era la prima volta che lavoravamo insieme – racconta il cantautore – di lì in poi abbiamo scoperto il piacere di una sintonia fondata principalmente sulla stima reciproca, dunque sul massimo rispetto per la dimensione artistica dell’altro. Su indicazione dello storico della canzone Enrico De Angelis, Vittorio si è rivolto a me con la fiducia e il viso aperto che subito gli riconobbi come elementi fondamentali della sua indole. Avevo letto la raccolta di poesie di Riccardo Mannerini nei giorni precedenti il mio arrivo a Genova, cominciai a lavorare sui testi mentre viaggiavo in treno da Verona e arrivato a casa di Vittorio avevo già due testi pronti!”

    “Nei giorni successivi lavorammo sempre, in ogni istante, ad ogni ora e in ogni occasione… un atelier in piena funzione! Fare il grosso del lavoro in più di dieci giorni avrebbe significato frenare l’ispirazione per la considerazione sciocca che serva molto tempo a creare qualcosa di buono. Non è così, nella storia della musica e della poesia ci sono opere scritte di getto ancora difficili da eguagliare, quando il tornado si leva, non si può che seguirne il vortice. Ho cercato di dare il mio apporto senza interferenze competitive, tutto all’insegna di una collaborazione lontana da impulsi ragionieristici. In seguito abbiamo applicato lo stesso metodo alla costruzione delle canzoni per il mio spettacolo teatrale sulla Costituzione, L’Alba delle libertà, con analoghi risultati. Le nostre rispettive sensibilità si sono calibrate l’una sull’altra in miracolosa armonia. Eravamo diretti a uno scopo, consapevoli che non esiste al mondo lavoro più bello che quello di creare”.

    Cosa significa interpretare i versi di un poeta e tradurli in canto? Quanto c’è dei tuoi “occhi” in questi “occhi del mondo”?

    “In alcuni brani, come ne L’ultimo altare, c’è molto di Mannerini e molto di me. Mai che ci sia poco di suo e tanto di mio, semmai viceversa. Come prima cosa ho cercato di assumere in me l’essenza del mondo che Mannerini trasmetteva nelle sue poesie. Poi, dando ad esse forma metrica e rime, ho aggiunto e levato in ordine al mio gusto in fatto di canzone, lasciando che l’immedesimazione prendesse il giusto sopravvento dando voce con immagini mie a sentimenti stimolati dal poeta. Esiste una zona grigia in ogni poesia che meriti tale qualifica, un’area ispirativa imprendibile e interpretabile in più modi, a più livelli. Ecco, l’orgoglio per il mio lavoro sta nel rispetto di quest’area e nella riproposizione, pur tra mille modifiche, del medesimo spirito imprendibile.

    “Siamo gli occhi del mondo / ma tali / non dobbiamo rimanere”… scrive Mannerini…

    “E smettiamola / di guardarci le mani”, così si conclude la breve poesia. Mani che rimangono inerti e non creano, occhi che non guardano altrove, che non cercano per il mondo ciò che il mondo dovrebbe vedere. “Siamo gli occhi del mondo” è l’esortazione a una testimonianza vigile, a una responsabilità attiva. Vittorio e io abbiamo chiuso la canzone con il pensiero estetizzante e ammirato sulle ragazze che escono nella bella stagione, nei loro abiti a fiori. Un tantino decadente, certo, ma almeno si è smesso di guardarsi le mani e, da questa bellezza che è vita, si può ricominciare a testimoniare. La canzone dà il titolo al cd perché rappresenta il vigore vitale della poesia di Mannerini, i suoi ritratti sono il risultato del frugare tra le pieghe del mondo per rappresentare ai sordi la necessità di non addormentarsi, di stare all’erta nell’universo delle ingiustizie e delle fatalità, di leggere almeno il labiale della realtà per cercare la verità sottostante.

    Gabriele Serpe