Tag: libri

  • Mercatino di San Frumenzio: scambio di libri per beneficenza

    Mercatino di San Frumenzio: scambio di libri per beneficenza

    LibroSabato 25 maggio la Biblioteca Berio ospita nel proprio giardino, per l’intera giornata, il Mercatino di San Frumenzio. Un progetto nato nel 2007 e che prevede l’esposizione dei libri donati periodicamente dai cittadini alla biblioteca: chiunque può portare libri in donazione o venirne a prendere, in cambio di un’offerta minima di 1 €: questa iniziativa benefica che ogni anno ha un differente destinatario.

    Il ricavato di oggi andrà all’Associazione San Marcellino, fondata nel 1945 dai Gesuiti di piazza Matteotti e che si occupa di ospitare persone senza fissa dimora.

    Alle 17, a conclusione della giornata, i partecipanti al laboratorio di poesia dell’Associazione leggeranno alcuni loro brani.

    Ingresso libero.

  • Music Line: la scuola di Gianni Martini compie 35 anni

    Music Line: la scuola di Gianni Martini compie 35 anni

    Gianni MartiniUn traguardo importante per Gianni Martini e la sua scuola, fondata nel 1978 insieme a Bruno Biggi e Piero Spinelli: Music Line festeggia i 35 anni di attività con un concerto – saggio finale, due giorni che vedranno alternarsi sul palco allievi ed ex allievi che in questi anni hanno frequentato i corsi di musica.

    L’appuntamento è mercoledì 5 e giovedì 6 giugno al Teatro Carignano, che per il terzo anno ospita l’evento finale della scuola. Come spiega Gianni Martini, «quest’anno il concerto ha per noi un valore particolare, dato che cade nel 35° anno di attività di Music Line. Abbiamo in programma due giornate con due programmi diversi, con esibizioni di gruppi genovesi di cui almeno un membro sia nostro allievo o ex allievo. Tra loro Gabriele Serpe con Andrea Giannini e Marco Topini, gli Edgar Cafè, Soul’s Machine, ma anche un gruppo “cult” degli anni Novanta come gli Stone Age».

    Il biglietto di ingresso costa 8 € a serata (ingresso ridotto per chi parteciperà a entrambe le serate) ed è possibile acquistarlo in prevendita anche presso Music Line, info 010 8392500.

    Prima ancora del concerto, Gianni Martini incontrerà il pubblico alla libreria Feltrinelli (venerdì 31 maggio, ore 18) per la presentazione del quarto volume di Tecnica chitarristica e studio dell’improvvisazione: «Il progetto è nato con la fondazione di Music Line: negli anni ho affinato le dispense e il materiale didattico per i miei allievi, e ho poi deciso di proporlo a un editore. Si è fatto avanti Ricordi e nel 1999 è stato pubblicato il primo di cinque volumi. Il progetto editoriale ricalca il percorso di studio della chitarra classica, che al Conservatorio è di dieci anni: ogni volume copre idealmente un periodo di due anni, così che con questo volume siamo arrivati all’ottavo. Il taglio, che a suo tempo piacque molto all’editore, riprende quello che uso abitualmente nelle mie lezioni: al percorso didattico è affiancato un approccio linguistico e sociologico alla musica, con un tono molto discorsivo accessibile anche agli autodidatti, a chi non ha alcuna formazione musicale e a chi si sta specializzando nello studio di altri strumenti».

    La presentazione –  a ingresso libero – avrà luogo con il contributo di due allievi di Music Line, che metteranno in pratica “in tempo reale” quanto illustrato nel manuale.

    Marta Traverso

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Mi consigli un libro? Incontro con le librerie indipendenti

    Mi consigli un libro? Incontro con le librerie indipendenti

    libri-leggereUn pomeriggio (e una sera) di festa per incontrare chi a Genova gestisce una libreria indipendente.

    A poche settimane dalla chiusura di Assolibro le librerie che da tempo promuovono cultura e territorio attraverso una pagina Facebook incontrano i lettori alla biblioteca Berio: in programma un pomeriggio di laboratori didattici, consigli di lettura e una cena al Berio Cafè.

    Le librerie che aderiscono sono Finisterre (piazza Truogoli di Santa Brigida), Libro+ (Pontedecimo), Mastro Libraio (Rivarolo) e Sottosopra (via Assarotti).

    Questo il programma della giornata.

  • Cani dall’inferno: nasce a Genova una nuova casa editrice

    Cani dall’inferno: nasce a Genova una nuova casa editrice

    libri-lettura-letteratura-culturaL’amore è un cane che viene dall’inferno: il titolo di questa bellissima raccolta di poesie di Charles Bukowski ha ispirato, nel 2004, la nascita di un gruppo di lettura creato dai poeti genovesi Ksenja Laginja, Mauro Sbiello ed Enrico Marià. Un collettivo che gravitava intorno alla libreria e casa editrice Annexia e che ha proseguito la sua attività fino al 2006, quando lo spazio di Stradone Sant’Agostino ha chiuso i battenti.

    Negli ultimi anni si sono organizzati solo piccoli eventi autogestiti, in locali nel centro storico o nell’ambito di eventi cittadini quali la Notte della Poesia. Oggi, a quasi dieci anni dalla sua fondazione, Ksenja Laginja ha portato i Cani a rivivere trasformando il collettivo in una vera e propria casa editrice: «Il nome Cani dall’Inferno era stato scelto da Mauro Sbiello, che inserì una citazione di Bukowski nel suo primo libro. Un nome che ci rappresentava pienamente come persone e come artisti: un nome che indicava per noi un modo diverso di concepire la poesia. Non solo parole da scrivere o leggere, ma anzitutto una poesia “vissuta”, soprattutto nel suo atto performativo. Coltivavo da tempo l’idea di riunire chi ha gravitato intorno al progetto Cani dall’Inferno, sia tramite eventi sia con pubblicazioni di autori che appartengono a una certa nicchia e condividono la stessa visione poetica».

    Christian Humouda_quote 2In poche settimane, grazie “solo” alla promozione via Facebook, hanno ricevuto molte opere tra romanzi, antologie di racconti e sillogi di poesia. La linea editoriale è molto definita e risponde alle opere cui a suo tempo Annexia si rivolgeva. «Siamo alla ricerca di autori che propongono opere distanti da quanto il mercato editoriale oggi offre, che spesso vedono le loro opere rifiutate perché “con le poesie e i racconti non si mangia” ma che non vogliono avere a che fare con editori a pagamento – mi spiega Ksenja. – Sono io stessa un’autrice e nel mio lavoro di editore voglio portare ciò che io stessa pretenderei: un lavoro personalizzato sull’autore, dove all’editing e alla promozione si uniscono consigli mirati di lettura, segnalazioni a blog letterari perché gli autori possano fare “palestra di scrittura”, e così via. Essere un editore non significa solo pubblicare testi, ma donare esperienza. Ci interessa soprattutto trovare autori disposti a studiare e faticare molto, la poesia (ma anche la prosa) non deriva solo dall’ispirazione ma da un lavoro costante sulle parole, sul suono».

    La prima opera di Cani dall’inferno, che verrà pubblicata entro la fine di maggio, è la raccolta di poesie Ceneri postatomiche di Christian Humouda. «Per Christian si tratta dell’esordio letterario, un’opera a cui abbiamo lavorato molto e che ha la prefazione di Chiara Daino. Oggi Christian è anche autore del blog collettivo Words Social Forum, la cui redattrice Antonella Taravella sarà protagonista della nostra prossima pubblicazione, con la raccolta Le stanze del nostro inverno che uscirà entro l’estate».

    Cani dall’Inferno continua ad accettare manoscritti: per l’invio li si può contattare all’indirizzo canidallinferno@gmail.com.

    Marta Traverso

  • La chiusura di Assolibro e una pagina facebook come cassa di risonanza

    La chiusura di Assolibro e una pagina facebook come cassa di risonanza

    assolibroI libri funzionano solo se li apri, e analogamente le librerie, da chiuse, non funzionano un granché bene.
    I libri portano felicità,  ci ricorda Lucia, 3° elementare, ma evidentemente, non portano tanto profitto.
    Ai librai e alle libraie, che non si stanchino mai di vendere sogni, bellissimo augurio Enrica, ma è difficile vendere sogni quando le serrande si chiudono. Svenderli invece è molto facile in questa città che sembra accartocciarsi su se stessa.

    E le serrande da Assolibro si sono chiuse, definitivamente, sabato sera. In questi giorni sono apparsi a colorare il grigiore di questa chiusura, decine di biglietti variopinti, scritti e disegnati dai bambini della Scuola elementare Daneo, rimasti anche essi orfani della loro Libreria.

    Venerdi scorso c’è stato l’ultimo saluto ad Assolibro, decine di persone, forse un centinaio (chissà, i numeri non sono bravo a darli, di solito ci pensa la questura…). La pagina cha abbiamo creato per salvare la Libreria è stata la cassa di risonanza per diffondere la notizia e creare la mobilitazione. Ma è stata una festa , un saluto collettivo , allegro e malinconico allo stesso tempo. Tanti affezionati clienti, appassionati della lettura, persone che magari avevano perso un po’ l’abitudine, negli ultimi tempi di passare nel loro rifugio, nella loro Libreria e che passano a trovarla per l’ultima volta.  Semplici avventori, ma anche scrittori come Bruno Morchio, legati ad Assolibro per motivi affettivi e professionali.

    Era la festa triste delle dipendenti, Alessia, Alessandra, Serena, emozionate nel vedere questo fiume di gente che veniva a salutare una Libreria in partenza, a ringraziarle e a condividere un piccolo lutto.  Pareti di libri colorate , destinate pochi giorni dopo ad essere smantellate, un’immagine troppo triste per essere mostrata agli occhi dei passanti, e quindi celata con pudore, in questi giorni, dalle serrande abbassate. Che si sono colorate di bigliettini, grazie alle maestre e ai bambini della Daneo. Pare sia passato anche il sindaco, la mattina di venerdì, a cercare un libro e a chiedere delle sorti della Libreria, il giorno prima della chiusura, con un tempismo degno del miglior Bersani. “Se da grande diventassi sindaco non farei chiudere le librerie”, questo il saggio consiglio di Pietro, 8 anni e una sensibilità “politica” invidiabile.

    Assolibro, eravate una bellissima libreria,  il giudizio lapidario di Mattia, che per chiarire il concetto disegna un libro di Harry Potter, anche se forse neppure un mago avrebbe potuto salvare la Libreria di Via San Luca, figuriamoci una semplice Amministrazione Comunale.

     

    Dottor Grigio

  • Librerie a Genova: le iniziative in centro storico e nei quartieri

    Librerie a Genova: le iniziative in centro storico e nei quartieri

    LibreriaGli italiani non leggono: i dati in merito mostrano percentuali in costante ribasso – solo il 46% dichiara di aver letto almeno un libro durante tutto il 2012, secondo il Rapporto sulla promozione della lettura presentato da Cepell lo scorso 18 marzo – un trend su cui non sembra influire più di tanto la lettura di ebook (né tantomeno la possibilità di scaricarli senza troppo curarsi del diritto d’autore).

    Tuttavia, in un Paese che legge poco ci sono molte librerie: nella maggior parte dei casi sono piccole, nel senso che non appartengono a nessuna catena, gestite da coraggiosi imprenditori e spesso collocate in quartieri periferici o in zone cosiddette “depresse”, fuori dallo struscio del centro città.

    Negli ultimi tempi stiamo assistendo a numerose iniziative che coinvolgono le librerie indipendenti di Genova. In alcuni casi per scongiurarne la chiusura, in altri per incoraggiare il loro ruolo di presidio culturale. Oggi vi presentiamo alcuni progetti che proprio in questi giorni riguardano la nostra città.

    Partiamo da Assolibro, la libreria di via San Luca che chiuderà definitivamente il 30 aprile: noi di Era Superba ci siamo impegnati in prima persona nel sostenere un mantenimento dello spazio (o un suo cambio di sede), attraverso una pagina Facebook creata e gestita da Dottor Grigio e che a oggi ha oltre 1.500 like.

    Sono due gli eventi in programma per salutare lo spazio: il primo è questo pomeriggio (giovedì 18 aprile), alle 17.30 la banda Murga dei vicoli suonerà i propri tamburi in piazza San Luca per dire Sì ad Assolibro, no a McDonalds. Domani (venerdì 19 aprile) alle 18 un piccolo flash-mob organizzato da Dottor Grigio: appuntamento ad Assolibro per adottare un libro prima della chiusura definitiva.

    Nella serata di venerdì un’altra iniziativa in centro storico: Mani Tese organizza una Notte Bianca (ore 19-24) alla libreria Booksin di vico del Fieno, una serata con reading e musica per sostenere il progetto Dalla casa alla scuola in Guatemala. Si tratta di un’iniziativa legata a Mojoca (Movimento dei Giovani di Strada), che nel Paese dell’America Latina si impegna a contrastare l’abbandono scolastico e la presenza di numerosi bambini e ragazzi “in strada” attraverso programmi di formazione e di reinserimento sociale. Il finanziamento del progetto permetterà di fornire borse di studio a bambini e ragazzi per frequentare le lezioni di scuola, università o corsi di specializzazione.

    Infine iscrizioni aperte per la prima festa delle librerie indipendenti, che si terrà il 22 maggio al Berio Cafè e vedrà riunite le principali librerie di quartiere in città. L’evento si terrà nel pomeriggio, fino a sera inoltrata, sia all’interno del locale sia nel cortile della biblioteca: tema del giorno I libri consigliati dai librai indipendenti.

    Chi gestisce una libreria e vuole partecipare ha pochissimi giorni per farlo: le iscrizioni terminano sabato 20 aprile, è necessario inviare una mail a battistina.dellepiane@cheapnet.it.

    Marta Traverso

    [foto di Diego Arbore]

  • Assolibro, chiusura libreria via San Luca: l’iniziativa del Dottor Grigio

    Assolibro, chiusura libreria via San Luca: l’iniziativa del Dottor Grigio

    libri-leggereUna libreria, la mia libreria. Il mio rifugio prediletto, una specie di oasi felice in cui ripararsi dalla pioggia o dalla folla invadente e assatanata di via san Luca in un pomeriggio di saldi; dove poter cercare un libro senza fretta, senza ansie da offerta promozionale né file chilometriche alla cassa, dove trovare persone giovani e competenti che ti aiutano a scegliere e ad orientarti nel magico e misterioso universo della lettura.

    Ecco, quella libreria, Assolibro di via San Luca, a giorni probabilmente chiuderà. La notizia è giunta martedì, stranamente fuori pioveva e l’atmosfera uggiosa si abbinava perfettamente al mio umore in quel momento; un mix di tristezza e incazzatura, avevo la percezione che si stesse compiendo uno scippo. Questa la prima reazione, emotiva e irrazionale.

    La realtà chiaramente richiede un approccio più concreto: una libreria ha parecchi costi di gestione, uno di questi – l’affitto dei locali – è, in questo caso, molto oneroso (per chi non la conosce, si tratta di una libreria divisa su 3 piani in un edificio storico dei vicoli), già da anni il costo del contratto di locazione era un problema serio che metteva a rischio il futuro di questa attività. Ora il problema da serio è diventato insormontabile, la disdetta del contratto inevitabile.

    Per questi motivi, era scontato che il Dottor Grigio, sull’onda emotiva e passionale di questa probabile perdita (assimilabile a un piccolo, intimo lutto) dedicasse il suo post quotidiano sulla pagina Facebook di Era Superba a questo tema a lui tanto caro (ok, sono passato a parlare di me in terza persona, un vizio del Dottor Grigio e di Scilipoti, giusto per inquadrare il personaggio).

    Il successo virale del post, condiviso da più di mille persone, mi ha fatto capire che non si trattava di un piccolo, intimo lutto, ma di un sentimento condiviso, di una perdita che avrebbe toccato moltissime persone, abitanti nel centro storico o meno (hanno lasciato commenti persone che abitano a Milano come a Bologna ma che hanno ricordi passati legati a quella Libreria), la perdita di un luogo riconosciuto come punto di riferimento, in una zona che tende sempre di più a perdere la sua identità sociale,culturale e commerciale.

    Per questo, ho deciso di aprire una pagina apposita su Facebook: Quelli che..vorrebbero salvare la libreria Assolibro di Via San Luca, per  ospitare tutti questi futuri “orfani” della Libreria, per raccogliere semplici testimonianze d’affetto e ricordi (e non solo da Genova), ma anche idee e proposte concrete (per esempio c’è chi propone l’apertura di un bar interno alla libreria, trasformandolo in una specie di caffè letterario per affrontare meglio il problema dei costi).

    Nell’epoca dei libri ordinati su Internet che fanno risparmiare pochi euri o dei comodi e-books che fanno risparmiare carta e spazio (ma davvero c’è qualcuno che considera ingombranti i libri? Per fare spazio a cosa? Ad un’enorme tv led a schermo piatto da 48 pollici da pagare in 180 comode rate?), è purtroppo normale che il mondo dell’editoria tradizionale sia in crisi.

    Chiacchierando con i ragazzi di Assolibro, malinconicanicamente rassegnati, ma emozionati e quasi commossi nel vedere così tante dimostrazioni di affetto, si capisce che le possibilità che la libreria non chiuda sono poche, quasi ridotte al lumicino, si pensa già al futuro (verranno ricollocati nelle altre librerie del gruppo?) e alla possibilità di aprire un nuovo punto Assolibro nel centro storico. La campagna Adotta un libro, che ho lanciato sulla pagina, è solo un piccolo punto di partenza; per salvare la libreria, ovviamente, servirebbero interventi più decisivi, a livello istituzionale (ma non siamo in campagna elettorale) e imprenditoriale. Per salvare una libreria, ma forse, soprattutto, per salvare via San Luca e il centro storico, preservando la loro identità ed evitando che si trasformino in una realtà commerciale di “plastica” priva di anima e di contenuti. Insomma salviamoci, inventiamo un nuovo finale e  una trama un po’ meno scontata per questa storia che odora maledettamente di déjà vu.

     

    Dottor Grigio

  • Dentro Anonymous: ebook di Carola Frediani

    Dentro Anonymous: ebook di Carola Frediani

    Palazzo Ducale entrataGiovedì 28 marzo 2013 (ore 17.45) alla Sala del Camino di Palazzo Ducale la presentazione di Dentro Anonymous. Viaggio nelle legioni dei cyberattivisti, ebook della giornalista Carola Frediani edito da Inform-ant.

    Con l’autrice dialogano Giuliano Galletta (giornalista), Raffaele Mastrolonardo (giornalista Effecinque), Giovanna Sissa (ricercatrice Università di Milano). Evento organizzato da Museo del caos e dall’Associazione per un archivio dei movimenti.

    Il libro è un viaggio-inchiesta che – attraverso testimonianze, interviste e retroscena – ricostruisce gli ultimi sviluppi di Anonymous e svela il “dietro le quinte” di alcuni cruciali attacchi informatici, riflettendo sulle sfide di un movimento di “senza volto” che si propone di difendere la libertà di espressione e la libera circolazione delle informazioni.

    Il libro, di recente uscito anche in edizione inglese, affronta alcuni nodi cruciali: la Rete sta diventando un nuovo terreno di conflitto? E chi sono i protagonisti di questo campo di battaglia? Cosa è successo al movimento di hacktivisti dopo l’ondata di arresti internazionali di alcuni mesi fa? Come si organizza? Quali sono i suoi strumenti? Come sono state effettuate alcune delle azioni più famose, compiute in Italia? Interrogativo dietro ai quali si cela Anonymous, un soggetto nuovo e difficilmente inquadrabile nelle categorie tradizionali della politica e dei media. Liquido come la società in cui viviamo.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Loredana Lipperini presenta il libro “Di mamma ce n’è più d’una”

    Loredana Lipperini presenta il libro “Di mamma ce n’è più d’una”

    FeltrinelliLunedì 25 marzo 2013 (ore 18) la giornalista e scrittrice Loredana Lipperini è alla Libreria Feltrinelli di via Ceccardi a presentare il suo nuovo libro Di mamma ce n’è più d’una.

    Con lei ne parlano Roberta Trucco ed Eva Provedel di Se non ora quando? Genova.

    Tema del libro
    Alle donne si chiede di allattare per anni e di dedicare ogni istante del proprio tempo ai figli oppure, se proprio vogliono lavorare, devono diventare mamme acrobate in grado non solo di conciliare lavoro e famiglia, ma di farlo con il sorriso sulle labbra e la battuta pronta.

    Intanto, nell’Italia dove il mito del materno è potentissimo, per le madri si fa assai poco sul piano delle leggi, dei servizi, del welfare, dell’occupazione, dell’immaginario. Ma invece di unirsi, le donne si spaccano. Le madri totalizzanti contro le madri dai mille impegni.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • La Claque: un libro e uno spettacolo su donne, impegno e politica

    La Claque: un libro e uno spettacolo su donne, impegno e politica

    La ClaqueMartedì 19 marzo 2013 a La Claque due appuntamenti dedicati all’impegno civico e politico delle donne.

    Alle 20.30 la presentazione del libro “Non per odio ma per amore. Storie di donne internazionaliste” di Paola Staccioli e Haidi Giuliani (Derive Approdi, 2012).

    Scheda del libro
    Tamara Bunke, Elena Angeloni, Monika Ertl, Barbara Kistler, Andrea Wolf, Rachel Corrie. Sei vicende biografiche diverse per provenienza geografica, formazione culturale e politica. Sei esistenze accomunate dalla scelta di abbandonare la propria vita «privilegiata» di donne occidentali per andare a combattere una rivoluzione degli altri. Dalla decisione di mettere in gioco la propria vita in una militanza a sostegno delle lotte di liberazione di altri popoli.
    Donne comuniste, antimperialiste, pacifiste, alcune delle quali sono entrate nella clandestinità delle formazioni armate, hanno aderito alla guerriglia o hanno esercitato una resistenza attiva. Non per odio ma per amore è il racconto della loro vita, della «ragione» che le ha spinte a combattere e della «passione» che le ha animate fino al più tragico epilogo.

    Alle 21.30 lo spettacolo teatrale M O N I K A di Beppe Casales, diretto e interpretato da Irene Lamponi. Un progetto TEATRO OP//TeatrOniricoPolitico, con il sostegno di AltroQuando. Liberamente ispirato al libro “La ragazza che vendicò Che Guevara“, Nutrimenti 2011.

    Tema dello spettacolo
    Cosa ci spinge a rischiare la vita per volere cambiar le cose?
    Attraverso la vera storia di Monika Ertl, la ragazza che vendicò Che Guevara sparando all’ufficiale dei servizi segreti boliviani nel 1971, lo spettacolo parla anche del nostro presente, tracciando una linea d’unione tra la storia di Monika e le grida di protesta degli ultimi anni, dalla primavera araba ai movimenti globali degli indignati.

    Alle 19, aperitivo a buffet organizzato da Astranna Eventi. L’ingresso a entrambi gli eventi è 8 €, si può anche partecipare a uno solo dei due incontri. Info 010 2470793.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Scrivere un romanzo noir o giallo: un corso a Genova

    Scrivere un romanzo noir o giallo: un corso a Genova

    scrivere-scritturaAd aprile 2013 la scuola di scrittura creativa Officina Letteraria ospita un workshop sulla scrittura noir con due celebri autori del genere: Bruno Morchio, noto a Genova per il personaggio di Bacci Pagano, e Margherita Oggero, i cui romanzi hanno ispirato la serie televisiva Provaci ancora prof.

    L’appuntamento con Noir, giallo e dintorni è per i fine settimana 6-7 e 13-14 aprile 2013, con il seguente programma.

    6-7 aprile: Margherita Oggero
    – Le varie accezioni del giallo: le regole e le eccezioni
    – Gli elementi indispensabili e gli elementi accessori
    – Come si costruisce un plot: i personaggi principali e secondari, le false piste, la progressione della storia
    – Importanza dell’incipit
    – Caratteristiche vincenti del giallo contemporaneo
    – Esercizi di scrittura

    13-14 aprile: Bruno Morchio
    Sabato 13 aprile
    9.30-12.30: Analisi e confronto di alcuni testi di grandi autori noir: la struttura narrativa e la scrittura
    15-18: Esercizio di scrittura
    Domenica 14 aprile
    9.30-12.30: Lettura e analisi dei testi prodotti
    15-18: Discussione

    Il costo del workshop è 300 € (sconto 10% per soci Officina Letteraria, possessori di Green Card e Soci Suq) e le iscrizioni saranno aperte fino a mercoledì 28 marzo o al raggiungimento di 16 persone. Ai partecipanti sarà rilasciato un attestato.

    Per maggiori informazioni: 347 3022641 / 340 5539475 / officinaletterarialab@hotmail.it.

  • Argentina, un libro su crisi economica e imprese “recuperate”

    Argentina, un libro su crisi economica e imprese “recuperate”

    aut autGiovedì 7 marzo 2013 (ore 18.30) si svolge un incontro all’AutAut 357 di via delle Fontane sul tema della crisi economica in Argentina.

    Si inizia con la presentazione del libro Lavorare senza padroni della giornalista Elvira Corona, che racconta una panoramica delle “Empresas recuperadas por sus trabajadores”, un fenomeno che ha contribuito a un cambiamento di prospettive nella società argentina. Si tratta delle aziende “recuperate dai propri lavoratori” che le hanno occupate, rimesse in funzione e gestite in cooperativa dopo la crisi del 2001 e il fallimento del modello economico vigente.

    Dieci storie prese in esame, molto diverse fra loro sia per posizione geografica (dalla Renacer, una fabbrica di elettrodomestici di Ushuaia, la città più a sud del pianeta a Grissinopoli, una fabbrica di grissini fondata da una famiglia italiana nei primi anni ’60 a Buenos Aires), sia per settore produttivo (dall’informazione con la cooperativa di giornalisti di La Vaca, al turismo con quella dei gestori del Bauen, hotel in pieno centro di Buenos Aires, all’alta moda dell’ex Brukman).

    A seguire, apericena e proiezione del documentario del 2004 The Take di Avi Lewis & Naomi Klein (quest’ultima autrice di No logo), sull’occupazione di alcune fabbriche argentine da parte dei lavoratori.

  • La parmigiana e la rivoluzione: Don Pasta a La Claque

    La parmigiana e la rivoluzione: Don Pasta a La Claque

    La ClaqueMercoledì 6 marzo 2013 (ore 21.30) a La Claque il Dj salentino Don Pasta presenta il suo libro La parmigiana e la rivoluzione – Elogio della frittura e altre pratiche militanti edito da Stampa Alternativa.

    Tema del libro
    Cucinare è un atto politico. Lo è la parmigiana di mia nonna, fatta solo in agosto, periodo delle melanzane di stagione. Può esserlo l’evitare di comprare creme fosforescenti spacciate per pappe per bambini.
    Questo è l’incipit della Parmigiana e la Rivoluzione.

    Dj e performer dalla buona forchetta e dalla festa assai facile, ha deciso di scrivere il suo Manifesto per una cucina militante dopo aver scoperto che l’Ilva, oltre ad aver ucciso gente, aveva avvelenato di diossina le cozze di Taranto, le migliori al mondo, che la massaia di fiducia non poteva più vendere le sue ricotte bollite in casa tra pecore e bimbi che corrono e che nelle scuole, per il compleanno dei propri figli, non si potevano più portare dolci fatti in casa.

    «Se hai un problema… aggiungi olio» è la massima, eredità della nonna, che lo accompagna da sempre. Donpasta non cucina mai piatti fuori stagione. Contrario al “fast food” è capace di impiegare dieci ore per fare un sugo come si deve e ne approfitta per raccontare storie, mentre zucchine, peperoni, melanzane fondono nell’olio. Una sorta di road movie in cui sfilano uliveti, strade di notte e mercati rionali, in un’unione di nostalgia, speranza, riflessione, dove la cucina è cultura, profondamente ancorata nella nostra civilizzazione mediterranea.

    Il biglietto d’ingresso costa 8 €.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Società dei Masnadieri, Genova: un manifesto di poesia e letteratura

    Società dei Masnadieri, Genova: un manifesto di poesia e letteratura

    lettura-libri-d1“Noi siamo predoni, predatori di un’essenza delle cose che sappiamo esserci”: così si definiscono Alessandro Mantovani ed Emanuele Pon, due amici legati dalla stessa sconfinata passione per la letteratura. Entrambi scrivono poesie, e i testi dell’uno si rivelano così complementari a quelli dell’altro che decidono di fondare la Società dei Masnadieri, gruppo letterario che oggi pubblica il suo primo volume, “Dalla Parte della Notte”, che verrà presentato il 23 marzo presso la Libreria Falso Demetrio.

     

    Cos’è la Società dei Masnadieri, da chi è composta, perché si è formata, cosa fa e come lo fa?

    EMANUELE: «La Società è una sorta di sodalizio letterario sorto da una profonda amicizia precedente, che unisce me e Alessandro, sulla base di una visione del mondo, della vita e delle cose molto affine, a volte persino sovrapponibile. Ci siamo “formati” nel modo più naturale possibile: dopo un periodo di scoperta della reciproca scrittura, ci siamo resi conto che l’immaginario dell’uno si rifletteva in quello dell’altro. Forti di un bagaglio culturale comune (entrambi proveniamo dal Liceo Classico), ma differenziato (Alessandro segue, parafrasando Machiavelli, la “lezione delle cose antiche”, mentre io sono il “modernista” della coppia), abbiamo capito abbastanza in fretta che potevamo senza problemi diventare poeticamente complementari; perciò, abbiamo semplicemente continuato a scrivere le nostre poesie, che sono rientrate subito, quasi “geneticamente”, nei canoni del “Manifesto” che abbiamo steso come prima opera comune. E’ importante capire che siamo stati sin dall’inizio così affiatati che ciò che scriviamo si è integrato alla perfezione: sono le nostre poesie ad aver dato origine al “Manifesto”, non il contrario».

    ALESSANDRO: «Quando mi viene fatta questa domanda, alla risposta “siamo solo io ed Emanuele” le persone sorridono sempre, come a dire “ma che società è una che comprende solo due persone?” A questo pensiero superficiale oppongo due riflessioni personali: la prima è che senza dubbio è il momento storico ciò che ha condizionato l’”essere solo in due”; probabilmente in tempi più cari e attenti alla letteratura la società avrebbe visto una floridità maggiore, ma di ciò non mi rammarico, in quanto – e qui arriviamo alla seconda riflessione – quello che conta non è la pura aritmetica, ma la valenza delle idee, che, come si può vedere, ha portato alla creazione di un Manifesto e alla pubblicazione di un libro. Pertanto, forti di questo, non ci possiamo assolutamente lamentare del numero esiguo, e d’altronde un masnadiere non ha mai paura dell’inferiorità numerica».

     

    Una parentesi sull’origine del nome che avete scelto. Facendo un passo indietro, la masnada era nel medioevo una congerie di predoni, mercenari, figli cadetti e fuoriusciti con sete di vendetta, spesso guidati da un condottiero, al soldo del migliore offerente e fedeli a nessuno. Ma la figura del masnadiere è famosa in letteratura per l’opera omonima di Schiller, che racconta appassionatamente tormenti interiori, drammi familiari, sentimenti d’odio, amore e vendetta. Perché dunque un nome simile e qual è il vostro condottiero, se c’è?

    EMANUELE: «Il nostro nome è in tutto e per tutto schilleriano: di quei Masnadieri, guidati da Karl Moor, condividiamo l’afflato romantico, lo slancio vitale che tenta sempre di trovare il punto d’equilibrio tra l’istinto delle emozioni e la profondità dei sentimenti».

    ALESSANDRO: «Ma ricordiamoci che Schiller stesso si rifà a quella congrega di fuoriusciti chiamata Masnada, esistita non solo come creazione letteraria. Trasposti su un piano di rapporto tra idee e realtà noi senz’altro siamo quei predoni e fuorilegge: in questa modernità di cartapesta dove la realtà spesso è la superficie di uno schermo e la fredda verità della ragione, noi siamo predoni, predatori di un’essenza delle cose che sappiamo esserci, siamo figli cadetti di una nobiltà di pensiero letterariamente etico decaduta, fuoriusciti perché scarti di un bene dimenticato ai margini dell’importanza – ma voglio sottolineare che non siamo certo degli eremiti letterari che si sentono soltanto estranei al loro tempo. La sete di vendetta c’è, e anche tanta, ma, lungi dall’essere distruttiva, essa va intesa come reazione a questa condizione appena esternata. Se ci è impossibile esprimerci con pienezza e autenticità all’interno della società allora è quello il momento in cui ci assumiamo ogni responsabilità di, appunto, fuoriuscire da essa e di diventarne legittimamente predoni, al soldo di nessuno, fedeli solamente a noi stessi e al nostro sodalizio: la società è società in quanto comunione di idee e cooperazione sullo stesso piano. E’ proprio per questo che utilizziamo pseudonimi nello scrivere – altra cosa che fa sorridere le persone – affinché l’ego del singolo nutra questo organismo ma venga assorbito in esso eliminando le proprie spinte eversive».

     

    E’ suggestivamente coinvolgente e piacevolmente anacronistico il mondo che evocate col vostro nome, quasi a immergere chi lo legge in una realtà parallela e fantastica. E’ qualcosa di cercato e voluto?

    EMANUELE: «Ciò che noi cerchiamo è di riportare agli occhi di tutti l’umanità del mondo, come sua caratteristica principale: ci proponiamo di ritrovare una realtà in cui siano nuovamente presenti la purezza e l’onestà dei sentimenti, l’autenticità, trovata anche nelle nostre parti peggiori, nella nostra violenza, compresa e accettata. Vogliamo ricordare che ogni uomo può essere un titano, e che la forza per diventarlo risiede dentro di lui, non nella realtà esteriore, ma in quei valori, in quelle passioni nel nome delle quali noi stessi tentiamo di vivere. Valori e passioni che sono eterni, non hanno stagioni, sempre risiedono nel cuore degli uomini, e dunque non possono essere definiti anacronistici. Questa idea di mondo può evocare l’immagine di una realtà parallela, sganciata dalla verità dell’esistenza, proprio per il fatto oggi i termini che abbiamo esposto si stanno perdendo. Crediamo di sapere abbastanza bene chi siamo e dove siamo; ma sappiamo anche dove siamo arrivati, precipitando verso il basso, in tutti i sensi. Dovremmo, meriteremmo tutti di risalire, e noi, dall’interno della nostra realtà, tentiamo di cambiarla».

     

    Il vostro è un gruppo chiuso o aperto? E’ possibile partecipare alle vostre attività? Se sì come vi si può contattare?

    ALESSANDRO : «La Società nasce con il suo manifesto – per il quale rimando all’appendice del libro – e quindi con delle linee precise a cui vogliamo attenerci. Il progetto originario prevedeva un periodo di duetto chiuso tra me ed Emanuele, momento di rodaggio e di prova dalla lunghezza variabile a cui avrebbe fatto seguito un’apertura maggiore sempre secondo le linee del manifesto. Come sappiamo però la vita ci porta sempre dove vuole lei e precisamente ha portato la prevista espansione su un altro versante che è quello dei Fischi di Carta. Ciò non significa che la Società cessi di esistere, tutt’altro, siamo rimasti nel nostro duetto ma essa afferma la propria posizione identificandosi come ”autore” a tutti gli effetti: quel terzo organismo che sta a metà tra me ed Emanuele, legato ed indipendente nei nostri confronti in egual misura».

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    Il vostro primo progetto, un libro appena pubblicato, si intitola “Dalla parte della Notte”.

    ALESSANDRO: «”Dalla Parte della Notte” è nato a Madrid, precisamente al Parque del Retiro ma con la città non ha nulla a che vedere se non qualche segreto che non svelerò. Il libro è, anticipando qualcosa di quanto diremo il 23 Marzo alla presentazione dello stesso – ore 18.30 presso la Libreria Falso Demetrio, nei vicoli – l’esposizione del nostro personale viaggio nella Notte, notte con la N maiuscola proprio perché essa non è solamente una parte del giorno ma è qualcosa – molto – di più. La Notte è un concetto, uno stato della mente, è un modo di essere e di percepire le cose, è un luogo dove stazionare in cerca di risposte. Ma è anche il luogo delle contraddizioni e delle paure, di ciò che si perde, di ciò che si crede di vedere ma è illusorio, sede dell’irrazionale dove un uomo ha difficoltà a sopravvivere, soprattutto a se stesso. ”Dalla Parte della Notte” perché la notte è il rifugio di chi vive una condizione liminare, dove risiedono i Masnadieri fuorilegge, in cui i predoni dell’esistenza cercano il suo significato così frammentato tra i riflessi metallici delle cose di giorno, essa è un luogo, potremmo dire usando un termine forte, di tensione esistenziale, la quale tensione però, proprio grazie alla nostra giornaliera razzia di frantumi di essenze interrotte cerchiamo di sanare. La silloge è divisa in tre parti che rispondono al processo costitutivo dell’esistenza del masnadiere nella notte ed esemplificano il percorso in cui noi stessi ci siamo ritrovati e ci ritroviamo tutt’ora».

    Claudia Baghino

  • Storia dell’arte: come si legge un’opera? Il libro di Anna Orlando

    Storia dell’arte: come si legge un’opera? Il libro di Anna Orlando

    Mostra fotograficaMartedì 26 febbraio 2013 (ore 17.45) nella Sala del Minor Consiglio di Palazzo Ducale viene presentato il libro ARTunderstanding. Guardare l’arte di ieri e di oggi di Anna Orlando (Il Canneto Editore, 2013).

    Un testo che propone un innovativo metodo di approccio alla storia dell’arte incentrato sul confronto tra le opere di tutti i tempi: con oltre cento immagini a colori, il libro stimola nuovi processi di apprendimento, aiutando il lettore a inquadrare l’opera d’arte nelle sue coordinate spazio-temporali.

    Nel corso della presentazione intervengono con l’autrice:
    Mina Gregori, Presidente Fondazione Roberto Longhi
    Carla Sibilla, Assessore alla Cultura Comune di Genova
    Luca Borzani, Presidente Fondazione Palazzo Ducale
    Modera Renato Tortarolo.

    [foto di Roberto Manzoli]