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  • Bozzi: compie 202 annni la più antica libreria d’Italia

    Bozzi: compie 202 annni la più antica libreria d’Italia

    La Libreria Bozzi di via Cairoli nata nel 1810 a Genova, compie 202 anni, è la più vecchia d’Italia e viene celebrata anche da “Libreriamo”, il primo bookzine per la promozione dei libri e della lettura, nato dalla volontà di liberarli dal tempio della cultura alta, per rendenderli accessibili a tutti.

    Tra i visitatori più illustri della Libreria Bozzi, vi sono autori del calibro di Stendhal, Manzoni, Dickens, Melville, James.

    Da oltre due secoli il motto che l’accompagna è “Aut prodesse aut delectare”, ovvero dare uguale attenzione alla saggistica e alla letteratura, come spiega Tonino Bozzi, erede di una tradizione che dura da sette generazioni e che attualmente prosegue con le sue figlie «Oggi mi occupo solo della parte d’antiquariato. Portare avanti da 60 anni quest’attività è un pregio ma anche un peso, quello di essere all’altezza della prestigiosa storia».

    Il fondatore della libreria, Antonio Beuf, era un superstite della Rivoluzione Francese che giunse a Genova da Briançon nel 1807 assieme al fratello Carlo. Iniziò lavorando presso la tipografia di Gravier, per poi spostarsi assieme al fratello nella libreria aperta dalla stessa famiglia di librai genovesi. Attorno al 1810, Beuf aprì una sua libreria a pochi metri di distanza dall’altra. All’epoca, egli presentava così la sua libreria: “Gli amatori delle scienze e della letteratura vi troveranno un assortimento di libri matematici, legali, di letteratura e libri ascetici, tanto francesi che inglesi ed italiani, come pure libri di divozione legati elegantemente, globi terracqui e sfere di diverse grandezze”. Dopo due generazioni, nel 1927 la libreria fu ceduta ad Alberto Colombo, padre della prima moglie di Mario Bozzi, quest’ultimo padre di Tonino che nel 1930 ne acquisì la proprietà.

    «Tutto quello che i lettori non trovano nella grande distribuzione, lo si trova nella libreria indipendente – spiega Tonino Bozzi – Il calo delle vendite dipende per il 96% dalla crisi dell’economia mondiale. Il problema è che le librerie di catena si affidano molto di più ai cosiddetti libri di massa o instant, che a mio avviso stanno dimostrando la loro pochezza, mentre gli indipendenti si sono rifugiati in quella che è la parte acerba della mela, rappresentata dai piccoli saggi, meno in crisi grazie ai contenuti più seri. Questo perché le librerie indipendenti hanno mantenuto una forma di servizio, di personalizzazione, una clientela più fidelizzata sul territorio».

    E per quanto riguarda il futuro dell’editoria, sempre più rivolta al digitale e ai nuovi media, cosa ne pensa Bozzi? «Porteranno via una fetta abbastanza importante del mercato, ma non tutto, perché ci sono ancora i “nostalgici dell’odore della carta” e perché ci sono tipologie di libri, come quelli di letteratura, più adatti da leggere sul cartaceo. Il vantaggio del digitale sta nella possibilità di trovare informazioni in maniera più rapida, ma secondo me perde qualcosa rispetto al cartaceo».

  • La Sardegna: incontro con Marcello Fois per la rassegna le città del noir

    La Sardegna: incontro con Marcello Fois per la rassegna le città del noir

    NuragheVenerdì 11 maggio Palazzo Ducale ospita il quarto incontro del ciclo Città del noir. La letteratura racconta l’Italia, a cura di Bruno Morchio.

    Da alcuni decenni la letteratura noir si è affermata come fenomeno culturale che interessa un numero crescente di lettori, autori e case editrici. Il fenomeno ha carattere globale e in Europa assume tratti specifici che ritroviamo anche nel noir italiano. La passione per i gialli, che in Italia debbono il nome al colore subito identificabile dei primi romanzi in formato pratico ed economico, pubblicati da Mondadori dalla fine degli anni Venti, è trasversale e non conosce barriere socioculturali.

    Uno dei maggiori meriti della letteratura noir degli ultimi dieci/quindici anni è stato quello di raccontare le città. La vita urbana investita dai grandi processi di globalizzazione finanziaria, economica, sociale e culturale e l’indagine nei libri gialli non si muove solo sulle tracce dell’assassino, ma punta a smascherare responsabilità collettive e ragioni profonde del crimine.

    Ospite di questo appuntamento è Marcello Fois, scrittore di noir, sceneggiatore per la TV (Distretto di polizia, Crimini) e il cinema (Ilaria Alpi. Il più crudele dei giorni), Marcello Fois ha creato il personaggio dell’avvocato Bustianu. Il suo ultimo romanzo è Nel tempo di mezzo (Einaudi 2012). Introduce Bruno Morchio, curatore del ciclo.

  • Ebook: Google Play, ecco il più grande ebook store italiano

    Ebook: Google Play, ecco il più grande ebook store italiano

    googleLa versione italiana di Google Play apre all’editoria. Il negozio online del più importante motore di ricerca del mondo, scommette sull’Italia per dare il “la” a una vera e propria “primavera digitale”. La società americana ha preso accordi con i maggiori editori italiani (Mondadori, Einaudi, Feltrinelli ecc…) che già  in questi giorni stanno mettendo a disposizione migliaia di titoli per la vendita digitale.

    Che cosa è Google Play? Nato come store per le applicazioni android, a inizio marzo è diventato negozio online a 360 gradi con il lancio negli Usa e in Inghilterra di Play music, per la vendita di musica, Play Movie, per i film, e, appunto, Play Books. In Italia, invece, si è deciso di partire dai libri:  «...l’Italia è il primo Paese non di lingua inglese ad avere i libri sul suo store online», sottolineano da Mountain View.

    I libri acquistati da Google Play vengono conservati online e sono sempre disponibili su quasi tutti i dispositivi di chi li acquista. In parole povere, comprando un libro dal pc di casa si ha la garanzia di poterlo continuare a leggere anche sul proprio smartphone,  tablet o sul computer del lavoro…

    Per quanto riguarda il pagamento, oltre alla tradizionale carta di credito o ricaricabile, Google permette di pagare anche tramite credito telefonico (per ora solo se si è clienti Vodafone).

     

     

  • A viso coperto: il poliziotto-scrittore racconta ultrà e “celerini”

    A viso coperto: il poliziotto-scrittore racconta ultrà e “celerini”

    Un romanzo su “celerini” ed ultrà (in questo caso quelli del Genoa), due schieramenti contrapposti ma alla fine molto meno distanti di quanto si pensi, un pianeta, quello del mondo dei tifosi organizzati, indagato senza pregiudizi da chi indossa la divisa e sta dall’altra parte della barricata ma ha provato, riuscendo nell’intento, a superare le barriere dell’incomunicabilità.

    Parliamo del libro “A viso coperto”, scritto da Riccardo Gazzaniga, 35 anni, genovese di Rivarolo, sovrintendente di Polizia, lavora nel Reparto Mobile di Genova Bolzaneto ed è un delegato sindacale del Silp-Cgil.
    Un poliziotto-narratore che scrive tra un turno di lavoro e l’altro, impegnato in prima linea sul fronte dell’ordine pubblico negli stadi e nelle manifestazioni lungo tutto lo stivale.

    La settimana scorsa, presso il Circolo dei Lettori di Torino, “A viso coperto” ha ottenuto un prestigioso riconoscimento vincendo la venticinquesima edizione del prestigioso premio “Italo Calvino” per autori esordienti.
    La giuria – composta da Renato Barilli, Massimo Carlotto, Fabio Geda, Melania Mazzucco e Giorgio Vasta – ha sottolineato come l’autore sia stato capace di coinvolgere il lettore «Facendolo penetrare negli universi paralleli e poco noti, delle forze dell’ordine e degli ultrà, illustrandoli con una complessa macchina narrativa caratterizzata dalla molteplicità dei punti di vista e da una scrittura asciutta e scorrevole adeguata alla materia, non rifuggendo, coraggiosamente, dal mostrare luci ed ombre di entrambi gli universi».

    «A viso coperto è il testo che più penetra nel corpo sociale, affrontando con acutezza e non comune capacità narrativa il mondo distopico e marginale degli ultrà, in perenne lotta con le forze dell’ordine, o forse semplicemente con un “ordine” sentito comunque come oppressivo», sottolinea il Comitato di lettura.

    Un importante successo per il poliziotto-scrittore non nuovo a premi letterari e riconoscimenti, ha vinto il premio “Orme Gialle”, per due volte è stato finalista al Mystfest – Gran Giallo città di Cattolica, la maggior rassegna italiana dedicata ai gialli inediti. Ha scritto un romanzo di vampiri segnalato al Calvino 2011.

    “A viso coperto” per il momento è un manoscritto ma la speranza dell’autore grazie al premio ricevuto e all’interesse suscitato in diversi editori – è che possa diventare un libro a tutti gli effetti.

    La trama narra di un conflitto fra un gruppo immaginario di tifosi e la Polizia che scaturisce da un fatto banale e cresce, fino ad avere una conseguenza drammatica. «Ho scelto un’impostazione corale, senza un unico protagonista, ma con molti attori principali per offrire la massima varietà di punti di vista e situazioni – spiega l’autore – Il nodo fondamentale del racconto è il rapporto dei personaggi con due elementi centrali: la violenza e la fede ai propri principi. Tutti i protagonisti affrontano la violenza che fa parte delle loro vite per scelta o per lavoro. Tutti quanti ne verranno segnati in modo indelebile e dovranno decidere se restare fedeli ai propri valori e a quale prezzo. Qualcuno tradirà il suo ruolo, i compagni o i colleghi, qualcuno resterà coerente sino in fondo con la propria visione della vita».

    La sua esperienza come poliziotto impegnato nella gestione dell’ordine pubblico negli stadi quanto ha influito nella realizzazione del testo?

    «La mia esperienza operativa è stata decisiva per l’ideazione e la stesura del romanzo – racconta Riccardo GazzanigaConoscendo da dentro un certo tipo di universo, ho pensato di poter raccontare l’ordine pubblico sotto una prospettiva nuova e inedita per i lettori. Il libro infatti è incentrato principalmente sul fenomeno stadio, ma affronta anche altre tematiche legate alle manifestazioni di piazza e all’impiego della Polizia in questi contesti. Sfiora anche l’argomento G8, seppur indirettamente. Le vicende sono ambientate nel 2011, ma l’ombra del 2001 aleggia sui personaggi e li condiziona».

    Cosa ne pensa di chi, giovani soprattutto, trova nella fede calcistica una valvola di sfogo, che spesso, purtroppo, si trasforma in una sorta di fondamentalismo laico a difesa di valori e principi ormai distanti dall’attuale sistema del calcio italiano (e dello sport in generale)?

    «Credo che il fenomeno ultras sia un fenomeno complesso – spiega Gazzaniga – A volte si commette l’errore di etichettarlo velocemente come “delinquenza” ma io trovo questa visione riduttiva. Ovvio, esistono atti delinquenziali e vanno stigmatizzati e perseguiti, ma bisogna prendere atto che la violenza nelle manifestazioni con atleti esiste da secoli e in ogni parte del mondo e finisce per coinvolgere non solo “delinquenti” ma anche persone che in altri contesti non compierebbero reati».

    «L’aspetto più interessante, a mio giudizio, quello che andrebbe scandagliato, sono le dinamiche di gruppo che conducono a certi atti violentisottolinea l’autore di “A viso coperto” – C’è un condizionamento che il gruppo offre già per la sua stessa natura di “massa”. Ma il gruppo fornisce anche una serie di valori già confezionati, semplici ma chiari, facili da accettare acriticamente come, appunto, un “fondamentalismo laico”».

    «Il gruppo è una scorciatoia per essere visibili, per non essere solo spettatori, ma condizionare gli eventi – continua Gazzaniga – Il gruppo dà un’identità a chi altrimenti resterebbe anonimo. Non a caso, alcuni dei miei personaggi cercano di trovare nel gruppo un riscatto a un’esistenza da comprimari. La scelta di appartenere a un gruppo può diventare un tentativo (spesso sbagliato) di riscatto, un modo per sottrarsi a regole vissute come oppressive».

    «Secondo me tali aspetti andrebbero analizzati e conosciuti in modo profondo per comprenderne la portata e trovarvi soluzioni – spiega ancora GazzanigaCredo invece che essi siano stati spesso ignorati o ridotti a mero problema di ordine pubblico, perché a volte è più semplice dare etichette che scavare a fondo».

    «Lo stesso è avvenuto per la Polizia – conclude l’autore di “A viso coperto” – Pensi al G8 2001: si sono evidenziati i nostri errori e le condotte aberranti di alcuni, ma non ci si è davvero chiesto cosa, chi e quali dinamiche di gruppo e gestionali abbiano portato a quegli eventi. E’ stato più facile dipingere i poliziotti dei Reparti Mobili come schegge impazzite piuttosto che provare a capire cosa sta dentro i caschi blu che la gente vede in piazza o allo stadio. Nel mio libro, io ho provato a farlo».

     

    Matteo Quadrone

  • La Feltrinelli: gli eventi in programma nel mese di maggio

    La Feltrinelli: gli eventi in programma nel mese di maggio

    Libri ScaffaleMartedì 8 maggio

    ore 18  LA SEGRETA CAUSA DI MARIA MASELLA
    Di ritorno da un corso di aggiornamento, durato alcuni giorni, una donna trova il marito ucciso… Il commissario incaricato delle indagini si confronta con lei, in ripetuti incontri-scontri, cercando di far luce sul delitto. L’indagine diventa così una dialogo a due voci fra la moglie e il commissario, in un lungo percorso per appropriarsi della verità. È la nuova avventura del Commissario Mariani di Maria Masella, La segreta causa (Frilli Editore), che questa sera l’autrice presenta insieme a Riccardo Sedini (Giallomania).

    Giovedì 10 maggio

    ore 18 INCONTRO CON DEBORA VILLA
    Eccole qua le donne, confuse e felici, a scontare ancora il senso di colpa di Eva, la prima sfigata della Storia. Sopravvissute a Platone e Aristotele, che non riconoscevano loro neanche una qualità, alla favola del principe azzurro e perfino allamoda kamikaze dei pantaloni a vita bassa, arrivano fino a oggi, in un mondo dove non v’è più certezza, ovvero dove nessuno sa più chi deve fare cosa e soprattutto come. Debora Villa presenta Donne che corrono dietro ai lupi (Cairo). Uomini, mettetevi comodi! Intervengono Rafael Didoni, Francesca Micardi e Alessandra Torre.

    Venerdì 11 maggio

    ore 17.30 UN POMERIGGIO ALL’OPERA

    Nuovo incontro per il ciclo Appuntamento all’opera, collaborazione fra il Carlo Felice e la Feltrinelli di Genova. In questa occasione si parla di Cavalleria Rusticana, successo tanto esplosivo quanto inaspettato, sin dai tempi della prima rappresentazione, anche per lo stesso compositore Pietro Mascagni e che oggi vediamo per la regia di Andrea Camilleri e la realizzazione registica di Rocco Martelliti. Venerdì 11 insieme al consulente editoriale del Carlo Felice, Massimo Pastorelli, se ne parla con Rocco Martelliti, anche regista di Che fine ha fatto la piccola Irene (che in questaedizione sostituisce Pagliacci) e con Maria Dragoni, interprete della Signora Laura Spoto e Giovanna Casolla, interprete di Santuzza. Per i possessori Carta Più riduzioni sul biglietto.

    Lunedì 14 maggio

    ore 18  L’EUTANASIA DI UN POTERE DI MARCO DAMILANO
    Oggi, a vent’anni dall’inizio di Mani Pulite, è possibile finalmente provare a scrivere la storia politica della Prima Repubblica, di quella classe dirigente e della sua rovina. Lo fa MarcoDamilano, nel suo Eutanasia di un potere (Laterza), ripercorrendo le scelte dei protagonisti dell’epoca, da Craxi ad Andreotti, cogliendo le voci dei testimoni, da Antonio Di Pietro a Carlo De Benedetti. E ancora i giornali, le trasmissioni, i film, la satira, le canzoni che accompagnarono la rivolta; gli eroi, ibarbari, i suicidi, i gattopardi.Per capireperché la rivoluzione giudiziaria non sia stata accompagnata da un vero cambiamento politico e morale. Questa sera l’autore ce ne parla con Umberto La Rocca,direttore de Il Secolo XIX, Roberta Pinotti, senatrice PD e Luigi Zanda, vice Presidente Senatori PD.

    Martedì 15 maggio
    ore 18 UFFICIO DI SCOLLOCAMENTO
    Il primo Ufficio di Scollocamento è nato all’inizio del 2012 da un’idea degli autori di questo libro, Paolo Ermani e Simone Perotti (già autore di
    AdessoBasta): il lavoratore infelice e frustrato, che si sente un estraneo in gabbia, è anche poco produttivo, quindi aiutarlo a scollocarsi è un vantaggio per la collettività e un’occasione per lapersona, perchè cambiare rotta è indispensabile e urgente.I ntervengono gli autori

    Mercoledì 16 maggio
    ore 18  ACCANIMENTO DI STATO
    Eutanasia e accanimento terapeutico: in Italia resistenze culturali e religiose da una parte e convenienze politiche dall’altra fanno sì che la gestione di un evento che riguarda 600.000 persone all’anno, e, in ultima istanza, tutti, sia lasciata nell’incertezza e nell’ipocrisia. In Accanimento di Stato. Perché in Italia oggi è difficile anche morire, (Piemme) Paolo Cornaglia Ferraris, autore del bestseller Camici e pigiami,
    affronta la questione del rapporto tra Stato e cittadino di fronte alla morte, con interventi di Eugenio Scalfari, Umberto Veronesi e IgnazioMarino.

    Giovedì 17 maggio
    ore 18  BODY & SOUL DI MICHEL PETRUCCIANI
    Quando mi siedo alla tastiera mi sento libero come l’aria ha detto una volta Michel Petrucciani, il gigante alto unmetro e due centimetri che,
    grazie alla magia della musica, è uscito dalla gabbia del suo corpo di cristallo, fragile e malato, riuscend oa vivere più intensamentedi tanti normali. Michel Petrucciani – Body and Soul (Feltrinelli Real Cinema) è la favola di un uomo che con la forza del suo sorriso ha incantato papi e
    capi di stato, oltre a milioni di appassionati in ogni angolo del mondo; è la (troppo) breve storia di un musicista che ha vissuto ogni nota come
    fosse la più importante. Guido Festinese e PaoloBattifora introducono alla visione di alcuni estratti e contenuti speciali del film.

    Venerdì 18 maggio
    ore 18 UN PALCO PER L’OVRA
    Dal campione di pugilato Primo Carnera al commediografo Giovacchino Forzano, dallo scrittore e regista Mario Soldati al poeta Filippo Tommaso Marinetti, dal tenore Beniamino Gigli al giornalista Leo Longanesi, dall’attrice Elsa Merlini all’attore Osvaldo Valenti. Il rapporto fra il mondo della cultura e dello spettacolo e i più efficaci organismi repressivi del regime fascista, la polizia politica, conosciuta come Ovra, e il ministero della Cultura popolare, conosciuto come Minculpop, è il tema del nuovo libro dello storico del fascismo Sandro Antonini, Un palco per l’Ovra (De Ferrari).

    Lunedì 21 maggio
    ore 18 MARIO MONTI: C’ERAVAMO TANTO ILLUSI
    Senza dubbio il ritorno alla civiltà delle buone maniere dopo tanta sguaiataggine risulta un bel salto di qualità. Purtroppo si tratta semplicemente di far digerire all’intera societàuna curada cavallo che colpisce i deboli e gli indifesi; senza toccare minimamente il sistema dei privilegi che ha succhiato ogni linfa vitale dal corpo anemizzato del Paese. È la tesi di Pierfranco Pellizzetti nel suo Ci eravamo tanto illusi (Aliberti), che nella seratadel 21 l’autore presenta insieme al giornalista Ferruccio Sansa.

    Martedì 22 maggio
    ore 18 LA BUONA NOVELLA DI DON ANDREA GALLO
    Negli ultimi mesi si sta diffondendo un po’ ovunque una grande paura, per questa crisi inarrestabile, per l’incalzante mancanza di lavoro, e quindi per il futuro dei nostri giovani. Ma non dobbiamo farci prendere dal panico: la strada verso la soluzione c’è, ed è alla portata di tutti, anche se difficile da praticare. L’amatissimo prete del marciapiede ci prende permano e ci mostra la via, ci incoraggia, ci esorta a non arrenderci: è proprio questo aspetto concreto, pratico, tenace a far sì che il Don non sia un semplice Maestro, ma un vero Testimone. Perché alla fine, Dio non ci chiederà se siamo stati credenti, ma se siamo stati credibili. È La BuonaNovella (Aliberti), di don Andrea Gallo, la sera del 22 ospite insieme a Franco Monteverde (caporedattore la Repubblica, Genova).

    Mercoledì 23 maggio
    ore 18  LE MILLEVITE RACCONTATE DA SILVIA DI NATALE
    Uno zaino sulle spalle, sei mesi davanti e un intero paese da esplorare, la Colombia. Fra strade dissestate e carretteras infangate, colline coltivate a caffè, campi di coca, fiumi in piena e pendii a precipizio, Silvia Di Natalemette insieme una geografia multiforme intrecciando la storia dei luoghi con quella dei mille volti, delle Millevite (Feltrinelli) che incontra lungo il suo cammino. Folgorante libro di viaggio, ma anche riflessione sul senso del viaggiare, la sera del 23 maggio l’autrice presenta il suo libro insieme alla giornalista Silvia Neonato.

    Giovedì 24 maggio
    ore 18 LA TERRA ROSSA
    Un paese senza nome di quella parte di Calabria lambita dal fiume Petrace e battuta dallo scirocco che rende folli gli uomini. Terra
    Rossa (Rubettino), di Santo Gioffrè, racconta gli anni della breve vita di don Ciccio d’Alessandro (1890-1935), nobile e riccomedico, le cui azioni renderanno tragiche le esistenze di coloro che userà quasi fossero strumenti in suo possesso. E poi c’è la ‘ndrangheta che finisce di avvelenare una società impietrita da meccanismi di millenaria iniquità, congegnati per dare sempre più privilegi a chi già li ha. Nella serata del 24 l’autore è ospite insieme a Rita Rotella. In collaborazione con Associazione Città del Sole.
    Venerdì 25 maggio
    ore 18 L’ULTIMO ROMANTICO: MARIO VENUTI LIVE
    Romantico è chi reagisce alla razionalità con l’emotività, la fantasia e l’immaginazione. Il romantico cerca l’infinito, il desiderio del desiderio, lo slanci verso l’Assoluto, la spinta ad oltrepassare i limiti della realtà.” L’ultimo romantico (Sony) è il titolo del nuovo album di Mario Venuti
    che  suona alcuni brani dal vivo e incontra il pubblico.

    Lunedì 28 maggio

    ore 17.30 LETTORI CERCASI

    Un nuovo appuntamento per il gruppo di lettura Feltrinelli-Teatro della Tosse. Questo mese si legge Sostiene Pereira di Antonio Tabucchi. Con Luigi Surdich (Università di Genova), Pietro Fabbri e i lettori a voce alta del gruppo di lettura.

    Martedì 29 maggio
    ore 18  LA FILOSOFIA E LA VITA SECONDO GIULIO SEVERINO
    In costante colloquio con i grandi classici del pensiero occidentale, la riflessione filosofica di Giulio Severino si distingue per l’originale capacità
    di coniugare l’esame filologico e analitico dei testi con l’impegno teoretico, ponendo in dialogo le dottrine del passato con i problemi del nostro tempo. Francesca Michelini e Roberto Morano, curatori del volume La filosofia e la vita (Morcelliana)  ne parlano insieme a PaoloBecchi, docentedi Filosofia del Diritto all’università di Genova e al giornalista Giuliano Galletta.

    Mercoledì 30 maggio
    ore 18  SONOHRA LIVE
    La storia parte da qui (Sony) è il nuovo album dei Sonohra, Luca e Diego Fainello, i due fratelli di Verona, vincitori dell’edizione 2008 del Festival di Sanremo nella categoria Giovani. Oggi sono cresciuti e così descrivono
    il loro primo singolo Si chiama libertà, contenuto nell’album: “La vita è un viaggio e la musica, nostra compagna fedele, le dà forma. Crescere prevede questo: nuovi orizzonti, la scoperta di nuove città, di nuove visioni e la conquista della libertà”.

    Giovedì 31 maggio
    ore 18  AUTODIFESA FINANZIARIA
    Autodifesa Finanziaria. Arrivare a finemese e vivere felici (Sagep) è il manuale di sopravvivenza dal quale apprendere le informazioni
    utili e pratiche per gestire la nostra personale relazione quotidiana col denaro. Oggi l’autore, Fabrizio Tubertini, è  ospite per spiegare ciò che serve quando si decide di comprare casa, di fare un investimento, di aprire un conto corrente o di pianificare il futuro finanziario nostro e dei nostri figli. Una volta appresi i rudimenti, è possibile approfondire argomenti più sofisticati, ma sempre in chiave semplificata e divertente, emuovere i primi passi verso una piena responsabilizzazione nei confronti del denaro.

    Tutti gli eventi sono a ingresso libero

     

  • L’Atlante delle migrazioni, una lettura oggettiva dei fenomeni migratori internazionali

    L’Atlante delle migrazioni, una lettura oggettiva dei fenomeni migratori internazionali

    Occhi sul mondoE’ uscito il 26 aprile l’ “Atlante delle migrazioni“, un’opera completa di ricerca sulle migrazioni del nostro tempo, a cura di Cathreine Wihtol de Wenden, direttrice di ricerca al CNRS – Centre National de Recherche Scientifique di Francia –  ed una delle più grandi esperte mondiali sul tema. Una competenza così riconosciuta che le ha permesso di collaborare con le massime istituzioni internazionali, dalla Commissione Europea al OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e la Sicurezza in Europa), passando per il Consiglio d’Europa e l’UNHCR (Agenzia delle Nazione Unite per i Rifugiati).

    Genova ha avuto il piacere di ospitare Mme de Wenden in occasione dell’ultima edizione de La Storia in Piazza dove la ricercatrice ha illustrato i risultati dei suoi anni di ricerca sul tema delle migrazioni, sfatando facili pregiudizi e convinzioni e offrendo agli uditori nuove chiavi di lettura sulle mobilità umane che si verificano ovunque sul pianeta.

    In primo luogo, Mme de Wenden ha sottolineato come, a livello puramente statistico, le migrazioni internazionali non possono essere considerate un fenomeno maggioritario: attualmente infatti sono circa 220 milioni gli esseri umani interessati da spostamenti interstatali o intercontinentali, circa il 3% della popolazione totale del pianeta.

    Molti di più sono invece i migranti interni, che si spostano all’interno della loro nazione di appartenenza: circa 740 milioni di persone. La Cina è senza dubbio uno dei paesi che negli ultimi decenni è stata caratterizzata da imponenti spostamenti, specialmente dalle campagne verso le città. Spesso i flussi migratori hanno subito un processo di regionalizzazione, interessando aree specifiche e creando sistemi quasi “binari”: è il caso delle migrazioni dall’America Latina verso Stati Uniti e Canada, dai paesi della sponda sud del Mediterraneo verso l’Europa e dalle ex repubbliche sovietiche dell’Asia Centrale verso la Federazione russa.

    Negli ultimi decenni si è inoltre assistito alla nascita di una nuova categoria di migranti, i cosiddetti “rifugiati ambientali”: circa 40 milioni di persone in fuga da eventi climatici catastrofici sempre più frequenti. Non si possono non ricordare le terribili siccità che colpiscono ormai ciclicamente  il Corno d’Africa (il caso della Somalia, molto recente, ha causato  135.000 nuovi sfollati) e la nuova crisi, ancora non del tutto esplosa nella sua gravità, del Sahel (Mauritania, Mali, Ciad, Niger e Burkina Faso sono i paesi maggiormente a rischio, con un numero tra 8 e 14 milioni di persone potenzialmente vittime della carestia). Ma anche la potenza statunitense ha contato i suoi sfollati climatici in occasione dell’uragano Katrina che ha colpito nel 2005 la città di New Orleans e gli stati meridionali, causando una diaspora e una redistribuzione di circa un milione di persone. La natura non fa sconti geografici anche se, e la tragedia americana l’ha sottolineato nella sua crudeltà, i poveri ne fanno le spese molto più facilmente.

    Nonostante questi numeri importanti, la legittimità della tematica della migrazione nei grandi centri decisionali mondiali è ancora debole e a livello di politiche internazionali concertate vige una situazione da “far west”. La Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, all’articolo 13 comma 2, sancisce il diritto di uscita ma non quello di entrata: “Ogni individuo ha diritto di lasciare qualsiasi Paese, incluso il proprio, e di ritornare nel proprio Paese”. Una mancanza consapevole del legislatore internazionale?

    La Convenzione ONU sulla protezione dei diritti dei lavoratori migranti, tra cui gli irregolari, del 1990 è stata ratificata soltanto da 44 paesi, per lo più del Sud del mondo, a sottolineare la perpetua ipocrisia di nazioni che si ergono a faro dell’umanesimo globale (ad oggi nessuno dei 27 stati dell’Unione ha ratificato la Convenzione). L’Europa sprofonda invece in una serie di accordi bilaterali frutto di una teatralizzazione del fenomeno migratorio, volta a garantirsi il consenso popolare, da parte dei governi nazionali.

    In quest’ottica Mme de Wenden ha concluso il suo intervento sottolineando come il diritto alla mobilità sia un fattore essenziale di sviluppo umano, in primo luogo a livello economico: il flusso monetario delle rimesse annuali ammonta a 350 miliardi di dollari, una cifra tre volte superiore agli aiuti allo sviluppo. La mobilità inoltre incentiva e promuove l’educazione a livello planetario, soprattutto quando ragazzi e studenti si spostano per accrescere le proprie competenze da reinvestire poi nelle nazioni d’origine.

    La migrazione dovrebbe essere dunque riconosciuta come un bene pubblico mondiale da cui traggono giovamento non solo i soggetti migranti ma molto spesso anche le società d’arrivo. Le quali continuano a rinnovarsi, crescere e cambiare anche grazie alla continua ibridazione che si verifica grazie all’apporto degli immigrati. Non si tratta solo di scambi monetari o di capitale umano ma di incontri, e scontri anche, tra umanità che hanno sempre caratterizzato la storia dell’uomo. E mai come oggi ci sono strumenti potenzialmente ottimali per affrontare questi processi.

    Questo e molto, molto altro è spiegato nell’Atlante delle Migrazioni: uno strumento importante per non lasciarsi trasportare dalle facili dicerie che tanto male hanno fatto, e continuano a fare, alle nostre società.

    Antonino Ferrara

     

  • Donne resistenti: un libro per ricordare il contributo delle partigiane

    Donne resistenti: un libro per ricordare il contributo delle partigiane

    La Resistenza attraversa le vite di migliaia e migliaia di donne, ragazze e bambine, nell’Italia occupata tra l’8 settembre del ’43 e la Liberazione. E non solo, le segna e le trasforma, anche più di quanto loro stesse non abbiano voluto ammettere e ricordare, sul filo dei decenni.
    La storia si è facilmente dimenticata di queste eroine e anch’esse, in gran parte, hanno scelto il silenzio. In Liguria – dove il ruolo delle donne nella lotta partigiana è stato fondamentale – è accaduto forse più che altrove.

    Oggi è tempo di ridare loro voce tra memoria e futuro, ci prova Donatella Alfonso, genovese, giornalista de “La Repubblica” con un libro intitolato “Ci chiamavano Libertà: partigiane e resistenti in Liguria 1943-1945”, edito da De Ferrari, con prefazione di Lidia Menapace, presentato ieri nella Sala del Munizioniere di Palazzo Ducale.
    Parliamo delle ultime protagoniste della Resistenza, testimoni viventi che con il passare del tempo diminuiscono sempre più, “donne resistenti” che hanno deciso di contribuire in prima persona, consapevolmente o meno, alla Lotta di Liberazione. Massaie, operaie, donne del popolo o intellettuali, un universo variegato che comprende staffette e partigiane, chi forniva conforto e medicava i feriti, in ogni modo combattenti alla pari degli uomini ma spesso rimaste nell’ombra, relegate a comprimarie della storia quando invece sono state protagoniste cruciali in quella che rimane la più alta e nobile esperienza di lotta per riaffermare i diritti democratici nel nostro Paese.

    «La prima risposta da dare è se la Resistenza sia stata soprattutto un fatto militare – sottolinea Lidia Menapace – Secondo me no. La Resistenza anche quando è armata non è militare perché non è organizzata secondo criteri gerarchici e uniformi, bensì politici e di coscienza: nella Resistenza nessuno può ordinarti di fare una cosa che non vuoi fare, che non condividi, di cui non vedi l’utilità politica e la valenza morale. Prendi su la tua coperta, gli scarponi di ricambio, il fucile se ce l’hai e hai deciso di averlo e vai a cercarti una formazione che corrisponda ai tuoi ideali».

    «Come donne nessuno ci ha regalato niente», ha detto una volta Miriam Mafai, forse la frase più consona per ricordare il temperamento di questa giornalista e scrittrice, attiva nell’opposizione al fascismo e nella Resistenza, scomparsa il 9 aprile scorso. In occasione dei suoi 80 anni, la stessa Miriam Mafai affermò «Alle giovani dico sempre  di non abbassare la guardia, non si sa mai. Le conquiste delle donne sono ancora troppo recenti».

     

    Matteo Quadrone

  • Zagreb: a Booksin presentazione del libro di Arturo Robertazzi

    Zagreb: a Booksin presentazione del libro di Arturo Robertazzi

    zagrebMartedì 24 aprile 2012 alle 18 la libreria Booksin (vico del Fieno) ospita la presentazione di Zagreb, romanzo di Arturo Robertazzi pubblicato nel maggio 2011 dalla casa editrice Aisara.

    Insieme all’autore ne parlano Francesco Cascione e Chiara Daino.

    Questo il sunto del libro: “Mentre fuori divampa la guerra, in una fabbrica abbandonata e trasformata in un lager, un luogo in cui ogni cosa sembra aver perso il suo significato, uomini logorati dall’odio di uno scontro fratricida hanno perso la loro umanità e trascinano la propria esistenza verso un vortice di morte e distruzione. Un incontro inatteso, l’eco di un legame mai dimenticato sembra deviare il corso inesorabile del destino. Fra la devastazione e le macerie, la memoria di un tempo passato in cui la convivenza era possibile illumina il presente e svela l’orrore della guerra, l’orrore di ogni guerra“.

    Durante l’incontro si parlerà anche del progetto eZagreb, nuova versione digitale del romanzo in cui alla narrazione sarà accostato un viaggio nella tragedia delle Guerre Jugoslave attraverso mappe, immagini, note al testo, documenti video, articoli di giornale dell’epoca e atti ufficiali del Tribunale Internazionale per la ex-Jugoslavia.

  • Books on stage: Eleonora D’Urso interpreta una lettura di Enzo Biagi

    Books on stage: Eleonora D’Urso interpreta una lettura di Enzo Biagi

    Enzo BiagiVenerdì 20 aprile  presso la Sala Piccola del Teatro della Gioventù si tiene un nuovo appuntamento con Books on stage, la rassegna che tenta di riavvicinare il pubblico alle letture e alle opere di grandi autori e cultori della lingua italiana, come Achille Campanile, Enzo Biagi, Giorgio Bocca, Enrico Berlinguer.

    Fino al 27 aprile protagonista è Eleonora d’Urso, che legge e interpreta “Lettera d’amore a una ragazza di una volta” di Enzo Biagi; un lungo e appassionato scritto rivolto alla moglie Lucia in cui Biagi racconta la propria vita di giornalista ma, prima ancora, di uomo. Le parole rivolte alla compagna scomparsa si trasformano in una dolce e commossa rievocazione del tempo perduto, di anni lontani in cui il futuro brillava davanti a entrambi, in cui tutto appariva possibile. Il nascere dell’amore nell’Italia del secondo conflitto mondiale, le prime esperienze professionali, l’approdo a Milano, la chiamata alla RAI, il lavoro nei grandi giornali… E poi gli amici (uno per tutti: Federico Fellini), i genitori, Pianaccio – il paese natale quasi fuori dal tempo – i viaggi, gli incontri, i potenti e la gente comune. Sessantadue anni di vita schiva, lontana, per scelta di entrambi, dai salotti alla moda.

    Voce Recitante: Eleonora d’Urso – Messa in scena: Massimo Chiesa – Luci e allestimento scenico: Danilo Raja

    Prima: venerdì 20 aprile 2012 ore 19

    Repliche: sabato 21 aprile ore 21, domenica 22 aprile  ore 16, mercoledì 25 aprile  ore 16, giovedì 26 aprile ore 21, venerdì 27 aprile  ore 19

     Fotografo: FOTOGRAMMA

  • Montale i topi gli amori e gli ebook: incontro a Books in the Casba

    Montale i topi gli amori e gli ebook: incontro a Books in the Casba

    books in the casba via preGiovedì 19 aprile alle ore 17.30 la defunta libreria Books in the the Casba (via Pre 137-139r) si apre ancora una volta alla poesia e letteratura, per un incontro dedicato ai testi digitali. Montale, i topi, gli amori e gli ebook è il titolo del reading-perfomance del poeta e scrittore Francesco Forlani, introdotto dalla cover band montaliana U geene & the occasions, che presenta l’abbonamento a se stesso, con reading tratto dal suo libro elettronico ‘Turning doors – la Veranda di Montale‘. Primo e-book della collana “Abbonamento allo scrittore” della casa editrice genovese Quintadicopertina, “Turning Doors” è romanzo ambientato in una città invasa dai topi, sulle orme di Clizia e del suo rapporto con il poeta genovese.

    In una libreria abbandonata si leggeranno libri immateriali, ma che sarà possibile avere grazie a t-shirt poetiche con QR-code incluso (a cura di Magliette Fresche). Apripista dell’evento è il laboratorio defunto bib(h)icante, trasformato per una sera in U geene & the occasions, una cover band montaliana che darà vita alla giocosa performance-omaggio “cercasi clizia disperatamente”.

    L’autore
    Francesco Forlani, nato a Caserta nel 1967, a sette mesi, vive tra Parigi e Torino. Ha collaborato e collabora a riviste come “Baldus” (Milano), “Atelier du Roman” (Parigi), “News from the Republic of letters” (Boston) “Reportage”; è stato direttore artistico, dal 1995 al 2000, del magazine “Paso Doble” (Parigi); attualmente dirige la rivista letteraria “Sud”. Ha pubblicato diversi libri, in francese e in italiano: “Autoreverse”, Edizioni Ancora del mediterraneo. “Métromorphoses”, Ed. Nicolas Philippe, 2002; “Manhattan Experiment”, “Il manifesto del comunista dandy”, “Blu di Prussia”, con le Edizioni La Camera Verde di Roma. Traduttore dal francese, di diversi autori fra cui Fernando Arrabal, Lakis Proguidis, François Taillandier, Philippe Muray, Louis Ferdinand Cèline, Blaise Cendrars, ha tradotto con Alessandra Mosca, “L’insegnamento dell’ignoranza”, di Jean-Claude Michèa, Edizioni Metauro, 2005. Presente in Rete come redattore del più im¬por¬tante blog letterario, “Nazione Indiana”. Poeta, cabarettista e performer, è autore insieme a Sacha Ricci e Sergio Trapani dell’operetta “Do you remember revolution”, vincitrice nel maggio 2004 del festival multimediale “Norapolis” di Metz. Ha portato in scena (Torino, Milano, Bologna, Napoli, Caserta, Lerici) l’operetta “Patrioska” ed è in corso di preparazione il nuovo spettacolo, “Cave canem”. Ha da poco pubblicato il suo penultimo romanzo, “Chiunque cerca chiunque”, senza editori e con tiratura limitata di 200 copie. Conduttore insieme a Marco Fedele del programma radiofonico, “Cocina Clandestina” fa parte della nazionale scrittori “Osvaldo Soriano Football Club” (maglia numero sedici) di cui è uscita nel giugno 2010 l’antologia , “Era l’anno dei mondiali”, (Rizzoli-Corriere della Sera)

    U geene & the occasions, già collettivo defunto Bib(h)icante, sono Paola Malaspina, Donald Datti, Fabrizio Venerandi e Gianluca Seimandi. Attivi dal 1999 sono specializzati in letture polivocali dal vivo. Hanno anche letto al Museo di Arte Contemporanea di Villa Croce, al Foyer del Teatro della Tosse, al Teatro Duse, alla Biennale di Venezia, al festival di poesia d’Alta Quota.

  • Lettura collettiva: porta anche tu un libro a Falso Demetrio

    Lettura collettiva: porta anche tu un libro a Falso Demetrio

    Giovedì 5 aprile 2012 dalle 18 alle 20 circa parte una nuova iniziativa a cura della libreria Falso Demetrio, aperta pochi mesi fa in pieno centro storico, a metà di via San Bernardo.

    Il progetto si chiama Lettura collettiva e invita chiunque lo desideri a “portare uno o più libri da leggere e condividere con gli altri”.

    Un’idea molto interessante per chiunque ami la lettura e voglia approcciarsi a un modo nuovo di stringere contatti e scoprire nuovi titoli da aggiungere alla propria libreria.

    Marta Traverso

  • La distanza necessaria: presentazione del libro di Emilia Marasco

    La distanza necessaria: presentazione del libro di Emilia Marasco

    Palazzo DucaleLunedì 2 aprile 2012 alle 17.30 si svolgerà presso la Sala del Minor Consiglio di Palazzo Ducale la presentazione del nuovo romanzo di Emilia Marasco, La distanza necessaria (Il Canneto Editore).

    Presenteranno il libro Cesare Viel, Silvio Ferrari e Nicolò De Mari. Letture di Enrico Campanati. Coordina l’evento Claudia Priano.

    La presentazione è a ingresso libero.

  • Disimparare l’arte: presentazione del libro di Serena Giordano

    Disimparare l’arte: presentazione del libro di Serena Giordano

    Arte messicanaGiovedì 29 marzo 2012 alle 17.00 la Sala Conferenze dell’Accademia Ligustica di Belle Arti ospita la presentazione del libro Disimparare l’arte. Manuale di antididattica di Serena Giordano. Nata a Milano e residente da molti anni a Genova, l’autrice si occupa di produzione artistica e arti applicate e dal 1999 è docente di Arti visive presso la facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Genova.

    Insieme all’autrice intervengono Matteo Fochessati (curatore Wolfsoniana), Taina Rajanti (research manager Department of Art, Università di Pori, Finlandia) e Cesare Viel (artista e docente dell’Accademia di Belle Arti).

    Questo l’abstract del libro:

    Perché di fronte alle “immortali” opere d’arte del passato il pubblico comune nutre sentimenti di deferenza? E perché in quello stesso pubblico gli “incomprensibili” capolavori contemporanei suscitano invece diffidenza? Dalla prima infanzia all’età adulta, lo spettatore si sente sempre giudicato dall’arte: a partire dalla scuola, che utilizza l’espressione creativa come indicatore dello sviluppo cognitivo o persino morale del bambino, per giungere al museo, in cui bambini e adulti sono spesso vittime di un’ossessione per l’assistenza e la cura. Analizzando le cause del difficile rapporto tra pubblico e prodotto artistico, l’autrice discute le tendenze più in voga nella didattica dell’arte e suggerisce una via alternativa alla pedagogia corrente, che avvilisce spesso la voglia di informarsi, di sapere e, perché no, di fare arte.

     

  • La libertà delle donne: il femminismo moralista alla Feltrinelli

    La libertà delle donne: il femminismo moralista alla Feltrinelli

    la libertà delle donne di valeria ottonelliLa libertà delle donne è il titolo del saggio di Valeria Ottonelli che viene presentato questo pomeriggio (ore 18) alla libreria Feltrinelli di via Ceccardi. Il libro analizza un fenomeno che l’autrice definisce femminismo moralista, ossia – come recita la sinossi del libro – “una posizione culturale e politica che, nel nome della libertà delle donne e della loro “dignità”, assume un atteggiamento sostanzialmente censorio, nei confronti degli uomini ma anche e soprattutto delle donne stesse. Secondo questo tipo di femminismo la liberazione delle donne deve avvenire attraverso una trasformazione intima di tutti i membri della società, che possa condurre ciascuno a capire quali sono i veri valori, il vero bene, il vero uso del proprio corpo, della propria sessualità e dei propri talenti. Nel fare questo si appella a un orizzonte simbolico e valoriale che è sostanzialmente conservatore e impone modelli di vita e di società che sono sostanzialmente rivisitazioni in chiave laica di vecchi miti familisti, religiosi e tradizionalisti”.

    Il libro è edito dalla casa editrice Melangolo. Lo presenta l’autrice insieme alle giornaliste Silvia Neonato, Giulietta Ruggeri e Paola Tavella.

     

  • Genova città del noir: bookcrossing a Palazzo Ducale

    Genova città del noir: bookcrossing a Palazzo Ducale

    libri ambienteA partire dal 20 marzo e per tutta la primavera alcuni fra i più importanti autori noir italiani saranno a Palazzo Ducale per il ciclo di incontri Le città del noir a cura dello scrittore genovese Bruno Morchio.

    In vista di questa serie di appuntamenti, chiunque è appassionato di questo genere letterario è invitato a partire da oggi (giovedì 8 marzo, ndr) a un bookcrossing di romanzi noir a cura della Fondazione Cultura. Si potranno consegnare i libri alla biglietteria di Palazzo Ducale tutti i giorni dalle 9 alle 18.

    Marta Traverso