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  • #EraOnTheRoad alla scoperta delle botteghe storiche genovesi: lo storify del tour

    #EraOnTheRoad alla scoperta delle botteghe storiche genovesi: lo storify del tour

    botteghe-storiche-genovaNon solo Rolli Days nel weekend genovese. Oltre alle visite guidate ai palazzi che hanno fatto la storia della nostra città e all’ormai consueto appuntamento con il campionato mondiale di pesto al mortaio, un gustoso antipasto delle tipicità della nostra tradizione è stato servito questa mattina con un tour guidato alla scoperta delle botteghe storiche di Genova. Si è trattato di un evento di per sé riservato alla stampa nazionale, pensato soprattutto per far conoscere Genova fuori dai confini liguri, all’interno di una tre giorni “promozionale” molto articolata, ma è un’occasione che Era Superba non si è voluta far scappare per conoscere più da vicino alcune delle piccole, grandi eccellenze della nostra tradizione, che magari incrociamo tutti i giorni sul nostro cammino ma di cui non siamo pienamente consapevoli.

    botteghe-storiche-genova-barbiere-caprettariParliamo di botteghe che hanno sede in edifici antichi, inseriti nel tessuto del centro storico, con architetture, arredi, attrezzature e documenti d’epoca, che testimoniano attività dal sapore antico ma sempre apprezzate.
    A Genova, per preservare questo autentico patrimonio, è stato istituito un “Albo regionale delle botteghe storiche” nel quale vengono inseriti gli esercizi che sono in attività da almeno 70 anni e che soddisfano tutta una serie di requisiti richiesti dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici. «Grazie a un rinnovato accordo con Sovrintendenza e Camera di commercio – ci ha spiegato l’assessore a Cultura e Turismo del Comune di Genova, Carla Sibilla – il numero delle Botteghe storiche genovesi è potuto salire negli ultimi mesi da 14 a oltre una ventina. Le botteghe fanno domanda e si sottopongono alla valutazione della Sovrintendenza. Solo dopo un riscontro effettivo di tutti i requisiti possono entrare a far parte di un circuito di valorizzazione importante per la città e sostanzialmente unico a livello nazionale».

    L’elenco, dunque, è sempre aperto. Certo, l’aggiornamento non è così rapido dal momento che oltre una cinquantina di altre botteghe sono in attesa di valutazione: ma la Sovrintendenza si prende il suo tempo e il fatto di non poter limitarsi a certificazioni sulla carta ma di dover verificare con studi e approfondimenti sul posto l’esistenza dei requisiti necessari, di certo non velocizza le procedure. «Si tratta di uno dei numerosi patrimoni che può promuovere il turismo della nostra città facendo leva su una delle sue eccellenze – sottolinea l’assessore Sibilla – per questo vogliamo valorizzare al massimo la rete delle botteghe storiche e renderla nota sia all’esterno che agli stessi genovesi, che non sempre la conoscono nel dettaglio».

    Ecco lo storify della puntata speciale di #EraOnTheRoad. Siamo partiti dalla storica Farmacia Alvigini, in via Petrarca, a pochi passi da De Ferrari per poi risalire via Roma fino alla camiceria e cravatteria Finollo. A quel punto abbiamo fatto qualche passo indietro per scendere nell’imperdibile tripperia di vico Casana per raggiungere poi la Confetteria Romanengo in piazza Soziglia. Dopodiché siamo risaliti verso via Garibaldi, passando per la polleria Aresu in vico del Ferro per poi raggiungere in via di Fossatello la Pasticceria Cavo Marescotti. Ma non ci siamo fermato al programma ristretto del tour guidato. Ci siamo spinti nei vicoli e vi abbiamo fatto conoscere tante altre botteghe antiche della nostra città.

    Simone D’Ambrosio

     

     

  • Pasticci d’Autore, il nuovo negozio dedicato alla sugar art alla Maddalena

    Pasticci d’Autore, il nuovo negozio dedicato alla sugar art alla Maddalena

    biscotti decoratiLa rinascita del Sestiere della Maddalena passa dalle iniziative dei suoi abitanti e dei commercianti: negli ultimi mesi hanno alzato le serrande nuove attività e negozi che stanno contribuendo a rilanciare il passaggio di genovesi e turisti in un dedalo di vicoli affascinante, ricco di storia e arte, che fino a qualche tempo fa era poco frequentato.

    Tra i nuovi negozi aperti nel sestiere, c’è anche Pasticci d’Autore, in cui si può trovare tutto ciò che ha a che fare con l’affascinante mondo della sugar art: paste di zucchero, coloranti alimentari, cutters, formine, accessori di ogni tipo, basi per torte, scatole, libri.

    Per i meno esperti, la titolare Cinzia organizza periodicamente dei corsi per imparare tutte le tecniche e i segreti della modellazione della pasta di zucchero e creare originalissime e scenografiche torte, cupcakes, biscotti; per i più esperti invece, Pasticci d’Autore suggerisce tantissime ricette per creare nuovi dolcetti e nuove decorazioni.

    Abbiamo incontrato la titolare Cinzia, che ci ha raccontato dove è nata l’idea di aprire un negozio in via della Maddalena e su cosa si basa la sua attività.

    Ha inaugurato il 23 novembre scorso in una zona di Genova particolare per struttura e diversificazione della popolazione; perchè questa scelta e come ha reagito il quartiere?

    Il negozio Pasticci d’Autore ha aperto un anno e mezzo fa nella zona di Pontedecimo per motivi di vicinanza a casa,  ma con il passare del tempo maturavo sempre più l’idea di trasferire l’attività nel centro città,  in particolare nel centro storico. Subito mi innamorai del piccolo negozietto in affitto in via della Maddalena 10r.
    La sorpresa più gradita, al di là di chi già conosceva il mio negozio, è arrivata il giorno dell’inaugurazione, quanto molte  persone della zona mi hanno accolta calorosamente. Anche i negozianti limitrofi hanno da subito manifestato entusiasmo riguardo la mia attività.

     

    Negli ultimi mesi stanno atorta cake designprendo nuove attivita’ alla Maddalena e i suoi abitanti stanno sempre più spesso organizzando eventi e iniziative. Pensa che questo possa attirare l’attenzione di quei genovesi che per scarsa conoscenza della zona o per timore restano ancora lontani dal quartiere?

    Sicuramente sì. Anche per me è stato un piacere riscoprire dopo diversi anni di lontananza dalla città (abito in campagna nella zona della Val Polcevera), le bellezze uniche e caratteristiche della vecchia Genova. La zona della Maddalena è una di queste e ha pertanto diritto di essere rivalutata e valorizzata al massimo delle sue potenzialità. A questo lavorano da anni diverse realtà, dalle associazioni di quartiere, comitati e non ultima la vostra pubblicazione Era Superba. Anche io, nel mio piccolo, spero di poter dare il mio contributo.

     

    torta cake design prima comunionePasticci d’Autore realizza e ospita numerosi corsi di tecniche del cake design, come sono strutturati e a chi sono indirizzati?

    Pasticci d’autore organizza settimanalmente corsi di cake design rivolti a tutti, bimbi, ragazzi, adulti e terza età.
    Si insegnano le varie tecniche di decorazione di torte e dolci in genere, con pasta di zucchero, ghiaccia reale, ecc. I nostri corsi sono sempre un momento di aggregazione e collaborazione reciproca dove spesso si instaurano nuove amicizie. Volendo integrarsi in tutto e per tutto nel quartiere, abbiamo iniziato a tenere i corsi anche nei locali della Chiesa della Maddalena, che il Parroco don Gianni ci ha gentilmente concesso di utilizzare. I corsi sono spesso legati ai momenti di festa durante l’anno, il periodo natalizio, San Valentino, la festa del papà, Pasqua…

     

    In che modo è possibile coinvolgere i più piccoli e le persone non esperte nella tecnica del cake design?

    Chi partecipa ai nostri corsi si stupisce sempre di essere riuscito a creare delle decorazioni molto belle già solo dopo poche ore di lezione! Ognuno viene seguito passo dopo passo dall’insegnante nel realizzare la propria creazione, ma seguendo il proprio gusto e personalizzando al massimo il proprio dolce che alla fine sarà un pezzo unico ed originale.
    I bimbi già dai primi giorni hanno apprezzato la novità dei corsi dedicati a loro, che attualmente si svolgono il mercoledi pomeriggio come appuntamento fisso.

     

    Pasticci d’autore si trova in via della Maddalena 10 rosso. Si possono acquistare prodotti on line o trovare tutte le informazioni desiderate al sito pasticcidautore.it o sulla pagina facebook alla pagina Pasticci d’autore

  • La Formica: GarbageLab, negozio temporaneo di ecodesign

    La Formica: GarbageLab, negozio temporaneo di ecodesign

    barattoMartedì 4 giugno 2013 (ore 18.30) La Formica ospita in via Trebisonda 21r l’aperitivo di inaugurazione del temporary shop GarbageLAB.

    Si tratta di uno spazio che rimarrà aperto poche settimane e che propone le borse in eco design realizzate da tre ragazzi lombardi attraverso materiali di recupero (cinture di sicurezza e pneumatici, bottiglie in plastica, pvc dei manifesti pubblicitari, etc).

    Il marchio GarbageLAB è stato creato nel 2009 da tre ragazzi lombardi, che hanno voluto coniugare la passione per creatività e design con il rispetto dell’ambiente.

    I tre designer saranno presenti all’evento per illustrare al pubblico il progetto.

  • Tatuaggi e acquerelli: in Canneto la mostra personale di Fabio Moro

    Tatuaggi e acquerelli: in Canneto la mostra personale di Fabio Moro

    fabio-moro-tatuaggio-acquerelloDa poco più di un mese è aperta al pubblico, presso il negozio di abbigliamento e bijoux Il Salotto di via Canneto il Lungo, la mostra The More of Fabio.

    Si tratta della personale di Fabio Moro, che dal 2004 vive a Genova e gestisce un proprio studio di tatuaggi, in parallelo alla sua produzione artistica. Come si coniuga questa attività professionale con il disegno e la pittura? «Dall’acquarello al tatuaggio e dal tatuaggio di nuovo all’acquarello. La pratica artistica mi ha permesso di avere il coraggio di provare e riprovare con lo strumento della macchina per tatuare, che è completamente diversa dall’usare un pennello o delle matite. Ora, dopo circa vent’anni di pratica, posso dire che uso questo strumento come un acquerello o delle matite colorate. Utilizzo l’acquerello già dalla stesura del bozzetto che presenterò al cliente. Per questa mostra – realizzata grazie ai soci de Il Salotto Matteo Bryzio e Sara Busiri Vici – abbiamo unito entusiasmo, competenze e professionalità e con poco abbiamo creato un grande evento, in uno spazio non convenzionale all’arte ma con una forte attitudine a essa. Senza dubbio il connubbio tra le diverse risorse e professionalità è, a prescindere dal periodo di crisi, un valore aggiunto».

    Sono infatti sempre di più le mostre organizzate in spazi diversi da musei e gallerie d’arte: molte attività commerciali del centro storico si sono aperte alla presenza di artisti, come testimoniano anche realtà quali Plastic Passion e le location coinvolte nel progetto Vanuart.

    I disegni di Fabio si richiamano alla cultura del vintage, come lui stesso spiega: «Il vintage è la connessione con le icone rivisitate del vecchio stile del tatuaggio. Rivisitando vecchi disegni dei maestri del primo Novecento – tra cui Herbert Hoffman, Ben Corday, Owen Jensen, Joe Lieber, Sailor Jarry etc – ho cercato di tirar fuori il lato dolce, amorevole e passionale di icone e simboli legati al mare utilizzando uno stile fiabesco surreale. Mi diverte scovare la modernità nelle opere antiche, rispolverare il “vecchio” con una rilettura personalizzata e fresca. Il lavoro del tatuatore si basa sulla ricerca di uno stile, sull’originalità, sulla personalizzazione dei progetti. Chi si rivolge a noi ama farsi progettare un’idea unica che nasce da un racconto personale, bypassando ogni icona convenzionale. L’ispirazione nasce proprio dai racconti della gente, dalle loro storie, come se fossero dei libri che parlano e mi forniscono, molte volte, notevoli idee che entusiasmano la mia visione».

    Genovese d’adozione, Fabio ha raccolto impressioni molto positive dalla nostra città, come spesso avviene per gli artisti che si ritrovano a vivere o lavorare qui. «Genova, nel bene e nel male, mi ha donato uno spirito critico e mi ha insegnato a viaggiare, a essere anticonvenzionale, ha messo qualcosa di magico che porto nel mio lavoro artistico e che non so spiegarti. Il centro storico, dove vivo e lavoro, è un mondo a parte. È una piccola comunità all’interno della quale si nascondono grandi talenti».

    Marta Traverso

  • Marketing Lab a Genova: proposte ed esperienze di marketing urbano

    Marketing Lab a Genova: proposte ed esperienze di marketing urbano

    via-venti-settembre-manifestazione-pedonale-2009-d2Giovedì 14 febbraio, giorno di San Valentino, arriva a Genova “Marketing Lab”, laboratorio itinerante promosso sul territorio nazionale da Indis (Istituto Nazionale Distribuzione e Servizi di Unioncamere) e Iscom Group (società di consulenza e ricerca nei settori commercio, turismo e servizi). L’obiettivo dell’iniziativa è raccogliere a livello locale esperienze positive di marketing urbano per poi riproporle e diffonderle su scala nazionale come soluzioni e strumenti per la valorizzazione di aree commerciali e turistiche.

    Negli storici locali del Palazzo della Borsa, alle ore 10, prenderà il via la tappa genovese di Marketing Lab (la seconda dopo quella di Bologna del 2011),  organizzata in collaborazione con la Camera di Commercio di Genova e  il Centro Ligure Produttività. Protagonisti saranno i Civ genovesi, con i box espositivi allestiti nella Sala delle Grida del Palazzo di piazza De Ferrari e durante il road show pomeridiano che attraverserà il centro cittadino animato dagli eventi dei Civ “XX Settembre” e “Sestiere Carlo Felice”.

    MARKETING URBANO, CHE COSA SIGNIFICA?

    Il termine indica tutta quella serie di azioni e strumenti che operano al fine di una buona gestione strategica dell’area urbana, migliorando i servizi e incentivando l’accesso dell’utenza ai servizi stessi attraverso campagne e promozioni. Sono diversi e fra loro complementari i soggetti interessati: enti pubblici, società e imprese private, cittadini. Risulta ovvio che, per portare a termine un’azione di successo, la prima regola sia cercare sempre la buona collaborazione fra le parti coinvolte.

    IL PROGRAMMA

    La mattinata al Palazzo della Borsa sarà dedicata alle più significative esperienze genovesi e nazionali di marketing urbano applicate al commercio e al turismo. Interverranno Paolo Odone, presidente della Camera di Commercio di Genova, Andrea Zanlari e Amedeo Del Principe, presidente e direttore Indis, Maurizio Caviglia, segretario generale della Camera di Genova e Ivano Ruscelli, direttore Iscom Group, insieme a rappresentanti di Ascom Confcommercio e Confesercenti Genova.

    Nel pomeriggio è previsto il road show di San Valentino che toccherà via XX Settembre e Galleria Mazzini. L’evento “Speciale San Valentino” organizzato dal Civ “XX Settembre” prevede vetrine a tema, esibizioni di Tango e Milonga e bacio collettivo sotto il Ponte Monumentale alle 16.45; “Fashion for Love”, organizzato dal Civ “Sestiere Carlo Felice”, offrirà ai partecipanti promozioni per gli innamorati nei settori abbigliamento, gioielleria, gastronomia, oggettistica e consumazioni omaggio per chi acquista. Entrambi saranno accompagnati da promozioni e animazioni in tutti i negozi partecipanti.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Saldi di Natale a Genova: il vademecum per il consumatore

    Saldi di Natale a Genova: il vademecum per il consumatore

    Vico Casana, centro storico di GenovaTutti gli anni, con l’incombere dell’inverno e quindi del Natale, sembra di vivere un dejavù… Vetrine allestite con gli addobbi del caso in mezzo a strade disseminate di luminarie, un andirivieni di persone che osserva da fuori perché dentro ai negozi non ci entra: i soldi sono pochi.
    Eppure le offerte natalizie, come sempre, si  moltiplicano invitandoci a comprare l’oggetto dei nostri desideri ad un prezzo mai visto; ma giacché si ripete tutti gli anni, potrei scrivervi “ad un prezzo da sempre visto”, quello più basso di tutti, ovviamente!
    E poi, come tutti gli anni, ecco i saldi! Saldi mortali, mi viene da dire!

    Ricordiamo ai nostri lettori che la merce in saldo deve essere quella rimasta al negozio e cioè non venduta; deve essere un oggetto che il giorno prima costava tot ed il giorno dopo molto meno.
    Ed invece, come tutti gli anni, assistiamo ai soliti tentativi di fregare, alla faccia del buonismo natalizio.
    Però c’è un modo di tutelarsi. Come ogni anno, vi rinnovo alcune regole basilari:

    1. Prima di acquistare qualunque oggetto, verificare la serietà del negoziante, la validità dell’offerta e confrontare sempre questi parametri recandosi presso più esercizi commerciali che vendono il medesimo oggetto e confrontando più offerte possibili.

    2. Diffidare a priori delle offerte cosiddette “sotto costo”: un oggetto che costa poco vale poco, quindi occhi aperti!

    3. Verificare sempre le garanzie offerte: quella di legge, ovvero due anni più due mesi dall’acquisto, diffidando da chi offre un anno di garanzia della casa costruttrice.

    4. Scegliete tutto con estrema cura, avrete notato che in questo periodo non solo c’è più confusione del normale per via della gente, ma anche per via di tutti gli addobbi ed i colori con cui vengono impestati i negozi ed i centri commerciali: questa è comunque una delle tecniche per distrarvi…

    5. Nel caso dobbiate comprare elettrodomestici, computer, telefonini o comunque oggetti “pregni” di tecnologia, cercate di andare in un negozio dove sia possibile trovare qualche commesso gentile e non sbrigativo che possa illustrarvi tutto quanto di necessario per guidarvi ad un acquisto ragionato.

    6. Per quanto riguarda i cibi, controllare bene le scadenze (ormai i panettoni li confezionano tutto l’anno…)

    7. Per i saldi, invece, cercate di individuare prima l’oggetto o capo di abbigliamento che vi interessa e poi verificate se quel medesimo oggetto o capo costa effettivamente di meno. Purtroppo vige una pessima abitudine dei negozianti di acquistare robaccia a prezzi irrisori per poi spacciarla come saldi, col risultato che loro ci guadagnano di più e voi non avete affatto risparmiato…

    A gennaio nessuno si ricorderà più nulla di tutto ciò, se non coloro che hanno ricevuto le fregature di rito.
    Sì, perché Natale anche in queste cose è un rito.

     

    Alberto Burrometo

    Per segnalazioni, domande e richieste di consulenza scrivere a progetto.up@gmail.com oppure redazione@erasuperba.it. La rubrica “Consulenza Online” vuole essere un filo diretto con i lettori, il presidente dell’ associazione Progetto Up Alberto Burrometo è a vostra disposizione.

  • Serafina addio: chiude la bottega storica di Canneto il Curto

    Serafina addio: chiude la bottega storica di Canneto il Curto

    Tra i vari odori che escono da botteghe e negozi lungo i vicoli adiacenti Via San Lorenzo e, mescolandosi l’uno con l’altro, salgono per le vie stuzzicando le narici e l’appetito dei passanti, verrà presto a mancare il buon profumo di conserve, sughi e sottoli della storica bottega di gastronomia di Via Canneto il Curto “Serafina”.

    È infatti questione di giorni la chiusura definitiva, dopo quasi quattro decenni di attività e di presenza nel tessuto commerciale dei caruggi: causa, come facilmente intuibile, la crisi, che ha assottigliato sempre più clientela e introiti di “Serafina” fino a costringere la titolare, Concetta Barsamele, a prendere il mese scorso la decisione di chiudere. L’emporio, i cui prodotti sono tutti lavorati interamente a mano, è aperto dal 1977: la sua chiusura significa la perdita di un pezzo di storia e tradizione della città. Siamo andati a trovare Concetta nel suo negozio…

    Come si è arrivati all’agonia degli ultimi tempi?

    «Non c’è lavoro, di conseguenza la gente spende meno soldi. Di sicuro la situazione è stata resa anche più ostica da realtà grandi, come Eataly, che dirottano il flusso turistico. Il cliente storico invece, che ci conosce da sempre e sa come lavoriamo, continua a venire da noi, ma il reale problema di fondo è quello economico: Genova è in miseria, e l’acquisto presso il mio negozio, che non fornisce beni di primissima necessità, semplicemente è una delle prime voci a essere cancellate dalla lista».

    Mentre parlavamo con Concetta, alcune persone, residenti o negozianti, sono entrate per salutarla e hanno detto la loro prima di uscire. Ciò che traspare dalle loro parole è che nei dintorni molte altre piccole realtà commerciali si trovano in una condizione di crescente sofferenza e temono il peggioramento della situazione, quando non il fallimento.
    Secondo alcuni commercianti della zona, chiedere aiuto alle istituzioni non porta a nulla: «È inutile – dicono – siamo in tanti in questa situazione e non ci sono certo soldi da investire per aiutare noi, non ce ne sono per gli ospedali, figuriamoci se ce ne sono per noi».

    A questo proposito abbiamo interpellato l’assessore allo Sviluppo economico del Comune di Genova, Francesco Oddone: «Siamo assolutamente consapevoli della situazione di difficoltà. Riguardo alle cosiddette botteghe storiche, che stanno a metà tra commercio e turismo e sono parte integrante della cultura enogastronomica, intendiamo creare un circolo virtuoso allargando la platea di questi negozi. Oggi sono soltanto una quindicina, ma potrebbero essere molti di più – ovviamente devono rispondere ai requisiti necessari per soddisfare la caratteristica di “bottega storica” – e si potrebbero creare veri e propri percorsi enogastronomici. Dal punto di vista prettamente economico, purtroppo la situazione è quella che è, di certo non ci sono soldi da mettere a disposizione per salvare il singolo esercizio commerciale, e non sarebbe nemmeno giusto, ma auspichiamo l’integrazione di tutti gli esercizi nei Civ di quartiere, che sono uno strumento molto utile e importante, in grado di trattenere clientela».

    Sulla concorrenza spietata di grandi nomi come Eataly, Oddone si esprime così: «È vero, simili realtà fanno una concorrenza troppo forte al piccolo negozio, ma non si tratta solo di Eataly, possiamo citarne altri come Fiumara. Abbiamo anche visto però che nel lungo periodo questi grossi contenitori impoveriscono in qualche modo il quartiere, negando il rapporto di fiducia e conoscenza venditore-cliente, e comunque sono oggettivamente non fruibili da un certo tipo di pubblico, perché, facciamo un esempio, l’anziano che fa fatica a muoversi non parte certo dal centro storico per andare fino a Fiumara, preferisce scendere sotto casa dove conosce tutti e ha tutto a portata di mano. Vogliamo che non si aprano altri centri commerciali ma si valorizzi il tessuto commerciale già presente nei quartieri».

    Serafina

     

     

     

     

     

     

     

    Per “Serafina” i problemi grossi sono cominciati due anni fa, quando l’attività ha smesso di fare ricavi e ha cominciato ad andare in perdita: «Mi sono detta di tenere duro, che l’anno dopo sarebbe andata meglio, invece quest’anno è andata anche peggio. Io non ho capitali da parte, e quello che avevo mi è servito in questi due anni: ecco che mi ritrovo costretta a chiudere». La decisione definitiva un mese fa: «È una scelta dolorosa, io qui ho investito tutta la mia vita». Concetta infatti lavora qui fin dal 1979, inizialmente accanto alla prima proprietaria Serafina (da cui il nome del negozio) e successivamente rilevandone l’attività ma mantenendo il nome, nonché la qualità dei prodotti. Negli anni infatti l’emporio è comparso su pubblicazioni nazionali e internazionali tra cui Gambero Rosso, edizioni Slow Food e varie guide gastronomiche e turistiche italiane, inglesi, francesi e tedesche. Quello di Concetta è un lavoro certosino, che richiede passione e grande capacità: «Io sono un’artigiana iscritta all’Albo e alla C.N.A.. Questo non è un mestiere che si impara in un attimo, per diventare davvero bravi ci vogliono anni».

    In questi anni ha fatto appello alla C.N.A. (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa) e ottenuto un finanziamento tramite la Coarge (Cooperativa Artigiana di Garanzia della Provincia di Genova), ma non è bastato: «Io non polemizzo su questo, ma mi arrabbio perché sembra che nessuno capisca che realmente siamo in crisi. Non ti vengono incontro in alcun modo, ovvio che poi si finisca per chiudere: ti arriva da pagare l’Inps, l’Iva, e devi pagare tutto e subito, se ritardi scatta la mora o la sanzione; se io dichiaro di aver guadagnato meno di ventimila euro in un anno partono i controlli fiscali, che vengano, io non ho soldi nascosti né capitali all’estero, vivo di quello che guadagno qui dentro, e se qui dentro non sto guadagnando, non posso fare altro che chiudere».

    All’amarezza per l’esperienza personale si aggiunge il timore di un futuro grigio per i vicoli in cui i negozi dovessero chiudere uno dietro l’altro causa crisi: «Forse la zona di Canneto non è ancora degradata come altre, ma se continuiamo così tempo un anno e vedrete».

    Questo novembre il negozio compie 35 anni, ma invece di esserci una festa o una promozione speciale per i clienti, tutto quello che rimane sono gli scaffali mezzi vuoti e un’insegna scritta a mano che annuncia a tutti l’imminente chiusura. Così entro Natale un pezzo di storia di Genova se ne va per sempre.

     

    Claudia Baghino
    [Foto di Diego Arbore]

     

  • Shard of Beauty

    Shard of Beauty

    Shard of BeautyConcepiamo la cura della nostra bellezza ed il benessere psicofisico come un’unica cosa; utilizziamo fitocosmetici perchè pensiamo che la natura ci sia amica e vogliamo rispettarla, scegliendo aziende che non testano su animali e sfruttano le qualità delle piante, da secoli conosciute in cosmetologia.

    Vogliamo che la cura del viso e del corpo sia alla portata di tutte, e per questo abbiamo redatto un nostro listino “democratico”!

    Crediamo che l’estetica non sia un qualcosa di futile, ma un valore aggiunto che può migliorare significativamente la qualità della vita di una persona, attraverso il miglioramento oggettivo della sua immagine e, di conseguenza, della percezione che la persona ha di essa.

    Tutto questo e molto di più è Shard of Beauty.

    Shard of Beauty

    Indirizzo: Via Piero Pinetti 96, 16144 Genova

    Info e prenotazioni: 010 3046741 / 3347307071

    Mail: shard.beauty@gmail.com

  • Genova, punto vendita Fnac: rischio chiusura nel 2013

    Genova, punto vendita Fnac: rischio chiusura nel 2013

    Continua a regnare l’incertezza sul futuro dei dipendenti italiani della catena mondiale di negozi Fnac. Il colosso francese – che già nel gennaio scorso aveva annunciato di voler attuare un drastico piano di tagli ed una riduzione del personale a causa del pesante calo del fatturato – non intende più investire sull’Italia ed è alla ricerca di un compratore interessato ai suoi 8 punti vendita presenti nel nostro Paese (due a Torino, poi a Milano, Verona, Genova, Firenze, Roma e Napoli).

    I lavoratori genovesi (oggi 64, diminuiti di 4 unità rispetto allo scorso anno perché i contratti a tempo determinato non sono stati rinnovati) sono molto preoccupati e la scorsa settimana, insieme ai colleghi di tutta Italia, hanno partecipato al sit in di protesta in piazzetta San Carlo a Milano.
    «Siamo stupiti dall’intollerabile silenzio dei vertici di Fnac e del gruppo Ppr (proprietario della catena Fnac e di altri marchi internazionali come Gucci, Yves Saint Laurent, Bottega Veneta) – spiegano i dipendenti – a distanza di 8 mesi dall’annuncio del ridimensionamento non sappiamo ancora nulla del nostro destino». L’unica cosa certa è che il gruppo Ppr, negli ultimi anni, ha manifestato l’intenzione di spostare i propri interessi sui marchi del lusso.

    Il negozio genovese – da sempre la punta di diamante della rete di negozi Fnac in Italia – allo stato attuale vive la situazione più difficile. L’alluvione del novembre 2011 infatti ha devastato il piano sotterraneo del negozio di via XX Settembre riducendo in maniera significativa le potenzialità del punto vendita. Per il personale è scattata la cassa integrazione a rotazione che durerà fino a dicembre 2012. Ma se al più presto non spunterà all’orizzonte un compratore per i negozi italiani, nel 2013, il punto vendita genovese rischia seriamente di chiudere i battenti.

     

    Matteo Quadrone

  • Centro Storico: cantieri infiniti, i commercianti protestano

    Centro Storico: cantieri infiniti, i commercianti protestano

    In Piazza Fossatello, in una delle zone più frequentate dai turisti, a ridosso di Porto Antico, Acquario e Museo del Mare, la presenza di diversi cantieri, transenne e operai al lavoro, ormai da alcuni mesi crea inevitabili disagi agli operatori commerciali che, oltre agli effetti della crisi economica, subiscono anche le conseguenze di scelte errate dell’amministrazione comunale.

    «Fare manutenzione nella nostra splendida città è encomiabile – spiega Alessandro Cavo, presidente giovani imprenditori di Ascom-Confcommercio Genova, titolare della pasticceria liquoreria Marescotti – ma scavare trincee e tenere aree di cantiere ingombre di detriti, polvere e spazzatura in piena stagione turistica in uno dei varchi primari per raggiungere il centro storico ed i musei di Strada Nuova è insensato e crea un danno a tutta la città. Sarebbe stato sufficiente farlo nei mesi in cui è minore la presenza dei turisti».

    I lavori in piazza Fossatello sono iniziati sul finire del mese di marzo, come ricorda Cavo «I cantieri sono spuntati in un batter d’occhio senza che nessuno si premurasse di avvisare gli operatori commerciali. Appena prima di Pasqua in via al Ponte Calvi hanno cominciato a “bucare” la pavimentazione. Eppure quello è il primo varco turistico per il centro storico. Occorreva pianificare gli interventi in un periodo diverso». 

    Già ad aprile i commercianti hanno protestato pubblicamente a causa dei disagi «C’è chi ha avuto problemi per installare i dehors e chi si è trovato l’attività circondata dai lavori in corso – sottolinea Cavo – Inoltre la polvere ed il rumore, inevitabilmente, complicano la situazione».

    Attualmente, proprio nel periodo estivo, i cantieri sono giunti fino alla zona di Sottoripa. I commercianti non ci stanno e rinnovano l’appello all’amministrazione comunale affinché, almeno nel prossimo futuro, la decisione di avviare lavori in zone turistiche della città sia presa in maniera concordata e, possibilmente, seguendo un’oculata programmazione che escluda interventi invasivi nei mesi di maggiore affluenza dei visitatori.

     

    Matteo Quadrone

  • Sestri Ponente: negozi alluvionabili, il Comune si autotutela

    Sestri Ponente: negozi alluvionabili, il Comune si autotutela

    Addetti del Comune di Genova, in questi giorni, stanno visitando “porta a porta” gli esercizi commerciali di Sestri Ponente per informarli che a breve riceveranno una lettera in cui Palazzo Tursi li avverte ufficialmente che la loro attività si trova in una zona alluvionabile.

    «L’amministrazione non si è preoccupata di mettere in sicurezza la zona neppure dopo i tragici eventi provocati dall’alluvione dell’ottobre 2010 – denuncia Agostino Gazzo, membro di Ascom e del C.I.V. di zona – oggi, invece, ha pensato di mettere se stessa “in sicurezza”».

    «Per non far torto a qualcuno la civica amministrazione dichiara alluvionabile tutta la parte centrale di Sestri», sottolinea Gazzo.

    Cosa accadrà adesso, si domandano i negozianti?

    «Innanzitutto il Comune potrà continuare a non eseguire i lavori di messa in sicurezza che eviterebbe all’intero quartiere di finire sott’acqua in caso di pioggia – continua l’esponente dell’Ascom e del Civ di zona – in pratica, avvertendo i commercianti che le loro attività sono “a rischio”, Palazzo Tursi si manleva da ulteriori denunce».

    «Altra conseguenza è che nel momento in cui l’area verrà dichiarata “alluvionabile” gli immobili si deprezzeranno», conclude Gazzo.

     

     

     

     

  • Sampierdarena, via Cantore: i commercianti chiedono il ritorno del mercatino

    Sampierdarena, via Cantore: i commercianti chiedono il ritorno del mercatino

    I commercianti di via Cantore chiedono a gran voce il ritorno del mercatino che si teneva nella storica via della delegazione ogni primo giovedì del mese, usanza eliminata da circa un anno e, la cui assenza, ha portato conseguenze negative diminuendo la capacità di attrazione della zona ed inevitabilmente un calo degli affari dei negozi.
    Secondo i commercianti un mercato di qualità dedicato alla vendita di oggetti d’antiquariato ed artigianato – sul modello di quelli realizzati in Galleria Mazzini o Piazza Matteotti – sarebbe in grado di rilanciare il commercio in via Cantore, in un periodo di forte crisi economica, richiamando visitatori da altre parti della città e fornendo maggiore visibilità alle attività commerciali poste sulla strada principale del quartiere.

    Dopo aver raccolto un centinaio di firme a favore del mercatino i negozianti non hanno intenzione di fermarsi nonostante non siano arrivati segnali positivi dalle istituzioni – già sollecitate sulla questione, in particolare l’assessore comunale al commercio Gianni Vassallo – e ieri sera si sono riuniti in assemblea sotto i portici di via Cantore. Rivendicano semplicemente il diritto di lavorare senza troppi ostacoli, in una strada più sicura e pulita.

    Ma quali sono i motivi che hanno costretto all’interruzione di un’iniziativa che da anni ha dimostrato di funzionare assai bene?
    Il problema principale sono i parcheggi a pagamento diventati un costo insostenibile per gli ambulanti.
    Senza dimenticare la pressoché totale assenza di parcheggi gratuiti, una situazione che – sottolineano i commercianti – comporta la perdita di un buon numero di clienti.
    L’unica soluzione è dedicare alcuni posti liberi ai venditori dei banchetti cercando, nello stesso tempo, di non limitare ulteriormente l’accessibilità dei cittadini.

     

    Matteo Quadrone

     

  • “Occhi sul mondo. Emozioni Fotografiche di Michele Dalla Palma in mostra

    “Occhi sul mondo. Emozioni Fotografiche di Michele Dalla Palma in mostra

    Occhi sul mondoLo Spazio Eventi Top Market ospita la mostra fotografica “Occhi sul mondo” Emozioni Fotografiche di Michele Dalla Palma, che inaugura giovedì 22 marzo dalle 17.30.

    Scoprire il mondo dietro l’obiettivo di una macchina fotografica è da sempre la vocazione di Michele Dalla Palma, direttore responsabile di Trekking&Outdoor, periodico leader nell’ambito del turismo ambientale, escursionistico e naturalistico  e fotografo appartenente al Nikon Professional Service, che raccoglie i migliori professionisti dell’immagine.

    Docente della Nikon School Travel, ha insegnato ad aspiranti fotoreporter, amatori e professionisti a guardare realtà lontane, diverse, a volte addirittura “aliene” senza invaderle né manipolarle: sono esperienze e frammenti di realtà diventate storie e quindi raccontate sulle pagine di molte riviste italiane ed estere e nei volumi fotografici di cui è stato autore.

    Gli scatti più significativi di queste esperienze oggi sono i tasselli di un viaggio per immagini, straordinariamente vivo, raccontato in scatti di grande formato in mostra allo Spazio Eventi Top Market.

    Inaugurazione: giovedì 22 marzo 2012 dalle 17.30 alle 21.00

    Dal 23 marzo al 21 aprile 2012

    Via Cecchi 69 br Genova

    Orario: dal lunedì al sabato 9.30 – 12.30 / 15.30 – 18.30

    Contatti: eventi@topmarketfotovideo.com      +039 010 5536180

    Ingresso libero

  • “Insieme”, mostra collettiva a cura di Anna Maria Venzano

    “Insieme”, mostra collettiva a cura di Anna Maria Venzano

    Insieme“Insieme” è la mostra collettiva  con cui Anna Maria Venzano esordisce come curatrice il prossimo 17 marzo alle 18 in una location davvero insolita, “M&M cornici” di Alessio Menesini in via Perosi 13/r in Albaro: una parte bottega artigianale e una parte area espositiva.

    Un esordio sì, ma già di livello, dato che Anna Venzano, farmacista cresciuta con la passione per l’arte grazie al papà, per l’occasione è riuscita eccezionalmente a riunire cinque artisti italiani con caratteristiche molto diverse tra loro e per la prima volta insieme: Davide Brioni di Brescia  espone quattro opere tra cui un ritratto, un mito e due flora,  Ariedo Lorenzone da Udine,  i cui dipinti sono presso collezioni private di Italia, Francia, Germania e Svizzera, espone Marine liguri, un nudo, un’opera di carattere religioso e le ninfee. Non mancano gli artisti genovesi:  Paolo Lorenzo Parisi, con cinque opere della serie “I gerarchi” Patrizia Noemi Pezzi con “Il primo mattino” e “Tra una pausa e l’altra”e Alfredo Zamorica con tre sculture: il “Pesce nero” e due intitolate “Segnali ignoti”.

    Inaugurazione sabato 17 marzo alle ore 18 e apertura fino al 23 marzo dalle 10.30 alle 12,30 e dalle 15,30 alle 19,30 (domenica 18 marzo aperto dalle 10,30 alle 12,30; giorno di chiusura il lunedì).

  • La Formica: uno spazio per fare acquisti aiutando l’ambiente

    La Formica: uno spazio per fare acquisti aiutando l’ambiente

    eco formica genovaForse il mondo intero, oltre i confini di Leonia, è ricoperto da crateri di spazzatura, ognuno con al centro una metropoli in eruzione ininterrotta. I confini tra le città estranee e nemiche sono bastioni infetti in cui i detriti dell’una e dell’altra si puntellano a vicenda, si sovrastano, si mescolano“.

    Il brano da Le città invisibili di Italo Calvino che parla di Leonia, la città che vive dei propri rifiuti, è uno dei cavalli di battaglia intorno a cui ruota il negozio La Formica di via Trebisonda.

    Inaugurato il 17 settembre 2009, è uno spazio dedicato a prodotti di qualità e rispettosi dell’ambiente. Ce lo racconta Filippo Repetto.

    Di cosa vi occupate a La Formica? Quali prodotti trattate?

    L’articolo più venduto è senza dubbio il detersivo alla spina: abbiamo due linee, una “tradizionale” e una biologica, che coprono una serie di prodotti che va al detersivo per i piatti, sgrassatore per superfici, ammorbidente e così via.

    Da quando abbiamo aperto abbiamo riempito 24.178 barattoli: le persone comprano un barattolo di plastica la prima volta, poi le  successive vengono qui da noi con il barattolo vuoto e noi lo riempiamo. Ci ha colpiti molto il fatto che così tante persone si impegnano a uscire di casa con i barattoli vuoti, senza gettarli via e ricomprarli ogni volta: magari li lasciano in macchina o nel bauletto del motorino, passano da qui prima o dopo il lavoro e li riempiono. Lo stesso vale per i pensionati, che magari non sono più in grado di reggere pesi e dunque vengono qui più volte, portando un barattolo per volta.

    Cosa vi ha spinto a creare un luogo come questo?

    Noi ci carichiamo di domande e tramutiamo queste domande in una ricerca di prodotti. Il negozio è un modo “leggero” di comunicare domande e risposte: i nostri clienti sono molto diversi tra loro, alcuni sono più interessati e informati riguardo i temi dell’ecologia, altri vogliono solo (per esempio) comprare detersivi che costano meno rispetto al supermercato.

    Chi è interessato a seguire attivamente questi temi ha tante fonti a disposizione: le fiere dedicate alla sostenibilità come Fa la cosa giusta, il web, il passaparola e così via. Quello che noi abbiamo scelto di fare è proporre questi temi attraverso la normalità del negozio, e attraverso questa formula possiamo parlare a più persone possibile.

    Esistono degli standard che regolano la qualità dei vostri prodotti?

    Ci sono varie certificazioni nazionali e comunitarie che determinano l’impronta ecologica di un prodotto, basate su vari criteri: l’utilizzo di componenti non inquinanti o nocive, un processo di produzione a basso impatto sull’ambiente, l’assenza di trattamenti su animali. Parole come “ecologico”, “bio” o “sostenibile” di per sé possono voler dire tutto e non voler dire niente.

    Per esempio l’Italia è il Paese europeo che ha il maggior numero di prodotti a marchio Ecolabel, ma solo perché è arrivata “tardi” e altri Paesi come Germania e Svezia hanno superato Ecolabel creando propri marchi che hanno ottenuto un riconoscimento dall’Unione Europea.

    Al di là degli standard, che sono molto importanti dal punto di vista della sostenibilità ambientale, ogni prodotto ha una sua peculiarità e sono diverse le motivazioni che spingono le persone a comprarli. Nel caso ad esempio dei detersivi alla spina le variabili possono essere il prezzo più basso, l’utilizzo da parte di persone con allergie o problemi dermatologici, la necessità di un prodotto che funziona bene e che sia più durevole nel tempo, e così via. Non tutti coloro che comprano i nostri prodotti lo fanno perché la loro priorità è voler difendere l’ambiente.

    A vostro parere la cultura dell’ecologia è radicata nelle persone? Cosa si potrebbe fare?

    Qui vendiamo un libro di Roberto Cavallo che si chiama Meno 100 chili, in cui l’autore mette a confronto la generazione di suo nonno e quella di suo figlio: il libro spiega come nelle generazioni passate fosse assolutamente normale usare un prodotto fino al logoramento, mentre la cultura di adesso è più orientata verso l’usa e getta. La cultura del riciclo è anzitutto cultura del buon senso: se uno Stato si trova costretto a imporla per legge, vuol dire che a monte manca qualcosa.

    Ti faccio l’esempio della plastica: tantissime persone demonizzano i sacchetti di plastica e scelgono altri materiali come il Mater-bi. Questo va benissimo, ma in realtà non è da escludere la possibilità di usare sacchetti di plastica, sarebbe sufficiente usarli e riutilizzarli fino a che sia possibile. Per questa ragione in negozio ritiriamo i sacchetti di plastica usati e li riusiamo per i clienti che ne hanno bisogno. Nessun materiale e nessun prodotto va demonizzato, tutto è lecito purché sia usato con intelligenza: il cambiamento è prima di tutto nella nostra testa.

    Siete molto attivi sul web, con un sito e una pagina Facebook. Trovate che Internet sia uno strumento utile per diffondere il vostro messaggio?

    Ormai in nessun caso si può prescindere da Internet, ma il nostro obiettivo che online e offline si completino a vicenda: su Facebook abbiamo oltre 900 fan e la maggior parte di loro è diGenova, ma cerchiamo comunque di trattare temi che non si limitino alla pubblicità di quello che vendiamo. Un esempio molto diffuso recentemente è l’how to, ossia siti e blog che nascono per spiegare “come fare le cose”.

    Frequentare il nostro negozio segue la stessa logica del frequentare un blog: ci può essere una transazione economica, ma c’è anzitutto uno scambio umano. Con la differenza che un negozio accoglie chi non ha mai letto un blog o non li consulta abitualmente.

    Marta Traverso