Tag: registi

  • “I musicisti hanno gli occhi belli”: incontro con Maria Grazia Tirasso e i Theatralis

    “I musicisti hanno gli occhi belli”: incontro con Maria Grazia Tirasso e i Theatralis

    Intervista a Maria Grazia Tirasso e al gruppo TheatralisUna scenografia semplice: da una parte una poltrona, un tavolino con alcuni libri, fogli sparsi per terra su un tappeto; dall’altra, sedie e leggii a evocare la sala prove di un gruppo musicale. Sul palco idealmente diviso in due, entra in scena la Musica: cinque amici che si riuniscono per provare. Chi ha portato da mangiare, chi è in ritardo, chi comincia ad accordare il proprio strumento. Si lanciano battute e scherzano in un’atmosfera completamente rilassata. A breve distanza, entra in scena la Parola: sprofondata nella poltrona una figura femminile, avvolta in un vaporoso scialle bianco e turchino, osserva il gruppo provare.

    I musicisti hanno gli occhi belli: il loro sguardo sembra che veda la forma della musica. I loro occhi incontrano gli occhi degli altri ed è come se l’armonia che esprimono fosse un abbraccio”. Comincia così lo scontro Parola-Musica, che poi è il cuore dello spettacolo portato in scena il 25 e 26 febbraio al Teatro Garage per la regia di Maria Grazia Tirasso con i Theatralis (Francesco Nardi – piano, Barbara Ludovico – violoncello, Eleonora Pacifico – flauto, Alessandra Poggi – canto, Andrea Poggi – chitarra).

    Abbiamo seguito la prova generale e chiacchierato con la regista e con Francesco Nardi, autore delle musiche insieme ad Andrea Poggi. Proprio Francesco racconta come è nata casualmente l’idea dello spettacolo: «Invito Maria Grazia ad una delle nostre prove e dopo un po’ che ci ascolta comincia ad estraniarsi e a scrivere. Alla fine della prova chiude gli appunti e ci chiede se vogliamo fare uno spettacolo con lei». Aggiunge Maria Grazia: «Assistere alle prove, siano esse teatrali o musicali, non è cosa per tutti, è riservata più che altro agli addetti ai lavori, così mi sono detta, perché non allargare al pubblico questa possibilità? Di lì l’idea di uno spettacolo in cui la musica si alternasse alla parola, in un avvicendarsi di momenti ironici ad altri più seri. Ai musicisti ho chiesto la massima naturalezza e il massimo relax come se fossero realmente nella loro sala prove, cosa assolutamente non facile».

    Ma come si è arrivati al titolo “I musicisti hanno gli occhi belli”? «Io non so perché i musicisti hanno gli occhi belli – risponde Maria Grazia- so che una delle cose che ho scritto quella fatidica sera era questa. Mi è uscita così. Credo che esprima l’idea dell’armonia che ho visto nel loro gruppo. Mi è capitato di vederla anche in gruppi di attori: non è indispensabile, ma davvero se c’è fa la differenza».

    Francesco: «Per noi Theatralis l’armonia è fondamentale, l’abbiamo assunta a nostro valore fin dalla costituzione del gruppo, intendendola non solo come armonia del suono, ma anche e soprattutto come armonia tra le persone che producono questo suono. Le musiche che portiamo sul palco sono musiche originali scritte da noi e individuano un’altra caratteristica, che si evince anche dal nostro nome, che è la nostra affinità con l’esperienza teatrale: abbiamo scritto per vari spettacoli brani che qui riproponiamo riadattati o rivisti con l’aggiunta delle parole al canto».

    E ancora Maria Grazia sull’evolversi, in scena, dell’opposizione Parola-Musica: «Il mio personaggio a un certo punto vacilla, si rende conto che è sbagliato creare una contrapposizione tra linguaggi che sono diversi in partenza, sebbene entrambi parlino ai sentimenti».

    Intervista ai Theatralis

    Riguardo poi al personaggio-Parola che lei stessa interpreta: «All’inizio avevo pensato a semplici interventi miei, quasi una chiacchierata; poi andando avanti questo ruolo si è definito, diventando un personaggio, che all’inizio si contrappone alla Musica, per poi avvicinarsi sempre di più, andando verso la pacificazione. Ci sono alcuni momenti in cui compie delle incursioni nel mondo della Musica, come quando racconta una favola usando gli strumenti musicali come personaggi, sfruttandoli a proprio vantaggio per mettere avanti la Parola. Non a caso dopo questa parte c’è la prima canzone con le parole, ed ecco che le due cominciano a compenetrarsi».

    Nello spettacolo il contrapporsi delle due “sfidanti” è supportato, oltre che dalla divisione ideale del palco, dall’alternarsi tra i pezzi recitati dalla Parola e quelli suonati dalla Musica. Provando e riprovando sono scaturite le idee migliori a proposito. Racconta Francesco: «Mentre stavamo provando, Andrea (Poggi, chitarra) ha avuto un’intuizione straordinaria: rimanere fermi immobili quando la musica si interrompe». E si va avanti così, tra pezzi strumentali, brani cantati e passaggi parlati, mentre l’iniziale antitesi si tramuta via via in una crescente armonia.

    A fine spettacolo, un meraviglioso assolo di piano chiude la diatriba: «Il mio personaggio fa un’estrema arringa -conclude Maria Grazia- utilizzando le ultime parole da “Confesso che ho vissuto” di Neruda, poi si avvicina allo strumento e lo fa suonare, con quattro note che sanciscono di fatto la pace, perché Francesco si siede e sviluppa tutto un tema su quelle note».

    Altre collaborazioni in vista nel futuro? «Idee ce ne sono tante –dice Francesco- specialmente grazie al fatto che noi lavoriamo a stretto contatto con il teatro. Intanto il prossimo appuntamento dei Theatralis è a maggio con “Canto alla luna” (uno spettacolo della compagnia teatrale Le Fusa, regia di Giovanna Vallebona), che debutterà proprio qui al Teatro Garage».

     

    Claudia Baghino

  • Genova Film Festival 2012: aperto il bando di concorso per registi

    Genova Film Festival 2012: aperto il bando di concorso per registi

    genova film festivalDal 2 all’8 luglio 2012 si terrà una nuova edizione del Genova Film Festival, organizzato come sempre dall’Associazione Culturale Cinematografica Daunbailò.

    Anche quest’anno è indetto un concorso per registi che vogliono partecipare con la propria opera, diviso in due sezioni: una nazionale (riservata ad autori italiani) e una, Obiettivo Liguria, riservata agli autori liguri.

    Per entrambe le sezioni sono ammesse opere di qualsiasi genere, stile e formato (pellicola e video), in lingua italiana o sottotitolate in italiano, della durata massima di 45 minuti per la fiction e di 60 minuti per il documentario.

    L’anno di produzione delle opere presentate non dovrà essere anteriore al 1 Gennaio 2010.

    I partecipanti dovranno inviare la scheda di iscrizione (scaricabile dal sito ufficiale del Genova Film Festival) e un dvd con il proprio progetto al seguente indirizzo: Associazione Culturale DAUNBAILÒ – Via Tavella 10R – 16136 Genova.

    La partecipazione al concorso è gratuita e ogni autore può partecipare con più opere, inviandole separatamente. La scadenza per l’invio dell’opera è il 15 aprile 2012 (sezione nazionale) e 1 maggio 2012 (sezione Obiettivo Liguria).

    Le giurie e gli spettatori del festival assegneranno i seguenti premi: Premio per la Miglior Opera di Fiction; Premio per il Miglior Documentario; Premio per la Miglior Colonna Sonora; Premio della Critica; Premio DAUNBAILÒ; Premio del Pubblico.

    La lista delle opere selezionate verrà pubblicata sul sito ufficiale della manifestazione e gli autori delle opere selezionate saranno avvisati tempestivamente sulla programmazione della loro opera all’interno del Festival.

    Marta Traverso

  • Enrico Casarosa: un genovese in casa Pixar candidato agli Oscar

    Enrico Casarosa: un genovese in casa Pixar candidato agli Oscar

    pixar lunaDomenica prossima si terrà al Kodak Theatre di Los Angeles l’edizione numero 84 degli Academy Awards, i più prestigiosi e chiacchierati premi per chi lavora nel cinema.

    Un’edizione che quest’anno tocca da vicino anche Genova: tra i nominati per il miglior cortometraggio c’è infatti il genovese Enrico Casarosa, emigrato a San Francisco per diventare uno degli story artists di casa Pixar – l’azienda produttrice di cartoni animati digitali fondata da Steve Jobs durante un periodo di “pausa” dal suo lavoro alla Apple – e autore del corto animato La Luna.

    Lo story artist è colui che, sceneggiatura alla mano, trasforma una storia nei cartoni animati che da anni vediamo al cinema (il primo fu Toy Story nel 1995) creando uno storyboard di ogni singola scena e inquadratura, fase preliminare al lavoro del regista. Casarosa ha lavorato prima ai Blue Sky Studiosdi New York (quelli dell’Era Glaciale) per poi approdare a Pixar, dove ha collaborato a celebri film animati come Cars e Up.

    La Luna è il suo esordio alla realizzazione completa di un prodotto animato, mentre entro quest’anno uscirà il suo primo lungometraggio, Brave.

    Marta Traverso

  • Teatro della Gioventù: incontro con il direttore artistico Massimo Chiesa

    Teatro della Gioventù: incontro con il direttore artistico Massimo Chiesa

    Intervista a Massimo ChiesaUn incontro piacevole quello avvenuto nel nuovo foyer del Teatro della Gioventù. Massimo Chiesa, direttore artistico del teatro, produttore teatrale e figlio di Ivo Chiesa storico fondatore del Teatro Stabile di Genova, ci racconta quelli che sono i primi passi della sua creatura dopo il tanto discusso bando di gara dello scorso anno per l’assegnazione del teatro che lo ha visto unico partecipante. Lui che ha lavorato con i più grandi attori e registi, italiani e non, ha fondato la “The Kitchen Company”, una compagnia formata da quasi 50 attori under 30 diplomati nelle migliori Accademie italiane. Il Teatro della Gioventù diventa quindi la sede ufficiale della compagnia, uno spazio che nelle ambizioni di Chiesa dovrà essere vivo anche al di fuori degli spettacoli: aperitivi musicali, tea reading, letture, dj set, concerti e Free Wi-Fi Zone.

    Un piccolo passo indietro. Prima del tuo insediamento ci sono state polemiche, soprattutto riguardanti la presenza nel contratto con la Regione Liguria dell’obbligo da parte tua di inserire rappresentazioni di teatro dialettale nel tuo cartellone, opere attualmente assenti…
    Nel bando di gara c’è l’obbligo da parte mia di fare teatro dialettale, ma non solo, c’è l’obbligo di fare anche altre cose che, mi viene da dire, saranno fatte. E’ difficile poter sostenere che noi al Teatro della Gioventù “non faremo”… perché ad oggi ho presentato solo il cartellone di prosa. E non amo i minestroni…

    Cosa offre questo primo cartellone del Teatro della Gioventù? Il comune denominatore è la commedia, ho cercato testi che facciano ridere in modo intelligente. Basta aprire una certa tv e la volgarità impera, io amo invece la comicità dei grandi autori, prevalentemente inglesi, dove è più difficile ridere, ma quando si ride lo si fa “con gusto”, “con qualità”…

    Prima delle rappresentazioni di “Rumori Fuori Scena” (più di 50 dal 14 gennaio fino al 4 marzo) fai tu stesso un invito particolare a chi viene a vedere, ma in un certo senso anche alla città, quasi volessi spronarla… Così tante rappresentazioni per un solo spettacolo si tratta di un record per Genova, ma lo sarebbe anche per Roma o Milano. Ho fatto questa scelta perché vorrei che tutti i genovesi venissero a vedere lo spettacolo e proprio per questo ho tenuto i prezzi molto bassi, ma non voglio che vengano qui a scapito degli altri teatri cittadini… tutt’altro! Ed è proprio questo l’invito che faccio al pubblico prima dello spettacolo. Abbonatevi, andate allo Stabile, alla Tosse, al Garage come all’Archivolto… e poi venite anche qui! Ad oggi con “Rumori Fuori Scena” siamo a metà del percorso e lo hanno visto più di 4000 persone… Risultato impossibile se io avessi tenuto in scena lo spettacolo due o tre giorni, al massimo una settimana, come è abitudine fare in Italia. Un’abitudine pericolosa, prima o poi si finirà con il mettere in scena solo il primo tempo di uno spettacolo!

    Tra l’altro so che ti piacerebbe promuovere all’interno del Teatro della Gioventù gli spettacoli degli altri teatri cittadini… Esatto! A Londra o a Parigi è così e non vedo perché in Italia no. A me piacerebbe nel mio discorso a inizio spettacolo consigliare al pubblico spettacoli di altri teatri cittadini. Sarebbe fantastico … certo poi dall’altra parte vorrei che il “favore” fosse ricambiato, a seconda del loro gusto ovviamente. E’ un peccato far passare inosservati alcuni spettacoli…

    A Genova come in Italia si dice ci siano pochi ragazzi che scrivono opere teatrali, ma a me viene da dire: un giovane autore dove può andare a proporre i suoi testi originali se si tende sempre a mettere in scena opere straniere o di un’altra epoca? Il contemporaneo sembra sempre “da rivedere”… Tocchi un tasto delicato. Guarda io faccio il produttore teatrale da tanti anni. Il punto è che un giovane autore contemporaneo ha come colleghi/rivali tutti gli autori del mondo… è dura! Un giorno un ragazzo è venuto da me a propormi una commedia, scritta molto bene, divertente…. ma non abbastanza. Voglio dire, ma perché devo mettere in scena il testo di questo ragazzo quando posso mettere in scena un testo ad esempio di Michael Frayn…?! Questo ragazzo non era all’altezza di Frayn e io sono un produttore privato, per cui ovviamente scelgo il più bravo. Forse i teatri pubblici potrebbero aprirsi di più alle giovani proposte, questo magari si… ma per un privato è difficile. Poi, a dire la verità, in Italia non abbiamo neanche tutta questa tradizione di autori teatrali…

    Di cosa pensi di avere “tanta voglia”, Massimo? Oddio… Sicuramente vorrei il teatro sempre pieno e, come ti ho detto, vorrei che questo diventasse un teatro in pieno stile londinese. Per quanto riguarda la mia vita, invece, vorrei tanto trovare la tranquillità che non ho mai avuto. Sempre a rincorrere le cose, invidio la calma… e vorrei un giorno riuscire a vivere con i “tempi giusti”.

     

    Intervista di Gabriele Serpe

    Video di Daniele Orlandi

  • Shoot in the Casbah: concorso per registi di videoclip musicali

    Shoot in the Casbah: concorso per registi di videoclip musicali

    shoot in the casbah 2012I giorni che restano per partecipare sono pochissimi, ma se avete qualche progetto interessante in cantiere si può sempre tentare. L’organizzazione del Rock in the Casbah – attiva da undici anni e che normalmente si svolge in estate a Sanremo – ha indetto la prima edizione invernale della rassegna in parallelo con lo svolgimento del Festival di Sanremo.

    Per l’occasione ha lanciato il concorso per videoclip musicali rock e pop-rock Shoot in the Casbah.

    I partecipanti possono caricare su YouTube o piattaforme web analoghe entro le 22.00 di lunedì 13 febbraio un video realizzato con riprese live o animazione, che dovranno avere un soggetto e una durata in linea con la durata del brano musicale a cui il video è ispirato. Il link al video dovrà essere inviato, insieme alla domanda di partecipazione (scaricabile dal sito lucalombardiphoto.com) all’indirizzo mail shootinthecasbah@lucalombardiphoto.com.

    Non è richiesta alcuna quota d’iscrizione.

    Una giuria valuterà i videoclip: il vincitore sarà proiettato nel corso di “Festival in the Casbah” e il gruppo che ne è autore potrà esibirsi sul palco dell’edizione 2012 di Rock in the Casbah, a fronte di un cachet che verrà concordato con gli organizzatori.

    Marta Traverso

  • Subbuteo: il film genovese sul calcio realizzato in crowfunding

    Subbuteo: il film genovese sul calcio realizzato in crowfunding

    subbuteoPopolarissima per decenni tra i bambini (ma non solo), la Subbuteo-mania è tramontata all’alba dell’era dei videoghiochi, portando la storica azienda Hasbro a sospenderne la produzione da alcuni anni.

    Una scelta che non è andata giù ai fratelli Giovanni Battista e Arturo Parodi, che nella loro fabbrica di Manesseno – fondata nel 1971 dal padre Edilio e che conta, oltre ai due titolari, sette dipendenti – costruiscono il popolare gioco e lo distribuiscono in buona parte d’Europa. La loro storia ruota intorno a Subbuteopia, un documentario che sarà presentato in anteprima il 5 maggio a Villa Bombrini nel corso di una giornata interamente dedicata al Subbuteo, con tavoli a disposizione del pubblico e tanti eventi collaterali.

    Il film ha una particolarità: è stato finanziato tramite il web grazie alla raccolta fondi collaborativa degli utenti – fenomeno noto come crowfunding – che ha visto ottenere ai registi un budget di oltre 15.000 €.

    Marta Traverso

  • Mobile Festival 2012: per diventare registi basta un cellulare

    Mobile Festival 2012: per diventare registi basta un cellulare

    Ormai è un fatto: i cellulari di ultima generazione sono in grado di realizzare foto e video che non hanno nulla da invidiare ai “modelli base” di macchine fotografiche e videocamere. Per questo motivo l’azienda Sony Ericsson, con la collaborazione di The Blog Tv, ha finanziato un concorso per videomaker che dovranno utilizzare il proprio telefonino per creare un videoclip musicale o un cortometraggio della durata massima di 7 minuti.

    La gara creativa è realizzata per il Mobile Festival – Moving people making movies, progetto ospitato all’interno del Circuito Off Venice International Short Film Festival.

    La scadenza per consegnare il proprio lavoro sul sito ufficiale del Mobile Festival è il 30 aprile 2012 e il montepremi complessivo è di 18.000 Eu, così ripartito: due premi da 5.000 Eu, due premi da 2.500 Eu e due premi da 1.500 Eu. I due premi per ogni fetta di montepremi saranno ripartiti in questo modo: uno per la categoria Videoclip e uno per i Cortometraggi.

    Marta Traverso

  • Emma Dante, intervista esclusiva alla regista siciliana

    Emma Dante, intervista esclusiva alla regista siciliana

    Emma DanteIl Teatro dell’Archivolto ospita, venerdì 20 gennaio e sabato 21, uno spettacolo della regista e drammaturga Emma Dante. Palermitana, classe 1967, è tra i più affermati registi nel teatro di ricerca contemporaneo. Forte di un linguaggio personalissimo e intenso, ha collezionato negli anni diversi premi, come regista emergente e migliore novità italiana tra il 2001 e il 2003, come migliore regista e drammaturga con il Premio Gassman e il Premio della Critica nel 2004, fino al Premio Vittorini del 2009 per il suo romanzo “Via Castellana Bandiera”. I suoi spettacoli sono stati rappresentati anche all’estero in diversi paesi europei tra cui Francia e Spagna. All’Archivolto va in scena con “Gli alti e bassi di Biancaneve”.

    Può spiegare brevemente il significato del titolo e in che modo ha approcciato una fiaba tradizionale come questa? In sostanza, di cosa tratta lo spettacolo?

    È la riscrittura di Biancaneve dei fratelli Grimm. La ragazzina chiamata Biancaneve viene cacciata di casa per invidia della matrigna e trova rifugio nel bosco a casa dei sette nani. Biancaneve fa esperienza del mondo uscendo di casa e diventa grande attorniata da esseri imperfetti come i minatori bassi e la matrigna che grazie a un sortilegio si trasforma in una vecchia strega alta e secca.

    Nella sinossi si legge che i nani sono senza gambe, mutilati da un incidente in miniera, e la regina rappresenta, più che il male vero e proprio, il pericolo dell’esaltazione dell’io. Tema doloroso il primo, che rimanda agli incidenti sul lavoro, tema altrettanto di attualità il secondo, nel mondo iperindividualistico di oggi. Nel sottotitolo si legge inoltre “favola per bambini e adulti”: come ha reso accessibili ai bambini temi così complessi?

    Ho cercato di usare la fantasia per raccontare qualcosa di reale come un incidente in miniera o l’egocentrismo che dilaga sempre di più in una società individualistica. Lo spettacolo non vuole far denunce o lanciare messaggi sociopolitici, semplicemente cerca di mostrare al bambino un’altra versione dei fatti, partendo dal basso, dalle piccole cose come un cappello e un paio di ginocchiere o una mela e un paio di trampoli. Mi piacerebbe responsabilizzare il bambino che davanti a un certo tipo di esperienza diventa adulto e fare in modo che l’adulto, tornando bambino, possa lasciarsi andare a regole nuove.

    In una quotidianità dominata da una comunicazione-lampo, soprattutto visiva, in cui la fruizione è istantanea, usa e getta, come si può proporre, soprattutto ai più giovani, la comprensione del “tempo” del teatro, che è scandito in maniera totalmente diversa?

    È difficile effettivamente far spegnere in sala gli iphone, praticamente impossibile. Ma io tengo duro, insisto e secondo me a forza di insistere la gente si stanca di distrarsi continuamente e va a finire che casca nella mia trappola. La mia trappola è il teatro, come riflesso dell’umanità, lo specchio della regina viene interpellato anche da noi, è l’unico modo per non essere passivi.

    Com’è fare teatro in un momento di difficoltà come questo, in cui molti chiudono o rischiano la chiusura e altri, come il Teatro Valle a Roma, vengono occupati per protesta? Si può dire a questo punto che continuare a fare cultura è una forma di resistenza?

    Assolutamente sì. Diciamolo forte: fare cultura oggi è una forma di resistenza, una condizione straordinaria in un paese assuefatto e stanco.

    Scrivere e mettere in scena opere teatrali originali può ancora essere un lavoro e Lei ne è la dimostrazione; quale pensa possa essere la strada da seguire per i giovani autori? Mandare presentazione della propria opera a tutti i teatri possibili e immaginabili che nell’ipotesi di un sì chiedono comunque affitti di centinaia di euro, o esistono altri modi per perseguire l’ambizione di vivere di teatro?

    Fare il teatro nell’entroterra del proprio io, questo è il mio consiglio, gridare forte la propria voce dal basso, da uno scantinato, da un vicolo buio… farlo con tutta la forza di cui si è capaci.

    Claudia Baghino

  • 2099 D.C. Collettiva di arte e musica indipendente al Buridda

    2099 D.C. Collettiva di arte e musica indipendente al Buridda

    buriddaBuriddaCosa accadrà nel 2099 D.C.? Premesso che il mondo esista ancora (secondo i Maya mancano 364 giorni…) c’è chi ritiene che la tecnologia sarà entrata in modo sempre più pervasivo nelle nostre case e nei nostri corpi.

    Proprio i Giocattoli, Macchine Domestiche ed altre Diavolerie ormai diventati e/o che diventeranno parte integrante del nostro quotidiano sono il tema su cui molti artisti genovesi sono stati chiamati a ispirarsi tramite performance, disegni e installazioni per la collettiva 2099 D.C., che sarà presentata venerdì 23 dicembre (a partire dalle 18) presso il Buridda, uno degli ultimi appuntamenti in calendario prima del trasloco al Mercato del Pesce.

    Questi alcuni tra gli artisti presenti e il programma della serata:

    Alberto Valgimigli
    http://www.myspace.com/mikotoland

    c – e – t – u – s – s – s
    http://www.elvisss.com/

    teacher e
    http://www.evantsaidesign.com/

    égo_tek
    http://www.edizioniii.blogspot.com/

    Fabio Ramiro Rossin
    http://fabioramirorossin.blogspot.com/

    Adrià Fruitós
    http://adriafruitos.blogspot.com/

    Ketepo
    http://www.ketepo.blogspot.com/

    Ksenja Laginja
    http://ksenjalaginja.wordpress.com/

    Programma di 2099 D.C.
    Ore 18: inizio mostra – aperitivo

    Ore 20: My right of Frost, Circuit Bending, Theremin, sperimentazioni analogiche live & poetry noapple.

    Ore 22: Ader

    Ore 23: Useless Idea

    Marta Traverso

  • Genova creativa: il portale della creatività per giovani artisti

    Genova creativa: il portale della creatività per giovani artisti

    genova creativa

    È online un nuovo portale dedicato ai giovani artisti e alle opportunità dell’industria creativa.

    Genova creativa è una vetrina dedicata ai creativi genovesi e alle loro produzioni artistiche, una banca dati che mira a raccogliere l’opera omnia di tutto ciò che avviene a Genova sul piano dell’arte e della creatività, allo scopo di creare una rete di contatti tra idee innovative e interlocutori interessati al loro sviluppo.

    Il portale è rivolto a quattro categorie:
    giovani artisti tra i 18 e i 35 anni residenti in Liguria
    – creativi professionisti
    – imprese che offrono servizi per il mondo artistico e culturale
    – associazioni culturali

    Per maggiori informazioni sul progetto è possibile contattare la redazione di Genova Creativa al telefono 010 5574835/836 o all’indirizzo di posta elettronica genovacreativa@comune.genova.it.

    Marta Traverso

  • Maia Workshop: cinema a scuola, via al corso per produttori di film

    Maia Workshop: cinema a scuola, via al corso per produttori di film

    cinepresaSi parla spesso del produttore cinematografico, una figura che di norma resta nell’ombra rispetto alla notorietà di attori e registi, ma che di fatto gioca un ruolo preminente in tutta la macchina organizzativa. Se non altro perché è lui a ritirare l’Oscar per il vincitore della categoria Miglior film.

    Per conoscere meglio questo mestiere, la Genova-Liguria Film Commission ha attivato per il 2012 un corso di produttore cinematografico denominato Maia Workshops.

    Il progetto è aperto a candidati senza limiti di età e con esperienze nel settore audiovisivo. Il workshop si terrà in lingua inglese si articola in tre settimane, cinque giorni a settimana in tre diverse località: Polonia (aprile – aspetti creativi della produzione), Lazio (settembre – aspetti legali e finanziari) e Liguria (novembre – marketing e distribuzione).

    L’unica nota dolente è il costo del corso: l’iscrizione costa 800 €, i tre seminari 2.000 €.

    Marta Traverso

  • Sette miliardi di abitanti della Terra: concorso video

    Sette miliardi di abitanti della Terra: concorso video

    abitanti della terraLo scorso 31 ottobre la Terra ha raggiunto 7 miliardi di abitanti. Un numero considerevole, che porta con sé non poche implicazioni dal punto di vista ambientale, del consumo delle risorse naturali, dello sviluppo delle città, del lavoro e così via.

    A questo scopo è stato indetto dalla fondazione 1 of 7 Billion un concorso per cortometraggi, per realizzare un filmato di durata compresa tra 1 e 10 minuti che possa analizzare una o più di una delle conseguenze di questo traguardo numerico.

    Il concorso è internazionale, pertanto il video dovrà essere girato in inglese o avere i sottotitoli se in lingua straniera. Le tematiche affrontate dovranno essere scelte tra le seguenti:
    – povertà e rottura del cerchio della disuguaglianza
    – rafforzamento e progresso delle donne e le ragazze
    – giovani
    – salute riproduttiva e diritti
    – persone in salute e ambiente
    – invecchiamento
    – urbanizzazione
    – pianificazione per la crescita.

    Il termine per presentare i propri elaborati è il 15 febbraio 2012. I partecipanti potranno candidarsi singolarmente o in gruppo e inviare fino a due video.

    Sono previsti premi in denaro per i primi tre classificati: 4.000 $ al primo, 2.000 $ al secondo e 1.000 $ al terzo. Il video vincitore sarà utilizzato dalla fondazione per tutte le sue campagne di comunicazione.

    Marta Traverso

  • Genova Film Festival: zero finanziamenti, 2012 a rischio

    Genova Film Festival: zero finanziamenti, 2012 a rischio

    genova film festivalStiamo ancora aspettando di ricevere i contributi dell’edizione scorsa. Quindi è difficile pensare al prossimo festival con questo problema ancora utto da risolvere. Noi restiamo ottimisti, ma le difficoltà ci sono eccome“.

    Con queste parole Antonella Sica e Cristiano Palozzi, direttori artistici della rassegna Genova Film Festival, denunciano l’assenza di contributi per uno dei più importanti eventi culturali genovesi, che potrebbe portare a uno stop per l’edizione 2012.

    I tagli alla cultura hanno causato enormi disagi anche all’associazione culturale Daunbailò, che dal 1997 si occupa dell’organizzazione di una rassegna che non ha la fama internazionale degli analoghi festival a Venezia o Roma, ma ha dato lustro alla nostra città portando nomi di spicco del cinema italiano e oltre: ultimi in ordine di tempo Paolo Virzì (edizione 2010) e Pupi Avati (edizione 2011).

    Di norma il Genova Film Festival si svolge tra la fine di giugno e l’inizio di luglio, mentre il bando per cortometraggi rivolto ad aspiranti registi e professionisti del settore viene indetto a inizio anno. Nei prossimi mesi capiremo dunque se ci sarà ancora spazio a Genova per questa importante rassegna cinematografica, o se sarà l’ennesimo polo culturale destinato a cadere nel dimenticatoio.

    Marta Traverso

  • Cineama: crea, condividi e produci il tuo film via social network

    Cineama: crea, condividi e produci il tuo film via social network

    cinepresaIn periodi come questo è sempre bello leggere le storie di chi cerca di andare oltre la crisi e i problemi legati all’occupazione creandosi da zero il proprio lavoro. È il caso ad esempio di Tania Innamorati, che grazie al concorso annuale Working Capital di Telecom Italia ha avuto la possibilità di dare vita alla start up Cineama.

    Si tratta di un social network che ha due finalità: (1) dare a chi ha la passione del cinema e vorrebbe scrivere, produrre e dirigere un film la possibilità di farlo (2) sostenere gli autori e produttori indipendenti.

    Gli iscritti a Cineama possono dare vita a vere e proprie scritture collettive di film, dove ognuno condivide le proprie idee e al contempo si cerca di ottenere finanziamenti per la produzione tramite il crowfunding (finanziamento collaborativo dal basso, ndr), uno strumento sempre più usato per lo sviluppo di realtà online e non solo.

    La start up è nata nel giugno 2010 con il supporto di Fabrizio Mosca, produttore di numerosi film italiani tra cui I cento passi, e di realtà del settore tra cui Torino Film Lab e Apulia Film Commission. Si tratta di un progetto che segue la scia delle numerose web radio, web tv e social network indipendenti che si muovono per valorizzare ogni ambito artistico, e che in questo caso specifico può consentire a chi vuole fare del cinema il proprio mestiere – e ha un progetto particolarmente interessante ma che non trova spazio nei canali tradizionali – di trovare potenziali colleghi, finanziatori, distributori, o semplicemente curiosi che potrebbero un domani diventare spettatori.

    Marta Traverso

  • Mattador: un concorso gratuito per aspiranti sceneggiatori

    Mattador: un concorso gratuito per aspiranti sceneggiatori

    sceneggiatura Nel 2009 a Trieste un ragazzo è morto di leucemia. Si chiamava Matteo e stava studiando per diventare uno sceneggiatore. Da allora in suo onore viene indetto ogni anno un bando di concorso per sceneggiatori under 30, organizzato dall’associazione Mattador.

    Il concorso è rivolto a sceneggiatori italiani e stranieri, che possono presentarsi con un soggetto o una sceneggiatura per lungometraggio: l’unico requisito per i partecipanti è l’età, in quanto dovranno avere più di 16 anni e rispettivamente meno di 30 (categoria sceneggiatura) o meno di 23 (categoria soggetto).

    Ogni partecipante può presentare una sola opera per ciascuna delle due sezioni, che dovrà essere in lingua italiana, inedita e a tema libero. La sceneggiatura dovrà essere compresa tra le 80 e le 100 pagine, il soggetto tra le 5 e le 15 pagine.

    I lavori e la scheda di iscrizione (scaricabile dal sito del concorso) potranno essere inviati su cd entro il 15 aprile 2012 al seguente indirizzo:
    PREMIO MATTADOR 2011/2012
    CASELLA POSTALE 1392
    UFFICIO POSTALE TRIESTE 3
    Piazza Verdi 2 – 34100 Trieste

    In palio ci sono 5.000 Eu per la migliore sceneggiatura e 1.500 Eu per il miglior soggetto. I due vincitori saranno seguiti da un gruppo di tutor professionisti in un percorso formativo, allo scopo di sviluppare i loro elaborati.

    Marta Traverso