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  • “Da grande voglio fare il cuoco”: la cucina genovese fra mestiere e tradizione, il lavoro più ambito

    “Da grande voglio fare il cuoco”: la cucina genovese fra mestiere e tradizione, il lavoro più ambito

    PestoIn principio erano Bergese con il Ristorante La Santa, nel Centro Storico, aperto nel secondo dopoguerra, e più recentemente Angelo Paracucchi, che nel 1976 con la sua Locanda dell’Angelo ad Ameglia, nell’estremo levante ligure, salvò quasi letteralmente le sorti della cucina italiana che in quegli anni era completamente appiattita su standard internazionali che rischiavano di cancellarne ogni ricchezza. Stiamo parlando di cuochi, grandi cuochi per l’esattezza, e di una cucina, quella ligure, che si pretende sempre di aver riscoperto ma che alla prova dei fatti a livello nazionale è spesso trascurata se non per l’immancabile binomio pesto- trofie.
    Ciò nonostante, anche se non ci sono più in Liguria i grandi Maestri della cucina italiana (ma domani, chissà), resiste per fortuna la consapevolezza di quanto è stato fatto e ottenuto in questi ultimi anni da una ristorazione sempre più preparata e attenta.
    Poche sorprese, comunque, dall’uscita annuale delle Guide Gastronomiche più note, la Michelin 2015 e quella ai Ristoranti d’Italia de L’Espresso, dove il nostro territorio è presente ma non particolarmente blasonato, anzi: a causa del trasferimento da Nervi ad Arenzano del Ristorante “The Cook”, è andata persa l’unica stella Michelin del Comune.

    Eppure dovrebbe essere il nostro momento, vista l’attenzione per una cucina “di prossimità” più sana ed anche attenta alle calorie. Proprio nella cucina di magro – come recitava il titolo di un ancora attualissimo libro di ricette del 1880 “La cucina di strettissimo magro” di Padre Gaspare Dellepiane frate genovese dell’ordine dei Minimi di San Francesco da Paola – la nostra terra ha sempre trovato la sua caratteristica migliore. Questo antico ricettario è una vera sorpresa per la gustosa modernità dei piatti suggeriti, molti dei quali farebbero la gioia di un vegetariano e alcuni anche adatti a vegani di stretta osservanza, che già a quel tempo mostravano la capacità di utilizzare con sapienza quanto il territorio metteva a disposizione. Eh sì, perchè cucinare in Liguria non significa, come a volte i nostri vicini piemontesi o lombardi malignamente suggeriscono, tenere un occhio fisso al portafoglio e un altro alla tasca cucita, ma è la capacità di utilizzare le materie prime in una zona dove certo non sono presenti allevamenti intensivi o estese coltivazioni agricole.

    VernazzolaCome si mangia in Liguria? Che cosa offriamo ai turisti, o ai liguri stessi, disposti a fare anche un po’ di strada pur di passare un paio d’ore soddisfacenti a tavola?

    A settembre, prima delle alluvioni che ancora una volta ci hanno devastato, Oscar Farinetti, fondatore di Eataly, parlando al Festival della Comunicazione a Camogli, ha raccontato di una Liguria che ha forse l’agroalimentare più vario, bello ed interessante d’Italia, compreso il pescato, ma che a causa di una sorta di “pancia piena”, così l’ha definita, non si ingegna nel trasformare e lavorare le materie prime che le sono state regalate. Ad esempio il pesce, ha detto, molto migliore di quello dell’Adriatico, eppure cucinato con enorme minor cura, meno fantasia, sempre confidando nella bontà del prodotto stesso.  «Ma – ha aggiunto – vedo molte persone interessanti che si muovono, che cercano di recuperare il troppo tempo perduto».

    Ne abbiamo parlato con Roberto Avanzino, insegnante, cuoco professionista e skipper, che subito mi avverte: «Sono d’accordo con queste parole, certo il suo è un punto di vista esterno, ma ha parzialmente ragione. I ristoranti dovrebbero osare di più, ma è anche vero che il cliente, specialmente il turista, raramente ha voglia di sperimentare, e ti chiede sempre le stesse cose, gli stessi piatti. Per me la cucina innovativa di oggi, la vera rivelazione, risale ad almeno duecento anni fa. Sto parlando di quello che oggi viene chiamato street food, che noi abbiamo da generazioni, con le friggitorie che ti vendevano il cono di carta con dentro i pignolini fritti, la vecchietta che nella sciamadda (farinotto) ti preparava la rosetta con in mezzo la farinata o i venditori di caldarroste che erano in cima a via XX Settembre».

    Avanzino è insegnante Tecnico pratico di cucina all’Istituto Alberghiero Marco Polo: «Per i miei ragazzi ogni tanto preparo una lezione in strada che io chiamo “bread à porter” e li porto in giro ad assaggiare proprio quelle preparazioni povere e sapienti della nostra cucina che ormai sono nella storia. Fra panini con sottolii e acciughe sotto sale tutto fatto in casa, prosciutto stagionato di 26 mesi, magari con verdure grigliate e limone, oppure con il minestrone genovese, un altro street food dei tempi antichi».

    «La cucina di strada è una meravigliosa risposta alle esigenze di oggi – continua Avanzino – non tanto per le ridotte tempistiche, che comunque nel cibo di strada sono soddisfatte, ma per la composizione dei cibi stessi, ingredienti pregiati e molto costosi che raramente la cucina ligure utilizza, essendo sapientemente basata su ingredienti quasi di scarto, o comunque decisamente poveri, per costruire piatti speciali.
    Pensiamo alla cima. Una parte di manzo, la pancia, che serve a ben poco, unita a frattaglie, bietole dell’orto, qualche uovo. Eppure, una delizia solo ligure. Ancora, i pansotti, il mio piatto preferito: espressione massima, se fatti bene, della genovesità. Pochi ingredienti, poco condimento, anche quello povero, perché ricordiamoci che un albero di noce vicino a casa c’era quasi sempre. Lo stesso discorso si può fare con i ravioli con il tocco, con il minestrone genovese, così denso da essere tirato su con il pane, e così via.
    Un altro piatto della nostra cucina geniale e modernissimo, genuinamente moderno, sono le torte di verdura, un vero piatto nobile che oggi può essere inserito fra i “cibi metabolici” cioè quei cibi che più si avvicinano alla nostra alimentazione storica e ci aiutano a difendere la salute.
    D’altra parte, quando si dice noi siamo quello che mangiamo si dice una cosa ovvia: il nostro stomaco assume da migliaia di anni lo stesso genere di cibi, e noi siamo il risultato, la risposta a questi secoli di alimentazione. Se li cambiamo, se inseriamo cibi non “antropologici” estranei al nostro patrimonio genetico, il nostro corpo si ribella e si indebolisce; questo potrebbe spiegare l’esplosione delle intolleranze alimentari nella nostra società.
    Per questo, anche per questo, noi dobbiamo difendere maggiormente un patrimonio che sta scomparendo rapidamente, ovvero i ricettari di famiglia, quei quadernetti unti e spiegazzati che le nonne lasciavano alle figlie e alle nipoti, dove era gelosamente annotata la ricetta della cima di quella famiglia, del cappon magro o del minestrone. Questi ricettari erano anche quelli che preservavano la diversità, a volte molto marcata, dei modi di cucinare la stessa cosa in zone diverse, anche non lontane, della nostra terra: rappresentano una fonte primaria di cucina e di storia che deve essere difesa e valorizzata”.

    Roberto si anima nel raccontare, segno di una passione viva e concreta: «La nostra quindi è una cucina che può essere a basso costo, può essere molto sana, ma non è sbrigativa, purtroppo o per fortuna. Per lavorare i nostri ingredienti ci vuole tempo, questo in parte può essere la spiegazione della famigerata “tipica ospitalità ligure”, quando vorremmo che il cliente pagasse senza neanche sedersi, e magari glielo lasciamo anche capire…»
    Insomma, proprio per le sue peculiarità, quella ligure è una cucina molto impegnativa e molto stancante, «mettere una fiorentina sulla brace è ben più semplice che fare una cima o un cappon magro».

    cuoco-cucinaCome si mangia nei ristoranti genovesi? «In media si mangia bene anche perché purtroppo a causa della crisi chi non era granché in gamba ormai ha chiuso; anche chi era bravo ma non organizzato purtroppo ha chiuso. Io vado spesso al ristorante, nell’entroterra ed in città, e sono un abitudinario quindi tendo a tornare dove sono stato bene; però ogni tanto voglio sperimentare, oppure vedere come è gestito un locale.
    Bisogna tener presente che a Genova, con un calcolo un po’ approssimativo, durante la settimana fra tutti si dividono un migliaio di coperti; pochi, decisamente pochi, eppure chi va avanti conta su questi, perché i coperti del week end non possono bastare. Un bravo ristoratore, oltre ad offrire una buona cucina, deve anche essere un conoscitore dei prodotti che utilizza, ed utilizzare quelli che conosce; saper far ruotare le scorte in modo che durante tutta la settimana sappia offrire pasti con varietà senza mai far percepire al cliente che sta mangiando degli avanzi, anzi è durante la settimana che deve fidelizzare il cliente, offrendo un servizio più meditato e tranquillo, facendo sì che il cliente torni. Quando un ristoratore può contare su una quarantina (più o meno) di persone che in settimana ruotano intorno al locale è riuscito nel suo lavoro».

    Ai suoi allievi Roberto ricorda  sempre che il talento è indispensabile, ma in cucina non basta: «la cucina è sacrificio e fatica, sempre e comunque, quindi al netto delle comparsate in tivù, devono sapere di aver scelto una carriera dura che, certo, può dare molte soddisfazioni se si ha questa passione. Ma che costa molta, molta fatica e molte rinunce».

    E per vedere se Roberto è riuscito nel suo intento abbiamo incontrato un alunno proprio del Marco Polo, Tommaso Berti, che ha 17 anni, e ha scelto questa scuola, ci racconta, «perché ho la passione per la cucina da sempre, nella mia famiglia tutti me ne hanno passato un pezzetto: ho aiutato fin da piccolo mia mamma a fare i dolci, lei è brava e mio papà golosissimo, quindi ne facevamo parecchi; poi i miei nonni avevano una friggitoria di quelle tradizionali, li guardavo preparare il baccalà fritto, le panissette, la pasqualina e pensavo che avrei voluto cucinare anch’io. Dopo mio padre mi ha insegnato ad accendere il fuoco e a fare la cucina da campo nei boy scout, ed anche quello mi ha coinvolto e mi piaceva farlo; quindi, quando è stato il momento, la scelta è stata proprio la mia, senza nessuna pressione da parte della famiglia».
    Ebbene sì, l’Avanzino insegnante sembra essere riuscito a fare passare il messaggio, perché il ragazzo aggiunge: «il Marco Polo è una buona scuola e i più bravi dopo il diploma trovano lavoro, ma io vorrei ancora fare l’Università per migliorarmi: so di aver scelto l’ambito più difficile perché vorrei fare il cuoco, ma so benissimo che quello che si vede in tivù è spettacolo, nella realtà ci vuole tanto sacrificio e tanta esperienza. Ma io spero di farcela».

    E come lui sperano di farcela tutti i ragazzi che in questi anni stanno rendendo affollate le classi dei vari Istituti per i servizi alberghieri, ormai secondi solo all’inevitabile liceo scientifico; nelle scelte di indirizzo, i due terzi preferiscono la cucina rispetto ai servizi di sala, confermando la potenza dell “effetto Masterchef “, ma anche degli altri programmi, e sono davvero tanti, dove il cuoco è una vera rockstar, che si può permettere di essere scompigliato, bizzoso e al limite anche un po’ maleducato.

    cuochi-cucinaPer concludere ascoltiamo anche chi nella ristorazione a Genova lavora da una ventina d’anni: Enrico Reboscio ne è un rappresentante poliedrico e per ciò forse un po’ anomalo, attratto anche da nuove e diverse sfide (DotVocal srl, un’ azienda che progetta e realizza applicazioni vocali, anche per chi può interagire con un computer esclusivamente tramite la voce : ma questa è, come si dice, un’altra storia).

    Quale è l’ errore che secondo te si commette più spesso nella ristorazione ligure, e in quella genovese in particolare?

    «Dico subito che c’è molta confusione sotto il sole, nel senso che si vuol fare innovazione, e questo sarebbe anche giusto, ma senza una conoscenza approfondita della nostra storia, della tradizione: questo porta molti cuochi a ricercare il piatto che stupisce, inaspettato, ma senza vere basi resta un “coup de theatre” fine a sé stesso, e si sgonfia subito».

    Pensi che a Genova sia più facile mangiare bene o mangiare male, per un cliente che va a naso ma è comunque disposto ad esplorare?

    «A Genova si può mangiare bene, ed anche molto bene, se si spende un po’, diciamo dai 40 euro in sù. Sotto, se stiamo sui 32- 35 euro è molto facile rimanere delusi.
    Purtroppo è così, il prezzo in questo caso è una discriminante, a buon mercato c’è molto poco e ci si deve rivolgere magari ad un tipo di cucina diversa. Io stesso sono un esplorativo, perché dopo essere stato in sala per molti anni, adesso curo dal punto di vista amministrativo un ristorante, dove si fa antica cucina genovese e siamo gli unici fuori dal comune di Siena in grado di offrire carni senesi di alta qualità del consorzio agricolo.
    Personalmente gestisco un altro tipo di locale, un pub e ristorante in stile Est Europa: per questi motivi adesso ho tempo e modo di girare per ristoranti, anche perché sono appassionato di gastronomia, e ti posso assicurare che purtroppo non è facile mangiare bene sotto questo limite di prezzo.
    D’altra parte, se un titolare (che sia anche chef o no, poco importa) acquista merce di prima qualità, utilizza personale regolarmente assunto e formato, ben difficilmente può stare sotto questa cifra. Certo, se il lavapiatti è un extracomunitario che pago in nero, il cameriere uno studente che lavora due sere alla settimana pagato con un voucher, la spesa la faccio tutta dal grossista, beh, allora qualcosa di meno si può far pagare».

    Tu quali difficoltà hai trovato quando hai iniziato a fare questo mestiere? E un giovane quali difficoltà potrebbe trovare per emergere, oggi, in Liguria?

    «Io ho iniziato come imprenditore, in proprio: le difficoltà maggiori sono state quelle burocratiche, una vera e propria giungla dove rischi di perderti e che rappresentano un grandissimo sperpero di tempo, denaro ed energia. Purtroppo queste pastoie sono aumentate di anno in anno, quindi chi inizia si trova a dover affrontare le stesse che ho incontrato io vent’anni fa e quelle nuove, che a dispetto della semplificazione ogni anno spuntano come funghi e non sono mai state coordinate o sfoltite. Se invece parliamo di un ragazzo che va come dipendente in un locale, la cosa peggiore è capitare dove il livello di preparazione non è adeguato, oppure c’è ma il giovane viene solo sfruttato per lavorare frettolosamente senza darsi il tempo di insegnare, di trasmettere le conoscenze e l’esperienza indispensabili per la carriera, per magari proporsi altrove, anche in un’altra città . Di essere bloccato, insomma».

    Gli istituti alberghieri registrano ogni anno un boom di iscrizioni, nonostante la crisi che potrebbe far ripiegare su lavori più “sicuri”. Invece, tutti pensano che in questo ambito ci siano prospettive, ed in effetti è così. Però gli insegnanti lamentano che tutti vogliono diventare chef, trascurando altre specializzazioni, come il maitre o il cameriere.

    «Guarda, io  cucinavo solo certi piatti di carne, preparavo il menu, ma il mio lavoro principale era stare in sala, accogliere i clienti: per questo so di che cosa parlo. E dico che, a parte che le passioni non si discutono, se un ragazzo volesse diventare maitre sceglierebbe un lavoro veramente importante, fondamentale direi: accogliere le persone che entrano nel locale, farle accomodare mettendole a loro agio, scambiare due chiacchiere di benvenuto e poi cercare di capire cosa vorrebbero assaggiare, come vorrebbero stare da te è una cosa che rasenta la filosofia, non esagero. Ti mette in contatto con bisogni profondissimi dell’animo, quello dell’accudimento, quello di sfamarsi; è quasi uno spirito materno che ti mette in grado di comprendere i bisogni del cliente e cercare di soddisfarli».

     

    Bruna Taravello

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  • Teatro alla carta: attori e spettacoli a tavola in via Fiasella

    Teatro alla carta: attori e spettacoli a tavola in via Fiasella

    teatro palcoscenicoMartedì 19 febbraio (ore 20) presso il ristorante la Locanda in Centro di via Fiasella debutta l’iniziativa Teatro alla Carta: monologhi e dialoghi su ordinazione, da degustare durante la cena e interpretati dagli attori Federica Ruggero e Davide Mancini direttamente ai tavoli.

    La serata prevede, insieme al menù alla carta proposto dal ristorante, un menù parallelo con gli spettacoli del giorno, fra i quali è possibile scegliere. Oggi in programma monologhi e dialoghi d’amore tratti da celebri film dagli anni ’60 fino ai giorni nostri.

    Il progetto è ispirato al Theater am Tisch (teatro ai tavoli) in voga a Berlino, ed è messo in scena per la prima volta in Liguria in collaborazione con la scuola di recitazione LiguriAttori di Federica Ruggero.

    Dopo la prima tappa alla Locanda in Centro, il progetto (adatto anche a grandi spazi all’aperto) diventerà itinerante e i temi varieranno periodicamente. Ogni spettacolo ha un costo unitario che va da 1 a 3 € a coperto, per consentire al pubblico di scegliere la quantità, il soggetto, il tempo e il denaro da dedicare alla rappresentazione teatrale.

  • Ristorante Pizzeria Thermopolium

    Ristorante Pizzeria Thermopolium

     

    Ristorante ThermopoliumSulla passeggiata a mare di Nervi, lontano dal caos della città, col rumore del mare come unico sottofondo e il promontorio di Portofino a riempire la vista, c’è il Ristorante Thermopolium da Salva con la sua terrazza mozzafiato direttamente sul mare.

    Il ristorante, a conduzione familiare, è aperto dal 1992 e da allora il proprietario Salvatore e sua moglie Patrizia accolgono e intrattengono i clienti proponendo i piatti a base di pesce fresco cucinati al momento.

    Tutti i piatti sono a base di prodotti freschi e proposti con ricette casalinghe e genuine: tra le specialità di Patrizia si possono gustare le torte di verdure, gli spaghetti ai frutti di mare, le lasagnette al sugo di branzino e le trofie condite col suo buonissimo pesto.

    Tra i secondi spiccano la deliziosa orata in crosta di patate, il fritto misto di pesce, le cozze alla marinara come solo lei sa fare e nel periodo invernale, il suo leggendario stoccafisso accomodato.

    Il dessert da non perdere è la torta cioccolatina: un vero peccato di gola!

    E questi sono solo alcuni dei piatti proposti in questo ristorante dalla posizione incantevole e dal clima familiare.

    Per chi non ama il pesce o vuole fare uno spuntino, a 50 m si trova la pizzeria gestita dalla figlia di Salvatore e Patrizia, Tatiana, dove poter gustare fragranti pizze, focaccia al formaggio, insalatone servite in squisiti cestini di pane fatti in casa, crepes e anche lasagne al forno e una grande varietà di piatti unici a base di carne con contorni a scelta.

    Come vedete la scelta proprio non manca al Thermopolium!

    Ristorante Pizzeria Thermopolium

    Indirizzo: Passeggiata Anita Garibaldi 28r / 33 Genova Nervi

    Telefono: +39 0103724465

    Cellulare: 3357816263

    Sito internet: www.ristorantethermopolium.it

    Orari di apertura:  Periodo invernale (da ottobre ad aprile)  tutti i giorni a pranzo con qualche apertura serale nel weekend

    Periodo estivo ( da maggio a settembre) tutti i giorni sia a pranzo che a cena

    Chiusura: Mercoledì. Chiuso per ferie dal 15 al 25 ottobre 2012

    Prezzo medio del ristorante:  20-25 euro vini esclusi

    Prezzo medio della pizzeria: 10-15 euro bevande incluse

    (I.P.)

  • Scorribanda gastronomica, a Recco venerdì 3 agosto

    Scorribanda gastronomica, a Recco venerdì 3 agosto

    Focaccia al formaggio di ReccoVenerdì 3 agosto dalle 20 alle 23.30 ritorna a Recco la Scorribanda gastronomica, appuntamento ormai cult dell’estate della cittadina del levante genovese: ogni ristorante aderente al progetto propone agli avventori una sola portata con un calice di vino abbinato ad un prezzo predeterminato (da 8 a 10 euro omnicomprensivi) e il cliente può decidere di comporre il menù della serata in base al ristorante e al piatto proposto che più lo attira, assaporando così in un’unica sera più piatti in più ristoranti,.

    Il copupon office per tute le informazioni e per acquistare i coupon per le portate dei ristoranti è posizionato in piazza Nicoloso dalle 19 alle 23.30.

    Il menù della serata è ricco: si parte con un aperitivo da 2 euro per poi proseguire con il Trenino della Scorribanda per diverse tappe:

    -Fermata 1 Ristorante ALFREDO via San Giovan Battista 33 FRIVOLEZZE DI MARE E DI MONTE

    Aperitivo a tavola. Barchetta ai frutti di mare, Fiore di pane nero con mousse al salmone. Piadina con spada affumicato e squacquerone, Aspic brezza marina. Mini cocktail di gamberi, Acciuga ripiena.. Vol-au-vent alla crema di funghi, girella al prosciutto e rucola, cuculli alle erbette, crostino con crema al basilico, tartufini ai 2 colori, pizzetta di melanzana. con calice di bollicine, vino o aperitivo analcoolico in abbinamento- 1 Coupon Scorribanda da 8 Euro

    -Fermata 2 Ristorante DA LINO via Roma 70/72  OUVERTURE DI MARE

    Julienne di seppie con concassè di pomodorini e fior di cappero, salmone marinato ai sali bilanciati, cozze marinate, carpaccio di polpo al pesto nero,acciughe ripiene, la capasanta grigliata, cima di calamaro ripiena di verdure estive con calice di vino in abbinamento. 1 Coupon Scorribanda da 10 Euro

    Fermata 3 Ristorante DA Ö VITTORIO via Roma 160  RAVIOLI DI MAGRO AI PORCINI “SENZA MARCIAPIEDE”

    I raviolini del ristorante Da ö Vittorio, senza bordo, con scaglie di grana nel bosco dei porcini accompagnati da testa di porcino alla griglia lardellato su patata alla cenere con calice di vino in abbinamento. 1 Coupon Scorribanda da 10 Euro

    Fermata 4 Ristorante MANUELINA via Roma 294  IL SAPORE DEL NOSTRO MARE

    Bianco di morone al sale taggiasco con alghe finte con calice di vino in abbinamento. 1 Coupon Scorribanda da 10 Euro

    Fermata 5 FOCACCERIA Manuelina via Roma 294  GOLOSISSIMA FOCACCIA

    Focaccia di Recco col formaggio e Focaccia Pizzata con calice di birra artigianale La Superba. 1 Coupon Scorribanda da 8 Euro

    Fermata 6 Ristorante VITTURIN 1860 via Giustiniani 48  TRIS DI MADIA VEGETARIANO

    Le lasagnette alla Portofino con il pesto gentile, la crespella con i funghi i gnocchetti alle piccole verdure con calice di vino in abbinamento.  1 Coupon Scorribanda da 10 Euro

    Fermata 7 Ristorante LA VILLETTA via Montefiorito 2  LE DOLCI BONTA’

    Gran piatto con degustazione dei dolci di nostra produzione col tiramisù della Villetta, la crostata di Antonio e… con calice di Moscato o passito. 1 Coupon Scorribanda da 8 Euro

    “ZONA SCORRIBANDA GASTRONOMICA” presso la Baracchetta di Biagio, via Marinai d’Italia

     

     

  • Trattoria Cà del Frate dal 1969

    Trattoria Cà del Frate dal 1969

    Trattoria Cà del FrateLa Trattoria Cà del Frate dal 1969 si trova immersa in un meraviglioso uliveto, a pochi minuti da Rapallo, sulle alture di Zoagli nella frazione di S.Ambrogio.

    Offre ai suoi ospiti una graziosa saletta interna per la stagione invernale e due terrazze con panorama mozzafiato su Portofino ed il Golfo del Tigullio:  nel primo tavolo di una di queste terrazze era solito pranzare durante i suoi soggiorni a S. Ambrogio di Zoagli il poeta statunitense Ezra Pound.

    La cucina propone gustosi antipasti di mare ed i primi piatti della tradizione ligure come ravioli ai carciofi, pansoti in salsa di noci, troffie di castagne e chicche al pesto….e piatti di mare come troffie al nero di seppia e taglierini al profumo di mare; salse e sughi sono preparati come da antiche ricette dallo chef Livio.

    Nei secondi piatti trionfa la brace con grigliate di carne miste e vegetariane, costate, gamberoni reali, scampi, aragostelle e pesce pescato tutto cucinato sotto i vostri occhi da Antonello.

    Vi attendono squisiti dolci casalinghi e una buona scelta di vini delle cantine più prestigiose con un occhio di riguardo alla genuinità dell’Alto Adige. 

    Location accogliente e famigliare per rilassarsi la mente e godere di un magnifico panorama lontano dal caos cittadino, si consiglia la prenotazione soprattutto nei weekend.

    La Trattoria è ideale per cerimonie, feste e cene aziendali.

    Trattoria Cà del Frate dal 1969

    Indirizzo: Via Cà del Frate, 7 – S. Ambrogio ZOAGLI (GE)

    Telefono: 0185/258318 – 338/4242823

    Internet: TripadvisorFacebook

    e-mail: contelivio@alice.it

    Orari di apertura: Aperto tutto l’anno (chisura stagionale dal 10/01 al 10/02)

    Chiusura: Chiuso il lunedì

    Prezzi: da 25 a 40 euro

     

     

  • Ristorante Romantico di Rapallo

    Ristorante Romantico di Rapallo

    Ristorante Romantico RapalloNel centro di Rapallo, a due passi dalla stazione e dal lungomare dominato dal suggestivo e caratteristico Castello, c’è un ristorante  che propone le ricette della tradizione culinaria ligure rielaborate con rispetto degli antichi sapori.

    E’ il Ristorante Romantico, un locale elegante e raffinato in cui gustare una cucina che si basa su ingredienti nostrani di prima qualità e che propone ottimi piatti sia di pesce che di carne, oltre che pasta fresca e dolci fatti in casa.

    Il gusto e la genuinità delle ricette rispecchia la passione che da anni muove i gestori e gli chef e la volontà di offrire ai clienti una cena di qualità e curata nel dettaglio, dal servizio, al cibo, dalle bevande all’accoglienza.

    Il ristorante serve pesce freschissimo, crudità di mare, crostacei, fritto misto, pesce al cartoccio, pescato del giorno, oltre che ottimi primi, dal pesto alla genovese ai sughi di pesce. Non mancano anche le proposte per gli amanti della carne, con tagliate, e bistecche oltre che i gustosissimi dolci fatti in casa come il cuore di millefoglie alla nocciola, il tortino al cioccolato.

    Romantico propone una selezione di oltre 200 etichette provenienti da tutte le regioni d’Italia, dai vini bianchi, rossi, rosati, Champagnes e spumanti, adatti a ogni tipo di abbinamento culinario, dal dal pesce, alla carne, ai formaggi.

    Nel Ristorante Romantico è anche possibile gustare una cena all’aria aperta nella splendida veranda in un piccolo carruggio.

    Ristorante Romantico

    Indirizzo: Corso Italia 23, Rapallo

    Telefono: 0185 62354

    Sito internet: www.romanticoristorante.it/ROMANTICO

    Orari di apertura: Aperto a pranzo e cena

    Chiusura: Martedì (esclusa l’estate in cui il locale rimane sempre aperto)

    Prezzo medio: 40 euro

     

  • Baraonde Beach Club

    Baraonde Beach Club

    Baraonde Beach Club CogoletoNella spiaggia di Cogoleto c’è un locale dover poter passare un’intera giornata in totale relax, dalla colazione sino alla notte, godendo di un panorama suggestivo sulla costa Ligure.

    Il Baraonde Beach Club di giorno è uno stabilimento balneare in stile etnico con terrazza direttamente sul mare; la spiaggia è attrezzata con un baby park pensato per i più piccoli con giochi, scivoli, sabbia e nei weekend è prevista un’animazione con ragazze qualificate pronte a far divertire i bambini in acqua e fuori.

    Il bar e il ristorante garantiscono un efficace servizio per tutti coloro che desiderano gustarsi i sapori delle specialità liguri e le bevande dissetanti dell’estate. Al calar del sole inizia l’aperitivo a buffet ricco di stuzzichini, accompagnato da un’atmosfera rilassante con musica si sottofondo, cocktails serviti e preparati da Barman qualificati.

    Il ristorante è senz’altro una delle maggiori attrazioni del Baraonde Beach Club. Situato in una posizione incantevole in riva al mare, offre un’ampia gamma di soluzioni gastronomiche, e consente di scegliere tra una romantica e caratteristica cena a lume di candela o una vera e propria grigliata estiva in spiaggia a pochi metri dal mare.

    Il ristorante è aperto tutti i giorni sia a pranzo che a cena, è sempre gradita la prenotazione.

    In più il locale organizza serate enogastronomiche, grigliate in spiaggia nei sabati sera (gradita la prenotazione)  seguite da serate con musica, dj e  altre sorprese della Disco on the Beach, con DJ fino a notte fonda dove poter ballare liberamente anche sulla sabbia, in riva al mare.

    La discoteca è infatti uno dei pezzi forti del baraonde Beache Club: creata quasi per gioco, si riconosce ora come uno dei locali di punta della Riviera Ligure, mentre invece il suo punto di forza è la semplicità alla porta che la rende unica nel suo genere. La voglia di passare una serata in compagnia, con qualsiasi tipologia di musica, in terrazza coperta o per gli amanti in spiaggia in riva al mare, vestiti come meglio si voglia, il tutto accompagnato da un efficace servizio di Barman capaci di soddisfare qualsiasi vostra richiesta.

    Per tutta l’estate sono in programma serate a tema ricche di premi, sorprese, ed è inoltre possibile organizzare feste private, compleanni, addio al celibato/nubilato, feste di laurea, con lo staff del Baraonde Beach a completa disposizione a seconda delle diverse esigenze dei clienti.

    La discoteca è aperta da giugno a settembre compresi.

    Baraonde Beach Club

    Indirizzo: Via Aurelia di Levante, Cogoleto, Genova (1 km dall’uscita autostradale di Arenzano)

    Come Arrivare:  Baraonde Beach dista  10 minuti dalla stazione ferroviaria di Cogoleto.

    Per chi arriva in macchina:

    da Genova, prendere la A10 in direzione Savona-Ventimiglia ed uscire al casello di Arenzano. Prendere la direzione COGOLETO, siamo ad 1 km dal casello.

    da Milano, prendere la A10 in direzione Savona-Ventimiglia ed uscire al casello di Arenzano. Prendere la direzione COGOLETO, siamo ad 1 km dal casello.

    da Torino, prendere la A6 fino a Savona, quindi prendere in direzione Genova ed uscire ad Arenzano. Prendere la direzione COGOLETO, siamo ad 1 km dal casello.

    Telefono: 349 6864466

    E-mail: baraondebeach@hotmail.it

    Sito internet: www.baraondebeach.com

    Facebook: baraonde beach cogoleto

    Apertura: tutti i giorni

    Prezzo medio per la serata, comprensivo di cena euro 25

    (I.P.)

  • Antica Trattoria Lupo

    Antica Trattoria Lupo

    Antica Trattoria Lupo GenovaNel centro storico genovese  c’è un ristorantino che unisce la cultura del cibo all’arte: è l’Antica Trattoria Lupo, dove si possono gustare  specialità culinarie di terra e di mare oltre che acquistare oggetti d’arte e bijoux e partecipare ai corsi e agli eventi organizzati dalla  titolare Tiziana.

    Il ristorantino è situato all’inizio del dedalo di vicoli che si incrociano vicino alla stazione Principe, a due passi da Via Balbi; dispone di un dehor all’aperto e propone ai clienti un menù che si divide fra tradizione e specialità d’autore utilizzando prodotti di alta qualità, genuini e originari della terra ligure.

    Il locale è arredato in stile anni 30 come l’interno di una vera casa, per conservare e trasmettere ai clienti un’atmosfera casalinga e familiare; tra le specialità proposte,  i ravioli di pesce al profumo di mare, le picagge al pesto grezzo dop di Prà, il piatto Garibaldi, composto da gamberoni flambati allo sciacchetrà con pescatrice al vapore su insalatina di valeriana e dulcis in fundo la gustosa sacripantina genovese. 

    Gli chef del locale settimanalmente ampliano il menu proponendo  creazioni di stagione e possono realizzare, solo previa ordinazione, raffinate specialità come la zuppa di pesce, chateauxbriant in salsa bernese, brasati e cinghiale. Inoltre si organizzano serate a tema con cucina piemontese, veneta, umbra, toscana e celtica con piatti di tradizione scozzese ed irlandese.

    La carta dei vini comprende oltre 200 etichette di vini liguri, nazionali ed esteri, da gustare anche durante l’apericena del tardo pomeriggio.

    Ma, come detto, l’intento del ristorante è anche quello di rivitalizzare la zona intorno a cui è ubicato: per questo vengono organizzati numerosi eventi, dalle mostre d’arte alle sfilate di moda sino alle lezioni di macramè nel pomeriggio. E’ inoltre possibile acquistare i prodotti artigianali liguri, dalla ceramica alla filigrana di Campo Ligure.

    Ultima ma non meno importante curiosità: il locale esporta i piatti tipici della cucina ligure a Omsk, nella Russia Siberiana per consenitre alle genti del luogo di conoscere tutte le prelibatezze della tradizione culinaria della nostra regione.

    Antica Trattoria Lupo

    Indirizzo: Vico delle Monachette 20r (principe, all’inizio di Via Balbi) – Genova

    Telefono: +39-010267036

    e-mail: antica.trattoria.lupo@gmail.com

    Sito internet:www.lupoanticatrattoria.it

    Orari di apertura: Tutti i giorni escluso il mercoledì 12.30-15 / 19-23.30

    Chiusura: Mercoledì

    Prezzo medio: 25 euro a persona escluse bevande e vini.

    Carte di credito: Visa, Mastercard, American Express

    Il ristorante è nel circuito Genova Gourmet, collabora con Il Pesce Ritrovato Acquario di Genova, Piatti per Celiaci e Vegani, ed è inserito nella Guida Michelin e Quality per l’ospitalità Italiana.

    Pacchetti smartbox a prezzi convenienti

    (I.P.)

  • Donnart, mostra e menù dedicato alle donne alla trattoria Lupo

    Donnart, mostra e menù dedicato alle donne alla trattoria Lupo

    Lupo Antica TrattoriaL’antica Trattoria Lupo di vico Monachette ospita dall’8 al 24 marzo la mostra la personale della pittrice Angela Squillace “Donnart”.

    Per l’ occasione, lo chef del ristorante ha creato un menù dedicato alle donne composto da un entrèe con flute, un antipastino, un budino di spinaci e menta con gambero in pasta fillo e crema di limone, “ Belle Epoque” , piatto completo con aragosta con riso venere e riso basmati e fiori di Mimosa.

    Per finire bon bon di cioccolato ripieno di crema bianca al gran marnier e amarena

    Il costo è di euro 27 a persona

    E’ gradita la prenotazione allo 010267036

  • Ricette e Cocktail – La cucina di Era. Nuova puntata alla Trattoria Lupo

    Ricette e Cocktail – La cucina di Era. Nuova puntata alla Trattoria Lupo

    Trattoria LupoContinua il viaggio di Era Superba tv alla scoperta dei migliori ristoranti genovesi e delle ricette tipiche più succulente.

    La nuova puntata della rubrica “Ricette & Cocktail, la cucina di Era” è all’Antica Trattoria Lupo di vico delle Monachette, un ristorantino ubicato all’inizio del dedalo di vicoli che si incrociano vicino alla stazione Principe.

    Lo chef del ristorante propone una gustosa ricetta per preparare i ravioli di pesce e ci racconta tutti i segreti del mestiere, delle preparazioni e delle curiosità legate all’arte della ristorazione.

    Buona visione…e buon appetito!

     

  • Serata del Brunello di Montalcino al ristorante A due passi dal Mare

    Serata del Brunello di Montalcino al ristorante A due passi dal Mare

    Ristorante A due passi dal MareIl ristorante A Due Passi dal Mare di via Casaregis 52 r, 010/588543 propone venerdì 24 febbraio la serata de ” Il Grande Brunello di Castiglion del Bosco ‘o4, in abbinamento ai piatti:

    Ballottine di carne Fassone al profumo di maggiorana su fonduta
    Risotto con zucca gialla mantecato al San Stè
    Ventaglio di petto d’anatra con “friarielli”, patate nocciole e salsa al fondo bruno
    Mousse di cioccolato fondente Valrhona con cialda alle mandorle

    Il costo è di 45 euro tutto compreso

  • San Valentino da Lupo Antica trattoria

    San Valentino da Lupo Antica trattoria

    Lupo Antica TrattoriaPer la festa degli innamorati, Lupo Antica Trattoria in vico delle Monachette propone una serata “Asso di cuori”, con un piatto unico per due da Gran Gourmet e l’intrattenimento del mago di cuori Steve. Ecco nel dettaglio i menù:

    Piatto unico di pesce, due flute con entrèe, taglierini bianchi e neri in salsa d’aragosta e melograno con involtini di spada al forno accompagnati da mele, ananas, belga, sedano, noci e maionese. In più, dolcino finale con cupolino al cioccolato con il cuore bianco al Grand Marnier e amarena sotto spirito su crema all’arancia.

    C’è anche un piatto unico di carne, che include due flute con entrèe, riso al sedano e crema al gianduia con sfogliatine di filetto di manzo al passito e mini poìs di mele e patate saltate in padella, oltre che il dolcino finale con cupolino al cioccolato

    Il costo dei due menù  e della serata è di 39 euro a coppia (19,5 euro a testa)

    Per prenotazioni e info telefonare allo 010267036
    Lupo Antica Trattoria è in Vico Monachette 20 R.
    Genova Principe a 5 metri da Via Balbi

    Manù San Valentino Lupo

  • Cena di San Valentino all’Ostaia da o Sigu di Camogli

    Cena di San Valentino all’Ostaia da o Sigu di Camogli

    Ostaia da o SiguTorna anche quest’anno la 25 esima edizione di “Innamorati a Camogli”, la manifestazione dedicata all’amore per tutte le età nella splendida cornice del borgo marinaro del levante.
    Dal 10 al 14 febbraio chi cena in uno dei ristoranti aderenti al progetto riceverà anche il
    piatto collezione di San Valentino 2012 firmato da Immovilli.

    In più, musica, esposizioni d’arte, incontri, mercatino dell’artigianato, esibizioni dei writers, letture, per quattro giorni ricchi di appuntamenti.

    In occasione dell’evento, l’Ostaia da Ö Sigu sul lungomare di Camogli (via Garibaldi 82, tel 0185770689), propone un menù di San Valentino dal 10 al 14 febbraio al costo di 110 euro a coppia su prenotazione. Ecco la proposta culinaria:

    Caponatina di Melanzane Pinoli e Aceto Balsamico
    Capesante alla Griglia su Letto di Topinambur
    Gamberi alle Nocciole e Pistacchi
    Riso Venere e Gamberi Rossi
    Spiedoni di Tonno al Sesamo e Papavero
    Cuore di Cioccolato con Cascata di Fragole
    Dolci Abbracci
    Prosecco di Valdobbiadene Villa Sandi
    Piatto 2012 della Collezione “San Valentino Innamorati a Camogli “.

  • Serata dei carciofi al ristorante A Due Passi dal Mare

    Serata dei carciofi al ristorante A Due Passi dal Mare

    Ristorante A due passi dal MareIl ristorante A Due Passi dal Mare di via Casaregis propone per la serata di venerdì 10 febbraio un’altra serata culinaria a tema: questa volta i protagonisti dei piatti saranno i carciofi.

    Ecco il menù completo:

    Aperitivo Charmat con frittelle di carciofi

    Risotto ai  carciofi, mantecato al San Stè (formaggio della val d’Aveto)

    Tagliata di carne Fassone su insalata di carciofi e aceto balsamico di Modena

    Dessert

    Il costo è di 28 euro a paersona bevande escluse, per prenotare il numero è 010 588543


  • Serata a tema al Ristorante A due passi dal mare

    Serata a tema al Ristorante A due passi dal mare

    A due passi dal mareVenerdì 3 febbraio 2012 al Ristorante A due Passi dal Mare di via Casaregis 52 r si tiene la serata a tema sui frutti del mare. Il menù prevede:

    Aperitivo con frisceau di benvenuto

    Spaghetti alla chitarra con ragù di cozze al verde e cipollotto fresco

    Flan di broccoletti su vellutata di fagioli in  guazzetto di cozze di Olbia  e vongole veraci

    Dessert

    Il costo è di 28 euro bevande escluse, prenotazione al numero 010588543.