Anno: 2011

  • Corso di fotografia nel centro storico di Genova

    Corso di fotografia nel centro storico di Genova

    fotografiaAspiranti fotografi cercasi: a Genova torna una nuova edizione del corso in due giornate a cura di Gianni Ansaldi, che si propone di condensare in un breve workshop le tecniche base della fotografia.

    Tema di questa edizione è il centro storico di Genova e il corso si terrà in un punto strategico da cui si dipanano i caruggi: la Locanda di Palazzo Cicala, a pochi passi dal Duomo di San Lorenzo. Il titolo dell’evento prende ancora una volta spunto da una frase di Fabrizio De Andrè, con cui il cantautore partiva a descrivere la sua immagine della città vecchia: Dove il sole del buon Dio non dà i suoi raggi.

    Il corso si terrà in due diversi momenti: si può scegliere se seguirlo mercoledì 23 e giovedì 24 novembre, oppure sabato 26 e domenica 27 novembre. In entrambi i casi le due giornate si svolgeranno dalle 10 alle 18 circa, e il costo complessivo del corso è 320 €, che comprende anche il pernottamento e la prima colazione nell’hotel. Il primo giorno del corso sarà una lezione teorica sulle tecniche fotografiche, mentre l’uscita nel centro storico avverrà il secondo giorno.

    Per tutte le informazioni si può contattare Gianni Ansaldi all’indirizzo gianniansaldifoto@yahoo.it.

    Marta Traverso

  • “Quella carezza della sera”, Vittorio De Scalzi e Nico Di Palo a Chiavari

    “Quella carezza della sera”, Vittorio De Scalzi e Nico Di Palo a Chiavari

    Vittorio De Scalzi e Nico Di PaloVenerdì 18 novembre il teatro Cantero di Chiavari ospita lo spettacolo di Vittorio De Scalzi e Nico Di PaloQuella carezza della sera”, un viaggio tra musica e parole il cui ricavato verrà devoluto a sostegno dei lavori di ricostruzione di Genova, Borghetto Vara e Brugnato, località duramente colpite dalle alluvioni.

    Un’occasione imperdibile per rivivere le atmosfere e le musiche dei New Trolls con i due personaggi di spicco della band, che si raccontano attraverso suoni e visioni, parole e canzoni.

    Due ore di ricordi e aneddoti, storie incredibili e brani che hanno fatto storia. Massimo Cotto, aiutato dall’attrice Chiara Buratti, conduce la serata, stimola i racconti, intervista e provoca, protegge e processa. Visioni, Davanti agli occhi miei, Aldebaran, Ho veduto, I Can See The Rain, Il cielo, Autostrada, Poster, Una miniera, In St. Peter’s Day, Signore io sono Irish, i Concerto grossi, oltre naturalmente alla canzone che dà il titolo allo spettacolo, sono solo alcune delle 30 canzoni che si succederanno sul palco di Chiavari.

    Il progetto Quella Carezza della sera, che vedrà Vittorio De Scalzi e Nico Di Palo, era pronto per la partenza del tour teatrale a dicembre, ma, alla luce dei fatti accaduti, i protagonisti hanno voluto realizzare la serata del 18 novembre per i loro concittadini e hanno deciso di devolvere il ricavato dell’intero tour teatrale a favore delle opere di ricostruzione

    Quella Carezza della Sera
    Vittorio De Scalzi e Nico Di Palo dei New Trolls
    Conduce: Massimo Cotto, con la partecipazione di: Chiara Buratti
    chitarre: Andrea Maddalone
    Basso: Francesco Bellia
    Batteria: Giorgio Bellia

    Teatro Cantero di Chiavari – Piazza Matteotti 23

    BIGLIETTI

    Platea – I settore intero: € 33,00
    Platea – II settore intero: € 33,00
    GALLERIA intero: € 27,50
    Loggione (non numerato) intero: € 22,00

  • Rinascimento e Rinascenze, una conferenza organizzata da Arte In Campo

    Rinascimento e Rinascenze, una conferenza organizzata da Arte In Campo

    RinascimentoSabato 19 novembre l’associazione Arte in Campo organizza nel Chiostro di Santa Maria di Castello una conferenza  artistica, teatrale, gastronomica a cura di  Daniele Grosso Ferrando  con la partecipazione di Davide Quillico. La cena è a cura di Alberto Diego Carteny

    Per info e prenotazioni ai numeri:
    0108686152 – 3341315462 – 3493258295
    o info@arteincampo.net

  • Matefitness: matematici cercasi a Palazzo Ducale

    Matefitness: matematici cercasi a Palazzo Ducale

    matefitness genova palazzo ducaleSapevate che a Genova c’è una palestra della matematica, attiva dalla primavera 2006 e che propone per tutto l’anno laboratori didattici, conferenze, eventi e spettacoli per tutti gli amanti delle materie scientifiche?

    Si chiama Matefitness ed è un progetto del Consiglio Nazionale delle Ricerche a cura di Manuela Arata (presidente dell’Associazione Festival della Scienza), Giuseppe Rosolini (docente presso l’Università di Genova) e Giovanni Filocamo (autore di libri che illustrano la scienza giocando, come Mai più paura della matematica). Un vero e proprio laboratorio in cui si sviluppano giochi e attività non solo per le scuole, ma per chiunque voglia riscoprire nuovi modi di imparare le matematica: se volete saperne di più su Matefitness e le sue attività, la loro sede è a Palazzo Ducale (cortile maggiore, ultima porta a sinistra).

    Proprio in questi giorni Matefitness sta cercando di ampliare la sua squadra di animatori scientifici. In particolare sta cercando dieci ragazzi/e di età superiore ai vent’anni, che studiano all’Università o sono laureati in materie scientifiche, interessati a lavorare a contatto con il pubblico e ad andare in giro per Genova e l’Italia in occasione di eventi scientifici e progetti con le scuole. E naturalmente – anche se forse non è il caso di ribadirlo – con una forte, fortissima passione per la matematica.

    Chi è interessato a questa opportunità può inviare il curriculum entro il 30 novembre 2011 a info@matefitness.it.

    Marta Traverso

  • Facoltà di Scienze della Felicità: come imparare ad essere felice

    Facoltà di Scienze della Felicità: come imparare ad essere felice

    Oristano, Horse Country ArboreaHo deciso: mi iscrivo all’università! La mia adesione incondizionata è legata all’intento, quanto meno singolare, di imparare ad essere felice. In Sardegna, nasce “Aristan”, Facoltà di Scienze della Felicità, corso di laurea in teorie e tecniche di “salvezza dell’umanità”.

    E’ tutto pronto: un campus universitario di 42 ettari, nell’area dell’Horse Country di Arborea (Oristano), corredato di spazi verdi, piste ciclabili, cavalli, aula magna di 7000 posti, biblioteca etc; ci sono 40 illustri docenti tra i quali lo scienziato Gianluigi Gessa, il critico d’arte Vittorio Sgarbi, gli scrittori Francesco Abate, Michela Murgia e Barbara Alberti, il filosofo Giulio Giorello, il giornalista Giorgio Pisano, il cabarettista Benitu Urgu, il leader del Movimento pastori sardi Felice Floris e, perfino, un cantante, Diablo, al secolo Alessandro Spedicati, voce dei SikitikisLa.

    Non mancano le materie di studio, originali ed inconsuete, che rispondono al nome di Francoecicciologia, Infantologia, Poesia, Amore, Tex Willer, Libertà, Divertentismo, Adescamento, Ars amatoria, Coscienza comparata, Paura, Follia; presenti, anche, i primi 100 entusiastici iscritti; a coordinare tutto ciò il preside Massimo Deiana, capo della facoltà di Giurisprudenza di Cagliari; manca solo “Lei“, di cui hanno scritto classici greci e latini, filosofi e poeti, Lei che, negli Stati Uniti, è un valore esplicitamente sancito nella Dichiarazione d’Indipendenza: la felicità.

    In un mondo che sembra aver perduto la dimensione uomo a vantaggio del solo dio denaro, in un mondo in cui la stessa natura sembra ribellarsi scatenando l’ira incontrollabile dei suoi elementi, ritrovare un sorriso, la gioia, la serenità sembra quasi una chimera irraggiungibile e, allora, ben venga una scuola con tanto di certificato che ci aiuti a riacquistare la smarrita via.

    Al di là della facile ironia, esistono studi scientifici, come quello pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, condotto dall’University College di Londra e firmato da Andrew Steptoe e Jane Wardle, in cui viene dimostrato che la felicità riduce fino al 35% la percentuale di rischio di morte .

    Il problema è come raggiungerla, celata nei meandri più reconditi dell’area sensitiva del nostro cervello, e dotata di natura bizzarra come ci viene rivelato dai ricercatori della Cornell University, in Usa. “Il buon umore si alza presto al mattino e va a letto tardi la sera. Ma durante il giorno è piuttosto sfuggente, lasciando il posto ai cattivi pensieri”, questa è la conclusione a cui si è giunti analizzando “i cinguettii” che persone di tutto il mondo si scambiano su Twitter. Dunque, dal “bisogno di ammortizzare i fastidi e i dolori della vita”, come spiega Giorgio Pisano, nasce questo ambizioso progetto in terra sarda e, se non sarà felicità, sarà almeno uno “scudo stellare” contro il male di vivere di tal Eugenio Montale.

    Adriana Morando

  • Tesi di laurea su etica e tecnologia: bando per un premio in denaro

    Tesi di laurea su etica e tecnologia: bando per un premio in denaro

    computerUn concorso aperto a tutti i laureati che fra il 30 giugno 2010 e il 31 ottobre 2011 hanno discusso una tesi su Etica e Tecnologie dell’informazione e della Comunicazione: il bando indetto da AICA (Associazione Italiana per l’Informatica e il Calcolo Automatico) e Rotary International mette in palio quattro premi da 3.000 euro ciascuno, per un valore complessivo di 12.000 euro.

    Come partecipare? Il concorso è aperto a laureati di tutte le Università italiane (solo laurea specialistica, magistrale, a ciclo unico o dottorato) che hanno presentato una tesi inerente il tema di cui sopra e hanno conseguito un voto uguale o superiore a 106. Sono molti i possibili argomenti affini: legge sulla privacy, e-democracy, proprietà intellettuale, digital divide, informatica e sicurezza sul lavoro, cambiamenti indotti dalla tecnologia nei luoghi di lavoro, accessibilità alla rete e così via.

    La domanda dovrà contenere i dati personali, una copia del certificato di laurea, un sunto in 5 pagine della tesi e una lettera di presentazione del relatore, e dovrà essere inserita sul sito web di AICA entro il 30 novembre 2011.

    Una commissione valuterà i lavori inviati e procederà alla selezione dei quattro vincitori, che saranno premiati entro marzo 2012. Gli autori delle tesi selezionate riceveranno una comunicazione tramite raccomandata.

    Marta Traverso

  • Riduzione dei rifiuti: si parte dalla grande distribuzione

    Riduzione dei rifiuti: si parte dalla grande distribuzione


    Si avvicina la terza edizione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti (19-27 novembre), la campagna di comunicazione ambientale che nasce all’interno del Programma LIFE+ della Commissione Europea con l’obiettivo primario di sensibilizzare le Istituzioni, i consumatori e tutti i soggetti influenti circa le strategie e le politiche di prevenzione dei rifiuti messe in atto dall’Unione Europea, che gli Stati membri devono perseguire, anche alla luce delle ultime disposizioni normative.

    La nuova direttiva in materia di gestione rifiuti (98/2008 CE) sottotitolata “Verso una società del riciclo” pone la prevenzione e il riuso ai primi 2 posti della gerarchia gestionale.

    E proprio in occasione dell’evento di novembre e del lancio delle iniziative Meno plastica per Tutti e Mettila in rete, finalizzate a tagliare il peso degli imballaggi e altri articoli usa e getta, Italia Nostra, Adiconsum e la campagna Porta la Sporta, scrivono una lettera aperta indirizzata alle insegne della Grande Distribuzione Organizzata per chiedere quanto sono disposte a fare per prevenire la produzione dei rifiuti con un taglio agli imballaggi evitabili e la messa in vendita di alternative di consumo a basso impatto ambientale.

    Risulta infatti necessario il contributo di aziende leader del settore alimentare come Lavazza, Barilla e altre di pari importanza, in grado di fare da traino affinchè, un giorno, si possano trovare sugli scaffali dei supermercati prodotti alimentari a basso impatto di packaging e totalmente riciclabile.

    Sono sette le azioni di riduzione dei rifiuti che Porta la Sporta, Italia Nostra e Adiconsum chiedono di realizzare in tempi brevi ai gruppi della GDO: ridurre drasticamente il consumo di sacchetti monouso nel reparto ortofrutta con l’affiancamento di una soluzione riutilizzabile come con la  specifica iniziativa Mettila in rete; inserire nell’offerta attuale di spazzolini almeno un modello con testine intercambiabili con ricariche in confezione a parte; ridurre l’overpackaging dei prodotti di gastronomia confezionati nei punti vendita; chiedere ai propri fornitori di eliminare al più presto i doppi imballaggi e gli imballaggi secondari; sostituire gli imballaggi non riciclabili con imballaggi in monomateriale riciclabili; mettere a disposizione in tutti i punti vendita un ampio assortimento di prodotti per la detergenza del corpo e della casa acquistabili alla spina o in formati concentrati; ultima azione, ma non meno importante, riguarda la necessità di fare una regolare comunicazione per valorizzare le politiche ambientali intraprese.

  • Adotta una parola: la società Dante Alighieri tutela l’italiano

    Adotta una parola: la società Dante Alighieri tutela l’italiano

    paroleZuzzurellone, desueto, procrastinare, pantagruelico e apotropaico: sono queste al momento le cinque parole più adottate nel corso della campagna lanciata dalla Società Dante Alighieri, che in poco più di un mese ha raccolto oltre ventimila adesioni.

    Adotta una parola si pone l’obiettivo di richiamare alla mente quei termini della lingua italiana sempre meno utilizzati nel linguaggio corrente, simbolicamente adottate dagli utenti del web per mantenerne vivo l’uso.

    Un progetto che prende la scia di analoghe iniziative messe in atto in Spagna e Gran Bretagna, lanciato lo scorso ottobre in collaborazione con quattro tra i dizionari più utilizzati per conoscere i termini della nostra lingua: Devoto Oli, Garzanti, Sabatini Coletti e Zingarelli.

    Chi adotta la parola – previa registrazione sul sito della Società Dante Alighieri – riceve un certificato elettronico valido per un anno, nel corso del quale si impegna a utilizzare abitualmente questa parola e promuoverla tramite amici e conoscenti, monitorare la frequenza con cui viene pronunciata su vari canali (quotidiani, tv, Internet e così via) e segnalare eventuali usi impropri o definizioni errate del suo significato. Insomma, non è

    Voi che ne dite? Quali parole ormai cadute in disuso (o quasi…) vi piacerebbe adottare?

    Marta Traverso

  • Giovani in rete: il progetto dell’associazione Ecce Onlus

    Giovani in rete: il progetto dell’associazione Ecce Onlus

    GiovaniL’associazione Ecce Onlus è stata creata nel 2011 da un gruppo di ex volontari di Servizio Civile Nazionale del Comune di Genova, allo scopo di mantenere vivi i valori del servizio civile e al tempo stesso creare una rete di giovani attivi sul territorio .

    Dopo aver partecipato all’evento Genova si muove, i ragazzi dell’associazione hanno deciso di organizzare un incontro aperto a tutti i giovani, sia singoli che organizzati a loro volta in gruppi e associazioni. Obiettivo è portare avanti il progetto di una rete formata dalle associazioni giovanili di Genova e della Liguria, fino a creare una vera e propria federazione a livello nazionale.

    L’incontro si terrà giovedì 24 novembre (ore 17) presso la sala A del palazzo della Regione Liguria in via Fieschi 15, all’interno dei giardini Baltimora. Chiunque abbia proposte, idee o semplicemente voglia di ascoltare il progetto dell’associazione potrà partecipare all’evento.

    La presenza va confermata via mail entro martedì 22 novembre all’indirizzo –dew–@libero.it, che si può contattare anche per maggiori informazioni sulle finalità dell’associazione e sui contenuti dell’incontro.

    Marta Traverso

  • Tariffe raddoppiate sui traghetti per la Sardegna, arriva la class action

    Tariffe raddoppiate sui traghetti per la Sardegna, arriva la class action

     

    Quest’estate è salito agli onori della cronaca il caso dell’aumento anomalo dei prezzi per i traghetti diretti in Sardegna.

    Tariffe alle stelle, praticamente doppie rispetto al 2010.

    Ecco alcune storie raccolte da Altroconsumo: un pensionato nel 2011 ha pagato per viaggiare sulla tratta Genova-Olbia, nello stesso periodo, con la stessa compagnia, la Moby, il 100% in più del 2010, vale a dire 488 euro invece che 240 euro; sempre quest’anno una coppia convivente con due figli piccoli, da Genova a Porto Torres, ha speso 451 euro, il 100% in più dell’anno precedente; una famiglia con due bambini da Piombino a Olbia 730 euro, il 100% in più del 2010; una coppia 525 euro, oltre il 100% in più dei 255 euro spesi l’anno precedente sulla tratta Genova Olbia.

    Sono sette storie come queste i cardini su cui Altroconsumo e la Casa del Consumatore hanno impostato la class action contro quattro compagnie di navigazione, Moby, Grandi Navi Veloci, Snav, Forship (Sardinia Ferries), per violazione delle regole sulla concorrenza (in pratica l’esistenza di un cartello tra le 4 compagnie) e allineamento di tariffe verso l’alto.

    L’azione collettiva risarcitoria è stata depositata in queste ore presso il Tribunale civile di Genova e notificata alla compagnie.

    L’obiettivo è la restituzione del 50% di quanto pagato dai viaggiatori nel 2011 sulle tratte Genova-Porto Torres, Genova-Olbia, Livorno-Olbia oppure Golfo Aranci, Civitavecchia-Olbia-Golfo Aranci, Piombino-Olbia.
    Anche la Regione Lazio patrocina l’iniziativa.

    I casi dei sette proponenti l’azione sono esemplificativi di come nel 2011 i viaggiatori non abbiano potuto scegliere tra offerte diverse, vedendosi obbligati a pagare maggiorazioni nell’ordine del 90% e del 110%.

    Ma in realtà parliamo di migliaia di utenti coinvolti: sono infatti già 4900 le preadesioni all’azione ricevute da Altroconsumo e Casa del Consumatore.

    L’ipotesi di cartello ha già interessato l’Antitrust che è intervenuta aprendo un procedimento a maggio di quest’anno, a seguito della denuncia di Altroconsumo.

    Le preadesioni all’azione collettiva risarcitoria possono essere fatte compilando il form su www.altroconsumo.it.

    Quando il giudice si pronuncerà sull’ammissibilità dell’azione sarà avviata la fase di raccolta formale delle adesioni.
    Altroconsumo invita i consumatori interessati a conservare biglietti e ricevute di pagamento.

  • Nevio Zanardi, una mostra dedicata all’Unità d’Italia

    Nevio Zanardi, una mostra dedicata all’Unità d’Italia

    Nevio ZanardiIl grande artista genovese  Nevio Zanardi interpreta 20 opere verdiane con 20 quadri, ognuno dedicato a una regione italiana, per chiudere in bellezza l’anno del 150esimo anniversario dell’unità d’Italia.

    Ogni quadro prende spunto da un´opera verdiana preunitaria (Rigoletto, Nabucco e altre). In questo modo Zanardi continua il suo percorso artistico che si può definire “dipingere musica”: la pittura appare infatti come un equivalente visivo dell´emozione che scaturisce dalla musica.

    In occasione della mostra si tengono anche  visite guidate per scuole di ogni ordine e grado, affinché i concetti risorgimentali che traspaiono nelle opere verdiane balzino agli occhi dei giovani grazie ai colori e alle forme di Nevio Zanardi.

    Museo di Sant’Agostino, piazza Sarzano

    18 novembre – 31 dicembre 2011

    Da martedì a venerdì: 9 -19; sabato e domenica: 10 – 19

     

  • Mario Monti è il male minore, Di Pietro e Vendola come Bertinotti

    Mario Monti è il male minore, Di Pietro e Vendola come Bertinotti

    Nichi Vendola e Antonio Di PietroUna delle più geniali imitazioni nella carriera di Corrado Guzzanti, a mio avviso, rimane quella di Fausto Bertinotti, l’ex-leader di Rifondazione Comunista. A parte la straordinaria capacità caratteristica quell’imitazione era riuscitissima anche per l’intelligenza della satira. Il comico romano, ad esempio, riusciva a mettere in ridicolo l’irriducibilità di una posizione politica funzionale a fare opposizione, ma non a governare. Epico il perentorio comizio del “sub-comandate Fausto” in un programma con la Dandini di molti anni fa: «Siamo inaffidabili! Noi non possiamo governare. Il comunismo è fantasia! Questo mito della governabilità è un mito della destra! La sinistra deve restare all’opposizione. La storia della sinistra italiana dice che la sinistra deve restare all’opposizione! La sinistra non può concedersi il lusso di governare questo paese». E ancora, in uno show a teatro nel 2009: «Capovolgendo il pensiero buonista del Partito Democratico, che dice di essere uniti anche nella diversità, noi invece diciamo: dividiamoci anche se la pensiamo grossomodo allo stesso modo!». Geniale.

    Ecco, oggi che Bertinotti e Rifondazione Comunista non ci sono più, ci si sarebbe augurati che Di Pietro e Vendola, che di fatto svolgono la funzione della sinistra cosiddetta “antagonista”, non si facessero trascinare negli stessi errori: cosa che non è successa. Intendiamoci: in politica, avere una posizione chiara e netta è indispensabile. E sia l’Italia dei Valori che Sinistra e Libertà hanno una linea precisa: il rispetto della Costituzione, la legalità, la lotta al conflitto d’interessi, il contrasto all’evasione, la difesa dei ceti più deboli, eccetera. Tutti principi sacrosanti che i due leader – bisogna riconoscerlo – hanno cercato di perseguire con una discreta coerenza (a parte qualche “inciampo” non proprio piccolissimo, tipo il caso Scilipoti nell’IDV o i rapporti discutibili di Vendola con il senatore Tedesco, finito nello scandalo della sanità in Puglia).

    Tuttavia avere le idee chiare non basta. Ci vuole anche carisma, fiuto e capacità di sintesi; ci vuole la stoffa per saper strappare degli accordi vantaggiosi; in una parola, bisogna sapere negoziare.

    Ora, negli ultimi 17 anni, Berlusconi ha inquinato questo presupposto normale della vita democratica. Con le proposte di legge del Cavaliere, per il modo in cui erano concepite e per il fine a cui erano indirizzate – e questo va rimarcato con forza, altrimenti si fa di ogni erba un fascio -, ogni compromesso è stato impossibile: contrattare su prescrizione breve, legge-bavaglio, pericolose modifiche della Costituzione, riforma della giustizia e tante altre belle cose non si poteva e non si doveva fare. Non si poteva accettare che un concessionario dello Stato, ineleggibile per legge, puntasse a sfasciare il buon funzionamento di uno Stato per ottenere impunità per i suoi amici e vantaggi per le proprie aziende. I compromessi sono diventati rese e le collaborazioni inciuci.

    Ma era da dicembre dell’anno scorso, dallo strappo con Fini, che il Cavaliere aveva smesso di governare. Le opposizioni cosa hanno aspettato per costruire un’alternativa? Il PD è un soggetto misterioso e diviso, ma l’iniziativa per costruire una piattaforma condivisa poteva partire benissimo da Vendola e Di Pietro. Con un programma scritto, sul modello di quello che presentò l’Unione di Prodi, ma possibilmente più snello e concreto, si poteva mettere nell’angolo il PD e costringerlo a costruire un’alleanza.

    Il Fatto Quotidiano mesi fa propose una legge anti-corruzione a costo zero. Si poteva esser d’accordo o meno, ma il punto è che non si limitò a chiederla: la scrisse. La buttò giù articolo per articolo. Se un giornale arriva a questi punti di concretezza, perché non può farlo una forza d’opposizione? Ma si è preferito discutere di alleanze: Casini si o Casini no?

    Poi è arrivata l’estate delle tribolazioni finanziarie e la coppia Berlusconi -Tremonti collezionava pessime figure: ma dall’altra parte tante critiche e nessuna controproposta.

    Poi è spuntata la lettera della BCE. Il mio pensiero in proposito l’ho scritto la settimana scorsa, suggerendo anche, pur non essendo un economista, delle alternative. Ma dall’opposizione ancora tante critiche e nessuna controproposta.

    Poi è caduto Berlusconi e Napolitano ha guardato subito a Monti. Dall’opposizione di nuovo critiche.

    Eppure, chi aveva causato il mal suo, avrebbe dovuto piangere se stesso. Qual’era l’alternativa? Lasciare tutto in stand-by per mesi fino alle elezioni con la pistola puntata di uno spread alle stelle? E che garanzie di tenuta avremmo avuto con la vittoria di un centro-sinistra che a tutt’oggi non ha una coalizione e non ha un programma? Inutile che Di Pietro parli di «macelleria sociale». Il fallimento del paese farebbe una «macelleria sociale» ben peggiore. Per questo la gente appoggia Monti: perché è il male minore.

    Ed è colpa anche di Di Pietro, che evidentemente si è accontentato di farsi bello con il proprio elettorato mostrandosi duro e puro, se, quando c’era tempo, non si è costruita un’alternativa. E ora è costretto, obtorto collo, ad imparare a mediare. Così, mentre l’Italia incrocia le dita, ci tocca concludere che Di Pietro è un ex-magistrato onesto e Vendola un buon oratore: ma entrambi non hanno saputo dimostrare di essere anche buoni politici.

    Andrea Giannini

  • “La cena in musica”, concerto di Laila Iurilli al Crooner Italiano

    “La cena in musica”, concerto di Laila Iurilli al Crooner Italiano

    Crooner swing ClubGiovedì 17 novembre al Crooner Swing Club di via dei Giustiniani l’evento “A Cena con l’Autore”, con il concerto di Laila Iurilli.

    La scaletta del concerto vedrà alternarsi standard americani completamente rivisitati a brani del primo disco di Laila “In Other Words” (uscito in tutto il mondo in versione digitale nel maggio 2010) in cui la sua calda voce blues si mescola perfettamente con le sonorità jazz delle armonizzazioni e con i testi rigorosamente composti in inglese.

  • Alcatel Lucent: chiude la sede di Genova, a rischio 60 posti di lavoro

    Alcatel Lucent: chiude la sede di Genova, a rischio 60 posti di lavoro

    Il  gruppo Alcatel Lucent, multinazionale franco-americana attiva nel settore della Information and Communication Technology, annuncia la chiusura della sede di Genova, uno dei centri d’eccellenza della ricerca nel campo della telecomunicazione.

    Il centro ricerche e sviluppo di Genova, originariamente appartenente alla Marconi, è stato acquisito da Alcatel Lucent e inaugurato nel 2005. Attualmente dà lavoro a 60 persone ed è impegnato in particolare nello sviluppo di soluzioni per reti a banda larga in ambito metropolitano destinate al mercato internazionale.

    Un’altra importante realtà industriale rischia di scomparire dalla nostra città.  Ma non solo, altre riduzioni di attività sono previste in tutta Italia.

    “Siamo in presenza di una progressiva riduzione degli investimenti e degli insediamenti del gruppo in Italia. Ciò è inaccettabile e ingiusto”. Così spiega in una nota Fabrizio Potetti, coordinatore nazionale Fiom-Cgil di Alcatel-Lucent, che poi aggiunge:

    “Le lavoratrici e i lavoratori stanno pagando le scelte sbagliate del management che, invece di investire in nuovi prodotti e nuove opportunità, si concentra sui tagli e sulle delocalizzazioni. L’effetto di queste scelte sta producendo progressive riduzioni delle fette di mercato precedentemente occupate, oltre a esportazioni di tecnologie verso paesi che poi utilizzeranno tali conoscenze per farci concorrenza. Più si procede con questa impostazione e più l’Azienda si impoverisce, scaricando poi i suoi problemi sulle lavoratrici e sui lavoratori. E’ quindi necessario riaprire la discussione, già avviata al ministero dello Sviluppo Economico, per affrontare le questioni connesse alle logiche industriali e agli investimenti di Alcatel-Lucent in Italia, oltre che all’insufficiente capacità del nostro Paese di attrarre investimenti in settori strategici e ad alta tecnologia. La Fiom non starà a guardare mentre un altro pezzo della nostra storia industriale e del nostro patrimonio di conoscenze tecnologiche viene smantellato insieme a decine di posti di lavoro”.

    “Dopo la cessione del sito Alcatel di Bari, l’annuncio di chiudere il sito di Genova e’ un avviso molto allarmate e che getta molte ombre sul futuro della permanenza del Gruppo Alcatel-Lucent in Italia – dichiara Giuseppe Ricci, coordinatore nazionale Fim Cisl per Alcatel Lucent – A suffragare questa preoccupazione sono i dati negativi su vendite ed export comunicati nel corso dell’incontro del 14 novembre che segnano per Alcatel-Lucent Italia perdite del 15% sulle vendite rispetto al settembre dello scorso anno”.

    Alla luce di questa situazione la Fim Cisl chiede alla nuova squadra di Governo in via di formazione, un intervento urgente:

    “E’ necessario un rilancio del settore tlc in Italia attraverso misure strutturali e di sostegno. In particolare chiediamo per i lavoratori Alcatel-Lucent l’immediata convocazione al ministero dello Sviluppo economico per affrontare la vertenza e ridare prospettiva e futuro agli oltre 2.000 lavoratori del gruppo”.

    E ieri anche il Consiglio della Regione Liguria ha approvato all’unanimità un ordine del giorno (primo firmatario Gino Garibaldi, Pdl) contro la possibilità che il gruppo Alcatel Lucent chiuda lo stabilimento di Genova entro il 2012. Il documento impegna la Giunta perché “Siano poste in essere tutte le azioni possibili per tutelare e difendere l’industria tecnologica ligure, anche con la convocazione di un tavolo, interpellando e coinvolgendo tutte le parti interessate, per giungere a definire un programma ed una strategia chiara e condivisa per scongiurare la chiusura del centro di ricerche genovese da parte di Alcatel-Lucent”.

    Il documento impegna inoltre la Giunta ad attivarsi presso il Ministero dello Sviluppo economico affinché venga fatta chiarezza sulle prospettive del gruppo.

     

     

    Matteo Quadrone

  • Aeroporto Genova in crescita, ma della privatizzazione non si sa nulla

    Aeroporto Genova in crescita, ma della privatizzazione non si sa nulla

    Aeroporto Cristoforo ColomboDopo anni di incomprensibile immobilismo, il traffico dell’aeroporto Cristoforo Colombo in un anno è aumentato del 10% raggiungendo la quota di 1,4 milioni di passeggeri.

    A partire dal prossimo autunno, oltre al VolaBus (ricordiamo che allo stato attuale si tratta del collegamento città aeroporto più caro d’Italia), la stazione di Sestri Ponente e l’aeroporto Colombo saranno collegati ogni trenta minuti da un bus dell’Amt, al costo di 1,50 euro; bisogna solo attendere il termine dei lavori di RFI per il restyling e la costruzione del sottopassaggio, a quel punto la stazione ferroviaria cambierà denominazione e diventerà “Sestri Ponente Aeroporto“, verranno installati monitor in stazione per informare sui voli e in aeroporto per informare sui treni.

    Ma non è tutto, i progetti per il rilancio dello scalo genovese sono ambiziosi. La prima data importante era stata fissata per il 27 luglio, il termine ultimo per la presentazione delle offerte per la privatizzazione del Cristoforo Colombo. Decisione che inevitabilmente avrebbe portato a un programma preciso di investimenti e di gestione. Usiamo il condizionale perchè ad oggi della privatizzazione non si è più saputo nulla, la situazione è ancora in divenire e la scadenza fissata non è stata rispettata.

    Di certo ci sono i nuovi fondi che Regione, Camera di Commercio e Aeroporto hanno stanziato per i prossimi tre anni (2.5 mln di euro annui), l’obiettivo a breve termine è l’ampliamento dei collegamenti con le riviere per favorire la scelta dell’aeroporto di Genova da parte dei i turisti che vengono in Liguria, offrendo anche al posto del classico spuntino a bordo prodotti della gastronomia ligure.

    L’obiettivo a lungo termine, invece, è la costruzione entro il 2015 di un grande parcheggio di interscambio nella zona nord all’uscita dell’autostrada, “la Famagosta di Genova” come lo ha definito Marco Arato, presidente della società che gestisce lo scalo. Inoltre, nell’ambito del progetto della metropolitana leggera che collegherà Voltri con il centro città (vedi EraSuperba N°13), dovrebbe sorgere in quella stessa area la fermata/stazione “Aeroporto”. Staremo a vedere…

    Sicuramente le intenzioni sono lodevoli e la strada imboccata fa ben sperare per il futuro dell’aeroporto di Genova, soprattutto alla luce di una sempre più agguerrita concorrenza degli scali di Nizza, Pisa, e Milano. In questo senso Paolo Sirigu, direttore generale del Cristoforo Colombo, sembra essere fiducioso: “Più che concorrenti sono partner… Stiamo trattando per istituire triangolazioni sulle rotte che in bassa stagione si fa fatica a sostenere, in modo da suddividere i costi“.

    Gabriele Serpe