Informare i detenuti nelle carceri italiane sui rischi dell’HIV e delle altre patologie virali croniche, incentivarli a sottoporsi ai test specifici e nel frattempo cercare di scoprire a quanto ammonti il “sommerso” delle malattie infettive fra i reclusi.
Questo l’obiettivo della campagna di sensibilizzazione “La salute non conosce confini“, partita alcuni giorni fa, coinvolgerà 19 istituti di pena (compreso la Casa Circondariale di Genova Marassi), sparsi in 11 regioni italiane e durerà fino al gennaio 2012.
Un’iniziativa promossa dalla SIMIT (Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali), dalla SIMSPE (Società Italiana di Medicina e Sanità Penitenziaria), NPS Italia Onlus (Network Persone Sieropositive) e l’associazione Donne in rete Onlus, patrocinata dal Ministero della Giustizia e dal Ministero della Salute.
In ciascun carcere per alcune settimane sarà distribuito del materiale informativo in diverse lingue così da sensibilizzare le persone detenute e invitarle a fare il test per l’HIV e le epatiti.
Come detto in precedenza il progetto si propone di stimare il numero di soggetti affetti da patologie infettive senza averne la consapevolezza. Insomma malati che non sanno di esserlo.
La presa di coscienza infatti è fondamentale. Vivere in un ambiente di comunità come quello carcerario espone a un maggior rischio di diffusione di malattie infettive e una corretta informazione è un’ottima misura di autoprotezione per i detenuti. E per aiutare le istituzioni, chiamate a gestire in maniera appropriata un problema di sanità pubblica importante, sarà introdotta la figura del peer educator (un rappresentante Nps), un tutore alla pari, credibile e competente, in grado di comprendere i problemi dei malati.
“La diffusione delle malattie infettive in carcere evidenzia la necessità di un intervento programmato di prevenzione, diagnosi e terapia, relativi alle patologie infettive più frequenti – spiega Evangelista Sagnelli, Presidente SIMIT – E’ utile considerare che il periodo di detenzione può essere un’occasione per ricevere informazioni in tema di prevenzione delle infezioni. L’obiettivo del progetto è aumentare la percentuale di esecuzione dei test di screening per virus Epatici ed Hiv negli Istituti Penitenziari italiani, oggi ridotta al 30%. Ciò avverrà attraverso la formazione del personale sanitario dei 19 istituti di pena distribuiti sul territorio e l’informazione della popolazione detenuta. I risultati dei test saranno la base su cui pianificare interventi successivi di prevenzione e cura”.
“E’ un progetto che nasce da un’esigenza reale sul campo con il passaggio della Sanità all’interno delle carceri dal Ministero della Giustizia al Servizio Sanitario Nazionale non è stato più possibile raccogliere negli oltre 200 istituti penitenziari dati attendibili sulla diffusione delle malattie infettive in questo ambito – dichiara Sergio Babudieri, Presidente SIMSPE – Uno degli obiettivi principali del progetto è sicuramente quello di implementare l’accettazione dei test sierologici dell’HIV, delle Epatite virali e delle malattie sessualmente trasmesse. Ricordiamoci tutti che la situazione in carcere rispecchia, seppur amplificandola, quella della popolazione generale“.
La questione in gioco è anche la lotta alla diseguaglianza sanitaria, come racconta Rosaria Iardino, Presidente onorario NPS Italia Onlus e Donne in rete Onlus “Non è più tollerabile che esista il doppio binario di un paziente di Serie A e uno di Serie B e che, l’aver commesso un reato, riguarda sì la competenza giudiziaria ma lo Stato ha il dovere, nei confronti di tutti i cittadini, di dare la stessa possibilità di accesso a cure e farmaci indipendentemente dal luogo di residenza”.
Il ristorante di Capolungo a Nervi Da Lina, propone un Menù di Capodanno con 10 portate a 85 euro.
Anche il ristorante Cantine Squarciafico del Centro Storico di Genova propone due menù per la sera di San Silvestro, uno di pesce e uno di carne al prezzo di 85 euro.
Anche l’Hotel Portofino Kulm sulla Ruta di Camogli organizza, in collaborazione con Kaysun, una serata di gran Galà e Casino, con diversi pacchetti a seconda delle esigenze di spesa degli avventori.
Per gli appassionati di tango, il teatro Akropolis di Sestri Ponente (via Boeddu), propone lo spettacolo di tango di Narcotango e Los Totis, a seguire il dj set di El Fueye
Al Covo di Nord Est di santa Margherita Ligure, fuochi d’artificio e divertimento fino alle 8 del mattino con i Djs, Spettacolo di Burlesque, il gran Casinò con il Black Jack, animazione fashion direttamente da Ibiza, Musica dal vivo e Cabaret.
Al Ghost Music Club di Via Piacenza 48r a Genova Staglieno dalle 22.00 a tutta notte la faranno da padroni i djs techno house di Click Me Off guidati dal dj Funkytronic, Daniele Stella, Andrea Fontana e TSK Andrea Toscano. Non mancheranno spumante e panettone a prezzi low cost. Info 3426311808.
Il Cezanne di Via Cecchi apre alle 21 con un mega cenone a buffet e spumante compreso nel prezzo a 60 euro con prenotazione. Alla consolle dj Giulio Allerino da Milano e Carlo Scaramuzzino con Vocalist Mino Sacco.
Il Caribe Club di Puntavagno in Corso Italia 3 propone musica latina nella Sala Caribe con dj Julian ed animata dal Gruppo Bianconerolatino, e nella Sala Panoramica ballo liscio, standard e discoteca con il dj Rinaldo Il costo totale, che prevede la libera circolazione fra le due sale e molti piatti caldi, sarà di 30.00 euro.
Presso il ristorante , pizzeria e music hall Estoril Cafè di Genova Corso Italia prevista un cenone a buffet curato dallo Chef Pietro Milani dal costo di 60.00 euro con la consolle curata da Dj Carmen.
Il Crazy Bull di Sampierdarena affida l’enogastronomia all’adiacente Ristorante Braceria Braxea dove con 50.00 euro si mangerà di tutto. Al Crazy balli e musica con il dj set del locale.
Al Lucrezia di Vico Caprettari si balla con il dj set di by Stoned Chicken-RG-Massi M, house, techno, electronic e dance music.
Per chi ama il jazz, il Count Basie di vico Tana propone il concerto di Scott Hamilton Quartet. Per chi ama il pesce, il ristorante Soho di Vico Ponte Calvi propone due menù, uno da95 euro l’altro da 75.
Tanti gli eventi al Porto Antico: la pista di ghiaccio resterà aperta per un brindisi di mezzanotte, il Circumnavigando festival propone , a partire dalle 2130, uno spetatcolo nel tendone da circo con gli artisti artisti della compagnia El Grito con circo, musica, danza, giocoleria. Prezzo da 28 a 25 euro. Nel piazzale Mandraccio e Via Magazzini del Cotone dj set con musica per tutti i gusti ad ingresso gratuito.
Al Ca du Dria in Vico Neve si balla con il dj set reggae, jungle, drum’n bass, dubstep di Dj Capaneo; l’ingresso libero.
Per chi non vuole andare a dormire c’è il dj set ai giardini di Plastica, che inizia alle 22 del 31 e finisce alle 13 del primo gennaio.
Un altro dj set è organizzzato a Villa Bombrini, dalle 22 fino alle 4 del mattino. Protagonista sarà dj Solange, l’ingresso è solo su prenotazione al numero 3347925833.
Nella Chiesa sconsacrata di Sant’Agostino (centro storico di Genova), c’è il grande djset con artisti di fama internazionale New years’eve, i love London
Il primo gennaio al Teatro Carlo Felice ci sarà il Concerto di Capodanno, diretto da Fabio Luisi con l’orchestra e il coro del Teatro Carlo Felice e le voci bianche
Venerdì 18 novembre inaugura al Museo della Commenda di Prè la mostra “Io sonno”, dell’artista Leonard Sherifi.
Trenta pitture affascinanti su moto parking, scorci della città, accattivanti strombature di interni, tagli inconsueti di palazzi, asfalti, grovigli di sellini e specchietti.
Leonard Sherifi, apprezzato artista albanese, è un ragazzo di 27 anni, che ha negli occhi le visioni metropolitane da dipingere; ha studiato all’ Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova, specializzandosi in Arti Visive e discipline dello spettacolo, si è perfezionato al Chicago Artist Coalition.
L’inaugurazione è fissata alle ore 17, con la partecipazione di Maria Paola Profumo, Presidente Mu.MA, Giuseppe Maria Durazzo , Console onorario d’Albania in Liguria Raimondo Sirotti, Presidente dell’ Accademia Ligustica di Belle Arti, Fiorangela Di Matteo, Curatrice della mostra. La mostra è visitabile fino al 27 novembre, dalle 8 alle 19 (chiusa il lunedì).
Il permesso di soggiorno a punti diventa realtà. Dopo un paio d’anni di mirabolanti annunci, soprattutto da parte della Lega Nord, ma nessuna realizzazione concreta, venerdì 11 novembre è entrato in vigore con la pubblicazione sulla gazzetta ufficiale n. 263 il “regolamento che disciplina l’accordo d’integrazione tra lo straniero e lo stato stipulato al momento della presentazione della domanda del permesso di soggiorno”.
Il provvedimento è in vigore dal 26 novembre ma nel testo si parla di 120 giorni di tempo dalla sua pubblicazione in gazzetta ufficiale per renderlo operativo: quindi l’appuntamento è rimandato al 10 marzo 2012.
I soggetti interessati dalle nuove misure sono gli stranieri con più di 16 annientrati per la prima volta in Italia e che hanno fatto richiesta per il rilascio del permesso di soggiorno di durata non inferiore a un anno. Il provvedimeto, ovviamente non retroattivo, riguarderà solo chi arriverà nel nostro Paese dopo la sua entrata in vigore.
Ma in sostanza di cosa si tratta?
Al momento della richiesta del permesso di soggiornoil cittadino straniero stipula un accordo con lo stato italiano detto appunto” accordo di integrazione” articolato per crediti, vale a dire punti.
Con l’accordo il cittadino straniero si impegna ad acquisire un livello adeguato di conoscenza della lingua italiana parlata; a dimostrare una sufficiente conoscenza dei principi fondamentali della costituzione della repubblica, dell’organizzazione e funzionamento delle istituzioni pubbliche in Italia, della vita civile in Italia, con particolare riferimento ai settori della sanità, della scuola, dei servizi sociali, del lavoro e agli obblighi fiscali. Ma non solo. Lo straniero dovrà anche garantire l’adempimento dell’obbligo di istruzione dei figli minori e assolvere gli obblighi fiscali e contributivi.
Lo stato da parte sua assicura al soggetto richiedente la partecipazione a una sessione di formazione civica e di informazione sulla vita in italia. In pratica un mini corso gratuito di un giorno e della durata di cinque-sei ore.
Filippo Miraglia, responsabile immigrazione dell’Arci, commenta così “Il provvedimento ostacola ulteriormente il diritto degli immigrati ad ottenere un documento indispensabile. Di fatto contribuisce a creare cittadini di serie A e serie B”.
Alla firma dell’accordo vengono assegnati automaticamente allo straniero 16 punti: questa quota potrà lievitare grazie alla frequentazione di corsi, titoli di studio, ma anche grazie a comportamenti virtuosi nel senso di un’integrazione nel sistema italiano, come la scelta del medico di base, la registrazione del contratto d’affitto, attività imprenditoriali o di volontariato.
Ma i punti si potranno anche perdere in caso di condanne penali anche non definitive, misure di sicurezza personali, illeciti amministrativi e tributari.
Due anni è il tempo a disposizione per dimostrare di avere tutti i requisiti per soggiornare in italia. In questo arco di tempo i 16 punti iniziali dovranno diventare 30. Infatti un mese prima della scadenza del biennio dell’accordo lo Sportello Unico per l’Immigrazione avvia la verifica chiedendo allo straniero di presentare entro quindici giorni tutti i documenti necessari per ottenere il riconoscimento dei crediti. Chi non è in grado di esibire prove scritte potrà sottoporsi ad un test ad hoc. Se lo straniero ha nel suo permesso a punti dai trenta in su l’accordo si considera rispettato. Da uno a 29 si viene “rimandati” con l’impegno a raggiungere quota 30 in un anno, mentre se i punti sono zero o meno si è “bocciati” e scatta l’espulsione.
Ingredienti: 1 litro di latte, 150 grammi di farina, 150 grammi di zucchero, 4 uova (tuorli + albumi), 2 uova (solo albumi ), 1 scorza di limone, 100 grammi di pane grattato, olio d’oliva
Preparazione
In una casseruola, stemperate nel latte la farina e lo zucchero. Amalgamate molto bene, girando fino a quando il composto non appare perfettamente omogeneo.
Nel frattempo sbattete 4 uova e aggiungetele al composto di latte zucchero e farina, completando con scorza di limone (possibilmente non trattato) e un pizzico di cannella.
Fate cuocere il composto per circa 40 minuti a fuoco bassissimo, continuando a girare.
Dopodichè versatelo in un piatto unto d’olio e lasciatelo raffreddare; una volta che sarà freddo e solido, tagliatelo a rombi( o nella forma che preferite). Passate i rombi negli albumi d’uovo sbattuti, nel pane grattato ed infine friggeteli in olio caldo. Serviteli caldi con una spolverata di zucchero a velo.
Un altro weekend di musica al Senhor do Bonfim della passeggiata di Nervi.
Venerdì 18 novembre a partire dalle 2230 il dj-set di DjFarm con Alberto Golia Parodi, Davide Lavezzari Tarta e Matteo Listener Giomi.
A seguire alle 2330 il concerto dei Dorothi’s Doll, gruppo che nasce nel 2010 con l’intento di proporsi come semplice ma efficace “party band” rock, proponendo hit passate e presenti in chiave rock (Muse, Depeche Mode, Pink; killers, Rage against the machine…). Dopo vari live a Genova e dintorni, sono stati chiamati dal Console svizzero a dividere il palco con la grande band hard rock svizzera “Transit” nell’ottobre 2010. I componenti della band Sara, voce , Michele Maffei, chitarra, al basso Oscar Morchio, e il batterista Christian Parisi attualmente lavorano sui pezzi inediti e nel frattempo si esibisocono live con scalette scorrevoli ed indimenticabili e contagiano il pubblico con la loro energia e il loro stile, ben lontano dagli attuali schemi italiani.
Dopo il concerto riprenderà la dj-selection di DjFarm, formata dai 3 djs che si alterneranno per tutta la stagione invernale offrendo un mix di suoni e repertori diversi legati all’esperienza di ogni dj, che dà come risultato un dj-set decisamente “alternative”!
Ingresso + prima consumazione: 8 €
Sabato 19 novembre si esibiscono i The Wavers, Reduci dal primo, trionfale tour del disco di esordio nel 2009 “Welcome To Waverland”, dopo oltre 150 date in due anni in tutta Italia e all’estero, dopo aver condiviso palchi prestigiosi con grandi artisti quali The Hormonauts, Motel Connection, Dead Rocks, Los Straitjackets, e suonato nei prestigiosi spettacoli Burlesque di Voodoo Deluxe …il gruppo è pronto per un nuovo fantastico tour che farà ballare l’Italia intera.
La band è formata da Matt Waver (basso e voce) , Ricky Waver (chitarra e voce) e John Waver (batteria e voce). Sin dall’inizio i 3 “surfers” cominciano a comporre pezzi originali che nel giro di pochi mesi daranno vita al primo EP “The Wavers” composto da 4 pezzi in puro stile surf che nel giro di due anni (sotto licenza Creative Commons) conta oltre 2000 download, diversi passaggi radio ed ottime recensioni su siti e fanzine specializzate. Alcuni registi americani e tedeschi utilizzano le musiche dei Wavers per i loro cortometraggi.
Da allora l’attività live dei Wavers diventa frenetica, contando oltre 200 concerti in tutta la penisola e nelle vicine Francia e Svizzera, arrivando a suonare in festival prestigiosi quali il “SurferJoe Summer Festival” di Livorno, il “Gran Daddy’s Boppin 2” a Rovellasca, il “Festoria” di Saronno, aprendo i concerti di gruppi quali Dead Rocks, Ray Daytona and the Googoobombos, Los Straitjackets ed inoltre partecipando in qualità di “resident band” a diversi spettacoli Burlesque organizzati dalla Voodoo DeLuxe, la prima agenzia di Burlesque in Italia.
Dopo il concerto dj-set commerciale/revival/alternativo di Marco Valenti
Altre cinque persone, in un periodo nero segnato da una terribile crisi economica, perdono il loro posto di lavoro. Nessuna protesta, nessun clamore, silenzio assordante sui media, la disoccupazione continua a mietere vittime nell’indifferenza generale.
Accade all’ospedale Villa Scassi, dove da meno di un mese è stato chiuso definitivamente il bar-spaccio interno al nosocomio, un servizio utile e frequentato quotidianamente dai dipendenti.
Una società privata aveva in gestione il locale da quasi 10 anni, una forma di esternalizzazione del servizioche permetteva all’azienda ospedaliera, se non di produrre utili, almeno di risparmiare risorse finanziarie. Il contratto è però scaduto nell’agosto di quest’anno e l’Asl 3 ha ritenuto di non bandire un’altra gara per l’affidamento del bar. Oggi l’alternativa per i lavoratori del Villa Scassi è rappresentata dalla presenza capillare di una serie di distributori automatici di generi alimentari.
Quindi le macchine, per l’ennesima volta, hanno sostituito gli uomini, in quella che è indubbiamente una piccola storia ma esemplificativa di una tendenza che va per la maggiore.
La motivazione ufficiale dell’Asl 3 in merito a questa decisione è la necessità di recuperare gli spazi per un loro nuovo utilizzo. L’azienda assicura infatti che i locali liberati saranno destinati a fini sanitari, in particolare si ipotizza per il servizio di sterilizzazione.Vedremo nelle prossime settimane se davvero saranno rispettati gli impegni.
Indubbiamente non rientra tra le prerogative dell’azienda sanitaria, quella di preoccuparsi della conservazione dei posti di lavoro di un soggetto privato, ma quando ci troviamo di fronte ad una gestione pubblico-privata come nel caso in questione, ci aspetteremmo magari maggiore attenzione e la giusta cautela, prima di assumersi la responsabilità di decisioni drastiche che, direttamente o meno, bruciano sulla pelle di cinque lavoratori.
Pesanti tagli per il trasporto pubblico locale nella nostra regione a partire da gennaio 2012,ma la vera mannaia si potrebbe abbattere sulla testa di cittadini e pendolari con l’arrivo diaprile. E’ questo il senso della manovra regionale annunciata stamattina dall’Assessore regionale ai trasporti, Enrico Vesco.
La legge di stabilità appena approvata ha confermato infatti lo stanziamento di soli 400 milioni per il 2012 per il Tpl. Per quanto riguarda il trasporto ferroviario la Liguria ha a disposizione solo 22 milioni. Erano ben 97 nel 2010 e 75 nel 2011, questo per comprendere la gravità della situazione.
“Siamo sotto di almeno 30 milioni e dubito che arrivino queste risorse”, ha dichiarato Vesco, di conseguenza la giunta regionale, nel bilancio di previsione, ha stanziato ulteriori fondi per arrivare a quota 55 milioni.
La manovra prevista si articolerà in due fasi. I primi provvedimenti scatteranno a gennaio 2012 e comporteranno un aumento tariffario pari al 10% del biglietto di corsa semplice e al 5% per gli abbonamenti. Inoltre ci sarà una riduzione del servizio ferroviario esclusivamente nei giorni di sabato, domenica e festivi.
“Toglieremo i treni con meno affluenza senza toccare le esigenze dei pendolari”, spiega l’Assessore. In pratica la riduzione si misurerà in qualche decina di treni in meno al giorno e permetterà di recuperare circa 3 milioni. Mentre dagli aumenti tariffari la regione conta di recuperare altri 5 milioni per un totale di 8 milioni di euro.
“La giunta regionale ha deciso di evitare tagli drastici almeno fino alla fine di febbraio nell’attesa di un provvedimento del nuovo governo – aggiunge Vesco – l’impegno della Regione Liguria insieme alle altre regioni italiane è quello di aprire un confronto con il nuovo governo per ottenere le risorse aggiuntive che erano state promesse, ma non inserite nella legge di stabilità”.
In caso contrario, se non dovessero arrivare i fondi, scatterà la fase due della manovra, quella che in sostanza, rischia di cancellare il trasporto pubblico nella regione Liguria, “Una vera catastrofe” la definisce Vesco.
Parliamo di una manovra pesantissima che partirebbe ad aprile e porterebbe alla riduzione del 40% dei treni, vale a dire ben 260 treni in meno al giorno.
Per quanto riguarda invece il trasporto su gomma, altro nodo dolente, nel 2012 la Liguria ha a disposizione 100 milioni, 20 in meno del 2011. Ma ricordiamo che nel 2010 la somma a disposizione raggiungeva quota 135 milioni.
Qui l’obiettivo, come ha spiegato l’Assessore, è quello di accelerare il percorso di una nuova legge che porti all’aggregazione delle diverse aziende di trasporto liguri. Insomma la creazione di un azienda unica per il trasporto regionale potrebbe concretizzarsi entro la fine del 2012.
“Abbiamo costituito un tavolo tecnico – dichiara Vesco- c’è condivisione a livello politico (Comune e 4 Province interessate) e a livello sindacale, mentre per quanto riguarda le aziende si stanno lentamente convincendo a intraprendere questa direzione”.
Per il momento il trasporto su gomma non prevede aumenti tariffari perchè, dice ancora l’Assessore “Abbiamo chiesto alle aziende di trasporto di non prendere decisioni immediate”, in pratica anch’esse sono state invitate ad aspettare la scadenza di fine febbraio 2012, in modo da constatare se arriveranno davvero le necessarie risorse aggiuntive. Se così non fosse, anche in questo settore è altamente probabile un aumento del costo di biglietti e abbonamenti.
Con Fausto Ferraiuolo al pianoforte, Alberto Malnati al contrabbasso, Saverio Malaspina alla batteria. Una serata per rivivere le atmosfera delle “amicizie musicali” delle jam session: le performance di improvvisazione che furono leggendarie negli anni quaranta a New York City e che significano proprio “insieme in concerto”. Ingresso libero con tessera arci.
Venerdì 18 novembre – ore 2130
ENJOY THE BLUES – Luca Canepa Trio + Jam Session Blues
Con Luca Slim Luke Canepa chitarra e voce, Massimiliano Delfino al basso, Ezio Cavagnaro alla batteria. Gli appassionati di blues si incontrano al Count Basie jazz club con le performance trascinanti della serata “Enjoy the blues”: ogni venerdì è più che mai “insieme in concerto”. Ingresso libero con tessera arci
Sabato 19 novembre – ore 2130
REUNION IN CONCERTO
Franco Sandi, hitarra ritmica e voce
Maurizio Cassinelli, batteria e voce
Stefano Cavallo, basso e voce
Luciano Ottonello, chitarra solista e voce
I Reunion sono nati a Genova nel 1982 e i suoi fondatori hanno dato vita alla prima Beatles cover band italiana. L’intento era quello di raccontare la fantastica storia dei BEATLES attraverso la loro splendida musica, ma senza l’utilizzo di orpelli, fronzoli e travestimenti. L’esecuzione dei brani nelle tonalità originali e la rigorosa interpretazione degli stessi nella lingua originale, nonché l’esperienza maturata negli anni di attività “LIVE”, li ha portati a partecipare a prestigiose manifestazioni musicali e ad essere ospiti in programmi televisivi nazionali ed internazionali. Dal loro primissimo concerto al Covo di Nord Est al successivo presso il Teatro Instabile nella primavera del 1983, passando per la prestigiosissima Mersey Beatle Convention di Liverpool, che li ha portati ad esibirsi nei locali che videro la nascita dei Fab Four, ed arrivando alla celebrazione dei 35 anni del Rooftop Concert ed alla partecipazione alla registrazione di un album nel magico Studio 2 di Abbey Road a Londra.
Nella loro lunga carriera hanno scritto brani per Mina, Sergio Dalma, Michele ed hanno collaborato con Piero Cassano, Gino Paoli, Gianfranco Reverberi, Giorgio Usai (Il Mito New Trolls), Aldo De Scalzi, Vittorio De Scalzi (Le Voci dei New Trolls) e molti altri…
Capraia torna in provincia di Genova. L’isola dell’arcipelago toscano che fu genovese sino al 1925, da ieri è il quinto comune onorario della Provincia di Genova e si aggiunge ai 67 ufficiali. Le conseguenze sono simboliche, ma ripristinano il profondo legame storico fra Capraia e Genova.
Fu un regio decreto, il 15 novembre di 86 anni fa a staccare l’isola dalla madrepatria genovese e accorparla alla provincia di Livorno. Il rapporto che lega l’isola di Capraia alla città di Genova e alla Liguria risale al lontano tempo delle lotte fra le repubbliche marinare per la supremazia nel Tirreno settentrionale iniziate nel secolo XII e culminate nella celeberrima battaglia della Meloria (1284).
Il consiglio provinciale ieri ha deliberato all’unanimità la concessione della comunanza onoraria, una pratica unica in Italia, che
era stata già elargita a Carloforte, Voltaggio, Calasetta e Sant’Agata Feltria.
Il comune di Capraia Isola fu per circa 110 anni, ovvero dal congresso di Vienna, parte integrante della provincia di Genova. Il
perdurare di un forte legame affettivo con il capoluogo ligure è testimoniato dalle petizioni – sottoscritte nel 1960 e nel 1973 e da
altre iniziative miranti a favorire il ritorno di Capraia sotto la giurisdizione amministrativa ligure.
La Chiesa parrocchiale di Capraia, costruita nel 1759 ed intitolata a San Nicola vescovo, continuò inoltre a dipendere dallArchidiocesi di Genova sino al primo gennaio 1977.
La legge sulla stabilizzazione finanziaria, impone alla Provincia di genova di proporre alla Regione un piano di dimensionamento delle scuole del territorio che aggreghi in istituti comprensivi di almeno 1.000 studenti le scuole d’infanzia, elementari e medie.
I 59.000 studenti della Provincia di Genova (39.500 iscritti a scuole del Comune capoluogo e 19.400 a scuole degli comuni) a partire dall’anno scolastico 2012-2013 saranno raccolti in 59 istituti comprensivi, con una media esatta, quindi, di 1.000 studenti a istituto, ripartiti tra 39 a Genova capoluogo e 20 negli altri comuni della provincia.
Spariscono quindi le precedenti 17 direzioni didattiche (12 a Genova e 5 fuori Genova) e le 14 scuole medie autonome (11 a Genova e 3 fuori Genova), che, sommate ai 44 istituti comprensivi che già oggi esistono, portano il totale delle realtà esistenti in questo anno scolastico a 75.
Va sottolineato che gli accorpamenti previsti dalla legge incidono esclusivamente sul numero dei dirigenti scolastici e sulla dotazione del personale amministrativo scolastico, e non modificano in alcun modo la composizione delle classi né riducono il numero degli insegnanti.
Passata la delibera in consiglio provinciale, sarà quindi ora il consiglio regionale a deliberare sulle modalità del dimensionamento. La Regione ha infatti il potere di emanare le norme per l’applicazione del piano di dimensionamento scolastico, prevedendo eventualmente deroghe rispetto alla legge nazionale. Il 5 agosto scorso in consiglio regionale venne valutatal’opportunità di impugnare per conflitto di attribuzione le legge stessa davanti alla Corte Costituzionale.
La giornata genovese del regista romano coincide con il suo 61esimo compleanno. Carlo Verdone ha presentato “Posti in piedi in paradiso” il suo prossimo film che uscirà nel 2012, ed è intervenuto come ospite d’onore al festival dell’eccellenza femminile per parlare delle “sue” donne che hanno caratterizzato in tutti questi anni il cinema verdoniano, il ruolo della donna nelle sue pellicole è sempre di primo piano.
Grandi attrici come Eleonora Giorgi, Claudia Gerini, Ornella Muti, Elena Sofia Ricci, Nancy Brilli… sino alla Micaela Ramazzotti dell’ultimo film, hanno segnato profondamente la sua carriera. “Un mondo, quello delle donne, che mi ha sempre affascinato” ha dichiarato nella sala del cinema Sivori.
“Il prossimo film è incentrato maggiormente sulla figura dell’uomo, i cosiddetti padri poveri. Ma non si tratta di un film maschilista contro le donne… come ho letto da qualche parte. La donna del mio film entrerà in questa storia con un ruolo molto positivo…”
Domenica 20 novembre alle ore 1630 presso il teatro di Villa Duchessa di Galliera a Voltri, il Teatro Cargo propone lo spettacolo Elettra, che da inizio alla rassegna “Donne eccezionali“, dedicaTA alle donne cha hanno fatto la storia, protagoniste di eroismi dimenticati.
Elettra, la protagonista , attrice di avanspettacolo, oggi ha ottantatré anni: ha attraversato gran parte del secolo scorso, ottenendo alcuni momenti di popolarità ma, senza mai avere quel successo che forse avrebbe meritato. Nello spettacolo si rievocano con un pizzico di malinconia i colori e le atmosfere del mondo dell’avanspettacolo, che oggi non esiste più, accompagnando lo spettatore in un avvincente percorso nella storia del costume italiano dagli anni 20 fino agli anni 70.
Ad aiutare l’immaginazione, le suggestive scene e i magnifici costumi opera dell’artista Giovanni De Francesco.
Lo spettacolo, che ha vinto il Napoli Fringe Festival 2010, ed è prodotto dalla giovane compagnia Monstera, viene rappresentato per la prima volta a Genova.
ELETTRA, BIOGRAFIA DI UNA PERSONA COMUNE”
di Nicola Russo – tratto dalle parole di Elettra Romani
regia Nicola Russo – drammaturgia Nicola Russo e Sara Borsarelli
con Sara Borsarelli e Nicola Russo e con la partecipazione straordinaria di Elettra Romani
video scene costumi Giovanni De Francesco – suono Jean Christophe Potvin – coreografie Stefano Bontempi
produzione MONSTERA
TEATRO DI VILLA GALLIERA nel parco di Voltri: via Nicolò da Corte 2, Genova
In occasione della 25° edizione della Festa della Zucca di Murta, abbiamo incontrato Paolo Putti, portavocedel Movimento 5 stelle di Beppe Grillo, candidato sindaco alle prossime elezioni amministrative.
Educatore, attivista nel movimento No gronda, visti i tuoi numerosi impegni la prima domanda che sorge spontanea è come mai hai decisodi intraprendere questa avventura?
Ho condiviso per tre anni un percorso di relazione con la gente di Genova e del territorio della Valpolcevera. Tutte queste persone e altre ancora del Movimento 5 stelle mi hanno chiesto di dedicare alcuni anni per provare a rilanciare la città e così dopo averci riflettuto con la mia famiglia ho deciso di provare.
Una “piccola” candidatura come la tua, quella di un uomo che proviene dalla società civile, come affronterà il confronto serrato con politici più navigati?
Vorrei riuscire a far sì che la gente comune possa credere di avere la possibilità di riprendere a partecipare alla vita politica. Se ognuno di noi, anche chi magari si considera poco competente, invece di delegare a quelli che sono stati finora i partiti politici, decidesse di mettersi in gioco in prima persona, con i propri strumenti, in questo modo chiunque potrebbe dare un contributo positivo alla società. Anche perché i risultati ottenuti finora dalla politica tradizionale sono stati assolutamente deflagranti per la società civile. Occorre voltare pagina e i saperi dei singoli cittadini possono risultare fondamentali.
E come farai ad evidenziare la tua diversità?
Innanzitutto dal punto di vista pratico farò un solo mandato, una scelta precisa per non correre il rischio di voler conservare un privilegio acquisito. Dedicare cinque anni alla propria città è un’esperienza entusiasmante e faticosa, proprio per questo va provata una volta sola. Il secondo accorgimento è firmare le dimissioni in bianco. In questo modo, nel caso dovessi compiere degli errori, gruppi di cittadini potranno chiedere le mie dimissioni. Ma soprattutto il mio obiettivo è formare una squadra di tecnici, persone provviste di competenze specifiche in grado di trasmettere le informazioni idonee ai cittadini perché poi possano essere loro a restituire delle ipotesi di soluzione su cui io e i tecnici dovremo lavorare per trovare delle risposte o perlomeno per intraprendere dei percorsi di risposta.
Partiamo dalla tua esperienza di educatore, in quale situazione ci troviamo oggi con i tagli al cosiddetto comparto sociale?
La più grande difficoltà è stata quella di non essere riusciti a comunicare ai cittadini i dati e i numeri per poter valutare appieno l’importanza di questo servizio. Se i sevizi sociali verranno tagliati del 50%, come prospetta il Comune e come da anni sta facendo il governo, questo comporterà un’enorme ricaduta, anche economica, sulla società. Per non parlare della ricaduta sulle persone. Pensate a centinaia di anziani abbandonati in casa senza assistenza domiciliare oppure all’impossibilità di accompagnare i disabili nei loro spostamenti. La società dovrebbe prendersi in carico queste persone per il piacere di farlo invece, oltre a fargli pesare il servizio, rischiamo di privarli anche di questa opportunità.
Il tema della Sanità è importante in una città come Genova abitata da numerosi anziani. Come fare a ottimizzare il sistema garantendo comunque il principio per cui tutti i cittadini hanno diritto di accesso alle cure?
Un Comune, un Sindaco, ma anche i singoli cittadini devono difendere il diritto alla salute. Indubbiamente il costo della sanità è alto e in questo momento appare impossibile sostenerlo. Ma se pensiamo agli enormi sprechi che ci sono in altri campi è demagogico pensare di tagliare per forza in questo ambito. Io penso che ci sarà da lottare. Come sindaco non è possibile intervenire sulle spese sanitarie ma si può fare una forte opposizione. Se io ho il mandato di curare il benessere dei miei concittadini ma non ho gli strumenti per ottenere l’obiettivo devo rinunciare al mandato e restituire le chiavi della città. E’ un mio dovere lottare al fianco dei cittadini perché un domani il prossimo sindaco possa avere maggiori possibilità di intervento.
Sulle Grandi opere conosciamo la tua posizione fortemente critica. Partendo da questo presupposto quali sono invece le “piccole opere” necessarie per la città?
Spesso cercano di vendere le grandi opere come soluzioni miracolose. In realtà i problemi vanno affrontati con opere, a volte anche onerose, però di altra portata e che soprattutto non hanno l’obiettivo di far girare parecchio denaro nelle tasche di pochi individui. Ad esempio la gronda dovrebbe rappresentare una risposta ai problemi legati alla mobilità. Una teoria smitizzata da tutti i tecnici intervenuti nel dibattito pubblico. Sarebbe decisamente più utile realizzare una vera metropolitana di superficie in grado di percorrere tutte le direttrici della città. Costruire parcheggi di interscambio nelle periferie in modo tale che le persone possano lasciare l’auto e muoversi con la metropolitana. Queste sono soluzioni concrete per garantire un’accessibilità veloce a tutti i luoghi. Per quanto riguarda il trasporto merci è un disegno folle incentivare il trasporto su gomma. Noi riteniamo sia importante puntare sul trasporto merci su rotaia. Per questo ci sono moltissime linee di valico sottoutilizzate e che dovrebbero essere rese fruibili.
Da dove dobbiamo partire per far crescere l’economia della città?
Ad esempio si potrebbe investire sul traffico merci su rotaia per creare nuovi posti di lavoro strettamente collegati all’attività del porto. E poi investire nella ricerca perché Genova grazie alla presenza di una buona Università e del nuovo polo tecnologico che sorgerà agli Erzelli, può davvero dire la sua in questo campo. Senza dimenticare la vocazione turistica della città che va sviluppata con opportuni investimenti.
Oggi il territorio è sempre più abbandonato a se stesso. Anche per questo accadono eventi drammatici come l’alluvione del 4 novembre. Come fare per recuperare un corretto rapporto con la terra?
E’ fondamentale concepire una città in grado di vivere al fianco della natura. L’uomo cerca invece ogni giorno di violarla e il risultato è che la natura ci restituisce la sua presenza sotto forma di tragici eventi. Dovremmo tutelarla, investire risorse nella riqualificazione, nella cura dei rivi e del terreno. Per centinaia di anni i nostri contadini hanno curato il territorio, non solo perché li sfamava, ma perché conoscevano bene le conseguenze di un suo abbandono.
Un tema particolarmente sensibile al Movimento 5 stelle è quello delle Risorse energetiche: stiamo andando verso lo sfruttamento completo delle risorse disponibili, qual è l’alternativa?
Noi crediamo si debba puntare sulle energie rinnovabili. L’Italia e la Liguria in particolare sono avvantaggiate rispetto ad altri Paesi: penso al fotovoltaico, al solare termico, ma anche all’eolico. Magari il mini eolico, non le grandi pale che spaventano perché possono deturpare il paesaggio. Anche qui si torna all’importanza della ricerca: se investiamo nella ricerca i ragazzi di oggi potranno trovare delle soluzioni per il domani.
Per quanto riguarda la gestione dei rifiuti a Borzoli è prevista la realizzazione dell’inceneritore, cosa ne pensi è una soluzione che va nella giusta direzione?
L’escamotage è cambiare nome per cercare di vendere cose vecchie: termovalorizzatore vuol dire qualcosa che valorizza, quindi appare bello. In realtà si tratta di un inceneritore che brucia, rischia di produrre diossina, produce polveri sottili e produce rischio di morte come sottolineano anche i Medici per l’Ambiente. Il movimento 5 stelle rispetto alla gestione rifiuti ha da sempre un’idea precisa: bisogna recuperare il più possibile dai rifiuti. Si può fare, ci sono esperienze positive in tutta Italia. I dati parlano chiaro: con il sistema del porta a porta la raccolta differenziata raddoppia nel giro di poche settimane. Occorre investire in questa direzione perché le risorse ci sono. Un inceneritore costa quasi 300 milioni di euro. Investire anche solo una piccola parte di questi soldi nella raccolta porta a porta permetterebbe di ampliare notevolmente la differenziata e creare nuovi posti di lavoro.
C’è una crescente richiesta di sicurezza che proviene soprattutto da alcuni quartieri. Qual è la ricetta per sconfiggere la paura?
La ricetta sarebbe bellissimo averla ma purtroppo non la conosciamo. Però c’è una direzione che possiamo intraprendere. Bisogna ascoltare le richieste che provengono da quei ragazzi con forti difficoltà, soggetti a rischio che possono subire una deriva verso l’illegalità che li porta anche ad aderire a gruppi per trovare un’identità. Fornirgli degli strumenti preventivi, sostenerli perché riescano a costruirsi un’identità possibile: lavorando, studiando, mettendo su famiglia. Dall’altro lato occorre tenere conto dei timori di alcune di persone, ad esempio gli anziani, che hanno paura di uscire di casa. Va garantito loro il diritto a vivere con la giusta serenità questa fase dell’esistenza. Investendo sulla presenza di quei soggetti in grado di fornire un’efficace mediazione. Per evitare di costruire nuove carceri domani iniziamo a ragionare in modo tale che i ragazzi di oggi abbiano a disposizione maggiori opportunità e gli anziani allo stesso tempo riescano a non vederli più come un fattore di rischio: così riusciremo a realizzare un modello di convivenza che è in grado di generare risultati positivi.
La voce è quella di Fabrizio De André, la musica è della London Symphony Orchestra (80 elementi), nel mezzo tanti duetti che sarebbe stato meraviglioso ascoltare davvero, con artisti del calibro di Franco Battiato e Vinicio Capossela. Il tutto registrato negli studi di Abbey Road.
Tutto questo è Sogno n.1, un album che uscirà il prossimo 22 novembre e che vede Faber rivisitato in chiave sinfonica. Un progetto fortemente voluto da Dori Ghezzi, con la collaborazione del produttore inglese Geoff Westley, che insieme a Mogol scrisse la musica di Una donna per amico e Una giornata uggiosa di Lucio Battisti.
Westley ha riascoltato tutti i brani di De André e ha scelto dieci canzoni per comporre la scaletta dell’album: magari non saranno le più famose, ma sono quelle che a lui sembravano più rappresentative della carriera di Faber. Eccole: Valzer per un amore (duetto con Vinicio Capossela), Anime salve (duetto con Franco Battiato), Rimini, Hotel Supramonte, Ho visto Nina volare, Preghiera in gennaio, Tre madri, Laudate Hominem, Le nuvole e Disamistade.