Anno: 2011

  • Il gattopardo, lo spettacolo tra teatro e letteratura alla Gam

    Il gattopardo, lo spettacolo tra teatro e letteratura alla Gam

    GattopardoDal 22 al 26 novembre alla Galleria d’Arte Moderna di Genova Nervi, uno spettacolo tra letteratura e teatro per rivivere, nel 150° dall´Unità d´Italia, le pagine più significative del celebre romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa e visitare la mostra Italia Unita.

    Lo spettacolo racconta il romanzo e nel contempo ripercorre la sua visione amara dell´Unità italiana e l´ascesa di una borghesia faccendiera e affarista.
    Le sale del Museo, diventano lascenografia perfetta per la rappresentazione, fatta di lettura, scene dialogate, costumi d´epoca, musica e rumori.

    Lo spettacolo è anche l’occasione per visitare la mostra Italia Unita.
Capolavori dell´Ottocento a Genova.
Storia, società e costume. Dai macchiaioli ai veristi – un’esposizione che ripercorre in più di cento opere il percorso dell’Unità d’talia.

    GAM Wolfsoniana via Serra Gropallo, 4 – 16167 Genova Nervi

    “Il gattopardo”

    con Vittorio Ristagno, Arianna Comes, Paolo Drago, Fabrizio Maiocco
    effetti sonori Alessio Panni
    elementi scenici Giorgio Panni, Giacomo Rigalza
    costuni Sartoria Osemont – Maria Angela Cerruti
    elaborazione e regia Daniela Ardini

    24-25-26 novembre 2011, ore 17.00

    Costo  8 euro

  • Regione Liguria, un bando per progetti di risparmio energetico

    Regione Liguria, un bando per progetti di risparmio energetico

     

    La Giunta regionale ligure, su proposta dell’Assessore allo sviluppo economico, Renzo Guccinelli, stanzia 2 milioni e 121.300 euro a favore di progetti di risparmio energetico e per l’utilizzo di energie rinnovabili. Fondi destinati alle imprese dei distretti industriali e alle aggregazioni di imprese.

    Il progetto finanziato al 50% da fondi statali e per il restante 50% dal fondo regionale di rotazione vuole favorire consorzi di imprese, società consortili, raggruppamenti temporanei di imprese, soggetti composti da almeno 3 imprese di piccole e medie dimensioni con sede in Liguria.

    “Con l’emissione di questo bando – spiega Guccinelli – abbiamo voluto allargare le agevolazioni a forme di aggregazione di imprese di tipo nuovo, come il contratto di rete e riconoscere direttamente alla Giunta regionale il coordinamento e il monitoraggio delle attività produttive e industriali attraverso il confronto con le organizzazioni sindacali ed economiche territoriali nelle scelte strategiche che riguardano il territorio. L’obiettivo è quello di finanziare progetti di risparmio energetico e raggiungere considerevoli riduzioni delle emissioni in atmosfera”.

    I soggetti interessati potranno presentare domanda a partire dal 15 febbraio 2012. Le richieste dovranno essere effettuate solo attraverso i bandi on line, messi a disposizione da Filse e dalla Regione Liguria per consentire procedure più veloci e risposte nell’arco di due mesi, evitando sprechi cartacei.

    Già dal 1 febbraio 2012 i raggruppamenti interessati potranno accedere alla piattaforma on line per accreditarsi e ottenere tutte le informazioni che, nel giro di una settimana, saranno sul sito della Regione Liguria.

    Dopo un iniziale finanziamento di 700.000 euro destinato però alle singole imprese, è la prima volta che la Giunta regionale mette a disposizione ulteriori risorse a beneficio di imprese aggregate, nell’ambito di tutti i settori di attività tra cui la vetroceramica, la cantieristica, la nautica da diporto, le riparazioni navali, il settore meccanico, l’informatica e l’alta tecnologia, l’ardesia, l’agroalimentare.

  • Panico nei cieli americani: il pilota sparisce durante il volo…

    Panico nei cieli americani: il pilota sparisce durante il volo…

    Mayday, Mayday, possibile attentatore a bordo. Questo in sintesi il dialogo concitato tra la cabina di pilotaggio di un aereo che dalla North Carolina volava verso New York. In un attimo, già predisposto un atterraggio di emergenza, FBI schierata, pronti i tiratori scelti, panico convulso tra i passeggeri e un’atmosfera tipica di catastrofici film su “disgrazie alate” che puntualmente vengono trasmesse, dalle varie emittenti televisive, proprio il giorno antecedente in cui ti appresti ad intraprendere un viaggio aereo.

    Questa è l’avventura che potranno raccontare, non esente da ilarità postuma, i testimoni del volo Delta che, passata la paura, si sono resi conto che la realtà può superare la finzione cinematografica “dell’aereo più pazzo del mondo”.

    Dopo la notizia di alcuni giorni fa, in cui 600 passeggeri , a bordo di una compagnia charter austriaca, in viaggio da Amritsar in India a Birmingham, per proseguire il viaggio, hanno dovuto sovvenzionare con una generosa colletta la mancanza di carburante dei loro aerei, una nuova vicenda fantozziana torna a turbare le cronache del cielo.

    Tutto è incominciato quando al pilota è venuto uno stimolo inderogabile da espletare nella discreta intimità della toilette. La “fedifraga”, però, in vena di scherzi goliardici, a fatto concluso, si è rifiutata di liberare lo sfortunato pilota al quale non è rimasto che attirare l’attenzione con vigorosi pugni, portati all’insegna di quel muro insuperabile.

    La fortuna che, pur bendata, quando decide che sei il prescelto, ci vede benissimo, ha fatto giungere il disperato richiamo alle orecchie di un turista straniero che, per oggettive difficoltà linguistiche, non ha trovato alternative che dirigersi verso la cabina di pilotaggio al fine di recare l’urgente messaggio al co-pilota. L’avanzare guardingo verso il sancta sanctorum dei comandi, i gorgoglii incomprensibili di un idioma arabeggiante sono diventati, in un attimo, il cocktail esplosivo che ha fatto gridare all’attentato.

    Bontà di “madama toilette”, piegatasi alla vigoria del suo ospite, se il deraparecido conducente è potuto “atterrare”, nuovamente, tra i suoi terrorizzati passeggeri che lo hanno salutato con un evidente sospiro di sollievo. Non è rimasto che spiegare, alle attonite autorità aereoportuali, l’imbarazzante equivoco a cui resta il merito di aver portato un sorriso in una cronaca che ogni giorno ci affligge con la sua realtà più drammatica.

    Adriana Morando

  • La marcia degli indignati, da Madrid ad Atene per la democrazia

    La marcia degli indignati, da Madrid ad Atene per la democrazia

    IndignadosVengono da lontano le tende che ospitano gli “indignati” di Piazza De Ferrari, poche, opache nei loro colori sbiaditi, quasi stonate nel brulichio di passanti frettolosi, davanti alle quali stazionano inquilini anch’essi dismessi come le loro insolite case, ma determinati nel loro faticoso intento : portare il loro messaggio di protesta lungo le vie dell’intera Europa.

    Non vogliono, infatti, essere confusi con quel popolo di manifestanti che occupano le più importanti piazze mondiali e di cui condividono gli ideali; sono un ‘popolo in marcia’, lungo un percorso di 6000 km, circa 25 km ogni giorno, tutti rigorosamente a piedi.

    La loro scelta ha qualcosa di eroico, di mistico, assimilabile ad un lungo pellegrinaggio sacrificale che, partito da Madrid, ha l’obiettivo di raggiungere Atene, passando per Parigi, Bruxelles, Berlino, Roma. In queste tappe di avvicinamento sono approdati a Genova, un passaggio rapido, destinato ad esaurirsi in una sola notte ma sono ancora lì, forse stregati dal sole quasi primaverile della  nostra bella città.

    L’accoglienza non è stata delle migliori considerato che, come denunciato da questi raminghi idealisti, alcune delle tende sono state danneggiate da un’incursione operata da tre teppisti.

    Indipendentemente dalla condivisione o meno delle loro idee, viviamo in un mondo ben misero se si arriva a colpire chi, palesemente, ha meno di niente se non un pugno di sogni.

    Sogni che rientrano nel contesto internazionale del movimento che si oppone al potere del sistema capitalistico e all’ingordigia del sistema economico, con una richiesta molto semplice ma che risulta utopica in una società soggiogata dal dio denaro: “il debito pubblico non deve ricadere sui cittadini incolpevoli bensì sulle banche e le aziende che lo hanno provocato con spericolate manovre finanziarie”.

    Un movimento di indignazione, nato per le evidenti sperequazioni sociali le cui immediate ricadute si fanno sentire, soprattutto, sui giovani a cui spetta il primato della disoccupazione. Gli stessi giovani che da Madrid hanno saputo infiammare tutta l’Europa con una vampata ideale che, superato l’oceano, è approdata al quartiere generale di Occupy Wall Street.

    Il popolo in marcia riprenderà presto il suo cammino alla volta di Roma dove intende allestire una grande agorà, antica piazza greca, situata nel centro urbano, simbolo che contraddistingueva una città democratica, in cui chiamare a raccolta tutti gli attivisti che attualmente operano nelle più disparatele parti del mondo.

    L’ultima tappa è prevista, per fine aprile, ad Atene, città in cui” l’assenza di democrazia è più forte”, come sostengono i protagonisti di questo viaggio ma dove, temo, li aspettino le indifferenti orecchie di chi non ha alcuna intenzione di sentire.

    Adriana Morando

  • Difendiamo il sociale, incontro pubblico per il ponente genovese

    Difendiamo il sociale, incontro pubblico per il ponente genovese

    WelfareMercoledì 23 novembre, gli operatori sociali e volontari del Ponente e Medio Ponente organizzano un incontro pubblico sul tema “Difendiamo il sociale”.

    Da gennaio 2012 sono previsti dei tagli ai posti di lavoro (circa 500) del settore sociale, con al conseguente diminuzione di servizi dedicati agli anziani, ai disabili, ai minori e alle famiglie.

    Per questo, alcuni operatori sociali, pubblici e privati, soci e volontari del ponente e medio ponente, hanno deciso di iniziare un percorso territoriale con le comunità di riferimento per informare e condividere le azioni da intraprendere, organizzando un primo appuntamento a Sestri Ponente davanti al municipio di via Sestri 7 alle ore 1030.

    Le associaizoni che aderiscono all’iniziativa sono: A.Ge, Anspi, Arci Genova, Arciragazzi Prometeo , Consorzio Agorà, ass. Crescendo, La Giostra della Fantasia, Omnibus, Sorriso Francescano, Teatro Akropolis, ass. Terra, Villa Perla, VirtuSestri, Uisp.
    Con l’adesione di:
    CIV di Pra’ “Le Botteghe del Borgo”, CIV Sestri, Comitato per Pra’, Comitato di Quartiere Voltri 2, Comunità Islamica del Cep, Consorzio Pianacci, Croce Verde Pegliese, Croce Verde di Sestri, ass. Famiglie Insieme Ponente, AFMa – associazione familiare malati di Alzheimer, Fair – Manifattura Etica, Forum Terzo Settore, Il Praino, Ponente che Balla, Il Voltrese, ass. Pra’ Viva, ass. Punto Incontro Donna, ass. SoleLuna, ass. Tempo Libero San Pietro, Il Voltrese.

    Difendiamo il sociale

  • Carlo Verdone a Genova: “La commedia fine a sé stessa è inutile”

    Carlo Verdone a Genova: “La commedia fine a sé stessa è inutile”

    Carlo VerdoneGiovedì 17 novembre Carlo Verdone è a Genova, in occasione del Festival dell’eccellenza femminile, per incontrare il pubblico e parlare del ruolo che hanno avuto le donne nella sua vita e nei suoi film. Lo aspettiamo fuori dal cinema dove è previsto l’incontro (Sala Sivori); arriva stringendosi nel cappotto e invita tutti a entrare, con un sorriso, per sfuggire al refolo d’aria gelida che sale dai vicoli attraverso Salita S.Caterina.

    Prima di entrare in sala si ferma a rispondere alle nostre domande, e si comincia proprio con il parlare della nostra città: “In Viaggio con papà passai una giornata intera a Genova con Alberto Sordi, visitammo posti magnifici, io non la conoscevo, era la prima volta, e Sordi rallentava molto perché si fermava sempre per mangiare: per il pranzo due ore, nel pomeriggio una pasticceria, alla fine fu più che altro una permanenza culinaria e poi la sera si partì! Poi sono tornato a Genova molte altre volte, anche per promozioni di film, e come città mi piace moltissimo. Venendo qua sono passato per piazze e scorci molto belli, è una città di luci e ombre davvero suggestiva. Non sarebbe male ambientarci un film, me lo auguro vivamente, dovrei scrivere qualcosa però pensato proprio per Genova.

    Che ruolo avrà la donna nel tuo prossimo film? “ In questa pellicola il punto di vista principale è quello dei maschi, perché la storia ruota intorno alla figura dei padri poveri, quei padri divorziati che tra i problemi con la famiglia e le spese per il sostentamento dei figli non arrivano a fine mese. L’unico personaggio femminile è quello di Micaela Ramazzotti, con un ruolo assolutamente positivo perché aiuterà il mio personaggio a risolvere un problema con sua figlia. Mentre i personaggi dei ragazzi risultano essere molto più maturi dei loro genitori”.

    Parlando di cinema contemporaneo invece: “Si sente molto la mancanza di attrici come Monica Vitti. Senza nulla togliere alle ottime attrici che abbiamo adesso, lei aveva una presenza scenica a trecentosessanta gradi sia nel registro comico sia in quello drammatico. Ma sono anche cambiati i tempi. Oggi escono molte commedie carine ma che volano troppo basso, manca la critica di costume e la commedia fine a se stessa, come puro intrattenimento, non serve a nessuno. Tra i giovani abbiamo attori bravi e registi bravi, vorremmo avere qualche sceneggiatore bravo in più, ce ne sono troppo pochi, e anche qualche scrittore in più. I nostri padri negli anni cinquanta e sessanta lavoravano con Zavattini, Flaiano, Bassani, Pasolini, Moravia… ovunque ti voltassi trovavi un grande della letteratura. Oggi ci sono, ma sono pochi, ci vorrebbe qualcuno in più che ispirasse il cinema”.

    In questo periodo storico, quale ruolo secondo te potrebbe o dovrebbe avere la cultura? “Purtroppo la cultura in questo momento non ha alcun ruolo, perché le hanno tagliato troppe cose, è stata considerata un optional dalla politica e abbiamo assistito alla chiusura di sale, teatri, librerie… al loro posto arriveranno pizzerie e negozi d’abbigliamento, ma che fine fa il libro? O anche il cd? Oggi la cultura è sempre più un qualcosa di virtuale, andremo avanti solo a files… la vedo male. Bisognerebbe che la politica si rendesse conto che la cultura è un investimento ed è anche turismo, noi abbiamo bellezze che nessuno ha -più viaggio e più ne sono consapevole- ma non vengono esaltate, questo è un grave problema. Se non si agevola e non si sostiene la cultura, muore l’innovazione e muore soprattutto il ricambio generazionale, e questa è la cosa peggiore che possa succedere a un paese”.

    In sala si alternano momenti seri e momenti di pura comicità in cui Verdone regala al pubblico, col tocco esperto dell’attore di lunga data, esilaranti aneddoti sulla sua esperienza cinematografica. Eccolo quindi passare dal racconto della sua infanzia, cresciuto circondato dalle donne di famiglia: “La mia sensibilità verso la figura femminile deriva senz’altro da questo, la donna è tante cose insieme e questo la rende più interessante dell’uomo, che è più rigido” al come sceglie le partner per le sue pellicole: “Quando penso a un ruolo per un mio film, visualizzo subito il volto dell’attrice, e scrivo su di lei. La incontro, e cerco di conoscerla il meglio possibile, perché è osservandola nella quotidianità che ne capisco l’anima e posso adattare il personaggio alle caratteristiche che vedo, sfruttando i punti di forza dell’attrice, e poi indirizzare lei sul binario giusto per l’interpretazione”, al racconto di come conobbe e scelse per il ruolo di nonna in due suoi film l’impareggiabile Sora Lella (Elena Fabrizi, sorella del grande Aldo), avvicinandola in un bar mentre sorseggiava un aperitivo: “Voi siete la Sora Lella?”, “Sì, e voi chi siete?”, “Carlo Verdone”, “Carlo Verdone? L’attore? Me cojoni!”.

    Claudia Baghino

  • Tagli al sociale: il terzo settore è in mobilitazione permanente

    Tagli al sociale: il terzo settore è in mobilitazione permanente

     

    Ritrovarsi, guardarsi in faccia, riconoscersi per provare a comprendere come affrontare i terribili scenari che le manovre finanziarie degli ultimi mesi fanno presagire da qui a breve: cittadini, associazioni, cooperative, il mondo del sociale al gran completo, operante sul territorio della Valpolcevera, si è riunito venerdì 18 novembre a Teglia presso alcuni spazi del Municipio per fare il punto sulla mobilitazione in atto a tempo indeterminato promossa dal Forum genovese del Terzo Settore. Assemblee pubbliche che contemporaneamente si svolgono nei diversi quartieri della città (vedi Sestri Ponente) alla ricerca della formula migliore per manifestare il dissenso. Prossimi appuntamenti la manifestazione in Piazza De Ferrari, giovedi 24 e il presidio presso le assemblee consiliari di Comune e Regione, martedì 29, con l’obiettivo di farsi ricevere e ascoltare direttamente dalle istituzioni.

    “L’idea è quella di riunire tutte quelle persone, non solo appartenenti al terzo settore, ma anche istituti scolastici, associazioni di volontariato e cittadini comuni, che da tantissimi anni lavorano a contatto con realtà difficili – spiega Federico Persico, cooperativa Coopsse onlus – La Valpolcevera, dotata di un tessuto sociale storico e di un’efficace rete di relazioni che in questi anni hanno retto bene all’urto della crisi economica, rischia oggi di vedere compromesso un percorso virtuoso che ha ottenuto risultati concreti”.
    Si cerca il coinvolgimento di una vallata intera: le scuole di ogni ordine e grado, i residenti, le famiglie, tutta la cittadinanza è chiamata alla mobilitazione per scongiurare le ripercussioni negative conseguenti alla perdita di un’opportunità per i più deboli.

    In ballo ci sono due questioni prioritarie: garantire la salvaguardia di 500 lavoratori genovesi del comparto e difendere i servizi sociali attualmente forniti ai cittadini. Ma come comunicare nel modo migliore all’opinione pubblica il valore dei servizi e delle professionalità che rendono possibile erogarli? Questo è un’altro aspetto cruciale emerso dalla discussione in assemblea.
    “Il nostro problema è da sempre quello di non essere in grado di stabilire la rilevanza economica delle prestazioni che offriamo – racconta Persico – così facendo si evidenzia esclusivamente l’aspetto sociale che, seppur fondamentale, non è sufficiente a salvaguardare il nostro lavoro”.
    Il costo dei servizi forniti dal terzo settore ricadrà completamente sulla collettività ed è impossibile immaginare che il volontariato, in perfetta solitudine, possa sopperire.

    C’è anche una buona dose di autocritica nelle parole degli operatori. In sostanza il rammarico è dovuto al fatto di aver provato per oltre trent’anni a giustificare i fondi ricevuti perché destinati ad attività rivolte a soddisfare le esigenze dei più deboli. Forse, cinicamente, si è giunti alla conclusione che sarebbe più utile iniziare a ragionare in termini di convenienza. In particolare di convenienza politica. “Quanto vale come serbatoio elettorale il comparto sociale?” si chiedono i lavoratori. E con l’avvicinarsi delle elezioni amministrative della primavera 2012 è una domanda che calza a pennello.

    “Bisogna mettere in chiaro quanto costano i tagli in termini di sicurezza del territorio e qualità della convivenza civile che verrebbero meno”, sottolineano le associazioni. Anche perché quando è utile, soprattutto a fini mediatici, la ricchezza del tessuto sociale della vallata, è spesso richiamata. Tutti ricordano il tragico episodio dell’aggressione all’anziano avvenuta qualche mese fa in via Jori, a Certosa, per cui si rispolverò (a torto) il fantasma delle bande latinoamericane. Il Municipio ma anche il Sindaco in persona davanti alle telecamere ribadirono come non esistesse un’emergenza sociale in Valpolcevera grazie soprattutto alla capillare presenza dell’associazionismo. Ebbene le stesse associazioni elogiate come un baluardo contro le derive provocate dal disagio sociale, nel prossimo futuro non potranno più esercitare la loro funzione di presidio.

    Ma in Valpolcevera quanti sono i soggetti che rischiano di non poter più usufruire di vari servizi?
    Ecco alcuni numeri: 30 anziani assistiti giornalmente, 150 bambini (da 1 a 14 anni) iscritti ad aree gioco e sostenuti nei compiti scolastici, 200 ragazzi e adulti orientati al lavoro, 200 ragazzi (tra i 12 e i 25 anni) impegnati in progetti educativi, 500 giovani a cui vengono offerte attività di animazione, 500 le famiglie coinvolte.

    Mentre per quanto riguarda Genova nel suo complesso, il documento redatto dal Forum parla di “riduzione o soppressione dei servizi di trasporto dei disabili, dell’assistenza domiciliare, degli affidi educativi e dei centri di aggregazione”. E Persico aggiunge “Sono 32 mila le persone che rischiano di non avere più servizi in vari ambiti, dall’assistenza agli anziani che rischia di essere azzerata nel 2012, ai progetti di reinserimento lavorativo, alle attività dedicate al tempo libero dei giovani disabili. Il dramma è che non sappiamo ancora quali saranno in concreto le cifre a disposizione. Ma L’Assessore comunale ai servizi sociali, Roberta Papi, ha dichiarato che nel 2012 le prestazioni diminuiranno del 50%”.

    L’obiettivo della mobilitazione è mettere pressione su Comune e Regione perché nonostante la pesante riduzione di trasferimenti statali agli enti locali e la conseguente diminuzione delle risorse a disposizione, secondo gli operatori, la volontà su come spendere i fondi dipende da precise scelte politiche. La prossima scadenza è la discussione del bilancio di previsione di Palazzo Tursi, prevista per metà dicembre.
    “Le scelte si fanno in quella sede– ricorda Persico – Gli enti possono decidere di eseguire tagli lineari oppure tagli che siano dettati da scelte politiche sulle priorità che si intendono difendere. Le risorse che oggi abbiamo sono appena sufficienti e devono rimanere tali. Al di sotto di questi parametri infatti non saranno garantiti i livelli essenziali di assistenza”. A rischio ci sono servizi che direttamente o meno agiscono anche da promotori dello sviluppo economico, come quelli dedicati al reinserimento lavorativo “Un giovane che riesce ad uscire da una situazione di disagio e ha la possibilità di reintrodursi nel mondo del lavoro rappresenta un fattore di crescita non solo personale ma anche per la collettività”, spiega Persico.

    Nel documento del Forum si parla apertamente di svuotamento dello stato sociale “Con le due manovre di luglio e agosto si aggrava ulteriormente una situazione già fortemente iniqua, sia perché si colpiscono ancora gli enti locali con conseguenti ricadute sui servizi e sulla spesa sociale dei territori, sia perché sono entrambe profondamente sperequative nel prelievo delle risorse, sia perché vengono colpiti non solo i singoli cittadini attraverso la loro personale responsabilità fiscale di lavoratori e pensionati ma anche i cittadini impegnati in organizzazioni di volontariato, in associazioni, in cooperative cui dedicano competenze professionali, passioni civili, tempo volontario”.
    E ancora “La riduzione di risorse agli enti locali, la riduzione di misure di vantaggio fiscale per le cooperative, il taglio lineare alle agevolazioni fiscali del mondo no profit, sia per quel che riguarda le agevolazioni fiscali dirette, sia per le erogazioni liberali, avranno forti ricadute sui servizi e sulla spesa sociale”.

    Preoccupa e molto la riduzione dei fondi statali di carattere sociale. In particolare il Fondo per la non autosufficienza è praticamente azzerato mentre quello per le politiche sociali passa dai 435 milioni del 2010 ai 70 previsti per il 2012, il Fondo per le politiche giovanili dagli 81 milioni del 2010 ai 13 per il 2012, il Fondo politiche della famiglia dai 174 del 2010 ai 53 milioni per il 2012.
    Inoltre il disegno di legge C. 4566 di delega fiscale e assistenziale avrà effetti significativi sulle tasche dei cittadini italiani. La pressione fiscale aumenterà attraverso misure di riforma fiscale e comprimendo drasticamente gli interventi nel comparto sociale, vale a dire riduzione dei servizi e retrazione dei sostegni economici diretti ed indiretti.

    Una serie di agevolazioni (regimi di favore, esenzioni parziali o complete) subiranno tagli lineari del 5% e 20% a partire dal 2012. Fra queste si annoverano quelle cui più comunemente ricorrono i contribuenti: detrazioni per le spese sanitarie, per gli interessi sui mutui, per i carichi di famiglia, le deduzioni per le spese di assistenza per i non autosufficienti, per gli ausili, le protesi e molti altri oneri che comunque rimangono in carico al contribuente e che riducono il reddito che effettivamente rimane a loro disposizione. Ma non è tutto. Fino ad ora le pensioni ai ciechi, invalidi civili, sordi, assegni di cura e qualsiasi altra provvidenza economica assistenziale, non erano imponibili ai fini irpef. Il disegno di legge prevede l’eliminazione (totale o parziale) anche di questa agevolazione, con gli effetti che si possono immaginare in termini non solo fiscali ma anche di vivenza a carico, di detrazione fiscale, di calcolo dell’ISEE. Pensioni, indennità, assegni e qualsiasi altra provvidenza assistenziale saranno considerati “reddito”.

    Il disegno di legge calpesta pure alcuni articoli della nostra Carta Costituzionale. L’articolo 117 della Costituzione, secondo comma, lettera m, affida in modo esclusivo allo stato il compito di determinare “I livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale”.
    Purtroppo però il disegno di legge non prevede alcun impegno nella definizione di quei livelli.

    “A livello nazionale con queste misure si cancella completamente la legge 328 e tutti i passi avanti compiuti in questi anni – spiega Caterina Najoleari, Centro servizi minori e famiglie del Municipio Valpolcevera – Per quanto riguarda i livelli essenziali delle prestazioni sociali (LIVEAS) previsti dalla legge 328, dal 2000 ad oggi non sono mai stati introdotti”.
    Suscita parecchie perplessità anche il previsto passaggio delle politiche sociali sotto le competenze del Servizio Sanitario Nazionale. Visti i pesanti tagli al Fondo Sanitario Nazionale (550 milioni nel 2010 e 600 milioni nel 2011), è probabile che a pagarne le conseguenze sia proprio il comparto sociale.

    Ma non tutte le speranze sono perdute. Almeno a livello locale. “Non siamo ancora giunti a raschiare il fondo del barile – spiega Etta Rapallo, Coopsse onlus – Una proposta potrebbe essere quella di programmare un anno del “riciclo” delle risorse disponibili. Vale a dire congelare per un anno alcune spese da destinare al terzo settore. La domanda da porsi è quali sono le priorità dell’amministrazione comunale? L’organizzazione di festival e manifestazioni culturali oppure i servizi sociali? L’obiettivo è presentarci di fronte alle istituzioni con numeri e proposte concrete che rendano possibile recuperare le risorse necessarie per il terzo settore”.

     

     

    Matteo Quadrone

  • Incontro in occasione della Giornata Mondiale della Filosofia alla Berio

    Incontro in occasione della Giornata Mondiale della Filosofia alla Berio

    FilosofiaLunedì 21 novembre alle ore 17, in occasione della giornata mondiale della filosofia, si tiene l’incontro “Io esco e tu? Prendila con filosofia” –  Strumenti ed esperienze per affrontare i problemi che ci affliggono attraverso l’amore per la conoscenza.

    Il tema scelto per quest’anno è “il Mito della Caverna di Platone”: Platone mette in luce la condizione dell’essere umano incatenato nella caverna e costretto a vivere di luce
    riflessa e di ombre che pensa siano realtà. Le ombre sono sia i mali del mondo che le catene alle quali ognuno di noi si lega, i vizi, il denaro, le mode e tutto ciò che è effimero e che allontana l’uomo dalla serenità e dai valori.

    Intervengono all’incontro Paolo Di Rosa (Responsabile Nuova Acropoli Genova), Don Andrea Gallo (Comunità di San Benedetto di Genova), Valeria Ottonelli (Docente filosofia Università di Genova).

     

  • Reading poetico degli Angeli alle fermate all’Expo delle associazioni

    Reading poetico degli Angeli alle fermate all’Expo delle associazioni

    Angeli alle fermateMartedì 22 novembre, dalle 20 alle 21: 30 presso l’auditorium del Centro Civico Buranello, gli Angeli alle Fermate saranno presenti con un reading poetico dedicato alle donne.

    Proprio alle donne è dedicata l’attività di questo gruppo di ragazzi che attraverso il gioco, l’arte e la comunicazione, rendono piacevole e sicura l’attesa dell’autobus di notte.

    Durante tutta la durata dell’Expo, dal 21 al 27 novembre, gli Angeli saranno presenti in orario pomeridiano presso lo stand degli Angeli alle Fermate, fornendo informazioni sulla loro attività e accogliendo i suggerimenti e le richieste dei cittadini.

  • Pane e olio, continua la rassegna gastronomica a Sestri Levante

    Pane e olio, continua la rassegna gastronomica a Sestri Levante

     

    Pane e olioLo scorso 12 novembre ha preso via “Pane e olio”, una rassegna  dedicata all’olio nuovo che si tiene a Sestri Levante dal 12 al 27 novembre. Degustazioni, laboratori, corsi di cucina, cene tematiche, visite ai frantoi sestresi, agli uliveti,  e mostra mercato sono solo ancuni del ricco calendario di eventi in programma.

    Ecco l’elenco degli appuntamenti fino al 27 novembre.

     

    · Sabato 19 NOVEMBRE

    Ore 15,30 Pane, Olio, acciughe e vino bianco
    Piazza Cattanei (mercato del pesce)
    Impariamo a cucinare il pesce con l’abbinamento del vino – degustazioni a cura di Mare in Italy e ristoratori sestresi. Dimostrazione pratica di salagione delle acciughe condotta da un’esperta del laboratorio di salagione di Monterosso.
    Degustazione di gelato all’Olio di Oliva a cura della Gelateria 100% Naturale di Sestri Levante.

    · Lunedì 21 NOVEMBRE

    Ore 17,30 Circolo Sabino Trigoso
    Laboratorio di sfilettatura e degustazione a cura della Matricoltura Aqua di Lavagna.

    · Martedì 22 NOVEMBRE

    “C’era una volta la merenda”. Merende in classe a cura della Coop Il Sentiero di Arianna.

    Ore 19,00 –21,00 Accademia dei Sapori, Villa Spinola – P.zza Innocenzo IV – Lavagna.
    Corso di cucina a cura degli chef di Mare in Italy. Costo € 25.00 a persona. I
    I partecipanti potranno interagire e partecipare attivamente alla preparazione dei piatti. Numero di partecipanti per serata 12.
    Per prenotazioni telefonare al Comune di Sestri Levante in orario di ufficio ai numeri: 0185.478214 – 0185.478406 oppure al Sig. Dentone Alessandro Cell. 340.5326318.

    · Venerdì 25 NOVEMBRE

    Ore 20,30 Cena Tematica – “I Sapori dell’olio” presso Ristorante Olimpo – Hotel Vis à Vis.
    Cena tematica a cura di Mare in Italy e i Cuochi di Sestri Levante in collaborazione con Accademia Italiana di Cucina. Durante la cena verranno illustrate le preparazioni dei piatti con l’abbinamento dei diversi olii del Levante.
    Prezzo € 40.00 a persona.
    Prenotazioni al numero 0185.42661 o 340.5326318

    · Sabato 26 NOVEMBRE

    Ore 10,00 presso Cooperativa Olivicoltori Sestresi – Villa Ragone. 35
    Visita guidata con proiezioni di immagini dell’uliveto recuperato a Sestri Levante.

    Ore 15,30 Oggi cucina tu – Piazzetta Matteotti
    Gara di cuoche/cuochi – 3 sezioni di gara con max 6 partecipanti per ognuna: primi piatti – secondi piatti – dolci. Per tutti i partecipanti un diploma e ai vincitori un premio speciale. I piatti dovranno pervenire pronti in sede di gara entro le ore 15.00. Sono consentite in sede le sole operazioni di decorazione e riscaldamento. Prenotazioni entro Venerdì 25 novembre ai numeri: 0185.478214-0185.478406-340.5326318.

    · Domenica 27 NOVEMBRE

    Festa del Pane e dell’Olio con dimostrazioni di spremitura
    In Piazza Matteotti.

    Dalle ore 10,00 Agriturismi, aziende agricole, coltivatori e produttori insieme ai panifici di Sestri Levante, all’Antico Frantoio Bo e alla Cooperativa Olivicoltori Sestresi faranno degustare lungo le vie del centro storico i loro prodotti per trascorrere, allietati dalla Banda Cittadina, una giornata di
    Festa promossa a livello Nazionale dall’Associazione delle Città dell’Olio.

    Ore 16,00 Proclamazione vincitore miglior piatto – concorso gastronomico fra ristoratori sestresi, in Piazza Matteotti.
    Seguirà degustazione del piatto vincitore. Anche quest’anno si potrà gustare il prelibato torrone offerto dalla Pasticceria Rossignotti.

    In caso di pioggia la festa del Pane e dell’Olio del 27 Novembre verrà rimandata alla Domenica successiva.

    · Tutta la  settimana:

    – Possibilità di visitare l’Antico Frantoio Bo, la sede della Cooperativa Olivicoltori Sestresi su prenotazione telefonando ai nn. 0185 481605 (Frantoio Bo) e 0185 44341 (Cooperativa Olivicoltori Sestresi);

    – Visite all’uliveto dell’Azienda agricola “La tenuta de L’esedra” – Villa Durazzo – Via alla Chiesa di S. Stefano, 3, Sestri Levante, e degustazioni guidate. Per prenotazioni telefonare al n. 0185 478491.

    Locandina pane e olio

     

    Visite ai frantoi sestresi, agli uliveti, corso e gara di cucina, cene tematiche sono solo alcuni degli appuntamenti in programma.

    A conclusione, la Festa del Pane e dell’Olio, l’ultima domenica del mese di novembre, che richiama nel centro storico di Sestri Levante non solo i frantoi della città, ma anche tutte le aziende olivicole del levante genovese, le aziende agricole, gli agriturismo e le più tipiche realtà produttive del comprensorio, in un mercato di colori e sapori tutto da scoprire.

    Un frantoio mobile regala dimostrazioni di spremitura in piazza, mentre panifici, pasticcerie e frantoi propongono deliziose degustazioni dei loro prodotti

  • Ex manicomio di Pratozanino: una petizione per salvare i beni culturali

    Ex manicomio di Pratozanino: una petizione per salvare i beni culturali

    Manicomio di PratozaninoSulle alture di Cogoleto esiste una piccola frazione, Pratozanino, che un tempo ospitava il manicomio provinciale. Il complesso è notevolmente esteso, un’area di circa cento ettari in cui sono dislocati diversi padiglioni immersi nel verde del bosco.

    La zona viene presa in considerazione come luogo adatto alla costruzione di un manicomio a partire dal 1880, quando la Provincia di Genova si trova nella necessità di alleggerire dal sovraffollamento il manicomio cittadino di Via Galata e successivamente quello di Quarto.

    La costruzione inizia effettivamente nel 1907 e quando nel 1910 avviene l’inaugurazione i pazienti sono già più di cinquecento e i padiglioni terminati dieci. Negli anni successivi vengono eretti nuovi corpi di fabbrica in virtù di una logica di completa autosufficienza del complesso: tutto viene prodotto all’interno, dal cibo all’energia elettrica. Una piccola città totalmente autonoma. Negli anni venti il numero dei degenti supera le duemila unità, e l’ospedale rimane un polo di primaria importanza fino alla legge Basaglia del 1978, con la quale comincia la dismissione dei manicomi, che a Pratozanino viene portata a termine nel 1998.

    In realtà una chiusura totale dell’ospedale non è mai avvenuta, perché ancora oggi in questo luogo sono presenti dei malati, provvisoriamente sistemati in strutture prefabbricate (ormai da quattro anni) in attesa che vengano completati i lavori di ristrutturazione di due padiglioni destinati ad ospitarli. L’area infatti è stata venduta a Fintecna (società controllata dal Ministero del Tesoro, la stessa società che ha acquistato il manicomio di Quarto) nel 2008, ma questi due padiglioni sono rimasti in concessione alla Regione che li sta recuperando a proprie spese.

    All’interno del complesso sopravvivono però anche alcuni beni di interesse culturale la cui integrità è messa in serio pericolo dall’incuria in cui è stato lasciato il luogo per anni.

    L’Associazione Culturale Cogoleto Otto si batte per la difesa di questi beni. Siamo andati a parlare con il presidente, Maurizio Gugliotta.
    La vostra associazione ha promosso una petizione in difesa dei beni da salvaguardare presenti nell’area. Quanti e quali sono?
    In primo luogo la Chiesa di Santa Maria Addolorata. La chiesa è all’interno della struttura manicomiale e venne costruita nel 1933. Per una fortunata coincidenza fu terminata quando presso la struttura venne ricoverato Gino Grimaldi, artista dalla vita travagliata che trovò a Pratozanino il senso della sua esistenza. Gli venne infatti concesso di decorare l’intera chiesa.

    La sua opera però non è oggi visibile nella sua interezza: gli affreschi nel luogo di culto, sottoposti all’azione del tempo e alle infiltrazioni d’acqua e umidità, sono molto degradati. Altre opere invece sono state fortunatamente asportate e messe in salvo: si tratta di due pale d’altare (una raffigurante S. Camillo e una S. Vincenzo) e tre lunette che sono state restaurate e riportate all’antico splendore, e successivamente allocate nell’Oratorio di San Lorenzo a Cogoleto dove ancora adesso si trovano, insieme a una quarta lunetta -una bozza che Grimaldi aveva cominciato e poi lasciato da parte- e un coprialtare.

    Altra opera oggetto della petizione è il presepe dei ricoverati, un presepe particolarissimo (anch’esso si trova oggi a Pratozanino e ha sofferto per anni infiltrazioni d’acqua nel padiglione che lo accoglie), iniziato da un infermiere e alla cui realizzazione hanno contribuito negli anni anche i pazienti. È costituito da una parte classica rappresentante la Natività, con statue a grandezza naturale, per proseguire poi con una parte in cui i malati hanno restituito scene di vita quotidiana all’interno dell’ospedale, con raffigurazioni commoventi che ci offrono addirittura particolari come la stanza dell’elettroshock. C’è infine una terza parte con rappresentazioni di Genova nei ricordi dei ricoverati, quasi mettessero in immagine il loro desiderio di tornare a una vita normale.

    L’ultimo bene oggetto della petizione è il glicine secolare, cresciuto su un pergolato che faceva ombra a una zona con panchine.

    La chiesa è sottoposta a vincolo: quando la Soprintendenza pone il vincolo su un’opera, edificio o area, significa che l’oggetto del vincolo è riconosciuto bene culturale e in quanto tale tutelato. Quindi un passo in questo senso era stato fatto. Dopodiché Soprintendenza o Comune si sono mossi in funzione di un’azione di tutela e restauro dell’edificio e delle sue opere?
    Qualcosa è di certo stato fatto anche prima di noi, l’Associazione Pratozanino si è occupata da vicino di questo complesso. Sicuramente c’è da essere preoccupati per quanto riguarda lo stato degli affreschi: le ultime foto sono state fatte nel 2007 e mostravano chiaramente quanto si fosse perso delle immagini originali nel giro di dieci anni. Nel frattempo sono passati altri anni ed essendo oggi l’area dichiarata cantiere, quindi non accessibile, non siamo in grado di dire in che condizioni versano oggi queste opere.

    A difesa di questi beni organizzate, oltre alla petizione, una conferenza. Dove e quando?
    La conferenza è il prossimo 26 novembre alle ore 16 presso l’Oratorio di S.Lorenzo a Cogoleto. La relatrice è Angela Pippo, studiosa di Gino Grimaldi, che illustrerà le opere presenti in oratorio e quelle rimaste presso la chiesa.

    Chi volesse sottoscrivere la petizione può farlo presso l’oratorio, presso la sede dell’associazione, in Via Rati 37 a Cogoleto, oppure tramite il sito internet www.petizionionline.it individuando la petizione della A.C.C.O..

    Claudia Baghino

  • A Genova il convegno “Io sono molte, l’invenzione delle personagge”

    A Genova il convegno “Io sono molte, l’invenzione delle personagge”

    Donne storiaNel weekend del 18/19/20 novembre si tiene a Genova il  convegno “Io sono molte. L’invenzione delle personagge”, organizzato dalla Società italiana delle letterate.

    Nuove figure di donna abitano romanzi, film, serial tv, pièce teatrali, ma anche diari, autobiografie, memoir, arte e poesie.

    Noi vogliamo seguirne le tracce, imparare dalle loro parole, dalle loro azioni come si costruisce la nuova personaggia. Per anni abbiamo decostruito, demolito: le eroine del melodramma, le protagoniste del romanticismo, le dark-lady dei noir di carta e di pellicola. Abbiamo individuato le tracce di libertà e resistenza femminile testimoniate anche nei romanzi maschili.

    Le personagge offrono l’ottica con cui interpretare il variegato mondo delle scritture. Dalla parte di chi scrive, di chi legge, di chi guarda e mette in scena come è nella vocazione della SIL che riunisce lettrici, scrittrici, libraie, editrici, studiose, insegnanti, critiche militanti e bibliotecarie.

    Un evento che vuole essere il gesto inaugurale di questa innovativa chiave di lettura dove confrontare studi, riflessioni e autrici con un’assise di lettrici e lettori.

    ROGRAMMA

    Venerdì 18 novembre

    Palazzo Ducale, p.zza Matteotti, 9

    ore 14.00 – 14.30 Accoglienza a cura di Antonella Buonauro

    ore 14.30 – 15.00 Apertura dei lavori

    ore 15.00 -16.15 Personagge ritrovate, in costruzione, impreviste Relazione di apertura di Nadia Setti (Università Paris)
    Discussione, coordina Pina Mandolfo

    ore 16.15 – 17.45 La manomissione del genere: personagge/queer Relazione di Valeria Gennero (Università di Bergamo)
    Discussione, coordina Pina Mandolfo

    ore 18.00 – 19.30 LA SIL INCONTRA LA CITTA’
    In partnership con la rassegna MEDITERRANEA della Fondazione Palazzo Ducale Quando le personagge si spostano e le scritture migrano
    Relazione di Anilda Ibrahimi (scrittrice). Maria Vittoria Tessitore presenta il progetto “Dizionario delle personagge ” Introduce e coordina Silvia Neonato

    ore 20.30 Cena presso Cambi Café, vico Falamonica 9r

    oppure

    ore 21.00 Teatro Archivolto, p.zza Gustavo Modena, 3 (mappa) preceduto alle ore 19.45 dall’aperitivo- cena al Douce Café, piazza Matteotti 84 r . La grande occasione Spettacolo con Licia Maglietta

     

    Sabato 19 novembre

    ore 9.30 – 12.00 LABORATORI

    Laboratorio 1. La disposizione degli oggetti ci tradirà? Performatività degli oggetti a cura della SIL di Firenze
    Sede: Galleria IL Vicolo, Salita Pollaioli, 37R

    Laboratorio 2 Le personagge in scena. Laboratorio di pratica teatrale e di riflessione sulla costruzione delle personagge a cura di Barbara della Polla e Nadia Setti con la collaborazione di Laura Sicignano (direttrice del Teatro Cargo) Sede: Centro Formazione Artistica, Salita Pallavicini.

    Laboratorio 3 La mia personaggia preferita – a cura delle socie SIL con la partecipazione di Silvia Bonucci, Annamaria Fassio, Alessandra Fabbri, Elisabetta Di Maggio, Emilia Marasco, Maria Morganti. Sede: Museo S.Agostino, p.zza di Sarzano, 35R Coordina Mariella Gramaglia

    ore 12.30 – 13.45 Seduta plenaria – Sede: Museo S.Agostino, p.zza di Sarzano, 35R. Le personagge si raccontano per immagini 1
    In partnership con la Fondazione Remotti – Camogli* Mi dispiace. Niente autocritica. A partire da Ketty La Rocca, Marina Abramovic, Monica Bonvicini. Di Francesca Pasini (curatrice). La regista e artista Shirin Neshat: il coraggio delle donne. Di Anna D’Elia (Università di Bari) Coordina Tiziana Ricci (Radio Popolare)

    ore 13.45 Pranzo offerto da Gastronomadi, associazione di produzione di cibo biologico all’interno del Museo di Sant’Agostino

    ore 14.30 – 16.30 Museo di Sant’Agostino FARE LETTERATURA, FARE POLITICA Assemblea pubblica delle socie SIL
    Introduzione di Bia Sarasini (Presidente SIL). Apertura delle votazioni, riservate alle socie, per l’elezione del nuovo direttivo

    ore 17.30 – 18.30 Le personagge si raccontano per immagini 2 – Le amiche di Sex and the City – Francesca Romana Recchia Luciani (Università di Bari) La lettrice come personaggia – Anna Maria Crispino (direttora di Leggendaria)

    ore 18.30 – 20.00 LA SIL INCONTRA LA CITTA’
    Donne scriventi – Donne scritte. Le personagge in poesia
    Presentazione di un quaderno di riflessioni itineranti sul fare poesia delle donne. Il quaderno in distribuzione contiene gli interventi anche di numerose altre poete che hanno aderito all’iniziativa. a cura di Gabriella Musetti. Letture di Ida Travi, Mariangela De Togni, Rossella Renzi. Interventi di Rosa Elisa Giangoia, Marina Giovannelli, Maria Cristina Castellani, Carla Caselgrandi Dibattito

    Ore 19.30 Biancamaria Frabotta presenta L’ultima estate di Contessa Lara. Lettere dalla Riviera (1896), a cura di Manola Ida Venzo, con un saggio di Biancamaria Frabotta, Viella, Roma 2011

    ore 20.30 Cena con le autrici in poesia e in musica presso il ristorante Tiflis, Vico del Fico, 35r Letture di Laura Accerboni, Viviane Ciampi, Biancamaria Frabotta, Lucetta Frisa

    Domenica 20 novembre

    Palazzo Ducale (Sala del Minor Consiglio), p.zza Matteotti, 9

    ore 9.30 – 10.00 Resoconto dei laboratori
    ore 10.00–12.00 Io sono molte. Le voci di Modesta. La protagonista de L’arte della Gioia di Goliarda Sapienza, esemplare personaggia da amare, “inventata” per la SIL da Lorenza Codignola (regista), Monica Farnetti (Università di Sassari), Laura Fortini (Università di Roma Tre), Claudia Priano (scrittrice), Martina Romano (violoncello). Chiusura delle votazioni

    ore 12.00 – 13.00 Personagge d’autrice Rosella Postorino, Ester Armanino, Chiara Mezzalama in dialogo con Maria Rosa Cutrufelli

    ore 13.00 Risultati delle votazioni, conclusioni e saluti

    ore 13.30 Pranzo presso il Ristorante Duchessa, Palazzo Rosso, via Garibaldi 18

    ore 16.00 – 18.00 LA SIL LIGURIA INCONTRA LA CITTA’
    Libreria San Benedetto della cooperativa La Lanterna, Salita Santa Caterina 1/1
    Le parole di Virginia Woolf a partire da Voltando pagina. Saggi 1904-1941 Monica Farnetti dialoga con la curatrice Liliana Rampello.

  • Nausicaa Lab: un bando per imprese creative fatte dai giovani

    Nausicaa Lab: un bando per imprese creative fatte dai giovani

    ideaIn questi tempi di crisi economica sono sempre di più i giovani (e non solo) che tentano la carta dell’imprenditoria, per sviluppare una propria attività a fronte di un mercato del lavoro che appare sempre più saturo. Il settore delle start up è in costante crescita, tanto che spesso escono nuovi bandi pronti a finanziare giovani nuove imprese.

    L’ultimo verrà lanciato nei prossimi giorni da parte dell’associazione culturale Il Tamarindo: si tratta di Nausicaa Lab, un bando per under 35 che vivono nei Paesi del Mediterraneo e vogliono mettere a frutto una propria idea imprenditoriale finalizzata al sostegno di cultura e creatività. Il progetto integrale sarà pubblicato a partire da lunedì 21 novembre, mentre per inviare il proprio progetto ci sarà tempo fino al 31 gennaio 2012.

    Le proposte saranno valutate da una giuria e i vincitori del bando potranno trascorrere sei mesi al centro di innovazione sociale The Hub Milano, in cui verrà concesso loro uno spazio e tutti gli strumenti necessari per concretizzare il loro progetto.

    Per maggiori informazioni sul bando è possibile contattare direttamente l’associazione all’indirizzo nausicaalab@iltamarindo.net.

    Marta Traverso

     

  • Google Doodle di oggi: omaggio a Louis Daguerre e alla fotografia

    Google Doodle di oggi: omaggio a Louis Daguerre e alla fotografia

    google doodleOrmai sappiamo tutti cos’è un Google Doodle. Se non altro perché il 99%  di noi navigatori abituali della Rete usa proprio quel motore di ricerca, e da tempo si sarà accorto che le sei letterine colorate che compongono la parola Google si animano di tanto in tanto con curiosi disegni.

    Quello di oggi – venerdì 18 novembre 2011 – celebra i 224 anni dalla nascita di Louis Daguerre, chimico francese al quale dobbiamo l’invenzione del dagherrotipo, ossia di quel che oggi comunemente chiamiamo fotografia.

    Cos’è di fatto il Google Doodle, a parte un modo curioso per distrarci dagli impegni di lavoro che spesso ci tengono incollati al computer? L’idea è nata fin dagli albori del motore di ricerca: il primo Doodle risale al 30 agosto 1998 e celebrava il Burning man, un fantoccio di legno che viene bruciato ogni anno in occasione dell’omonimo festival a Black Rock City, nel Nevada.

    Scopo del Doodle (la parola in senso letterale significa scarabocchio) è celebrare con un’immagine curiosa un evento, una ricorrenza, un anniversario. Qualche esempio? In occasione dei 65 anni di Freddie Mercury, cliccando sul Doodle che lo raffigurava si poteva ascoltare una delle sue canzoni più famose, Don’t stop me now. Lo scorso Halloween un click sul Doodle mostrava il filmato di alcune persone che intagliano una zucca fino a formare la scritta Google. Più spesso, invece, il Doodle rimanda semplicemente a tutte le pagine del motore di ricerca che citano l’evento o il personaggio raffigurato.

    Marta Traverso

  • Non c’è fango che tenga: t-shirt ancora in vendita

    Non c’è fango che tenga: t-shirt ancora in vendita

    genova alluvione t-shirt fangoSi può definire un vero e proprio boom quello della t-shirt Non c’è fango che tenga, un’idea del parroco di Santa Margherita di Marassi per aiutare le famiglie e le aziende colpite dall’alluvione del 4 novembre.

    Lo scorso fine settimana sono state realizzate oltre 14.000 magliette, messe in vendita presso alcune Chiese dei quartieri colpiti e il Duomo di San Lorenzo, e che sono state tutte vendute.

    Il successo dell’iniziativa ha spinto la parrocchia a voler continuare questa gara di solidarietà, facendo stampare circa 17.000 nuove t-shirt che saranno vendute in vari quartieri genovesi nel corso di questo fine settimana, sabato 19 e domenica 20 novembre.

    Queste le aree in cui sarà possibile acquistare la t-shirt con un contributo minimo di 10 €.

    Centro città e centro storico: piazza De Ferrari, via XII Ottobre, piazza san Lorenzo, piazza Campetto, via XX Settembre (angolo Coin, Mercato Orientale e angolo via San Vincenzo), Porto Antico (Magazzini del cotone e Bigo);

    Levante: corso Italia e Boccadasse, Priaruggia, passeggiata di Nervi e parrocchia dell’Assunta a Nervi;

    Ponente: via Sestri (Giglio Bagnara), centro commerciale Fiumara (Mediaworld);

    Valbisagno: corso de Stefanis (Centro Commerciale il Mirto e angolo via Tortosa), piazza Galileo Ferraris, via Bertuccioni (parrocchia Santa Margherita di Marassi).

    Marta Traverso