Anno: 2011

  • Conferenza e serata di intrattenimento culturale alla Berio

    Conferenza e serata di intrattenimento culturale alla Berio

    Biblioteca BerioMercoledì 16 novembre alla Biblioteca Berio una giornata ricca di eventi.

    Alle ore 1630 si tiene la conferenza ““I colori del sole”, in cui la relatrice Adele Vigo spiega l’uso dei colori naturali, la storia della tintura in blu, la tintura stagione per stagione, con piante facilmente reperibili.Al termine, una dimostrazione pratica di tintura naturale.

    Alle 21 invece,la serata di intrattenimento culturale a margine del convegno “Io sono molte”: le nuove figure femminili della narrativa contemporanea”.  Giochi e letture organizzati dalla Società Italiana Letterate (Genova, 18-20 novembre) In occasione del Convegno, che si occuperà di esaminare come vengono inventate, scritte e rappresentate le nuove donne, la biblioteca organizza una serata di giochi e mette a disposizione bibliografia e percorsi di lettura sul tema.

     

  • La sicurezza sul lavoro spiegata ai bambini

    La sicurezza sul lavoro spiegata ai bambini

    Lavoro, sicurezza, prevenzione. Tre parole spesso associate a tragiche vicende di cronaca, dal tristemente noto rogo della Thyssen alle numerose vicende meno interessanti  dal punto di vista mediatico e di cui nessuno parla.

    Queste tre parole sono l’oggetto di un concorso letterario indetto in Umbria, in vista della festa della donna 2012: il concorso è aperto a sole donne, italiane e non, unico requisito avere più di 14 anni. Le partecipanti dovranno raccontare il tema della sicurezza sul lavoro sotto forma di fiaba, scritta in lingua italiana, lunga tra le 2 e le 8 cartelle (una cartella è 1.800 battute spazi inclusi, ndr) e alla quale è possibile abbinare un disegno o una foto.

    Le tre opere migliori riceveranno un premio in denaro: 500 € alla prima classificata, 350 € alla seconda e 250 € alla terza, mentre l’autrice dell’opera più votata sul sito web del concorso vincerà 150 €. Il premio verrà ritirato in occasione (appunto) della Festa della donna 2012, nel corso di una cerimonia presso la sede INAIL di Perugia.

    Il regolamento completo sul sito di Donne e lavoro.

  • Genova senza parole: il nuovo volto della città in Sala Dogana

    Genova senza parole: il nuovo volto della città in Sala Dogana

    Sala Dogana Palazzo Ducale GenovaUna mostra dopo l’altra nello spazio inaugurato appena due anni fa a Palazzo Ducale e riservato ai giovani artisti: sabato 19 novembre inaugura a Sala Dogana una mostra fotografica (ma non solo) a cura del duo Stefanik, pseudonimo degli artisti Stefano Fioresi e Nicolò Paoli, dal titolo Genova senza parole.

    I due ragazzi hanno scelto le tecniche più svariate per riprodurre la loro idea di Genova: fotografia, pittura, collage. Non solo: la mostra si propone come un vero e proprio work in progress, nel quale ogni visitatore è chiamato a integrare le opere con la propria immagine della città. Grandi riproduzioni cartacee di Genova saranno aperte ad “assecondare le pulsioni creative (o decostruttive?)” del pubblico.

    La mostra è a ingresso libero e rimarrà allestita fino al 4 dicembre. Aperta dal martedì alla domenica ore 15-20.

  • Dori Ghezzi e il ricordo di Genova: ci eravamo tanto amati

    Dori Ghezzi e Fabrizio De AndrèNel 1967 l’esordio discografico, poi un lungo cammino fatto di alti e bassi, gioie e difficoltà, un cammino a due con il compagno Fabrizio De Andrè. Alla morte del cantautore genovese, Dori si è dedicata con la “sua” Fondazione De Andrè a mantenere viva la musica di Fabrizio, un’agenda colma di appuntamenti da una città all’altra dell’Italia, un impegnativo gesto d’amore.

    Oggi Dori non vive più a Genova, ma qui ha lasciato tanti ricordi, inevitabilmente intrecciati con la vita e le opere di De Andrè che, come lei stessa ha detto, “era per me come una guida, mi presentava Genova con gli occhi innamorati…”

    La vita ti ha portato ad incontrare Genova sulla tua strada… Che rapporto hai con la città?

    Sicuramente le circostanze e i casi della vita mi hanno portata a Genova, ma di certo non si è trattato di una “convivenza forzata”, tutt’altro… Questa è una città che sa farsi amare per i suoi pregi. In più, io ho avuto il privilegio di conoscerla attraverso gli occhi di Fabrizio che me l’ha presentata in un modo speciale, da “figlio innamorato”…

    Quali sono le immagini e i ricordi più ricorrenti della “tua” Genova?

    Ho vissuto e conosciuto Genova come un’entità viva, che respira, perché la identifico con le persone che qui ho incontrato e che continuo ad amare. In qualche modo ci siamo scelte a vicenda, perché nel 1969, agli inizi della mia carriera, Genova mi ritenne degna di un premio prestigioso e ambito come la Caravella d’Oro. In quello stesso anno – guarda il caso, venne premiato anche Fabrizio!

    La tua carriera musicale è iniziata che eri ancora molto giovane. Dalle prime apparizioni sino ai successi degli anni settanta, gli alti e i bassi, gli incontri… Hai dei rimpianti?

    Tanti! Ricomincerei tutto dall’inizio, forse prestando più attenzione a determinate scelte…

    “Sono riusciti a cambiarci, ci sono riusciti, lo sai…” Il vostro rapporto vi ha cambiati?

    Fermo restando che, se due si innamorano, significa che si accettano e si amano per come sono, è inevitabile che poi, convivendo, ci si possa involontariamente influenzare e subire un naturale cambiamento.

    Il tuo impegno con la Fondazione De Andrè è ripagato ogni giorno da un numero crescente di riconoscimenti, probabilmente ben oltre le vostre iniziali aspettative. Ciò significa che la tua agenda è sempre colma e la tua presenza è richiesta in ogni manifestazione dedicata a tuo marito: quanto ti pesa, se ti pesa, tutto ciò? E quale sarebbe il pensiero di fabrizio se oggi potesse assistere a questo suo “successo da defunto”?

    Alla tua domanda ci sarebbe ben poco da aggiungere. Certo sarebbe più bello poter vivere ancora intimamente l’intenso rapporto con fabrizio e nessuna altra realtà può competere con questo, era davvero speciale. Forse è proprio questo il motivo per cui la gente lo ricorda ancora oggi con così tanto affetto. E le Fondazioni in questi casi possono fare ben poco… Tutto è nato da sé.

    Io penso che di fronte a tutto questo Fabrizio si dovrebbe semplicemente rassegnare, farsene una ragione.

    Gabriele Serpe

  • No free jobs: gli indignati del web contro il lavoro gratis

    No free jobs: gli indignati del web contro il lavoro gratis

    No free jobsA volte sembra di vivere in un altro mondo. Chi si limita (ammesso che di limite si tratti) a informarsi leggendo il giornale, per non parlare di chi guarda solo la televisione, non ha idea di quante cose possono accadere sui social network mentre il mondo va avanti per conto suo.

    Un esempio sono gli indignados del web, che nelle ultime settimane hanno creato vere e proprie mobilitazioni virtuali di massa per monitorare l’informazione sugli eventi caldi del momento. Qualche esempio? Il corteo di Roma dello scorso 15 ottobre, il movimento Occupy Wall Street, la recente caduta del governo. Il tutto a colpi di fan page su Facebook e di hashtag su Twitter.

    [Parentesi per i neofiti: gli hashtag sono cancelletti “#” che su Twitter vengono posizionati prima di una parola o un insieme di parole, così da etichettare quelle parole e renderle più facilmente rintracciabili]

    L’ultima protesta nata in rete è NoFreeJobs, niente lavoro gratis: sulla scia della mappa degli stage indecenti lanciata dal sito web Repubblica degli Stagisti – che da alcuni anni si dedica a denunciare aziende che sfruttano o sottopagano giovani (e non solo) precari – l’esperta di comunicazione sui social media Cristina Simone ha replicato a un post su Facebook del collega Paolo Ratto creando su Twitter l’hashtag #noFreeJobs.

    Un rimbalzo tra un social network e l’altro che in poco meno di una settimana ha mobilitato migliaia di utenti con proposte e testimonianze: mentre scriviamo, la fan page No Free Jobs su Facebook ha già raccolto oltre mille fan, mentre il corrispondente account Twitter ha circa 400 follower. E l’hashtag di cui sopra, #noFreeJobs, tiene conto in tempo reale di tutti i messaggi degli utenti: polemiche a parte (che su questo argomento sono purtroppo inevitabili), perché non date un’occhiata?

  • Crisi, una risposta arriva dalla Green economy

    Crisi, una risposta arriva dalla Green economy

     

    La riconversione ecologica dell’economia può essere il fondamento da cui partire per uscire dalla crisi.

    Il rapporto GreenItaly 2011 di Symbola e UnionCamere, presentato oggi a Milano, evidenzia come la profondità degli effetti della crisi ponga l’intero sistema di fronte alla necessità di un radicale ripensamento del proprio modello di sviluppo.

    Un’impresa su quattro (il 23,9% del totale, ovvero circa 370mila imprese, 150mila industriali e quasi 220mila dei servizi) ha realizzato negli ultimi tre anni, o realizzerà entro quest’anno, investimenti in prodotti e tecnologie che assicurano un maggior risparmio energetico o un minor impatto ambientale.
    Una quota che rappresenta un segnale forte dell’effettiva diffusione di comportamenti aziendali orientati all’eco-efficienza e alla sostenibilità ambientale, considerando che in questo caso siamo di fronte a un universo che contempla sia le micro imprese al di sotto dei 20 dipendenti, dove chiaramente la propensione a investire è più contenuta, sia tutto il settore dei servizi privati costituto da diverse attività che, per chiare ragioni di natura strutturale o legate al basso impatto ambientale, possono non essere particolarmente inclini alla realizzazione di investimenti green.

    Inoltre un terzo delle imprese che investono in tecnologie green vanta una presenza sui mercati esteri (34,8%), quota quasi doppia rispetto a quella rilevata per le imprese che non puntano sulla sostenibilità ambientale (meno di due su cinque, pari al 18,6%).

    Per quanto riguarda i settori questa visione strategica lungimirante è chiaramente più diffusa nella manifattura, dove la quota di imprese che realizzano investimenti green sfiora il 28% a fronte di un più ridotto 22% nel terziario. E tra le attività manifatturiere, oltre alla chimica e alle attività connesse sostanzialmente all’energia (prodotti petroliferi e public utilities), spicca la filiera della meccanica, mezzi di trasporto, elettronica e strumentazione di precisione, assieme alla lavorazione dei minerali non metalliferi, dove un’impresa su tre si dedica alla realizzazione di investimenti tesi a ridurre l’impatto ambientale delle proprie produzioni.

    La classifica regionale per incidenza delle imprese green sul totale vede in testa il Trentino-Alto Adige (con il 29,5% di imprese che investono in tecnologie green) seguito dalla Valle d’Aosta (27,3%), seguono le cinque regioni meridionali con valori tra il 27,2% del Molise e il 25% dell’Abruzzo, passando per la Basilicata, la Puglia e la Campania; con valori di poco superiori al 24% si posizionano poi la Lombardia, il Friuli-Venezia Giulia, il Veneto e il Piemonte. Per quanti riguarda i valori assoluti, invece, la Lombardia guida la classifica con 69.330 imprese che investono nel green, seguita da Veneto con 32.250 imprese e Lazio con 30.240 imprese.

    Anche per quanto riguarda l’occupazione, la green economy sembra possedere una marcia in più tanto che nel 2011 il 38% delle assunzioni programmate dalle imprese è riconducibile alla sostenibilità ambientale. Si tratta di più di 220.000 assunzioni sul totale di quasi 600.000 previste dalle imprese nel 2011. Di queste circa la metà, 97.600 assunzioni sono legate a professioni green in senso stretto (legate agli ambiti delle energie rinnovabili, gestione delle acque e rifiuti, tutela dell’ambiente, green mobilities, green building ed efficienza energetica).

    «Sotto le ceneri depositate dalla crisi arde la brace della green economy – spiega Ermete Realacci, Presidente di Symbola – E’ una sfida che l’Italia può vincere se saprà cogliere nelle caratteristiche del suo sistema produttivo le radici di una scommessa sul futuro. Quello che emerge nella ricerca che oggi presentiamo, ci dice che la green economy, a maggior ragione nel grave periodo che stiamo vivendo, è una delle strade principali per rilanciare, su basi nuove e più solide, l’economia italiana. Una prospettiva che nel nostro Paese si incrocia con la qualità, la coesione sociale, il talento, l’innovazione, la ricerca, fattori fondamentali per rendere competitivi i territori e le nostre imprese. Quanto emerge oggi è un’indicazione importante anche per il futuro Governo».

     

  • Mostra personale di Raimondo Sirotti alla Galleria Rotta Farinelli

    Mostra personale di Raimondo Sirotti alla Galleria Rotta Farinelli

    Roberto SirottiLa Galleria Rotta Farinelli di via Venti settembre  181 r  ospita fino al 10 dicembre la personale del maestro Raimondo Sirotti : quello tra Sirotti, Rai come gli amici lo chiamano confidenzialmente, e Rotta è un rapporto ormai consolidato. Si tratta della quinta mostra che l’artista realizza presso la storica Galleria genovese con la quale collabora fin dal 1976.

    Raimondo Sirotti è uno dei massimi interpreti della Corrente Informale, che si esprime attraverso l’esaltazione delle emozioni suscitate dalle forme della natura, piuttosto che sulla rappresentazione della forma fine a se stessa.

    Nato e sempre vissuto a Bogliasco, ha sempre associato all’attività artistica il magistero didattico, svolto con enorme impegno in qualità di docente e direttore presso l’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova.

    Nella mostra alla Galleria Rotta, Sirotti espone una selezione di opere dedicate alla natura, realizzate tutte nel 2011 come “frutto di una riflessione che è scaturita ordinando la mia ultima antologica al Teatro del Falcone di Palazzo Reale”. Di qui l’impulso a ripensare i territori frequentati per anni, dalla “natura del giardino al silenzio della cave fino alla costa, a quel mare che non ho mai cessato di respirare”, il recupero in forme rinnovate di una continuità che percorre tutta la sua opera.

    Raimondo Sirotti

    Galleria Roberto Rotta Farinelli

    10 novembre-10 dicembre 2011

    Orario 10-12 e 16-19

  • Morgasmatron: quadri e tatuaggi in mostra a Violabox

    Morgasmatron: quadri e tatuaggi in mostra a Violabox

    violabox-morgasmatronIl tatuaggio è arte? La pensa così Morg Armeni, artista genovese che della pittura su pelle ha fatto una professione che l’ha portata a girare il mondo.

    Da sabato 12 novembre è allestita presso la galleria Violabox (via Trebisonda 56 c) la sua personale Morgasmatron – 30 minutes of fear. Il titolo indica il tempo che il visitatore impiega nell’osservare tutte le opere, mentre fear è lo stato d’animo che ci si augura di evocare con l’atmosfera splatter e le tinte piuttosto inquietanti che l’artista ha ricreato.

    Un evento speciale anche per la galleria, che con questa mostra tocca quota 40 esposizioni dalla sua apertura nel 2006.

    La mostra rimarrà aperta fino all’8 dicembre 2011, con orario martedì – sabato dalle 16.00 alle 19.00. Ingresso libero.

  • Dismissione aree agricole a favore dei giovani coltivatori

     

    “C’è voluta la piu’ grande crisi dal dopoguerra per chiudere finalmente anche in Italia l’epoca dello Stato contadino che ha sottratto terre fertili agli agricoltori che sono certo in grado di valorizzarli creando ricchezza e nuova occupazione a sostegno della crescita di cui il Paese ha oggi straordinariamente bisogno”.

    E’ quanto ha affermato il presidente della Coldiretti, Sergio Marini nel sottolineare l’importanza dell’accoglimento nel maxiemendamento alla manovra approvata definitivamente dal Parlamento della proposta di Coldiretti di vendere le terre pubbliche prioritariamente ai giovani coltivatori avanzata al Forum di Cernobbio.

    Trecentotrentottomila ettari di terreni agricoli coltivabili per un valore di 6,2 miliardi di euro fanno parte del patrimonio pubblico che è oggetto del programma di dismissioni in una situazione in cui la disponibilità di terra è il principale ostacolo all’ingresso di giovani nel settore primario.

    La cessione di questi terreni – ha proseguito Marini – toglie allo Stato il compito improprio di coltivare la terra, rende disponibili risorse per lo sviluppo ma soprattutto ha il vantaggio di calmierare il prezzo dei terreni, stimolare la crescita, l’occupazione e la redditività delle imprese agricole che rappresentano una leva competitiva determinante per la crescita del Paese. E’ certo infatti che nessuno meglio degli imprenditori agricoli è in grado di valorizzare lavorando la terra e generare nuova occupazione“.

    Il provvedimento prevede che “entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge di stabilità, il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, con uno o più decreti di natura non regolamentare da adottare d’intesa con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, individua i terreni a vocazione agricola, non utilizzabili per altre finalità istituzionali, di proprietà dello Stato”, “nonché di proprietà degli enti pubblici nazionali, da alienare a cura dell’Agenzia del Demanio”.

    Si prevede, peraltro, che la vendita avverrà “mediante trattativa privata per gli immobili di valore inferiore a 400 mila euro e mediante asta pubblica per quelli di valore pari o superiore a 400 mila euro”.

    Al fine di favorire lo sviluppo dell’imprenditorialità agricola giovanile è riconosciuto – sottolinea la Coldiretti – il diritto di prelazione ai giovani imprenditori agricoli, così come definiti ai sensi del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 185, e successive modificazioni. “Le Regioni, le Province, i Comuni possono vendere” “i beni di loro proprietà aventi destinazione agricola” conferendo mandato irrevocabile a vendere all’Agenzia del Demanio che “provvede al versamento agli Enti territoriali già proprietari dei proventi derivanti dalla vendita al netto dei costi sostenuti e documentati”.

    Dal Trentino alla Sardegna, sono diversi gli esempi di proprietà pubbliche sul territorio nazionale che potrebbero essere dismesse e vendute agli agricoltori – spiega la Coldiretti – con benefici sia dal punto di vista delle finanze dello Stato che della stessa produttività delle aree.

     

  • Wi-fi gratis a Genova: le zone della città in cui si può navigare

    Wi-fi gratis a Genova: le zone della città in cui si può navigare

    Premessa: se vivessimo in un Paese civile, l’accesso libero e gratuito a Internet dovrebbe essere garantito ovunque e senza eccezioni. Non per nulla, uno dei primi provvedimenti di cui si chiacchiera a proposito del quasi-neo Governo Monti e delle misure per la crescita è proprio l’investimento sulla banda larga.

    In Italia siamo molto indietro su questo tema, non ci piove. Non solo perché esistono ancora aree dove la connessione veloce è un miraggio, ma anche e soprattutto per quanto riguarda la presenza di isole wi-fi nelle città.

    Come siamo messi a Genova?

    Il wi-fi nostrano è partito in sordina un paio di anni fa con una connessione a macchie e a pagamento, grazie all’intervento dell’Associazione Cittadini Digitali. Sono state poi coperte altre due aree, sempre portafoglio alla mano: il Porto Antico (costo annuale 12 €) e la Biblioteca Berio (costo annuale 5 €).

    Solo negli ultimi mesi si è giunti a una, anzi due reti di isole wi-fi accessibili gratuitamente 24 ore su 24 facendo il login con il proprio numero di cellulare.

    Il progetto Rete Gratuita copre 150 hot spot in tutta la Liguria, a cura di Cittadini Digitali e del consorzio Vallicom, tra cui troviamo piazza De Ferrari e Matteotti, Porto Antico, Darsena, Ipercoop l’Aquilone e Fiumara, piazza delle Erbe e Giardini Luzzati: le ultime aree attivate in ordine di tempo sono in via Fiasella e a Porta Soprana, nei pressi della Casa di Colombo.

    A seguire le isole wi-fi gestite dal Comune di Genova, inizialmente con la possibilità di navigare gratis due ore al giorno, ma che dal 4 novembre (per garantire a tutti la possibilità di comunicare durante l’emergenza alluvione) sono accessibili 24 ore su 24. Queste le aree finora coperte dal servizio: Biblioteche civiche Brocchi, De Amicis, Lercari, Podestà e Campanella; stazioni ferroviarie di Principe, Brignole e Sampierdarena e piazze antistanti; Informagiovani e Palazzo Ducale, piazza De Ferrari e Matteotti; piazzale Kennedy, Loggia dei Banchi e parco di Villa Croce; via Sestri e Aeroporto Cristoforo Colombo.

    Due progetti distinti – perché lavorare in rete è un concetto troppo evoluto, forse – e che prevedono in futuro l’attivazione di nuove aree in cui navigare gratis. Speriamo senza troppi inconvenienti tecnici.

  • La Claque, gli appuntamenti da giovedì 17 a domenica 20 novembre

    La Claque, gli appuntamenti da giovedì 17 a domenica 20 novembre

    Belo HorizonteNel locale in via San Donato appuntamenti interessanti anche questa settimana.

    Giovedì 17 novembre 2011

    Ore 22.30 – SAROOS in concerto
    Il batterista dei Notwist e il tastierista dei Lali Puna, accompagnati da un bassista eccezionale, mettono su un riuscitissimo mix di elettronica tedesca e colonne sonore cinematografiche. In apertura Filo Q e Max Morales che presentano il nuovo disco, accompagnati da Federico Branca e Paolo Furio Marrasso. Biglietto: 7 €

    Venerdì 18 novembre  2011

    Ore 22.30 – CABARET BURLESQUE

    Lo spettacolo scritto e diretto da Elisa D’Andrea. Un pianoforte, un contrabbasso, la batteria e una tromba che ricreano le note di pezzi culto che vanno dai primi anni del novecento fino agli anni settanta. attraverso citazioni, rivisitazioni, musica e video vuole  semplicemente rispolverare attualizzandolo un genere che ha divertito e riempito le sale teatrali di tre continenti. Il Burlesque ritorna anche il 9 dicembre. Biglietto: 15 €

    Sabato 19 novembre 2011

    Ore 22.30 – BELO HORIZONTE

    Belo Horizonte è spettacolo, filosofia di vita, slancio, utopia, shakeraggio di comicità, parole e musica, innesta innovazione e improvvisazione, vola alto con  incursioni nei diversi generi,  dal teatro di strada al circo contemporaneo, alla danza. Un varietà moderno con vocazione televisiva, sempre all’insegna dell’ottimismo e del divertimento. Tra gli artisti che si alterneranno sul palcoscenico: Simonetta Guarino , Alessandro Bianchi, Michelangelo Pulci, Antonio Ornano, Fiona e Laura , Enzo Paci,  Andrea Bottesini, I Soggetti Smarriti, Stefano Lasagna, Stefano Chiodaroli, i Bermuda Acoustic Trio e molti, molti altri. La direzione artistica è di Marco Fojanini. Biglietto: 15 €

    Domenica 20 novembre 2011

    Ore 21.00  Jazzmates trio meets Jim Rotondi Jazz Quartet  Concerto

    Il trombettista Jim Rotondi è una delle figure più importanti nel panorama jazzistico degli ultimi 20 anni. Il suo suono ed il suo swing sono noti e ricercati come leader e come sideman in tutto il mondo, il chitarrista Carmelo Tartamella, Giovanni Sanguineti, Tommy Bardascio. Biglietto: 15 €

  • Abbey Road, 80 anni di storia: concorso per band emergenti

    Abbey Road, 80 anni di storia: concorso per band emergenti

    Abbey Road
    La copertina di "Abbey Road" l'ultimo album registrato dai Beatles

    Abbey Road, gli studi discografici forse più celebri al mondo festeggiano 80 anni di vita, e lo fanno in un modo molto particolare: un concorso per band emergenti, a cui viene chiesto di scrivere un “inno di compleanno“. Sono stati selezionati otto vincitori che in questi giorni stanno registrando le canzoni negli Studios, brani che a partire da dicembre saranno scaricabili su internet.

    Gli Abbey Road Studios di Londra sono nati nel novembre del 1931, inaugurati dal compositore Sir Edward Elgar e dalla London Symphony Orchestra. Nelle sale degli Studios hanno registrato tutti i più grandi del rock, dai Beatles ai Pink Floyd (fra quelle mura sono nati album come “Wish you were here” e “Dark side of the Moon“), da Ennio Morricone a Freddie Mercury e poi i Police, gli U2, gli Iron Maiden i Deep Purple… E ancora gli Oasis, i Muse… 

    A pochi passi dall’ingresso degli Studios nell’area nord ovest di Londra venne scattata la copertina (nella foto) dell’omonimo album dei Beatles “Abbey Road” datato 1969. Ancora oggi ad ogni ora si trovano turisti intenti ad attraversare la strada con tanto di parenti e amici pronti a immortalare l’evento, c’è anche chi si sfila le scarpe per emulare Paul McCartney che nella foto attraversa la strada scalzo. L’anno scorso l’attraversamento pedonale di Abbey Road è stato perfino dichiarato monumento nazionale.

     

     

  • EllaOne, la pillola dei cinque giorni dopo arriva in Italia

    EllaOne, la pillola dei cinque giorni dopo arriva in Italia

    pillola dei 5 giorni dopoLa pillola dei 5 giorni dopo “ellaOne” arriva in Italia: oggi, lunedì 14 novembre,  il decreto che ne autorizza la vendita è pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.

    Dopo anni di scontri, discussioni e proteste, tra Ministero della Sanità, Agenzia del farmaco, associazioni di donne, organizzazione cattoliche, è finito il  lungo iter burocratico legato a questo farmaco,  giudicato dal Consiglio Superiore della Sanità come un contraccettivo d’emergenza e non un abortivo, allineandosi al parere espresso dai paesi europei ed extraeuropei in cui la pillola dei 5 giorni dopo è già in commercio da qualche tempo.

    Come la pillola del giorno dopo, anche questo farmaco necessita di prescrizione medica ed è a carico delle pazienti, e ha un costo che si aggira intorno a 35 euro, prezzo molto superiore alla media europea, visto che in Francia, per esempio, costa 24 euro e in Gran Bretagna 17 sterline.

    La pillola del giorno dopo, che continuerà ad essere in commercio, deve essere assunta entro 72 ore dal rapporto (3 giorni) e ha un effetto che copre un arco di sole 24 ore, mentre la nuova pillola ha un’efficacia prolungata a 5 giorni.  In entrambi i casi, tuttavia, l’azione dei farmaci non ha nulla a che vedere con la RU-486, che deve invece essere considerata una vera e propria pillola abortiva poiché il suo principio attivo, agisce a gravidanza già iniziata: inibisce lo sviluppo embrionale causandone il distacco dalla mucosa uterina.

    La pillola dei cinque giorni dopo è considerato un contraccettivo d’emergenza. Nonostante questo, il Consiglio superiore di sanità (Css) ha stabilito che prima di prendere la pillola si dovrà fare un test di gravidanza. Una decisione che ha destato non poche perplessità tra i medici,  che lo ritengono un gesto per scoraggiare le donne ad assumere il farmaco e totalmente in contraddizione con la natura del farmaco.

    L’85% dei ginecologi si è detto contrario al test. “ Anche se hanno principi attivi appartenenti alla stessa categoria molecolare, la pillola dei 5 giorni dopo non agisce come la Ru-486, ha spiegato Nicola Surico, presidente della Società Italiana di ginecologia e ostetricia. Non è un farmaco abortivo, e non si capisce allora il perché della richiesta di un test di gravidanza ematico, che oltre a essere un esame invasivo per la donna, può impedirle di assumere il farmaco. Questo tipo di test, infatti, deve essere prescritto da un medico ed eseguito in ospedale, che può dare i risultati anche due, tre giorni dopo le analisi. Ma in questo modo, è evidente, la donna non ha più il tempo utile per prendere il farmaco”.

    Per di più, in nessuno dei 21 paesi europei dove sono già state vendute 400mila confezioni di ellaOne esiste una regola del genere.

    Manuela Stella

  • Festival Govi in rock, musica e comicità nel teatro di Bolzaneto

    Festival Govi in rock, musica e comicità nel teatro di Bolzaneto

    Teatro Govi internoDa venerdì 18 a domenica 20 novembre, alle ore 21.00, al teatro Govi di Genova Bolzaneto si tiene la terza edizione del Festival Govi in Rock, due serate di musica live e una dedicata alla comicità, con l’obiettivo di raccogliere fondi a sostegno dell’Associazione Gigi Ghirotti di Genova che si occupa dello studio e dello sviluppo delle terapie del dolore.

    Il festival Govi in Rock aiuta l’ organizzazione attraverso il connubio di musica e comicità: quest’anno i proventi delle serate verranno devoluti per l ‘acquisto di un comunicatore a puntamento oculare per i malati di Sla.

    L’entrata alla manifestazione è ad offerta libera.

    Ecco il programma dei tre giorni:

    Venerdì 18 Novembre     ore 21.00

    Dassistassy  – Repertorio tipicamente Rock. Chitarre anni Settanta e Ottanta, suoni provenienti da valvole e amplificatori al massimo con cover degli Iron Maiden, AC/DC, Kiss, ZZ Top e Mr. Big.

    Borderline  – Dal blues all’alternative, dal metal al funk. La band  mescola differenti sonorità senza mai uscire dall’impronta rock che li caratterizza, come una linea di confine distinta e labile allo stesso tempo.

    The Chicago Groovers  – La grande passione per il soul e i Blues Brothers li ha fatti incontrare e ora sono in missione per conto di Dio con il solo scopo di portare il verbo Soul & Blues .

    Mabel Melena Soyer – Danza del ventre e giochi pirotecnici.

     

    Sabato 19 novembre  ore 21.00

    Rock Ola – Cover band con un repertorio rock/blues ispirato ad artisti come The Beatles, Rolling Stones, Eric Clapton e Tina Turner.

    Spazio Zero – Cover band di recentissima formazione dedicata a Luciano Ligabue.

    Tropico del Blasco – Tra le Vasco Rossi Tribute Band più seguite in Liguria. Capitanata da Andrea di Marco, co-organizzatore, insieme a Federico Dellepiane, del festival Govi in Rock, la band vanta un seguito affezionatissimo e numerose collaborazioni con i musicisti di Vasco Rossi.

     

    Sabato 20 novembre  ore 21.00

    Andrea di Marco – Cugino dell’omonimo frontman del Tropico Del Blasco, il comico genovese dei Cavalli Marci, torna a casa per dare il via alla serata conclusiva, dedicata alla comicità, della rassegna di beneficenza. Musicista, compositore, comico, vero e proprio rappresentate della genialità tutta genovese, Andrea di Marco sale sul palco del teatro di Bolzaneto per una divertente esibizione.

    Alessandro Bianchi – Componente del duo comico Bianchi e Pulci,  proviene dalla scuderia dei Cavalli Marci. Chi non si ricorda i suoi personaggi andati in onda al programma di Italia 1 Ciro? In questa occasione tornano sul palco del Govi per aiutare una nobile causa.

  • Benvenuti nel ghetto, presentazione del documetario a Palazzo Ducale

    Benvenuti nel ghetto, presentazione del documetario a Palazzo Ducale

    Abitazioni nei vicoli di Genova

    Martedì 15 novembre alle ore 17 a Palazzo Ducale, presentazione del documentario “Benvenuti nel Ghetto” di Maurizio Fantoni Minnella a cura dell’associazione FreeZone in collaborazione con la Comunità di San Benedetto al Porto di don Andrea Gallo.

    Il film è un affresco di vita quotidiana nel quartiere del ghetto di Genova, ossia nel cuore medioevale del suo centro storico, dove vive e opere la più significativa e numerosa comunità di trans italiana.

    Ingresso libero.

    Foto di Daniele Orlandi