Mese: Marzo 2012

  • Gruppi di acquisto solidale: la rete Gas a Genova e provincia

    Gruppi di acquisto solidale: la rete Gas a Genova e provincia

    In tempi di crisi economica ci si rende conto di quanto sia costoso fare la spesa, soprattutto se non ci si accontenta del discount sotto casa ma si vuole essere assolutamente certi della qualità dei prodotti che si usano.

    Per questa ragione, ma anche per sostenere la scelta di comprare direttamente dai produttori – che oltre a costare meno rispetto al supermercato, è una maggiore garanzia di qualità – sono nati in tutta Italia i Gas, ovvero gruppi di acquisto solidale.

    Nella Provincia di Genova la rete di questi gruppi è formata da più di 25 Gas, che hanno sottoscritto fra loro un coordinamento informale per sostenersi a vicenda e collaborare nel promuovere pratiche di acquisto e consumo sostenibile. Se siete interessati a entrare a far parte della rete, su www.gasagenova.eu troverete contatti e maggiori informazioni.

    Ecco, divisi per zona, i gruppi di acquisto solidale in provincia di Genova:

    GAS “Amici di Banca Etica”, Genova da Ponente a Levante

    GAS Bisagno, Genova Valbisagno

    Birulò, Genova San Fruttuoso c/o Circolo ARCI “Zenzero”

    Le Primule, Genova S.Martino/Borgoratti

    MeteoGAS, Genova Foce

    GAS Fratello Sole, Genova Albaro

    GAS Pinzimonio, Genova Nervi

    GAS Levante, Genova Nervi

    GAS Limone, Genova Quinto

    GAS Oregina, Genova Oregina

    GAS-TONE, Genova Oregina

    GasOsa, Genova Oregina

    GAS-USI, Genova San Teodoro

    Gas Carmine, Genova zona Carmine

    GAS Castelletto, Genova Castelletto

    WikiGAS, Genova Centro Storico

    GASPEL, Genova Centro Storico

    GASZena, Genova Centro Storico

    GAS_pacho, Genova Centro/ Sestri Ponente

    GAS Pria Pulla, Genova Ponente/ CEP

    GasSestri Associazione Amici del Chiaravagna, Genova Sestri Ponente

    GAS S.P.Esa, Genova Sestri Ponente

    Albatros, Genova Rivarolo

    GAS Campomorone, Genova Campomorone

    GAS ROBA, Camogli

    AGRIEQUO, Lavagna

     

    Marta Traverso

  • Andrea Facco e Jess in concerto al Checkmate Rock club

    Andrea Facco e Jess in concerto al Checkmate Rock club

    Andrea FaccoSabato 10 Marzo 2012 continua la stagione concerti del circolo Arci Checkmate Rock Club:  a partire dalle 22, si tiene una speciale serata dedicata al nuovo cantautorato genovese.

    Ad aprire la serata è Jess, un’ esordiente cantautrice genovese che ha già ottenuto notevoli risultati: alcuni suoi pezzi sono stati utilizzati per la colonna sonora di “Non Smettere Di Sognare”, fiction di canale 5.

    Segue Andrea Facco, giovane e promettente cantautore genovese la cui  musica e  testi riescono a rendere originali temi attuali di vita comune facendo, al tempo stesso, riflettere ed emozionare i suoi ascolatori.

    La sua passione per la musica lo ha spinto anche a studiare liuteria  per poter creare lui stesso i suoi strumenti musicali, modificarli, aggiustarli e inserirli in simbiosi con i suoi testi, facendoli diventare parte integrante della storia dei suoi brani.

    Ingresso con tessera Arci.

  • Sampierdarena: box in via Armirotti, preoccupazione degli abitanti

    Sampierdarena: box in via Armirotti, preoccupazione degli abitanti

    Un progetto di silos interrato, 77 box su due piani e 12 posti auto in superficie, il tutto esattamente sopra ad un rivo sotterraneo.
    Siamo a Sampierdarena, a mettere paura sono gli scavi eseguiti sotto i palazzi di via Armirotti – una traversa di via Carlo Rolando – che potrebbero alterare la falda acquifera. Secondo i residenti, i lavori e la conseguente deviazione della falda, rischiano di compromettere la stabilità degli edifici di via Armirotti ma non solo, ad essere coinvolte sono anche le abitazioni che sorgono in via Currò, parte di via Rolando e via Agnese. Un dedalo di strade che si snodano in una zona già ampiamente cementificata.

    Il cantiere è partito già nell’ottobre scorso quando sono giunti sul posto i tecnici per effettuare i primi rilievi e ormai da oltre 5 mesi gli abitanti del quartiere, riuniti in un combattivo comitato, denunciano a gran voce la pericolosità dell’intervento.
    «Il terreno su cui insiste il cantiere è particolarmente fragile visto che nel sottosuolo è presente una notevole quantità d’acqua – spiega il comitato – Costruire i box significa andare altri tre metri sotto la falda. In caso di forti piogge il rischio è che i canali naturali si trovino ostruiti ed il flusso d’acqua interrotto».
    Sono già stati eseguiti controlli e monitoraggi ed una relazione idrogeologica ma i dubbi nei residenti permangono, soprattutto perché «Non si riesce a quantificare quanta acqua passa nei canali naturali durante le precipitazioni intense», sottolinea il comitato.
    Inoltre numerosi palazzi del quartiere, alcuni risalenti anche ai primi del ‘900, hanno fondamenta molto antiche e già allo stato attuale, quando transitano i mezzi pesanti, i cittadini sentono vibrare i muri delle case.

    Gli abitanti nei mesi scorsi, con il sostegno di Lega Nord e Pdl, hanno raccolto centinaia di firme per chiedere di fermare i lavori. «È un’opera che ai cittadini non serve – afferma Davide Rossi, capogruppo Lega Nord nel Municio Centro-Ovest – da subito abbiamo raccolto le lamentele del quartiere e nel settembre 2011 abbiamo sollevato il problema in Municipio».
    Maggioranza ed opposizione si sono trovate d’accordo ed hanno espresso ferma contrarietà al progetto.
    E dopo i tragici eventi alluvionali del novembre scorso la preoccupazione è ovviamente aumentata ma nonostante ciò gli interessi privati hanno avuto la meglio ed oggi i lavori procedono alacremente.

    Al Tempietto di via Carlo Rolando il comitato ha organizzato un punto d’ascolto e nei giorni scorsi si è svolta un’assemblea per decidere le prossime iniziative di lotta.

    Da parte sua il Comune, per voce dell’assessore all’edilizia privata, Giovanni Vassallo, replica di aver domandato all’azienda costruttrice di ascoltare le istanze degli abitanti e di aver riscontrato la disponibilità a farlo. Ma nel quartiere – a distanza ormai di 5 mesi dall’avvio dei lavori – il costruttore non si è mai presentato ed il confronto con i cittadini è rimasta soltanto una buona intenzione.

     

    Matteo Quadrone

  • Stefano Ronchi e Fabio Biale Duo in concerto al Count Basie Jazz

    Stefano Ronchi e Fabio Biale Duo in concerto al Count Basie Jazz

    Count Basie JazzVenerdì 9 marzo il Count Basie Jazz in vico Tana ospita il concerto di Stefano Ronchi e Fabio Biale Duo.

    Il percorso musicale di Stefano Ronchi è sempre stato segnato dal blues, ma negli anni si è avvicinato a quella che è tutta la tradizione popolare americana, dal folk al bluegrass: questo duo è la realizzazione di questo percorso, personale e musicale, come chitarrista e cantante.

    Durante la serata l’artista presenta anche alcuni brani del suo primo cd, “I’m ready”, in uscita proprio a marzo.

    Ingresso 5 euro con tessera arci

  • Osservatorio Astronomico Righi: sabato va in scena il Sistema Solare

    Osservatorio Astronomico Righi: sabato va in scena il Sistema Solare

    L'Osservatorio Astronomico del Righi a GenovaSabato 10 marzo, nell’ambito del calendario delle aperture mensili dell’Osservatorio Astronomico del Righi, è in programma “La notte dei pianeti“: nell’arco di poche ore dopo il tramonto sarà possibile osservare i corpi principali del nostro Sistema Solare: dapprima Venere e Giove, quindi Marte, e infine, verso mezzanotte, Saturno e la Luna.

    A partire dalle ore 19.30 verranno organizzati turni di visita in Osservatorio, della durata di 30 minuti circa e per un massimo di 15 persone per turno. Parallelamente, nell’Aula didattica-Planetario, sempre a partire dalle ore 19.30 e ogni ora circa, sarà possibile seguire un’animazione dedicata ai pianeti del Sistema Solare. Per accedere alle due cupole (Aula Planetario e Osservatorio) è richiesto un contributo spese rispettivamente di 5 € e di 3 €. Non è prevista la prenotazione.

     

    L’OSSERVATORIO ASTRONOMICO DEL RIGHI – Venne edificato nel 1939, grazie all’opera di due appassionati il Prof Gugliemo Marconi e il Prof. Alfredo Carlo Murri, ma nel corso degli anni il suo utilizzo, per diverse vicissitudini, rimase sempre riservato a pochi privati fino al totale abbandono avvenuto nel corso degli anni ’70.

    Nel 1998 il Club Cacciatori Castellaccio decise di chiedere la gestione di quello che rimaneva dell’Osservatorio, una piccola specola
    abbandonata che sorgeva poco lontano dalla sede sociale dell’associazione.

    Oggi l’Osservatorio è rinato grazie alla volontà di appassionati ed esperti: incontri didattici, visite delle scuole e anche un particolare successo che ha portato il nome dell’Osservatorio genovese agli onori della cronaca internazionale. Eh si, perché il 24 agosto 2011 Marina Costa, resp. per la didattica dell’Osservatorio, ha scattato le primissime immagini al mondo dell’esplosione della Supernova SN 2011fe avvenuta a 21 milioni d’anni luce dalla Terra. Prima ancora che gli astronomi del Palomar Observatory ne dessero notizia.

  • The Sleeves in concerto al Senhor do Bonfim

    The Sleeves in concerto al Senhor do Bonfim

    The SleevesVenerdì 9 marzo il Senhor do Bonfim dalle 2330 ospita l’attesissimo ritorno di una storica formazione genovese considerata tra le migliori della scena neo-psichedelica degli anni ’80, The Sleeves, che presentano in anteprima il Five Days To Hell Tour 2012 (dal fortunato ed acclamato disco d’esordio del 1987), che li porterà a calcare i palchi dei più prestigiosi live club della penisola.

    The Sleeves nascono a Genova a metà degli anni Ottanta. Il gruppo ruota intorno ai fratelli Marco e Carlo Cheldi e alla loro visione, molto chiara fin da subito, della musica che avrebbero suonato: rock underground, un po’ punk e un po’ sixties.

    Nel 1987 registrano a Modena Five Days To Hell, ancora oggi un album di culto. Partecipano ad Arezzo Wave e Rock Targato Italia e poi, nel 1988, registrano il 12” Sadness Boulevard.

    Aprono i concerti di Dream Syndicate, Litfiba, Big Fat Mama, Dee Dee Ramone, Russ Tolmann, Thin White Rope, Mudhoney, Russ Tolmann, Graham Parker, Green on Red.

    In un solo anno più di 150 concerti, ovunque e a qualunque costo. Il disco supera le 10.000 copie vendute. I rapporti con l’etichetta tuttavia si logorano, ed il materiale per un terzo disco rimane nel cassetto fino al 1996, anno in cui esce Estremo Limite Di Niente, un album in italiano che ottiene anch’esso ottime recensioni. Poi un lutto all’interno del gruppo e la band si scioglie.
    Oggi The Sleeves tornano a calcare i palchi dei club di tutta Italia con il Five Days To Hell Tour 2012.

    The Sleeves: Marco Cheldi – voce e chitarra Carlo Cheldi – chitarre Pino Parello – basso Attilio Zinnari – armonica Marasinha Kasun Dias – batteria

    Ingresso euro 8 con consumazione

  • Disegno di legge: ora anche il consumatore può dichiarare fallimento

    Disegno di legge: ora anche il consumatore può dichiarare fallimento

    Il disegno di legge sarà approvato dal prossimo consiglio dei ministri e la procedura da sovra indebitamento riguarderà anche il cittadino/consumatore non più in grado di fare fronte ai propri debiti. In poche parole, anche un singolo cittadino può dichiarare fallimento e liberarsi dei debiti.

    In termini giuridici il consumatore è la persona fisica che si indebita per scopi diversi da quelli imprenditoriali o professionali, ad oggi soggetto escluso dalla legge fallimentare, come la famiglia, la microimpresa o la piccola media impresa. Anche il singolo cittadino potrà quindi presentare un piano da sottoporre all’omologazione dell’autorità giudiziaria (che dovrà valutare che il sovraindebitamento non sia stato causato con colpa del consumatore), un piano che può prevedere la possibilità di un pagamento non integrale dei crediti privilegiati, per quanto riguarda invece crediti tributari e previdenziali viene concessa solo la dilazione.

    Il procedimento è incentrato su una sola udienza in cui si dovrà valutare la meritevolezza del consumatore che sarà tenuto a presentare tutta la documentazione idonea a ricostruire compiutamente la sua situazione economica e patrimoniale. La proposta di piano di accordo deve essere depositata presso il tribunale del luogo in cui il consumatore ha la residenza. La proposta una volta omologata dal giudice è vincolante anche nei confronti dei creditori che non abbiano aderito alla proposta.

    Il disegno di legge modificherà anche la disciplina del fallimento civile per le imprese abbassando al 60% dei crediti il quorum necessario per l’approvazione del piano di fallimento e per l’avvio della procedura. Inoltre allunga a tre anni il periodo in cui sono bloccate le azioni esecutive e i sequestri.

     

  • “Libere, in tutte le lingue”, iniziativa per la festa della donna

    “Libere, in tutte le lingue”, iniziativa per la festa della donna

    Donna con il velo“Libere, in tutte le lingue” è il titolo della iniziativa Cgil dedicata alla giornata internazionale delle donne ed organizzata per venerdì 9 marzo 2012,alle ore 16,30 in Villa Bombrini, a Genova Cornigliano.

    L’evento è dedicato, come ogni anno, ad una riflessione sulla condizione della donna: celebrare la giornata della Festa della Donna  non è retorica e non lo sarà sino a quando le donne continueranno ad essere vittime di atti di violenza che troppo spesso accadono all’interno delle mura domestiche, oppure vittime di discriminazioni che le penalizzano nell’accesso al lavoro e nella retribuzione, troppo spesso – a parità di prestazione – minore di quella del collega, oppure ancora escluse da ruoli di responsabilità.

    La giornata si apre con la proiezione della piece “Libere” di Cristina Comencini con Lunetta Savino e Isabella Ragonese; a seguire il saluto di Patrizia Bellotto Segreteria Cgil Genova e gli interventi di Alessandra Ballerini avvocato, Roberta Trucco di Se Non Ora Quando, Annalisa Marinelli architetta esperta di urbanistica di genere, Rosalie Seck Comitato Immigrati Cgil Genova.

    A seguire, aperitivo e musica del gruppo Pedro Navaja

  • Campagna contro i caccia F-35: i dati del Ministero non sono trasparenti

    Campagna contro i caccia F-35: i dati del Ministero non sono trasparenti

     

    Caccia f35Un’indagine conoscitiva delle competenti Commissioni parlamentari per stabilire i reali costi – e la consistenza dei problemi tecnici del velivolo – relativi alla partecipazione italiana al progetto Joint Strike Fighter per il caccia d’attacco F-35. E’ quanto hanno chiesto Martedì 6 marzo alla Camera dei Deputati, in un’audizione presso la IV Commissione Difesa, il portavoce di Sbilanciamoci! e di Rete Italiana per il Disarmo, tra le organizzazioni promotrici della mobilitazione “Taglia le ali alle armi” insieme alla Tavola della Pace.

    «Dopo le recenti comunicazioni del Ministero della Difesa che sostengono che il costo di acquisto sarà molto minore rispetto a quanto dicono i dati ufficiali USA – afferma Francesco Vignarca coordinatore di Rete Disarmo – crediamo che non sia opportuno che il Parlamento e il Governo procedano ad una scelta sul caccia F-35 basandosi su dati e numeri poco chiari e non dettagliati».

    «Tutte le analisi effettuate da “Taglia le ali alle armi!” (consegnate alla Commissione e disponibili sul sito della Campagna www.disarmo.org/nof35) ci portano ad un costo del prossimo lotto (quello di cui l’Italia dovrebbe acquistare tre esemplari nel corso del 2012) di almeno 140 milioni di euro ad aereo – scrive in una nota la Rete italiana per il Disarmo – Quantomeno tale cifra é il costo ricavabile dai dati statunitensi recentemente pubblicati».

    «Non ci sembra quindi possibile, e lo abbiamo sottolineato nell’incontro con i Parlamentari, credere fino a dimostrazione contraria agli 80 milioni citati in audizione sia dal Ministro Di Paola che dal Segretario Generale della Difesa De Bertolis – conclude Vignarca – nemmeno prendendo in considerazione il solo costo di produzione avionica (il cosiddetto “flyaway cost”)».

    «La Campagna ha inoltre illustrato alla Commissione, in una riunione che ha visto una buona partecipazione di deputati e diversi interventi e domande, i veri dati sull’impatto industriale ed occupazionale che il JSF porterà nel nostro paese – continua la nota – questi ultimi risultano essere assai minori (sia in termini di posti di lavoro che di lavorazioni e tecnologie trasferite) rispetto a quanto prospettato dalla Difesa. Anche per questo occorre prendersi un periodo di ulteriore approfondimento e chiedere l’esplicitazione dei documenti e contratti ufficiali».

    «Senza considerare quanto potremmo fare investendo questi soldi in altri comparti della spesa pubblica – ha aggiunto alla discussione Giulio Marcon portavoce di Sbilanciamoci! – che potrebbe trarre un grosso beneficio economico e colmare lacune sociali importanti utilizzando in altra maniera gli almeno 10 miliardi (circa 1 all’anno con le previsioni attuali) di costo di acquisto dei caccia».

    «Un costo che sarà poi da moltiplicare per tre se si considera tutta la vita e tutta la gestione degli aerei», sottolinea la Rete italiana per il Disarmo.

    «Noi non siamo venuti qui solo come esponenti del mondo del disarmo e della Pace – conclude Marcon – ma anche come rappresentanti dei contribuenti che non vedono di buon occhio questa enorme spesa per un programma aeronautico che ha inoltre dimostrato le proprie debolezze tecnologiche ed economiche. Siamo consci che si debba realizzare una politica di difesa per l’Italia, solo ci domandiamo perché debba essere prevalentemente militare e non possa invece essere costruita sulla tutela della vita dei cittadini italiani»

    «Anche per il nostro ruolo internazionale nei conflitti l’investimento sugli F-35 appare spropositato e insensato», ribadisce il comunicato. «Per fare interposizione in aeree di conflitto e ricostruzione non servono certo i cacciabombardieri”, conclude il coordinatore della Rete Disarmo, Francesco Vignarca.

  • Genova città del noir: bookcrossing a Palazzo Ducale

    Genova città del noir: bookcrossing a Palazzo Ducale

    libri ambienteA partire dal 20 marzo e per tutta la primavera alcuni fra i più importanti autori noir italiani saranno a Palazzo Ducale per il ciclo di incontri Le città del noir a cura dello scrittore genovese Bruno Morchio.

    In vista di questa serie di appuntamenti, chiunque è appassionato di questo genere letterario è invitato a partire da oggi (giovedì 8 marzo, ndr) a un bookcrossing di romanzi noir a cura della Fondazione Cultura. Si potranno consegnare i libri alla biglietteria di Palazzo Ducale tutti i giorni dalle 9 alle 18.

    Marta Traverso

  • Filippo Gambetta Trio in concerto a La Claque

    Filippo Gambetta Trio in concerto a La Claque

    Gambetta TrioVenerdì 9 marzo La Claque ospita il concerto del Filippo Gambetta Trio a partire 22.30.

    Filippo Gambetta si dedica da diversi anni alla composizione di musica originale per il suo strumento, l’organetto diatonico. Parallelamente si interessa a repertori specifici come la musica tradizionale irlandese e nord italiana, oltre a collaborare con artisti e gruppi le cui visioni musicali vanno oltre l’universo propriamente folk.

    Il progetto principale con cui Filippo Gambetta propone la propria musica dal vivo è il trio che porta il suo nome e che comprende Claudio de Angeli alla chitarra acustica e Riccardo Barbera al contrabbasso.

    Con questa formazione ha realizzato due cd per l’etichetta Felmay: Pria Goaea (2002) e Andirivieni (2009) e si è esibito in numerose rassegne internazionali; questa formazione si avvale della collaborazione di Michel Balatti al flauto traverso di legno in alcune performance.

    L’album di esordio, Stria, è stato realizzato con l’omonima formazione nel 2000. Nello stesso anno Filippo Gambetta vince il primo premio del Greenage Festival (Collegno) ed il secondo premio del Kaustinen Folk Music Festival Competition (Finlandia).

    Ingresso 7 euro

  • Spazi a misura di bambino: un concorso per designer creativi

    Spazi a misura di bambino: un concorso per designer creativi

    Studenti, creativi, architetti, progettisti d’interni e designer sono chiamati a partecipare al concorso XXS Design a cura di Yellowbasket Officina, per ideare e realizzare spazi a misura di bambino.

    Oggetto del concorso è progettare arredi, complementi d’arredo e giocattoli per uno spazio dove i bambini da 0 a 12 anni possano vivere, crescere e giocare in libertà e sicurezza. I progetti dovranno essere inediti o presentati solo in occasione di tesi di laurea, workshop e laboratori universitari.

    Si può inviare la propria candidatura fino al 27 marzo tramite l’indirizzo mail officine@yellowbasket.it.

    In palio un Premio Giuria di 750 euro e un Premio Web di 250 euro, oltre a uno spazio al Fuori Salone 2012 per alcuni progetti ritenuti particolarmente interessanti.

    Marta Traverso

  • Salva il trasporto pubblico ligure: petizione on line del forum del tpl

    Salva il trasporto pubblico ligure: petizione on line del forum del tpl

    Il Forum Ligure del Trasporto pubblico locale – che raggruppa tutti i comitati che difendono il diritto ad usufruire di un tpl degno di questo nome – lancia una petizione on line all’indirizzo http://www.salvailtpl.it/forum/

    Abbiamo bisogno anche della tua firma per cercare di salvare il trasporto pubblico ferroviario e locale in Liguria:

    Più risorse per i treni e i bus liguri; Pianificazione e riorganizzazione del servizio ferroviario tenendo conto delle diverse esigenze di mobilità (treni suburbani, treni regionali, treni regionali veloci); Velocizzazione dei tempi di percorrenza; Integrazione tariffaria regionale e sovraregionale fra treni e bus; Materiale rotabile nuovo; Penali e bonus chiari e solleciti

    Per un trasporto pubblico efficiente e a misura dei pendolari e dei cittadini liguri firma anche tu la petizione al Presidente della Regione Liguria Claudio Burlando

    Egr. Sig. Presidente Regione Liguria – Piazza De Ferrari, 1 – Genova

    Oggetto: richiesta di incontro urgente sui temi del trasporto pubblico regionale.

    Egregio Presidente,

    come lei sa, la Liguria è una delle regioni italiane in cui maggiormente è utilizzato il trasporto pubblico. Per quel che riguarda il trasporto ferroviario ci troviamo addirittura di fronte a percentuali eccezionali rispetto alla media italiana.

    Questo trova anche una sua rispondenza logica in una regione dagli spazi così ristretti, che vede una naturale propensione dei suoi cittadini verso il mezzo pubblico.

    Eppure, nonostante questi elementi positivi, ci troviamo di fronte non solo alle tariffe più care d’Italia (e questo vale sia per il ferro sia per la gomma) ma ad uno dei servizi più carenti in termini di: qualità dei mezzi – eclatante nel caso del servizio ferroviario – copertura del territorio, velocità media, pianificazione del servizio ed informazione e servizi all’utenza nel suo complesso.

    Ricerche a carattere nazionale dimostrano come, in rapporto al bilancio, la Liguria sia inoltre una delle regioni che spenda di meno per il trasporto pendolare – anche in confronto ad altre in cui la percentuale di utenti è inferiore – ma contemporaneamente destini considerevoli quote di bilancio ad interventi stradali e viari, spingendo altresì per la realizzazione di opere dagli ingentissimi costi a fronte di dubbi benefici e rilevanti ricadute ambientali.

    In questi giorni abbiamo appreso attraverso la stampa genovese dell’intenzione della Giunta Regionale di elaborare un Disegno di Legge sul Tpl che delineerebbe nuovi scenari che comprenderebbero anche l’ipotesi di una Azienda unica (ferro e gomma) per il trasporto pubblico ligure.

    La preoccupante situazione delle risorse e la profonda convinzione che sia inderogabile una svolta radicale nelle scelte della regione Liguria sul trasporto pubblico nel suo complesso, ferroviario e su gomma, spinge chi scrive, per la prima volta rappresentando tutte le associazioni di pendolari e dei consumatori oltre che le associazioni ambientaliste operanti sul territorio regionale, a richiederle con urgenza un incontro.

    Per le ragioni precedentemente esposte e nell’imminenza della presentazione del Disegno di Legge di riorganizzazione del Tpl ligure, gli scriventi ritengono necessario che Ella nella sua qualità di Presidente della Giunta si impegni quanto prima:

    a riconsiderare le priorità di investimento relative al trasporto pubblico nel suo complesso, affinché vengano ad esso riservate quelle risorse necessarie, anche in considerazione del così alto numero di cittadini coinvolti, a garantire la copertura del servizio eliminando gli aumenti tariffari e i tagli effettuati;

    a far svolgere alla Regione in modo forte e competente il proprio ruolo di ente pianificatore, impostando una programmazione coerente del trasporto nella sua totalità, che rimetta in sinergia ferro e gomma, attivando al più presto un processo di gestione unificata della mobilità ed attuando una revisione dei contratti di servizio con Trenitalia (questa volta in un ambito di reale confronto con l’utenza) e con gli altri gestori del tpl;

    a mettere in campo i necessari passi per un efficientamento della rete e dei servizi ed arrivare in tempi breve ad una effettiva integrazione modale e tariffaria tra tutti i soggetti operanti non solo a livello regionale ma anche extraregionale.

  • La Formica: uno spazio per fare acquisti aiutando l’ambiente

    La Formica: uno spazio per fare acquisti aiutando l’ambiente

    eco formica genovaForse il mondo intero, oltre i confini di Leonia, è ricoperto da crateri di spazzatura, ognuno con al centro una metropoli in eruzione ininterrotta. I confini tra le città estranee e nemiche sono bastioni infetti in cui i detriti dell’una e dell’altra si puntellano a vicenda, si sovrastano, si mescolano“.

    Il brano da Le città invisibili di Italo Calvino che parla di Leonia, la città che vive dei propri rifiuti, è uno dei cavalli di battaglia intorno a cui ruota il negozio La Formica di via Trebisonda.

    Inaugurato il 17 settembre 2009, è uno spazio dedicato a prodotti di qualità e rispettosi dell’ambiente. Ce lo racconta Filippo Repetto.

    Di cosa vi occupate a La Formica? Quali prodotti trattate?

    L’articolo più venduto è senza dubbio il detersivo alla spina: abbiamo due linee, una “tradizionale” e una biologica, che coprono una serie di prodotti che va al detersivo per i piatti, sgrassatore per superfici, ammorbidente e così via.

    Da quando abbiamo aperto abbiamo riempito 24.178 barattoli: le persone comprano un barattolo di plastica la prima volta, poi le  successive vengono qui da noi con il barattolo vuoto e noi lo riempiamo. Ci ha colpiti molto il fatto che così tante persone si impegnano a uscire di casa con i barattoli vuoti, senza gettarli via e ricomprarli ogni volta: magari li lasciano in macchina o nel bauletto del motorino, passano da qui prima o dopo il lavoro e li riempiono. Lo stesso vale per i pensionati, che magari non sono più in grado di reggere pesi e dunque vengono qui più volte, portando un barattolo per volta.

    Cosa vi ha spinto a creare un luogo come questo?

    Noi ci carichiamo di domande e tramutiamo queste domande in una ricerca di prodotti. Il negozio è un modo “leggero” di comunicare domande e risposte: i nostri clienti sono molto diversi tra loro, alcuni sono più interessati e informati riguardo i temi dell’ecologia, altri vogliono solo (per esempio) comprare detersivi che costano meno rispetto al supermercato.

    Chi è interessato a seguire attivamente questi temi ha tante fonti a disposizione: le fiere dedicate alla sostenibilità come Fa la cosa giusta, il web, il passaparola e così via. Quello che noi abbiamo scelto di fare è proporre questi temi attraverso la normalità del negozio, e attraverso questa formula possiamo parlare a più persone possibile.

    Esistono degli standard che regolano la qualità dei vostri prodotti?

    Ci sono varie certificazioni nazionali e comunitarie che determinano l’impronta ecologica di un prodotto, basate su vari criteri: l’utilizzo di componenti non inquinanti o nocive, un processo di produzione a basso impatto sull’ambiente, l’assenza di trattamenti su animali. Parole come “ecologico”, “bio” o “sostenibile” di per sé possono voler dire tutto e non voler dire niente.

    Per esempio l’Italia è il Paese europeo che ha il maggior numero di prodotti a marchio Ecolabel, ma solo perché è arrivata “tardi” e altri Paesi come Germania e Svezia hanno superato Ecolabel creando propri marchi che hanno ottenuto un riconoscimento dall’Unione Europea.

    Al di là degli standard, che sono molto importanti dal punto di vista della sostenibilità ambientale, ogni prodotto ha una sua peculiarità e sono diverse le motivazioni che spingono le persone a comprarli. Nel caso ad esempio dei detersivi alla spina le variabili possono essere il prezzo più basso, l’utilizzo da parte di persone con allergie o problemi dermatologici, la necessità di un prodotto che funziona bene e che sia più durevole nel tempo, e così via. Non tutti coloro che comprano i nostri prodotti lo fanno perché la loro priorità è voler difendere l’ambiente.

    A vostro parere la cultura dell’ecologia è radicata nelle persone? Cosa si potrebbe fare?

    Qui vendiamo un libro di Roberto Cavallo che si chiama Meno 100 chili, in cui l’autore mette a confronto la generazione di suo nonno e quella di suo figlio: il libro spiega come nelle generazioni passate fosse assolutamente normale usare un prodotto fino al logoramento, mentre la cultura di adesso è più orientata verso l’usa e getta. La cultura del riciclo è anzitutto cultura del buon senso: se uno Stato si trova costretto a imporla per legge, vuol dire che a monte manca qualcosa.

    Ti faccio l’esempio della plastica: tantissime persone demonizzano i sacchetti di plastica e scelgono altri materiali come il Mater-bi. Questo va benissimo, ma in realtà non è da escludere la possibilità di usare sacchetti di plastica, sarebbe sufficiente usarli e riutilizzarli fino a che sia possibile. Per questa ragione in negozio ritiriamo i sacchetti di plastica usati e li riusiamo per i clienti che ne hanno bisogno. Nessun materiale e nessun prodotto va demonizzato, tutto è lecito purché sia usato con intelligenza: il cambiamento è prima di tutto nella nostra testa.

    Siete molto attivi sul web, con un sito e una pagina Facebook. Trovate che Internet sia uno strumento utile per diffondere il vostro messaggio?

    Ormai in nessun caso si può prescindere da Internet, ma il nostro obiettivo che online e offline si completino a vicenda: su Facebook abbiamo oltre 900 fan e la maggior parte di loro è diGenova, ma cerchiamo comunque di trattare temi che non si limitino alla pubblicità di quello che vendiamo. Un esempio molto diffuso recentemente è l’how to, ossia siti e blog che nascono per spiegare “come fare le cose”.

    Frequentare il nostro negozio segue la stessa logica del frequentare un blog: ci può essere una transazione economica, ma c’è anzitutto uno scambio umano. Con la differenza che un negozio accoglie chi non ha mai letto un blog o non li consulta abitualmente.

    Marta Traverso

  • Residenza scambio per giovani artisti: una nuova rete unisce Genova e Torino

    Residenza scambio per giovani artisti: una nuova rete unisce Genova e Torino

    Una residenza scambio per giovani artisti contemporanei di Genova e Torino. Un progetto pilota promosso dall’associazione torinese Acting out, ideato da due giovani curatrici, Francesca Busellato e Martina Starnini, che ha partecipato e vinto il bando “Generazione Creativa” della Compagnia di San Paolo.

    «A Genova sono assenti spazi del genere e abbiamo colto l’occasione al volo per provare ad invertire la tendenza – racconta Francesca Busellato, genovese che vive a Torino e collabora con Acting out (associazione che si occupa dell’organizzazione di eventi multimediali, di didattica, cinema, realizza produzioni video, audio, un magazine cartaceo e web, ecc.) – L’obiettivo è instaurare una pratica creativa, un seme che speriamo possa germogliare. Vogliamo aiutare gli artisti a conoscere il centro storico ed in particolare via della Maddalena (la zona scelta per l’azione), un territorio che, soprattutto negli ultimi anni, è stato poco esplorato. Alcuni passi avanti dal punto di vista sociale ci sono stati, ma adesso c’è bisogno di una scossa creativa».
    E così il Comune di Genova, coinvolto nell’iniziativa, metterà a disposizione un alloggio nell’area del ghetto, in vico Croce Bianca.

    «Le residenze per artisti sono diffuse in tutto il mondo e permettono ai giovani di accedere con maggiore facilità al circuito del mondo dell’arte contemporanea – continua Francesca Busellato – anche in Italia ci sono alcune esperienze significative quali ad esempio la Fondazione Ratti a Como oppure la Fondazione Spinola Banna in provincia di Torino»

    Il progettoPROOFS Prove di Residenza | Resilienza” consentirà di creare un rapporto di scambio tra le due città e tra gli artisti liguri e piemontesi che già operano nelle rispettive realtà.
    «Faremo lavorare artisti che con strumenti differenti hanno portato avanti delle esperienze di relazione con il proprio territorio, stimolandoli a confrontarsi con dei luoghi per loro nuovi – spiega Busellato – un’opportunità di confronto ed incontro in un’ottica di crescita e scambio reciproco».
    Un’occasione per riflettere su temi caldi della città e un punto di partenza per valorizzare le pratiche artistiche come strumento d’analisi. Le zone delle due città scelte come territorio d’azione sono via della Maddalena per Genova e Porta Palazzo per Torino, in quanto realtà  di confine, enclavi problematiche in città che da anni si confrontano con i cambiamenti sociali e che tentano di trovare via all’integrazione e alla legalità. Due quartieri dove la complessità del mondo contemporaneo si è tradotta nella presenza di fasce di popolazione di origine molto diversa che faticano a convivere, con il conseguente degrado e la connotazione negativa del contesto. Oggi entrambi i territori, grazie agli interventi istituzionali e soprattutto al contributo delle realtà associative, provano a rialzarsi e a migliorare la qualità di vita dei cittadini.

    La residenza ha come finalità la produzione di un progetto o di un’opera d’arte contemporanea che interagiscano e si sviluppino sul territorio. I temi su cui si propone una riflessione sono per questa prima edizione: Economia – Spazio Pubblico e Multiculturalità.
    Quindi un ragionamento che si svilupperà a partire dalle caratteristiche economiche del luogo, attraverso l’incontro con le realtà che qui vivono e lavorano, cercando di approfondire in quale modo, le diverse comunità straniere, vivono gli spazi pubblici.

    Il programma prevede 3 giorni di presentazione delle tematiche curatoriali attraverso le quali si effettuerà l’analisi del territorio; alcuni incontri di approfondimento e conoscenza del quartiere, delle realtà attive e dei progetti esistenti o in via di attuazione, anche attraverso delle ricognizioni.
    «A Torino la settimana scorsa abbiamo presentato l’artista genovese, Giuditta Nelli, che lavorerà a Porta Palazzo – spiega Busellato – Venerdì 9 presso il laboratorio sociale di Piazza Cernaia presenteremo invece l’artista torinese, Alessandro Quaranta, che porterà avanti la sua ricerca in via della Maddalena».

    Successivamente, tra marzo ed aprile, gli artisti avranno a disposizione un periodo di ricerca e creazione del progetto artistico di altri 7 giorni, in cui torneranno nel quartiere e tramite i propri strumenti di analisi, svilupperanno l’azione creativa che intendono realizzare. Per il mese di maggio è prevista la presentazione dei lavori nati grazie a questa esperienza.

    «Il nostro augurio è che il progetto sia apprezzato dai cittadini e riesca ad avvicinare la popolazione residente ai linguaggi dell’arte contemporanea – conclude Busellato – in maniera tale da poterlo ripetere in futuro».

     

    Matteo Quadrone