Mese: Settembre 2012

  • Ti presento Sophia: spettacolo anti crisi al Teatro Instabile

    Ti presento Sophia: spettacolo anti crisi al Teatro Instabile

    Teatro InstabileUn gruppo di giovani genovesi tra i 25 e i 30 anni si è radunato, mettendo insieme il loro talento e inclinazione artistica, e ha dato vita all’associazione culturale Sophia dalla Notte.

    Ora l’associazione apre le porte ai genovesi e si presenta in uno spettacolo dal titolo emblematico, Ti presento Sophia, che si terrà domenica 30 settembre (ore 21) al Teatro Instabile di via Cecchi: un team di ragazzi che rispondono alla crisi con una risata, un progetto culturale e uno show rigorosamente autoprodotto.

    Ogni membro di Sophia Dalla Notte metterà in scena le proprie abilità recitative, musicali e coreografiche al servizio della risata, visto che la maggior parte di loro si muove nell’ambito del cabaret. La serata sarà anche l’occasione di una prima raccolta fondi per l’inizio delle attività associative.

    Nel corso dello spettacolo le attività di Sophia Dalla Notte saranno presentate dal fondatore Nicola Camurri, attore, regista, cabarettista e docente di recitazione.

  • Liguria: verso la nascita di un ente di riscossione regionale

    Liguria: verso la nascita di un ente di riscossione regionale

    Ieri in consiglio regionale si è parlato dell’opportunità di costituire una società alternativa ad Equitalia per la riscossione dei tributi della Regione Liguria e degli enti locali liguri. Come avevamo anticipato anche il Comune di Genova, secondo la legge, dovrà decidere a chi affidare questa funzione strategica. E già si profila all’orizzonte una futura collaborazione con Anci (Associazione dei Comuni Italiani).

    All’unanimità è stata approvata una mozione, firmata da Edoardo Rixi, Francesco Bruzzone e Maurizio Torterolo (Lega Nord Liguria-Padania) che impegna la giunta «a valutare la possibilità, insieme ad Anci Liguria, di costituire un ente di riscossione regionale, oppure una direzione regionale dedicata, per dare un adeguato servizio ai comuni ed allo stesso tempo per ridurre disagi e costi per i cittadini in difficoltà; e a richiedere al Governo di delegare all’eventuale nuovo ente di riscossione regionale anche la riscossione dei tributi statali». La collaborazione con Anci, non prevista nel testo originario, è stata chiesta ed ottenuta dall’assessore al bilancio, Sergio Rossetti.

    «La Regione non può essere l’unico ente che per la riscossione continui a ricorrere ad Equitalia che, talvolta, ha usato sistemi quasi coercitivi – ha spiegato Rixi illustrando la mozione – In questi tempi di crisi da un lato le persone rischiano di perdere il lavoro, dall’altro, per un sistema coercitivo, rischiano il pignoramento dell’alloggio perché, in un momento di difficoltà, non riescono a pagare le imposte. L’Ente locale deve, quindi, saper distinguere tra chi fa il furbo e non vuole pagare e chi, invece, in determinati tempi non può farlo perché si trova in una situazione critica. In caso contrario si crea una ulteriore tensione sociale. Chiedo pertanto alla Regione di analizzare questo problema per capire che cosa intendiamo fare nel 2013: se vogliamo rinnovare il contratto ad Equitalia, e con quali condizioni, oppure se vogliamo trovare una formula nuova, come quella da noi proposta o altre alternative».

    L’assessore al bilancio, Sergio Rossetti ha ribadito «Si tratta indiscutibilmente di un tema delicato ed importante per la quotidianità di molte famiglie».

    Rossetti è quindi sceso nel dettaglio della mozione, chiedendo, come detto, il coinvolgimento diretto di Anci e, quindi, di comuni e province, gettando così le basi per la nascita di un ente di riscossione con valenza sul territorio degli enti locali liguri coinvolti, e non solo al servizio della Regione. «In epoca di spending rewiew non è certo ipotizzabile costituire un’azienda di proprietà pubblica e solo della Regione Liguria perché non ci sono le condizioni economiche e giuridiche. Diversa è la collaborazione con Anci e possiamo valutare insieme la possibilità di istituire un ente di riscossione. Senza questo partner ritengo che la via non sia percorribile. E’ necessario, quindi, operare insieme a comuni e province».

     

    Matteo Quadrone

  • Chi sono i consumatori? Differenza legale fra libero professionista e consumatore

    Chi sono i consumatori? Differenza legale fra libero professionista e consumatore

    Ebbene sì, sembra una domanda stupida e banale ma… vi siete mai posto il quesito? Il legislatore se lo è posto nel 2005 con il decreto legislativo num. 206 del 2005, meglio noto come Codice del Consumo. Testualmente l’art. 3 stabilisce che “consumatore o utente è la persona fisica che agisce per scopi estranei all’attività imprenditoriale o professionale eventualmente svolta“. Di contro, il “professionista è la persona fisica o giuridica che agisce nell’esercizio della propria attività imprenditoriale o professionale…

    La precisazione ci pare quanto meno interessante per capire taluni meccanismi che paiono a volte incomprensibili. Se Mario Rossi, pensionato, acquista un computer presso un qualunque negozio, egli potrà dichiararsi consumatore a tutti gli effetti con i benefici di questo “status”, uno fra tutti, godere della garanzia biennale sul prodotto. Se Alberto Burrometo, libero professionista, si reca ad acquistare il medesimo computer, egli non figura quale consumatore, bensì quale professionista che acquista un bene per la propria attività presso un altro professionista (il venditore), con la conseguenza che la garanzia passa da due ad un anno.

    Se fin qui sembra tutto chiaro, be’, proprio tutto chiaro non è.

    Mario Rossi ed Alberto Burrometo acquistano il medesimo oggetto eppure sono visti dalla legge in modo differente; quali le ragioni? La prima sta proprio nelle definizioni che abbiamo dato all’inizio; il codice del consumo stabilisce quali siano le tutele dei consumatori e non quelle dei professionisti – imprenditori. La seconda potrebbe ravvisarsi nell’uso che del computer fanno i due soggetti: il pensionato lo usa poco ed il professionista tutti i giorni e per tante ore: usura maggiore.

    Qualcuno potrebbe obiettare: ci sono pensionati che passano ore davanti al pc e professionisti che, lavorando magari fuori ufficio, lo usano molto meno. Al legislatore non importa nulla…

    La terza ragione va ravvisata nell’aspetto fiscale: il professionista nell’acquistare un bene con partita iva ne trae un beneficio fiscale, il pensionato no.

    L’ultima considerazione è questa: il professionista acquista il pc utilizzando la propria partita iva, ne trae giovamento fiscale e poi lo porta a casa per fare giocare i figli. Ci piacerebbe sapere in questo ultimo caso, che cosa ne pensa il legislatore…

    Una cosa però va detta, nel caso della telefonia o delle utenze relative a piccole imprese che sottoscrivano contratti in tutto e per tutto simili a quelli dei privati, numerose sentenze hanno chiarito che, in quei casi, valgono i criteri adottati per i consumatori.
    Alleluia.

    Alberto Burrometo

    Per segnalazioni, domande e richieste di consulenza scrivere a progetto.up@gmail.com oppure redazione@erasuperba.it. La rubrica “Consulenza Online” vuole essere un filo diretto con i lettori, il presidente dell’ associazione Progetto Up Alberto Burrometo è a vostra disposizione.

  • Teatro dell’Archivolto: intervista a Pina Rando e Giorgio Gallione

    Teatro dell’Archivolto: intervista a Pina Rando e Giorgio Gallione

    Nel 1997 Pina Rando e Giorgio Gallione hanno assunto rispettivamente il ruolo di Direttore e Direttore Artistico del Teatro dell’Archivolto, portando nel quartiere di Sampierdarena la loro compagnia, attiva dal 1986, e ristrutturando i locali del Teatro Gustavo Modena, che oggi insieme alla Sala Mercato forma i due spazi della struttura.

    Era Superba li ha incontrati per tracciare insieme un bilancio di questi quindici anni di attività, con una nuova stagione teatrale appena presentata all’insegna come ogni anno di una commistione delle principali forme artistiche, dalla musica alla danza, dalla prosa alla sperimentazione, e che ogni anno porta a Genova nomi di rilievo nazionale e fa conoscere alla città le opere prodotte dalla compagnia dell’Archivolto.

    Qual è la cosa di cui andate più fieri, analizzando i vostri quindici anni di lavoro?

    (Pina Rando) Sicuramente andiamo orgogliosi di aver riaperto un teatro chiuso da vent’anni, di averlo ristrutturato e di aver contribuito, stagione dopo stagione, a portare il pubblico genovese in questo quartiere. Siamo molto contenti di quello che abbiamo fatto, il pubblico interviene numeroso e ci vuole bene, le presenze sono più o meno sempre le stesse di anno in anno, e questo significa che abbiamo spettatori ormai affezionati che continuano a essere con noi.

    (Giorgio Gallione) Da direttore artistico, il mio maggiore orgoglio è aver visto passare in questo teatro artisti che hanno raggiunto la fama a livello nazionale. La nostra compagnia è nata nel 1986 con i Broncoviz (Maurizio Crozza, Ugo Dighero, Carla Signoris, Mauro Pirovano e Marcello Cesena, ndr): allora abbiamo avuto un mix di attenzione e fortuna nel mettere insieme una squadra molto forte, che per dieci anni ha lavorato con passione dando vita a spettacoli di grande successo. Ancora oggi, nonostante le loro strade professionali si siano divise, continuano ad avere un rapporto molto stretto con il teatro. Un altro motivo di orgoglio è il legame che da anni teniamo con artisti del calibro di Claudio Bisio, Neri Marcoré, Fabio De Luigi e molti altri.

    Il teatro si trova a Sampierdarena, un quartiere di cui si parla quasi esclusivamente per fatti di cronaca nera, nonostante siano molti i tentativi di valorizzarlo. Qual è il vostro legame con il territorio? A vostro parere, Sampierdarena “arriva” nel modo giusto alla città?

    Teatro Modena

    (Pina Rando) Il nostro rapporto con il quartiere è buono: noi veniamo qui tutti i giorni, spesso uscendo la sera molto tardi, e a ogni nostro spettacolo il pubblico arriva e se ne va senza nessun problema. Personalmente, percepisco i problemi di Sampierdarena più facilmente dai giornali che da ciò che vedo e vivo ogni giorno. Le criticità ci sono e non lo si può negare, ma siamo sicuri che sia così meno pericoloso girare in via XX Settembre alle 2 di notte? Noi cerchiamo inoltre di avvicinare al teatro anche le persone di diverse etnie che vivono nel quartiere, a partire dalla stagione di teatro ragazzi e dai laboratori che attiviamo con le scuole, in modo che il nostro ruolo di presidio culturale abbia un senso anche per le persone di varie nazionalità che vivono qui.

    (Giorgio Gallione) È l’esistenza stessa del teatro che va difesa: il fatto di venire a teatro a ogni ora del giorno e della notte, radunando un pubblico di 400-500 persone ogni volta eterogeneo, è già di per sé un atto che crea contatto, crea comunicazione, smussa le differenze: un atto “politico”, nel senso più completo del termine. Il bello di questo spazio è che è il teatro di Sampierdarena, ma non è solo un teatro per Sampierdarenesi. Ci troviamo in un quartiere in cui ancora oggi si dice “vado a Genova” riferendosi al centro città: quando siamo arrivati qui era una zona “morta”, nel senso di isolata, poco connessa al resto della città anche da un punto di vista di trasporti e logistica. Negli anni la situazione è molto cambiata, abbiamo circa 70.000 spettatori all’anno e questo ha modificato molto il quartiere, a partire dall’apertura di attività commerciali nella zona del teatro. Notiamo che il nostro pubblico è formato circa da 1/3 di abitanti del quartiere, 1/3 di genovesi e 1/3 di persone che vengono da fuori Genova.

    Si parlava del lavoro con i bambini: rispetto a quando avete iniziato, oggi siamo nella generazione dei cosiddetti “nativi digitali”. Questo ha cambiato l’approccio dei più piccoli al teatro?

    (Giorgio Gallione) Per nulla, a nostro parere. Il teatro è nato con l’uomo, nasce dall’esigenza di farsi raccontare delle storie, che è una delle principali richieste che i bambini fanno agli adulti. Solo il mezzo è cambiato: un tempo c’era il racconto orale, poi si è passati ai libri e così via. Facebook e simili non hanno cambiato molto nel modo di comunicare, ancora oggi percepiamo il desiderio dei bambini di rapportarsi con le storie in ogni modo possibile.

    Siamo ai primi mesi della Giunta Doria: che opinione avete della nuova amministrazione comunale?

    (Pina Rando) È ancora troppo presto per fare previsioni: le premesse sembrano buone, abbiamo in previsione un incontro con l’assessore Carla Sibilla e ci sembra che si possa fare un buon lavoro. Per il resto, il bilancio del Comune e gli stanziamenti alla cultura sono ancora troppo legati alla Giunta precedente. Un reale quadro della situazione si potrà formare solo quando la nuova Giunta approverà il suo primo bilancio.

    Siete stati tra i firmatari del Manifesto del Sole 24 Ore contro i tagli alla cultura. Se è sempre più difficile
    trovare “dall’alto” soluzioni per aiutare , è utopistico pensare a un sistema culturale che si sostiene “dal basso”? Che cosa si può fare per reagire a questa situazione?

    (Pina Rando) Posso dirlo in una parola? Resistere. Stiamo parlando di una crisi che non coinvolge solo Genova e non coinvolge solo il teatro, i tagli al Fus sono un problema che investe la cultura nel suo complesso a livello nazionale. I teatri non possono vivere della sola vendita dei biglietti, ma fare rete è fondamentale, sia a partire dalla sinergia con gli altri teatri sia integrarsi con le associazioni del territorio, i comitati di quartiere, i centri sociali e così via.

    (Giorgio Gallione) Il modo migliore per affrontare ogni situazione è fare bene il proprio lavoro: nel nostro caso ci sono due anime, da un lato quella sociale e dall’altra quella artistica, ed è fondamentale coniugare questi due temi. Il teatro esiste da migliaia di anni, ce la faremo anche noi e questa arte nel suo complesso continuerà a esistere.

    A conclusione di quanto abbiamo detto, diteci cos’è per voi fare teatro.

    (Pina Rando) Comunicare. Raccontare storie. Condividere con gli altri l’emozione di ascoltare storie.

    (Giorgio Gallione) Il teatro è nato con la comunicazione, è nato quando un uomo si è seduto da qualche parte, ha acceso un fuoco e ha cominciato a inventare questa fascinazione, a usare l’immaginazione. Il teatro è anche politica, come si diceva anche prima, ed è “raccontare e raccontarci”.

    Marta Traverso

    Video di Daniele Orlandi

  • Consiglio regionale: rimborsi d’oro per gli spostamenti, senza rendiconti

    Consiglio regionale: rimborsi d’oro per gli spostamenti, senza rendiconti

    Consiglio regionale LiguriaFare attività sul territorio, coltivare il rapporto con gli elettori, stare vicini alla gente sono parole d’ordine per i politici nostrani, a tutti i livelli. E si comprende bene il motivo, considerando alcuni rimborsi d’oro per viaggi e spostamenti, ufficialmente istituzionali, degli amministratori pubblici.
    Il caso è esploso ieri in Regione Liguria grazie all’intervento del consigliere della Lista Biasotti, Lorenzo Pellerano che, a margine della seduta consigliare, ha mostrato la viacard ricevuta il giorno del suo insediamento «Io un piccolo passo per ridurre le spese l’ho fatto fin da subito – ha affermato Pellerano – mi hanno consegnato viacard e telepass per pagare l’autostrada, ho tenuto solo la prima restituendo immediatamente il telepass».
    «Quando viaggio per motivi personali pago di tasca mia – ha aggiunto il consigliere della Lista Biasotti – sennò per spostamenti di lavoro uso la viacard intestata al Consiglio regionale».

    «Per quanto riguarda il rimborso delle spese non ci possiamo lamentare in quanto riceviamo circa 2000 euro al mese per gli spostamenti all’interno dei confini regionali», ha sottolineato Pellerano.
    In realtà il compenso forfettario che ogni rappresentante dell’assemblea regionale porta a casa mensilmente parte da un minimo di 2800 euro per chi risiede a Genova ad un massimo di 4500 euro per chi abita ad oltre 80 km dal capoluogo, in tutti i casi parliamo di cifre al netto.

    Per il consigliere della Lista Biasotti «È giusto che un consigliere riceva un rimborso quando si sposta per motivi legati alla carica ma credo che le spese dovrebbero essere pagate presentando un rendiconto». Cosa che oggi non avviene «Un conto se vado a Ventimiglia per una riunione o un incontro di lavoro – spiega Pellerano – un altro discorso se vado in Trentino in vacanza. Non sono sicuro che il Consiglio regionale a fine anno controlli i percorsi e si premuri di chiedere al singolo consigliere il rimborso delle spese personali. So che, invece, molte aziende private lo fanno».

     


     

  • Corsi di cucina a Genova: il progetto di Laboratorio Veg

    Corsi di cucina a Genova: il progetto di Laboratorio Veg

    cucina vegVi piacerebbe saperne di più sulla cucina naturale e su come realizzare ricette gustose, ma rigorosamente sane e vegetariane?

    Il Laboratorio Veg, creato da un gruppo di giovani genovesi molto sensibili a questi temi, propone per il prossimo autunno un corso breve di cucina naturale: quattro incontri che si terranno al Cesar Store di via XII Ottobre, ciascuno della durata di due ore e focalizzato su un tema specifico.

    Questo il programma:
    4 ottobre, ore 18.30: il seitan, questo sconosciuto.
    22 ottobre, ore 18.30: stuzzichini sfiziosi per un aperitivo casalingo.
    5 novembre, ore 18.30: biscotti golosi… i Cookies.
    27 novembre, ore 18.30: sapori e profumi indiani.

    Il prezzo di ogni incontro è 35 €, mentre l’iscrizione a tutti e quattro gli appuntamenti costa 140 €. Per info e prenotazioni si può scrivere a laboratorioveg@gmail.com.

  • Consiglio Comunale, presentate le linee programmatiche del Sindaco

    Consiglio Comunale, presentate le linee programmatiche del Sindaco

    Marco DoriaErano da tempo attese ed evocate e sono state esposte ieri pomeriggio (25 settembre, ndr) in Consiglio Comunale le linee programmatiche del Sindaco. Come premesso dallo stesso Marco Doria, questo documento ha ripreso in buona parte i contenuti del programma elettorale, sviluppandoli sulla base dell’esperienza, seppur breve, di questi primi mesi di governo della città. Ed in effetti il Sindaco ha rievocato molti dei punti su ci già si era soffermato in occasione del suo discorso di insediamento a giugno e poco più tardi durante l’approvazione del bilancio comunale.

    La crisi economica è stata nuovamente richiamata come chiave interpretativa di gran parte delle decisioni prese fino ad oggi dalla Giunta, nonché come condizione in cui si svilupperà la sua azione in un futuro. «Sono cambiati i rapporti di forza tra le aree geografiche del mondo», ha detto Doria, aggiungendo che questa evoluzione si traduce nell’impossibilità di tornare ai livelli di crescita degli anni ottanta. Si tratta di un punto su cui si sono spesso scontrate maggioranza e opposizione, con quest’ultima decisamente contraria ad una logica di “gestione del declino”.

    Nelle linee del Sindaco si presenta una visione positiva del futuro economico di Genova, un futuro che dovrà basarsi soprattutto sul potenziamento dell’attività portuale, sul turismo e su progetti High-Tech come gli Erzelli. Su questo punto Marco Doria ha ribadito la sua convinzione che il trasferimento della Facoltà di Ingegneria possa rappresentare un aspetto positivo per il ponente genovese, così com’è stato per Economia alla Darsena e Architettura nel centro storico, indipendentemente dal fatto che ciò comporti maggiori interazioni con le aziende presenti nel parco tecnologico.

    Tuttavia, il Sindaco ha anche ammesso che questa idea della «città che vorremmo» deve necessariamente confrontarsi con «le condizioni in cui operiamo», in altre parole con le difficoltà economiche che il paese sta vivendo. Un esempio proviene proprio dal progetto Erzelli che ha visto Ericsson licenziare alcuni dipendenti poco dopo il suo insediamento nella nuova sede all’interno del parco tecnologico. Avrebbe potuto citare molte altre emergenze il Sindaco (la chiusura della Centrale del Latte, la crisi di AMT, il licenziamento di alcuni lavoratori dell’AMIU Bonifiche), ma ne ha voluto prendere ad esempio ancora una di assoluta attualità, ovvero il dragaggio di Calata Sanità. Un classico esempio della difficile convivenza tra vecchio e nuovo in questa città, in cui, da un lato, si rende necessario provvedere ad una modifica dei fondali del porto per permettere l’attracco di grandi navi container, dall’altro si devono proteggere gli antichi palazzi del centro storico dalle esplosioni provocate dai lavori. Si tratta di due emergenze molto diverse che dimostrano, in realtà, tutti i limiti dell’amministrazione comunale, la quale se da un lato può intervenire sull’esecuzione di lavori pubblici, dall’altro può influire molto meno sulle decisioni di un’azienda privata.

    Infine, Marco Doria ha affrontato i temi legati all’evoluzione delle istituzioni locali facendo trapelare in più occasioni un certo malcontento nei confronti delle misure decise dal Governo Monti in questo ambito. Il Sindaco ha evidenziato che una parte importante dei sacrifici che le amministrazioni comunali – e quindi anche i cittadini – devono affrontare dipendono in gran parte dalla «stretta sui trasferimenti  agli enti locali» e ha apertamente criticato questo orientamento del Governo affermando: «serve una modifica dell’agenda politica del Governo sul tema dei trasferimenti ai Comuni».

    Nel documento consegnato ai consiglieri vengono, in realtà, affrontati molti altri temi, alcuni dei quali non sono stati esposti in aula, ma che di sicuro animeranno il dibattito previsto per la prossima settimana, quando le linee programmatiche verranno discusse e votate in Consiglio. Primo tra tutti il nodo delle infrastrutture, in cui se da un lato si conferma la necessità del Terzo Valicoper «potenziare le vie di collegamento con il retro porto oltreapenninico e con in mercati di riferimento dell’Europa occidentale» dall’altro emergono nuovamente i dubbi del Sindaco sulla realizzazione della Gronda.

    Federico Viotti
    [foto di Daniele Orlandi]

  • Concorso letterario “Città di Recco” 2012: il bando per scrittori

    Concorso letterario “Città di Recco” 2012: il bando per scrittori

    scritturaSono aperte le iscrizioni per la settima edizione del premio letterario internazionale di poesia e narrativa “Città di Recco”, aperto ad aspiranti autori di ogni nazionalità.

    Il concorso è suddiviso in diverse sezioni, tutte a tema libero e differenti solo per il genere letterario proposto:
    – poesia singola e inedita
    – poesia in vernacolo
    – silloge poetica
    – poesia edita
    – narrativa inedita
    – narrativa edita
    – poesia singola (autori under 25)
    – narrativa (autori under 25)

    I partecipanti dovranno inviare il materiale entro il 15 dicembre 2012, contestualmente a una tassa di iscrizione di 20 € per ogni sezione cui si partecipa, all’indirizzo Alla c.a. Massimo Peloso
    Casella Postale 82699 – corso Marconi 48r 16129 Genova.

    La premiazione avverrà a Recco il 4 maggio 2013. Gli autori saranno premiati con coppe e targhe.

  • Borzoli e Fegino: due quartieri assediati da camion e cantieri

    Borzoli e Fegino: due quartieri assediati da camion e cantieri

    Lunedì 24 settembre i cittadini di Borzoli e Fegino – due quartieri che da anni convivono con i medesimi problemi, ovvero l’intenso traffico di mezzi pesanti diretti verso le numerose realtà industriali della zona e la discarica di Scarpino, con le conseguenti emissioni di smog e rumori che generano inevitabili ripercussioni negative su qualità dell’aria e vivibilità della zona – sono scesi in strada ed hanno attuato una particolare forma di protesta attraversando a gruppi le strisce pedonali e bloccando la circolazione in due diversi momenti della giornata, al mattino e al pomeriggio. L’obiettivo era richiamare l’attenzione delle istituzioni perché gli abitanti della zona, ormai da lungo tempo, si sentono abbandonati al loro destino.

    La recente ordinanza del Comune che ha modificato la viabilità istituendo il senso unico di marcia in direzione Val Polcevera per i mezzi di peso superiore alle 7,5 tonnellate, nel tratto di via Borzoli compreso tra passo Ruscarolo e via Evandro Ferri, non ha migliorato la situazione, anzi come spiegano gli abitanti «Il numero di camion è pure aumentato, sono oltre 500 i mezzi pesanti che transitano ogni giorno sotto le nostre finestre». E addirittura, in alcune curve troppo strette, i mezzi pesanti toccano i muri dei palazzi come dimostra, in maniera inequivocabile, l’intonaco scrostato.

    D’altra parte la discarica di Scarpino non è l’unica servitù che il territorio deve sopportare: oltre alla già citata storica presenza delle aziende, la zona è interessata dai cantieri per il nodo ferroviario e nel prossimo futuro da quelli del terzo valico, senza dimenticare gli imminenti lavori per la demolizione del palazzo di via Giotto a Sestri. Tutti interventi che comportano il frequente passaggio di camion per il trasporto dei materiali. Considerando che i cantieri dovranno durare diversi anni, la preoccupazione dei residenti è palpabile.

    Ieri in consiglio comunale il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Paolo Putti, presente alla manifestazione del giorno precedente, ha presentato un’interrogazione a risposta immediata (art. 54) relativa alle criticità che affrontano ogni giorno gli abitanti di Borzoli e Fegino. «Ho avuto modo di constatare personalmente il disagio di persone che non si sentono cittadini a tutti gli effetti, riconosciuti dalle istituzioni – spiega Putti – parliamo di una zona dove da alcuni mesi si sta scavando la galleria principale del nodo ferroviario, lavori che hanno creato problemi ai residenti di Fegino, a causa delle polveri che si disperdono nell’aria e del fango che le ruote dei camion lasciano sulla strada. Per non parlare della cantierizzazione prevista per il terzo valico».
    Inoltre il capogruppo del Movimento 5 Stelle ha chiesto lumi anche in merito alla situazione idrogeologica «Il rivo che scende dall’ex lago Figoi è già stato soggetto ad esondazioni, in particolare durante i tragici eventi alluvionali del novembre 2010 – continua Putti – A destare maggiore apprensione è la parte bassa del torrente. Il manto della strada che affianca il rivo è completamente sconnesso. Gli abitanti sono preoccupati per i box e negozi che sorgono nelle vicinanze dei giardini Monte Cucco».

    Ha risposto l’assessore a mobilità e traffico, Anna Maria Dagnino, la quale ha sottolineato che affrontare il problema della vivibilità è una priorità della Giunta. «Abbiamo deciso di eliminare il doppio senso per cercare di riequilibrare la situazione, obbligando i camion diretti a Ponente a passare da Fegino e Cornigliano. Indubbiamente in ottica futura i nuovi cantieri porteranno ad un aumento del traffico di mezzi pesanti. Stamattina mi sono recata a Borzoli e domani ci sarà un primo tavolo tecnico. La nostra intenzione è quella di apportare qualche correzione al sistema della viabilità coinvolgendo anche gli abitanti. Ad esempio dovremo adeguare la regolamentazione oraria considerando l’apertura delle scuole e le problematiche connesse».

    Il vice sindaco Stefano Bernini, invece, ha affermato «Conosco bene i problemi di una zona storicamente a vocazione industriale ma con un sistema logistico carente. Stiamo lavorando per realizzare più velocemente possibile la galleria sotto gli Erzelli che ci consentirà di vietare il passaggio dei mezzi pesanti in via Borzoli, in entrambe le direzioni, Ponente e Val Polcevera. In futuro passeranno tutti dalla nuova galleria».
    Per quanto riguarda il rischio idrogeologico Bernini ha precisato «Il Comune ha già completato gli interventi nell’area della piscina dell’ex lago Figoi. Mentre abbiamo un problema di finanziamento degli interventi sotto i giardini Monte Cucco ma il progetto preliminare è già in fase di approvazione. Una nota positiva sono i lavori che realizzeremo per l’adeguamento idraulico del ponte stradale di via Ferri».

    Matteo Quadrone

  • Magical Mistery tour a Genova: il film dei Beatles al cinema Corallo

    Magical Mistery tour a Genova: il film dei Beatles al cinema Corallo

    E’ una serata speciale per tutti i fan genovesi dei Beatles. Il Cinema Corallo di Carignano presenta per la prima volta sul grande schermo “Magical Mistery Tour”, il film cult del 1967 dei Beatles. In programma tre spettacoli alle ore 16.00, 20.30 e 22.30.

    Il film, in versione restaurata in alta definizione e con immagini e interviste inedite del making-of, è un cult non solo per i fan di John, Paul, George e Ringo. Magical Mistery Tour è una pellicola “sperimentale”, un racconto libero e in larga parte improvvisato. I Beatles, accompagnati da una troupe variegata e “folle”, in viaggio verso la Cornovaglia su un pullman colorato, un mix di scene surreali e suggestive, spesso ispirate al “no sense” che in quegli anni caratterizzava molti testi della band. Il tutto arricchito da una splendida colonna sonora: “Magical Mystery Tour”, “The Fool On The Hill”, “Flying”, “I Am The Walrus”, “Blue Jay Way”, “Your Mother Should Know”…

    La pellicola venne pensata e realizzata dopo la morte di Brian Epstein, storico scopritore e manager, un momento difficilissimo per la band che si ritrova improvvisamente senza l’uomo che sino a quel momento li aveva guidati passo passo al successo. Il film all’epoca non fu un grande trionfo, la critica bocciò senza sconti e i Beatles attraverso la stampa furono persino invitati a “chiedere scusa” ai fan. Eppure, avvolto quasi da un alone di mistero, negli anni è stato rivalutato dal pubblico e dalla critica… e dagli stessi Beatles, nella persona di Paul McCartney vera e propria mente del progetto: «Oggi posso prendermi i meriti di quel piccolo film…», ha infatti dichiarato il musicista.

    Per ulteriori informazioni: www.circuitocinemagenova.com – tel 010 8687408 

  • Natalino Otto, un disco e un concerto per il centenario della nascita

    Natalino Otto, un disco e un concerto per il centenario della nascita

    Natalino OttoVenerdì 28 settembre alle ore 21, presso l’Auditorium Berellini di Cogoleto, si terrà il concerto di presentazione del disco “Otto per Duet”: protagonista il Chromatic Duet, duetto composto da Valeria Bruzzone ed Enrico Testa, nato nel 2009 all’interno del Conservatorio Paganini di Genova e sviluppatosi negli anni attraverso proposte che vanno dagli standards di Broadway, del jazz e della bossanova ai grandi successi pop internazionali e a una nuova interpretazione della canzone d’autore, il tutto rivisto e interpretato secondo il gusto tipicamente cromatico dei due musicisti.

    L’evento si colloca all’interno delle celebrazioni per il centenario della nascita del cantante, musicista e produttore discografico ligure Natalino Otto, nato proprio a Cogoleto nel 1912: emigrato in America in cerca di fortuna dopo una lunga gavetta da cantante sui transatlantici (per ben 34 volte fece la rotta Genova-New York-Genova), rientrò in patria carico delle suggestioni musicali colte oltreoceano – jazz, swing, blues – che riversò nelle sue canzoni, avversate e censurate dal regime fascista e infine liberamente trasmesse dal dopoguerra in poi, quando divenne via via sempre più famoso prendendo parte anche a film musicali e venendo scritturato dalla Rai nel 1949; partecipò alla vita della neonata televisione fin dai primissimi programmi, oltre che a diverse edizioni del Festival di Sanremo, portando avanti nel frattempo l’attività di produttore (attività che lo condusse a un passo dall’essere il produttore italiano di un certo gruppo inglese ancora sconosciuto… i Beatles. Rinunciò rendendosi conto prima degli altri della portata enorme della loro musica e consigliando a chi gli aveva sottoposto i provini di contattare una casa discografica più grande e capace di supportare il sicuro boom), fino al definitivo ritiro dalle scene nel ’62.

    Ed è proprio a questa poliedrica figura d’artista che è dedicato il disco “Otto per Duet”: tredici brani di Natalino reinterpretati dai due musicisti e un ulteriore pezzo scritto da loro e dedicato al cantante. L’evento è presentato dall’Associazione Culturale Cogoleto Otto (A.C.C.O.) in collaborazione col Comune di Cogoleto; alla serata interverrà anche Carlo Posio (pianista jazz e ricercatore nel campo della storia della canzone italiana) che eseguirà al pianoforte un brano di Natalino Otto.

    Claudia Baghino

  • A.S.D. Arte e Immagine: festa Zumba e Bolliwood Party

    A.S.D. Arte e Immagine: festa Zumba e Bolliwood Party

    Domenica 30 settembre la scuola di danza A.S.D. Arte e Immagine di Genova Voltri di via al Santuario delle Grazie 5 organizza una festa Zumba e Bolliwood Party.

    Il programma prevede:

    ore 16.30-17 lezione gratuita di Zumba Fitness par bambini e di seguito gioco e merenda

    ore 17- 17.45 lezione gratuita di Bollywood adulti (danza indiana cinematografica)

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  • Immigrazione: la Sanatoria 2012 rischia di essere un fallimento

    Immigrazione: la Sanatoria 2012 rischia di essere un fallimento

    A 10 giorni dalla partenza ufficiale già si profila un rischio flop e piovono critiche sul provvedimento di emersione previsto dal Decreto legislativo n. 109 del 16 luglio 2012 – la cosiddetta sanatoria volta, ufficialmente, a far emergere e “legalizzare” i rapporti di lavoro irregolari relativi a cittadini extracomunitari: i datori di lavoro che, alla data di entrata in vigore del decreto, occupano irregolarmente da almeno tre mesi lavoratori stranieri presenti nel territorio nazionale (in modo ininterrotto e documentato almeno dal 31 dicembre 2011 o precedentemente) potranno dichiarare la sussistenza del rapporto di lavoro allo Sportello unico per l’immigrazione ed avviare una procedura di regolarizzazione. La dichiarazione potrà essere presentata dal 15 settembre al 15 ottobre 2012.

    «In realtà più che di sanatoria per immigrati dovrebbe parlarsi di condono, anche penale, per i datori di lavoro che hanno assunto “in nero” lavoratori stranieri irregolari – denuncia l’avvocato Alessandra Ballerini, membro dell’Asgi (Associazione studi giuridici sull’immigrazione) e consulente della Cgil, dalle pagine del sito web www.corriereimmigrazione.it – Infatti il datore di lavoro, e solo lui, potrà autodenunciarsi per gli illeciti commessi e, a fronte del versamento di un contributo di 1.000 Euro per ciascun lavoratore con l’aggiunta del pagamento delle somme dovute a titolo contributivo e retributivo degli ultimi sei mesi, potrà ottenere l’estinzione dei reati commessi. Il “condono” del datore di lavoro potrebbe (il condizionale è d’obbligo visti tutti gli ostacoli ed i trabocchetti previsti dalla norma) avere come effetto collaterale il rilascio di un permesso di soggiorno per il lavoratore straniero».
    Il limite più grave di questa norma è che il lavoratore non ha la possibilità di attivare autonomamente la procedura di emersione «Il lavoratore straniero in queste procedure di emersione non è un soggetto giuridico parte di un contratto, ma un oggetto», sottolinea Ballerini. Una scelta legislativa che appare «Incomprensibilmente discriminatoria, anche perché lascia il migrante in una condizione di sudditanza e di ricattabilità, oltre a non attribuirgli alcuna dignità di persona – continua Ballerini – Con queste norme per l’ennesima volta i lavoratori sono in balia dei datori di lavoro. Il fine, neppure troppo mascherato, è quello di fare soldi sulle spalle delle migliaia di immigrati che sognano di uscire dalla clandestinità».
    In sostanza, se il datore di lavoro non intenderà dar corso alla procedura di emersione, al lavoratore non resteranno che due opzioni: rimanere in condizioni di irregolarità o rivolgersi al mercato illegale delle false assunzioni. «Così si spalancano le porte ai truffatori di professione, come è già accaduto nelle precedenti sanatorie – ribadisce l’avvocato ad Era Superba – individui capaci di chiedere la regolarizzazione del rapporto con 6-7 persone a cui estorcono almeno 6-7 mila euro di bottino».

    Finora le domande di emersione sono state solo 16 mila in tutta Italia, pochissime a Genova. Mentre le previsioni della vigilia parlavano di 300 mila domande. «Nel caso siano assenti alcuni requisiti e la procedura di emersione venga comunque presentata, a rischiare penalmente è il datore di lavoro che quindi ci pensa due volte prima di autodenunciarsi», precisa Ballerini.

    L’ostacolo più importante, però, rimane quello dell’esborso economico «E’ evidente che tutti i costi, così come nelle sanatorie precedenti, saranno sobbarcati dal migrante, disposto a tutto pur di ottenere quel pezzo di carta che lo rende finalmente legale», afferma l’avvocato. In molti casi, infatti, il datore di lavoro pretenderà che sia il lavoratore stesso a pagare il contributo forfettario di 1.000 euro, dovuto alla presentazione della domanda di emersione, nonché i contributi e le ritenute fiscali dovuti per almeno sei mesi.
    Inoltre, il Decreto legislativo impone allo straniero di provare – con atti provenienti “da organismi pubblici” – di essere presente sul suolo italiano almeno dal 31 dicembre 2011. «È assurdo chiedere ad una persona che è stata sempre costretta a nascondersi di documentare con atti pubblici (e dunque forse non si era nascosta poi così bene) di aver commesso un reato (la clandestinità) da non meno di 9 mesi», sottolinea Ballerini. Il “clandestino”, per definizione, cerca di vivere in una condizione di invisibilità, quindi chi non abbia avuto la sfortuna di incappare in un provvedimento di espulsione o in un ricovero ospedaliero, difficilmente potrà assolvere a tale condizione. Per numerosi lavoratori l’unica soluzione per accedere alla sanatoria sarà quella di procurarsi una documentazione contraffatta.
    «La procedura di emersione va resa equa e fruibile o rischia di essere un’occasione mancata – denuncia il Tavolo Immigrazione (Acli, Arci, Asgi, Centro Astalli, Cisl, Cgil, Comunità di S. Egidio, Fcei, Sei-Ugl, Uil) – La richiesta della prova di presenza in Italia al 31 dicembre 2011 è incongrua e ingiustificata e si configura come una vessazione sia nei confronti dei lavoratori che dei datori di lavoro. Le pubbliche amministrazioni non possono produrre documentazione, salvo in casi molto particolari, per stranieri irregolarmente presenti nel territorio. La nostra richiesta, che non ha ottenuto risposta, è di chiarire al più presto almeno cosa si intenda per organismi pubblici, ampliando il più possibile il novero dei soggetti che possono rientrare in questa categoria, non escludendo anche il ricorso a certificazioni emesse da enti privati».
    «Che affidabilità può dare uno Stato che fa le regole e poi le disfa, le sovverte?  – è la domanda retorica che si pone Alessandra Ballerini  – Che prima urla la tolleranza zero per i “clandestini” e poi con un gioco di prestigio proclama che lo stesso presupposto che fino al giorno prima comportava come conseguenza il decreto di espulsione, il trattenimento per 18 mesi in un Cie e la contestazione del reato di clandestinità, il giorno dopo comporti il premio del rilascio del permesso di soggiorno. Come si fa a credere in uno Stato così?».

    Occorre sottolineare che oggi l’unico modo di diventare “legale” per uno straniero che ha perso, oppure non ha mai avuto, il diritto al soggiorno, è quello di usufruire delle sanatorie, strumenti periodici quanto necessari per rilasciare permessi di soggiorno a lavoratori che in Italia in realtà già ci sono.
    «La legge impone una presenza ininterrotta ma sono numerosi i casi di persone presenti sul suolo italiano anche da molto più tempo, però in maniera discontinua – spiega Ballerini – Per loro è impossibile emergere». Ad esempio gli stranieri esenti dall’obbligo di visto d’ingresso che entrano nel nostro Paese per motivi turistici e possono soggiornarvi massimo tre mesi. Terminato quest’arco temporale «Tornano al paese natio e successivamente rientrano nuovamente in Italia – continua Ballerini – rispettando la legge sono penalizzati perché non possono fare la richiesta di emersione».
    E non vanno dimenticati coloro i quali «Sono costretti a fare un breve ritorno in patria per la morte di un parente – racconta l’avvocato – E solo per questo motivo vengono esclusi dalla sanatoria».
    Inoltre alcuni migranti che già possiedono un permesso di soggiorno temporaneo, ad esempio genitori di bambini con problemi di salute «Potrebbero essere stati assunti ugualmente “in nero – afferma Ballerini – Ovviamente in casi simili è ancora più arduo ipotizzare che il datore di lavoro, di sua spontanea volontà, decida di autodenunciarsi. Se invece il datore di lavoro è una persona onesta e ha regolarizzato il lavoratore, quest’ultimo alla scadenza del permesso temporaneo torna ad essere un irregolare». Ciò accade anche per i richiedenti asilo «Per i primi 6 mesi la legge non gli consente di lavorare ma se la pratica dura di più, come accade solitamente, viene data loro quest’opportunità – continua l’avvocato – Pensiamo a tutti i profughi giunti in Italia l’anno scorso. Se stanno lavorando in regola non possono essere sanati. Quindi, se la loro pratica per l’asilo non andrà a buon fine, ricadranno in clandestinità».

    «Una sanatoria degna di questo di nome dovrebbe essere permanente e dunque non limitata in un mese di tempo né stabilita con “norma transitoria” o decreti ministeriali, ma invocabile in qualsiasi momento e sancita per legge – conclude Ballerini – dovrebbe essere azionabile anche e soprattutto dal lavoratore straniero indipendentemente dal consenso del datore di lavoro, e dovrebbe essere immune da gabelle, trucchetti, ostacoli e dunque dovrebbe prevedere: nessuna dimostrazione con atti pubblici di datata permanenza in Italia, la previsione di un permesso per attesa occupazione nel caso in cui sia il datore di lavoro a non possedere i requisiti per l’emersione, nessun limite alla tipologia di lavoro, eliminazione dell’automatica ostatività delle segnalazioni di inammissibilità nello spazio Schenghen e di condanne penali».

     

    Matteo Quadrone

  • Ostello Su Genova: evento per giovani artisti emergenti

    Ostello Su Genova: evento per giovani artisti emergenti

    Una struttura recente e forse ancora poco nota al pubblico genovese: tanti conoscono l’ostello del Righi, ma esiste anche uno spazio analogo nel quartiere di San Fruttuoso, inaugurato poco più di un anno fa e gestito dalla cooperativa Solidarietà e Lavoro.

    Da venerdì 28 a domenica 30 settembre l’Ostello SuGenova (salita N. S. Del Monte, 234) apre le sue porte alla città durante una festa che coinvolge tutto il quartiere, ossia la solennità della Madonna del Monte. Tre giorni in cui la struttura ospiterà artisti emergenti, che potranno mostrare al pubblico la loro opera.

    Un primo ciclo di incontri che si pone l’obiettivo di essere punto di partenza per una serie di iniziative analoghe, per far conoscere l’Ostello alla città e valorizzare i giovani talenti genovesi.

    Questo il programma del primo evento.

    Venerdì 28 e domenica 30 settembre, ore 18.30: “Le tecniche della carta: la tecnica di marmorizzazione ebru“, laboratorio creativo gratuito a cura dell’artista Sara Dellapiana. L’artista frequenta l’Accademia di Belle Arti di Genova, indirizzo decorazione, e si occupa di attività laboratoriali per bambini e adulti.

    Sabato 29 settembre, ore 18.30: “Ricordi di Masche“, proiezione del cortometraggio di Flavia Cantini, regista e scrittrice fantasy diplomata alla Scuola D’Arte Cinematografica di Genova.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Terzo Valico: presto apriranno i cantieri, riprende la mobilitazione No Tav

    Terzo Valico: presto apriranno i cantieri, riprende la mobilitazione No Tav

    I Lavori per il Terzo Valicoinfrastruttura ferroviaria sulla cui utilità persistono numerosi dubbi – questa volta sembrano davvero pronti a partire con l’installazione dei campi base a Trasta, destinati ad ospitare i lavoratori delle ditte impegnate dei cantieri (con buona pace di chi sosteneva che l’opera avrebbe avuto importanti ricadute occupazionali sul territorio genovese).

    La notizia è riportata stamattina da “La Repubblica” che sottolinea come il Terzo Valico goda di un sostegno politico trasversale dal Pd al centro-destra. Mentre nella maggioranza le voci critiche non mancano ad esempio quella del consigliere di Fds, Antonio Bruno che commenta così «Come contribuente e prima ancora come politico sono scandalizzato. Chiedo alle forze politiche di fermare questo spreco pazzesco. Invece di ammodernare le linee e costruire il prolungamento della bretella ferroviaria Voltri – Borzoli verso le linee dei Giovi, arrivando a una capacità di trasporto fino a 5 milioni di TEU, il tutto senza fare il Terzo Valico; in pochi anni e non nei quindici previsti».
    Poi Bruno aggiunge «La scuola di villa Sanguineti sembrerebbe salva. Nessun ufficio nei suoi locali. Nessun trasferimento forzoso. Ma i cittadini di Trasta e della Val Polcevera non sono salvi dall’inquinamento da amianto e da traffico di camion». 

    Contestualmente all’imminente avvio dei lavori riparte la mobilitazione del popolo No Tav- No Terzo Valico. Dopo aver respinto, tra il 10 luglio ed il 10 agosto scorsi, centinaia di espropri nei comuni di Serravalle, Arcquata, Gavi, Carrosio, Voltaggio, Fraconalto, Borgo Fornari, Genova, Campomorone e Ceranesi, grazie all’impegno di migliaia di cittadini che hanno fermato i tentativi del Cociv, il prossimo appuntamento è per il 6 ottobre a Serravalle dove si svolgerà una marcia popolare fino ad Arquata al grido “Giù le mani dalla nostra terra” per chiedere di fermare la costruzione del Terzo Valico.

     

    Matteo Quadrone