Mese: Settembre 2012

  • Sopraelevata, tutor: nei primi 6 mesi nessun incidente grave

    Sopraelevata, tutor: nei primi 6 mesi nessun incidente grave

    Il tutor installato sulla sopraelevata, una delle strade più pericolose della città, si rivela uno strumento di successo ed in soli 6 mesi abbatte, quasi azzerandoli, i rischi per automobilisti e motociclisti che ogni giorno imboccano la strada Aldo Moro per attraversare la città. I risultati ottenuti dal sistema di monitoraggio della velocità (con il limite fissato a 60 Km/H) – da tutti conosciuto come tutor ma il cui vero nome è Celeritas, frutto del lavoro di Selex Elsag – sono eclatanti.

    Nei 6 mesi presi in esame – dal 6 marzo, giorno in cui entrò in vigore, fino al 14 settembre scorsonon si sono verificati decessi e neppure incidenti particolarmente gravi, ovvero con feriti ricoverati in prognosi riservata. In tutto sono stati rilevati 30 incidenti che hanno provocato 20 feriti.
    Il confronto con il biennio precedente rende perfettamente l’idea di quanto sia stata determinante l’installazione del controllo con le telecamere 24 ore su 24. Nel 2011, nello stesso periodo preso in esame, si erano verificati 47 incidenti, con 37 feriti di cui 2 in prognosi riservata e purtroppo anche due morti.
    Tra il marzo ed il settembre 2010, invece, il numero di incidenti raggiunse quota 70, con 50 feriti (zero in prognosi riservata) ma altri 2 decessi.

    La sopraelevata negli ultimi anni è stata scenario di terribili incidenti costati la perdita di numerose vite umane, a causa soprattutto della velocità elevata. Ma occorre non dimenticare le responsabilità attribuibili alla presenza di un guardrail antiquato e pericolosissimo.

    Alla ex Giunta comunale guidata da Marta Vincenzi va riconosciuto il merito di aver provveduto a portare a termine la realizzazione del sistema di controllo della velocità sulla strada Aldo Moro. Allo stesso tempo però, bisogna sottolineare che ancora oggi non si è provveduto alla sostituzione del guardrail.

     

    Matteo Quadrone
    [foto di Diego Arbore]

  • Energia elettrica e gas: aumentano le pratiche commerciali illecite e aggressive

    Energia elettrica e gas: aumentano le pratiche commerciali illecite e aggressive

    Cittadini senza tutele di fronte ad aziende incattivite dalla crisi economica – un vero e proprio “spread dei diritti” – così lo definisce la XII Relazione PIT servizi 2012 di Cittadinanzattiva che segnala un aumento delle pratiche commerciali illecite (+7% nel settore dell’energia elettrica; +6% nel settore della telefonia) e di quelle aggressive (rispettivamente +15%; +13%).
    Nel 2011 le telecomunicazioni si confermano in testa alla classifica dei servizi peggiori dell’anno, raccogliendo il 22% delle circa 8600 segnalazioni giunte al Pit servizi. Al secondo posto si piazza l’energia (17%), seguono i servizi bancari e finanziari (15%) e la pubblica amministrazione (13%). «Dal nostro osservatorio è evidente che i diritti dei consumatori stanno facendo passi indietro – spiega Tina Napoli, neo responsabile delle politiche dei consumatori di Cittadinanzattiva – non solo i cittadini devono fronteggiare ogni giorno la crisi, ma da un anno a questa parte abbiamo notato che devono difendersi dai comportamenti sempre più aggressivi con i quali le aziende, non solo private, cercano di acquisire clienti».

    ENERGIA ELETTRICA E GAS

    E’ al secondo posto nella classifica dei servizi più critici per il cittadino (l’anno scorso era al terzo, preceduta dai servizi bancari e finanziari). Energia elettrica (55%) e gas (45%) sono i due settori interessati. Nel primo, ovvero l’elettricità, il nodo più critico resta la bolletta (40%) con errori nel conguaglio, scarsa trasparenza delle voci ed errata fatturazione.

    Ma ci sono problemi anche per il cambio di fornitore (17%), l’interruzione del servizio (12%), le tariffe elevate (10%). Per quanto riguarda il gas le segnalazioni sono in costante aumento da almeno due anni. Anche in questo caso i principali problemi riguardano la bolletta (41%) con errori nel conguaglio, mancata o errata fatturazione, la scarsa trasparenza delle voci. Seguono i problemi per il cambio fornitore (21%), per l’allaccio/voltura e subentro (14%) e per l’interruzione del servizio (9%).

    A questo punto è necessaria una premessa fondamentale. Nel campo della somministrazione di energia elettrica e gas, infatti, esiste il mercato tutelato gestito dai distributori (di luce e gas) le cui tariffe dipendono dallo Stato ed il mercato libero, dove liberi venditori vedono luce e gas.

    «A cinque anni dalla completa apertura del mercato elettrico alla concorrenza oltre 5,7 milioni di famiglie hanno cambiato venditore – spiega a “La Repubblica” Paolo Vigevano, presidente ed Ad di Acquirente Unico, il garante della fornitura di energia elettrica a famiglie e piccole imprese – Nel settore del gas, invece, la strada è ancora lunga. A fine 2011 solo il 13% delle famiglie era fornita di gas naturale a condizioni di mercato diverse da quelle di tutela».

    Sul sito web dell’Autorità per l’ energia elettrica e il gas (A.E.E.G.) si legge «Il Servizio di tutela garantisce la fornitura di gas ai clienti domestici che non passano al mercato libero. Il prezzo del servizio di vendita viene aggiornato ogni tre mesi dall’Autorità, le tariffe per i servizi di trasporto, distribuzione, stoccaggio e gli altri oneri dovuti dai clienti del servizio gas sono stabiliti e aggiornati dall’Autorità».

    Affinché i cittadini siano consapevoli dei diritti e delle tutele previste in questo nuovo contesto e possano sfruttare al meglio le opportunità offerte dal nuovo mercato dell’energia, l’Autorità ha predisposto alcune iniziative dedicate ai consumatori, in particolare lo Sportello per il consumatore che fornisce «informazioni, assistenza e tutela ai clienti finali di energia elettrica e gas con un canale di comunicazione diretto – numero verde 800.166.654 – in grado di assicurare una tempestiva risposta a reclami, istanze e segnalazioni».

    Da un’indagine avviata dal Garante emerge un quadro desolante. Lo Sportello, in soli tre anni, ha gestito la bellezza di quasi 1,4 milioni di chiamate contribuendo a risolvere oltre 65 mila reclami e rimborsare circa 300 mila euro al mese per importi non dovuti ed indennizzi. E anche l’Antitrust si è dato da fare: tra 2008 e 2012 sono 6 le società sanzionate con multe per un importo complessivo di 2.605.000 euro «Si tratta di attivazioni non richieste e impossibilità di tornare velocemente al fornitore precedente, comunicazione poco chiara che l’offerta era per il mercato libero e non per quello vincolato», sottolinea l’Autority.

    Ma veniamo agli innumerevoli casi che hanno interessato cittadini genovesi, come segnala l’Associazione Progetto UP Ufficio Polifunzionale che, ormai da alcuni anni, si occupa di tutelare i diritti delle persone, in svariati ambiti.

    «Enel si è inserita nel libero mercato in modo truffaldino con la creazione di Enel Energia – spiega Alberto Burrometo, presidente Progetto Up – stesso logo, stesso slogan: l’energia che ti ascolta. All’epoca, ragazzi con il talloncino Enel ben in vista, con le scuse più bizzarre, riuscivano ad entrare nelle case degli italiani e facevano contratti a iosa».

    L’inganno – se non la vera e propria truffa – è svelato all’arrivo delle bollette. L’elemento di differenza, infatti, è cromatico «Enel Energia emette le fatture a colori, Enel Servizio Elettrico le emette in bianco e nero – continua Burrometo – Stesso discorso per quanto concerne il gas».

    Recentemente Iren Mercato ha pensato bene di emulare i colleghi di Enel entrando nel mercato libero con delle promozioni commerciali sia per il gas che per la luce. «Nell’ultimo anno, addetti Iren con tanto di tesserino di riconoscimento si sono introdotti nelle case dei genovesi e, con la scusa di verificare i contatori ed i dati dell’utente, facevano apporre due firme – racconta il presidente di progetto Up – A quel punto il gioco è fatto: nuovo contratto e nuovo codice utente». In questo caso, nemmeno la differenza cromatica viene in aiuto «Tutto risulta uguale – spiega Burrometo – tranne due dettagli, per altro, non troppo visibili: la dicitura MERCATO TUTELATO e il diverso numero di codice contratto. La cosa che ovviamente salta agli occhi è la cifra indicata in bolletta: mostruosamente più alta!».

    Le conseguenze di un simile comportamento non sono per nulla trascurabili «Innanzitutto parliamo di una pratica commerciale scorretta, passibile di denuncia, non solo all’A.E.E.G., ma anche all’AGCOM – sottolinea il presidente di Progetto Up – voglio ricordare che un comportamento simile non è esente da querela-denuncia per truffa, dal momento che l’azione porta un ingiusto vantaggio a scapito dell’utente ignaro».

    Inoltre i venditori del mercato libero appioppano una quota non meglio specificata dovuta all’affitto delle tubature «In altri termini Enel Energia con i fili elettrici ed Iren con le tubature pagano se stessi – sottolinea Burrometo – Quindi gli sconti promessi nelle offerte commerciali vengono “mangiati” da spese suppletive che nel mercato tutelato non esistono». Ma non è tutto «Nel mercato libero vengono stimate le letture, ossia in bolletta non sarà mai calcolato l’effettivo consumo, ma quello stimato, con conseguente aumento ingiustificato dei costi e perdite di tempo da parte del cittadino», aggiunge Burrometo.

    Una volta che l’utente si rende conto di quanto accaduto e quindi può esercitare il diritto di recesso, riconosciuto dalla legge entro dieci giorni dalla indesiderata visita del personale della ditta, si trova di fronte ad un percorso ad ostacoli « È necessario spedire una raccomandata con ricevuta di ritorno, ovvero spese postali a proprio carico e relativa coda agli uffici postali», ricorda il presidente di Progetto Up.

    Nel caso invece siano già trascorsi i dieci giorni previsti dalla legge, l’utente può comunque sempre ritornare al mercato tutelato recandosi presso la sede dell’azienda distributrice per firmare un nuovo contratto «In pratica come se fosse un nuovo cliente, mentre invece è un cliente di vecchia data – conclude Burrometo – Anche in questo caso la perdita di tempo è garantita. Sorge una domanda spontanea: chi paga il danno–disagio subito dai cittadini?».

     

    Matteo Quadrone

  • Cinema a Genova: programma di film censurati a Sant’Agostino

    Cinema a Genova: programma di film censurati a Sant’Agostino

    Chiesa S.AgostinoL’associazione culturale MCRfilm organizza a partire da venerdì 21 settembre 2012 la rassegna V.M.edioevo – i film osteggiati, censurati e vietati: una serie di proiezioni, che si terranno per quattro venerdì nella Chiesa di Sant’Agostino, di film ambientati nell’epoca storica che va dalla caduta dell’Impero Romano d’Occidente fino all’Età moderna e censurati al momento della loro uscita nelle sale.

    Questo il programma.

    Venerdì 21 settembre
    ore 19.30: Onibaba di Kaneto Shindo (Giappone, 1964)
    ore 21.30 Agorà di Alejandro Amenabar (Spagna, 2009)

    Venerdì 28 settembre
    ore 19.30: Ahses of time di Wong Kar-wai (Cina, 1994)
    ore 21.30: La papessa di Sonke Wortmann (Germania, 2009

    Venerdì 5 ottobre
    ore 19.30: Simon del deserto di Luis Bunuel (Messico, 1964)
    ore 20.30: Andrej Rublev di Andrei Tarkovskij (Russia, 1966)

    Venerdì 12 ottobre
    ore 19.30: La maschera del demonio di Mario Bava (Italia, 1960)
    ore 21.30: Il quarto comandamento di Bertrand Tavernier (Francia, 1987)

    Le proiezioni sono su invito: per partecipare è necessario inviare un’email all’indirizzo info@mcrfilm.org specificando nome, cognome e il titolo del film a cui assistere.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Ex manicomio di Quarto: il Centro disturbi alimentari sarà trasferito

    Ex manicomio di Quarto: il Centro disturbi alimentari sarà trasferito

    Manicomio di QuartoTorna l’allarme sull’ex manicomio di Quarto e sul destino dei pazienti psichiatrici, disabili, malati ospitati dal Centro Alzheimer e dal Centro disturbi alimentari. Nonostante la retromarcia della Regione per bocca dell’assessore alla Salute, Claudio Montaldo, ancora non esiste nessun atto formale che cancelli definitivamente gli immobili dell’ex ospedale psichiatrico dalla delibera con l’elenco dei beni trasferiti ad Arte (Azienda regionale territoriale per l’edilizia) per essere messi in vendita al miglior offerente.

    «Ad oggi non abbiamo ancora visto segnali concreti di cambiamento rispetto alla decisione di smantellare questo polo, anzi vediamo segnali opposti – affermano all’unisono l’Associazione famiglie dei pazienti psichiatrici ed il Coordinamento per Quarto – in queste ore è stato comunicato al Centro disturbi alimentari che dovrà trasferirsi in via Bracelli. È partita la gara d’appalto per la ristrutturazione dei locali dove dovranno traslocare. Inoltre, al di là dei proclami, il Centro Alzheimer seguiva 30 persone, ora ne sono rimaste 16. Questo per dire che il presidio continua perchè vogliamo mantenere alta l’attenzione su un problema che noi non consideriamo affatto risolto».

    E infatti, a partire da Venerdì 21 settembre, sono in programma tre giorni di festa per dire che «La cittadinanza, il coordinamento, le famiglie, sono lì e non abbasseranno la guardia perchè abbiamo l’impressione che le scelte annunciate, in realtà non siano ancora state fatte».

    Tornando alla questione del Centro disturbi alimentari, attualmente ospitato nel padiglione 18 nell’area dell’ex manicomio, la Asl 3 conferma l’avvio della gara d’appalto per i lavori nella nuova sede di via Bracelli.

    «Il padiglione 18 doveva rientrare tra quelle strutture, insieme ad altri presidi socio-sanitari dell’ex manicomio di Quarto, per le quali la Regione ha annunciato di voler bloccare la vendita – spiega l’associazione famigliari contro i disturbi alimentari – Questo trasferimento da Quarto a via Bracelli, invece, ci fa pensare il contrario, ovvero che la regione voglia vendere la sede di Quarto, perchè altrimenti che senso avrebbe spostare il Centro disturbi alimentari?».

    Una scelta contestata dai famigliari dei pazienti che sottolineano «Così si fa un passo indietro dal punto di vista terapeutico. La sede di Quarto è ottima per chi soffre di queste patologie perchè è immersa nel verde e ricca di servizi, mentre la struttura di via Bracelli si trova al piano terra di un condominio, senza spazi esterni, certamente non l’ideale per i malati»

     

    Matteo Quadrone

    Foto di Daniele Orlandi

     

  • Violenza sulle donne: Genova dice no, evento a Palazzo Ducale

    Violenza sulle donne: Genova dice no, evento a Palazzo Ducale

    violenza sulle donneIn Italia ogni tre giorni una donna muore in conseguenza di un atto di violenza. Un dato molto doloroso e che spesso viene ripetuto, dagli spot istituzionali all’impegno che molte grandi e piccole associazioni mettono nell’aiutare donne in difficoltà e nel sensibilizzare su questo tema.

    Genova è una città molto attiva sotto questo punto di vista: dal centro antiviolenza di via Mascherona, per il momento aperto nonostante i tagli che ne hanno minacciato la chiusura, a numerosi gruppi e associazioni che si fanno promotrici di eventi come la Notte Bianca dei centri antiviolenza, il video Dannato Silenzio e una raccolta firme contro il femminicidio.

    Sabato 22 settembre 2012, tre piccole associazioni della città hanno organizzato un pomeriggio a Palazzo Ducale per confrontarsi e dialogare su questi temi: Rivista Marea, Archinaute e Gruppo Atelier si incontrano dalle 15.30 alle 19 per un evento di testimonianze, musica, danza e recitazione, con la presenza di ospiti quali Laura Sicignano, autrice e regista teatrale e direttrice del Cargo di Voltri, Carla Peirolero, direttrice del Suq, il giornalista e scrittore Giuliano Galletta e gli allievi della scuola di recitazione del Teatro Stabile.

  • Erzelli: 23 milioni da Genova High Tech per convincere l’Università

    Erzelli: 23 milioni da Genova High Tech per convincere l’Università

    Poco più di un mese fa, la facoltà di Ingegneria nella persona del rettore Giacomo Deferrari, aveva annunciato di ritirarsi dalla partita: «niente trasferimento agli Erzelli, mancano 42 milioni». Oggi arriva una notizia che potrebbe rappresentare la svolta definitiva per convincere l’Università di Ingegneria a rivedere la propria posizione, Genova High Tech è infatti disposta a mettere sul piatto ulteriori 23 milioni di euro. 

    Ma cerchiamo di capire meglio l’offerta presentata all’Università. Gli accordi prevedevano l’acquisto da parte di Ght degli immobili dell’attuale sede di Albaro in caso di asta deserta, la nuova proposta di Ght aggiunge una fidejussione del valore di poco meno di 12 milioni su altri edifici di proprietà dell’Università in corso Gastaldi (la cosiddetta “Saiwetta“), in via Asiago e l’ex sede della Facoltà di Scienze della Formazione in corso Montegrappa. Oltre a questi citati, l’Università metterà all’asta anche le proprietà di Santa Margherita e Calvari, un’area del Cus e l’edificio ex Sutter nel quartiere di Sturla. Se tutti questi edifici non trovassero acquirenti nelle aste pubbliche, Ght li acquisterà per poi cercare di valorizzarli al meglio.

    In secondo luogo, Ght ha assicurato all’Università che il tanto discusso parcheggio sotterraneo non sarà più a spese dell’Ateneo, ma concesso gratuitamente. I parcheggi sarebbero costati all’Università ben 11 milioni, a cui si sommano i già citati 12 di fidejussioni, ecco che il totale raggiunge i 23 milioni che riporterebbero fiducia sul buon esito del progetto… A conferma di ciò, la soddisfazione tutt’altro che celata del sindaco Doria e le dichiarazioni di apertura rilasciate dal rettore Deferrari.

    Insomma tutto nella giornata di oggi fa pensare a una situazione Erzelli verso il lieto fine, ma non è ancora stato firmato nessun accordo. Per cui, restiamo in attesa di comunicazioni ufficiali.

    [foto e video di Daniele Orlandi]

  • Marco Bellocchio e Alba Rohrwacher raccontano la “Bella Addormentata”

    Marco Bellocchio e Alba Rohrwacher raccontano la “Bella Addormentata”

    Una Sala del Minor Consiglio letteralmente stipata di persone ha accolto il regista Marco Bellocchio giunto a presentare il suo ultimo lavoro, Bella Addormentata. Insieme a lui Alba Rohrwacher, che interpreta uno dei personaggi protagonisti della storia. Delicata già nel titolo e attenta riflessione sui difficilissimi temi dell’eutanasia, della fine della vita, del diritto all’autodeterminazione, della libertà di coscienza, la pellicola è ambientata nel febbraio del 2009, in corrispondenza con gli ultimi giorni di vita assistita di Eluana Englaro, sfondo di quattro storie che intrecciandosi cercano di toccare tutti i possibili punti di vista e convinzioni che ruotano intorno a tematiche tanto complesse, ma sempre con un fil rouge che unisce le vicende dei diversi personaggi: il rispetto per la libertà di coscienza degli altri, anche quando non se ne condividono o comprendono le convinzioni.

    Bellocchio ripercorre i giorni che hanno generato poi l’idea del film: «Nel 2009 ho seguito come tutti il caso Englaro e la corsa da parte del governo per bloccare la sentenza che permetteva che si staccassero le macchine che tenevano artificialmente in vita Eluana. Questo mi ha sconvolto, l’emozione era tanto grande che lì per lì non ho nemmeno pensato di farci un film. Successivamente col tempo sono emerse delle immagini – che poi sono le storie inventate e ambientate durante quei giorni – così mi sono convinto a tentare». Ma non è, tiene a precisare, un film su Eluana: «Il destino di Eluana è dentro i personaggi, che però vivono altre esperienze».

    Nel suo modo di raccontare hanno un grande impatto visivo e altrettanto valore narrativo e simbolico le immagini, della cui forza il regista ha preso consapevolezza scoprendo il cinema muto durante i suoi anni di studio al Centro Sperimentale. «Per me un film non nasce mai da un messaggio, dall’idea di voler dimostrare o imporre qualcosa, ma viene sempre da immagini che mi vengono in mente, che pian piano compongo e che diventano personaggi, situazioni, storie. In tutti i miei film cerco di seguire un filo, questa potenza metaforica – se c’è – è sempre all’interno di costruzioni che non hanno delle gratuità, come succede in tanto cinema d’avanguardia o surrealista; c’è sempre un confine di realismo in cui io cerco di esprimere la mia libertà» senza per questo ritenersi tendenzioso: «Se fossi tendenzioso avrei dovuto dare tutta la positività al personaggio del giovane laico e tutta la negatività alla giovane cattolica, invece è lui che delude lei».

    E con la presenza di un’attrice protagonista in sala non si può che constatare l’importanza della sinergia tra attore e regista: «È vitale per l’attore entrare in contatto con l’immaginario del regista – dice Alba Rohrwacheril mondo di Marco a me piace moltissimo, ricordo quando abbiamo girato Sorelle Mai e io interpretavo una professoressa che riconosce un proprio errore e si mette in discussione. Le parole che Marco mi dava e che mi ha dato anche per il personaggio di Maria (protagonista dell’ultimo film, n.d.r.) evocano sempre qualcosa, mi rendo conto che dire quelle parole, essere in quelle parole automaticamente fa fiorire il personaggio, e questo dipende molto dalla capacità che ha Marco di condividere il suo universo con gli attori con cui lavora. I suoi personaggi hanno la capacità di essere nella realtà ma allo stesso tempo di starne un pochino sopra».

    Alba Rohrwacher«Gli psichiatri dicono che chi non prova dolore è pazzo» dice ancora il regista riflettendo sul tema del dolore: «È qualcosa che gli uomini cercano di sfuggire, di nascondere, però è un passaggio obbligato. Si può reagire o sopportare. Tutta la formazione cattolica ti chiede di sopportare, di rinunciare alla vita perché il dolore è qualcosa di inevitabile che ti accompagna per tutta l’esistenza. Reagire al dolore è tutto un altro atteggiamento, e io cerco di reagire vitalmente; questo nel film accade per alcuni personaggi».

    Come sceglie gli attori per i suoi film Marco Bellocchio?

    «Ci sono alcuni film che hanno già i loro interpreti, per esempio per il Regista di Matrimoni avevo pensato a Castellitto. In questo film no, ho scritto il soggetto e poi ci siamo messi a cercare in modo piuttosto classico, facendo casting, poi provini ad alcuni, e poi la scelta».

    Tematiche di certa serietà affrontate nelle pellicole esigono un’evocazione profonda di sentimenti e atmosfere, cosa accade dunque se durante la lavorazione capita la giornata no?

    «Si arriva piuttosto distratti, scarichi, ma non sei solo , sei circondato di persone che ti stimolano, ti obbligano quasi ad essere dentro la storia, gli attori in primis ma anche tutta la troupe; in questo senso non essendo soli si riesce a ritrovare quell’ispirazione ed emozione che bisogna comunicare agli altri. Quando si è dentro il film non c’è tempo per riflettere, il ritmo di lavoro è troppo serrato. Nella fase di montaggio cominci a fare bilanci e dopo ancora, quando hai finito il film e hai il feedback di chi l’ha visto, cominci a rielaborare e ripensare al film stesso. Solo adesso inizio a ripensare al film, per un tempo che non so bene quanto sarà: è un momento in cui si ricrea qualcosa di cui mi ero dimenticato».

    Anche per gli attori il carico emotivo non è indifferente, come lo si gestisce Alba Rohrwacher?

    «Penso che sia parte del mestiere… uno deve avere la capacità di essere dentro, farsi coinvolgere ma di mantenere anche un certo distacco se no il lavoro diventerebbe troppo faticoso. Chiaramente c’è sempre un pensiero che va al lavoro; lavorare con Marco per esempio significa continuare anche fuori dal set, si parla e si discute, ragionando sulle cose fatte per capire come fare quelle che mancano o rifacendo certe altre per ottenere qualcosa di meglio. Credo comunque che un attore debba avere questa capacità, anche se a volte è molto difficile, di essere coinvolto e contemporaneamente operare un distacco». C’è inoltre qualcosa di particolare che Alba ama del lavoro con Bellocchio: «Ha questi personaggi che sono costantemente dentro un cambiamento, è bellissimo indagare stati d’animo che mutano, per un attore è una condizione privilegiata».

    Claudia Baghino
    [foto e video Daniele Orlandi]

  • Cornigliano, Ilva: cattive notizie da Taranto, Genova rischia

    Cornigliano, Ilva: cattive notizie da Taranto, Genova rischia

    Ilva Cornigliano piantinaÈ possibile coniugare risanamento ambientale e tutela occupazionale? È una domanda a cui la politica è chiamata a rispondere, a maggior ragione in questi giorni, quando la situazione dell’Ilva di Taranto si fa sempre più difficile: i custodi giudiziari, infatti, hanno emesso una direttiva che, in ottemperanza alle parole del Procuratore della Repubblica, Franco Sebastio, prevede l’immediato spegnimento di alcune cokerie, altiforni e acciaierie. In pratica l’azienda non può più produrre ma deve solo limitarsi a rimettere in sesto gli impianti per ridurre l’inquinamento. Conseguenza diretta è l’inevitabile stop – in tempi differenziati – a tutta la filiera siderurgica nazionale Tranto-Novi-Genova.

    Un probabile quanto disastroso effetto domino è purtroppo pronto ad abbattersi sullo stabilimento di Cornigliano e la sua attività “a freddo”. «L’azienda non ci ha ancora comunicato nulla, ma è evidente che le notizie che giungono da Taranto sono preoccupanti – spiega Franco Grondona, segretario provinciale Fiom – È la fabbrica pugliese ad alimentare quella genovese per cui, l’eventuale chiusura della produzione tarantina, avrebbe inevitabili ripercussioni per il nostro stabilimento».

    «Venerdì prossimo abbiamo in programma un incontro con la proprietà – aggiunge Armando Cipolla, sindacalista Uilm – Sappiamo che ci verrà manifestata l’intenzione di aumentare il numero dei contratti di solidarietà nello stabilimento di Cornigliano, già questo è un primo segnale, un brutto segnale che evidenzia quanto stia diventando difficile la situazione».
    Secondo il sindacalista è in corso una sorta braccio di ferro tra magistratura e proprietà «A farne le spese però sono i lavoratori: parliamo di 50 mila persone tra lavoratori diretti ed indiretti – spiega Cipolla – Bisogna inoltre sottolineare come la situazione ambientale di Taranto sia il risultato di 40 anni di incuria».

    Nessuno nega l’esistenza del problema ambientale ma, come ricorda Grondona «È curioso che si ritenga di poterlo risolvere con la bacchetta magica. Io credo che, invece, sia possibile coniugare risanamento e tutela occupazionale. Ma non sono sufficienti gli investimenti, serve tempo».
    «La politica come sempre, anche in questa vicenda, deve avere un ruolo per governare le scelte di un Paese – conclude Grondona – pur essendo consapevole dell’indipendenza della magistratura, le cui scelte, proprio per questo motivo, non giudico».

    Eppure salvaguardare ambiente e lavoro è possibile: la nostra città, forse unico esempio in Italia, l’ha dimostrato. Erano gli anni ’80 quando nel quartiere di Cornigliano – grazie soprattutto alla mobilitazione del Comitato Donne di Corniglianonacque una coscienza ambientale in risposta ad una situazione che stava diventando insostenibile a causa di polveri, smog e rumori che rendevano impossibile la convivenza con le acciaierie. Dopo anni di lotta, nel 2005, a Genova si decise di chiudere la lavorazione “a caldo”, ovvero l’altoforno e si puntò sulla riconversione di un’ampia area dell’industria siderurgica.

     

    Matteo Quadrone

  • Lingua e cultura inglese, le due facce della medaglia

    Lingua e cultura inglese, le due facce della medaglia

    “Studiare una lingua significa studiare una cultura”, ripeteva un mio docente all’università. Nel mio percorso di studente questo è stato un insegnamento davvero prezioso. E’ mia convinzione, maturata attraverso l’esperienza personale, che la curiosità di conoscere delle abitudini e una visione del mondo diverse dalla nostra costituisca davvero la base e non un semplice “di più” di un apprendimento efficace di una lingua straniera.

    Per quanto sia fondamentale imparare nuovi vocaboli, avere una pronuncia corretta e conoscere i tempi verbali, ecc. non possiamo dimenticare che la lingua e la cultura nella quale essa è parlata sono profondamente interconnesse. Comportamenti, regole, modi di relazionarsi con gli altri, taboo tipici di una cultura derivano da pensieri che vengono tradotti in parole e azioni, le quali a loro volta influenzano la formulazione di nuovi pensieri ed espressioni e così via.

    In relazione all’inglese e alla cultura britannica, credo che valga la pena soffermarsi su un aspetto importante, condensato nell’espressione inglese us and them” – “noi e loro”.

    Nella società del Regno Unito esiste una forte componente classista. Premettendo che non è mai giusto fare di tutta l’erba un fascio e che le persone vanno giudicate singolarmente e non in quanto appartenenti a questo o a quel gruppo, è tuttavia vero che in alcuni tra coloro che appartengono alle upper classes – gli strati sociali più elevati – è spesso riscontrabile un atteggiamento paternalistico falsamente buonista, o all’opposto di disprezzo, nei confronti  delle lower classes. Allo stesso modo le working classes – altra definizione per le classi meno agiate – osservano l’aristocracy  dallo spioncino dei tabloid, i giornali scandalistici, tendenzialmente nazionalistici, definiti anche come gutter press . Da un lato si fanno beffe, per esempio, del principe Harry che si fa paparazzare nudo a Las Vegas in compagnia di qualche signorina e svariate bottiglie di alcolici. Dall’altro, però,  lo invidiano perché in fondo aspirerebbero a raggiungere quello status sociale.

    “Why do we have to live ‘ through’  them?”, “Perché dobbiamo vivere ‘attraverso’ di loro?” Si chiede una domestica mentre alcuni suoi colleghi stanno spettegolando dei rispettivi padroni in una scena del film Gosford Park di Robert Altman, un ritratto delizioso dei complessi rapporti tra nobiltà e servitù, definibile anche come Master and Servant, titolo di un famoso pezzo dei Depeche Mode, oppure upstairs and downstairs. Come illustrato da Altman, “padroni” e “servi” alloggiavano nelle ville signorili, in due piani separati dalle stairs, le scale.

    Us and them è un atteggiamento proprio anche della politica britannica. L’attuale Primo Ministro britannico, il conservatore David Cameron, è stato criticato per essersi circondato di ministri provenienti come lui da Eton College, una delle scuole private più prestigiose – ma anche fortemente elitarie – del Regno Unito.

    D’altra parte anche l’ex premier laburista Tony Blair ha dimostrato la sua simpatia per i circoli di potere riservati a pochi eletti che decidono a porte chiuse i destini del mondo, come il Gruppo Bilderberg, del quale i media si dimenticano (?) di parlare, nonostante vi partecipino le 100 figure più influenti dell’economia, delle comunicazioni, dell’imprenditoria e della politica globale (compreso SuperMario Monti).

    Ma in quale modo si manifestano “Upstairs and downstairs” e “us and them” nella lingua, se essa come abbiamo detto è legata alla cultura? La risposta è in una citazione dallo scrittore G.B. Shaw:  “It is impossible for an Englishman to open his mouth without making some other Englishman hate or despise him.” In parole povere, ogni volta che un inglese apre bocca, matematicamente qualche altro inglese lo disprezzerà.

    Nelle scuole più esclusive e costose del Regno Unito – chiamate paradossalmente public schools   – viene insegnata la cosiddetta Received Pronunciation, RP,  la pronuncia “ricevuta”, che diventa quindi un segno distintivo di appartenenza alle upper classesLa RP è un accento sociale più che geografico, in quanto viene usata nel Regno Unito soltanto dalla ristretta élite che ha avuto la possibilità di avere un certo tipo di istruzione. “Dimmi come pronunci e ti dirò a quale classe sociale appartieni.” Us and them, appunto.

    Daniele Canepa
    [foto di Diego Arbore]

  • Sentieri d’arte: bando di concorso di scrittura per il teatro

    Sentieri d’arte: bando di concorso di scrittura per il teatro

    Teatro GarageIl bando Sentieri d’arte è organizzato dal Comune di Novi Ligure (Al) ed è rivolto a giovani dai 18 ai 35 anni che vogliono cimentarsi nella scrittura di un testo teatrale originale.

    Il concorso è aperto ad autori di ogni nazionalità, che possono partecipare con un solo testo, di qualunque genere e tematica, purché sia originale, inedito e ancora mai rappresentato. Per l’iscrizione al concorso sarà sufficiente presentare la scaletta del testo e lo sviluppo completo di un massimo di tre scene, per una lunghezza massima di 10 cartelle.

    Il materiale dovrà essere consegnato a mano o tramite raccomandata entro giovedì 15 novembre 2012 all’indirizzo:
    Concorso “Sentieri d’Arte”
    Comune di Novi Ligure – Ufficio Protocollo
    Via A. Gramsci 11 – 15067 Novi Ligure (AL).

    Una giuria selezionerà tre autori, che presenteranno una sintesi del loro lavoro in forma di lettura durante la giornata di premiazione. I tre vincitori potranno partecipare a un corso di formazione tenuto dall’attore, regista e drammaturgo Fausto Paravidino, nel corso del quale potranno lavorare allo sviluppo del testo guidati da scrittori professionisti e verificare giorno per giorno, sulla scena, l’efficacia della loro drammaturgia. Il corso si terrà presso il Teatro Valle Occupato di Roma, con costi di viaggio e alloggio coperti dagli organizzatori.

  • Trenino Genova Casella, “Viaggiare Lento”: la mostra fotografica

    Trenino Genova Casella, “Viaggiare Lento”: la mostra fotografica

    Trenino Genova-CasellaDal 27 settembre al 27 ottobre il bar della stazione di Manin, quella del tanto famoso quanto vilipeso trenino di Casella, ospiterà la mostra fotografica Viaggiare Lento della scuola di Sandro Ariu e Federica De Angeli. Le immagini degli allievi del corso avanzato, selezionate dai due insegnanti, approfondiranno il tema del viaggio in tutte le sue sfaccettature. «Ogni volta, sia nei miei lavori sia in quelli che proponiamo agli allievi, tentiamo di concentrare l’attenzione su realtà in bilico. Mondi, cioè, che sono oggetto di cambiamento e che un giorno potrebbero non esistere più», dice Federica De Angeli.

    «In questo caso, io e Sandro abbiamo optato per un argomento apparentemente banale qual è lo scorrere del tempo ma che assume molteplici significati se calato in un contesto concreto come quello del trenino. Tengo a precisare che non facciamo parte di nessun comitato e che la nostra iniziativa non ha un contenuto politico. Certo che a noi il trenino piace e non vorremmo che morisse!»

    La ragione per cui può essere utile immortalare luoghi che “tendono a sparire”, per citare le parole di Federica, è quella di creare anche solo idealmente una sorta di archivio storico. In altri termini, lo sviluppo urbanistico ignora il passato e induce a dimenticare, mentre la memoria va coltivata e apprezzata come un valore intrinseco.

    «Non si tratta di fare i nostalgici o di essere ostili al cambiamento. La vita di ogni essere umano subisce rivoluzioni piò o meno improvvise ed è normale che lo stesso valga per l’ambiente che ci circonda. Ma il cambiamento si capisce meglio se si conserva il ricordo di quel che c’era prima».

    Pur non facendo della malinconia una chiave di lettura della mostra, le foto saranno tutte in bianco e nero. «Anche nei miei lavori prediligo questa soluzione: ho la sensazione che i contorni delle figure siano meno netti quando subentra il colore», continua Federica.

    «La preparazione di Viaggiare Lento è stata lunga e ha richiesto un impegno non trascurabile da parte di tutti: abbiamo organizzato quattro sessioni di uscite in cui ogni allievo aveva un proprio compito da eseguire. Sono stati fatti spostamenti in auto con fermate nelle varie stazioni in modo da catturare il treno in momenti diversi: dal basso, dall’alto, fermo, in movimento. Il tutto è confluito in un lavoro che è rigorosamente di gruppo. Le foto, infatti, non sono firmate».

    Nella presentazione alla mostra, scritta dalla stessa Federica De Angeli, si paragona il trenino di Casella alla pellicola fotografica. In questo caso, più che la lentezza, il pensiero va alla magia insita nell’attesa: di un treno o dello sviluppo di una fotografia in una camera oscura. E se, come me, foste dei profani sull’argomento, potreste capire la verità di questa frase soltanto vedendo il viso di un esperto del settore (com’è Federica) distendersi per un attimo nel pronunciare la parola attesa. Non a caso, forse, lavora tutt’ora sia in digitale che in pellicola.

    Il 27 settembre alle ore 17,30 presso il bar della stazione, focaccia e vino bianco accompagneranno i presenti durante l’inaugurazione della mostra fotografica. «Anche questa è una tradizione di tutti gli eventi e workshop che organizziamo. D’altronde, siamo a Genova…». Giusto. Speriamo che certe tradizioni non cambino mai.

    Michele Archinà

  • Piastre sanitarie: progetti sospesi per mancanza di risorse

    Piastre sanitarie: progetti sospesi per mancanza di risorse

    Sanità, 118 ambulanzaLa travagliata vicenda della piastra ambulatoriale che dovrebbe sorgere nell’area dell’ex ospedale Martinez di Pegli si arricchisce di un nuovo capitolo. Tutto comincia nel febbraio scorso, quando Regione Liguria e Comune di Genova firmano un protocollo d’intesa che individua Villa Bombrini a Cornigliano quale sito destinato alla realizzazione dell’ospedale unico del Ponente e stabilisce quali saranno le Piastre Poliambulatoriali sul territorio: Voltri (area ex Coproma-Tecsaldo); Teglia (area ex Mira Lanza); S.Fruttuoso–Corso Sardegna (area ex Mercato Ortofrutticolo); Quarto (nell’ambito del processo di riorganizzazione dell’area dell’ex Ospedale Psichiatrico). Neppure una menzione per il progetto del presidio sanitario di Pegli, improvvisamente scomparso dai documenti ufficiali, scatenando così le proteste degli abitanti e del Municipio Ponente, traditi dopo anni di promesse non mantenute.

    A metà luglio, però, il Consiglio comunale approva all’unanimità un’interpellanza – presentata dai consiglieri Paolo Gozzi (Pd) e Antonio Bruno (Fds) – con la quale Palazzo Tursi assume una decisa presa di posizione a favore della realizzazione di un’opera già finanziata e fondamentale per il ponente genovese.

    Durante l’estate l’assessore regionale alla Sanità, Claudio Montaldo, annuncia in un’intervista la decisione di sospendere la realizzazione delle piastre ambulatoriali a causa della scarsità di risorse e dei nuovi tagli previsti dalla spending review del Governo Monti. In pratica parliamo di un “congelamento” dei progetti, almeno per due anni, che non riguarda solo la struttura sanitaria di Pegli ma anche quelle di Voltri, Corso Sardegna, Teglia e Quarto. La retromarcia della Regione Liguria viene confermata dalla delibera di Giunta del 27 luglio scorso con cui si decide ufficialmente di dirottare i fondi destinati alla realizzazione delle cosiddette “palazzine della salute” verso altre destinazioni, in particolare per il finanziamento di alcuni interventi al San Martino-Ist. Il Partito Democratico – di cui è esponente lo stesso assessore Montaldo – vive una spaccatura al suo interno, stretto fra le esigenze dettate dalla penuria di risorse economiche e le inevitabili attese che provengono dall’intero territorio genovese, nel corso degli anni progressivamente privato di numerosi presidi sanitari.

    Nel ponente l’ennesimo rinvio del progetto delle piastre ambulatoriali di Pegli e Voltri suscita profonda indignazione. La questione è stata al centro di una riunione del Municipio Ponente, svoltasi il 13 settembre scorso. Per l’occasione sono stati invitati anche il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando e l’assessore alla Sanità, Claudio Montaldo. Purtroppo però i due rappresentanti istituzionali non si sono presentati. Un ulteriore schiaffo per i residenti dei quartieri ponentini che si attendevano almeno una spiegazione. Per questo motivo presidente e consiglieri hanno deciso che la prossima riunione municipale dedicata ai due mancati progetti si svolgerà proprio dinanzi agli uffici della Regione, in segno di protesta. Il consiglio, guidato dal presidente Mauro Avvenente, ha votato all’unanimità una mozione in merito. Alla riunione saranno invitate tutte le associazioni, comitati e cittadini per ricordare agli amministratori pubblici il loro dovere di informare la popolazione.

     

    Matteo Quadrone

    Foto di Daniele Orlandi

  • Corso di scrittura creativa a Genova: impariamo a far ridere

    Corso di scrittura creativa a Genova: impariamo a far ridere

    Arte di Strada teatro attoriLa Scuola Holden di Torino, diretta da Alessandro Baricco, è una delle scuole di scrittura creativa più note in Italia, che da anni organizza corsi e workshop non solo nella propria sede, ma anche su tutto il territorio nazionale.

    Quest’anno la Holden arriva a Genova, per tenere alla libreria Feltrinelli di via Ceccardi un corso di scrittura sui meccanismi della comicità: Prenditi il tempo di una storia, questo il titolo dell’iniziativa, ha per docente Marco Racca e si articolerà in sei incontri.

    Il corso si terrà nelle seguenti date: 27 ottobre; 3, 17 e 24 novembre; 19 e 26 gennaio. L’orario sarà sempre 16.30-19.30. La quota di iscrizione è 230 € ed è previsto un massimo di 15 partecipanti.

    Le iscrizioni sono aperte fino a venerdì 19 ottobre: per prenotarsi è possibile recarsi alla libreria, oppure telefonare allo 010 57333625 o scrivere all’indirizzo mail eventi.genova@lafeltrinelli.it.

    [foto di Constanza Rojas]

  • Gronda di Ponente e impatto ambientale: «servono approfondimenti»

    Gronda di Ponente e impatto ambientale: «servono approfondimenti»

    Alla fine è giunto il tanto atteso confronto al Consiglio Comunale di Genova sul tema della Gronda di Ponente. Sembra essere stata disinnescata – per adesso – la bomba politica che avrebbe potuto esplodere all’interno della maggioranza, apparsa spesso divisa su questo tema.

    La discussione avvenuta ieri (19 settembre, ndr) è durata più di cinque ore e ha visto i vari schieramenti politici confrontarsi in un dibattito molto articolato, da cui è emersa tutta la complessità e le problematiche legate alla realizzazione d i questa grande opera.

    Da un punto di vista politico il contrasto tra centro-destra e centro-sinistra si è giocato tutto sulla contrapposizione tra sviluppo e salvaguardia dell’ambiente e della salute. Il proponente della mozione, Matteo Campora (Pdl) ha voluto sottolineare che non il suo partito non ha intenzione di «lavorare per gestire il declino», ma per creare nuovo sviluppo. E proprio a questo servirebbero le nuove infrastrutture, non solo come elemento di potenziamento dei traffici di merci, ma anche come fonte di lavoro diretta per tutti coloro che verranno chiamati a realizzare l’opera.

    Dal canto opposto l’ordine del giorno presentato da Pd, Lista Doria e Idv, riprendendo pedissequamente la parte del programma del Sindaco sull’argomento, propone di procedere ad ulteriori verifiche legate in particolare all’impatto ambientale e all’effettiva riduzione o snellimento del traffico su gomma nelle aree urbane e autostradali intorno a Genova.

    Il centro-destra al completo ha poi evidenziato quelle che definisce «ambiguità del Sindaco e della Giunta» che sul tema della Gronda starebbero volontariamente cercando di evitare una presa di posizione univoca. Ciò proprio per evitare di generare un conflitto tra i vari componenti della maggioranza di centro-sinistra che governa la città. Inoltre, ha sottolineato Enrico Musso, per l’occasione in aula nonostante i suoi impegni in Senato, «Non c’è certezza sulla continuità amministrativa e sull’orientamento della Giunta». L’ex sfidante di Marco Doria per la poltrona di sindaco ha stigmatizzato il fatto che un procedimento già approvato in buona parte dalla precedente amministrazione sia stato rimesso in discussione.

    Il Pd, attraverso il suo capogruppo Farello, ha replicato alle critiche di ambiguità sostenendo che dal 2009, anno di approvazione della delibera riproposta dal Pdl, sono state molte le variazioni e gli sviluppi da tenere in considerazione per valutare in modo adeguato il progetto della Gronda. Per esempio è stato approvato un nuovo PUC e il PUM (Piano Urbano Mobilità), è stato approvato un piano regolatore portuale e, recentemente, è stato recuperato lo studio per la creazione di un tunnel sotto la zona del porto. La presenza di questi cambiamenti giustificherebbe la decisione di una maggioranza, pur sempre di centro-sinistra, di riprendere in esame il progetto e di rimetterlo in discussione.

    Al di là della questione politica si sono affrontati nel dettaglio alcuni aspetti di grande interesse che riguardano la realizzazione dell’opera. Il tema principale è stato quello legato alla salute pubblica, con riferimento alla presenza di amianto nelle rocce da scavare e il livello di inquinamento atmosferico che si avrà nelle zone limitrofe all’opera. In particolare gli esponenti del Movimento 5 Stelle hanno evidenziato che la quantità di residui degli scavi (smarino) potenzialmente cancerogeni, perché ricchi di amianto, sono circa 5 milioni di metri cubi e che questi verranno trasportati con degli autocarri fino all’area di stoccaggio rischiando di inquinare gravemente le aree attraversate. Inoltre i “grillini” hanno evidenziato anche che il modello di dibattito pubblico che si è svolto sulla Gronda non ha avuto nulla a che vedere con il débat public francese, da anni utilizzato per coinvolgere la cittadinanza in decisioni che riguardano la creazione di grandi opere. I cittadini, infatti, sono stati chiamati ad esprimere la propria opinione sul tracciato della nuova tratta autostradale, ma non è stata mai presa in considerazione l’“opzione zero”, ovvero quella che prevede la possibilità di non costruire l’opera.

    Ai rilievi di ordine tecnico la Giunta ha risposto sottolineando che su tutti questi aspetti è stato chiesto il parere del Ministero dell’Ambiente, che a breve renderà pubblici i risultati dell’analisi di impatto ambientale effettuata. Ma qualche dubbio sull’opera emerge anche all’interno della Giunta. Lo stesso Sindaco Doria ha sentenziato «Trovo miope da parte di una classe dirigente appendere il destino della città ad un’opera tutt’altro che certa» ed ha aggiunto che «è un argomento importante, ma è solo uno dei tanti». Il sindaco ha sottolineato anche l’esigenza di approfondire le valutazioni sulla realizzazione dell’opera con l’obiettivo di salvaguardare un territorio – quello genovese – già molto fragile.

    Le votazioni hanno visto la maggioranza respingere compattamente sia la mozione presentata dal centro-destra, sia le richieste avanzate dal M5S ed approvare invece l’ordine del giorno presentato da Pd, Lista Doria e Idv, con l’appoggio di Sel e Fds.

    E tuttavia qualche distinguo all’interno della maggioranza si è potuto notare soprattutto tra alcuni dei consiglieri che erano presenti in Consiglio Comunale già nel precedente ciclo amministrativo e che avevano approvato la delibera sulla Gronda e gli esponenti della Lista Doria. I primi hanno sottolineato l’importanza della Gronda per evitare l’isolamento di Genova, mentre i secondi, che rappresentano il gruppo più vicino alle idee del Sindaco, hanno affermato chiaramente di ritenere questa grande opera inutile per risolvere il problema della mobilità in città e dannosa per l’impatto ambientale.

    Superato l’ostacolo politico, la maggioranza dovrà adesso definire, in termini pratici, come muoversi in futuro. Nel caso il parere sull’impatto ambientale del Ministero dell’Ambiente – atteso per gennaio – fosse positivo vedremo realizzarsi l’opera così com’era stata progettata? Verranno effettuate delle modifiche? O non verrà costruita per nulla?

    Federico Viotti

  • A.S.D. Arte e Immagine: due settimane di corsi gratuiti

    A.S.D. Arte e Immagine: due settimane di corsi gratuiti

    Arte danza Ponente GenovaPer celebrare il 24esimo anniversario della fondazione, l’A.S.D. Arte e Immagine e i suoi insegnanti offrono ai nuovi e vecchi soci 2 settimane di corsi gratuiti a partire da lunedì 17  sino a venerdì 28 settembre!

    Le lezioni di danza classica (dai 4 anni in su) tenute come sempre da Silvia Grandis, ballerina professionista diplomata dopo ben 5 anni di perfezionamento all’Accademie de Dance Classique Princesse Grace di Montecarlo, sono divise in ben 6 differenti livelli e completate da un corso di stretching.

    L’hip hop diretto da Barbara Robaldo, diplomata MC Hip-Hop Instructor al termine di un corso triennale alla MC Hip-Hop School, si arricchisce di nuovi corsi per coprire tutte le fasce d’età e comprende anche una lezione settimanale per i più piccoli a partire dai 4 anni.

    Inoltre, è possibile partecipare al corso di break-dance con Giorgio Cangelosi, uno dei più forti Bboy in Italia, vincitore di svariati concorsi dedicati all’hip-hop tra i quali l’Urban Game di Londra nel 2001, e ai corsi di danza moderna e contemporanea pomeridiani e serali ed il pilates nelle ore della pausa pranzo,  tenuti dall’insegnante Roberta Consagra.

    Elisa Risso propone dei corsi serali di Zumba Fitness.

    Il corso di musical è a cura di Nicolò Pellerano per la recitazione e Giulia Chiossone per il canto. Licia Bellassai e Fabrizio Solinas assistenti del maestro Francesco Pedone e ballerini della compagnia “Emigranti del Tango” organizzano un corso serale di tango salon. Il maestro Pedone, che ha perfezionato gli studi in Argentina con maestri prestigiosi e nel 2011 ha ottenuto il primo posto nella Ranking List Italiana, è il supervisore.

    Durante l’anno vi saranno in più lezioni riservate alla preparazione dei concorsi: nell’anno passato i nostri allievi oltre a raccogliere una ventina di premi nei vari concorsi hanno anche conquistato svariate borse di studio.

    Le lezioni di prova offrono a tutti la possibilità di mettersi in gioco e sperimentare, divertendosi, nuove forme di espressione… vi aspettiamo numerosi per l’inizio di un nuovo entusiasmante anno!! Per gli allievi maschi i corsi di danza classica, moderna e hip hop saranno scontati al 30% per tutto l’anno!!

    Per informazioni: A.S.D. Circolo Culturale Arte e Immagine –Via al Santuario delle Grazie N° 5 –Voltri – cell. 348.1130474

    -ARTE E IMMAGINE A STELLA DANZANTE SU TELELIGURIA

     

    Foto Daniele Traverso e Maurizio ( immagine in evidenza e n 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8 ) Photo 2001 ( n 1)

    (I.P.)