Mese: Settembre 2012

  • Massimo Grimaldi ed Emergency, il museo Villa Croce presenta Slideshows

    Massimo Grimaldi ed Emergency, il museo Villa Croce presenta Slideshows

    Installazione di Massimo GrimaldiMassimo Grimaldi, classe ’74, ha inaugurato ieri 28 settembre presso il Museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce la sua personale dal titolo Slideshows: una serie di lavori realizzati a partire dal 2003 e consistenti in gallerie fotografiche digitalmente riprodotte su supporti Apple; la peculiarità di questi lavori è la loro intima connessione con la realtà.

    Massimo infatti riflette confrontando il sistema dell’arte e la sua tendenza all’autoreferenzialità con emergenze sociali quali povertà e guerra, interrogandosi sul ruolo dell’arte nella società, sull’utilità della figura dell’artista, ma la sua non è soltanto un’opera di denuncia: fa un passo oltre, facendo sì che il suo lavoro raggiunga un risultato ultimo assolutamente concreto e utile. Negli ultimi anni ha infatti deciso di donare i premi vinti e le somme ricevute dai committenti ad Emergency, supportando i suoi ospedali in Sudan, Sierra Leone, Repubblica Centrafricana e Cambogia e recandosi in loco per documentare l’attività quotidiana degli ospedali e delle comunità locali.

    Sono le immagini di tali reportage (ma non solo) a passare in sequenza sugli schermi dei computer in mostra, creando una forte contrapposizione tra la perfezione formale, fredda e astratta dell’oggetto di design e i contenuti spesso drammatici delle immagini. Questo tipo di ricerca raggiunge il suo obiettivo estremo nel caso dell’opera Emergency’s Paediatric Centre in Port Sudan Supported by MAXXI che, nel 2009, ha vinto il concorso internazionale MAXXI 2per100, il cui regolamento prevedeva di devolvere il 2% della spesa prevista per la costruzione del museo MAXXI (nuovissimo museo d’arte contemporanea di Roma realizzato su progetto dell’architetto di fama mondiale Zaha Hadid, n.d.r.) alla produzione di opere d’arte. Il progetto di Massimo è consistito nel destinare il 92% dei 700.000€ previsti dal bando alla costruzione di un Centro sanitario pediatrico di Emergency in Sudan, documentando poi personalmente le fasi di costruzione del centro e inserendo le immagini nel suo lavoro. Il reportage è mostrato in una videoproiezione serale su una parete esterna del museo.
    La mostra è curata da Ilaria Bonacossa, nuova direttrice del museo, e Alessandro Rabottini, autore del catalogo, ed è la prima esposizione della nuova stagione 2012-2013. Resterà in allestimento fino al 18 novembre. Tutti gli incassi della mostra saranno devoluti ad Emergency.

    Villa Croce

     

     

     

     

     

     

    Massimo, tu sviluppi la tua ricerca in maniera fortemente legata alla realtà, con una concretezza estrema, invece che rimanere in un contesto autoreferenziale; pure vengono mosse critiche al tuo lavoro, secondo te perché?        

    In qualche modo i lavori che hanno generato diversi miei reportage con Emergency sono stati realizzati a seguito di premi che in realtà non ho vinto: è come se li avessi razziati, perché ho operato con una modalità scorretta. Mentre altri artisti partecipano proponendo opere d’arte, ciò che propongo è sostanzialmente diverso: girare l’importo dei premi ad Emergency e realizzare un lavoro low cost che prevede la realizzazione di  un reportage di carattere affettivo sull’attività dell’ospedale del luogo cui i soldi sono stati destinati; quindi credo che molti abbiano, anche giustamente, percepito questa come una scorrettezza. È chiaro che una giuria di fronte a una proposta come questa non deve dare una giustificazione sul perché ha scelto un lavoro, nel mio caso deve dare una giustificazione sul perché non lo premierebbe. Come fai a giustificare il fatto di aver scelto una scultura di fronte alla possibilità di salvare vite umane? Ed è in questo che risiede il soggetto stesso del mio lavoro, cioè nell’impossibilità dell’arte tradizionalmente intesa di proporre qualcosa che sia altrettanto forte; però nel mio caso questi ricatti morali, fatti ai giurati che devono decidere a chi assegnare i soldi della vittoria, sono parte integrante del mio lavoro.

    Quindi il ricatto è parte dell’opera…

    Sì, dedico molta cura alle immagini, ma sono una giustificazione del processo che le ha generate, la cosa più importante è che i soldi siano andati ad Emergency e che si sia costruito qualcosa di utile, come nel caso del premio MAXXI che ha finanziato la costruzione di un ospedale. Di tutto il processo, le immagini sono la parte tradizionale.

    Nasce spontanea la considerazione che la giuria scelga il tuo lavoro perché come hai detto tu moralmente costretta ma non perché ritenga che la tua sia l’opera migliore.

    È migliore l’idea.

    Quindi è lì che risiede il valore estetico secondo te.

    Sì, certo. Non è più l’epoca dei pittori. Per me il ricatto morale è come una tecnica pittorica, come il colore di un quadro, parte della dinamica creativa.

    C’è quest’antitesi fortissima tra il contenuto delle immagini e gli iMac o gli iPad Apple su cui vengono riprodotti gli slideshows.

    Era un’idea che ho avuto nel 2003 quando ho iniziato questo tipo di lavoro, volevo riprodurre questo straniante contrasto che in realtà esiste in ogni persona. Come artista perseguo la bellezza delle forme e adoro in questo senso il design Apple, con la parte del mio lavoro costituita dalle immagini perseguo l’astrazione, però come persona sono interessato alla realtà sociale che mi circonda e su cui come artista non credo di essere legittimato  a intervenire, e questo per me è il modo di realizzare il mio autoritratto più fedele, da una parte c’è la glorificazione della forma, dall’altra questo transito di immagini che veicolano valori più intimi, con una pregnanza diversa; volevo mettere i due piani insieme, evidenziando questa divisione che è in me.

    Molti giovani artisti oggi sentono l’esigenza di concentrare l’attenzione su temi di interesse sociale.

    Nel mio caso è un po’ diverso però, perché il mio lavoro non parla di realtà sociali, il mio lavoro fa, paradossalmente potrebbe anche fare a meno degli spettatori, puoi anche non vedere le mie foto ma il mio lavoro è lì, e ha creato un centro pediatrico, ed è in questo che consiste la differenza. Il mio lavoro non ispira, non denuncia, fa. 

    Dimostri che l’arte può essere utile, nel senso più pragmatico possibile del termine.

    Ed era proprio il mio scopo, renderla utile. Fin dall’inizio ho vissuto in modo molto problematico il mio ruolo, io per indole sono un formalista, un astrattista, però ho sempre pensato che la mia attitudine fosse un po’ sterile e ho cercato in questa linea di lavori di mediarla con qualcosa che fosse profondamente diverso.

    C’è un motivo preciso per la scelta del mezzo fotografico?

    No, è venuto abbastanza naturale. Inizialmente le foto erano tratte da altri e la mia opera le assemblava negli slideshows, poi è venuto da sé che facessi foto mie dopo che è cominciata la collaborazione con Emergency. Io non sono un fotografo, non ho alcuna conoscenza o tecnica fotografica, però so usare molto bene Photoshop, quindi recupero lì.

    Continuerai questa collaborazione?

    Sì, Emergency tra l’altro è sempre più impegnata in Italia, anche qui c’è sempre più bisogno di assistenza medica di qualità e gratuita. Conoscendoli e sapendo come lavorano li adoro, è gente che stimo enormemente.

    Qualche progetto in fieri?
    Attraverso la mia galleria ho coinvolto dei collezionisti privati che mi commissionano reportage. Un collezionista interessato a un lavoro di questo tipo dà una somma ad Emergency, io mi attivo e faccio il reportage sull’ospedale che abbiamo scelto insieme.

    Claudia Baghino

  • Mostra a Sestri Levante: “Immaginando” di Nicoletta Mignone

    Mostra a Sestri Levante: “Immaginando” di Nicoletta Mignone

    Domenica 30 settembre inaugura al Coffeebook di Sestri Levante (via XXV Aprile 146) la mostra personale di Nicoletta Mignone, illustratrice genovese che attraverso le sue opere racconta il “volo di fantasia del bambino che c’è in noi”.

    Tema di Immaginando, esposizione composta da 20 tavole raffiguranti un personaggio di nome Marina e un gruppo di animali, è appunto l’empatia tra i bambini e la natura in un’atmosfera onirica e surreale.

    I disegni sono realizzati a mano con matite e inchiostri e colorati in digitale abbracciando, le gamme dei blu e degli azzurri e giocando sulle trasparenze di luci e ombre che caratterizzano i fondali marini.

    La mostra sarà aperta al pubblico fino a lunedì 15 ottobre.

  • Reddito minimo garantito: dove si può firmare

    Reddito minimo garantito: dove si può firmare

    Venerdì scorso il comitato ligure x il Reddito Minimo Garantito insieme al Sindaco Doria e a numerosi esponenti della politica genovese e ligure ha presentato alla stampa la Campagna per la raccolta firme a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare per l’istituzione del Reddito Minimo Garantito che intende istituire anche nel nostro Paese una garanzia per il reddito per coloro che sono precari, disoccupati e inoccupati, oggi soprattutto giovani, donne e Working Poor.

    A distanza di una settimana sono molte le adesione arrivate da cittadini e associazioni, ma resta ancora molto lavoro da fare per arrivare alle 50,000 firme necessarie (a livello nazionale) per presentare la proposta di legge al Parlamento.

    Chiediamo quindi la collaborazione e il sostegno di tutti per riuscire a vincere questa battaglia di civiltà.

    Al momento è possibile firmare dal lunedì al venerdì dalle ore 10,00 alle ore 17,00 presso il Municipio VI Medio Ponente.

    Domani sabato 29 settembre sarà possibile firmare anche:

    A levante, in via XX Settembre (altezza ex cinema Verdi) dalle ore 16,00 alle ore 18,00.

    A ponente, in via Sestri all’altezza di p.zza Banchero (vicino alla gioelleria Magnone) dalle ore 16,00 alle 18,00.

  • Teatro Hop: storia travagliata di un piccolo gioiello del centro storico

    Teatro Hop: storia travagliata di un piccolo gioiello del centro storico

    Per il Teatro Hop Altrove, un piccolo gioiello incastonato nei vicoli genovesi con una storia travagliata alle spalle, si profila all’orizzonte l’ennesima opportunità di rinascita: ad ottobre, infatti, scade la concessione per l’affidamento dello spazio ed il Comune di Genova, proprietario del cinquecentesco palazzo Fattinanti Cambiaso, sede del teatro, si prepara a bandire una gara per trovare un nuovo soggetto gestore.

    Nel luglio scorso l’amministrazione comunale ha organizzato un incontro pubblico in piazza Cernaia proprio per discutere sul futuro dell’Hop Altrove. La cittadinanza ha risposto positivamente, comitati, associazioni, residenti sono intervenuti con proposte e idee per la gestione di un luogo unico nel suo genere, ubicato in piazzetta Cambiaso, nelle immediate vicinanze della Maddalena. All’incontro di ascolto erano presenti Carla Sibilla, assessore alla cultura e al turismo del Comune di Genova, Elena Fiorini, assessore alla legalità e ai diritti e due esponenti del Municipio Centro Est, il presidente Simone Leoncini e l’assessore allo sviluppo economico, Maria Carla Italia. «L’obiettivo è ascoltare in vista dei tempi di affidamento che scadono a ottobre. L’impostazione dell’amministrazione vuole abbracciare una modalità più aperta e trasparente che combini le finalità di questo spazio con la necessità di sostenibilità in un bando pubblico».

    In quest’occasione due posizioni, tra le altre, hanno trovato maggiore condivisone: la prima, per una gestione pubblica e partecipata da più soggetti del quartiere; la seconda per una funzione esclusivamente teatrale.

    Come spiega l’assessore Maria Carla Italia «Gli orientamenti emersi dall’assemblea sono questi. Il 4 ottobre sentiremo in audizione i gruppi rappresentativi del territorio per portare le loro istanze all’attenzione del Comune. Continuiamo il processo di partecipazione collettiva. Il teatro Hop è un luogo che merita la massima visibilità e può contribuire al rilancio del centro storico».

    «Faremo ancora un passaggio in commissione per confrontarci con gli stakeholder (soggetti portatori di interesse della comunità, ndr) ad esempio il Civ di zona – aggiunge l’assessore comunale alla cultura e al turismo, Carla Sibilla – Il bando potrebbe essere pronto intorno a metà ottobre».

    Ripercorrendo brevemente la storia recente del teatro emergono enormi difficoltà di gestione legate soprattutto al difficile contesto in cui si trova, nel cuore della città vecchia e alla particolare natura dell’edificio che lo ospita.
    Palazzo Fattinanti Cambiaso, sede del Teatro Hop Altrove, è un edificio cinquecentesco situato poco distante dalla Chiesa di Santa Maria delle Vigne. Inizialmente di proprietà della famiglia nobiliare Fattinanti, che annovera tra i suoi esponenti un doge (Prospero Centurione Fattinanti), viene rinnovato nel ‘600 per volontà dell’allora proprietario Gio.Giacomo Centurione, per passare in mano ai Cambiaso nel ‘700. Durante il secondo conflitto subisce danni gravissimi, venendo semidistrutto dal famigerato bombardamento del 22 ottobre 1942, quando su Genova si abbattono 85 bombardieri inglesi Lancaster.
    Le operazioni di restauro conservativo, terminate nel 2003 dalla Soprintendenza ed effettuate sotto la direzione di Nicolò de Mari, hanno riportato alla luce gli affreschi della loggia e dei locali superiori.
    Il Comune di Genova, grazie ai fondi delle Colombiadi, ha speso la bellezza di 2 miliardi delle vecchie lire per riportarlo all’antico splendore. La ristrutturazione ha portato alla ridefinizione degli spazi principali, ovvero teatrino da 80 posti al piano terra e ristorante al piano superiore.

    A partire dal 2003 e fino al 2007 la gestione è affidata a Mario Jorio che ha dovuto fare affidamento esclusivamente sulle sue forze, senza godere di nessun finanziamento pubblico. Fino al 2006 ha proposto una programmazione teatrale e culturale a cui ha affiancato una biblioteca di cinema e teatro ed un’attività di ristorazione, nell’ambito di una convenzione con il Comune di Genova che prevedeva l’apertura del ristorante solo nelle serate di spettacolo. Purtroppo però, nonostante la notevole qualità artistica degli eventi proposti, l’Hop Altrove non è mai riuscito ad attirare il grande pubblico e nel 2007 Jorio è stato costretto a gettare la spugna.

    D’altra parte una programmazione prettamente teatrale in uno spazio così ridotto e difficile da raggiungere, se non addirittura sconosciuto ai più – sia nella sua veste storica di edificio vincolato e restaurato sia in quella odierna di “centro culturale polivalente” (così appare la denominazione nell’elenco dei beni vincolati della Soprintendenza) – dà adito a qualche ragionevole dubbio sulle concrete possibilità di ricavare degli utili dall’attività, considerati i problemi che già soffrono ben più grandi e importanti teatri cittadini, Carlo Felice in primis. Inoltre a ben vedere la definizione stessa con cui l’Hop viene indicato nell’elenco suggerisce una varietà dell’offerta culturale e artistica, non limitata al solo teatro.

    La conferma arriva dallo stesso assessore alla cultura e al turismo del Comune di Genova, Carla Sibilla «Siamo perfettamente consapevoli che la sola funzione teatrale non sarebbe economicamente sostenibile. Vogliamo coniugare le esigenze di spazio delle realtà associative con gli interessi privati del futuro gestore. Le attività culturali necessariamente saranno affiancate da altre attività. E probabilmente quest’ultime non saranno così strettamente legate agli eventi. Abbiamo già ricevuto alcune manifestazioni di interesse e questo è un fatto positivo».

    Da circa tre anni l’Hop è gestito dalla cooperativa Altrove presieduta da Giuseppe Varlese che ha provato a promuovere un centro di cultura enogastronomica, in particolare dedicato alla storia della birra. L’idea di Varlese era quella di vendere la birra artigianale di sua invenzione, la “Bryton” chiamata “la birra dei liguri”, in occasione di eventi teatrali, musicali ed artistici.

    Ma la sua gestione è stata contestata dall’amministrazione comunale che gli ha notificato per tempo la disdetta anticipata del contratto di appalto. Le contestazioni che gli vengono fatte sono l’inadempienza rispetto alle clausole di concessione in due punti: non ha rispettato il programma culturale e i giorni di cessione gratuita degli spazi.
    Per quanto riguarda il primo aspetto occorre sottolineare che Varlese ha dovuto fare i conti, nel corso del 2011, con il rovinoso crollo del soffitto della sala – corrispondente al pavimento del locale superiore adibito a bistrot – dovuto a gravi e ripetute infiltrazioni d’acqua che hanno danneggiato anche l’impianto elettrico. Ovviamente l’incidente ha compromesso, per lungo tempo, la programmazione degli eventi. In seguito, secondo il Comune, il gestore avrebbe comunque privilegiato l’attività di ristorazione e bar che al contrario doveva essere intrinsecamente legata all’organizzazione di momenti culturali.
    In merito alla seconda contestazione, ovvero la prevista cessione gratuita degli spazi per 60 giorni all’anno, Varlese afferma che ne avrebbe rispettati circa 15, lamentando comunque il fatto di essersi fatto carico delle spese di energia elettrica e acqua durante quei giorni oltre che di quelle di pulizia.

    «Durante i 3 anni di gestione non ho mai ricevuto alcun supporto economico da parte del Comune – spiega Varlese – il mancato pagamento dell’affitto è dovuto al crollo del soffitto per il quale ho dovuto sostenere le spese di recupero». Resta l’interrogativo su come sia possibile che il gestore intervenga a mano libera su un bene di proprietà del Comune e per di più vincolato.
    Varlese non intende presentarsi al nuovo bando perché ritiene impossibile la gestione nei termini che si vogliono dettare. E proporrà la sua formula in un nuovo e più favorevole contesto.

    «Durante la riunione del 25 luglio, alla quale non sono stato neppure invitato, ci sono stati una ventina di interventi per altrettanti comitati ma non c’è stato spazio alcuno, né ci sarà in futuro, per le espressioni e le esigenze delle comunità extracomunitarie che pure vivono la Maddalena ma non vengono coinvolte», è la critica che muove Varlese all’amministrazione comunale.
    Gli ottanta posti a sedere del teatro sono da lui considerati assolutamente insufficienti, anche se si facesse il tutto esaurito, a coprire da soli le uscite, in assenza di un aiuto pubblico o di un’altra fonte di entrate.
    «L’attività culturale in uno spazio del genere va affiancata a quella di ristorazione o di bar se si vuole garantire quanto meno il pareggio di bilancio», ribadisce Varlese.

    Le iniziative che hanno avuto maggiore successo sono state le mostre e la musica, le prime ospitate nella loggia cinquecentesca adibita a foyer, la seconda nella sala adiacente.
    Alla nostra visita il luogo è parso integro e il pavimento del piano superiore calpestabile (eccetto una limitata parte di parquet che affonda vistosamente), ma non è stata eseguita alcuna perizia che certifichi l’agibilità. I vigili del fuoco sono intervenuti fermando l’infiltrazione, ma il resto dei lavori sarebbero stati fatti dall’attuale gestore.

     

    Matteo Quadrone e Claudia Baghino
    [foto di Daniele Orlandi]

  • Apriamo Corso Italia: una domenica per il rispetto dell’ambiente

    Apriamo Corso Italia: una domenica per il rispetto dell’ambiente

    Genova veduta Apparizione Domenica 30 settembre sarà una giornata all’insegna del rispetto dell’ambiente e di una maggiore sensibilizzazione verso la mobilità sostenibile: corso Italia chiuso al traffico per tutto il giorno, in un evento organizzato dal Municipio Medio Levante con la collaborazione di
    associazioni del territorio e degli stabilimenti balneari aderenti.

    Apriamo corso Italia renderà accessibile l’intera corsia a mare di corso Italia (1,8 km) solo a pedoni, biciclette, pattini e skate. Venticinque associazioni del territorio saranno presenti animando l’evento con iniziative di vario genere: laboratori, attività per i bambini, canto, esposizioni, conferenze, teatro, attività motorie, animazione, esibizioni di ballo, karaoke.

    L’evento sarà inoltre l’occasione per utilizzare il nuovo Skate Park ai giardini Govi, che sarà inaugurato sabato 29 settembre con un’esibizione di skaters genovesi.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Palazzo Ducale, Gipsy Art: una serata per scoprire la cultura rom

    Palazzo Ducale, Gipsy Art: una serata per scoprire la cultura rom

    Domenica 30 settembre nella splendida cornice di Palazzo Ducale, a partire dalle ore 20, si svolgerà “GipsyArt”, una notte di musica, poesia, pittura, e cinema per scoprire la cultura rom. Allegria, forza espressiva, festa per la vita sono le caratteristiche principali dell’arte romanì. Una serata per affacciarsi su un mondo sconosciuto: la musica, la letteratura, la poesia, il cinema e le arti figurative dei rom e dei sinti. L’universo artistico romanì muove dalla quotidianità interna alla famiglia di appartenenza, ma attraverso una sorprendente vivacità espressiva riesce a diventare coinvolgente linguaggio universale.

    con:
    Seo Cizmic, Pino Petruzzelli, Paola Piacentini, Claudio Pozzani, Claudia Priano, Giordano Pupo e le musiche tradizionali e il jazz manouche di Django Reinhardt con il gruppo sinto The Gipsyes Vàganes

    in collaborazione con la Comunità di Sant’Egidio

    The Gipsyes Vàganes
    I sinto altoatesini The Gipsyes Vàganes fino a poco tempo fa si chiamavano U Sinto ed erano un gruppo musicale composto da zii e nipoti della famiglia Gabrielli. I nipoti con un nome nuovo che in italiano significa “i sinti antichi”, proseguono, rileggendola, la tradizione dei loro avi.

     

    PROGRAMMA:


    Introduzione di Giordano Pupo, Comunità di Sant’Egidio

    Concerto del gruppo sinto The Gipsyes Vàganes (prima parte)

    Introduzione alla poesia e alla letteratura romanì a cura di Claudio Pozzani e Claudia Priano

    Letture di poesie sinti e rom con Pino Petruzzelli e Paola Piacentini

    Pino Petruzzelli introduce l’opera di Olimpio Cari

    Concerto del gruppo sinto The Gipsyes Vàganes (seconda parte)

    Proiezione del cortometraggio Seo, soggetto e sceneggiatura di Seo Cizmic, regia Marco di Gerlando (2012)

    Ispirato a un fatto realmente accaduto allo sceneggiatore quando era bambino: la trama riguarda una storia di razzismo nei confronti di un bambino rom, il cui sogno è imparare a nuotare e poter entrare in una piscina comunale con i suoi amici. Il sogno diventa incubo nel momento in cui il cassiere della piscina, uomo pieno di pregiudizio nei confronti del popolo rom, vieta al bambino ogni volta l’accesso allo stabilimento.

    Proiezione del cortometraggio Io, la Mia Famiglia Rom e Woody Allen (2009) regia di Laura Halilovic

    È la storia di una ragazza Rom che abita con i suoi in un quartiere popolare alla periferia di Torino. Il racconto in prima persona esplora i cambiamenti e le difficoltà della nuova vita stanziale affrontando i contrasti e le incomprensioni che fin da bambina la accompagnano nelle relazioni con i Gagè, tutti quelli che non sono Rom. Attraverso i ricordi dei suoi familiari, tra cui l’anziana nonna che ancora vive in un campo, le fotografie e i filmati del padre che negli anni documenta la vita quotidiana della piccola comunità, scopriamo una realtà fino ad oggi conosciuta solo attraverso gli stereotipi e i luoghi comuni. Ma il documentario non è soltanto un affresco sull’umanità delle relazioni e sulla voglia di fare qualcosa a dispetto delle difficoltà, di fatto chi parla è una ragazza di oggi che cresce inseguendo i propri sogni combattendo contro i pregiudizi e le tradizioni di una cultura difficile da accettare.

  • Crea il logo della consulta giovanile di Cengio: bando di concorso

    Crea il logo della consulta giovanile di Cengio: bando di concorso

    Il Comune di Cengio, in provincia di Savona, ha bandito un concorso per realizzare il logo ufficiale della sua Consulta Giovanile, uno strumento di partecipazione dei giovani alla
    vita sociale del paese in ogni suo ambito: istruzione, lavoro e imprenditoria, ambiente, turismo, sport, spettacolo e
    cultura.

    Il concorso è aperto a tutti, si può partecipare con una sola opera a tema libero, che abbia le seguenti caratteristiche:
    1) riportare il testo “Consulta Giovanile di Cengio”
    2) essere facilmente memorizzabile
    3) non possedere alcun riferimento politico, religioso, commerciale, offensivo, immorale o illegale
    4) garantire adattabilità a qualsiasi formato cartaceo
    5) essere riproducibile su tutti i media (carta stampa, web, video)

    Non è prevista alcuna quota di iscrizione. Gli elaborati dovranno essere inviati via posta o consegnati a mano presso il Comune di Cengio, e dovrà anche essere inviata una copia .jpeg all’indirizzo mail consultagiovanile.cengio@virgilio.it
    entro il 30 novembre 2012.

    Una commissione valuterà gli elaborati e verrà scelto il logo vincitore.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Sampierdarena: riparte la mobilitazione dei cittadini

    Sampierdarena: riparte la mobilitazione dei cittadini

    Sampierdarena, cartolina antica del 1925A Sampierdarena non sfiorisce la voglia di partecipazione dei cittadini intenzionati a cambiare lo stato delle cose. La realtà associativa apolitica e trasversale “Officine Sampierdarenesi“, nata nel giugno scorso, invita gli abitanti del quartiere a riprendere la mobilitazione e Sabato 29 settembre a partire dalle ore 14:30 annuncia la sua presenza in via Rolando.

    Le richieste rivolte alle istituzioni locali sono sempre le stesse: maggiore prevenzione sul territorio da parte delle forze dell’ordine, in particolare nei punti più critici della delegazione; azioni in favore del rilancio del commercio e dei negozi di vicinato. E poi uno stop permanente alla concessione di ulteriori autorizzazioni per nuove aperture di sale gioco.

    Gianfranco Angusti, presidente delle Officine Sampierdarenesi, annuncia una raccolta di firme per chiedere un posto di Polizia tra piazza Vittorio Veneto e piazza Masnata «Un camper che sia sempre strategicamente in uno di questi luoghi». E rilancia la lotta alle sale giochi «perché Sampierdarena non è La Vegas».

     

    Nel frattempo al Campasso, una mostra fotografica inaugurata domenica scorso sta riscuotendo un grande successo. Dal titolo “Come eravamo – Quartiere Campasso“, l’esposizione propone una splendida raccolta di immagini dal 1900 al 1980.

    Ottant’anni di storia ricostruiti grazie alla collaborazione di tutti gli abitanti del quartiere che hanno cercato in cassetti, armadi e bauli i ricordi di un tempo e li hanno messi volentieri a disposizione «Sono 94 immagini inserite in cornici a giorno che vanno dai primi del ’900 sino agli anni ’80 circa – spiega il Comitato Campasso – Documentano i profondi mutamenti della zona, e richiamano alla mente, soprattutto di chi non è più giovanissimo, gli insediamenti talvolta prestigiosi di un tempo come la famosa Gina del Campasso, nel cui ristorante si riunivano anticamente i dirigenti del Genoa dopo gli allenamenti della squadra nella famosa piazza d’armi e che contava tra i suoi clienti più affezionati l’allora sindaco di San Pier d’Arena Mario Bettinotti e personaggi come Federico Giolitti e Gabriele D’Annunzio».

    Tra i reperti, anche i testi di due canzoni: “Zena e Sampedaenn-a” del 1926 firmata da Cappello e Margutti, autori della famosa “Ma se ghe penso“, e “La canzone della Gina” firmata da Attilio Margutti e Giovanni Maria Sala.

    La mostra, promossa dal Municipio Centro Ovest, ospitata presso i locali di via Pellegrini 11/r. sarà aperta fino al 29 settembre, con orari 9:30-12:30 e 15-18:30.

    «Ci auspichiamo che in futuro questa esposizione possa trovare una collocazione permanente a disposizione di quanti, giovani soprattutto, abbiano desiderio di documentarsi sul passato di un Quartiere che, ci auguriamo prosegua sulla strada di una positiva riqualificazione», conclude il Comitato Campasso.

     

     

    Matteo Quadrone

  • L’impiego dell’acqua in giardino al Paul Getty e alla Beyeler

    L’impiego dell’acqua in giardino al Paul Getty e alla Beyeler

    Fondazione Beyeler 1Sempre in merito all’incidenza dell’elemento idrico sul giardino, sfogliando un libro inglese recentemente acquistato, sono rimasto davvero colpito da un particolare impiego dell’acqua cui non avevo mai in precedenza assistito. Nel Paul Getty Museum di Los Angeles, le piante (in questo caso azalee Kurume, Rhododendron species), potate in modo regolare secondo una forma a spirale ed i dettami dell’“ars topiaria”, sono letteralmente circondate dall’acqua, creando ciò che viene definito nella terminologia inglese un “floating maze”.

    Fondazione Beyeler 2L’insieme fornisce allo spettatore un’idea del tutto peculiare della realtà, le forme basse e rotondeggianti richiamano alla mente la tecnica di potatura Karikomi (l’“ars topiaria” giapponese astratta) e le piantagioni di tè. La natura è del tutto “addomesticata” e “soggiogata” dall’uomo, secondo un disegno, in questo caso, dell’artista Robert Irwin. L’acqua non è libera di espandersi dove vuole, neppure le piante sono libere di crescere in modo naturale, l’insieme è rigoroso, rigido e formale. La forma geometrica accentua l’impressione del controllo assoluto e trasforma, per un museo, la stessa natura ed il paesaggio in scultoree opere d’arte.

    Paul Getty MuseumDi grande impatto estetico risulta, infine, l’utilizzo dell’acqua nel giardino della Fondazione Beyeler, progettata da Renzo Piano e sita nei pressi di Basilea. Qui essa è stata impiegata in un stagno, posto immediatamente al di là di una ampia vetrata in cristallo.

    L’elemento idrico è quindi, in tale realizzazione, parte integrante delle sale del museo, con le quali interagisce sia cromaticamente che accentuando l’impatto visivo dato dal variare delle differenti stagioni e delle diverse variabili meteorologiche (pioggia, sole, neve, …). Tramite tali scelte architettoniche e soprattutto grazie all’impiego delle ampie vetrate, l’interno e l’esterno interagiscono strettamente tra loro e si produce una continuità tale da far apparire le opere d’arte come esposte nell’ambiente naturale circostante.

    L’impressione appena descritta è ulteriormente accentuata in caso di pioggia, quando l’acqua è ovunque: sia a livello verticale che orizzontale.

    Paul Getty Museum 4 Paul Getty Museum 2

     

     

     

     

     

     

    Filippo Leone Roberti Maggiore e Emanuele Deplano

    Per informazioni: ema_v@msn.com

     

  • Notte della poesia Genova 2012 alla Maddalena: cercasi talenti

    Notte della poesia Genova 2012 alla Maddalena: cercasi talenti

    poesiaVenerdì 12 ottobre 2012 nuova edizione della Notte della Poesia, che quest’anno si terrà in via della Maddalena e sarà a cura del Festival Internazionale di Poesia di Genova in collaborazione con Comune di Genova e Patto per lo sviluppo della Maddalena.

    Per l’occasione Liberodiscrivere chiama a raccolta i poeti che vogliono partecipare, sia coloro che non hanno mai pubblicato sia chi ha già delle opere edite (anche presso altre case editrici).

    Chi vuole proporre i propri testi può inviare la propria candidatura via mail a cdefelice@liberodiscrivere.it entro venerdì 5 ottobre, rispettando i seguenti requisiti:
    – tema delle poesie: il viaggio;
    – durata di ogni singola declamazione : 4 minuti;
    – specificare se il testo è tratto da opera inedita o edita (in questo caso indicare titolo, casa editrice, ISBN).

    Gli autori selezionati saranno avvertiti con mail di conferma.

  • Ristorante Pizzeria Thermopolium

    Ristorante Pizzeria Thermopolium

     

    Ristorante ThermopoliumSulla passeggiata a mare di Nervi, lontano dal caos della città, col rumore del mare come unico sottofondo e il promontorio di Portofino a riempire la vista, c’è il Ristorante Thermopolium da Salva con la sua terrazza mozzafiato direttamente sul mare.

    Il ristorante, a conduzione familiare, è aperto dal 1992 e da allora il proprietario Salvatore e sua moglie Patrizia accolgono e intrattengono i clienti proponendo i piatti a base di pesce fresco cucinati al momento.

    Tutti i piatti sono a base di prodotti freschi e proposti con ricette casalinghe e genuine: tra le specialità di Patrizia si possono gustare le torte di verdure, gli spaghetti ai frutti di mare, le lasagnette al sugo di branzino e le trofie condite col suo buonissimo pesto.

    Tra i secondi spiccano la deliziosa orata in crosta di patate, il fritto misto di pesce, le cozze alla marinara come solo lei sa fare e nel periodo invernale, il suo leggendario stoccafisso accomodato.

    Il dessert da non perdere è la torta cioccolatina: un vero peccato di gola!

    E questi sono solo alcuni dei piatti proposti in questo ristorante dalla posizione incantevole e dal clima familiare.

    Per chi non ama il pesce o vuole fare uno spuntino, a 50 m si trova la pizzeria gestita dalla figlia di Salvatore e Patrizia, Tatiana, dove poter gustare fragranti pizze, focaccia al formaggio, insalatone servite in squisiti cestini di pane fatti in casa, crepes e anche lasagne al forno e una grande varietà di piatti unici a base di carne con contorni a scelta.

    Come vedete la scelta proprio non manca al Thermopolium!

    Ristorante Pizzeria Thermopolium

    Indirizzo: Passeggiata Anita Garibaldi 28r / 33 Genova Nervi

    Telefono: +39 0103724465

    Cellulare: 3357816263

    Sito internet: www.ristorantethermopolium.it

    Orari di apertura:  Periodo invernale (da ottobre ad aprile)  tutti i giorni a pranzo con qualche apertura serale nel weekend

    Periodo estivo ( da maggio a settembre) tutti i giorni sia a pranzo che a cena

    Chiusura: Mercoledì. Chiuso per ferie dal 15 al 25 ottobre 2012

    Prezzo medio del ristorante:  20-25 euro vini esclusi

    Prezzo medio della pizzeria: 10-15 euro bevande incluse

    (I.P.)

  • Serra Riccò, Lincoln Electric: presidio dei lavoratori contro la chiusura

    Serra Riccò, Lincoln Electric: presidio dei lavoratori contro la chiusura

    Oggi i lavoratori della Lincoln Electric, multinazionale americana leader mondiale nelle tecnologie di saldaturadaranno vita ad un presidio per protestare contro l’avviata procedura di licenziamento per 43 dipendenti della sede di Serra Riccò, in alta Val Polcevera. L’azienda, infatti, ha annunciato di voler chiudere lo stabilimento genovese per trasferire la produzione in Polonia.

    «Questo provvedimento è stato preso all’indomani dell’incontro con le organizzazioni sindacali tenutosi il 19 settembre scorso – spiegano Fiom-Cgil e Fim-Cisl – l’azienda ha rifiutato tutte le proposte avanzate dai sindacati atte a trovare soluzioni diverse dalla cessazione della produzione presso lo stabilimento di Serra Riccò. Giovedì 27 settembre sono proclamate 4 ore di sciopero dalle ore 12:45 sino a fine turno con presidio intorno alle ore 14 presso la Confindustria di Genova dove si svolgerà un nuovo incontro per provare a scongiurare i licenziamenti».

    La scelta di chiudere un sito con un livello di produttività eccellente, come quello genovese, è stata contestata anche dagli assessori regionali Enrico Vesco (Lavoro) e Renzo Guccinelli (Attività produttive) che hanno convocato l’azienda per discutere degli scenari futuri e a breve, probabilmente all’inizio della prossima settimana, riceveranno i lavoratori.

    Secondo l’azienda «Il progetto si inserisce nell’ambito del programma di razionalizzazione dei siti produttivi in Europa avviato nel 2008 volto ad aumentare la competitività e fronteggiare le nuove complessità dei mercati. Per il gruppo Lincoln Electric la riorganizzazione dei siti europei mira attraverso la concentrazione degli stessi, alla creazione di poli specilizzati con l’obiettivo di aumentare la competitività del gruppo e incrementare la qualità dei prodotti, permettendo di ottimizzare gli investimenti, massimizzando sviluppo e innovazione».

  • Giornate europee del patrimonio: ecco il programma a Genova

    Giornate europee del patrimonio: ecco il programma a Genova

    Via GaribaldiSabato 29 e domenica 30 settembre si celebrano le Giornate europee del patrimonio 2012, evento a cui ogni anno l’Italia aderisce insieme ad altri 49 Paesi europei firmatari della Convenzione Culturale Europea.

    “L’Italia tesoro d’Europa” è il titolo con cui l’Italia partecipa a questo evento di portata internazionale nato nel 1991 e promosso dal Consiglio d’Europa con la collaborazione della Commissione Europea fin dal ‘99. Volta a promuovere una più diffusa conoscenza del patrimonio culturale europeo, a favorire l’integrazione tra culture diverse, creando un clima di interesse per la cultura che vada al di là dei meri confini nazionali, e infine a sensibilizzare il pubblico e le autorità politiche circa il bisogno di proteggere e valorizzare il nostro immenso patrimonio culturale, l’iniziativa si tiene ogni anno a settembre, e permette di visitare gratuitamente musei, siti archeologici, monumenti, gallerie, luoghi d’interesse normalmente chiusi al pubblico, ma conta anche la partecipazione di quelli solitamente accessibili, che propongono per l’occasione eventi particolari.

    Ecco il programma per Genova:

    Eventi per il 500° anniversario della nascita di Galeazzo Alessi (1512-1572)

    Archivio di Stato, 29 settembre, ore 11.
    “Ad arbitrium Domini Galeacii architecti”: documenti dell’Archivio di Stato di Genova nel V centenario della nascita di Alessi.
    Nel 2012 ricorre il quinto centenario della nascita di Galeazzo Alessi (1512-1572), il grande architetto perugino che lasciò importanti tracce di sé anche a Genova (un esempio per tutti, la Basilica di Carignano). L’Archivio di Stato di Genova presenta alcuni documenti che testimoniano la celebrità di Alessi.

    Villa Giustiniani Cambiaso, 29 settembre, ore 16.30.     
    Tavola rotonda: “Il costruito di villa ai tempi dell’Alessi. Villa Giustiniani Cambiaso da
    modello abitativo a sede universitaria”.

    L’iniziativa, organizzata dalla Scuola di Ingegneria, dal Centro di studi per
    le arti, l’architettura e la letteratura del manierismo e del barocco e dal
    Dottorato in storia e conservazione dei beni culturali del DIRAAS, prevede
    una serie di visite guidate dai Dottorandi dalle ore 10.00 alle ore 18.00.

    Musei di Strada Nuova, 29 settembre, ore 10-19.
    Apertura straordinaria al pubblico di tutti i palazzi di Via Garibaldi.
    I Musei di Strada Nuova hanno promosso e coordinato l’apertura straordinaria al pubblico di tutti i palazzi di via Garibaldi sabato 29 settembre. L’iniziativa intende inserirsi nel quadro delle celebrazioni per i Cinquecento anni dalla nascita di Galeazzo Alessi, che con i suoi modelli architettonici è stato l’anima della trasformazione cinquecentesca della città.       La sala informativa al piano terreno di Palazzo Rosso sarà straordinariamente aperta con un percorso dedicato a Strada Nuova.

    Museo dell’Accademia Ligustica, 29 e 30 settembre, ore 14.30-18.30.  
    Galeazzo Alessi a Genova: un “modello” in Accademia tra passato e presente.
    In occasione della ricorrenza del quinto centenario della nascita di Galeazzo Alessi viene presentata con un suggestivo allestimento scenografico una selezione di elaborati artistici in forma di video e di fotografie, realizzati dagli studenti dell’Accademia sulle orme del grande architetto perugino.

    Eventi in evidenza

    Museo di Palazzo Reale, Sala da ballo.
    Incontro/presentazione, 29 settembre, ore 10.30.
    L’Albergo dei Poveri: un patrimonio di dipinti da valorizzare.
    Il 29 luglio 2011 è stato siglato un Accordo per la tutela, la fruizione e la valorizzazione dei dipinti dell’Azienda Pubblica di Servizi alla Persona “Emanuele Brignole” conservati presso l’Albergo dei Poveri in Genova : accordo sottoscritto dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Liguria, dalla Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici della Liguria e dalla stessa ASP “E. Brignole”. Il 29 settembre 2012, alle ore 10.30, nella Sala da Ballo del Museo di Palazzo Reale, saranno presentati i primi risultati ottenuti attraverso la valorizzazione di una serie di dipinti restaurati, riambientati nella nuova sede della Fondazione Carige ( che ne renderà per la prima volta possibile la fruizione) e all’interno di alcune “chiese nuove” dell’Arcidiocesi di Genova.

    Museo di Palazzo Reale, Teatro del Falcone. Visite guidate su prenotazione, 29 e 30 settembre, ore 11.
    Giacomo Durazzo. Teatro musicale e collezionismo tra Genova, Parigi, Vienna e Venezia.
    La mostra ricostruisce la figura straordinaria di Giacomo Durazzo, un genovese cosmopolita vissuto al culmine dello splendore della Repubblica Oligarchica. Nato nel palazzo che oggi chiamiamo Reale, membro di una delle famiglie più ricche e influenti della Genova, nel 1744 fu ascritto al libro della nobiltà, entrando nei ranghi dell’amministrazione repubblicana e ricoprendo subito importanti incarichi diplomatici. Grazie a una raffinata educazione e a una personalità fuori del comune, diventò giovanissimo il direttore dei teatri viennesi, influenzando per un decennio la vita musicale e culturale della capitale dell’Impero e compiendo una rivoluzione storica nell’ambito del teatro musicale europeo. Fu quindi per vent’anni ambasciatore cesareo a Venezia, continuando a occuparsi sia di musica che di arti figurative. Costruì, e ordinò con criteri moderni ed illuminati, una celeberrima collezione di stampe del duca Alberto di Sassonia-Teschen, poi confluita in uno dei più grandi musei di grafica del mondo, l’Albertina di Vienna.

    Galleria Nazionale di Palazzo Spinola, 29 e 30 settembre, ore 10.30-16-18.
    La sezione tessile: nuovo allestimento.
    Per l’occasione viene presentato al pubblico il nuovo allestimento della sezione tessile della Galleria Nazionale di Palazzo Spinola dedicata all’esposizione delle ricche collezioni di tessuti acquisite dalla Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Liguria di cui vengono esposti, a rotazione, significativi esempi della prestigiosa produzione ligure.

    Oratori di Voltri, visite guidate, 29 e 30 settembre, ore 9.30-12 e 15.30-18.30.
    La Vergine Maria. La devozione voltrese attraverso le confraternite.
    La devozione della Vergine viene spesso rappresentata in statue lignee che la pietà popolare porta ad invocare attraverso molteplici titoli. Le Confraternite di Voltri (N.S. del Rosario, santi Nicolò ed Erasmo, Morte ed Orazione e sant’Ambrogio) accoglieranno nei loro oratori le casse lignee raffiguranti la Vergine Maria. Le Casse Processionali verranno presentate negli Oratori delle quattro Confraternite. Saranno dislocate seguendo un percorso logico, organizzato nelle seguenti sezioni:
    Vita di Maria –Devozione a Maria –Presenza di Maria sul nostro territorio.

    Voltri, Arciconfraternita Morte e Orazione, concerto, 29 settembre, ore 21.
    I Concerti Spirituali del Gonfalone “Seicento italiano e Settecento europeo”.
    Concerto a cura de “I Concerti Spirituali del Gonfalone” all’interno dell’iniziativa culturale organizzata dalle Confraternite voltresi “Seicento italiano e Settecento europeo ”. Gianni Rivolta flauto, Marino Lagomarsino violino, Luigi Tedone fagotto, Alberto Pisani violoncello,
    Roberto Massetti contrabbasso e Marco Zambelli clavicembalo.

    Palazzo della Banca d’Italia, visite e concerto, 29 settembre, ore 9-18.
    Apertura straordinaria della Banca d’ Italia con visite guidate alle ore 11 – 15 – 16 – 17, accompagnati dalla Storica dell’arte Mariangela Bruno.
    Concerto  ore 12 . Antonio Vivaldi  “Le  quattro stagioni”  op 8 per violino e orchestra. I Concerti del Gonfalone:  Direttore Marco Zambelli.
    Visita al Palazzo della Banca d’Italia, edificato tra 1911 e 1916, su disegno dell’ ing. Luigi De Gaetani. Al suo interno è visibile un ciclo decorativo, ispirato alla storia di Genova,  dei pittori:
    il romano Giovanni Capranesi,  appartenente a famiglia conosciuta nel mondo dell’arte, decoratore e restauratore, G. Miolato, veronese,  attivo soprattutto in Veneto come decoratore e frescante e Antonio Orazio Quinzio appartenente a nota famiglia di frescanti e decoratori.

    Calata Boccardo, visita guidata, 29 settembre, ore 15.
    La Soprintendenza  per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Liguria  e SO.GE.I. s.r.l.  organizzano una visita guidata alla gru galleggiante “Langer Heinrich”. Ancora una volta l’armatore accoglierà a bordo i visitatori della gru galleggiante operativa più antica e conservata, per mostrare le meraviglie, anche estetiche, della tecnologia dell’inizio del Novecento.

    Quarto dei Mille, Chiesa San Giovanni Battista, 29 settembre, ore 10 e 16.30.
    Incontro/presentazione.
    Gli “Amici della Pittura Votiva” e la Parrocchia San Giovanni Battista di Genova-Quarto organizzano una presentazione del Museo virtuale della pittura votiva, con proiezione di immagini inedite, recentemente riscoperte, relative agli ex-voto liguri e non solo. Il sito è stato inaugurato durante la Settimana della Cultura dell’aprile scorso. Prosegue l’immissione di dati di santuari e luoghi di culto di tutta Italia, ed è anche possibile collegarsi, tramite link, alla grande opera svolta dal prof Grimaldi di Torino, che ha censito tutti gli ex voto dei santuari piemontesi.

    Conservatorio delle Fieschine, 29 e 30 settembre, ore 15-17.
    I tessuti delle Fieschine.        
    Esposizione e visite guidate al Conservatorio e alla piccola mostra di paramenti sacri esposti all’interno della Chiesa. Una selezione del grande patrimonio tessile studiato di recente da Marzia Cataldi Gallo e appartenente a questa istituzione benefica, creata per disposizione testamentaria, da Domenico Fieschi nel 1762 per accogliere le “zitelle ossia figlie di buona fama e di onesti costumi”.  Alcuni tessuti furono donati dalle nobildonne e forse confezionati con i loro abiti smessi – afferma Marzia Cataldi Gallo – altri ricamati dalle sapienti mani delle “maestre” e delle “figlie”, altri acquistati.  I tessuti delle Fieschine permettono di spaziare dalle mirabolanti composizioni dei tessitori francesi del Settecento fino ai damaschi, fiore all’occhiello delle manifatture genovesi, protagonisti della collezione con teli settecenteschi.  I ricami documentano i risultati eccellenti raggiunti dai ricamatori genovesi, per un verso dalle “figlie” aiutate dalle “maestre” per altro dai molti e rinomati laboratori attivi in città.

    Archivio Museo della Stampa, Magazzini dell’Abbondanza Porto Antico, 29 e 30 settembre, ore 10-18.
    L’ ARMUS Archivio Museo della Stampa – Raccolta gutenberghiana Francesco Pirella, dopo una pausa organizzativa, si riapre alla città con la consueta attività museale e con i laboratori Armus dedicati a turisti, a scolaresche di ogni ordine e grado, a portatori di disabilità. Un affascinante percorso teorico-pratico con possibili attività di composizione e impressione su antichi torchi che mostra la nascita del libro, alla scoperta della più grande invenzione dell’umanità: la stampa con caratteri mobili, attribuibile in Occidente a Johannes Gutenberg intorno al 1453. Si racconta la storia del libro, dalla Bibbia delle 42 linee al ‘tascabile’ di Aldo Manuzio, al libro autoprodotto grazie al PC.

    Musei di Strada Nuova, 29 e 30 settembre, ore 10-19.
    – Abiti e accessori dal vicino Oriente donati alle Collezioni Tessili.
    Oggetto della mostra è un cospicuo patrimonio di abiti e accessori provenienti dall’Europa dell’Est, dal Vicino Oriente e dall’Africa Settentrionale, recentemente pervenuti alle Collezioni Tessili Civiche grazie ad una serie di importanti doni. Si tratta di un nucleo di oggetti di grande fascino, quasi sempre acquisiti nel corso di viaggi, espressione di curiosità intellettuale, apertura e interesse profondo per culture diverse da quella occidentale, con una netta prevalenza dei manufatti prodotti in paesi dell’area islamica: Afghanistan, Giordania, Yemen, Turchia. Il percorso espositivo, concepito con l’obiettivo di favorire il dialogo interculturale, propone indumenti coloratissimi e decorati con preziosi ricami, gioielli e accessori, presentandoli come documento di culture figurative, conoscenze tecniche e fogge vestimentarie di antica origine.
    – “Sul Mare”. Vedute di Genova tra XVII e XVIII secolo. Palazzo Rosso.
    L’evoluzione della città, del suo rapporto con il mare e della sua raffigurazione attraverso una scelta di disegni, acquerelli, dipinti, stampe antiche conservati presso la Collezione Topografica del Centro di Documentazione per la Storia, l’Arte, l’Immagine di Genova.
    – Le forme intelligenti. Ceramiche in dialogo tra XVII e XX secolo.   Palazzo Tursi.
    La mostra presenta una serie di ceramiche da tavola e da arredo del Novecento di altissimo livello della Wolfsoniana, accostate ad analoghi pezzi in maiolica, porcellana o terraglia seicenteschi e settecenteschi delle Civiche Raccolte, sottolineando il sottile legame che unisce questi oggetti apparentemente così distanti. Si tratta talvolta di analogia, come nel caso di alcuni generi di decori o di forme, che i ceramisti e designer del Novecento hanno attinto, reinterpretandoli, dalla tradizione antica, in qualche caso, come per le opere futuriste, di netta e programmata contrapposizione. Un dialogo tra “forme intelligenti”che esprimono efficacemente gusti, tendenze artistiche e cultura di epoche diverse, rivelando anche che esiste, malgrado tutto, una sostanziale continuità tra passato e presente nell’affascinante mondo della ceramica.

    Fondazione Novaro, 29 e 30 settembre, ore 15.30-18.30.
    Una Fondazione per la Cultura Ligure del ‘900.
    Un invito aperto alla conoscenza dell’attività che svolge la Fondazione Mario Novaro da quasi trent’anni a favore della valorizzazione della cultura ligure novecentesca e del patrimonio librario, archivistico e artistico che essa conserva nella sua sede genovese.

    Gran Hotel Savoia, 29 settembre, ore 17.30.
    Bernina. Itinerari, ricerche, immagini in uno splendido massiccio alpino.
    Il CIV Balbi-Principe, che riunisce le imprese del settore commerciale -turistico – culturali- di servizio appartenenti al nucleo commerciale naturale di via Balbi e dintorni, agisce con l’obiettivo di promuovere il territorio, presenta, nella sede prestigiosa del GRAN HOTEL SAVOIA,  il libro  ” BERNINA (alpi Retiche)” del prof. Remo Terranova docente all’ Università degli studi di Genova, con conferenza e videoproiezione.

    Galata Museo del Mare, 29 settembre, ore 10.
    Dragare il passato: i fondali del Porto di Genova.
    Conferenza a più voci sui lavori di dragaggio in corso dal 2010 nei fondali del porto di Genova e sulle indagini archeologiche condotte dalla Soprintendenza  nello specchio portuale. Ancore, anfore e resti di imbarcazioni, discariche portuali e rifiuti urbani offrono uno spaccato della storia del porto di Genova e delle attività  che vi si svolgevano nel corso dei secoli. Promosso dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Liguria in collaborazione con l’Autorità Portuale di Genova e MuMa Museo del Mare.
    Ciò che il mare riporta.
    Ciò che il mare riporta è una mostra/evento, di opere d’arte realizzate utilizzando materiali di riciclo trovati dagli artisti sulla spiaggia. Una trentina installazioni (anche di grande formato), come simbolo a difesa dei pesci e dei mammiferi marini, che sono le maggiori vittime del cattivo trattamento degli scarti di plastica e dei rifiuti che inquinano le spiagge e i mari; molti gli artisti di talento presenti con le loro opere, tra cui Armando Tanzini e Marillina Fortuna. Abbinati alle esposizioni, sono previsti laboratori creativi della durata di circa 2 ore, aperti a bambini e/o adulti sul tema del riciclo per educare alla protezione del proprio patrimonio ambientale, per sviluppare una sensibilità civica contraria allo spreco.
    Mezzi e attrezzature della Darsena di Genova.
    La Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Liguria ed il  Galata Museo del Mare organizzano una visita guidata sulle tracce del lavoro portuale tra le gru e il bacino di raddobbo della Darsena. Saranno presentati i nuovi numeri dei “Quaderni di archeologia industriale” dedicati alle piattaforme ferroviarie e al bacino di carenaggio.

    Galleria Nazionale di Palazzo Spinola, 29 settmbre, ore 17.
    Concerto “Polifonia Rinascimentale”.
    Per l’occasione l’Ensemble vocale “Concerto armonico” proporrà, nel salone del secondo piano del museo, un concerto con brani di compositori della scuola polifonica rinascimentale genovese, da Simone Molinaro, a Giovanni Maria Costa e Bernardino Borlasca, e opere degli autori della scuola polifonica rinascimentale siciliana, in particolare Sigismondo D’India, Pietro Vinci, Claudio Pari, Antonio Il Verso, i quali musicarono testi del poeta savonese Gabriello Chiabrera.

    Quezzi Alta, Scuola Elementare Bruno Ball, 29 settembre, ore 15.30.
    Il Primo ‘900 a Quezzi.
    L’Associazione “Niâtri de Quessi – Cantamaggio, cultura e tradizione” e il Comitato Genitori  Scuola Bruno Ball  organizzano un pomeriggio per rivivere gli anni del Primo Novecento a Quezzi, quando erano attive  l’Unione Villeggianti e la Villa del Glicine, già Villa Serra. Canti tradizionali saranno eseguiti da ” Zena Antiga” e saranno intervallati da letture dai Verbali dei Villeggianti e da narrazioni di storie locali. Sulla vita a Quezzi nel Primo Novecento sarà allestita una mostra fotografica. In caso di pioggia l’evento avrà luogo nei locali del Circolo ARCI “Rino Barighini”.

    Pegli, Mu.MA – Museo Navale di Pegli, 29 e 30 settembre, ore 10-19.
    Omaggio al pittore Evasio Montanella.
    Mostra di pittura di un significativo artista Evasio Montanella, protagonista dell’arte del Novecento che ha operato sul territorio genovese di Ponente. Evento con il patrocinio della Regione Liguria, del Comune di Genova, dal Municipio Ponente, in collaborazione con Mu.MA. Enti promotori Pegli Live Associazione culturale, gli Amici delle Ville e dei Musei di Pegli, Lions Club Pegli.
    La collezione marittima e la storia della Villa Doria Centurione.
    Visita guidata a due voci a cura Nicla Buonasorte e Claudio Tosi. Ore 16.
    I palazzi di Ponente.
    29 e 30 settembre. Visite guidate e incontri. Immagini e storia del Patrimonio architettonico civico compreso nel Municipio VII – Ponente del Comune di Genova, a quasi 400 anni dalla pubblicazione del celebre “catalogo” rubensiano, cui l’iniziativa si ispira.
    Nel salone del Palazzo Doria Centurione, sede del Museo Navale di Pegli,
    ove operarono maestri come Alessi (citato dal Vasari), Tavarone, Granello,
    una sintetica mostra fotografica ed una visita-conferenza illustreranno la valenza storico-artistica di edifici privati eretti tra XVI e XIX secolo , ora Patrimonio della Città. Al racconto ed ai documenti si premette un percorso guidato all’aperto che aiuta a ricostruire “dal vivo” l’intero parco di Villa Doria, voluto da Giovanni Andrea, principe di Melfi e nipote del più famoso Ammiraglio.

    Museo civico di Storia Naturale G.Doria, 29 settembre, ore 11-13-15-17.
    – Io e l’Africa.
    Il filmato è stato girato nell’agosto 2011 in occasione di un safari fotografico effettuato in Kenya, nei Parchi Nazionali Lago Nakuru, Lago Bogoria, Lago Baringo, Santuario Sweetwaters e Samburu Park e Masai Mara. L’occhio esperto di Gianni Carrea, noto fotografo e pittore naturalista, ha colto ed ha reso con immediatezza gli aspetti più consueti della vita degli animali, nonché i colori e la bellezza di un territorio che rende sempre difficile il ritorno alla “normalità”.
    – Nobody’s perfect-Storie di ordinaria microscopia.
    Scienza e arte sono due approcci diversi alla volontà dell’uomo di conoscere la natura e se stesso.
    Entrambe filtrano attraverso la percezione sensoriale, che pertanto le accomuna. Una fotografia scattata nell’ambito della ricerca scientifica, votata quindi alla puntuale descrizione della natura nel modo più oggettivo possibile, può essere interpretata soggettivamente e riscoprirsi rappresentazione fantasiosa della realtà. Le immagini presentate sono di campioni biologici acquisite attraverso il microscopio a luce trasmessa, ad epifluorescenza, confocale ed elettronico a scansione, e svelano quindi in questa rassegna, lati sorprendenti, onirici o familiari.

    Commenda di Pré, 29 e 30 settembre.
    “Aperti per voi”- Mu.MA – Istituzione Musei del Mare e delle Migrazioni e Museoteatro della Commenda di Pré.
    Sabato 29 settembre e domenica 30 settembre 2012, dalle ore 10.00 alle ore 19.00, ingresso libero fino ad esaurimento posti, al Museoteatro della Commenda di Prè. Sabato 29 settembre 2012 dalle ore 10.00 alle 18.00 ingresso libero alla Chiesa Inferiore della Commenda, grazie ai volontari del Touring Club Italiano del progetto “Aperti per voi” che la apre al pubblico, ogni venerdì e sabato (eccetto agosto) dalle 10.00 alle 18.00. La Commenda di San Giovanni di Prè è un edificio straordinario, tra i più antichi di Genova che risale al 1180 d.c., costruito per assistere pellegrini e crociati che si recavano o ritornavano dalla Terrasanta, nella forma detta “ospitale”.
    In mostra nel Museoteatro gli “SCRITTOI DELLA CONOSCENZA” al primo piano a cura di Pierangelo Campodonico. Due scrittoi interattivi comandati da 52 punti di contatto, che dialogano con maxischermi e riconoscono gli oggetti che vengono messi sopra. Un grande libro virtuale sulla storia delle crociate, dei personaggi e dell’ordine cavallaresco dei Giovanniti, i costruttori della Commenda, un viaggio emozionante sulla Commenda del Medio Evo, i tragitti dei pellegrinaggi e la vita quotidiana. La storia delle crociate, della città di Genova e dell’Ordine di Malta dall’anno Mille fino al 1799 quando Napoleone lo soppresse.

    Museo Diocesano, 29 settembre, ore 15-18.
    Tutti in festa nel Chiostro!
    Il  Museo Diocesano,  la Cooperativa Arti&Mestieri  e “Janua Temporis ” organizzano una Festa grande nel Chiostro della Cattedrale, per presentare tutte le attività in previsione per l’anno 2012-2013 nel Museo Diocesano e nel Museo del Tesoro. Nella splendida cornice del Chiostro saranno infatti allestiti stand e banchi che offrono informazioni e “prove” delle varie attività, con notizie sugli eventi, i viaggi, il volontariato culturale e l’offerta didattica, ma anche dimostrazioni di pittura antica e laboratori per bambini. Qua e là attori in vesti di personaggi del passato offriranno liberamente piccole performance teatrali, di danza e di narrazione, mentre le guide del Museo Diocesano aiuteranno a scoprire angoli nascosti del sito con brevi visite a ciclo continuo.

    Museo Gipsoteca Luigi Venzano, 29 e 30 settembre, ore 16-19.
    Porte aperte.
    Presentazione dell’opera “Barriere”. Sarà illustrata, attraverso notizie storico-critiche, immagini, documenti, ricordi, l’opera che, nel 1946,  lo scultore dedicò alla emergente Unità Europea.

    Museo dei Beni Culturali Cappuccini, 29 e 30 settembre, ore 15-18.30.
    Scoprire la collezione d’arte dei Frati Cappuccini.
    Occasione speciale per poter ammirare i restauri realizzati negli ultimi dieci anni in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Liguria. “ALLA LUCE” presenta al pubblico i capolavori di: L. Calvi, O. De Ferrari, G.B. Casoni, P. Piola, G.L. Bertolotto, D. Guidobono, G. Palmieri, P.F. Guala ed altri.

    Museo del Risorgimento – Istituto Mazziniano, 29 settembre, ore 10-19.
    I viaggi di Pietro Paolo Celesia nelle carte dell’Istituto Mazziniano.
    L´Archivio dell´Istituto Mazziniano comprende oltre 30.000 manoscritti e autografi relativi a personaggi e associazioni rappresentativi della storia di Genova, dal XVIII al XX secolo, con particolare riferimento alla storia del Risorgimento.La raccolta si è formata nel corso del tempo attraverso acquisti e donazioni, e il trasferimento all´Istituto Mazziniano di materiale proprio dell´Archivio Storico del Comune di Genova.Nell´archivio sono conservati anche i manoscritti di Pietro Paolo Celesia (1732-1806), giurista, diplomatico, senatore della Repubblica di Genova. A cura di Paolo Bernardini, Liliana Bertuzzi, Raffaella Ponte.           
    Viaggio nel Risorgimento nazionale attraverso le collezioni esposte nella casa natale di Giuseppe Mazzini.
    Ore 17. Visita guidata a cura di Liliana Bertuzzi.    

    Museo di Arte Sacra di N.S. della Consolazione, 29 settembre, ore 17.
    In occasione della nuova esposizione di arte sacra allestita nelle sale del Museo della Chiesa di Nostra Signora della Consolazione, i Padri Agostiniani propongono la visita alla preziosa raccolta di dipinti, opere scultoree, parati tessili, suppellettili sacre e cantorali miniati, esposta nelle sale della sacrestia superiore e nel refettorio conventuale, un tempo salone del Palazzo Pinelli. Le opere esposte, risalenti ai secoli XVI, XVII, XVIII e XIX, provengono in parte dall’antica sede genovese degli Agostiniani di Artoria, in Val Bisagno e dalla seicentesca parrocchia di San Vincenzo, entrambe non più esistenti. Visita guidata a cura di Agnese Avena. Eventuali offerte saranno devolute al restauro del settecentesco gruppo scultoreo ligneo del Compianto sul Cristo morto, di scuola di Anton Maria Maragliano (1664 – 1739).

    Museo di S.Agostino, 29 settembre, ore 21.30.
    The finger and the moon 3.
    Terza tappa del progetto incominciato nel 2007 all’Opening della Biennale di Venezia e proseguito nel 2009 in Piazza S. Pietro in Vaticano. “The Finger and the Moon” riflette sulla spiritualità nella nostra società, sull’affinità tra le diverse forme di preghiera, sulla libertà religiosa e il rispetto per ogni forma di religione, sulla limitatezza e la pericolosità del fanatismo e della chiusura al dialogo. A “The Finger and the Moon 3”, prenderanno parte esponenti delle più diverse confessioni religiose, che mediteranno insieme in una performance-rito collettivo.
    Raum Form Licht – Spazio Forma Luce.
    29 e 30 settembre ore 10-19. Mostra  del pittore  Peter Nussbaum,  austriaco, che  dal 1977 opera come pittore ed ha esposto in tutta Europa, in Cina ed Argentina. Egli è giunto a definire un linguaggio artistico nel quale le forme e il colore vivono in rapporto e in funzione della luce, intesa come metafora di una vita più intensa, spirituale. Da questo punto di vista, i suoi ritiri di meditazione presso i monasteri del Monte Athos, in Grecia, hanno costituito una tappa fondamentale del suo percorso personale e artistico quale traspare e ci comunica nelle sue eccezionali opere informali. L’allestimento in Sant’Agostino godrà fra l’altro di installazioni illuminotecniche all’avanguardia che esalteranno proprio questo aspetto fondamentale della sua ricerca.

    Museo d’Arte Orientale E.Chiossone, 29 e 30 settembre, ore 10-19.
    Porcellane cinesi e giapponesi nelle Civiche Collezioni genovesi.
    Questa rassegna, comprendente circa 120 opere, offre occasione di osservare e apprezzare molte varietà di porcellana cinese e giapponese prodotte durante i secoli XVI-XIX. La mostra intende offrire importanti stimoli visivi alla riflessione sui valori artistici, culturali ed estetici, concreti e spirituali, che le porcellane hanno rappresentato nei secoli ed esprimono a tutt´oggi sia come vasellame d´apparecchiatura sia come arredo ornamentale solo assolto a numerose funzioni pratiche, ma hanno anche influito sulla maturazione del gusto europeo e sulla ricerca d´adempimento tecnico e formale delle arti ceramiche d´Occidente.
    Zuiganji. La vita dei monaci Zen.
    Mostra di fotografia di Fabio Massimo Fioravanti che documenta la vita e i rituali dei monaci Zen della scuola Rinzai nel monastero Zuiganji.          29 e 30 settembre ore 10-19.
    Sussurri e dolci arie. Il gioco della seduzione in musica.
    30 settembre, ore 17. Concerto. Un viaggio nel mondo della passione amorosa con le melodie tenere, sensuali, ironiche e divertite di Rossini, Debussy, Bernstein, Satie, Schubert, Britten e molti altri. Dania Palma, soprano; Patrizia Battaglia, contralto; Paolo Paghi, tenore; Patrizia Priarone, pianoforte.

    Oratorio di S.Giacomo della Marina, 29 e 30 settembre, ore 10.30-18.30.
    Fede e tradizione: la Confraternita di S.Giacomo della Marina.
    Si prevede di aprire la sede della Confraternita per illustrare la storia della tradizione confraternale a Genova e consentire la visita al patrimonio architettonico e artistico dell’antico Oratorio.

    Santa Maria di Castello, 29 e 30 settembre, ore 9.30-19.
    Santa Maria di Castello si apre alla città.
    Visite guidate al complesso religioso di Santa Maria di Castello, uno dei più antichi ed importanti luoghi di culto cristiano di Genova. Il complesso è costituito dalla chiesa-convento, dall’oratorio e dai chiostri restaurati. L’annessa Biblioteca nuova contiene codici e incunaboli di notevole interesse, oltre ad un prezioso affresco su San Domenico che ritrova i suoi frati in Paradiso, opera di Carlo Braccesco e risalente a fine Quattrocento. La chiesa, in stile romanico e databile a prima dell’anno 900, attraverso la concessione delle cappelle alle grandi famiglie della nobiltà genovese ha incrementato durante i secoli il proprio corredo artistico, specie pittorico e scultoreo.

    Studio Garaventa, 29 e 30 settembre.
    A bottega da Lorenzo Garaventa.
    Una suggestiva esperienza  per ammirare le opere dell’illustre  pittore nello storico studio dove furono concepite  e di scoprire come la sua allieva Luisa Caprile ne prosegua la preziosa tradizione.

    Villa del Principe, 29 settembre, ore 10.
    Visita guidata alla Grotta Doria.
    Villa del Principe riapre al pubblico dopo più di un anno la Grotta Doria, in occasione della ricorrenza del quinto centenario della nascita di Gian Galeazzo Alessi. Lo splendido manufatto cinquecentesco, progettato dal famoso architetto perugino intorno alla metà del XVI secolo, presenta una fantasmagorica decorazione in mosaico polimaterico di rara preziosità, costituite da incrostazioni di conchiglie, coralli, maioliche e cristalli. Le tematiche delle Metamorfosi di Ovidio e della celebrazione delle humanae litterae si ammirano in questo ambiente a pianta centrale.

    Sampierdarena, Municipio Sala Consiliare, 29 settembre, ore 9.30-13.
    Un’attenzione a Sampierdarena. Sulle orme di Galeazzo Alessi.
    Una giornata di incontro/convegno organizzato dall’Associazione Dimore Storiche Italiane e il Rotary International-Distretto 2032 – con la Commissione Interdistrettuale Arte e Beni Culturali, per porre attenzione al territorio,  un poco trascurato,  di “San Pê d’oenm-a”,  che si caratterizza per la sua storia ed in particolare per le sue ville e gli edifici, un tempo grandi e importanti dimore storiche di riguardo, ma che oggi hanno perso i loro connotati di qualità. Al fine di soffermarsi un attimo, catalizzare l’attenzione su questo territorio che molta storia ha generato e molta ne conserva sotto sbiadite immagini. Con questa giornata di incontro si vuole risvegliare l’attenzione un poco dormiente dei giovani e renderli più consapevoli del patrimonio che appartiene a tutti noi.

    Per tutti i dettagli e per tutte le informazioni sulle aperture nel resto della provincia di Genova e nelle altre province liguri, si può consultare il sito beniculturali.it nella sezione dedicata alle Giornate Europee del Patrimonio.

    Claudia Baghino 

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Mercato del Carmine: scade il bando, sarà la volta buona?

    Mercato del Carmine: scade il bando, sarà la volta buona?

    Mercato Comunale del CarmineIl 30 settembre scade il bando per l’affidamento del mercato comunale di piazza del Carmine, in pieno centro città. Il mercato, ormai alcuni anni fa, è stato interessato da lavori di restauro e risanamento conservativo, ma da allora è rimasto inutilizzato. Il Comune ha sostenuto una spesa di oltre 430 mila euro per un progetto di riqualificazione urbana che riguardava l’intero quartiere. Oggi però questo piccolo gioiello è desolatamente vuoto. Prima di questa gara, infatti, l’amministrazione comunale ne aveva bandito un’altra ma purtroppo il consorzio vincitore – a causa della stretta creditizia delle banche – non è riuscito a rispettare gli impegni presi.

    Adesso il Comune ci riprova e vediamo se sarà la volta buona.
    Il soggetto vincitore dovrà realizzare le strutture interne e ovviamente occuparsi della gestione del mercato. La durata della concessione è di 10 anni. Il concessionario dovrà corrispondere a Palazzo Tursi un canone relativo all’utilizzo della struttura di proprietà comunale. La base economica d’asta è di 104.700,00 euro annui mentre per i lavori il costo stimato degli interventi è di 308.659,00 euro.
    Come specifica il bando il mercato «dovrà essere allestito in modo tale che all’interno possano essere svolte le seguenti funzioni: la commercializzazione di prodotti tipici in particolare alimentari a filiera corta con possibile consumo sul posto; attività ludiche, ricreative, culturali e didattiche, specie riferite a qualità e sicurezza alimentare; la somministrazione di alimenti e bevande con spazi dedicati all’Enoteca regionale Genova e Tigullio».

     

    Matteo Quadrone

    Foto di Daniele Orlandi

  • Received Pronunciation: un accento di classe nella lingua inglese

    Received Pronunciation: un accento di classe nella lingua inglese

    Andrew Mitchell è un esponente del Conservative Party, attualmente al governo nel Regno Unito, all’interno del quale occupa il ruolo di Chief Whip, occupandosi di aspetti disciplinari nel partito. Per esempio, controlla che i Members of Parliament-  o semplicemente MPs – del suo gruppo siano presenti in aula, partecipino alle votazioni e seguano i dettami del governo facendone passare le proposte di legge.

    Oltre a ricoprire questo incarico prestigioso, però, ho delle buone ragioni per ritenere che nel tempo libero Andrew Mitchell si dedichi alla lettura della rubrica di Era Superba sulla lingua inglese. Già, perché non avrei altri modi per spiegare la tempestività con la quale il Chief Whip si è reso protagonista di un episodio di spudorato classismo, a riprova di quanto il tema dell’us and them, che abbiamo introdotto la scorsa settimana, sia non solo reale ma anche assolutamente attuale.

    Pochi giorni fa, Mitchell si stava recando in bici a Downing Street, la sede del Primo Ministro britannico, il conservatore David Cameron. Al cancello, però, i poliziotti di guardia gli hanno negato l’accesso, che il regolamento prevede debba avvenire a piedi. Mitchell non l’ha presa bene e dopo una discussione animata ha chiuso il siparietto apostrofando gli agenti come: “Plebs”, plebaglia.

    A onor del vero, la versione secondo la quale il Chief Whip avrebbe dato dei plebei ai poliziotti è stata data dagli agenti stessi, mentre l’esponente conservatore, seppur scusandosi per lo scatto d’ira, sostiene di non avere usato tale termine offensivo: un’inchiesta stabilirà chi dice la verità.

    Quello che ci interessa, tuttavia, è tornare all’aspetto linguistico collegato a quello sociale e culturale. La presenza del classismo in UK  è percepibile attraverso episodi analoghi a quello di Andrew Mitchell, ma anche, come anticipato, nella lingua e in particolare nella pronuncia. La RP, la pronuncia “ricevuta” nelle élitarissime public schools  e in ambito universitario a Oxbridge (composto di Oxford e Cambridge) è uno status symbol ed è l’accento proprio della ristretta classe di potere britannica.

    E’ importante sottolineare il carattere non regionale della Received Pronunciation. In Italia siamo abituati ad accettare ogni tipo di accento locale, purché il nostro interlocutore parli in modo comprensibile. Non sono la pronuncia o la cadenza che ci fanno capire il suo background culturale e sociale. Poco importa se questa persona proviene da Firenze e pronuncia “bene” con la “e” aperta oppure se è cresciuta a Parma e ha una “r” particolarmente rotata: sono in realtà la sua proprietà di linguaggio, il suo vocabolario e la sua correttezza espressiva a rivelarci chi è.

    La RP, invece, è un accento di classe, per quanto affondi  le proprie radici nel sud dell’Inghilterra, dove infatti si trovano sia Oxford e Cambridge sia le public school più prestigiose (guarda caso Mitchell ha studiato alla Rugby School e si è laureato a Cambridge ).

    La domanda che può sorgere è: se si tratta di un accento proprio di un numero così ristretto di persone, perché gli viene dedicata così tanta attenzione?

    Come studenti di lingua inglese, conoscere che cosa è la RP è imprescindibile. Quando i dizionari presentano la pronuncia di una parola, il modello britannico di riferimento che usano è la Received Pronunciation. Per esempio, se non sapete come si legge la parola derby, troverete tra parentesi oblique /ˈdɑː.bi/ e potrete essere certi che, per quanto guardata con antipatia dalle working classes, quella pronuncia “ricevuta” sarà comprensibile a tutti.

    Proprio per questa ragione la RP ha un ruolo fondamentale, in quanto permette allo studente disorientato in quella autentica giungla che è la pronuncia inglese di avere un modello di riferimento saldo al quale fare affidamento per farsi capire dal suo interlocutore.

    Ma come mai – sarà la successiva domanda – è un accento così élitario a essere diventato il modello di riferimento?  Ahimé, la risposta in questo caso è che in una lingua non vige la democrazia e che la varietà linguistica che si afferma è quella di chi detiene il potere. E proprio da quest’ultimo sono al momento esclusi coloro che Mitchell & co. chiamano plebs.

    Daniele Canepa
    [foto di Diego Arbore]