Anno: 2012

  • Val Bisagno: ad un anno dall’alluvione i problemi sono gli stessi

    Val Bisagno: ad un anno dall’alluvione i problemi sono gli stessi

    Ponte CarregaUn’assemblea pubblica per fare il punto della situazione e mettere in evidenza quello che ancora non è stato fatto, ad esattamente un anno di distanza dalla tragica alluvione del 2011. Questo uno degli obiettivi dell’assemblea pubblica che si svolgerà domenica 4 novembre presso il centro sociale Pinelli in via Fossato Cicala.

    Già annunciata la partecipazione di comitati e abitanti di Piazzale Adriatico, via Fereggiano, Corso De Stefanis, Corso Sardegna, e Ponte Carrega, ma l’invito è esteso a tutta la cittadinanza.
    Dov’eri il 4 novembre e il 5 cosa hai fatto?”, annuncia il volantino che promuove l’iniziativa denunciando a gran voce che «I greti dei torrenti sono ancora pieni di sterpaglie e la messa in sicurezza assolutamente inesistente». Insomma, il grave rischio idrogeologico che incombe sulla vallata, rimane intatto «Sarebbe sufficiente una pioggia più abbondante ed il problema si riproporrebbe perché non un solo rivo della Val Bisagno può essere considerato sicuro».

    Le preoccupazioni che emergono sono pressoché le stesse, espresse con chiarezza in un documento redatto dal Circolo di Rifondazione Comunista “Dente” Bianchini di Marassi, sul finire di settembre.
    «I lavori di messa in sicurezza eseguiti sul Fereggiano nei mesi scorsi si limitano a ripristinare le condizioni precedenti all’alluvione del Novembre 2011. Tutto ciò che un anno fa ha causato gli allagamenti è oggi inalterato: l’impermeabilità dei versanti e la canalizzazione delle acque inadeguata; il passaggio delle acque da un’apertura dell’alveo maggiore ad una inferiore; l’ingresso ortogonale nel Bisagno».

    La situazione non migliora se ci si addentra nella Valbisagno dove permangono situazioni di grave rischio idro-geologico con torrenti pronti ad esplodere, come evidenziato dallo studio del Municipio IV Media Valbisagno.
    Per questo «La sicurezza del territorio e quindi di chi ci abita, dovrebbero essere in testa all’agenda politica dell’attuale Amministrazione, sottolinea il circolo Bianchini. Al contrario «si continuano a sperperare ingenti quantità di risorse pubbliche in opere inutili e spesso dannose per l’equilibrio del territorio».

    In particolare le critiche riguardano i nuovi progetti «Le risorse previste dal Piano Città e destinate alla Valbisagno andrebbero almeno in parte utilizzate per porre rimedio ai gravi rischi che persistono in particolare sul Fereggiano, ma anche su Rovare e Noce e sui rivi indicati dallo studio del Muncipio IV (Geirato, Brumà, Rosata, Gatto, ecc.) – sottolinea il circolo Bianchini – Gli interventi previsti sul Bisagno (restringimento dell’alveo e demolizione dei ponti), inutili dal punto di vista idro-geologico, non sono necessari per migliorare il trasporto pubblico anzi, al contrario, favoriscono l`uso del mezzo privato. La costruzione di nuovi alloggi nell`area ex Boero rappresentano un ulteriore e apparentemente inspiegabile spreco di risorse per una città in cui gli alloggi sfitti sono circa 25.000 (molti dei quali di proprietà pubblica)».

    Per quanto concerne il Fereggiano, conclude il circolo Bianchini «non sono rinviabili interventi strutturali dai costi e dai tempi sostenibili con una parte delle risorse a disposizione: è necessario proseguire l’allargamento dell’alveo del Fereggiano, dopo Largo Merlo, seguendo il suo percorso naturale sotto via Fereggiano, via Monticelli e un tratto di Corso Galliera. Il torrente dovrà affluire nel Bisagno in maniera naturale e non ortogonalmente come avviene oggi, in modo da facilitare la ricettività delle acque. Tutto il torrente sarebbe sotto copertura ed essendo ampio quanto la strada potrebbe convogliare facilmente le piene nel Bisagno evitando l’allagamento periodico dei dintorni».

     

    Matteo Quadrone

    Foto di Daniele Orlandi

  • Gnu Quartet: concerto al Count Basie Jazz Club

    Gnu Quartet: concerto al Count Basie Jazz Club

    Gnu QuartetSabato 3 novembre 2012 (ore 21.30) concerto dei Gnu Quartet al Count Basie Jazz Club: il quartetto formato da Roberto Izzo (violino), Francesca Rapetti (flauto), Stefano Cabrera (violoncello) e Raffaele Rebaudengo (viola) si esibisce nel locale di vico Tana.

    Il gruppo musicale da sempre è caratterizzato dall’alchimia tra diversi generi, nata dalle precedenti esperienze individuali dei suoi componenti, che spaziano tra musica classica, brasiliana, jazz e d’autore: il progetto nasce nel 2005 nel corso di un evento organizzato dalla Pfm al Teatro Nazionale di Milano, in occasione del compleanno di Fabrizio de Andrè. I Gnu Quartet hanno inciso due album, con brani originali e rielaborazioni, e collaborato alla realizzazione – in fase di scrittura, arrangiamento o registrazione – di altri quindici. Hanno tenuto concerti in Italia e all’estero e partecipato a programmi televisivi e festival di musica nazionali.

    Ingresso 10 € con tessera Arci.

  • Guerrilla gardening: una giornata per aiutare il verde in città

    Guerrilla gardening: una giornata per aiutare il verde in città

    Ieri vi abbiamo parlato dell’iniziativa degli Angeli del fango, che a un anno dall’alluvione hanno deciso di “adottare” le aiuole tra via XX Settembre, via Fiume e via Brigata Liguria, per renderle più vive e riqualificarle senza più attendere l’intervento delle istituzioni.

    La loro iniziativa cade anche in concomitanza con un altro anniversario: il 4 novembre 2011 si è infatti svolta la prima giornata nazionale del guerrilla gardening, che in molte città italiane ha portato gruppi di volontari ad armarsi di pala e guanti da giardino per far rivivere gli spazi verdi in città e che quest’anno verrà replicata, appunto, domenica 4 novembre. L’iniziativa degli Angeli si accompagnerà dunque a numerose altre, sparse su tutto il territorio nazionale.

    Genovesi, perché non fate la vostra parte? Ci sono aiuole, spazi verdi e parchi che aspettano di essere riqualificati. Il gruppo nazionale di Guerrilla Gardening cerca nuovi aderenti, per segnalare (attraverso foto, video e racconti) la propria esperienza di “attacco verde” è possibile inviare una mail a info@guerrillagardening.it o telefonare al 392 3274987.

    [foto di Diego Arbore]

  • Radio Gaga in concerto al Why? Club di Nervi

    Radio Gaga in concerto al Why? Club di Nervi

    Radio GagaDopo il grande successo della serata di inaugurazione e della festa di Halloween, il Why Club di Nervi (ex Paips) propone per la serata di venerdì 2 novembre un appuntamento con la musica live: il concerto dei Radio Gaga, tribute band ligure dei Queen.

    La band di Marco Biggi e Giorgio Pezzi propone propone un tributo alla grande band di Freddy Mercury, presentando i più grandi successi dal vivo senza l’ausilio di nessuna sequenza o parte pre registrata.

    L’intento è quello di riprodurre i brani dei Queen nel modo più fedele possibile e il risultato finale è davvero molto convincente, tanto che la band è nota e conosciuta anche fuori dalla Liguria: dalla Toscana alPiemonte, Lombardia, Veneto e Valle D’Aosta.

    A seguire dj set a cura di Marco Valenti fino alle 4 del mattino.

    Per informazioni e prenotazioni telefonare ai numeri 3400021151 – 3488074389 oppure inviare una mail a why.clubinfo@gmail.com. Prenotazione tavoli entro le 23.30

  • Festival della Scienza 2012, il circo della Zirkus Meer a Palazzo Ducale

    Festival della Scienza 2012, il circo della Zirkus Meer a Palazzo Ducale

    Festival della Scienza 2012Nell’ambito dell’edizione 2012 del Festival della Scienza, due giornate sono state dedicate alle esibizioni di Walter Moshammer, circense di origine austriaca e formazione cosmopolita, della scuola Zirkus Meer.

    Moshammer, classe 1962, nato a Graz, terminati gli studi di fisica al Politecnico della sua città, collabora dapprima con il CERN di Ginevra, in cui prosegue le sue ricerche sulla dinamica non lineare,  e con l’università di Stanford. Il ’92 è l’anno della svolta, in cui Moshammer approda al circo: agli esordi nella San Francisco School of Arts, seguono gli spettacoli in giro per il mondo, dall’Italia alla Cina, con diverse compagnie circensi. Fino all’approdo al gruppo performativo Zirkus Meer, con cui Walter mette in scena alcune delle sue esibizioni di punta, le stesse che presenta, all’interno del Festival, anche al pubblico genovese.

    «Si tratta di 3 spettacoli particolari – racconta Moshammer – il primo, il cerchio di Leonardo da Vinci, elaborato a partire da una serie di schizzi di Leonardo, per secoli ignorati dagli studiosi; il secondo consiste nella creazione di un ponte senza l’impiego di viti, bulloni o quant’altro, nel rispetto della tradizione medievale dei Fréres Pontifes; il terzo, il castello di carte, prevede la costruzione di una struttura verticale formata da tarocchi giganti, raffiguranti famose personalità del mondo della scienza. L’artista si diletta in acrobazie di vario genere e sempre più spericolate, dai volteggi agli equilibrismi a molti metri da terra, in cui anche il pubblico viene coinvolto e invitato a partecipare».

    Moshammer è stato da sempre affascinato dal mondo del circo e ha cercato di portare alcuni retaggi dei suoi studi scientifici (sull’elettricità e sulla dinamica) all’interno di questo mondo, sanando la contraddizione solo apparente tra arte e scienza: «L’amore per la scienza fa da sfondo a tutte le mie performance, dai tarocchi con le foto di personaggi del mondo della scienza e con formule matematiche, allo studio delle carte di Leonardo, che mi hanno portato a brevettare, per primo, un’invenzione unica..
    In tema con il leitmotiv di questa edizione del Festival della Scienza, siamo davanti al trionfo dell’immaginazione!

    Elettra Antognetti
    [foto e video Daniele Orlandi]

  • Sampierdarena: commercianti uniti per rilanciare il quartiere

    Sampierdarena: commercianti uniti per rilanciare il quartiere

    Nasce una nuova associazione di commercianti, artigiani ed imprenditori di Sampierdarena con l’obiettivo di rilanciare il quartiere, nella speranza di restituirgli l’immagine di una volta: una Sampierdarena “Bella e perbene”, vitale ed operosa, perchè «Siamo certi che una zona ben curata e pulita sia anche in grado di attirare più gente, più clienti, più persone che scelgano di fare shopping nella nostra delegazione».

    Sono un centinaio gli operatori commerciali che si uniscono ufficialmente dopo un percorso avviato alcuni mesi fa. I problemi da affrontare sono sempre gli stessi, denunciati da tempo anche da altre associazioni, come le Officine Sampierdarenesi: il degrado e la criminalità conseguenti alla presenza di numerosi locali notturni, prostituzione a cielo aperto, sale dedicate al gioco d’azzardo, senza un adeguato controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine.

    Gli esponenti della neonata associazione sono convinti che sia possibile invertire la tendenza, attraverso un dialogo continuo con l’amministrazione pubblica, in particolare il Municipio Centro-Ovest. Fondamentale sarà l’organizzazione di iniziative capaci di richiamare i cittadini da altre zone della città, quali ad esempio i mercatini che potrebbero svolgersi con una frequenza più assidua sotto i portici di via Cantore, l’arteria principale del quartiere.

    Gli operatori commerciali manifestano la loro disponibilità ad assumersi l’onere finanziario di curare gli arredi urbani, come le fioriere comparse recentemente in via Cantore, ma non solo. Nello stesso tempo, però, chiedono al Comune di occuparsi della pulizia e del decoro in zona, con la medesima attenzione.

    «Insieme alla gente del posto siamo pronti ad affrontare le problematiche che riguardano cittadini e commercianti di Sampierdarena», perchè l’unione fa la forza e sarà più semplice affrontare il percorso in direzione dell’auspicato cambiamento.

     

    Matteo Quadrone

     

     

     

  • La Claque Genova: stasera concerto di Zibba e Almalibre

    La Claque Genova: stasera concerto di Zibba e Almalibre

    Zibba e AlmalibreVenerdì 2 novembre 2012 (ore 22.30) a La Claque si terrà il concerto di Zibba e Almalibre, che lo scorso anno hanno fatto registrare il tutto esaurito. Il cantautore ligure, vincitore della Targa Tenco 2012 per il miglior album dell’anno con “Come il suono dei passi sulla neve” (a pari merito con gli Afterhours), presenta i suoi nuovi brani insieme al gruppo con cui si esibisce da tempo.

    Il costo del biglietto di ingresso è 10 €.

    Sempre venerdì 2 novembre si terrà a La Claque l’inaugurazione della prima di una serie di mostre allestite nel locale del centro storico: il primo artista è il genovese Filippo Vassallo e le sue opere rimarranno esposte fino al 22 novembre.

  • Google Art Project: i musei di Genova si visitano online

    Google Art Project: i musei di Genova si visitano online

    Via GaribaldiLe opere d’arte custodite nei Musei di Strada Nuova potranno essere viste in tutto il mondo grazie a Internet: anche Genova ha aderito a Google Art Project, un’iniziativa del colosso di Mountain View per rendere accessibili l’arte e la cultura. Dallo scorso 30 ottobre, collegandosi al sito googleartproject.com, è possibile ricercare e ammirare cinquanta opere tra quelle conservate nei musei genovesi, attraverso fotografie ad alta risoluzione. Tra queste l’Ecce homo del Caravaggio (Palazzo Rosso) e la Maddalena Penitente del Canova (Palazzo Tursi), fino alle opere di Rubens e Van Dyck.

    A oggi hanno aderito a Google Art Project 180 partner (città, reti museali ecc) provenienti da 14 Paesi del mondo, per un totale di oltre 35.000 opere, tutte visibili gratuitamente.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Tagli alla sanità: comuni della Val Polcevera contro la Regione

    Tagli alla sanità: comuni della Val Polcevera contro la Regione

    SanitariUn documento dai toni particolarmente duri – firmato dalle forze politiche di maggioranza dei comuni di Campomorone, Ceranesi, Mignanego, Sant’Olcese, Serra Riccò e del Municipio Valpolcevera, dai circoli del Pd di Campomorone, Bolzaneto, Manesseno/Sant’Olcese, Pontedecimo e Rivarolo, dal circolo di Sel Margherita Ferro e dal circolo di Rc in Valpolcevera – rilancia la battaglia contro il depauperamento dei servizi sanitari nella vallata e chiede a gran voce il nuovo ospedale del Ponente e la piastra ambulatoriale, due opere da lungo tempo promesse alla cittadinanza.

    «Il Distretto socio-sanitario 10, che comprende il Municipio Valpolcevera, i comuni dell’alta Val Polcevera e della Valle Scrivia, serve oltre 115 mila abitanti – sottolineano i firmatari – Per decenni si è parlato di razionalizzare le strutture sanitarie esistenti con la costruzione di un ospedale di vallata da realizzarsi a Teglia nell’area ex Mira Lanza, ipotesi poi definitivamente tramontata a favore del nuovo ospedale del Ponente, per il quale era stato individuato il sito di Villa Bombrini».
    Nel frattempo – senza serie alternative che compensino chiusure e ridimensionamenti – in una vallata sempre più problematica per la qualità di vita delle popolazione «abbiamo assistito alla chiusura e alla riconversione degli ospedali Frugone di Busalla, Pastorino di Bolzaneto, Celesia di Rivarolo e al ridimensionamento del Gallino di Pontedecimo – continua la nota – fino alla recentissima disposizione di chiusura del reparto di Cardiologia, a seguito delle delibere Asl conseguenti alla cosiddetta spending review ed anche alle misure prese dai governi precedenti e da quello attuale».

    I sottoscrittori del documento chiedono con forza che il provvedimento di chiusura della Cardiologia del Gallino «sia immediatamente sospeso e venga stralciato dal piano che verrà presentato in consiglio regionale perché si tratta di un’attività eccellente che, dal suo trasferimento dall’ospedale Celesia nel 2007, si è occupata di tutte le patologie cardiache che non necessitano del centro di Emodinamica ma che interessano comunque numerosi pazienti a rischio».

    «Siamo fermamente convinti di aver diritto ad un vero ospedale razionalmente concepito, costruito secondo i più moderni dettami e comprensivo di tutte le specialità – ribadiscono i firmatari – Auspichiamo quindi che si proceda senza ulteriore ritardo ad avviare tutte le procedure di realizzazione, a partire dallo studio di fattibilità dell’ospedale del Ponente».

    Mentre sul Palazzo della Salute di Teglia, previsto in area ex Mira Lanza (leggi la gloriosa storia della fabbrica), grava un pericoloso silenzio, visto che l’assessore regionale alla Sanità, Claudio Montaldo – dopo le proteste della popolazione del Ponente affiancata dal Municipio – ha rassicurato sulla costruzione dei presidi sanitari di Pegli e Voltri, ma non ha speso neppure una parola in merito alla piastra sanitaria della Val Polcevera.

    «Riteniamo necessario ed urgente l’avvio entro tempi certi della progettazione su basi economiche concrete (ad esempio utilizzando i fondi Fas) del Palazzo della Salute a Teglia (ex Mira Lanza) concepito, non come una semplice piastra ambulatoriale, bensì come una struttura polivalente e funzionale», conclude la nota.

     

     

    Matteo Quadrone

    Foto di Daniele Orlandi

  • Jardin Majorelle: la sintesi dei caratteri di Marrakech

    Jardin Majorelle: la sintesi dei caratteri di Marrakech

    Jardin Majorelle palmetoCome abbiamo detto, il Giardino è veramente parte integrante della città e ad essa strettamente compenetrato.
    All’arrivo dall’aeroporto, Marrakech mi è apparsa sotto un cielo plumbeo, con nuvole basse e vento afoso ma di tempesta, piatta, rossa, interrotta solo dall’alto minareto della Kutubiya e da pochi altri elementi verticali. Nell’attraversare le antiche mura, anch’esse rosso sangue e fiancheggiate da verdi giardini, ho visto sventolare centinaia di bandiere purpuree con stella verde intenso del Regno.

    I colori che dominano a Marrakech mi sono subito apparsi quattro: il rosso della terra, e di tutto quello che con essa è costruito, il verde scuro della vegetazione e delle coltivazioni, che si stagliano a perdita d’occhio intorno alla città, il blu acceso dell’acqua ed il giallo ocra del sole.

    Majorelle cactaceae fontanaMajorelle cactaceae casa

                                                                                                                                                                                                                  Proprio questi quattro colori, il cui marcato impiego mi aveva inizialmente lasciato tanto perplesso nella visita al giardino, sono stati in realtà attentamente scelti e caratterizzano volutamente, tanto nell’elemento vegetale che in quello architettonico, il Jardin Majorelle.

    Majorelle cactaceae 2Majorelle cactaceae mix

                                              Non vi è alcunché di casuale dunque nelle scelte cromatiche utilizzate, strettamente e scientemente correlate al contesto locale. Lo studiato ordine nell’impianto del parco, progettato e creato dall’uomo, si fonde poi al misurato Majorelle viale 1 e spontaneo disordine fornito dalla lussureggiante vegetazione e all’insieme eterogeneo e variegato di colori delle rigogliose fioriture estive e delle volutamente accese scelte cromatiche dell’originario proprietario pittore. Se avrete l’occasione di passare da Marrakech, non perdetevi quindi una visita al Jardin Majorelle.
    Dietro a quelle alte mura rosse in verità si staglia molto più di un semplice giardino. A mio avviso il parco riassume nelle forme, nei colori e nel suo impianto generale, il vero e profondo carattere della città permettendo di capire una realtà paesaggistica ed umana che colpisce profondamente e lascia quasi sbigottito il visitatore occidentale.

     

     

    Filippo Leone Roberti Maggiore e Emanuele Deplano
    Per informazioni: ema_v@msn.com

     

     

  • Certosa ciclabile: un pomeriggio in bici nell’entroterra di Genova

    Certosa ciclabile: un pomeriggio in bici nell’entroterra di Genova

    Il Comitato Liberi Cittadini di Certosa organizza un pomeriggio per vivere il quartiere in bicicletta e promuovere l’utilizzo di questo mezzo di trasporto, a impatto zero e che porta benefici alla salute e all’ambiente.

    Partenza sabato 3 novembre alle ore 15 in piazza Petrella, in programma una pedalata e rinfresco al termine dell’evento, offerto dagli operatori economici del quartiere.

    L’evento è una delle numerose iniziative che – complice il freddo non ancora completamente alle porte – si sta attuando a Genova per sensibilizzare sull’uso della bicicletta, grazie anche alle iniziative di promozione svolte attraverso la rete, dal blog Anemmu in bici a Zena e al gruppo Facebook Salvaiciclisti Genova.

     

    [foto di Diego Arbore]

  • Immigrazione, sanatoria 2012: un altro flop, boom di colf e badanti

    Immigrazione, sanatoria 2012: un altro flop, boom di colf e badanti

    La sanatoria 2012, come pronosticato da più parti, si è rivelata un flop.
    La procedura di emersione dal lavoro “nero” per gli immigrati irregolarmente presenti nel nostro Paese, destinata in realtà a condonare i datori di lavoro disonesti e – solo quale effetto collaterale – a regolarizzare con la concessione del permesso di soggiorno i lavoratori stranieri (come aveva spiegato alla perfezione ad Era Superba l’avvocato Alessandra Ballerini), si è conclusa il 15 ottobre scorso, dopo una finestra di apertura durata appena 30 giorni.

    I dati finali parlano chiaro: sono 116 mila le domande pervenute allo Sportello Unico per l’Immigrazione, a fronte di alcune stime dei sindacati che parlavano di circa mezzo milione di lavoratori stranieri irregolari potenzialmente interessati.
    Dunque le cifre sono state molto più basse, evidentemente perchè in Italia si continua a puntare sull’illegalità e le sanzioni non sembrano in grado di arginare il fenomeno del lavoro sommerso. A farne le spese, in misura maggiore, sono gli immigrati, sfruttati e sottoposti a rapporti lavorativi stagionali o comunque a termine, spesso e volentieri in “nero”.

    Inoltre, un altro dato salta all’occhio: l’assoluta predominanza dei moduli EM-DOM, ovvero le richieste d’emersione avanzate nei confronti di collaboratori domestici o famigliari. Su circa 116 mila richieste, infatti, oltre 101 mila riguardano il settore domestico.

    Quindi sarebbero solo circa 15 mila i lavoratori stranieri impiegati in tutti gli altri settori (industria, agricoltura, commercio, ecc.).

    Difficile immaginare che tali numeri possano fotografare la realtà, come spiega all’agenzia Dire, Giuseppe Casucci, responsabile nazionale del dipartimento immigrazione della Uil «La risposta è una sola: perchè il costo per una richiesta relativa a colf e badante non supera i 2 mila euro (tra una tantum e contributi previdenziali), mentre in settori come l’edilizia, il commercio e l’agricoltura il costo può essere tra 3 e 5 volte maggiore».

    Osservando con attenzione le domande presentate online, spuntano numerose sorprese «Il Marocco, tradizionalmente assente dal settore domestico, su un totale di 13.922 domande, ne ha inviate ben 11.368 per lavori di colf o badante  – continua Casucci – Lo stesso dicasi per il Bangladesh (12.629 su 13.752), l’Egitto (7.466 su 9.548), il Pakistan (8.667 su 9.604). Il trucco e’ piuttosto semplice: si fa domanda di regolarizzazione per lavoro domestico e una volta ottenuto il permesso di soggiorno si cambia datore di lavoro».

    La sanatoria dunque e’ stata un fallimento: considerando una stima attendibile di circa 500 mila stranieri irregolari, solo 1 su 5 ha potuto presentare domanda.

     

    Matteo Quadrone

  • Bottega Solidale Genova: inaugura lo spazio Macondo 2012

    Bottega Solidale Genova: inaugura lo spazio Macondo 2012

    MacondoSabato 3 novembre 2012 (ore 16.30) inaugura come ogni anno in piazza Matteotti Macondo, la Fiera del commercio equo e solidale che resterà aperta al pubblico fino alla vigilia di Natale per presentare e vendere artigianato etnico, prodotti alimentari biologici, abiti e accessori e così via.

    La festa inaugurale avrà come contorno eventi di teatro e musica come Inconsueto popolare – a cura della Compagnia del Teatro Scalzo – e musiche tradizionali balcaniche e klezmer contaminate dalle melodie del Sud Italia.

    Nelle prossime settimane Macondo ospiterà inoltre laboratori gratuiti per parlare di cucina, materie prime, di riciclo, di cooperazione internazionale e di economia carceraria. Per partecipare e avere maggiori informazioni è necessario prenotare allo 010 265828 o via mail a micol.arena@bottegasolidale.it.

  • Anni 70: quotidiani politici, case discografiche e dissenso cattolico

    Anni 70: quotidiani politici, case discografiche e dissenso cattolico

    ViniliPeriodo di grandi fermenti sociali e artistici, quello compreso tra gli anni ’60 e i ’70. E la nostra tesi consiste nell’assegnare un rapporto diretto (non deterministicamente inteso, sia chiaro) tra l’impegno sociale e la vitalità artistica, tra la spinta politica che chiede un cambiamento radicale e i linguaggi espressivi che rompono con la tradizione, in nome di un rinnovamento dell’uomo.

    Un ruolo importante svolsero anche i quotidiani legati ai gruppi extraparlamentari che in quegli anni ebbero maggior riscontro: “Il Manifesto” (che aprì nel 1971) e poi “Lotta continua” e “Il quotidiano dei lavoratori”. Certo, si trattava di giornali politici, ma quasi quotidianamente, tramite inserti e servizi speciali, si occupavano di musica, cinema, arte e cultura. In ogni caso, la loro funzione trascendeva il semplice lavoro di informazione e controinformazione. Anch’essi, infatti, funzionarono da “agenti identitari”, anzi, direi di più: furono “segni identitari” in grado di evidenziare non solo una generica diversità nel modo di vivere e di pensare ma una specifica appartenenza politicamente orientata, collocata in maniera piuttosto precisa nello scenario sociale italiano di quel periodo.

    E poi, le case discografiche. Se da un lato le grosse Major (RCA, EMI, BMG, Fonit Cetra, Ricordi, Carosello ecc…) certamente cavalcarono l’onda del successo anche commerciale ottenuto dalla canzone di protesta e dalla “nuova musica”, dall’altro aprirono i battenti anche etichette indipendenti che avevano alle spalle, in alcuni casi, giovani discografici intenzionati a dar voce alle nuove tendenze (ricorderei almeno Nanni Ricordi). Vi furono anche etichette indipendenti fondate da musicisti e militanti dei gruppi extra-parlamentari che si occupavano di attività culturali. È il caso della cooperativa milanese “L’orchestra” di cui Franco Fabbri (musicista del gruppo Stormy six e autore di significativi libri di argomento musicale). Vanno ricordate anche: “I dischi del sole”, “I dischi dello zodiaco”, la “Crams”, la “Toast Records”, la “Divergo”, l’ “Ultima spiaggia” e (poche) altre.

    Ciò che occorre rilevare sono una certa disponibilità e attenzione che quasi tutte le case discografiche prestarono nei confronti della vitalità creativa. Intendo dire che molti progetti musicali “sperimentali” o “radicali”, trovarono la possibilità di essere pubblicati, risultato oggi impensabile. C’era un’effettiva considerazione per gli elementi di novità che potevano caratterizzare un determinato prodotto musicale. Addirittura le etichette che erano più vicine al Movimento, non di rado pubblicavano lavori che scaturivano da contesti e musicisti politicamente esposti, in nome di un impegno artistico militante. Ai già citati collettivi di “Cantacronache” e del “Nuovo canzoniere italiano” ritengo vadano almeno ricordati il “Gruppo folk internazionale” (nato intorno alla metà degli anni ’70, con elementi di spicco come Moni Ovadia) e cantautori spiccatamente politici come I. Della Mea, F. Amodei, P. Pietrangeli e altri.

    A Genova ci fu il gruppo “Assemblea musicale teatrale” che nacque nel 1975 da una costola del gruppo spontaneo “Teatro quartiere di Oregina”, animato da S. Alloisio e, almeno inizialmente, collocato nell’ambiente nelle comunità di cattolici del dissenso, di cui Don Zerbinati e Don Gallo furono figure di riferimento. E proprio nell’ambiente del dissenso cattolico (da cui nascerà il movimento “Cristiani per il socialismo”) presero vita due esperienze che ebbero un impatto enorme sulla società civile ed in particolare sui giovani. Cito per prima l’esperienza di Don Milani (con i ragazzi della scuola di Barbiana, paese del Mugello) che mosse una critica radicale alla scuola classista italiana. La sua denuncia divenne un libro, “Lettera ad una professoressa”, pubblicato nel maggio del 1967. Questo libro divenne uno dei riferimenti principali del “Movimento studentesco” che esplose, esattamente, un anno dopo. Vorrei poi ricordare l’esperienza vissuta da Don Mazzi a Firenze, nel popolare quartiere dell’Isolotto. Nel 1968 Don Mazzi venne sospeso dalla curia di Firenze perché il suo modo di praticare il vangelo non era ritenuto conforme all’ortodossia e per le posizioni politiche che l’intera comunità espresse: solidarietà con il popolo vietnamita, con i poveri e gli sfruttati, con gli studenti che erano in lotta. Le comunità di cattolici del dissenso si diffusero in tutto il paese e rappresentarono un esempio di come la società civile, in uno dei suoi segmenti più retrivi (il “mondo” cattolico, appunto) stesse iniziando a dare chiari segni di rifiuto del conformismo conservatore.

    Gianni Martini

  • Alluvione Genova 2011: adottiamo le aiuole di via XX Settembre

    Alluvione Genova 2011: adottiamo le aiuole di via XX Settembre

    Domenica 4 novembre 2012 sarà un anno dall’alluvione a Genova, che ha provocato gravi danni nel quartiere di Marassi e nel centro città.

    Il gruppo “Angeli col Fango sulle Magliette”, in collaborazione con il Municipio Centro Est di Genova, celebrerà questa ricorrenza con un progetto di adozione del verde pubblico: Dai diamanti non nasce niente è un evento che partirà alle 12 in via XX Settembre, per adottare le aiuole adiacenti a Via Fiume e Viale Brigata Liguria, presso il sottopassaggio ancora chiuso, e dare ufficialmente inizio ai lavori per la riqualificazione.

    Adottare un’aiuola è un piccolo gesto d’amore verso la città, un contributo per rendere più vivibili e a misura d’uomo le strade che attraversiamo ogni giorno.

    Tutti sono invitati a partecipare, presentandosi alle 12 di domenica con un paio di guanti, forbici da giardinaggio e abbigliamento adeguato.

    I lavori di manutenzione proseguiranno per tutto l’anno con cadenza regolare coordinati dai tecnici del Municipio Centro Est.