Anno: 2012

  • Sicurezza alimentare: il manifesto del buon cibo italiano

    Sicurezza alimentare: il manifesto del buon cibo italiano

    Maggiore coordinamento nel settore della sicurezza alimentare e nei controlli, pene più severe che servano da veri deterrenti contro le frodi agroalimentari, etichette più trasparenti, filo diretto tra consumatori e istituzioni e infine, l’auspicio di un’Autorità europea per la sicurezza alimentare trasparente e indipendente. Sono le proposte del Movimento Difesa del Cittadino (MdC) e di Legambiente, illustrate in occasione della presentazione del IX Rapporto sulla sicurezza alimentare “Italia a Tavola 2012”.
    Il rapporto è stato realizzato grazie alla costante collaborazione dell’Agenzia delle dogane, Carabinieri per la tutela della salute (Nas), Carabinieri per le politiche agricole e alimentari, Capitanerie di Porto, Corpo forestale, Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi e Ministero della Salute.

    Innanzitutto una buona notizia: l’indagine conferma che l’Italia ha uno dei migliori sistemi di tutela della salute a tavola dei cittadini, grazie agli oltre 200 mila controlli effettuati dagli istituti preposti nel 2011, a cui si sommano oltre 900 mila ispezioni del servizio sanitario nazionale alle imprese alimentari e agli stabilimenti di alimenti di origine animale. Operazioni che hanno portato al sequestro di oltre 24 milioni di chilogrammi di prodotti per un valore di circa 850 milioni di euro.

    Una cifra che fa gola alla criminalità organizzata. Anche perchè «Non dobbiamo dimenticare le qualità del nostro Paese che ad oggi conta 1.093 prodotti iscritti nei registri europei delle DOP, IGP, STG – spiegano Legambiente e MdC – Ammonta a 6 miliardi di euro il valore del fatturato alla produzione delle Denominazioni di origine italiane nel 2010 e quasi 10 miliardi di euro al consumo». Per il settore vitivinicolo le registrazioni sono 521 (su 1.900 riconoscimenti europei). Mentre per quanto riguarda il biologico nel 2011 è aumentata la superficie coltivata (+1,5%) e gli operatori coinvolti (+1,3%).

    Inevitabilmente, sofisticazioni e contraffazioni colpiscono i portabandiera dell’Italia a tavola ed è così che nascono le storie raccontate dal IX rapporto sulla sicurezza alimentare: mozzarella di bufala prodotta con latte vaccino, olio deodorato, pesce congelato spacciato per fresco, conserve di San Marzano tricolore ricavate da pomodori provenienti da paesi lontani, container contenenti vino privo dei documento di tracciabilità.

    Oggi, però, i consumatori son dotati di maggiore consapevolezza e conferiscono sempre più valore alla qualità ambientale del cibo. «Per questo vogliamo guardare avanti – sottolineano Legambiente e MdC – con un approccio costruttivo e di miglioramento dal punto di vista normativo a livello nazionale ed europeo».

    Vediamo nel dettaglio le 5 proposte definite da Legambiente e Mdc come il “Manifesto del Buon Cibo Italiano”.

    Agenzia Nazionale e coordinamento dei controlli
    «E’ necessario un maggior coordinamento nel settore della sicurezza alimentare – spiega il rapporto – in Italia le competenze sono divise tra più Ministeri e spesso ai consumatori manca un riferimento unico e definito. Bisogna costituire un’Agenzia nazionale per la sicurezza alimentare che riunisca a sé e coordini tutte le attività di controllo, comunicazione del rischio e di ricerca scientifica indipendente nel settore della sicurezza alimentare. Un riferimento-istituzione che esiste in molti Paesi europei ma non in Italia».

    Sanzioni come vero deterrente per i falsari del cibo
    «Passi avanti sono stati fatti con l’articolo 517 quarter del Codice Penale che prevede per la contraffazione di indicazioni geografiche o denominazioni di origine dei prodotti agroalimentari la reclusione fino a 2 anni e la multa fino a 20.000 euro – continua il rapporto – Si potrebbe ragionare su pene più incisive, come il ritiro della licenza in caso di reiterazione del reato e la previsione di un sistema di tutela penale ad hoc».

    Sportello per il consumatore
    Legambiente e MdC propongono di progettare un unico “Sportello Anticontraffazione Italiano” a livello istituzionale per tutelare i consumatori e il “Made in Italy”, proprio nel nostro Paese. «Lo strumento potrebbe avere la struttura di uno sportello telefonico e telematico (numero verde e sito web) a cui i cittadini possano rivolgersi sia per denunciare ipotesi di contraffazione di prodotti, sia per chiedere informazioni in merito a marchi ed etichette dei prodotti alimentari».

    Efsa (Autorità europea per la sicurezza alimentare) senza conflitto di interessi
    «Auspichiamo un’Efsa senza più conflitti di interesse che produca pareri a reale tutela della salute dei consumatori. Le nuove Implementing Rules sono entrate in vigore il 1° luglio 2012 e già il nuovo Comitato scientifico è stato rinnovato secondo le nuove regole. Non ci resta che aspettare vigilando a tutela del cittadino».

    Etichettatura, codice unico maggiore trasparenza su origine
    Il nuovo Regolamento Europeo in materia di etichettatura dei prodotti agroalimentare (Reg. 1169 del 2011) «è un’opportunità per il nostro Paese sotto molteplici aspetti. Innanzitutto è l’occasione per un riordinamento della materia disciplinata da numerose norme verticali e orizzontali». Secondo Legambiente e Mdc un codice unico sarebbe una semplificazione per operatori e cittadini.
    «In tema di trasparenza delle etichette, il Regolamento ha realizzato grandi conquiste, ma sul fronte dell’indicazione dell’origine in etichetta l’Italia aveva già provveduto con la Legge del 3 febbraio 2011, n. 4 (Disposizioni in materia di etichettatura e di qualità dei prodotti alimentari) – conclude il rapporto – Una norma che prevedeva una più ampia estensione dell’obbligatorietà di indicazione dell’origine dei prodotti e delle materie prime prevalenti in etichetta. Una diposizione non ancora attuata e che necessita di una rivalutazione nell’ambito della nuova normativa europea. Quello che ci auguriamo è che non rimanga lettera morta».

     

    Matteo Quadrone

  • Green economy: centomila posti di lavoro nelle campagne italiane

    Green economy: centomila posti di lavoro nelle campagne italiane

    Centomila posti di lavoro per i prossimi 3 anni nelle campagne italiane dove – per la prima volta da dieci anni a questa parte – si è verificata un’importante inversione di tendenza e sono aumentate del 4,2% le imprese guidate da under 30 nel secondo trimestre del 2012.

    È quanto emerge da un’analisi della Coldiretti che ha collaborato alla redazione del rapporto 2012 di Greenitaly, presentato della fondazione Symbola proprio in occasione della divulgazione dei dati Istat sulle “Prospettive per l’economia italiana nel 2012-2013” che danno in peggioramento i dati della disoccupazione. Secondo l’indagine Coldiretti/Swg «La metà dei giovani italiani tra i 18 ed i 34 anni, a differenza delle generazioni che li hanno preceduti, preferirebbe gestire un agriturismo piuttosto che fare l’impiegato in banca (23%) o anche lavorare in una multinazionale (19%). Venute meno le garanzie del posto fisso che caratterizzavano queste occupazioni, sono emerse tutte le criticità di lavori che in molti considerano ripetitivi e poco gratificanti rispetto al lavoro in campagna».

    «Sono numerosi gli esempi di idee innovative nate con la green economy – continua la nota della Coldiretti – come il “sommelier della frutta”, una nuova figura professionale nata grazie ad Onafrut della Coldiretti, la prima associazione nazionale assaggiatori della frutta. I “sommelier della frutta” si propongono di insegnare alle nuove generazioni e non a riconoscere varietà, grado di maturazione, sapore, colore, origine e profumo di mele, pere, pesche e anche dei piccoli frutti».

    Le nuove professioni vanno dall’agrigelataio all’affinatore di formaggi, dal birraio a chilometri zero allo stagionatore di miele, ecc. Un fenomeno che ha favorito importanti opportunità occupazionali «con migliaia di nuovi posti di lavoro nei punti di vendita diretta della rete di campagna amica della quale fanno parte 4.739 aziende agricole, 877 agriturismi, 1.105 mercati, 178 botteghe ai quali si aggiungono 131 ristoranti e 109 orti urbani, per un totale di quasi settemila punti vendita», conclude Coldiretti.

  • Casting Genova: attori cercasi per film in costume

    Casting Genova: attori cercasi per film in costume

    regiaL’associazione culturale La Luna e il Giglio intende realizzare un progetto di lungometraggio per valorizzare il patrimonio storico, paesaggistico e culturale della Liguria. Si tratta di un film in costume storico che verrà girato e ambientato a Genova nei prossimi mesi.

    A questo scopo sono organizzati casting per attori – uomini di età compresa fra i 30 e i 60 anni – martedì 6 novembre (ore 10-17) presso Villa Bombrini a Cornigliano.

    Per informazioni scrivere a lalunaeilgiglio@gmail.com.

  • Volontariato a Genova: la proposta del Museo Cappuccini

    Volontariato a Genova: la proposta del Museo Cappuccini

    museo beni culturali cappucciniIl volontariato va oltre le attività legate al sociale: queste figure sono molto importanti anche per sostenere attività e servizi culturali, per esempio quelle legate ai musei.

    A questo scopo, il Museo Beni Culturali Cappuccini (via IV Novembre, ingresso alle spalle del Pammatone) organizza un corso gratuito di formazione per volontari museali per creare figure di supporto nello sviluppo di nuovi servizi e attività, con buone conoscenze in campo artistico e culturale.

    Le lezioni si terranno presso il museo nel mese di novembre, ogni martedì con orario 15-17.

    Questo il programma delle lezioni.

    6 novembre
    Presentazione corso e struttura museo: accoglienza, visite guidate e custodia

    13 novembre
    Ricercatore: ricerche storico-artistiche , fotografie e pulizia oggetti d’arte, catalogazione interna del Museo su schede OA

    20 novembre
    Incontro col restauratore: principi base di restauro ed elementi di manutenzione ordinaria dei beni e delle strutture museali

    27 novembre
    L’impatto economico degli eventi: sponsoring

    Per info e iscrizioni Ufficio Beni Culturali Cappuccini 010 8592759 o info@bccgenova.org.

  • Consumo di territorio: nascono gli obiettori per la salvaguardia dei suoli

    Consumo di territorio: nascono gli obiettori per la salvaguardia dei suoli

    GenovaUna rivoluzione prima di tutto culturale che chiama in causa i professionisti dei settori collegati al comparto edile perché le alternative all’esasperato consumo di suolo esistono, funzionano e possono essere messe in pratica su larga scala, evitando la cementificazione selvaggia figlia di una visione del costruire che non rispetta il territorio, incapace di guardare al futuro, al contrario, strettamente legata al raggiungimento di risultati immediati.

    È questo il senso dell’appello a diventare “obiettori di coscienza per la salvaguardia dei suoli non cementificati, scaturito dalle riflessioni individuali di Tommaso Gamaleri, savonese, giovane ingegnere dell’ambiente che dal 2006 opera nel settore dell’efficienza energetica, socio della cooperativa Retenergie, collabora con l’associazione PAEA nelle attività di didattica e progettazione (Gruppo Tecnici del Risparmio Energetico). In sostanza un tecnico – termine che va tanto di moda in questo periodo – abituato a confrontarsi con la ristrutturazione dell’esistente e con le nuove costruzioni, il cui compito è fornire indicazioni progettuali al fine di ottenere prestazioni energetiche sostenibili, sia dal punto di vista ambientale sia in termini economici.
    “Stop al consumo di territorio” – Movimento di opinione per la difesa del diritto al territorio non cementificato che raggruppa comitati, associazioni, gruppi e singoli cittadini – ha fatto proprio l’appello «Per invertire concretamente la rotta seguiamo l’esempio di questo giovane collega e creiamo un folto gruppo di “obiettori per la salvaguardia dei suoli non cementificati” – si legge sulle pagine web del movimento – Per adesioni: info@stopalconsumoditerritorio.it (indicare: cognome e nome, professione, età, comune e provincia di residenza)».

    «Di fronte al consumo di territorio cosa possono fare i progettisti edili “critici”? In che modo un tecnico come me, convinto della necessità di uno stop immediato alle nuove edificazioni che distruggono suolo, vi si può opporre? Da tempo mi pongo queste domande e, di fronte ad un incarico riguardante una nuova edificazione su terreni ancora liberi, mi sono chiesto se accettarlo volesse dire essere complice oppure no – racconta Tommaso – Essendo un progettista dell’efficienza energetica, ho ritenuto di non dovermi tirare indietro (il committente avrebbe facilmente trovato un altro tecnico disposto a svolgere il lavoro) ma di far forza sul ruolo conferitomi per mitigare il danno. Fare cioè pressione affinché l’intervento in progetto potesse raggiungere un livello prestazionale più elevato rispetto agli standard vigenti dettati dalla normativa energetica».
    In altri termini, non accontentandosi del soddisfacimento dei requisiti minimi previsti per legge, bensì proponendo soluzioni tecnologicamente avanzate che guardano al futuro «Utilizzando l’isolamento quale elemento fondante e non accessorio, per avere una casa in cui le bollette si riducono del 90% – continua Tommaso – Mi sono sforzato per massimizzare gli spessori degli isolamenti e l’efficienza degli impianti. Prestando attenzione che dalla teoria del progetto si passasse realmente alla pratica in cantiere, affidandosi a materiali naturali e tecniche esecutive che tengano in particolare considerazione questi aspetti».
    D’altra parte «Costruire per il risparmio energetico vuol dire costruire con maggiore qualità – sottolinea il giovane ingegnere – Di conseguenza la manutenzione sarà più facile, meno costosa e la casa avrà una vita più lunga. Ho cercato di esasperare questi aspetti promuovendo un’azione culturale anche nei confronti dei mie colleghi. Ritengo di aver ottenuto dei risultati e che, quindi, qualche nuova costruzione abbia consumato del suolo con un’impronta ecologica complessiva leggermente minore».

    Ma tutto ciò per Tommaso Gamaleri non è sufficiente «Questa consapevolezza mi aiutava a mascherare il timore di avere assunto un atteggiamento complice. E dentro di me continuavo ad attribuire la responsabilità del danno a chi aveva politicamente deciso la pianificazione territoriale, a chi aveva messo a disposizione il lotto di terreno e a chi aveva investito (speculato) nella costruzione».
    Le sue indicazioni progettuali, valide per azzerare i consumi energetici, comunque sia, continuano ad avere un impatto sul territorio. E allora «Con fatica sono arrivato a maturare una convinzione – racconta Tommaso – Occorre tirarsi fuori dalla logica del costruire ad ogni costo, anche sfruttando una targa energetica per autogiustificarsi. Il fenomeno del consumo di suolo va contrastato alla base. I tecnici giocano un ruolo importante stimolando riflessioni che possono diventare patrimonio di tutti. Il cambiamento passa attraverso la constatazione che “c’è chi dice no”. Per questo ho scelto di fare obiezione di coscienza al consumo di territorio, non accettando più alcun incarico progettuale per edifici da realizzarsi su terreni non ancora edificati».

    Risultati significativi sono raggiungibili tramite un approccio alla riqualificazione energetica che punti soprattutto sulla demolizione/ricostruzione dell’esistente. Dando forza ad una corrente di pensiero alternativa «Facendo pesare culturalmente e politicamente la nostra scelta –  conclude Tommaso – Il contributo di chi lavora nel settore è fondamentale. Ma da soli si può fare poco o niente. Affinché la mia non si riveli una presa di posizione fine a se stessa, utile a giustificarmi con la coscienza ma non a costruire un’alternativa praticabile, lancio un appello a tutti coloro i quali vorranno condividere questo percorso. Servirà darsi degli obiettivi, definire dei criteri di azione, essere capaci di comunicare. Visto che credo nella contaminazione tra le differenze, sono certo che nel Movimento “Stop al Consumo di Territorio” e nel Forum “Salviamo il Paesaggio”, ci siano le persone giuste per poterlo fare».

     

    Matteo Quadrone

    Foto di Daniele Orlandi

  • Berlinguer, I pensieri lunghi: Giorgio Gallione alla Feltrinelli

    Berlinguer, I pensieri lunghi: Giorgio Gallione alla Feltrinelli

    Lunedì 5 novembre (ore 18) la libreria Feltrinelli di via Ceccardi ospita un incontro con Giorgio Gallione, direttore artistico del Teatro dell’Archivolto, che presenta lo spettacolo Berlinguer. I pensieri lunghi, di cui Gallione è regista e che andrà in scena a partire dal 9 novembre.

    Con lui dialogheranno Raffaele Niri ed Enzo Costa (quest’ultimo firma il monologo che chiude lo spettacolo).

    L’incontro è a ingresso libero.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • L’altra metà del libro Genova: cinema e sogno alla sala Sivori

    L’altra metà del libro Genova: cinema e sogno alla sala Sivori

    la donna del ritratto fritz langIn vista del festival L’altra metà del libro, che si terrà a Palazzo Ducale a metà novembre, il cinema Sivori ospita due proiezioni di film che affrontano il tema del sogno.

    Lunedì 5 novembre è in programma La donna del ritratto di Fritz Lang, mentre lunedì 12 è la volta di L’arte del sogno di Michel Gondry. In entrambe le giornate, le proiezioni sono programmate alle 15.30, 17.30 e 20.30.

    La donna del ritratto
    di Fritz Lang, con Edward G. Robinson, Dan Duryea, Joan Bennett
    L’attempato criminologo Richard Wanley (Edward G. Robinson), rimasto solo in città mentre la famiglia è in vacanza, viene colpito dal ritratto di una donna, che finirà poi per incontrare casualmente. Suo malgrado verrà coinvolto dalla donna (Joan Bennett) nell’omicidio del suo amante, tanto da subire il ricatto di un uomo che minaccia di denunciarlo alla polizia. Disperato, l’involontario omicida sta per togliersi la vita con del veleno, quando si risveglia nella sua poltrona: la contorta vicenda di delitti e misteri era solo un incubo. Uno dei più celebri noir del periodo americano di Fritz Lang, tratto da un romanzo di J.H. Wallis, che il regista tedesco utilizza per riprendere i temi a lui cari dello sdoppiamento tra realtà e apparenza, del confine spesso labile tra innocenza e colpevolezza. Thriller inesorabile con Edward G. Robinson superlativo nel rendere la paura di un maturo borghese coinvolto in una passione che si rivelerà rovinosa.

    L’arte del sogno
    di Michel Gondry, con Gael García Bernal, Charlotte Gainsbourg, Alain Chabat
    Dopo la morte del padre in Messico, Stéphane, un giovane creativo che confonde realtà e sogno, torna a Parigi su richiesta della madre. Ad attenderlo ci sono un impiego da illustratore in una piccola impresa di calendari promozionali e una bella vicina di casa, Stéphanie, che cuce per hobby giocattoli di pezza. Invaghitosi della fanciulla, Stéphane la corteggia in sogno e da sveglio costruisce per lei pupazzi meccanici o improbabili macchine del tempo. Ma in amore, sogno e realtà non coincidono quasi mai. Michel Gondry realizza con intensa genialità una pellicola dal sapore surreale, leggera come una fantasia, la cui narrazione si sviluppa tra illusione e realtà.

    Ingresso 4 €. Info e prenotazioni 010 5532054.

  • Commercio equo e solidale: bando di concorso fotografico

    Commercio equo e solidale: bando di concorso fotografico

    equo solidaleEquimani…a è un bando di concorso fotografico sul tema del commercio equo e solidale, indetto dalla Cooperativa Sociale Onlus “L’isola che non c’è” di La Spezia, che si occupa di minori allontanati dalle famiglie per motivi di disagio sociale.

    Il concorso ha una finalità sociale: il costo di partecipazione è 10 € e i fondi raccolti saranno usati per ristrutturare la “casetta”, una struttura adiacente il centro destinata a ospitare ragazzi aiutati dai volontari.

    Il tema del concorso fotografico è “le mani nell’equo solidale”: ogni partecipante può inviare fino a tre foto di dimensione 30×40 entro il 15 novembre 2012 all’indirizzo Soc. coop. Sociale a r.l. “L’isola che non c’è” concorso “Equimani…a” via s. Bernardo, 8 19121 La Spezia (SP) indicando sul retro di ogni foto nome dell’autore, titolo dell’opera, email e telefono.

    Le fotografie saranno giudicate da un comitato tecnico che selezionerà le migliori trenta, che verranno esposte in una mostra dal 16 al 25 novembre (sede ancora da definirsi). Le opere vincitrici, che verranno pubblicate in un calendario, saranno scelte attraverso una votazione congiunta di giuria e pubblico.

  • Certosa, ambulatori e Cup: il Municipio trova una soluzione

    Certosa, ambulatori e Cup: il Municipio trova una soluzione

    Per gli ambulatori ed il punto Cup di Certosa, in via Canepari, destinati alla chiusura come sancito da una delibera dell’Asl 3 del dicembre 2011 – ma strenuamente difesi dai cittadini del quartiere che nel corso degli ultimi mesi più volte sono scesi in strada per dire basta ai tagli dei servizi sanitari in Val Polcevera – si profila all’orizzonte una possibilità di sopravvivenza.

    Il problema è rappresentato dal pagamento di un ingente affitto – circa 100 mila euro all’anno – a carico dell’azienda sanitaria locale per la disponibilità dei locali di via Canepari 64r che attualmente ospitano i servizi ambulatoriali ed il Centro Unico Prenotazioni sanitarie. Ma il Municipio Valpolcevera ha trovato una soluzione in grado di evitare la scomparsa dell’ennesimo presidio sanitario di zona.

    «Riteniamo che non si possano tollerare depauperamenti dell’esistente come previsto invece dalla delibera n. 1421 del 23/12/2011 dell’ASL 3 che stabilisce la chiusura degli ambulatori e del CUP di Via Canepari a causa dell’oneroso fitto passivo ed il trasferimento di tutto il personale a Bolzaneto – spiega il Presidente del Municipio, Iole Murruni – Sul territorio rimarrebbe solo l’ambulatorio dell’ex ospedale Celesia che serve la parte alta di Rivarolo ma purtroppo, recentemente, è stato privato del servizio di radiologia. Noi reputiamo che l’esistente vada portato a razionalizzazione difendendo le strutture presenti e valorizzandole. A tale fine il Municipio Valpolcevera, a seguito della mozione votata all’unanimità nel consiglio municipale del 18 luglio, si è impegnato a reperire locali di proprietà pubblica e li ha individuati, con decisione di giunta del 22 ottobre, negli spazi di Via Borsieri a Certosa che si renderanno liberi dopo il trasferimento degli operatori dell’ATS 41 Valpolcevera presso la nuova sede di Passo Torbella 12».

    «Ci sono stati già diversi sopralluoghi della ASL per visionare i locali conclude Murruni – Auspichiamo, quindi, che l’azienda sanitaria in tempi brevi fornisca una risposta positiva stralciando il provvedimento contenuto nella delibera n. 1421».

     

    Matteo Quadrone
    [foto di Daniele Orlandi]

  • Bobby Soul Blind Bonobos in concerto al Why? Club

    Bobby Soul Blind Bonobos in concerto al Why? Club

    Bobby SoulMercoledì 7 novembre iniziano i concerti acustici al Why? Club di Nervi: ospite della serata Bobby Soul con Blind Bonobos.

    Bobby Soul non ha bisogno di presentazioni: da oltre 20 anni calca i palcoscenici genovesi e nazionali contagiando il pubblico con le sonorità funky e soul, tipiche della black music.

    Lavora anche in campo teatrale dove si occupa della parte musicale di vari spettacoli, e ha all’attivo la pubblicazione di decine di CD con gruppi come Les Gastones Aziz, The Knickers, Les Bonobos Boracheros, Zero Plastica, Hira Grossi.

    Nella serata al Why Club l’artista genovese è accompagnato da Blind Bonobos in un live fra groove e pathos, soul, rythm&blues, funk con istinto e approccio R&R che propone un repertorio fatto di brani originali in italiano e inglese e cover molto particolari.

    Per info
    why.clubinfo@gmail.com
    3400021151

  • L’arte di vivere: sette lezioni di filosofia a Palazzo Ducale

    L’arte di vivere: sette lezioni di filosofia a Palazzo Ducale

    Palazzo Ducale entrataLunedì 5 novembre 2012 nella Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale parte “L’arte di vivere. Sette lezioni di filosofia su questioni che ci riguardano“, un ciclo di incontri organizzati da Nicla Vassallo e Remo Bodei, in collaborazione con la Fondazione Garrone, che si protrarranno fino al 18 dicembre.

    Tutte le conferenze iniziano alle 17.45 e sono a ingresso libero.

    Questo il programma completo.

    Lunedì 5 novembre: Il lavoro e la vita (Marco Revelli)

    Giovedì 15 novembre 2012: Via dalla corsa: il tempo libero, tempo della vita (Franco Cassano)

    Venerdì 23 novembre: Navigatio Vitae (Remo Bodei)

    Giovedì 29 novembre: Vita biologica e vita politica (Roberto Esposito)

    Giovedì 6 dicembre: Fatti non foste a viver come bruti (Nicla Vassallo)

    Mercoledì 12 dicembre: La qualità della vita fra caso, merito, bisogno (Salvatore Veca)

    Martedì 18 dicembre: Speranza e rinuncia (Laura Boella)

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Festival della Scienza, Piazza Europa: il video della mostra

    Festival della Scienza, Piazza Europa: il video della mostra

    Una piazza in cui le eccellenze della ricerca europea propongono progetti, sostengono lo sviluppo tecnologico e ci proiettano in un futuro forse non troppo lontano. Ecco il principio alla base della mostra Piazza Europa, visitabile fino al prossimo 4 novembre all’interno del Festival della Scienza, nella Sala delle Grida di Palazzo della Borsa.

    Dalle energie rinnovabili agli ultimi ritrovati della biomedica, la mostra si presenta come una piazza vera e metaforica, in cui vari enti di ricerca collaborano con imprese private -nazionali e non- per migliorare la qualità della vita dei singoli e rispondere a emergenze su scala europea.

    Negli otto poli allestiti nella parte centrale della sala sono presentati progetti (alcuni dei quali non ancora in commercio) nati dalla collaborazione di enti pubblici e imprese. Ad esempio, il sensore Medusa della ditta Selex, per eliminare la pirateria sulle navi mercantili. O gli ausili per la stimolazione multisensoriale sviluppati dalla rete ligure SI4Life, rivolti soprattutto a persone anziane o con disabilità a scopo riabilitativo.

    Attorno ai poli centrali, alcune ricerche di recente presentate alla Commissione Europea: dal gioco interattivo sui bosoni “Lo schiaffone di Higgs”, sviluppato dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, alla più concreta iniziativa “I PROMISE (a better world)”, promossa tra gli altri da Coop e Regione Liguria per sensibilizzare acquirenti e produttori verso consumo responsabile.
    L’Europa è ospite d’onore nella decima edizione del Festival, proprio nell’anno in cui ha ricevuto il Nobel per la Pace. Un’ “Unione della scienza” per ridare slancio ai diversi campi della ricerca scientifica e per investire sul futuro e sull’innovazione.

     

    Elettra Antognetti
    [foto e video di Daniele Orlandi]

  • Consumismo e società: pensieri di Epicuro, Pasolini, Terzani e Bauman

    Consumismo e società: pensieri di Epicuro, Pasolini, Terzani e Bauman

    Downshifting e decrescita rappresentano solo una parte di un movimento più ampio di critica alla società contemporanea le cui radici possono essere fatte risalire addirittura al IV secolo a.C.. Già nel pensiero del filosofo greco Epicuro ritroviamo il concetto di frugalità ripreso dalla teoria della decrescita. Nella lettera a Meneceo sulla felicità Epicuro scrive: «Consideriamo inoltre una gran cosa l’indipendenza dai bisogni non perché sempre ci si debba accontentare del poco, ma per godere anche di questo poco se ci capita di non avere molto, convinti come siamo che l’abbondanza si gode con più dolcezza se meno da essa dipendiamo. In fondo ciò che veramente serve non è difficile a trovarsi, l’inutile è difficile. I sapori semplici danno lo stesso piacere dei più raffinati, l’acqua e un pezzo di pane fanno il piacere più pieno a chi ne manca. Saper vivere di poco non solo porta salute e ci fa privi d’apprensione verso i bisogni della vita ma anche, quando ad intervalli ci capita di menare un’esistenza ricca, ci fa apprezzare meglio questa condizione e indifferenti verso gli scherzi della sorte. Quando dunque diciamo che il bene è il piacere, non intendiamo il semplice piacere dei goderecci, come credono coloro che ignorano il nostro pensiero, o lo avversano, o lo interpretano male, ma quando aiuta il corpo a non soffrire e l’animo a essere sereno. Perché non sono di per se stessi i banchetti, le feste, il godersi fanciulli e donne, i buoni pesci e tutto quanto può offrire una ricca tavola che fanno la dolcezza della vita felice, ma il lucido esame delle cause di ogni scelta o rifiuto, al fine di respingere i falsi condizionamenti che sono per l’animo causa di immensa sofferenza.»

    Non vi sembra un manifesto della decrescita ante litteram? Avvicinandoci un po’ più ai giorni nostri ritroviamo nel pensiero di uno dei più grandi intellettuali del novecento, Pier Paolo Pasolini, un’aspra critica nei confronti della società dei consumi che era appena nata in Italia. Pasolini sosteneva che l’acculturazione e l’omologazione che il fascismo non era riuscito a ottenere erano state ottenute con una rapidità impressionante dalla società dei consumi il cui avvento aveva causato un vero e proprio genocidio culturale.

    Un altro grande intellettuale italiano, Tiziano Terzani, definiva così il capitalismo: «Oggi l’economia è fatta, per costringere tanta gente, a lavorare a ritmi spaventosi per produrre delle cose per lo più inutili, che altri lavorano a ritmi spaventosi, per poter comprare, perché questo è ciò che dà soldi alle società multinazionali, alle grandi aziende, ma non dà felicità alla gente. Io trovo che c’è una bella parola in italiano che è molto più calzante della parola felice, ed è contento, accontentarsi, uno che si accontenta è un uomo felice».

    Tra i pensatori contemporanei uno dei più attenti osservatori dei meccanismi del consumismo è sicuramente il sociologo polacco Zygmunt Bauman. Nelle sue  opere  Bauman analizza la società contemporanea usando le metafore di modernità liquida e solida. L’incertezza che attanaglia la società moderna, che lui definisce “modernità liquida”, deriva dalla trasformazione dei suoi protagonisti da produttori a consumatori. Nella nostra società l’esclusione sociale non si basa più sull’estraneità al sistema produttivo o sul non poter comprare l’essenziale, ma sul non poter comprare per sentirsi parte della modernità.

    Il sociologo polacco si sofferma ad analizzare la condizione di chi non ha un’occupazione. Si è passati dal concetto di disoccupazione nel quale il prefisso “dis-” indicava un distacco dalla norma, al concetto di esubero nel quale non vi è nessun accenno all’anormalità, all’anomalia. Esubero suggerisce un’idea di permanenza, una forma nuova di normalità dove le cose sono destinate a restare come sono. Essere in esubero significa essere in soprannumero, non necessari, inutili, addirittura paragonabili a dei rifiuti. La destinazione dei disoccupati, cioè l’esercito di riserva del lavoro, era quello di venire richiamati in servizio attivo. La destinazione dei rifiuti è invece la discarica. Addirittura le persone in esubero sono un problema finanziario e, osserva Bauman, c’è chi si interroga: «Possiamo permetterceli?».

    Il fronte di critica alla nostra società è quindi piuttosto ampio e quelli che vi ho illustrato sono solo alcuni esempi. La politica, appiattita sull’accettazione incondizionata del modello esistente, ha ignorato per troppo tempo queste istanze, ma forse questa crisi può rappresentare finalmente un’occasione per riformare la nostra società e uscire da un meccanismo che appare ormai definitivamente guasto.

    Giorgio Avanzino
    [foto di Daniele Orlandi]

  • Carovana dei Festival: una giornata per la musica indipendente

    Carovana dei Festival: una giornata per la musica indipendente

    Concerto musica liveSabato 3 novembre 2012 l’Auditorium ex-Manifattura Tabacchi di Sestri Ponente (via Soliman 7, adiacente Fincantieri) ospita la Carovana dei Festival, evento dedicato alla promozione della musica indipendente a cura dell’associazione culturale Metrodora e di AudioCoop Liguria, che da oltre 10 anni associa produttori, etichette, organizzatori e artisti del mercato discografico indipendente.

    Questo il programma.

    Ore 10 – incontro tra i responsabili di festival e manifestazioni che hanno dato vita alla Carovana, sia in Liguria sia in altre regioni del nord Italia: Festival delle Periferie (GE), OrzoRock (PC), Miscela Rock Festival (TO), Lilith Festival (GE), IndiesPonente (IM), Wanted Primo Maggio, AudioCoop Piemonte e Valle d’Aosta, AudioCoop Liguria, Metrodora e Orzorock.

    Ore 13.30 – Assemblea Nazionale della Rete dei Festival, coordinamento nazionale dei festival musicali indipendenti italiani, alla presenza del portavoce Giordano Sangiorgi.

    Ore 17 – presentazione al pubblico delle iniziative del territorio e showcase di artisti liguri e italiani: AUDIOgraffiti, Cristina Nicoletta e Sabrina Napoleone, Gabriele Finotti e i Misfatto Cabbage Cafè.

  • Lettera alla città di Genova del sindaco Marco Doria

    Lettera alla città di Genova del sindaco Marco Doria

    Marco Doria«Mi rivolgo a tutti i genovesi, in particolare agli abitanti della zona del Fereggiano, della Valbisagno, di Sestri Ponente, di Sturla e dei quartieri che negli ultimi anni sono stati colpiti da alluvioni. Mi rivolgo alle persone che hanno dovuto abbandonare la casa o hanno patito danni fisici e materiali.
    Dodici mesi fa, il 4 novembre, avvenne l’ultima, più grande, tragedia: Shpresa Djala e le sue bimbe Gioia e Janissa, Serena Costa, Angela Chiaramonte e Evelina Marina Pietranera furono travolte dall’onda del torrente.
    Genova le ricorda con commozione, unendosi al dolore dei familiari, e anche con rabbia per quanto è accaduto e non doveva accadere. Nel quartiere resta viva la preoccupazione perché, lì come altrove, si è ancora costretti a convivere con il rischio.

    Renderò omaggio alla targa che ricorda le vittime del Fereggiano, facendomi interprete del sentimento di tutti i genovesi. So bene, però, che non è tempo di cerimonie. Bisogna continuare il lavoro per ridurre i pericoli nell’immediato e fare quanto possibile per reperire i finanziamenti necessari alla effettiva messa in sicurezza del territorio. Questo è l’impegno dell’Amministrazione.

    Comprendo l’apprensione degli abitanti e ritengo pienamente giustificabile la loro vigilanza e la denuncia di qualsiasi mancanza, anche quando si accompagna ad una certa diffidenza. C’è bisogno di chiarezza e di verità.

    La verità è che occorrono ingenti investimenti, fuori dalla portata del Comune, e che la sicurezza idrogeologica dovrebbe essere ai primi posti nella spesa pubblica nazionale. Abbiamo valorizzato questo obiettivo nelle richieste al governo per i finanziamenti e opereremo in tutti i modi per poter realizzare le opere più urgenti. Nel frattempo non siamo stati con le mani in mano. L’Amministrazione, pur tra molte difficoltà, si sta adoperando per investire le poche risorse disponibili, come nel caso dell’abbattimento del palazzo sul Chiaravagna a Sestri; per assicurare la pulizia dei torrenti, su cui sono giustamente puntati gli occhi di tutti, e per garantire un sistema efficiente di protezione civile.

    Da mesi, prima che esplodesse il caso giudiziario sull’alluvione del 2011, abbiamo ripensato l’organizzazione dell’emergenza per renderla più snella e con responsabilità ben definite. Il meccanismo è scattato nei giorni scorsi in occasione dell’allerta per piogge intense che fortunatamente hanno poi risparmiato la nostra città, ma non le zone vicine. Qualcuno ha ritenuto eccessivi i provvedimenti adottati. Non è così. Per scongiurare altre sciagure il Comune e i cittadini devono abituarsi a riconoscere il rischio e attrezzarsi per tempo, senza mai sottovalutarlo.

    Di fronte all’indagine della magistratura, cui l’amministrazione comunale dà la sua piena collaborazione, sento di dover riaffermare che l’accertamento di eventuali responsabilità di singole persone non deve tradursi in una sfiducia generalizzata verso l’apparato del Comune, i suoi tecnici, le sue preziose risorse umane che vanno invece valorizzate in una migliore organizzazione.
    Con lo stesso spirito voglio ringraziare ancora, a nome della Città, i tanti volontari che proseguono il loro impegno in aiuto alla popolazione».

    Marco Doria​
    Sindaco di Genova​