Anno: 2012

  • Che cos’è il Consiglio Comunale: competenze, regole e funzioni

    Che cos’è il Consiglio Comunale: competenze, regole e funzioni

    Consiglio Comunale di GenovaQuesto articolo rappresenta per Era Superba – e per me – l’inizio di una nuova esperienza. Con l’occasione delle recenti elezioni comunali e l’insediarsi di un nuovo Consiglio Comunale, abbiamo pensato di creare “Liberi Tursi“, una nuova rubrica dedicata alle attività del Consiglio comunale. L’idea nasce dalla sensazione che ciò che avviene all’interno dell’organo istituzionale per definizione più vicino ai cittadini non sia, in realtà, così chiaro alle persone. Si sa che il linguaggio della politica e della burocrazia risulta spesso di difficile lettura per i non addetti ai lavori, ma talvolta neppure il mondo dell’informazione è sufficientemente attento a trattare questi temi con la dovuta chiarezza. Per questa ragione abbiamo concepito la nostra nuova rubrica come un servizio per i lettori; un nuovo strumento per cercare di raccontare con trasparenza i problemi di cui si discuterà nel Consiglio genovese e per spiegare le decisioni prese dai politici locali e i loro effetti sulla cittadinanza.

    Per iniziare ad occuparci di questo argomento abbiamo pensato che fosse utile creare innanzitutto uno schema di riferimento che fornisse a noi e ai soprattutto ai lettori “le lenti” giuste per comprendere e interpretare le scelte degli organi di governo comunali. Quali sono questi organi? Come si organizzano? Chi ne fa parte? Quali competenze hanno? Cosa possono decidere? Queste sono solo alcune delle domande a cui si cercherà di dare una risposta in questo primo articolo di “Liberi Tursi”…

     

    ORGANIZZAZIONE E COMPOSIZIONE DEGLI ORGANI COMUNALI 

    Leggi, statuti e regolamenti definiscono l’organizzazione e la composizione del governo comunale. In particolare la legge 142 del 1990 ha definito i suoi tre principali organi: consiglio, sindaco e giunta. Vediamoli nel dettaglio.

    Il Consiglio Comunale è un organo assembleare il cui numero di membri è stato recentemente modificato dalla legge finanziaria del 2010, con l’obiettivo di contenere la spesa pubblica. I consiglieri genovesi, che in precedenza erano 50, sono stati ridotti a 40. Quest’organo rimane in carica cinque anni, a meno di una variazione di almeno ¼ della popolazione (nel caso di fusioni, incorporazioni di più comuni o distacco di una frazione di essi) o di dimissioni contestuali della metà più uno dei consiglieri. Il consiglio può anche essere sciolto per violazioni della costituzione o delle leggi, per gravi motivi di ordine pubblico e infiltrazione mafiosa. Altre ragioni “più politiche” che ne possono comportare lo scioglimento sono: le dimissioni del sindaco, una mozione di sfiducia nei confronti del sindaco stesso e la mancata approvazione del bilancio.

    All’interno dell’assemblea si possono formare dei gruppi consiliari formati da consiglieri dello stesso orientamento politico. I capigruppo costituiscono la Conferenza dei capigruppo, il cui ruolo è quello di coordinare e programmare i lavori all’interno del Consiglio.

    Come avviene nel Parlamento nazionale si possono anche formare delle commissioni che, ad esempio, compiono una prima ricognizione su un tema di cui l’assemblea deve occuparsi. Le commissioni possono anche effettuare delle indagini su determinati fatti o episodi e svolgere funzioni consultive e di controllo.

    Il Sindaco è il colui che dà impulso e dirige l’azione del governo comunale. Dal 1993 (legge 81 del 1993) viene eletto direttamente dai cittadini e nomina la propria giunta, potendo anche rimuovere gli assessori, senza la necessità di richiedere alcuna approvazione da parte del Consiglio. Ciò evidenzia che il sindaco riveste una posizione di chiara supremazia rispetto agli altri soggetti. Tuttavia egli può essere sfiduciato con una mozione motivata e sottoscritta da almeno 2/5 dell’assemblea e approvata dalla maggioranza assoluta dei consiglieri (votazione per appello nominale).

    Infine vi è la Giunta, ovvero l’organo esecutivo comunale di cui fanno parte gli assessori (che non possono essere contemporaneamente consiglieri) e lo stesso sindaco. I membri della giunta collaborano con il “primo cittadino” alla definizione delle politiche e a presentarle all’interno del consiglio.

    Un’ultima figura rilevante è quella del Presidente del Consiglio comunale, il quale dirige i lavori dell’assemblea e la convoca. Non è quindi il Sindaco a coordinare il Consiglio perché a partire dal 1993, si pensò di distinguere in modo più netto esecutivo da assemblea.

     

    MATERIE DI COMPETENZA

    Questo punto è di cruciale importanza, perché spesso i mezzi d’informazione attribuiscono in modo un po’ confuso la responsabilità di alcuni provvedimenti a soggetti in realtà poco o per nulla competenti in materia. Ciò crea una certa confusione sulle funzioni e i compiti propri dell’amministrazione comunale. Cerchiamo di fare chiarezza su questo punto.

    Innanzitutto il Consiglio approva il bilancio annuale e previsionale e il rendiconto di gestione del comune. Molto importanti sono anche le competenze sul piano urbanistico (piano regolatore, piani attuativi di regolamenti edilizi, concessioni edilizie) e sulla manutenzione di strade, piazze e giardini. A livello ambientale il comune si occupa dello smaltimento dei rifiuti e del controllo del livello d’inquinamento (acquifero, acustico, atmosferico). Inoltre gestisce i trasporti pubblici locali in collaborazione con la provincia, disciplina la circolazione stradale e garantisce il rispetto delle norme sul traffico (vigili urbani).

    Gli organi di governo del comune si occupano anche di sviluppo economico e di attività produttive, in particolare regolando il rilascio di licenze per negozi, vigilando sul rispetto delle norme che riguardano i prezzi al consumo, il funzionamento dei mercati comunali e gli orari delle attività commerciali.

    Un’altra area di competenza è quella dei servizi alla persona e alla comunità. In questo ambito non rientra tanto la sanità, che è soprattutto in mano alle regioni e allo stato, bensì i servizi sociali e assistenziali. All’amministrazione comunale è stata attribuita una sempre maggiore responsabilità anche nella soppressione o aggregazione di istituti scolastici di livello inferiore a quello secondario. Infine vi è una competenza che riguarda i beni e le attività culturali, basti pensare ai musei e alle biblioteche civiche.

    Nonostante questo elenco delle competenze comunali non sia del tutto completo, si nota immediatamente la loro specificità. Si deve quindi riconoscere che l’azione del governo locale definisce soprattutto alcuni aspetti di dettaglio, dovendo mantenersi all’interno di una disciplina più generale dettata soprattutto dagli organi dello Stato e dalle regioni. È quindi oltremodo importante verificare quando certi atti dipendano direttamente dalla volontà dei comuni e quando, invece, si tratti di un’applicazione di regole sovraordinate.

     

    TIPI DI ATTO NORMATIVO

    Cosa “produce” un Consiglio Comunale? Innanzitutto sgombriamo il capo da un primo possibile equivoco: il Consiglio non approva leggi, bensì regole. Queste possono essere di diverso tipo. Al loro interno rientrano innanzitutto gli statuti, nei quali sono contenuti i principi dell’ordinamento comunale (Statuto del Comune di Genova). Scendendo di grado troviamo i regolamenti che hanno come obiettivo quello di definire più nel dettaglio il funzionamento di certe attività come, ad esempio, l’edilizia, la polizia urbana, nonché l’organizzazione degli uffici amministrativi e lo stesso funzionamento del Consiglio (Regolamenti del Comune di Genova). Su altre situazioni complesse gli organi comunali producono degli atti di carattere generale che prendono appunto il nome di piani o programmi. I più noti sono senza dubbio i piani regolatori, ma ne esistono molti altri che riguardano le opere pubbliche e la gestione del territorio. Chiaramente negli ambiti di propria competenza il comune non si limita a definire degli orientamenti generali, ma si spinge anche nel dettaglio con una serie di atti amministrativi che riguardano la singola situazione, la singola persona o un singolo bene. Questi atti permettono di dare attuazione alle linee generali determinate dagli organi di governo ordinando, vietando o autorizzando ad esempio la costruzione di un edificio o impedendo la circolazione del traffico in un dato luogo per un certo periodo.

     

    POSSIBILI SVILUPPI

    La recente modifica dell’assetto delle Province, avvenuta per effetto dei tagli alla spesa pubblica voluti dal Governo Monti, coinvolge direttamente i consigli comunali. A questi ultimi viene assegnato il compito di eleggere i dieci membri del nuovo Consiglio Provinciale, ma, cosa più importante, al comune verranno trasferite entro il 31 dicembre la maggior parte delle funzioni provinciali. La Provincia di Genova, per esempio, è già stata commissariata con l’obiettivo di traghettarla al suo nuovo assetto. Lo sviluppo, ancora abbastanza incerto, di questa riforma comporterà un cambiamento di grande rilievo per i comuni italiani, e avrà sicuramente delle ripercussioni importanti sull’attività dei suoi organi, che vedranno aumentare i propri compiti e le proprie responsabilità.

     

    Nonostante la lunghezza di questo primo articolo sono molte le cose che si potrebbero ancora dire sull’organizzazione e il funzionamento di un’amministrazione comunale, ma vale la pena farlo mano a mano che procederemo con il resoconto delle sedute del Consiglio comunale. La sfida è proprio questa: avvicinare le istituzioni locali ai cittadini. Una sfida che lo stesso Comune di Genova – come molti altri – sta cercando di affrontare, creando all’interno del proprio sito web molti strumenti, per rendere più trasparente la propria attività. Crediamo che questa sia la via giusta e, nel nostro piccolo, vogliamo contribuire a rafforzarla.

    Buona lettura a tutti.

    Federico Viotti

  • Cinema video e spot: la Liguria è il set ideale

    Cinema video e spot: la Liguria è il set ideale

    In arrivo, con la bella stagione, in Liguria, molte produzioni audiovisive che utilizzeranno location sparse in tutto il territorio regionale. In questi giorni Genova Liguria Film Commission sta fornendo assistenza a diversi progetti.

    Domani, nel Levante, si concluderanno le riprese del documentario “Welcome in Liguria” che andrà in onda su Arte, la prestigiosa rete televisiva culturale franco tedesca, girato a Camogli, Chiavari, Cinque Terre e Moneglia.
    Anche il nuovo spot pubblicitario Auto Lancia è ambientato in Liguria. La produzione Hub di Torino ha scelto come set Varazze, Noli, il Porto Antico di Genova e Villa Serra di Comago. La Jaguar ha puntato invece Capo Noli per un servizio fotografico.

    Ciak genovesi e rivieraschi anche per il programma televisivo “L’Italia di Dove” (Dove Tv) al Porto Antico , nella città vecchia, a Boccadasse , a Genova, e a San Fruttuoso, Portofino, Abbazia della Cervara di Santa Margherita Ligure, Camogli.
    Sempre in diversi angoli del capoluogo ligure e al Cineporto, Rai 5 ha ambientato in questi giorni le riprese della trasmissione “Tutto in 48 ore”.
    Nei prossimi mesi, tra giugno e agosto, sono in programma le riprese di due lungometraggi. Mentre si attende la conferma da una importante produzione internazionale tedesco-americana dedicata al grande violinista genovese Niccolò Paganini.

  • Festival Internazionale di Poesia 2012: il programma

    Festival Internazionale di Poesia 2012: il programma

    poesiaDa giovedì 7 a domenica 17  giugno torna a Genova la 18a edizione del Festival Internazionale di Poesia, curato da Claudio Pozzani e che ogni anno porta nella nostra città poeti importanti provenienti da ogni parte del mondo.

    Sono previsti in calendario oltre 90 eventi gratuiti che si terranno nel Cortile Maggiore di palazzo Ducale e in altri luoghi del centro storico: in programma reading, concerti, performance, conferenze e visite guidate.

    Il Festival Internazionale di Poesia di Genova si apre quest’anno con un omaggio alla poetessa polacca Wislawa Szymborska, Premio Nobel per la Letteratura nel 1996, scomparsa nei primi mesi del 2012. Altra produzione importante di questa edizione è lo spettacolo Chelsea Hotel con il leader dei La Crus Mauro Giovanardi e il giornalista musicale Massimo Cotto: insieme, i due danno vita al racconto dell’albergo americano dove sono passati tutti i miti del rock e non solo, narrando aneddoti e interpretando le canzoni degli autori che sono passati di là.

    Tanti gli altri ospiti già annunciati spicca poi il nome della poetessa Naseem Shafaie dal Kashmir, che per la prima volta fa un reading in Occidente. E poi il poeta e musicista venezuelano José Fernandez, che rappresenta la cultura indigena Wayuu. Dall’Equador arrivano il poeta Ramiro Oviedo, la scrittrice Aminta Buenaño e la cantante indigena Mariela Condo: per tutti tre si tratta della prima volta in Italia. La tradizione dello spoken word è rappresentato dal performer sudafricano Mak Manaka. Inoltre, grazie alla collaborazione con la Fondazione Bogliasco, sono presenti David Young, Andrew Zawacky e Margaret Young (Stati Uniti) e Susanne Stephan (Germania).

    La Romania celebra l’anno della cultura romena in Italia e ha scelto il Festival come uno degli appuntamenti più importanti, insieme al Salone del Libro di Torino. È presente quindi una delegazione di poeti, traduttori e rappresentanti delle istituzioni.
    Il Festival accoglie anche una delegazione ufficiale dell’Armenia, paese con il quale la manifestazione ha costruito un intenso scambio culturale. Altra presenza importante è quella dell’inglese Kenneth White, con una sua conferenza, mentre dalla Francia arrivano Laurent Colomb e Jacques Rebotier.

    Di seguito il programma completo degli eventi

    Giovedì 7 giugno

    -ore 21 Cortile Maggiore di Palazzo Ducale – INAUGURAZIONE del 18° Festival Internazionale di Poesia. Ballata da Wislawa Szymborska con Licia Maglietta (voce) e Angela Annese (pianoforte).

    Venerdì 8 giugno

    -ore 16, Berio Café  – SOGNIAMO IL FUTURO Festa con i bambini che hanno partecipato all’omonimo progetto lanciato dall’Unicef in collaborazione con l’Associazione di RiEvoluzione Poetica Soffoco e la rivista Terra Nuova

    -ore 18 Sala Porticato Palazzo Ducale – INAUGURAZIONE MOSTRA “GENOVA CH’È TUTTO DIRE” Mostra fotografica di Patrizia Traverso con testi di Luigi Surdich ispirata alla poesia Litania di Giorgio Caproni.
Interventi di Vittorio Coletti e Luigi Surdich.
 In collaborazione con Il Canneto Editore.

    -ore 18 Palazzo Ducale – PREMIAZIONE DEL CONCORSO DALL’ACQUA NASCE L’ANIMA A cura di Fondazione AMGA con il supporto di A.ATO n. 6 Alessandrino, Gestione Acqua S.p.A. e Liberodiscrivere Edizioni.

    -ore 18 Giardini Luzzati (da Piazza Erbe) – I POETI DIFFERENZIATI Reading poetico con i poeti differenziati selezionati nell’omonimo concorso organizzato da RiEvoluzione Poetica Soffoco e Discaricart (Massimiliano Antonucci, Isabella Di Biase, Sonia Rossi).

    -ore 20 Giardini Luzzati – IL SILENZIO DEI VIOLINI Reading di Roberto Malini tratto dal omonimo libro dedicato al popolo Rom

    -ore 21 Giardini Luzzati  – CONCERTO E READING INTERNAZIONALE Con la partecipazione di Dle Mkon De (Armenia), Madiodio Niengue (Senegal), La Decima Vittima feat. Bobby Soul, Pedro Navaja, , Nshan Abasyan (Armenia), Hasmik Simonyan(Armenia). In collaborazione con Associazione Il Cesto.

    -ore 21 Piazza Leonardo da Vinci – UNA SERATA DI MUSICA: LE NOTE INCONTRANO I GRANDI POETI Liberodiscrivere e La Piazza di Albaro presentano in collaborazione con il Premio Bindi, Art Commission ed Ellequadro Documenti. Interviene Claudio Pozzani con ospiti del Festival in anteprima.
 Luca Poli (attore) e Marco Leveratto (chitarra) presentano il progetto *Volver*.
Testi di Riccardo Mannerini, Horacio Ferrer, Leo Ferrè, Jacques Darras editi da Liberodiscrivere.

    Sabato 9 giugno

    -ore 10 Stanza della Poesia (Piazza Matteotti) –  PARTENZA PERCORSO POETICO “Per Genova in Genovese”. Conducono Alberto Nocerino e Andrea Benfante
. Percorso: Stanza della Poesia, De Ferrari, Carlo Felice, Galleria Mazzini, Corvetto, Acquasola, S.Stefano, via XX Settembre, S. Vincenzo, piazza Colombo, giardini di Brignole. Testi di: Rambaut de Vaqueiras, Firpo, Marzari, Govi, De André, Cavalli, Foglietta, Mario Cappello, Guasoni, Martin Piaggio, Carlo Malinverni, Bacigalupo.

    -ore 17 Cortile Maggiore di Palazzo Ducale  – IPAZIA NEL TEATRO DI POESIA. Con: Elisabetta Pozzi, attrice. Introduce Consuelo Barilari, direttore Festival dell’Eccellenza al Femminile.

    – Saletta Spazio Autori, Cortile Maggiore di Palazzo Ducale: – ore 18 Francesco Brunetti, poesie e narrativa e alcune anticipazioni sul prossimo volume Aiseopoesia -ore 18.50 Antonio Oleari presentazione del volume Guerre Bianche Liberodiscrivere ed., accompagnamento musicale di Gianfranco De Franco – ore 19.40 Antonino Scarfì presenta il suo libro di poesie La mia vergogna.

    -ore 21 Cortile Maggiore di Palazzo Ducal:

    – INCONTRO CON AMINTA BUENAŇO (Ecuador)
 In collaborazione con il Consolato Generale dell’Ecuador a Genova

    -READING DI JEAN PORTANTE (Lussemburgo/Italia)

    -L’UNIVERSO WAYUU – READING DI JOSÈ FERNANDEZ SILVA (Venezuela)
. In collaborazione con Associazione Lameladivetro.

    -CONCORSO SUONA LA POESIA Esibizione del vincitore 2012 Patrizia Cirulli per il brano Forse il cuore di Salvatore Quasimodo
 con la partecipazione straordinaria di Davide Ferrario alla chitarra. In collaborazione con MEI – Meeting Etichette Indipendenti.

    -SPETTACOLO POETICO MUSICALE Con il gruppo folk Dle Mkon Dè e i poeti Nshaan Abasyan e Hasmik Simonyan (Armenia)

    Domenica 10 giugno

    -ore 10 Stanza della Poesia –  PARTENZA PERCORSO POETICO “Dedicato a Campana e Caproni”. Conducono Alberto Nocerino e Laura Accerboni
. Percorso: Stanza Poesia, Casa Colombo, Sarzano, San Bernardo, Cattedrale, Banchi, San Giorgio, porto.

    -ore 21 Cortile Maggiore di Palazzo Ducal:

    -OMAGGIO ALL’ARMENIA I cantanti della Scuola Italiana di Cantoterapia eseguono il brano Per te Armenia composto dal grande musicista e interprete armeno Charles Aznavour.

    -LA ROMANIA A GENOVA Una serata di poesia e musica. Recital con i poeti Ruxandra Cesereanu, Ion Muresan, Sorin Ghergut e Denisa Comanescu, il chitarrista Maxim Belciug e i traduttori Giovanni Magliocco, Danilo De Salazar, Clara Mitola e Pietro Scarpulla. In collaborazione con Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia

    Lunedì 11 giugno

    -Saletta Spazio Autori Cortile Maggiore di Palazzo Ducale – ore 18 Luciana Ferrari presenta La voce del cuore (ed. Shamor) – ore 18.50 Lella De Marchi presenta La spugna (Raffaelli editore, Rimini)

    ore 18, Munizioniere di Palazzo Ducale – CONFERENZA SU GIORGIO CAPRONI. Relatori Vittorio Coletti e Luigi Surdich.

    ore 21 Cortile Maggiore di Palazzo Ducale:

    – INCONTRO CON JUAN GELMAN (ARGENTINA). Presenta Jean Portante.

    -TANGO CHE HO VISTO BALLAR. Concerto con Claudia Pastorino (voce), Patrizia Merciari (fisarmonica) e  (pianoforte). Milonga a cura del Genova Tango Festival.. Si ringrazia Bozzo Archimede per i pavimenti speciali.

    Martedì 12 giugno

    -ore 18 Museo Luzzati a Porta Siberia – TAUTOGRAMMA PINOCCHIESCO. Lettura attorno a Pinocchio con testi di Eco e altri autori 
. In collaborazione con il Museo Internazionale Luzzati Onlus.

    -ore 21 Cortile Maggiore di Palazzo Ducale – PAESAGGI PERDUTI Dedicato a Pier Paolo Pasolini. II movimento. Elaborazione drammaturgica di Marco Romei dalla poesia di Pier Paolo Pasolini
. Reading di Franca Fioravanti, performing live Bernardo Russo.

    -ore 21.30 Cortile Maggiore di Palazzo Ducale – CHELSEA HOTEL. Storie e canzoni sull’albergo-culto del rock e della Beat Generation. Con Massimo Cotto (voce narrante), Mauro Ermanno Giovanardi (voce) e Matteo Curallo (chitarre).

    Mercoledì 13 giugno

    -ore 16 Cortile Maggiore di Palazzo Ducale – CONCORSO POETI DENTRO. Premiazione della quinta edizione. In collaborazione con il Provveditorato Regionale Amministrazione Penitenziaria Regione Liguria, le direzioni dei penitenziari liguri, Il Consolato Generale dell’Ecuador e la Biblioteca Berio

    -ore 18  Munizioniere di Palazzo Ducale NEL LABIRINTO DELLA VOCE – LA VOCE NELL’ARIA. Conferenza-laboratorio di Laurent Colomb (Francia)

    -ore 21 Cortile Maggiore di Palazzo Ducale – READING INTERNAZIONALE con Yang Lian (Cina), Laurent Colomb (Francia), Jacques Rebotier (Francia), Andrew Zamacky (Stati Uniti), Margaret Young (Stati Uniti).

    Giovedì 14 giugno

    -ore 15  Castello d’Albertis, Museo delle Culture del Mondo – NEL LABIRINTO DELLA VOCE – LE VOCI DEL MONDO IL VERSO E IL CANTO IN ETNOMEDICINA. Conferenza-workshop a cura di Alla Yakubovich e Claudia Pastorino.

    -ore 18 Munizioniere di Palazzo Ducale – ENZO COSTA IN VERSI E VERSACCI AVVERSI. Le rime bacate di Enzo Costa decorate dalle indecorose cattiverie grafiche di Aglaja. Un reading che va dall’astratto al concreto, ammesso e non concesso che cosmogonie linguistiche e fiori immaginari non esistano, e che certi sedicenti politici siano veri.

    -Cortile Maggiore di Palazzo Ducale:

    -ore 21  READING di Susanne Stephan(Germania). In collaborazione con Fondazione Bogliasco

    -ore 21.30 DA VALERY A BRASSENS: LA NUIT DE GENES. Un viaggio in poesia e canzoni da Sète a Genova. Reading-concerto con Marie Antonazzo (voce), Claudia Pastorino (voce), Fabio Vernizzi (pianoforte) e Claudio Pozzani (voce recitante). In collaborazione con Festival Voix Vives de la Mediterranée di Sète.

    Venerdì 15 giugno

    -ore 18 Salone del Minor Consiglio Palazzo Ducale – GENOVA E LA GEOPOETICA Conferenza di Kenneth White (Regno Unito)

    -ore 19 Casa Paganini, Piazza S. Maria in Passione – TERRA DI FATE Sperimentazione scenica da una poesia di Edgar Allan Poe, Fayryland (1829). Progetto drammaturgico e regia: Attilio Caffarena
. Progetto Visivo e scenografico: Riccardo Dapelo e Attilio Caffarena. Progetto Sonoro: Giacomo Lepri, Riccardo Dapelo. Performer: Andrea Nicolini. Live Audio: Giacomo Lepri.

    -ore 21 Cortile Maggiore di Palazzo Ducale:- READING INTERNAZIONALE  con Kenneth White (Regno Unito), Naseem Shafai (Kashmir, in collaborazione con Ass. Polimnia), Prec Zogaj (Albania, in collaborazione con Consolato Onorario d’Albania in Liguria), Carlos Salem (Argentina/Spagna, in collaborazione con Instituto Cervantes di Milano) -CONCERTO DI MARIELA CONDO (Ecuador) In collaborazione con Consolato Generale dell’Ecuador a Genova e Ministerio de la Cultura dell’Ecuador

    -ore 21 Sala Bozzo, Largo Skrjabin, Bogliasco –  READING INTERNAZIONALE con David Young (Usa), Susanne Stephan (Germania)
, Andrew Zanacki (Usa), Margaret Young (Usa). Le letture sono accompagnate dalle composizioni floreali a esse ispirate e realizzate da Gianna Tasso. 
Organizzato dalla Fondazione Bogliasco, in collaborazione con il Comune di Bogliasco.

    Sabato 16 giugno

    Dalle 9.30 alle 01 in giro nel Centro Storico di Genova BLOOMSDAY

    Dalle 14 Sala del Camino di Palazzo Ducale:

    -IL KASHMIR A GENOVA. Incontri in collaborazione con Associazione Polimnia e Taverna Zaccaria.Essere giornalista in Kashmir (giornalista Zafar Meraj); Architettura kashmira (architetto Enrico Pinna), proiezione del documentario The ancient architecture of Kashmir di Mushtaq Bala (Kashmir, 2008). Il Sufismo tra poesia e antropologi (antropologo Mauro Valdinoci, poetessa Naseem Shafaie). La musica del Kashmir (cantautrice Claudia Pastorino, cantante Raja Amjid Saeed, proiezione del documentario Sufyana Kalaam di Mushtaq Bala (Kashmir, 2007). I colori del lusso: le stoffe kashmire (dott.ssa Loredana Pessa, conservatore onorario ). Proiezione del film Le stoffe del Kashmir (Kashmir, 2011) e di Lost Innocents of Kashmir di David Backall (Kashmir, 2011).

    -ore 18 Salone del Minor Consiglio di Palazzo Ducale – PREMIAZIONE CONCORSO A VOCE ALTA

    -ore 19 Cortile Minore di Palazzo Ducale – PAESAGGI PERDUTI. Dedicato a Pier Paolo Pasolini. I movimento. Progetto di Franca Fioravanti e Marco Romei
. Azione interpretata e diretta da Franca Fioravanti, con la partecipazione della Scuola Laboratorio di ricerca, sperimentazione e creazione teatrale del Teatro delle Nuvole: Cau Patrizia, Fossa Laura, Galgano Angelina, Graffione Elisa, Gravina Maria Luisa, Leveratto Gaia, Liberti Matilde. 
Costumi: Luisa Stagnaro.

    -ore 21 Cortile Maggiore di Palazzo Ducale – CONCORSO IL MIO ESORDIO – POESIA. Premiazione del vincitore 2011 Maurizio Paganelli
e presentazione dell’edizione 2012. In collaborazione con Ilmiolibro.it, Scuola Holden e Librerie Feltrinelli.

    -ore 21.15 Cortile Maggiore di Palazzo Ducale – LA POESIA CONTEMPORANEA ECUADORIANA. Lettura di Ramiro Oviedo (Ecuador) In collaborazione con Consolato Generale dell’Ecuador a Genova.

    -ore 21.45 Cortile Maggiore di Palazzo Ducale – LA LANTERNA. GENOVA SPECULATIVA. Performance poetico-musicale di Nora Gomringer (Germania). Direzione artistica: Roberto Doati. In collaborazione con Goethe-Institut Genova e Conservatorio Niccolò Paganini di Genova.

    -ore 23  Munizioniere di Palazzo Ducale –  TIME OF REPLY , OMAGGIO A NICK DRAKE. Concerto/narrazione con il Nick Drake Ensemble: Joanna Pedziwiatr, 
Monika Nycz (violini), Mariana Carli (violoncello)
, Manuel Merialdo (basso), Marco Matta (chitarra), Marco Fossati (piano, voce
), Bruno Meneghelli (direzione artistica, interventi video, sceneggiatura
), Federica Venturi (elementi di scena, costumi).

    Domenica 17 giugno

    -ore 17 Taverna Zaccaria  – Tè Kashmiro e incontro col pubblico di Naseem Shafaie e di tutti i protagonisti de Il Kashmir a Genova.. Gli Ottomila: i giganti della terra in Kashmir In collaborazione con Cai Genova. Il Kashmir e lo sport: il cricket Con la partecipazione del Genoa Cricket Club. Proiezione del documentario muto di Vittorio Sella sulla spedizione del Duca degli Abruzzi in Karakorum (1910). In collaborazione con la Cineteca di Torino.. Musica dal vivo e a seguire aperitivo kashmiro.

    -ore 21 Cortile Maggiore di Palazzo Ducale – READING INTERNAZIONALE con Mak Manaka (Sud Africa) e David Young (Stati Uniti) -OMAGGI A CAPRON,  IL CONTE DI KEVENHÜLLER Lettura poetica di Giovanni Succi. -BALLO A FONTANIGORDA, CAPRONI E LA VAL TREBBIA Concerto di musica dalla tradizione dell’Appennino Emiliano Ligure con Maddalena Scagnelli ed Enerbia. Voci recitanti Lorenzo Calza, Lucia Lanzarotti e Claudio Pozzani.

  • Ecco la giunta di Marco Doria: alla scoperta dei nuovi assessori comunali

    Ecco la giunta di Marco Doria: alla scoperta dei nuovi assessori comunali

    Una giunta tecnica, in pieno stile romano. Oltre al sindaco, infatti, sono ben tre i professori che lavoreranno a Tursi. Ecco nome per nome qualche informazione utile sui membri della nuova squadra. Intanto il sindaco dichiara: «Nella scelta delle persone ho guardato al rigore e alla serietà. Ho guardato alle competenze e ho anche guardato, come avevo detto, ad un elemento che mi sembra importante. L’obiettivo era garantire una larga presenza femminile. Su 11 assessori 6 sono donne».

    Proprio nel giorno della presentazione ufficiale e dell’inizio dei lavori del Consiglio, Era Superba propone la prima uscita di Liberi Tursi” una nuova rubrica che avrà come obiettivo quello di portare ogni settimana il Consiglio comunale nelle vostre case per ridurre la distanza, oggi enorme, fra cittadinanza e politica. Non ci limiteremo a raccontare quello che accadrà fra i banchi di Tursi, ma ci impegneremo a spiegarlo, a renderlo il più chiaro e trasparente possibile.

    La composizione della giunta di Marco Doria:

    MOBILITA’ E TRAFFICO: Anna Maria Dagnino

    Assessore provinciale uscente con deleghe a: Programmazione della Mobilità – Trasporti Pubblici e Privati – Turismo – Commercio e Artigianato – Coordinamento Eventi Fieristici ed Espositivi. Laureata in Storia dell’Arte è docente di Storia dell’Arte presso il liceo classico A. D’Oria di Genova. Già consigliere comunale dal 2002 al 2007 nella giunta Pericu.

    SCUOLA, SPORT, POLITICHE GIOVANILI: Pino Boero

    Preside della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Genova dal 2002 al 2008, oggi pro rettore delegato alla formazione e professore di letteratura per l’infanzia e Pedagogia della lettura.

    POLITICHE DELLA CASA: Renata Paola Dameri

    Docente universitaria, ricercatrice di Economia Aziendale presso la facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Genova e docente di Ragioneria Generale e Sistemi informativi aziendali.

    LEGALITA’ E DIRITTI: Elena Fiorini

    Avvocato dal 1997, candidata con la lista Marco Doria alle amministrative, si occupa di diritto penale, diritto di famiglia e dei minori e della condizione giuridica dei migranti. Un passato da educatrice con il “Ce.sto”, laureata in giurisprudenza.

    VICE SINDACO E URBANISTICA: Stefano Bernini

    Svolge attività politica a tempo pieno dal 1989 e dal 2002 ad oggi è Presiedente del Municipio Medio Ponente.

    LAVORI PUBBLICI: Gianni Crivello

    Presidente del Municipio Val Polcevera, iscritto SEL

    CULTURA E TURISMO: Carla Sibilla

    Dirigente dell’Acquario di Genova dal quale andrà in aspettativa e presidente del Convention Bureau Genova.

    SVILUPPO ECONOMICO: Francesco Oddone

    Ex consigliere di amministrazione di Spim, società immobiliare che gestisce il patrimonio del Comune e presidente del consiglio di amministrazione di Datasiel, l’azienda informatica della Regione Liguria, da cui si dimetterà.

    AMBIENTE: Valeria Garotta

    Genovese, 34 anni, iscritta PD, ingegnere idraulico. Ha dedicato 5 anni alla ricerca universitaria nel campo dell’idraulica fluviale,  lavora in una società di Ingegneria, dove si occupa di progetti di ricerca e sviluppo per conto di Ansaldo Energia.

    FINANZE E BILANCIO: Franco Miceli

    Unico assessore della giunta Vincenzi confermato.

    PERSONALE: Isabella Lanzone

    Genovese, 38 anni, già dirigente amministrativo di Asl 3 poi responsabile gestione risorse umane dell’Asl 4 medio Friuli di Udine.

  • Reportage fotografico di Zoila Bajaña sulle giovani madri di origine straniera

    Reportage fotografico di Zoila Bajaña sulle giovani madri di origine straniera

    Cospe, in collaborazione con il Comune di Genova, organizza l’incontro ‘L’integrazione in prima pagina – Media e territori in rete per un’informazione plurale’. L’iniziativa nasce dalla necessità di comunicare diversamente le tematiche relative all’integrazione, affinché sui media non si senta parlare solo di immigrazione nella cronaca nera, ma perché si parli anche della quotidianità e dell’inserimento nella società dei cittadini immigrati.
    L’ iniziativa ‘L’integrazione in prima pagina’ si terrà giovedì 7 Giugno 2012, dalle 09.30 alle 13.00, presso la Sala di Rappresentanza della Regione Liguria, in Via Fieschi 15, a Genova.

    Proprio nell’ambito di questo progetto, Cospe valorizza prodotti editoriali realizzati da giornalisti e fotografi di origine straniera a seguito dei corsi tenuti dalla stessa associazione che opera per il dialogo interculturale, lo sviluppo equo e sostenibile, i diritti umani, la pace e la giustizia tra i popoli. Uno di questi progetti riguarda un reportage fotografico sulle giovani madri di origine straniera, a cura della fotografa Zoila Bajaña.

    Oltre le gravidanze precoci

    Quindici gli scatti dove mamme e bambini si ritrovano attraverso le diverse storie di vita. Tutte però hanno avuto qualcosa in comune: una gravidanza precoce e  la nazionalità ecuadoriana. Nel momento in cui hanno dato alla luce una nuova vita hanno fatto i conti con una maternità precoce o sotto i vent’anni, ma oggi posano fiere con i loro trent’anni magari al terzo o quarto figlio.

    Questo fotoreportage nasce da una ricerca di mesi di investigazione – tra Genova, Quito e Guayquil – per costruire una tesi di laurea triennale in servizio sociale. L’intento è quello di mostrare come la maternità precoce non sia mai casuale ma spesso voluta e anelata per compensare una carenza d’affetto. È emerso infatti come le giovani vadano a colmare quel vuoto e l’assenza dei genitori con l’amore ed il desiderio di avere una creatura da coccolare e mimare. Probabilmente le cose non sono quello che sembrano, dietro ogni gravidanza precoce troviamo una vita che si ritrova a vivere in anticipo esperienze che dovrebbe fare con calma nel corso dell’esistenza. Un’ esperienza sconvolgente e colorita, che segna un passo verso la perdita dell’adolescenza. Crescere saltando le tappe diventa disastroso e incredibilmente faticoso, sia per le responsabilità che per la parte psicologica ed emozionale verso cui si va incontro.

    Ogni numero delle statistiche sulle gravidanze precoci, nasconde una storia vera fatta di relazioni complicate e ulteriori problematiche. Jhomaira, Jhuliana, Virginia, Erika, Carolina, Juana con i loro trent’anni ricordano la prima gravidanza come un’esperienza bellissima, inaspettata ma desiderata al tempo stesso. Il sapore della seconda o della terza gravidanza è del tutto diverso, si godono i nove mesi con maggior relax e senza i pensieri del primo figlio. Cynthia, Katty e Kimberly non hanno ancora raggiunto la maggiore età e si sentono delle giovani donne pronte a difendere con tenacia i loro ideali. Maria Fernanda, Gema, Gloria, Irina da poco nella fase dei vent’anni si sentono gioiose e orgogliose della scelta fatta e si riscoprono delle mamme apprensive e piene di vita. Melina e Tatiana sono prossime ai diciotto anni e vivono la maternità con un dolce sorriso sulle labbra che non le scompone neanche per  un momento.

    Zoila Bajaña è una fotografa di origine ecuadoriana nata nel 1986. Questo fotoreportage è stato concluso a maggio del 2012. Ha partecipato inoltre al corso di formazione per giornalisti all’interno del progetto “L’integrazione in prima pagina. Media e territori in rete per un’informazione plurale”, finanziato dal Fondo Europeo per l’integrazione di cittadini di Paesi Terzi dell’ Unione Europea e del Ministero dell’ Interno.

    OLTRE LE GRAVIDANZE PRECOCI

    Le ragazze che hanno partecipato sono: Tatiana, Gema, Gloria, Erika, Virginia, Jhulissa, Carolina, Irina, Maria Fernanda, Melina, Katty, Juana, Kimberly, Cynthia, Patricia.

    Jhuliana Vargas

    Sono rimasta incinta all’età di 15 anni e una volta saputa la notizia ho desiderato insieme a mio marito questa creatura con tutta me stessa. La bambina è arrivata a sorpresa subito dopo il nostro felice matrimonio che abbiamo celebrato poco tempo dopo esserci conosciuti.  All’inizio della gravidanza coccolavo l’idea di avere un maschietto ma per la gioia di mio marito è arrivata la femminuccia.

    La gioia che nostra figlia ha portato nei nostri cuoi è senza paragone e ci siamo veramente goduti quei momenti come se fossero gli ultimi, infatti, poco tempo dopo mio marito è stato colpito da una pallottola vagante e son rimasta vedova.           Siamo rimaste io e il frutto del nostro amore intenso e profondo, oggi, siamo inseparabili: dovunque vada l’una va l’altra. Anche la migrazione l’abbiamo affrontata insieme, siamo come due sorelle gemelle che non si staccano nonostante i litigi e le incomprensioni che ci possono essere soprattutto ora che è iniziato il periodo del adolescenza.

    Virginia Lasluisas

    Le mie quattro gravidanze hanno dato gioia, amore e allegria alla mia vita, donandogli un senso logico, arricchendo ogni mio respiro e singolo istante. Quando sono rimasta incinta la prima volta dovevo iniziare il primo anno di università ma il mio percorso formativo stava per prendere una piega diversa.  La seconda e la terza gravidanza sono arrivate una dopo l’altra ma ogni volta provavo emozioni uniche e senza precedenti tanto da avere sempre voglia di dare alla luce una nuova vita. Da piccola sognavo una famiglia numerosa è per questo che ora anche se lontana dal mio paese ho deciso di portare avanti la mia quarta gravidanza, una splendida femminuccia che impegna la mia vita ma che l’ha trasformata in una dolce utopia.

    Facendo il bilancio della mia vita posso dire di essere orgogliosa di ciò che sono, le gravidanze mi hanno resa forte e coraggiosa. Avere un figlio dopo i trenta ha un sapore diverso rispetto alla prima gravidanza avuta ai 19. La consapevolezza, l’esperienza e la maturità hanno reso la mia ultima gravidanza un’esperienza senza stress e preoccupazioni.  Me la sono goduta di più perché arrivata a distanza di anni rispetto alle prime che erano tutte ravvicinate.

    Cynthia Paredes

    Ammirevole è stato il modo in cui i miei genitori hanno affrontato la notizia della mia prima gravidanza a sedici anni. Oggi sono alla seconda gravidanza e ho da poco compiuto diciassette anni. Ho abbandonato la scuola per dedicarmi a fare la mamma a tempo pieno e penso sia stata la decisione migliore. È meraviglioso donare amore ai miei piccini, mi sento invasa dalla gioia al pensiero di sapere che sono parte di me. A questo secondo giro avrei preferito la femminuccia ma sono felice ugualmente perché tra maschi c’è più complicità e se possono crescere insieme è importante che ci siano cose in comune.

    Quando ho fatto la prima ecografia sono rimasta colpita da quell’esserino tanto piccolo e perfetto. Ho capito solo in quel momento di portare in grembo la magia e la forza della vita, mi sono resa conto di quanto siamo perfetti e della responsabilità che abbiamo come madri. Questi neonati quando vengono al mondo si affidano alle nostre cure e sono talmente piccoli che senza di noi non potrebbero farcela.

    Erika Mora

    Per tre mesi abbiamo cercato disperatamente di avere un bambino, io all’inizio sognavo una femminuccia, ma poi è risultato essere maschio. Avevo 18 anni quando sono rimasta incinta del primo figlio, per noi era una cosa normale farsi una famiglia a quell’età. Quando ho scoperto di essere incinta ho provato un emozione enorme soprattutto quando il piccolo ha iniziato a scalciare. Diventare mamma è il dono più bello che ci possa essere, si tratta di una benedizione senza uguali.

    Alla seconda gravidanza desideravo un maschietto ed è risultata una bambina.  La terza gravidanza è stata ben accolta da tutti, ci siamo vissuti i nove mesi godendo a pieno di ogni momento magico della gravidanza, è stato davvero interessante osservare come i bambini aiutavano. La mia sorpresa è che non ci sono state gelosie ne pianti dovuti al nuovo arrivato ma, al contrario, si sono adoperati per ritagliarsi un ruolo in funzione del più piccolo, è come se gli avessero fatto un po’ di spazio metaforico. Questo loro comportamento maturo mi rende orgogliosa dei miei figli e sono sicura che anche se decidessi di averne altri due il loro comportamento non sarebbe poi tanto diverso.

    Tatiana Garcia

    Avevo 17 anni quando mi sono sposata e sono rimasta incinta, la scelta di sposarmi è avvenuta come conseguenza della gravidanza. Quando ti trovi al bivio e non sai che strada percorrere, ragioni egoisticamente e se non te lo aspetti è solo riflettendo con cautela che riesci a fare chiarezza e  agire nella maniera più giusta.  Io ringrazio il cielo di avere una famiglia con i fiocchi che riesce sempre a guidarmi con dolcezza e senza intralciare le mie scelte finali. La mia dimestichezza con il più piccolo dei miei fratellini mi ha permesso di essere una mamma attenta e premurosa ai bisogni di mia figlia che è ad oggi la luce dei miei occhi. La gravidanza seppur inaspettata mi ha fatto crescere e maturare in fretta e se prima pensavo ad uscire ogni pomeriggio con le amiche oggi resto sveglia la notte per seguire con amore mia figlia. Devo dire che il signore mi ha fatto il dono di una famiglia con i fiocchi, mio marito mi affianca con amore e insieme seguiamo nostra figlia che è una bambolina sempre sorridente. Quando è nata ha avuto delle complicazioni di salute e per un mese non l’ho potuta portare a casa ne coccolare, sarà per questo che oggi siamo grati alla vita per la sua presenza e apprezziamo di più la sua presenza nella nostra quotidianità.

    Melina Ramirez

    I miei genitori mi hanno educata seguendo uno schema rigido e severo perciò puoi immaginare quale era la mia paura più grande. Quando è arrivato il momento di farlo sapere ai miei, il panico mi ha assalita, inizialmente non volevano saperne nulla ma successivamente, quando mi hanno vista determinata tutto si è risolto di buon grado. Oggi coccolano mia figlia come se fosse loro e trattandosi della prima nipote stravedono per lei. Io trabocco gioia da tutti i pori per me non c’è gioia più grande che essere mamma. Ai miei 17 anni non pensavo di rimanere incinta e mi vergognavo persino di andare a scuola con il pancione ma oggi frequento le lezioni con più serenità e affronto la vita a testa alta.

    Credo che questa sia l’esperienza più meravigliosa e completa in assoluto. Il regalo di essere mamma ti riempie la vita ed il cuore, se mi chiedessero di tornare indietro non lo farei mai senza mia figlia che è la cosa più importante della mia vita. Quando è stata male subito dopo la nascita mi son sentita morire, è nata un mese prima della scadenza perché c’erano delle complicazioni gravi dovute a difficoltà respiratorie.

    Irina Floril

    All’età di 19 anni ho avuto il mio splendido bebè. Provavo un miscuglio di emozioni nel primi giorni di gravidanza, già il giorno dopo sapevo che sarei rimasta incinta, me lo diceva il mio sesto senso. Mia madre lo ha scoperto il mese dopo, quando le mestruazioni non bussavano più alla mia porta e lei come ogni mese si apprestava a fare la scorta di assorbenti; mi ha messa subito alle strette chiedendomi spiegazioni. Il mio rapporto con lei è sempre stato bellissimo fatto di fiducia, amore e comprensione che ha dimostrato specialmente in quei momenti per me più difficili. Dirlo a mio padre è stata davvero dura perché non si aspettava che la sua bambina rimanesse incinta.

    I mesi successivi sono stati fenomenali e stressanti al tempo stesso, tra alti e bassi, dovuti alla gravidanza a rischio. Il giorno del parto avevo il mio compagno accanto e quella è stata la mia forza, il travaglio è durato un’eternità e lui mi infondeva coraggio con  dolcezza e autorità. Sua è la frase: “spingi che manca poco!“anche se la testolina era solo all’inizio.

    Carolina Ordoñez

    Sono diventata mamma all’età di 17 anni, con mio marito è stato un colpo di fulmine, ero completamente persa e pazza di lui. La seconda gravidanza è arrivata in meno di un anno e la terza a distanza di vent’anni dal primo figlio. L’ultima gravidanza mi ha colta all’improvviso, non aspettavamo una creatura infatti l’ho scoperto all’ottavo mese. L’averlo saputo un mese prima non mi ha permesso di godere di tutti quei primissimi momenti, le prime ecografie, le prime voglie, i pianti di gioia o anche la scelta dei vestitini e tutto il  corredino da scegliere con calma insieme alla mia famiglia per la sua cameretta.

    Diventare mamma in un’ altro paese non è cosa facile, vieni assalita da mille dubbi e costretta a vivere in funzione del tuo lavoro. Vivere nella paura di poter perdere il lavoro non è un pensiero felice, ti costringe a crescere in una gabbia dorata perché se da una parte c’è il guadagno e le entrate, dall’altra c’è la questione del doversi trattenere per non stressarsi e vivere nella preoccupazione costante.

    Gloria Grieco

    Ho inseguito il sogno di un figlio per molti mesi, poi quando non ci speravo più, ha bussato alla mia porta sconvolgendo positivamente la mia vita. Durante i primi giorni di gravidanza la sintomatologia era estenuante: ero debole, avevo continui giramenti di capo mi sentivo svenire a tal punto da pensare in una forma di anemia di quelle già diagnosticate in famiglia. Poi è arrivato quel risultato degli esami del sangue che ha cambiato la mia vita rendendomi la donna più felice del pianeta. Mia mamma non vedeva l’ora di diventare nuovamente nonna ed io nonostante i miei 19 anni  continuavo a sognare ad occhi aperti.

    Adoro il mio bambino e non vedo l’ora di dargli una compagna di giochi, spero di farlo entro i suoi primi cinque anni così da  farli crescere insieme. Altro sogno nel cassetto è quello di sposarmi alla presenza dei miei piccoli che mi portano le fedi all’altare.

    Gema Toala

    Diversamente dalle mie coetanee il cui primo pensiero è l’aborto, io ho subito deciso di tenerlo, prima ancora di dirlo a mamma. Il periodo più bello della mia vita è stato quello della gravidanza, in quei nove mesi puoi assaporare emozioni e sensazioni diverse tra di loro ma che viaggiano al unisono.  Mio figlio è davvero la mia vita e senza di lui non saprei quale colorito avrebbero le mie giornate.

    Quando ho scoperto di essere incinta andavo a scuola e provavo sentimenti contrastanti a causa del giudizio della gente. I genovesi mi hanno sempre criticata per essere una giovane mamma che insieme al suo compagno si godono il loro splendido bebè. Lo sguardo collettivo mi ha sempre dato fastidio, imparo solo con il mio bambino a voltarmi e fare orecchie da mercante.

    Maria Fernanda Ayala

    Quando all’ospedale mi hanno messo mio figlio tra le braccia non volevo che più nessuno me lo portasse via, mi sentivo come una leonessa forte e grintosa, pronta a scattare alla prima mossa di altri. Le emozioni che ho provato in quei mesi non hanno descrizione alcuna, i primi istanti sono stati di ansia e preoccupazione ma poi è subentrata la voglia di vederlo e me lo immaginavo ogni notte. Alla sua nascita i brividi assalivano il mio corpo al solo sfiorare il suo viso e quando mi soffermavo su quelle mani e su quei piedini sentivo in me una sensazione di gratitudine nei confronti dell’universo intero.

    Le mie sorelle minori entrambe hanno avuto i figli molto giovani, una a quindici e l’altra a sedici e sono rimaste incinte nello stesso periodo tanto da partorire nell’arco della stessa settimana. Io in realtà aspettavo di crescere ancora un po’ ma poi alla fine è successo che sono riuscita a resistere solo fino al diciannovesimo anno. Sono contenta del mio percorso come mamma perché oggi alla mia seconda gravidanza a distanza di circa sette anni dalla prima posso dire di essere fiera di essere ciò che sono.

    Katty Romero

    Mio figlio è la mia vita! A 16 anni ho partorito il mio angioletto che oggi mi costringe spesso ad assentarmi da scuola perché si prende sempre il raffreddore. Mio figlio non è stato un impedimento alla mia carriera scolastica ma anzi è la forza che mi invoglia a lottare per  diplomarmi e frequentare l’accademia di moda.

    Quando ho scoperto di essere incinta ho fatto difficoltà ad affrontare il discorso con i miei genitori, mi son fatta coraggio solo perché accanto a me c’era il padre di mio figlio che è l’uomo della mia vita che non vedo l’ora di sposare. Con lui e mamma ho vissuto i primi momenti dell’ecografia e scoperto l’universo materno, il giorno del parto è stato indimenticabile poiché avevo accanto a me le persone più importanti e sapevo che potevo far affidamento su di loro. Veder crescere mio figlio significa farlo insieme a lui passo dopo passo, ogni risata e pianto è un momento speciale da vivere fino in fondo.

    Kimberly Vargas

    Con i miei diciassette anni posso dirti di sentirmi una giovane donna che si affaccia alla vita con serenità e senza rimpianti. Non frequento più la scuola perché mi dedico anima e corpo a mio figlio ma sono felice così. Anche mio fratello è diventato padre sotto i diciotto anni e questo mi è di conforto in quanto non mi fa sentire sola ed esclusa. A Genova partorire in età adolescenziale è cosa insolita ma a me è venuto naturale e di certo non è stato una sorpresa quando ho scoperto di essere incinta.

    Mia mamma voleva un futuro da laureata per almeno uno dei suoi due figli, ma non è ciò che volevo io. Ho sempre desiderato avere qualcuno a cui donare tutta me stessa, io amo mio figlio e al mondo non c’è niente di più bello che svegliarmi al mattino con un suo sorriso. Per  il futuro mi auguro un secondo figlio ma tra qualche anno perché prima desidero godermi il mio piccino attimo dopo attimo.

    Patricia Morales

    A diciotto anni ho avuto la mia prima bambina e a distanza di pochi anni è arrivata la seconda gravidanza con uno splendido maschietto. Mia mamma non è stata felicissima della mia scelta, se i miei figli esistono è grazie alla mia testardaggine e grande forza d’animo, nonostante tutto io mi son sempre fatta coraggio e ho difeso le mie idee. Sono rimasta incinta casualmente ma non ho mai creduto che l’aborto fosse la soluzione  e così ho accettato il mio destino e il dono di essere madre.

    Le emozioni che oggi provo sono sensazionali e ripercorrere questo periodo con il solo pensiero per me è davvero emozionante. Mi sento mamma fin da quando giocavo con le bambole e stiravo i loro vestitini con la consapevolezza di una bambina che non sogna altro. I miei figli sono la mia gioia e la mia ragione di vita e non c’è giorno che non ringrazi il buon Dio di avermi regalato queste due tenere pesti.

    Juana Rivera

    A 19 anni sono rimasta incinta quando ancora frequentavo la scuola e la scelta è stata subito di portare a  termine la gravidanza sacrificando i miei studi. Oggi ai miei trenta tre anni dopo una seconda gravidanza arrivata ai venticinque anni mi sento benedetta dalla vita per le mie due splendide figlie che crescono a vista d’occhio e si sentono delle giovani donne. La seconda gravidanza più matura e ragionata mi ha permesso di godere in maniera piena della gioia e dei dolori di quei nove mesi. Il mio compagno è davvero un uomo con i fiocchi e questo ha reso tutto più facile perché ho la possibilità di condividere ogni pensiero con lui e di renderlo partecipe di ogni aspetto della mia vita.

    I bambini riempiono la tua vita e anche se la rendono impegnativa i sacrifici si fanno con piacere anche solo per un loro timido sorriso. Io lavoro tante ore ma quando torno a casa anche se stanca le mie figlie riescono a infondermi tutta l’energia di cui ho bisogno per riprendermi da una lunga e faticosa giornata.

    Loghi Cospe Comune Genova

    (I.P.)

  • FesTeatrodistrada, tre giorni a Villa Bombrini a cura dell’associazione Sarabanda

    FesTeatrodistrada, tre giorni a Villa Bombrini a cura dell’associazione Sarabanda

    Arte di Strada teatro attoriQuest’estate Villa Bombrini a Cornigliano ospita un lungo programma di eventi e initiative organizzati dalla Società Per Cornigliano: spettacoli teatrali, concerti e le esibizioni degli artisti di strada.

    Uno degli appuntamenti più attesi è il FesTeatrodistrada, una no stop di spettacoli di teatro di strada, laboratori di circo e workshop a cura dell’ associazione culturale Sarabanda, già ideatrice e realizzatrice di Circumnavigando Festival Internazionale di teatro e circo contemporaneo.

    Da venerdì 1 a domenica 3 giugno sono previsti 15 spettacoli al giorno e 9 compagnie, laboratori pomeridiani di arti circensi per bambini, un punto ristoro dove poter mangiare continuando a esser dentro lo spettacolo, un mercatino creativo e di prodotti biologici con la presenza di Emergency.

    Le giornate iniziano alle 17.30 con i laboratori di circo: la compagnia Fuma che n’duma coinvolge i più piccoli in giochi d’equilibrio con l’utilizzo di attrezzi tipici dell’arte circense: corde, filo, clave, diablo, monocicli. L’obiettivo di questi laboratori è quello di far conoscere ai più piccoli le discipline circensi ma soprattutto di coinvolgerli in  una dimensione creativa fatta di gioco, immaginazione, movimento, confronto e interazione di gruppo.

    Seguono poi gli spettacoli di Streat theatrre session, con protagonisti gli artisti Peter Weyel, Mr Bang, Francesco Giorda, Beppe “Sipy” Tenenti, Luca Tresoldi, e le compagnie Duodorant, Teatro del Piccione, La Sbrindola, Fuma che N’duma.

    Ogni compagnia ha una postazione assegnata all’interno dei giardini e propone  due volte al giorno la propria performance per dare la possibilità al pubblico di vedere tutti gli spettacoli nel corso dei tre giorni di Festival.

    La serata di punta dell’evento è in programma sabato 2 giugno: dalle 20.45 si esibisce il gruppo Karabà, composto da sei donne accompagnate alle percussioni da Marco Fossati. Sei voci femminili che unite dalla stessa passione e dagli stessi valori hanno iniziato un percorso musicale scegliendo il genere afro-cubano, messaggero di spirito d’unione, solidarietà, forza delle donne e integrazione.

    Karabà è il nome della strega nella favola africana KiriKu. Il loro repertorio musicale ripercorre pezzi storici di voci femminili significative come Miriam Makeba e Angelique Kijo, con canti del Burkina Faso e del Congo che parlano di gioia, condivisione e amore.

    A seguire, alle ore 22, il grande varietà con  tutti gli artisti  presenti al festival a proporre  numeri circensi e gag,  giocoleria, equilibrismi e performance divertenti. La serata è condotta dell’artista Francesco Giorda.

    La manifestazione è in gran parte autofinanziata, il costo di ingresso costa 5 euro. L’evento si tiene anche in caso di maltempo, all’interno della Villa Bombrini

     

    Foto Constanza Rojas

  • Ospedale di vallata: l’Asl 3 dovrà pagare un debito di oltre 4 milioni

    Ospedale di vallata: l’Asl 3 dovrà pagare un debito di oltre 4 milioni

    Un ospedale mai nato, anni di discussioni intorno ad un progetto rimasto solo sulla carta, una vallata, la Val Polcevera, privata lentamente quanto inesorabilmente dei suoi presidi sanitari, questa la storia del tanto atteso ospedale “di Vallata” (oggi detto “del Ponente”, considerato che nel frattempo l’offerta di servizi sanitari è diminuita anche nel Ponente genovese).

    Ebbene, in un periodo in cui il comparto sanitario locale e regionale è sottoposto a pesanti tagli finanziari, qual è il risultato di quest’operazione scellerata?

    Un debito di oltre 4 milioni, per la precisione 4 milioni e 386 mila euro che l’azienda sanitaria locale genovese (Asl 3) dovrà saldare alla società Progetto di Vallata, il soggetto incaricato di eseguire gli studi necessari per la nascita dell’ospedale di vallata – inizialmente previsto nella sede dell’ex Miralanza nel quartiere di Teglia –  e poi, dopo 12 anni di tira e molla, Comune e Regione ad inizio 2012 hanno trovato finalmente una convergenza, individuando nell’area di Villa Bombrini, a Cornigliano, la sede del futuro nosocomio del Ponente la cui realizzazione però, nonostante annunci e slogan elettorali, rimane ancora al palo.

    La notizia del considerevole debito dell’Asl 3 è ancor più paradossale se messa a confronto con il tentativo di fare cassa  tramite la cartolarizzazione di immobili delle Asl e della Regione.

    Infatti proprio nella giornata di ieri sono stati approvati dalla Giunta regionale ligure gli ultimi due stralci del programma di valorizzazione degli immobili ex ASL e del patrimonio della Regione Liguria con i relativi cambi di destinazione d’uso, senza dimenticarne la finalità destinata a coprire il disavanzo sanitario 2011. Sarà ARTE, l’agenzia regionale territoriale per l’edilizia che a dicembre aveva acquistato tali immobili, a farsi carico della loro massima valorizzazione.
    L’attività di analisi degli immobili da cartolarizzare e di selezione delle destinazioni d’uso è stata curata direttamente da ARTE Genova e dal vicepresidente e assessore all’urbanistica della Regione Liguria, Marylin Fusco, d’intesa con i Comuni interessati, per trovare soluzioni condivise e non imposte dalla Regione. Le proposte di cambio di destinazione d’uso approvate ieri dalla Giunta regionale per gli immobili verranno inviate ai Comuni per le conseguenti deliberazioni e in questo modo sarà concluso l’iter procedurale come previsto dalla legge regionale.

    I due stralci approvati nella seduta di ieri si aggiungono al primo approvato circa due mesi fa. «L’obiettivo è quello di arrivare al più presto ad un accordo considerando che, qualora i Comuni rimangano inerti, esiste il potere sostitutivo della Regione – ha spiegato il vicepresidente ed assessore all’urbanistica, Marylin Fusco – Per quanto riguarda il primo stralcio di cartolarizzazione degli immobili abbiamo già avuto dei ritorni perché il Comune di Costarainera e quello di Alassio hanno già deliberato il cambio di destinazione d’uso e ora ci auguriamo che anche gli altri Comuni, entro 45 giorni, provvedano al cambio di destinazione d’uso, in modo che si possa procedere alla valorizzazione degli immobili entro la fine dell’estate». L’intera operazione ha un valore complessivo di 76 milioni che potranno essere incrementati sulla base della valorizzazione effettuata.

     

    Matteo Quadrone

  • Officina Letteraria: laboratori e workshop di scrittura a Genova

    Officina Letteraria: laboratori e workshop di scrittura a Genova

    Sono stati presentati ieri sera a Palazzo Ducale – nel corso del reading Scrivo dunque leggo – i programmi 2012/2013 dell’associazione Officina Letteraria, fondata dalle scrittrici genovesi Emilia Marasco e Claudia Priano.

    Per l’estate è in calendario Scrivere ad Apricale: un laboratorio intensivo di scrittura che si svolgerà dal 27 agosto al 2 settembre nel bellissimo borgo medievale di Ponente, condotto da Emilia Marasco, Claudia Priano e Bruno Morchio. Sono previsti 25 ore di laboratorio e un reading finale.
    Costo del laboratorio 300 euro, convenzioni con B&B e sistemazioni in appartamenti.

    È possibile iscriversi entro il 1 luglio 2012 scrivendo a officinaletterarialab@hotmail.it oppure chiamando il numero 347 3022641.

    Questi i programmi per il prossimo autunno, in collaborazione con noti scrittori genovesi e italiani.

    Laboratori

    Da ottobre 2012 a gennaio 2012 – Laboratorio Primo Livello
    con Emilia Marasco e Claudia Priano. Seminari con Marino Magliani e Federica Manzon.
    Per capire come funziona l’immaginazione e scoprire da dove comincia una storia, per sperimentare la propria capacità espressiva con la scrittura. Dodici incontri di due ore, due seminari di dei ore e un incontro con un editor.
    Costo: 350 euro, numero chiuso – sedici partecipanti

    Da ottobre 2012 a gennaio 2013 – Laboratorio Secondo Livello
    con Laura Bosio. Seminari con Giulio Mozzi e Paolo Nori.
    Per un approfondimento delle tecniche di narrativa e delle possibilità di sperimentazione, per cercare la propria voce, per elaborare un progetto personale di scrittura. Dieci incontri di due ore una volta a settimana, due seminari intensivi per quattro fine settimana, un incontro con un editor o agente letterario.
    Costo: 600 euro, numero chiuso – sedici partecipanti

    Workshop

    Dicembre 2012 – Scrivere per il cinema
    con Federica Pontremoli.
    Due incontri di nove ore nel fine settimana
    costo: 350 euro, numero chiuso – venti partecipanti
    Iscrizioni entro il 15 ottobre 2012

    Gennaio/Febbraio 2013 – Noir, giallo e dintorni
    con Bruno Morchio e Margherita Oggero
    Quattro incontri di sei ore il venerdì pomeriggio dalle ore 18.00 e il sabato mattina
    Costo: 350 euro, numero chiuso – venti partecipanti
    Iscrizioni entro il 30 novembre 2012

    Gruppi

    Gruppi di lettura
    con Claudia Priano, Emilia Marasco, Bruno Morchio, Sara Boero e Paola Ronco.
    Condividere con altre persone e scrittori, letture, riflessioni ed emozioni che derivano dalla lettura.
    Costo: 280 Eu tutto il ciclo, 25 Eu due incontri; numero chiuso – venti partecipanti

    Gruppi di scrittura
    con Emilia Marasco e Claudia Priano.
    Un appuntamento fisso per vivere l’esperienza della scrittura e condividerla con chi ha la stessa passione. Due ore la settimana da novembre a maggio.
    Costo: 350 Eu, massimo venti partecipanti.

    Per informazioni e iscrizioni ai laboratori, workshop e gruppi scrivere a officinaletteraria@hotmail.it.

  • Consulenza online: condominio e sinistri stradali, la mediazione è un problema

    Consulenza online: condominio e sinistri stradali, la mediazione è un problema

    La scorsa settimana eravamo rimasti con l’amministratore di condominio che otteneva l’ok dall’assemblea per andare in mediazione… Ora, mi si permetta una considerazione: vi sono situazioni oggettivamente non conciliabili.

    Poniamo che un’assemblea condominiale deliberi di espropriare Tizio di un bene di sua proprietà; la delibera di per sé è nulla e quindi è sempre impugnabile da Tizio. Qui non esiste una situazione “grigia”: il bene è di proprietà di tizio oppure non lo è. La mediazione è priva di senso logico. Eppure è obbligatoria…

    Anche l’assemblea che dia il proprio benestare all’amministratore affinchè quest’ultimo si presenti all’udienza di mediazione, in che termini può farlo? E poi, in mediazione può accadere (anzi, è altamente probabile) che vi sia una proposta transattiva; di regola, l’amministratore dovrebbe riconvocare un’altra assemblea straordinaria per avere l’ok su quella proposta. Di fatto, il procedimento di mediazione si chiude (positivamente o negativamente) in due sedute.

    A questo punto la domanda sorge spontanea: togliere lavoro ai tribunali è cosa buona e giusta, ma creare situazioni grottesche come quella appena descritta è la soluzione alternativa?

    E nell’ambito dei sinistri stradali le cose non vanno meglio. Vi è da discutere sia sulla responsabilità nel causare l’incidente, sia nel determinare l’entità del risarcimento. Sul punto della responsabilità, vi è da dire che questa va provata (con verbali dell’Autorità intervenuta piuttosto che con i testimoni…); sul punto della quantificazione non è facile trovare l’accordo, specie se vi sono i carrozzieri di mezzo. Il procedimento di mediazione deve durare al massimo 4 mesi e, in certe situazioni, potrebbero non bastare… Da ultimo, bisogna aspettare un po’ di tempo per vedere questo procedimento pienamente assestato e, quindi, per valutarne l’utilità o meno. Per fortuna, nei sinistri stradali le situazioni sono in generale tutte grigie.

    Alberto Burrometo

    Per segnalazioni, domande e richieste di consulenza scrivere a progetto.up@gmail.com oppure redazione@erasuperba.it. La rubrica “Consulenza Online” vuole essere un filo diretto con i lettori, il presidente dell’associazione Progetto Up Alberto Burrometo è a vostra disposizione.

  • L’Europa è una bomba a orologeria, siamo pronti all’addio della Grecia?

    L’Europa è una bomba a orologeria, siamo pronti all’addio della Grecia?

    EuroQuando parlo con la gente, mi rendo conto con stupore che pochi hanno capito la gravità della situazione. I più sono convinti che l’Europa non possa sfaldarsi e che l’Italia non tornerà mai alla lira: si crede che di fronte alla prospettiva di perdere un componente così importante dell’Unione, dando un colpo fatale al sogno europeo, le resistenze individuali e gli egoismi nazionali prima o poi cadranno. Speriamo. Temo però che questa prospettiva ottimistica dipenda solo dal fatto che si sottovalutino o si ignorino gli allarmi lanciati dagli economisti, e che non si sappia o non si voglia ammettere che il burrone si apre dritto di fronte a noi, che l’auto su cui viaggiamo è lanciata a tutta velocità e che l’autista continua ad accelerare.

    A dire il vero non tutti gli addetti ai lavori pensano che un’eventuale nostra uscita dall’euro possa rivelarsi catastrofica come un volo da un crepaccio. Nel breve periodo sarà probabile un drastico peggioramento delle condizioni di vita, con una riduzione significativa del poter di acquisto dei salari. Sul medio periodo però la situazione potrebbe migliorare sensibilmente. Quello che è certo è che, al di là delle tinte più o meno fosche con cui lo si dipinge, ogni economista che s’interessi della situazione europea non può più ignorare questo scenario: anzi tende a considerarlo sempre più probabile ogni giorno che passa.

    Tanto per fare un esempio, recentemente Paul Krugman – che cito frequentemente essendo uno dei più noti ed influenti economisti a livello mondiale (ha vinto un Nobel, insegna a Princeton e scrive sul New York Times) – ha dato la Grecia fuori dall’euro a giugno: cioè il mese prossimo. Appena accadrà, ciò spingerà lo Stato italiano e quello spagnolo a varare regole draconiane che vietino trasferimenti di denaro all’estero e pongano un limite al prelievo di contanti. Il che significherebbe il panico e il default a un passo.

    A questo punto i tedeschi avrebbero due sole possibilità: da una parte sconfessare in un battito di ciglia tre anni di politica di rigore ed austerità, ammettendo di aver sbagliato tutto; dall’altra decretare la fine all’euro. Ma non è Krugman l’unico a esprimersi in questo senso: ormai è chiaro a tutti che l’eventualità sta lì, concretissima, a portata di mano. E chi ha delle carte da giocarsi si sta già muovendo.

    Infatti, al di là delle dichiarazioni ufficiali improntate alla misura e all’ottimismo, tutte le cancellerie d’Europa si stanno preparando ad un’uscita della Grecia: “GreExit” è la parola d’ordine. Anche Monti, se non è uno sprovveduto o l’ultimo dei Giapponesi, si starà sicuramente preparando all’eventualità che un default greco faccia salire la tensione dei mercati sul debito italiano. Temo che se la gente avesse idea di quanto seriamente gli addetti ai lavori stiano prendendo la faccenda, l’ottimismo svanirebbe in fretta e si diffonderebbe il panico.

    Ed è proprio questa certezza – oserei dire – “matematica” sulle conseguenze a cui questa linea ci sta portando a far pensare a tutti che i Tedeschi, se non si smuovono ora, non si smuoveranno nemmeno nel prossimo futuro. Due anni fa si poteva ancora pensarla diversamente: ma oggi non c’è più nessuno disposto a dire che la politica voluta dalla Germania nei confronti della Grecia, in particolar modo il principio del “share the burden”, vale a dire di ripartire tra tutti i debitori le perdite della rinegoziazione dei debiti di Atene, puntando sull’austerità e il contenimento del debito, sia stata la mossa azzeccata. Lo stesso Krugman in un’intervista al settimanale tedesco Der Spiegel ha dichiarato chiaro e tondo: «Abbiamo avuto due anni e mezzo di tempo per valutare gli effetti di queste politiche [di austerità, ndr] e mi stupisce che, malgrado le prove evidenti del fallimento, sia ancora questa la ricetta che si intende usare».

    Il debito che abbiamo accumulato non c’entra nulla con la crisi in atto. (Sempre Krugman: «Non sto dicendo che il debito non mi preoccupa. Sto cercando di far capire che in questo momento non deve preoccupare»). E’ stato piuttosto il fatto di non mettere la garanzia europea sul debito a scatenare l’attuale crisi. Se un titolo di stato europeo (che sia greco o tedesco, non importa) può non essere onorato e può essere rinegoziato, provocando così perdite per chi lo detiene, è ovvio e normale che la gente non lo comprerà più tanto facilmente. O lo banca centrale di quello Stato (nel nostro caso la BCE) stampa tanta moneta quanto ne serve, andando incontro alla svalutazione, ma onorando i debiti, oppure è ovvio che la gente si libererà dei titoli di quegli Stati considerati meno solidi e quindi a rischio fallimento non appena s’intacchi la fiducia nel sistema. La Germania è troppo solida per fallire, ma l’Italia e la Spagna no. Eppure sono troppo grandi e troppo importanti, questo si, perché un loro default e una loro uscita dall’euro non possa segnare inevitabilmente la fine dell’Unione Europea.

    A questo punto i Tedeschi non possono più fingere di non sapere verso cosa ci stanno portando. Perché non cambiano rotta e non accettano una misura di garanzia europea (tipo Eurobond) che ripristini la fiducia? Ci sono vari motivi. Innanzitutto, l’ho già scritto, da loro va tutto bene e l’urgenza della crisi non si sente. L’export verso l’Asia è cresciuto tantissimo e probabilmente molti in Germania pensano che si possa vivere benissimo anche senza il mercato interno europeo. In secondo luogo dalla fine della prima guerra mondiale i Tedeschi hanno un sacro terrore dell’inflazione, e pensano comunque che un aumento dei prezzi sarebbe l’ennesima tassa che loro, i più virtuosi, devono pagare per salvare gli altri, i meridionali, quelli che hanno speso e sperperato per anni. Infine è probabile che per la loro mentalità protestante sia inconcepibile che chi si macchia di una colpa (fare debiti per anni), poi non ne paghi il conto (accettare pesanti misure di austerità).

    E anche se ci sono possibilità che questa linea di pensiero conduca a  conseguenze negative per la stessa Germania, non è detto che il buon senso e la praticità riportino i Tedeschi a più miti consigli: storicamente, se c’è un popolo che ha dimostrato senso morale e perseveranza, a costo di una certa ristrettezza di pensiero, questi sono proprio i compatrioti di Bismarck.

    In ogni caso nelle prossime settimane sapremo se il rischio si concretizzerà, oppure se la tempesta passerà davvero, dando ragione a chi sostanzialmente non si preoccupa della cosa o la ignora. Un po’ come accade in certi film americani, dove l’eroe disinnesca all’ultimo secondo la bomba nucleare che è destinata a radere al suolo New York City, mentre la gente ignara continua a vivere la sua vita come niente fosse.

    Andrea Giannini

  • Una risata ci salverà: a Noli concorso per aspiranti attori comici

    Una risata ci salverà: a Noli concorso per aspiranti attori comici

    attori teatroSono aperte le iscrizioni per la seconda edizione del bando del concorso per aspiranti attori comici dal titolo “Premio Città di Noli … Una risata ci salverà”, abbinato all’omonima serata benefica a sostegno dell’Associazione per la Ricerca sul Cancro – Comitato Liguria.

    L’evento si terrà sabato 7 luglio in Piazza Chiappella a Noli, sotto la conduzione del comico genovese Enrique Balbontin e la direzione artistica di Maria Serrao.

    Il concorso è aperto ad artisti con almeno due anni di esperienza. Per partecipare alle selezioni è necessario inviare il proprio curriculum, una foto e un provino entro il 15 giugno 2012 all’indirizzo mail ufficio.manifestazioni@comune.noli.sv.it.

  • Count Basie: musica jazz e blues nel locale di vico Tana

    Count Basie: musica jazz e blues nel locale di vico Tana

    Batteria piattoIl Count Basie jazz di Vico Tana propone una settimana ricca di musica che spazia dal jazz al blues.

    Si inizia mercoledì 30 maggio con il concerto di Pablo Held Trio, composto da Pablo Held al pianoforte, Robert Landfermann al contrabbasso, Jonas Burgwinkel alla batteria

    Le lodi si sprecano quando si tratta di elencare le qualità musicali di questo gruppo: si parla di “carriera vertiginosa tra i giovani pianisti jazz”, di “combinazione ideale tra fantasia improvvisativa ed economia musicale” e di “uno dei gruppi giovani più avvincenti nel panorama jazzistico tedesco”.  Pablo Held infatti combina la calma di un musicista navigato, di casa in quasi tutti i grandi festival d’Europa, con la fame da lupo di un venticinquenne che vuole vivere il jazz da tutte le prospettive immaginabili. In ogni pezzo, il romantico e il razionalista che albergano in lui segnano nuovamente il loro terreno.L’ingresso è libero con tessera arci.

    Si continua poi con i consueti appuntamenti con la musica jazz e blues: giovedì 31 maggio spazio al trio composto da Gabriele Taccia (chitarra), Enrico Zilli (basso elettrico), Luca Faggioni (batteria) mentre il primo giorno di giugno c’è la jam session blues con ospite il Fabio Taddei Trio.

    La settimana si chiude in bellezza sabato 2 giugno con il Claudio Capurro Quartet, condotto dal capofila di tutti i sassofonisti genovesi, direttore della Big Borgo BandL’ingresso costa 5 euro con tessera arci.

    Tutti i concerti iniziano alle 21.30

     

  • Nodo ferroviario di Genova: utilità dell’opera e prospettive per il futuro

    Nodo ferroviario di Genova: utilità dell’opera e prospettive per il futuro

    Ferrovia di NerviTra le grandi opere infrastrutturali previste sul territorio genovese o in corso di realizzazione, indubbiamente il Nodo ferroviario è quella che ha suscitato meno polemiche tra i cittadini – anche se non sono mancate le lamentele dei residenti di Fegino interessati dallo scavo della galleria Polcevera – e rappresenta, a dire di molti, un intervento che porterà benefici soprattutto al traffico metropolitano e regionale, a media e lunga percorrenza, permettendo l’aumento della frequenza dei treni ed  il cadenzamento degli orari.
    Il Nodo di Genova è infatti un punto strategico della rete ferroviaria nazionale e internazionale in quanto costituisce un polo di interscambio fondamentale fra il sistema portuale e ferroviario sulle direttrici Genova – Ventimiglia, Tirrenica e Milano – Genova.

    L’obiettivo principale del progetto è separare i flussi di traffico: passeggeri a lunga percorrenza e merci da passeggeri regionali e metropolitani. Ma gli interventi previsti consentiranno anche di realizzare un collegamento fra il sistema portuale ligure e la rete fondamentale nazionale sia in direzione est-ovest che, soprattutto, in direzione nord-sud.
    Il potenziamento e l’automatizzazione delle infrastrutture e degli impianti del nodo permetteranno di sviluppare l’offerta di mobilità metropolitana. Infine l’adeguamento delle stazioni di Genova Voltri, Genova Sampierdarena, Genova Brignole, dei servizi nell’area di Genova Terralba e nella stazione di Genova Brignole, la realizzazione di nuovi impianti di sicurezza e controllo su tutta la tratta, favoriranno l’interazione intramodale e intermodale. Sarà così possibile potenziare e riorganizzare l’offerta, lungo la fascia costiera e la Val Polcevera. Ed anche il traffico merci avrà maggiore disponibilità delle linee all’interno del Nodo.

    Al termine degli interventi – previsto per il 2016 – i binari tra Genova Voltri e Genova Sampierdarena diventeranno quattro, quelli tra Genova Piazza Principe e Genova Brignole saranno sei.
    Il quadruplicamento della linea Voltri – Sampierdarena consentirà a tutti i treni a lunga percorrenza di transitare per la nuova linea e raggiungere Sampierdarena quindi Principe, senza interferire sull’attuale percorso litoraneo che sarà dedicato alla metropolitana pesante di superficie. In pratica i treni provenienti da Voltri, grazie al prolungamento della Bretella di Voltri, passeranno da Borzoli per poi scendere a Sampierdarena.
    L’opera, per un costo complessivo che supera i 600 milioni di euro, è finanziata interamente dal gruppo Ferrovie dello Stato.

    «La separazione dei flussi di traffico passeggeri metropolitani e a lunga percorrenza è un obiettivo positivo – spiega Bruno Marcenaro, ingegnere esperto di questioni ferroviarie –  in questo senso il nodo è un’opera benefica». E però rimangono alcuni punti oscuri «Hanno fatto trenta mentre potevano fare trentuno – sottolinea Marcenaro – per il traffico merci, infatti, non ci sarà nessun miglioramento perché è assente un punto fondamentale».
    Marcenaro si riferisce al collegamento di questo nuovo tratto di ferrovia con l’attuale linea di valico. Ovvero il collegamento Borzoli – Succursale dei Giovi. «Se il problema principale sono i traffici dei container del Vte di Voltri diretti a nord, questi ultimi continueranno ad andare a Sampierdarena – spiega Marcenaro – Qui i treni saranno costretti a fare manovra per invertire il locomotore e ripartire verso nord».

    Al contrario, se fosse realizzato il collegamento con la linea di valico, nel 2016, quando il nodo sarà finito «Esisterebbe già un collegamento Voltri – Milano», sottolinea Marcenaro.
    La risposta di FS è laconica: per questo è prevista la realizzazione del terzo valico. «Ma si parla di un’opera che sarà terminata almeno tra 10-15 anni – spiega Marcenaro – e nel frattempo la situazione per i treni merci sarà la medesima di oggi».
    La soluzione indicata da Marcenaro si chiama Bivio Lastrego «Un intervento già progettato dalle FS e poi rimasto al palo perché le stesse FS sostengono che questo avrebbe un forte impatto ambientale. E perché il terzo valico non prevede un devastante impatto sulle zone interessate? Il Bivio Lastrego è un collegamento di circa 2 Km che non comporterebbe un costo eccessivo e si innesterebbe sull’attuale linea di valico senza interferenze».

    «La verità è che il Bivio Lastrego renderebbe inutile la realizzazione del terzo valico – aggiunge Marcenaro – Le istituzioni potrebbero indirizzare le loro risorse per la realizzazione di altre opere più importanti. Ad esempio una metropolitana che giunga fino all’aeroporto a servizio delle delegazioni di Cornigliano, Sestri ed in un’ottica di rilancio del Cristoforo Colombo».

    Per risolvere il problema legato al trasporto merci le attuali linee di valico rappresentano la soluzione più adeguata «Se attrezzate bene, con segnalamenti ad hoc, il traffico potrebbe aumentare del 25% – sottolinea Marcenaro – Le FS hanno fatto un buon lavoro e sono già intervenute sulle linee di valico genovesi che oggi consentono la circolazione con marce parallele: ovvero due treni possono andare in salita contemporaneamente». Inoltre lo spostamento dei container da Voltri verso nord sarebbe più agevole «Sfruttando a dovere la linea di Ovada – spiega Marcenaro – l’unica linea di valico genovese che consente il transito di container delle più grandi dimensioni».

    Quindi in definitiva, secondo l’ingegnere Marcenaro, il nodo resta un’opera incompleta.
    E un’osservazione riguarda anche il traffico passeggeri «I treni che provengono da Ventimiglia in direzione Milano continueranno a transitare da Sampierdarena e da Principe – conclude Marcenaro – creando inevitabili impedimenti dovuti a manovre e cambio del locomotore. Con il bivio, invece, una volta giunti a Voltri salirebbero direttamente a Milano, ottenendo così un alleggerimento del traffico sulla stazione di Principe».

    Come detto l’obiettivo di separare i flussi di traffico del sistema ferroviario metropolitano e di quelli a lungo percorso migliorando di conseguenza l’offerta locale, resta lodevole. Ma pone comunque alcuni interrogativi. «Al termine dei lavori una coppia di binari sarà disponibile per la futura metropolitana di superficie – spiega Luigi Piccardo, presidente di Metrogenova, associazione che rivolge la sua attenzione alle problematiche  legate al trasporto locale – nel 2016, affinché la metropolitana possa essere operativa, sono necessari alcuni elementi: innanzitutto nuove fermate urbane; nuovi treni simili a quelli della metro, particolarmente leggeri, dotati di forte accelerazione, che comporteranno un costo significativo. Inoltre occorre stabilire un modello di gestione. Ovvero chi gestirà il servizio? Premesso che la rete è di proprietà di RFI (gruppo Ferrovie dello Stato) gli enti locali, Comune e Regione, dovranno adoperarsi per trovare un soggetto gestore del nuovo servizio metropolitano».

    Quindi un po’ di scetticismo sull’effettiva operatività della futura metropolitana pesante di superficie, è giustificato. In particolare dovranno essere realizzate nuove stazioni intermedie. Alcune come quella di Prà, San Biagio e via di Francia sono già state portate a termine, altre sono previste, ad esempio quella di Teglia. «Sono necessarie delle fermate intermedie a Prà-Palmaro, Cornigliano e Sestri – sottolinea Piccardo – a Cornigliano la stazione dovrebbe posizionarsi al centro della delegazione. Mentre nelle aspettative del Comune è prevista anche una fermata sotto il villaggio tecnologico degli Erzelli, per servire il futuro sistema di risalita al villaggio tecnologico e l’aeroporto. Il problema è che le FS non sembrano intenzionate a realizzare tutti questi interventi».

    Ma Piccardo pone anche un altro, non secondario, interrogativo «Nell’area di Genova Terralba potranno arrivare sia la Ferrovia urbana, anche se al momento il progetto di una fermata in quella zona non risulta compreso nei lavori appaltati, sia la Metropolitana, già prevista sino almeno a Piazza Martinez e con auspicabili estensioni verso Levante (San Martino) e Val Bisagno. Occorrerebbe un progetto integrato, che ancora non si intravede, che razionalizzi gli sforzi evitando duplicazioni e favorisca l’intermodalità tra le due infrastrutture».
    Il giudizio del presidente di Metrogenova è comunque positivo «È un’infrastruttura che può essere molto utile perché se aggiungo rotaie, aumento la capacità di trasporto. Il nodo è strettamente legato al terzo valico e serve anche a razionalizzare il flusso di traffico merci. Senza il nodo il terzo valico risulterebbe inutile. Secondo noi entrambe le opere sono necessarie».

     

    Matteo Quadrone

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Laura Sicignano, incontro con la regista e direttrice del Teatro Cargo

    Laura Sicignano, incontro con la regista e direttrice del Teatro Cargo

    Laura SicignanoAbbiamo incontrato Laura Sicignano, regista teatrale e direttrice del Teatro Cargo di Voltri, sul trenino di Casella in occasione dello spettacolo “Donne in guerra“. Un testo scritto da Laura appositamente per l’antico trenino genovese, dove le attrici alzano la voce per sovrastare il rumore del treno, un’ambientazione insolita e ricca di fascino. «Il testo è nato proprio per questo spazio così particolare. Durante la seconda guerra mondiale molte persone, soprattutto le donne, usavano questo treno perché erano sfollate nell’entroterra ed era un mezzo indispensabile per raggiungere Genova e trovare parenti, lavorare o fare acquisti. Lo spettacolo non è solo un viaggio fisico su questo antico treno, ma anche un viaggio mentale nella memoria di quelle donne che negli anni del conflitto ebbero un ruolo importantissimo. Alla fine della guerra queste donne si sono nascoste… le loro gesta, spesso anche eroiche, raramente sono uscite allo scoperto, ma proprio quelle donne furono protagoniste di una grande emancipazione, si trovarono sole e con la responsabilità di ruoli che fino a quel momento erano sempre stati degli uomini… Questa situazione, non a caso, portò ben presto al diritto di voto…»

    Quella del Teatro Cargo è un’avventura che parte nei primi anni novanta… Un’associazione, una compagnia, un teatro, una realtà consolidata. Oggi, dopo anni di arrampicata, Laura e le sue fidate socie possono guardarsi alle spalle con soddisfazione…

    «E’ stato un lavoro veramente faticosissimo condiviso con una formidabile squadra di socie come Laura Benzi e Maria Grazia Bisio che fin dalla fondazione mi sono state accanto. Una grande impresa personale costellata di tante soddisfazioni e anche tanto lavoro fuori Genova con tournee importanti. Sicuramente di questi tempi la sensazione è quella che si prova quando si compie il massimo sforzo e si ottiene il minimo risultato, per raggiungere i risultati di qualche anno fa bisogna lavorare molto di più, insomma sono davvero tempi duri. Poi aggiungiamoci che Genova non è certo una città con una vocazione di apertura al nuovo, basti pensare che un teatro come il nostro che esiste dal ’94 viene ancora considerato “giovane”, e questo a volte è un po’ buffo… La cosa che rimane molto gratificante è la risposta di pubblico e stampa, quello si…»

    Un matrimonio felice quello fra il quartiere di Voltri e il Teatro Cargo, arricchito in questi ultimi tempi dall’esperienza a Villa Duchessa di Galliera nell’antichissimo teatro restaurato…

    «Adesso Voltri vede il Cargo come il “suo” teatro, abbiamo un legame stretto con il territorio. Io per prima mi sento un po’ voltrese ormai anche se non abito lì, guai a chi me la tocca! E’ un quartiere vivo e attivo, con gente pensante… ed è molto buono anche il rapporto con le scuole del territorio.»

    Hai detto… “lotto per raggiungere quello che un anno fa avrei ottenuto faticando meno”… Come vivi il tuo lavoro, sei serena?

    «Questo non è certo un lavoro che ti rende sereno, è il lavoro della precarietà, ma lo sapevo bene anche prima di iniziare. Sono una persona combattiva di natura, le difficoltà mi stimolano ad essere ancora più agguerrita. Certe volte però alcune opportunità che la città perde creano un po’ di depressione, perché pensi che il tuo lavoro abbia un costo bassissimo per la collettività e che sia un buon lavoro, eppure le istituzioni spesso sembrano non accorgersene. La cosa bella e che da forza e serenità è la squadra, quando riesci a fare squadra con le persone con cui collabori… proprio come nel caso di questo spettacolo».

    Spesso ti abbiamo vista in prima linea contro i tagli alla cultura annunciati più volte sia dal Comune che dal governo. Credi sia possibile immaginare il teatro, ma anche la cultura più in generale, libera da ogni sorta di finanziamento pubblico?

    «Non è possibile perché il teatro non funziona come il mercato, è come una biblioteca o una scuola e i costi non possono essere sostenuti solo con i biglietti. Se le istituzioni smettessero di finanziare i teatri, i biglietti per gli spettacoli costerebbero cifre altissime e lo spettacolo diventerebbe un bene per pochi privilegiati. Poi ci sono realtà che hanno capacità di far fruttare meglio i contributi pubblici altre meno… ma questo non sta a me valutarlo, è compito delle istituzioni valutare i risultati: io ho dato 100 a questo teatro, quali benefici ho in cambio? Questo dovrebbe essere il ragionamento da fare…»

    Credi ci sia meritocrazia oggi a Genova nella distribuzione di questi finanziamenti?

    «In parte… Nel senso che chi si lamenta più forte solitamente ottiene il risultato migliore, ma c’è anche da considerare che tutto ciò che è cultura passa il più delle volte come superfluo e questo atteggiamento non aiuta certo nelle valutazioni. La cultura non è un bene di lusso, ma essenziale per il benessere e l’arricchimento delle persone. Inoltre la cultura crea posti di lavoro e indotto, benefici primari… ciò nonostante in Italia questo concetto non è ancora stato assimilato. Tornando più precisamente alla domanda, nessuno si prende la responsabilità di dare un giudizio artistico e suddividere i finanziamenti in base al gusto artistico… io potrei anche starci, ma nessuno si prenderà mai questa responsabilità. Se un ingegnere costruisce un ponte e questo crolla significa che l’ingegnere ha lavorato male, ma per uno spettacolo teatrale non può funzionare così, il giudizio è soggettivo. Chiaramente poi ci sono istituzioni nel mondo della cultura che è più difficile intaccare, realtà che rischiando capitali propri si sono costruiti negli anni una storicità e penso sia giusto valutare anche questo aspetto quando si finanzia la cultura. Ad ogni modo un po’ più di equità non guasterebbe, quello è sicuro, in particolare considerando il rapporto, come detto prima, fra costi e benefici.»

    Alla luce di quanto detto, che futuro vedi per il Teatro Cargo?

    «Di questi tempi non è più possibile pensare più in là di quelli che saranno i prossimi sei mesi, bisogna adeguarsi a questo stile di vita. Una condizione psicologica di assoluta precarietà, una situazione molto darwiniana dove sopravvivono non i migliori ma i più adatti… Noi siamo nati in mezzo alla spazzatura, ce la siamo sempre cavata, l’arte del funambolismo non ci manca per cui, che dire… “io me la cavo”!»

     

    Gabriele Serpe
    video di Daniele Orlandi

  • Esprimersi sul palcoscenico: laboratorio al Teatro Akropolis

    Esprimersi sul palcoscenico: laboratorio al Teatro Akropolis

    teatro palcoscenicoAnche per l’estate 2012 il Teatro Akropolis di Sestri Ponente organizza una nuova edizione dei suoi laboratori teatrali: quattro incontri che si svolgeranno in un momento davvero inedito – la notte, con orario dalle 22:30 alle 6 del mattino – martedì 19, mercoledì 20, venerdì 22 e sabato 23 giugno 2012.

    Durante i quattro incontri, attraverso esercizi e pratiche sull’azione fisica si affronteranno i temi della ricerca sugli aspetti primitivi dell’azione mitica. Il laboratorio sarà condotto da Clemente Tafuri in collaborazione con gli attori di Teatro Akropolis.

    Per informazioni e per iscriversi si può contattare Luca Donatiello al numero 329 9777850 o all’indirizzo mail laboratori@teatroakropolis.com.