Anno: 2014

  • Teatro Altrove: festa per il primo anno di vita della web radio di Arci Liguria

    Teatro Altrove: festa per il primo anno di vita della web radio di Arci Liguria

    radioDa giovedì 16 a sabato 18 gennaio la web radio di Arci Liguria Radio Gazzarra festeggia il suo primo anno di vita con tre giorni di festa ed eventi al teatro Altrove della Maddalena, diventata nuova sede della redazione della radio.

    Dirette non stop dalle 18.30 alle 24, concerti live, chiacchiere, ospiti e tanta musica per celebrare la web radio, nata all’interno del progetto Giovani in circolo grazie all’impegno di un piccolo gruppo di volontari e diventato realtà consolidata delc entro storico grazie alla nuova sede in piazzetta Cambiaso.

    Si comincia giovedì 16 gennaio con un primo blocco di dirette dalle 18.30 alle 24 con tanti eventi dedicati alla lettura, al cinema e alla musica:  Libro su libro (storie noir dalle novità librarie agli scaffali più antichi e polverosi; dai classici noir ai gialli, racconti e poesie lette ad alta voce con Mauro Paolis) , Volevamo fare del cinema (tre cinefili da bar che volevano fare del cinema ma si sono dovuti accontentare di amarlo smodatamente) e ancora Fruit Of The Doom (direttamente da Taxi Driver record store), il Club del disco della mitica Ida Tiberio, i Sodapop Fizz, il duo più frizzante della Gazzarra, il Pod-ista (o meglio i podisti) con il loro ritmo.

    Dalle 22 concerto ad ingresso gratuito a cura di Disorderdrama con i To hide away, gruppo genovese dalle atmosfere e atmosfere pop acustiche e il country folk degli Slim river boys di La Spezia con preview musicale ed interviste degli artisti per radio Gazzarra.

    Venerdì 17 gennaio proseguono le dirette dalle 18.30 alle 24: in programma un collegamento con RadioRimasto dal suo tour spagnolo, Steps, nuove avanguardie culturali della Gazzarra, Hello Bastards, i figli so piezz’hardcore (ovvero punk e rumori vari), Carbonara, viaggio attraverso il rock italiano del presente, Woodstock e dintorni, il meglio del rock internazionale fino massimo agli anni ’80.

    Alle 21.30 musica live con Swingalong Electro Arena a cura del circolo Arci Belleville (ingresso a pagamento).

    Sabato 18 gennaio dalle 10 alle 13 è previsto un workshop (per un massimo di 7 partecipanti) di gestione software per trasmissione radio- Sam Broadcaster. E’ possibile iscriversi mandando una mai a info@gazzarra.org

    Dalle 16 alle 20 un pomeriggio di diretta con Chaltronismo ovvero il Salotto della Gazzarra, un programma improvvisato con ospiti e tante sorprese condotto dal presidente di Arci Liguria che racconterà i prossimi progetti dell’associazione sul territorio al presidente di A.ma associazione degli abitanti della Maddalena che nel pomeriggio animeranno il quartiere con il mercatino dei Repessin.

    Gli eventi si possono ascoltare anche in diretta dal sito di www.gazzarra.org

  • Cannabis, dibattito sulla legalizzazione e sulla legge Fini-Giovanardi

    Cannabis, dibattito sulla legalizzazione e sulla legge Fini-Giovanardi

    Cannabis, Marijuana, HashishL’eco del dibattito politico sulla legalizzazione della cannabis che in questi giorni – sull’onda della tendenza legislativa inaugurata da Stati quali Uruguay, Colorado e Washington (U.S.A.) – sta riempiendo pagine di giornali e siti internet, spazi televisivi e quant’alto, arriva anche in Liguria. Da sinistra (o per meglio dire da quel che ne rimane) a destra, in Italia, è tutto uno scoprirsi improvvisamente antiproibizionisti. Esponenti di Lega, Sel, Forza Italia, Pd, solo per citarne alcuni, si sono espressi – chi sbilanciandosi in misura maggiore e chi meno – a favore di una rivisitazione delle politiche sulle droghe leggere, ammettendo implicitamente il fallimento della famigerata Legge Fini/Giovanardi.

    Tornando alla Liguria, a dar fuoco alle polveri è stato l’assessore regionale allo Sport e consigliere di Sinistra Ecologia e Libertà, Matteo Rossi, che addirittura immagina un territorio ligure riconvertito alla coltivazione di canapa, in particolare per usi medici ma pure a fini agricoli e produttivi. «Legalizzare significa creare economia pulita e togliere ossigeno alla criminalità – spiega Rossi – Significa fare formazione e informazione, rendendo accessibili terapie mediche dai risultati scientificamente provati». Nasce così l’idea di proporre una cosiddetta “legge-voto” da sottoporre ad un ramo del Parlamento sul tema della legalizzazione delle droghe leggere, che parta dalla Liguria, una delle poche Regioni ad avere adottato (nell’agosto 2013), proprio su iniziativa dei consiglieri Rossi e Alessandro Benzi (capogruppo Sel), una legge sull’utilizzo terapeutico di farmaci a base di cannabinoidi (norma sulla cui effettiva operatività ci riserviamo di approfondire in seguito).

    La “legge-voto” dovrà essere approvata dal consiglio regionale per poi essere vagliata dalle Camere, affinché possa trasformarsi in una legge dello Stato. Legge che, secondo Rossi, dovrebbe affrontare tutti gli aspetti: distinzione tra droghe pesanti e leggere (quindi con l’abolizione dei meccanismi penali scaturiti dalla Fini/Giovanardi); linee guida per la lotta al narcotraffico e per la tassazione della produzione e dell’utilizzo; regolamentazione e controllo dell’uso a fine personale, comunicazione sul consumo consapevole, con limitazioni, divieti e controlli sulla qualità del prodotto; infine, incentivi per chi sia intenzionato a riqualificare terreni incolti attraverso la coltivazione di canapa. «In tal senso la Liguria, per clima, spazi utilizzabili e tradizione vivaistica, potrebbe essere un polo sperimentale – sottolinea Rossi – e potrebbe vedere lo sviluppo di una attività di ricerca già portata avanti, ad esempio, da alcuni studiosi dell’Istituto Italiano di Tecnologia. Erzelli, nello specifico, potrebbe essere il luogo ideale per lo sviluppo di attività di ricerca avanzate e interdisciplinare sull’uso medico della cannabis».

    «Entro la fine di gennaio porteremo la nostra proposta all’attenzione del Consiglio regionale – conclude il consigliere (Sel) Alessandro Benzi – Auspichiamo che una discussione laica possa far sì che la Liguria diventi capofila di un processo di innovazione sociale e culturale».
    «La Liguria ha problemi ben più seri, a causa della crisi, e la Giunta dovrebbe occuparsene – osserva Marco Scajola, vice presidente del gruppo regionale di Forza Italia – a cominciare dalla disoccupazione giovanile, dalla sanità e dai danni del maltempo. Fa sorridere che sia l’assessore allo Sport, che dovrebbe trasmettere valori come la salute fisica e mentale, a concentrarsi sulla legalizzazione della droga».
    «Legalizzare significa generare un’entrata nelle casse dello Stato che, secondo uno studio dell’Università La Sapienza di Roma, è ipotizzabile possa essere intorno ai 10 miliardi di euro annui – ribatte Rossi – Legalizzare è sinonimo di controllo: controllo della produzione, della distribuzione e del consumo.Pensiamo alle ricadute positive nell’ambito della ricerca sull’uso medico, ma anche alle opportunità tangibili nel settore agricolo, tessile ed in generale produttivo».

    Nel frattempo, mentre la classe politica è impegnata a discutere su un tema – quello in generale delle sostanze stupefacenti e psicoattive – spesso e volentieri colpevolmente affrontato soltanto sotto il profilo etico, la società civile che – notoriamente – dimostra di essere un passo avanti rispetto a chi è chiamato a governarla, lancia una mobilitazione per chiedere la cancellazione della Legge Fini/Giovanardi.

    «Apprendiamo con soddisfazione che finalmente anche la politica si è accorta, dalla Lega a Sel, fino al Pd di Renzi, che la Fini/Giovanardi è una legge vergogna da cancellare – scrivono i promotori sul sito web www.leggeillegale.org – Otto anni di Fini/Giovanardi hanno prodotto decine di migliaia di arresti, millenni di galera per la somma delle condanne, sovraffollamento delle carceri, costi esorbitanti per la macchina repressiva e giudiziaria, crescita dei profitti delle narcomafie. Le due leggi, sulle droghe e sull’immigrazione (la famosa Bossi/Fini, ndr), hanno provocato una serie di procedimenti che hanno fatto diventare la condizione carceraria Italiana un’emergenza che ci pone fuori dagli standard europei. Nessun altro Paese in Europa ha così tanti detenuti per reati connessi alle sostanze illegali: la pesante criminalizzazione dei consumatori stride di fatto con l’impunità riservata dal nostro sistema giudiziario ad autori di reati di ben altra natura».

    Secondo il vasto ed eterogeneo movimento – una miriade di soggetti (per Genova il csoa TDN e la Comunità di San Benedetto al Porto) dai centri sociali agli operatori di riduzione del danno, dalle associazioni ai gruppi di pazienti (come Pazienti Impazienti Cannabis), ecc. – che si riconosce nella Rete “Fine del Mondo Proibizionista” «Tutto questo avviene da anni con la copertura compiacente, mistificante e costosa del Dipartimento Politiche Antidroga (DPA), organo della Presidenza del Consiglio anziché dei dicasteri più direttamente competenti in materia (in particolare Salute, Giustizia, Politiche sociali). Il DPA sostiene, contro ogni evidenza, che i consumatori di sostanze non sono puniti ma curati; ostacola, anche nelle sedi internazionali, le politiche di riduzione del danno. E promuove un modello bio – medico – patologico dell’uso di droghe che assimila tutte le sostanze e tutti gli stili di consumo».

    Ma la colpa principale ricade sull’intero l’arco politico italiano che oggi, nonostante le distinte sfumature, si scopre in gran parte strumentalmente antiproibizionista «Dopo la caduta del governo di centro – destra che ha imposto la Legge Fini/Giovanardi nessuno dei successivi governi ha mosso un dito per rimediare a tale drammatica situazione. Adesso, finalmente, sembra muoversi qualcosa. Da gennaio ad oggi numerosi tribunali, tra cui la corte di Cassazione, hanno sospeso i processi e mandato la Fini\Giovanardi all’esame della Consulta per la sua evidente incostituzionalità. La Corte Costituzionale discuterà la questione l’11 febbraio prossimo. Le principali contestazioni riguardano l’iter della legge che, invece di essere discussa in Parlamento, è stata approvata tramite un decreto che riguardava un altro argomento (le Olimpiadi invernali di Torino 2006) e senza che ce ne fosse motivo d’urgenza. Inoltre, l’equiparazione delle sanzioni per droghe pesanti e leggere, viola la normativa europea in proposito».

    La possibilità che la Corte Costituzionale cancelli la Fini/Giovanardi, dunque, è un’occasione irripetibile che potrebbe aprire scenari completamente nuovi. «Per questo è necessario unire tutte le forze, mobilitare soggetti, gruppi, attivisti, pazienti, strutture ed organizzazioni, che da anni si battono per l’abrogazione di questa infausta legge, in una grande manifestazione che si terrà a Roma l’8 febbraio 2014. Vogliamo costruire un percorso dal basso e condiviso che focalizzi l’attenzione sui danni causati dalla Fini/Giovanardi e che sia da propulsore alle decisioni della Corte Costituzionale. Non siamo più disposti a pagare con le nostre vite e con i nostri diritti il prezzo di leggi ideologiche e repressive finalizzate a rafforzare il miliardario monopolio del commercio delle narcomafie; non siamo più disposti a veder riempire le galere di consumatori. Non siamo più disposti a vedere perseguitare perfino i pazienti che usano la cannabis a scopo terapeutico. È arrivato il momento di avanzare verso la completa depenalizzazione dell’uso personale di sostanze, iniziando dalla cannabis e dalla sua autoproduzione, come d’altronde sta già avvenendo in molti paesi del mondo. L’8 febbraio saremo in piazza perché giusto o sbagliato, non può essere reato».

     

    Matteo Quadrone

  • Puc, Tursi risponde alla VAS: le osservazioni di cittadini e comitati

    Puc, Tursi risponde alla VAS: le osservazioni di cittadini e comitati

    carignano-madre-di -dio-case-abitazioni-DICome abbiamo già scritto non più di poche settimane fa – su queste pagine e nell’ultimo numero (pag 11) della nostra rivista – l’iter per l’approvazione definitiva del nuovo Piano Urbanistico Comunale entra nella fase cruciale. È prevista tra fine gennaio e inizio febbraio la delibera del Consiglio comunale che approverà le controdeduzioni alla VAS (Valutazione Ambientale Strategica) presentata dalla Regione Liguria che, pur emettendo un parere finale non negativo, ha espresso una serie di rilievi sul progetto preliminare del PUC (qui il pdf della delibera di Giunta del 10 dicembre 2013 con tutta la documentazione relativa alla VAS e alle controdeduzioni di Tursi in attesa dell’approvazione definitiva del Consiglio).

    Domani (martedì 14 gennaio) i cittadini, le associazioni, le reti e i comitati (oltre 50 realtà del territorio, 40.000 persone) raggruppati nel Forum Salviamo il Paesaggio (qui l’approfondimento di Era Superba) –  i quali hanno presentato agli uffici comunali numerose osservazioni scritte al PUC e organizzato/partecipato attivamente a incontri e audizioni sul tema – consegnano al sindaco Marco Doria le firme simboliche, raccolte in poche settimane, per richiedere udienza e considerazione in merito alle osservazioni sul nuovo piano presentate agli uffici comunali. “Chiediamo che venga dato spazio e forza alle richieste di gran parte della città”, si legge nella nota stampa. “Stop al consumo del territorio. Il nuovo PUC prevede 8,5 mln di mq di aree edificabili (pari a circa 1200 campi di calcio), e nuovi residenti pari a circa 30.000 persone, a fronte di una diminuzione dei residenti negli ultimi 11 anni (di più del 4%) e di circa 15.000 case vuote. Ci chiediamo quale sia la logica.” Senza contare la raccolta online, le firme “cartacee” raccolte raggiungerebbero le 2300 unità.

    La rete di realtà cittadine, che ha quindi come obiettivo principale lo stop a nuove costruzioni e l’incentivo all’insediamento di nuove aree agricole (vedi dossier) e che segue con attenzione l’iter di approvazione del nuovo PUC, punta il dito su un passaggio significativo nell’ambito delle controdeduzioni alla VAS che riguarda la questione della tutela delle aree oltre la linea verde (limite di edificabilità a monte), per perseguire l’obiettivo – dichiarato nel Piano urbanistico – di rilancio e valorizzazione delle attività agricole produttive:  “[…]Sulle aree edificabili è pressoché impossibile insediare nuove attività agricole, e negli ultimi 50 anni si è visto che l’indice di edificabilità non contrasta, anzi favorisce, l’abbandono. Alle indicazioni del Parere prescrittivo della regione sulla VAS “oltre la linea verde si possa costruire solo per fini agricoli, ove necessario” la giunta comunale ritiene di ottemperare proponendo una revisione della cartografia, restringendo le aree agricole (AR-PA) a favore delle aree “di presidio ambientale” (AR-PR), ove può costruire chiunque, aprendo a teorici 336mila metri quadrati di villette”.

     

  • La misteriosa scomparsa di W: spettacolo di Stefano Benni con Ambra Angiolini

    La misteriosa scomparsa di W: spettacolo di Stefano Benni con Ambra Angiolini

    Ambra Angiolini Misteriosa scompasra di WAmbra Angiolini torna a calcare il palco del teatro dell’Archivolto con lo spettacolo La misteriosa scomparsa di W, scritto da Stefano Benni e diretto da Giorgio Gallione, in scena il 17 e 18 gennaio.

    Il monologo ha per protagonista una donna di nome V, che ripercorre in maniera folle e comica la sua vita, alla ricerca del suo pezzo mancante W.

    V è perciò una parte che cerca il suo tutto e in questo monologo paradossale, ridicolo e doloroso cerca una spiegazione al suo senso di infelicità e incompletezza. Nel farlo si interroga su povertà e guerra, amicizia e intolleranza, giustizia e amore.

    V racconta la lotta e la rabbia che sta dentro la necessità di sopravvivenza e di difesa dello spirito critico, in un copione teatrale dove il comico è soprattutto esercizio di ribellione, un tocco di magica follia che trasforma l’angoscia in risata liberatoria.

    La parola di Benni, come sempre agile, paradossale e dissacrante, è sostenuta dall’intensa interpretazione di Ambra Angiolini, che trasforma lo spettacolo in un vero one woman show.

    Lo spettacolo inizia alle ore 21, biglietti da 20 euro.

    Martedì 14 gennaio (ore 18.30) Ambra angiolini è ospite a Villa Bombrini per un incontro-aperitivo con il pubblico, nel quale parlerà del suo lavoro tra cinema e teatro e dei suoi progetti futuri intervistata da Paolo Borio (ingresso libero).

     

  • Paolo Bonfanti al Count Basie, il bluesman genovese e il suo “esilio”

    Paolo Bonfanti al Count Basie, il bluesman genovese e il suo “esilio”

    count-basie-paolo-bonfantiCount Basie, Vico Tana. Un locale ricavato tra le arcate in pietra delle antiche fondamenta del convento quattrocentesco di Santa Brigida. La suggestione estetica del jazz club non lascia indifferenti; ma quella acustica sarà in grado addirittura di far dimenticare la prima. Un bicchiere di buon vino non può che completare il quadro, magari incrociando subito il protagonista della serata vicino al bancone del count-basie-paolo-bonfanti-2bar. Paolo Bonfanti ha l’entusiasmo di un ragazzo al suo primo concerto e la cordialità di un amico.

    Fresco di uscita, il suo nuovo disco è paradigmatico: Exile on Backstreets manifesta la dedizione del chitarrista genovese verso il blues, non solo genere musicale, ma genere di vita. Ai problemi sociali, economici e personali, la risposta viene sempre da una struttura di accordi di settima. Lui stesso conferma che «è praticamente impossibile fare qualcosa, ormai, senza pensare al contesto sociale in cui viviamo: non si tratta tanto di voler fare per forza musica impegnata, quanto di non poter proprio fare altro». Un disco più che mai di black music, potente, ruvida e penetrante; un genere per certi versi naturale a Genova, «dove una scuola di cantautori di prim’ordine ha potuto nascere tra i suoi vicoli» (e il pensiero va a De Andrè, nel giorno dell’anniversario della sua scomparsa). Un disco che sa di nuovo rispetto alla produzione di Bonfanti. Come ammette anche lui «è stato partorito quasi di getto, senza soffermarsi sugli arrangiamenti o sugli orpelli da studio». Che si tratta di brani non addomesticati lo si sentirà a brevissimo, quando il live ne scatenerà tutta l’intensità.

    Il Count Basie è gremito. Bonfanti si muove sul manico della sua Brontocaster con lo slide inanellato al mignolo ora come un forsennato che cerca di straziare le corde, ora come un incantatore di serpenti, che ipnotizza lo strumento e il pubblico. Il suo chitarrismo vigoroso ma sempre calligrafico percorre la corrente elettrica che sprigiona la sua chitarra, confluendo nella corrente sanguigna di ogni presente. Pleonastico sottolineare l’enorme qualità dei brani, che implica l’ancora più pleonastica levatura di chi abbiamo di fronte: un musicista avvelenato (o benedetto) dal blues, che l’ha assimilato intossicandosene e che lo canta e lo suona autoinfliggendoselo. Bonfanti merita il posto che gli spetta: tra i maggiori musicisti blues in Italia.

    Dalla tiratissima Father’s Things, azzardando un quasi ska blues rockabilly, attraverso lo struggente lamento di Slow Blues for Bruno (che fa correre la mente a Since I’ve been Lovin’ You degli Zeppelin), in cui il gemito della chitarra è sorretto da tutti gli strumenti e consolato dal dialogo con le sfumature della fisarmonica, creando un ponte transatlantico tra blues del Missisipi e tradizione mediterranea; alla titletrack Exile on Backstreets, in cui Bonfanti riprende il controllo della sua musica, domando la sua chitarra, oppure facendosi domare da lei.

    Groove, basso incalzante e bottleneck immergono la stanza in un’atmosfera da periferia statunitense, e viene una voglia irrefrenabile di uscire nella polvere, mettersi in auto e viaggiare tutta la notte per rettilinei indefinibili e sconfinati. Le cover regalano nuova linfa a Up to My Neck in You degli AC/DC, rockettara come si conviene; e I’ll Never Get Out of This World Alive, omaggio a un maestro totale come Hank Williams. Il gospel di Breack’em Chains e il funky di Black Glove sono riprove del morale e delle intenzioni del bluesman di Sampierdarena: il primo riprende le storie dei Railroad Gandydancers (ricordando in un lampo la ballata di John Henry e Joe Bonamassa); il secondo la lotta per l’emancipazione raziale, ricordando le Black Panther e il loro leader Bobby Seale. Emblematica la copertina del disco, in cui campeggia un pugno nero.

    Paolo Bonfanti, proprio come De Andrè prima di lui, sceglie un “esilio nei vicoli” che possa rendere quella libertà che sembra mancare sulle strade principali, sapendo bene che vi troverà la gente per cui la sua musica possa significare qualcosa. E in Vico Tana la sua musica ha significato tantissimo.

     

    Nicola Damassino

  • La musica nuova morta per eccesso di novità: la colpa non è solo del mercato

    La musica nuova morta per eccesso di novità: la colpa non è solo del mercato

    musica-concerti-pianoforteLa riflessione sviluppata in questa serie di articoli, partiva dalla constatazione della “scomparsa della novità”. Il concetto stesso di “novità” è stato progressivamente banalizzato, svuotato. Qualsiasi prodotto industriale, in uscita sul mercato viene presentato come “novità” che renderà superate le precedenti edizioni, ormai declassate a scarto/rifiuto/riciclo. È come se si vivesse in una continua “ansia da novità”: tutto deve sempre cambiare in continuazione senza fermarsi, con il risultato di una sorta di “crisi da eccesso”: la “novità” è uccisa dall’eccesso stesso di novità (o pseudo tali) gonfiata fino a scoppiare.

    I prodotti tecnologici (telefonia in testa) rappresentano al meglio i dettami consumistici suggeriti dalle strategie persuasive delle case produttrici. In ambito artistico, credetemi, le cose non sono poi così diverse. Certo, i messaggi e le strategie di vendita forse non presentano toni così grossolani e di cattivo gusto, ma la sostanza non cambia. Tutto il sistema produttivo contemporaneo può essere visto come un’immensa “fabbrica di novità”.

    Certamente, personalmente, non riconosco alcuna autorevolezza agli apparati promozional-pubblicitari dell’industria culturale che, subdolamente, cercano di stabilire che cosa sia da ritenersi “novità”. Ma la “novità” è scomparsa anche per altri motivi. È come se la tecnologia l’avesse erosa, mangiata dall’interno. Intendo dire che la velocità di comunicazione/diffusione e riproduzione di qualsiasi “originale”, rendendo subito alla portata di tutti – supponiamo – l’esito di una certa ricerca musicale, inevitabilmente lo esporrà al rischio di banalizzazione: ciò che si presenta come nuovo in pochi giorni verrà sezionato in tutti i particolari, commentato, raffrontato, copiato. Idealmente potremmo allineare mille cloni di un originale, in una sorta di continuum dove ciascun elemento manterrà tratti più o meno simili (= copiati) all’originale. Il fatto è che questo trand comportamentale caratterizza tutti gli aspetti della quotidianità.

    Spesso, quindi, si può provare la stancante sensazione di vivere in un appiattimento generalizzato, dove i grandi riferimenti culturali sono venuti meno; la fede nel progresso crollata, il futuro appare con il volto della minaccia; i rapporti sociali – di qualsiasi tipo- assumono sempre più lo statuto di provvisorietà. Certo, questi aspetti sono solo tendenziali, ma ciò non ne rende meno avvertibile la presenza.

    E poi c’è l’argomento centrale del discorso: la mancanza di ciò che ho definito “sentore comune, un qualcosa fatto di consapevolezza sociale, pensiero critico, espressione di idee, ma anche speranza e fiducia che le cose si possano – si potessero – cambiare (Bob Dylan nei primi anni ’60 cantava “ The times they are a changin’”). Oggi questa fiducia non c’è più e in questo scenario di incertezza e sbando globalizzati, diventa rassicurante e sedativo “guardare indietro”. Riproporre stili musicali, canoni estetici, mode e stili di vita già sperimentati, soddisfa quel crescente (e sempre più isterico) bisogno di sicurezza che tanto oggi si insegue: gli anni “mitici” si trasformano in una specie di caverna protettiva dove ci nascondiamo consumando la nostra incapacità di affrontare lo scuro e incerto futuro.

    Viviamo quindi nell’orizzonte di tante “poetiche solitarie”, che rispecchiandosi in mille altri simili, proprio nel gioco degli specchi e della rifrazione, sviliscono la loro portata innovativa. Indubbiamente si corre il rischio che così l’arte (intendo la parte più viva di essa) perda la sua carica eversiva e di rottura e venga meno alla sua peculiarità: quella di testimoniare il presente, prefigurando altri mondi possibili.

    Che dire? Bisogna rassegnarsi? Indubbiamente occorre avere la consapevolezza che il cupo periodo che stiamo vivendo potrebbe durare a lungo. Ma allora si impone di resistere, continuando ad affilare le armi (culturali s’intende…) in attesa di tornare ad usarle, laddove il suono si fa parola e la parola diventa suono. A proposito… mi sembra di vedere qualche crepa nel muro… mah, speriamo!

     

    Gianni Martini

  • Prà e Sampierdarena, finanziamenti Por: Tursi fa il punto sui lavori

    Prà e Sampierdarena, finanziamenti Por: Tursi fa il punto sui lavori

    Via CantoreÈ l’argomento più gettonato sulle prime pagine dei quotidiani locali fin dall’inizio del nuovo anno. Il futuro del Por di Prà (qui l’approfondimento di Era Superba) non poteva non essere discusso anche in Consiglio comunale, nella prima seduta dopo la pausa natalizia. L’assist è stato fornito dai consiglieri Caratozzolo (Pd) e Anzalone (Gruppo Misto, ex Idv) che hanno posto un dettagliato articolo 54 agli assessori Crivello e Dagnino facendosi portavoce della preoccupazione dei residenti del quartiere ponentino. Per chi si fosse perso qualche passaggio ricordiamo che la situazione è esplosa in seguito alla circolazione della notizia secondo cui i 7 milioni non ancora impiegati per la realizzazione del Por, e che rischiano di andare persi se i lavori non vengono rendicontati entro la fine del 2015, potrebbero essere dirottati sul salvataggio di Amt.

     

    Prà: Parco Lungo e Marina, ex stazione ferroviaria

    cantiere-stazione-praUna prospettiva che l’assessore ai Lavori pubblici Gianni Crivello non ha mai preso in considerazione, come ha avuto modo di ribadire anche ieri in Sala Rossa. A testimonianza di come l’intenzione dell’amministrazione comunale sia quella di dar compimento a tutti i lavori previsti dal Por per non perdere i relativi finanziamenti, Crivello ha illustrato nei dettagli la tempistica prevista per la realizzazione del cosiddetto “Parco Lungo”, cuore pulsante della riqualificazione della Marina di Prà (qui l’approfondimento di Era Superba). Il fine ultimo è quello di riavvicinare i cittadini al mare, da cui sono stati eccessivamente allontanati per i lavori di sviluppo del porto. «Il Por è fondamentale in questa direzione – assicura Crivello – e per questo motivo ricordo che i lavori per il “Parco Lungo” sono stati approvati il 19 e 20 dicembre scorsi. Tra il 15 e il 20 gennaio verranno pubblicati i bandi che scadranno il 15 marzo. Entro il 31 maggio verrà aggiudicato l’appalto alla società vincitrice che avrà un mese di tempo per presentare il progetto esecutivo. Consegneremo i lavori entro il 31 luglio, in tempo per essere conclusi entro la fine del 2015».

    L’assessore non ha mancato di sottolineare come le difficoltà incontrate siano state parecchie: «Di certo, il ritrovamento di amianto, lo smaltimento di sedime ferroviario e la necessità di complessi tavoli di confronto, che in alcuni casi hanno coinvolto anche la Comunità europea, non hanno agevolato le cose. Ma alcuni lavori sono già stati fatti, come piazza Sciesa o la sistemazione della foce del rio San Pietro. Adesso puntiamo a realizzare il parco, che almeno nella prima fase sarà un parco urbano; in seguito, secondo le esigenze espresse dal territorio, cercheremo di fornire tutte le attrezzature previste».

    Sul tema è intervenuta anche l’assessore alla Mobilità, Anna Maria Dagnino, che si è soffermata in particolare sui lavori che hanno interessato la foce del rio San Pietro: «La sistemazione di questa zona è al momento provvisoria, in attesa di una più generale riorganizzazione di tutta l’area di Prà che, come detto da Crivello, partirà la prossima estate. La ditta che ha fatto i lavori ha dato la disponibilità a ridurre l’area del cantiere per cui si è liberata una porzione di sedime stradale dell’Aurelia che destineremo a parcheggi con sosta a rotazione, pensati soprattutto per le esigenze del settore commerciale. Ciò non esclude comunque un futuro intervento più sistematico sulla viabilità della delegazione. Anzi, una volta messa punto la parte a mare, potremo spostare l’attenzione sul centro storico».

     

    Sampierdarena: ascensore Cantore-Scassi, biblioteca Gallino

    Via Buranello SampierdarenaMa nella seduta di ieri si è parlato anche di un altro Por in ritardo, quello di Sampierdarena (l’approfondimento di Era Superba). All’ordine del giorno, infatti, era stata programmata una discussione monotematica sulle problematiche del quartiere genovese (qui il pdf del documento approvato per l’occasione dal Municipio Centro Ovest e la lettera di accompagnamento del presidente Marenco, ndr). Oltre, dunque, ai temi legati all’emergenza sicurezza, alcol e gioco d’azzardo che sono stati introdotti dall’assessore Elena Fiorini ma che sposterebbero l’articolo verso ben altri lidi, era inevitabile che si arrivasse a parlare anche della riqualificazione del territorio dal punto di vista dei lavori pubblici. Anche in questo caso la parola spetta all’assessore Crivello che ha ricordato come per il Por di Sampierdarena siano stati investiti 11 milioni e 629 euro, di cui 9 da fondi europei e il resto dalle casse comunali.

    Dopo aver sottolineato che la “nuova” Sampierdarena si svilupperà su due direttrici – da un lato la riqualificazione di via Buranello per cui sono stati stanziati 2 milioni di euro, dall’altro la rivoluzione dell’assetto viario di lungomare Canepa e della Strada a mare – Crivello ha ricordato sommariamente alcuni lavori portati a termine con i relativi investimenti: «In via D’Aste (900 mila euro) è stata completata una parte degli interventi mentre i restanti lavori dovrebbero partire nelle prossime settimane e concludersi nell’arco di 6 mesi; in piazza Vittorio Veneto i lavori sono terminati alla fine del 2007 e sono costati 451 mila euro. In via Cantore i lavori si sono conclusi a metà 2012, per un importo di 815 mila euro mentre l’intervento sul palazzo del Municipio è costato 1 milione e mezzo di euro».

    Genova Sampierdarena, ex biblioteca GallinoUna delle criticità più grosse, invece, riguarda la riqualificazione dell’ex biblioteca Gallino (l’approfondimento di Era Superba), per la cui trasformazione in centro per anziani sono stati stanziati 400 mila euro. La prima ditta appaltatrice è fallita in corso d’opera; gli interventi sono allora stati riassegnati ma è sorta una nuova complicazione riguardante la stabilità dei solai. Crivello spiega che il Comune ha affidato la redazione del progetto esecutivo per il consolidamento dell’edificio per capire quali sono gli interventi da realizzare e quanto si sforerà dai 400 mila euro inizialmente investiti per la struttura.

    All’appello manca anche l’intervento economicamente più importante previsto dal Por. Si tratta del nuovo ascensore di collegamento tra via Cantore e villa Scassi, per cui sono stati stanziati 4 milioni e 290 mila euro. «Il progetto esecutivo è pronto – spiega l’assessore ai Lavori Pubblici – ma prima di proseguire dobbiamo attendere il nulla osta dell’Ustif (Ufficio speciale trasporti a impianti fissi) sia in sede locale che a livello nazionale, in sede di ministero dei Trasporti». Si tratta, infatti, di un ascensore piuttosto sperimentale, la cui cabina verrà prima trasportata in orizzontale e poi in obliquo, sempre sottoterra: un impianto simile ma ancor più complicato rispetto a quanto già avviene altrove in città per l’ascensore Montegalletto. «Il ministero ha 120 giorni per risponderci ma contiamo di avere il via libera molto prima, magari sfruttando anche qualche pressione dei nostri parlamentari». Anche perché i lavori di realizzazione dell’opera dureranno 300 giorni e la scadenza del 31 dicembre 2015 per non perdere i finanziamenti si avvicina inesorabilmente. Ma nel frattempo, tra febbraio e marzo prossimi, inizieranno già le opere civili per completare la predisposizione della galleria nella sua parte obliqua (per quanto riguarda il tragitto orizzontale, invece, si sfrutterà il cunicolo antiaereo già esistente).

    Per concludere, a onor di cronaca va detto che la discussione in Consiglio comunale sulle problematiche di Sampierdarena non ha prodotto per il momento alcun risultato concreto. Dopo l’illustrazione di ben 48 ordini del giorno presentati da consiglieri di quasi tutti i colori politici, la conferenza capigruppo, convocata dal presidente Guerello, ha deciso a maggioranza di sospendere la discussione nel tentativo di giungere a un documento condiviso da presentare e votare all’inizio della seduta di martedì prossimo. In caso contrario, si procederà alla votazione di tutti gli ordini del giorno.

     

    Simone D’Ambrosio

  • Tunnel sotto il porto: avanti con il progetto, ma la s.p.a è in liquidazione

    Tunnel sotto il porto: avanti con il progetto, ma la s.p.a è in liquidazione

    Contrasto tra vecchio e nuovo a GenovaTorna di moda il tunnel sotto il porto, quello che nelle intenzioni dell’amministrazione (o almeno di una parte di essa) dovrebbe sostituire la sopraelevata nella Genova del futuro.

    Ne ha parlato ieri il sindaco Marco Doria, nel corso di un’intervista rilasciata all’emittente Primocanale ribadendo il proprio orientamento già espresso poco dopo il suo insediamento a palazzo Tursi: «Il tunnel sotto il porto di Genova è una grande idea – ha dichiarato il primo cittadino – che consentirebbe di raggiungere dal Levante cittadino il nodo di San Benigno senza utilizzare la Sopraelevata, la cui funzione potrebbe così essere ripensata. Non è detto che la si debba per forza buttare giù ma opererei in questo senso se avessi la prova che il tunnel fosse in grado di sostituirla efficacemente».

    L’argomento ha suscitato interesse anche in Sala Rossa dove, dopo la pausa natalizia, è tornato a riunirsi il Consiglio Comunale. La questione è stata sollevata, anche con un pizzico di ironia, dal capogruppo del Pdl Lilli Lauro: «Il sindaco annunciava la fattibilità del progetto già il 22 gennaio dell’anno scorso. Vorrei capire se ogni anno a gennaio nella sua agenda è previsto parlare del tunnel sotto il porto o se c’è qualche importante novità di cui dobbiamo tenere conto. Anche perché neanche un mese il presidente dell’Autorità portuale, Luigi Merlo, annunciando lo spostamento dell’Istituto idrografico della Marina nella zona di calata Gadda, aveva specificato che il tunnel non si sarebbe più realizzato». Le fa da eco il collega di partito Guido Grillo: «Già sul finire del 2012 il sindaco aveva dichiarato che la giunta Vincenzi aveva commesso un errore ad accantonare il progetto. Dato che per progettare l’opera sono stati investiti soldi pubblici, vorremmo capire come stanno veramente le cose visto che voi continuate a dire che volete andare avanti e l’Autorità portuale sostiene il contrario».

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    La risposta è stata naturalmente affidata al sindaco che non ha mancato l’occasione per ribadire il proprio sostegno alla prosecuzione dell’iter progettuale. «Questa amministrazione – ha detto Marco Doriasi è trovata di fronte a un quadro già delineato negli anni precedenti e, come prima cosa, ha espresso un giudizio favorevole sull’opera. Giudizio che anche tutti i gruppi consigliari saranno chiamati a esprimere. La Cassa depositi e prestiti aveva stanziato 4 milioni di euro alla Tunnel di Genova spa (costituita appositamente per seguire l’iter realizzativo dell’infrastruttura, ndr) per la progettazione preliminare dell’infrastruttura affidata poi alla ditta genovese D’Appolonia. Fino a questo momento sono stati spesi circa 3 milioni di euro per la realizzazione del progetto. Nel frattempo sono intervenute novità sia per quanto riguarda l’uscita in prossimità del nodo autostradale di San Benigno sia per l’uscita in area Calata Gadda. Di conseguenza, il progetto di allora non è più adeguato ma c’è ancora 1 milione di euro a disposizione per ricalibrare la progettazione. Si tratta di soldi che, se non utilizzati, andrebbero comunque restituiti alla Cassa depositi e prestiti e credo, quindi, che sia giusto spenderli per apportare i correttivi necessari all’altezza dei due imbocchi».

     

    Tunnel di Genova spa è in liquidazione. Bernini ha le idee chiare

    Sopraelevata da Piazza CaricamentoProblema: a febbraio 2012 il Consiglio comunale aveva votato l’avvio della procedura di liquidazione (affidata al commissario Giancarlo Bonifai) della società Tunnel di Genova spa. Due le soluzioni sul piatto per uscire da questa impasse, come ci ha spiegato il vicesindaco Stefano Bernini, da sempre tra i principali sostenitori della bontà e dell’efficacia dell’opera:

    «O si propone l’ampliamento della mission della società fino ad arrivare all’adeguamento del progetto così come tra l’altro richiesto dal CIPE e quindi si proroga la vita di Tunnel di Genova spa per il periodo necessario oppure, opzione che personalmente prediligo, la si recupera come srl o società di scopo dando un po’ più di respiro alla sua sopravvivenza. In questo modo si consentirebbero le opportune valutazioni della nuova situazione di calata Gadda e si potrebbe rimodulare il progetto entrando nel merito della necessaria modifica dell’uscita del tunnel per salvare la scelta, da noi condivisa, della nuova destinazione dell’Istituto Idrografico della Marina ma salvando il collegamento diretto con la Fiera attraverso il tombamento di Duca degli Abruzzi». Secondo il vicesindaco, invece, non ci sarebbero problemi per quanto riguarda l’uscita di San Benigno: «Il secondo lotto dei lavori di rifacimento dell’intersezione tra la barriera di Genova Ovest e la città – spiega Bernini – prevede infatti l’accesso al tunnel non più attraverso un’uscita diretta come pensato inizialmente ma tramite una precisa ramificazione all’uscita dell’autostrada».

    Come detto, comunque, la decisione di bloccare la liquidazione di Tunnel di Genova spa spetta però al Consiglio comunale. Poi si tratterà di trovare chi può essere interessato alla realizzazione di un’opera di tale portata, con costi sull’ordine di grandezza dei 500 milioni di euro e sei di realizzazione. Ma su questo tema il vicesindaco non sembra piuttosto preoccupato: «È naturale che il nuovo tunnel dovrà essere a pagamento, con tariffe vantaggiose appositamente pensate per i genovesi. E proprio questa soluzione consentirà all’opera di diventare appetibile per molti imprenditori edili».

    Ulteriore ostacolo all’iter progettuale potrebbe arrivare dall’Autorità portuale che già più volte nel passato aveva storto il naso nei confronti di un’opera comunque inizialmente approvata nell’ormai lontanissimo 2003. In questo caso, la situazione potrebbe essere sbloccata dagli uffici comunali di urbanistica che stanno predisponendo tutte le controdeduzioni alle osservazioni sollevate dall’Autorità portuale al progetto preliminare che, secondo Bernini, dovrebbero essere sufficienti a convincere Merlo & co. a sottoscrivere la continuazione di questo percorso.

     

    Simone D’Ambrosio

  • Ascensore Principe-D’Albertis, via ai lavori: che fatica trovare i pezzi…

    Ascensore Principe-D’Albertis, via ai lavori: che fatica trovare i pezzi…

    Panorama castello D'AlbertisDoveva ripartire a Natale, lo farà a giorni. Stiamo parlando dell’ascensore Montegalletto, uno dei mezzi di trasporto pubblici più caratteristici della nostra città, che collega la zona di Principe con quella di Castello d’Albertis e che era fermo ai box da fine novembre. I lavori di manutenzione, già slittati in seconda battuta a ieri, sono iniziati effettivamente solo questa mattina e dovrebbero concludersi tra sabato e lunedì. Saranno contenti gli abitanti di Castelletto e Oregina che, tra pochi giorni, potranno finalmente riavere il prezioso collegamento con la stazione ferroviaria e con via Balbi, evitando i sempre affollatissimi autobus delle linee 35 e 36 o 39 e 40.

    I ritardi sugli interventi di manutenzione, almeno per una volta, non sembrano essere colpa di Amt. La manutenzione straordinaria a cui l’azienda ha fatto ufficialmente riferimento per spiegare la chiusura temporanea del servizio, infatti, fa riferimento alla necessità di un intervento all’alimentazione elettrica del complesso sistema di trazione dell’ascensore. Piccolo particolare, i materiali necessari sembravano praticamente introvabili. «Un problema tristemente comune a molte riforniture per i mezzi di trasporto della nostra città» ammette, un po’ sconsolata, l’assessore Dagnino facendo riferimento, in particolare, alle difficoltà riscontrate anche nel reperimento di nuovi autobus dalle “taglie” piccole.

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    Tornando all’ascensore, i lavori dovrebbero concludersi domani, massimo lunedì. Poi ci vorrà giusto il tempo per collaudi interni di rito e potremo tornare a sentire nuovamente quell’«oua se parte» a cui ormai siamo tanto affezionati e che ogni anno viene ascoltato da 250/300 mila passeggeri. Numeri di tutto rispetto se consideriamo che il vicino, più tradizionale ma anche più panoramico ascensore che collega piazza Portello con spianata Castelletto ha una portata complessiva delle due cabine di circa un milione di passeggeri. Un successo che si spiega non solo per la strategicità dal punto di vista della mobilità locale ma anche per l’appetibilità che la struttura offre sotto l’aspetto turistico per chi vuole raggiungere il Museo delle Culture del Mondo di Castello D’Albertis o semplicemente per gli appassionati dei mezzi di trasporto meno convenzionali che trovano in questo ascensore a trazione mista orizzontale e verticale un esemplare quasi unico nel suo genere

    La storia dell’ascensore Montegalletto affonda le radici nel tempo. La sua costruzione risale addirittura al 1929, con una galleria d’accesso lunga circa 300 metri e due cabine verticali con  capienza di 20 persone per i 70 metri di dislivello. Tra il 1963 e il 1965 gli ascensori furono sostituiti e nel 1995, quando l’infrastruttura era da tempo passata sotto il controllo di Amt, si giunge alla scadenza della vita tecnica trentennale. Si fece largo fin da subito l’idea di ristrutturare l’impianto con un innovativo sistema che permettesse di rimediare alla difficoltà principale: i 300 metri da compiere a piedi, in fondo all’ingresso di Principe-via Balbi, prima di giungere alle cabine. Nel 2001 il Ministero dei trasporti diede il via libera a un impianto integrato, totalmente automatizzato ovvero senza la necessità di personale in cabina: nel primo tratto un sistema funicolare consente di percorrere orizzontalmente la galleria alla velocità di 4,5 m al secondo, nel secondo tratto verticale, invece, le due cabine con portata di 23 persone (con un totale di 400 passeggeri all’ora per senso di marcia) proseguono alla velocità di 1,6 m al secondo. A collegare il tutto un sistema di traslazione su pneumatici pensato sui modelli delle funivie di montagna. La costruzione iniziò a settembre 2002 e terminò con l’inaugurazione dell’ascensore così come lo conosciamo ora il 15 dicembre 2004. E da metà gennaio «se parte»… turna.

     

    Simone D’Ambrosio

  • Gestione dei rifiuti a Genova: piano regionale e linee guida Amiu

    Gestione dei rifiuti a Genova: piano regionale e linee guida Amiu

    amiu-raccolta-cartoniSi profila all’orizzonte un cambio di rotta decisivo nella gestione del ciclo dei rifiuti in Liguria, così come nel capoluogo ligure. Le premesse ci sono tutte ma occorre ricordare che saranno necessarie successive conferme affinché gli orientamenti delineati da Regione Liguria e Amiu Genova si trasformino in realizzazioni concrete. Il 21 dicembre scorso l’azienda municipalizzata di igiene urbana ha presentato le “Linee guida del nuovo Piano industriale” – già approvate dalla Giunta Doria (e proprio ieri, 8 gennaio, illustrate anche ai consiglieri comunali di Palazzo Tursi) – che sarà formalmente pronto nei primi mesi del 2014, presumibilmente entro la primavera, mentre la Giunta Burlando, il 27 dicembre 2013, ha adottato il nuovo “Piano regionale dei rifiuti e delle bonifiche”, in discussione nell’aula consiliare della Regione a partire dal 10 gennaio.

    Partiamo da Amiu. Il disegno, particolarmente ambizioso, è quello di trasformarla in un’azienda che – non solo raccoglie i rifiuti – bensì li trasforma allo scopo di immettere nel circuito produttivo le materie prime così ottenute, dunque, gestendo anche specifici processi di filiera per la trasformazione dei materiali riciclabili: carta, plastica, vetro, ecc. «Bisognerà individuare i processi più redditizi e poi valutare, se e quali filiere, gestire da soli o con specifici partner industriali – dichiara il presidente di Amiu, Marco Castagna – Già nel corso del 2014 dovrebbe essere individuato un partner istituzionale o industriale-finanziario del Comune, che consenta ad Amiu di uscire dai vincoli ai quali è sottoposta in quanto società in “house”, per poter espandere la sua attività».
    Per quanto riguarda lo scenario regionale, invece, la notizia più rilevante è il definitivo addio all’ipotesi di chiudere il ciclo dei rifiuti con impianti a caldo, ovvero con gli inceneritori (o gassificatori, o termovalorizzatori, che dir si voglia). Nel contempo, si profila un ruolo sempre più marginale per le discariche nel territorio ligure, a vantaggio di un sistema che si pone l’obiettivo di produrre meno rifiuti e riciclarne di più, trasformandoli in prodotti vendibili sul mercato.

    Linee Guida del nuovo piano industriale di Amiu

    ex-fonderie-ansaldo-deposito-amiuIn occasione della presentazione delle “Linee guida del nuovo Piano Industriale” di Amiu, l’assessore all’Ambiente di Palazzo Tursi, Valeria Garotta, ha affermato «La scelta è quella di puntare sul recupero di ogni rifiuto. Il conferimento in discarica deve diventare sempre più residuale. Grazie alle tecnologie evolute si può fare, ma Amiu nello stesso tempo deve affrontare un processo di riconversione e differenziazione del suo business».
    L’indirizzo strategico prefigura un deciso riposizionamento dell’azienda municipalizzata alla luce degli importanti cambiamenti che verranno promossi dal “Piano regionale dei rifiuti e delle bonifiche”, dalla legge regionale sull’Ambito Territoriale Ottimale (ATO) per i rifiuti che dovrebbe essere presentata al consiglio regionale nei primi mesi 2014 (lo strumento con cui porre un freno alla frammentazione dei soggetti gestori: oggi su 235 Comuni sono 52) e soprattutto dagli stringenti indirizzi che l’Unione Europea ha stabilito sulla gestione dei rifiuti.

    «Dobbiamo abituarci a pensare che nel mondo di oggi e di domani non esistono rifiuti – sostiene Marco Castagna, presidente di Amiu – Esistono materia ed energia da raccogliere, da trasformare e da re-immettere nel ciclo produttivo locale. Noi vogliamo diventare, per il nostro territorio, il soggetto cardine di un sistema intelligente capace di operare in tutte quelle che sono, e saranno, le filiere dell’economia circolare locale».
    Il direttore generale di Amiu, Pietro D’Alema, spiega nel dettaglio «Le attività di cui si occuperà l’azienda nei prossimi anni saranno estremamente varie: raccolta dei rifiuti urbani anche oltre gli attuali confini, gestione di impianti di trattamento dei rifiuti, produzione di CDR (combustibile da rifiuto) e CSS (combustibile solido secondario), produzione e vendita di energia da impianti propri e da quelli gestiti con partner, gestione di specifici processi di filiera per la valorizzazione di materie prima seconde, manutenzione del territorio e valorizzazione, ad esempio, della filiera bosco-energia, bonifiche locali e nazionali, gestioni ambientali di sistema per i porti».

    Per sostenere tale strategia, la municipalizzata genovese si accinge a lanciare una nuova struttura, “AMIU SmartLab”, composta da personale interno e da una serie di soggetti provenienti dal mondo dell’innovazione, della ricerca, dell’impresa e della formazione, che lavoreranno a fianco dell’azienda con l’obiettivo di fare in modo che essa diventi il punto di riferimento – a livello ligure – dell’innovazione di prodotto e di processo, applicata all’intero ciclo dei rifiuti.
    «Entro il mese di febbraio organizzeremo in un grande evento pubblico per presentare questa prospettiva di sviluppo intorno alla quale intendiamo aggregare le migliori forze della nostra regione – conclude Marco Castagna – ci rivolgeremo anche a comitati e associazioni che in passato hanno espresso toni critici nei confronti di Amiu e che auspichiamo diventino dei soggetti attivi».

    Nuovo piano regionale dei rifiuti e delle bonifiche

    Palazzo della RegioneCome detto sopra, il piano regionale sancisce l’addio agli inceneritori per lasciare spazio a impianti di trattamento meccanico biologico, di compostaggio e per la produzione di rifiuti secchi ad alto potere calorifico. Inoltre, tramite il potenziamento della raccolta differenziata (RD) – con l’obiettivo di raggiungere la percentuale del 65% entro il 2020 – si cercherà di ridurre drasticamente la quantità di rifiuti depositati in discarica.
    «Il piano è stato adottato solo dalla Giunta perché, riguardo ai tempi, c’era un obbligo di legge da rispettare – spiega l’assessore regionale all’Ambiente, Renata Briano – Abbiamo rinviato la discussione in Consiglio al 10 gennaio e successivamente si apriranno i termini per presentare le osservazioni. Già prima dell’adozione, comunque, io ho avuto una serie di incontri con i rappresentanti delle associazioni ambientaliste, dell’Anci Liguria e della Province; mi sembra che tutti abbiano riconosciuto il lavoro che abbiamo fatto per impostare su basi diverse la gestione del ciclo dei rifiuti».
    Dopo la pubblicazione del piano, probabilmente a fine gennaio, dovrebbero aprirsi i termini di 60 giorni nei quali chiunque potrà presentare osservazioni nell’ambito della procedura di valutazione ambientale strategica (VAS). Una volta chiusi questi termini, la Giunta e gli uffici vaglieranno le osservazioni e i pareri dei vari soggetti competenti, decidendo quali accogliere e come rispondere. Infine, la Giunta varerà il testo del piano – eventualmente modificato – da proporre al Consiglio regionale per l’approvazione definitiva, che potrebbe avvenire entro la prossima estate.

    Il testo adottato parte dall’analisi delle diverse criticità esistenti sul territorio ligure: produzione di rifiuti più alta rispetto alla media nazionale (582 Kg per abitante all’anno, rispetto ai 504 Kg nazionali); livello di RD inferiore alla media nazionale (32,02% rispetto al 39,90%, nettamente al di sotto dell’obiettivo di legge del 65% che si sarebbe dovuto raggiungere nel 2012), situazione dovuta alla scarsa diffusione di modelli di raccolta domiciliari (vale a dire sistemi di RD porta a porta o di prossimità); alta frammentazione nella gestione del ciclo dei rifiuti; una chiusura del ciclo che si affida ancora prevalentemente alle discariche (per il 60% nel 2012); costo medio di gestione del ciclo più alto rispetto alla media nazionale (185 euro per abitante, rispetto a 156).

    Il piano individua due tappe temporali – 2016 e 2020 – entro cui raggiungere progressivamente i principali obiettivi, vale a dire: riduzione dei rifiuti prodotti, aumento RD, trattamento finale e modalità di gestione dell’intero ciclo. La novità più importante è l’eliminazione di qualsiasi ipotesi di impianto a caldo (inceneritore, gassificatore o termovalorizzatore) per il trattamento finale – di conseguenza anche il progetto inceneritore a Scarpino – ma pure un significativo ridimensionamento dell’utilizzo delle discariche che dovrebbero servire a raccogliere solo una frazione minima dei rifiuti (l’obiettivo è passare dalle 685.145 tonnellate del 2012 ad un massimo di 120 mila tonnellate nel 2020).

    Per quanto concerne la chiusura della gestione del ciclo, invece, il documento indica delle strade multiple, attraverso la realizzazione di impianti per il trattamento separato della frazione organica e di quella secca dei rifiuti che restano dopo la RD dei materiali riciclabili e dopo l’eliminazione dei metalli. Con l’organico si dovrebbe produrre compost – utilizzabile in agricoltura – e FOS (frazione organica stabilizzata) – impiegabile per i ripristini ambientali (dal riempimento di cave alla copertura di discariche, fino al ripristino di frane) – mentre la frazione secca dovrebbe essere trattata per produrre CSS (combustibile solido secondario) utilizzabile per la produzione di energia in impianti come cementifici e inceneritori.

    «Sono almeno 20 anni che mi impegno contro l’inceneritore a Scarpino (ma anche sotto la Lanterna) – afferma il consigliere comunale (Fds), Antonio Bruno – quindi, saluto con favore la definitiva cancellazione di un simile progetto. Nel piano regionale, però, emergono alcune criticità. In particolare, non si prevede di ottemperare alla legge, visto che l’obiettivo di raggiungere la percentuale del 65% di RD è stato spostato al 2020. Sette anni per arrivare al 65% di raccolta differenziata, vuol dire sette anni durante i quali bisognerà pagare l’ecotassa. In due anni, invece, si potrebbe costruire l’impianto di compostaggio della frazione umida (circa il 35% dei rifiuti prodotti) raggiungendo così la fatidica soglia del 65%. Inoltre, si prevede di utilizzare in impianti esistenti (cementifici, inceneritori, centrali termiche a carbone) la quota residua avanzata dalla RD. Ovviamente c’è il rischio che questo disincentivi la RD, aggravando una situazione già critica per motivi di sostenibilità, inquinamento ambientale, tutela della salute, creazione di posti di lavoro. Sullo sfondo rimane l’ingresso di privati nell’azienda, adducendo i limiti imposti dal patto di stabilità. Più volte ho ricordato che, dopo il referendum e i pronunciamenti della Corte Costituzionale, questo non sia vero».

    Sul fronte opposto, il senatore Luigi Grillo (Ncd), manifesta parecchio scetticismo al quotidiano locale il “Corriere Mercantile” «In Italia la regione fanalino di coda in tema di rifiuti è proprio la Liguria. Siamo l’unica regione che porta il 100% dei rifiuti in discarica, siamo tra gli ultimi nella percentuale di RD e, dopo tanti discorsi e promesse, ancora non è stato progettato né un termovalorizzatore, né un gassificatore per creare un’alternativa alla schiavitù delle discariche […] Come è possibile giudicare credibile questo nuovo strategico piano dei rifiuti fondato su scelte che, allo stato attuale, non si riscontrano in nessuna altra regione? Chi ha governato per tanti anni la nostra regione, e tuttora la governa, dovrebbe spiegare il motivo di un pregiudizio che esiste nei confronti delle più moderne tecnologie, adoperate nel resto d’Italia e d’Europa, che consentono di bruciare i rifiuti, produrre energia e non inquinare l’ambiente […] Il piano della Liguria sembra poggiare su due previsioni: ridurre la produzione di rifiuti; portare la RD alla percentuale del 65%. Per quanto mi risulta, ad oggi, in Italia la produzione dei rifiuti è in costante crescita da vent’anni a questa parte, e non è chiaro con quali strumenti si pensa di invertire questa tendenza. Sulla RD è difficile dare credito ai nostri attuali amministratori regionali quando si pongono l’obiettivo di diventare in pochi anni i primi della classe […] Per quanto riguarda il governo del settore, è condivisibile l’idea di superare la frammentazione esistente, infatti, sono troppi i soggetti gestori che incidono in maniera rilevante sui costi di gestione».

    Il parere del professore Federico Valerio

    Impianto di compostaggio in Valvarenna
    L’impianto di compostaggio dell’umido in Valvarenna

    In merito ai possibili cambiamenti nello scenario ligure e genovese, Era Superba ha chiesto un giudizio al professor Federico Valerio, per lungo tempo responsabile del Laboratorio di chimica ambientale dell’Ist di Genova, ambientalista ed esperto di questioni relative al trattamento dei rifiuti, delle quali si occupa da molti anni (anche sul proprio blog “Scienziato preoccupato”).

    L’aspetto positivo è che non si parla più di inceneritori, gassificatori e affini, in tutta la Liguria?

    «Sì, certamente. E non posso fare a meno di sottolineare come, finalmente, sia stata riconosciuta la bontà di chi ha sempre sostenuto che si potevano trovare soluzioni migliori rispetto agli impianti a caldo. Detto ciò, probabilmente anche il fattore economico, ovvero i costi proibitivi di simili strutture, ha giocato a favore dell’eliminazione di tale prospettiva. Forse è merito pure di una sensibilità nuova che tutti, compresa l’azienda Amiu, iniziamo a respirare. La municipalizzata genovese, per esempio, ha scoperto che vendendo cartone riesce ad ottenere utili. E lo stesso può avvenire con gli altri scarti (questa è la definizione corretta dei rifiuti)».

    Innanzitutto occorre adoperarsi per il trattamento della frazione organica dei rifiuti, quella più importante ai fini di una raccolta differenziata di qualità? «Assolutamente sì. Questo è il primo passo da fare. Attualmente, la frazione organica raccolta a Genova viene spedita in provincia di Alessandria con notevoli costi (vedi il nostro articolo sulla chiusura dell’impianto di compostaggio in Val Varenna). È necessario realizzare un nuovo impianto per trattare la frazione umida. Il problema è individuare un sito adatto, visto che nessun sindaco pare disposto ad accoglierlo sul proprio territorio. Eppure con le tecnologie odierne non sussisterebbe alcun problema di mali odori o quant’altro. Ogni provincia ligure dovrebbe ospitarne almeno uno».

    Rifiuti raccolta differenziataL’aspetto più critico è l’aver spostato l’obiettivo 65% di raccolta differenziata al 2020?

    «In effetti, bisogna spingere per un più incisivo aumento di una raccolta differenziata che sia di qualità. Ad esempio, con il sistema porta a porta, che garantisce delle percentuali di RD molto alte e di qualità. Certo, prima è necessario investire in iniziative di informazione e comunicazione capillare affinché i cittadini si impegnino in tal senso. Ma sono investimenti che si ripagano velocemente. In Liguria ci sono una decina di Comuni che hanno già raggiunto l’obiettivo del 65%. Consiglio all’assessore regionale Briano di organizzare un incontro con i sindaci di queste realtà. Qualcuno potrà obiettare: “Si tratta di piccoli Comuni”. Sì, però, parliamo anche di contesti difficili, in cui spesso le abitazioni non sono facilmente raggiungibili. L’intera Liguria, a livello morfologico, presenta numerose difficoltà. Nelle grandi città, invece, l’ostacolo principale è l’investimento necessario per modernizzare la tipologia di servizio. Tuttavia, pure le metropoli scelgono di puntare sulla RD spinta. Basta vedere la vicina Milano, dove hanno puntato sul porta a porta. Un sistema, quello milanese, che si sta estendendo progressivamente a fette di 300 mila abitanti per volta. Insomma, con step progressivi, secondo me si può fare anche a Genova. Qui si è colpevolmente dimenticata la positiva esperienza del cosiddetto “progetto pilota” di Sestri Ponente e Pontedecimoche, soltanto pochi anni fa, aveva dato buonissimi risultati. Nonostante ciò, il progetto è stato lasciato morire. Invece, si doveva insistere, magari estendendo il progetto ad altre aree della città. La mia sensazione è che non si sia voluto dimostrare appieno la bontà dell’esperimento. In ballo, infatti, c’era ancora il discorso dell’inceneritore a Scarpino».

    Per quanto riguarda la produzione di CSS (combustibile solido secondario), sono diverse le perplessità del mondo ambientalista …
    «Una volta si chiamava CDR, ovvero combustibile da rifiuto, oggi è diventato CSS, ma si tratta pur sempre di combustibile da rifiuto, con qualche regola in più sulla qualità. È un escamotage letterale della Regione (ma anche a livello nazionale si punta ad incentivare questa pratica) che rende appetibile, soprattutto per i cementifici, la frazione secca dei rifiuti, in particolare le plastiche miste. Il problema è: chi ci guadagna? Probabilmente non Amiu (o gli altri soggetti gestori) perché – se il combustibile da rifiuto non è di buona qualità – i cementifici, per smaltirlo, si faranno pagare. Dunque, l’unico vantaggio è dovuto al fatto che non sarà necessario costruire nuovi impianti. Gli svantaggi, invece, ricadono tutti sull’ambiente, viste le problematiche legate alla qualità del CSS. Nelle plastiche miste finisce di tutto. Con inevitabili conseguenze in termini di emissioni inquinanti dei cementifici. Già oggi degli studi dimostrano che, dove il CSS è stato utilizzato come combustibile, si verifica un peggioramento della qualità delle emissioni inquinanti. Dal mio punto di vista, questo non è accettabile».

    La soluzione, secondo il prof. Valerio, consiste nel puntare sulla maggiore separazione dei rifiuti. L’esempio lungimirante è l’impianto Amiu di Bolzaneto (via Sardorella) inaugurato, alla presenza del sindaco Marco Doria, nel marzo 2013. Il nuovo centro per la lavorazione dei materiali provenienti dalla raccolta differenziata, considerato il più innovativo del Nord Ovest, è un impianto moderno – dotato di macchinari all’avanguardia – capace di separare, trattare e ridurre in balle pressate, facilmente trasportabili, imballaggi in plastica, alluminio,acciaio, carta, cartone e tetrapak. Tale struttura «… permette all’azienda municipalizzata genovese di essere più che autosufficiente nel trattamento dei materiali raccolti – si legge in una nota ufficiale di Amiu – con l’obiettivo di aumentare in breve tempo le quantità inviate al riciclo […]il sistema è stato ideato per operare alternativamente sul multi materiale leggero (ovvero plastica e metalli) e sulle frazioni cellulosiche (carta, tetrapack e cartone). Qui i materiali vengono accatastati: carta e cartone da una parte, plastica e metalli dall’altra e, a seconda della lavorazione, appoggiati sui nastri trasportatori, separati meccanicamente attraverso passaggi specifici a seconda che si tratti di plastica, contenitori ferrosi, alluminio, cartone, oppure carta mista a cartone».

    «Nell’impianto di Bolzaneto, in pratica, viene separata la plastica dal cartone, il ferro dall’alluminio, ecc. – spiega il prof. Federico Valerio – Con la stessa tecnologia è possibile separare i vari tipi di plastica. Così facendo si può seguire la filiera che si sta sviluppando in questo campo. In Italia esistono alcune aziende che utilizzano plastiche miste idonee per produrre svariati manufatti, quali ad esempio i componenti dei motocicli. Le plastiche, se selezionate tramite impianti adeguati, diventano materiali con un valore commerciale da sfruttare. Stiamo parlando della frazione secca, ovvero di circa il 15% del totale dei rifiuti (la maggior fetta, infatti, è rappresentata dalla frazione umida). Noi non siamo obbligati ad alimentare i cementifici, peggiorando la qualità delle loro emissioni. Al contrario, dobbiamo seguire le filiere che si sviluppano a partire dal trattamento meccanico dei rifiuti, è questa la strada maestra, come peraltro indica la stessa Unione Europea. La mia proposta è quella di implementare l’impianto di Bolzaneto e realizzarne altri con la stessa filosofia, in modo tale da aumentare il recupero e la trasformazione di ogni materiale».
    Ma prima di tutto, conclude Valerio «Iniziamo a realizzare gli impianti di compostaggio. Mi pare assurdo che il compost raccolto a Genova vada a finire ad Alessandria, con una notevole spesa a carico di Amiu e dunque dei genovesi. Ciò vale anche per la carta, per le plastiche, per altri materiali, a Genova non abbiamo praticamente nulla in questo senso, ad eccezione del sopracitato centro di Bolzaneto. Per limitarci al capoluogo ligure, occorre che Amiu proponga una precisa strategia industriale che ambisca, per i prossimi anni, a recuperare e destinare al riuso, ovvero alla vendita, il più possibile degli scarti raccolti. Il trattamento meccanico biologico come quello di Bolzaneto permette di eseguire ulteriori separazioni (rispetto alla differenziazione richiesta ai singoli cittadini). Con un costo che trova giustificazione nel valore della merce che si riesce a produrre. L’investimento per l’impianto di Bolzaneto in circa 2-3 anni sarà già ammortizzato. La situazione, a livello europeo e mondiale, così si evolve e noi, nel nostro piccolo, dobbiamo aggiornarci al più presto».

    Matteo Quadrone

  • Sapori al ducale, fiera e degustazioni dei prodotti enogastronomici italiani

    Sapori al ducale, fiera e degustazioni dei prodotti enogastronomici italiani

    Prodotti BiologiciSabato 11 e domenica 12 gennaio in piazza Matteotti, davanti a Palazzo Ducale, primo appuntamento dell’anno con Sapori al Ducale, la mostra mercato delle eccellenze enogastronomiche italiane.

    Cibi e vini per tutti i gusti, con il comune denominatore dell’alta qualità: dai taralli pugliesi lavorati a mano alle conserve ittiche liguri, dai pregiati salumi toscani ed umbri, ai formaggi campani e piemontesi.

    Senza dimenticare i vini del Monferrato, frutta e verdura di stagione, liquirizia grezza, olio extravergine di oliva, speck dell’Alto Adige, formaggi sardi, miele e prodotti dell’alveare, olive pugliesi, salumi emiliani, funghi secchi, pesto, erbe e spezie, creme al tartufo e tanto altro ancora.

    La manifestazione, nata nel 2006 su iniziativa del Comune di Genova con la partecipazione delle tre Confederazioni Agricole Liguri Coldiretti, Cia, Confagricoltura, è curata dall’associazione nazionale La Compagnia dei Sapori, che promuove il lavoro di persone che producono e valorizzano cibo di qualità: aziende agricole, imprese artigiane, Enti e consorzi, che rappresentano un’unica filiera integrata del gusto e che fanno della qualità, del legame con il territorio e delle lavorazioni tradizionali il proprio criterio operativo. Per incentivare la partecipazione all’evento delle imprese liguri e del Genovesato, Sapori al Ducale si avvale anche della collaborazione del Gal Appennino Genovese e della Strada del Castagno.

    Dalle ore 10 alle 20

  • Emergenza Festival: selezioni genovesi del concorso per band a La Claque

    Emergenza Festival: selezioni genovesi del concorso per band a La Claque

    La ClaqueVenerdì 10 e sabato 11 gennaio La Claque ospita le prime due serate di Emergenza Festival, il più grande evento dedicato al mondo delle band emergenti, di qualunque età e genere musicale, presente ormai in 37 paesi e 184 città di 4 continenti.

    Nel corso delle due serate, si alterneranno sul palco docici band e le vincitrici delle rispettive serate avranno la possibilità di suonare presso un’altra sede del festival per l’ ormai storico Italian Road Tour, oltre ad accedere di diritto alle semifinali e proseguire il cammino verso la finale italiana che si terrà all‘Alcatraz di Milano a fine giugno. La vincitrice assoluta del concorso, parteciperà poi alla dinale internazionale presso il Taubertal Open Air Festival.

    I vincitori del festival vincono una produzione professionale in studio, la distribuzione internazionale, una campagna promozionale in 12 paesi e un tour Europeo completamente prodotto e sponsorizzato dall’organizzazione.

    Ogni band avrà a disposizione un set di 30 minuti per suonare, il pubblico selezionerà i gruppi che passeranno al turno successivo attraverso un voto aperto.

    Ecco la line up delle due serate

    Venerdì 10 gennaio

    ore 22 The Waking Sleeper Band- gruppo genovese che nel 2012 ha pubblicato per Maia records il primo disco, un immenso concept album che ci riporta nel viaggio prog degli anni ’70 e ‘ 80, matrice Italiana legata per un sound tipicamente britannico

    ore 22.30 Franca Vintage –  gruppo genovese fondato nel 2013 da un gruppo di ragazzi che si sono in gran parte conosciuti sui banchi del Liceo. Oggi il gruppo è costituito da Michele Pelissetto, voce e chitarra elettrica ritmica, Alberto Maladorni, chitarra elettrica solista, Aron Aboukhalil, tastiera, Tommaso Brogi, batteria, Daniele Giampaoli, basso. Il repertorio è alternative rock.

    ore 23 Akhet – gruppo genovese nato nell’agosto 2012 con l’intento di fondere insieme diverse forme d’arte quali musica, poesia, recitazione. Il genere è il rock sperimentale, rock progressivo. I membri sono Andrea Marano (chitarra), Andrea Pesce (voce), Flavio Ronetti (basso), Silvio Magnolo (batteria) e Carlo Guidi (tastiera e baglama)

    ore 23.30 feedback – giovane band emergente FeedBack, puro talento musicale genovese ad opera di Sofia Ferrari (voce), Andrea Alinovi (chitarra elettrica), Luca Carlini (chitarra elettrica), Enrico Guagliardo (basso) e Stefano Costini (batteria).

    ore 00:00 Jimmy The Butcher – band alternative metal nata all’inizio del 2012- I membri sono Matteo Parissi (chitarra, chitarra solista); Dario Russo (batteria); Matteo Bisca (basso); Giorgio Lauletta (voce);

    ore 00:30 WattaBeat – La Old School del Reggae a Genova con alcuni dei componenti che hanno fatto la storia dell’underground in città e portato la bandiera di Genova in giro per l’Italia, Tony La Corte, Marcello “Sindaco” Sansalone,il grande Capitan Sureis (Cool Reggae Band, Sensasciou,Banghiss,Skanin’Time,Marciellos, per citare alcune formazioni nate da diverse combination) si fonde con il progetto solista di Davide Messina in arte Dindo (Dindo&the Reggae Lab,SpaccaGenova,Bolsevicoli) e con altri esponenti della scena attuale, come Alessandro Calcagno(M-Cake, Marciellos) e Cecco Michelazzi( Dindo&the Reggae lab,Andy Mitoo & the groove makers).Progetto nato insieme ad un’altra grande icona come Bob Quadrelli

    Sabato 11 gennaio

    ore 22 Burning Phoenix – gruppo alternative rock/funk rock italiano, formatosi a Genova nel 2013 dalle ceneri degli AirStrike, composta da Andrea “Andrew” Cosso, Marco “MarcRow” Vassallo, Alessandro “Agente P” Perri e Amedeo “HtD” Marci.

    ore 22.30 keepr of time – melodic metal band savonese composta da Myrna Pario – Vocals, Edoardo Dogliotti – Lead Guitar, Matteo Venzano – Rhythm Guitar, Aurora Lessi – Bass, Edoardo Calvi – Drums, Enrico Borro – Keyboards

    ore 23 Ego – un’ impronta rock/pop caratterizza la band, fusioni di testi in italiano e musiche neomelodiche sono ciò che gli EGO portano avanti con grande passione. Membri: Edoardo Persenico (Voce) – Emanuele Enna (Basso) – Daniel Schintu (Batteria, seconda voce ) – Marco Navacchi (Chitarra Solista) – Loris Vaccari (Chitarra Ritmica)

    ore 23.30 NoT RuX – genere hard N’ heavy; cantante solista Andres Vega Martinez; chitarre Giorgio Cecconi, Matteo Sivori; basso Marco Mutolo; batteria Emanuele Giannoni

    ore 00.00 Random on Sunday – band pop rock genovese nata agli inizi del 2010: da subito la proposta è quella di creare brani volutamente commerciali, orecchiabili e dal sapore allegro, in controtendenza con la malinconia e l’aggressività dilagante trasmessa dalla maggior parte dei complessi alternative rock del periodo

    ore 00.30 The Crew – gruppo punk rock, alternative rock da Chiavari. Membri Adi (Andrea Adimari) – Voce; Rotte (Matteo Rotella) – Chitarra/Cori; Eric (Eric Razzini) – Chitarra/Basso; Faccio (Marco Facciolo) -Basso/Chitarra/Cori; Ficiu (Filippo Denegri) – Batteria

     

     

     

    [Foto Daniele Orlandi]

  • Kostja: performance di Riccardo Raffaele Bozano alla Sala Dogana

    Kostja: performance di Riccardo Raffaele Bozano alla Sala Dogana

    Sala Dogana palazzo DucaleDa venerdì 10 a domenica 12 gennaio la Sala Dogana di Palazzo Ducale ospita Kostja. Territorio straniero interno, performance di Riccardo Raffaele Bozano.

    Il lavoro nasce da uno studio, che ha come punto di partenza Kostantin Gavrilovic Treplev, protagonista de Il Gabbiano di Cechov.

    Il monologo, ripetutamente irripetibile ed inedito, nel testo e nella messinscena, è l’esperienza di un giovane uomo che ripercorre le medesime tematiche dell’inquieto scrittore di Kiev. Figlio, uomo, artista incompiuto, alla ricerca del suo posto nel mondo. Kostja, solo. Le sue paure, i sogni, le vocazioni, le pulsioni di morte, i desideri di libertà.

    La solitudine, la precarietà, l’inadeguatezza; il rapporto morboso con la madre e l’evaporazione della figura paterna; l ‘identità “liquida”; il desiderio di vita e la pulsione di morte. I temi di Kostja sono i temi dell’oggi, della generazione nella quale sono iscritto, del “qui ed ora” dell’essere umani.
    Recuperare la tradizione per renderla linguaggio per l’innovazione.

    Nel linguaggio utilizzato da Bozano, la parola cessa di dominare la scena e ridiventa gesto, movimento ed azione, la parte fisica è preponderante ed è ridotta o subordinata l’intenzione logica e discorsiva. In ogni prova il lavoro tende a distruggere i gesti e le forme trovate nelle prove precedenti al fine di evitare cristallizzazioni e ripetizioni in una circostanza che, per sua natura, deve poter essere ripetibile. Rendere irripetibile per poter ripetere, distruggere per continuare, contenere per liberare.

    La messinscena ha a che fare con la vita e riduce al minimo la spettacolarizzazione, sottomettendola all’ aspetto di gravità ed al carattere d’inquietudine proprio dell’azione. Le scene e gli accessori sono reali e concreti. Oggetti ed elementi presi da quanto ci circonda (un tavolo, una papera in legno, secchi, …. ) tenderanno, con la loro sistemazione e relazione con l’azione, a creare nuove figure. La voce, anch’essa in ricerca, varia dal tono naturale all’artificio dei più irritanti, al fine di ricercare i sentimenti supplementari e stranieri. La visione, oltre il progetto, è di presentare una messinscena capace di restituire la verità corrente della vita, senza creare illusioni. Nella semplice esposizione di oggetti del reale, nella loro combinazione, nel rapporto della voce umana con il gesto, l’azione, con la luce, c’è tutta una realtà che basta a se stessa e che non ha bisogno di altro per vivere. Come dice Antonin Artaud, questa realtà falsa è il teatro, il falso in mezzo al vero. Un’utilizzazione di un ordine spirituale nuovo dato agli oggetti ed alle cose ordinarie della vita, questa la definizione ideale della messinscena.
    progetto di Riccardo Raffaele Bozano e Lara Franceschetti
    con Riccardo Raffaele Bozano
    regia di Lara Franceschetti
    installazioni video di Cristina Pierri
    installazioni pittoriche di Patrizia Pierri

    Appuntamenti performance:
    venerdì 10 e sabato 11 gennaio, ore 21.00
    domenica 12 gennaio, ore 16.00

    Si consiglia la prenotazione al numero 0105574806

    l’ingresso è gratuito

     

    [Foto Diego Arbore]

  • Volontari per pulizia di spiagge e parchi: exploit a Ponente, ecco le regole

    Volontari per pulizia di spiagge e parchi: exploit a Ponente, ecco le regole

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    Il Ponente genovese è fucina di iniziative di volontariato e ha dato vita nel corso degli ultimi anni a numerosi comitati e gruppi spontanei di cittadini che condividono un fine comune: la salvaguardia dei beni pubblici come parchi, spiagge, strade, giardini. Nel corso di #EraOnTheRoad a Pegli abbiamo raccolto la richiesta di alcuni cittadini che esprimevano la loro disponibilità ad organizzare giornate di pulizia del litorale ponentino, radunando piccoli gruppi di volontari. A detta loro, infatti, la situazione delle spiagge pegliesi – un tempo orgoglio cittadino – è andata peggiorando:  rifiuti di vario tipo, soprattutto plastica, e nella stagione estiva rifugio notturno per molti senzatetto.

    I cittadini che abbiamo incontrato ci raccontano che la loro iniziativa, spontanea e a titolo gratuito, pur partendo dal solo amore per il proprio quartiere, aveva incontrato alcune difficoltà sotto il profilo burocratico. Infatti, essi erano impossibilitati a svolgere l’attività desiderata senza aver ottenuto il benestare dell’amministrazione municipale, alla quale dovevano comunicare i loro intenti e riceverne parere positivo. Da questa problematica emersa a Pegli, abbiamo colto l’occasione per interpellare i rappresentanti municipali e chiedere delucidazioni in merito alla corretta procedura da seguire. Ecco quanto emerso.

     

    Municipio Ponente: iniziative volontarie di pulizia di aree pubbliche, ecco l’iter da seguire

    Per quanto riguarda le iniziative di associazioni, comitati, gruppi strutturati alle quali si intende conferire una certa continuità temporale, esiste una apposita sezione all’interno del sito del Municipio VII: con una pratica facile e veloce, i richiedenti comunicano le loro intenzioni all’Amministrazione, la quale formalizza il tutto sotto il profilo burocratico, concedendo eventuali autorizzazioni e concessioni, e mette a disposizione le attrezzature adeguate (rastrelli, pale, ecc.) in comodato d’uso.

    Per quanto riguarda invece le iniziative a cadenza sporadica, è necessario contattare il  Presidente del Municipio VII Mauro Avvenente, il quale valuterà caso per caso. Stefano Barabino, gruppo consiliare PdL del Municipio Ponente, si è reso disponibile a raccogliere le richieste di tutti gli interessati e ad interagire per loro presso il Presidente Avvenente.

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    Il caso dei Giardini Capponi (ex Elah) e Palmaro a Prà

    L’argomento è attuale e un caso analogo si era verificato nell’ottobre 2013, quando i volontari del Comitato per Prà hanno organizzato una giornata di pulizia dei Giardini ex Elah (oggi Capponi), radunando una gran numero di persone. Il riscontro nel quartiere è stato buono, tanto che a questa prima iniziativa ne è seguita una seconda, per la pulizia dei giardini a Palmaro, nel mese di novembre. La vicenda non ha mancato di suscitare, da un lato, l’ammirazione dei concittadini, che hanno trovato ispirazione e motivazione; dall’altro, però, l’amministrazione municipale ha mostrato alcune perplessità. Nel corso di una seduta di Consiglio Municipale c’è stato chi ha contestato le modalità con cui i volontari avrebbero operato: senza interpellare i rappresentanti municipali e cercando gran riscontro mediatico.

    A prescindere dalle singole valutazioni, non si può non notare come il Ponente sia ricco di iniziative analoghe: di recente, quella in Via Martiri della Libertà a Pegli, in cui i cittadini del CIV hanno chiesto all’Amministrazione di prendere in gestione aiuole e spazi verdi per attuare migliorie e tenerli in ordine. Così ha commentato Avvenente in una nota pubblicata sul sito  del Municipio:

    “In anni particolarmente difficili dal punto di vista della disponibilità economica a beneficio degli Enti locali, il Municipio Ponente ha inteso dare vita a un’intensa promozione del mantenimento del verde pubblico locale in particolare di piccoli o medi giardini da affidare in convenzione ed in adozione a soggetti del volontariato locale. In ossequio al vecchio motto popolare “Aiutati che il ciel ti aiuta” oggi più valido che mai molte persone donne e uomini si sono rimboccate le maniche ed hanno risposto positivamente all’invito del Municipio dando ottima prova di se prendendosi cura di aree verdi altrimenti destinate ad una scarsa manutenzione”.

     

    Elettra Antognetti

    Era On The RoadQuesto articolo è stato scritto grazie ai sopralluoghi di #EraOnTheRoad. Contattaci per commenti, segnalazioni e domande: redazione@erasuperba.it

     

     

     

     

  • Lunaria a Levante: stagione teatrale tra Nervi, Bogliasco, Pieve Ligure e Sori

    Lunaria a Levante: stagione teatrale tra Nervi, Bogliasco, Pieve Ligure e Sori

    Carola Stagnaro, attrice di Le CattiveSabato 11 gennaio prende ufficialmente il via la stagione invernale di Lunaria teatro, che si preannuncia ricca spettacoli per tutti i gusti e tante novità, a partire dalle location: accanto alla tradizionale sede degli spettacoli del teatro degli Emiliani di Nervi, si aggiungono nel 2014 anche i palcoscenici del teatro del Levante di Sori, della Sala Piero Bozzo di Bogliasco e del teatro Massone di Pieve Ligure.

    Spettacoli dunque in tutto il levante genovese, con l’obiettivo di ‘mettere in rete’ l’offerta teatrale da Nervi a Sori e offrire ai suoi abitanti una programmazione ricca e costante.

    Slogan di questo 2014, è Una stagione leggera (ma non troppo): la stagione sarà dunque improntata  ad una maggiore leggerezza, a cominciare dalla riscoperta del varietà con Varietà d’Antan, una carrellata di pezzi celebri tratti dal repertorio di Ettore Petrolini, Totò e Peppino e tanti altri protagonisti del passato (sabato 18 e domenica 19 gennaio): si passa poi a Nouveau Varietà, una raccolta dei migliori sketch degli anni ‘60 e ‘70 di Walter Chiari, Paolo Stoppa e Rina Morelli, Gigi Proietti e non solo (15 e 16 febbraio).

    Per gli amanti della comicità, c’è  Così, tanto per ridere, un’antologia delle migliori farse di Luigi Pirandello e altri autori del Novecento, in cartellone il 22 e 23 marzo – e l’ormai classico Giuseppe Marzari, un uomo in frac con Andrea Benfante sabato 22 febbraio.

    Novità nella produzione di Lunaria per il 2014 sono I Maledetti, gli uomini del male del teatro shakespeariano selezionati da Guido Davico Bonino e interpretati da Valeriano Gialli e Le Cattive, con protagonista Carola Stagnaro: l’attrice genovese che, da malvagia delle soap opera, darà voce e corpo alle dame nere scelte dalla professoressa Margherita Rubino.

    Non mancheranno nemmeno gli spettacoli più ‘impegnati’, tra cui Ritorno a Prinsengrachstraat, con Fiona Dovo e Pierluigi Cominotto, liberamente ispirato al Diario di Anna Frank e l’appuntamento con la canzone d’autore interpretata da Michela Centanaro: Passeggiata a Spoon River, in cui le canzoni dell’album “Non al denaro, non all’amore, né al cielo” di Fabrizio De André si alterneranno ai testi originali dell’Antologia di Edgar Lee Masters e alle letture di Thomas Grey e Charles Bukowski.

    Inoltre, uno spettacolo ispirato alla pittrice, anticonformista e attivista politica messicana Frida Khalo, uno tratto dal racconto di Luis Sepúlveda Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare e un’altro ispirato al Piccolo Principe di Saint-Exupéry.
    Completano le iniziative collaterali i “Romanzi del Volo”, aperitivi letterari del 15 e 22 marzo alla Wolfsoniana, con Pino Boero e Walter Fochesato (ingresso 5€).

    L’inizio di ogni spettacolo è alle 21 al sabato e alle 16 alla domenica e agli appuntamenti per i bambini. Il costo di ogni spettacolo è di 12€ per il biglietto intero e 10€ il ridotto (over 65, under 26, possessori di Green Card), spettacoli per bambini 5€. Per info e prenotazioni tel. 010.2477045, cel. 373.7894978; mail info@lunariateatro.it; web www.lunariateatro.it e www.happyticket.it

    Cartellone stagione 2014 Lunaria a Levante

    Sabato 11 gennaio

    ore 16 – Cappuccetto Rosso Teatro per bambini con i burattini di Gino Balestrino
    Commedia giocosa per burattini dalla fiaba dei Fratelli Grimm
    Testo e animazione di Gino Balestrino 
Burattini di Monique Quartini 
Costumi di Maria Carla Garbarino 
Musiche originali di Bianca Barletta e Paolo Repetto.

    ore 21-  Grande festa di inaugurazione e presentazione della stagione con la partecipazione della compagnia goliardica Baistrocchi (ingresso ad offerta libera, il ricavato sarà devoluto alla Pubblica Assistenza Nerviese e alla Missione del Collegio degli Emiliani in Sri Lanka).

     

    Sabato 18 gennaio

    ore 16 Nervi, Teatro Emiliani – Il racconto dell’orco
    Teatro per bambini con i burattini di Gino Balestrino
    Da una fiaba di Giambattista Basile

 Scene e burattini di Serena Giordano 
Scenotecnica di Monique Quartini e Roberto Bassignani 
Assistente alla regia Maria Carla Garbarino
Testo e animazione di Gino Balestrino

    ore 21 Nervi, Teatro Emiliani – Varietà d’Antan, recital.
    La prima parte di un viaggio nell’arte teatrale più completamente italiana: il Varietà. Erede della grande tradizione della Commedia dell’Arte, la reinventa grazie al talento strepitoso di grandi figure, ormai entrate nel “mito” dell’Arte Comica: Ettore Petrolini, Totò, i fratelli De Rege, Tino Scotti, un giovane Dapporto e altri.Lo spettacolo è un mix di pezzi più o meno famosi di tanti comici e cantanti: dagli esordi “futuristi” di Petrolini, alla funambolica mimica di Totò, al gusto per il nonsense dei De Rege; attraverso questi caposaldi si pongono i presupposti “teatrali” a prescindere di tutta la successiva scuola dei grandi comici italiani.

     

    Domenica 19 gennaio

    ore 16 Nervi, Teatro Emiliani – Varietà d’Antan, recital.
    La prima parte di un viaggio nell’arte teatrale più completamente italiana: il Varietà. Erede della grande tradizione della Commedia dell’Arte, la reinventa grazie al talento strepitoso di grandi figure, ormai entrate nel “mito” dell’Arte Comica: Ettore Petrolini, Totò, i fratelli De Rege, Tino Scotti, un giovane Dapporto e altri. Lo spettacolo è un mix di pezzi più o meno famosi di tanti comici e cantanti: dagli esordi “futuristi” di Petrolini, alla funambolica mimica di Totò, al gusto per il nonsense dei De Rege; attraverso questi caposaldi si pongono i presupposti “teatrali” a prescindere di tutta la successiva scuola dei grandi comici italiani.

    ore 17.30 Nervi, Teatro Emiliani – Il varietà. Storia, aneddoti, divagazioni
    presentazione del libro di Antonio Todde
    Ingresso libero

     

    Venerdì 24 gennaio

    ore 11 Nervi, Teatro Emiliani  Ritorno a Prinsengrachstraat Anna Frank. Per le scuole.
    La realizzazione teatrale mette in evidenza il rapporto tra il padre di Anna, unico superstite della famiglia alla deportazione, e la ragazzina stessa, legati, in scena, proprio dal diario a scacchi bianchi e rossi, che vive contemporaneamente in due realtà: quella del presente, nella quale l’uomo scopre e legge le pagine di Anna; e quella del passato, quando i ricordi del padre diventano vivi e ci permettono di entrare virtualmente nel rifugio, al tempo in cui Anna annotava i suoi pensieri.La storia entra prepotentemente dalle pagine del diario nella vicenda scenica attraverso immagini di repertorio.
    Regia Daniela Ardini, con Fiona Dovo Pierluigi Cominotto.

     

    Sabato 25 gennaio

    ore 16 Nervi, Teatro Emiliani – I tre porcellini
    Teatro per bambini con le marionette di Mauro Pagan
    Animazione Mauro Pagan Scene Enrico Scheri Elementi di Scena Sonia Rosati

    ore 21 Nervi, Teatro Emiliani – Passeggiata a Spoon River
    Le canzoni di Fabrizio De Andrè e i testi di Fernanda Pivano, Edgar Lee Masters, Thomas Grey, Charles Bukowski. Ideazione e regia Giacomo D’Alessandro | monologhi e recitazione Alessandro Romi |esecuzione musicale Giacomo D’Alessandro (chitarra, voce), Michela Centanaro (chitarra), Rocco Mennella (chitarra, voce), Guglielmo Cassinelli (mandolino, bouzuki), Mariagiulia Mensa (voce) | letture Eleonora Carpi, Ilaria Caccia, Andrea Bianchi | scenografia Arianna Sortino

     

    Sabato 1 febbraio

    ore 16 Nervi, Teatro Emiliani – Il volo dell’amicizia
    Teatro per bambini da storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare di Luis Sepulveda – Compagnia Opera dei Fantasmi
    Una gabbianella raggiunta da un’onda di petrolio e ormai in fin di vita, chiede ad un gatto (Zorba) di prendersi cura dell’uovo depositato, di covarlo, crescere il piccolo e di insegnargli a volare.
    Zorba si prodiga chiedendo aiuto ai suoi amici gatti.

    ore 21 Nervi, Teatro Emiliani – Zorro
    Dal romanzo di Margaret Mazzantini, Vittorio Ristagno interpreta la storia di un vagabondo e delle scelte che lo hanno portato a vivere sulla strada

     

    Sabato 8 febbraio

    ore 16 Nervi, Teatro Emiliani – Il colore del grano
    Teatro per bambini, da il piccolo principe di Antonie de Saint-Exupéry.
    Un viaggio fantastico in un mondo fantastico: quello dei bambini che, attraverso la loro semplicità, sanno apprezzare i valori più profondi della vita e a volte sanno insegnarli ai grandi. Uno spettacolo sincero – senza pretese “grandi” – che desidera toccare il cuore di chi, come i bambini, sa avvicinarsi a mondi diversi e irreali senza pregiudizi

    ore 21 Nervi, Teatro Emiliani – Storia di un cantastorie: Cereghino detto Scialìn
    La famiglia Cereghino fu molto attiva alla metà dell’800 sia nella diffusione delle ballate popolari sia nella propagazione del credo evangelico-valdese. Originaria della frazione Castello nel comune di Favale di Malvaro, in Fontanabuona [ai margini sud-orientali delle Quattro Province], la famiglia di cantastorie, popolarmente soprannominata gli “Scialìn”, operava esibendosi nelle piazze di città e borghi, spesso durante fiere e mercati. I loro itinerari sono stati trascritti e ci permettono d’individuarne gli spostamenti, i periodi, le date, i luoghi delle esibizioni.
    Da un’idea di Giovanni Meriana spettacolo teatrale con musiche del repertorio della famiglia Cereghino
    con Andrea Benfante, Arianna Comes

    Domenica 9 febbraio

    ore 14.30 Raccolte Frugone, Musei di NerviPer Storia di un cantastorie. Cereghino detto Scialìn: La neogotica chiesa evangelica e opere delle raccolte Frugone.
    Percorso guidato €5,00
    Prenotazioni a Genova Insieme tel. 010252542, in collaborazione con Comunità Evangelica

    ore 16 Storia di un cantastorie: Cereghino detto Scialìn
    La famiglia Cereghino fu molto attiva alla metà dell’800 sia nella diffusione delle ballate popolari sia nella propagazione del credo evangelico-valdese. Originaria della frazione Castello nel comune di Favale di Malvaro, in Fontanabuona [ai margini sud-orientali delle Quattro Province], la famiglia di cantastorie, popolarmente soprannominata gli “Scialìn”, operava esibendosi nelle piazze di città e borghi, spesso durante fiere e mercati. I loro itinerari sono stati trascritti e ci permettono d’individuarne gli spostamenti, i periodi, le date, i luoghi delle esibizioni. Da un’idea di Giovanni Meriana spettacolo teatrale con musiche del repertorio della famiglia Cereghino
    con Andrea Benfante, Arianna Comes

     

    Sabato 15 febbraio

    ore 16 Nervi, Teatro Emiliani – Pinocchio, una fiaba sonora
    Teatro per bambini: dal capolavoro di Carlo Collodi, uno spettacolo per bambini di tutte le età.
    Il poliedrico talento di Andrea Benfante porta in scena i personaggi centrali della fiaba più amata di tutti i tempi.

    ore 21 Nervi, Teatro Emiliani – Noveau varietà
    La seconda parte di un viaggio nell’arte teatrale più completamente italiana: il Varietà. Erede della grande tradizione della Commedia dell’Arte, la reinventa grazie al talento strepitoso di grandi figure, ormai entrate nel “mito” dell’Arte Comica: Ettore Petrolini, Totò, i fratelli De Rege, Tino Scotti, un giovane Dapporto, e altri.
    Lo spettacolo è un mix di pezzi più o meno famosi di tanti comici e cantanti che hanno portato avanti e “modernizzato” le idee dei “grandi padri”: Walter Chiari, Gigi Proietti, Paolo Stoppa e Rina Morelli, Achille Campanile, Paolo Poli e la grande avventura della genovese Borsa di Arlecchino.

     

    Domenica 16 febbraio

    ore 16 Nervi, Teatro Emiliani – Noveau varietà
    La seconda parte di un viaggio nell’arte teatrale più completamente italiana: il Varietà. Erede della grande tradizione della Commedia dell’Arte, la reinventa grazie al talento strepitoso di grandi figure, ormai entrate nel “mito” dell’Arte Comica: Ettore Petrolini, Totò, i fratelli De Rege, Tino Scotti, un giovane Dapporto, e altri.
    Lo spettacolo è un mix di pezzi più o meno famosi di tanti comici e cantanti che hanno portato avanti e “modernizzato” le idee dei “grandi padri”: Walter Chiari, Gigi Proietti, Paolo Stoppa e Rina Morelli, Achille Campanile, Paolo Poli e la grande avventura della genovese Borsa di Arlecchino.

     

    Sabato 22 febbraio

    ore 16 Nervi, Teatro Emiliani – Il viaggio di Bi
    Teatro per bambini con Gino Balestrino. Nel volgere delle stagioni della natura,
    l’incontro con i misteri della vita e dei sentimenti. Le stagioni della natura come le stagioni della vita: il tempo scorre, la vita finisce e ricomincia nell’eterno ciclo che ci tocca di compiere una volta sola, a meno di essere burattini

    ore 21 Sori, Teatro del Levante – Giuseppe Marzari un uomo in frac
    Andrea Benfante ripropone i testi e le canzoni del grande comico genovese in uno degli spettacoli di maggior successo di Lunaria Teatro

     

    Venerdì 7 marzo

    ore 17 Biblioteca Brocchi – Per Una moglie ideale ovvero Mrs. Constance Wilde: Un thè con Constance Wilde.
    con l’attrice Fiona Dovo e lo storico Pier Luigi Gardella
    Ingresso libero

     

    Sabato 8 marzo (ore 21) / domenica 9 marzo (ore 16)

    Nervi, Teatro Emiliani – Una moglie ideale ovvero Mrs Constance W
    Donna intelligente e colta, Constance visse a suo modo dentro e “fuori” dalle rigide regole morali che condizionavano il periodo vittoriano: sposato un artista del calibro di Oscar Wilde, riuscì a seguire il suo genio eccezionale, ad “accettare” le sue “estrosità”, ad essergli vicina anche allo scoppiare dello scandalo.
    Ma poi dovette fuggire. E fuggì nella nostra Riviera, in cerca della pace che non poteva più avere in Inghilterra. Trascorse i suoi ultimi mesi tra Bogliasco e Nervi, e morì a Genova, dove è sepolta nel cimitero di Staglieno.
    Lo spettacolo rievoca il mondo vittoriano, i suoi contrasti e le sue lacerazioni; sullo sfondo della vicenda di Constance si staglia la figura ingombrante dell’intelligenza più lucidamente sarcastica di tutto il Novecento, Oscar Wilde, con le sue battute fulminanti, i suoi giudizi lapidari e ironici, il suo fine umorismo.
    Con Fiona Dovo Regia Daniela Ardini

     

    Domenica 9 marzo

    ore 14.30 Galleria d’arte Moderna di Nervi – Storie di donne nei Musei di Nervi
    Ingresso €5,00
    Prenotazioni a Galleria d’Arte Moderna
    Tel. 0103726025 da martedì a domenica 10-17

     

    Sabato 15 marzo

    ore 17 Wolfosoniana, musei di Nervi – I romanzi del volo
    Verne, Robida, Salgari, Yambo Antoine de Saint-Exupéry con Pino Boero e Walter Fochesato
    Ingresso €5,00. Segue aperitivo

    ore 21 Nervi, Teatro Emiliani – Viva la vida!
    E’ stata anticonformista, femminista anticipando il tempo, amante appassionata. E’ stata musa e artista, pronta a spezzare le regole, a triturarle, purchè il suo essere potesse esprimere quel caleidoscopio di sentimenti che in lei si susseguivano. Soprattutto è stata una donna che, in nome della vita, ha affrontato ogni battaglia, ogni sofferenza. Questa Frida Kahlo, messicana, pittrice e molto altro, e a lei benissimo si addice quel “Viva la vida!” scelto da Pino Cacucci per il monologo (edito da Feltrinelli), in cui lascia a Frida il racconto di se stessa e della sua storia. Un monologo scritto per il teatro e portato in scena da Annapaola Bardeloni, attrice italo-uruguaiana che ha mosso i suoi primi passi a Genova, alla scuola di recitazione dello Stabile, per poi spostarsi a lavorare in America Latina, Asia ed Europa.

     

    Domenica 16 marzo

    Ore 15 , ritrovo presso l’atrio della stazione di Bogliasco – Sulle tracce di Constance Wilde a Bogliasco
    a cura di Genova Insieme
    Percorso guidato €5,00
    Prenotazioni a Genova Insieme tel. 010252542

    ore 16.30, Sala Bozzo Bogliasco – Una moglie ideale ovvero Mrs Constance W
    Donna intelligente e colta, Constance visse a suo modo dentro e “fuori” dalle rigide regole morali che condizionavano il periodo vittoriano: sposato un artista del calibro di Oscar Wilde, riuscì a seguire il suo genio eccezionale, ad “accettare” le sue “estrosità”, ad essergli vicina anche allo scoppiare dello scandalo.
    Ma poi dovette fuggire. E fuggì nella nostra Riviera, in cerca della pace che non poteva più avere in Inghilterra. Trascorse i suoi ultimi mesi tra Bogliasco e Nervi, e morì a Genova, dove è sepolta nel cimitero di Staglieno.
    Lo spettacolo rievoca il mondo vittoriano, i suoi contrasti e le sue lacerazioni; sullo sfondo della vicenda di Constance si staglia la figura ingombrante dell’intelligenza più lucidamente sarcastica di tutto il Novecento, Oscar Wilde, con le sue battute fulminanti, i suoi giudizi lapidari e ironici, il suo fine umorismo.
    Con Fiona Dovo Regia Daniela Ardini

     

    Sabato 22 marzo

    ore 17 Wolfosoniana, musei di Nervi – I romanzi del volo
    Verne, Robida, Salgari, Yambo Antoine de Saint-Exupéry con Pino Boero e Walter Fochesato
    Ingresso €5,00. Segue aperitivo

     

    Sabato 22 (ore 21) e domenica 23 marzo (ore 16)

    Nervi, Teatro Emiliani – Così, tanto per ridere.
    Farse da Luigi Pirandello e altri autori del’900 con Vittorio Ristagno Arianna Comes
    Tre autori a cavallo tra Ottocento e Novecento si misurano con il comico ed il grottesco.
    Il raggiro, il paradosso, la farsa popolare sono gli ingredienti di tre atti unici divenuti pilastri della drammaturgia comica di tutti i tempi.
    Gli imbrogli del pirandelliano Cecè, perfetto esemplare di spudorato intrallazzatore a proprio agio in un’Italia clientelare e corrotta così diversa (?) da quella di oggi; i tic del conferenziere a cui la moglie ha proibito di fumare de Il tabacco fa male di Anton Cechov. Pezzi insolitamente comici firmati da due dei più grandi autori a cavallo tra Ottocento e Novecento. E una terza, piccola sorpresa che Lunaria ha in serbo per gli spettatori che sabato 22 e domenica 23 marzo sceglieranno il Teatro degli Emiliani di Nervi. Biglietti 12 euro

     

    Sabato 29 marzo
    ore 21 Nervi, Teatro Emiliani – Itinerari interiori
    viaggio intorno al mondo attraverso la musica e le canzoni con Michela Centanaro e Letizia Panarello

     

    Domenica 30 marzo

    ore 16 Pieve Ligure, teatro Massone – Pinocchio, una fiaba sonora
    con Andrea Benfante

     

    Sabato 26 (ore 21) e domenica 27 aprile (ore 16)

    Nervi, Teatro Emiliani  – I maledetti
    gli uomini del male nel teatro shakespeariano selezionati da Guido Davico Bonino e interpretati da Valeriano Gialli nella nuova produzione di Lunaria Teatro

     

    Sabato 3 maggio

    ore 21 Nervi, Teatro Emiliani – Le cattive
    le dame nere del teatro da Eschilo ai nostri giorni scelte da Margherita Rubino con Carola Stagnaro

    Sabato 10 maggio

    ore 21 Nervi, Teatro Emiliani – Saggio di fine anno dei laboratori teatrali