Anno: 2014

  • Le religioni e il male: al via una nuova rassegna a Palazzo Ducale

    Le religioni e il male: al via una nuova rassegna a Palazzo Ducale

    Palazzo Ducale, GenovaDal 20 gennaio inaugura a Palazzo Ducale il nuovo ciclo di incontri Le religioni e il male: sei lezioni per mettere a fuoco diverse dimensioni del male mantenendo al centro il tema della negatività, del peccato e delle loro implicazioni personali e collettive, intrecciate con le questioni teologiche e antropologiche e le esperienze storiche anche recenti.

    La rassegna prosegue poi fino al 24 febbraio, l’ingresso a tutti gli eventi è libero.

    Ecco il programma.

    Lunedì 20 gennaio 2014, ore 17.45
    La filosofia di fronte al male
    Massimo Cacciari – Filosofo, Università Vita e Salute San Raffaele, Milano

    Lunedì 27 gennaio 2014, ore 17.45
    Il male: la tradizione ebraica di fronte alla Shoah
    Benedetto Carucci Viterbi
    Rabbino e studioso di ebraismo, Collegio Rabbinico Italiano, Roma

    Lunedì 3 febbraio 2014, ore 17.45
    La possessione satanica tra liturgia e psicoterapia
    Costantino Gilardi
    Religioso domenicano psicologo, Santa Maria di Castello, Genova

    Lunedì 10 febbraio 2014, ore 17.45
    Il male nel Corano e nella tradizione islamica
    Ida Zilio Grandi
    Islamologa, Università Ca’ Foscari, Venezia

    Lunedì 17 febbraio 2014, ore 17.45
    Il male come sofferenza nel buddhismo
    Gianfranco Bonola
    Storico delle religioni, Università di Roma Tre

    Lunedì 24 febbraio 2014, ore 17.45
    Il problema del male
    Enzo Bianchi
    Teologo, Priore della Comunità di Bose

  • Concorso per il restyling del logo di venere.com: in palio 10 mila dollari

    Concorso per il restyling del logo di venere.com: in palio 10 mila dollari

    lavoro-tecnologia-internet-computer-ufficio-impiegato-DIVenere.com, uno dei principali portali di prenotazione alberghiera on line, ha indetto un concorso per il restyling del suo logo.

    Obiettivo richiesto, quello di creare un logo più in linea con la nuova brand identity che identifica il sito come “Lo specialista del Sud Europa“.

    Pur mantenendo il riferimento alla Venere del Botticelli, il nuovo logo dovrà presentare un’identità più moderna e più legata al tema del viaggio ed esprimere valori come familiarità, vicinanza, calore, accoglienza, artisticità, femminilità, snellezza, facile da ricordare.

    Altri valori da considerare in base al nuovo brand positioning sono “Made in Italy”, innovazione, cultura mediterranea, freschezza, modernità.

    Il logo dovrà essere composto da due elementi distinti: un elemento grafico (l’elemento umano della Venere del Botticelli) e un elemento tipografico (nome brand: venere.com).

    Il logo dovrà essere riproducibile in differenti dimensioni senza perdere di riconoscibilità/leggibilità e dovrà essere riconoscibile sia se presentato nella sua interezza che se presentato nelle singole componenti. E’ richiesto inoltre l’utilizzo di colori caldi.

    Il contest sarà aperto fino alle 15 di martedì 28 gennaio e alla proposta selezionata sarà assegnato un compenso di 10.000 dollari.

    Link al bando http://zooppa.com/it-it/contests/venere/brief

  • Lagaccio, Consultorio: ristrutturazione ferma e rischio ridimensionamento

    Lagaccio, Consultorio: ristrutturazione ferma e rischio ridimensionamento

    centro-est-pre-lagaccio-oreginaEra il febbraio 2013 quando scrivevamo che il Consultorio del Lagaccio rischiava di chiudere. Le smentite ufficiali giunsero nel giro di brevissimo tempo, Regione e Asl 3, infatti, affermarono che lo storico presidio socio-sanitario di zona non avrebbe chiuso i battenti. Oggi, a distanza di poco meno di un anno dalla nostra denuncia, la struttura è effettivamente ancora aperta ma pressoché svuotata di servizi essenziali affinché possa svolgere appieno il suo ruolo a favore dell’utenza più fragile (bambini, madri, giovani, famiglie, italiani e stranieri) che risiede nel popoloso quartiere del Lagaccio.

    «Di fatto il Consultorio non è chiuso – spiega il consigliere (Idv) del Municipio Centro Est, Vincenzo Palomba – Tutti, dal Municipio alla Regione, hanno ribadito più volte che il presidio funziona e continuerà a funzionare, senza ridimensionamenti. Peccato, però, che già da un anno a questa parte, il Consultorio offra ben poche opportunità per i cittadini. Attualmente mancano dei servizi in tal senso imprescindibili: la pediatria è ufficialmente chiusa da giugno 2013, mentre la ginecologia addirittura da gennaio 2013». Nel dicembre scorso «Insieme al consigliere regionale (Idv), Marusca Piredda, abbiamo visitato il presidio – continua Palomba – E solo alcuni corsi per mamme con neonati erano operativi. Questo, purtroppo, non è abbastanza per le esigenze del quartiere».

    «La presunta ristrutturazione dell’edificio sarebbe già dovuta partire – sottolinea Palomba – Al contrario, da quel che sappiamo, si è svolto esclusivamente un semplice sopralluogo. Asl 3 e Regione hanno affermato che le risorse economiche per mantenere il Consultorio del Lagaccio ci sono. Bene, e allora bisogna adoperarsi per ripristinare i servizi essenziali che connotano la sua funzione a servizio degli abitanti».
    Se, invece, il problema fosse relativo all’eventuale carenza di personale Asl 3 «Occorre dirlo con chiarezza – aggiunge il consigliere del Municipio Centro Est – in modo tale da trovare una soluzione alternativa per rilanciare il Consultorio. Anzi, per farlo ritornare alla sua preziosa funzione originaria. Ad esempio si potrebbe contattare il mondo dell’associazionismo medico, penso ad associazioni quali Mater Domina, Camici e Pigiami, ecc. per vedere se sono interessate ad intraprendere dei servizi di pediatria e ginecologia anche al Lagaccio. Insomma, è necessario muoversi al più presto se vogliamo evitare che il Consultorio muoia lentamente».

    A proposito del possibile futuro «Si ipotizza di realizzare, all’interno del Consultorio, un polo di neuropsichiatria infantile – conclude Palomba – Un servizio senza dubbio importante, ma noi abitanti ci domandiamo: è quello che serve al quartiere? Probabilmente non è questo il luogo adatto. Noi chiediamo che vengano restituiti ai cittadini i servizi fondamentali che un tempo venivano normalmente erogati dallo storico presidio del Lagaccio».

     

    Matteo Quadrone

  • Antropolaroid: all’Altrove lo spettacolo in dialetto siciliano con Tindaro Granata

    Antropolaroid: all’Altrove lo spettacolo in dialetto siciliano con Tindaro Granata

    Tindaro GranataVenerdì 10 e sabato 11 gennaio il teatro Altrove della Maddalena ospita Antropolaroid, spettacolo in dialetto siciliano antico e moderno con Tindaro Granata.

    Antropolaroid è un testo originale e inedito, in bilico tra lo stile di Charlie Chaplin,  il teatro dei racconti e dei proverbi della terra sicula: il risultato è uno spettacolo di poesia popolare, in cui lo spettatore è accompagnato con grazia e ironia dentro una saga familiare dai contorni a tratti grotteschi, a tratti delicatissimi in cui corpo e parola danno vita alla “memoria.

    Si ride, si piange, ci si affeziona ai numerosi personaggi che sono raccontati con la semplicità di piccoli gesti, piccoli accorgimenti scenici che li rendono presenti, vivi e pulsanti sulla scena.

    Lo spettacolo, come dichiarato dal protagonista Tindaro Granata «Nasce dalla mia esigenza di sviluppare e rielaborare la tradizione del “Cunto”, trasmessami inconsapevolmente dai miei nonni entrambi contadini. Allontanandomi dal modello originario di tradizione orale, riscrivo e reinterpreto il passato della mia famiglia intrecciandolo ad episodi di cronaca avvenuti nel mio paese di nascita. Questi “Cunti” li ho istintivamente memorizzati come si fa con le favole della buonanotte, riportati dai miei nonni non consapevoli di utilizzare una tecnica antica, ma con il solo scopo di farmi addormentare o per dimenticare, per un’ora, la loro solitudine».

    Lo spettacolo ha ricevuto numerosi premi: Premio Giuria Popolare del “Borsa Teatrale Anna Pancirolli” 2010, premio della Critica “Associazione Nazionale Critici di Teatro” 2011, premio Fersen “Attore creativo” 2012, premio “Mariangela Melato” come Artista Emergente 2013.

    Antropolaroid
    di e con Tindaro Granata
    Rielaborazioni musicali Daniele D’angelo
    Luci e suoni Matteo Crespi
    Dir. Tecnica M. Baldoni e G. Buganza
    Produzione Proxima Res

    Ingresso 10 euro, ridotto 8 euro

    Inizio ore 21

  • Pasticci d’Autore, il nuovo negozio dedicato alla sugar art alla Maddalena

    Pasticci d’Autore, il nuovo negozio dedicato alla sugar art alla Maddalena

    biscotti decoratiLa rinascita del Sestiere della Maddalena passa dalle iniziative dei suoi abitanti e dei commercianti: negli ultimi mesi hanno alzato le serrande nuove attività e negozi che stanno contribuendo a rilanciare il passaggio di genovesi e turisti in un dedalo di vicoli affascinante, ricco di storia e arte, che fino a qualche tempo fa era poco frequentato.

    Tra i nuovi negozi aperti nel sestiere, c’è anche Pasticci d’Autore, in cui si può trovare tutto ciò che ha a che fare con l’affascinante mondo della sugar art: paste di zucchero, coloranti alimentari, cutters, formine, accessori di ogni tipo, basi per torte, scatole, libri.

    Per i meno esperti, la titolare Cinzia organizza periodicamente dei corsi per imparare tutte le tecniche e i segreti della modellazione della pasta di zucchero e creare originalissime e scenografiche torte, cupcakes, biscotti; per i più esperti invece, Pasticci d’Autore suggerisce tantissime ricette per creare nuovi dolcetti e nuove decorazioni.

    Abbiamo incontrato la titolare Cinzia, che ci ha raccontato dove è nata l’idea di aprire un negozio in via della Maddalena e su cosa si basa la sua attività.

    Ha inaugurato il 23 novembre scorso in una zona di Genova particolare per struttura e diversificazione della popolazione; perchè questa scelta e come ha reagito il quartiere?

    Il negozio Pasticci d’Autore ha aperto un anno e mezzo fa nella zona di Pontedecimo per motivi di vicinanza a casa,  ma con il passare del tempo maturavo sempre più l’idea di trasferire l’attività nel centro città,  in particolare nel centro storico. Subito mi innamorai del piccolo negozietto in affitto in via della Maddalena 10r.
    La sorpresa più gradita, al di là di chi già conosceva il mio negozio, è arrivata il giorno dell’inaugurazione, quanto molte  persone della zona mi hanno accolta calorosamente. Anche i negozianti limitrofi hanno da subito manifestato entusiasmo riguardo la mia attività.

     

    Negli ultimi mesi stanno atorta cake designprendo nuove attivita’ alla Maddalena e i suoi abitanti stanno sempre più spesso organizzando eventi e iniziative. Pensa che questo possa attirare l’attenzione di quei genovesi che per scarsa conoscenza della zona o per timore restano ancora lontani dal quartiere?

    Sicuramente sì. Anche per me è stato un piacere riscoprire dopo diversi anni di lontananza dalla città (abito in campagna nella zona della Val Polcevera), le bellezze uniche e caratteristiche della vecchia Genova. La zona della Maddalena è una di queste e ha pertanto diritto di essere rivalutata e valorizzata al massimo delle sue potenzialità. A questo lavorano da anni diverse realtà, dalle associazioni di quartiere, comitati e non ultima la vostra pubblicazione Era Superba. Anche io, nel mio piccolo, spero di poter dare il mio contributo.

     

    torta cake design prima comunionePasticci d’Autore realizza e ospita numerosi corsi di tecniche del cake design, come sono strutturati e a chi sono indirizzati?

    Pasticci d’autore organizza settimanalmente corsi di cake design rivolti a tutti, bimbi, ragazzi, adulti e terza età.
    Si insegnano le varie tecniche di decorazione di torte e dolci in genere, con pasta di zucchero, ghiaccia reale, ecc. I nostri corsi sono sempre un momento di aggregazione e collaborazione reciproca dove spesso si instaurano nuove amicizie. Volendo integrarsi in tutto e per tutto nel quartiere, abbiamo iniziato a tenere i corsi anche nei locali della Chiesa della Maddalena, che il Parroco don Gianni ci ha gentilmente concesso di utilizzare. I corsi sono spesso legati ai momenti di festa durante l’anno, il periodo natalizio, San Valentino, la festa del papà, Pasqua…

     

    In che modo è possibile coinvolgere i più piccoli e le persone non esperte nella tecnica del cake design?

    Chi partecipa ai nostri corsi si stupisce sempre di essere riuscito a creare delle decorazioni molto belle già solo dopo poche ore di lezione! Ognuno viene seguito passo dopo passo dall’insegnante nel realizzare la propria creazione, ma seguendo il proprio gusto e personalizzando al massimo il proprio dolce che alla fine sarà un pezzo unico ed originale.
    I bimbi già dai primi giorni hanno apprezzato la novità dei corsi dedicati a loro, che attualmente si svolgono il mercoledi pomeriggio come appuntamento fisso.

     

    Pasticci d’autore si trova in via della Maddalena 10 rosso. Si possono acquistare prodotti on line o trovare tutte le informazioni desiderate al sito pasticcidautore.it o sulla pagina facebook alla pagina Pasticci d’autore

  • La novità in musica? Una continua ricapitolazione degli anni 70

    La novità in musica? Una continua ricapitolazione degli anni 70

    woodstockNel confrontare i nostri giorni con la grande esplosione creativa degli anni ’60 e ’70, emerge l’assenza di condizioni di vita, simboli, accadimenti, contesti diffusi in tutto il mondo occidentale (e non solo) che riescano ad attivare processi identitari in grado di far maturare quel “sentore comune” da cui possano nascere nuove interpretazioni del mondo, espresse da nuovi linguaggi. Ed è proprio in questa assenza di “nuovo” che risiede il tema centrale di questa rubrica.

    Concerto musica liveLe esperienze innovative che, come in un tracciato, troviamo disseminate in questi ultimi 30 anni, sono tutte fortemente debitrici della grande “avventura creativa”, costituita dagli anni ’60 e ’70. Certo – lo si è già affermato – ciò che è diventato il “suono della storia” non è stato solo il frutto della creatività di tanti singoli individui isolati, ma un fermentò che animò parte della società (soprattutto le giovani generazioni) e che, dopo una prima fase sotterranea di incubazione, esplose successivamente, dilagando e travolgendo le vecchie concezioni del mondo.

    Ciò che oggi mi incuriosisce e mi stupisce è il contesto di grande criticità economica sociale in cui versa oggi il mondo intero, in particolare l’occidente (l’enorme area denominata “Cindia” è economicamente in ascesa, per quanto non sia fuori da problemi più di quanto il suo devastante sviluppo esponenziale non ne crei): da una simile situazione di disagio ci si aspetterebbero nuovi segnali di rivolta. Oltretutto la rete, permettendo una diffusione delle informazioni con una densità inimmaginabile fino a 15 anni fa, si pensava potesse facilitare enormemente la crescita dei movimenti. Intendiamoci: in parte è avvenuto e sta avvenendo (gli indignados in Spagna, i fatti della Grecia, la “Primavera araba”, anche qui in Italia c’è abbastanza trambusto…), ma tutti questi segnali tangibili di malcontento non sono – per ora – riusciti a determinare una svolta radicale, un nuovo ’68.

    Come dire… non riescono a configurarsi momenti unificanti da cui potrebbero scaturire nuove aperture sociali e svilupparsi inedite modalità e linguaggi espressivi. Nell’epoca della globalizzazione dove ad una vicinanza, ad una “amicizia” solo virtuale, come quella di facebook, si contrappone una reale dislocazione/ smembramento/ allontanamento/ nascondimento dei grandi processi economici e finanziari, il potere riesce sempre a circoscrivere e gestire ciò che succede a livello locale.

    Per quanto riguarda specificamente la musica va osservato che i circuiti ufficiali internazionali continuano sostanzialmente a promuovere la stessa musica, con varianti che suonano di maniera e che non rimettono in discussione alcunché. È come se vivessimo in una continua e unica ricapitolazione degli anni ’60 e ’70 ma, come canta Gian Piero Alloisio: “…anni ’60 senza boom“!!!

    Se poi prendiamo in considerazione un paese come l’Italia non si può non rilevare il devastante ruolo esercitato dal mastodontico apparato socio-culturale (oltre che economico, chiaramente) che fa capo a Berlusconi. Vent’anni di berlusconismo hanno prodotto un livello di idiozia di massa sconcertante, oltre ad un preoccupante imbarbarimento della vita civile. Ma, Italia a parte, ciò che mi sembra manchi – appunto – sono contesti, accadimenti, simboli, condizioni esistenziali che possano dar vita a processi identitari in grado di veicolare un “sentore comune”. Proprio questo penso sia il punto.

    La ribellione esplosa alla fine degli anni ’60, come già si è analizzato, ha incubato per oltre 50 anni, con ideali di giustizia e libertà risalenti addirittura alla rivoluzione francese, ma ben presenti nella testa e nel cuore di tante persone, come patrimonio di “memoria storica”. Tuttavia, ciò che ha reso possibile una diffusione così rapida in tutto il pianeta dei fermenti rivoluzionari e innovativi, penso sia dovuto ad una inedita condizione di relativa omogeneità che tutto il mondo avanzato si trovò a vivere. I principali fattori uniformanti mi sembrerebbero questi:

    1) condizione di prostrazione post bellica generalizzata sia tra i vinti che tra i vincitori

    2) conseguente imponente azione di ricostruzione industriale e sociale

    3) connesso sviluppo industriale con nuovi assetti tecnologici che determinarono il raggiungimento di un certo livello di benessere

    4) programmi di istruzione obbligatoria allargati a tutti i ceti popolari

    5) diffusione della tecnologia mass-mediatica a livello internazionale (tv, radio, telefonia ecc…)

    6) prime generazioni di giovani cresciute in condizioni esistenziali totalmente diverse rispetto alle generazioni precedenti

    7) abnorme sviluppo delle città

    8) partiti politici e sindacati (soprattutto di sinistra) in pieno sviluppo con apparati ideologici e organizzativi di grande rilievo

    9) progressiva presa di coscienza dei livelli di sfruttamento capitalistico

    10) critica e rifiuto del mondo diviso in due blocchi.

    Ecco questi mi sembrano i più importanti fattori che, diffusi in maniera relativamente omogenea in tutto il mondo, abbiano fatto da “contesto vitale” per ciò che sarebbe esploso nel ’68.

     

    Gianni Martini

  • Giardini Babilonia e S.M. in Passione: riqualificazione guidata dagli studenti

    Giardini Babilonia e S.M. in Passione: riqualificazione guidata dagli studenti

    santa-maria-passioneSanta Maria in Passione e Stradone Sant’Agostino, il “centro” del centro storico genovese: uno dei primi insediamenti della città che ha vissuto i cambiamenti e le alterne vicende degli ultimi secoli. Ma come è possibile che un’area così importante per la storia di Genova sia rimasta abbandonata a se stessa, nella noncuranza generale, per decenni? È quello che si chiedono alcuni studenti della ex Facoltà di Architettura – oggi Scuola Politecnica -, che il 28 novembre 2011 hanno giardini-babilonia-4fatto incursione negli spazi verdi adiacenti alla Facoltà (noti come Giardini Babilonia) per piantare un melograno, simbolo della prima “occupazione”.

    Da qui, una serie di iniziative per il recupero di tutte le aree verdi della zona e del complesso di Santa Maria in Passione (1000 mq totali). Durante uno dei consueti appuntamenti con #EraOnTheRoad, abbiamo incontrato gli studenti e abbiamo chiesto loro di raccontarci il perché delle azioni passate e i progetti per la prosecuzione dell’iniziativa. Determinazione, passione e competenza sono gli ingredienti principali: tutti uniti per restituire al quartiere uno spazio abbandonato, intrappolato in un labirinto di burocrazia.

    Chi siete e in cosa consiste la vostra iniziativa?

    «Tutto è iniziato in modo “illegale” con l’ingresso nel giardino quella notte di novembre di due anni fa. In quell’occasione abbiamo espresso la volontà di riaprire e restituire alla cittadinanza un luogo chiuso dagli anni ’90 e strategico per la città: si tratta dell’unico spazio verde del centro storico, di cui potrebbero fruire studenti, abitanti, anziani e bambini. Invece, fino ad allora era rimasto chiuso e abbandonato. Stessa sorte è toccata al complesso di Santa Maria in Passione, bombardato nel corso della seconda guerra mondiale e fino ad oggi interessato solo da esigui interventi di recupero e messa in sicurezza  (come la ricostruzione della cupola in legno). Nonostante il nostro intervento di apertura dei giardini, ancora adesso molti pensano che siano spazi dell’università e non li frequentano. Il nostro scopo è renderli fruibili a tutti: per questo abbiamo organizzato varie iniziative (l’ultima, la seconda edizione di “Cosa bolle in pentola?” lo scorso 26 novembre; la festa di quartiere del maggio 2012 e l’apertura delle reti del 15 marzo 2012)».

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    Come prosegue oggi la vostra iniziativa?

    «Molto bene: l’11 aprile 2013 abbiamo presentato un progetto di recupero (circa 20 tavole) in giardino in presenza dei rappresentanti dell’università, del Municipio e della Soprintendenza ai Beni Archeologici, che hanno espresso parere favorevole. Il 30 aprile è stato approvato in toto dal Consiglio di Scuola Politecnica, anche nelle critiche a loro destinate. Abbiamo fatto pressioni ai vertici per risolvere la situazione e abbiamo ottenuto che loro si occupassero della messa in sicurezza del giardino e noi dell’aspetto urbanistico e architettonico. Il 23 ottobre il Consiglio di Amministrazione di Ateneo ha approvato il finanziamento del progetto di messa in sicurezza: dovrebbe essere anche già stato depositato in Comune. Dello scorso ottobre è poi la notizia che il CdA dell’Università di Genova (da anni proprietaria dell’area) ha ceduto in comodato d’uso gratuito al Comune di Genova parte degli spazi esterni dell’ex Facoltà, avviando l’iter per le procedure di formalizzazione del contratto. Il progetto ci descrive: non sono stati considerati solo gli aspetti tecnici, ma anche quello sociale (per la partecipazione di tutti ala gestione di uno spazio di frontiera tra città e università) e intellettuale. Crediamo che l’Università dovrebbe occuparsi concretamente degli interventi in città, mentre in molti casi si limita a trasmetterci nozioni sul piano teorico. Disponiamo di un “tesoro”: quello della Facoltà di Architettura genovese è un caso unico nel mondo, perché non approfittarne?».

    Santa Maria in Passione aperta a cittadini e turisti

    santa-maria-passione-4Inoltre, accanto all’interesse per il recupero dei Giardini di Babilonia, anche quello per il complesso di Santa Maria in Passione: gli studenti chiedono la “musealizzazione” e l’inserimento all’interno di un percorso didattico, garantendo l’accesso a cittadini e turisti. Proprio a questo proposito, la scorsa estate i ragazzi hanno organizzato visite turistiche autonome in tutto il complesso, di cui hanno le chiavi: non solo la parte che affaccia sull’omonima piazza, ma anche quello che una volta era il convento delle suore di clausura, oggi inaccessibile. Inoltre, il 15 ottobre, sempre nei pressi della Facoltà, sono state divelte due vecchie serrature di cancelli comunali nel corso dell’iniziativa “Apertamente”. Commentano i ragazzi: «Da quel giorno autogestiamo apertura e chiusura dei cancelli dei Giardini dal lunedì al venerdì, (dis)attendendo le istituzioni», e scrivono sul loro blog “Spazio Libero”: “Lo abbiamo fatto apertamente, alla luce del sole ma senza cercare le luci della ribalta. Una volta aperte le strade pubbliche abbiamo (ahinoi!) invocato l’intervento di Comune e Università, regalandogli un mazzo delle chiavi che aprono i nostri lucchetti, invitandoli a collaborare. Sapete cosa ci è stato risposto? Assolutamente niente. Un silenzio assordante che all’inizio ti stranisce, ma poi capisci che la realtà è questa, che l’istituzione è lontana, autoreferenziale, conservatrice. Allora basta stupirsene, basta lamentarsi. In questi giorni abbiamo ragionato tanto in università e in quartiere e abbiamo scelto di continuare a oltranza l’autogestione dell’apertura dei cancelli, che hanno dimostrato di poter unire anziché dividere. Quello che chiediamo è di attraversali il più possibile”.

    “Basta lamentarsi”, basta aspettare che qualcosa succeda: è un po’ questa la filosofia alla base del vostro agire…

    «Sì, è un paradosso che nessuno si occupasse prima di noi di queste zone: ci sono questioni complicate. Alcune aree, come i Giardini, sono di proprietà della Facoltà, altre come Santa Maria in Passione, sono comunali, ma con il vincolo archeologico della Soprintendenza… insomma, c’è da perdersi in un labirinto di burocrazia. Era soprattutto una “grana” per chi di competenza, e il fatto che noi ci siamo fatti avanti facendocene carico è stato positivo per molti. Il nuovo Preside della Scuola Politecnica ha accolto le nostre proposte, mostrandosi disponibile. In fin dei conti, ci stiamo occupando di qualcosa che non compete a noi, per il bene di tutta la cittadinanza. Il nostro agire è anche una critica politica all’istituzione universitaria e all’amministrazione cittadina, due soggetti che limitano l’iniziativa volontaria dal basso. Sappiamo che alcuni ci criticano, ma non siamo pentiti riguardo al nostro modo di operare presente e passato. Pensiamo che giustizia e legalità siano due concetti che vengono erroneamente assimilati: la seconda è l’assetto che si da un governo, ma è una struttura mutevole che deve essere aggiornata, anche dal basso se necessario».

     

    Elettra Antognetti

    Era On The RoadQuesto articolo è stato scritto grazie ai sopralluoghi di #EraOnTheRoad. Contattaci per commenti, segnalazioni e domande: redazione@erasuperba.it

     

     

     

     

  • Sampierdarena, via Caveri: accordo Comune-privati per fermare il degrado

    Sampierdarena, via Caveri: accordo Comune-privati per fermare il degrado

    Sampierdarena. via CaveriVia Caveri, una strada mista comunale-privata di Sampiardarena (nei pressi di Piazza Masnata) che si arrampica sulle alture conducendo a diversi palazzi e pure a due scuole, versa da tempo in condizioni disastrose. Le innumerevoli buche disseminate lungo il manto stradale ne rendono pericoloso il transito, in particolare per scooter e moto, mentre il marciapiede preesistente è quasi del tutto danneggiato e viene utilizzato dai proprietari di automobili come parcheggio. La gravità della situazione è resa evidente dalla chiusura di una scala di collegamento, nella parte alta della via, onde evitare rischi per la pubblica incolumità.

    Parliamo di un’arteria urbana secondaria ma frequentata quotidianamente da molte famiglie che accompagnano i propri figli presso la scuola materna “H.C.Andersen” e la scuola elementare “E.Montale”, nonché al parco pubblico adiacente.
    «Alla sommità via Caveri, prima dell’ingresso degli edifici scolastici, si trova una piazzetta priva d’asfaltatura che nei giorni di pioggia si trasforma in un acquitrino fangoso – racconta Fabio Papini, abitante del vicino Campasso e consigliere (Pdl) del Municipio Centro Ovest che nell’autunno scorso ha presentato un ordine del giorno in merito – Ma la manutenzione è carente lungo tutto il percorso. Per questo ho sollevato la questione in consiglio municipale chiedendo di coinvolgere l’assessore comunale ai Lavori Pubblici, Gianni Crivello, in modo tale da indire un’assemblea con gli amministratori dei condomini di via Caveri affinché si giunga ad un accordo per la sistemazione della strada e delle pertinenze ad essa collegate».

    Sampierdarena. via Caveri2E sì, perché il nodo critico è proprio legato alla natura giuridica della strada, classificata come strada mista comunale-privata. «I primi cinquanta metri di via Caveri (civ. 4 compreso), sono di proprietà del Comune di Genova – conferma l’assessore Crivello – Per il restante, a Catasto Strade, risulta che l’intera via sia costituita da un unico mappale senza numero, non sono indicati i proprietari e dunque può essere classificata vicinale (via di proprietà privata soggetta a pubblico transito, ndr). Da ricerche effettuate presso l’Ufficio Utenze, non risultano utenze a carico del Comune per l’illuminazione della via. Gli interventi effettuati da Aster sono stati prevalentemente sul sedime comunale, fatta eccezione per l’intervento di chiusura per incolumità di una scala di raccordo in via Caveri alta».

    Diversi cittadini, come racconta il consigliere del Municipio Centro Ovest, Papini «Si sono lamentati della situazione e hanno chiesto un intervento del Comune che però, vista la natura vicinale di gran parte della strada, ha risposto con un diniego. Detto ciò, il Comune ha l’obbligo di concorrere alla manutenzione pro quota unitamente ai proprietari. Il problema è trovare un accordo tra gli amministratori dei palazzi coinvolti».

    Le strade vicinali di uso pubblico, dunque, chiamano direttamente in causa i rapporti tra i privati e la Pubblica Amministrazione, in particolare i Comuni, i quali sarebbero obbligati a concorrere alla spesa per la manutenzione, sistemazione e riparazione della strade vicinali di uso pubblico, ai sensi dell’art. 3, del D.Lgs. Luogotenenziale 01.09.1918, n. 1446 che «… prevede l’obbligo del Comune di partecipare agli oneri di manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade vicinali, nella misura variabile da 1/5 fino a metà della spesa a seconda dell’importanza delle strade, purché la strada sia soggetta a pubblico transito. Sussiste tale requisito ogni qual volta la strada vicinale può essere percorsa indistintamente da tutti i cittadini per una molteplicità di usi e con una pluralità di mezzi, mentre è irrilevante che la stessa si presenti disagevole in alcuni tratti e poco frequentata nel complesso. L’uso pubblico, assimilabile a una servitù collettiva, legittima i Comuni a introdurre alcune limitazioni al traffico, ad esempio vietando l’uso di alcuni mezzi (specie di quelli molto impattanti) in modo continuativo o in particolari periodi, come per il resto della viabilità comunale. L’apposizione di limiti e divieti non fa venire meno la caratteristica del pubblico transito e quindi non esime i Comuni dall’obbligo di contribuire alla manutenzione (T.A.R. Lombardia Brescia, sez. I, 11 novembre 2008, n. 1602)».

     

    Matteo Quadrone

  • Acquario di Genova: il racconto che viene da lontano, ciclo di incontri

    Acquario di Genova: il racconto che viene da lontano, ciclo di incontri

    porto-antico-sfera-piano-acquario-DIL’associazione Amici dell’Acquario propone con l’arrivo del nuovo anno un nuovo ciclo di incontri Il racconto che viene da lontano, in programma da gennaio a marzo presso l’Acquario di Genova.

    L’evento propone  una serie di visioni, suggestioni, documentazioni, storie che vengono da luoghi lontani del mondo e nel tempo o ancora lontani nel modo insolito in cui vengono raccontate.

    Si parte l’8 gennaio con il racconto sul Massiccio del Bernina del professor Remo Terranova; si prosegue con le visioni emozionanti del Marocco, dal Giappone uno straordinario caleidoscopio di testimonianze e immagini, dal cuore dell’Asia centrale un thriller fantastico che nasce dal dramma ecologico del lago d’Aral.

    Inoltre, mari tropicali e una una miriade di creature marine, coralli, dugonghi e mante delle isole Dahalac nel Mar Rosso eritreo, la storia di Blandina, partita nel 1854 da Cicagna per il Far West con le incredibili imprese che ha affrontato.

    Il ciclo si conclude con un’immersione nelle bellezze della natura selvaggia per vivere esperienze uniche tra le tigri dell’India.

    Il ciclo, composto da 10 incontri dall’8 gennaio al 12 marzo, propone anche le presentazioni di volumi sugli argomenti trattati.

    Di seguito il calendario completo dell’iniziativa.

     

    Mercoledì 8 gennaio 2014

    Itinerari, ricerche, immagini dal massiccio del Bernina
    Introduce il ciclo Lilia Capocaccia Orsini, Presidente Associazione Amici dell’Acquario di Genova.
    Daranno voce al racconto del Prof. Remo Terranova, recentemente scomparso: Claudio Smiraglia, professore di Geografia Fisica dell’Università di Milano e Marco Firpo, professore di Geografia Fisica dell’Università di Genova
    Nell’occasione verrà presentato il volume edito da ERGA.

    Mercoledì 15 gennaio 2014

    Il Marocco con gli occhi e… col cuore
    Relatrici: Luisa Ferrari, fotografa, Patrizia Lupi, giornalista

    Mercoledì 22 gennaio 2014

    Una storia dal cuore dell’Asia Centrale
    Dal disastro ambientale del lago Aral a un thriller appassionante.
    Relatore: Sergio Grea, scrittore, professore a contratto di Economia Aziendale dell’Università di Genova. Nell’occasione verrà presentato il suo libro “L’appalto”, ed. PIEMME.

    Mercoledì 29 gennaio 2014

    In Giappone tra le ombre e le luci del Sol Levante
    Relatori: Iago Corazza e Greta Ropa, scrittori, viaggiatori, fotografi, documentaristi
    Nell’occasione verrà presentato il loro nuovo volume sull’argomento, ed. Whitestar, National Geographic.

    Mercoledì 5 febbraio 2014

    Una giornata sul reef: un racconto per immagini
    Relatore: Massimo Boyer, biologo marino e fotografo subacqueo, professore a contratto, Università Politecnica delle Marche
    Saranno presentati nell’occasione il suo “Atlante del reef”, ed. Il Castello, e il nuovo romanzo “Scilla”, ed. Magenes

    Mercoledì 12 febbraio 2014

    Un viaggio biologico per mari tropicali. Tra pesci leone, donzelle, mandarini e mille altre creature
    Relatrice: Maria Berica Rasotto, Professore Università di Padova, Responsabile delle attività legate alla Biologia Marina.
    Nell’occasione verrà presentato il suo libro “La vita del mare”, ed. Il Mulino

    Mercoledì 19 febbraio 2014

    Le isole Dahalak nel Mar Rosso eritreo. Un paradiso naturalistico al margine della storia.
    Relatori: Giuseppe De Marchi, Giampaolo Montesanto, Guido Traverso, insegnanti per molti anni nel Liceo Scientifico Italiano Guglielmo Marconi di Asmara, esperienza grazie alla quale si sono innamorati di queste isole straordinarie.
    Nell’occasione verrà presentato il loro volume sull’argomento, pubblicato da ERGA edizioni.

    Mercoledì 26 febbraio 2014

    Vette, tele, cavalletti. Impressionisti, divisionisti, espressionisti, simbolisti raccontano le montagne
    Relatrice: Flavia Cellerino, storica

    Mercoledì 5 marzo 2014

    La storia straordinaria di Suor Blandina partita da Cicagna nel 1854 per il Far West e il racconto delle sue incredibili imprese
    Relatrice: Donatella Aurili Ruggiero, americanista. All’incontro, organizzato in collaborazione con il Soroptimist International Club di Genova, parteciperanno molte altre associazioni femminili della città.

    Mercoledì 12 marzo 2014

    Esperienze uniche tra le tigri di Ranthambhore e Tadoba (India)
    Relatore: Alessandro Bee, fotografo naturalista, realizzatore di mostre quali “Wildlife Photographer of the Year”.

    Tutti gli incontri si svolgono alle ore 17.50 presso l’Auditorium dell’Acquario di Genova e sono a ingresso libero fino ad esaurimento posti disponibili.

    Per informazioni, 010/2345.279-323, amici@costaedutainment.it, www.amiciacquario.ge.it.

    organizzato in collaborazione con l’Acquario di Genova e con il sostegno della Fondazione Carige.

     

    [Foto Diego Arbore]

  • Personaggi in cerca d’attori: prima nazionale al teatro della Tosse

    Personaggi in cerca d’attori: prima nazionale al teatro della Tosse

    Personaggi in cerca d'attori spettacoloIl Cantiere Campana nel teatro della Tosse ospita dall‘8 al 12 gennaio lo spettacolo Personaggi in cerca d’attori, scritto e diretto dalla Compagnia DeiDemoni che nel corso degli anni ha trattato temi dei classici cercando di esprimere la loro potenza attraverso una chiave interpretativa personale.

    Lo spettacolo in prima nazionale è stato definito da Italo Calvino Un classico è chi non ha mai finito di dire quel che ha da dire..

    In una sala d’attesa Antigone, Amleto, Don Giovanni e Kostja, aspettano la chiamata che li convochi nel corpo dell’attore che sta per mettere in scena la loro vicenda e compiere così, come da sempre accade, il proprio destino: raccontare al mondo la loro storia.

    Ma i nostri sono tempi difficili. La crisi ogni giorno costringe i teatri a chiudere, la gente è sempre più disinteressata ad ascoltare le parole dei grandi classici, sempre più predisposta a sostituire i vecchi Eroi teatrali con nuovi Eroi televisivi.

    E così i tempi di attesa dei nostri personaggi si dilatano. Nessuno si ricorda più chi sia Antigone, né tantomeno chi diceva “essere o non essere”. Questo è il problema, che nella sala d’attesa comincia a diventare serio: se nessuno si interesserà più a loro, i personaggi non esisteranno più.

    Ma infondo, quella che stiamo vivendo oggi, non è certo la prima né l’unica crisi della nostra storia. E’ solo un momento.

    Lo sanno bene i personaggi che, decisi a sopravvivere a tutti i costi, scenderanno nel mondo per affermare la loro importanza, senza più servirsi degli attori come intermediari.

    Basterà la loro determinazione a raggiungere il loro intento? Riusciranno a sopravvivere nel nostro mondo?

    Con Jacopo-Maria Bicocchi, Federico Giani, Massimo Malagugini, Mauro Parrinello e Gisella Szaniszlò
    produzione Compagnia DeiDemoni
    in collaborazione con Fondazione Luzzati-Teatro della Tosse

    repliche ore 20.30; domenica 12 gennaio replica ore 18.30

  • Palazzo della Meridiana: visita guidata dedicata alle famiglie

    Palazzo della Meridiana: visita guidata dedicata alle famiglie

    Palazzo della MeridianaDomenica 5 gennaio Palazzo della Meridiana organizza una speciale visita guidata dedicata alle famiglie, durante la quale grandi e piccini scopriranno nuovi e divertenti modi per osservare da vicino uno dei Palazzi dei Rolli più prestigiosi di Genova.

    Un lungo viaggio alla scoperta dei grandi cambiamenti architettonici avvenuti all’interno del Palazzo, degli affreschi e dei decori.

    Non mancheranno le sorprese per i più piccoli; la partenza della visita è in programma alle ore 16, la durata di circa 1 ora.

    In occasione dell’apertura straordinaria, è anche in programma l’esposizione Marcenaro al quadrato, fogli, immagini e libri di Giuseppe Marcenaro. Allo scrittore genovese, direttore artistico di Palazzo della Meridiana, è stata conferita la licenza di “straordinario e libero professore delle meraviglie letterarie sul territorio della Regione Liguria”, con richiami a Stendhal, Rimbaud, Verlain.

    Prezzo: intero 7 euro a persona (comprensivo della visita guidata) e ridotto 5 euro a persona (comprensivo della visita guidata).

    E’ consigliata la prenotazione.

    Per informazioni e prenotazioni: tel. 010 2541996 / segreteria@palazzodellameridiana.it

     

    [Foto Daniele Orlandi]

  • Piazza Don Andrea Gallo a Genova: si attende l’ok della Prefettura

    Piazza Don Andrea Gallo a Genova: si attende l’ok della Prefettura

    Piazza Don Andrea Gallo, GenovaLo scorso 18 luglio arrivò l’annuncio di Simone Leoncini, presidente del Municipio I, e del Sindaco Doria in occasione della festa al PalaCep di Prà per le celebrazioni del compleanno di Don Andrea Gallo: la piazza “senza nome” (conosciuta come Piazza Princesa, dedicata alle attività della comunità trans del ghetto) nel cuore del ghetto di Prè sarà intitolata al grande prete amico degli ultimi, che nel ghetto aveva la sua seconda casa. Una notizia che aveva avuto molta eco e di cui avevano gioito non solo le “Princese” e gli operatori del ghetto, ma tutti i genovesi. Così Leoncini all’epoca: «È la piazza più grande del ghetto di Prè, ma a quanto pare era stata dimenticata, fino a quando, pochi anni fa si sono avviati gli importanti interventi di riqualificazione urbanistica e sociale del ghetto. Grazie a Don Gallo quegli ultimi che spesso abitano il ghetto sono diventati protagonisti del cambiamento, teso a ridare piena vivibilità ai vicoli. Ricordiamo le tante iniziative costruite insieme a quelle princese cantate da De Andrè, che dei vicoli ha saputo raccontare storie, umanità e profumi». Le trans che lavorano qui sono, infatti, solite riunirsi proprio nella piazza senza nome del quartiere e dare vita a serate di cineforum, assemblee, momenti di festa e di confronto.

    Oggi ancora non si sa quando avverrà l’intitolazione della nuova piazza. Lo stesso Leoncini racconta che non ci sono stati sviluppi in tale senso ma che la volontà di inaugurare a breve la piazza persiste fortemente. Il punto è che la piazza, in deroga di 10 anni, non sarà inaugurata finché dalla prefettura non arriverà l’ok. Si tratta di una formalità, visto che nulla fa pensare ad un parere negativo del Prefetto, ma Municipio e Comune sono vincolati e devono attendere questo parere per far partire l’iter.

    Gli abitanti del ghetto, se da un lato sono impazienti, dall’altro sono rassegnati al fatto di dover aspettare: i tempi della burocrazia, si sa, sono spesso dilatati. Tuttavia c’è fermento: si potrebbe partire proprio da questa inaugurazione per cambiare il volto del quartiere (ma senza stravolgerlo). Dopo questo evento, è probabile che – con un’opera di promozione sia a livello istituzionale che dal basso – il ghetto entri a far parte delle rotte turistiche su larga scala e faccia da sponda a Via del Campo, con la sua lunga tradizione cantautorale legata alla figura di Faber. Potremmo essere davanti alla svolta che aprirà l’”enclave” verso l’esterno?

    Eh si, perché il ghetto è una “enclave” esclusa dai normali transiti del centro storico. È una casa a cielo aperto – dice chi ci abita -, in cui tutti si conoscono: non immune da problematiche e conflitti, è anche un luogo di scambio di idee e di confronto (leggi il nostro lungo approfondimento sul quartiere sul numero 51 di Era Superba). Non a caso, proprio nel 1600 l’antico ghetto ebraico è venuto a costituirsi qui, e non a caso qui da decenni lavorano le trans dell’Associazione Princesa e trovano casa gli immigrati appena giunti a Genova.

    Prima quartiere tristemente famoso per il degrado, la delinquenza e l’attività di spaccio di droga, oggi le condizioni di salute del ghetto sembrano notevolmente migliorate: soprattutto grazie all’interessamento di associazioni culturali e alla fondazione di GhettUp, che con le sue attività ha creato aggregazione e occupazione per persone con varie problematiche, fungendo presidio contro la delinquenza troppo lontana dagli occhi dei più. Un quartiere particolare, proprio per la sua forte componente costituita da migranti e da trans, che è finora poco valorizzato ma la cui riqualificazione non deve andare nella direzione del folklore: una rivalutazione sensata è necessaria. Non a caso, da qualche anno è in corso un programma di ripopolamento del ghetto, per togliergli quella nomea di “encalve” che si è guadagnato secoli fa. Oggi, si cerca di farla diventare una zona residenziale, con agevolazioni e programmi rivolti alle famiglie con bambini e alle giovani coppie: nuovi flussi e nuove case, per una piena e vera rivitalizzazione del contesto urbano.

    Tuttavia, come mette in luce Marco Montoli del Ce.Sto. «il processo è complicato dal fatto che ormai da 10 anni sono presenti impalcature per la ristrutturazione di alcuni edifici bombardati durante la seconda guerra mondiale e ancora pericolanti. I ponteggi, oltre che pericolosi, oscurano i vicoli e limitano lo spazio. Senza contare il fatto che gli immobili interessati dagli interventi sono in stato di degrado e abbandono: una situazione da arginare e sistemare. Inoltre, il rischio è che anche qui (come si era tentato di fare negli anni ’90 in zona Piazza delle Erbe/Sarzano/Sant’Agostino) si arrivi a “deterritorializzare” un’area, volendola rendere solo residenziale ma finendo col massacrarla. Il rischio è che, se l’operazione fallisce, venga a mancare una cultura del territorio: poco abitato e poco sfruttato, viene ridotto a “terra di nessuno”».

    E adesso, quale futuro per il quartiere? Nonostante persistano problematiche, c’è stato un forte progresso degli ultimi tempi e molte delle criticità (legate alla convivenza, alla pulizia, allo spaccio e alla delinquenza) sono state appianate: si può parlare di rilancio? Di recente è stato inaugurato qui un nuovo (primo) locale, la trattoria Locanda degli Adorno, la cui apertura è stata resa possibile grazie a una serie di finanziamenti messi a disposizione del Comune nell’ambito del “contratto di quartiere” (come era stato quattro anni fa per la fondazione della casa di quartiere GhetUp) e la cui gestione è affidata alla Cooperativa Proges, del Consorzio Sociale Agorà e Consorzio Sociale Progetto Liguria Lavoro. Di certo un segnale positivo per il quartiere: oltre all’interesse mediatico che ha suscitato la vicenda dell’apertura, anche un’operazione concreta di creare un presidio sul territorio e di portare attenzione laddove manca. Senza contare che l’apertura di un primo locale potrebbe aprire la strada a una serie di iniziative analoghe, che potrebbero contribuire a rivitalizzare il quartiere: aprendolo all’esterno, facendovi arrivare persone (turisti, avventori, clienti dei negozi, genovesi curiosi) e ricostituendo quella composizione originaria del tessuto sociale che si è andata perdendo nel corso degli anni.

     

    Elettra Antognetti

    Era On The RoadQuesto articolo è stato scritto grazie ai sopralluoghi di #EraOnTheRoad. Contattaci per commenti, segnalazioni e domande: redazione@erasuperba.it

     

     

     

  • Il grande fresco: concerto reading con Catalano, Sirianni e Negrin

    Federico SirianniSabato 4 gennaio il Count Basie jazz ospita Il Grande Fresco, concerto reading con Guido Catalano (poesie), Federico Sirianni (canzoni) e Matteo Negrin (chitarre).

    Lo spettacolo cult nato a Torino, ha raccolto migliaia di fedeli appassionati grazie all’incrocio riuscitissimo tra poesia comica e canzone d’autore in cui i protagonisti affrontano i temi più disparati della quotidianità.

    Breve bio dei protagonisti

    Guido Catalano, torinese, barbuto e con poche “erre” sulla lingua, tiene oltre 200 reading all’anno in giro per Italia, ha pubblicato sei libri di poesie, è stato poeta di condominio sul terrazzo di “Celi mio marito” su Raitre ed è blogger de “Il fatto quotidiano”.

    Federico Sirianni è un cantautore nato a Genova e trapiantato a Torino. Sulla scena dal 1992 vanta una carriera ricca di riconoscimenti tra cui la partecipazione al premio Tenco come miglior esordiente e la vincita del Premio Bindi nel 2006; ha all’attivo numerossime collaborazioni (Luca Bizzarrie Paolo Kessisoglu, Sergio Maifredi, Molotov Orchestra e altri) in particolare nell’ambito del teatro canzone, oltre che numerose esperienze internazionali. Nel 2012 realizza “Nella prossima vita” insieme agli Gnu Quartet e nel 2013 esce il “Vinile di Natale – Dio dei Baraccati”.

    Matteo Negrin, chitarrista e autore, lavora tra il Jazz e la musica etnica, collaborando in sede discografica e live con numerosissimi progetti. Ricchissima la discografia che nel 2006 gli frutta il Premio Umberto Bindi come arrangiatore. Produce lavori di interazione tra musica e video, anche in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema, ed è autore del “music painting” che ha realizzato 3 milioni di visite su youtube. È direttore artistico di Glocal Sound e di La notte delle chitarre a Torino ed è attualmente in tournee in tutta Italia con il progetto “post@ elettronica” .

    Ore 21.30 Ingresso 10 euro + tessera arci

  • Palazzo Verde, Molo: pochi visitatori per la cittadella della sostenibilità

    Palazzo Verde, Molo: pochi visitatori per la cittadella della sostenibilità

    palazzo-verde-genovaInaugurata in pompa magna poco più di due anni fa dalla giunta Vincenzi, la cittadella della sostenibilità, che ha trovato spazio in via del Molo nei vecchi Magazzini dell’Abbondanza e ha preso il nome di Palazzo Verde per richiamare il prestigio di altri ben più attraenti poli museali della città, è passata piuttosto velocemente nel dimenticatoio di genovesi e turisti.  Meta soprattutto di scolaresche attirate dalle diverse attività laboratoriali, di informazione ed educazione all’ambiente e al riciclo, nel corso del 2013 ha contato circa 4200 visitatori.

    «Non si tratta certo di numeri altissimi – ammette l’assessore alla Cultura, Carla Sibilla – ma dobbiamo considerare che non stiamo parlando del classico museo da visitare, quanto piuttosto di un luogo pensato per ospitare laboratori sul riciclo, sul risparmio energetico, sulla sicurezza e convegni con il tema del Verde come filo conduttore».

    All’interno del Palazzo si distinguono tre percorsi multimediali: il primo è dedicato al tema dell’energia e al relativo consumo che accompagna il ciclo produttivo del rifiuto fino al suo smaltimento; il secondo è prettamente incentrato sul riciclo, con una rassegna delle diverse tipologie di spazzatura, i loro impatti ambientali e le loro possibilità di riutilizzo. Infine, il terzo percorso è dedicato alla comunicazione grazie al fatto che gli ex Magazzini dell’Abbondanza ospitano, al piano terra, il Museo della Stampa precedentemente situato a Quarto.

    Alcuni locali sono utilizzati dall’Università per lezioni ed esami ma, come detto, il nucleo fondamentale dell’attività è rappresentato dai laboratori promossi dal LabTer – Green Point, ovvero uno dei 20 Centri di Educazione Ambientale riconosciuti dalla Regione Liguria, che qui trova sede. Grazie alla collaborazione con diverse associazioni attive nel mondo green e dell’ecosostenibilità (Ass. A-Pois, Coop. Librotondo, Ass. Atlantide, CRAFTS Scuola Politecnica, Ass. Il mio pallino verde, Ass. Didattica Museale, Ass. Terra! Onlus, Ass. Al Verde), nel corso dell’ultimo anno, è stato possibile realizzare una serie di progetti pensati appositamente per le scuole prevalentemente primarie (elementari). Le esperienze sono state principalmente incentrate sull’informazione riguardo i rischi idrogeologici, educazione ambientale, sicurezza stradale, sensibilizzazione a comportamenti ecologici, valorizzazione dei beni comuni e del turismo ambientale con particolari riferimenti all’Alta Via del Monti Liguri, finanche a una rassegna cinematografica tutta ad argomenti rigorosamente green.

    Infine, nell’ambito del Festival della Scienza, Palazzo Verde ha ospitato i laboratori di Arpal e Cnr, preceduti nel corso dell’anno dalle esperienze scientifico-didattiche curate dal Green Modelling Italia-GMI Soc. Coop., spin-off del Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale dell’Università di Genova, nell’ambito del progetto di diffusione della cultura scientifica.

    Insomma, tante iniziative, che mostrano un potenziale non ancora del tutto espresso. Per questo motivo l’assessore Sibilla ci anticipa che è allo studio un piano di rilancio per il 2014, che possa dare una certa stabilità al progetto di Palazzo Verde come vero e proprio punto di riferimento dal punto di vista dell’informazione ed educazione ambientale. È ancora troppo presto per capire che cosa accadrà concretamente nel futuro, ma dalle prime indiscrezioni parrebbe non del tutto improbabile la strada che porta verso una gestione esterna, anche parziale, naturalmente attraverso un bando a evidenza pubblica. «Stiamo valutando tutte le strade possibili – spiega Sibilla – senza dimenticare l’importanza delle integrazioni con altri poli educativi già esistenti nella zona, come l’Acquario, la Città dei Bambini, il Museo Luzzati, un po’ più in là il Museo di Scienze Naturali e, seppur non in modo permanente, le attività del Festival della Scienza».

    Idealmente collegato al museo, c’è anche il famoso “Rumentosauro”, la scultura di Serge Van de Put collocata all’intersezione tra piazza Cavour e via del Molo, di fronte all’ingresso del Porto Antico. Si tratta di un enorme dinosauro (8 metri per 4) costruito con pneumatici riciclati che richiama la quantità di ecomostri che abitualmente produce, più o meno inconsapevolmente, ognuno di noi. Pensata inizialmente per essere calpestata e “cavalcata” dai più piccoli, la struttura in realtà giace transennata nell’indifferenza dei più e fortemente contrastata dal comitato di quartiere che ne chiede a gran voce l’eliminazione. Ma questa è tutta un’altra storia.

     

    Simone D’Ambrosio

  • Al via le lezioni del corso di genovese gratuito a cura di Franco Bampi

    Al via le lezioni del corso di genovese gratuito a cura di Franco Bampi

    genova-panorama-villetta-di-negroIl Municipio V Valpolcevera in collaborazione con l’associazione A Compagna organizza a partire da gennaio 2014 la seconda edizione del corso di genovese gratuito aperto a tutti Leze e scrive in zeneize (leggere e scrivere in genovese).

    Le lezioni inziano mercoledì 8 gennaio presso la sede del Municipio in Via C. Reta 3 (Bolzaneto) alle 15.30

    Il corso sarà tenuto da Franco Bampi e ha come obiettivo quello di insegnare a leggere e a scrivere in dialetto genovese con inserti di storia della Repubblica di Genova e di storia della letteratura genovese.

    Le lezioni avranno cadenza settimanale e si terranno ogni mercoledì dalle ore 15.30 alle ore 16.30. L’ultima lezione si terrà mercoledì 28 maggio 2014.

    La partecipazione al corso è libera e gratuita.

    Per iscriversi e per partecipare alle singole lezioni occorre presentarsi direttamente al Municipio nell’orario indicato.

    Il corso fa parte delle numerose iniziative organizzate da A Compagna, l’associazione dei genovesi amanti di Genova e della loro antica terra, gelosi delle antiche glorie, delle bellezze, delle tradizioni, della lingua e dei costumi della loro Gente, al di fuori e al di sopra di ogni fede politica e religiosa, che punta a diffondere e consolidare le tradizioni, le usanze e la lingua della tradizione della Superba.

     

    [Foto Daniele Orlandi]