Autore: erasuperba

  • Anni 60/70: radio libere, trasmissioni tv, riviste e quotidiani

    Anni 60/70: radio libere, trasmissioni tv, riviste e quotidiani

    Riviste degli anni '60In questa rubrica si sta cercando di riportare alcuni eventi culturali, politici, drammatici, di costume che – per così dire – hanno costituito ”l’ambientazione storica” del periodo compreso tra i primi anni ’60 e la fine dei ’70, periodo di grandi fermenti sociali e artistici. E la nostra tesi consiste nell’assegnare un rapporto diretto (non deterministicamente inteso, sia chiaro) tra l’impegno sociale e la vitalità artistica, tra la spinta politica che chiede un cambiamento radicale e i linguaggi espressivi che rompono con la tradizione, in nome di un rinnovamento dell’uomo.

    Nel periodo che va dai primi anni ’60 fino alla metà degli anni ’70 esercitarono un ruolo rilevante anche alcune trasmissioni radiofoniche e televisive, alcune riviste a tiratura nazionale e poi qualche discografico, dj, case editrici e quotidiani legati al “movimento”. Si tratta di un segmento importante della vita socio-culturale del nostro paese, proprio perché favorirà processi, squisitamente sociali, di “formazione identitaria”, in senso anticonformista, progressista e successivamente – almeno per alcuni – antagonista. Anche in questo caso poche citazioni e l’impossibilità di essere esaurienti.

    Le prime riviste esclusivamente rivolte ai giovani e al loro mondo, furono: “Ciao amici”, “Big”, “Giovani”, per arrivare, tra la fine dei ’60 e l’inizio dei ’70 a “Ciao 2001”, “Re nudo”, “Muzak”, riviste sempre più politicizzate e tutte, appunto, a distribuzione nazionale. Vorrei invece dedicare una citazione un poco più ampia a due riviste “locali”, entrambe di Milano, che furono al centro di feroci azioni repressive, a dimostrazione di quanto il clima stesse iniziando a scaldarsi. Citerò per prima “La zanzara”, rivista studentesca milanese che nel 1966 realizzò un’inchiesta sui costumi sessuali dei giovani. Scoppiò un enorme scandalo. La stampa benpensante, servilmente e istericamente, si lanciò a descrivere quell’inchiesta come un attacco alla morale comune, al senso del pudore ecc… dipingendo gli studenti che l’avevano realizzata come teppisti, incoscienti ecc…

    L’altra rivista fu “Mondo beat” che uscì per soli 6 numeri. Gli obiettivi del collettivo che l’animava (va ricordato almeno G. De Martino) erano quelli di arrivare ad essere un riferimento nazionale. E probabilmente ci sarebbero anche riusciti. Purtroppo ebbero la malaugurata idea di organizzare nel 1967 un campeggio libero in una zona periferica di Milano. Anche in questo caso scoppiò un putiferio. A rileggere gli articoli allora usciti sui quotidiani (riportati nel bel libro “Capelloni & ninfette” ed. Costa & Nolan) si capisce il timore borghese per il dilagare di un pensiero e un modo di vivere non conformista, opposto ai riti comportamentali di un perbenismo ipocrita e sempre più percepito come falso. La polizia intervenne pesantemente all’alba del 12 giugno, disinfestando tutta la zona, tagliando forzatamente i capelli ai ragazzi (va segnalato che alcuni genitori si unirono all’azione di “bonifica” della polizia).

    Il Corriere della sera, tanto per citare un esempio, soprannominò quel campeggio – iniziato il 1° maggio del 1967, con un regolare contratto di affitto per l’uso del terreno, valido fino al 31 agosto – “nuova barbonia”!!! La rivista “Mondo beat” fu ovviamente chiusa e alcuni membri della redazione arrestati. Tuttavia l’eco di questo episodio fu enorme e un po’ in tutta Italia iniziarono a diffondersi riviste, fogli, bollettini e poi fanzine con taglio locale.

    Come si è detto anche la radio acquistò importanza soprattutto per alcune trasmissioni condotte da giovani dj che sapevano bene interpretare i nuovi gusti musicali, poiché loro stessi appartenevano a quel mondo. Tra la prima parte degli anni ’60 e la metà degli anni ’70 citerei innanzitutto R. Arbore e G. Boncompagni e poi almeno D. Salvatori e R. Dagostino. Anche alcune trasmissioni radiofoniche televisive possono essere considerati alla stregua di “agenti identitari”, perché venivano seguiti da un tipo di giovane, culturalmente più aperto, spesso attivo nei movimenti che animavano le piazze di quegli anni. Parliamo di: “Bandiera gialla”, “Per voi giovani”, “Supersonic”, “Alto gradimento”, “Chi sa chi lo sa”, “Scacco matto” ecc…

    Arrivò poi la stagione delle “radio libere”: prima fra tutte la bolognese “Radio Alice”, che la polizia chiuse con una irruzione nel 1977, le romane “Radio radicale”, “Radio città futura”, “Radio onde rosse”, mentre “Radio popolare” trasmetteva da Milano. A Genova ci fu “Radio Genova ‘76”, a Padova “Radio Sherwood”. Queste radio (e molte altre da Bolzano a Trapani) diffondevano ovviamente le idee del movimento e le sue magmatiche pulsioni musicali.

    E poi le case discografiche. Se da un lato le grosse Major (RCA, EMI, BMG, Fonit Cetra, Ricordi, Carosello ecc…) certamente cavalcarono l’onda del successo anche commerciale ottenuto dalla canzone di protesta e dalla “nuova musica”, dall’altro aprirono i battenti anche etichette indipendenti che avevano alle spalle, in alcuni casi, giovani discografici intenzionati a dar voce alle nuove tendenze. Vi furono anche etichette indipendenti fondate da musicisti e militanti dei gruppi extra-parlamentari che si occupavano di attività culturali. È il caso della cooperativa milanese “L’orchestra” di cui Franco Fabbri (musicista del gruppo Stormy six e autori di significativi libri di argomento musicale). Vanno ricordate tra le altre anche: “I dischi del sole”, “I dischi dello zodiaco”, la “Crams”, la “Toast Records”, la “Divergo”, l’ “Ultima spiaggia” e (poche) altre.

     

    Gianni Martini

  • Lucrezia bar Genova: i concerti della settimana

    Lucrezia bar Genova: i concerti della settimana

    Questi i concerti in programma durante la settimana al Lucrezia Bar di vico Caprettari.

    Martedì 16 ottobre: Stabbed in Act + Bland + Dj set Electro (inizio ore 21.30).

    Giovedì 18 ottobre: Liguria in Metal Fest Tour 2012 – II° serata
    Esibizione delle band metal liguri Chupacabras (Imperia) e Black elephant (Savona).
    Ingresso 3 €.

    Sabato 20 ottobre: Genova Rats Fest Vol.1 (inizio ore 22.30)
    Esibizione di Shakewellbefore (Genova), Yes I swear (Livorno), Echo of the titans (La Spezia)
    Ingresso 8 € con consumazione.

    Domenica 21 ottobre: Vico dell’Amor perfetto & Case di vetro (inizio ore 21.45)
    After show di Ale Dharma e Marcus.

    Info e prenotazioni: 345 2306331.

    [foto di Constanza Rojas]

  • La Claque Genova: programma della stagione 2012 / 2013

    La Claque Genova: programma della stagione 2012 / 2013

    La ClaqueTanta, tantissima carne al fuoco per la quinta stagione de La Claque, lo spazio in San Donato inaugurato cinque anni fa come “costola” del Teatro della Tosse e che oggi è diventato – secondo le parole del direttore artistico del Teatro Emanuele Conte – “un esempio virtuoso di come si può lavorare nello spettacolo e nella cultura” e che nella scorsa stagione ha registrato oltre 200 artisti sul palco e più di 10.000 presenze. Una realtà completamente autofinanziata (a differenza del Teatro, che in quanto tale percepisce anche soldi pubblici) e che è diventata un punto di riferimento a livello nazionale per eventi di musica e cultura.

    La nuova programmazione prende il via giovedì 18 ottobre con il coordinamento artistico di Marina Petrillo, con una serie di eventi culturali e di spettacolo che animeranno lo spazio fino ad aprile 2013. Tante novità importanti che si affiancano ai consueti appuntamenti di musica e teatro: sono ormai consolidate le collaborazioni con realtà genovesi quali Disorder Drama e Belo Horizonte (proprio alla Claque viene girato il loro show televisivo Copernico, in onda su Sky) e con Elisa D’Andrea, che dopo il successo di Cabaret Burlesque propone quest’anno Cabaret Bingo. Inoltre a partire da questa stagione si uniscono nuovi partner come la Genoa Comics Academy, un poetry slam organizzato da Anna Ariemma nel bar della Claque, una serie di mostre di giovani artisti genovesi curate da Fabio Giordano.

    Non solo: La Claque sarà una delle tappe di Emergenza, il festival per band musicali esordienti più grande al mondo, e di una serie di cinque seminari di tecnica e filosofia musicale, organizzate da UPR e che vedrà la presenza di nomi importanti come Massimo Bubola, co-autore di molti brani di Fabrizio De Andrè.

    Per scoprire tutte le attività in programmazione alla Claque tenete d’occhio la nostra agenda eventi.

    Marta Traverso

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Acqua Bene Comune, videonotiziario sul referendum non rispettato

    Acqua Bene Comune, videonotiziario sul referendum non rispettato

    forme dell'acquaIl comitato genovese del movimento Acqua Bene Comune con l’uscita del numero zero del Video notiziario dell’acqua, che avrà cadenza mensile, intende aggiornare i cittadini con le ultime informazioni in merito alla mancata applicazione del referendum sull’acqua del 12-13 giugno 2011, a 14 mesi di distanza da quando 27 milioni di italiani votarono esprimendosi a favore della ripubblicizzazione del servizio idrico.

    Il video è visibile sul canale youtube del comitato alla pagina http: //www.youtube.com/user/AcquaBeneComuneGe

    «Continua lo scandalo delle bollette illegalmente gonfiate –  ricorda il Comitato – infatti ancora oggi in bolletta paghiamo la remunerazione del capitale, abrogata dal 22 luglio 2011». Solo per farsi un’idea, a fine settembre di quest’anno i genovesi hanno pagato oltre 41 milioni di euro più del dovuto «un bel regalo per i gestori del servizio», sottolineano gli esponenti del movimento Acqua Bene Comune.

    Recentemente si è svolto un incontro tra il coordinamento dei comitati liguri e l’assessore all’ambiente della Regione Liguria, Renata Briano. In questa sede è stato affrontato il tema della definizione dei nuovi Ambiti Territoriali Ottimali (ATO), ovvero le strutture pubbliche che governano il ciclo dell’acqua.  «Abbiamo fatto le nostre proposte – spiega il movimento nel videonotiziario – In sintesi i punti principali sono: separare l’ATO idrico dall’ATO dei rifiuti perchè si tratta di problematiche molto diverse; l’ATO idrico dovrebbe corrispondere ai distretti idrografici su base regionale; infine è necessaria una maggiore trasparenza, coinvolgendo cittadini e società civile nella gestione del servizio».

    Mentre ad Imperia la remunerazione del capitale è stata eliminata dall’assemblea dei sindaci «a Genova come in molte altre parti d’Italia, i cittadini sono costretti a promuovere la campagna di obbiendenza civile (pagando solo la parte legale della bolletta, ndr) per veder rispettato l’esito del referendum – spiega il videonotiziario – A Portofino, invece, è stato presentato il primo ricorso per ottenere il rimborso della quota di remunerazione del capitale».

    Tra fine agosto e settembre «due assemblee dei sindaci, non pubblicizzate nonostante gli impegni presi, hanno deciso un rimborso di 15 milioni di euro destinato al gestore del servizio idrico – denuncia il movimento per l’acqua bene comune – Chi pagherà questi soldi? Stiamo cercando di fare chiarezza ma non rinunciamo a protestare per chiedere che questi incontri siano aperti al pubblico».

     

     

    Matteo Quadrone

     

  • Corso di pittura del paesaggio all’Agriturismo Il Castagneto

    Corso di pittura del paesaggio all’Agriturismo Il Castagneto

    Martedì 16 ottobre 2012 (ore 20.30) all’Agriturismo Il Castagneto di Castiglione Chiavarese, nell’entroterra del Tigullio, si terrà la prima lezione del corso di pittura Colori e sapori della natura tenuto dall’architetta e pittrice Claudia Pompei.

    Cinque incontri per imparare a dipingere una natura morta, un paesaggio, conoscere le tecniche della pittura ad olio, per poi terminare con una degustazione di prodotti tipici e dolci casalinghi.

    Il corso è strutturato in 5 incontri, ciascuno della durata di 2 ore e mezza. Il costo è di 160 €, comprensivo di tutto il materiale didattico (tele, pennelli ecc) e della degustazione finale.

    Per info e iscrizioni contattare Claudia Pompei al numero 349 8446254 o all’indirizzo mail architettura.xyz@gmail.com, oppure direttamente l’agriturismo ai numeri 347 4702278 oppure 0185 408136.

    [foto di Constanza Rojas]

  • Suq Genova 2013: incontro di presentazione alla Berio

    Suq Genova 2013: incontro di presentazione alla Berio

    Suq Festival a GenovaIl Suq non è solo il Festival che si tiene ogni anno a giugno al Porto Antico, dove per oltre dieci giorni si alternano numerosi eventi di teatro, musica, danza, laboratori dedicati alla multiculturalità. L’associazione Chance Eventi, fondata nel 1999 da Carla Peirolero e Valentina Arcuri, è molto attiva nel realizzare iniziative e produzioni legate ai settori del teatro, della comunicazione e della formazione.

    L’evento partirà alle 15 con una libera chiacchierata e offerta di thé marocchino e caffé africano. Dalle 17 alle 19 verranno illustrati, alla presenza degli artisti e dello staff del Suq, i programmi delle future iniziative: non solo l’edizione 2013 del Festival, ma anche i progetti formativi dedicati alle scuole, iniziative in collaborazione con l’Università e le nuove proposte legate alla ricerca di una sede permanente per il Suq. Quest’ultimo è un tema su cui l’associazione si sta battendo da diversi anni, e che vede allo stato attuale tre possibili destinazioni: il Mercato del Carmine (progetto accantonato a seguito della recente assegnazione dei locali tramite bando), la Loggia di Banchi e i Magazzini del Cotone.

  • Concorso fotografico Genova Fiumara: Obiettivo acqua

    Concorso fotografico Genova Fiumara: Obiettivo acqua

    Forme dell'acquaIl Centro Fiumara di Genova Sampierdarena ha indetto un concorso fotografico in vista dell’edizione 2012 del Festival della Scienza, che compie dieci anni e dal 25 ottobre al 4 novembre affronterà il tema dell’Immaginazione.

    Il bando Obiettivo acqua è aperto a tutti i genovesi: a chi partecipa è richiesto di scattare una fotografia con massima libertà creativa, per esprimere con fantasia e originalità la propria visione dell’acqua.

    Per partecipare occorre inviare all’indirizzo mail info@fiumara.net la propria foto (in formato jpg e della dimensione massima di 2 MB) corredata di titolo, didascalia, data e luogo dello scatto, e unita ai propri dati personali entro giovedì 18 ottobre.

    Lo staff di Fiumara selezionerà le foto, che verranno pubblicate sul sito del centro commerciale a partire da mercoledì 24 ottobre ed esposte in un’area dedicata al Festival della Scienza all’interno del Centro. Da quel giorno e fino al 4 novembre, chiunque potrà votare le foto sul sito della Fiumara (sarà possibile votare una sola foto una volta al giorno). L’autore della fotografia più votata sarà premiato con un buono acquisto del valore di 500 € spendibile nel punto vendita MediaWorld di Fiumara.

  • Sampierdarena: cantieri fermi, riqualificazione al palo

    Sampierdarena: cantieri fermi, riqualificazione al palo

    A Sampierdarena il travagliato cantiere di via Buranello continua a far disperare negozianti e cittadini. Da almeno quindici giorni i lavori, giunti all’altezza di via Castelli, sono fermi, nessun operaio è all’opera e gli abitanti si domandano quando finalmente saranno conclusi. Eppure si parlava di dicembre, prima delle festività natalizie, quale termine ultimo del cantiere. L’intervento di riqualificazione – dal costo complessivo di circa 2 milioni di euro – prevede l’allargamento dei marciapiedi mentre la carreggiata, nel prossimo futuro, sarà dedicata all’esclusivo passaggio dei mezzi pubblici.

    Oggi però i lavori, dopo aver proceduto a passo di lumaca per diversi mesi, sono nuovamente al palo. Il motivo è semplice: il Comune ha difficoltà a pagare le imprese che hanno in appalto i lavori. «È un problema legato al Patto di Stabilità – spiega l’assessore ai lavori pubblici, Gianni Crivello- ma lo stiamo superando e al più presto sbloccheremo la situazione».
    Gli esercenti del Civ di zona non nascondono le loro perplessità in merito al rilancio del quartiere. In particolare sottolineano quanto sia inutile realizzare marciapiedi extra-large modello “passeggiata” quando intorno stanno progressivamente scomparendo le attività commerciali. I locali delle Ferrovie ubicati lungo via Buranello rimangono vuoti, mentre continuano a spuntare come funghi nuove sale per il gioco d’azzardo, le uniche che continuano a fare buoni affari.
    L’assessore Crivello ribadisce che il cantiere sarà portato a termine «In settimana incontreremo le ditte interessate ed i lavori ripartiranno perché via Buranello, in prospettiva di via Lungomare Canepa, è un asse troppo importante».

    Ma non c’è solo via Buranello, a Sampierdarena altre opere attendono ancora di vedere la luce. Tra queste, una assume particolare rilevanza – considerando anche il notevole investimento, circa 4 milioni di euro – ovvero la costruzione dell’ascensore che dovrebbe collegare via Cantore all’ospedale Villa Scassi. Una struttura da lungo tempo fuori uso che sarà completamente rivisitata per fornire un servizio migliore agli utenti del nosocomio. Il cantiere finora non è stato neppure avviato, ma l’assessore Crivello rassicura «L’iter procedurale sta andando avanti, dobbiamo ancora stabilire i tempi ma la gara d’appalto si farà. Si tratta di un intervento su cui puntiamo molto».

     

    Matteo Quadrone

  • Galleria Studio 44 Genova: installazione di Paolo Lorenzo Parisi

    Galleria Studio 44 Genova: installazione di Paolo Lorenzo Parisi

    galleria studio 44 paolo lorenzo parisi installazioneL’eccidio di Sant’Anna di Stazzema (strage di 560 civili avvenuta nel 1944) e le fiabe dei fratelli Grimm: due ambiti apparentemente lontanissimi, che l’artista genovese Paolo Lorenzo Parisi ha interpretato a suo modo in un’installazione allestita sul portone della Galleria Studio 44, che dopo l’opening collettivo Start 2012 ha inaugurato una mostra nata dal gemellaggio fra Genova e Zugo.

    A questa è affiancata l’opera di Parisi, che “dalla fiaba alla provocazione” propone un’installazione costituita da pagine strappate da un’edizione delle favole dei fratelli Grimm (una pagina per ogni lettera che compone le parole Sant’Anna di Stazzema) e affisse sul portone della Galleria, che resteranno esposte fino a quando il tempo, gli agenti atmosferici o la volontà dell’uomo non le distruggeranno.

  • Downshifting, rinunciare a parte dello stipendio per lavorare meno

    Downshifting, rinunciare a parte dello stipendio per lavorare meno

    Ormai penso sia chiaro alla maggior parte di noi nati negli anni 80: tutte le promesse che ci erano state fatte non saranno mantenute. Abbiamo studiato, preso lauree, master e dottorati. Ci era stato assicurato che questo sarebbe bastato per aprirci tutte le porte del mondo. Tutto sembrava già scritto: posto fisso, carriera, famiglia, mutuo e vecchiaia trascorsa nella casetta in campagna.

    Purtroppo qualcosa è andato storto e, dopo anni di sacrifici, ci ritroviamo a doverci ritenere fortunati se ci viene concesso di fare uno stage a 250 euro al mese. E i pochi che invece ce l’hanno fatta? Sanno di essere dei privilegiati? Hanno almeno loro trovato la felicità? Apparentemente non tutti, visto che un numero sempre maggiore di persone sceglie volontariamente di rifiutare tutto questo per cambiare vita intraprendendo la strada del downshifting.

    Se cerchiamo su Wikipedia la parola downshifting (letteralmente: “scalare marcia”) troviamo: “la scelta da parte di diverse figure di lavoratori – particolarmente professionisti – di giungere ad una libera, volontaria e consapevole autoriduzione del salario bilanciata da un minore impegno in termini di ore dedicate alle attività professionali, in maniera tale da godere di maggiore tempo libero”. Questo fenomeno, nato negli anni 90 negli Stati Uniti e in Australia ha avuto enorme eco in Italia a partire dal 2009 grazie al libro di Simone Perotti “Adesso basta”.

    Perotti fa scoprire al pubblico italiano questo nuovo stile di vita descrivendo la propria esperienza di ex manager che ha deciso di mollare tutto per dedicarsi alla scrittura e alla navigazione. L’incredibile numero di testimonianze ricevute dallo stesso Perotti, in seguito alla pubblicazione del libro, ha messo in evidenza come vi fossero già da tempo numerose persone che avevano scelto di cambiare vita. Il fenomeno del downshifting era quindi già ampiamente diffuso anche nel nostro paese, probabilmente ancora prima che gli americani lo etichettassero con questo termine. Ma cosa implica questa scelta nella vita di tutti i giorni?

    State tranquilli, non vi sto per descrivere una moda per ricchi annoiati che giocano a fare i poveri, al contrario stiamo parlando di persone che, volendosi riappropriare del proprio tempo, compiono la scelta consapevole di rinunciare a una parte dei propri guadagni in cambio di una riduzione dell’orario di lavoro.
    Ci sono diverse tipologie di downshifters: quelli che rinunciano al proprio lavoro per uno meno remunerativo ma più stimolante, altri invece richiedono il part-time, altri ancora rinunciano a opportunità di avanzamento di carriera.

    Alla base di questa scelta c’è la volontà di ritrovare una dimensione più umana e non più basata esclusivamente sul paradigma del consumo sfrenato. Alla frenesia della nostra società si contrappone la ricerca della lentezza. All’accumulo di cose che si rivelano presto inutili si contrappone il vivere con l’essenziale. Lavorare meno, consumare meno e avere più tempo per sé stessi.
    Ridurre i consumi in una società basata sul consumismo sfrenato non è certo facile ma le soluzioni non mancano: acquistare prodotti tramite G.A.S. (Gruppi di Acquisto Solidale), auto-produrre alcuni cibi o almeno cercare di cucinare, cercare di ridurre lo shopping compulsivo e condividere alcuni beni (co-housing, car-sharing, swap party) sono solo alcune delle possibilità. Ma una volta ottenuto più tempo per sé stessi si pone un interrogativo fondamentale: cosa fare di tutto questo tempo?

    Molti di noi, abituati a uno stile di vita frenetico, si sentirebbero persi e, in poco tempo, sarebbero sopraffatti dalla noia. Ci siamo ormai assuefatti a considerare il coltivare le proprie passioni, l’inseguire i propri sogni e addirittura lo stare con la propria famiglia solo come piccole parentesi tra gli impegni lavorativi e perciò, non avendo nulla con cui riempirlo, lo spazio di libertà conquistato non avrebbe alcun valore. Magari ogni tanto, tra un impegno e l’altro, bisognerebbe staccare da tutto e fermarsi a pensare. “Pensare a cosa?” direte voi. Si hanno già così tanti pensieri e preoccupazioni nella vita che non ne abbiamo certo bisogno di ulteriori. Il fatto è che forse abbiamo perso il senso di ciò che è importante e ciò che non lo è.
    Siamo molto esigenti quando dobbiamo scegliere uno smartphone o un mega televisore, ma quando dobbiamo fare delle scelte che riguardano la nostra vita ci accontentiamo troppo facilmente di quei modelli che la società, in qualche modo, ci impone. Lavoriamo in uffici che sembrano un incrocio tra quelli di Fantozzi e quelli di Brazil di Terry Gilliam, facciamo orari assurdi, trascuriamo i nostri cari e noi stessi e cosa otteniamo in cambio? Beh, uno stipendio direte voi. È sicuramente vero, ma come spendiamo i soldi che, tanto faticosamente, ci guadagniamo ogni mese?
    Li spendiamo per andare in vacanza in posti esotici e poi rinchiuderci in resort uguali in ogni parte del mondo, per comprare automobili che usiamo per stare imbottigliati nel traffico o scarpe che costano un terzo del nostro stipendio. Lavoriamo per poterci permettere cose che servono a compensare lo stile di vita assurdo che conduciamo e di cui, alla fine, diventiamo schiavi.

    Se non dovessimo condensare il tempo dedicato a noi stessi in pochi attimi a fine giornata, pensereste davvero che avremmo bisogno di tutte queste cose? Quando siete in giro a fare shopping, prima di comprare qualcosa, chiedetevi: “Quanto tempo devo lavorare per potermelo permettere?”. Provateci. Potreste scoprire di essere dei potenziali downshifter.

    Giorgio Avanzino
    [foto di Daniele Orlandi]

  • Drum Ladies Fest: a Carasco un evento micro-rivoluzionario

    Drum Ladies Fest: a Carasco un evento micro-rivoluzionario

    BatteriaDomenica 30 settembre scorso, dalle 10 del mattino fino a sera, si è svolto a Carasco (nell’entroterra Ligure, sopra Lavagna) “Drum Ladies Fest”, un workshop-concerto dedicato a batteriste professioniste e principianti, rigorosamente donne, provenienti da tutta Italia, con la presenza di due maestre internazionali, ospiti speciali, la canadese Emmanuelle Caplette e la brasiliana Vera Figueiredo.

    Devo dire che è stato davvero molto interessante vedere bambine e giovani donne e ancora donne adulte che picchiavano sui piatti e rullanti con forza e precisione:  dava una sensazione piacevole che non so spiegare. Forse era dovuta al fatto che ad esibirsi non c’era neanche un uomo, il che ha creato, sicuramente, un effetto sorpresa. Forse era perché, suonando, le donne mostrano una femminilità particolare (come liberata dal fatto di dover essere femminili per forza)… O forse perché se uomini colpiscono una batteria non è niente di nuovo, è la guerra, ma se invece sono delle donne a farlo, è diverso: è come se sprigionassero, al contrario, un senso di pace.

    Non c’era nulla di forzato, come si potrebbe pensare. Le donne in quel clima erano nel loro. Erano molto più naturali e a loro agio di quando si trovano alle prese con qualcosa di più tradizionalmente femminile come la danza o il canto, o fare le hostess o segretarie… C’erano donne di tutti i tipi: donne belle, donne brutte, piccolissime come delle bamboline, oppure  grandi e grosse come uomini, dolci o rudi, arrabbiate o allegre… tutte comunque erano piene di fascino perché erano fuori dal giudizio del mondo, come se il festival avesse creato un’isola anomala dove vigono delle altre regole sociali rispetto a quelle del mondo che conosciamo. Ogni donna era se stessa e, quindi, era magnifica. Le rudi nascondevano, dietro le giacche strappate e i capelli spettinati, un sorriso dolce o un gesto delicato e le dolci, invece, sotto una gli occhi da Bambie trasmettevano una risolutezza nei movimenti e un’autorevolezza degne di grandi leader. Le piccole erano tigri e le grosse agnellini. Le arrabbiate facevano sorridere infondendo tenerezza e le allegre avevano gli occhi di chi è cresciuto, come tutti, soffrendo. L’armonia che univa tutto e tutti era la caratteristica più importante.

    Lo spettacolo più tenero e rivoluzionario erano i giovani uomini seduti tra il pubblico ad ascoltare in silenzio le lezioni di batteria di due grandi professioniste donne. Per pranzo e per cena, due signore della zona sfornavano torte e focacce fatte con le loro mani e le servivano col sorriso nonostante il sole accecante del pomeriggio e il freddo della sera. Alcuni bambini giocavano e provavano le batterie, felici di esprimersi liberamente. Si respirava creatività e nessuna voglia di litigare. Poi si è messo a piovere e le persone si sono semplicemente spostate al riparo del tendone, senza una lamentela. Alla fine i ringraziamenti.

    Un applauso sincero a tutti i partecipanti, alle ospiti straniere e all’organizzatrice, ovviamente, donna, Elisa Pilotti. Ed erano davvero tutte da ringraziare profondamente per averci fatto vivere 12 ore in una realtà diversa e possibile. Quel giorno a Carasco si è tenuto un primo appuntamento di questo evento di musica, ma anche un esperimento sociale che ha messo insieme donne libere da schemi, persone motivate, musica e creatività, un mix non così consueto che ha trasmesso speranza ai partecipanti e ha regalato a tutti una boccata di aria fresca. Ognuno alla fine ha portato a casa un piccolo segno nella memoria di quell’evento micro-rivoluzionario.

    I CONSIGLI DI CAFFE’ SCORRETTO

    Consiglio web: Per capire l’atmosfera dell’evento che ho descritto date un’occhiata ai siti delle due ospiti, Emmanuelle Caplette e Vera , donne intelligenti e profonde che amano la musica e si divertono suonando.

    Consiglio da vedere:Frida” della bravissima Julie Taymor, film sulla vita di Frida Kahlo, grande artista e donna affascinante e controversa, un ritratto aderente e preciso della complessità femminile che intreccia fragilità e debolezza in un mix diverso e unico per ogni donna. Film “Donne sull’orlo di una crisi di nervi”, di Almodovar, maestro nel rappresentare il fascino femminile, che costruisce trame in cui le vere protagoniste sono sempre donne, con i loro diversi caratteri, il loro modo di affrontare coraggiosamente la vita in situazioni sempre molto complicate.

    Consiglio da leggere: Giallo di Giménez Bartlett Alicia, Riti di morte, in cui la protagonista, una donna ironica e dissacrante, si ritrova a rivestire il ruolo di leader in un ambiente maschile, quale la polizia. La storia si sviluppa grazie a un caso di violenze seriali che è solo apparentemente ordinario e che viene assegnato alla protagonista e grazie all’amicizia improbabile che nasce lentamente tra la lei e il compagno che le viene assegnato per il caso, con un poliziotto più anziano di lei, vicino alla pensione, stanco e pieno di pregiudizi, ma con in realtà con una mentalità sorprendentemente aperta.

     

    Linda Priario

  • Acquasola, Semi Liberi: una giornata per la tutela della biodiversità agricola

    Acquasola, Semi Liberi: una giornata per la tutela della biodiversità agricola

    Un’intera giornata dedicata ai semi, un patrimonio collettivo da salvaguardare: incontri, dibattiti, video, bancarelle espositive, Sabato 13 ottobre a partire dalle ore 10 fino alle 19:30, animeranno il parco dell’Acquasola.
    «I semi non sono liberi, a rischio c’è la biodiversità agricola del nostro Paese – racconta Roberto Pisani dell’Asci Liguria (Associazione di Solidarietà per la Campagna Italiana), tra i promotori dell’iniziativa “Semi liberi all’Acquasola” nell’ambito della campagna mondiale “Salviamo i nostri semi” – Quando le persone lo scoprono rimangono stupite. La questione è parecchio intricata e Sabato proveremo a fare un po’ di chiarezza».

    Di mezzo c’è una legge incompleta visto che gli agricoltori italiani ancora aspettano un decreto ministeriale che regolamenti il loro diritto al commercio di semi di varietà da conservazione. Parliamo di sementi locali, spesso periferiche rispetto al mercato agroalimentare, ma fondamentali per le qualità organolettiche ed il valore culturale. Il diritto alla vendita delle varietà da conservazione garantirebbe agli agricoltori il miglioramento e la differenziazione delle loro coltivazioni. Inoltre sarebbe tutelata la biodiversità agricola, un bene comune alla base del diritto universale ad un’alimentazione libera e sana.
    In Italia la legge quadro del settore, la numero 1096 del 1971, prevede che anche gli agricoltori possano selezionare, riprodurre e commercializzare semi, ma solo quelli da conservazione. A distanza di 42 anni, però, manca il decreto attuativo che renda effettivo questo diritto.
    E così i contadini possono coltivare e commercializzare solo frutta, ortaggi e cereali a partire da semi autorizzati dalle leggi nazionali. Ovvero semi brevettati da quelle che il quotidiano “Terra” chiama «Le 5 sorelle, cinque multinazionali che controllano la produzione di sementi: Monsanto e Dow (Usa), Syngenta (Svizzera), Bayer (Germania) e Du Pont (Francia)».
    Per fortuna esistono piccoli produttori coraggiosi che si oppongono strenuamente a questo oligopolio, tenendo in vita varietà a rischio d’estinzione, poco appetibili per il mercato perché poco produttive.

    «Noi vogliamo che i semi locali possano essere commercializzati, valorizzati ed offerti al grande pubblico – spiega Pisani – Tutti devono conoscerne il valore. Bisogna promuovere un modello alternativo, un’agricoltura di piccola scala che metta al centro l’agricoltore, la terra, i consumatori».
    Al contrario, la cosiddetta agricoltura moderna applica un modello produttivo industriale ad alto impatto ambientale che minaccia le basi della pratica tradizionale. Il sistema agricolo, appare sempre più connesso con gli interessi del mondo del petrolio, della chimica, della finanza, piuttosto che con il diritto alla sicurezza e alla sovranità alimentare delle comunità e dei popoli.
    Una delle inevitabili conseguenze è l’erosione della biodiversità. L’agricoltura italiana purtroppo va in questa direzione. «Determinati semi vengono commercializzati solo per motivi di opportunità economica –continua Pisani – Sono sementi che si adattano a climi e Paesi diversi. Andando avanti di questo passo perderemo tutte le varietà locali».
    «In Italia esistono degli organismi di controllo, come l’albo registro sementi, che proibiscono la commercializzazione di semi non iscritti all’albo – racconta Pisani – Ma per l’iscrizione occorre affrontare un percorso dai costi notevoli. Quindi al registro sementi hanno accesso solo le ditte che possono permetterselo».
    Con buona pace dei piccoli contadini. Senza dimenticare le sanzioni «Oggi se commercializzi semi locali commetti un reato – sottolinea Pisani – L’unica possibilità è scambiarli, esclusivamente a fini conservativi. Però la nostra paura è che un domani, le società più potenti, possano accaparrarsi i nostri semi».

     

    L’appuntamento di Sabato sarà un’occasione per parlare di tutti questi temi, ascoltando le diverse opinioni di coltivatori ed esperti.

    Questo il programma della giornata:

    DALLE 10 ALLE 19,30 DIBATTITI E CIBO DAL CONTADINO ALLA PIAZZA A CURA DI ASCI

    Ore 10 Distribuzione di semi tradizionali come atto di disobbedienza civile dei Contadini

    Ore 11 “La legislazione europea sulla commercializzazione di semi: facciamo chiarezza” Relatore: Ivo Bertaina (Agri.Bio Piemonte) a seguire: dibattito

    Ore 12,30 Buffet ad offerta con i prodotti dei Contadini

    Ore 14 “Il punto sull’Acquasola” il Comitato Acquasola racconta le ultime notizie sulla vertenza

    Ore 15 Contadini “sostenibili”: il contributo alla sovranità alimentare di chi mantiene in vita sementi

    tradizionali. Relatori: Contadini ASCI

    Ore 15 Animazione bimbi

    Ore 16 Coro “4 canti”: la Banda Daneo diretta dal M° Martini

    Ore 16,45 Merenda per i bambini con i prodotti dei nostri campi

    Ore 17 “Seminare liberamente: una questione complicata; che fare ?” Relatore: Ernesto Olivucci

    (presidente di Civiltà Contadina, in rappresentanza della Rete Semi Rurali)

    Ore 18,30 Proiezione di video della campagna “Salviamo i nostri semi”

    Durante l’intera giornata vendita di prodotti biologici direttamente dalle cascine di produzione

    In caso di pioggia l’evento è rinviato a sabato 20 ottobre

    Diminuisci il tuo impatto: porta piatto e bicchiere da casa

     

     

    Matteo Quadrone

  • Maddalena: corso di inglese, arabo e italiano gratis in vico Papa

    Maddalena: corso di inglese, arabo e italiano gratis in vico Papa

    Si stanno per chiudere le iscrizioni ai corsi gratis di inglese, arabo e italiano per stranieri che si terranno al Laboratorio Sociale di vico Papa, nel quartiere Maddalena: per informazioni e per iscriversi si può contattare l’associazione Centro delle Culture Genova all’indirizzo mail centrodelleculturegenova@gmail.com o al telefono 338 7949332. Le iscrizioni saranno anche attive durante la festa inaugurale con buffet e musica, che avrà luogo al Laboratorio sabato 13 ottobre dalle 18 alle 20.

    I corsi sono organizzati dal Centro delle Culture di Genova in collaborazione con il Municipio 1 Centro Est, le lezioni cominceranno lunedì 15 ottobre.

  • Municipio Centro-Est: lotta al gioco d’azzardo, dalle parole ai fatti

    Municipio Centro-Est: lotta al gioco d’azzardo, dalle parole ai fatti

    Quando alle dichiarazioni d’intento seguono i fatti, siamo sulla buona strada. È quanto accade nel Municipio Centro-Est che ha deciso di intraprendere una dura battaglia contro la proliferazione di slot machine, videopoker e tutti i dispositivi elettronici dedicati al gioco d’azzardo. Dalla vigilanza alla prevenzione, sono due i documenti significativi, recentemente approvati all’unanimità dal Consiglio municipale.

    «Abbiamo intenzione di procedere con una serie di interventi organici – spiega l’assessore  Maria Carla Italia – Il Municipio non ha molte competenze in questo ambito, eppure qualcosa è possibile fare».
    Il 1° agosto scorso è stata la volta della mozione con la quale il Municipio Centro-Est «si impegna a vigilare sul rispetto delle norme esistenti e sulle situazioni di irregolarità che sono di sua competenza, nonché ad intraprendere azioni educative e di prevenzione del fenomeno» e chiede l’attivazione della Consulta permanente sul gioco con premi in denaro – approvata dal precedente Consiglio Comunale all’inizio del 2012 – e la partecipazione di diritto dei rappresentanti dei Municipi, attualmente previsti solamente come eventuali.
    «Una delle prerogative del Municipio è concedere immobili di proprietà comunale siti nel territorio municipale alle realtà associative del territorio – continua l’assessore Italia – Esiste un regolamento che fissa dei criteri sulla base dei quali le domande vengono valutate. Nella seduta del 9 ottobre abbiamo approvato delle modifiche ai criteri sopracitati. In particolare è stata inserita, quale clausola ostativa al rinnovo delle concessioni, la presenza nei locali di slot machine ed altri apparati per il gioco d’azzardo».

    «Il regolamento precedente, risalente al 2008, quando il fenomeno non aveva assunto queste preoccupanti dimensioni, non prevedeva paletti in questo senso – sottolinea l’assessore – Oggi se un’associazione vorrà ottenere l’autorizzazione all’uso del locale non dovrà installare le macchinette per il gioco d’azzardo».

    «Un altro aspetto su cui intendiamo darci da fare è quello relativo alla prevenzione, soprattutto rivolta ai più giovani –  conclude Maria Carla Italia – Stiamo organizzando delle iniziative dedicate alle scuole elementari e medie che abbiamo già proposto ai dirigenti scolastici.

    In forme diverse, anche altri municipi stanno portando avanti battaglie simili. Ricordiamo ad esempio l’iniziativa del Municipio Medio-Levante che ha inventato un logo per sostenere chi dice no al gioco d’azzardo. Un adesivo riportante la dicitura “No slot, Apprezzalo” identificherà ogni locale virtuoso in cui non sono presenti le macchinette per il gioco d’azzardo.

     

     

    Matteo Quadrone

     

  • Quando mangio mi sento un re: evento ai Giardini Luzzati

    Quando mangio mi sento un re: evento ai Giardini Luzzati

    giardini luzzatiIn vista della Giornata Mondiale Onu per l’Alimentazione, che avrà luogo in tutto il mondo martedì 16 ottobre, l’organizzazione non governativa Mani Tese organizza una serie di iniziative per promuovere e rendere attivo l’impegno per il diritto al cibo buono e sostenibile.

    Venerdì 12 ottobre sono in programma due eventi a Genova: il primo alle 18.30 presso i Giardini Luzzati (sopra piazza delle Erbe), un aperitivo con musica degli Zenaswingers e spettacolo di improvvisazione teatrale a cura di Rubik teatro.

    Alle 21 presso il Teatro Tosse andrà in scena “Quando mangio mi sento un re“, spettacolo teatrale di cabaret, musica, jazz e arte con la performance teatrale di Diego Parassole, la voce jazz di Cinzia Tedesco e la pittura di Rosalba Falzone.

    L’ingresso a tutti gli eventi è gratuito.