Categoria: Dai Quartieri

  • San Bartolomeo della Certosa, l’urgenza della ristrutturazione del chiostro, dopo abbandono e cedimenti strutturali

    San Bartolomeo della Certosa, l’urgenza della ristrutturazione del chiostro, dopo abbandono e cedimenti strutturali

    Genova_Rivarolo_CertosaQuando si pensa ad un antico monastero del XIII secolo, è facile immaginare un complesso immerso nella natura, dove la pace e la preghiera scandiscono l’avanzare delle ore della giornata. Questo non è proprio quello che si vede arrivando alla Certosa di Rivarolo, dove l’antico complesso monastico è ormai incorporato all’interno del quartiere, costretto dall’urbanizzazione, dalla cementificazione e dall’incuria. Anche con una buona fantasia si fa fatica a ridisegnare i tratti di quello che probabilmente era un piccolo paradiso in terra, in quella verde e rigogliosa valle che fu un tempo la Val Polcevera.

    Da anni il monastero è diviso in due parti, una di proprietà della Chiesa e l’altra del Comune e, se la parrocchia ha mantenuto in buono stato la propria porzione del monastero e ha realizzato un campo da calcio in erba sintetica, utilizzato quotidianamente dai giovani del quartiere, una sorte peggiore è toccata alla seconda porzione, di proprietà del Comune, che giace in stato di totale abbandono da ormai parecchi anni. Recentemente l’area è stata soggetta ad un crollo strutturale, per fortuna limitato, ma che ha messo in luce l’urgenza dei lavori di messa in sicurezza del complesso.

    Tuttavia pare che anche l’Amministrazione abbia aperto gli occhi sulle peculiarità di questo antico monastero e, proprio in virtù del suo valore storico e architettonico, abbia deciso di inserirlo nel bando di progetto di riqualificazione delle periferie, approvato nei mesi scorsi. Il piano finanziario prevede un investimento totale di più di 24 milioni di euro, 18 dei quali dovrebbero arrivare da Roma, mentre la restante parte sarà in parte coperta con un co-finanziamento stanziato dall’Amministrazione comunale. Questi fondi verranno utilizzati per riqualificare alcune zone comprese tra Sampierdarena e Certosa tra cui il chiostro del monastero di San Bartolomeo della Certosa.

    Il progetto di riqualificazione di Certosa dovrebbe essere presentato nei prossimi giorni alla popolazione, nel frattempo proviamo a ricostruire la lunga storia di questo gioiello nascosto della nostra città.

    La storia della Certosa di Rivarolo

    Le origini di questo monastero sono antichissime e risalgono alla fine del XIII secolo quando, il 9 luglio 1297, Bartolino Di Negro fondò il nuovo monastero e donò ai monaci un importo in terre e denaro.  Questi monaci arrivavano dalla Certosa del Casotto, nei pressi di Cuneo, e al momento dell’arrivo erano solo sei, comandati dal padre Bosone della grande Chartreuse di Grenoble.

    Il XIV e il XV secolo furono il periodo d’oro dell’ordine certosino e in tutta Europa sorsero decine di certose. Durante questo periodo i monaci iniziarono la costruzione del cenobio e la colonizzazione agricola del terreno ereditato dai Di Negro. Oltre a questi interventi venne anche edificato un nuovo chiostro in muratura ad arcate ogivali con intorno le celle dei frati. Sul finire del medioevo la Certosa ricevette un notevole impulso dalle famiglie Dinegro, Doria e Spinola che finanziarono la costruzione della nuova chiesa, iniziata nel 1473.

    Con l’inizio dell’età moderna il cenobio della Certosa visse il suo periodo di massimo splendore. Infatti venne completata la Chiesa, che fu regolarmente consacrata nel 1563, costruito il nuovo chiostro, sovrastante quello medievale, ed il monumentale chiostro antistante la Chiesa, attualmente di proprietà della parrocchia. Durante questo periodo Genova cambiava pelle e da città di mercanti si trasformava in città di banchieri con un nuovo gusto per l’arte e questo fenomeno toccò anche la Certosa di Rivarolo dove lavorarono alcuni dei più talentuosi scultori e pittori appartenenti alla scuola genovese.

    Decadenza

    certosa-chiostro-lavori-degradoLa fine del monastero arrivò con le armate francesi, guidate da un giovane generale corso di nome Napoleone Bonaparte che sancì la nascita della Repubblica democratica ligure, abolì i titoli nobiliari e soppresse (con una legge del 4 ottobre 1797) 86 dei 122 conventi liguri  tra cui quello della Certosa di Rivarolo.  Partiti i monaci, nel convento venne installato un ospedale militare francese e, in seguito all’assedio militare di Genova, vi si acquartierarono i soldati austriaci mentre la città era ridotta alla fame.

    Ritornata la pace i monaci esiliati fecero un istanza per la riapertura e, nel 1801, il Ministro dell’Interno e Finanze di Genova diede il nulla osta per l’apertura della parrocchia a cui seguì la canonica costituzione dell’Arcivescovo Giovanni Lercari il 9 settembre 1801. Delle antiche costruzioni era rimasta solo la Chiesa con il grande chiostro antistante e l’oratorio di San Bartolomeo e, dopo il Congresso di Vienna (1815) e la Restaurazione, che sancì la fine della Repubblica di Genova, grazie al clima tornato favorevole alla religione, la nuova parrocchia prosperò e il complesso venne ristrutturato dall’architetto Maurizio Dufour.

    Durante la parte finale del secolo XIX, grazie alla rivoluzione industriale, si iniziò a parlare di questione sociale e, in tale ottica, venne fondata la Società operaia cattolica di mutuo soccorso del 1881 che raccolse ben presto decine di soci. Il Novecento fu un periodo di grandi cambiamenti per la Certosa di Rivarolo infatti il vecchio borgo agricolo dell’800 cessò di esistere per fare spazio all’industrializzazione e, dal 1926, il Comune di Rivarolo venne aggregato a quello di Genova. Con la Seconda guerra mondiale vari bombardamenti attentarono alla vita della Certosa come quello dal mare del 9 febbraio 1941 fino ad arrivare a quello del 1945 quando cinque bombe caddero a poche decine di metri dal monastero causando ingenti danni.

    Riqualificazione urgente

    Oggi, grazie agli investimenti preventivati dal Comune, anche la parte di proprietà pubblica dovrebbe tornare a splendere, nell’ottica di un nuovo inizio all’interno del quartiere. L’intervento progettato dal Comune prevede infatti il recupero di questo spazio attraverso il restauro delle parti crollate e la riqualificazione del sito attraverso l’implementazione di nuove attività. Tra le attività che vengono proposte nel bando particolare rilievo riveste la previsione di uno spazio espositivo da allestirsi nella porzione centrale del Chiostro, recentemente interessata da un evento di crollo, ai fini dell’illustrazione delle origini del complesso, della storia dell’insediamento e dell’Ordine religioso. E forse la Certosa tornerà ad essere un’oasi di pace aperta a tutti, anche se, tra il dire e il fare…

    Gianluca Pedemonte

  • Marina di Pra’, il Consiglio comunale approva il Soi per il settore Consorzio Pegli Mare.

    Marina di Pra’, il Consiglio comunale approva il Soi per il settore Consorzio Pegli Mare.

    marina-pra-consorzio-pegli-mare-soiDopo il passaggio in Commissione Territorio, anche il Consiglio comunale approva il “disegno” per la sistemazione del settore Consorzio Pegli Mare, all’interndo della Marina di Pra’.

    Approfondimento: Tutti i paletti per il riordino del settore Consorzio Pegli Mare

    Lo Studio Organico d’Insieme, che prevede anche l’adeguamento del Puc, come anticipato da Era Superba nei giorni scorsi, mette nero su bianco tutta una serie di paletti che vincoleranno la progettazione relativa alla riqualificazione dell’area. Da oggi, quindi, questa seconda fase potrà essere avviata.

  • Ex Verrina, approvata la delibera e relativo Puo, vincoli rafforzati per Pam

    Ex Verrina, approvata la delibera e relativo Puo, vincoli rafforzati per Pam

    verrina-voltri-progetto-016Il provvedimento, dopo l’approvazione i commissione, passa anche l’esame del Consiglio comunale diventando, quindi, ufficiale. Durante il dibattito rafforzati tramite emendamento i vincoli che legano Pam alla chiusura dell’attuale spazio di vendita, contestualmente all’apertura della nuova struttura.

    Approfondimento: Tutti i dettagli per l’area Ex Verrina

    La delibera, come anticipato da Era Superba nei giorni scorsi, prevede l’adeguamento del Puc sotteso al Progetto urbanistico operativo, documento che viene adottato contestualmente con la votazione di oggi. Con questa votazione, quindi, potranno partire le fasi di progettazione specifica e i relativi appalti per la realizzazione di questa vera e propria grande opera per Voltri.

  • Ireti, slitta all’8 marzo incontro tra assessore Porcile e lavoratori. Trasferimento del gasometro entro Aprile

    Ireti, slitta all’8 marzo incontro tra assessore Porcile e lavoratori. Trasferimento del gasometro entro Aprile

    gasometro-praL’incontro previsto per oggi alle ore 16,30 tra l’assessore all’ambiente del Comune di Genova Italo Porcile e i lavoratori dello stabilimento Ireti di Pra’ è stato rinviato al prossimo 8 marzo. Le motivazione alla base del cambio di data non sono al momento note: Porcile si è assunto il compito di mediare tra il gruppo Iren e i lavoratori dopo che l’azienda ha deciso di spostare il gasometro in zona campi, incontrando però la forte opposizione del lavoratori, che vorrebbero mantenere il presidio a ponente, avendo presentando soluzioni alternative.

    Approfondimento: Pra’, un supermercato al posto del gasometro Ireti

    Come documentato da Era Superba, le proteste sono poi sfociate lo scorso 9 febbraio in una mobilitazione per le vie di Pra’, a cui aveva partecipato, insieme al presidente del Municipio VII Mauro Avvenente anche la consigliera regionale del Movimento Cinque Stelle Alice Salvatore. Alla manifestazione ha fatto seguito il presidio presso Palazzo Tursi e l’incontro con l’assessore Porcile prima, e la conferenza dei capigruppo del Consiglio comunale genovese poi. In quell’occasione i rappresentati delle principali sigle sindacali avevano sottolineato l’urgenza di trovare una soluzione in tempi rapidi, visto che lo sgombero dell’area (già venduta) comincerà in primavera, probabilmente entro aprile.

    Luca Lottero

  • Pra’, Comune prepara il riordino del settore Consorzio Pegli Mare. Parcheggi, cabine e una passaggiata sul mare

    Pra’, Comune prepara il riordino del settore Consorzio Pegli Mare. Parcheggi, cabine e una passaggiata sul mare

    marina-pra-consorzio-pegli-mare-soiPassa in commissione lo Studio Organico di Insieme per la marina di Pra’, che da le linee guida per una successiva fase progettuale sul settore Consorzio Pegli Mare, ultimo rimasto “scoperto” al momento dal disegno di riqualificazione di tutta l’area. Martedì prossimo la delibera di approvazione del Soi, che prevede un aggiornamento tecnico del Puc, già previsto dal Por di Marina di Pra’, passerà all’esame del Consiglio comunale. Nel caso di approvazione potrà incominciare la fase di progettazione.

    Il Soi è uno strumento dell’amministrazione comunale che viene utilizzato per definire tutti quegli elementi che sarà necessario inserire in una successiva fase di progettazione. In altre parole è un documento che pone alcuni “paletti”, lasciando pochi margini di variabilità, per lo più legati ad ipotesi migliorative per quanto riguarda l’accessibilità, la fruibilità e la sostenibilità di un progetto.

    Nello specifico, per quanto riguarda questo settore della Marina di Pra’, conosciuto come il Consorzio Pegli Mare, e compreso tra il Castelluccio e la foce del rio San Michele, le disposizioni portate dal documento riguardone le diverse fasce individuate con l’ausilio delle società già presenti sul territorio e queste dovranno prevedere: accessibilità e parcheggi, servizi comuni, ristorazione e cabine, una passeggiata a mare, un pontile dedicato ai pescatori professionisti e pennelli per ormeggio imbarcazioni

    Accessibilità e parcheggi

    L’accessibilità veicolare oggi è garantita dalla strada che si stacca dalla rotatoria sull’Aurelia in corso di ultimazione che, passando sotto il viadotto ferroviario, consente di raggiungere la linea costiera; da questo punto è prevista la realizzazione di una strada che in prima fase servirà di accesso e distribuzione per la zona del Consorzio Pegli Mare e, in futuro, proseguirà in adiacenza alla ferrovia fino a connettersi e servire la zona del Castelluccio e quindi costituirà accesso per le aree del previsto porticciolo diportistico. Lungo la viabilità sono previsti un considerevole numero di posti auto e posti moto funzionali alle attività previste nell’arco costiero. Le zone a parcheggio sono previste di due tipi: la prima con accesso diretto da strada, la seconda verso levante con unico accesso/uscita verrà distribuita da una corsia interna all’area e consentirà di ottenere un piazzale che potrà assolvere anche a funzioni diverse in occasione di manifestazioni o eventi.

    Servizi comuni e ristorazione sport e cabine

    A quota 5.40 si sviluppa il livello destinato alla funzione per il tempo libero, lo sport e la ristorazione oltre alla collocazione di circa 144 cabine di supporto alla diportistica. In questa fascia viene mantenuto libero da ingombri un canale infrastrutturale di larghezza di circa m 3.00 che ha funzione di sicurezza per mezzi di soccorso che avrà uso prettamente pedonale e di servizio per eventuale carico scarico merci. La ricollocazione della palestra in questa fascia consentirà di ottenere alcune zone con elementi vegetali di ombreggiatura per attività di ginnastica e attrezzistica da svolgere all’aperto.

    Passeggiata a mare e cabine

    A partire dall’estremità di ponente, in questa fascia sono previste le seguenti funzioni: ponte pedonale – è previsto in impalcato di legno a garanzia di continuità della passeggiata a mare connessa al tratto già realizzato nell’area denominata dei cantierini; passeggiata pedonale – si svilupperà lungo tutto il settore di larghezza variabile non inferiore a m 3.00, il materiale di finitura dovrà essere uguale a quello dei tratti esistenti presenti nella fascia di rispetto; zona scuola vela – viene destinata a tale funzione un’area a confine con la viabilità e prospicente la zona di carenaggio dove potrà trovare posto una pergola e alcuni elementi prefabbricati in grado di assolvere a funzioni di sede, servizi e aula didattica all’esterno è dedicata un area per la didattica all’aperto;

    Pontile pescatori professionisti

    Il bacino a servizio dei pescatori professionisti sarà realizzato secondo le indicazioni del progetto definitivo in corso di elaborazione da parte di Autorità Portuale e dovrà prevedere: mantenimento o rifacimento del pennello di ponente secondo le geometrie che saranno dettagliate per il rispetto del piano di bacino e delle indicazioni idrauliche determinate dalla presenza della foce del rio San Michele; realizzazione del pontile di levante sul quale troveranno collocazione la sede e i servizi per i pescatori collocati sotto una pergola ombreggiante.

    Pennelli per ormeggi imbarcazioni

    L’attuale assetto dei pennelli per gli ormeggi delle imbarcazioni e delle due aree per carenaggio viene confermato e potrà subire variazioni volte ad adeguamenti tecnici o di messa in sicurezza.

  • Staglieno, ecco il progetto per parcheggi in via delle Gavette e ampliamento area coltivabile per gli orti sociali

    Staglieno, ecco il progetto per parcheggi in via delle Gavette e ampliamento area coltivabile per gli orti sociali

    gavette-orti-parcheggi-03Arriva in Sala Rossa la proposta di bilanciare l’area verde di via delle Gavette (di proprietà privata) con un aumento dell’area coltivabile, “in cambio” della realizzazione di alcuni parcheggi privati a bordo strada. L’area coltivabile, gestita dall’azienda “Gli Orti di Staglieno”, sarebbe, infatti, ampliata di 550 metri quadrati, a fronte della realizzazione di un’area di sosta di 350 mq, adiacente alla strada.

    Approfondimento: Le antiche creuze di Staglieno lasciate al degrado

    L’idea arriva dal Municipio IV – Media Val Bisagno, e necessita, per la sua realizzazione, di un aggiornamento del Puc, in modo da svincolare l’area per il parcheggio, oggi catalogata come area destinata a servizi, e vincolare la zona aggiunta alla area coltivabile oggi catalogata come Ar – Ur (residenziale). Uno scambio che permetterebbe da un lato di continuare ad avere un servizio sociale, portato avanti dalla azienda agricola, ma al contempo permettere alla proprietà di fare cassa, con la realizzazione di diversi stalli di sosta: questi, stando alle carte, di giorno saranno utilizzabili per l’attività agricola, mentre la notte saranno utilizzabili come parcheggi privati.

    gavette-orti-parcheggi-01Il progetto è stato presentato in Commissione Territorio, con diversi allegati che inquadrano lo “scambio”; il privato accetta il nuovo vincolo sui terreni destinati alla coltivazione, mentre riceve la possibilità di realizzare il parcheggio a raso, “caricandosi” di tutti quegli oneri relativi alla costruzione di tale opera: captazione acque e messa in sicurezza dell’area. Nelle premesse del provvedimento si legge che «la Giunta Municipale valuta la realizzazione dell’opera un beneficio in quanto crea posti auto, ancorchè privati, in una situazione di forte carenza; contribuisce a rendere piu efficace la circolazione su quel tratto di strada di ridotte dimensioni resa ancor piu disagiata dall’attuale stazionamento in sosta di auto sul bordo; favorisce il passaggio dei mezzi di soccorso/emergenza nell’eventuale necessita del loro intervento». Insomma, un’operazione che farebbe tutti felici, privato come pubblico.

    Nonostante ciò l’accoglienza al provvedimento in aula è stata tiepida: da un lato è stata richiesto un sopralluogo della commissione per verificare de visu la situazione (richiesta fatta dal consigliere Muscarà di Effetto Genova), mentre Gian Piero Pastorino (Federazione della Sinistra) ha ricordato come questo “slancio” verso il sostegno della cultura agricola, nei fatti si scontri il ritardo dell’amministrazione comunale nell’intervenire in tutte quelle situazioni di disagio in cui sono costretti a vivere decine di “contadini” delle valli genovesi, che da anni richiedono manutenzioni di strade, creuze e ponti pubblici. Il sopralluogo è stato calendarizzato venerdì 24 febbraio in mattinata, mentre la proposta di modifica dovrebbe arrivare in Consiglio comunale già nelle prossime sedute.

    Nicola Giordanella

  • Voltri, pronta la riqualificazione per l’ex Verrina e il trasloco Pam. Ecco tutti i dettagli del progetto

    Voltri, pronta la riqualificazione per l’ex Verrina e il trasloco Pam. Ecco tutti i dettagli del progetto

    verrina-voltriRiqualificazione dell’area industriale ex Verrina e contestuale trasferimento del supermercato Pam. Questa la “grande opera” che interesserà nei prossimi anni il quartiere di Voltri. Un intervento di cui si parla ormai da anni. Contestato prima, poi fermato dalla crisi economica nel 2011 e oggi riproposto in una nuova versione, più “verde” e più vicina alle istanze della cittadinanza, almeno a giudicare dall’accoglienza riservata al progetto, presentato ufficialmente dall’architetto Fabio Pontiggia lo scorso 6 febbraio, in occasione di una Commissione urbanistica del Municipio 7 Ponente. «Il nuovo progetto – spiega il presidente della commissione Matteo Fruliorispetta le indicazioni recepite dalla Pubblica amministrazione in occasione del percorso partecipato di qualche anno fa». Il riferimento è al processo di coinvolgimento dei cittadini che culminò, nel 2009, con una sorta di referendum che chiedeva di scegliere tra una costruzione “verticale” (una torre dell’altezza di 90 metri) e una “orizzontale”. Un processo che il presidente del Municipio Mauro Avvenente paragonò al debat publique di vincenziana memoria sulla gronda di Ponente, ma che vide diversi oppositori, scontenti da entrambe le soluzioni. Tra questi, Carlo Calcagno, storico volto dei comitati del ponente e attualmente consigliere municipale e assessore all’ambiente in quota Sel, che oggi accoglie positivamente la nuova versione del progetto: «Come comitati abbiamo sempre contestato l’altezza del grattacielo – spiega – che non ci sembrava opportuna in quel contesto urbano. Eravamo contrari anche alla “barriera”, cioè di fatto lo stesso grattacielo abbattuto ma con la stessa volumetria. Il nuovo progetto, con più verde e meno cemento, viene incontro alle esigenze di tutti». Gradita anche la cancellazione dei riferimenti all’asilo e alla residenza per anziani ipotizzati nella vecchia versione.

    I dettagli

    L’area ex Verrina affaccia sul lato “voltrese” del rettilineo che segna il confine tra Voltri e Prà si estende per una superficie di circa 19 mila metri quadrati. Di questi, circa 4.500 mq saranno dedicati a nuove residenze, e 5.400 mq alla parte commerciale, per un totale di 10 mila mq di costruito. Un calo considerevole rispetto alla vecchia versione del progetto, che ne prevedeva invece 16 mila. E se c’è chi storce il naso di fronte allo spazio maggiore che verrà concesso al supermercato Pam (che occuperà una superficie di 2.500 mq che arrivano a 4.075 se si considerano i magazzini), il vicesindaco e assessore all’urbanistica del Comune di Genova Stefano Bernini, invitato alla presentazione, rivendica la bontà del progetto, nato da un compromesso tra esigenze diverse: «Questo risultato – ha affermato – è frutto di un lavoro faticoso portato avanti con la proprietà, che voleva costruire il più possibile. Poteva essere migliore? Forse si, ma quando si amministra bisogna mediare tra proprietà che vogliono cemento e cittadini che vogliono verde. Credo che questo sia un accordo buono perché recupera spazi e razionalizza un’area un tempo produttiva ma che oggi non avrebbe le caratteristiche per esserlo».

    Nel nuovo progetto, sparisce la torre di 90 metri prevista in precedenza, per far spazio a un edificio di altezza non superiore a quella dei caseggiati della zona. Il piano terra ospiterà l’attività commerciale, mentre sopra di esso un piano sarà occupato dai parcheggi. Sul tetto, infine, previsto un giardino pubblico attrezzato, che occuperà 2/3 della copertura, completata da un impianto fotovoltaico. Questa la parte commerciale, che affaccerà direttamente sull’Aurelia, e avrà alle spalle gli edifici residenziali, in cui saranno inclusi anche 6 esercizi di vicinato non più grandi di 250 mq ciascuno. L’intera area sarà attraversata da una nuova strada pubblica che collegherà l’Aurelia a via Ventimiglia (un intervento, questo, pensato per decongestionare il traffico) e verrà separata dall’autostrada da un ulteriore zona verde che potrebbe essere dedicata a orti urbani, in linea con la sua tradizione agricola. Previsti anche nuovi parcheggi pubblici per un totale di 1.100 mq. Complessivamente, la zona sarà occupata al 60% da spazi pubblici e al 40% da privati.

    Nel corso della presentazione, Pontiggia ha posto grande importanza all’espansione del verde che, oltre a offrire nuovi spazi di socialità alla cittadinanza, consente di migliorare la permeabilità del terreno: «Oggi – ha infatti sottolineato l’architetto – la zona in questione è del tutto impermeabile, se si esclude la parte occupata dalle serre. Con la realizzazione del progetto, si raggiungerebbe un coefficiente di permeabilità del 70%». Un elemento da non sottovalutare in un’area che, ad ovest, è bagnata dal Rio San Giuliano, la cui messa in sicurezza è la conditio sine qua non per l’inizio dei lavori: «La regimazione delle acque – ha spiegato durante la presentazione il dirigente dell’urbanistica del Comune di Genova Ferdinando De Fornarinon solo rimarrà invariata, che è la condizione minima richiesta a ogni nuovo progetto, ma andrà a migliorare». Gli interventi sul rivo si completano con l’allargamento di alcune sue sezioni per garantire il massimo flusso possibile dell’acqua e l’inserimento di una fascia di verde nei 10 metri che lo circondano. Oltre alla messa in sicurezza del corso d’acqua la prima parte dei lavori prevede l’abbattimento dei volumi esistenti.

    Lo spostamento della Pam

    verrina-voltri-progetto-07-pamL’aspetto che più degli altri andrà a impattare sulla conformazione del quartiere è però lo spostamento della Pam dall’attuale posizione in via Don Giovanni Verità. La collocazione attuale del supermercato (la cui concessione per lo spazio scade nel 2020) è da sempre oggetto di riflessioni e polemiche, sia per gli intralci che porterebbe al traffico già critico del quartiere sia per il parcheggio auto, che va ad occupare parte della spiaggia, dove avvengono anche le operazioni di carico e scarico delle merci. Il suo trasferimento, inoltre, risponde a esigenze di carattere strategico nella progettazione del litorale: «Il nuovo Puc – ha spiegato Pontiggia – individua nell’area che va dal Leira fino al confine dell’area Verrina un distretto di trasformazione per interventi che riguardano l’affaccio a mare di Voltri. Il trasferimento della Pam è strategico per poter mettere mano a questo progetto. La presenza lì di un supermercato di quelle dimensioni di fatto è ostacolo a ogni ipotesi di trasformazione di quell’area».

    Alla prossima amministrazione spetterà decidere cosa sarà dell’area (di proprietà di Autorità Portuale) dopo il trasloco del supermercato. Quel che è certo è che, in virtù della convenzione urbanistica che verrà sottoscritta anche da Pam, gli spazi non potranno essere occupati da una nuova attività commerciale, ma solo da “servizi”. La parte in legno degli edifici (l’ex Costaguta) è tutelata dalla sovrintendenza in quanto “archeologia industriale”, mentre la parte più nuova (in lamiera) potrebbe anche essere abbattuta. Tra le ipotesi sul nuovo utilizzo, la realizzazione di un nuovo polo scolastico.

    I tempi lunghi per l’approvazione

    L’iter per l’approvazione del progetto comincerà il prossimo 22 febbraio, con il passaggio in Commissione consigliare a Tursi. Il Progetto Urbanistico Operativo (PUO) dovrà poi essere adottato contestualmente a una delibera del Consiglio Comunale, che dovrà poi approvare la modifica al piano urbanistico vigente. Il progetto dovrà poi essere trasmesso alla Regione Liguria, che svolgerà le verifiche di assoggettabilità. Solo a quel punto si saprà se il nuovo progetto comporta un aggiornamento o una variante al piano originario. Quella che sembra una formalità nasconde in realtà una differenza sostanziale: nel primo caso, infatti, i tempi sarebbero più ristretti rispetto al secondo. Completa l’iter l’ormai nota VAS, la Valutazione Ambientale Strategica, da parte del Ministero dell’Ambiente. «Prevediamo l’arrivo in Consiglio Comunale entro la fine di questo ciclo amministrativo – ha spiegato De Fornari – mentre la Regione ha 120 giorni di tempo per le verifiche di assoggettabilità, e la procedura di approvazione del PUO prevede altri 90 giorni».

    È un attimo perdersi nella selva di sigle ed enti che faranno tutte le valutazioni del caso, e se già è complicato indicare una scadenza precisa per l’approvazione del progetto, del tutto impossibile è immaginare la data di inizio dei lavori. Quel che è certo è che i tempi non saranno brevi. «Ammesso che vada tutto bene – ha azzardato De Fornari – il procedimento amministrativo per l’approvazione del progetto, che non significa il rilascio del titolo edilizio, potrebbe finire tra 7-8 mesi».

    Luca Lottero

  • Sestri e Borzoli, inaugurata la nuova viabilità tra autostrada e Chiaravagna. Entro 10 giorni al via lavori in via Giotto

    Sestri e Borzoli, inaugurata la nuova viabilità tra autostrada e Chiaravagna. Entro 10 giorni al via lavori in via Giotto

    tunnel-terzo-valico-sestri-borzoli-chiaravagnaAperta al traffico la nuova viabilità ChiaravagnaBorzoliErzelli, che da oggi collegherà il casello autostradale di Genova-Aeroporto e la val Chiaravagna. La strada, considerata opera accessoria ai lavori del Terzo Valico, si articola per quasi 2 chilometri, attraversando tre tunnel: la sua apertura permetterà di deviare il traffico pesante, alleggerendo la congestione dei quartieri di Sestri e Borzoli.

    Approfondimento: Borzoli e Fegino, due quartieri assediati dai camion

    Oggi l’inaugurazione ma al 31 marzo, dalle ore 22 alle ore 6, il traffico sarà interdetto per consentire alcuni lavori di rifinitura sugli impianti. Il costo dell’opera è stato di 53 milioni, è i lavori sono durati 40 mesi: particolari criticità sono stare riscontrare nella realizzazione del terzo tunnel, quello che da via Borzoli arriva al casello, perché si è dovuto scavare sopra le gallerie della Genova-Ventimiglia e sotto una zona fortemente urbanizzata. Stando a quanto comunicato da Comune di Genova, per far fronte a questa situazione sono state adottate soluzioni “ingegneristiche di eccellenza”, monitorando il tratto autostradale interessato in maniera costante.

    Entro dieci giorni da oggi, sarà quindi interdetto il “traffico pesante” (cioè dei mezzi con massa superiore alle 7,5 tonnellate) su tutta via Borzoli, in entrambi i versanti: in questo modo la viabilità di Sestri dovrebbe risultare decisamente alleggerita, e soprattutto le strade del quartiere potranno essere più sicure. Contestualmente partiranno anche i lavori in via Giotto, necessari per la sistemazione idrica del torrente Chiaravagna: sarà demolito il ponte che lo attraversa e quindi verrà predisposta una viabilità temporanea con la riapertura al traffico di via Manara in direzione ponente, e mentre via Giotto sarà regolata a doppio senso di marcia per permettere la salir in via Borzoli e la discesa da via Chiaravagna.

    tunnel-terzo-valico-sestri-borzoli-chiaravagna-inaugurazione«Un’opera molto attesa dalla popolazione – assicura Stefano Bernini, vicesindaco di Genovache permetterà di alleggerire il traffico, ridando vita alle attività del quartiere. Aver deviato i mezzi pesanti, inoltre, permetterà di partire con quei lavori di messa in sicurezza del Chiaravagna che sono fondamentali per tutta la zona». Sulla questione sicurezza torna l’assessore alla Viabilità Anna Maria Dagnino: «Grande cura è stata prestata all’allestimento del percorso pedonale lungo la rotatoria posta all’uscita della galleria di via Borzoli – conclude l’assessore – e il nuovo percorso avrà positive ricadute ambientali e di sicurezza stradale».

  • Pra’, cantieri Por in riapertura, la conclusione dei lavori confermata entro il 31 marzo

    Pra’, cantieri Por in riapertura, la conclusione dei lavori confermata entro il 31 marzo

    por-praLa causa dell’interruzione dei lavori per la riqualificazione di Pra’ sono dovuti alle problematiche dell’azienda appaltatrice. Nei prossimi giorni, però, saranno completate le pratiche per il passaggio ad altra ditta. La data per la conclusione dei lavori rimane per il 31 marzo.

    Approfondimento: Riqualificazione di Pra’, investimenti e ritardi

    «Il nostro obiettivo rimane il 31 marzo – conferma l’assessore ai Lavori Pubblici Giovanni Crivello, in risposta ad una interrogazione del consigliere De Benedictis (Gruppo Misto) – ad oggi stiamo aspettando i tempi tecnici previsti dalle norme per concludere il passaggio di appalto a nuova ditta, è questione di giorni e i lavori riprenderanno».

    I cantieri relativi al P.o.r di Pra’, infatti, da qualche settimana sono fermi; la cosa ha creato allarme nei cittadini, che dopo le due inaugurazioni dei lotti precedenti, temono l’incompiuta. Alla base di questo stop, le difficoltà economiche della ditta appaltatrice, che al momento non può garantire la continuazione dei lavori: «Ci hanno chiesto una proroga – spiega Crivello – ma abbiamo rifiutato l’opzione, siamo oltre ai quattro quinti dei lavori e vogliamo mantenere la data del 31 marzo. I lavori che mancano sono per lo più di rifinitura, quindi siamo fiduciosi».

    Nei prossimi giorni, quindi, i lavori saranno assegnati ad una nuova ditta, e potranno riprendere. La speranza è che i termini del 31 marzo siano rispettati. Sarebbe, questa, veramente una notizia.

  • San Martino, Comune di Genova verso acquisizione aree da Demanio in piazzale Benzi e presso il Forte San Martino

    San Martino, Comune di Genova verso acquisizione aree da Demanio in piazzale Benzi e presso il Forte San Martino

    Genova_forte_San_MartinoPrimo passaggio tecnico in commissione per procedere con l’acquisizione da parte del Comune di Genova di due aree ancora di proprietà del Demanio, e che potrebbero “sbloccare” due questioni focali per il quartiere: l’autosilos dell’ospedale e l’utilizzo dell’area verde che circondo il forte di San Martino.

    «E’ solamente un primo passaggio tecnico – spiega Alessandro Morgante, presidente del Municipio VIII Medio-levantee se sarà confermato dall’aula, aprirà una nuova fase anche operativa per due zone del quartiere fondamentali». Questo il commento sui lavori odierni della commissioni Bilancio e Territorio, che questa mattina si sono riunite congiuntamente per lavorare sull’acquisizione dall’agenzia del Demanio di una porzione di area sita in piazzale Benzi e dell’area esterna al forte San Martino. Un “passaggio” nel solco di quel Federalismo demaniale che sta portando il Comune a “riprendersi” importanti parti del proprio territorio.

    Piazzale Benzi

    Il cantiere davanti al San Martino, fermo da anni, come è noto è divenuto uno dei buchi neri della città, sospeso tra fallimenti, progetti sbagliati e trattative. Oggi un piccolo sasso è stato buttato in questo stagno: Comune di Genova, infatti, se la proposta di acquisizione sarà confermata in Sala Rossa, potrà prendere possesso di quel triangolo di piazzale, carrabile, tra il cantiere e l’ingresso temporaneo attualmente in utilizzo. In questo modo potrà riprendere vita la progettazione che mira a risolvere uno dei “rebus” più difficili della città, da molti considerato uno scandalo. «Una piccola operazione che potrà rimettere in moto la macchina – spiega Morgante – anche se sicuramente i tempi rimangono incerti».

    Forte di San Martino

    Più facile, forse, la questione legata alle aree verdi che circondano il forte ottocentesco di San Martino. Tutta la zona che lo circonda, infatti, era stata destinata al Corpo Forestale dello Stato, il cui assorbimento nell’Arma dei Carabinieri, però, ha fatto saltare il passaggio. Con l’acquisizione da parte del Comune di Genova, però, riprende vita il progetto già più volte “disegnato” di allestire un’area verde pubblica: «Una soluzione che sarebbe importantissima per il quartiere – osserva Alessandro Morgante – perché il forte si trova al centro di un’area fortemente urbanizzata, e un parco potrebbe dare un po’ di respiro agli abitanti». Negli anni molte sono state le proposte per questa zona; tra le altre quelle di predisporre degli orti urbani: «Un’idea assolutamente interessante – conclude il presidente del Municipio – e che terremo in considerazione. Oggi è stato fatto solo un primo passaggio tecnico, il percorso è ancora lungo e andrà condiviso con i cittadini».

    I lavori della Commissione si sono conclusi con il rimando della discussione in sede di Consiglio comunale, dove si deciderà se far partire questo “macchina”, che, lentamente, potrà restituire due aree fondamentali ai cittadini di San Martino, e non solo.

    Nicola Giordanella

  • Voltri, inaugurata (finalmente) la “nuova” biblioteca Rosanna Benzi

    Voltri, inaugurata (finalmente) la “nuova” biblioteca Rosanna Benzi

    biblioteca-rosanna-benzi-voltri-01Inaugurata oggi la “nuova” biblioteca Rosanna Benzi di Voltri, che riapre i battenti, con un orario potenziato, dopo più di 3 anni di chiusura a causa di lavori per la messa in sicurezza della struttura. Il servizio sarà a disposizione del pubblico il lunedì e il venerdì dalle 14 alle 19 e martedì, mercoledì e giovedì dalle 9 alle 19, e comprenderà tra le novità un servizio di autoprestito.

    Approfondimento: I ritardi per la messa in sicurezza

    L’attesa della cittadinanza è testimoniata dalla presenza di circa 100 persone all’inaugurazione di questa mattina, a cui hanno partecipato il sindaco Marco Doria, gli assessori Crivello, Boero e Dagnino, oltre al presidente del Municipio 7 Ponente Mauro Avvenente. «Domani dei figuri celebreranno un’epoca in cui i libri venivano bruciati – ha riflettuto il primo cittadino in riferimento al raduno di neofascisti previsto a Sturla – noi vogliamo invece che i libri vengano letti». In tutti gli interventi ritorna il riferimento all’impegno istituzionale degli ultimi anni, che si è tradotto in un investimento di circa 800 mila euro per la ristrutturazione complessiva della biblioteca e dell’adiacente teatro Cargo. I ringraziamenti si sono poi rivolti ai dipendenti comunali che hanno lavorato e lavoreranno alla modernizzazione del servizio, ai privati cittadini che (in tanti) hanno regalato dei volumi e ai 3 dipendenti Ilva che, nell’ambito dei lavori socialmente utili previsti per i lavoratori in cassa integrazione, hanno contribuito alla riapertura dell’impianto.

    Luca Lottero

  • Digital Tree, in arrivo il bando per i progetti sull’intelligenza artificiale. Genova “hub” per tecnologie 4.0

    Digital Tree, in arrivo il bando per i progetti sull’intelligenza artificiale. Genova “hub” per tecnologie 4.0

    digital-tree1600 metri quadrati allestiti appositamente per ideare progetti d’intelligenza artificiale. Cognitive computing, machine learning, internet of thing saranno i temi che si discuteranno tra i “banchi” di Digital Tree, il primo Innovation Hub di startup a Genova dedicato a chi voglia investire nella tecnologia 4.0. Lo spazio completamente dedicato a chi punta tutto sulle nuovissime tecnologie, aprirà le porte il prossimo maggio. A riempire e vivere queste grandissime aree saranno tutti coloro che vogliono mettersi in gioco nel mondo digitale. Quattro piani dell’edificio di Viale Cembrano a Sturla, di proprietà del Comune, ospiterà start-upper e coworker del settore. Ecco che tra i caruggi genovesi si parlerà anche d’intelligenza artificiale.

    «Siamo il primo incubatore di start up 4.0 in Italia e pensiamo che questo nostro progetto possa portare benefici sia a livello nazionale sia alla nostra città». Spiega Andrea Pescino, amministratore delegato di SoftJam, azienda madre di Digital Tree. «Puntiamo sulla tecnologia 4.0 perché rappresenta il futuro, tra una decina anni penso che coinvolgerà moltissimi aspetti della nostra vita e porterà milioni di posti di lavoro». L’edificio di Sturla, che presto diventerà uno smart building, verrà suddiviso in quattro grandi aree ognuna delle quali dedicata a un’attività distinta. Un piano riservato per i corsi di formazione, uno per le start-up, uno per chi vuole affittare scrivanie, i cosiddetti co-worker e un piano per la nuova sede di Soft Jam, l’azienda madre di Digital Tree. «Affiancheremo le start-up ritenute da noi vincenti, – dice Pescino – daremo loro supporto e affiancamento professionale, forniremo loro l’utilizzo gratuito di tecnologie e scrivanie».

    Il bando per inviare le idee 4.0 sarà online sul sito di Digital Tree entro fine febbraio, anche se le prime candidature, secondo quanto riferito da Pescino, stanno già arrivando alla sede di Soft Jam. Per partecipare basta avere una bella idea, naturalmente nel settore dell’intelligenza artificiale, e avere il coraggio di buttarsi. «Ai coworker, invece, offriremo scrivanie e l’utilizzo di tecnologie avanzate a bassi prezzi – aggiunge l’amministratore delegato – ma soprattutto diamo la possibilità di fare conoscenze con altri professionisti del settore, creare network informali e chissà magari ideare una start-up».

    E per rimanere sempre aggiornati o per fare i primi passi nel modo dell’intelligenza artificiale, nella nuova sede di Digital Tree, verranno organizzati corsi di formazione. «I nostri corsi, tenuti per il 90% da professionisti esterni alla Soft Jam, saranno aperti a tutti, a pagamento per gli esterni e gratuiti per i nostri ospiti». Per far arrivare la cultura tecnologica anche ai più piccini l’Innovation Hub ha anche avviato collaborazioni con alcune scuole genovesi, dalle elementari alle superiori.

    Attorno al progetto , inoltre, è stato anche avviato un imponente “lavoro delle menti” con l’attivazione di partenariati come lo Startup District & Incubator della Fondazione Politecnico di Milano, con l’Università di Genova che vanta una delle migliori facoltà di ingegneria d’Italia e con Microsoft Italia.

    Bando Comune

    Un incontro, quello tra Digital Tree e la città di Genova, nato con il bando indetto l’anno passato dall’Amministrazione comunale per la riqualificazione e la valorizzazione dell’edificio di viale Cembrano 2 a Sturla, di proprietà del Comune di Genova. Il bando mirava a sviluppare imprenditorialità e innovazione nel territorio ed era rivolto a tutte le aziende che avrebbero potuto favorire questa crescita. «Noi della Soft Jam abbiamo colto la palla al balzo – dice Pescino – credo in Genova, non solo perché è la mia città natale e le città in cui mi sono formato come ingegnere, ma anche perché ha un sacco di lati positivi e un buon assetto per poter attivare uno sviluppo di intelligenza artificiale».

    Grazie al bando Soft Jam ha potuto trasformare l’edificio novecentesco di Sturla in un modernissimo smart building. Un palazzo, quindi, che una volta completati i lavori, darà una risposta digitale alle esigenze degli utenti, sarà dotato di pannelli solari e sarà ergonomico ed efficiente nei servizi. «Ogni ospite verrà riconosciuto dal bulding attraverso il proprio badge – spiega Pescino – e ad ogni profilo utente corrisponderanno le esigenze dell’ospite che sono state memorizzate in precedenza grazie all’intelligenza artificiale». Il riscaldamento, ad esempio verrà calibrato automaticamente in base alle persone presenti in quel momento nella sede, se il sistema riconoscerà tramite il badge che ci sono alcuni freddolosi aumenterà la temperatura in automatico. Un investimento che è costato esclusivamente alle tasche di Soft Jam 1 milione e 300 mila euro.

    Il Comune, invece, sul piano economico ha contribuito mettendo l’affitto dell’edificio a prezzi bassissimi: «Paghiamo intorno ai 15 mila euro l’anno d’affitto, meno di un quarto dei 60 mila euro che l’amministrazione comunale aveva chiesto in un primo bando andato a buca» – conclude Pescino.

    Tecnologia 4.0

    «L’intelligenza artificiale e la tecnologia hanno fatto passi da giganti in questi anni – dice Pescino – e credo che lo sviluppo di questo settore sarà sempre più veloce». In effetti siamo passati senza nemmeno accorgercene dalle cabine telefoniche a gettoni degli anni novanta a fare conference call proiettati con avatar che ci rappresentano in realtà virtuali. Oggi la tecnologia è in grado di fare cose che non ci saremo mai immaginati. I computer sono capaci di comprendere segnali complessi, di riconoscere la voce, il viso e addirittura di codificare le emozioni che sta provando l’utente. L’intelligenza artificiale è entrata sempre di più nelle nostre vite e spesso senza che noi ce ne rendiamo conto, basti pensare ai siti web che ci suggeriscono di vedere, e magari anche comprare, prodotti che potrebbero rientrare nei nostri interessi. E guarda caso, i prodotti proposti sono proprio quelli ci piacciono; un meccanismo che non è frutto di una coincidenza o di una botta di fortuna, ma deriva appunto dalla tecnologia 4.0 in grado di riconoscere i gusti e le preferenze di ogni singolo fruitore in base ai dati che ha memorizzato nel tempo dagli utenti. «Ci troviamo nel mezzo di una trasformazione industriale straordinaria, ricca di opportunità e di rischi – conclude Pescino – in questo contesto siamo convinti che Digital Tree possa favorire la crescita del settore aiutando sviluppo di scenari di innovazione».

    Nei prossimi mesi vedremo se questo “albero” sarà riuscito a mettere radici nella nostra città, iniziando a lavorare per dare i frutti sperati

    Elisabetta Cantalini

     

  • Biblioteca di Voltri, dopo slittamento nuova data per l’inaugurazione, oggi prevista per il 10 febbraio

    Biblioteca di Voltri, dopo slittamento nuova data per l’inaugurazione, oggi prevista per il 10 febbraio

    biblioteca-benzi-voltriDopo lo slittamento di ieri, e le conseguenti polemiche divampate sui social network, l’amministrazione ci riprova fissando la data di inaugurazione della Biblioteca Rosanna Benzi il 10 febbraio. A confermalo lo stesso presidente di Municipio Mauro Avvenente, che ha ipotizzato anche la presenza alla cerimonia del sindaco di Genova Marco Doria.

    Approfondimento: Tutti i dettagli del progetto

    «Oggi in giunta i tecnici ci hanno confermato la data del 10 febbraio – ha spiegato Avvenente – ed il sindaco ha fornito la sua disponibilità ad essere presente all’inaugurazione. Speriamo che stavolta sia quella buona». Nessun accenno ai motivi di questo ulteriore ritardo, anche se è ipotizzabile che lo slittamento sia stato dovuto a piccoli problemi tecnici e burocratici. Che sia la volta buona, veramente?

    Approfondimento: I ritardi per la messa in sicurezza

  • Parcheggi di Via Gherzi, dal Tar ancora un rinvio: nuova udienza il 4 maggio

    Parcheggi di Via Gherzi, dal Tar ancora un rinvio: nuova udienza il 4 maggio

    via gherziCome ogni telenovela che si rispetti, anche quella sulla contestatissima privatizzazione dei parcheggi di via Gherzi, a Molassana, sembra non finire mai: oggi era attesa la sentenza del Tar rispetto al ricorso presentato dai Comitati di residenti e commercianti della zona contro il provvedimento con cui il Comune ha autorizzato, nell’estate del 2014, la società proprietaria dell’area a mettere i lucchetti su 120 posti auto. Ed invece, i giudici amministrativi hanno disposto un ulteriore rinvio di oltre tre mesi, fissando la prossima udienza al 4 maggio. Udienza, si badi bene, e non sentenza, per arrivare alla quale il collegio avrebbe poi all’incirca un altro mese di tempo.

    La decisione, però, non lascia scontenti i Comitati, perché deriva dall’accoglimento della loro richiesta di mettere agli atti la delibera con cui il consiglio comunale, con una votazione trasversale agli schieramenti di maggioranza e opposizione, il 17 gennaio scorso ha chiesto alla giunta di verificare la competenza all’accertamento della servitù d’uso pubblico della strada. Un provvedimento rispetto al quale i legali dell’immobiliare Sant’Elena hanno chiesto, e ottenuto, due mesi di tempo per esaminarne il contenuto e predisporre un’eventuale memoria di parte: ed ecco spiegato il motivo dello slittamento al 4 maggio, prima data utile individuata dal collegio giudicante.

    «Il fatto stesso che il Tribunale abbia deciso di accogliere la nostra richiesta di ammettere un documento così importante, che è espressione di una precisa presa di posizione da parte del consiglio comunale, è per noi motivo di soddisfazione e di fiducia in vista della sentenza, che speriamo possa renderci finalmente giustizia – commenta Dario “Jerry” Pedemonte, portavoce dei Comitati -. Nel frattempo, vigileremo affinché anche il Comune stesso dia seguito alla delibera, entrando nel merito del provvedimento».

    Proprio il carattere di pubblica utilità della via è infatti il principale argomento che i Comitati dei residenti e dei commercianti hanno sempre sostenuto per chiedere il ripristino delle strisce bianche, in considerazione delle numerose attività economiche che insistono sulla strada alle quali si aggiungono una farmacia comunale, un ufficio postale e una banca, oltre a rappresentare l’unico accesso alla limitrofa via Lusignani.

    Attenzione, però: il fatto che il Tar abbia ammesso l’iscrizione agli atti di tale delibera, non significa che andrà necessariamente a sentenza. Le controparti – Sant’Elena, Comune e i privati che nel frattempo hanno acquistato alcuni degli stalli rivenduti dall’immobiliare – hanno infatti sollevato l’eccezione di competenza del Tribunale stesso ed è questo il primo punto su cui i giudici saranno chiamati a pronunciarsi, stabilendo cioè se abbiano o meno il titolo per emettere una sentenza in merito. La telenovela dei parcheggi, quindi, potrebbe essere ancora ben lontana dalla sua conclusione.

  • Biblioteca di Voltri, ipotesi inaugurazione per il 31 gennaio e apertura 1 febbraio

    Biblioteca di Voltri, ipotesi inaugurazione per il 31 gennaio e apertura 1 febbraio

    biblioteca-benzi-voltri-cargoLa biblioteca Rosanna Benzi di Voltri potrebbe essere re-inaugurata il prossimo 31 gennaio, e riaprire al pubblico l’1 febbraio (insieme alla ludoteca) dopo più di 3 anni di chiusura per lavori sulla struttura. A rivelarlo a Era Superba è il presidente del Municipio VII Ponente Mauro Avvenente che, tuttavia, tiene a sottolineare come, ad oggi, si parli di ipotesi. «Troppe volte – spiega – ci siamo lasciati andare all’entusiasmo, per poi rimanere con un palmo di naso».

    Approfondimento: Tutti i dettagli del progetto

    Questa mattina, la Giunta municipale ha fatto un giro d’ispezione dell’edificio insieme alla Segretaria generale Rosanna Garassino e al responsabile dell’area tecnica Mauro Rostagny. «Secondo quanto ci hanno detto – sintetizza Avvenente – mancherebbero 2 giorni di lavoro di muratura e uno di quelli elettrici. Contiamo, questa volta davvero, di chiudere in una quindicina di giorni». Da completare anche una scala di sicurezza esterna «che però – sottolinea Avvenente – non procurerà nuovi ritardi visto che già sono presenti 3 scale e un ascensore».

    Approfondimento: I ritardi per la messa in sicurezza

    Si è fatta attendere, la biblioteca di Voltri, la cui riapertura era attesa, con un certo grado di sicurezza, per la fine dell’estate. Poi è arrivato l’autunno, e la promessa di una riapertura entro Natale, o al limite entro la fine dell’anno. «Purtroppo – si sfoga Avvenente – le aziende che vincono l’appalto per i lavori promettono mari e monti, poi vengono fuori mille inconvenienti che ritardano i lavori. In Italia manca l’obbligo di una data certa per la consegna degli appalti e diventa sempre più difficile avere a che fare con questa realtà».

    L’intervento di Comune di Genova

    Anche il Comune di Genova interviene sulla riapertura della biblioteca di Voltri, per confermare l’ipotesi fatta dal Presidente del Municipio VII Ponente Mauro Avvenente di una riapertura a fine mese: «Come ipotesi avevo indicato addirittura il 20 gennaio come data di conclusione dei lavori – spiega Pino Boero, assessore con delega ai servizi educativi del Comune di Genova – ma i tecnici dei lavori pubblico mi hanno comunque confermato la data del 31 gennaio». A Voltri, dove la biblioteca è chiusa ormai da 3 anni, lo sperano tutti: «L’importante – sottolinea Boero – è che la biblioteca torni a essere agibile anche nella sua bellezza, perché davvero è una struttura molto bella ed è stata migliorata nei servizi, diventando davvero funzionale per i lettori e il pubblico. Senza contare gli interventi fatti sulla sicurezza, vera urgenza da cui era nata la necessità dei lavori».

    Luca Lottero