Tag: artisti

  • Electropark: Make Your Sound! Concorso di musica elettronica

    Electropark: Make Your Sound! Concorso di musica elettronica

    Musica elettronicaL’associazione culturale genovese Forevergreen.fm, che si occupa di organizzare eventi a favore di artisti emergenti nel campo musicale e delle arti visive, ha indetto in collaborazione con Sala Dogana (Palazzo Ducale) la prima edizione del concorso di musica elettronica ELECTROPARK: make your sound!

    Il bando è rivolto a studenti universitari e/o appassionati di questo nuovo media di produzione musicale (Dj, studenti di musica o produzione musicale, studenti di facoltà universitarie interessate alle tecnologie e all’elettronica), di età compresa tra i 18 e i 35 anni, che potranno essere scelti per una performance l’1 e il 2 giugno 2012 nello spazio del Ducale. Nel corso di queste due giornate si terranno infatti workshop e dimostrazioni live sulle tecniche di produzione musicale di ultima generazione, sulle nuove tecnologie e strumenti per la produzione sonora.

    È ammesso al concorso qualsiasi progetto focalizzato sulla produzione di musica elettronica tramite software o qualsiasi tipo di strumento tecnologico o elettronico. Il materiale (biografia, recapiti, descrizione e foto del progetto, almeno un file audio) andrà inviato entro il 30 aprile 2012 tramite la mail makeyoursound@forevergreen.fm o via posta a Associazione culturale musicale Forevergreen FM – Via Monte Fasce 72 – 16133 Genova.

    Entro il 20 maggio 2012 tra i partecipanti saranno scelti 5 finalisti in base ai voti ricevuti su pagina dedicata facebook “Forevergreen Fm” e sito di riferimento www.forevergreen.fm. A seguire, una giuria composta da esperti, dai presentatori dei workshop e dagli organizzatori dell’evento sceglierà il vincitore.

    Il vincitore avrà diritto a:
    – una targa celebrativa
    – un’esibizione di un’ora durante la serata del 2 Giugno in apertura alle performance dei dj e producer ospiti della serata;
    – un’esibizione all’interno del Forevergreen Festival 2012.

  • Sussurri, fotografie di Martina Massarente a Palazzo Rosso

    Sussurri, fotografie di Martina Massarente a Palazzo Rosso

    Sussurri di Martina MassarenteL’auditorium dei Musei di Strada Nuova di Palazzo Rosso ospita dal 21 aprile al 27 maggio un altro appuntamento di GenovaFotografia:  la mostra fotografica di Martina Massarente “ Sussurri”.

    La giovanissima fotografa usa con sapienza la camera oscura per indagare l’identità femminile, grazie alla complicità affettiva e intellettuale di un gruppo di giovani donne e alla profonda conoscenza della complessa tradizione iconografica e letteraria novecentesca sul tema, in particolare di Henrik Ibsen, uno dei più noti autori teatrali nordici.

    Daniel Nevoso, poeta e scrittore teatrale, a partire dalle idee di Martina e dalle sue modalità di lavoro, ha dato voce ai personaggi immortalati. Simboli, emblemi di sentimenti, di storie, di caratteri che rivelano la complessità delle sfumature dell’individuo scorrono accanto alle fotografie costituendone un suggerimento espressivo che il lettore può meditare e confrontare con le proprie esperienze personali.

    L’inaugurazione della mostra è fissata per venerdì 20 aprile alle ore 17.30 insieme agli autori e con Elisabetta Papone, direttrice del centro di documentazione per la storia, l’arte, l’immagine di Genova, ideatrice e responsabile di GenovaFotografia, Franco Sborgi, docente di storia dell’arte contemporanea all’ Università di Genova, Paola Valenti, ricercatrice dell’ Università di Genova e Fabrizio Fazzari di Sagep Editori

    SUSSURRI – FOTOGRAFIE DI MARTINA MASSARENTE

    Testi di Daniel Nevoso
    Apparati critici di Franco Sborgi, docente ordinario di Storia dell’Arte Contemporanea presso la Facoltà di Lettere e Filosofia di Genova; Alessandra Piatti, dottoranda presso la Facoltà di Lettere e Filosofia di Genova
    Installazione sonora: Matreska – Gruppo Artistico
    Stampe fotografiche: Top Market
    Con la partecipazione delle attrici della “Pinguicola sulle vigne”: Dorotea Lauciello, Federica Lùgaro, Barbara Martinoli, Luisa Martinoli

    Catalogo: Sagep Editori (60 pagine, 14 euro)
    Cura editoriale: Fabrizio Fazzari

    Da 21 aprile al 27 maggio, inaugurazione il 20 aprile alle ore 17.30

    Info: da martedì a giovedì ore 9 – 19; venerdì ore 9 – 23; sabato e domenica ore 10 – 19
    ingresso libero

  • Google offre lavoro a un artista: cercasi disegnatore di “doodle”

    Google offre lavoro a un artista: cercasi disegnatore di “doodle”

    googleNella sezione “jobs” di Google è stato pubblicato un annuncio di lavoro che in poche ore ha già fatto il giro del mondo. Il colosso americano “padrone” del web cerca un disegnatore full time per la realizzazione dei “doodle” celebrativi che il mototre di ricerca dall’ormai lontano 1998 dedica ai grandi anniversari.

    Sono richiesti “senso dell’umorismo, amore per i fatti storici e capacità artistiche immaginative”, “un’esperienza professionale di almeno 4 anni” e, ovviamente, la disponibilità a trasferirsi a tempo pieno nella sede di Mountain View. “Avrete a disposizione la miglior piattaforma del mondo per mostrare le vostre abilità stilistiche, il senso dell’umorismo e l’amore per l’arte, la storia e l’immaginazione. Da Giulio Verne a Pacman, avrete le redini del nostro logo  in mano, e potrete spaziare liberamente…”

    Inizialmente il logo di Google, uno dei più famosi al mondo, veniva modificato dalla stessa azienda americana raramente e solo in occasione di eventi speciali (Natale, Olimpiadi ecc…). Poi le mutazioni sono diventate sempre più frequenti, sempre più sofisticate e sempre più multimediali corredate di animazioni e video. Solo lo scorso anno Google ha prodotto 260 loghi. Da qui la necessità di allargare il team di creativi.

  • “La vita è sogno – Il cinema, la fabbrica dei sogni” mostra alla Sala Dogana

    “La vita è sogno – Il cinema, la fabbrica dei sogni” mostra alla Sala Dogana

    Premio Fedriani 2012
    L'opera vincitrice di Giulia Coppola “Sala multimediale”

    L’Associazione Culturale Sergio Fedriani, dedicata al pittore, illustratore, incisore, scenografo e umorista genovese esponente emerito del disegno poetico e surreale, organizza ogni anno un concorso per giovani artisti, nato con l’obiettivo di dare spazio a figure emergenti nei campi della produzione figurativa fantastica.

    Dopo le edizioni dedicate all’illustrazione, alla grafica incisoria, alla scenografia, alla pittura e alla grafica umoristica, quella del 2012 è dedicata al tema “Il cinema, la fabbrica dei sogni” ed è stata vinta da Giulia Coppola di Saronno con l’opera “Sala multimediale”, seguita da Fausto Montanari di Genova con “Direttamente al cinema” e da Claudia Palmarucci di Tolentino con “Viaggio sulla Luna”.

    Tutte le opere dei vincitori, insieme a quelle di altri premi speciali come Nicoletta Montemorra da Gorizia con  “Fast Foot” “Cinema, libertà di sognare” di Mattia Riami da Oriago di Mira (VE), “Cinema” di Amanta Strata da Savignone (GE), sono in esposizione alla Sala Dogana di Palazzo Ducale dal 22 aprile al 6 maggio.

    Fausto Montanari, Direttamente al cinema
    Il secondo classificato Fausto Montanari con "Direttamente al cinema"

    L’inaugurazione della mostra e le premiazioni  si tengono sabato 21 aprile alle ore 18.

    In mostra e in catalogo sonopresenti opere di Sergio Fedriani, dei premiati, dei segnalati e dei finalisti Marta Alacevich, Giacomo Aliprandi, Aura Aste, Elisa Boccedi, Andrea Bodon, Giulia Boschetto, Roberto Brundu,Gruppo Mori , Christian Imbriani, Fulvio Ioan, Priscilla Jamone, StefanoMaestrelli, Silvia Magnani, Valentina Marra, Giorgia Marras, Maria Chiara Montagna, Bianca Montanari, Selene Pittaluga, Roberto Sitta, Elena Taddia, Marisa Ventura, Paolo Claudio Zadra.

    Premio “Sergio Fedriani” 2012

    mostra concorso di opere figurative

    “La vita è sogno – Il cinema, la fabbrica dei sogni”

    Claudia Palmarucci, Viaggio sulla Luna
    La terza classificata Claudia Palmarucci con Viaggio sulla Luna

    Sala Dogana, Palazzo Ducale

    dal 22 aprile al 6 maggio 2012
    dal martedì alla domenica ore 16.00-19.00

    inaugurazione sabato 21 aprile, ore 18.00
    ingresso libero

  • Sei un artista? Vuoi vedere la tua opera esposta a Times Square?

    Sei un artista? Vuoi vedere la tua opera esposta a Times Square?

    times squareL’associazione Wanted Artists, fondata a Brooklyn nel 2007 e dedita a sostenere dell’arte contemporanea attraverso una continua attività di scouting e promozione, ha indetto un concorso per artisti contemporanei maggiorenni di tutto il mondo per progetti destinati ad abitare gli spazi urbani.

    Obiettivo di questo concorso è esporre le opere più interessanti sui cartelloni luminosi di Times Square, a New York, durante l’estate 2012. Per partecipare è sufficiente caricare online i propri lavori entro il 25 maggio sul sito www.artistswanted.org e aspettare i risultati della selezione.

    Non è prevista alcuna quota di iscrizione. Tra gli artisti selezionati per la mostra verranno scelti due vincitori assoluti, che si aggiudicheranno rispettivamente un premio di 1.000 dollari (Cash Award) e una vacanza del valore di 5.000 dollari (Collector Award).

  • Incontro con Irene Pacini, dal pianoforte all’arte visiva

    Incontro con Irene Pacini, dal pianoforte all’arte visiva

    Irene PaciniSino a domenica 15 aprile è possibile visitare in Sala Dogana, Palazzo Ducale, la mostra di Irene Pacini. Diplomata in pianoforte e con studi di composizione e musica elettronica alle spalle (sta inoltre per laurearsi in Musica e Nuove Tecnologie), Irene presenta tre video-installazioni dai titoli So Long Ago, Ventre, Swings, che ci portano in un viaggio attraverso il corpo e la creazione.

    Raccontaci qualcosa di te: diplomata in pianoforte, sei giunta all’arte visiva. Come si è svolto questo percorso?
    Mi sono diplomata in pianoforte, poi ho studiato composizione e infine, sempre nell’ambito del conservatorio, sono passata allo studio della musica elettronica, che mi ha fornito mezzi espressivi diversi rispetto a quelli della musica classica insegnandomi cose che mi sono poi state utilissime nella realizzazione delle opere.

    In cosa consiste il lavoro che presenti? Ce lo puoi descrivere?
    Sostanzialmente è un percorso, prima di tutto dal punto di vista temporale, dentro il corpo umano, condotto per mezzo di tre video, di cui due accompagnati dal suono. I filmati, che rappresentano inizialmente la pelle, conducono gradualmente a immagini viste attraverso un caleidoscopio, che io ho utilizzato per dare una mia visione poetica del corpo umano.

    Cosa vuoi trasmettere agli altri? Cosa speri che sentano guardando le tue opere?
    Chiaramente il mio lavoro ha un motivo conduttore, che poi è questa riflessione sul corpo, non concettuale ma emotiva, perché io parto sempre da elementi emotivi che desidero esprimere attraverso suoni e immagini. Credo che questo si senta, che arrivi alle persone. Detto questo, io credo – e ne ho avuto conferma parlando in questi giorni con i visitatori – che in queste installazioni ognuno veda qualcosa che già ha dentro di sé e che affiora, in qualche modo, guardando e ascoltando le mie opere.

    Hai scelto il mezzo dell’installazione video. Perché? Trovi forse che, essendo il video un mezzo dinamico, l’opera risulti più coinvolgente, più adatta alla fruizione istantanea tipica dello spettatore odierno, poco incline alla contemplazione?
    La scelta del video è arrivata, nel tempo, in quanto per me fusione ideale di due mezzi espressivi in cui mi sono sempre mossa: la musica e il disegno. La possibilità che dà il mezzo video di creare immagini e contemporaneamente accompagnarle con musica (che io stessa scrivo appositamente) è stata per me affascinante e mi ha permesso di dire cose che non riuscivo a esprimere con la semplice pittura. Per quanto riguarda la risposta alla tua domanda, in realtà ho notato che le persone che sono venute a vedere la mostra in questi giorni si sono soffermate a lungo – e non me l’aspettavo – su queste opere, guardandole e vivendole con attenzione. Questo mi ha colpito molto. Penso dipenda dal fatto che, come ho detto, non uso i concetti per creare, ma le emozioni, e forse proprio per questo le persone si sentono più coinvolte. Ho anche cercato di creare un’atmosfera accogliente, con le sale buie e le panche per sedersi, per agevolare la fruizione e l’immedesimazione di chi guarda.

     

     

     

     

     

    Il tema della creazione, in tutte le sue accezioni, è praticamente un topos dell’arte. Come mai hai scelto di affrontare un percorso così battuto e nello stesso tempo così difficile proprio per la quantità di esempi con cui confrontarsi?
    Non è stata una scelta fatta a priori, il tema si è sviluppato strada facendo, anche a causa del mio modo di lavorare: io ho delle idee, ma poi mi lascio molto ispirare e trasportare dal mondo esterno, da ciò che vedo, quasi sempre sperimento. Per come concepisco io la mia arte, tutto ciò che è fuori è già dentro di me, non c’è una cesura netta tra dentro e fuori. Il caleidoscopio, che io ho utilizzato nei video, non ha di per sé niente a che fare con il concetto di creazione, ma per come l’ho concepito ha assunto invece quel significato: nel liquido che contiene si muovono dei piccoli pallini rossi che io ho interpretato come globuli rossi.

    Per quanto riguarda la parte tecnica invece, il lavoro di gestazione di queste opere è stato molto lungo: in due anni ho realizzato tutte le riprese video e la parte musicale, ma mi sono occupata personalmente anche del montaggio video e audio e delle riprese audio. Il secondo video per esempio, quello senza audio, è stato davvero difficile da girare, l’ho ripetuto più volte prima di ottenere quello che volevo. Molti guardandolo pensano che abbia utilizzato immagini virtuali, ma sono tutte immagini vere, reali, di oggetti fisici, realizzate da me e molto poco rielaborate. Lo stesso vale per i suoni, che sono stati messi insieme senza quasi ritoccarli; nel primo video sono tre voci femminili, nel terzo sono i suoni prodotti da corde di altalene, che assumono un timbro che ricorda la voce umana. Stavo cercando suoni che ricordassero il mondo dell’infanzia e casualmente mi sono imbattuta in queste altalene: ho sentito subito che era il suono che stavo cercando…

    Claudia Baghino

     

  • Provincia cronica: concorso dove musica e letteratura s’incontrano

    Provincia cronica: concorso dove musica e letteratura s’incontrano

    balla coi cinghialiProvincia Cronica è la prima edizione di un concorso che abbina la passione per la musica e quella per la letteratura, dove ogni partecipante potrà scrivere un racconto o una poesia il cui tema sia ispirato a un brano musicale.

    Provincia Cronica è nato dalla collaborazione tra il magazine on-line novarese AsapFanzine.it, l’associazione musico-culturale Balla coi cinghiali e il Comune di Cerano.

    I temi su cui scrivere sono i seguenti quattro:
    Le labbra (dal disco di Paolo Benvegnù)
    Il periodo ipotetico (dalla canzone degli Amor fou)
    Toilette memoria (dall’album di Moltheni)
    Inquinamento? No grazie

    Il concorso è aperto a tutti, senza limiti di età. I racconti e le poesie dovranno essere inediti e in lingua italiana: per le poesie non ci sono limiti di lunghezza, mentre i racconti dovranno essere lunghi fino a 12.000 battute (spazi inclusi). Il materiale dovrà essere inviato entro il 15 maggio 2012 alla redazione di Asap Fanzine (via D’Enricis 17 – 28100 Novara, info@asapfanzine.it).

    La premiazione si svolgerà durante il festival Balla coi cinghiali di Bardineto: il primo classificato di ciascuna sezione (poesia e narrativa) riceverà un’opera d’arte offerta dalla galleria Cloud Factory di Roberto Ascoli; inoltre una selezione di racconti sarà pubblicata in una raccolta e un gruppo di autori sarà invitato a partecipare a un incontro-dibattito al comune di Cerano in autunno.

  • Recco: a Villa Dufour “En plein air”, giornata sull’acquerello

    Recco: a Villa Dufour “En plein air”, giornata sull’acquerello

    recco villa dufourVenerdì 20 aprile 2012 a partire dalle 17 si terrà nel parco di Villa Dufour (Mulinetti, vicino a Recco) un incontro sul tema dell’acquerello dal titolo En plein air.

    L’evento è a cura di Farida Simonetti (Direttore della Galleria Nazionale di Palazzo Spinola a Genova), che parlerà del tema “Vivere” e non “visitare”. Seguiranno gli interventi di Ferruccio Giromini (storico e critico dell’illustrazione) su “Dipingere con l’acqua: breve storia dell’acquerello” e di Andrea Musso (acquarellista, illustratore, grafico) su “Quando dipingo ”en plein air”.

    Saranno inoltre esposti alcuni acquerelli di Andrea Musso realizzati a Monterosso e nelle Cinque Terre.

    Seguirà aperitivo.

    Per maggiori informazioni si può contattare la villa al numero 338 6825696.

  • Graffiti on the road: l’arte di strada per abbellire le città

    Graffiti on the road: l’arte di strada per abbellire le città

    Utilizzare gli artisti di strada per rendere più vive e “colorate” le nostre città, riqualificare le aree depresse anzitutto dal punto di vista estetico, sostenere il talento di giovani artisti che operano attraverso i murales e non rendere più “abusivo” il loro lavoro.

    Il progetto Graffiti on the road prenderà piede nelle prossime settimane a Savona, con il supporto dell’Assessorato alle Politiche Giovanili, e può trasformarsi in un progetto pilota da replicare in molte altre zone della Liguria e oltre, dalle città ai piccoli paesi.

    Questo ciò che accadrà nella città ligure nelle prossime settimane: il primo intervento avrà luogo a fine aprile in corso Ricci, sotto il cavalcavia ferroviario, vicino a quella che sarà la tappa savonese del Giro d’Italia 2012. Il secondo sarà in via Repusseno, nel quartiere di Lavagnola, dove saranno predisposte due pareti che rimarranno a disposizione di tutti i writers, oltre a uno spazio dedicato ai soli writers minorenni che potranno così allenarsi ad usare gli spray.

    Inoltre a Savona, con il contributo dell’Associazione Duevventi, sono allestite nella Palestra di via delle Trincee e nel campo sportivo della Fontanassa le cosiddette Hall of Fame, spazi legali destinati ai writers.

    Marta Traverso

  • Bando Movin’up 2012: artisti italiani in giro per il mondo

    Bando Movin’up 2012: artisti italiani in giro per il mondo

    arteSono aperte le selezioni per la 14ª edizione di Movin’Up, concorso a cura di GAI – Associazione per il Circuito dei Giovani Artisti Italiani che supporta la circuitazione degli artisti emergenti italiani nel mondo.

    Il bando è rivolto ai giovani creativi tra i 18 e i 35 anni di nazionalità italiana o residenti in Italia da almeno un anno, che operano con obiettivi professionali nei più disparati campi artistici (arti visive, architettura, design, grafica, musica, cinema, video, teatro, danza, performance, letteratura) e che sono stati ammessi o invitati ufficialmente all’estero da istituzioni culturali, festival, enti pubblici e privati a iniziative quali concorsi, residenze, seminari, workshop, stage e così via.

    Gli artisti vincitori riceveranno un contributo per le spese sostenute durante il soggiorno per viaggio, vitto, alloggio, acquisto materiali, trasporti interni, quota di iscrizione a seminari.

    La partecipazione al concorso è completamente gratuita e non prevede costi di iscrizione. Ogni artista o gruppo potrà accedere alle selezioni con un solo progetto per ciascuna sessione.

    La scadenza per inviare il proprio materiale è entro le ore 12 di venerdì 1 giugno 2012 tramite registrazione sul sito www.giovaniartisti.it.

    Per motivi organizzativi si richiede ai partecipanti liguri di comunicare la propria adesione al concorso inviando anche una mail a Gianna Caviglia, referente GAI della Liguria (gcaviglia@comune.genova.it) con il seguente testo:
    Nome e Cognome
    Recapito
    Partecipo a MOVIN’UP 2012 – 14ª EDIZIONE

    Gli artisti selezionati riceveranno una comunicazione via mail.

  • Art is clear as clouds are: artisti in gara per Balla coi cinghiali

    Art is clear as clouds are: artisti in gara per Balla coi cinghiali

    balla coi cinghialiRiaprono le iscrizioni per una nuova edizione di Art is clear as clouds are, concorso volto alla diffusione degli artisti contemporanei emergenti, per dare loro la possibilità di esporre nel corso di eventi significativi sul territorio nazionale.

    L’edizione 2012 del concorso avrà come tappa conclusiva Balla coi cinghiali, il festival musicale che si tiene ogni estate a Bardineto.

    Il concorso è gratuito e possono partecipare tutti gli artisti di qualsiasi nazionalità che operano su territorio italiano. Sono ammesse opere di qualsiasi tecnica e genere (pittura, scultura, fotografia, video, performance, installazioni, ecc).

    Il materiale potrà esser spedito all’indirizzo di posta elettronica contest@artisclear.it entro il 1 giugno 2012.

    Questo il materiale che dovrà pervenire:
    – Domanda di partecipazione compilata in tutte le sue parti
    – Liberatoria compilata e firmata
    – Scheda Artistica e Tecnica delle opere proposte
    – Curriculum vitae/artistico (poche righe per sapere chi siete)
    – min 3 immagini in formato digitale del proprio lavoro
    – link opzionale ad un proprio sito web

    Marta Traverso

  • So Long Ago, mostra di Irene Pacini alIa Sala Dogana

    So Long Ago, mostra di Irene Pacini alIa Sala Dogana

    Irene Pacini so long AgoContinuano gli appuntamenti con le mostre dei giovani artisti alla Sala Dogana nell’ambito della rassegna Giovani Idee in transito.

    Dal 5 al 15 aprile la sala di Palazzo Ducale ospita la mostra So Long Ago a cura di Irene Pacini, allieva della scuola di musica e nuove tecnologie del Conservatorio di musica Nicolò Paganini.

    Associando la forza drammatica della voce a immagini di intenso impatto emotivo, l’artista  indaga sull’espressività del corpo umano, mettendone in luce di volta in volta la tensione o il silenzio che si cela al suo interno.

    Come un’eco della memoria, affiorano elementi di un mondo infantile, che non rinuncia ad esprimere la sua magia, la sua intensità, la sua forza propulsiva nell’atto stesso del venire al mondo. L’elaborazione sonora è elemento imprescindibile e nello stesso tempo fondante dell’immagine video.

    dal 5 al 15 aprile – tutti i giorni, compreso lunedì 9, ore 15.00-20.00
    inaugurazione giovedì 5 aprile ore 18.00

  • Alessandro Ligato, le fotografie che guardano le stelle

    Alessandro Ligato, le fotografie che guardano le stelle

    Dal 17 marzo al 20 aprile, presso l’OpenLab Gallery di Vico Giannini 1 a Genova, è aperta la mostra personale di Alessandro Ligato, vincitore della prima edizione del concorso “Art Is Clear As Clouds Are” rivolto a giovani artisti emergenti e organizzato in collaborazione con il Balla Coi Cinghiali Festival.

    Alessandro Ligato, classe 1980 e una formazione tutta artistica tra Dams di Brescia e Accademia di Brera, si esprime attraverso il mezzo della fotografia d’arte e presenta a Genova “Urbana Nostalghia”… quando il cielo stellato è il protagonista che non si vede…

     Il lavoro che presenti in mostra è molto particolare. Puoi spiegarlo?

    «Il progetto che presento presso l’Open Lab Gallery nasce due anni fa e parte dall’idea che la città è di chi la vive, e che al suo interno si può e si deve vivere tutta la gamma dei sentimenti immaginabili. La nostalgia, la malinconia e la contemplazione sono legati a un immaginario bucolico, io rivendico con questo progetto il diritto di viverli anche nell’urbanità; urbanità che di notte perde la sua frenesia e si dispone come la natura ad esserti vicina e confidente.

    La modalità di operazione è stata performativa: comunicavo ai miei soggetti con una settimana di anticipo di scegliere un luogo che potesse metterli in questo stato d’animo, quando scendeva il buio loro si sdraiavano a guardar le stelle e io documentavo quel che succedeva; quindi primariamente lo scopo era di far vivere ai miei nostalghici un’esperienza sensoriale di confronto con se stessi e quel che li circonda; al contempo il mio scopo era quello di rendere visibile l’invisibile, ovvero loro vivono movimenti e paesaggi interiori e io col mio mezzo fotografo loro e quel che hanno attorno come rappresentazione visiva di quel sentire; il mondo fuori fotografato come specchio del loro mondo interiore.

    La fotografia è per me un’arte magica e alchemica, il mio fotografare è racchiudere un mondo in un rettangolo che sia significativo ed evocativo anche di quel che ho escluso dal rettangolo; il cielo è negato nella fotografia perché solo vivendo l’esperienza è possibile perdersi a guardarlo.

    Fin dall’inizio ho capito che l’installazione di questo lavoro in galleria doveva essere pienamente conforme all’esperienza vissuta dai miei soggetti, è per questo che in galleria ho installato le fotografie su lightbox, le sale sono buie con la proiezione del cielo sul soffitto, ci sono materassi e cuscini per sdraiarsi, in modo che lo spettatore in una mimesi possa sdraiarsi e condividere -anche se in piccola parte- l’esperienza dei soggetti da me fotografati

    Urbana Nostalghia di Alessandro Ligato
    "Urbana Nostalghia" di Alessandro Ligato

    Nell’osservare le tue foto la prima reazione è stata cercare di riconoscere il luogo, in seconda battuta il forte rimando alla prosecuzione dello spazio oltre il rettangolo dell’immagine, verso un cielo che non vediamo ma che sappiamo essere lì e dispiegarsi immenso agli occhi della persona sdraiata, fa venire voglia di entrare nella foto e sdraiarsi accanto al tuo soggetto.
    C’è una chiave di lettura precisa per queste immagini? Un messaggio per il fruitore? 

    «Ognuno è libero di sentire quel che vuole, quello che mi preme è che non sia un vedere ma appunto un sentire… non un’esperienza legata solo alla vista ma che muova sensazioni interiori legate al vissuto personale di ogni visitatore».

    Ho visto che lavori con la fotografia analogica e in particolare col banco ottico. I tempi e i modi di questa tecnica sono antitetici all’immediatezza e alle peculiarità della fotografia digitale. Come nell’annosa disputa tra fautori dell’mp3 e cultori del vinile, quando si tratta di contrapposizione analogico-digitale di solito si creano fazioni tra loro inconciliabili. Appartieni a una di queste o lavori con entrambe le tipologie? Cosa hai scelto per le foto in mostra e perché?

    «Io lavoro sempre con la fotografia analogica, come nella musica c’è chi suona il pianoforte e chi il sintetizzatore, uno non è meglio dell’altro; semplicemente è radicalmente diverso. Per me il fatto di lavorare in analogico risponde al  bisogno di fotografia come oggetto fisico: poiché cerco sempre di cogliere sfumature, sentimenti, insomma ciò che non è visibile, ho bisogno che ciò sia documentato su un supporto fisico cioè sulla pellicola. Lavorare in analogico col medio e grande formato è da sempre per me legato a una fotografia intesa come visione e pensiero, il clic finale è l’1% del lavoro; è un lavorare per sottrazione e non per sovrabbondanza: il digitale ti fa fotografare e poi scegliere, io sono conformato per scegliere e poi fotografare.
    Lavorare in analogico significa anche avere tempi di latenza in cui l’immagine non è visibile e visionabile, è solo immaginabile, cosa che trovo bella ed educativa a livello progettuale; queste macchine fotografiche di grande importanza fisica mi danno anche la possibilità di vivere non solo con un dito il fotografare e il luogo in cui sono, ma anche di sentirne il peso e l’anima attraverso la fatica, questo credo ti metta in una posizione di maggior ascolto del luogo o della persona che ti sta attorno».

    Oggi chiunque possieda una reflex digitale e Photoshop si dichiara fotografo, apre un account su Flickr e inonda il web di scatti rielaborati. È la caratteristica di internet, democratizzare le cose e renderle accessibili a tutti. In questo modo però c’è una proliferazione incontrollata e pochissimo filtro. Cosa pensi di questa realtà? È un bene o un male? Stimola le idee e la concorrenza o rischia di oscurare persone meritevoli nel mare magnum della rete?

    «Non credo che la rivoluzione digitale si possa definire come una democratizzazione, ha dato sì la possibilità a tutti di fotografare ma spesso ciò implica e ha implicato il fatto che queste persone non inizino a fotografare per rispondere a un forte bisogno interiore. Oggi ci sono più fotografi che medici o fruttivendoli e ciò un po’ mi inquieta soprattutto perché più bella è la reflex minore è l’umiltà del fotografo che si crede un professionista solo per il fatto di aver tra le mani 5000 euro; credo che per dare un giudizio sul digitale dovremmo aspettar una decina d’anni e veder cosa resta di tanto strepitare e fotografare come pioggia nei monsoni.
    Ci sono però realtà notevoli che sono nate e si sono diffuse attraverso internet e i social network; io per esempio ho imparato a fotografare, sviluppare e stampare in analogico su Flickr in un gruppo che si chiama “Fotografia analogica- italia”; nella massa di immagini da cui siamo inondati si trovano anche moltissime di qualità; anche se abito in provincia posso seguire blog di fotografia scandinava ovvero non fermarmi a quel che il mainstream mi impone come idea di fotografia, ma andare a scavare ovunque e scoprire micro realtà notevoli. Credo che tutto ciò sia molto positivo; insomma il problema non è il digitale o il web ma le mani e le menti che lo usano».

    Quali sono i tuoi prossimi progetti?
    «Per il futuro ho in mente più progetti di quanti ne possa materialmente realizzare, ma quotidianamente con rigore li porto avanti, per me fotografare non è una cosa diversa dal vivere, risponde a un mio bisogno di analizzare e riflettere sulla realtà. In particolare in questo momento sto portando avanti un progetto di arte pubblica sul quartiere del Carmine a Brescia, tra mille difficoltà economiche  continuo a far quel che sento con la ferma convinzione che condividere i propri mondi interiori sia alla base di una vita sociale degna di questo nome».

     

    Claudia Baghino

  • Cultura e sviluppo, la proposta genovese dopo il manifesto del Sole 24 Ore

    Cultura e sviluppo, la proposta genovese dopo il manifesto del Sole 24 Ore

    teatro palcoscenicoLa mancata approvazione del bilancio del Comune avrà come diretta conseguenza la cancellazione di gran parte delle manifestazioni culturali previste a Genova nel 2012. Nei giorni scorsi una lettera aperta firmata dalla maggior parte dei teatri e degli operatori genovesi ha voluto sensibilizzare la cittadinanza sui tagli alle manifestazioni culturali. In parole povere, i tanti discorsi sviluppati in questi anni sui tagli alla cultura giungono ora a un punto di svolta più o meno concreto: si chiudono i rubinetti, si salvi chi può. Ma sarà davvero così?

    Un dibattito acceso già un mese fa in seguito alla pubblicazione sulle pagine del Sole 24Ore del manifesto “Niente Cultura, Niente Sviluppo”, propone l’istituzione di una costituente della cultura (dove per cultura si intende “concezione allargata che implichi educazione, istruzione, ricerca scientifica, conoscenza”):  “La cultura e la ricerca innescano l’innovazione – si legge sul Sole 24 Ore – e dunque creano occupazione, producono progresso e sviluppo. La cultura, in una parola, deve tornare al centro dell’azione di governo. Dell’intero Governo, e non di un solo ministero che di solito ne è la Cenerentola. È una condizione per il futuro dei giovani. Chi pensa alla crescita senza ricerca, senza cultura, senza innovazione, ipotizza per loro un futuro da consumatori disoccupati, e inasprisce uno scontro generazionale senza vie d’uscita.

    Da ormai diversi giorni gli interventi in tema di cultura legata allo sviluppo si moltiplicano sui quotidiani locali e nazionali, la direttrice del Teatro dell’Archivolto Pina Rando ha elaborato, in un contributo pubblicato da Repubblica, il concetto di “cultura spalmata su tutta la città”.

    Un concetto ripreso da Sandro Baldacci, neo candidato al Consiglio Comunale per Idv (sostiene Marco Doria), il quale ha proposto un programma per rilanciare la cultura a Genova: «È opportuno innanzitutto creare una piattaforma istituzionale – propone il candidato – che diverrà organismo ufficiale tecnico (e non politico) di ascolto delle istanze territoriali, progettazione e coordinamento delle iniziative e organo di monitoraggio e di verifica dei risultati, al cui tavolo saranno chiamati le Rappresentanze delle municipalità, degli operatori commerciali, culturali e teatrali (non dimentichiamo che Genova è la città italiana con il maggior numero di teatri in rapporto al numero degli abitanti), in modo da individuare i punti di maggior criticità territoriale, attuando una sorta di censimento dei beni architettonici, museali, paesaggistici, enogastronomici e ambientali che possano divenire, a seguito di interventi mirati di riqualificazione, pregiati elementi di attrattiva turistica. Stesso identico discorso anche per quanto riguarda le iniziative commerciali (fiere, sagre e quant’altro), artistiche (festival, rassegne, ecc.) e culturali (apertura di spazi museali, architettonici), individuando quartiere per quartiere le iniziative più idonee alla promozione turistica del territorio circostante.»

    «In questo modo si procederà all’elaborazione di un programma sperimentale, di durata limitata e programmata, che concentrerà le risorse alternativamente in diversi quartieri mediante la realizzazione di eventi culturali, spettacolari ed enogastronomici in base alle diverse caratteristiche urbanistiche e socio ambientali. Nei periodi di promozione programmati gli operatori economici si impegneranno a mantenere aperti gli esercizi commerciali e le strutture turistico alberghiere in maniera tale da poter dar vita a veri e propri “pacchetti preconfezionati” rivendibili dagli operatori turistici. Al termine del periodo sperimentale si procederà alla fase di raccolta e verifica dei dati per orientare al meglio le successive iniziative e ottimizzare i profitti».

    «L’Italia, e quindi anche Genova, ha il più importante patrimonio culturale e artistico al mondo ma la cultura contribuisce per poco più del 2% al PIL. Il potenziale di crescita è enorme. In particolare il turismo legato al patrimonio culturale è il settore che sta crescendo più rapidamente modificando la struttura delle economie regionali e comportando vantaggi, ma anche significativi impatti, sui siti e sulle comunità locali. Promuovere l’offerta di cultura significa riattivare il circolo virtuoso tra conoscenza, ricerca, arte, tutela e occupazione».

  • Un concorso artistico per sensibilizzare sulla donazione di sangue

    Un concorso artistico per sensibilizzare sulla donazione di sangue

    Fino al 20 maggio 2012 si può partecipare a Share Care, concorso artistico organizzato in vista del prossimo 14 giugno, giornata mondiale del donatore di sangue. Il concorso è indetto dal Centro Nazionale Sangue allo scopo di sensibilizzare tutti i cittadini e aiutare l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) a diffondere la pratica della donazione di sangue, allo scopo che tutti i Paesi possano coprire il proprio fabbisogno di donatori volontari entro il 2020.

    Il concorso è rivolto a giovani dai 18 ai 28 anni che possono inviare un’opera sotto varie forme: un corto, un fumetto, un tube-game, un brano musicale o rap, un’azione di guerrilla marketing o di ambient marketing.

    Il contenuto dell’opera dovrà trasmettere questi messaggi:
    – uno stile di vita corretto e sano grazie al quale è possibile donare il sangue è un vantaggio non solo per il ricevente ma anche per il donatore;
    – il sangue donato diventa un farmaco salvavita non solo in situazioni di emergenza, ma anche per curare patologie croniche;
    – il sangue donato in maniera anonima diventa una risorsa a disposizione di tutti, da condividere per sostenere un sistema sanitario efficiente.

    Marta Traverso