Tag: artisti

  • Rolli Days: danza contemporanea negli antichi palazzi del centro storico

    Rolli Days: danza contemporanea negli antichi palazzi del centro storico

    Via GaribaldiUn itinerario nel centro storico di Genova, alla scoperta degli antichi palazzi e delle realtà della danza contemporanea: questo e molto altro è Rolli Days, in programma sabato 21 e domenica 22 settembre.

    I palazzi nobiliari genovesi, oggi patrimonio dell’umanità UNESCO,  restano per due giorni aperti al pubblico e sono visitabili gratuitamente; al loro interno sono in programma  le performance di artisti della danza contemporanea a cura di Artu e rete Danzacontempoligure.

    Ecco il programma delle esibizioni, che si svolgono sia sabato 21 che domenica 22 settembre

    Ore 10.30 – 12 / 15 – 18
    Palazzo Ridolfo Maria e Gio Francesci i Brignole Sale (Palazzo Rosso), via Garibaldi 18
    #13 // on HER own – installazione per un corpo solo di e con Olivia Giovannini. Site-specific: Opiemme grazie a D. Francesca e F. Lenzi

    ore 10.30 – 11 – 11.30 – 12
    Palazzo Stefano Balbi (Palazzo reale), via Balbi 10
    PLUG 1 di Davide Frangioni/UBIdanza

    ore 11 (15´)
    Palazzo Giacomo e Lazzaro Spinola, via Garibaldi 10
    “…e come sottofondo il rumore della città”  di e con KoinèGenova

    ore 12 (30´)
    Palazzo gerolamo Grimaldi (palazzo della meridiana), salita San Francesco 4
    Vuoti a rendere per rinnovare la prospettiva di e con Massimiliano Caretta e Piera Pavanello
    musica originale di Massimiliano Caretta; produzione Vera Stasi in collaborazione con ENZ; distribuzione Vera Stasi

    ore 15 (20´)
    Palazzo Giacomo e Pantaleo Balbi (Palazzo Balbi Senarega), via balbi 4
    CLARA FALLS IN LOVE delle ironiche cadute di Stile di e con Erika Di Crescenzo
    coproduzione Cie La Bagarre | Centro Daiva Jyoti

    ore 15.30 (20´)
    Palazzo Durazzo, via del Campo 12
    Inattesa di e con Cristina Failla
    a cura di associazione Arbalete; traccia sonora e vocale di Mariella Sto

    ore 16 (15´)
    Palazzo Bartolomeo Invrea (Palazzo Cardinale Cybo), via del Campo 10
    Il volume com’era di e con Caterina Basso

    ore 16.30 (20´)
    Palazzo Francesco Grimaldi (Galleria di Palazzo Spinola), piazza Pellicceria 1
    T.Zoo / Ne di e con Daniela Biava
    realizzazione video Matteo Ferrari; a cura di associazione Arbalete

    ore 17 (20´)
    Palazzo Gio Vincenzo Imperiale, piazza Campetto 8
    Ternura do nunca succedido  di e con Sara Dal Corso

    ore 18 (20´ ripetibili)
    Palazzo Luca Grimaldi (Palazzo Bianco), via Garibaldi 14
    Improvvise corrispondenze. Secondo capitolo.
    di e con Nicoletta Bernardini e Marina Giardina, con la collaborazione di F. Poggi

    ore 18.30 (90´)
    Palazzo Lomellino, via Garibaldi 7
    I petali caduti- omaggio al Giappone di Davide Francesca. Con Davide Francesca, Francesca Biasetton, Marco Democratico
    calligrafia Francesca Biasetton
    costumi Davide Francesca, Marco Democratico

     

  • L’Inferno di Dante alla Commenda di Prè: concorso per artisti

    L’Inferno di Dante alla Commenda di Prè: concorso per artisti

    preL’associazione culturale La Tela, con sede in Salita del Prione, organizza dal 30 novembre al 15 dicembre 2013 una mostra in San Giovanni di Prè sul tema dell’Inferno di Dante Alighieri. Nel corso della mostra saranno organizzati anche reading e performance ispirati alla medesima opera letteraria.

    A questo scopo apre un bando di concorso artistico aperto a chiunque voglia realizzare un’opera su questo tema. Sono ammesse fino a 3 opere “a muro” (dimensione massima 110 x 110 cm) e 2 opere di scultura (dimensione massima 120h x 50 x 50 cm), che dovranno essere proposte entro il 10 novembre 2013 alla mail la-tela@libero.it. Allo stesso indirizzo dovranno essere inviati i seguenti materiali:
    – modulo di partecipazione compilato e firmato
    – dati e codice fiscale dell’artista
    – breve nota biografica e breve descrizione delle opere
    – immagini delle opere in formato .jpg

    La partecipazione al concorso prevede la sottoscrizione di una quota di partecipazione (60 € per un’opera, 80 € per due opere, 100 € per tre opere), che dovrà essere versata tramite bonifico bancario o Postepay oppure in contanti presso l’associazione.

  • Giornata nazionale dell’arte contemporanea: il bando di Satura

    Giornata nazionale dell’arte contemporanea: il bando di Satura

    arte-arti-visive-tramonto-RMLa galleria d’arte Satura, con sede in piazza Stella (centro storico di Genova), aderisce alla nona edizione della Giornata del contemporaneo promossa da Amaci – Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani – e che si terrà il 9 ottobre 2013.

    Lo spazio partecipa con la rassegna d’arte ContemporaneaMENTE, un’esposizione di artisti selezionati tramite bando: chi desidera partecipare può farlo entro venerdì 30 agosto 2013 con un’opera a tema libero le cui dimensioni massime siano 100 x 120 cm (arte visiva) o 80 x 80 x 150 (scultura). La candidatura va inviata all’indirizzo mail info@satura.it, con foto .jpeg dell’opera e didascalia.

    Gli artisti selezionati saranno contattati dalla segreteria di Satura per formalizzare l’iscrizione.

    [foto di Roberto Manzoli]

  • Progetto Basamenti, Palazzo Ducale: gli autori di “Riflessioni in piazza”

    Progetto Basamenti, Palazzo Ducale: gli autori di “Riflessioni in piazza”

    basamenti-palazzo-ducale-liberato-aliberti-roberta-pacelliProsegue il progetto di Sala Dogana “Basamenti“, che vede protagonisti i piedistalli in marmo di Piazza Matteotti, quelli che un tempo ospitavano le statue di Andrea e Gio Andrea Doria e che oggi si stagliano, solitamente vuoti, ai lati dello scalone d’accesso a Palazzo Ducale. Fino al 29 settembre è possibile vedere esposta la seconda delle tre opere vincitrici del concorso artistico nazionale indetto dal Comune di Genova: un’installazione dal titolo “Riflessioni in piazza“, firmata dai due architetti ed artisti napoletani Liberato Aliberti e Roberta Pacelli. Si tratta di due strutture in metallo identiche tra loro e completamente ricoperte di cd: mossi dal vento, i ben 768 compact disc si agitano nell’aria riflettendo in ogni direzione la luce che li colpisce. Ecco cosa i due artisti raccontano a proposito della loro opera.

     

    Il titolo suggerisce il doppio significato di “riflessioni” come luce che si riflette sulla superficie dell’opera e come riflessione stimolata dall’opera stessa in chi la guarda. In questo senso, quali riflessioni vi augurate che nascano dall’osservazione del vostro lavoro?             

     «Sicuramente auspichiamo che l’opera possa indurre le persone a riflettere sulla condizione di “overspending” dell’uomo contemporaneo, sulla sua troppo grande impronta ecologica,  sui rifiuti prodotti e  sullo spreco; sull’uso smisurato delle risorse naturali insomma. Ci piacerebbe fosse uno strumento che rendesse palesi le potenzialità delle risorse rinnovabili, nella facti species il sole ed il  vento che di fatto animano  la nostra installazione. E poi c’è la questione del “super-uso”, del riutilizzo creativo di oggetti di rifiuto per altri fini, invitando a guardare con creatività gli oggetti destinati a rifiuto per scoprirne i possibili e potenziali riutilizzi».

    Come siete giunti a trarre elementi d’ispirazione proprio dalla tribù Hopi e in che modo essa ha a che fare con l’opera? Ad un primo sguardo infatti l’installazione è quanto di più lontano si possa pensare dalla natura e dalla cultura delle tribù di nativi americani.

    «Più che di ispirazione parleremmo di riferimento ex post. Il rimando alle tribù Hopi è  relativo  al loro essere un esempio di comunità organiche che ritenevano la vita umana – spirituale ma anche e soprattutto biologica – strettamente connessa ed interdipendente agli equilibri cosmici. Le cerimonie Hopi erano riti atti ad invocare i cicli naturali (solstizi ed equinozi) oltre che le piogge e i venti;  l’entità Natura veniva chiamata a presenziare la cerimonia attraverso il suo rendersi palese nei fenomeni meteorologici. Era questo un modo per celebrare le funzioni ecologiche e se l’ecologia è la scienza delle relazioni, noi attraverso questa opera abbiamo voluto esaltare le relazioni della piazza con il sistema ambientale, sole e vento. Purtroppo la modernità,  sventolando altre bandiere, ha via via sminuito l’importanza delle interconnessioni tra uomo e natura; in questa sua ultima fase, già da decenni denominata “post-moderna”, spetta a noi lanciare dei messaggi critici e spiragli immaginifici per il futuro; noi ci proviamo!».

    basamenti-palazzo-ducale-liberato-aliberti-roberta-pacelli-4Avete utilizzato materiale di riciclo ma ciò non significa necessariamente un aspetto “usato” o povero dell’opera, anzi i cd hanno qualità visive ed estetiche notevoli: la forma perfetta e la capacità di riflettere la luce in tutti i colori dell’iride….sembra quasi abbiate voluto mettere in evidenza una sorta di bellezza estetica e morale dell’atto di riciclare. E’ così?

    «Nonostante la resa formale fosse per noi cosa importantissima non possiamo dire che l’estetica del riuso fosse per noi un obiettivo di concetto. Nonostante il riciclo creativo sia cosa auspicabile ancora meglio sarebbe ridurre  al minimo il consumo di materiali inquinanti.

    Nonostante sia chiara la gravità della situazione ambientale a livello globale, molti se ne fregano totalmente: niente riciclo, niente attenzione all’ambiente, e come tutte le estati le spiagge si popolano di rifiuti di ogni genere. Secondo voi perché è un atteggiamento così diffuso, nonostante le accortezze per fare la propria parte siano alla portata di tutti? Se non bastano le campagne di sensibilizzazione, pensate che un’opera come la vostra possa realmente stimolare l’attenzione verso questi temi?

    «Non pensiamo ma forse un po’ ci speriamo nella misura in cui se “l’etica libera la bellezza” la  bellezza libera l’etica».

    Liberato: hai lavorato all’estero, hai trovato più rispetto per la terra che qui da noi?

    «In generale direi di no; ovunque le persone sembrano affannarsi per rincorrere altri valori dimostrando una forte  miopia su questo tema. Sono purtroppo pochi i casi,che io conosco, di singole persone, gruppi associati o comunità che lottano per difendere l’ecologia del proprio territorio o esplorano modi alternativi ed equilibrati di “abitare la Terra”. Ho cercato di imparare molto da queste realtà minori: recentemente infatti, grazie ad una borsa di studio ho trascorso sei mesi ad Auroville in India, un ecovillaggio dove da decenni vengono sperimentate pratiche sostenibili ed ecologiche, in maniera olistica abbracciando tutta la sfera delle attività umane, dall’agricoltura alle costruzioni; credo che da questi pionieri si debba imparare».

    basamenti-palazzo-ducale-liberato-aliberti-roberta-pacelli-2Il riciclo fa venire subito in mente anche le ecomafie e le gravi negligenze da parte delle autorità sui temi legati all’ambiente: avete pensato anche a questo nella realizzazione del lavoro?

     «Non ci aspettiamo alcun cambiamento da parte delle autorità sui temi ambientali. Spesso tali autorità non sono altro che un ostacolo ad un’evoluzione sostenibile e libertaria della società, un esempio lampante è  l’impedimento dell’autogestione dell’energia e dei rifiuti. Nella nostra opera abbiamo utilizzato CD di un polimero potenzialmente riciclabile;  purtroppo il nostro Paese nel recepire la direttiva europea in materia di raccolta differenziata e riciclaggio non menziona tali supporti come riciclabili. Purtroppo la nostra fiducia nei governi – vari ed eventuali, locali e nazionali – è ai minimi storici e le città che ci hanno dato i natali non aiutano in questo. Le nostre posizioni politiche sono abbastanza dissimili e motivo di discussioni piuttosto avvampate. Il riferimento  al marciume che sta soffocando Napoli non c’è; questa è cosa altra».

    Una volta smessa l’installazione, la riposizionerete altrove o sarà smantellata?

    «L’installazione è site-specific, cioè appartiene ai Basamenti di Palazzo Ducale; nonostante questo non escludiamo un reimpiego dei pezzi. Nei tre mesi che passeranno i CD saranno inutilizzabili per lo stesso fine perché il sole ne degraderà l’effetto iridescenza, pertanto stiamo pensando di impiegarli per creare degli oggetti di design sperimentando così una formula di “super-super-uso”».


    Claudia Baghino

  • Andrea Pazienza: 100 tavole in mostra al Museo Luzzati

    Andrea Pazienza: 100 tavole in mostra al Museo Luzzati

    andrea-pazienzaHa inaugurato lo scorso 26 luglio e rimarrà aperta al pubblico fino a lunedì 7 ottobre 2013 la mostra antologica – ospitata al Museo Luzzati nel Porto Antico – che raccoglie oltre 100 tavole di Andrea Pazienza.

    Le opere seguono il percorso cronologico della carriera dell’artista e spaziano dalle storie in slang di Pentothal a quelle perfide di Zanardi, alla struggente poesia di Pompeo, all’affettuosa ironia di Pert, dedicata a Sandro Pertini. La mostra è curata da Marina Comandini, vedova dell’artista scomparso nel 2002.

    Il museo è aperto ogni giorno con orario 10-13 e 15-19. Ingresso 5 € (gratuito per i bambini fino a 6 anni).

    (vuoi sapere cos’altro si può fare e vedere oggi a Genova e dintorni? Consulta l’agenda eventi di Era Superba)

  • Spirito di Vino: concorso di illustrazione in Friuli Venezia Giulia

    Spirito di Vino: concorso di illustrazione in Friuli Venezia Giulia

    Bottiglie vinoSono aperte le iscrizioni per la XIV edizione di Spirito di Vino, concorso internazionale per vignette e illustrazioni indetto ogni anno durante la manifestazione Cantine Aperte in Friuli Venezia Giulia.

    Scopo del bando è disegnare vignette satiriche sul tema del vino: ogni partecipante può inviare fino a tre opere realizzate con qualsiasi tecnica e di dimensione 30×40 cm (orientate dunque in verticale). Il concorso è diviso in due sezioni: una per i vignettisti di età compresa tra 18 e 35 anni, una per gli over 36.

    Le opere vanno inviate entro il 31 agosto 2013 via mail a spiritodivino@mtvfriulivg.it o via posta all’indirizzo Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia – Via del Partidor 7 33100 Udine. Una giuria composta da nomi illustri del panorama satirico italiano selezionerà 30 vignette per ciascuna sezione che saranno esposte all’interno di una mostra allestita per l’occasione.

    Durante la manifestazione Friuli Doc (Udine 16-20 settembre 2013) verranno premiati i primi tre classificati di ciascuna sezione con 75 bottiglie di vino (1° premio), 50 bottiglie (2° premio) e 25 bottiglie (3° premio).

  • Questa piazza non è un parcheggio: concorso artistico a Ferrara

    Questa piazza non è un parcheggio: concorso artistico a Ferrara

    piazza-vittoria-caravelle4-DIIl Comune di Ferrara ha aperto il bando di concorso per artisti under 36 dal titolo Piazza Verdi | “Questa piazza non e’ un parcheggio. L’obiettivo è individuare progetti di riqualificazione dello spazio pubblico in vista della riapertura temporanea del Teatro Verdi, che si trova appunto nell’omonima piazza. Un progetto che è già stato avviato in altre due zone della città romagnola, piazzetta Sant’Anna e il Mercato Coperto, nell’ambito del “programma per la sensibilizzazione al riuso dei luoghi addormentati“.

    L’apertura avverrà dal 3 al 6 ottobre 2013: saranno selezionati sei progetti creativi (danza, teatro, fotografia, installazione etc) che animeranno in quei giorni la piazza. Ogni artista selezionato avrà un proprio spazio di 5×4 metri (pari a un doppio modulo di parcheggio auto) per tutta la durata dell’evento.

    La scadenza per inviare la proposta è domenica 1 settembre 2013. L’iscrizione al concorso è gratuita.

    Per iscriversi si deve inviare:
    – titolo o motto della proposta
    – testo di max 1.500 caratteri che la illustri
    – bozzetto in formato A4 orizzontale
    – eventuali richieste specifiche per la realizzazione
    – bio dell’autore, max 500 caratteri

    I materiali vanno spediti via posta al Centro Studi Dante Bighi – via Martino Carletti 108 – 44034 Copparo (FE) oppure via mail in allegato pdf a info@dantebighi.org.

    Una giuria selezionerà le sei migliori proposte e i candidati saranno contattati personalmente.

    [foto di Diego Arbore]

  • La Murga dei Vicoli: musica e solidarietà alla Maddalena, futuro incerto

    La Murga dei Vicoli: musica e solidarietà alla Maddalena, futuro incerto

    murga-vicoliSpesso le attività di aggregazione sociale nel centro storico genovese si basano sull’iniziativa libera e spontanea dei singoli, che riunendosi in gruppi danno vita a piccole luminose realtà fatte di persone che hanno voglia di condividere tempo, idee, conoscenze creando una rete di socialità e mutuo soccorso che si contrapponga all’abbandono e al degrado in cui purtroppo spesso versano i nostri caruggi. La Murga dei Vicoli è una di queste vitali realtà: murga, parola spagnola per indicare una forma di teatro di strada accompagnato da musica e giocoleria è il termine adottato da questo gruppo informale – nato nel sestiere della Maddalena – che non ha mai avuto progetti predefiniti ma ha costruito la propria identità e il rapporto col quartiere giorno per giorno, in base alle esigenze che si presentavano di volta in volta. Più semplicemente loro stessi si definiscono “quelli dei tamburi”, convinti che “solo attraverso l’autorganizzazione e la pratica quotidiana possiamo vivere meglio il nostro disastrato territorio; questo territorio che ci sta a cuore e che abbiamo sempre cercato di colorare con la nostra musica, con i nostri ritmi a rompere le gabbie del silenzio, della discriminazione e dell’emarginazione”. Oggi la Murga si trova in difficoltà poiché a breve resterà priva degli spazi che utilizza per riunirsi. Abbiamo parlato con Arianna, componente del gruppo, che ci ha raccontato la loro storia.

    Cos’è la Murga, come e quando è nata?

    «La Murga dei Vicoli nasce circa 4 anni fa – dall’idea di alcuni che ne fanno ancora effettivamente parte e di altri che non hanno proseguito il percorso – di creare una murga a Genova. In Sud America, soprattutto in Argentina e in Uruguay, ci sono moltissime murgas: spesso ogni quartiere ha la sua murga di suonatori di percussioni uniti a teatranti e danzatori, che portano messaggi di allegria ma anche di lotta nella quotidianità del quartiere, nelle manifestazioni, nei momenti di festa, nelle occasioni speciali…».

    Come interagite con il quartiere e i suoi abitanti?

    «La Murga dei Vicoli s’ispirava, e si ispira, al fatto di essere un gruppo informale di persone di ogni età aperto a tutti e tutte, i cui membri non siano necessariamente dei musicisti, e infatti nel nostro caso solo alcuni già sapevano suonare le percussioni quando si sono uniti al gruppo. La Murga esce a  suonare per le strade del quartiere e oltre, a fianco di molte lotte e manifestazioni per la dignità: a fianco al popolo palestinese, contro il TAV, insieme ai bambini e alle famiglie, contro la guerra e la repressione, al funerale di Don Andrea Gallo… e in molte altre occasioni».

    murga-vicoli-3Dove vi siete riuniti finora, quali spazi avete utilizzato?

    «Inizialmente la Murga era ospite di uno spazio del Comune in Via della Maddalena. Quando lì sono dovuti iniziare dei lavori ha spostato le sue prove nello spazio di Piazza Posta Vecchia (facente parte delle aree legate al progetto “Patto per lo Sviluppo della Maddalena”, ma di fatto lasciato inutilizzato) dove è rimasta per più di 3 anni. In questo spazio le prove sono sempre state, e lo sono ancora adesso, il giovedì pomeriggio dalle ore 17 circa alle ore 19 circa».

    Può partecipare anche chi non ne fa già parte?

    «Le prove sono aperte a tutti i curiosi e a chi voglia unirsi! Il gruppo ha sempre cercato di mostrarsi aperto e rispettoso nei confronti del vicinato, cercando per esempio di non recare disturbo la sera tardi; l’assemblea della Murga è un momento aperto a tutti, il giovedì sera ore 19 circa, così che chi volesse comunicare con il gruppo possa farlo liberamente».

    Quali problemi sono sorti recentemente?

    «Lo scorso dicembre è giunta la notizia che dovevamo lasciare lo spazio, per il quale ci sarebbe un progetto di allargamento del Distretto sociale Pré-Molo-Maddalena. Il suddetto progetto è approvato già da diverso tempo, probabilmente qualche anno… ma dall’approvarsi al farsi generalmente di tempo ne passa, e intuendo che non sarebbe iniziato nulla nell’immediato la Murga ha deciso di tenere alzata l’ennesima saracinesca che sarebbe rimasta chiusa. Da gennaio in poi è quindi iniziato un periodo in crescendo, abbiamo risistemato lo spazio, abbellito e reso un luogo vivo e aperto in molti modi diversi».

    murga-vicoli-2Quali attività avete organizzato?

    «Dal laboratorio di cucito gratuito che si è tenuto 2 volte alla settimana, alle attività per bambini alcuni pomeriggi; dal baratto di vestiti ed oggetti una volta al mese, alle cene invitando persone del quartiere; dalle iniziative di sensibilizzazione sulla Palestina, sulla situazione in Siria, sull’immigrazione, alle proiezioni di film».

    Quali progetti per il futuro e per la ricerca di nuovi luoghi di ritrovo?

    «La Murga probabilmente a fine estate dovrà andarsene da Posta Vecchia, perché i lavori inizieranno. Che cosa sia da farsi ora non è ancora cosa conosciuta. La Murga nel corso degli anni ha collaborato e intessuto legami di solidarietà e di amicizia con molte realtà sia del centro storico che esterne, e sicuramente vorrà continuare a farlo, ma in questo ha sempre mantenuto la sua autonomia di gruppo slegato dalle istituzioni, autogestito, informale… e queste sono caratteristiche che vuole mantenere».

    Visto che il gruppo è totalmente aperto a nuove idee, persone e progetti, chi volesse contribuire….sa dove trovarli!

    Claudia Baghino

  • Oktoberfest 2013 a Genova: bando di concorso per disegnare il logo

    Oktoberfest 2013 a Genova: bando di concorso per disegnare il logo

    Boccali di birraIn arrivo anche quest’anno Oktoberfest Genova, la festa della birra organizzata dalla Birreria Hofbrahaus di via Dante e unico Oktoberfest ufficialmente riconosciuto dal Ministero delle Finanze dello Stato di Baviera.

    Come nelle precedenti edizioni, l’evento si accompagna a un concorso di grafica per disegnare il logo ufficiale della manifestazione, bando rivolto a genovesi e non che quest’anno si avvale del supporto del social network Pinterest: sull’account ufficiale di HB Genova saranno raccolte tutte le immagini inviate dai partecipanti.

    Il concorso è gratuito: gli interessati potranno spedire le proposte – in formato .jpg o .tif o .psd e di dimensioni 1200 x 1450 pixel – all’indirizzo mail info@oktoberfestgenova.com entro lunedì 22 luglio 2013a specificando nome, cognome e recapito telefonico. Le immagini dovranno contenere obbligatoriamente un boccale da litro di birra, un Brezel, la scritta stilizzata HB, la didascalia “Oktoberfest Genova 12-22 Settembre 2013 in Piazza della Vittoria” e un monumento caratterizzante della città.

    Una giuria decreterà il vincitore, che sarà premiato con un fusto di birra consegnato dal Console Onorario di Germania Alberto Marsano.

  • Prima Luce: Sala Dogana, mostra fotografica di artisti under 35

    Prima Luce: Sala Dogana, mostra fotografica di artisti under 35

    sala-dogana-ducale5-DIVenerdì 28 giugno 2013 alle 18 inaugura nella Sala Dogana di Palazzo Ducale la seconda edizione di Prima Luce, mostra fotografica frutto dell’omonimo concorso a cura dell’Associazione Profondità di Campo, presieduta da Angela Ferrari.

    Un percorso fotografico che vuole coinvolgere le realtà genovesi che si occupano di questa disciplina artistica, e al tempo stesso valorizzare l’opera di giovani artisti e professionisti emergenti. Le undici opere esposte sono state scelte da una commissione formata da Elisabetta Papone, Direttrice del Centro di Documentazione per la Storia l’Arte l’Immagine di Genova e docente di Storia della Fotografia presso l’Università degli Studi di Genova; Paola Valenti, ricercatrice in Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università degli Studi di Genova; Federica De Angeli, fotografa.

    In attesa di poter ammirare le opere, da questa sera fino a domenica 14 luglio 2013, rileggi la nostra intervista ai partecipanti di Prima Luce 2012.

    (vuoi sapere cos’altro si può fare e vedere oggi a Genova e dintorni? Consulta l’agenda eventi di Era Superba)

    [foto di Diego Arbore]

  • PechaKucha Night: una serata di arte, creatività e bolle di sapone

    PechaKucha Night: una serata di arte, creatività e bolle di sapone

    pechakucha-6Un format nato in Giappone, diffuso in tutto il mondo e che da poco più di un anno è di casa anche a Genova, trovando una collocazione fissa nei Giardini Luzzati.

    Sto parlando del Pechakucha Night, evento giunto alla sesta edizione che prevede la presentazione pubblica di progetti secondo un modello standard, 20 slide in 6 minuti. Ieri sera (giovedì 20 giugno 2013) si è svolta la sesta edizione, preceduta dal concerto di Lorenzo Malvezzi, che ha visto alternarsi 12 progetti legati all’arte, all’associazionismo e all’imprenditoria.

    Si è partiti proprio con gli ospiti della serata: con la prima slide, una foto storica dell’area che oggi ospita i Giardini Luzzati, Marco Montoli ha raccontato l’impegno dell’associazione Il Ce.Sto per rivalutare quest’area del centro storico. I Giardini sono anche il “quartier generale” dell’associazione VintaGe – che si impegna da alcuni anni a promuovere la cultura vintage e la prossima settimana sarà al Porto Antico per la terza edizione di Vintage in Porto (martedì 25 saremo alla conferenza stampa e vi racconteremo maggiori dettagli) – e di GecoEco, startup che promuove la green economy e la mobilità sostenibile attraverso il noleggio e la riparazione di bici elettriche.

    A seguire Manena Hostel: tre ragazzi rimasti senza lavoro, che si sono rimboccati le maniche e hanno cercato (e trovato) alla Maddalena uno spazio idoneo per aprire il primo ostello del centro storico, inaugurato lo scorso novembre a due passi da via Garibaldi. Uno spazio che da subito ha creato una sinergia con Y.E.A.S.T. per i loro progetti di scambio internazionale: Monica e Stefania, tra un bagno nelle bolle di sapone e una t-shirt di solidarietà ai manifestanti di Gezi Park, hanno illustrato le diverse iniziative dell’associazione. Scambi di una o due settimane finanziati dall’Unione Europea, gli eventi artistico-gastronomici DeGustibus e un imminente progetto di mobilità sostenibile in collaborazione con l’associazione Abitanti della Maddalena.

    Passando all’arte è il turno di Vanuart, che illustra le numerose mostre e iniziative proposte in varie zone della città. Proprio grazie all’associazione fondata da Sabrina Losciale si sono conosciuti gli artisti Cri EcoAlessandro Gatti e Federico Patrone, che insieme hanno dato vita al progetto Interazioni, una serie di performance che vedono la commistione di diverse discipline artistiche. Proprio durante uno dei loro primi eventi il sopranista Andrea Giambelli, che accompagnava il trio, è stato “notato ” ingaggiato da una compagnia teatrale di Copenaghen per uno spettacolo che si terrà ad agosto.

    I brani del cantautore Federico Giacobbe si accompagnano alle altre presentazioni della serata. Francesco Rotta, ideatore di cruciverba e giochi di brain training, illustra il suo progetto rivolto ai ristoranti, per creare giochi ad hoc sulle tovagliette di carta. Oimemì, negozio aperto al Carmine lo scorso dicembre che vende t-shirt, pezzi unici realizzati da artisti genovesi o provenienti da ogni parte del mondo.

    Infine due progetti giunti dalla Calabria e da Milano. Pixel è ideato da tre architette calabresi e prevede la riqualificazione dei container come unità abitative, mentre Ivan è un poeta avanguardista che dal 2003 gira l’Italia e il mondo per realizzare performance di poesia viva. Nelle giornate di oggi e domani Ivan sta operando alla Maddalena: come spiega Luca Curtaz, presidente dell’associazione Abitanti della Maddalena «Ivan sta eseguendo dei ritratti poetici di abitanti, esercenti e passanti della Maddalena. L’azione è in atto su serrande di commercianti che hanno dato la loro disponibilità, Luca il fruttivendolo e Beatrice Giannoni ceramista, e sulla palizzata del cantiere dell’asilo in costruzione in vico della Rosa. sono ritratti poetici di persone della Maddalena. Lui presta la sua opera gratuitamente, con il supporto di AMa e Civ Maddalena».

    Marta Traverso

  • Festival Asalto, Saragozza: bando di concorso per artisti

    Festival Asalto, Saragozza: bando di concorso per artisti

    artista-bigben-londra-DIAperto un nuovo bando per artisti che consentirà di partecipare al Festival Asalto di Saragozza, che si svolgerà nella cittadina spagnola dal 7 al 14 settembre 2013 e prevede l’allestimento dell’intera città come spazio artistico en plein air..

    Sono ammessi al concorso artisti singoli o in collettivo, di qualsiasi nazionalità e di età superiore ai 18 anni, che realizzino opere con qualsiasi genere e tecnica (murales, installazioni, nuove tecnologie, etc).

    Per candidarsi si dovrà inviare entro il 15 luglio 2013 all’indirizzo mail join@festivalasalto.com il modulo di partecipazione, tre immagini a presentazione del portfolio e una descrizione del progetto in lingua inglese.

    Gli artisti selezionati avranno spesati i costi di viaggio, vitto, alloggio e allestimento.

    [foto di Diego Arbore]

  • Il lavoro dell’artista: intervista a Nicola Bucci

    Il lavoro dell’artista: intervista a Nicola Bucci

    nicolabucci2Genovese, classe 1961, definisce se stesso «un’anima anfibia» fino a metà degli anni Ottanta, ossia quando decide di porre la cesura tra il suo percorso artistico e quello della ricerca filosofica, prediligendo la seconda. Le sue opere, insieme a quelle di altri artisti genovesi, sono state esposte a Palazzo Ducale nella mostra Il lavoro dell’artista. Un percorso genovese 1977 – 1989 (le opere su www.lavorodellartista.it)

    Com’è nata l’idea di questa mostra?

    Tutto è partito dalla personale postuma a Rolando Mignani, allestita nel 2011 a Villa Croce. Rolando, morto nel 2006, è stato una delle figure più importanti nella fase di sperimentazione tra arte e scrittura visuale, avvenuta negli anni Settanta – Ottanta. Non lo classifico come “artista” perché a quei tempi si voleva prendere le distanze dal concetto di “arte” in senso critico e accademico: si preferiva l’espressione “operatori culturali”. Non eravamo un collettivo, ma artisti di diverse generazioni – dei quali io sono il più giovane – uniti da una costellazione di valori comuni. Oltre alla mia opera e a quella di Rolando, sono qui esposti Gianni Brunetti, Italo Di Cristina, Giuliano Galletta, Vincenzo Lagalla e Piero Terrone.

    Di quali valori stiamo parlando?

    Ciò che accomuna le opere presenti in questa mostra, e in generale il nostro percorso di ricerca, è una riflessione metalinguistica sull’arte. Ovvero: non solo realizzare opere, ma utilizzare le opere come strumento di riflessione sull’arte, sui suoi linguaggi, sul rapporto fra l’opera e il suo pubblico. La mia opera esposta, realizzata nel 1981, è una sinestesia di diversi linguaggi: disegno, fotografia, fotocopia, “fotografia della fotografia”. Un preludio a quella che oggi si chiamerebbe multimedialità. L’immagine ha una funzione concettuale: esprime in forma visuale le teorie espresse da Jacques Lacan, Walter Benjamin, Guy Debord e altri.

    Descrivici meglio la tua opera.

    Si tratta della prima mia opera che è stata esposta in una mostra personale, all’epoca avevo vent’anni. La premessa è la teoria di Lacan, secondo cui l’uomo è spettatore di se stesso. Non è più lo spettatore a guardare l’opera, ma l’opera che afferra lo spettatore. In questo caso vi sono diverse tavole, che partono dall’obiettivo fotografico per indagare le dimensioni stratificate dello sguardo: la persona ritratta che guarda in macchina, poi che guarda la propria immagine fotografata, il riflesso nello specchio e così via. Nell’opera originaria, si terminava proprio con una cornice vuota, contenente uno specchio: lo spettatore, dopo aver guardato la sequenza di tavole (o meglio, “essere stato guardato” dal soggetto ritratto che lo fissa), avrebbe concluso il percorso guardando se stesso. Il riferimento è anche a un’opera di Giulio Paolini del 1967, dal titolo Giovane che guarda Lorenzo Lotto, e al fatto che in quegli stessi anni – nel cinema – Jean-Luc Godard ha sovvertito per la prima volta la regola del “non guardare la macchina da presa”.

    Come mai il titolo “Il lavoro dell’artista”?

    Gli anni in cui sono state realizzate queste opere sono immediatamente seguenti al Sessantotto: dopo la critica attiva dei sistemi sociali si registra la centralità del lavoro culturale, non più come una parte del settore produttivo ma come suo fondamento. Si tratta della base del postfordismo, dove il lavoro intellettuale e la tecnologia prendono il sopravvento rispetto alla produzione industriale di massa. Le nuove rifessioni sulla società, e di conseguenza su arte e cultura, partono proprio da questo cambiamento di paradigma economico.

    Ci parli del testo Considerazioni inattuali?

    Anzitutto voglio precisare che non si tratta di un catalogo della mostra: è un saggio prodotto per questa occasione, ma lo ritengo piuttosto un insieme di riflessioni che contestualizzano quanto esposto qui. La si può definire una “archeologia del presente”: siamo così immersi nella nostra contemporaneità che non la vediamo, il salto nel passato è qui un paradigma per comprendere meglio l’oggi. Il ‘77 è stato un anno cruciale per la riflessione artistica, da cui è partito il percorso che tra gli anni ‘80 e ‘90 è arrivato fino a oggi. L’opera contiene altri due testi, Attualità di Marx e No future, stralci di saggi scritti subito dopo il G8 del 2001. Il saggio sarà edito da De Ferrari, ma è anche possibile leggerlo in formato digitale sul sito della mostra.

     

    Marta Traverso

  • Questo è amore: il video anti omofobia al museo di Villa Croce

    Questo è amore: il video anti omofobia al museo di Villa Croce

    video-omofobiaDa venerdì 14 giugno 2013 una nuova installazione permanente al Museo di Villa Croce a Genova: si tratta del video Questo è amore – This is love, presentato a Palazzo Ducale in occasione della Giornata Internazionale contro l’Omofobia 2013.

    L’evento di inaugurazione vede la presenza dei relatori:
    Francesca Biasetton (Artista e Calligrafa);
    – Ilaria Bonacossa (Curatrice delle Attività Espositive di Villa Croce);
    – Luca Borzani (Presidente di Genova Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura);
    – Carla Sibilla (Assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Genova);
    – Nicla Vassallo (Professore Ordinario di Filosofia Teoretica)

    Ingresso libero fino a esaurimento posti.

    Guarda il video.

    (vuoi sapere cos’altro si può fare e vedere oggi a Genova e dintorni? Consulta l’agenda eventi di Era Superba)

  • Circulations 2014: festival di fotografia europea, il bando

    Circulations 2014: festival di fotografia europea, il bando

    fotografia-concorso-foto-DIFestival Circulations è l’evento che ogni anno raduna a Parigi i migliori fotografi d’Europa e che nella scorsa edizione, tenutasi a Bagatelle Park, ha visto la presenza di 43 artisti e 28.000 spettatori: la terza edizione si terrà dal 7 febbraio al 16 marzo 2014 presso Centquatre, uno spazio culturale multidisciplinare.

    Sono aperte le selezioni per partecipare, la scadenza è 21 settembre 2013: saranno ammessi al Festival 20 fotografi da tutta Europa, senza limiti di età, che rappresentino opere contemporanee senza vincoli di tema o tecnica.

    Per iscriversi è necessario inviare all’indirizzo Fetart Chez Picturetank – 19 rue Bisson – 75020 Paris il seguente materiale:
    modulo di iscrizione compilato e firmato
    – portfolio (max 15 foto 21 x 29.7 cm)
    – curriculum artistico (1.000 / 1.500 battute)
    – testo di presentazione delle opere
    – quota di partecipazione di 5 €, da pagare tramite Paypal o assegno.

    Una giuria selezionerà le opere in base a qualità artistica e rilevanza del progetto fotografico. I partecipanti selezionati riceveranno una comunicazione entro novembre 2013 e le istruzioni per inviare le loro opere in alta definizione agli organizzatori. Gli artisti dovranno pagare personalmente le spese di viaggio e alloggio durante il periodo del Festival, oltre che l’iscrizione all’associazione organizzatrice (quota 60 € annuali).

    Per maggiori informazioni scrivere a candidature@fetart.org.

    [foto di Diego Arbore]