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  • Matreska Gruppo artistico: I Dodici, la poesia russa a teatro

    Matreska Gruppo artistico: I Dodici, la poesia russa a teatro

    matreska-dodiciNuovi progetti in corso per il gruppo artistico Matreska, fondato da Martina Massarente e Daniel Nevoso e che sta sviluppando in città progetti culturali di poesia, fotografia e teatro.

    Dopo le soddisfazioni ottenute con Sussurri, il progetto poetico – fotografico che ha portato Martina Massarente al festival di fotografia del nudo di Arles, il duo si sta concentrando sulla seconda anima del proprio percorso artistico, ossia il teatro.

    Lo scorso anno lo spettacolo Martin di Daniel Nevoso era stato selezionato nel bando Pre-visioni 2012 al Teatro della Tosse: ora l’artista sta lavorando a un secondo progetto, che vuole far conoscere al pubblico l’opera di Aleksandr Blok, vissuto tra il 1880 e il 1921 e ritenuto uno dei maggiori poeti russi.

    Lo spettacolo I Dodici. Una marcia suggerita dal vento riprende il testo originale del poema I dodici (scritto nel 1918) con l’aggiunta di intermezzi scritti, cantati e recitati dallo stesso Daniel. Un’opera epica ambientata nel periodo della Rivoluzione Russa, che racconta la marcia nella neve di dodici guardie rosse e sottintende simbolicamente i Dodici Apostoli che marciano seguendo Cristo.

    Sul palco insieme a Daniel Nevoso i musicisti de La decima vittima – che eseguono una parodia del suono del vento, di loro composizione – e la ballerina Selena Pastorino.Infine, la stessa scenografia dello spettacolo – vedi foto in alto – è a cura di Matreska. La prima messa in scena sarà a fine giugno, rivolta a critici e a chiunque abbia competenze in ambito teatrale e vuole ragionare insieme agli autori sulle caratteristiche dello spettacolo. A seguire, si cercheranno spazi e occasioni per le rappresentazioni pubbliche.

    Un progetto che va oltre la messa in scena teatrale: Matreska ha infatti avviato una collaborazione con tre studenti al primo anno del corso di laurea in Storia dell’Arte. Gabriele, Diego e Ludovico stanno svolgendo una ricera su Blok e il suo contesto storico/artistico di riferimento, un’indagine che verrà pubblicata sul blog di Matreska e che riguarderà anche gli altri autori oggetto dei progetti culturali (come il norvegese Henrik Ibsen per Sussurri).

    «Si tratta di uno spettacolo che possiamo definire sperimentale, anche se questo termine ha spesso un’accezione negativa. – precisa Martina Massarente – La sperimentazione presuppone un profondo lavoro dell’artista, che si sviluppa su vari fronti: anzitutto il lavoro su se stesso, imprescindibile per gli autori e gli attori che devono costruire un personaggio; inoltre il lavoro culturale, perché scopo di Matreska è portare al pubblico l’opera di figure poco note ma di enorme rilievo, come in questo caso Blok. Se in campo artistico bisogna imparare che “non esistono solo Van Gogh e Gauguin”, anche in ambito poetico e teatrale sono moltissimi gli autori da cui si può trarre ispirazione. Noi di Matreska concepiamo il teatro come modo di essere, ciò che vogliamo mettere in scena è il percorso di ricerca della persona. La tecnica è importante, ma ininfluente senza questo primo e fondamentale elemento».

    Allo scopo di perfezionare il proprio percorso teatrale e mettersi in rete con le altre realtà indipendenti sul territorio, Matreska ha aderito a Tilt. Come mi spiega Martina, «Ci riconosciamo nei valori delle compagnie teatrali indipendenti e nel progetto di Consulta, che riteniamo fondamentale per gli artisti che vogliono lavorare e sono alla ricerca di spazi, opportunità e vie per far conoscere i propri progetti. Non possiamo ancora definirci una “compagnia”, ma essere a contatto con realtà già avviate da cui possiamo imparare sarà per noi molto utile: l’aspetto di Tilt che più ci ha colpiti è che non priva nessuno della propria individualità, il “fare rete” non annichila nessuna delle compagnie che ne fanno parte, che mantengono la propria identità e i propri progetti».

    Guarda il video promo dello spettacolo

    Marta Traverso

  • La Formica: GarbageLab, negozio temporaneo di ecodesign

    La Formica: GarbageLab, negozio temporaneo di ecodesign

    barattoMartedì 4 giugno 2013 (ore 18.30) La Formica ospita in via Trebisonda 21r l’aperitivo di inaugurazione del temporary shop GarbageLAB.

    Si tratta di uno spazio che rimarrà aperto poche settimane e che propone le borse in eco design realizzate da tre ragazzi lombardi attraverso materiali di recupero (cinture di sicurezza e pneumatici, bottiglie in plastica, pvc dei manifesti pubblicitari, etc).

    Il marchio GarbageLAB è stato creato nel 2009 da tre ragazzi lombardi, che hanno voluto coniugare la passione per creatività e design con il rispetto dell’ambiente.

    I tre designer saranno presenti all’evento per illustrare al pubblico il progetto.

  • Bergolo Art Festival: concorso ed evento di pittura murale

    Bergolo Art Festival: concorso ed evento di pittura murale

    giardini-plastica-streetart-murales-DISono aperte le selezioni per la terza edizione del concorso nazionale di arte murale a Bergolo, in provincia di Cuneo.

    L’evento si terrà domenica 23 giugno 2013 (dalle ore 14.30) e consisterà in una performance live di street art, sul tema Parole dal futuro: tutti gli artisti potranno partecipare con soggetti e opere inediti, su pannelli di 120×200 cm messi a disposizione dall’organizzazione.

    L’iscrizione avviene tramite mail a bergoloartfestival@gmail.com, specificando dati personali (nome e cognome, luogo e data di nascita, residenza, recapiti e tag): la conferma dell’iscrizione avverrà tramite mail.

    Questi i premi in palio:
    – primo premio 300 € e targa
    – secondo premio 200 € e targa
    – terzo premio 100 € e targa
    – premio speciale all’opera più originale 100 € e targa
    – premio speciale al miglior artista under 18 100 € e targa

    Il concorso è organizzato da Bergolo Art Festival, Pro Bergolo e ARTEyBARBIERIA. Le opere realizzate rimarranno proprietà dell’organizzazione, che potrà deciderne autonomamente l’utilizzo e la collocazione.

    [foto di Diego Arbore]

  • La casa che abito: bando per autori di fumetti e illustrazioni

    La casa che abito: bando per autori di fumetti e illustrazioni

    casa-abitazione-citofonoNell’ambito della seconda edizione di Disegni Diversi, festival del fumetto che si svolge ogni anno a Fano, è aperto fino a sabato 8 giugno 2013 il bando di concorso La casa che abito promosso dall’Associazione Culturale Rule-Hot in collaborazione con la Provincia di Pesaro – Urbino.

    Scopo del concorso è affrontare situazioni della vita quotidiana attraverso la lettura delle immagini, proponendo forme alternative per la comunicazione di tematiche sociali: tra le opere partecipanti ne verranno selezionate alcune per una mostra collettiva durante il festival (30 agosto – 1 settembre 2013).

    Tema del bando
    Il concorso mira a indagare come possa intendersi oggi, in una società in “crisi” economica e valoriale, sempre più complessa e globalizzata, il concetto di casa. “La casa che abito” vuole porre attenzione sulle molteplici e personali accezioni di casa: spazio fisico, reale, mentale, immaginato, simbolico, intimo e non, affettivo, figurato, luogo da progettare o in cui vivere, convivere, risiedere, abitare, sentirsi a proprio agio. La casa è un diritto non sempre riconosciuto, è condivisione ed incontro di sentimenti; è allo stesso tempo rappresentazione di uno stato psichico che ci da equilibrio. La parte più intima di noi stessi, alle volte rifugio e luogo di pace. Le narrazioni a fumetti e le illustrazioni potranno basarsi su racconti, esperienze e storie verosimili, tratte dalla quotidianità, oppure usare elementi fantastici purché funzionali nello spiegare la tematica del concorso.

    La partecipazione è gratuita e rivolta a tutti, senza limiti di età, nazionalità e formazione / professionalità nel settore. Le tavole dovranno pervenire in formato Tiff o Pdf all’indirizzo mail disegnidiversi@gmail.com o via posta ad Associazione Culturale Rule-Hot, via Caprera 8, 61032 Fano (PU) entro sabato 8 giugno 2013.

    Tra gli artisti scelti per la mostra verranno nominati i vincitori.

    Premi
    Primo classificato: iscrizione e frequenza al 1° anno di corso di Fumetto, Illustrazione o Grafica (a scelta) in una delle sedi di Firenze, Jesi, Pescara Reggio Emilia, Roma e Torino, della Scuola Internazionale di Comics.

    Secondo classificato: tavoletta grafica Bamboo Manga di Wacom.

    Premi speciali: ingressi omaggio per l’edizione 2013 di Lucca Comics & Games.

  • Residenza artistica in Olanda: bando per creativi genovesi

    Residenza artistica in Olanda: bando per creativi genovesi

    pittore-pittura-disegno-arte-CIl Comune di Genova – Ufficio Cultura e Città ha aperto un bando rivolto a creativi per partecipare a una residenza artistica in Olanda, nella cittadina di Delft, ad agosto e settembre 2013.

    Saranno scelti 8 artisti professionisti, provenienti dalle città aderenti alla rete europea CreArt, un progetto che prevede eventi e opportunità in tutta Europa per gli artisti delle città aderenti (leggi in proposito l’incontro con la fotografa Lidia Giusto).

    Gli artisti selezionati avranno la possibilità di realizzare un’opera site-specific nel corso della residenza. Tema della residenza è il dipinto Veduta di Delft di Jan Vermeer, di cui gli artisti dovranno realizzare una “variante contemporanea” in stretta relazione con il territorio cittadino.

    Ogni artista sarà affiancato da un curatore e parteciperà a incontri pubblici, formali e non formali, per incontrare i creativi locali. Verranno coperte le spese per il viaggio, affitto della Studio al Centro d’Arte Kadmium, alloggio, un budget di lavoro pari a 500€ al mese basato su costi effettivi e un catalogo del progetto.

    Si può inviare la propria proposta di opera entro lunedì 24 giugno 2013 attraverso il sito di CreArt.

    [foto di Constanza Rojas]

  • Lidia Giusto: la fotografa genovese selezionata per il bando Creart

    Lidia Giusto: la fotografa genovese selezionata per il bando Creart

    lidia-giusto-creartCreArt è un progetto europeo rivolto a giovani artisti, approvato nel marzo 2012 dalla Commissione Europea e che prevede l’impegno di 12 città partner in tutta Europa (tra cui Genova) coordinate da Valladolid.

    Tra le varie iniziative in campo, è in programma una Mostra Itinerante Europea “Più reale del reale” che, percorrendo diverse città, mostrerà il lavoro di 17 artisti selezionati in rappresentanza del proprio Paese. Scopo del progetto è incentivare la mobilità degli artisti e la circolazione delle loro opere.

    Tra gli artisti scelti dalla curatrice del progetto Ilaria Bonacossa, due italiane: Annalisa Macagnino di Lecce e Lidia Giusto di Genova (più precisamente, di Cogoleto).

    La sua attività artistica, basata su immagini in bianco e nero con una forte ricerca del chiaroscuro, ha trovato da tempo sua primaria fonte di ispirazione – come lei stessa spiega a introduzione del suo portfolio – è il «tema degli abbandoni industriali, civili. Si è posto di fronte ai miei occhi un nuovo modo di vedere, filtrandolo attraverso l’obiettivo e cercando di trasmettere sensazioni. Fotografia dell’abbandono, archeologia industriale e urbana, è per me una ricerca di tracce di ciò che un tempo era e che oggi ancora è (anche se a volte profondamente mutato nella sua struttura originaria) e di solito non viene osservato con consapevolezza. Il percorso che ho intrapreso sulla tematica dell’abbandono è un progetto di divulgazione visiva, il cui scopo è quello di comprendere come sia possibile riscoprire emozioni in luoghi dimenticati, ma allo stesso tempo vivissimi, con il fardello di storia importante che tutto ha dietro di sé».

    Lidia ha partecipato con le sue opere fotografiche a diverse mostre in città, personali e collettive, e ha collaborato con numerosi progetti artistici genovesi tra cui Vanuart e la casa editrice Cani dall’inferno.

    Chiediamo a Lidia di spiegare come è nata e com’è nata e come si è evoluta la sua ricerca artistica: «Ho iniziato a fotografare da bambina, con una Nikon analogica di mio padre. Intorno ai sedici anni ho preso coscienza del fatto che la macchina fotografica poteva essere il mezzo per esprimere sensazioni che avevo dentro, che non riuscivo a tirare fuori con le parole. La macchina fotografica è perciò diventata un mezzo di comunicazione più “interiore”: evidentemente avevo bisogno di far uscire delle cose da dentro di me, tirarle fuori, anche per stare meglio. Nelle mie immagini è sempre presente una parte malinconica, triste e dolorosa, anche se io non mi ritengo una persona altrettanto malinconica. Da qui la scelta del bianco e nero: buio e scuro come il mio lato triste e malinconico, in contrasto con la luce forte che rappresenta la ricerca di un benessere, una speranza. I luoghi abbandonati mi servono per riflettere su quello che mi circonda e su me stessa».

    La prima tappa della mostra sarà a Valladolid dal 21 giugno 2013, a seguire sarà allestita a Lecce (settembre – ottobre) e ad Arad, Romania (novembre – dicembre).

    [foto di Lidia Giusto]

  • Critica in Movimento 2013: bando di concorso per critici e recensori

    Critica in Movimento 2013: bando di concorso per critici e recensori

    scrivere-scrittura-2Sono aperte le iscrizioni per partecipare a Critica in MOVimento il bando promosso da Studio28 Tv per le iniziative del progetto Un palinsesto culturale 2.0 sostenuto da Fondazione Cariplo.

    Il concorso permette a chiunque di realizzare una recensione video di uno spettacolo, una performance o un film, oppure il videoracconto della propria partecipazione a un evento teatrale o un festival. La durata massima del filmato dovrà essere di 10 minuti e si potrà utilizzare anche la webcam o il telefono cellulare.

    Studio28 TV ha avviato delle convenzioni con alcuni enti che organizzano spettacoli di teatro, danza e cinema: chi parteciperà a eventi degli enti convenzionati, potrà beneficiare di un accredito stampa e dunque non pagare l’eventuale biglietto di ingresso. È tuttavia possibile visionare e recensire eventi anche organizzati da enti non convenzionati.

    Sarà possibile inviare i propri contributi entro il 15 dicembre 2013 compilando il form di iscrizione sul sito del concorso.

    I filmati saranno visionati e votati da una giuria popolare – formata dagli utenti di Studio28 Tv – e da una giuria critica composta da:
    Massimiliano Coviello, dottore di ricerca in Studi sulla Rappresentazione visiva, membro della redazione di Lavoro culturale
    Luigi Mascheroni, docente di giornalismo culturale all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, critico, ha un video-blog su Il Giornale
    Oliviero Ponte Di Pino, critico teatrale e coordinatore del sito ateatro
    Simone Pacini, cura il blog fattiditeatro e organizza il workshop #comunicateatro
    Simone Spoladori, critico cinematografico, collabora con la rivista specializzata duellanti. Lavora nell’ambito della media education con l’associazione Inwonderland
    – lo staff dell’associazione culturale Perypezye Urbane

    L’autore del video vincitore avrà un premio di 1.000 €.

  • Pechakucha night #6: bando per progetti e artisti

    Pechakucha night #6: bando per progetti e artisti

    Mostra fotograficaAppena terminata la quinta edizione di Pechakucha night, sono già partiti i preparativi per il sesto evento: l’appuntamento sarà il prossimo 20 giugno ai Giardini Luzzati, per la rassegna che mette in evidenza progetti creativi e di innovazione per la città.

    Il format è sempre lo stesso, 20 slide in 20 secondi ciascuna (seguendo il format Pechakucha). Possono partecipare designer, architetti, grafici, fotografi, artisti, stilisti, scrittori, fumettisti, musicisti, videomaker, inventori, scienziati, professionisti che si occupano di comunicazione o editoria.

    Non è prevista alcuna quota di partecipazione: l’invio dei materiali (scheda di partecipazione e 7 slide di prova) è entro lunedì 3 giugno 2013 all’indirizzo mail pkn.genova@gmail.com. La comunicazione ai selezionati avverrà entro venerdì 7 giugno.

    [foto di Roberto Manzoli]

  • Crowdfunding: Produzioni dal basso salverà la cultura in Italia?

    Crowdfunding: Produzioni dal basso salverà la cultura in Italia?

    EconomiaMartedì 14 maggio Palazzo Ducale ha ospitato l’evento di chiusura della “prima fase” di Creative Cities, progetto cui il Comune di Genova ha aderito insieme ad altre quattro città europee, e che prevederà una successiva fase di finanziamenti tra il 2014 e il 2020.

    Una giornata di interventi politico-istituzionali alternati workshop con addetti del settore, e che Era Superba ha seguito per capire lo stato dei progetti. In particolare, uno dei contributi più interessanti è stato portato da Angelo Rindone, fondatore della piattaforma di crowdfunding Produzioni dal basso, che insieme all’artista Cesare Viel ha dialogato sul tema Oltre la creative industry. Spazi e soggetti non convenzionali.

    Il workshop si fonda sul capire come e quanto si siano modificati i paradigmi dell’arte: buona parte dei progetti artistici cui assistiamo sono allestiti in spazi diversi da quelli “standard”, comprendono atti performativi, vedono un’intersecazione tra le diverse discipline della creatività e nuove forme di interazione tra i soggetti coinvolti, a partire dai potenziali finanziatori.

    Il crowdfunding – termine inglese che nasce dalla fusione di crowd, folla e funding, finanziamento – è una pratica che nasce “ufficialmente” nel 2009, anche se il sito Produzioni dal basso vede la luce già nel 2005. Come funziona? Chiunque ha un progetto artistico può caricarlo su un sito web – al mondo esistono oltre 500 piattaforme, di cui la più nota è Kickstarter – inserendo la descrizione dell’idea, eventuale documentazione e la somma necessaria. Man mano che si ricevono donazioni, una barra associata al progetto si sposta dallo zero verso il totale di denaro previsto, in assoluta trasparenza.

    Facile a dirsi. Di fatto, come spiega Rindone – il quale tiene a precisare di essere un informatico “prestato” all’arte e alla cultura – «chi vuole farsi finanziare un progetto tramite il crowdfunding deve partire da una solida reputazione sul territorio in cui opera e sul web, oltre ad avere le idee molto chiare sul proprio progetto e un’eccellente capacità di presentarlo. Pur lavorando da anni nel crowdfunding, non ne sono un sostenitore a priori: cercare finanziamenti in questo modo è un processo che mette in gioco numerosi fattori».

    Il crowdfunding ha il pregio di disintermediare la cultura, rendendo possibile a chiunque il trovare fondi per le proprie opere: soprattutto a chi – per carenza di fondi delle istituzioni o difficoltà nel creare con esse un dialogo – non riesce a ottenere il supporto da chi dovrebbe finanziare i progetti culturali. In questo modo numerosi progetti rivolti a una nicchia o che hanno lo scopo di riqualificare aree urbane in cui l’istituzione locale non interviene (solo per fare alcuni esempi) possono vedere uno spiraglio di realizzazione. In economia si chiama coda lunga: tantissimi micro-progetti (con pochi lettori/spettatori ciascuno) creano complessivamente maggiore profitto di un solo progetto che raduna molti lettori/spettatori. Questa è la ragione per cui siti come Amazon e iTunes hanno reso possibile a chiunque di pubblicare e vendere il proprio romanzo o album musicale, a prescindere dalla qualità.

    Il crowdfunding si pone su un livello differente, perché «nessuno passa per caso su un sito come Produzioni dal basso e investe due, cinque, dieci euro in un progetto che non conosce». I criteri per un buon piano di crowdfunding sono: contenuto del progetto, suo grado di innovazione e dirompenza e sua permeabilità nel territorio; reputazione del proponente, sua capacità di raccontare il progetto e di creare intorno a esso una rete di relazioni; disponibilità del proponente a metterci la faccia, ossia spiegare ai potenziali finanziatori chi è, di cosa si occupa e perché è importante che il progetto sia finanziato e realizzato.

    Democratizzare la cultura, rendere chiunque un soggetto attivo – che con un piccolo contributo economico ne diventa di fatto promotore – dare la possibilità di realizzare progetti altrimenti non fattibili. Il punto di forza del crowdfunding, che trova d’accordo entrambi i relatori del workshop, è il suo essere un viatico per creare relazioni costruttive e virtuoseche nascono online e si sviluppano poi sul territorio. Se quello che manca nei social network è “l’interazione con l’umano”, il crowdfunding è stato in alcuni casi concreti un mezzo per abbattere queste barriere, perché gruppi di persone – nel finanziare un progetto – si sono impegnate in prima persona per realizzarlo concretamente anche con azioni pratiche.

    Qualche dato sul crowdfunding: a livello mondiale, nel 2012 sono stati finanziati oltre 1 milione di progetti per un totale di circa 3 miliardi di dollari. Il solo sito Produzioni dal basso ha avuto nel solo 2012 17.000 iscritti (mentre fino al 2011 erano una media di 500 all’anno) e circa 500.000 € di transazioni.

    Marta Traverso

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Creative Cities: una rete tra enti pubblici e artisti a Genova

    Creative Cities: una rete tra enti pubblici e artisti a Genova

    arti-visive-installazioni-arte-creativita-RMIL PRECEDENTE

    Dicembre 2010: il Comune di Genova, tramite l’Assessore alla Cultura Andrea Ranieri, comunica l’adesione al progetto Creative Cities, in collaborazione con Job Centre. Il capoluogo ligure, insieme ad altre quattro città europee – Lipsia, Danzica, Lubiana e Pecs – costruirà una rete di artisti e creativi che con il loro lavoro contribuiscono a creare progetti imprenditoriali e di innovazione, con forti ricadute sul territorio e sull’economia. Si tratta di un progetto inserito nella più ampia rete di iniziative Creative Europe.

    In programma, da qui al 2013, una serie di incontri con operatori del settore finalizzati alla creazione di cluster di industria creativa: il termine indica gruppi di imprese creative che si trovano in una stessa area geografica e/o operano nello stesso ambito, e che possono dunque stringere collaborazioni e sinergie per contribuire all’industria creativa nel suo complesso.

    Obiettivo del progetto è la messa a sistema di tutte le risorse creative genovesi, sia per dare opportunità agli artisti locali (bandi, visibilità, residenze) sia per stringere rapporti internazionali sulla base di progetti culturali.

    Il progetto si interseca con un altro di più ampio respiro per la città, Genova Smart City. Per un dettagliato approfondimento su entrambi, rimandiamo al n. 38 di Era Superba free press.

    IL PRESENTE

    Martedì 14 maggio 2013, Palazzo Ducale ospita un convegno che fa il punto sulla chiusura della prima fase di Creative Cities.

    Alcuni dati numerici, per capire meglio il progetto: tra il 2007 e il 2011 il numero delle imprese creative a Genova è aumentato del 22,03%. Si tratta soprattutto di piccole imprese, con una media di tre addetti, e rappresentano il 6,6% del totale delle aziende genovesi.

    L’Unione Europea ha stanziato un finanziamento di 1,8 milioni di euro per il periodo 2014-2020, che sarà finalizzato alla realizzazione e al consolidamento di distretti creativi. A Genova ne sono già stati individuati due: il polo degli audiovisivi a Villa Bombrini (cui è legato anche il progetto Mediatic, che pone la città in un ruolo di primo piano nello sviluppo di questo settore) e il distretto della Maddalena, che lega il progetto Creative Cities anche al recupero di aree degradate della città, uno dei suoi obiettivi primari. A questi si aggiunge Sala Dogana, uno spazio che il Comune e Palazzo Ducale destinano a progetti di “giovani artisti”.

    Inoltre il portale Genova Creativa ha registrato oltre 500 iscrizioni (di cui 251 artisti e 254 operatori della cultura), con un totale di oltre 35.000 visitatori dalla sua fondazione nel dicembre 2011.

    L’interesse dei temi trattati pone tuttavia un quesito: è sufficiente un sito web per dare il meritato spazio a tutte le iniziative culturali di Genova, da quelle “istituzionali” alle indipendenti? Tanto più che in città esistono più progetti simili, per la messa in rete di differenti progetti artistici: per esempio Arbusticreato dalla Consigliera Comunale Maddalena Bartolini, o le numerose iniziative di arte e cultura indipendente a cui diamo quotidianamente spazio su Era Superba e che si attivano per ripensare il paradigma culturale della città (Tilt, Vanuart e altre).

    Nel convegno si è avvertita l’assenza di molti operatori culturali e artisti, soprattutto coloro che operano in maniera autonoma e indipendente. Genova Creativa ha oltre 500 iscritti, sono loro i veri attori dell’industria creativa che avrebbero dovuto dare più viva e partecipata testimonianza. I cosiddetti “giovani artisti” sono persone che fanno due o tre lavori (barista, cameriere, freelance, e così via) e passano notti in bianco per portare avanti la loro associazione, azienda o progetto creativo, impegnandosi perché un giorno diventi la propria unica fonte di lavoro e di reddito. Perché non sono intervenuti a raccontare esperienze e difficoltà, a condividerle con altri? Non sapevano che ci sarebbe stato il convegno? Lo sapevano ma non erano interessati? Sanno che Genova ha ottenuto e otterrà un cospicuo finanziamento europeo per mettere in rete tutti coloro che fanno impresa creativa?

    Domande che meritano una risposta, forse non giunta dal convegno ma che trova conferme nel fermento culturale di Genova, sempre molto vivo sia nei circuiti istituzionali sia in quelli non istituzionali. L’augurio è che, nella seconda tranche di Creative Cities, qualcosa cambi nel modo in cui enti e singoli individui comunicano tra loro e condividono idee e progetti.

    Marta Traverso

    [foto di Roberto Manzoli]

  • Creative Cities e Smart City: due progetti per Genova, il convegno

    Creative Cities e Smart City: due progetti per Genova, il convegno

    Porticato di Palazzo DucaleMartedì 14 maggio 2013 Palazzo Ducale ospita nella Sala del Munizioniere il convegno Verso la creative city.

    Programma

    Ore 9-10.30: introduzione
    I progetti Creative cities, Mediatic, Smart Cities
    con Carla Sibilla, Comune di Genova. Assessore Cultura e Turismo
    Gloria Piaggio, Comune di Genova, Smart cities
    Francesco Oddone, Comune di Genova. Assessore Sviluppo Economico e Smart Cities

    Alcuni dati sulla creative economy a Genova
    Emilia Saglia e Fabio Tenore, Comune di Genova, Creative Cities
    Roberta Prampolini, Daniela Rimondi, Università di Genova

    Ore 10.30-12.15: due workshop in parallelo
    1. La cultura “viva”. Linguaggi, strumenti e pratiche per la produzione artistica contemporanea
    con Ilaria Bonacossa, Museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce
    Lisa Parola A.Titolo
    Michele Dantini, Università del Piemonte Orientale
    Modera: Giuliano Galletta (Il Secolo XIX)

    2. Fare cultura. Risorse, strategie, ruoli
    con Mimma Gallina, Associazione Ateatro
    Luca Dal Pozzolo, Fondazione Fitzcarraldo
    Modera: Stefano Bigazzi (La Repubblica. Genova)

    Ore 12.15-13
    Pianificazione integrata culturale e partenariato pubblico privato
    con Claudio Bocci, Federculture

    Ore 13-14: pausa

    Ore 14-14.45
    Creare sistema: le industrie culturali e la città creative
    con Roberta Comunian, King’s College, London (UK)

    Ore 14.45-16.30: due workshop in parallelo
    1. Forme e modi per lo sviluppo della creative economy. Modelli di gestione: incubatori, distretti creativi, reti
    con Andrea Rocco, Genova e Liguria Film Commission
    Philippe Foulquié, Fondatore della Friche de la Belle de Mai – Marseille (F)
    Marco Geronimi Stoll, Rete Smarketing, comunicazione etica
    Modera: Claudio Oliva (Job Centre)

    2. Oltre la creative industry. Spazi e soggetti non convenzionali
    con Joseph Grima, Direttore Domus
    Angelo Rindone, Produzioni dal basso crowdfunding
    Cesare Viel Artista, Accademia Ligustica di Belle Arti
    Modera: Enrico Fravega (Job Centre)

    Ore 16.30-17: coffee break

    Ore 17-19
    Dibattito: le sfide delle creative cities
    con Carla Sibilla, Comune di Genova. Assessore Cultura e Turismo
    Laura Canale, Regione Liguria. Dirigente Affari Europei e Internazionali
    Walter Massa, ARCI Liguria
    Stefano Dellepiane, Compagnia di San Paolo

    L’intera giornata è a ingresso libero.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Julieta Aranda a Villa Croce: intervista alla curatrice Ilaria Bonacossa

    Julieta Aranda a Villa Croce: intervista alla curatrice Ilaria Bonacossa

    ifabodyNei locali del Museo di Arte Contemporanea di Villa Croce a Genova è arrivata la mostra di Julieta Aranda. Dallo scorso 9 maggio, fino al prossimo 30 giugno sarà possibile visitare (da martedì a venerdì, con orario 9-18.30, e sabato e domenica dalle 10 alle 18.30) i lavori dell’artista messicana: un’indagine aperta sull’idea di tempo e sulle costruzioni sociali che articolano la nostra vita quotidiana. Proprio il 9 maggio si sarebbe dovuta tenere una cerimonia di inaugurazione e una conferenza stampa alla presenza dell’artista.

    Tuttavia, i festeggiamenti sono stati sospesi a causa dei tragici eventi che hanno colpito il Porto di Genova. La mostra è stata quindi aperta, ma senza clamore: così ha preferito sia l’artista che il team del museo. Per la prima volta in Italia con una personale, Julieta Aranda –artista contemporanea di fama internazionale- parte proprio da Genova la sua avventura nel nostro paese, con una mostra ad hoc costituita da opere create appositamente per la prima personale dell’artista in un museo italiano. Organizzata dal Settore Musei del Museo di Arte Contemporanea di Villa Croce, l’esposizione è stata fortemente voluta da Ilaria Bonacossa, curatrice del Museo di Villa Croce. Siamo andati a fare due chiacchiere proprio con lei e ci siamo fatti raccontare un po’ di retroscena sull’esposizione.

    Due parole sull’artista. Chi è Julieta Aranda?

    «Difficile riassumere in due parole il percorso di un’artista della sua portata. Sono davvero tante le cose da dire su una figura dalla personalità poliedrica e interessante come quella di Julieta. Ci legano un’amicizia e una conoscenza profonda, che hanno portato Julieta a Genova, proprio a Villa Croce. Nata a Città del Messico, Julieta Aranda vive fra Berlino e New York. Classe 1975, ancora giovane, ha già girato mezzo mondo, affermandosi come nome indiscusso nel panorama artistico contemporaneo e partecipando a numerose collettive e importanti manifestazioni internazionali d’arte contemporanea: dalla Biennale di Mosca nel 2007, a quella di Venezia nel 2011, passando per dOCUMENTA13, del 2012. Interessante in particolare un suo progetto, cui ha dato avvio assieme all’amico Anton Vidokle: i due dirigono dal 1999 e-flux, un progetto di network internazionale per la divulgazione artistica, un grande portale online che svolge funzione di informazione in campo artistico e che, partito in via sperimentale e più rudimentale, muove oggi flussi di 90 mila persone al giorno. e-flux ha attivato anche una newsletter che invia due comunicazioni al giorno ai suoi iscritti, informandoli su eventi e nuove tendenze in campo artistico. A e-flux hanno aderito negli anni anche altri artisti della cerchia di Aranda e Vidokle, che ora scrivono sul portale e permettono di gestire un flusso informativo costante e più che cospicuo. Si pensi che un annuncio su e-flux arriva a costare anche 800 euro: questo a dimostrazione dell’importanza assunta dal portale! Gran parte delle entrate degli annunci sono reinvestiti dagli artisti in altri progetti: ad esempio, è stato creato uno spazio espositivo a New York, una sorta di “banco dei pegni” (“pawn shop”) in cui gli artisti possono scambiare i loro lavori, e uno spazio per l’affitto e l´archivio di video tramite e-flux, che funziona anche come portale autogestito per la condivisione di progetti d´arte contemporanea. Si tratta dei progetti Time/Bank, Pawnshop ed e-flux video rental che, avviati nell’ e-flux storefront di New York, hanno fatto poi il giro del mondo. Nonostante i suoi impegni in giro per il mondo, Julieta è riuscita a essere a Genova in occasione dell’inaugurazione di If a Body Meet a Body, restando nella nostra città una settimana. Purtroppo adesso è tornata ai suoi impegni, ma le sue opere restano per fortuna qui, e sono visitabili ancora per tutto il mese di maggio e giugno».

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    Quali sono i temi affrontati dall’artista? C’è un “filo rosso” nella sua produzione?

    «Sicuramente, l’idea di tempo e le costruzioni sociali che articolano la nostra vita quotidiana. I suoi progetti spesso aspirano a riconfigurare i rapporti economici che regolano il mondo dell’arte, offrendo agli artisti la possibilità di diventare agenti attivi e non soggetti passivi di un’economia post-capitalista. Inoltre, tra i tanti lavori, significativo soprattutto il progetto You had no ninth of May! (Non avete avuto il nove maggio!), in cui analizza l’artificiale costruzione dell’idea di tempo, attraverso un archivio di mappe e fotografie scattata sulle isole di Kiribati, nel mezzo del Pacifico, il luogo geografico in cui nel 1995 si decise di spostare la posizione della linea internazionale della data, creando uno sfasamento temporale e passando da oggi a dopodomani». E nella personale di Genova? «Anche nella mostra genovese l’artista ripropone questi temi: dalla riflessione sulla trasformazione della dicotomia lavoro manuale-lavoro intellettuale nell’era della new economy, dei new media e dello strapotere tecnologico, con la formazione di un nuovo “semiocapitalismo” in cui sono le facoltà cognitive –e non più il lavoro fisico- ad essere asservite agli interessi del capitale. Da qui, il costante richiamo nelle opere esposte al rapporto e dicotomia testa-corpo».

    Come  nasce l’idea della mostra a Villa Croce?

    «Quando arrivò, tempo fa, a Villa Croce per fare una visita, Julieta rimase molto incuriosita dal fatto che in una stanza c’era una collezione di sole teste scultoree, opere appartenenti al museo e create da alcuni importanti artisti liguri (Guido Galletti, autore del Cristo degli Abissi di Portofino, Guido Micheletti e Savina Morra) nella metà del secolo scorso. Questo ha molto suggestionato Julieta, che già si interrogava sui rapporti testa-corpo, pensiero-forza fisica, lavoro manuale-attività intellettuale, e lo spettacolo che ha trovato a Villa Croce le ha dato l’input di cui necessitava per mettere a punto i suoi lavori e organizzarli in un tutto organico. L’artista, tra inquietudine e fascinazione, ha iniziato a interrogarsi su cosa pensassero quelle teste e cosa ci fosse dentro di esse, cosa nascondessero. Ma non solo questo: sempre presente il riferimento –peraltro molto attuale- ai nuovi percorsi economici che si sono venuti a delineare nel momento storico dello strapotere tecnologico e al crollo della consueta divisione testa-corpo. Crollata questa scissione, siamo giunti nell’era del web, in cui tutti lavoriamo con la testa e spesso non riconosciamo il nostro corpo. Colletti bianchi e tute blu non esistono più, o forse sono diventati la stessa cosa: anche i vestiti non sono più fattore di discrimine tra classi sociali e magari l’operaio sotto la tuta blu cela vestiti griffati, mentre Marchionne va in giro in maglioncino. Inoltre, qui a Genova è nata anche la riflessione sull’idea di commemorazione: le teste scultoree hanno richiamato in lei quest’idea, che poco dopo ritrovò in Giappone. Qui, Julieta ebbe la possibilità di visitare un museo di calligrafia, in cui vide statue rappresentanti calligrafi rappresentati con le mani mozzate e trovò suggestive somiglianze-contrasti con la collezione genovese».

    Ci racconti come si struttura l’esposizione.

    «La mostra è multimediale: sculture, video, foto, disegni, installazioni. Per cominciare, Aranda ha reinstallato le teste delle collezione di Villa Croce, incrementandole e creando quella che si può definire “una collettività eterogenea fatta di sole teste”. In un’altra stanza, invece, ha inserito una serie di sole mani (dalle suggestioni ricevute dall’esposizione visitata in Giappone), che vogliono essere le mani di operai e, in contrasto con le teste, rappresentare il lavoro manuale, opposto a quello intellettuale. Poi, ha inserito anche video che esplorano il tema del pensiero: cosa pensano queste teste, quali meccanismi interiori celano, quali idee condividono? C’è anche un lavoro precedente, che Julieta ha pensato si inserisse bene nel contesto: “Tools for Infinte Monkeys”, una stanza intera le cui pareti sono coperte da una sorta di carta da parati dattiloscritta. Il titolo rimanda alla storia di cui si era parlato in Gran Bretagna, di alcune scimmie che, chiuse in una stanza e dotate di matita e macchina da scrivere, avrebbe mangiucchiato la matita e optato per la dattilografia. Le scimmie sarebbero riuscite a comporre circa 4, 4 pagine e mezzo, le stesse riprese da Aranda, ingrandite e usate per ricoprire le pareti. Nella stanza, anche una macchina da scrivere modificata, con la sola lettera f, che sembra essere quella più utilizzata dalle scimmie. Si era arrivati al paradosso di sostenere che le scimmie sarebbero state in grado di riscrivere le opere di Shakespeare, ma in realtà senza cognizione di causa gli animali premevano sempre i soliti tasti giusto per sentire il rumore prodotto dalla macchina. Julieta esplora anche questo territorio e osserva questi alter-ego umani, nel loro rapporto corpo-testa. Infine, dei disegni a parete fatti a vinile rappresentanti popolazioni acefale del ‘700, considerate selvagge e “senza testa”. Aranda, nella sua personale, comunica l’immagine violenta di una individualità contemporanea decapitata, smembrata e disarticolata nelle sue componenti essenziali».

    If a Body Meet a Body: da dove questo titolo?

    «Un titolo che incuriosisce e che, a ben guardare, è carico di rimandi colti. A partire dalla canzone scozzese scritta nel 1782 da Robert Burns, “Comin Thro’ the Rye” (ovvero all’incirca “Attraversando la Segale”), che dice proprio così: “Gin a body meet a body/Coming through the rye/Gin a body kiss a body/Need a body cry?”, se una persona incontra un’altra persona attraversando la segale; se una persona bacia un’altra persona, ha bisogno di piangere? La canzone è tanto comune e tanto conosciuta, da essere stata riprese nel celebre romanzo “Il Giovane Holden” di Salinger. Ma perché questa scelta? L’artista ha rivelato che il titolo fa riferimento soprattutto al testo di Salinger, in cui il protagonista, interrogandosi sul suo futuro, modifica inavvertitamente la strofa di una poesia ottocentesca trasformando il verso “if a body meet a body” in “if a body catch a body” (da cui il titolo originale del romanzo “The Catcher in the Rye”). Se il giovane Holden immagina che il suo destino sia quello di afferrare i corpi “prima che cadano nel burrone”, Julieta recupera l’importanza dell’incontro fra corpi, lasciando intendere che da esso possano scaturire infinite possibilità».

    Elettra Antognetti

  • Prima luce: concorso fotografico e mostra collettiva per under 35

    Prima luce: concorso fotografico e mostra collettiva per under 35

    sala-dogana-ducale-DISono aperte fino a giovedì 30 maggio 2013 le iscrizioni per la seconda edizione del concorso fotografico Prima Luce, organizzato da Profondità di campo e che prevede per i creativi under 35 selezionati una mostra collettiva in Sala Dogana dal 28 giugno al 14 luglio 2013.

    Il concorso Prima Luce mira a valorizzare tutti i progetti che, partendo dalla fotografia, si sviluppino utilizzando i suoi
    diversi e molteplici linguaggi, da quelli tradizionali ai più innovativi: dall’analogico al digitale, dal bianco e nero ai colori, dalla stampa tradizionale alle composizioni fotografiche, dai progetti audiovisivi alle installazioni artistiche. Obiettivo del concorso e della mostra è favorire la sperimentazione e lo sviluppo di nuove tendenze artistiche in campo fotografico, stimolando la giovane creatività.

    Il concorso è aperto ai giovani creativi italiani e stranieri under 36 che operano attraverso i linguaggi della fotografia. La partecipazione prevede la presentazione di un progetto fotografico a tema libero, che dovrà raccontare una storia o sviluppare un tema preciso. Ogni concorrente può partecipare con un solo progetto, composto da una o più fotografie.

    L’opera va inviata, senza alcuna quota di iscrizione, insieme alla scheda di partecipazione e una descrizione del progetto alla mail festival@profonditadicampo.com.

    [foto di Diego Arbore]

  • Spazio creativo e territorio da salvaguardare: bando foto e video

    Spazio creativo e territorio da salvaguardare: bando foto e video

    Mostra fotografica[AGGIORNAMENTO: il bando è stato prorogato al 7 luglio 2013]

    L’associazione culturale Ideattiva di Catania ha indetto un concorso per fotografi e videoartisti sul tema Spazio creativo & territorio da salvaguardare, con lo scopo di realizzare opere ispirate alla salvaguardia del nostro mondo interiore ed esteriore.

    Il concorso è aperto ad artisti di età superiore ai 18 anni, e di ogni nazionalità. Prevede due sezioni: Young (18/35 anni); Senior (over 36). Ciascun artista potrà partecipare con una sola opera (durata max del video 7′), che dovrà essere accompagnata da un pensiero scritto che ne illustri il concetto (max 400 battute).

    Per partecipare è necessario inviare entro venerdì 31 maggio 2013 l’opera con descrizione, il cv artistico e la scheda di partecipazione alla mail segreteria.ideattiva@gmail.com.

    Entro i primi giorni di giugno saranno comunicati gli artisti selezionati per la mostra collettiva, che dovranno pagare la quota di iscrizione di 25 € e inviare tramite posta l’opera ad Associazione Culturale “Ideattiva” via Lineri n.12 95122 Catania. Verrà poi scelto, nella cerimonia di premiazione del 4 agosto, un artista vincitore che avrà in premio il soggiorno in una “casa d’artista” per due settimane a Berlino, la visibilità gratuita per 30 giorni sul sito dell’associazione, lo spazio espositivo– Galleria d’arte moderna di Paternò – per una mostra personale.

    [foto di Roberto Manzoli]

  • Accademia di Belle Arti: inaugura la mostra Non InfortunArti

    Accademia di Belle Arti: inaugura la mostra Non InfortunArti

    Piazza de Ferrari accademia di belle artiMartedì 7 maggio 2013 (ore 11.30) inaugura all’Accademia Ligustica di Belle Arti la mostra collettiva Non infortunArti, che presenta le opere vincitrici del bando di concorso artistico a cura della direzione regionale Liguria di Inail organizzato lo scorso autunno.

    Alla cerimonia di inaugurazione partecipano Alessandra Lanza (Direttore Regionale INAIL Liguria) e Raimondo Sirotti Presidente dell’Accademia Ligustica.

    La mostra è aperta al pubblico da martedì a venerdì, ore 14.30-18.30, fino al 24 maggio 2013.

    Ingresso libero.

    [foto di Daniele Orlandi]