Tag: attori

  • Teatro Akropolis, Sestri Ponente: spettacoli, workshop e seminari

    Teatro Akropolis, Sestri Ponente: spettacoli, workshop e seminari

    teatro akropolis«I teatri non possono e non devono essere serbatoi da riempire di spettacoli, ma luoghi dove mettere in atto qualcosa di produttivo e concreto: in questo periodo di crisi, che coinvolge non solo il teatro ma l’intero sistema culturale, è fondamentale una riflessione propositiva su temi che stanno a monte degli spettacoli e delle produzioni teatrali».

    Con queste parole i direttori artistici Clemente Tafuri e David Beronio hanno presentato questa mattina la stagione del Teatro Akropolis di Sestri Ponente: uno spazio aperto da tre anni nel quartiere di Ponente e che ha all’attivo un ricco calendario di spettacoli, seminari e workshop il cui fil rouge è il lavoro sul corpo e le sue possibilità di espressione.

    Uno spazio che dimostra ancora una volta alla città che il decentramento delle attività culturali non è necessariamente un fattore negativo: la stagione 2013 di Testimonianze, ricerca, azioni parte con l’aprire gli spazi del teatro a compagnie da tutta Italia, anche mai venute prima a Genova, a partire dalla Nari-Frangioni / Ubidanza che effettuerà proprio qui una residenza artistica dall’8 al 24 marzo e che mercoledì 13 metterà in scena lo spettacolo Principesse a progetto: I atto.

    Il programma di questo primo mese (che parte mercoledì 13 marzo e trovate nella nostra agenda eventi) è stato pensato per dare meno spazio agli spettacoli a vantaggio di momenti di incontro e riflessione sullo stato del teatro. Un esempio è il workshop gratuito per critici teatrali, i cui partecipanti avranno l’opportunità di formare una vera e propria redazione, per monitorare le attività di teatri e compagnie liguri: «Critica teatrale e recensione sono due cose diverse, una riflessione sul ruolo del critico non può prescindere da un’adeguata formazione, che faremo attraverso un percorso a cura di Teatro e Critica».

    Il Teatro sarà inoltre capofila del primo convegno ligure di Cre.Sco, che si terrà mercoledì 20 marzo a Villa Bombrini (ospitati dalla Società per Cornigliano) e sarà preceduto da un seminario sull’uso dei social network per promuovere attività culturali. «Portare Cre.Sco in Liguria è fondamentale per iniziare a concepire nuovi modi di lavorare, di condividere, di percepire e far percepire l’arte nel suo complesso».

    Marta Traverso

  • Tutto cambia: spettacolo al teatro della Tosse con Massimo Garbarino

    Tutto cambia: spettacolo al teatro della Tosse con Massimo Garbarino

    massimo-garbarinoMartedì 5 marzo il Teatro della Tosse ospita Tutto Cambia, un monologo teatrale ironico, meditativo, introspettivo e tagliente interpretato e scritto da Massimo Garbarino insieme ad Arturo Di Tullio e Alessandro Bergallo su ispirazione del grande scrittore, poeta drammaturgo e saggista cileno Alejandro Jodorowsky.

    Nello spettacolo Garbarino, organizzatore da 18 anni di Palco sul Mare festival e presenza ormai fissa della trasmissione  Striscia La Notizia nelle vesti del maggiordomo di Vittorio Brumotti, cerca il senso del vivere e lo trova nel “cambiamento”.

    Di fronte agli eventi l’uomo spesso si sente impotente, come intrappolato in abitudini che lo incatenano, perennemente coinvolto in situazioni senza via d’uscita, incastrato nei medesimi meccanismi.

    Questo malessere paradossalmente cresce con l’aumentare degli sforzi per combatterlo.

    Perché allora non cambiare il punto di vista? Forse, il vero potere non sta nell’opporsi ai mutamenti che lo scorrere della vita porta con sè, ma nella capacità di guardarsi dentro e accettare ciò che accade, piegandosi come una canna di bambù al vento.

    Tutto ciò implica una sorta di catarsi: ogni cambiamento è possibile solo grazie all’azione. Da qui parte il tentativo di riordinare i pensieri, rivivere ciò che è accaduto e considerare le dinamiche che si sono ripetute per far emergere i processi, i sentimenti, le sensazioni.

    Un monologo che esprime vicende comuni a tutti gli esseri umani, capace di emozionare e coinvolgere gli spettatori.

     

    TUTTO CAMBIA

    Monologo teatrale con Max Garbarino

    Martedì 5 marzo ore 21

    Teatro della Tosse – Sala Campana

    Piazzetta Negri, Genova

    Biglietti 12 euro intero, 10/ 8 euro ridotti

  • Banda Kurenai: una compagnia indipendente al Teatro dell’Ortica

    Banda Kurenai: una compagnia indipendente al Teatro dell’Ortica

    teatro palcoscenicoSabato 2 marzo 2013 (ore 21) al Teatro dell’Ortica il Gruppo Limpido – Banda Kurenai porta in scena l’anteprima di My name, spettacolo scritto e diretto da Raffaella Russo e interpretato da Carlo Strazza.

    Nata nel 2008 come costola dell’associazione Gruppo Limpido, Banda Kurenai è una compagnia indipendente che costruisce i propri spettacoli intorno a uno spazio neutro, dando priorità al corpo e alla voce dell’attore prima che alle scenografie eclatanti e agli effetti speciali.

    Il nome è ispirato al romanzo La banda di Akasusa del giapponese Premio Nobel Yasunari Kawabata, che narra le vicende di una banda (appunto la banda Kurenai) dedita al teatro e ai piccoli crimini: in particolare, Yumico e i suoi compari sono soliti lasciare bigliettini in giro per la città con l’annuncio delle rappresentazioni.

    La compagnia forma “attori non convenzionali” ed è formata da Raffaella Russo (regista e formatrice teatrale), Carlo Strazza (attore), Anna Russo (organizzazione) e Davide Aloi (parte tecnica).

    Banda Kurenai aderisce a TILT teatro indipendente ligure, di cui condivide lo spirito emerso dall’assemblea pubblica dIstruzioni per l’uso. Così spiega Raffaella Russo, nel commentare la situazione del teatro genovese: «TILT è nato dalla consapevolezza di come sia più utile e fruttuoso collaborare. Io credo che TILT possa fare molto proprio in virtù di questa bella parola: collaborazione. Non è per niente facile, anzi. A tratti è scoraggiante, le difficoltà sono in agguato ovunque: non trovare uno spazio adeguato alla Vetrina Tilt 2013 è una cosa che, francamente, non dovrebbe accadere. Una proposta come quella di TILT andrebbe ascoltata con maggiore attenzione non solo dalle istituzioni, ma anche e soprattutto dai grandi teatri genovesi».

    Tema dello spettacolo My name, che dopo l’anteprima all’Ortica sarà ospitato sabato 9 marzo al festival NIN di Sarzana.

    L’attore come un’ombra si muove dentro uno spazio aldilà del tempo… come un’ombra danza, illumina, corre e scontra corpi, scontra vite, scontra le sue stesse ombre e tutto ciò che lui non è, non è stato, non sarà. Perché così ha deciso.

    Una voce accompagna il pubblico e lo invita a osservare l’attore sul palco come un animale da documentario, come un esperimento… un nome che non sarà mai pronunciato, una vita che non sarà spiegata, un personaggio senza una storia.

    Info e prenotazioni: 010 8380120.

  • Teatro Verdi, Sestri Ponente: “Adesso o mai più”, omaggio al musical

    Teatro Verdi, Sestri Ponente: “Adesso o mai più”, omaggio al musical

    musicalmenteSabato 23 e domenica 24 febbraio 2013 al Teatro Verdi di Genova Sestri Ponente va in scena Adesso o mai più – opera rock, uno spettacolo a cura della compagnia Musicalmente ispirato alla vita di Jonathan Larson e al suo musical di maggior successo, Rent.

    Trama dello spettacolo
    25 gennaio 1996. Jonathan finisce la prova generale di “Rent”, il musical in cui sente di aver racchiuso tutta la sua vita e i suoi significati migliori. La risposta del pubblico è molto convincente. Rent riprende la Bohème di Puccini, esattamente 100 anni dopo, sullo sfondo di una New York venata dal dilagare dell’Aids. La compagnia si dà appuntamento al giorno dopo per il debutto. Sul far dell’alba, Jonathan viene colto da un aneurisma e muore. Ha 35 anni. “Rent” diventa uno dei successi più acclamati del musical.

    315 ore di prove, 30 canzoni dal vivo, 2 ore di spettacolo, 18 ragazze e ragazzi in scena. La nuova produzione della Compagnia Musicalmente è un musical tutto cantato che invita a riflettere sul modo in cui scegliamo di vivere, sulla capacità di superare la sofferenza e i pregiudizi facendo spazio all’amore, sulla necessità di vivere ogni momento fino in fondo, all’altezza dei nostri sogni.

    Orari spettacolo: sabato ore 21, domenica ore 16.

  • Teatro alla carta: attori e spettacoli a tavola in via Fiasella

    Teatro alla carta: attori e spettacoli a tavola in via Fiasella

    teatro palcoscenicoMartedì 19 febbraio (ore 20) presso il ristorante la Locanda in Centro di via Fiasella debutta l’iniziativa Teatro alla Carta: monologhi e dialoghi su ordinazione, da degustare durante la cena e interpretati dagli attori Federica Ruggero e Davide Mancini direttamente ai tavoli.

    La serata prevede, insieme al menù alla carta proposto dal ristorante, un menù parallelo con gli spettacoli del giorno, fra i quali è possibile scegliere. Oggi in programma monologhi e dialoghi d’amore tratti da celebri film dagli anni ’60 fino ai giorni nostri.

    Il progetto è ispirato al Theater am Tisch (teatro ai tavoli) in voga a Berlino, ed è messo in scena per la prima volta in Liguria in collaborazione con la scuola di recitazione LiguriAttori di Federica Ruggero.

    Dopo la prima tappa alla Locanda in Centro, il progetto (adatto anche a grandi spazi all’aperto) diventerà itinerante e i temi varieranno periodicamente. Ogni spettacolo ha un costo unitario che va da 1 a 3 € a coperto, per consentire al pubblico di scegliere la quantità, il soggetto, il tempo e il denaro da dedicare alla rappresentazione teatrale.

  • Cinema Teatro Ipotesi: partire dalla Foce per raccontare il mondo

    Cinema Teatro Ipotesi: partire dalla Foce per raccontare il mondo

    pino-petruzzelliA Genova, nel quartiere della Foce, ha sede un gruppo di artisti di fama nazionale che opera da più di vent’anni nel campo del teatro. Il progetto cui hanno dato vita negli ormai lontani anni ’80 (primo spettacolo prodotto, “La Poltrona” di Natalia Ginzburg nel 1989) prende il nome di Cinema Teatro Ipotesirappresenta un’eccellenza nel panorama teatrale nazionale, coordinando attori e sceneggiatori del calibro di Mauro Pirovano, Laura Marinoni, Predrag Metvejevic’ e molti altri.

    «Si tratta di un progetto teatrale -racconta Pino Petruzzelli, fondatore del CTI formato da un gruppo variegato di figure: sceneggiatori e scrittori di testi, attori, musicisti, tecnici di luci e suono, registi. Ad oggi il nocciolo duro è costituito da me e da Paola Piacentini, direttrice artistica. Durante il nostro percorso abbiamo avuto la fortuna di incontrare molti altri valenti compagni di viaggio e oggi tutti noi collaboriamo per portare in giro spettacoli di prosa sia scritti da altri (soprattutto nei primi anni, con testi di autori come Harold Pinter, Igor Stravinsky, Peter Shaffer, e altri), sia soprattutto scritti da noi. Siamo andati in scena nei teatri più importanti d’Italia, soprattutto al nord e centro. Al sud la cosa si fa un po’ più problematica… problemi logistici, legati al viaggio e agli spostamenti, non ci permettono di essere presenti come vorremmo nelle regioni meridionali.  Naturalmente tra le nostre mete rientra anche Genova, collaboriamo con il Teatro Stabile. È imprescindibile per noi esibirci qui, anche se –data l’importanza sociale dei messaggi che vogliamo veicolare con i nostri spettacoli- siamo spesso fuori e cerchiamo di rivolgerci ad un pubblico più ampio di quello circoscritto alla realtà cittadina. Questa situazione, mi rendo conto, potrebbe essere un po’ fuorviante e rappresentare un deterrente per il nostro approccio con il pubblico: la nostra sede ufficiale e “legale”, diciamo, si trova in via Rimassa, ma chi volesse cercarci lì non ci troverebbe, dal momento che non abbiamo una vera e propria sede fissa ma giriamo in continuo».

    Pino ci racconta della sua vita all’insegna dell’avventura, del viaggio, della curiosità. Scrittore e attore, dopo gli studi presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico” di Roma, decide di fondare il Centro Teatro Ipotesi con l’obiettivo di mettere la cultura al servizio del sociale e vede nel suo teatro il mezzo con cui potersi occupare di temi come quelli del rispetto e della conoscenza delle culture. Dalle riserve degli Indiani Pueblo in Nuovo Messico sino ai popoli del Mediterraneo: per anni Pino ha girato il mondo, vivendo come e con le persone che ha incontrato. Conosce artisti e intellettuali, ma anche –soprattutto- la gente comune; vive in case palestinesi e in case israeliane, toccando con mano il conflitto che lacera quelle zone; dorme nel deserto, lottando per la sopravvivenza.

    pino-petruzzelli-verticaleDa queste esperienze nascono i suo primi spettacoli, “Piccolo viaggio lungo il Mediterraneo”, “Marocco”, “Albania” e “Il G8 di Genova”, scritti con Massimo Calandri, giornalista di Repubblica. A questa, seguono altre importanti collaborazioni con una serie di artisti che iniziano ad orbitare attorno a CTI: Predrag Matvejevic’, voce di spicco nel panorama mitteleuropeo e intellettuale di primo piano, e lo scrittore Mario Rigoni Stern, con cui nel 2009 realizza lo spettacolo “Ritorno al Lager”.

    Dal 2007 percorre l’Italia di chi vive lavorando la terra e dagli appunti di quel viaggio nasce lo spettacolo –poi anche libro- “Di uomini e di vini”, che racconta la vita e alla fatica dei vignaioli, e nel 2009 crea in collaborazione con Regione Liguria e Comunità di Sant’Egidio il “Primo Corso di Formazione Professionale per Operatori dello Spettacolo”, indirizzato a rom e sinti. Pochi anni dopo, nel 2011, è la volta del libro “Gli ultimi”, con prefazione di don Andrea Gallo, e di “Io sono il mio lavoro”, prodotto da Mittelfest, che vanno ad inserirsi sempre all’interno di questo nuovo percorso intrapreso da CTI.

    «Lo scopo? Distruggere i pregiudizi che impediscono la conoscenza sana fra le diverse culture del mondo. Per fare ciò è necessario andare a recuperare le nostre stesse radici culturali, la nostra storia. È questo il caso del nostro ultimo lavoro, “Chilometro 0”, debuttato nel novembre 2012 allo Stabile di Genova e anticipato in estate da alcune anteprime. È la storia di un “uomo artigiano” che, più volte sconfitto dalla vita, ripetutamente rimasto senza occupazione, sceglie di ripartire attraverso un diverso modo di intendere il lavoro e la vita. Così, dal Cep di Genova Prà, arriva nel suo ristorante a 2.000 metri di altitudine, tra monti, pini, larici, neve e valanghe, e propone solo ricette a chilometro zero… Io penso che la grandezza della vita non sta nel numero di vittorie ottenute, ma nel numero di volte in cui si è avuta la forza di rialzarsi e ripartire».

    La spinta alla sopravvivenza è ciò di cui parla l’autore, la capacità, in casi estremi di crisi, di trovare la forza di reinventarsi, attraverso espedienti imprevisti ed escamotages impensati. «D’altra parte, se ce l’hanno fatta i nostri nonni nel dopoguerra, perché non dovremmo farcela noi, con i nostri frigoriferi pieni, gli appartamenti caldi, le televisioni? Loro non avevano proprio nulla, e hanno saputo ricostruire tutto. Noi, almeno, partiamo in vantaggio rispetto a loro… quindi è ora di darsi da fare!».

     

    Elettra Antognetti

  • Teatro politico istantaneo: un progetto per Genova

    Teatro politico istantaneo: un progetto per Genova

    Teatro Garage«Il teatro attuale è ancorato al passato, ripropone sempre gli stessi spettacoli e non dà spazio a dialogo, bisogni e proposte degli spettatori»: con questa premessa i genovesi Maria Galasso e Ivano Malcotti portano avanti da alcuni anni il loro progetto per rivolgere alla città un’innovativa proposta di teatro culturale, per un superamento dello status quo culturale che (come si legge nel Manifesto) sforna in modo seriale quantità industriali di luoghi comuni di largo consumo a stretto beneficio di pochi.

    L’idea di un teatro politico istantaneo nasce nel 2009 con la pubblicazione di Il gallerista (Erga Edizioni), libro che tratta di teatro e arte e la cui presentazione è stata oggetto di diversi spettacoli e performance. Come spiega Maria Galasso «Ogni performance è differente perché parte dal capire cosa il pubblico vuole e di cosa ha bisogno, creando nuovi spunti sulla base di quanto ha visto e sentito: il teatro tradizionale pone una barriera fra palco e pubblico, noi cerchiamo il dialogo per costruire insieme le successive rappresentazioni».

    Come si legge nel loro manifesto, l’accezione di “teatro politico” riprende il significato originario della parola. Polis, città. Un teatro al servizio della società per generare dibattito su temi attuali scelti dagli stessi spettatori. “Mentre la Politica va in pezzi serve un Teatro politico. Teatro politico non significa un teatro al servizio della Politica. Al contrario, significa un teatro indipendente, che non si vende sul ‘mercato’ della cultura e non si piega ai suoi interessi“.

    Il termine “istantaneo” sta invece a indicare – citando sempre il manifesto – la capacità di “ribattere in tempo reale all’immissione di nuovi prodotti di consumo nel mercato delle idee”.

    Se chi opera in ambito teatrale lavora di norma all’interno di edifici progettati per essere dei teatri, lo scopo dei due promotori è attivare una rete di collaborazioni con luoghi (istituzionali e non) diversi da quelli comunemente pensati per il teatro. «Musei e biblioteche sono luoghi di primaria importanza per la città, ma ancorati al passato. Vogliamo anche rivolgerci a sedi di piccole associazioni, strade e piazze, spazi poco conosciuti. Il nostro è un teatro povero, senza scenografie o allestimenti, dove siano al centro solo i temi e le idee».

  • Occidente solitario: a teatro con Claudio Santamaria e Filippo Nigro

    Occidente solitario: a teatro con Claudio Santamaria e Filippo Nigro

    occidente solitarioMartedì 22 e mercoledì 23 gennaio 2013 (ore 21) al Teatro dell’Archivolto va in scena lo spettacolo Occidente solitario, tratto dal testo di Martin McDonagh e con gli attori Filippo Nigro e Claudio Santamaria.

    Una commedia nera scritta da uno dei più brillanti drammaturghi della scena britannica e messa in scena con la produzione della Compagnia Gli Ipocriti, dal regista Juan Diego Puerta Lopez.

    Il testo è ambientato in un piccolo paese dell’Irlanda – terra d’origine di McDonagh e in cui ha ambientato tutti i suoi lavori teatrali – e racconta il continuo litigare di due fratelli, Coleman (Claudio Santamaria) e Valene (Filippo Nigro), il cui padre è appena morto per un colpo di fucile.

    Valene è interessato unicamente alla sua collezione di statuine religiose e a bere whisky, che gli viene fornito a domicilio da una giovane chiamata Ragazzina. Coleman pensa solo a mangiare e partecipa ai funerali del paese per riuscire a fare incetta gratuitamente di salsicce e birra.

    L’unico che cerca di risolvere il rapporto conflittuale tra i suoi è il parroco del paese, Padre Welsh, ma i suoi consigli restano inascoltati. Depresso e frustrato nel suo tentativo di redimere il cinico paesello, il prete si suicida, lasciando una lettera che porterà i due fratelli a un tentativo di riconciliazione, a cui però faranno seguito ulteriori scene di lotta e distruzione.

    Lo spettacolo ha vinto il Premio Le maschere del Teatro Italiano 2012.

    Costo dei biglietti: 22/20 €, Archivolto Free 13,50 €, studenti con meno di 26 anni 7,50 €. Info e biglietteria 010 412135.

  • Teatro dell’Ortica: “Il grande tempio”, monologo di Luca Agricola

    Teatro dell’Ortica: “Il grande tempio”, monologo di Luca Agricola

    Teatro OrticaSabato 19 gennaio (ore 21), l’attore e regista Luca Agricola porta in scena al Teatro dell’Ortica il suo monologo Il grande tempio, uno spettacolo di teatro canzone ispirato all’opera di Giorgio Gaber e Sandro Luporini.

    In scena un solo attore e tre musicisti – Alessandro Ginevri, Stefano Gualtieri e Giacomo Lepri – che recitano e suonano brani inediti. Non si fa uso di oggetti, ma tutto viene rigorosamente evocato. Tema dello spettacolo è la moneta, il debito, le banche e, di conseguenza, il lavoro e quanto siamo succubi delle decisioni altrui prese in merito a queste materie.

    Luca Agricola, attore siciliano, vive e lavora a Genova. È socio del Teatro dell’Ortica dove ricopre anche il ruolo di educatore. È anche uno dei componenti del Gruppo di Teatro Campestre.

  • Copernico: cabaret a La Claque, seconda stagione dello spettacolo

    Copernico: cabaret a La Claque, seconda stagione dello spettacolo

    belo horizonteDa venerdì 18 gennaio 2013 a La Claque si tengono le riprese della seconda edizione di Copernico, spettacolo di cabaret curato da Belo Horizonte e diretto da Marco Fojanini, che andrà in onda sul canale 122 di Sky Comedy Central.

    Appuntamento ogni venerdì e sabato fino al 9 febbraio (inizio ore 22), mentre la messa in onda su Sky partirà da mercoledì 27 febbraio. Prendendo spunto dalla rivoluzionaria teoria copernicana sull’eliocentrismo, Belo Horizonte immagina Genova, le sue attitudini artistiche e i suoi comici al centro dell’universo.

    Il cast è costituito da attori noti per trasmissioni televisive quali Colorado Cafè, Zelig e Zelig Off, Central Station e Quelli che il calcio, oltre ad attori provenienti dai laboratori del Campus di Belo Horizonte.

    Biglietti: intero 15 €, ridotto 13 € (previsti anche abbonamenti a 4 e 8 serate). Info e prenotazioni 010 2470793.

  • Teatro della Corte: “Macbeth” di Shakespeare con Giuseppe Battiston

    Teatro della Corte: “Macbeth” di Shakespeare con Giuseppe Battiston

    macbethDebutta al Teatro della Corte martedì 15 gennaio 2013 lo spettacolo Macbeth di William Shakespeare, con Giuseppe Battiston, che andrà in scena fino a domenica 20 gennaio.

    Lo spettacolo – adattato e diretto da Andrea de Rosa – è prodotto dal Teatro Stabile di Torino e dal Teatro Stabile del Veneto “Carlo Goldoni”.

    Al centro di questo nuovo allestimento del capolavoro shakespeariano sta l’interrogativo sull’identità personale: dal momento in cui Macbeth riceve la profezia dalle tre streghe («Tu sarai re») e la trasmette all’amata consorte, quel futuro, solo suggerito, solo sussurrato, solo possibile, diventa per loro la via della necessità dalla quale non riescono più a sottrarsi. L’entrare in rapporto con i desideri più nascosti e proibiti sconvolge le loro esistenze. Dopo quel vaticinio, infatti, essi non sono più quelli che erano, non sanno più chi saranno. Finiscono in un vicolo cieco, che inesorabilmente si macchia di sangue: quel desiderio non sarà mai appagato, i delitti non saranno mai sufficienti; Macbeth non sarà mai più lo stesso di prima e quello che è diventato è solo “un’ombra che cammina”.

    Muovendo da queste premesse, il regista mette in scena un Macbeth che si colora di horror, in uno spettacolo che, attingendo a un ampio repertorio di citazioni cinematografiche (David Cronenberg, David Lynch, Stanley Kubrick etc), affonda lo sguardo nell’abisso delle oscure ragioni che spingono gli esseri umani al male.

    Biglietti: 25 € primo settore, 17 € secondo settore. Lo spettacolo va in scena alle ore 20.30 (la domenica ore 16).

  • Val Fontanabuona: Teatro di Cicagna, un anno di spettacoli

    Val Fontanabuona: Teatro di Cicagna, un anno di spettacoli

    Teatro CicagnaGenova è uno dei più fertili centri teatrali d’Italia: dalla prosa al musical, passando per la commedia dialettale, ogni quartiere della città ha il suo teatro e l’opportunità di assistere a spettacoli diversi e di qualità.

    Una situazione più difficile da trovare nei piccoli borghi dell’entroterra, caratterizzati da bellissimi paesaggi e che possono rappresentare un importante polo turistico del territorio ligure, ma che tendono a essere penalizzati dall’assenza di leve culturali che possono attirare un numero elevato di persone.

    Valorizzare la Val Fontanabuona, farla conoscere non solo ai genovesi ma anche ai turisti, è uno degli obiettivi che ci si è posti con l’apertura del Teatro di Cicagna. Inaugurato nel dicembre 2011 presso la frazione di Monleone è – come ci tiene a sottolineare il Direttore Sergio Giunta – l’unico Teatro del Levante genovese: «Non ci sono teatri in Val Fontanabuona, mentre nel Tigullio è attivo solo il Teatro Cantero a Chiavari, che fa solo cinema e spettacoli di opera. Il Teatro di Cicagna è il solo ad avere una stagione completa e diversificata».

    La prima stagione, conclusa la scorsa primavera, ha visto un programma molto ricco: 40 spettacoli in 4 mesi. «Abbiamo scelto una programmazione così serrata perché l’obiettivo era far sapere agli abitanti della Val Fontanabuona e del Tigullio dell’esistenza del teatro: il nostro potenziale pubblico era formato da persone per nulla abituate ad avere un teatro nelle vicinanze, pertanto abbiamo messo in scena spettacoli di varia tipologia, per avvicinare gli spettatori e capire i loro gusti. Nella stagione in corso – che proseguirà fino a maggio 2013 – gli spettacoli sono più diluiti e abbiamo introdotto nuovi generi, come il musical (tra cui Otto – Il batterista sull’Oceano e Sognando il Re Leone, ndr), e siamo soddisfatti di un bilancio di presenze sempre molto positivo».

    Il pubblico del teatro è formato da persone provenienti dai Comuni circostanti e dal Tigullio, soprattutto la zona di Chiavari e Lavagna, ma le compagnie teatrali di Genova che mettono in scena spettacoli a Cicagna portano con sé uno “zoccolo duro” di spettatori anche dal capoluogo.

    Per il futuro, gli obiettivi del teatro sono due: da un lato aprirsi maggiormente a compagnie non liguri, per far conoscere in tutta Italia il territorio della Fontanabuona (lo scorso ottobre sul palco Life – Fiori d’acciaio della compagnia Bracci-Schneider di Roma, nel cast anche la figlia di Gigi Proietti); dall’altro, nel lungo periodo, formare una propria compagnia di teatro stabile attraverso i corsi di recitazione e canto già attivi presso il teatro, tenuti dagli attori Alessandro Damerini e Claudia Benzi e dalla cantante Sara Nastos.

    La gestione del teatro è affidata all’associazione Mediaquality, di cui Sergio Giunta è presidente, che si è occupata della ristrutturazione dei locali e cura la direzione artistica: «Abbiamo un’ottima relazione con il Comune di Cicagna, in particolare con Marco Limoncini, presidente del Consiglio Comunale e Consigliere Regionale. Di fatto, tuttavia, non abbiamo ricevuto alcun aiuto o finanziamento dagli enti locali. L’associazione ha fatto un enorme sforzo per riqualificare il teatro e mantenere un’attività costante, il nostro obiettivo è che il teatro diventi nel tempo una leva per promuovere la Fontanabuona e valorizzare il turismo culturale. I fondi alla cultura e al teatro sono sempre più esigui, ma è un vero peccato che – mentre altri teatri dispongono di forme di finanziamento, seppur minime – non si sia ancora fatto nulla per sostenere uno spazio unico nel suo genere, che non si trova presso un grande centro abitato o vicino alla costa, ma in una zona “nuova” dove non era mai stato aperto un polo culturale».

    I prossimi spettacoli in calendario presso il Teatro di Cicagna sono Dillo al mare (sabato 12 e domenica 13 gennaio 2013), un esperimento di commistione teatro-cinema a cura della compagnia Le Pantasome di Roma, e Rumori fuori scena di Michael Frayn (sabato 19 gennaio 2013), messo in scena dalla compagnia La Pozzanghera.

    Marta Traverso

  • Ci vediamo al Diperdì: Gruppo Teatro Campestre al Sipario Strappato

    Ci vediamo al Diperdì: Gruppo Teatro Campestre al Sipario Strappato

    gruppo teatro campestreVenerdì 11 e sabato 12 gennaio (ore 21) riapre la stagione 2012/13 al teatro Il Sipario Strappato di Arenzano con il Gruppo Teatro Campestre e lo spettacolo “civediamoaldiperdì”.

    Di Elisabetta Granara, Chiara Valdambrini, Roberta Testino
    con Elisabetta Granara, Elisa Occhini, Sara Allevi
    Regia di Elisabetta Granara
    Musiche Fabio Bonelli (musica da cucina) Luci Carlo Cicero

    Lo spettacolo è stato selezionato al Festival Play With Food III – Torino, è vincitore del Concorso Teatropianeta – Siena ed è finalista del Premio Scintille 2012.

    Trama dello spettacolo
    B, C e R, sono tre ragazze precarie e aiuto cuoco al ristorante Besame Mucho. Le spiamo in una serata di lavoro normale, che tanto normale non è, perché R quella sera, a causa della mancanza del burro, scopre la verità: il Dìperdì non esiste più. La notizia scaturisce scatti d’ira, malesseri, visioni ossessive, incubi, perchè il Dìperdì è l’antidoto alla nevrosi, alla solitudine.

  • Teatro della Tosse: La signora Baba e il suo servo Ruba

    Teatro della Tosse: La signora Baba e il suo servo Ruba

    Cantiere Campana, Yuri D'AgostinoDa mercoledì 9 a sabato 12 gennaio 2013 (ore 20.30) il Teatro della Tosse ospita un nuovo spettacolo del Cantiere Campana: La signora Baba e il suo servo Ruba è una produzione NIM-Neuroni in Movimento, con testo e regia di Marco Taddei e canzoni di Paolo Li Volsi.

    Questa la scheda dello spettacolo.
    Li abbiamo visti sul palco della Tosse in Orphans alle prese con la drammaturgia di Dennis Kelly, un Kitchen drama intenso e suggestivo e ora ci invitano in un’altra cucina: quella modesta del ristorante della Signora Baba.

    Tornano i Neuroni in Movimento con un testo dal sapore Brechtiano vincitore del premio Urgenze per il Teatro Inverso di Brescia. Ispirato a “Il signor Puntila e il suo servo Matti” lo spettacolo si serve dello stile di Brecht: prologo, epilogo, cartelli, canzoni per raccontare una storia civile di povertà e sfruttamento senza rinunciare al gioco e alla leggerezza e al divertimento.

    In tutte le serate, a partire dalle 19 aperitivo a buffet al Cafè Ubu nel foyer del teatro.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Teatro Duse, Sogno di una notte di mezza estate

    Teatro Duse, Sogno di una notte di mezza estate

    attori teatro stabileDa martedì 8 a domenica 13 gennaio 2013 (ore 20.30) al Teatro Duse va in scena lo spettacolo Sogno di una notte di mezza estate di William Shakerspeare, esercitazione degli allievi dell’ultimo anno della Scuola di recitazione del Teatro Stabile di Genova.

    L’ingresso è libero.

    Regia: Massimo Mesciulam.

    Cast: Gennaro Apicella (Bottom), Valentina Badaracco (Elena – Corista), Silvia Biancalana (Ermia – Corista), Daniela Camera (Ippolita – Titania), Andrea Cioffi (Filostrato – Quince – Coro delle Fate), Nicolò Giacalone (Teseo – Oberon), Filippo Giusti (Demetrio – Starveling), Elisabetta Mazzullo (Puck – Corista), Alessio Praticò (Lisandro – Snug) e Valerio Puppo (Egeo – Flute – Fata).

    La commedia è contrappuntata da improvvisazioni musicali eseguite al piano da Filippo Giusti, Elisabetta Mazzullo e Alessio Praticò e alle percussioni da Gennaro Apicella e Silvia Biancalana. Luci di Sandro Sussi.

    Scritta nell’inverno del 1595-96, Sogno di una notte di mezza estate è una commedia caratterizzata da una forza e un’originalità travolgenti. È anche una delle pochissime opere di William Shakespeare (1564-1616) la cui trama non nasce da una fonte precedente, ma scaturisce direttamente dalla sua fantasia. Teseo e Ippolita, dal cui imminente matrimonio ha origine il racconto, sono personaggi che provengono dalla dimensione dei miti e delle leggende antiche. Gli innamorati, le cui coppie s’intrecciano nel bosco (Ermia, Elena, Lisandro, Demetrio), appartengono a ogni tempo e luogo. Il mondo degli elfi e delle fate (Titania, Oberon e Puck) emerge dal folklore letterario e dalla sua magia. I personaggi del popolo (con il primo piano il sublime Bottom), che mettono in scena la rappresentazione parallela sono artigiani inglesi, che provengono dall’ambiente agreste in cui crebbe Shakespeare. E da una miscela così varia nasce un “sogno” che potrebbe appartenere a chiunque, a qualsiasi tempo e luogo, e svolgersi in una qualsiasi notte di mezza estate.

    Dice Massimo Mesciulam: «Sogno di una notte di mezza estate è una commedia da prendere sul serio che, per farla diventare anche nostra, ho cercato di guardare con occhio innocente. Per questo, è stato importante prendere alla lettera i sentimenti dei personaggi, che sono sempre molto densi, profondi. Penso per esempio al masochismo di Elena, alla sua erotizzazione del rifiuto d’amore che subisce, o a quanto la fuga di Ermia e Lisandro da Atene sia un atto rivoluzionario, una grande trasgressione, rispetto a norme rigidissime. Anche per quanto riguarda i comici ci siamo messi sempre dal loro punto di vista e ho chiesto a chi li interpreta di trattarli con verità, sia perché gli attori non devono mai mettere alla berlina il proprio lavoro, sia perché trovo che la goffaggine sincera faccia ridere».