Tag: fumetti

  • Disegno Genova: città vecchia, porto e periferia. Concorso per illustratori

    Disegno Genova: città vecchia, porto e periferia. Concorso per illustratori

    fumetto
    “Disegno Genova” scade il 2 aprile 2015 alle ore 19. Si partecipa con una copia delle opere in formato digitale a info@smackcomics.it e disegnogenova@gmail.com | Regolamento e info sul sito www.smackcomics.it

    Il 30 gennaio è stato bandito il concorso di illustrazione, fumetto, vignette Disegno Genova – Città vecchia – Porto – Periferia aperto agli under 35.

    Il progetto, alla prima edizione, è organizzato e sostenuto da Smack!, la Fiera del Fumetto di Genova organizzata da Enrico Testino in collaborazione e con il sostegno di Fondazione Labò e Giovani Urbanisti,  Progetto Yepp Genova, Coop Liguria, Porto Antico s.p.a., e in collaborazione con Liceo Artistico Klee Barabino, Grandi Navi Veloci, scuole media di Istituto Comprensivo Pra’ e Istituto Comprensivo Oregina/Lagaccio.

    Al concorso sono abbinati diversi progetti con diverse realtà. Non solo il concorso di illustrazione, vignette e fumetti, ma anche opere “fuori concorso” con il laboratorio di una classe del Liceo Artistico di Genova Klee/Barabino, la partecipazione di alcuni artisti e fumettisti scelti da Smack! e i laboratori in 6 classi delle scuole di Pra’ e Oregina/Lagaccio che svilupperanno le tavole sui temi “Il mio Porto” e “Il mio quartiere”.

    La quasi totalità delle opere realizzate in questi percorsi andranno a formare una grande mostra il 25 – 26 aprile 2015 durante Smack! – Fiera del Fumetto di Genova e saranno raccolte in un libro-catalogo. «La nostra è una città che ha bisogno di immaginare e immaginarsi – dice Enrico Testino, l’organizzatore – come molte altre città mediterranee è in trasformazione e il futuro è tutto da giocare. Da parte nostra, come fiera del mondo della creatività e del fumetto, abbiamo voluto aprire un percorso che ospiti giovani artisti con le loro visioni su Genova».

    Dopo aver fatto nascere il concorso, ormai diventato internazionale, EurHope, Smack! realizza dunque un altro progetto rivolto agli illustratori. «Nella nostra città esistono energie considerevoli che hanno più difficoltà, che in altre culture, ad uscire, ad esprimersi – continua Testino – Nel nostro piccolo con Disegno Genova diamo spazio e raccogliamo in un’iniziativa comune ragazzi e studenti. Una fiera come Smack! non deve essere a mio parere solo una occasione per avere una panoramica del mondo della creatività e del fumetto, ma anche un “dispositivo” culturale che apre spazi di espressività e facilita la creazione di cultura comune».

    Il 1° classificato avrà come riconoscimento da Smack! 200 euro di buoni acquisto da effettuare presso gli espositori della Fiera del Fumetto di Genova il 25-26 aprile 2015. Ad oggi hanno dato conferma per la presenza in giuria nomi di spicco della cultura cittadina come Luca Borzani e Andrea Freccero.

  • Sulla Cattiva Strada, la graphic novel genovese dedicata a Don Andrea Gallo. Incontro con gli autori

    Sulla Cattiva Strada, la graphic novel genovese dedicata a Don Andrea Gallo. Incontro con gli autori

    sulla-cattiva-strada-don-gallo-fumetto-2“Il fumetto che vi sto presentando è disegnato con spirito e agilità. E chi vi parla è uno imprestato al teatro ma di mestiere pittore dall’infanzia…”. La prefazione di Dario Fo apre l’opera di due genovesi, l’autore Angelo Calvisi e il disegnatore Roberto Lauciello, dedicata alla figura di Don Andrea Gallo. Una storia a fumetti che ripercorre la vita del Don più celebre d’Italia, un giovane Andrea di rientro a Genova dal sudamerica sino al giorno del funerale con i brusii della folla durante l’intervento del cardinale Bagnasco. “Sulla Cattiva Strada – Seguendo Don Gallo” è il titolo di questa graphic novel made in Zena pubblicata da Round Robin Editrice, fra scorci dettagliati della città vecchia e ricordi di una vita speciale.

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    «Quando mi è stato proposto di disegnare la vita di don Gallo mi aspettavo una biografia dettagliata e ho esultato pensando di disegnare il don nelle sue diverse fasi della vita. Figurarsi la sorpresa nel leggere la sceneggiatura: “ma come?! Un libro su Don Gallo senza mai disegnarlo!?”», racconta Roberto. Eh si, perché il Don viene raccontato dalla bocca di chi lo ha conosciuto, come un padre, come un fratello.

    Scrivere una storia su un personaggio così celebre, sulla cui vita hanno scritto tanti e tanti ancora scriveranno, quanto incide e condiziona questo aspetto nella fase di concepimento e costruzione di un lavoro come il vostro?

    Risponde Calvisi, «personalmente, più che dai modelli precedenti, mi sono sentito condizionato dalla necessità di non scrivere qualcosa di troppo agiografico. Questo è il motivo per cui ho scelto un racconto per così dire indiretto della figura del Comandante. In effetti il libro non è tanto la storia della sua vicenda umana (anche se ovviamente essa, a grandi linee, è tratteggiata) di Don Gallo quanto la testimonianza del tributo di affetto e stima della città di Genova a uno dei suoi cittadini più importanti».

    sulla-cattiva-strada-fumetto-don-galloLa città di Genova, l’amante fedele del Don, è la protagonista femminile della graphic novel. «Genova, per sua natura (e chi dice il contrario dovrebbe essere rimandato in storia), è una città generosa e accogliente, proprio come don Gallo – racconta Calvisi – ma è anche caustica, capace di battute al vetriolo, sarvaega, e secondo me Don Gallo aveva anche queste caratteristiche, unite a una riottosità, a una vera e propria incapacità di accettare le imposizioni che piovono dall’alto e la mediocrità del pensiero comune. E anche Genova è così, una grande fucina, un laboratorio di novità in controtendenza, un modello di convivenza tra stili diversi in grado di sorprenderti anche in momenti difficili come quello che stiamo vivendo. Tutto questo, almeno nella mia mente, rappresenta una vera e propria identità, e mi consente di sovrapporre in maniera perfetta Genova e la figura Don Gallo».

    Tutto il lavoro è basato sul rapporto stretto fra il Don e la città di Genova. Roberto se dovessi illustrare la città in una tavola come la disegneresti? «La disegnerei come una donna – racconta Lauciello – non più giovanissima, ombrosa, ostile, segnata dalla vita, provocante e austera, contraddittoria, ma di grande fascino e generosità».

    Roberto nel libro fai tu stesso riferimento all’attività di ricerca che hai dovuto svolgere per documentarti sulla vita e la figura di don Gallo. Cosa deve “far suo” un illustratore del personaggio da illustrare? Cosa hai “fatto tuo” della vita e della figura del Gallo? «Ho letto i suoi scritti, ho riguardato le interviste, ho osservato i suoi occhi, le sue espressioni, il suo modo di sorridere sornione anche quando “graffiava”, la gioia che ha sempre trasmesso e ho imparato dalle parole di Angelo Calvisi e dai racconti di chi l’ha conosciuto, quanto fosse speciale e unico. Imparare a conoscerlo in questo modo mi ha lasciato il grande rammarico di non averlo mai incontrato, ma mi ha insegnato il valore dell’accoglienza e dell’accettazione “dell’altro”, indistintamente». Come detto, però, non è il Don la figura da rappresentare con i disegni, quanto il suo palcoscenico. «Così oltre che documentarmi sul nostro “prete di strada” – continua Lauciello – ho scattato fotografie e cercato scorci significativi della sua (mia) città. Ho cercato di osservare le persone, i volti, le ombre dei suoi abitanti che poi erano anche “la gente di Don Gallo”: una moltitudine di sguardi, speranze, abitudini, situazioni, umanità e ho cercato di rappresentarle nel libro. Se non potevo disegnare lui, almeno lo avrei fatto attraverso la sua gente e la sua città».

    «Genova è la protagonista di tutti i miei libri, sempre – conclude Calvisi – la amo in maniera viscerale, girando in Vespa per le strade della mia città, osservando i luoghi, io mi commuovo perché Genova è bellissima, ed è come se vivessi costantemente in un rapimento, negli effetti di capogiro e tachicardia della sindrome di Stendhal! Inoltre è una città in qualche modo allegorica di ciò che è l’uomo, capace di imprese vertiginosamente alte e di miserie impronunciabili. Poi ci si dovrebbe soffermare sui genovesi e su chi governa questa città, ma allora in questo ambito non potrei parlare con parole da innamorato…».

    Angelo Calvisi, classe 67,  nel corso degli anni ha pubblicato saggi, romanzi, poesie e racconti. Per lui si tratta dell’esordio nel mondo del fumetto. Roberto Lauciello, invece, classe ’71, ha iniziato disegnando per Topolino: «Se tanti libri sono stati scritti su Don Gallo, questo è però l’unico scritto per immagini – conclude Lauciello – Volevo dimostrare che il fumetto non è solo un prodotto per ragazzini, ma un linguaggio dignitoso e completo per raccontare anche storie importanti e profonde, adatte a tutte le età».

    Per maggiori informazioni sull’opera e sugli autori:
    https://it-it.facebook.com/sullacattivastrada.dongallo
    http://www.roundrobineditrice.it/rred/index.aspx

  • Storie al Lavoro, la visita alla mostra: parole e immagini raccontano la crisi

    Storie al Lavoro, la visita alla mostra: parole e immagini raccontano la crisi

    sala-dogana-ducale-DIC’è molto da leggere, e molto da osservare, su un tema – il lavoro, con tutte le problematiche che oggi vi sono legate – che è ormai presente nella nostra quotidianità come un’estrema e dolorosa urgenza. Gli autori di “Storie”, allievi della scuola di storytelling StudioStorie di Sergio Badino (curatore della mostra), ci danno il loro personale punto di vista sulla situazione: racconti che partono da spunti evidentemente reali, talvolta librandosi in trame futuristiche o iperboliche, talaltra rimanendo saldamente ancorati al terreno con uno sguardo impietoso su ciò che è il nostro paese oggi. A dar loro man forte giunge il prezioso apporto dei disegnatori coinvolti da Badino in questo progetto per arricchirlo fornendo un supporto visivo ad alcune delle sceneggiature, con un risultato di grande effetto grazie all’unione di parole e immagini: «Sceneggiatori e disegnatori si sono conosciuti a cose fatte, direttamente in mostra. Scopo dei miei corsi – racconta Badino – è dare un’impostazione professionale alla scrittura, quindi gli sceneggiatori dovevano scrivere storie comprensibili da un disegnatore. La sceneggiatura doveva essere completamente accessibile. Interpretabile, naturalmente, come ogni sceneggiatura, ma prima di tutto chiara». Non è detto, infatti, che in una situazione tra professionisti le due figure entrino necessariamente in contatto.

    Colpisce, in questi racconti, la profonda consapevolezza della realtà, e la capacità degli autori di restituirla pienamente, cosa ancora più notevole se si considera che tra gli allievi del corso – così come tra i disegnatori – ci sono molti giovani sui vent’anni (e un giovanissimo sceneggiatore di sedici, Ezequiel Espinosa): a dimostrazione del fatto che i giovani sanno tutto di crisi, lavoro, futuro negato, e attraverso le immagini e le parole dei loro racconti ne parlano con un’efficacia inaspettata, che distoglie il fruitore da qualsiasi torpore e lo prende a schiaffi, tirandogli fuori rabbia e sentimenti altrimenti anestetizzati dall’abitudine ormai consolidata a questa realtà.

    Sergio Badino storie al lavoro fumettiBadino ha creato le coppie sceneggiatori-disegnatori, scegliendo questi ultimi «in certi casi in base all’affinità emotivo-artistica: avendo letto le storie e conoscendo i tratti, ho capito che insieme alcune persone avrebbero creato una miscela interessante, e così in alcuni casi è stato. In altri invece mi sono mosso in base alla curiosità di vedere cosa sarebbe uscito da una certa sceneggiatura interpretata da un dato segno». A quanto pare la logica seguita ha funzionato: i riscontri dei visitatori e i complimenti reciproci tra sceneggiatori e disegnatori lo attestano.

    Ma la scelta di un tema così dolorosamente attuale può rischiare di concentrare troppo l’attenzione dello spettatore sui contenuti, impedendogli di apprezzare appieno le qualità puramente estetiche delle opere? No per il curatore:

    [quote]Nel fumetto la storia è narrata dagli sforzi congiunti di parole e immagini: in questo mezzo di comunicazione, dall’unione di questi due elementi, la storia prende vita. Tutto il resto è esibizionismo, di parole come di immagini: tutto ciò che esula dal fine ultimo, cioè la narrazione, è da considerarsi un di più. Una tavola a fumetti deve prima di tutto raccontare una storia, attraverso testi incisivi e immagini efficaci.[/quote]

    Ed ecco allora che una congerie di figure umane che tutti conosciamo si affastellano nei racconti, cercando di districarsi in un mondo inospitale: migranti, camalli, giovani che fanno tre quattro lavori per sopravvivere, ricercatori con le mani sporche di sangue (degli animali che uccidono per lavoro), esodati, impiegati di call center, laureati all’estero, freelance squattrinati.

    A differenza degli sceneggiatori, tutti i disegnatori sono professionisti, ci ricorda Badino. Tra di loro, per fare qualche esempio «Matteo Anselmo ha di recente vinto un concorso nazionale per il miglior omaggio ad Andrea Pazienza, Francesco D’Ippolito è da oltre un decennio un disegnatore Disney, Federico Franzò disegna le Winx; Stefano Tirasso è stato segnalato da un importante sito di critica fumettistica come uno dei cinque giovani disegnatori italiani da tenere d’occhio; Giorgia Marras sta per uscire con un romanzo a fumetti dei cui testi è anche autrice».

    Un motivo in più quindi per apprezzare questo grande lavoro collettivo carico di aspetti molto diversi tra loro: «Primo fra tutti mostrare la pari dignità di fumetto e narrativa – dice Badino – come forme di comunicazione, entrambe in grado di far emergere tematiche forti, sociali, sentite. Si avverte spesso un po’ di snobismo tra l’uno e l’altra, quando invece si tratta semplicemente di modi di narrare sì differenti, ma con principi comuni. Ogni mezzo di comunicazione ha da imparare dagli altri, senza distinzione. Altra nota importante è l’aver proposto una mostra in cui racconti e fumetti sono mescolati come carte in tavola, si presentano vicini, gli uni accanto agli altri, nudi e crudi, sinceri: non è una cosa che si vede così spesso. Ultimo aspetto: l’aver offerto una carrellata priva di retorica su un problema più che mai oggi percepito come tangibile. “Storie al lavoro” ci dice, attraverso oltre trenta storie brevi, quale sia la percezione del tema per un gruppo di universitari, giovani studenti, professionisti, che col lavoro hanno a che fare ogni giorno. Una discreta fotografia panoramica».

    Si esce dalla mostra con una domanda: perché siamo tutti così consci della situazione ma così immobilizzati? Per Badino «scopo di chi scrive non è trovare soluzioni, ma far sì che l’opinione pubblica si concentri e sensibilizzi su un dato problema. Siamo stati tutt’altro che immobili: “Storie al lavoro” è la nostra risposta». Allo spettatore non resta che cercare, anch’egli, una propria risposta.

     

    Claudia Baghino

  • Fumetti in biblioteca: apre una nuova sezione alla Berio

    Fumetti in biblioteca: apre una nuova sezione alla Berio

    FumettiLa biblioteca Berio si ingrandisce, inaugurando sabato 1 dicembre 2012 una nuova sezione dedicata ai fumetti: oltre 1.600 titoli (di cui 1.000 in acquisto e 600 in dono) che comprendono i più noti autori del settore, italiani e internazionali, e che hanno coinvolto 20 importanti case editrici italiane di fumetti.

    Ideata da Sergio Badino e curata in collaborazione con Roberto Beccaria, la nuova sezione è frutto di un progetto iniziato nel 2009 per attirare studenti universitari e adulti, con una raccolta di opere non destinate necessariamente all’infanzia, sia testi a fumetti sia saggistica sull’argomento.

    L’evento è celebrato da una mostra dal titolo “I Classici della Letteratura a Fumetti” curata da Sergio Badino: note opere letterarie reinterpretate in chiave fumettistica da autori noti ed esordienti.

    Saranno calendarizzati successivi eventi su questi temi, fra mostre, incontri con gli autori e altre attività culturali.

  • Pierpaolo Rovero alla Maddalena, mostra alla galleria Il Basilisco

    Pierpaolo Rovero alla Maddalena, mostra alla galleria Il Basilisco

    Pierpaolo RoveroVenerdì 23 novembre alle ore 18 alla galleria d’arte Il Basilisco di piazza della Maddalena 7 sarà inaugurata La controparte del vuoto, la mostra personale di Pierpaolo Rovero, pittore e fumettista. Venti le opere in esposizione, visitabili da domani fino all’8 dicembre nel cuore della Maddalena, tra i carrugi a un passo da via Garibaldi. Reduce da recenti successi milanesi, l’artista approda a Genova: proprio il riscontro positivo ottenuto nel capoluogo lombardo ha dato l’input per la realizzazione della Controparte del vuoto. La responsabile della galleria, Silvia Ruffini, ci racconta con orgoglio di come proprio il Basilisco abbia contribuito a far conoscere l’artista nel panorama ligure e a consolidare la sua fama di pittore: già nel 2011 la galleria aveva ospitato una tappa di Omnia, la sua personale itinerante, approdata –oltre che a Genova- prima a Barcellona e poi a Torino.

    Trentaseienne torinese, artista figurativo ed insegnante di Arte del Fumetto all’Accademia delle Belle Arti della sua città, Rovero –a dispetto della giovane età- è già un nome di spicco per i cultori del fumetto: oltre al diploma all’Accademia Disney di Milano, collabora dal 1996 con la testata Topolino della Walt Disney, sia in veste di disegnatore che di sceneggiatore. Eclettico, Rovero spazia dal cinema (disegna tavole per il cartone della Pixar Monster &Co nel 2004) alla letteratura, con le trasposizioni dei romanzi noir del francese Michel Rio, e pubblicando tra 2006 e 2009 i suoi volumi a fumetti Gate 22, MaloneTerroriste, che gli hanno valso indiscussa fama in Francia, Belgio, Olanda e nel resto d’Europa. Non da ultimo, disegna per l’azienda Kinder  le nuove sorprese del celeberrimo ovetto (www.pierpaolorovero.com).

    Qual è l’idea alla base della mostra? «È difficile spiegare una mostra. L’arte deve essere diretta. Deve poter arrivare in modo diverso ad ognuno di noi. Per questo voglio che i miei quadri si prestino a essere interpretati in modo non mediato e senza i filtri dell’arte concettuale», ci racconta l’autore. «L’opera dev’essere ambigua. È come una finestra socchiusa: una finestra spalancata mostra già tutto, non stimola alcuna curiosità. Ma una finestra aperta solo a metà spinge a chiedersi cosa ci sia dietro. I quadri sono narrazioni che chiedono di essere sbirciate: non solo il fumetto ma anche la pittura è una storia. La prima, da leggere. La seconda, da osservare».

    L’idea dell’autore è, dunque, quella di creare un racconto. In particolare, “raccontare le persone attraverso gli oggetti”: fedele a un’ideale di pienezza ossessiva degli spazi, tipica del fumetto underground, Rovero riempie i suoi quadri di dettagli che si moltiplicano all’infinito: «In questa personale» –spiega- «ho voluto definire una condizione, quella del vuoto, attraverso l’uso del pieno estremo. Non a caso, il nome della mostra è una strategia retorica, una litote, che richiama proprio questo stato di cose: la controparte del vuoto altro non è che il pieno». Pieno e vuoto, l’uno evoca l’altro. Dietro l’estremizzazione del primo, si nasconde il secondo: «Quella del vuoto è un’idea da riscoprire, in una società schizofrenica e onnivora, in cui non si è più in grado di cogliere l’interezza di ciò che ci circonda».

    Oltre alle suggestioni dal mondo del fumetto e della pop-art, ora Rovero evolve verso un più sobrio classicismo, con rimandi all’arte fiamminga. Qui esposte, le opere della serie Babette, raffiguranti pentole e cucine, e i libri della serie Alma. Inoltre, sono presenti anche tre nuove opere ispirate alla città di Genova: prospettive insolite della città, dall’alto dei tetti della Superba. Mai oggetti animati, mai persone: ad essere raffigurati, solo oggetti inanimati e nature morte, che Rovero prova a rendere “vive”. Tutti i soggetti, le cucine e i libri in particolare, sono per lui “contenitori”: i primi, contenitori di cultura, i secondi dell’anima. Le sue raffigurazioni sono archetipi che, partendo da qualcosa di apparentemente finito, aprono scenari infiniti e suggeriscono molto altro.

    Qual è la tecnica usata per la realizzazione di questi quadri? «Tutte le opere sono state realizzate con la tecnica undercolor, combinazione di elaborazione digitale e intervento manuale. Elaborato al computer, poi stampato e modificato a mano con pennelli e smalti, o con solventi a spruzzo e acrilici, che consentono di asportare il colore con un pennino. È un procedimento scelto apposta per ottenere nuovi effetti, per creare nuovi colori. Bisogna adattarsi ai cambiamenti nel modo di comunicare, adottare strumenti contemporanei. Mi piace pensare che il mio modo di fare quadri, unendo tecnica pittorica e fumetto, sia un modo per fare incontrare Tintin e i fiamminghi. Un’idea di arte trasversale, in linea con l’evoluzione multimediale della società di internet e dei consumi».

     

    La controparte del vuoto di Pierpaolo Rovero
    Inaugurazione: 23 novembre 2012 ore 18, alla presenza dell’artista
    Mostra: 23 novembre – 8 dicembre 2012 | orari: da martedì a sabato 10.00-12.30, 16.00-19.00 e il giovedì 14.30-19.00
    Il Basilisco, Piazza della Maddalena 7 – Genova galleria@ilbasilisco.info | www.ilbasilisco.info

     

    Elettra Antognetti

  • Enrico Macchiavello: artista genovese, disegnatore degli spot Ceres

    Enrico Macchiavello: artista genovese, disegnatore degli spot Ceres

    “Una combinazione tra Hyeronimus Bosch e Jacovitti, Caravaggio e Grande Puffo, mescolati in un’estasi nauseante”: così si autodefinisce Enrico Macchiavello, artista genovese, classe ’74, un approccio caustico e dissacrante nei confronti della vita e del mondo che lo circonda, riletti e interpretati attraverso la sua matita dall’inconfondibile tratto. Nella sua carriera, tra le altre cose, ha dato vita ai personaggi che per anni hanno popolato gli spot della birra Ceres, e più di recente ai protagonisti di un noto gioco per bambini; si muove tra illustrazione, animazione, pittura e scultura, esponendo anche in galleria tra l’Italia e l’estero.

    Un breve sguardo sul tuo percorso artistico.
    «Mi è sempre piaciuto disegnare, e ho sempre trovato più facile mettere dell’inchiostro su carta piuttosto che usare la parola. È sempre stata, perciò, la mia forma principale di comunicazione… mi ha portato a riempire una quantità smodata di fogli di carta fino a quando ho capito che avrei potuto viverci. Il primo lavoretto pagato è stato quando ero alle medie, per il catalogo di una ditta. Poi ho frequentato il liceo artistico e l’Accademia di Belle Arti: durante la frequenza ho lavorato come ragazzo di bottega presso lo studio Feguagiskia di Gualtiero Schiaffino (noto disegnatore satirico, originario di Camogli, n.d.r.) dove mi sono fatto le ossa su tutto ciò che è il mondo della stampa e della tipografia. Questa è stata la mia formazione iniziale. Nel frattempo lavoravo ai miei progetti: quadri, illustrazioni, fumetti…»

    Lo studio ti avrà permesso di dare forma finita alla “materia grezza” che già possedevi…
    «Soprattutto ti dà gli strumenti. Per il tipo di disegno che faccio io non esiste una vera e propria scuola. Tu impari a fare gessi, disegnare nudi e nature morte, e una volta che hai queste capacità le usi, riporti le tecniche sull’immaginario che ti interessa. Devi avere anche la fortuna di trovare docenti che ti lascino libertà senza vincolarti troppo su una formazione classica».

    Cosa ti dà l’ispirazione?               
    «Il mondo che mi circonda, ciò che quotidianamente vivo… sono queste le cose che tendo a raffigurare nei miei disegni, trasfigurate però in chiave grottesca. Insieme ad essa, tutta una serie di riferimenti culturali, dalla narrativa al fumetto, dall’arte ai cartoni animati, fa da sfondo al mio lavoro».

    In cui ho visto anche una forte componente ironica…
    «Sì, è quella che evita che il disegno sia una visione del mondo solamente grottesca; se vuoi, è un modo per reagire alle brutture che ci circondano, e usare questa chiave di lettura è un modo per reggerle».

    Com’è la tua giornata tipo quando stai disegnando qualcosa?               
    «Intensa. Sia che mi dedichi a un progetto mio, sia che si tratti di un progetto per altri, mi ci butto anima e corpo. Non amo le distrazioni e mi focalizzo completamente su quello che sto facendo, che poi è anche la cosa che mi diverte di più: stare dentro al mio mondo e dimenticarmi del resto».

    Hai uno stile che ormai è molto caratteristico: pensi che potrà mai subire ulteriori trasformazioni?        
    «Non credo affatto di essere arrivato ad un punto fermo. Il processo per elaborare uno stile è così graduale che non potrei mai dire di aver raggiunto un livello da mantenere per il resto della mia vita. È un percorso, vedo piccoli cambiamenti pian piano, ed è ciò che mi spinge a continuare».

    La tua esperienza con Ceres.
    «Parliamo del ’99, un amico mi aveva presentato ad un’agenzia di Genova con cui avevo provato a collaborare per una campagna contro l’abuso di sostanze, che non era andata in porto perché più che contro l’abuso sembrava pro! Poi però mi hanno ricontattato per realizzare degli storyboard per la campagna Ceres, i lavori sono piaciuti e da lì è cominciata la collaborazione».

    Ricordo che il format pubblicitario comprendeva dei cartoni animati oltre ai disegni: eri tu a occuparti anche dell’animazione?            
    «Quando lavoro sull’animazione per clienti come Ceres, opero di concerto con il team di creativi e copywriter; si butta giù un’idea e procedo a visualizzarla, ognuno ci mette del suo e io devo costruire man mano questo mondo immaginario. Questo significa storyboard appunto, poi studio dei personaggi, studio dell’ambientazione, collaborazione con gli animatori per capire come far recitare i personaggi e come far arrivare il messaggio».

    L’ambiente pubblicitario e l’ambiente della galleria, dove pure tu esponi, sono profondamente diversi. Ti danno anche una libertà differente nell’esprimerti…           
    «Con una mostra l’unico referente è il gallerista e la libertà diventa pressoché totale. Però in genere anche il cliente che mi viene a cercare lo fa perché pensa che il mio modo espressivo sia utile a ciò che vuole comunicare. Quindi anche in quei casi in realtà ho avuto parecchia libertà…ma forse è anche perché è ciò di cui io ho bisogno ed è quindi quello che offro. Se vuoi un Macchiavello te lo prendi così com’è, perché diversamente non potrei fare. Poi è chiaro che devi arrivare a compromessi, molte idee che suggerisci possono essere prese come scartate, ma quello fa parte della normale dinamica lavorativa».

    A quali temi ti dedichi attualmente?
    «Sto facendo degli studi per un libro illustrato per ragazzi, e a breve realizzerò delle pittura murarie in un locale».

    Sei anche matita ufficiale dell’annuale Mostra internazionale dei Cartoonists di Rapallo (creata nel ’73 da Carlo Chendi, fumettista italiano, tra i più famosi sceneggiatori di Disney Italia). Di cosa ti occupi?
    «Il contatto è arrivato tramite Fausto Oneto del ristorante “U Giancu” (a San Massimo di Rapallo), che è la mecca del fumetto. Ci conosciamo da molti anni e sono stato coinvolto nella creazione di parecchie copertine e loghi da Carlo Chendi, organizzatore della mostra ormai da circa quarant’anni (insieme al suo entourage di collaboratori tra cui Sergio Badino, altro disneyano e insegnante all’Accademia Ligustica, n.d.r.) col quale ho un rapporto di amicizia e grande stima reciproca. Il mio non è un titolo davvero ufficiale, semplicemente ho fatto talmente tanti loghi e copertine che finisco per essere definito tale».

    A che pubblico ti rivolgi e quali sono i tuoi canali prediletti per arrivare al fruitore?
    «Forse l’animazione è il canale più completo, che ti permette di inserire non solo il disegno, ma anche il suono e il movimento; quindi penso che sia il mezzo che mi rappresenta di più. Per quanto riguarda il pubblico, non cerco di raggiungere una fascia particolare. È il pubblico che può gradire o meno quello che faccio: per i riscontri che ho, piaccio a grandi e piccini, perché non c’è mediazione, è un linguaggio diretto. Non lavoro pensando a chi guarderà. Io lavoro, poi… fate voi!».

    Ho visto opere tue coloratissime, altre completamente in bianco e nero. Se dovessi scegliere?
    «Colore. Ha proprio una sua narrazione, “racconta” delle cose».

     

    Claudia Baghino
    [foto e video di Daniele Orlandi]

  • Corso fumetto Genova: open day della Comics Academy

    Corso fumetto Genova: open day della Comics Academy

    fumettoGiovedì 20 settembre 2012 si terrà l’open day della Genoa Comics Academy: una giornata per scoprire tutti i dettagli sui nuovi corsi e laboratori della prima scuola di fumetto genovese.

    A partire dalle ore 18 tutti gli insegnanti del corso saranno disponibili per illustrare a chi vuole iscriversi i programmi delle iniziative previste per l’anno accademico in corso, che sarà dedicato a Diabolik, uno dei personaggi più amati del fumetto italiano, inventato nel 1962 dalle sorelle Giussani.

    Questi i laboratori in programma.

    Fumetto 1
    Corso per i maggiorenni, articolato in due bienni.
    Da ottobre 2012 a giugno 2013.
    Ogni martedì e giovedì dalle 18.30 alle 21.00, ogni venerdì dalle 17.00 alle 19.00.
    Basi tecniche ed espressive per la realizzazione del fumetto. Approfondimento dello studio dell’anatomia umana, studio della prospettiva, inchiostrazione, basi di sceneggiatura e di colorazione. Analisi degli stili diversi di disegno per valorizzare il
    segno individuale di ogni allievo.
    Docenti: Luca Laca Montagliani- Andrea Piccardo – R. Amal Serena – Roberto Lauciello – Francesco D’Ippolito Andrea Jula.
    Iscrizione annuale: € 230 – Quota Mensile: € 180

    Fumetto 2
    Corso per i maggiorenni, articolato in due bienni.
    Da ottobre 2012 a giugno 2013.
    Ogni lunedì e mercoledì dalle 18.30 alle 21.00, ogni venerdì dalle 17.00 alle 19.00.
    Basi tecniche ed espressive per la realizzazione del fumetto. Basi di storyboard cinematografico fino alla specializzazione, nel secondo biennio, di colorazione digitale e utilizzo dei metodi moderni di lavorazione.
    Docenti: Luca Laca Montagliani – Andrea Piccardo – R. Amal Serena – Roberto Lauciello – Francesco D’Ippolito Andrea Jula.
    Iscrizione annuale: € 230 € – Quota Mensile: € 180

    Illustrazione
    Per i maggiorenni.
    Da novembre 2012 a maggio 2013, ogni venerdì dalle 19.00 alle 21.00.
    Tecniche pittoriche classiche e moderne. Approfondimenti di anatomia, composizione dell’immagine, disegno dal vero, elaborazione digitale, studio dell’immagine come mezzo di comunicazione. Illustrazione per bambini, scenografia teatrale, illustrazione cinematografica.
    Docenti: Gregorio Giannotta – Andrea Jula – Roberto Lauciello – Andrea Piccardo – Stefano Piccardo.
    Iscrizione annuale: € 150 – Quota Mensile: € 150

    Sceneggiatura
    Da novembre 2012 a maggio 2013, ogni martedì dalle 18.30 alle 21.00.
    Scrittura per il fumetto, il cinema e la televisione: il corso si rivolge a coloro che intendono scoprire e esplorare le forme, i dispositivi e i modelli che regolano e rendono possibile la realizzazione e la produzione di una racconto per immagini.
    Docenti: R. Amal Serena – Susanna Pretelli – Daniele Bernardini.
    Iscrizione annuale: € 150 – Quota Mensile: € 150

    Pulcini
    Dai 9 ai 13 anni.
    Da ottobre 2012 a maggio 2013, ogni martedì dalle 17.00 alle 18.30.
    Guidare i bambini attraverso il mondo del fumetto, con una grande attenzione alla manualità per portarli a realizzare una storia a fumetti e sperimentare le tecniche e i materiali più disparati. Attraverso il gioco e l’animazione i bimbi impareranno a sviluppare la creatività necessaria per passare dall’ideazione di una storia alla sua concreta realizzazione.
    Docenti: Luca Laca Montagliani – Andrea Piccardo
    Iscrizione annuale: € 70 – Quota Mensile: € 70

    Pulcini 2
    Dai 9 ai 13 anni.
    Da ottobre 2012 a maggio 2013, ogni lunedì dalle 17.00 alle 18.30.
    Prosegue il corso dei più piccoli attraverso il gioco e l’animazione, gli allievi svilupperanno la creatività, progredendo nell’apprendimento di un nuovo linguaggio capace di dare seguito numerose abilità.
    Docenti: Luca Laca Montagliani – Andrea Piccardo
    Iscrizione annuale: € 70 – Quota Mensile: € 70

    Propedeutico
    Per tutte le età a partire dai 14 anni.
    Da ottobre 2012 a maggio 2013, ogni mercoledì dalle 17.00 alle 18.30.
    Il corso prevede l’approfondimento dei temi di narrazione del fumetto tramite lo studio di stili diversi: dal fumetto umoristico a quello americano passando per il fumetto francese e popolare. Si studieranno le basi delle tecniche di disegno, dall’inchiostrazione all’anatomia, dalla prospettiva al colore, fino ad arrivare a una padronanza della lettura dell’immagine.
    Docenti: Luca Laca Montagliani – Andrea Piccardo – R. Amal Serena – Daniele Bernardini.
    Iscrizione annuale: € 70 € – Quota Mensile: € 70

    Laborcomix
    Dai 6 ai 12 anni.
    Da ottobre 2012 a maggio 2012, due ore e mezza al sabato pomeriggio, ogni 15 giorni.
    Rivolto anche ai più piccini, propone un avvicinamento alla narrazione per immagini utilizzando tecniche artistiche e manuali e diversi tipi materiali.
    Una serie di laboratori creativi, ricchi di suggerimenti musicali e suggestioni tratte da antiche immagini animate, provenienti dall’est europeo. I materiali e i linguaggi protagonisti saranno pastelli, stoffa, piccoli oggetti naturali (e di riciclo), plastilina, collage e naturalmente, il fumetto.
    Docenti: Luca Laca Montagliani
    Tessera: € 10- Quota di partecipazione: € 5 – Carnet abbonamento: € 30

    Per info e iscrizioni si può scrivere alla mail info@genoacomicsacademy.it o telefonare al numero 010 8680658 dal lunedì al venerdì ore 16.30/19.30.

  • Smack!, la seconda edizione della fiera del fumetto arriva a Genova

    Smack!, la seconda edizione della fiera del fumetto arriva a Genova

    smack! - fiera del fumetto e illustrazione di GenovaGenova ospita sabato 19 e domenica 20 maggio la seconda edizione di Smack!, la fiera del fumetto e illustrazione: che propone ai visitatori e agli appassionati del genere due giorni di eventi, contest, concorsi, fumetti, autori, conferenze.

    Con la seconda edizione la fiera si allarga a tutto il Porto Antico, da piazza delle Feste, Magazzini del Cotone,Biblioteca De Amicis – Calata Falcone Borsellino – Arena del Mare sino ad arrivare a Palazzo Ducale.

    L’evento ospita circa 80 espositori, decine di migliaia fumetti rari e d’autore, le nuove aree Japan e Fantasy, i Giochi da tavolo, la partecipazione di Hasbro con animazioni per tutti di Monopoli, Jenga, Trivial Pursuit giganti, un concorso europeo di illustrazione con giuria prestigiosa con Vauro tra i giurati guidati da Ferruccio Giromini, incontri con grandi e giovani autori, la parte di Social SMACK! con iniziative sociali con Emergency, Defence For Children Italia, Ass. Semplicemente.

    Ecco nel dettaglio il programma degli eventi per location:

    Piazza delle Feste

    Presenti circa 50 espositori di comics e gadgets, collezionisti, tavole originali, comics di ogni tipo e fattura, manga, italiani, d’autore.In quest’area anche incontri con autori, giovani promesse, nomi affermati, novità editoriali. Gli appassionati possono trovare decine di migliaia di fumetti, molti autori, la Scuola di Fumetto di Chiavari e tantissime novità e rarità.  Bonelli, manga, fumetti d’autore con la presenza di Grifo edizioni, l’editore storico di Andrea Pazienza che continua a “stampare” prodotti di qualità con autori italiani ed internazionali.

    Appuntamenti

    19-20 maggio apertura h. 10-19

    19 maggio ore 19 festa e aperitivo in onore di SuperZelda con l’autore Daniele Marotta ospite

    Spazio Incontro Autori aperto tutto il giorno con ospiti sabato e domenica. Sabato dalle 13 alle 18 si alterneranno nello spazio Laura Scarpa, gli autori della Scuola Chiavarese del Fumetto, Daniele Marotta, Alessandro Parodi, Fabrizio Longo, Laura Bagliani.

    Max Frezzato presente tutti i due giorni h. 10 – 19

    Magazzini del Cotone

    Ai Magazzini del Cotone, in due grandi moduli del centro congressi, sono presenti altri 40 espositori con:

    – Cosplay Explosion: Cosplay Contest e spettacoli la domenica sul palco. Iscrizioni per il Contest fino alle 14 di domencia e il Contes vero e proprio dalle ore 15.

    – Cosplay Area: espositori di abbigliamento, oggettistica, mondi del Cosplay

    – Area Japan: alcuni tra i migliori espositori e realtà del Japan saranno presenti a Genova con editoria Manga, gadgets, cultura giapponese, varietà di offerta

    – Fantasy World: un’altra area dedicata la Mondo Fantasy con espositori ed eventi

    – I mondi del fumetto e dei giochi: Area di varie realtà del gioco e del fumetto: editoria Digitale, ancora comics e collezionisti, gadgets, giochi da tavolo per una fiera che esplora tutti i “mondi” del fumetto.

    Appuntamenti

    tutte le altre iniziative citate sono presenti nei moduli 7 e 8 dei Magazzini del Cotone aperti sabato e domenica dalle 19 alle 19.

    domenica dalle 15 Cosplay Contest. Iscrizioni fino alle 14.

    mostra fotografica a cura di Ochacaffè Dalle 10 alle 19 dei due giorni

    sabato, dalle 10 alle 19 giochi da tavolo, presentazioni, dimostrazioni a cura di Giochi Corsari

    Biblioteca De Amicis

    Si svolgono alcuni incontri tra i quali, il sabato pomeriggio, la premiazione del concorso europeo di illustrazione Eurhope e, offerta dalla Biblioteca, anche una mostra del “maestro” Toppi e di Battaglia. La Biblioteca De Amicis è in possesso di tavole originali dei due autori che fanno parte del pantheon degli autori italiani e in occasione di SMACK! li esporrà nella Biblioteca stessa. Premiazione di Eurhope

    Appuntamenti

    Sabato 19 maggio, alle ore 17 si svolge presso la sala incontri della Biblioteca la premiazione del concorso Eurhope che ha visto la partecipazione di numerosi parter e autori. Alla premiazione partecipano numerosi esponenti delle realtà coinvolte tra i quali il presidente di Giuria Ferruccio Giromini, Ivo Milazzo, Max Freazzato, Laura Scarpa, Silvana Ghersetti e il responsabile di SMACK! Enrico Testino.

    le mostre di Toppi e Battaglia sono in visione il sabato e la domenica dalle 9 alle 18,30

    Porto Antico: aree all’aperto

    Il 20 maggio sia Palazzo Ducale che il Porto Antico festeggiano i 20 anni di attività. Il Porto Antico anima quindi tutto il giorno tutta l’area del Porto Turistico con eventi, feste, iniziativa prevalentemente per bambini, giovani, famiglie.

    Ass. Semplicemente

    Davanti a Piazza delle Feste stazionerà il carro (su tema a sorpresa, preso dai manga giapponesi) dell’Ass. Semplicemente. In collaborazione con SMACK! i ragazzi e gli animatori dell’associazione che raccoglie portatori di handicap stanno realizzando una grande sorpresa per gli appassionati di Cosplay e di manga. Grazie ai ragazzi “diversamente abili”… ed in questo caso… diversamente …abilissimi… SMACK! si presenterà al pubblico con una “scultura gigante” che delizierà i bambini e le famiglie presenti.

    Festa anni venti in onore di SUPERZELDA

    Al Banano Tsunami, il bar al centro del Porto, circondato dal mare e letteralmente “attaccato” alla fiera SMACK! nella sua parte di Piazza delle Feste il sabato alle 19 si terrà una festa in stile anni ’20 per festeggiare la presenza di Daniele Marotta, autore grafico del fumetto SUPERZELDA, caso editoriale che racconta la storia della provocatoria, geniale e discussa Zelda Fitzgerald.

    Palazzo Ducale

    Ospita una mostra e i  lavori selezionati del concorso Eurhope – Immagini dal Futuro.

    Sale Liguria Spazio Aperto (primo piano): Le Nuvole di De Andrè. Una mostra per Genova: De Andrè e le sue canzoni rappresentate dai maggiori illustratori italiani In collaborazione con Grifo Edizioni SMACK! porta a Genova, in occasione della fiera, una mostra di oltre 40 grandi illustrazioni/opere realizzate con diverse tecniche e stili su Fabrizio De Andrè realizzate da nomi notissimi dell’arte e illustrazioni tra i quali Dario Fò, Milo Manara, Massimo Bucchi, Bruno Bozzetto, Stefano Casini, Ivo Milazzo, Vincenzo Mollica. Circa 35 opere, in formato 50×70, con moltissimi originali che rappresentano l’artista genovese o le immagini delle sue canzoni.Dal 19 al 26 maggio 2012 presso i prestigiosi spazi di Liguria Spazio Aperto a Palazzo Ducale a Genova.

    Eurhope – Immagini dal Futuro A Palazzo Ducale, dal 19 maggio al 27 maggio, saranno esposti i lavori selezionati del concorso Eurhope che, alla prima edizione ha visto partecipanti da Lituania, Romania, Serbia, Bosnia Herzegovina, Italia, Germania, Francia, Spagna, Portogallo. La Mostra sarà aperta sabato e domenica dalle ore 10 ale ore 19.

    Smack, la fiera del fumetto

    Informazioni:

    Area a pagamento di 5 euro dalle ore 10 alle 19:

    Piazza delle Feste – sabato e domenica h. 10-19

    Magazzini del Cotone – moduli 7-8 pianterreno – sabato e domenica h. 10 – 19

    Palazzo Ducale – Spazio Liguria Nuova – sabato e domenica h. 10 – 19

    Area gratuita:

    Arena del Mare – domenica animazioni a cura di Hasbro

    Calata Falcone Borsellino – domenica animazioni a cura di Hasbro

    Biblioteca De Amicis – sabato e domenica h 9 – 19

     

    A cura di Enrico Testino, International Comics, Banano Tsunami, Il mondo del fumetto

  • Un fatto umano: la storia a fumetti del pool antimafia

    Un fatto umano: la storia a fumetti del pool antimafia

    Un libro a fumetti ambizioso, un lavoro di rigorosa ricerca documentale, realizzato a 6 mani dal torinese Manfredi Giffone, autore del testo e da due disegnatori genovesi, Alessandro Parodi e Fabrizio Longo. Parliamo del volume “Un fatto umano”, edito da Einaudi, uscito il 22 novembre scorso, sarà presentato presso la libreria Feltrinelli il prossimo 17 gennaio.

    Al centro del racconto, nel ventennale della morte di Falcone e Borsellino, la storia del pool antimafia e della lotta che un gruppo di uomini coraggiosi intraprese per contrastare quella che fra gli anni Settanta e l’inizio dei Novanta, è diventata l’organizzazione criminale più potente al mondo.
    “La mafia non è invincibile, è un fatto umano e come tutti i fatti umani ha avuto un inizio e avrà una fine”, questo il celebre auspicio di Giovanni Falcone, da cui prende le mosse un’opera che vuole essere una testimonianza preziosa perché è partendo dalla conoscenza di quegli anni che possiamo comprendere l’Italia in cui viviamo oggi.

    Abbiamo deciso di raccontare questa storia perché ci siamo resi conto che esisteva un buco narrativo e di memoria relativo a quegli eventi – spiegano i due autori, Alessandro Parodi e Fabrizio Longo – C’è stato un lungo periodo, dopo il 1992, in cui è scemata l’attenzione verso questi fatti. All’epoca delle stragi noi eravamo poco più che bambini, sprovvisti di una coscienza sociale abbiamo vissuto quei tragici episodi come di riflesso, senza comprenderli fino in fondo. È questa l’esigenza che ci ha spinto a provare a ricostruirli”. Ma non solo. “Anche gli anni antecedenti alle stragi erano finiti in un cono d’ombra – continuano gli autori – Siamo partiti dal caso Moro perché la storia delle organizzazioni mafiose finisce inevitabilmente per intrecciarsi con la storia d’Italia”.

    In appena 14 anni trame oscure, inchieste giudiziarie e scandali, dal caso Moro, alla vicenda Sindona alla Loggia P2, fino alle stragi di Capaci e via d’Amelio, stravolgono gli assetti politici del paese.
    E nel bel mezzo degli anni più bui della Prima Repubblica anche il fenomeno mafioso si trasformaDa movimento circoscritto si espande e sconfina”, spiegano Parodi e Longo. Palermo vive l’ascesa dei Corleonesi di Totò Riina che scatena una guerra intestina e nello stesso tempo lancia un assalto frontale allo Stato.
    Corleone rappresenta la fase di svezzamento della mafia. Fino ad allora c’era chi riteneva che finché si fossero ammazzati fra di loro la mafia sarebbe rimasta un fenomeno locale. Ma da lì in poi nulla sarà più come prima”.

    Tra l’altro quando i tre autori si misero al lavoro, circa 7 anni fa, esisteva ancora poco materiale sul tema. Durante la stesura dell’opera però – come ricordano i due disegnatori – iniziò il periodo delle fiction tv e poi recentemente affiorarono nuove rivelazioni sui rapporti Stato – mafia. “Tutto ciò ci creò un certo imbarazzo perché noi eravamo lì con la nostra idea fra le mani, avremmo voluto gridarlo al mondo intero, ma prima occorreva portare a termine il libro!”.

    Le immagini prendono vita grazie alla voce di un narratore d’eccezione, il puparo e cuntista Mimmo Cuticchio.
    Il narratore esterno è fondamentale perché c’era la necessità di una figura che tenesse le fila di una storia così complessa. E quale scelta migliore se non quella di affidarsi a colui che muove i pupi? L’idea era raccontare la storia come un cunto. E abbiamo avuto la fortuna di poter utilizzare il volto del più importante erede della tradizione dei cuntisti e dell’arte dei pupi siciliani. Inoltre dal punto di vista stilistico questa scelta ci ha dato la possibilità di inserire un tocco di irrealtà, vale a dire i pupi dalle sembianza di animali umanizzati”.

    Come mai, in un racconto che vuole essere una ricostruzione di eventi storici, avete assegnato ad ogni personaggio il volto di un animale?
    È stata una scelta ponderata. I motivi sono molteplici. Abbiamo cercato una chiave innovativa per mostrare con accuratezza la realtà delle cose. Paradossalmente questo elemento di irrealtà ci ha permesso di raccontare come si sono svolti davvero i fatti. E poi c’è anche un’esigenza più pratica: i personaggi sono tantissimi, aumentati in corso d’opera e questa soluzione permette un forte riconoscimento. Ci sono animali che sembrano essere cuciti addosso ai personaggi. La nostra è stata una ricerca di somiglianza fisica. Non si tratta di giudizi morali sui personaggi. Ad esempio per Giulio Andreotti siamo partiti da una foto in cui appare seduto nel suo scranno parlamentare. Ebbene in quell’immagine è evidente la sua somiglianza, forse consapevolmente voluta, con un pipistrello. Invece per Sandro Pertini, in maniera del tutto naturale, abbiamo immaginato il volto di una tartaruga, in questo caso anche per la sua aurea di saggezza”.

    Come si è svolto il vostro lungo lavoro di documentazione, durato ben 7 anni?
    La parte di documentazione è stata curata dallo sceneggiatore, Manfredi Giffone. Ha consultato le sentenze di numerosi processi di mafia tra cui il primo maxi processo di Palermo. Nel libro non è presente nessun fatto che non sia rintracciabile in atti giudiziari, processi, articoli di giornale, libri. Abbiamo potuto contare sul prezioso contributo di testimoni e giornalisti esperti sul tema. In particolare per il nostro lavoro di disegnatori abbiamo esaminato nel dettaglio centinaia di fotografie, reperti della polizia scientifica, ore ed ore di filmati, documenti originali. Siamo davvero orgogliosi di aver ottenuto il patrocinio della Fondazione Progetto Legalità, un’associazione di magistrati, di cui fa parte anche il Pm Antonio Ingroia, che porta avanti una serie di iniziative educative rivolte alle scuole”.

     

    Matteo Quadrone