Tag: mostre

  • Come leggere le opere di Van Gogh in mostra a Palazzo Ducale

    Come leggere le opere di Van Gogh in mostra a Palazzo Ducale

    Van Gogh ulivetoGiovedì 29, alle ore 18 nella sede di Genova Cultura in via Roma 8b cancello/7 si svolge l’incontro “Come leggere le opere di Van Gogh in mostra a Palazzo Ducale”.

    Un incontro con Matilde Fassio, docente di Storia dell’arte,  alla scoperta dei “segreti” che si celano all’interno delle opere  più rilevanti del pittore olandese, con l’ausilio di proiezioni

    Un’occasione per capire l’arte dei maggiori protagonisti della pittura europea e americana del XIX e XX secolo.

    Ingresso libero fino ad esaurimento posti

  • Esistenze. La vita e la morte nell’arte messicana contemporanea in mostra

    Esistenze. La vita e la morte nell’arte messicana contemporanea in mostra

    Arte messicanaCastello D’Albertis, il museo delle Culture del Mondo ospita dal 6 aprile al 3 giugno una mostra dedicata alla cultura messicana attraverso lo sguardo di due pittori di origini indigene, Nicolás de Jesús e Gabriel Trinidad,  che fanno della loro individualità etnica uno strumento di interpretazione della realtà. Attraverso un forte legame con la loro cultura e identità riescono a interpretare la realtà circostante e a proporre modelli alternativi di esistenza.

    Le opere realizzate da Nicolás de Jesús rappresentano il tipico immaginario messicano incentrato sulla tradizionale figura dello scheletro o calavera; una figura le cui origini si rintracciano nella tradizione azteca, e che nel corso dei secoli è giunta a costituire una delle immagini più ricorrenti e diffuse sia nell’iconografia popolare che in quella artistica messicana.

    L’artista utilizza quest’immagine cMessicoome strumento di denuncia sociale e politica e  rivendica la necessità di prendere posizione rispetto al mondo in cui viviamo. L’arte diviene così un momento di profondo coinvolgimento politico e personale attraverso cui l’artista può esprimere le sue più profonde convinzioni etico-morali invitando il pubblico alla riflessione.

    I temi che affronta Gabriel Trinidad nelle sue opere sono legati al rapporto dell’individuo con se stesso, con la natura e con la collettività . Le figure che appaiono in ogni incisione non fanno più riferimento a un immaginario prestabilito ma rimandano ad un percorso del tutto originale ed autonomo dell’artista

    In entrambi i casi gli artisti sono riusciti a sviluppare un linguaggio espressivo che sia personale ed efficace strumento di critica e di interpretazione del reale.

    Le tecniche usate per la realizzazione delle loro opere sono quelle classiche dell’acquaforte e dell’acquatinta, il supporto sul quale la maggior parte di esse sono stampate è il “Papel Amate”, un tipo di carta in fibra vegetale ricavata dalla cottura della corteccia di “jonote” bianchi e rossi (Ficus e Ficus cotinifolia padifolia), utilizzata sin dal I sec. a.C nei codici Maya e Aztechi e tutt’oggi prodotta artigianalmente.

    Esistenze. La vita e la morte nell´arte messicana contemporanea

    Castello D’Albertis – Museo delle Culture del Mondo
    dal 7 aprile al 3 giugno 2012
    Inaugurazione venerdì 6 aprile 2012, ore 18.30

    Orari da martedì a venerdì 10-18; sabato e domenica 10-19

    Biglietto intero 6 euro

     

     

  • “Occhi sul mondo. Emozioni Fotografiche di Michele Dalla Palma in mostra

    “Occhi sul mondo. Emozioni Fotografiche di Michele Dalla Palma in mostra

    Occhi sul mondoLo Spazio Eventi Top Market ospita la mostra fotografica “Occhi sul mondo” Emozioni Fotografiche di Michele Dalla Palma, che inaugura giovedì 22 marzo dalle 17.30.

    Scoprire il mondo dietro l’obiettivo di una macchina fotografica è da sempre la vocazione di Michele Dalla Palma, direttore responsabile di Trekking&Outdoor, periodico leader nell’ambito del turismo ambientale, escursionistico e naturalistico  e fotografo appartenente al Nikon Professional Service, che raccoglie i migliori professionisti dell’immagine.

    Docente della Nikon School Travel, ha insegnato ad aspiranti fotoreporter, amatori e professionisti a guardare realtà lontane, diverse, a volte addirittura “aliene” senza invaderle né manipolarle: sono esperienze e frammenti di realtà diventate storie e quindi raccontate sulle pagine di molte riviste italiane ed estere e nei volumi fotografici di cui è stato autore.

    Gli scatti più significativi di queste esperienze oggi sono i tasselli di un viaggio per immagini, straordinariamente vivo, raccontato in scatti di grande formato in mostra allo Spazio Eventi Top Market.

    Inaugurazione: giovedì 22 marzo 2012 dalle 17.30 alle 21.00

    Dal 23 marzo al 21 aprile 2012

    Via Cecchi 69 br Genova

    Orario: dal lunedì al sabato 9.30 – 12.30 / 15.30 – 18.30

    Contatti: eventi@topmarketfotovideo.com      +039 010 5536180

    Ingresso libero

  • Lezione di cucina indiana al Castello d’Albertis

    Lezione di cucina indiana al Castello d’Albertis

    MasalaSabato 17 marzo il Castello D’Albertis Museo delle Culture del Mondo ospita dalle 16 alle 18 Let’s Cook,  una lezione di cucina dedicata ai sapori della cucina indiana per apprezzarne l’utilizzo delle spezie e la cultura e le tradizioni.

    Ricette e racconti in cucina, assieme a Raja dell’ Associazione Joytinat di Genova,  per valorizzare l’aspetto culturale e sociale dell’alimentazione e promuovere questo mondo “al femminile”, fatto di storie ed esperienze di integrazione, imprenditorialità e solidarietà.

    L’evento si inserisce nell’ambito della  mostra Donne del sud del mondo, cuore di imprese, integrazione ed economia solidale visitabile fino al 30 marzo 2012.

    Per informazioni e prenotazioni contattare

    La Bottega Solidale Tel. 010 265828 – bottegasolidale.it

  • Inconnu, la mostra di Roberta Orlando alle Sala Dogana

    Inconnu, la mostra di Roberta Orlando alle Sala Dogana

    InconnuLa Sala Dogana di Palazzo Ducale ospita dal 16 al 26 marzo la mostra di r0 (Roberta Orlando) “Inconnu”. 

    Unendo la semplicità delle immagini nella continua ricerca di sperimentazione senza confini, l’artista genovese crea, elabora e sviluppa l’impatto digitale della comunicazione visiva insieme alla sincronia audio, esplorando territori inquieti, intimi, riflessivi e osservando l’emotività dei corpi, dei suoni e delle atmosfere che circondano la realtà dei sensi.

    Inconnu – Mostra di r0 (Roberta Orlando)

    Sala Dogana, Palazzo Ducale, Genova

    Dal 16 al 26 marzo, dal martedì alla domenica ore 15.00-20.00
    inaugurazione giovedì 15 marzo ore 18.00

    ingresso libero

  • “Insieme”, mostra collettiva a cura di Anna Maria Venzano

    “Insieme”, mostra collettiva a cura di Anna Maria Venzano

    Insieme“Insieme” è la mostra collettiva  con cui Anna Maria Venzano esordisce come curatrice il prossimo 17 marzo alle 18 in una location davvero insolita, “M&M cornici” di Alessio Menesini in via Perosi 13/r in Albaro: una parte bottega artigianale e una parte area espositiva.

    Un esordio sì, ma già di livello, dato che Anna Venzano, farmacista cresciuta con la passione per l’arte grazie al papà, per l’occasione è riuscita eccezionalmente a riunire cinque artisti italiani con caratteristiche molto diverse tra loro e per la prima volta insieme: Davide Brioni di Brescia  espone quattro opere tra cui un ritratto, un mito e due flora,  Ariedo Lorenzone da Udine,  i cui dipinti sono presso collezioni private di Italia, Francia, Germania e Svizzera, espone Marine liguri, un nudo, un’opera di carattere religioso e le ninfee. Non mancano gli artisti genovesi:  Paolo Lorenzo Parisi, con cinque opere della serie “I gerarchi” Patrizia Noemi Pezzi con “Il primo mattino” e “Tra una pausa e l’altra”e Alfredo Zamorica con tre sculture: il “Pesce nero” e due intitolate “Segnali ignoti”.

    Inaugurazione sabato 17 marzo alle ore 18 e apertura fino al 23 marzo dalle 10.30 alle 12,30 e dalle 15,30 alle 19,30 (domenica 18 marzo aperto dalle 10,30 alle 12,30; giorno di chiusura il lunedì).

  • Tvrtko Buric: l’artista di Zagabria che vive e lavora a Genova

    Tvrtko Buric: l’artista di Zagabria che vive e lavora a Genova

    Tvrtko BuricTvrtko Buric è un giovane artista straniero che attualmente vive e lavora a Genova. Ventinove anni, comincia a formarsi nel campo della pittura a Zagabria, sua città natale,  e si diploma in Arti Applicate e Design; poi decide di trasferirsi all’estero e la scelta ricade proprio su Genova, dove ha conseguito la laurea specialistica in Disegno Industriale e dove ormai risiede da sette anni. Lo abbiamo incontrato poco dopo il termine di Product Human, mostra collettiva –cui Tvrtko ha partecipato- tenutasi tra dicembre e gennaio a Sala Dogana (lo spazio di Palazzo Ducale dedicato ai giovani artisti).

    Come e quando è cominciato il tuo interesse verso l’arte visiva? Cosa ti ha spinto a esprimerti attraverso di essa?
    Ho iniziato a esprimermi in questo modo quando ero ancora un bambino, ma è diventata una professione circa sette anni fa, quando ho cominciato a riflettere su temi seri. Poi lo studio presso la facoltà di architettura mi ha aiutato nella formazione e ha accresciuto la mia ispirazione.

    Quali tecniche usi? E qual è la tua tecnica preferita?
    Fino a poco tempo fa usavo diverse tecniche: dall’olio all’acrilico, al pennarello e utilizzavo vari supporti. Questa sperimentazione mi è servita per capire cosa mi piacesse di più, con quale tecnica mi trovassi più a mio agio. E così sono arrivato a concentrarmi solo sul disegno, soprattutto su pvc e plexiglass. Il lavoro viene passato allo scanner e poi stampato su vari tipi di materiale.

    Tu vieni da Zagabria. Perché hai scelto Genova per i tuoi studi e poi per la tua attività?
    In realtà è stato un caso. Un’amica che ha studiato a Genova mi ha detto di essersi trovata bene e quindi ho seguito il suo consiglio, rinunciando a Milano: lì vivono molti serbi e croati, ma io volevo cambiare contesto e stile di vita, e qui ho incontrato molti stranieri, anche artisti. Genova è una città molto particolare e mi è sembrata la scelta giusta.

    Nei tuoi pannelli in grande formato una linea nera definisce i contorni di persone e oggetti, folle che si perdono in lontananza, volti senza occhi, sagome. Cosa cerchi di comunicare attraverso queste immagini?
    Non c’è in realtà una simbologia univoca, ho sempre cercato di lasciare lo spazio per diverse interpretazioni. Cerco di comunicare lasciando a ognuno la possibilità di vedere nei miei lavori ciò che vuole, ciò che sente, magari di riflettere sul senso che ha la nostra presenza nel mondo, sul “chi siamo e dove andiamo”.

    In Progetto Continuum hai lavorato all’interno di un non-luogo, un centro commerciale, sistemando le opere in spazi non consueti come le pareti delle scale mobili. In effetti le tue sagome spersonalizzate, senza volto, ben si sposano con l’ambientazione del centro commerciale, zona di passaggio, di consumo, di perdita d’identità. È d’altronde una bella sfida fare arte nel luogo simbolo del consumismo per eccellenza, dove la gente solitamente passa per acquistare e scivola via, attenta solo alle vetrine e al portafoglio. Che risposta hai avuto da parte del pubblico?
    Il progetto prevedeva una serie di installazioni in un centro commerciale dell’Aquila che, dopo il terremoto, ha forzatamente sostituito il centro cittadino come luogo di ritrovo e aggregazione (il centro storico dell’Aquila è stato distrutto dal terremoto del 2009 ed è tuttora inagibile). Il mio lavoro è stato visto e ritenuto adatto nell’ambito del progetto. È stato uno degli interventi più ampi che abbia mai fatto, con pannelli lunghi più di dieci metri, coperti da chilometri di linee di disegno. Sono molto felice di aver partecipato a questo progetto.

    C’è qualche altro luogo che ti ispira o che ti ha ispirato delle opere, o dove vorresti esporre? Qui a Genova per esempio, c’è un luogo che ti affascina?
    Ogni dettaglio della vita quotidiana può essere di ispirazione, ma ultimamente sono stato colpito dall’atrio di Palazzo Ducale. Lo vedo come un luogo perfetto per l’arte contemporanea. Ogni giorno passo di lì, lo guardo e mi faccio ispirare, penso. Sto cercando di creare qualcosa pensandolo appositamente per questo spazio.

    Ti occupi anche di design, hai progettato per esempio sedie componibili basate su un modulo ripetibile. Arte e design sono nel tuo lavoro due cose distinte o due risultati diversi di un unico flusso creativo?
    Sono due cose diverse, due ricerche separate. Nell’arte affronto problematiche interiori, il design invece risolve piccoli problemi. Mi piace molto anche il design, ma ora l’ho lasciato un po’ da parte dedicandomi di più all’arte. Vorrei comunque riprenderlo più avanti.

    Prossimi progetti?
    Adesso continuerò il ciclo legato a Product Human con il prossimo evento espositivo, Post Human. Saranno per la maggior parte installazioni destinate a luoghi pubblici, in cui lavoro con supporti che creino soprattutto giochi di luce e ombra.

     

    Claudia Baghino

    Video di Daniele Orlandi

  • “Silenzi Metropolitani” in mostra alla Galleria Il Basilisco

    “Silenzi Metropolitani” in mostra alla Galleria Il Basilisco

    il BasiliscoLa Galleria Il Basilisco ospita dall’8 al 31 marzo la mostra di Roberta BuccellatiSilenzi Metropolitani”.
    Prospettive inconsuete, volumi e luci nei silenzi metropolitani: un palcoscenico urbano, quasi sospeso, che si anima silenziosamente, protagonisti gli scorci della sopraelevata e le vedute di Sampierdarena, soggetti a lungo studiati e fotografati dall’artista.

    Galleria Il Basilisco – via della Maddalena 7

    Orari:
    da martedì a sabato dalle ore 10 alle ore 12.30 e dalle ore 16 alle ore 19. Il giovedì dalle ore 14.30 alle ore 19

  • Donnart, mostra e menù dedicato alle donne alla trattoria Lupo

    Donnart, mostra e menù dedicato alle donne alla trattoria Lupo

    Lupo Antica TrattoriaL’antica Trattoria Lupo di vico Monachette ospita dall’8 al 24 marzo la mostra la personale della pittrice Angela Squillace “Donnart”.

    Per l’ occasione, lo chef del ristorante ha creato un menù dedicato alle donne composto da un entrèe con flute, un antipastino, un budino di spinaci e menta con gambero in pasta fillo e crema di limone, “ Belle Epoque” , piatto completo con aragosta con riso venere e riso basmati e fiori di Mimosa.

    Per finire bon bon di cioccolato ripieno di crema bianca al gran marnier e amarena

    Il costo è di euro 27 a persona

    E’ gradita la prenotazione allo 010267036

  • Rotta est – ovest, un mare di ricordi di Sergio Giodanelli in mostra

    Galata Museo del MareIl Galata Museo del Mare espone dall‘8 marzo al 9 aprile 2012 la mostra Rotta est – ovest, un mare di ricordi.

    Sergio Giordanelli presenta trenta lavori tutti legati tra loro da un percorso interiore fatto di emozioni, ricordi e sensazioni.
    Attraverso scorci, paesaggi e dettagli traccia un’ipotetica rotta tra la Liguria di Levante e quella di Ponente.

    Protagonista di queste tele e carte è il paesaggio ligure, rappresentato in tutte le sue forme e in tutte le sue varianti attraverso l’utilizzo della pittura informale e figurativa.

    Percorrendo un crinale dove i lavori informali si legano maggiormente alla sfera emozionale, mentre i dipinti più figurativi si abbinano ad una visione poetica legata ad alcuni autori Gabriele d’Annunzio, Eugenio Montale e Pablo Neruda, il tutto si fonde e si collega nelle sue immagini fatte di luci e colori della sua Terra.

    Galata Museo del Mare – Calata Dè Mari 1

    8 marzo 2012 – 9 aprile 2012
    Orario: tutti giorni, ore 10.00 – 19.30 (ultimo ingresso ore 18.00)

  • 8 marzo, festa della donna: ingresso gratis nei musei statali

    8 marzo, festa della donna: ingresso gratis nei musei statali

    Donne storiaChissà perché non hanno mai inventato una festa dell’uomo. Pur rispettando la memoria storica dell’8 marzo – ricorrenza che ogni anno richiama alla memoria lo sciopero delle operaie nella fabbrica tessile Cotton a New York, una delle prima grandi manifestazioni di piazza a tutela del lavoro femminile – c’è da chiedersi se questa iper-celebrazione delle quote rosa in ogni campo non rischi di scadere in un eccesso di politically correct.

    Opinioni sul tema a parte, il fatto è che questo giovedì – come avviene ogni anno – tante donne italiane riceveranno il loro rametto di mimosa e avranno la possibilità di ottenere sconti e omaggi da più parti, in primis con l’ingresso gratuito nei musei statali italiani.

    Queste le strutture che a Genova consentiranno l’entrata gratis alle donne (per l’elenco di tutti i musei statali italiani si può consultare il sito del Ministero dei Beni Culturali):
    – Archivio di Stato (piazza Santa Maria in Via Lata 7)
    – Galleria Nazionale di Palazzo Spinola (piazza Pellicceria)
    – Biblioteca Universitaria (via Balbi 3 e 38B)
    – Galleria di Palazzo Reale (via Balbi)

    Marta Traverso

  • Forme specifiche, la mostra di Olga Cirone e Matteo Musi alla Sala Dogana

    Forme specifiche, la mostra di Olga Cirone e Matteo Musi alla Sala Dogana

    Forme specificheDal 2 all’11 marzo la Sala Dogana di Palazzo Ducale ospita “Forme specifiche”, la mostra di Olga Cirone e Matteo Musi.

    I due artisti genovesi girano per le città e “vedono” forme e colori che non sono state concepite per essere percepite in quel modo.

    Contro cieli tersi e azzurri. Se le guardate da lontano sono opere astratte,se vi avvicinate riconoscete i muri e l’uso per cui quelle forme sono state progettate.

    La riproposta plastica di quelle forme esce dalla funzione originaria, ed elabora ulteriormente il messaggio subliminale, visibile solo da certi punti di vista, in certe condizioni di luce.

    E allora, passeggiando per la città, alzate gli occhi, ritagliate spicchi di quel che vedete e, se saprete guardare, vedrete anche voi quello che Cirone e Musi ci stanno mostrando con fotografie e composizioni (Ferdinando Boero).

    Forme specifiche

    Mostra di Olga Cirone e Matteo Musi

    Sala Dogana, Palazzo Ducale, Genova

    Dal 2 all’11 marzo, dal martedì alla domenica ore 15.00-19.00
    inaugurazione giovedì 1 marzo ore 17.00

    ingresso libero

  • Le Fotopagine, finissage della mostra di Patrizia Traverso

    Le Fotopagine, finissage della mostra di Patrizia Traverso

    Via GaribaldiMercoledì 29 febbraio presso il Bookshop dei Musei di Strada Nuova di Palazzo Tursi in via Garibaldi si tiene il finissage della mostra di Patrizia Traverso

    Dalle ore 18 reading itinerante, all’interno della mostra,  tratto dal libro “Preferisco leggere” di Patrizia Traverso, un viaggio fotografico che racconta la passione per la lettura, il modo in cui essa diventa parte della nostra vita quotidiana.

    Una vera e propria dichiarazione d’amore alla letteratura attraverso le fotografie di Patrizia Traverso, in cui il lettore diventa protagonista e personaggio delle storie.

    Un’occasione per rivedere la mostra “Foto pagine”, ospitata dal Bookshop dei Musei di via Garibaldi, per ascoltare e leggere le citazioni che la fotografa genovese ha scelto per le sue immagini, per interagire e riflettere sul rapporto tra fotografia, lettura e scrittura.

    Ingresso libero

  • Storia di Genova: villetta Di Negro e il Museo di Arte Orientale

    Storia di Genova: villetta Di Negro e il Museo di Arte Orientale

    Villetta Di Negro

    La Storia di Genova, articoli e video – Vai all’approfondimento su GuidadiGenova.it

    Guardo con occhi sognanti le offerte esposte nella vetrina, tentatrice, di un agenzia di viaggi: parlano di mete lontane e paradisi esotici, forse gli stessi che Colombo immaginava cercando la Cina e finendo in America ma, lungi da imbarcarmi su traballanti caravelle, preferisco cercare un angolo di Oriente che, con poca fatica e altrettanto poca spesa, posso trovare in un cantuccio verde della nostra città. Nel quartiere di Portoria guardando a monte, lasciata alle spalle l’elegante Piazza Corvetto, si può scorgere il parco di Villetta Di Negro, al cui interno, celato da una flora rigogliosa, è ubicato il Museo di Arte Orientale Edoardo Chiossone.

    Varcati i cancelli del parco, voluto agli inizi dell’Ottocento da Gian Carlo Di Negro, tortuose salite si snodano lungo un percorso su cui si incontrano, in un chiaro- scuro disegnato dalla vegetazione, sassose grotte, cascatelle artificiali, intimi pergolati e aerei ponticelli che aggettano su pozze colorate da pesci rossi. Su, in alto, dove la collina spiana, da un belvedere corredato da panchine, lo sguardo spazia sui tetti della città fino alla Lanterna che si erge, solitaria, sul molo.

    Qui, tra la quiete rotta solo da un’eco lontana del traffico, non troviamo fantasmi errabondi ma tenere coppiette in cerca di discrezione o scanzonati scolari, “bigiatori” per un giorno, che godono di un luogo dove fino al 1802, anno in cui fu acquistato dall’omonimo marchese, si ergeva il bastione cinquecentesco di Luccoli, ormai smilitarizzato.

    Sulla vendita della collina, fissata in 22 mila lire, gravava l’impegno di fondare e sovvenzionare un centro botanico che vi avesse sede per almeno 6 anni. Smantellata l’antica roccaforte, dunque, su progetto dell’architetto Carlo Barabino, fu costruita una palazzina neoclassica, in posizione panoramica, che venne circondata da un grande giardino all’inglese.

    Dopo il decesso del nobile (1857), la proprietà passò nuovamente nelle mani del Comune con varie destinazione d’uso, fino al 1942, quando l’edificio abitativo venne distrutto nel corso di un bombardamento.

    Mentre il Marchese Di Negro passeggiava lungo i viali della sua nuova dimora, nasceva ad Arenzano Edoardo Chiossone (21 gennaio 1832), pittore ed incisore: cugino del più noto David, medico, filantropo e autore di numerose commedie di successo, giovanetto, approdò all’Accademia Ligustica delle Belle Arti dove si distinse per le sue pregevoli incisioni su rame, conservate, oggi, nel Museo Nazionale di Roma.

    La litografia, la nascente fotografia e, argomento non trascurabile per un genovese, l’amore per il “denaro” lo portarono ad operare presso la Banca Nazionale del Regno d’Italia, a cui seguì una specializzazione a Francoforte e un soggiorno in Inghilterra. Il suo interesse, a dispetto dei malpensanti, era rivolto alla creazione di banconote “perfette” e quindi non falsificabili: questo suo lavoro non sfuggì ai giapponesi che erano impazienti di allinearsi sugli standard occidentali, dopo i venti di innovazione portati dalla rivoluzione del 1868, per cui, al fine di diffondere una moderna immagine della finanza giapponese di Stato, fu chiamato a fondare e a dirigere, a Tokio, l’Officina Imperiale di carte-valori.

    Profondo cultore dell’arte giapponese, divenne un importante raccoglitore di opere d’arte grazie al fatto che l’impoverimento di molte famiglie aristocratiche, dovuto alla guerra, aveva messo sul mercato opere di inestimabile valore. Alla sua morte (Yokohama, 11 aprile 1898), pur lontano, si ricordò della sua patria e dell’Accademia Ligustica, “mia madre in arte”, a cui lasciò la sua collezione. Fu così che 96 grandi casse, con all’interno 15 mila reperti preziosi, giunsero al porto di Genova, senza spese di trasporto e di dogana, per essere accolti nei locali del Palazzo dell’Accademia in Piazza De Ferrari, dove venne allestito un primo museo, inaugurato il 30 Ottobre 1905 alla presenza di Vittorio Emanuele III, Re d’Italia.

    Smantellato, durante la guerra, riprese a “vivere” nel luogo dove abbiamo lasciato le macerie dell’antico palazzo Di Negro. Grazie ad un progetto di Mario Labò, infatti, al loro posto venne costruito un sobrio e razionale edificio che ricorda l’essenzialità delle case nipponiche e nel quale questi inestimabili manufatti trovarono la loro sede definitiva (1971).

    Statue bronzee cinesi e giapponesi insieme ad elmi, maschere, campane, accolgono il visitatore all’inizio di un percorso circolare che si snoda lungo le cinque gallerie a sbalzo, poste ai lati del salone. In questo cammino armi e armature di samurai, smalti cloisonné, ceramiche, lacche, specchi, porcellane, piccoli stupa (tabernacoli a forma di pagoda), bodhisattva dorati (essere vivente, sattva, che aspira all’Illuminazione, bodhi), stampe policrome, strumenti musicali, costumi, tessuti, inrô a scomparti (astuccio), paraventi decorati, strumenti musicali, tessuti, monete, bronzistica, dipinti su carta e seta (dal XI al XIX sec.) etc, si susseguono in un rincorrersi di stupore e di ammirazione.

    Un mondo di arte che si rinnova, di volta in volta, per le esposizioni cicliche a cui sono sottoposte le opere per una migliore conservazione e che si arricchisce, a marzo, maggio, giugno, di celebrazioni particolari in analogia alle feste che si svolgono in Giappone, rispettivamente la “Festa delle bambine, delle bambole e dei fiori di pesco”, “la Festa dei maschietti, delle carpe volanti e dei fiori di Iris”, “la Festa delle stelle e dei desideri”.

    Questo autentico salto nel tempo del periodo Meiji (periodo del regno illuminato) ci dona una pausa di autentico relax Orientale prima di riaffrontare il frenetico e caotico andirivieni del mondo Occidentale.

     

    Adriana Morando

  • Arte Genova, la mostra mercato dell’arte moderna e contemporanea

    Arte Genova, la mostra mercato dell’arte moderna e contemporanea

    Nicola Rossi Presidente NEFDal 24 al 27 febbraio 2012 la Fiera di Genova ospita la rassegna Arte Genova, mostra mercato dedicata all’arte moderna e contemporanea. Patrocinato dal Comune di Genova, l’evento è organizzato dalla NEF (Nord Est Fair, che cura anche l’appuntamento gemello, a Padova) e presenta ai visitatori una panoramica su più di ottanta gallerie italiane.

    Nei quattro giorni di permanenza a Genova, la rassegna prevede altrettante conferenze su diversi temi legati al mondo dell’arte: “Arte e Ambiente: valore individuale e valore sociale”, 24 febbraio ore 15; “I racconti dell’anima nel viaggio dell’artista verso la luce”, 25 febbraio ore 15; “Performance di Nikolinka Nikolova e Ivan Cuvato”, 25 febbraio ore 15; “Dress less to impress – 2989 imago”, 25 febbraio ore 17.

    Venerdì, sabato e domenica la rassegna è aperta dalle 10 alle 20, mentre lunedì apre solo tra le 10 e le 13 per permettere la conclusione delle vendite.

    Abbiamo curiosato tra gli stand in fase di allestimento poco prima della vernice di presentazione e parlato dell’evento con Nicola Rossi, presidente della NEF.

    Arte Genova è giunta all’ottava edizione. Perché scegliere Genova per questa manifestazione?
    Abbiamo scelto Genova ormai otto anni fa, ha le giuste dimensioni, i requisiti e la cultura necessaria per ospitare e capire una fiera d’arte. La fase di recessione che sta attraversando il nostro paese rende le cose difficili, ma è proprio in questi momenti che si tende a investire in beni rifugio: l’arte è uno di essi. Paradossalmente, mentre nel campo immobiliare si sono registrate ultimamente delle flessioni, il mercato dell’arte ha evidenziato delle plusvalenze, specie quando si tratta di grandi nomi d’arte moderna e contemporanea.

    Arte Padova 2011 registra un afflusso di visitatori che supera le 20mila unità. Quali sono i numeri di Genova?
    Padova ormai tocca i 27-28mila visitatori. Qui a Genova ci aspettiamo sui 15mila visitatori. Arte Padova si è svolta lo scorso novembre e ha visto un incremento importante dei flussi economici, con vendite relative anche ad artisti non ancora affermati, che sono poi quegli artisti che possono costituire un delta di crescita degli investimenti.

    A quale pubblico vi rivolgete con questa manifestazione? È una realtà aperta anche al grande pubblico che magari viene per semplice curiosità?
    Senz’altro una fiera come questa, con le caratteristiche espositive che presenta, è diretta a un pubblico di collezionisti e appassionati, un po’ più selezionato, ma anche a un pubblico museale, composto di visitatori che non comprano ma hanno il piacere di fruire di una serie di opere d’arte: qui hanno occasione di vedere esposte tra le cinque e le seimila opere, difficili da trovare tutte concentrate in un museo. Accanto ai maestri del Novecento vengono presentate giovani promesse che però hanno già un curriculum e una buona attività, e sulle quali è economicamente conveniente investire. Abbiamo allestito un’apposita sezione, “Under 5000”, che raggruppa opere di giovani artisti acquistabili al di sotto dei cinquemila euro.

    Nel catalogo 2012 si leggono nomi come Modigliani, Picasso, Warhol, Fontana, Kounellis -per dirne solo alcuni- che sono chiaramente delle istituzioni. Il gallerista, il mercante d’arte, è una figura che può, attraverso la scelta degli artisti da esporre, produrre cultura. Fare scelte di rottura richiede coraggio, in questo momento storico anche di più. Lei ha parlato di giovani promesse: c’è qualche galleria quindi che si muove in questo senso…
    Certo è più facile vendere Boetti quando è già diventato Boetti, ma per fortuna c’è sempre il gallerista che fa ricerca, e in questo momento di crisi economica tale lavoro di ricerca aiuta moltissimo perché propone giovani che ovviamente, rappresentando delle novità, hanno quotazioni accessibili.

     

    Claudia Baghino

    Video di Daniele Orlandi