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  • Cinque euro per salvare il Pallio di San Lorenzo

    Cinque euro per salvare il Pallio di San Lorenzo

    Il Pallio di San LorenzoC’è un genovese illustre che è stato costretto a fare le valigie. Non ha lasciato la città per sempre, tornerà fra due anni. Ma per uno come lui, che vive a Genova da oltre sette secoli, non deve essere stato facile. Si tratta del Pallio bizantino della cattedrale di San Lorenzo, trasferito temporaneamente presso l’ Opificio delle Pietre Dure di Firenze per una delicata operazione di restauro.

    Il Pallio è un’opera d’arte di grande rilievo, un tessuto prezioso proveniente dall’antica Bisanzio lungo oltre tre e metri e mezzo e alto più di un metro. Venne donato a Genova nel XIII sec. da Michele VIII Paleologo, uno sciàmito di seta destinato ad ornare l’altare maggiore della cattedrale di San Lorenzo, decorato con fili colorati e d’oro e d’argento. L’opera nel 1663 lasciò la Cattedrale per essere conservato presso i Padri del Comune e, da lì, alla fine dell’800, venne trasferito nel Palazzo Bianco e infine nel Museo di Sant’Agostino, dove ritornerà fra due anni a conclusione dei lavori.

    L’intervento di restauro ha ovviamente un costo molto elevato, per questo motivo il Comune promuove un’iniziativa singolare per coinvolgere la cittadinanza nel “salvataggio” del Pallio: “Cinque euro per restaurare un centimetro quadrato del Pallio bizantino di San Lorenzo, ogni genovese potrà trasformarsi in Mecenate…

    Presto verranno comunicate le modalità per partecipare. Intanto, chiunque volesse saperne di più su questa opera sconosciuta a tanti genovesi, fino al 18 febbraio può farlo visitando presso lo stesso Museo di Sant’Agostino  la  mostra “Aspettando il Pallio” che, attraverso fotografie e pannelli didattici, racconta la storia del prezioso tessuto su cui sono cuciti  gli episodi e il martirio della vita dei santi LorenzoIppolito e Sisto.

    Dal sito museidigenova.it: “Il restauro di quest’opera straordinaria è un intervento di eccezionale complessità, sia per l’importanza e l’antichità del pezzo, sia per le sue dimensioni e per la fragilità del supporto. Proprio per questo, considerando che il Pallio è un’opera unica al mondo, il cui valore storico e artistico travalica sicuramente i confini nazionali, il suo restauro si svolge presso l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, l’unico Istituto preposto al restauro delle opere d’arte che per l’altissima preparazione dei suoi professionisti, attivi in ambito internazionale, era in grado di affrontare un tale compito. L’intervento, infatti, è stato affidato al Direttore Tecnico Coordinatore del Settore Tessili del prestigioso Istituto, Susanna Conti, che opera in stretta collaborazione con Marco Ciatti, Storico dell’Arte, Direttore del Settore. Licia Triolo, restauratrice formatasi presso l’Opificio, ha finora collaborato alla intensa fase di ricerche, analisi e raccolta dati in corso di svolgimento, che prevede l’utilizzo delle più sofisticate metodologie oggi disponibili: dai più recenti software informatici, al microscopio elettronico, dalla fotografia in luce visibile, alla radiografia.” 

  • “Generazione Creativa” alla Maddalena, 2012 all’insegna dell’arte

    “Generazione Creativa” alla Maddalena, 2012 all’insegna dell’arte

    Non “solo” finanziare e sostenere le istituzioni che operano nella cultura, lasciando a queste la regia delle iniziative, ma intervenire direttamente con un bando rivolto a enti pubblici e privati senza scopo di lucro, per stimolare la creatività giovanile. Questo il principio che ha spinto nella primavera scorsa la Compagnia di San Paolo di Torino a pubblicare il bando “Generazione Creativa”.

    Suddiviso in tre sezioni (arti visive, architettura e design) e limitato alle regioni Piemonte e Liguria (solo per quanto riguarda la localizzazione del progetto), il bando si poneva come primo obiettivo quello di sostenere progetti di arte contemporanea capaci di integrare creatività, coesione sociale e contrasto alla marginalità, proponendo soluzioni interessanti anche riguardo alla sostenibilità economico‐finanziaria delle iniziative proposte. Lo stesso bando indicava come “elementi preferenziali” la localizzazione dei progetti nel quartiere di Porta Palazzo a Torino e nel sestiere della Maddalena a Genova, zone storiche da riqualificare.

    “GENERAZIONE CREATIVA” ALLA MADDALENA

    Su un totale di 59 proposte progettuali (52 provenienti dal Piemonte e solo 7 dalla Liguria) sono 12 i progetti vincitori (per uno stanziamento complessivo di 265.400 euro), due di questi interesseranno la zona della Maddalena.

    Arci Liguria avrà un contributo di 10.200 euro per la realizzazione del progetto “MAEDMaddalena Mediterranea, grazie al quale verranno temporaneamente recuperati e riaperti locali e negozi abbandonati della Maddalena per essere destinati a workshop e laboratori promossi e gestiti da giovani artisti locali in collaborazione con la Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo. In questi spazi nasceranno anche residenze per artisti del sud del Mediterraneo che si confronteranno sul tema dell’arte urbana come strumento di trasformazione del territorio.

    Il secondo progetto genovese vincitore del bando si chiama “MASS – Maddalena Art & Street Spaces” ed è promosso dal gruppo “LaboratorioGenova“, un team di fotografi e videomakers provenienti da diverse zone d’Italia che dal 2010 ha sede a Genova. Sarà finanziato con un contributo di 30.000 euro destinato alla realizzazione di un laboratorio creativo permanente da marzo a fine settembre 2012, un’opportunità per fotografi, grafici, illustratori e pittori genovesi e un’occasione d’oro per le antiche strade della Maddalena. L’associazione si apre alla città e invita artisti e creativi a inviare materiale e idee (tutte le informazioni sul sito www.laboratoriogenova.com), verranno infatti organizzate mostre all’interno dei palazzi del sestiere e campagne di comunicazione di forte impatto e originalità, come ad esempio la distribuzione di macchine stenopeiche (ovvero “fatte a mano” sfruttando il principio della camera oscura, con una scatola, ad esempio, e del materiale fotosensibile n.d.r.) o l’affissione di opere d’arte originali negli spazi solitamente occupati dalla pubblicità.


    Video di Daniele Orlandi

  • Musei di Genova: la maggior parte è in difficoltà

    Musei di Genova: la maggior parte è in difficoltà

    villa croce“L’esame dei dati relativi ai flussi di visitatori nei Musei civici nel 2011 non può prescindere da una valutazione del risultato veramente eccezionale registrato l’anno precedente, con un incremento del 20% rispetto al 2009”. Con queste parole il Comune di Genova risponde alla nostra richiesta sui dati relativi alle visite nei Musei della città.

    Un’indagine partita alcune settimane fa, con la notizia della possibile chiusura del Museo dell’Accademia di Belle Arti, che pare abbia accolto appena un migliaio di visitatori nell’arco del 2011. Un dato che la direzione del Museo non conferma, perché l’anno si è appena concluso e le statistiche definitive ancora non sono state completate: «Il numero di visitatori è certamente basso e composto soprattutto da turisti stranieri, che si sono rivelati molto entusiasti delle opere contenute nel Museo», ha dichiarato il Direttore Giulio Sommariva.

    Per sanare la situazione, è in corso una trattativa per la vendita di trenta quadri alla Fondazione Carige: «Si tratta di opere attualmente collocate nei magazzini, che quindi non andranno a deprivare la collezione esposta, e che saranno collocate in un palazzo di proprietà della Fondazione, allo scopo di aprirle alla cittadinanza». La cessione di queste tele contribuirà a pareggiare un bilancio in passivo di circa un milione di Euro.

    Un bilancio che, ci tiene a precisare la direzione, riguarda unicamente l’Accademia, perché il Museo non ha un sostentamento autonomo ma vive grazie ai finanziamenti di cui la scuola dispone. Due realtà unite da un punto di vista economico e logistico (in quanto poste nello stesso edificio), ma nei fatti sempre meno legate: «un tempo gli studenti partecipavano in modo attivo alle attività del museo, oggi la collaborazione è più episodica perché è scomparsa la concezione dell’arte come copia, approfondita al liceo artistico ma ormai venuta a mancare nei corsi accademici».

    Cosa si può fare per sostenere questi musei? Ben poco, in quanto la bigliettazione occupa una percentuale minima alla voce “entrate” dei bilanci. Il problema che si riscontra è sempre lo stesso: i finanziamenti agli enti culturali sono sempre più esigui, e quei pochi fondi che ancora pervengono tendono a essere distribuiti fra i cosiddetti fiori all’occhiello del patrimonio museale cittadino. Nel periodo gennaio-ottobre 2011 il Comune ha infatti riscontrato “le buone performance dei Musei di Strada Nuova (+15%), che si stanno affermando sempre più come tappa imprescindibile alla visita della città grazie anche al riconoscimento UNESCO, del Museo d’Arte Orientale Chiossone (+30%) e del Castello D’Albertis (+29%)”.

    La città di Genova ospita – fra civici, statali e privati – trenta musei. Quanti genovesi saprebbero elencarli? Quanti sanno che l’Accademia di Belle Arti non è solo una scuola, ma ospita al suo interno un Museo? Quanti conoscono le strutture presenti in città oltre a Palazzo Ducale, i Musei di Strada Nuova e il Galata Museo del Mare?

    Si spiega così perché i Musei Civici che si trovano nella situazione più preoccupante sono il polo di Nerviin particolare Luxoro e Gam – e il Navale di Pegli, rispettivamente (dati anche in questo caso non definitivi) 4.000 e 1.700 visitatori nell’anno appena trascorso. Musei di prestigio minore e geograficamente penalizzati rispetto alle strutture più vicine al centro città.

    MUSEO D’ARTE CONTEMPORANEA VILLA CROCE

    Un discorso a parte merita il Museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce. Collocato in una villa seicentesca nel quartiere di Carignano, il Museo è da un anno senza curatore, figura indispensabile per coordinare tutte le sue attività. Pur avendo una collezione permanente aperta al pubblico, l’attività del Museo si basa quasi esclusivamente sulle mostre temporanee: nel 2011 ne sono state allestite sette, con un totale di circa 16.000 visitatori (i dati definitivi non sono ancora stati formulati). Non solo: «Una recente indagine sulla percezione che i genovesi, in particolare i giovani, hanno del proprio patrimonio museale – contando anche Palazzo Ducale, da molti ritenuto un museo anche se di fatto non lo è – ha posto Villa Croce al quarto posto», ha sottolineato la responsabile Francesca Serrati.

    A metà dicembre il Comune di Genova ha presentato un bando per il nuovo curatore, che avrebbe dovuto essere indetto nei giorni seguenti dalla Fondazione Cultura di Palazzo Ducale (con i recenti tagli imposti dal Patto di Stabilità, il Comune è infatti impossibilitato a indire qualunque concorso, anche per incarichi a termine). Il sito del Comune ha pubblicato la notizia del bando indicando come scadenza per presentare la domanda il prossimo 15 febbraio: in realtà il bando non è stato ancora indetto, e la Fondazione Cultura comunicherà prossimamente modalità e termini per la selezione.

    Marta Traverso

  • In volo (nero) da Gerusalemme a Genova, la mostra alla Galleria 44

    In volo (nero) da Gerusalemme a Genova, la mostra alla Galleria 44

    Volo neroLe storie di donne sono la vera passione di Federica Barcellona, actor-performer genovese che il 21 gennaio inaugurerà in anteprima alla Galleria Studio 44 la video-installazione-performance “Volo nero” che a Maggio si sposterà alla Galleria ArtWindow di Barcellona durante la fiera di video-arte “Loop Art Fair”.

    Una straordinaria miscellanea di arti visive (video, fotografia e recitazione) di impatto forte e poetico insieme, con cui l’artista è riuscita a rappresentare con le forme artistiche a lei più congeniali il potere e la forza delle donne e l’arte di comunicare tacendo, e coinvolgerà il pubblico in momenti di pura poesia.

    Volo nero, locandina mostra«Parlo delle donne – anticipa Federica Barcellona – perché è quello che sono, quello che conosco, quello che mi serve per migliorare me stessa ed essere a prescindere».

    «Il nero che ricorre nella mia installazione, è stato assunto non come simbolo di lutto e perdita, ma come elemento significante scelto dalle stesse DiN per denunciare una cultura di morte che ancor oggi prevale in tante parti del mondo».

    La mostra rimarrà in esposizione fino all’11 febbraio 2012.

    Regia, soggetto, fotografia, montaggio: Federica Barcellona

    Volo Nero (Black Flight) – Video, foto, installazione

    Luogo: Galleria Studio 44, vico Colalanza, 12 r, Genova

    Inaugurazione/performance live: sabato 21 gennaio h. 19

    Finissage: sabato 11 febbraio h. 19

    Apertura: da giovedì a sabato dalle 16 alle 19

     

     

     

  • Arte contemporanea: Napoli e Palermo perdono i loro musei

    Arte contemporanea: Napoli e Palermo perdono i loro musei

    pittoreE poi c’è chi dice che con la cultura e l’arte non si mangia. A Napoli e a Palermo molte famiglie si sfamavano, pagavano affitto e bollette, vivevano grazie all’arte contemporanea: sono i dipendenti (rispettivamente) del Museo Madre e di Palazzo Riso, due poli culturali interamente dedicati all’arte contemporanea.

    In pochi giorni si è annunciata la chiusura di entrambi. Prima è toccato a Palazzo Riso, chiuso al pubblico da ormai una settimana: il museo si trova in una delle vie centrali del capoluogo siciliano, e nonostante l’alto numero di visitatori (circa 100.000 nel solo 2009), l’apertura a molti artisti emergenti e il prestigio sul piano internazionale, potrebbe chiudere i battenti a causa di presunte manovre politiche sulla nomina del nuovo direttore.

    Nei giorni scorsi si è invece annunciata la possibile chiusura del Madre, aperto sei anni fa e con trenta dipendenti, che per la mancanza di fondi rischia di veder tramontare le sue attività.

    Anche a Genova c’è un museo dell’arte contemporanea in una situazione difficile: Villa Croce è da un anno senza curatore, figura indispensabile per coordinare tutte le attività. Nonostante questo, nel 2011 sono state allestite sette mostre con un elevato numero di visitatori.

    Marta Traverso

  • Donne del sud del mondo, la mostra a Castello D’Albertis

    Donne del sud del mondo, la mostra a Castello D’Albertis

    Donne del mondo a Castello D'Albertis“Donne del sud del mondo, cuore di imprese, integrazione ed economia solidale”, la mostra che per tre mesi accompagnerà genovesi e turisti alla scoperta di un mondo “al femminile” fatto di storie ed esperienze di integrazione, imprenditorialità e solidarietà inaugura mercoledì 18 gennaio alle 17, per poi rimanere in esposizione fino al 30 marzo.
    Sono oltre 10.000 le donne del commercio equosolidale protagoniste di questa mostra, la prima in Italia dedicata al fair trade ad essere ospitata in uno contesto museale così appropriato.

    Da Asia, Africa e America latina storie di donne che hanno rovesciato le regole del mercato. In parallelo, in Italia, donne emigrate che hanno superato la diffidenza e sono esempio di integrazione. Tante esperienze di commercio equo solidale e imprenditorialità raccontate attraverso i volti e le storie delle loro protagoniste.

    3 continenti – Africa, Asia e Sudamerica, 1 focus sull’Italia, un percorso guidato, suddiviso in 5 sezioni, attraverso oltre 40 fotografie, filmati, video interviste e oggetti tradizionali.
    Attività didattiche per la scuola e un fitto programma di eventi – laboratori per i giovani visitatori, corsi di cucina e una rassegna cinematografica – arricchiranno e completeranno questa esposizione.

    Donne del mondoEVENTI COLLATERALI

     Lezioni di cucina dal mondo

    – Sabato 28 Gennaio, ore 16-18 – I sapori forti della cucina africana

    – Sabato 18 Febbraio, ore 16-18 – Colore e tradizione nella cucina latinoamericana

    – Sabato 17 Marzo, ore 16-18 – Spezie e ayurveda nella cucina indiana

    Iniziative gratuite su prenotazione Tel. 010 265828

    A seguire aperitivo equosolidale aperto al pubblico

    Appuntamenti al cinema

    – Giovedì 9 Febbraio, ore 21 – Cinema America proiezione de “Il destino del nome” di Mira Nair, India USA 2006

    – Giovedì 16 Febbraio, ore 21 – Auditorium Museo D’Albertis proiezione di “Fair Tales” di Moruzzi – Pompili, Italia 2010

    Castello D’Albertis – Museo delle Culture del Mondo
    19 gennaio – 30 marzo 2012
    Inaugurazione: 18 gennaio, ore 17
    Orari:martedì, mercoledì, giovedì e venerdì 10-17 (ultimo ingresso ore 16); sabato e domenica 10-18 (ultimo ingresso ore 17); lunedì chiuso Biglietti:  Intero 6 euro

  • La mostra Via Vai di Cristina Corti alla Feltrinelli

    La mostra Via Vai di Cristina Corti alla Feltrinelli

    Via VaiAlla libreria Feltrinelli di via Cceccardi è in esposizione fino al 3 febbraio la mostra di Cristina Corti “Via Vai”.

    Curata da Art Commission in collaborazione con Liberodiscrivere edizioni, prevede un incontro con l’autrice il 20 gennaio alle 18 con la partecipazione di Antonello Cassan e Maria Cristina Castellani.

    “Le fotografie di Cristina Corti nascondono un senso ulteriore e profondo della nostra umanità e una risposta alle ombre della nostra vita. Noi, passanti della storia, camminiamo su percorsi che possono sfiorarsi o incrociarsi. Chi ci passa vicino aggiunge un nuovo significato all’affrettarci sul sentiero che percorriamo. L’immagine ne ha colto l’attimo e ha, per un momento, abbracciato quel passante, nostro compagno di viaggio. Dietro quel gesto meccanico di chi cammina frettolosamente vi sono, infatti, un punto di partenza e uno di arrivo. E in mezzo pensieri e sentimenti. Da Milano a New York, da Genova a Istanbul, i Via Vai di Cristina ci ricordano chi siamo quando ci affrettiamo verso la prossima tappa della vita.”

     

     

  • Print this! MF Gallery apre alle stampe dei suoi migliori artisti

    Print this! MF Gallery apre alle stampe dei suoi migliori artisti

    print thisAperitivo artistico alla MF Gallery (vico dietro il Coro della Maddalena 26A, traversa di via Garibaldi), che sabato 14 gennaio a partire dalle 19 inaugura una collezione di stampe esclusive in edizione limitata realizzate dagli artisti della galleria.

    La mostra Print this! rimarrà allestita fino al 22 febbraio ospitando serigrafie, incisioni e disegni di tutti gli autori che negli anni sono passati dalla galleria: John John Jesse, Tara McPherson, Dennis McNett, Angie Mason, Jason D’Aquino, Mitch O’Connell, Sarah Antoinette Martin, Dave Brockie, Drew Maillard, Kirsten Flaherty, Jonathan Zeh, Shannon Daugherty, Joe Simko, Joanna Mulder, Dennis Dread, Brian Ewing, Vahge, Greg Maillard, Frank Russo, Martina Secondo Russo e altri.

    Alla festa di inaugurazione di sabato 14 sarà data a tutti presenti la possibilità di farsi serigrafare una maglietta, una felpa o un altro capo di abbigliamento con le Monsterfaces di Frank Russo.

    Marta Traverso

  • Social Body, la mostra alla Sala Dogana di Palazzo Ducale

    Social Body, la mostra alla Sala Dogana di Palazzo Ducale

    Palazzo DucaleVenerdì 13 gennaio alle 17 inaugura a Palazzo Ducale la mostra Social Body ,  a cura di Massimiliano Madonna, che rimarrà in esposizione fino al 29 gennaio.

    Social Body intende esplorare, senza definire, attraverso il corpo e l’intelligenza emotiva dell’artista, il terreno del Sociale, mettendo in opera liberamente, senza prescrizioni e prevenzioni, forme ed effetti di sensazioni, intuizioni, pulsioni, concetti, scaturiti dal corpo della mente, dalla mente del corpo.

    La scelta è operata in direzione di un artista consapevole di non essere al servizio di alcuno o alcunché, ma libero di mettere in gioco le sue potenzialità creative nella direzione delle sue scelte, siano esse di ordine ludico, provocatorio, trasgressivo, investigativo, ossessivo.

    Sala Dogana, Palazzo Ducale, Genova

    Dal 14 al 29 gennaio, dal martedì alla domenica ore 15.00-20.00
    inaugurazione venerdì 13 gennaio ore 17.00
    ingresso libero

    Artisti in mostra: Mirko Aretini, Seline Baumgartner, Roberto De Luca, Jérôme Leuba, Agnieszka Polska, Augustin Rebetez, Silvano Repetto, Niklaus Wenger, Zimoun.

  • Mostra fotografica, reading poetico e dj set al teatro Hop Altrove

    Mostra fotografica, reading poetico e dj set al teatro Hop Altrove

    Teatro Hop altroveMercoledì 11 gennaio a partire dalle ore  22 al Teatro Hop Altrove di piazzetta Cambiaso si tiene un evento che combina una mostra fotografica, reading poetici e musica e dj se, a cura di Habanero edizioni

    La mostra di fotografie Queso è a cura di  di Martina Massarente, il reading di Edoardo Garlaschi e il live di Mayland.

    A seguire i dj set di I-Boosio,  elettroacustica, indie, pop e di Tarick1, disco house, house e southern Rock.

    L’ingresso costa 3 €

  • Pausa 1797-2011: installazione a Palazzo Ducale, intervista a NeAL

    Pausa 1797-2011: installazione a Palazzo Ducale, intervista a NeAL

    pausa nealAncora pochi giorni per vedere la terza e ultima installazione vincitrice del bando Basamenti: l’opera Pausa 1797-2011 sarà allestita presso l’entrata di Palazzo Ducale (lato piazza Matteotti) fino a lunedì 9 gennaio 2012.

    Di seguito l’intervista a NeAL (Neal Peruffo), giovane artista di Procida e autore dell’installazione.

    1) Pausa 1797 – 2011: come è nata l’idea per questa installazione?
    Da molto tempo volevo realizzare questa installazione, ma non sono mai riuscito a trovare il contesto adeguato nel quale collocarla.

    Generalmente uso gli elementi che compongono “Pausa 1979-2011” (parallelepipedi di plexiglas opalino illuminati all’interno) come dispositivi percettivi e d’interazione: ostacoli che impediscono la percezione d’informazioni sensoriali, così come le distrazioni sono ostacoli che impediscono di immagazzinare informazioni nella memoria (ciclo “Distrazioni e Pause”). Affiancando due parallelepipedi, questi assumono un ruolo simbolico, in quanto riprendono visivamente il ben noto segno dalla pausa, presente su numerosi congegni elettronici.

    Quando ho letto il bando di “Basamenti” mi sono reso conto che era il contesto perfetto per far dialogare l’opera “Pausa” con l’ambiente, poiché rimanda al periodo di inutilizzo, di pausa appunto, dal 1797 al 2011, delle basi che ospitavano le statue di Andrea e Gio-Andrea Doria e che furono abbattute dal popolo.

    Ho scelto di mettere le due “pause” in posizioni differenti per permettere la visione corretta di almeno una delle due in qualunque visuale. Per giocare sul senso di pausa e, indirettamente, anche del tempo, ho scelto un tipo d’illuminazione che cambia ogni quarto d’ora, ispirandomi agli orologi delle chiese.

    Per me realizzare questa installazione è stato un sogno che si è avverato: è la prima volta che riesco a rendere concreta una delle mie installazioni ambientali, che fino a “Basamenti” sono state realizzate solo virtualmente; alcune di queste opere virtuali partecipano all’opera-azione “A onE project”, di cui sono anche l’autore.

    2) Da non genovese, cosa hai percepito del modo in cui la nostra città vive l’arte?
    Purtroppo non ho avuto molto tempo per visitare la città, sono stato impegnato tutto il tempo a lavorare all’installazione e non mi sono allontanato troppo da Palazzo Ducale. Non sono riuscito neanche a fare il mio consueto giro per gallerie d’arte contemporanea.

    Devo dire, però, che stando a contatto con i responsabili di Sala Dogana ho percepito un forte entusiasmo, voglia di fare e di promuovere l’arte contemporanea, non ancora pienamente apprezzata dai cittadini.

    3) Ci racconti qualcosa del tuo progetto web Art on earth?
    “A onE project” è un opera-azione web multipiattaforma che sfrutta le enormi possibilità offerte da Google Earth: qui gli artisti hanno la possibilità di collocare nel “paesaggio” le proprie installazioni ambientali in realtà inesistenti.

    L’intento di “A onE project” è di mantenere la fruizione di queste opere nell’ambito cui appartengono, quello virtuale appunto. Le immagini degli interventi potenziali di land art, che possono essere fotomontaggi o modelli 3D (SketchUp), sono caricate su Google Earth e posizionate nei luoghi per cui sono state pensate.

    Il titolo delle immagini, presenti sul globo virtuale, riporta il nome dell’operazione artistica, (A onE project), il sito di riferimento (www.aoneproject.com), il nome dell’artista e il titolo dell’opera raffigurata. Il sito, sul quale non sono presenti immagini, permetterà di recuperare informazioni riguardanti le opere inserite in Google Earth.

    Ciò che ritengo più interessante è la possibilità di “pescare” i propri fruitori dagli abituali utenti del programma, che vi si possono imbattere casualmente e decidere di iniziare quest’avventura artistica sparsa per il mondo.

    4) Pensi sia possibile trasformare il talento e la passione per l’arte in una professione?
    Assolutamente sì! Sono fortemente convinto di questo ma sono anche convinto che i percorsi convenzionali siano saturi. Bisogna essere creativi anche nel crearsi un lavoro.

    Certo, tutti vorremmo fare gli artisti, i curatori, i galleristi o i giornalisti ma molto spesso non è possibile, bisogna considerare anche altre strade. Io per esempio mi occupo anche di laboratori didattici per bambini, mentre una mia amica curatrice (Diana Gianquitto) si occupa di corsi d’avvicinamento all’arte contemporanea per i non addetti ai lavori. Questi sono solo alcuni esempi
    di come si possa inventare un lavoro con la propria passione per l’arte.

    5) A Genova l’Accademia di Belle Arti si trova in una situazione difficile, con il rischio addirittura di chiudere. Tu che sei diplomato in un istituto analogo, pensi sia importante per un artista avere una formazione accademica, o che ci si possa anche formare da autodidatti? Quali consigli ti senti di dare a chi vuole tentare questa strada?
    Non credo si possa diventare artisti, dei bravi artisti, se non ci si ciba d’arte. Un buon artista può essere tranquillamente autodidatta, ma al tempo stesso necessita di un ambiente adeguato: pieno di fermento, di scambi, confronti, contaminazioni, dove si sperimenta e si viene a contatto con personalità interessanti.

    L‘Accademia offre questo tipo d’ambiente che credo sia importante quanto, se non di più, delle nozioni tecniche o teoriche che lì vi si insegnano. Il problema delle Accademie è che spesso si fossilizzano e si chiudono in loro stesse, da queste escono artisti che non sono in grado di dialogare con il mondo che li circonda. Le Accademie devono fare rete con le altre istituzioni e le altre realtà del settore, mantenere una loro identità storica ma anche proiettarsi nel futuro, con corsi sperimentali come “nuove tecnologie
    dell’arte” e così via.

    Marta Traverso

  • “Product Human” in mostra alla sala Dogana dal 29 dicembre all’8 gennaio

    “Product Human” in mostra alla sala Dogana dal 29 dicembre all’8 gennaio

    Nell’ambito di “Dogana. Giovani idee in transito”, mercoledì 28 dicembre inaugura la mostra “Product Human”, a cura di Stella Seitun.

    Una scomoda realtà. Il lavoro di due artisti di nazionalità e esperienze diverse, Tvrtko Buric (Zagabria, Croazia 1982) e Leonard Sherifi (Berat, Albania 1984), mette in discussione le strategie di produzione e comunicazione globale riflettendo sui valori dell’individualità, dell’identità, dell’unicità. Opere pittoriche tra pratica tradizionale e applicazione tecnologica.
    I loro percorsi creativi si sono incrociati a Genova nel 2009 e si sono sviluppati su strade parallele ma autonome conseguendo esiti di inaspettata originalità.

    I loro dipinti hanno in comune un ‘ritorno’ classico, che ha forti contenuti di novità, alla pittura tout court, poiché è in questo margine espressivo – ne sono fermamente convinti – che è possibile far sopravvivere una linea di pensiero autonoma dal paradigma contemporaneo e dagli imperativi economici di gran parte dell’arte ‘senza aura’, che trasgredisce le frontiere che la separano dalla realtà. I primi elementi di sfida di questi due giovani artisti sono il rifiuto formale dell’inaccessibilità espressiva e l’invito a misurarsi, anche dialetticamente, con ciò che è socialmente dominante.

     

    Product Human

    Mostra a cura di Stella Seitun

    Sala Dogana, Palazzo Ducale

    dal 29 dicembre all’8 gennaio 2012
    tutti i giorni ore 12.00-20.00, venerdì 6 e sabato 7 gennaio fino alle ore 22.00
    inaugurazione mercoledì 28 dicembre ore 18.00
    ingresso libero

     

  • Macchina del tempo: che fine ha fatto Fabrizio De Andrè?

    Macchina del tempo: che fine ha fatto Fabrizio De Andrè?

    Fabrizio De Andrè

    IL PRECEDENTE

    30 dicembre 2008. Palazzo Ducale chiude l’anno inaugurando una mostra multimediale dedicata a Fabrizio De Andrè, alla presenza di Dori Ghezzi e tanti amici artisti. La mostra rimane aperta fino a 21 giugno 2009, raccogliendo circa 150.000 visitatori.

    Proprio grazie a questa esposizione, la Fondazione Cultura annuncia di aver raggiunto il pareggio di bilancio già a luglio 2009, un risultato incredibile se paragonato ai numerosi problemi economici in cui spesso incorrono gli enti culturali (genovesi e non): “De Andrè tornerà a Genova, la mostra diventerà permanente nel palazzo del Grillo“, assicura il presidente Luca Borzani pochi giorni dopo la chiusura.

    La mostra dedicata a Faber è stata molto più che una fonte di introiti e di prestigio per la maggiore Fondazione culturale di Genova: ha contribuito infatti a un rilancio notevole al turismo e alla visibilità della nostra città. Il famoso indotto di cui spesso ci si dimentica quando si sostiene che “con la cultura non si mangia”: strutture ricettive, ristoranti, attività commerciali e molte altre realtà genovesi si aprono alla prospettiva di trarre un forte beneficio da un “turismo cantautorale”.

    IL PRESENTE

    Che fine ha fatto la mostra di De Andrè? Il prossimo 10 gennaio si celebrano dodici anni dalla sua morte, ma Genova sembra non aver ancora trovato la via giusta per omaggiare uno dei suoi più grandi cantautori.

    La mostra a lui dedicata non ha ancora fatto ritorno nella nostra città: dopo le tappe di Nuoro, Palermo, Roma e Milano, Genova sembra non aver ancora trovato lo spazio adeguato per ospitare un museo permanente dedicato a Faber.

    Pare quindi caduto nel dimenticatoio l’annuncio ufficiale del Sindaco Marta Vincenzi, che lo scorso 1 febbraio aveva indicato Palazzina Millo al Porto Antico (e non più palazzo del Grillo, come inizialmente si pensava) come sede ufficiale della mostra permanente, con la promessa di completare l’allestimento entro il 2011. L’anno sta per finire, ma nulla ancora è stato fatto.

    In compenso pare che nei primi mesi del 2012 riaprirà il negozio Musica Gianni Tassio, con una nuova gestione (a cura dello scrittore Andrea Pugliese) e un nuovo nome, Via del Campo 29 rosso.

    De Andrè tornerà a vivere almeno nel suo piccolo museo, che con le sue note ha attirato per molti anni i passanti di via del Campo per ammirare la sua chitarra in vetrina e dare uno sguardo alla discografia completa in vinile.

    Perché, oltre allo storico negozio di via del Campo, non si trova uno spazio in città da dedicare in modo permanente a De Andrè e alla mostra che così tante persone da tutta Italia hanno voluto visitare? Perché la Fondazione che porta il suo nome ha sede a Milano, città in cui ha vissuto i suoi ultimi anni, e Genova non si sente pronta a ospitarla? Perché gli sponsor che ogni anno versano 300.000 Euro per portare cantanti foresti alla Notte Bianca non si prodigano per dare a uno dei nomi storici del cantautorato genovese l’omaggio che merita?

    Marta Traverso

  • Musei di Genova, le aperture straordinarie del periodo natalizio

    Musei di Genova, le aperture straordinarie del periodo natalizio

    Museo GalataEcco le aperture straordinarie dei Musei genovesi nel periodo natalizio.

    25 dicembre 2011

    MU.Ma – Galata Museo del Mare: dalle ore 10 alle 19.30 (ultimo ingresso ore 18)

    Musei Civici: chiusi

     

    26 dicembre 2011

    Musei di Strada Nuova: dalle ore 10 alle 19

    Museo di Storia Naturale “G. Doria”: dalle ore 10 alle 19

    Musei di Nervi – Museo Luxoro: dalle ore 10 alle 19

    Musei di Nervi – Galleria D’Arte Moderna: dalle ore 10 alle 19

    Musei di Nervi – Wolfsoniana: dalle ore 10 alle 19

    Castello D’Albertis: dalle ore 10 alle 18 (ultimo ingresso ore 17)

    MU.Ma – Galata Museo del Mare: dalle ore 10 alle 19.30 (ultimo ingresso ore 18)

    MU.Ma – Museoteatro della Commenda di Prè: dalle ore 10 alle 19

    Museo del Tesoro di San Lorenzo: dalle ore 15 alle 18

     

    1 gennaio 2012

    MU.Ma – Galata Museo del Mare: dalle ore 10 alle 19.30 (ultimo ingresso ore 18)

    MU.Ma – Museoteatro della Commenda di Prè: dalle ore 10 alle 19

     

    6 gennaio 2012

    Musei di Strada Nuova: dalle ore 10 alle 19

    Musei di Nervi – Museo Luxoro: dalle ore 10 alle 19

    Musei di Nervi – Galleria d’Arte Moderna: dalle ore 10 alle 19

    Musei di Nervi – Wolfsoniana: dalle ore 10 alle 19

    Castello D’Albertis: dalle ore 10 alle 18 (ultimo ingresso ore 17)

    MU.Ma – Galata Museo del Mare: dalle ore 10 alle 19.30 (ultimo ingresso ore 18)

    MU.Ma – Museoteatro della Commenda di Prè: dalle ore 10 alle 19

  • Marina Pugliese, è genovese la direttrice del Museo del 900 di Milano

    Marina Pugliese, è genovese la direttrice del Museo del 900 di Milano

    Marina PuglieseIl 6 dicembre 2011 il Museo del 900 di Milano ha compiuto il suo primo anno di vita. Abbiamo intervistato la direttrice Marina Pugliese, genovese, storica dell’arte e conservatore responsabile delle collezioni di arte del XX secolo per il Comune di Milano.

    Lavorare a Milano è stata una scelta libera o obbligata?

    Né libera né obbligata. Laureata a Genova ho vinto una borsa di studio dell’Accademia dei Lincei che comportava la presenza a Milano. Sono così diventata milanese adottiva e ne sono fiera. Resto però sempre legata a Genova per affetti familiari ed amicizie.

    La situazione delle sedi espositive genovesi è bivalente: da un lato musei in crisi come il Museo dell’Accademia Ligustica, il polo museale nerviese (Luxoro-Gam-Wolfsoniana) o il Museo Navale di Pegli, che con poche migliaia di visite l’anno rischiano la chiusura, dall’altro esempi come Palazzo Ducale col successo di mostre come “Mediterraneo” o “Van Gogh e il viaggio di Gauguin” proprio adesso. Come interpreta questa situazione e una così diversa risposta di pubblico?

    Genova ha sempre un certo ritardo ad accogliere le novità perché i genovesi sono conservatori di indole quindi voi state vivendo adesso il fenomeno delle mostre con grossi nomi basate più sull’immagine che sul contenuto, fenomeno che in altre città ha attecchito da anni per poi dimostrarsi diseducativo e comunque antieconomico. Non scorderei però il successo dei musei di Strada Nuova dovuto alla professionalità di studiosi come Piero Boccardo e Raffaella Besta.

    In linea generale il pubblico non informato mostra di attribuire più autorevolezza e credibilità all’arte non contemporanea. Di solito si sente dire “le cose contemporanee non mi piacciono, non le capisco, mi sembrano stupidaggini” passando per l’immancabile “questo lo saprei fare anch’io” che delegittima totalmente il valore dell’opera e demolisce quella fiducia e quel rispetto che il fruitore porta invece all’opera d’arte più antica. Possibile che non si riesca a colmare questo vuoto comunicativo nel rapporto artista-opera-pubblico?

    L’Italia ha rinunciato da anni ad investire sulla contemporaneità, in assoluto non solo nell’arte. La fuga dei cervelli è la fuga di chi vuole fare ricerca e portare innovazione e non lo può fare in un paese che non riconosce il valore dell’investimento sul futuro. L’arte contemporanea appartiene a questa sfera. Se i nostri musei arrivano solitamente all’arte del XIX secolo e i visitatori non hanno confidenza, come invece succede in Inghilterra, Francia e Germania, con l’arte delle avanguardie, come possono capire i fenomeni più recenti? Inoltre, non tutto ciò che viene proposto è interessante ma per operare delle distinzioni si devono avere strumenti che né la scuola né il sistema museale nazionale sono in grado di fornire in modo diffuso. Tutto questo nonostante l’inventiva italiana sia molto forte anche in questo ambito, basti pensare che il modello, oggi diffuso in tutto il mondo, della Biennale d’Arte è stato inventato a Venezia nel 1895.

    A Genova Sala Dogana mette a disposizione gratuitamente spazi espositivi e strumentazione per incentivare progetti di giovani artisti e curatori. Quali altri iniziative porterebbe avanti per muovere l’arte se dipendesse da Lei?

    Non conosco bene la situazione e non posso quindi dare suggerimenti puntuali. In assoluto però partirei da una scuola di eccellenza. Gli studenti hanno un potere trainante e dalla scuola potrebbe arrivare molta energia.

    Claudia Baghino