Tag: mostre

  • Abiti antichi, arazzi e fiori di carta: una mostra a Sant’Agostino

    Abiti antichi, arazzi e fiori di carta: una mostra a Sant’Agostino

    Chiesa S.AgostinoDa sabato 16 marzo a domenica 14 aprile 2013 il Museo di Sant’Agostino in piazza Sarzano  ospita la mostra Atelier. L’effimero della materia, abiti e opere di Virginia Cafiero realizzati in carta fatta a mano e impastata con elementi vegetali.

    L’artista abita letteralmente le sale del Museo di Sant’Agostino: varcatane silenziosamente la soglia, vi dispone, in omaggio e nel rispetto delle presenze museali, gli abiti tridimensionali, gli arazzi e le opere bidimensionali cartacee ideate e realizzate per l’occasione espositiva.

    La ricerca artistica prende avvio da una riflessione sull’uso specifico di piante, erbe, fiori e da conoscenze scientifiche del regno vegetale.

    Curatrice della mostra è Viana Conti.

    La mostra è visitabile fino a domenica 14 aprile 2013 negli orari di apertura del Museo: da martedì a venerdì ore 9-19, sabato e domenica ore 10-19. Lunedì chiuso.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Museo Villa Croce: Farsi la città, mostra di Tony Conrad

    Museo Villa Croce: Farsi la città, mostra di Tony Conrad

    villa-croce-parchi-DIHa inaugurato da pochi giorni al museo di Villa Croce Farsi la città: interventi, comunità e partecipazione, la prima mostra di Tony Conrad in un museo italiano.

    Figura epica della scena underground di New York, la mostra presenta una serie di lavori realizzati da Tony Conrad a partire dagli anni Sessanta e Settanta che indagano la dimensione urbana dello spazio pubblico e le interazioni che vi hanno luogo. Conrad osserva i movimenti delle masse metropolitane e registra le sue espressioni di dissenso, organizza rituali comunitari e decostruisce i meccanismi del cinema documentario. L’ambiguità del titolo, dissacrante e allo stesso tempo propositivo, nasce dall’approccio ambivalente dell’artista nei confronti delle strutture del potere e del loro perverso rapporto con i media.

    Nato a Concord (New Hampshire) nel 1940, arriva a New York all’inizio degli anni Sessanta, dove partecipa alle esperienze più radicali della musica e del cinema indipendenti. In quegli anni è membro attivo – insieme a La Monte Young, John Cale, Angus MacLise, Maria Zazeela e altri – del Theatre of Eternal Music, gruppo che ha sviluppato le ricerche musicali di John Cage e Fluxus in senso minimalista producendo sonorità estese ed ipnotiche. Le loro sperimentazioni, etichettate come dream music, si sviluppano grazie all’eliminazione della figura del compositore attraverso l’improvvisazione.

    Opere in Mostra

    Bryant Park Moratorium Rally (1969) è una installazione audio a due canali che mette a confronto diverse modalità di percezione di una manifestazione politica contro la guerra in Vietnam che si svolse proprio sotto casa dell’artista. Sfruttando quella che lui stesso definisce la posizione ideale per un artista, vale a dire “trovarsi nel bel mezzo del tumulto democratico”, Conrad colloca un microfono fuori dalla finestra del suo appartamento prospiciente Bryant Park e un altro microfono di fronte alla televisione, sintonizzata su un canale che trasmetteva l’evento in diretta. Il risultato è dissonante e dimostra come la manifestazione sia più reale in televisione. Bryant Park Moratorium Rally registra il gap fra i mass media e la realtà e riflette sulla spettacolarizzazione delle forme del dissenso.

    I film Waterworks (1972-2012) e Loose Connection (1972-2011), realizzati nello stesso anno ma digitalizzati e presentati in pubblico solo nel 2012. Waterworks è il lungometraggio di una celebrazione per il solstizio d’estate organizzata da Conrad e dalla moglie Beverly Grant a Times Square. Concepito come un evento di quartiere, Waterworks registra l’esistenza di una comunità eccentrica ed estemporanea che sceglie di reclamare il cuore pulsante di New York come spazio per l’espressione della propria spiritualità. Loose Connection è, invece, una “rivisitazione concettuale dell’idea di documentario”, un’operazione di alterazione del meccanismo cinematografico effettuata in piena epoca strutturalista. Conrad costruisce uno speciale otturatore per la sua cinepresa Super 8 le cui riprese inducono una forte di disorientamento nello spettatore. L’evento filmato – l’artista e la sua famiglia che vanno a fare la spesa al supermecato -, in sé assolutamente ordinario, assume così una natura quasi psichedelica.

    Studio of the Streets (1990-1993) è un progetto collaborativo di attivismo sociale realizzato nella città di Buffalo dove Conrad vive e insegna dal più di vent’anni. Inizialmente concepito per ottenere finanziamenti comunali per la creazione di una “televisione ad accesso pubblico”, autogestita dai cittadini, Studio of the Streets si è presto evoluto in un sistema di “animazione” delle voci della comunità: ogni venerdì pomeriggio, per tre anni, i passanti sono stati fermati sulle scale del Municipio di Buffalo ed invitati ad esprimere i propri desideri, bisogni, necessità. Le interviste, così raccolte e regolarmente mandate in onda su una rete locale, sono diventate un programma di successo. Precursore di modalità partecipate e condivise di informazione come i social-network o la web tv Conrad è riuscito a creare un “interpersonal feedback loop”, un gruppo che trasmette a se stesso la propria immagine. Studio of the Streets è stato presentato in Europa nella Documenta IX del 1992.

    Yellow TVs (1973): serie legata ai famosi Yellow Movies presentati all’ultima Biennale di Venezia, che chiama in causa la pittura per portare alle estreme conseguenze e mettere in discussione le regole del cinema strutturalista, percepite come autoritarie. L’interesse per un’estensione temporale dilatata – long duration – espresso in primo luogo nelle composizioni musicali, viene trasferito in ambito visivo introducendo con prepotenza l’elemento temporale nella percezione della pittura.

    La mostra sarà aperta al pubblico fino a domenica 28 aprile 2013.

    [foto di Diego Arbore]

  • Inconscio femminile: mostra di fotografia alla Feltrinelli

    Inconscio femminile: mostra di fotografia alla Feltrinelli

    fotografia-concorso-DIDa lunedì 4 marzo a lunedì 1 aprile 2013 la libreria Feltrinelli di Genova (via Ceccardi) ospita una mostra fotografica dal titolo Inconscio femminile, a cura del Circolo Fotografico Arci Il Forte.

    Questi i fotografi in mostra: Antonella Guiducci, Antonietta Preziuso, Donato Aquaro, Enrico Maniscalco, Gian Luigi Suman, Laurence Chellali, Maria Grazia Franzosi, Matteo Facchineri, Maurizio Logiacco, Paola Betti, Sandra Argurio, Sebastiano Calabrò, Sibilla Fanciulli, Silvana Mazzi, Stefano Pedemonte.

    Ingresso libero negli orari di apertura della libreria.

    [foto di Diego Arbore]

  • Sala Dogana “Our Possession, Unseen”: i ragazzi dell’Accademia in mostra

    Sala Dogana “Our Possession, Unseen”: i ragazzi dell’Accademia in mostra

    sala-dogana-ducale-DILa nuova esposizione ospitata da Sala Dogana fino al 10 marzo, dall’evocativo titolo “Our Possession, Unseen” dà spazio questa volta ai ragazzi che studiano all’Accademia. A guidarli in un’esperienza di ricerca artistica legata profondamente al territorio è stata Simona Barbera, docente di installazioni multimediali presso l’Accademia ma soprattutto artista a sua volta. «Lavorare tenendo sempre presente l’idea di ambiente e con un occhio attento allo stato attuale delle cose, non rinunciando però agli aspetti della realtà legati al magico, alle sottoculture, a generi espressivi diversi come musica, cinema, fotografia, che entrano nell’arte in maniera underground – racconta – può spiegare il titolo del progetto che abbiamo realizzato».
    I ragazzi scelti per la mostra sono My Lothe, Ronny Faber Dahl, Federica Montrucchio, Sofia Desideri, Francesca Migone, Francesco Manias, Alice Porotto, Bjørnar Johnsen.

     

    Come hai scelto i ragazzi che partecipano all’esposizione con i loro lavori?

    «Io insegno all’Accademia con un corso-progetto, ciò significa che devo indirizzare i miei studenti nello sviluppo del loro percorso individuale; ho l’occasione di lavorare con ragazzi davvero giovanissimi, di 19-20 anni, a volte i percorsi maturano, a volte invece, per un fattore legato alla timidezza che crea problemi nell’esporsi di fronte a un pubblico, il lavoro non riesce a essere portato a termine. Quindi i ragazzi sono stati scelti nell’arco di due anni, e ho cercato di individuare i lavori più maturi, che hanno trovato una loro “via” e soprattutto un rapporto con la teoria critica. Abbiamo infatti lavorato moltissimo sullo sviluppo di temi e soggetti con riferimento alla società: chi è riuscito a seguire meglio questo percorso è stato scelto per formare questo primo gruppo. Probabilmente ce ne saranno altri».

    Come si riassume tutto questo nel titolo “Our possession, unseen”?

    «La frase ha più riferimenti. “Our” perché mi interessava l’idea di “unire” e “unirci” e mi sono ispirata a uno dei progetti più importanti a livello curatoriale – anche se io non sono esattamente una curatrice quindi mi pongo più da artista in questo senso – che è “When Attitudes Become Form” di Harald Szeemann (storica figura di curatore indipendente, n.d.r.) che rappresenta un importante manifesto curatoriale e un certo modo di stare insieme e lavorare in gruppo: quell’esempio mi ha portata a concepire quest’esperienza come una sorta di collettivo perenne. “Possession” in quanto abbiamo lavorato sulla questione legata al possesso relativamente al territorio, all’uso che si fa degli spazi, alla fruizione individuale che se ne ha, e in questo caso ci siamo posti in una dimensione di “dispossession” continua (esproprio, n.d.r.), cioè non poter abbracciare qualcosa che ci sfugge (“unseen”), a causa dell’urbanizzazione estrema da un lato, del degrado del paesaggio locale dall’altro. Devo dire che tantissimi studenti dell’Accademia hanno questa tensione verso una sorta di sconforto e rapporto conflittuale con gli spazi, più di altri. Per esempio i ragazzi norvegesi (degli otto selezionati tre sono appunto norvegesi che studiano qui) lavorano su altri aspetti più intimi e ancestrali, facendo emergere un rapporto col magico addirittura, e con le religioni alternative».

    Il lavoro ha riguardato anche il concetto di potere…

    «Ci sono dei lavori in particolare che contengono riferimenti precisi, per esempio quello sull’esondazione del Bisagno dello scorso anno sottolinea il fatto che il torrente, il cui nome in latino è bis amnis, cioè due fiumi, è stato soffocato da un’imposizione: la riflessione è stata su questo gioco di potere ma soprattutto sull’apprezzamento e non sfruttamento del territorio. Abbiamo preso in considerazione anche diverse teorie critiche come quelle di filosofi contemporanei quali Judith Butler o Giorgio Agamben sul concetto di biopolitica e controllo assoluto della società, e questo per noi si rispecchia moltissimo nel territorio».

    I “segmenti di natura” di cui parli si configurano quindi come elementi di contrapposizione al controllo esercitato dal potere ed esplicitato in ambito urbano?

    «Sì….in particolare c’è un momento secondo me, quando si decide di estraniarsi o trovare un luogo intimo, alternativo, che costituisce una scintilla che potrebbe determinare un vero cambiamento, una vera trasformazione nei rapporti tra esseri umani: il fatto di volerla cercare, di trovarla e fissarla su pellicola fotografica o altri supporti, è già un punto di partenza. Questi luoghi spesso e volentieri non sono ordinari e nel nostro paesaggio urbano sono completamente extraterritoriali.
    I temi si sono sviluppati man mano che si lavorava, ho badato fondamentalmente a portare tutta l’attenzione al “qui e ora”, a non indulgere a mitizzazioni, a non estraniare troppo il senso del lavoro in simbologie o gesti al di fuori del controllo o della coscienza legata al rapporto con la contemporaneità, cioè cosa siamo e dove viviamo».

    Cos’è la società d’esproprio cui ti riferisci?

    «È un concetto legato alla questione della biopolitica, su cui abbiamo insistito molto considerando l’idea di controllo sull’individuo a livelli sempre più capillari. Poi ci sono questioni legate al gesto e a come siamo costretti a dover limitare le nostre considerazioni o vie di fuga nella nostra società; soprattutto in questo caso era mio interesse principale – essendo ragazzi molto giovani – riuscire a mostrare qual è la via di uscita per un gesto creativo da parte di chi è così giovane e ha mille idee e un desiderio di incanalarle e dare loro forma. La cultura visiva contemporanea si allarga così tanto nelle sottoculture! Abbiamo molto lavorato e insistito per portarle fuori, perché poi sono quelle con cui hanno più confidenza».

     

    Claudia Baghino
    [foto di Diego Arbore]

  • Una cosa divertente che non rifarò mai più: mostra di Matteo Negri

    Una cosa divertente che non rifarò mai più: mostra di Matteo Negri

    via venti settembreDa qualche tempo nel centro di Genova (via Porta degli Archi, largo Lanfranco, piazza De Ferrari) sono visibili alcune installazioni colorate a forma di nodo: si tratta dell’opera di Matteo Negri, che fino al 19 aprile 2013 si possono vedere anche alla Galleria Abc-Arte di via XX Settembre nella mostra Una cosa divertente che non rifarò mai più.

    L’artista Matteo Negri (San Donato Milanese, 1982) è specializzato nella produzione di opere con mattoncini Lego, per combinare elementi pop con il territorio. La mostra, con opere site-specific, è introdotta da un parallelo percorso urbano genovese, en plein air, ed è estesa al tessuto metropolitano attraverso installazioni pubbliche, come già a Parigi, Londra e Honk Kong.

    Orari di apertura: da lunedì a venerdì 9.30-13.30 e 14.30-19.30, sabato e domenica su appuntamento.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Opere d’arte in affitto: il progetto di Art Commission

    Opere d’arte in affitto: il progetto di Art Commission

    mostra-museo-arte-macba-museum-C«Mostre ed eventi sono importanti per far conoscere gli artisti e metterli in relazione con il territorio, ma scopo ultimo di ogni artista è vendere le proprie opere. Tuttavia, complice anche il periodo di crisi, sono sempre meno le persone che possono permettersi di acquistare un’opera d’arte. Per questo motivo Art Commission lancerà prossimamente un progetto di arte in affitto: si potrà avere un’opera per un periodo da uno a tre mesi, a un prezzo accessibile, e solo al termine decidere se acquistarla o meno. In questo modo si fa entrare l’arte nelle case, si ritrova il contatto fra l’opera e il suo pubblico».

    Questo interessante progetto è solo uno dei tanti che Art Commission da tempo organizza sul territorio: oltre 36 eventi nel 2012, che spaziano dalle mostre collettive a performance che abbinano all’arte visiva il teatro, la poesia o altre forme creative.

    Tra i più recenti, Segrete, Made in Italy e ContemplArt: «Uno dei tratti distintivi di Art Commission è valorizzare il patrimonio culturale e architettonico di Genova attraverso l’arte contemporanea. Per questo organizziamo mostre in luoghi istituzionali ma poco visitati, come i chiostri del centro storico in occasione di ContemplArt, per attirare un pubblico che non conosce i beni della propria città. Al tempo stesso chiediamo agli artisti di non essere “invasivi”, ossia di concepire opere che si adattino a spazi non nati per ospitare mostre d’arte contemporanea: in questo modo il pubblico è invitato a riflettere, a porsi domande quali “Perché questa installazione si trova qui?”».

    Art Commission è una realtà molto attiva a Genova, curata dall’artista Virginia Monteverde, che ha in sé una doppia anima: da un lato l’organizzazione di eventi, dall’altro associazione culturale con oltre 100 iscritti. Con una quota di iscrizione di 20 € è possibile partecipare agli incontri dell’associazione e conoscere le attività in programma (info artcommission.genova@gmail.com).

    L’associazione mette in rete artisti di Genova, ma non solo: uno degli scopi di Art Commission è far conoscere gli artisti di Genova fuori città – di recente hanno partecipato a eventi a Bergamo, Milano e Varese – e portare a Genova artisti foresti, provenienti anche da fuori Italia. A questo scopo ci sono due iniziative in programma: un premio di pittura internazionale, che culminerà in una mostra al Museo di Sant’Agostino a fine 2013; una mostra collettiva al Munizioniere di Palazzo Ducale (28 giugno – 28 luglio 2013) con 35 artisti italiani e 35 artisti finlandesi, intitolata Le latitudini dell’arte e che auspica di essere la prima di una serie di esposizioni per valorizzare gli scambi culturali fra artisti di diversi Paesi, senza vincoli di età o di tematica.

    Marta Traverso

    [foto di Constanza Rojas]

  • Palazzo Ducale: Fosco Maraini, mostra di fotografia “Il Miramondo”

    Palazzo Ducale: Fosco Maraini, mostra di fotografia “Il Miramondo”

    Palazzo Ducale entrataVenerdì 22 febbraio 2013 inaugura a Palazzo Ducale (Loggia degli Abati) la mostra fotografica “Miramondo. Fosco Maraini. Sessanta anni di fotografia.

    Una nuova esposizione arricchisce l’offerta del Ducale, che in questi mesi ospita anche le mostre dedicate a Joan Mirò e a un altro celebre fotografo, Steve McCurry.

    Il Gabinetto Vieusseux di Firenze, che conserva la Biblioteca Orientale (oltre 8.000 volumi), l’Archivio Fotografico (circa 100.000 foto) e l’Archivio personale di Maraini, è tra i promotori di questa mostra, la più vasta esposizione antologica della sua produzione fotografica.

    La mostra sarà aperta al pubblico fino al 7 aprile 2013.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Arbusti Genova: incontro e aperitivo per artisti indipendenti

    Arbusti Genova: incontro e aperitivo per artisti indipendenti

    pittore-pittura-disegno-arte-CGiovedì 21 febbraio 2013 (ore 18) la Galleria Studio 44 ospita due eventi per chi ama l’arte e la creatività.

    Lo spazio di vico Colalanza ospiterà il secondo incontro di Arbusti, collettivo nato per mettere in rete realtà culturali e artistiche indipendenti presenti sul territorio di Genova (leggi la nostra intervista a Maddalena Bartolini, fra i promotori del progetto).

    Scopo dell’incontro è conoscersi e confrontarsi, per figurare possibili scenari futuri e dare origine a una comunicazione circolare e orizzontale tra tutti i soggetti che a Genova quotidianamente producono e “progettano” percorsi culturali solidi e continuativi.

    Nel corso della serata sarà inaugurata la mostra A piedi, sulle mani e altre storie piccole, a cura degli artisti svizzeri in residenza a Genova Florian Luthi e Sadhyo Niederberger. La mostra sarà visibile solo fino a sabato 23 febbraio, a causa del il successivo rientro degli artisti in Svizzera.

    [foto di Constanza Rojas]

  • Fabrizio De Andrè: festa di compleanno a Via del Campo 29 Rosso

    Fabrizio De Andrè: festa di compleanno a Via del Campo 29 Rosso

    Fabrizio De AndrèLunedì 18 febbraio (ore 14-19) presso l’emporio-museo Viadelcampo29rosso apertura straordinaria in occasione del compleanno di Fabrizio De Andrè.

    Questo il programma della giornata.

    Mostra fotografica con opere provenienti dall’archivio di Lorenza Bozzano, amica di gioventù di Fabrizio De Andrè. Alcuni esempi: gli scatti realizzati a Sarissola nella villa di famiglia (1964) e nella sua abitazione genovese e che ritraggono lei, Fabrizio, alcuni amici tra i quali Paolo Villaggio e personaggi del mondo del cinema e del teatro come Anna Magnani e Ave Ninchi.

    Sarà inoltre ufficializzato il gemellaggio tra l´emporio-museo viadelcampo29rosso e il Club Fabrizio De Andrè Valle Scrivia”.

    Sarà infine data a tutti la possibilità di farsi fotografare accanto alla celebre chitarra “Esteve”, custodita nel museo, che accompagnò Fabrizio nel corso del suo ultimo tour.

  • Arte Genova 2013: mostra mercato alla Fiera del Mare

    Arte Genova 2013: mostra mercato alla Fiera del Mare

    fiera-genova-kennedy-DIProsegue fino a lunedì 18 febbraio 2013 alla Fiera di Genova la IX edizione di ArteGenova, mostra-mercato dedicata all’Arte Moderna e Contemporanea.

    ArteGenova 2013, evento organizzato da NEF (Nord Est Fair) e patrocinato dal Comune di Genova, propone ai visitatori una panoramica su più di 90 rinomate gallerie d’arte italiane, con un’ampia selezione di opere italiane e straniere che spaziano dall’Espressionismo al Surrealismo, dal Futurismo al Dadaismo, dal Cubismo all’Astrattismo fino a giungere allo Spazialismo, all’Arte Concettuale e alla Pop Art, non tralasciando l’Arte Povera, la Transavanguardia e tutte le manifestazioni più attuali dell’Arte Contemporanea.

    Orario: domenica ore 10-10, lunedì ore 10-13.

    Costo biglietto: 7 € intero – 3 € ridotto.

  • Ecuador Femina: mostra fotografica sulle donne immigrate a Genova

    Ecuador Femina: mostra fotografica sulle donne immigrate a Genova

    CorniglianoGiovedi 14 febbraio 2013 (ore 17) inaugura al Centro Civico di Genova Cornigliano la mostra sociale ECUADOR FEMINA con Massimo Ruggero, Esther Cuesta, Karina Cedeño e Viviana Barres.

    La mostra è una vetrina finalizzata a sensibilizzare i giovani e la cittadinanza ai temi dello sviluppo sociale ed economico, dell’integrazione multiculturale e del superamento delle barriere culturali che rendono ancora troppo frammentaria la nostra società. Temi che in questa esposizione vengono declinati nel ruolo delle donne immigrate, che nella comunità genovese contribuiscono a rappresentare l’immagine dell’Ecuador nel mondo.

    Il progetto, curato dalla fotografa italo-ecuadoriana Zoila Bajaña in supporto al prof. Massimo Ruggero dell’Università degli Studi di Genova, Direttore del Programma di Educazione allo Sviluppo per Unucef. La mostra ha il patrocinio del Consolato generale dell’Ecuador a Genova, dell’Università degli Studi di Genova, del Comune di Genova e di UnWomen.

  • Arte contemporanea a Genova: creativi cercasi per Vanuart

    Arte contemporanea a Genova: creativi cercasi per Vanuart

    pennelli-pittura-mostre-arte-d3Prosegue senza sosta l’attività di Vanuart, progetto artistico creato da Sabrina Losciale che si pone l’obiettivo di trasformare Genova in una galleria d’arte a cielo aperto.

    Mercoledì 6 febbraio si è svolto il primo meeting al Gradisca (piazza delle Erbe) e si sono delineate le prossime iniziative in cantiere: anzitutto il primo evento Vanuart, una serata di poesia e musica con gli artisti genovesi Ksenja Laginja e Maurizio Di Tollo al B&B Il Ciottolo di Castelletto.

    A seguire, si sta organizzando una mostra itinerante sul tema Il seme del cambiamento piantato a Genova. Hanno già aderito otto locali della città e altre collaborazioni sono in via di definizione: Gradisca e Caffè Letterario (piazza delle Erbe), Berio Cafè, OltreConfine (piazza San Lorenzo), Laboratori Creativi di Palazzo Verde, DadoBlu (Boccadasse), Bruchi Art Design e B&B Il Ciottolo.

    Ogni location ospiterà gli artisti per un periodo variabile da alcuni giorni a 1-2 settimane. Chi vuole partecipare può inviare entro il 1 marzo 2013 da una a tre tavole formato A3 e inerenti il tema dell’esposizione, contattando Sabrina alla pagina Facebook “Vanuart Project”.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Concorso di pittura e illustrazione: bando Sergio Fedriani 2013

    Concorso di pittura e illustrazione: bando Sergio Fedriani 2013

    sala-dogana-ducale6-DIL’Associazione Culturale Sergio Fedriani bandisce la settima edizione del concorso di arte figurativa in memoria del pittore, illustratore, incisore, scenografo e umorista genovese.

    Il bando è aperto ad artisti residenti in Italia nati
    dopo il 1 gennaio 1978
    , che possono concorrere individualmente o in gruppo e inviare fino a tre elaborati sul tema La vita è
    sogno
    .

    Le immagini potranno essere realizzate in qualunque tecnica grafica, in bianco e nero o a colori, in formato orizzontale o verticale, ma senza includere testi (fumetti o altre scritte) al proprio interno.

    Non è obbligatorio ma auspicabile l’uso di un titolo.

    Le opere dovranno essere spedite in riproduzione cartacea (stampa digitale) e formato .tiff o .jpg in alta risoluzione – insieme a un’etichetta compilata con nome cognome e recapiti dell’autore e al modulo di partecipazione compilatoentro il 29 marzo 2013 all’indirizzo Associazione Culturale Sergio Fedriani c/o Studio Grafico Andrea Musso, via San Lorenzo 23/16, 16123 Genova.

    Le opere non verranno restituite.

    Una giuria selezionerà alcune opere che verranno esposte in una mostra in Sala Dogana (dal 17 maggio al 2 giugno 2013), fra le quali tre opere vincitrici che avranno un premio in denaro:
    1° classificato: 1.500 €
    2° classificato: 1.000 €
    3° classificato: 500 €.

    [foto di Diego Arbore]

  • Alberto Terrile: fotografie in mostra al Cinema Sivori

    Alberto Terrile: fotografie in mostra al Cinema Sivori

    terrile-dGiovedì 7 febbraio 2013 (ore 18.30) inaugura presso il Centro Polivalente Sivori di salita Santa Caterina la mostra fotografica In-dimenticabili, il racconto dell’ultima parte della vita – la vecchiaia – stagione in cui, gli esseri umani per trasformazione divengono “il libro illustrato del ricordo”.

    La mostra è a cura di Alberto Terrile, Vania Piludu e Ilaria Caprifoglio.

    In-dimenticabili è un progetto realizzato nella R.S.A. di Genova Rivarolo, grazie a una partnership tra Università degli Studi di Genova, Università di Breslavia, Istituto Emanuele Brignole, Auser Liguria e alcune associazioni del territorio: il progetto ha previsto una serie di attività sperimentali, tra cui il laboratorio fotografico, volte a valorizzare il sapere acquisito dagli anziani durante la loro vita, la socializzazione e la convivenza con gli altri. Un percorso di arteterapia in cui, attraverso il ritratto, l’anziano ha la possibilità sia di rappresentare visivamente un suo vissuto emotivo, sia di suggellare attraverso l’utilizzo di oggetti la propria identità.

    “Dimenticabili” sono quelle persone che nel quotidiano la società occidentale, tende a dimenticare: non sono dimenticati, ma è un’azione presente e viva. Il progetto nasce dunque con lo scopo di restituire un’idea di vecchiaia attiva, in modo quindi da realizzarne le potenzialità, e per questo inserita con dignità all’interno del ciclo di vita di ogni individuo attraverso attività pratiche, espressive e relazionali: non-dimenticare.

    La mostra sarà visibile al pubblico fino a giovedì 7 marzo 2013, gli scatti sono disponibili anche online sul sito dell’associazione culturale Percorsi magici di Alberto Terrile.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Sala Dogana 2013, Palazzo Ducale: mostre e bandi per giovani artisti

    Sala Dogana 2013, Palazzo Ducale: mostre e bandi per giovani artisti

    sala-dogana-ducale-DINon si fermano le attività di Sala Dogana, lo spazio inaugurato nel 2010 a Palazzo Ducale come polo per i giovani artisti e creativi di Genova: una sinergia fra Comune di Genova, Fondazione per la Cultura e Museo di Villa Croce per individuare nuovi progetti da ospitare, rivolti ad artisti rigorosamente under 35.

    Lo spazio, che attualmente ospita la mostra L’intangibile filo di Valeria Dapino (fino a domenica 17 febbraio) ha in programma un calendario di oltre 15 eventi da qui a fine anno, che spazia in tutti i linguaggi dell’arte visiva e accoglie soprattutto artisti genovesi. Tra gli appuntamenti in programma nei prossimi mesi, una nuova edizione della mostra La vita è sogno dedicata all’illustratore Sergio Fedriani e un nuovo appuntamento con il festival di musica elettronica organizzato da Forevergreen.fm.

    Passiamo ai bandi. Concluse le selezioni per la nuova edizione di Basamenti – vinto dagli artisti Luca Lomazzo (Barletta), Liberato Alberti e Roberta Pacelli (Napoli) e Cri Eco (Genova) – sono in previsione tre bandi di concorso culturale indetti entro marzo 2013:
    – Shot: acronimo di Sala Dogana Hands On Transformation, è un invito a ripensare e trasformare lo spazio di Sala Dogana, per coniugare l’architettura del luogo con i linguaggi artistici contemporanei. Il vincitore avrà in premio 1.875 € come contributo alla realizzazione dell’installazione;
    – Premio Giovani Curatori: concorso rivolto a giovani curatori italiani e stranieri residenti in Italia, per dare un’opportunità di crescita professionale a chi vuole lavorare in questo ambito. Il vincitore avrà in premio 3.750 € per realizzare una mostra in Sala Dogana;
    – Intransito: bando per giovani compagnie e artisti emergenti che operano nell’ambito del teatro. Le sei proposte migliori saranno rappresentate al Teatro Akropolis di Sestri Ponente a ottobre 2013 e la vincitrice avrà un premio di 1.250 €.

    Tanti progetti che fanno da preludio, come specificato dall’Assessore alla Cultura Carla Sibilla, alla nuova fase del progetto Creative Cities, che tra il 2014 e il 2020 porteranno ulteriori iniziative per sviluppare l’impresa creativa e l’operato dei giovani artisti (attualmente Sala Dogana riceve 70.000 € annui di finanziamento ministeriale).

    C’è da augurarsi che il fermento culturale di Genova – che si sviluppa molto anche dal basso, con iniziative lodevoli quali il recente progetto Vanuart – possa trovare nuovi spazi e idee attraverso il rapporto con le istituzioni e la concessione di questi spazi.

    Marta Traverso
    [foto di Diego Arbore]