Tag: mostre

  • Il film più lungo del mondo: l’opera di Nanni Balestrini al Ducale

    Il film più lungo del mondo: l’opera di Nanni Balestrini al Ducale

    Palazzo Ducale, GenovaDa giovedì 25 aprile a mercoledì 15 maggio 2013 Palazzo Ducale ospita la mostra e proiezione di Tristanoil Il film più lungo del mondo di Nanni Balestrini.

    Un video generato attraverso un computer che amalgama, in capitoli di dieci minuti ciascuno, oltre 150 videoclip in modo che ogni unità sia diversa dall’altra pur trattando il medesimo argomento: gli effetti distruttivi del petrolio sul pianeta. Attivando un processo contrario rispetto alla standardizzazione delle immagini proposte dai film o dai programmi delle tv commerciali, Balestrini combina gli effetti elettronici con diversi materiali video: l’artista utilizza la tecnica del cut-up (smontaggio-montaggio-rimontaggio) per creare una ricombinazione visiva di sequenze video della nota serie televisiva americana Dallas, di news di disastri ecologici, d’immagini frenetiche della borsa, delle favelas e di episodi di cronaca, affiancate da frasi lette dallo stesso autore e tratte dal suo iper-romanzo Tristano (1966), edito nel 2007 in volumi tutti diversi fra loro.

    Un’opera presentata in anteprima a Kassel (Germania) in occasione di dOCUMENTA (13) e che ha girato in diverse città italiane prima di arrivare a Genova. L’evento è promosso da Il Canneto Editore e Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, curato da Caterina Gualco della galleria UnimediaModern Contemporary Art.

    La mostra sarà visitabile tutti i giorni dalle 15 alle 19 (sabato, domenica e festivi anche dalle 10 alle 13).

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Drag queen e identità di genere: Villa Croce, mostra di Vera Comploj

    Drag queen e identità di genere: Villa Croce, mostra di Vera Comploj

    vera-complojMentre a Palazzo Ducale si tenevano le conferenze de La Storia in piazza 2013 – evento giunto alla quarta edizione che ha radunato a Genova oltre 20.000 partecipanti (di cui 7.500 studenti) – la Sala Dogana ha ospitato la mostra In between, in cui la giovane artista Vera Comploj ha mostrato attraverso un video e una sequenza di scatti in bianco e nero la sua esperienza con le drag queen che si esibiscono nei locali americani.

    Una mostra che è stata raccontata dall’artista in un incontro pubblico in piazza Princesa. Lo spazio “ufficialmente” senza nome, che si raggiunge da via Lomellini passando per vico del Fregoso o da vico Untoria, è stato così chiamato nel 2010 da Don Andrea Gallo, in memoria del brano di Fabrizio De Andrè e per ricordare l’impegno dell’omonima associazione nel quartiere.

    Costituita nel 2009 proprio su consiglio di Don Gallo, l’associazione Princesa è formata dalle persone transgender che vivono nel centro storico fin dagli anni Sessanta, «quando venivamo arrestate per “reato di mascheramento”, sulla base di un regio decreto approvato durante il Fascismo e di fatto mai abolito – spiega la presidente Rossella Bianchi. L’invito di Don Gallo a costituirci in associazione è arrivato dopo che Marta Vincenzi e l’allora Assessore Scidone emisero un’ordinanza per la chiusura dei “bassi”, poi ritirata a seguito di una petizione degli abitanti ed esercenti del quartiere che ha raccolto moltissime adesioni».

    L’intervento di Rossella Bianchi è seguito dalle domande di Ilaria Bonacossa – curatrice del Museo Villa Croce – all’artista Vera Comploj. Nata nel 1983 in Alto Adige, il suo percorso artistico rivolto alla conoscenza dei transgender nasce per caso: «Quando studiavo a Firenze il mio coinquilino frequentava una transgender: da qui ho iniziato a conoscere persone nuove, a frequentare i loro stessi locali. In seguito, negli Stati Uniti è avvenuto un percorso analogo: ho fatto amicizia con Tiara, la transgender di origine indonesiana divenuta la “musa” della mia mostra (e ritratta nella foto in alto, ndr) e che mi ha presentato altre persone che come lei lavorano nei locali».

    La mostra ritrae alcune drag queen un istante prima di andare in scena, in locali di New York, Washington, San Francisco e Los Angeles che Vera ha frequentato negli ultimi tre anni. L’artista ha applicato i suoi studi nella fotografia di moda alla ricerca su quegli ambienti in cui si azzera ogni identità di genere, dove la distinzione tra “maschile” e “femminile” non è percepibile. «Non mi interessa la fotografia solo come “freddo ritratto” di una persona, ma come istante che si accompagna a un dialogo, uno scambio anzitutto umano fra me e la persona che ritraggo: mi piace ascoltare le loro storie, entrare nel loro mondo e creare una relazione di fiducia».

    Allestita in Sala Dogana fino a ieri (domenica 21 aprile, ndr) la mostra proseguirà al museo di Villa Croce dal 26 aprile al 12 maggio.

    Marta Traverso

  • La Storia in Piazza: Princesa, incontro su arte e identità di genere

    La Storia in Piazza: Princesa, incontro su arte e identità di genere

    vera-complojSabato 20 aprile 2013 (ore 17.30) in piazza Princesa – adiacenze via Lomellini – si svolge l’incontro pubblico IN BETWEEN in the Ghetto.

    Sono presenti Rossella Bianchi, presdiente Associazione Princesa per la difesa dei diritti dei Transgender Sex Worker; Ilaria Bonacossa, curatrice del museo d’arte contemporanea Villa Croce; Tamar Pitch, Università di Perugia; Regina Satariano, Movimento d’identità Transessuale Toscana; Vera Comploj, artista in mostra in Sala Dogana con In between.

    L’evento fa parte del programma de La Storia in Piazza 2013 e si svolge in collaborazione con Comunità San Benedetto al Porto di Don Andrea Gallo.

  • Profondità di campo: cinema europeo, fotografia e arte contemporanea

    Profondità di campo: cinema europeo, fotografia e arte contemporanea

    cinema-provini-castingUn’associazione culturale nata nel 2007 per sostenere il cinema indipendente, la fotografia e l’arte contemporanea. In questi giorni Profondità di campo è impegnata alla Sala Sivori per il festival Nuovo cinema Europa, che ogni giorno offre proiezioni gratuite delle migliori pellicole europee indipendenti: «I primi due giorni sono andati molto bene: tantissime presenze anche nelle proiezioni delle 16, che di solito è la fascia oraria più penalizzata – ci racconta la presidente Angela FerrariAbbiamo ormai una parte di “fedelissimi” che partecipa a ogni proiezione, ma da un questionario che stiamo distribuendo abbiamo riscontrato anche persone venute per la prima volta. Si tratta di un pubblico variegato, che va dallo studente universitario al pensionato».

    Un festival che vanta la collaborazione di nove istituti europei di cultura, con sede a Genova o in altre città italiane: Academia Belgica, Alliance Française Galliera de Gênes, Ambasciata della Repubblica Slovacca e Istituto Slovacco a Roma, Centro Ceco, Centro Culturale Italo-Austriaco, Forum Austriaco di Cultura, Goethe-Institut Genua. Un appuntamento che pone l’attenzione sulle nuove tendenze del cinema europeo, «in cui sono sempre più visibili due aspetti: da un lato un numero sempre maggiore di co-produzioni fra diversi Paesi, e dall’altro un’evoluzione linguistica che porta film prodotti in un Paese ma con dialoghi in diverse lingue. Lunedì, per esempio, abbiamo trasmesso il film tedesco “Die brucke am ibar”, i cui dialoghi sono interamente in albanese e serbo. Per ogni edizione scegliamo film prodotti negli ultimi due anni, spesso in concorso o premiati in Festival cinematografici, e che non sono ancora stati distribuiti in Italia».

    Fino a venerdì è dunque possibile assistere alle proiezioni del Festival, ma sono altri i progetti in cantiere per l’associazione. Un esempio è la seconda edizione del bando di fotografia Prima Luce, i cui vincitori parteciperanno a una mostra collettiva che si terrà in Sala Dogana dal 28 giugno al 4 luglio (leggi l’intervista ai partecipanti di Prima Luce 2012). L’associazione ha infine tra i suoi obiettivi la promozione dell’arte contemporanea e potrebbe organizzare un evento durante la Giornata del contemporaneo 2013 (che dovrebbe svolgersi a ottobre).

    Marta Traverso

  • Centro storico: Gregorio Giannotta, mostra a MF Gallery

    Centro storico: Gregorio Giannotta, mostra a MF Gallery

    mf-gallery-logoVenerdì 12 aprile 2013 (ore 19-22) inaugura la mostra personale di disegni, dipinti e stampe dell’artista genovese Gregorio Giannotta. L’artista incontra il pubblico presso MF Gallery, in vico dietro il Coro della Maddalena.

    Tema della mostra
    La rappresentazione di un passato parallelo al nostro con aggeggi, macchinari e leviatani sospesi in un’atmosfera onirico surreale in cui la rivoluzione industriale si è fusa ad un perduto mondo fantastico. Le visioni di un futuro oramai prossimo nel quale le contraddizioni sociali e metropolitane si mescolano a improbabili personaggi caricaturalmente avvolti in ruoli ed etichette dettati dal mondo del fumetto sullo sfondo di architetture periferiche.

    Balene, cetacei, leviatani; i più grandi mammiferi del mondo, tonnellate di animali sospesi in un’atmosfera irreale nella quale la vita umana partecipa ma non ne è protagonista, assoggettata per una volta alle regole di una natura fantastica. Il percorso creativo è accompagnato dal disegno che traccia lo scheletro e l’armatura di tutte le opere presentate, movimenti unici creati da uno stile deciso e intuitivo in cui il gesto regala equilibri ironici e narrativi. Ispirazioni da un mondo perduto.

    La mostra resterà aperta al pubblico fino a sabato 18 maggio 2013 con il seguente orario: dal lunedì al venerdì ore 12.30/14 e 19.30/22 e sabato ore 19.30/22, chiusa la domenica.

    Per maggiori informazioni e/o acqusti contattare Martina Secondo Russo all’indirizzo mail mfgallerygenova@gmail.com.

  • Sala Dogana, arte contemporanea: bando per giovani curatori

    Sala Dogana, arte contemporanea: bando per giovani curatori

    sala-dogana-ducale-DICome anticipato durante la presentazione degli eventi primavera 2013 di Sala Dogana, sono stati aperti i primi due bandi per giovani artisti e curatori: Hands-On Transformation scadrà il prossimo 29 aprile, mentre sono state appena avviate le iscrizioni per il bando giovani curatori.

    Di cosa si tratta? I partecipanti – di qualunque nazionalità purché operanti in Italia e di età compresa tra 25 e i 35 anni – dovranno ideare un progetto culturale da realizzarsi in Sala Dogana tra il 4 e il 20 ottobre 2013, sulla base del tema “Non è un paese per vecchi?”. Ulteriore requisito di partecipazione è aver conseguito diplomi di master specifici o di corsi equipollenti e/o aver maturato almeno due anni di esperienza presso istituzioni pubbliche o private, curando di mostre di arte contemporanea.

    I partecipanti dovranno inviare entro le 16.30 di lunedì 6 maggio 2013 (a mano o tramite raccomandata a Comune di Genova – Direzione Cultura e Turismo, – Ufficio Cultura e Città presso Archivio Generale – Piazza Dante 10, 1° piano 16123 Genova) il seguente materiale:
    – curriculum vitae in pdf nel quale siano specificati percorso formativo, principali esperienze di curatela e massimo due pubblicazioni (non tesi di laurea);
    – descrizione del progetto con soggetto stabilito dal bando e con indicazione del concept della mostra;
    – elenco preliminare delle opere e degli artisti italiani o stranieri operanti in Italia, di età compresa tra i 18 e i 40 anni alla data di scadenza del bando;
    – ipotesi di allestimento, con almeno cinque immagini di lavori;
    modulo di iscrizione compilato in ogni sua parte.

    La selezione dei progetti sarà affidata a una Giuria presieduta da Ilaria Bonacossa, curatrice del Museo Villa Croce e composta da Alis/Filliol, duo artistico; Viana Conti, critico d’arte; Antonella Crippa, responsabile scientifico Open Care; Sandro Ricaldone, curatore indipendente. All’autore del progetto selezionato sarà corrisposto un importo di € 3.750,00 lordi per la realizzazione e l’allestimento della mostra. Curatore e artisti dovranno provvedere al trasporto dell’opera e al suo allestimento/disallestimento, mentre avranno a disposizione a titolo gratuito lo spazio e le attrezzature tecnologiche in dotazione a Sala Dogana, oltre all’assicurazione per le opere in giacenza, valida per tutto il periodo della mostra

  • Commenda a Colore: il museo di Pré ospita le opere di 60 giovani artisti

    Commenda a Colore: il museo di Pré ospita le opere di 60 giovani artisti

    commeda-creativity-contestNella giornata di ieri (Venerdì 5 aprile ndr) alle ore 15 presso il Museoteatro della Commenda di Prè si è svolta la premiazione del concorso Commenda Creativity Contest.
    Il concorso, rivolto ai giovani tra i 16 e i 35 anni, ha visto la partecipazione di 60 artisti che hanno presentato opere creative di vario genere: pitture, sculture, design, video, fotografie, che saranno in esposizione nella mostra “Commenda a Colore” sino a martedì 9 aprile  nel Museoteatro della Commenda.

    L’iniziativa, promossa dal Dipartimento di Scienze per l’Architettura dell’Università di Genova insieme al Mu.Ma – Istituzione Musei del Mare e delle Migrazioni, è stata ideata da Silvia Guillaro, Nicoletta Raffo, Elisabetta Rebecchi e Susanna Zunino, quattro studentesse della Scuola Politecnica di Genova, Corso di Laurea Magistrale in Design del Prodotto e dell’Evento, ed è nata a seguito di uno stage universitario precedente svoltosi in Commenda che ha prodotto 17 spot sul complesso della Commenda visibili su Facebook sulla pagina del Mu.Ma, sezione Commenda.

    Questo progetto nasce con l’intento di dare vita ad una iniziativa che coinvolga i giovani nella valorizzazione di uno dei gioielli dell’ architettura medioevale della nostra città, ricco di storia e cultura; tema dell’iniziativa è “Commenda a Colore”, dove la Commenda è vista come antico ospitale dove nessuno si sente straniero, e il colore come simbolo di multiculturalità, di molteplicità di punti di vista e di tecniche artistiche utilizzate e infine come esaltazione dei valori della Commenda.

    A premiare i vincitori del concorso sono state Maria Paola Profumo, Presidente Mu.MA e Orietta Ciurlo, Presidente Comitato Pro Commenda, le opere invece sono state valutate da tre giurie: una composta da esperti, una dallo staff del Mu.Ma e una dal pubblico della mostra. La giuria degli esperti ha decretato come vincitrice Anna Zampogna, con l’opera ”Un viaggio di colori”, che avrà la possibilità di avere una sua mostra personale nei locali della Commenda.

    Sono stati inoltre premiati “Illustrando la Commenda” di Clara Claus, “Dentro e fuori l’ospitale” di Marco Arduino e “Camera con seggiola blu” di Tommaso Profumo.

    Il Prof. Claudio Maccagno, docente della Scuola Politecnica di Genova e giurato del concorso, ha voluto evidenziare come nella valutazione delle opere si sia tenuto conto della loro elaborazione concettuale e delle loro motivazioni, mentre un altro giurato, il gallerista G.B. Martini, ha sottolineato l’importanza dell’eterogeneità delle opere, dei mezzi e dei linguaggi utilizzati per realizzarle e della partecipazione di un buon numero di giovani artisti coinvolti nella valorizzazione del patrimonio culturale cittadino.
    L’evento è risultato ben riuscito e dimostra come sia possibile realizzare iniziative che coinvolgano attivamente i giovani nella valorizzazione e nel recupero delle zone culturalmente e storicamente rappresentative di Genova.

     

    Giorgio Doria

  • Il diritto di sognare: Daniel Pennac ispira una mostra alla Berio

    Il diritto di sognare: Daniel Pennac ispira una mostra alla Berio

    biblioteca-berio-4È visitabile fino a giovedì 18 aprile 2013, presso il tunnel di accesso alla Biblioteca Berio, la mostra Il diritto di sognare.

    Dieci scatole ispirate ai Diritti del Lettore di Daniel Pennac, per racchiudere lo spazio immaginario di un Sogno. La scrittura come unico elemento in questo mondo immaginario. Racchiudiamo ciò che desideriamo nella dimensione astratta della scatola per poi poter ritrovare e riscoprire ciò che è congelato nel tempo dei sogni. Le opere esposte, realizzate da Francesca Ferrando e Simona Picciotto, sono state selezionate durante il Festival L’Altra Metà del Libro.

    La mostra è a ingresso libero negli orari di apertura della biblioteca.

  • Tatuaggi e acquerelli: in Canneto la mostra personale di Fabio Moro

    Tatuaggi e acquerelli: in Canneto la mostra personale di Fabio Moro

    fabio-moro-tatuaggio-acquerelloDa poco più di un mese è aperta al pubblico, presso il negozio di abbigliamento e bijoux Il Salotto di via Canneto il Lungo, la mostra The More of Fabio.

    Si tratta della personale di Fabio Moro, che dal 2004 vive a Genova e gestisce un proprio studio di tatuaggi, in parallelo alla sua produzione artistica. Come si coniuga questa attività professionale con il disegno e la pittura? «Dall’acquarello al tatuaggio e dal tatuaggio di nuovo all’acquarello. La pratica artistica mi ha permesso di avere il coraggio di provare e riprovare con lo strumento della macchina per tatuare, che è completamente diversa dall’usare un pennello o delle matite. Ora, dopo circa vent’anni di pratica, posso dire che uso questo strumento come un acquerello o delle matite colorate. Utilizzo l’acquerello già dalla stesura del bozzetto che presenterò al cliente. Per questa mostra – realizzata grazie ai soci de Il Salotto Matteo Bryzio e Sara Busiri Vici – abbiamo unito entusiasmo, competenze e professionalità e con poco abbiamo creato un grande evento, in uno spazio non convenzionale all’arte ma con una forte attitudine a essa. Senza dubbio il connubbio tra le diverse risorse e professionalità è, a prescindere dal periodo di crisi, un valore aggiunto».

    Sono infatti sempre di più le mostre organizzate in spazi diversi da musei e gallerie d’arte: molte attività commerciali del centro storico si sono aperte alla presenza di artisti, come testimoniano anche realtà quali Plastic Passion e le location coinvolte nel progetto Vanuart.

    I disegni di Fabio si richiamano alla cultura del vintage, come lui stesso spiega: «Il vintage è la connessione con le icone rivisitate del vecchio stile del tatuaggio. Rivisitando vecchi disegni dei maestri del primo Novecento – tra cui Herbert Hoffman, Ben Corday, Owen Jensen, Joe Lieber, Sailor Jarry etc – ho cercato di tirar fuori il lato dolce, amorevole e passionale di icone e simboli legati al mare utilizzando uno stile fiabesco surreale. Mi diverte scovare la modernità nelle opere antiche, rispolverare il “vecchio” con una rilettura personalizzata e fresca. Il lavoro del tatuatore si basa sulla ricerca di uno stile, sull’originalità, sulla personalizzazione dei progetti. Chi si rivolge a noi ama farsi progettare un’idea unica che nasce da un racconto personale, bypassando ogni icona convenzionale. L’ispirazione nasce proprio dai racconti della gente, dalle loro storie, come se fossero dei libri che parlano e mi forniscono, molte volte, notevoli idee che entusiasmano la mia visione».

    Genovese d’adozione, Fabio ha raccolto impressioni molto positive dalla nostra città, come spesso avviene per gli artisti che si ritrovano a vivere o lavorare qui. «Genova, nel bene e nel male, mi ha donato uno spirito critico e mi ha insegnato a viaggiare, a essere anticonvenzionale, ha messo qualcosa di magico che porto nel mio lavoro artistico e che non so spiegarti. Il centro storico, dove vivo e lavoro, è un mondo a parte. È una piccola comunità all’interno della quale si nascondono grandi talenti».

    Marta Traverso

  • Pasqua e Pasquetta 2013: musei e mostre visitabili a Genova

    Pasqua e Pasquetta 2013: musei e mostre visitabili a Genova

    Palazzo RossoDomenica 31 marzo – giorno di Pasqua – e lunedì 1 aprile 2013 – Lunedì dell’Angelo, a Genova sono in programma come ogni anno aperture straordinarie di mostre e musei.

    In entrambe le giornate, con i consueti orari di apertura, sono vistabili tutti i musei civici: Strada Nuova, Castello D’Albertis, Musei di Nervi (Gam e Wolfsoniana), il Museo Sant’Agostino e il Museo di Storia Naturale.

    Aperti anche il Galata Museo del Mare, l’emporio-museo Via del Campo 29rosso e il rinnovato Museo dell’Antartide al Porto Antico. Nell’area sul mare sono anche visitabili l’Acquario e il Wow! Genova Science Center da poco inaugurato.

    Infine sono aperte al pubblico a Palazzo Ducale le mostre “Miró! Poesia e luce” e “Steve McCurry. Viaggio intorno all’uomo“, che termineranno entrambe il  7 aprile.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Yarn bombing: creazioni di lana al Porto Antico e Palazzo Ducale

    Yarn bombing: creazioni di lana al Porto Antico e Palazzo Ducale

    yarn-bombing-lana-porto-anticoChi ha fatto un giro al Porto Antico in questi giorni ha già potuto vedere le creazioni della mostra Yarn bombing – Intrecci urbani: nei mesi scorsi numerose associazioni, biblioteche e realtà culturali di Genova si sono trasformate in laboratori di cucito creativo per mettere insieme lana e filati che non si usano più e cucirli insieme in una grande installazione.

    Un progetto inedito per la nostra città, ma che è stato realizzato già in diverse parti del mondo: questa forma di arte di strada è nata nel 2005 in Texas a opera di Magda Sayeg, che ha rivestito di lana la porta del suo negozio di abbigliamento e ha “ufficializzato” l’esistenza di gruppi di knitters (così si chiamano in gergo le appassionate di cucito) che lavorano insieme per realizzare grandi creazioni di lana e uncinetto.

    Non solo persone comuni hanno partecipato alla grande installazione genovese, ma si sono prestate anche artiste note sul territorio nazionale. In particolare Mariacarmela Milano e Claudia Rordorf, le cui opere si possono vedere al piano terra di Palazzo Ducale: per entrambe è la prima partecipazione a un’installazione di questo genere. Come spiega Claudia Rordorf «è la prima volta che partecipo a un evento in cui è la lana a farla da padrona. Fino ad ora avevo ammirato le operazioni dello Yarn Bombing attraverso foto o in altre città, da Barcellona a Monza, ma solo come spettatrice. Il mio progetto della Sciura Fedora si basa sull’idea che l’arte vada portata nelle strade, in mezzo alle persone: un’idea che si è perfettamente sintonizzata con gli intenti di Intrecci Urbani. Abbiamo bisogno che le persone si riapproprino del proprio spazio abitativo. Ognuno di noi, intervenendo sullo spazio urbano, lo porta più vicino a sè, lo addomestica, rendendolo ancor più familiare. Così si aumenta l’amore per i propri luoghi e di conseguenza si accresce il rispetto e il senso di tutela verso di essi. A Genova in questi giorni tutti erano protagonisti sorridenti. Le persone hanno abbellito un punto importante della città, hanno cooperato con passione e grande rispetto reciproco. Ci si fermava l’un l’altro per sapere quale fosse l’opera dell’uno e dell’altro e si percepiva una dimensione decisamente costruttiva. Iniziative che rendono la città così frizzante credo siano vitali e molto stimolanti, oltre ad portare attenzione sul territorio e ad attrarre ulterioremente la curiosità dei turisti».

    Impressioni analoghe sono arrivate da Mariacarmela Milano: «“Intrecci urbani” è il primo evento di yarn bombing a cui ho partecipato, nonostante mi occupi di crochet e knitting art da diversi anni: i miei lavori hanno girato in diversi Festival di arte pubblica e street art dove questo tipo di interventi erano molto isolati, ho l’impressione che questo modo di esprimersi stia prendendo piede in Italia solo adesso. Questo ti po di interventi non solo offre la possibilità a chiunque di partecipare, ma anche di vedere le opere d’arte senza necessariamente dover accedere ad uno spazio istituzionale, dover pagare un biglietto che magari non ci si può permettere, oltre che un modo per “occupare” luoghi rendendoli più belli, bizzarri, e anche un pò onirici».

    Né Claudia né Mariacarmela sono genovesi: abbiamo pertanto chiesto loro che impressione si sono fatte della nostra città, sia da un punto di vista degli spazi sia del “fermento” artistico. Partendo da Claudia, «Genova mi affascina e attrae con i suoi vicoli e la sua dimensione tra terra, mare e cielo. Ho avuto l’impressione che ci fossero fermento, molti eventi in programmazione e un grande movimento, con tantissime persone giovani e meno giovani. Ho percepito una grande voglia di fare e di valorizzarsi e una sana fierezza per ciò che è il proprio territorio: Genova mi dà l’impressione di essere un posto dove si possono spalancare ampi spazi a una nuova stagione artistica molto vitale. Chi la conosce meglio mi ha detto che prima la città era un pò ferma, chiusa, mentre ora finalmente si respira una bella aria di primavera».

    Mariacarmela è stata di parere analogo: «Ho trovato Genova molto interessante, non solo perchè la partecipazione a questo evento è stata davvero enorme, ma anche per aver visto i musei e gli spazi delle mostre sempre gremiti di spettatori. È una città con due aspetti molto stimolanti: da un lato stimola la creatività, architettonicamente e urbanisticamente, inoltre è a misura d’uomo, una città che puoi “camminare”».

    Marta Traverso

  • Socialmente, risposte dal design: mostra a Palazzo Ducale

    Socialmente, risposte dal design: mostra a Palazzo Ducale

    Palazzo Ducale, GenovaMercoledì 27 marzo 2013 inaugura a Palazzo Ducale la mostra socialmente | risposte dal design, curata da alcuni studenti del corso di laurea magistrale in Design del Prodotto e dell’Evento presso l’Università di Genova.

    Il tema della mostra è il design sociale. Cosa sia il design oggi è tema ostico, dibattutto, controverso. Solo nell’accezione italiana, senza illuminanti specificazioni, tutto appare passibile di tale definizione; nella più ordinata accezione inglese riferimenti puntuali, “prodotto”, “arredamento”, “industriale”, aiutano a orientarsi preparando a ciò che ci si troverà davanti. Ciò che vi troverete davanti oggi sono esperienze e suggestioni di “social design”, nate dalle idee di giovani di ogni età, stanchi del design patinato e lontano da tutto se non dalle riviste, che piaceranno agli etici e ai giusti, divertiranno bambini, anche cresciuti, ancor dotati di fantasia, sposando la vostra giusta indignazione contro lo spreco in tempo di crisi, senza mortificare il vostro anelito creativo e il vostro naturale sottendere al divertimento. Questi giovani non vi presentano ambienti o oggetti che desidererete, toccherete e userete, ma sogni, idee, visioni che abbraccerete, seguirete, condividerete. Avete letto riviste e ammirato oggetti, altrove: ora lasciate che la realtà di questo design vi prenda!

    La mostra sarà aperta al pubblico fino a domenica 7 aprile con orario 9-18.

    Questi gli artisti presenti: Elisa Angella, Valentina Calcidese, Emiliano Civiletti, Niccolò Casiddu, Laurea Chimenz, Gloria Derba, Marco Giacchero, Elisa Gesuato, John Giovinazzo, Yuanfei Gong, Silvia Guillaro, Zunyue Liu, Xiaolong Ma, Chiara Olivastri, Alessandra Peruch, Nicoletta Raffo, Elisabetta Rebecchi, Francesco Repetto, Marta Rocca, Emma Spinelli, Martina Taranto, Carlo Vannicola, Yihan Wang, Yule Wang, Lu Yao, Bin Xu, Susanna Zunino.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Museo dell’Antartide: si rinnova lo spazio al Porto Antico di Genova

    Museo dell’Antartide: si rinnova lo spazio al Porto Antico di Genova

    Museo-Antartide-1Questa mattina è stato presentato alla stampa il rinnovato Museo dell’Antartide, aperto nel 1998 e (re)inaugurato di recente per presentare alla città i restauri della struttura e le nuove collaborazioni con Acquario di Genova e Università.

    Facciamo però un passo indietro, per capire come mai a Genova ci sia un Museo dedicato al sesto continente. Nel 1985 fu istituito il Programma Nazionale di Ricerche in Antartide, che come primo atto ha avviato i lavori per costruire una base permanente in cui svolgere attività di ricerca scientifica e tecnologica. Tra coloro che progettarono la base di Baia Terranova e le prime campagne di ricerca c’è stato un genovese, il metereologo Carlo Scottino, che aveva già effettuato spedizioni in Antartide negli anni Settanta.

    Nel 1998 fu inaugurato il museo al Porto Antico – intitolato all’ingegnere e geologo Felice Ippolito –  che è contemporaneamente spazio espositivo e centro di ricerca. Genova è infatti una delle tre città italiane – insieme a Trieste e Siena – che fa parte del Centro Interuniversitario di ricerca dedicato all’Antartide: gli spazi espositivi delle tre città approfondiscono rispettivamente l’Antartide dal punto di vista biologico/ecologico (Genova), storico (Trieste) e geologico (Siena).

    Museo-AntartideIl Museo contiene nei suoi 1.000 mq un ricco patrimonio per conoscere l’Antartide, attraverso ricostruzioni (vedi il plastico qui a destra), proiezioni di filmatiallestimenti interattivi e reperti scientifici. Una collezione espositiva destinata a rinnovarsi nel tempo, man mano che le scoperte scientifiche porteranno nuovi contributi.

    In programma dunque visite guidate (ogni fine settimana e nei giorni festivi alle 11.30 e 15.30, dal titolo Scopri con noi l’Antartide”) e la possibilità di acquistare un biglietto congiunto per tutti gli spazi del percorso Acquario Village, che comprende anche Acquario, Galata Museo del Mare e sommergibile Nazario Sauro, Città dei Bambini, Bigo e Biosfera. Le attività didattiche e di gestione della struttura sono organizzate in collaborazione con le cooperative Solidarietà e Lavoro e Dafne.

    Come ha spiegato da Giancarlo Albertelli, direttore del Museo dell’Antartide dal 1998 al 2012 (e oggi sostituito da Maria Angela Masini), la collaborazione di Costa Edutainment con Acquario Village fa sì che la struttura museale non sia più “sola” e possa beneficiare di un circuito che incrementi i visitatori e le possibilità di promozione.

    Lo spazio si inserisce nel contesto di rinnovamento del Porto Antico e di valorizzazione di Genova come polo scientifico e culturale, date anche la recente inaugurazione del Wow! Genova Science Center e l’imminente ampliamento dell’Acquario con il nuovo padiglione dei cetacei progettato da Renzo Piano.

    Marta Traverso

  • Fondazione Casa America in difficoltà economiche: le previsioni

    Fondazione Casa America in difficoltà economiche: le previsioni

    casaamericaIL PRECEDENTE

    Marzo 2012: la Fondazione Casa America, fondata nel 2000 con lo scopo di «approfondire e diffondere la conoscenza dell’America Latina in Italia e dell’Italia in  America Latina, mettendo in evidenza i molti punti di contatto che legano le due realtà dal punto di vista culturale, ma anche istituzionale ed economico», sta attraversando un momento di crisi finanziaria.

    A questo scopo vengono organizzati due eventi aperti alla città, per raccogliere i fondi necessari alla sopravvivenza e al mantenimento delle attività previste entro il 2012. Viene in particolare sollecitata la presenza degli enti, istituzioni e associazioni che in questi dodici anni hanno collaborato con Casa America e ne hanno sostenuto le attività.

    La Fondazione – con sede a Villa Rosazza, a DiNegro – ha un importante ruolo culturale e sociale per la nostra città: nel secolo scorso sono stati molti i genovesi emigrati nell’America Latina, mentre negli ultimi vent’anni il flusso migratorio si è invertito. Al suo interno una biblioteca, una musicoteca e una videoteca specializzate sulle culture dell’America Latina e accessibili a tutti i cittadini, e l’organizzazione costante di mostre, conferenze, proiezioni, corsi di lingua e altri eventi culturali.

    Così ha detto il presidente Roberto Speciale a Era Superba un anno fa: «Il 2012 si preannuncia per noi, alla pari di tante altre istituzioni culturali, come un anno molto difficile a causa del venir meno di molte fonti di sostegno finora assicurate dagli enti pubblici nazionali e locali e in qualche caso anche da soggetti privati. La chiusura di Casa America costituirebbe un impoverimento del nostro patrimonio istituzionale e culturale».

    IL PRESENTE

    Passato un anno, abbiamo chiesto al presidente di Casa America Roberto Speciale se la situazione è migliorata rispetto alle aspettative, e quali sono le attività attualmente in corso: «La raccolta fondi continua a tutt’oggi e ci ha aiutato ad arginare le gravi difficoltà venutesi a creare nel 2011-12, per il drastico taglio di sovvenzioni alla cultura e alle attività internazionalistiche operato da enti pubblici e privati, locali e nazionali. Fondazione Casa America si è giovata di questa solidarietà ma non siamo ancora fuori dall’emergenza. In questo periodo si può contribuire alle nostre attività tramite la campagna abbonamenti di sostegno alla rivista “Quaderni di Casa America” (la rivista della Fondazione) e di inserzioni pubblicitarie. Continuiamo a offrire la serigrafia del maestro Raimondo Sirotti e i disegni del noto cartoonist Renzo Calegari, donati dai due artisti per aiutare la Fondazione».

    Si può osservare da vicino l’attività di Casa America anche attraverso la mostra fotografica Tina Modotti, un nuovo sguardo, aperta fino a domenica 21 aprile a Palazzo Ducale: «una “piccola grande mostra” che ha girato in molti Paesi del mondo prima di arrivare a Genova.  Sono foto degli anni ’20 in bianco e nero, un omaggio al Messico nel periodo immediatamente seguente la sua grande Rivoluzione e un riconoscimento dell’epopea dell’emigrazione italiana del ‘900 con il suo carico di sofferenza ma anche con il segno artistico che ha lasciato nel mondo. Attorno alla mostra abbiamo organizzato una serie di eventi per celebrare Tina Modotti, il Messico e l’Italia».. Si prevedono inoltre – vista la recente elezione di un Papa sudamericano – eventi e conferenze che tocchino più da vicino questo tema.

    Più in generale, come si rapportano le attività culturali di Casa America nel favorire l’integrazione tra i genovesi e i migranti? «Le nostre attività sono aperte e concretamente partecipate sia da cittadini italiani sia da persone originarie dei diversi Paesi dell’America Latina, e già questo favorisce la conoscenza reciproca e l’interscambio tra le culture e i punti di vista. Organizziamo poi iniziative specifiche rivolte alle comunità latinoamericane, spesso assieme alle Ambasciate, ai Consolati e alle diverse associazioni. Recentemente abbiamo promosso il progetto “Edubank”, favorendo la conoscenza e l’accesso dei cittadini di origine straniera al sistema creditizio e bancario. Ora ci proponiamo di contribuire ad una svolta nei processi d’integrazione su quattro temi: salute, sicurezza, ambiente, fruizione del patrimonio culturale».

    Marta Traverso

  • Chiavari, Mostra del Tigullio 2013: concorso di arte contemporanea

    Chiavari, Mostra del Tigullio 2013: concorso di arte contemporanea

    empatia_nell_arteLa Società Economica di Chiavari, in vista della Mostra del Tigullio che si terrà a luglio 2013, indice la prima edizione del bando Premio Mostra del Tigullio – Sezione Arti Figurative 2013 rivolto a opere di pittura e grafica, scultura e fotografia.

    Ogni partecipante dovrà presentare una sola opera, ispirata alla frase Trasforma anche tu in oro il tuo verde ostinato a non morire della scrittrice Elena Bono. L’autore dovrà dare un proprio titolo all’opera.

    Non è prevista quota di iscrizione, possono partecipare artisti senza limiti di età. Per iscriversi è necessario inviare una fotografia .jpeg dell’opera e il modulo di iscrizione compilato entro il 30 aprile 2013 all’indirizzo mail premio.artifigurative2013@societaeconomica.it.

    Una giuria valuterà le opere: gli artisti finalisti verranno contattati, per inviare alla Società Economica l’opera originale (le spese di trasporto ed eventuale assicurazione saranno a carico dell’artista).

    Le opere selezionate saranno esposte durante la 156° Mostra del Tigullio.

    Premi
    1° classificato sezione pittura e grafica: 1.000 €
    1° classificato sezione scultura e installazioni: 1.000 €
    1° classificato sezione fotografia e video: 1.000 €