Tag: musei

  • Cinque euro per salvare il Pallio di San Lorenzo

    Cinque euro per salvare il Pallio di San Lorenzo

    Il Pallio di San LorenzoC’è un genovese illustre che è stato costretto a fare le valigie. Non ha lasciato la città per sempre, tornerà fra due anni. Ma per uno come lui, che vive a Genova da oltre sette secoli, non deve essere stato facile. Si tratta del Pallio bizantino della cattedrale di San Lorenzo, trasferito temporaneamente presso l’ Opificio delle Pietre Dure di Firenze per una delicata operazione di restauro.

    Il Pallio è un’opera d’arte di grande rilievo, un tessuto prezioso proveniente dall’antica Bisanzio lungo oltre tre e metri e mezzo e alto più di un metro. Venne donato a Genova nel XIII sec. da Michele VIII Paleologo, uno sciàmito di seta destinato ad ornare l’altare maggiore della cattedrale di San Lorenzo, decorato con fili colorati e d’oro e d’argento. L’opera nel 1663 lasciò la Cattedrale per essere conservato presso i Padri del Comune e, da lì, alla fine dell’800, venne trasferito nel Palazzo Bianco e infine nel Museo di Sant’Agostino, dove ritornerà fra due anni a conclusione dei lavori.

    L’intervento di restauro ha ovviamente un costo molto elevato, per questo motivo il Comune promuove un’iniziativa singolare per coinvolgere la cittadinanza nel “salvataggio” del Pallio: “Cinque euro per restaurare un centimetro quadrato del Pallio bizantino di San Lorenzo, ogni genovese potrà trasformarsi in Mecenate…

    Presto verranno comunicate le modalità per partecipare. Intanto, chiunque volesse saperne di più su questa opera sconosciuta a tanti genovesi, fino al 18 febbraio può farlo visitando presso lo stesso Museo di Sant’Agostino  la  mostra “Aspettando il Pallio” che, attraverso fotografie e pannelli didattici, racconta la storia del prezioso tessuto su cui sono cuciti  gli episodi e il martirio della vita dei santi LorenzoIppolito e Sisto.

    Dal sito museidigenova.it: “Il restauro di quest’opera straordinaria è un intervento di eccezionale complessità, sia per l’importanza e l’antichità del pezzo, sia per le sue dimensioni e per la fragilità del supporto. Proprio per questo, considerando che il Pallio è un’opera unica al mondo, il cui valore storico e artistico travalica sicuramente i confini nazionali, il suo restauro si svolge presso l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, l’unico Istituto preposto al restauro delle opere d’arte che per l’altissima preparazione dei suoi professionisti, attivi in ambito internazionale, era in grado di affrontare un tale compito. L’intervento, infatti, è stato affidato al Direttore Tecnico Coordinatore del Settore Tessili del prestigioso Istituto, Susanna Conti, che opera in stretta collaborazione con Marco Ciatti, Storico dell’Arte, Direttore del Settore. Licia Triolo, restauratrice formatasi presso l’Opificio, ha finora collaborato alla intensa fase di ricerche, analisi e raccolta dati in corso di svolgimento, che prevede l’utilizzo delle più sofisticate metodologie oggi disponibili: dai più recenti software informatici, al microscopio elettronico, dalla fotografia in luce visibile, alla radiografia.” 

  • Musei di Genova: la maggior parte è in difficoltà

    Musei di Genova: la maggior parte è in difficoltà

    villa croce“L’esame dei dati relativi ai flussi di visitatori nei Musei civici nel 2011 non può prescindere da una valutazione del risultato veramente eccezionale registrato l’anno precedente, con un incremento del 20% rispetto al 2009”. Con queste parole il Comune di Genova risponde alla nostra richiesta sui dati relativi alle visite nei Musei della città.

    Un’indagine partita alcune settimane fa, con la notizia della possibile chiusura del Museo dell’Accademia di Belle Arti, che pare abbia accolto appena un migliaio di visitatori nell’arco del 2011. Un dato che la direzione del Museo non conferma, perché l’anno si è appena concluso e le statistiche definitive ancora non sono state completate: «Il numero di visitatori è certamente basso e composto soprattutto da turisti stranieri, che si sono rivelati molto entusiasti delle opere contenute nel Museo», ha dichiarato il Direttore Giulio Sommariva.

    Per sanare la situazione, è in corso una trattativa per la vendita di trenta quadri alla Fondazione Carige: «Si tratta di opere attualmente collocate nei magazzini, che quindi non andranno a deprivare la collezione esposta, e che saranno collocate in un palazzo di proprietà della Fondazione, allo scopo di aprirle alla cittadinanza». La cessione di queste tele contribuirà a pareggiare un bilancio in passivo di circa un milione di Euro.

    Un bilancio che, ci tiene a precisare la direzione, riguarda unicamente l’Accademia, perché il Museo non ha un sostentamento autonomo ma vive grazie ai finanziamenti di cui la scuola dispone. Due realtà unite da un punto di vista economico e logistico (in quanto poste nello stesso edificio), ma nei fatti sempre meno legate: «un tempo gli studenti partecipavano in modo attivo alle attività del museo, oggi la collaborazione è più episodica perché è scomparsa la concezione dell’arte come copia, approfondita al liceo artistico ma ormai venuta a mancare nei corsi accademici».

    Cosa si può fare per sostenere questi musei? Ben poco, in quanto la bigliettazione occupa una percentuale minima alla voce “entrate” dei bilanci. Il problema che si riscontra è sempre lo stesso: i finanziamenti agli enti culturali sono sempre più esigui, e quei pochi fondi che ancora pervengono tendono a essere distribuiti fra i cosiddetti fiori all’occhiello del patrimonio museale cittadino. Nel periodo gennaio-ottobre 2011 il Comune ha infatti riscontrato “le buone performance dei Musei di Strada Nuova (+15%), che si stanno affermando sempre più come tappa imprescindibile alla visita della città grazie anche al riconoscimento UNESCO, del Museo d’Arte Orientale Chiossone (+30%) e del Castello D’Albertis (+29%)”.

    La città di Genova ospita – fra civici, statali e privati – trenta musei. Quanti genovesi saprebbero elencarli? Quanti sanno che l’Accademia di Belle Arti non è solo una scuola, ma ospita al suo interno un Museo? Quanti conoscono le strutture presenti in città oltre a Palazzo Ducale, i Musei di Strada Nuova e il Galata Museo del Mare?

    Si spiega così perché i Musei Civici che si trovano nella situazione più preoccupante sono il polo di Nerviin particolare Luxoro e Gam – e il Navale di Pegli, rispettivamente (dati anche in questo caso non definitivi) 4.000 e 1.700 visitatori nell’anno appena trascorso. Musei di prestigio minore e geograficamente penalizzati rispetto alle strutture più vicine al centro città.

    MUSEO D’ARTE CONTEMPORANEA VILLA CROCE

    Un discorso a parte merita il Museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce. Collocato in una villa seicentesca nel quartiere di Carignano, il Museo è da un anno senza curatore, figura indispensabile per coordinare tutte le sue attività. Pur avendo una collezione permanente aperta al pubblico, l’attività del Museo si basa quasi esclusivamente sulle mostre temporanee: nel 2011 ne sono state allestite sette, con un totale di circa 16.000 visitatori (i dati definitivi non sono ancora stati formulati). Non solo: «Una recente indagine sulla percezione che i genovesi, in particolare i giovani, hanno del proprio patrimonio museale – contando anche Palazzo Ducale, da molti ritenuto un museo anche se di fatto non lo è – ha posto Villa Croce al quarto posto», ha sottolineato la responsabile Francesca Serrati.

    A metà dicembre il Comune di Genova ha presentato un bando per il nuovo curatore, che avrebbe dovuto essere indetto nei giorni seguenti dalla Fondazione Cultura di Palazzo Ducale (con i recenti tagli imposti dal Patto di Stabilità, il Comune è infatti impossibilitato a indire qualunque concorso, anche per incarichi a termine). Il sito del Comune ha pubblicato la notizia del bando indicando come scadenza per presentare la domanda il prossimo 15 febbraio: in realtà il bando non è stato ancora indetto, e la Fondazione Cultura comunicherà prossimamente modalità e termini per la selezione.

    Marta Traverso

  • In volo (nero) da Gerusalemme a Genova, la mostra alla Galleria 44

    In volo (nero) da Gerusalemme a Genova, la mostra alla Galleria 44

    Volo neroLe storie di donne sono la vera passione di Federica Barcellona, actor-performer genovese che il 21 gennaio inaugurerà in anteprima alla Galleria Studio 44 la video-installazione-performance “Volo nero” che a Maggio si sposterà alla Galleria ArtWindow di Barcellona durante la fiera di video-arte “Loop Art Fair”.

    Una straordinaria miscellanea di arti visive (video, fotografia e recitazione) di impatto forte e poetico insieme, con cui l’artista è riuscita a rappresentare con le forme artistiche a lei più congeniali il potere e la forza delle donne e l’arte di comunicare tacendo, e coinvolgerà il pubblico in momenti di pura poesia.

    Volo nero, locandina mostra«Parlo delle donne – anticipa Federica Barcellona – perché è quello che sono, quello che conosco, quello che mi serve per migliorare me stessa ed essere a prescindere».

    «Il nero che ricorre nella mia installazione, è stato assunto non come simbolo di lutto e perdita, ma come elemento significante scelto dalle stesse DiN per denunciare una cultura di morte che ancor oggi prevale in tante parti del mondo».

    La mostra rimarrà in esposizione fino all’11 febbraio 2012.

    Regia, soggetto, fotografia, montaggio: Federica Barcellona

    Volo Nero (Black Flight) – Video, foto, installazione

    Luogo: Galleria Studio 44, vico Colalanza, 12 r, Genova

    Inaugurazione/performance live: sabato 21 gennaio h. 19

    Finissage: sabato 11 febbraio h. 19

    Apertura: da giovedì a sabato dalle 16 alle 19

     

     

     

  • Astronomia al museo, incontri al Museo di storia Naturale

    Astronomia al museo, incontri al Museo di storia Naturale

    astronomiaDal 21 gennaio al 14 aprile si tiene l’edizione 2012 di “Astronomia al Museo”, un ciclo di quattro conferenze multimediali interattive, durante le quali saranno illustrate le principali tematiche della moderna astronomia organizzata dall’associazione Ligure Astrofili Polaris. Ecco il calendario degli incontri, che si tengono al Museo di storia Naturale di Via Brigata Liguria, 9.

    – Sabato 21 gennaio 2012, ore 16
    Tutte le apocalissi di questa Terra
    (ovvero perchè mangeremo il panettone anche quest’anno)
    Relatore: Alessandro Vietti (Polaris)

    – Sabato 18 febbraio 2012, ore 16
    Cefeidi e compagne: le stelle pulsanti
    Relatore: Giulio Manuzio (INFN, Università di Genova)

    – Sabato 17 marzo 2012, ore 16
    La fine dello Shuttle e il futuro dei voli spaziali con equipaggio
    Relatore: Spaziale, ISTI/ Luciano Anselmo (Laboratorio di Dinamica del Volo CNR, Pisa)

    – Sabato 14 aprile 2012, ore 16
    Big Bang: la coperta cosmologica troppo corta
    Relatore: Pietro Planezio (Polaris)

    Nel corso della rassegna si darà spazio all’intervento da parte del pubblico, per consentire a ciascuno di porre le domande di proprio interesse e chiarire specifici argomenti. L’ingresso è libero

  • Arte contemporanea: Napoli e Palermo perdono i loro musei

    Arte contemporanea: Napoli e Palermo perdono i loro musei

    pittoreE poi c’è chi dice che con la cultura e l’arte non si mangia. A Napoli e a Palermo molte famiglie si sfamavano, pagavano affitto e bollette, vivevano grazie all’arte contemporanea: sono i dipendenti (rispettivamente) del Museo Madre e di Palazzo Riso, due poli culturali interamente dedicati all’arte contemporanea.

    In pochi giorni si è annunciata la chiusura di entrambi. Prima è toccato a Palazzo Riso, chiuso al pubblico da ormai una settimana: il museo si trova in una delle vie centrali del capoluogo siciliano, e nonostante l’alto numero di visitatori (circa 100.000 nel solo 2009), l’apertura a molti artisti emergenti e il prestigio sul piano internazionale, potrebbe chiudere i battenti a causa di presunte manovre politiche sulla nomina del nuovo direttore.

    Nei giorni scorsi si è invece annunciata la possibile chiusura del Madre, aperto sei anni fa e con trenta dipendenti, che per la mancanza di fondi rischia di veder tramontare le sue attività.

    Anche a Genova c’è un museo dell’arte contemporanea in una situazione difficile: Villa Croce è da un anno senza curatore, figura indispensabile per coordinare tutte le attività. Nonostante questo, nel 2011 sono state allestite sette mostre con un elevato numero di visitatori.

    Marta Traverso

  • Donne del sud del mondo, la mostra a Castello D’Albertis

    Donne del sud del mondo, la mostra a Castello D’Albertis

    Donne del mondo a Castello D'Albertis“Donne del sud del mondo, cuore di imprese, integrazione ed economia solidale”, la mostra che per tre mesi accompagnerà genovesi e turisti alla scoperta di un mondo “al femminile” fatto di storie ed esperienze di integrazione, imprenditorialità e solidarietà inaugura mercoledì 18 gennaio alle 17, per poi rimanere in esposizione fino al 30 marzo.
    Sono oltre 10.000 le donne del commercio equosolidale protagoniste di questa mostra, la prima in Italia dedicata al fair trade ad essere ospitata in uno contesto museale così appropriato.

    Da Asia, Africa e America latina storie di donne che hanno rovesciato le regole del mercato. In parallelo, in Italia, donne emigrate che hanno superato la diffidenza e sono esempio di integrazione. Tante esperienze di commercio equo solidale e imprenditorialità raccontate attraverso i volti e le storie delle loro protagoniste.

    3 continenti – Africa, Asia e Sudamerica, 1 focus sull’Italia, un percorso guidato, suddiviso in 5 sezioni, attraverso oltre 40 fotografie, filmati, video interviste e oggetti tradizionali.
    Attività didattiche per la scuola e un fitto programma di eventi – laboratori per i giovani visitatori, corsi di cucina e una rassegna cinematografica – arricchiranno e completeranno questa esposizione.

    Donne del mondoEVENTI COLLATERALI

     Lezioni di cucina dal mondo

    – Sabato 28 Gennaio, ore 16-18 – I sapori forti della cucina africana

    – Sabato 18 Febbraio, ore 16-18 – Colore e tradizione nella cucina latinoamericana

    – Sabato 17 Marzo, ore 16-18 – Spezie e ayurveda nella cucina indiana

    Iniziative gratuite su prenotazione Tel. 010 265828

    A seguire aperitivo equosolidale aperto al pubblico

    Appuntamenti al cinema

    – Giovedì 9 Febbraio, ore 21 – Cinema America proiezione de “Il destino del nome” di Mira Nair, India USA 2006

    – Giovedì 16 Febbraio, ore 21 – Auditorium Museo D’Albertis proiezione di “Fair Tales” di Moruzzi – Pompili, Italia 2010

    Castello D’Albertis – Museo delle Culture del Mondo
    19 gennaio – 30 marzo 2012
    Inaugurazione: 18 gennaio, ore 17
    Orari:martedì, mercoledì, giovedì e venerdì 10-17 (ultimo ingresso ore 16); sabato e domenica 10-18 (ultimo ingresso ore 17); lunedì chiuso Biglietti:  Intero 6 euro

  • Museo Biblioteca dell’Attore: in arrivo finanziamenti e nuova sede

    Museo Biblioteca dell’Attore: in arrivo finanziamenti e nuova sede

    museo attoreNon c’è ancora una data certa, ma gli ultimi mesi di promesse sulle sorti del Museo Biblioteca dell’Attore – che attualmente si trova in Villetta Serra (via IV Novembre, alle spalle di piazza Corvetto) – si sono concretizzati in realtà grazie a un protocollo d’intesa firmato ieri tra Provincia di Genova, Comune di Genova, Camera di Commercio di Genova e Teatro Stabile.

    La struttura è nata nel 1966 come Biblioteca del Teatro Stabile, e dal 1971 i quattro soggetti di cui sopra sono soci dell’omonima Fondazione. L’archivio negli anni è diventato una vera perla del settore, fino a contenere oltre 41.000 volumi e 1.000 riviste italiane e straniere: uno dei punti chiave del protocollo d’intesa è proprio il trasferimento della biblioteca in una nuova sede, più adeguata per contenere un patrimonio culturale di questa portata.

    Il luogo scelto è l’ex seminario dei Chierici, che oggi ospita la Biblioteca Berio e con l’aggiunta dell’archivio del Museo dell’Attore si appresta a diventare – secondo le intenzioni espresse da Andrea Ranieri, Assessore alla Cultura del Comune di Genova – “un polo multibibliotecario al servizio della città“.

    Marta Traverso

  • Macchina del tempo: che fine ha fatto Fabrizio De Andrè?

    Macchina del tempo: che fine ha fatto Fabrizio De Andrè?

    Fabrizio De Andrè

    IL PRECEDENTE

    30 dicembre 2008. Palazzo Ducale chiude l’anno inaugurando una mostra multimediale dedicata a Fabrizio De Andrè, alla presenza di Dori Ghezzi e tanti amici artisti. La mostra rimane aperta fino a 21 giugno 2009, raccogliendo circa 150.000 visitatori.

    Proprio grazie a questa esposizione, la Fondazione Cultura annuncia di aver raggiunto il pareggio di bilancio già a luglio 2009, un risultato incredibile se paragonato ai numerosi problemi economici in cui spesso incorrono gli enti culturali (genovesi e non): “De Andrè tornerà a Genova, la mostra diventerà permanente nel palazzo del Grillo“, assicura il presidente Luca Borzani pochi giorni dopo la chiusura.

    La mostra dedicata a Faber è stata molto più che una fonte di introiti e di prestigio per la maggiore Fondazione culturale di Genova: ha contribuito infatti a un rilancio notevole al turismo e alla visibilità della nostra città. Il famoso indotto di cui spesso ci si dimentica quando si sostiene che “con la cultura non si mangia”: strutture ricettive, ristoranti, attività commerciali e molte altre realtà genovesi si aprono alla prospettiva di trarre un forte beneficio da un “turismo cantautorale”.

    IL PRESENTE

    Che fine ha fatto la mostra di De Andrè? Il prossimo 10 gennaio si celebrano dodici anni dalla sua morte, ma Genova sembra non aver ancora trovato la via giusta per omaggiare uno dei suoi più grandi cantautori.

    La mostra a lui dedicata non ha ancora fatto ritorno nella nostra città: dopo le tappe di Nuoro, Palermo, Roma e Milano, Genova sembra non aver ancora trovato lo spazio adeguato per ospitare un museo permanente dedicato a Faber.

    Pare quindi caduto nel dimenticatoio l’annuncio ufficiale del Sindaco Marta Vincenzi, che lo scorso 1 febbraio aveva indicato Palazzina Millo al Porto Antico (e non più palazzo del Grillo, come inizialmente si pensava) come sede ufficiale della mostra permanente, con la promessa di completare l’allestimento entro il 2011. L’anno sta per finire, ma nulla ancora è stato fatto.

    In compenso pare che nei primi mesi del 2012 riaprirà il negozio Musica Gianni Tassio, con una nuova gestione (a cura dello scrittore Andrea Pugliese) e un nuovo nome, Via del Campo 29 rosso.

    De Andrè tornerà a vivere almeno nel suo piccolo museo, che con le sue note ha attirato per molti anni i passanti di via del Campo per ammirare la sua chitarra in vetrina e dare uno sguardo alla discografia completa in vinile.

    Perché, oltre allo storico negozio di via del Campo, non si trova uno spazio in città da dedicare in modo permanente a De Andrè e alla mostra che così tante persone da tutta Italia hanno voluto visitare? Perché la Fondazione che porta il suo nome ha sede a Milano, città in cui ha vissuto i suoi ultimi anni, e Genova non si sente pronta a ospitarla? Perché gli sponsor che ogni anno versano 300.000 Euro per portare cantanti foresti alla Notte Bianca non si prodigano per dare a uno dei nomi storici del cantautorato genovese l’omaggio che merita?

    Marta Traverso

  • Musei di Genova, le aperture straordinarie del periodo natalizio

    Musei di Genova, le aperture straordinarie del periodo natalizio

    Museo GalataEcco le aperture straordinarie dei Musei genovesi nel periodo natalizio.

    25 dicembre 2011

    MU.Ma – Galata Museo del Mare: dalle ore 10 alle 19.30 (ultimo ingresso ore 18)

    Musei Civici: chiusi

     

    26 dicembre 2011

    Musei di Strada Nuova: dalle ore 10 alle 19

    Museo di Storia Naturale “G. Doria”: dalle ore 10 alle 19

    Musei di Nervi – Museo Luxoro: dalle ore 10 alle 19

    Musei di Nervi – Galleria D’Arte Moderna: dalle ore 10 alle 19

    Musei di Nervi – Wolfsoniana: dalle ore 10 alle 19

    Castello D’Albertis: dalle ore 10 alle 18 (ultimo ingresso ore 17)

    MU.Ma – Galata Museo del Mare: dalle ore 10 alle 19.30 (ultimo ingresso ore 18)

    MU.Ma – Museoteatro della Commenda di Prè: dalle ore 10 alle 19

    Museo del Tesoro di San Lorenzo: dalle ore 15 alle 18

     

    1 gennaio 2012

    MU.Ma – Galata Museo del Mare: dalle ore 10 alle 19.30 (ultimo ingresso ore 18)

    MU.Ma – Museoteatro della Commenda di Prè: dalle ore 10 alle 19

     

    6 gennaio 2012

    Musei di Strada Nuova: dalle ore 10 alle 19

    Musei di Nervi – Museo Luxoro: dalle ore 10 alle 19

    Musei di Nervi – Galleria d’Arte Moderna: dalle ore 10 alle 19

    Musei di Nervi – Wolfsoniana: dalle ore 10 alle 19

    Castello D’Albertis: dalle ore 10 alle 18 (ultimo ingresso ore 17)

    MU.Ma – Galata Museo del Mare: dalle ore 10 alle 19.30 (ultimo ingresso ore 18)

    MU.Ma – Museoteatro della Commenda di Prè: dalle ore 10 alle 19

  • “La pace a tavola. Le rotte del gusto”, incontro al Museo Galata

    “La pace a tavola. Le rotte del gusto”, incontro al Museo Galata

    SpezieGiovedì 15 dicembre al Galata Museo del Mare si tiene l’ultimo incontro  del progetto  Est/Ovest Rotte per la pace, rassegna di iniziative per l´educazione alla mondialità e alla pace, a cura di Chance Eventi – Suq Genova e Università Popolare Don Orione con il contributo dell´Assessorato alla Cooperazione allo Sviluppo della Regione Liguria.

    Nell’ultimo appuntamento, “La pace a tavola. Le rotte del gusto: East meet West“, Vittorio Castellani, in arte Chef Kumalè, giornalista e grande conoscitore delle tradizioni culinarie nel mondo,  incontra il pubblico per una lezione di cucina dal sapore internazionale, in cui le tradizioni gastronomiche dell’Oriente e dell’occidente si intrecciano e fondono in un unico sapore, non solo dal punto di vista culinario ma anche da quello culturale.

    Verrà allestito un angolo con antiche caffettiere, mortai e macinini della tradizione africana, arabo mediorientale e turco balcanica e offerta una degustazione di caffè arabo al cardamomo.

    Interverranno per un saluto in apertura Maria Paola Profumo Presidente del Museo del Mare ed Elena Magni, Dirigente Interventi Terzo Settore e Cooperazione allo Sviluppodella Regione Liguria. Introdurrà l´incontro Maurizio Sentieri, nutrizionista e docente all´IPSSAR Bergese.

  • Lanterna: completati i lavori, riapre il museo delle fortificazioni

    Lanterna: completati i lavori, riapre il museo delle fortificazioni

    Lanterna di GenovaTorna completamente visitabile – e sarà aperto anche nella festività dell’8 dicembre – il museo delle fortificazioni del Faro, gestito da Fondazione Muvita e Provincia di Genova. Sono infatti terminati gli interventi sullo sperone alla base della Lanterna, dove rocciatori specializzati hanno rimosso dalla parete i materiali instabili e poi ricoperto il versante con una rete metallica di protezione.

    “Per motivi di sicurezza durante i lavori sul costone che sovrasta il museo avevamo dovuto chiudere parte dei suoi accessi – spiegano Provincia e Fondazione Muvita – e suddividere la visita in due tappe, con ingressi separati per i diversi spazi”.

    Consolidato e protetto il promontorio ora il museo ritorna completamente visitabile, lungo un percorso unico che collega le sale dei fucilieri e la galleria (dove i monitor dei filmati multimediali raccontano la storia di Genova, della Lanterna e del lavoro marittimo e portuale) alle sale dei cannoni con strumentazioni della Marina e parti di fari storici.

    Museo, passeggiata della Lanterna e parco urbano sono aperti, mentre fino alla prossima estate, a causa dei lavori di restyling non sarà possibile salire sul Faro di Genova. Durante questo periodo il biglietto per il Museo avrà un prezzo promozionale ridottissimo, sottolinea la Fondazione Muvita.

    Dalla prossima settimana, intanto, la parte più alta del Lanterna, dalla prima balconata sino al cornicione al di sotto della cupola, sarà avvolta dalle impalcature di importanti lavori esterni, gestiti dal Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche per conto del Comando Fari Alto Tirreno della Marina che, all’interno del faro sta già realizzando un nuovo ascensore di servizio e il completo rifacimento e adeguamento degli impianti elettrici e di illuminazione.
    Gli interventi esterni impermeabilizzeranno i due ballatoi e la cupola con il consolidamento del cornicione sottostante, la ripresa degli intonaci e la realizzazione di un nuovo impianto parafulmini.

    Secondo le previsioni, prima che la Lanterna torni visitabile, occorrerà attendere il prossimo mese di giugno.

  • “Sortilegi di cera”, l’esposizione artistica a Palazzo Spinola

    “Sortilegi di cera”, l’esposizione artistica a Palazzo Spinola

    Sortilegi di CeraMartedì 6 dicembre a Palazzo Spinola inaugura la mostra “Sortilegi di Cera”, un’esposizione di allestimenti in cera realizzati da Paola Nizzoli Desiderato, artista genovese che con le sue realizzazioni ha ridato vita all’antica arte della ceroplastica recuperando ricette nella cui definizione si impegnarono anche maestri come Verrocchio e Cellini.

    L’inaugurazione è fissata per le 17 di martedì 6 dicembre, con gli interventi di Maurizio Galletti, Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Liguria, Franco Boggero, Soprintendente f.f. per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Liguria, e di Farida Simonetti, Direttore della Galleria Nazionale di Palazzo Spinola.

    Nel corso della mostra verranno organizzate anche conferenza, la prima delle quali ospiterà proprio martedì 6 dicembre Giulio Sommariva, Conservatore del Museo dell’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova. Nella stessa occasione Paola Nizzoli Desiderato illustrerà la tecnica della ceroplastica attraverso la riscoperta di tecniche antiche.

    La ceroplastica è la tecnica di modellare la cera che ebbe particolare successo a partire dalla fine del Seicento, soprattutto per l’utilizzo in ambito scientifico sia per lo studio della botanica che dell’anatomia.

    Ecco il programma nel dettaglio dgli incontri:

    Martedì 6 dicembre 2011, ore 17.00

    Giulio Sommariva – Conservatore Museo dell’Accademia Ligustica di Belle Arti, Genova – “Sortilegi” di cera nel microcosmo presepiale

    Paola Nizzoli Desiderato – Una tecnica per l’inganno: la ceroplastica

     Martedì 24 gennaio 2012, ore 17.00

    Daniele Sanguineti Conservatore Museo di Palazzo Reale, Genova – La ceroplastica a Genova in età barocca: funzioni e fortuna

    Angela Acordon – Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Liguria, Genova

    Francesca Olcese – Restauratrice di Beni Culturali, Genova

    Il restauro di due quadri Spinola in cera: il “Riposo durante la fuga in Egitto” e un “San Gerolamo penitente”

    Giovedì 23 febbraio 2012, ore 17.00

    Chiara Nepi Responsabile Sezione di Botanica del Museo di Storia Naturale di Firenze –  La natura imitata. Ovvero, quando l’arte aiuta la scienza

     Chiara Gabbriellini e Francesca Rossi Restauratrici di Beni Culturali, Firenze – La ceroplastica e la sua conservazione

    La mostra sarà visitabile fino al 4 marzo 2012.

    Galleria Nazionale di Palazzo Spinola
    Piazza Pellicceria, 1 -16123 Genova
    Tel. 0102705300

    Orario
    Martedì–Sabato: dalle ore 8.30 alle ore 19.30
    Domenica e festivi: dalle ore 13.30 alle ore 19.30
    Chiuso: lunedì

    Biglietti
    Intero: euro 4,00
    Ridotto (per ragazzi dai 18 ai 25 anni): euro 2,00
    Gratuito per under 18 e over 65 anni (cittadini CEE)
    La Galleria Nazionale di Palazzo Spinola è inserita nella “Card” dei Musei di Genova

  • Villa Croce, presto il concorso per un nuovo giovane curatore

    Villa Croce, presto il concorso per un nuovo giovane curatore

    museo villa croce genovaL’arte contemporanea a Genova rischiava di scomparire: la direttrice Sandra Solimano è andata in pensione più di un anno fa, e da allora il Museo di Villa Croce è senza un curatore. Il fatto ha scatenato non poche polemiche nel mondo culturale genovese, culminate in un’accesa raccolta di firme – promossa dalle galleriste di Pinksummer Antonella Berruti e Francesca Pennone – per sensibilizzare il Comune e le istituzioni sulla necessità di nominare al più presto una figura che possa coordinare le attività del Museo: l’appello era stato sottocritto da 697 tra intellettuali, artisti, curatori di tutta Italia.

    La raccolta riguardava in particolare la modifica dello Statuto dei Musei civici, nella norma che impone che il curatore del museo debba essere nominato tra i funzionari del Comune, sostituendovi la possibilità di indire un bando di concorso pubblico per la scelta di una figura esterna.

    In particolare l’appello chiedeva che “tale concorso garantisca un direttore professionalmente riconosciuto tale da parte di una commissione di esperti super partes e pertanto che tale nomina sia affidata in base alla presentazione di un progetto per il museo e di un curriculum adeguato, che attesti un’attività consolidata almeno in ambito nazionale, e che la durata di tale nomina sia temporanea e non permanente, seppure rinnovabile“.

    Questi mesi di apparente silenzio hanno visto un primo punto di svolta: a tempo di record sono stati trovati i fondi per un giovane curatore, figura che per la prima volta verrebbe a installarsi nel panorama museale di Genova. A breve sarà dunque nominata la commissione e pubblicato il bando di concorso.

    Marta Traverso

  • Genova musei, dopo l’Accademia altri quattro a rischio chiusura

    Genova musei, dopo l’Accademia altri quattro a rischio chiusura

    Qualche settimana fa vi avevamo parlato del rischio chiusura per uno dei musei del centro di Genova, ovvero il Museo dell’Accademia di Belle Arti.

    Oggi scopriamo che non si tratta dell’unico polo culturale genovese che potrebbe presto chiudere i battenti: l’Assessore alla Cultura del Comune di Genova Andrea Ranieri, alla mano i dati delle visite nel 2011, ha stilato un libro nero dei musei civici. I circa mille visitatori del Museo dell’Accademia si sommano ai poco più di 4.000 del Luxoro di Nervi e ai circa 1.700 del Museo Navale a Pegli.

    Sono appunto queste tre le strutture attualmente più a rischio: per il momento si prevedono aperture limitate, per esempio il Luxoro potrebbe essere visitabile solo nel periodo natalizio. Incerta anche la situazione della Gam – anch’essa con una media di 5.000 visite all’anno – e di un altro museo di Nervi, la Wolfsoniana. Si tratta di musei periferici, che contano un minore passaggio casuale rispetto a quelli del centro città e che di rado spiccano con mostre o eventi che possano attirare un flusso maggiore di visitatori.

    Indignati? È naturale. Fermiamoci però a riflettere un momento: noi che a Genova ci siamo nati e cresciuti, e che magari fra gite scolastiche e vacanze abbiamo girato mezzo mondo, quanti musei della nostra città abbiamo visitato?

    Marta Traverso

  • Accademia di Belle Arti a rischio: in vendita i quadri del museo

    Accademia di Belle Arti a rischio: in vendita i quadri del museo

    Piazza de Ferrari accademia di belle artiUna scelta dolorosa ma inevitabile: da qualche tempo girano voci sulla possibile chiusura dell’Accademia di Belle Arti e del relativo Museo.

    Non sono a rischio soltanto i corsi di studio per molti giovani creativi, ma anche un museo, che nonostante possieda opere che attraversano sette secoli di storia dell’arte attira appena mille visitatori l’anno.

    Un museo già costretto a convivere con un orario di apertura ridotto all’osso (solo nei giorni feriali) e un buco di bilancio di circa un milione di euro. Lo spettro chiusura arriva dopo che il Comune di Genova ha minacciato di tagliare dal prossimo anno i fondi finora garantiti all’Accademia, poco più di cinquecentomila euro annui.

    In questi giorni si sta consumando un tentativo in extremis per salvare il museo: vendere trenta dipinti alla Fondazione Carige, per una cifra complessiva che si spera superi l’intero disavanzo. Si tratta di opere minori, ma che costituiscono comunque una parte importante del patrimonio museale.

    Così ha commentato il direttore del Museo Giulio Sommariva: “Se riusciremo a vendere quei quadri il museo rimarrà aperto. Viceversa, la sua chiusura e quella dell’intera Accademia saranno inevitabili“.

    Restiamo quindi in attesa di conoscere gli sviluppi futuri della vicenda: non dimentichiamo che l’Accademia è l’unica struttura ligure riconosciuta dallo Stato per l’insegnamento delle belle arti.

    E ora un appello ai genovesi: se non siete mai stati al museo, è una buona occasione per farlo. Non trovate?

    Marta Traverso

    Video di Daniele Orlandi