Tag: teatri

  • Sampierdarena: manifestazione in difesa del teatro Modena

    Sampierdarena: manifestazione in difesa del teatro Modena

    Teatro ModenaLa crisi economica genera conseguenze inevitabili quali la carenza di contributi e finanziamenti pubblici destinati alla cultura. Così, a farne le spese sono soprattutto i teatri genovesi, messi in ginocchio e costretti a ricorrere ai contratti di solidarietà. Il caso più celebre è quello del Teatro Carlo Felice ma anche il Teatro dell’Archivolto – che dal 1997 opera negli spazi del Teatro Modena, il presidio culturale per eccellenza di Sampierdarena – ha recentemente maturato la sofferta decisione di affidarsi a questo strumento che prevede una riduzione dell’orario di lavoro ed una proporzionale diminuzione del salario dei dipendenti.
    La difficile situazione che sta attraversando l’Archivolto ha radici recenti. Negli ultimi 3 anni il Comune ha fornito un contributo annuale di circa 250 mila euro a fronte di un piano di rientro spalmato in 36 mesi. Tuttavia gli obiettivi contenuti nel piano non sono stati raggiunti e questo ha indotto l’amministrazione comunale ad eliminare il finanziamento.

    Il Teatro dell’Archivolto è diretto dal 1986 da Pina Rando e Giorgio Gallione. In quasi venticinque anni di attività ha prodotto più di 100 spettacoli, presentati ed apprezzati in tutta Italia. Inoltre, nelle sale del Teatro Modena, l’Archivolto ospita una stagione variegata, capace di accogliere espressioni artistiche diverse, dal teatro comico d’autore al teatro civile, dalla danza alla musica jazz, al teatro di ricerca.

    Per difendere il presidio culturale del quartiere, cittadini ed associazioni di Sampierdarena hanno organizzato un’iniziativa popolare –  flash mob ed incontro pubblico – in programma Martedì 23 aprile alle ore 18 in piazza Modena.
    «In momenti di crisi c’è ancora più bisogno di teatro – spiegano i promotori: Amici dell’Archivolto, Associazione Commercianti di Sampierdarena, Officine Sampierdarenesi, Amici di Piazza Settembrini – la cultura è vita, senza il suo teatro Sampierdarena non può rinascere, senza il suo teatro non è possibile una ripresa. Vi aspettiamo numerosi ed in compagnia di tante altre persone che, come noi, ritengono che la cultura sia un bene comune da difendere, soprattutto a Sampierdarena».

    «Perdere il Teatro Modena vuol dire perdere un pezzo della speranza di cambiamento del quartiere – afferma Gianfranco Angusti delle Officine Sampierdarenesi – Noi siamo nati 1 anno fa come associazione di cittadini impegnati attivamente per risolvere i problemi di Sampierdarena. Il Modena è un simbolo del patrimonico culturale della zona e senza di esso anche i nostri sforzi rischierebbero di essere vani»

    «Il flash mob è aperto a tutti – racconta Carolina Sbrillo dell’associazione sportiva dilettantistica Spazio Danza –  invitiamo chi vuole partecipare a visionare il video dimostrativo della coreografia (disponibile online all’indirizzo https://www.facebook.com/video/embed?video_id=10200928117031315). Oltre ad una cinquantina di nostri ballerini ci saranno anche i lavoratori del Teatro Modena che in questi giorni hanno provato con noi».

    Questo il programma di Martedì 23 aprile ore 18:
    Flash mob, ballo in piazza insieme a Spazio Danza 2
    Tutti in teatro con Mauro Pirovano
    Incontro pubblico: Massimiliano Lussana (Il Giornale) e Raffaele Niri (La Repubblica) incontrano Pina Rando e Giorgio Gallione

     

    Matteo Quadrone

  • Teatro, scuola e carcere: lo spettacolo “Persone: un cantiere aperto”

    carcereLunedì 22 aprile 2013 (ore 20) il Teatro della Gioventù ospita un doppio spettacolo teatrale nato dalla collaborazione fra il Teatro dell’Ortica, la Scuola Daneo e la Casa Circondariale di Genova Pontedecimo.

    Le parole per raccontarmi è il primo spettacolo in scena, diretto da Emi Audifredi e Assunta Pontillo e che vede sul palco gli alunni di due classi della scuola Daneo. A seguire Persone: un cantiere aperto, diretto da Anna Solaro e con genitori, insegnanti, attori e operatori del Teatro dell’Ortica a quattro detenuti (due donne e due uomini) della Casa Circondariale di Pontedecimo.

    Due spettacoli accomunati dal tema dell’identità della persona, in due diverse declinazioni: da un lato la relazione dentro/fuori a partire dalla reclusione e dall’isolamento, dall’altro l’affermazione di sé al di là delle sovrastrutture imposte dala società e in una relazione di ascolto con gli altri. Gli spettacoli sono frutto di una scrittura collettiva che interpreta il teatro come luogo di incontro e di scambio di esperienze, prima che di performance artistica.

    L’ingresso è a offerta libera e la somma raccolta sarà devoluta a favore dei detenuti partecipanti al progetto .

  • Solo tu, musical con le canzoni dei Matia Bazar: provini a Genova

    Solo tu, musical con le canzoni dei Matia Bazar: provini a Genova

    musica-live-cantanti-microfonoVenerdì 19 e sabato 20 aprile 2013 a Palazzo Ducale (presso la sede di Mentelocale) si terranno le prime audizioni per il musical Solo tu, ispirato alle canzoni dei Matia Bazar. Il casting finale si terrà sabato 25 maggio nel salone del Palazzo della Borsa.

    Per inviare la propria candidatura, compilare il form contatti del sito del musical o inviare il curriculum artistico a info@solotumusical.it. Gli attori/cantanti/ballerini convocati saranno giudicati dal team di produzione e dagli autori, Marco Marini e Carlo Marrale.

    Il musical sarà diretto da Elena Dragonetti, con la direzione artistica di Marco Marini in collaborazione con la poetessa e scrittrice genovese Chiara Daino.

  • Corso per diventare attore: Massimiliano Civica al Teatro Akropolis

    Corso per diventare attore: Massimiliano Civica al Teatro Akropolis

    Iscrizioni aperte per un nuovo workshop sul lavoro dell’attore, che si terrà teatro akropolisda mercoledì 17 a domenica 21 aprile 2013 al Teatro Akropolis di Genova Sestri Ponente. Il laboratorio Il mestiere dell’attore sarà condotto da Massimiliano Civica, autore e regista teatrale ed ex direttore artistico del Teatro della Tosse.

    Il laboratorio intende familiarizzare i partecipanti con gli strumenti specifici dell’arte della recitazione, quegli “utensili” che – come un artigiano – ogni attore deve padroneggiare per costruire il proprio racconto scenico. Uno spazio, il corpo, la voce e qualcosa da dire: ecco, ridotti all’essenziale, gli elementi fondanti del lavoro dell’attore.
    Su questi fondamentali si eserciteranno i partecipanti al laboratorio, prima analizzandoli separatamente e poi nella loro interrelazione scenica. Grande attenzione e lavoro saranno dedicati alla lettura metrica e allo studio di testi poetici italiani. Gli allievi lavoreranno su poesie di Pascoli, Metastasio, Poliziano, Leopardi, e attraverseranno, “assaggiandole” in punta di lingua, strutture metriche diverse, dal senario all’endecasillabo.

    Orari e costi: mercoledì, giovedì e venerdì: dalle 18 alle 22; sabato e domenica dalle 14 alle 18. Costo 150 € (numero massimo 20 partecipanti). Info e iscrizioni Luca Donatiello 329 9777850, laboratori@teatroakropolis.com.

    Massimiliano Civica svolge un percorso formativo composito che passa dal teatro di ricerca (seminari in Danimarca presso l’Odin Teatret di Eugenio Barba) alla scuola della tradizione italiana (si diploma in Regia presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico) per poi compiere un apprendistato artigianale presso il Teatro della Tosse di Genova (a contatto con il magistero di Emanuele Luzzati e il sapere scenico di Tonino Conte). Nel 2007 vince il Premio Lo Straniero e il Premio Hystrio-Associazione Nazionale Critici Teatrali per l’insieme della sua attività teatrale. Sempre nel 2007, a soli 33 anni, diventa direttore artistico del Teatro della Tosse di Genova, dando vita al progetto triennale Facciamo Insieme Teatro, che vince il Premio ETI Nuove Creatività. Nel 2008 per lo spettacolo Il Mercante di Venezia vince il Premio UBU per la miglior regia. Come studioso ha collaborato con la cattedra di Metodologia della Critica dello Spettacolo dell’Università La Sapienza di Roma, e, nel biennio 2007-2009, ha tenuto la cattedra di Regia presso l’Accademia di Belle Arti di Genova.

  • Kronoteatro: lo spettacolo “Orfani” al Teatro dell’Archivolto

    Kronoteatro: lo spettacolo “Orfani” al Teatro dell’Archivolto

    orfani kronoteatroDa giovedì 4 a sabato 6 aprile 2013 (ore 21) il Teatro dell’Archivolto di Sampierdarena ospita nella Sala Gustavo Modena lo spettacolo Orfani _ La nostra casa della compagnia Kronoteatro di Albenga.

    Scritto da Fiammetta Carena e diretto da Maurizio Sguotti, lo spettacolo mette in scena un incubo rituale e claustrofobico, sorprendente e inquietante, scandito da feroci conflitti. Gli spettatori assistono alla performance dal palco, seduti su panche che delimitano un rettangolo di terra scura in cui si muovo i sei interpreti: cinque ragazzi che vengono tenuti reclusi in uno spazio e un tempo indefiniti da un uomo che essi stessi chiamano Maestro. Spogliati della propria identità, privati di un nome e sottratti alla propria storia, i ragazzi appaiono sperduti e immemori. L’unica percezione che possiedono del mondo esterno è quella di una minaccia oscura e informe, elaborata su immagini spezzate e attraversate da echi di guerra.

    Nel cast Alessandro Bacher, Tommaso Bianco, Alberto Costa, Vittorio Gerosa, Alex Nesti e Maurizio Sguotti.

    Come ci spiega Maurizio Sguotti, «si tratta del primo spettacolo di Kronoteatro, compagnia formatasi professionalmente nel 2007: “Orfani” nasce da un laboratorio teatrale durato un anno e mezzo ed è il primo spettacolo di una trilogia che riflette sulla famiglia e i rapporti fra le generazioni. In questo caso, si parla del legame maestro/allievi e del “plagio” che egli compie su di loro, educandoli alla propria dottrina. “Orfani” è andato in scena in diverse città italiane: il rapporto con l’Archivolto è nato da un lungo rapporto con Giorgio Gallione e dall’adesione al progetto di teatro-ricerca dell’Archivolto. Andremo in scena nella Sala Modena perché è uno spettacolo pensato per pochi spettatori».

    Kronoteatro è una delle tre realtà liguri che hanno aderito a CreSco, il coordinamento della scena contemporanea, insieme a Tilt Teatro e Teatro Akropolis. Dopo il convegno del 20 marzo a Villa Bombrini, qual è la percezione di Kronoteatro rispetto alla scena ligure? «È importante che ci siano occasioni di incontro fra tutte le realtà che si occupano di teatro, occasioni per portare avanti discorsi e istanze comuni: è un segno che ci stiamo “risvegliando”, al di là dei risultati concreti, peraltro difficili da quantificare. Oggi si percepiscono molte più realtà giovani e vitali in tutto il territorio, a differenza del passato».

    Rispetto invece al progetto di Consulta Regionale dei teatri – portato avanti da Tilt e che vedrà una prima assemblea in Regione lunedì 22 aprile – «si dovrà capire se esistono linee comuni a tutte le realtà. Come Kronoteatro, sentiamo la necessità che i territori vengano rappresentati, che i fondi non vengano destinati solo al capoluogo, anche se a Genova hanno sede i principali teatri e le più importanti compagnie. È inoltre fondamentale sapere come vengono utilizzati i fondi e che fra le persone che ne decidono la distribuzione vi siano figure competenti e privi di conflitti di interessi, che abbiano il polso sia della realtà-teatro nel suo complesso, sia di quanto avviene nei singoli territori. Attualmente i soldi vengono distribuiti secondo criteri di longevità, ma il merito non sempre va di pari passo».

    Marta Traverso

  • Sori: riapre il Teatro del Levante, il programma degli spettacoli

    Sori: riapre il Teatro del Levante, il programma degli spettacoli

    SoriDomenica 7 aprile 2013 riapre il Teatro di Sori, uno spazio a meno di cento metri dal mare che riprende le attività con una stagione primaverile di undici spettacoli fra prosa, musica e teatro dialettale.

    Il Comune di Sori, dopo il termine del contratto con la precedente gestione, ha affidato l’organizzazione del teatro alla Pro Loco di Sori e la direzione artistica all’associazione La Chascona, impegnata da anni in progetti di teatro-educazione e che ha gestito in passato anche il Teatro Albatros di Rivarolo. La recente storia del teatro di Sori è ripercorsa da Iula Rossetti: «Il 5 aprile 2008 era stato inaugurato il Teatro dopo i lavori di restauro effettuati grazie a finanziamenti europei. In questi anni non ha mai avuto una stagione vera e propria, ma solo eventi sporadici. Nei mesi scorsi la Pro Loco di Sori ha trasferito qui la propria sede e le proprie attività, così da rendere il teatro anzitutto uno spazio accogliente e aperto alla cittadinanza. Noi de La Chascona abbiamo curato la direzione artistica di Sori Summer Jazz 2012, da qui è nato un rapporto con il Comune che ci ha portato a creare la collaborazione in teatro. Molte compagnie locali ci hanno proposto spettacoli, tra cui quella del Teatro di Cicagna: non abbiamo potuto inserire tutte in questa rassegna, ma contiamo di farlo nel corso della prossima stagione».

    Scopo di questa prima rassegna è restituire alla città l’abitudine di una stagione teatrale costante e favorire (anche grazie all’orario di inizio degli spettacoli, il sabato sera alle 21 e la domenica pomeriggio alle 18) chi vuole venire a Sori per una giornata in spiaggia e poi assistere a uno spettacolo. «Aprire un teatro di questi tempi è una bella avventura: il Teatro del Levante è il solo spazio di questo tipo tra San Fruttuoso (dove ha sede il Teatro Garage, ndr) e Chiavari, il nostro obiettivo è lavorare sul territorio, rivitalizzarlo, creare un ambiente familiare e di aggregazione. Negli ultimi tempi si discute molto della crisi dei teatri, personalmente ritengo che il teatro sia un luogo vitale, che nel caso di Sori permette anche di portare persone in questa cittadina e dare un sostegno alle attività commerciali. Le potenzialità del teatro non si esprimono solo nel valore culturale ed educativo degli spettacoli, ma anche nella capacità di favorire l’indotto e la promozione del territorio».

    La rassegna primaverile del Teatro del Levante debutta domenica 7 aprile con Savuti Dreams – Sognando il Re Leone a cura della Compagnia Gli Amici di Jachy. A seguire gli spettacoli Il grande fiasco di Andrea Carretti (sabato 20 aprile), C’era una volta….e forse mai più a cura del Teatro di Cicagna (domenica 21 aprile), Filumena Marturano con la compagnia Il Crocogufo (sabato 27 aprile), Giorgio perdonaci dedicato a Giorgio Gaber a cura della compagnia La Pozzanghera (sabato 4 maggio), A professia de Colombo a cura della Compagnia TeatralNervi (domenica 5 maggio), Un Mandarino per Teo nuovamente con Gli Amici di Jachy (sabato 11 maggio), L’Acrostico Bizzarro scritto da Maria Grazia Tirasso e diretto da Iula Rossetti (sabato 18 maggio), La Cicala e la Formica con Hilary Nuvoli e Massimo Ivaldo (domenica 19 maggio), Inganni con la compagnia M&M (sabato 25 maggio) e infine La Principessa della Czarda messa in scena dalla Compagnia Amici dell’Arte (domenica 26 maggio).

    Marta Traverso

  • Emanuele Conte: intervista al direttore artistico del Teatro della Tosse

    Emanuele Conte: intervista al direttore artistico del Teatro della Tosse

    emanuele conte l1«Se stai male e c’è crisi devi lavorare di più e farlo al meglio delle tue possibilità. Se un teatro lavora meno con il pretesto della crisi allora diventa una struttura “inutile”, dunque perché gli enti pubblici dovrebbero sovvenzionarlo?». Con queste parole Emanuele Conte – presidente e direttore artistico della Fondazione Luzzati – Teatro della Tosse – ha espresso la sua posizione sulla situazione dei teatri a Genova, a margine della conferenza stampa di presentazione dello spettacolo Sogno in una notte d’estate e della contestuale mostra collettiva.

    Subito dopo la conferenza, gli ho posto alcune domande in merito all’attività del Teatro della Tosse (la cui gestione comprende anche Cantiere Campana e La Claque), sui legami con la città e un parere sulle proposte recentemente presentate per cambiare il sistema-teatro, a partire dal progetto di Consulta Regionale.

    Dal 2007 sei presidente e direttore organizzativo della Fondazione Luzzati – Teatro della Tosse, dal 2010 direttore artistico. Rispetto al progetto che avevi in mente quando hai iniziato, sei riuscito a realizzare tutto quello che pensavi o hai dovuto “sterzare in corsa”?
    Questo mio percorso all’interno del Teatro è nato in un momento di profonda crisi, non solo finanziaria ma anche e soprattutto artistica: con la morte di Emanuele Luzzati (avvenuta il 26 gennaio 2007, ndr) vi è stata la presa di coscienza che nulla sarebbe più stato come prima. La costituzione della Fondazione Luzzati ha avuto come primo obiettivo il “salvarsi”, ossia raccogliere e portare avanti l’eredità di Luzzati e garantire altri trent’anni dopo quelli che hanno permesso a lui – insieme a Tonino Conte, Aldo Trionfo, Pepi Morgia e altri – di portare avanti il percorso del Teatro della Tosse, iniziato nel 1975.

    In parallelo ho voluto creare le basi per portare a Genova il lavoro di autori e compagnie emergenti da un lato, di grandi artisti internazionali dall’altro, per rendere la Tosse uno dei “teatri europei d’Italia”. A mio parere, il lavoro del direttore artistico – che svolgo dal 2010 in sinergia con Fabrizio Arcuri, mentre dal 2007 al 2010 lo è stato Massimiliano Civica – non è solo scegliere titoli e/o produrli, ma anche creare un’ambiente di connessione con il pubblico attraverso mostre, aperitivi, concerti e altre iniziative, proprio come si fa all’estero. Il mio principale orgoglio in questi anni è che nomi di punta del teatro internazionale sono venuti per la prima volta a Genova con uno spettacolo al Teatro della Tosse: penso per esempio a Peter Brook, Thomas Ostermeier, Eismuntas Nekrosius e tanti altri.

    Il tuo impegno nel portare autori non italiani alla Tosse potrebbe tradursi anche nell’attirare un pubblico internazionale? I dati sul turismo a Genova parlano di un incremento delle presenze di stranieri: è possibile a tuo parere avvicinare il turismo e il teatro?
    Non solo è possibile, ma si dovrebbe. Il problema è che non sempre accade, almeno non qui: da parte nostra cerchiamo di operare con le associazioni di categoria, su tutte quella degli albergatori, ma sono connessioni che andrebbero create dalle istituzioni. Noi siamo anche un presidio importante per il centro storico, ma spesso non vengono adottate le misure necessarie a contrastare le situazioni di degrado.

    Ti faccio un altro esempio: da quattro anni organizziamo un festival estivo ai Parchi di Nervi, che potrebbe anche attirare i turisti che vengono qui d’estate. Il problema è che ottenere le concessioni è ogni anno sempre molto complesso, e quest’anno molto probabilmente il festival non si farà a causa dei lavori di ristrutturazione del Parco.

    La Fondazione, nelle sue tre “anime” – Teatro della Tosse, Cantiere Campana e La Claque – punta molto sulla valorizzazione del contemporaneo: a tuo parere, attori e drammaturghi sono formati adeguatamente in questo campo, o le scuole e accademie puntano ancora su una formazione esclusivamente “classica”?
    La formazione al contemporaneo è molto carente, perché molte scuole e accademie hanno ancora un’impostazione antica, portata avanti da docenti conservatori. Il problema cruciale, a mio parere, è tuttavia un altro: le scuole di recitazione e drammaturgia sono molto costose per le pubbliche amministrazioni, perché non sono realtà che “fruttano”. Mi riferisco al fatto che oggi, in questo settore, il mercato è saturo e non c’è possibilità di dare lavoro o retribuire adeguatamente i 10, 15 diplomati che ogni anno escono dalle principali accademie. Senza contare i sempre più numerosi corsi di recitazione, scrittura teatrale o su professioni del teatro dei quali è difficile attestare la professionalità, ma che raccolgono molti iscritti. La formazione di potenziali disoccupati è inutile, se non addirittura criminale. Per lo spettacolo Sogno in una notte d’estate abbiamo formato una compagnia quasi interamente di nuovi elementi, con attori molto giovani: abbiamo annunciato i provini sul web, non tramite le scuole, e in pochi giorni abbiamo avuto oltre 200 candidature.

    Cosa pensi del progetto di Consulta Regionale che Tilt Teatro sta portando avanti? Parteciperai all’assemblea del 22 aprile in Regione?
    Ho ricevuto la convocazione e il Teatro della Tosse parteciperà alle assemblee. Non posso definirmi né contrario né a favore, perché di fatto non ho ancora compreso se e in quali termini una Consulta Regionale possa essere utile. La questione della ripartizione dei fondi è molto delicata, per esempio i soldi che il Comune elargisce al Teatro Stabile e al Carlo Felice sono destinati per obbligo di legge: il rischio è che vi siano realtà teatrali che vogliono “portare acqua al proprio mulino” e aderiscano a questo tipo di progetti solo per avere maggiori sovvenzioni, prima che per discutere su proposte e iniziative concrete.

    Un altro tema chiave portato avanti dalla Consulta è quello degli spazi: concordo sul fatto che ci siano molti spazi non utilizzati e sui quali non si sono realizzati progetti adeguati – su tutti il teatro Hop Altrove – ma va ricordato che gestire uno spazio ha dei costi vivi, a partire dalle utenze e dal retribuire chi ci lavora. Sono necessari progetti a lungo termine proposti da realtà con una professionalità forte e con le risorse per portare avanti le loro iniziative.

    Ritengo anzitutto importante dare valore ai teatri che non fanno solo cultura, ma sono anche un presidio importanti per i loro territori, come il Teatro Cargo a Voltri e il Teatro dell’Ortica a Molassana. In secondo luogo va sostenuta l’attività di chi continua a creare lavoro e opportunità, anche e nonostante la crisi: quando Marta Vincenzi, in campagna elettorale, volle incontrare gli operatori del teatro, proposi di rendere obbligatoria l’apertura alle compagnie emergenti e alle nuove produzioni nei bandi per i contributi pubblici. Una proposta che fu accolta positivamente e da allora inserita come requisito nei bandi stessi. Molti teatri puntano ancora sul “sicuro”, ma così facendo le compagnie nuove non lavorano mai, non hanno circuitazione. Da parte nostra, la distinzione che abbiamo operato fra Teatro della Tosse e Cantiere Campana vuole porre l’accento su questo intento, per dare un presente alle realtà emergenti, e non solo promesse per il futuro.

    Questo limite che ravvedi nei teatri è presente anche nel pubblico: spesso lo spettatore predilige gli spettacoli “più sicuri”, che già conosce e sa comprendere. Il teatro contemporaneo dovrebbe implicare una visione critica dello spettatore, che non sempre è possibile. Il Cantiere Campana ha tentato di ricevere le recensioni dagli spettatori per incentivarne lo spirito critico: com’è andato il progetto?
    L’iniziativa del Cantiere Campana non è nuova, perché la Tosse nelle passate stagioni aveva già provato esperimenti analoghi. Si tratta di un progetto molto interessante per noi, ma al tempo stesso impegnativo e difficile da seguire: in termini quantitativi i riscontri non sono stati molto alti, perché oggi lo spettatore tende a considerare se stesso come un consumatore, prima che un critico attento. Con il Cantiere Campana si è anche fatto un lavoro capillare sui social network, per trasferire nel web la creazione di ambiente e di comunità di cui parlavo prima: in questo senso sono un ottimo strumento, anche se il rischio è di “intasare” di comunicazioni bacheche altrui.

    Marta Traverso

  • Teatro, web e social network: a Genova il workshop #comunicateatro

    Teatro, web e social network: a Genova il workshop #comunicateatro

    social-networkSabato 4 e domenica 5 maggio 2013 si svolge a Palazzo Ducale il workshop #comunicateatro > Un teatro da comunicare, tenuto da Simone Pacini di Fattiditeatro e organizzato da Tilt Teatro in collaborazione con Mentelocale.

    Si tratta del primo workshop genovese, dopo l’evento pillole di #comunicateatro che si è svolto a Villa Bombrini lo scorso 20 marzo.

    Due giorni intensi per discutere ed esercitarsi sull’arte della comunicazione, affrontando trasversalmente i canali classici e i nuovi media, l’importanza delle pubbliche relazioni e il 2.0, divertendosi e imparando trucchi e metodologie di un’attività fondamentale per le compagnie e le istituzioni teatrali, ma che spesso non viene sviluppata per mancanza di risorse. Il workshop è rivolto a studenti universitari, artisti, organizzatori di eventi culturali e dipendenti dei teatri.

    Programma del workshop

    Sabato 4 maggio (ore 10-19, workshop + spettacolo da definire)
    Ore 10-10.30: presentazioni
    Ore 10.30-12: argomento 1 > #comunicateatro what? (l’immagine dell’evento, il posizionamento dell’evento che vogliamo comunicare all’interno del panorama internazionale)
    Ore 12-14: argomento 2 > #comunicateatro who? why? (il target di riferimento: il pubblico, gli operatori, la stampa etc)
    Ore 14-15: pausa pranzo/networking
    Ore 15-16.30: esercitazione: come individuare e reperire i contatti di riferimento per la promozione e la comunicazione. Strutturare in modo funzionale il proprio indirizzario.
    Ore 16.30 > 19.00: argomento 3 > #comunicateatro where? when? (how?) (il piano di comunicazione zero budget)

    Domenica 5 maggio (ore 10-19)
    Ore 10-10.30: intervento esterno
    Ore 10.30-14: argomento 3 > #comunicateatro where? when? (how?) (il web 2.0: Twitter, WordPress, Facebook, Foursquare, etc)
    Ore 14-15: pausa pranzo/networking
    Ore 15-16: argomento 3 > #comunicateatro where? when? (how?) (come ripensare l’ufficio stampa)
    Ore 16-18.30: esercitazione sullo spettacolo visto il sabato: realizzare un comunicato stampa, una lettera di accompagnamento per i giornalisti, una lettera – invito per gli operatori. Ideare una strategia di comunicazione innovativa.
    Ore 18.30-19: conclusioni

    La partecipazione sarà aperta a un massimo di 20 persone. Si consiglia di portare smartphone, tablet o pc per live twitter ed esercitazioni (è disponibile wifi gratuito). Costo del workshop 100 € a persona. Sarà fatta una selezione sulla base del curriculum.

    Per iscriversi è necessario inviare una e-mail a comunicazione@tilteatro.it entro e non oltre il 26 aprile 2013, allegando cv e lettera di motivazione.

    Gli iscritti saranno contattati per conferma entro il 30 aprile. Il pagamento della quota sarà saldato all’inizio del workshop.

  • Gaber se fosse Gaber: spettacolo al Teatro Duse con Andrea Scanzi

    Gaber se fosse Gaber: spettacolo al Teatro Duse con Andrea Scanzi

    giorgio-gaberMartedì 26 e mercoledì 27 marzo 2013 va in scena al Teatro Duse (ore 20,30) lo spettacolo Gaber se fosse Gaber, prodotto dalla Fondazione Gaber e interpretato da Andrea Scanzi, giornalista de Il Fatto Quotidiano e scrittore.

    Tema dello spettacolo
    Gaber se fosse Gaber è una rappresentazione teatrale che ha l’andamento di una lezione, capace di emozionare chi Gaber lo ha conosciuto e amato; ma anche di coinvolgere quel pubblico giovane che per questioni anagrafiche Giorgio Gaber (scomparso esattamente dieci anni fa) non ha potuto conoscere.

    Dalla vasta produzione dell’artista, Andrea Scanzi ha scelto di soffermarsi soprattutto sulla stagione del Teatro Canzone che ha caratterizzato gli ultimi tre decenni della carriera di Gaber, quando in collaborazione con Sandro Luporini egli cominciò a girare per i teatri d’Italia con l’intento di “buttare lì qualcosa”. Interrogativi più che risposte. Suggestioni insieme esistenziali e ideologiche, sempre accompagnate dalla musica dal vivo, da una sua forte presenza scenica e da una originale capacità di comunicare insieme con la voce e con la mimica. Canzoni alternate a monologhi caratterizzati dalla lucidità profetica e dal gusto anarcoide per la provocazione. È stato questo il periodo di tanti celebri spettacoli: da Il Signor G. a Io se fossi Gaber, da Il Teatro Canzone a Un’idiozia conquistata a fatica. Una stagione punteggiata da canzoni memorabili (basti citare Quando è moda è moda, Qualcuno era comunista o Io se fossi Dio) che, anticipando i tempi, fanno ancora oggi di Gaber un attualissimo punto di riferimento per personaggi della politica, dello spettacolo, della cultura, del nostro sociale quotidiano. Un teatro, quello di Gaber, caratterizzato dalla continua e problematica invenzione del nuovo, che ora Andrea Scanzi ripercorre e racconta.

    Prezzi: 25 € (1° settore), 17 € (2° settore). Info 010 5342300.

  • Teatro dell’Ortica: lo spettacolo per bambini “Il gatto con gli stivali”

    Teatro dell’Ortica: lo spettacolo per bambini “Il gatto con gli stivali”

    centro-polivalente-auditorium-majorana-teatro-orticaDomenica 24 marzo 2013 (ore 16) il Teatro dell’Ortica porta in scena presso l’auditorium di via Allende 48 lo spettacolo Il Gatto con gli Stivali.

    Il Teatro dell’Ortica continua la sua esplorazione nel mondo delle favole tradizionali: dopo “Cenerentolaaa!!!!” e “Pinocchietta” viene rappresentata una trasposizione della fiaba di Charles Perrault, naturalmente in stile con le produzioni “Ortica”, con musica, danza e animazione.

    Una nuova produzione 2013, rivolta a bambini dai 4 ai 10 anni.

  • Teatro contemporaneo Genova: primo convegno ligure di Cresco

    Teatro contemporaneo Genova: primo convegno ligure di Cresco

    villa-bombrini-2Giornata intensa, ieri a Villa Bombrini, che ha ospitato due appuntamenti legati alla promozione del teatro indipendente e contemporaneo. In mattinata #comunicateatro, un workshop “in pillole” sull’utilizzo del web e dei social network per la promozione low budget degli eventi culturali, tenuto da Simone Pacini (il workshop vero e proprio si svolgerà sabato 4 e domenica 5 maggio, in un luogo ancora da definire); nel pomeriggio il primo convegno ligure di C.Re.S.Co., il Coordinamento delle Realtà della Scena Contemporanea, nato nel 2010 e attualmente composto da 130 realtà di teatro, musica e danza – teatri, compagnie, singoli artisti, residenze etc – provenienti da tutte le Regioni italiane, a eccezione (finora) del Friuli Venezia Giulia. Le realtà liguri che già aderiscono a C.Re.S.Co. sono Teatro Akropolis (Genova Sestri Ponente), Tilt Teatro e Kronoteatro (Albenga).

    Perché #comunicateatro a Genova? Veronica Righetti di Teatro Akropolis spiega che «In Liguria è presente una grossa fetta di realtà teatrali “giovani”, che hanno bisogno di promuoversi ma hanno poco budget a disposizione, ed è quindi opportuno che apprendano le tecniche per utilizzare al meglio questi strumenti a costo (quasi) zero». Si è dunque parlato di Facebook, Twitter, YouTube e Foursquare, mezzi di comunicazione ma anche e soprattutto di partecipazione e coinvolgimento, partendo dal presupposto che – come spiega Pacini – «lo spettatore è uno dei migliori canali di promozione di uno spettacolo, un festival o una compagnia, i social network permettono di abbattere le barriere tra operatori e spettatori, promuovere il dialogo con il proprio pubblico e crearne di nuovo».

    Il convegno pomeridiano di C.Re.S.Co è stato invece introdotto da Luca Donatiello di Akropolis (referente C.Re.S.Co per la Liguria) e Elena Lamberti (coordinatrice nazionale). Il Coordinamento è nato “ufficialmente” nel settembre 2010 durante il festival teatrale OperaEstate a Bassano del Grappa, anche se i lavori per la sua costituzione sono partiti nel 2009 con il convegno Vietato parlare dell’aurora.

    Una rete nazionale che si compone di Antenne territoriali, con il compito di monitorare le specifiche realtà di zona, raccoglierne le istanze e presentarle alle istituzioni locali e alla rete nazionale C.Re.S.Co: come spiega Elena Lamberti, «ogni aderente a C.Re.S.Co. può fare proposte concrete per nuovi modelli di sviluppo e rinnovamento della scena contemporanea, a partire dalle quali avviare un dialogo attivo con i referenti politici locali e nazionali. Attualmente C.Re.S.Co. sta lavorando con il Ministero dei Beni Culturali per la stesura del prossimo decreto legge sul FUS, nello specifico per ridefinire il concetto di “residenza” e sta inoltre raccogliendo adesioni per la Giornata C.Re.S.Co. del prossimo 20 aprile, una sorta di applicazione nel teatro delle Giornate Fai».

    Insomma, come precisato da Luca Donatiello, «non più assemblee durante le quali si “mugugna” e basta, ma occasioni concrete e propositive di confronto e cambiamento, ad di là dei personalismi».

    Chi aderisce a C.Re.S.Co. è anzitutto obbligato a firmare e rispettare il codice etico (consultabile sul sito di C.Re.S.Co., ndr), che impone norme deontologiche riguardanti i contratti di lavoro a dipendenti e collaboratori, i diritti/doveri fra le compagnie e i teatri ospitanti, la regolarità nei pagamenti dei cachet, etc.

    Durante il convegno realtà teatrali di tutta la Liguria, da Sarzana a Sanremo, hanno preso la parola per condividere punti di forza e criticità, con l’obiettivo di stendere un documento comune che verrà redatto da Akropolis e presentato ad Assessori e funzionari competenti di Regione, Province e Comuni. Anna Russo di Tilt Teatro ha illustrato gli sviluppi della Consulta Regionale dei teatri, proposta lo scorso 13 febbraio durante l’assemblea pubblica dIstruzioni per l’uso e di cui si parlerà in un secondo incontro con le istituzioni e tutti gli operatori liguri a metà aprile (per arrivare entro maggio alla formazione della Consulta).

    Altri operatori del settore hanno mostrato come vi siano problematiche comuni alle diverse realtà territoriali, che nonostante le criticità lavorano con entusiasmo per la promozione del lavoro dei giovani e la valorizzazione dei luoghi in cui operano. Questi alcuni problemi emersi: difficoltà nel dialogo con le istituzioni, mancanza di riconoscimento e tutela delle realtà “minori”, scarsa trasparenza sui criteri di stesura dei bandi e sulla distribuzione dei finanziamenti, poca attenzione alla qualità delle produzioni (professionalità degli operatori, numero di spettatori, etc), carenza di spazi e talvolta inagibilità degli spazi accessibili. Inoltre, è emersa l’esigenza di far comprendere alle istituzioni che la proposta teatrale ligure – e di conseguenza i fondi assegnati – non deve essere “Genova-centrica” ma deve tenere conto del valore di tutte le realtà dei territori che fanno cultura sui territori.

    Al termine del convegno il Teatro Akropolis ha proposto la rappresentazione di Amor fati: una performance di venti minuti con tre attori che fa parte del programma di Testimonianze, ricerca, azioni ed è tratto da uno studio sull’opera di Friedrich Nietzsche.

    In attesa della pubblicazione del documento ufficiale, è possibile “ripercorrere” quanto discusso ieri su Twitter, attraverso gli hashtag #comunicateatro#crescoliguria.

    Marta Traverso

  • La Claque: un libro e uno spettacolo su donne, impegno e politica

    La Claque: un libro e uno spettacolo su donne, impegno e politica

    La ClaqueMartedì 19 marzo 2013 a La Claque due appuntamenti dedicati all’impegno civico e politico delle donne.

    Alle 20.30 la presentazione del libro “Non per odio ma per amore. Storie di donne internazionaliste” di Paola Staccioli e Haidi Giuliani (Derive Approdi, 2012).

    Scheda del libro
    Tamara Bunke, Elena Angeloni, Monika Ertl, Barbara Kistler, Andrea Wolf, Rachel Corrie. Sei vicende biografiche diverse per provenienza geografica, formazione culturale e politica. Sei esistenze accomunate dalla scelta di abbandonare la propria vita «privilegiata» di donne occidentali per andare a combattere una rivoluzione degli altri. Dalla decisione di mettere in gioco la propria vita in una militanza a sostegno delle lotte di liberazione di altri popoli.
    Donne comuniste, antimperialiste, pacifiste, alcune delle quali sono entrate nella clandestinità delle formazioni armate, hanno aderito alla guerriglia o hanno esercitato una resistenza attiva. Non per odio ma per amore è il racconto della loro vita, della «ragione» che le ha spinte a combattere e della «passione» che le ha animate fino al più tragico epilogo.

    Alle 21.30 lo spettacolo teatrale M O N I K A di Beppe Casales, diretto e interpretato da Irene Lamponi. Un progetto TEATRO OP//TeatrOniricoPolitico, con il sostegno di AltroQuando. Liberamente ispirato al libro “La ragazza che vendicò Che Guevara“, Nutrimenti 2011.

    Tema dello spettacolo
    Cosa ci spinge a rischiare la vita per volere cambiar le cose?
    Attraverso la vera storia di Monika Ertl, la ragazza che vendicò Che Guevara sparando all’ufficiale dei servizi segreti boliviani nel 1971, lo spettacolo parla anche del nostro presente, tracciando una linea d’unione tra la storia di Monika e le grida di protesta degli ultimi anni, dalla primavera araba ai movimenti globali degli indignati.

    Alle 19, aperitivo a buffet organizzato da Astranna Eventi. L’ingresso a entrambi gli eventi è 8 €, si può anche partecipare a uno solo dei due incontri. Info 010 2470793.

    [foto di Daniele Orlandi]

  • Teatro dell’Ortica, Molassana: ipotesi trasferimento all’Istituto Doria

    Teatro dell’Ortica, Molassana: ipotesi trasferimento all’Istituto Doria

    centro-polivalente-auditorium-majorana-teatro-orticaPrima era stata l’ingiunzione di sfratto, inaspettata, a breve distanza dal rinnovo del contratto triennale a canone agevolato. Poi la proposta di una sede alternativa, ma inadeguata, e il paventato scorporo del centro: queste le vicende che hanno interessato nei giorni scorsi il Teatro dell’Ortica, e con esso, tutte le altre associazioni radunate all’interno del Centro Polivalente “Auditorium” di Via Allende 48, a Molassana.

    Dopo l’ultimo incontro si aprono nuovi scenari: tra le diverse proposte di enti privati che si sono dichiarati disponibili ad affittare i propri locali al Centro “Auditorium”, la più accreditata è quella dell’ASP Brignole, che ha messo a disposizione gli spazi dell’Istituto Doria, di Via Struppa 50. Qui, verrebbero accolte tutte le associazioni di Via Allende 48, evitando l’ipotesi di separazione, che già si andava profilando.

    majorana
    Fondato nel 1996, il Centro Polivalente “Auditorium” svolge un ruolo fondamentale per Molassana. C.I.E.P. è il soggetto principale all’interno del Centro, coordina e supervisiona le attività di tutte le altre associazioni affrontando problematiche legate al disagio psichico-relazionale e alle dipendenze.
    Proseguendo il lavoro di C.I.E.P., il Teatro dell’Ortica porta avanti il progetto di “teatro sociale”, mettendo l’espressione artistica al servizio del disagio psichico e dell’emarginazione.
    Lo Spazio Famiglia Val Bisagno, invece, offre accoglienza alle famiglie e a mamme con bambini portatori di handicap, crea percorsi di mutualità nella cura e l’educazione dei figli, mette a disposizione consulenti per la risoluzione di problemi giudiziari e segue il percorso di affidamento genitoriale.
    Sempre gestito da Nuovo C.I.E.P e in collaborazione con il Consorzio Sociale Agorà, in via Allende opera anche l’Asilo Nido “Gnomi e Folletti”, asilo part-time per bambini dai 16 ai 36 mesi. Nato nel ’99 come area-gioco nell’ambito di Spazio Famiglie Val Bisagno, ha poi assunto vita autonoma ed è oggi gestito dal Comune.

    Con l’aiuto del consigliere comunale Gianpaolo Malatesta facciamo luce sugli ultimi sviluppi della vicenda: «Dall’ASP Brignole è stata avanzata proposta di mettere a disposizione i locali dell’Istituto Doria, in Via Struppa, a pochi km dalla sede attuale del Centro, e attualmente è in corso un dialogo tra i soggetti interessati. Dall’azienda è stata data la disponibilità a visionare i locali in questione e attualmente funzionari municipali e delegati di “Auditorium” stanno procedendo al vaglio degli spazi. Se saranno giudicati idonei, si dovrà attendere il successivo e definitivo via libera dalla Provincia, cui spetta l’ultima parola sulla ricollocazione».

    La struttura del Doria attualmente è adibita a ricovero temporaneo per riabilitazione e residenza permanente per anziani. All’ interno – in collaborazione con medici professionisti e coordinatori- operano associazioni di volontariato convenzionate (Associazione Volontari Ospedalieri e Sant’Egidio), che offrono supporto agli ospiti e collaborano alla gestione del centro, svolgendo attività di animazione per la stimolazione cognitiva, laboratori e attività ludiche volte alla socializzazione degli ospiti. In linea con le finalità perseguite dal Centro Polivalente “Auditorium”, l’attività dell’Istituto Doria coniuga problematiche psico-fisiche e di recupero sociale a espressione artistica, attività manuali e motorie, svolte in collaborazione con fisioterapisti e assistenti sociali.

     

    IL COMPLESSO SCOLASTICO SEDE DEL CENTRO POLIVALENTE “AUDITORIUM”

    Il Centro è inserito nel complesso scolastico sede della succursale del Liceo Scientifico “Da Vinci” e dell’Istituto Tecnico “Ettore Majorana”: all’epoca in cui è stato costruito (tra gli anni ’80-’90), il complesso si presentava come centro scolastico innovativo e all’avanguardia, dotato al suo interno di un’ampia palestra, un auditorium, vari laboratori, una biblioteca, sala tv, saletta prove, e all’esterno di campo da basket e stadio coperto. Il progetto iniziale prevedeva anche l’inserimento di una mensa, la cui realizzazione è stato ultimata solo di recente. Inoltre, solo qualche anno fa gli spazi prima funzionanti come ingresso e segreteria sono stati riconvertiti e adibiti a bar. Un progetto in grande stile e pionieristico, che voleva fare da apripista per altri affini. Dal ’96 gli spazi ancora liberi e usati –appunto- come auditorium, sono stati assegnati dall’amministrazione al Centro Polivalente.

    IL PERCHÉ DEL TRASFERIMENTO: EMERGENZA SPAZI PER L’ISTITUTO MARSANO

    A partire dal prossimo settembre tutte le associazioni dovranno abbandonare l’attuale sede per lasciare spazio alle classi dell’Istituto Tecnico Agrario “Marsano” che ha visto un recente aumento delle iscrizioni (per una quinta classe in uscita, sono state create 3 nuove prime) e gli spazi di Via De Vincenzi si sono mostrati inadeguati: inizialmente alcune classi sono state trasferite nei locali del Municipio IV Media Val Bisagno, poi nei locali di Via Allende 48, in cui attualmente (dallo scorso anno scolastico) sono già ospitate due classi del “Marsano”, in alcuni locali assegnati al “Majorana” ma momentaneamente inutilizzati. Per il prossimo anno scolastico, tuttavia, l’amministrazione ha previsto il definitivo trasferimento delle classi nel complesso di Via Allende: per prima cosa, verrà messo a disposizione del “Marsano” un intero piano, ora assegnato al “Da Vinci” ma non in uso. Ma un solo piano non sarà sufficiente a rispondere alle esigenze dell’Istituto Agrario: pertanto l’unica soluzione per l’amministrazione è quella di sgomberare i locali assegnati al Centro “Auditorium”.

     

    Elettra Antognetti

  • Genova per Mariangela Melato: programma di eventi al Teatro Stabile

    Genova per Mariangela Melato: programma di eventi al Teatro Stabile

    teatro-corte12-DiInizia oggi, lunedì 18 marzo 2013, una serie di appuntamenti nel foyer del Teatro della Corte per proiettare gli spettacoli prodotti dal Teatro Stabile con Mariangela Melato protagonista.

    Tutte le proiezioni sono a ingresso libero e introdotte da giornalisti, professori universitari e intellettuali che ben hanno conosciuto l’attrice nel corso dei vent’anni (1992-2012) della sua permanenza al Teatro Stabile di Genova.

    Inoltre, giovedì 21 marzo alle 17 sarà inaugurata – sempre nel foyer del Teatro della Corte – una mostra fotografica dedicata a Mariangela Melato, aperta fino al 10 maggio e nella quale saranno esposte le foto, le locandine e i manifesti dei quattordici spettacoli.

    Il programma delle proiezioni (tutte con inizio ore 16)

    Lunedì 18 marzo: L’affare Makropulos di Karel Capek

    Venerdì 22 marzo: Il dolore di Marguerite Duras

    Lunedì 25 marzo: Quel che sapeva Maisie di Henry James

    Martedì 26 marzo: La dame de chez Maxim di Jacques Feydeau

    Mercoledì 27 marzo: L’anima buona del Sezuan di Bertolt Brecht

    Venerdì 5 aprile: Fedra di Jean Racine

    Mercoledì 10 aprile: Nora alla prova da Henrik Ibsen

    Venerdì 12 aprile: Tre variazioni della vita di Jasmine Reza

    Lunedì 15 aprile: La centaura di Giovan Battista Andreini

    Mercoledì 17 aprile: Madre Courage e i suoi figli di Bertolt Brecht

    Venerdì 19 aprile: Chi ha paura di Virginia Woolf? di Edward Albee

    [foto di Diego Arbore]

  • Teatro e social network: come si comunica un evento culturale?

    Teatro e social network: come si comunica un evento culturale?

    teatro_twitterFattiditeatro è un blog nato nel 2008 (inizialmente solo come pagina Facebook) per segnalare i migliori spettacoli delle principali città italiane, proporre recensioni e mettere in contatto operatori, spettatori e appassionati. Non solo. Il suo fondatore Simone Pacini negli ultimi mesi ha girato l’Italia proponendo il format #comunicateatro: un workshop per illustrare nuovi approcci di comunicazione delle attività culturali, che attraverso Internet e i social network possono essere a basso costo e diffuse ad ampio raggio (in gergo: virali).

    Simone Pacini, che da anni si occupa di comunicazione e organizzazione in ambito teatrale e culturale, terrà un incontro su questo tema a Villa Bombrini mercoledì 20 marzo 2013: un workshop mattutino (ore 10-14) che precede il primo convegno ligure di Cre.Sco cui partecipano realtà indipendenti quali Tilt e Teatro Akropolis. Un’anticipazione al workshop vero e proprio che si terrà a Genova il 4 e 5 maggio, a cura di Tilt.

    Come racconta Simone, «Conosco poco la realtà genovese e questi due appuntamenti saranno l’ideale per colmare questa lacuna. Tempo fa sono stato al Teatro della Gioventù e mi ha colpito – positivamente – vedere così tanta gente a teatro, soprattutto rispetto ad altre realtà locali che fanno i conti con la scarsità di spettatori. Non credo sia solo una questione di programmazione. Sono andato dopo l’edizione genovese delle Buone pratiche l’anno scorso: ho seguito gli interventi e ho notato una certa vitalità della scena indipendente ligure e una notevole voglia di fare rete. Purtroppo però quando mi affaccio ai siti web (ma questo è un problema che esiste in tutta la nazione) li vedo poco dinamici, poco comunicativi e poco user friendly. Anche sui social c’è ancora poca condivisione e discussione. Questo non aiuta, la rete reale ha bisogno della rete virtuale per esistere. Basti pensare al fenomeno dei meet up da cui è partito il Movimento 5 stelle».

    Proviamo ad analizzare con lui i punti salienti della giornata. Anzitutto, i social network possono coesistere con le tradizionali forme di promozione (ufficio stampa, pubblicità, etc) o finiranno per sostituirle? «Si tratta di un affiancamento inevitabile, ma auspico che nel futuro prossimo si invertano i ruoli: meno informazione e pubblicità, più potere al cittadino/utente/spettatore che con gusto e spirito critico diventa il miglior mezzo per comunicare e promuovere, grazie soprattutto alla rete di contatti sul web. Non a caso il concetto di societing sta facendo scomparire quello di marketing o almeno lo sta ridefinendo in un’ottica social. Ma è riduttivo collegare i social media 2.0 solo alla promozione. Tutte le novità tecnologiche ridefiniscono il rapporto fra uomo e territorio in un’ottica più partecipativa e ludica».

    Secondo Simone, i teatri dovrebbero imparare a gestire “internamente” la comunicazione, senza affidarsi ad agenzie o professionisti esterni ma formando persone che vivano giorno per giorno la realtà del teatro: «Credo che, per quanto riguarda il 90% delle realtà culturali, la gestione debba essere interna. Il nostro è un mondo in cui l’artigianalità fa ancora la differenza, non solo in scena. La passione si deve unire alla competenza. Credo che sia fondamentale inoltre metterci la faccia senza essere autoreferenziali. Bisogna imparare a fare economie, ottimizzando il tempo e le risorse, e a usare bene tutti gli strumenti “zero budget” che abbiamo a disposizione, impensabili prima dell’avvento del 2.0. Anzitutto va chiarito come dividersi i compiti sulla comunicazione, per ottimizzare le risorse e potenziare i risultati. Spesso questo non accade e i messaggi escono confusi, duplicati. E soprattutto si perde tempo prezioso».

    Un concetto che vale non solo per i teatri, ma anche per i singoli professionisti: «Personalmente sono d’accordo con un’artista che si promuove in prima persona. È un approccio molto anglosassone e “market oriented”. In Italia facciamo ancora fatica a considerare il teatro in un’ottica di mercato. Mi piacerebbe vedere i direttori artistici degli Stabili su Twitter, come fanno i politici e i direttori delle maggiori testate giornalistiche, invece sono sfuggenti e irraggiungibili».

    Infine, due parole su un progetto strettamente collegato a #comunicateatro, Urban Experience: «È un’associazione che a sede a Roma, ma che opera su tutto il territorio nazionale, con cui collaboro da circa un anno. Per spiegare bene il concetto di crossmedialità mi pare opportuno
    descrivere il progetto Teatri della Memoria, che ha avuto una prima parte in gennaio e si concluderà con una seconda parte dal 3 al 7 aprile. Abbiamo messo in relazione le diverse generazioni e i cittadini con il loro territorio attraverso la commistione di nuovi e vecchi media. Abbiamo intervistato gli anziani chiedendo loro i ricordi sulla vita in uno specifico quartiere (Municipio) di Roma 50 o 60 anni fa. Abbiamo messo le interviste su un geoblog (un blog che permette di “scrivere storie nelle geografie” ovvero geolocalizzare i post). In seguito abbiamo fatto delle passeggiate (Walk Show) nello stesso Municipio con bambini, adolescenti e adulti. Si è trattato di passeggiate peripatetiche dove le conversazioni camminanti venivano condivise al gruppo armato di radio cuffie, dentro le quali venivano trasmesse anche le interviste fatte agli anziani, per partecipare il territorio non solo con lo sguardo. Abbiamo usato Twitter per metterci in relazione tra di noi e verso l’esterno. I nuovi media sono l’ideale per congiungere i concetti di “Memoria, Reti e Territorio”, per un uso urbano della crossmedialità».

    Marta Traverso

    [foto realizzata da Fattiditeatro]