Tag: trasporto pubblico locale

  • Amt, progetto Belt: abbonamento elettronico e biglietto via sms

    Amt, progetto Belt: abbonamento elettronico e biglietto via sms

    autobus-amt-3IL PRECEDENTE

    Dicembre 2009: Amt annuncia che entro pochi mesi sarà in vigore Belt (acronimo di Bigliettazione Elettronica Liguria Trasporti), un biglietto elettronico che nel tempo consentirà – possedendo un’unica tessera – di viaggiare sulla rete di autobus e ferroviaria in tutta la Regione, di pagare i parcheggi e usufruire dei servizi di car sharing e bike sharing.

    Il progetto sarà sviluppato in tre fasi: sostituzione di tutti gli abbonamenti annuali Amt con la tessera Belt; introduzione di Belt negli abbonamenti mensili e settimanali; caricamento sulla tessera anche dei singoli titoli di viaggio e dei carnet. La Regione Liguria ha investito quasi 2 milioni di euro per la fase sperimentale per i titoli di viaggio sulla filovia Taggia-Sanremo (più precisamente, 1.660.000 €) e ne prevede altrettanti per il prossimo biennio, per estendere Belt alla rete di autobus genovese.

    Come funziona? Ogni tessera conterrà un chip elettronico, che alla scadenza dell’abbonamento o titolo di viaggio deve essere “ricaricato”. La ricarica può avvenire presso le biglietterie centrali Amt o attraverso appositi palmari da collegare al computer di casa.

    Maggio 2012: Amt introduce il biglietto via sms aderendo alla piattaforma nazionale Bemoov. Con un sovrapprezzo di 10 centesimi sulla tariffa ordinaria è possibile acquistare un biglietto valido 110 minuti inviando un sms al numero 320 2043497 contenente nel testo la parola “Amt”.

    IL PRESENTE

    Il progetto Belt fa parte di una rete di miglioramenti tecnologici che la Regione Liguria ha adottato a partire dal 2005 per le sue reti di trasporto, che riguardano anche la Filovia Taggia – Sanremo, il Trenino di Casella, la ferrovia in Valpolcevera e altre infrastrutture. Tramite Datasiel è stato emesso nel 2006 un bando di gara, vinto dalla società Tsf (poi assorbita in Almaviva Spa, che già prima ne deteneva il 61% delle quote azionarie): la base d’asta era 950.000 €, l’azienda ne ha offerte 740.000 €.

    A maggio 2012 è stata realizzata solo la prima delle tre fasi del progetto, con l’integrazione di Belt in tutti gli abbonamenti annuali Amt e della ferrovia Genova – Casella. Il rapporto contrattuale di fornitura con Almaviva si è concluso lo scorso 15 dicembre (il contratto sarà in vigore finché non sarà stata pagata l’ultima fattura).  È pertanto difficile stabilire se e quando si proseguirà con le successive due fasi.

    Abbiamo inoltre interpellato Amt e il Consorzio Movincom (che gestisce la piattaforma Bemoov) per capire se il servizio di acquisto biglietto via sms è stato utilizzato dagli utenti: a oggi, quasi un anno dopo dalla sua attivazione, gli iscritti al servizio risultano circa 700, per un totale di 9.000 transazioni, senza però un andamento costante nei vari mesi.

    Inoltre dal 1 marzo il prezzo del biglietto acquistato via sms è sceso a 1,50 €, uniformandosi al prezzo attuale del singolo titolo di viaggio. Un prezzo che potrebbe però modificare a partire dal 1 aprile, se non cambierà in tempi brevi la decisione di non rinnovare l’integrato Amt-Trenitalia.

     

    Marta Traverso

  • Trasporto pubblico locale: prima degli aumenti tariffari, migliorare il servizio

    Trasporto pubblico locale: prima degli aumenti tariffari, migliorare il servizio

    Corso Europa«Se si può essere lieti che la tariffa integrata sembri correre meno rischi di alcune settimane fa – spiegano in un comunicato congiunto WWF e Legambiente – è evidente che Regione Liguria e Comune di Genova siano ben lontani dall’avviare una politica virtuosa per il trasporto pubblico».

    A Genova, infatti, nonostante già ora siano in vigore le tariffe più care d’Italia «Comune e Regione sono intenzionati a procedere ad un ulteriore aumento delle tariffe del trasporto pubblicosottolineano Legambiente e WWF – E così si passerebbe dai già molti 43 euro per un abbonamento mensile a 45 e dai 380 di un annuale a 395».

    Aumenti in cambio di che cosa? Si domandano le due associazioni ambientaliste che ricordano «In questi anni non si è fatto altro che tagliare il servizio, sia bus che treni, con l’effetto di veder calare il numero di passeggeri che utilizzano i mezzi pubblici e aumentare l’evasione del pagamento del biglietto». Tutto ciò a fronte di continui e massicci aumenti delle tariffe «In 10 anni si è passati 25,82 euro per un mensile a 43 sottolineano WWF e Legambiente – se passeranno questi nuovi aumenti a 45, mentre in realtà ben più fornite di servizio, come Milano, è da 10 anni che non vi sono aumenti degli abbonamenti, e si pagano 30 euro per un mensile e 300 per un annuale, con aumento del numero degli abbonati del 30%!».

    Per le associazioni l’aumento delle tariffe legato alla motivazione dell’inflazione, così come presentato da Regione e Comune non appare credibile «Aumento legato all’inflazione? L’inflazione esiste solo a Genova? (e a livelli dell’Argentina?)».

    La posizione di Legambiente e WWf è netta «Prima di qualsiasi aumento tariffario si devono vedere concrete azioni per rendere più efficiente e migliore il servizio. Questo significa che Deve essere messo in campo un efficiente sistema di integrazione modale e oraria in modo che il trasporto pubblico sia un vero servizio utile e usufruibile da tutti, agevole e veloce».

    Laddove questi processi sono stati avviati, ovvero nella maggior parte delle città europee e in una parte di città e regioni italiane (Milano e Lombardia, Campania, Lazio, Torino, ad esempio) «Hanno portato all’aumento degli introiti da parte delle aziende di trasporto e un aumento consistente del numero di passeggeri».

    All’interno di un processo di miglioramento del trasporto pubblico, secondo le associazioni, devono esserci «L’estensione delle corsie gialle protette e con semaforizzazione preferenziale, che garantisce un aumento della velocità commerciale degli autobus e quindi risparmi economici netti; una valutazione dei lavori pubblici, per evitare spese inutili e recuperare risorse per il tpl (vedi guard rail di C.so Europa); lo spostamento di risorse sui capitoli della Regione Liguria e del Comune di Genova, assolutamente sbilanciati in questi anni a favore delle infrastrutture stradali piuttosto che sul trasporto collettivo; la rivisitazione del Contratto di Servizio tra Regione Liguria e Trenitalia, che premia l’azienda in termini monetari a fronte di treni lumaca ed evidenti disservizi; politiche di marketing per acquisizione e fidelizzazione dell’utenza».

  • Non ci resta che correre, salviamo la tariffa integrata treno più bus

    Non ci resta che correre, salviamo la tariffa integrata treno più bus

    AutobusCon una singolare iniziativa dal titolo provocante – “Non ci resta che correre” –  il Movimento 5 Stelle invita i cittadini, Giovedì 10 gennaio, a manifestare a Palazzo Tursi per ricordare ai consiglieri e alla Giunta che il trasporto pubblico è una priorità «Se non impediremo queste ulteriori scelte sbagliate non ci resterà che comprarci una bella scorta di scarpe da ginnastica e iniziare a correre….!», sottolinea il volantino della manifestazione.

    «Basta tagli al servizio: facciamo investimenti, come fanno altre realtà italiane – scrive il Movimento 5 Stelle – Basta aumenti delle tariffe che non porteranno più soldi ad AMT, ma solo evasione e abbandono del trasporto pubblico da parte dei cittadini!».

    «Giovedì 10 gennaio ore 14:30 a Palazzo Tursi ci sarà una seduta di commissione sull’integrazione tariffariacontinua il Movimento 5 Stelle  – Il WWF Genova e le associazioni di consumatori hanno chiesto di essere audite per per spiegare ai consiglieri che l’integrazione tariffaria è fondamentale per Genova».

    «Venite numerosi Giovedì 10 gennaio 2013 alle ore 14.30 a Palazzo Tursi per ricordare ai consiglieri e alla Giunta che il trasporto pubblico è una priorità! –  ribadiscono i “grillini” – Lo sapete che rischia di scomparire una delle poche cose intelligenti fatte per il trasporto pubblico a Genova, ovvero la tariffa integrata treno+bus? E se non scomparirà ci saranno consistenti aumenti delle tariffe, per cui avremo tariffe molto più care per poter usare treni e bus. Oppure ci saranno tariffe separate ma con gli stessi prezzi di adesso! (Per cui si pagherà comunque un biglietto 1,50 euro e un mensile 43 euro, solo che con il mensile non si potrà più prendere il treno ma solo il bus!). Quindi anche chi usa prevalentemente un solo tipo di mezzo e deciderà per un unico abbonamento (o treno o bus) sappia che non avrà alcun risparmio, anzi pagherà quanto paga adesso per avere un servizio inferiore».

    «Lo sapete che già ora Genova ha le tariffe più care d’Italia? – spiegano i “grillini” – Lo sapete che per un abbonamento mensile a Genova si pagano 43 euro e a Milano 30? Che per un annuale si pagano 380 euro mentre a Milano 300? …e nel frattempo a Genova e nella regione si continua a tagliare il servizio, sia bus che treni, e ulteriori tagli al servizio bus sono previsti nei prossimi mesi».

    «Il trasporto pubblico è fondamentale per l’economia dei cittadini e della città ed un trasporto pubblico efficiente deve essere integrato: bus urbani treni, bus extraurbani – conclude il Movimento 5 Stelle – La tariffa integrata non solo va salvata: va estesa anche ai comuni dell’hinterland: per permettere a chi arriva da da Mele o Busalla o Cogoleto o Camogli di poter usare tutti i mezzi: treno, bus extrurbano, bus urbano e si deve pianificare la sua estensione anche a tutta la regione, in modo che il trasporto pubblico sia un vero servizio utile e usufruibile da tutti».

     

    Matteo Quadrone

  • Trasporto ferroviario: in Liguria i pendolari sono cittadini di serie B

    Trasporto ferroviario: in Liguria i pendolari sono cittadini di serie B

    «Fateci uscire dalla preistoria», è lo slogan dei volontari di Legambiente che hanno manifestato ieri insieme ai pendolari di Roma, Padova, Foligno, Pinerolo, Napoli, Viareggio, Lucca, Pistoia, Prato, Firenze, Bologna, Genova, Ancona e Caltagirone.
    Quattordici appuntamenti in altrettante stazioni d’Italia, dal Veneto alla Sicilia, per sottoporre all’attenzione del governo la situazione di degrado in cui versa il trasporto pendolare: lo stato di abbandono di molte stazioni, la vetustà dei treni, la soppressione delle corse e persino di intere linee (12 in Piemonte!), i ritardi e il conseguente sovraffollamento, l’incertezza dei finanziamenti e del futuro di un settore che interessa quasi tre milioni di cittadini. Sono, infatti, 2 milioni 903 mila le persone che, nel nostro paese, ogni mattina prendono il treno per andare a lavorare o a studiare. Ogni sera lo riprendono per tornare a casa.

    Passeggeri inesistenti, però, nel dibattito pubblico, come mette in evidenza Legambiente nel suo rapporto “Pendolaria 2012”. Cittadini di serie B per la politica nazionale dei trasporti, che da oltre dieci anni premia la strada a danno della ferrovia come ben dimostra la suddivisione dei finanziamenti della Legge Obiettivo 2002-2012: 71% delle risorse per strade e autostrade, 15% per le ferrovie e 14% per le reti metropolitane. Anche quest’anno, alla crescita costante del numero di pendolari in Italia governo e amministrazioni regionali hanno risposto con tagli ai servizi, aumenti del costo dei biglietti in tutte le regioni e incertezze sugli investimenti, con effetti rilevanti sulla qualità del servizio.

    Confrontando il trasporto pubblico ferroviario delle varie regioni italiane, il quadro che emerge in Liguria è disarmante: sono 105 mila i passeggeri liguri che ogni giorno scelgono il treno per spostarsi; la nostra regione stanzia per l’erogazione del servizio su rotaia solo lo 0,44% del bilancio regionale 2012 (rispetto allo 0,51% della Lombardia, piuttosto che lo 0,96% dell’Emilia Romagna) che si traduce in una spesa media di 4,49 euro per abitante all’anno (in Lombardia la spesa media annuale per abitante è di 11,92 euro; in Toscana di 9,01 euro).

    «I numeri che emergono dal nostro dossier sono preoccupanti – spiega Legambiente Liguria – Gli enti locali e chi eroga il servizio devono dare certezze ai cittadini. È necessario che la regione dimostri il suo peso politico rinegoziando il contratto di servizio che ha stipulato con Trenitalia nel 2009 perchè non tutela l’utenza. L’emergenza neve ne è una dimostrazione lampante ed è impensabile si debba ricorrere alla Procura, ormai costantemente, sperando possa far rispettare il diritto alla mobilità che si esplica con un servizio decoroso».

  • Bus e treni a Genova, biglietto unico: il dibattito in Consiglio

    Bus e treni a Genova, biglietto unico: il dibattito in Consiglio

    AutobusIl trasporto pubblico locale è un bene comune e come tale va salvaguardato, attraverso il mantenimento della tariffa integrata Amt-Trenitalia ed evitando ulteriori aumenti.
    Questa è la premessa, espressa in maniera trasversale da gruppi di maggioranza e opposizione in consiglio comunale «Ma la discussione va affrontata in Sala Rossa – sottolinea il capogruppo del Pdl, Lilli Lauro – mentre, finora, la questione del biglietto integrato è stata elusa».

    «La tariffa integrata è stata per lungo tempo un’avanguardia della nostra Amt – ricorda il consigliere Clizia Nicolella (Lista Doria) – questo accordo è andato incontro all’esigenza di promozione del trasporto pubblico locale (tpl) quale risposta alla crisi, non solo economica ma anche ambientale, consentendo al tpl di rimanere competitivo rispetto al trasporto privato. Inoltre , ha permesso di allargare il bacino di utenza e dunque incrementare gli introiti di Amt. Oggi la prospettiva di incrementare il prezzo del biglietto è preoccupante; ma lo è ancor di più l’ipotesi di una possibile rotura dell’accordo Amt-Trenitalia».
    Quello che manca, secondo il consigliere della Lista Doria, è una programmazione regionale «Consentitemi il paragone, un po’ come è accaduto nel caso della redistribuzione dei servizi sanitari sul territorio».

    Mettere in dubbio l’integrazione tariffaria «È una vera follia – denuncia il capogruppo di Sel, Gian Piero Pastorino (Sel) – essa rappresenta il primo passo per realizzare l’integrazione dei servizi. A breve Amt e Atp (Azienda Trasporti Provinciale) dovranno parlarsi, così come si stanno parlando Amt e Trenitalia. La Regione Liguria dovrà confrontarsi con tutti i tre soggetti. Bisogna trovare gli strumenti per fermare una scelta che sarebbe folle».

    Da alcune settimane sono in corso trattative «Allo stato attuale, è emersa l’ipotesi di un biglietto integrato al costo di 2,50 euro (rispetto all’attuale costo di 1,50 euro)– afferma Vittoria Emilia Musso (Lista Musso) – Si tratta di un aumento insostenibile. Già la cifra di 1,50 euro è una delle più alte d’Italia. Io vorrei sapere se è possibile creare due biglietti distinti: 1 semplice ed 1 integrato». Poi il consigliere aggiunge «Il dissesto economico dell’azienda di trasporto urbano non può ricadere sui cittadini. Amt dovrebbe fare un profondo esame di coscienza».

    Il capogruppo del Pdl, Lilli Lauro lancia l’accusa «Non volete affrontare l’argomento in quest’aula, preferite parlare del nulla. Invece dovete confrontarvi con il consiglio comunale e chi rappresenta le istanze del territorio».

    L’Assessore a Mobilità e Traffico, Anna Maria Dagnino, replica così «La trattativa va avanti da tempo e si svolge in sede regionale. Il Comune di Genova è stato convocato al tavolo. Nel momento in cui si arriverà ad una definizione, l’argomento sarà portato in Consiglio comunale o sviscerato in apposita commissione».
    Il biglietto integrato nasce nel 1996 come un elemento distintivo della città, racconta Dagnino «Ma con due aspetti anomali che ne fanno un unicum sul territorio nazionale. Innanzitutto a Genova non esiste una differenza tra biglietto semplice e biglietto integrato. Esiste solo quest’ultimo. Ed il valore di questo titolo di viaggio non corrisponde al servizio effettivamente erogato».

    L’altra criticità, invece, sarebbe legata al rapporto Amt-Trenitalia «L’ultimo accordo firmato nel 2010, in scadenza a fine 2012, è decisamente assimetrico – spiega l’assessore – ovvero Amt contribuisce a Trenitalia un valore fisso. Per il 2012 fissato in 7 milioni di euro. Una cifra forfettaria indipendente dai ricavi del servizio. Amt e Comune di Genova, a queste condizioni, non possono proseguire l’accordo. Il contributo forfettario non è più sostenibile. Secondo i calcoli dell’azienda, dalla rinegoziazione dobbiamo recuperare circa 2 milioni che sono fondamentali per il bilancio 2013 di Amt. Questo è il primo obiettivo. Il secondo è mantenere l’integrazione tariffaria».

    L’assessore aggiunge «La Regione Liguria, forse, non ha svolto al meglio il ruolo programmatorio ma nelle ultime settimane si è molto impegnata. L’obiettivo è mantenere il biglietto integrato (forse differenziandolo con la creazione di un biglietto semplice). E contenere l’aumento del costo, che in ogni caso sarà inevitabile».

    «Io spero che la Giunti lavori su questo tema – ha concluso Lilli Lauro – ho sentito parlare solo di calmierare i prezzi. Ma se siamo arrivati a questo punto è per precise responsabilità degli amministratori di Amt. E allora sarebbe necessario quantificare economicamente tali responsabilità».

     

     

    Matteo Quadrone

  • Trasporti ferroviari, Legambiente denuncia: niente diritti per i pendolari

    Trasporti ferroviari, Legambiente denuncia: niente diritti per i pendolari

    Nella triste classifica delle tratte ferroviarie peggiori d’Italia – presentata ieri da Legambiente che ha annunciato una giornata di mobilitazione, il 18 dicembre, per chiedere più treni per i pendolari, nuove carrozze e servizi migliori – troviamo anche il capoluogo ligure con la Genova Voltri-Genova Nervi.

    Riparte così – Pendolariala campagna dell’associazione ambientalista dedicata alla mobilità sostenibile e ai diritti di chi ogni giorno si sposta in treno – perché la vita dei pendolari, purtroppo, non migliora, anzi si fa sempre più incerta. Quest’anno, infatti, a fronte di tagli del servizio e aumenti del prezzo dei biglietti in diverse regioni, i disagi per i fruitori del trasporto pubblico su ferro sono largamente aumentati, complici governo e amministrazioni regionali.

     «Quella dei treni per i pendolari è una vera e propria emergenza nazionale di cui nessuno sembra intenzionato ad occuparsi – dichiara il vice presidente di Legambiente Edoardo Zanchini – Negli ultimi anni il servizio in larga parte delle regioni è andato peggiorando per la riduzione e l’incertezza delle risorse, che ha portato ad avere treni sempre più affollati, in ritardo e con le solite vecchie carrozze. Per chi si muove in treno ogni giorno la situazione è spesso disperata, con autentici drammi giornalieri che si vivono sulle linee del Lazio, della Campania, del Veneto. E’ vergognoso che gli stanziamenti erogati dalle regioni per questo servizio siano stati talmente risibili da risultare in molti casi inferiori alle spese per i gruppi consiliari. La nostra mobilitazione a fianco dei pendolari punta a cambiare questo stato di cose, governo e regioni devono impegnarsi concretamente per migliorare il trasposto pubblico su ferro».

    Nel triennio 2010-2012 la media delle risorse stanziate è diminuita del 22% rispetto al 2007-2009.

     «Il 2009 è stato, infatti, l’ultimo anno in cui sono state destinati fondi sufficienti a garantire un servizio decoroso – spiega una nota di Legambiente – Anche il Governo Monti non fornisce certezze per il futuro del trasporto pendolare in Italia. Per il prossimo anno i fondi per il trasporto pendolare sono destinati ancora a ridursi. La diretta conseguenza di questa situazione sono tagli ai servizi, aumento del prezzo dei biglietti, stop agli investimenti per l’acquisto dei treni».

     «Quest’anno i tagli ai servizi in Campania hanno toccato il 90% sulla Napoli-Avellino e il 40% sulla Circumvesuviana – continua Legambiente – Sono stati del 15% in Puglia e del 10% in Abruzzo, Calabria, Campania e Liguria. Sono state chiuse 12 linee in tutto il Piemonte, in Abruzzo e in Molise definitivamente soppressi i treni della linea Pescara-Napoli. Con il nuovo cambio d’orario vengono soppressi tutti i treni tra Sibari e Taranto, sostituiti con autobus».

    Nel contempo, il prezzo del biglietto, ovunque continua ad aumentare «In Toscana è cresciuto del 20%, nel Lazio 15% e in Liguria del 10% per il biglietto semplice e del 5% per gli abbonamenti mentre è previsto un’ulteriore maggiorazione del 3% per il 2013. Aumenti che si vanno a sommare a quelli del 2011, come in Lombardia dove le tariffe erano già state incrementate del 23,4% l’anno passato».

    Per quanto riguarda la linea Genova Voltri-Genova Nervi «Peggiora, anno dopo anno, la condizione dei pendolarisottolinea Legambiente – Parliamo di una delle tratte metropolitane più frequentate ed affollate d’Italia, utilizzata da almeno 25.000 viaggiatori al giorno, con problemi di sovraffollamento e una velocità media di 25 km/h».

    La situazione è ancor più grave dalla fine del 2011 «Quando sono state tagliate 6 coppie di treniconclude l’associazione ambientalista – a cui si sommano i tagli di altre 2 coppie nel 2012, arrivando a sole 35 corse contro le 51 del 2010. Queste criticità non hanno fatto altro che peggiorare i livelli di puntualità delle corse anche a causa dell’allungamento dei tempi in fermata dovuto alla difficoltà di chiudere le porte per il sovraffollamento».

     

    Matteo Quadrone

     

  • Trasporti ferroviari: Forum Ligure del tpl contesta le scelte della regione

    Trasporti ferroviari: Forum Ligure del tpl contesta le scelte della regione

    «Mentre la Guardia di Finanza mette al setaccio gli uffici regionali, la Regione Liguria mette in atto una rapina a mano armata ai danni dei cittadini che si alzano alle 5 del mattino e usano il treno per andare a lavorare», questo l’atto d’accusa delle associazioni dei pendolari, degli utenti, dei consumatori e degli ambientalisti, riunitesi nel Forum Ligure del tpl che si è duramente schierato contro qualsiasi riduzione del servizio e contro qualsiasi aumento tariffario, inviando un comunicato stampa ed una lettera all’assessore regionale ai Trasporti, Enrico Vesco.

    «In merito alle proposte formulateci nell‘incontro del 3 dicembre per il servizio ferroviario 2013, facciamo presente che non condividiamo tagli e aumenti tariffari senza un piano di rilancio del trasporto pubblico su ferro e gommaspiega il Forum Ligure del tplRibadiamo la richiesta di un tavolo di confronto Regione Liguria – Comune di Genova – Trenitalia – Amt – Atp sull’integrazione oraria tariffaria e modale a partire dall’area metropolitana genovese».

    I pendolari liguri esprimono la loro più totale contrarietà «Alla disintegrazione tariffaria in atto e alla crescita della concorrenza tra aziende della gomma e del ferro che pure operano con sovvenzioni pubbliche in regime di esclusiva; la pericolosa deriva del tpl sta portando la Liguria ad allontanarsi dai modelli virtuosi per avvicinarla a regioni come la Campania dove il servizio del tpl è sceso del 50%; a una ripartizione del contributo – 75 milioni ferro; 119,5 gomma – a discapito del servizio ferroviario».

    E chiedono di «Approvare urgentemente la legge regionale sul tpl ed inserire nel provvedimento di Giunta per il finanziamento del tpl 2013 l’obbligo della integrazione oraria e tariffaria in tutta la regione, penalizzando nei contributi le aziende che non adempieranno. A sostegno di questa richiesta invitiamo le forze politiche della liguria a pressare il Consiglio regionale e la Giunta affinchè si riaffermi il ruolo di programmazione e coordinamento del trasporto pubblico».

    Infine il Forum Ligure del tpl invita i pendolari e gli utenti alla mobilitazione, partecipando alla settimana del tpl dal 17 al 21 dicembre «Per far sentire la propria voce con la lotta democratica e la disobbedienza tariffaria, qualora sia necessario a tutela del mobilità pubblica».

     

  • Trasporto pubblico, biglietto integrato: la Giunta non vuole parlarne

    Trasporto pubblico, biglietto integrato: la Giunta non vuole parlarne

    Il futuro del biglietto integrato treno più bus è un argomento tabù in Consiglio comunale. La denuncia arriva dal WWF mentre è in corso la discussione tra comitati dei pendolari e associazioni dei consumatori da una parte, AMT e amministrazione comunale dall’altra. All’orizzonte, nel caso si decidesse di salvare l’integrazione tariffaria, si profilano pesanti rincari.

    «Ci risulta che la Lista Doria abbia presentato, già da alcune settimane, una mozione per discutere in consiglio comunale del biglietto integrato – spiega Vincenzo Cenzuales del WWF – ma il documento continua a non essere iscritto all’ordine del giorno, evidentemente perchè la Giunta non vuole che se ne discuta. Eppure, visto che l’accordo tra Comune di Genova, Regione Liguria, AMT e Trenitalia scadrà alla fine dell’anno, la decisione sulle tariffe dovrà essere presa nel giro di pochi giorni».

    «Se le tariffe saranno quelle che si ipotizzano, le conseguenze per AMT saranno gravi – sottolinea il WWF – non vorremmo che qualcuno, da qualche parte, avesse l’obiettivo di far fallire l’azienda…».

    La situazione di AMT, già deficitaria, rischia di aggravarsi a causa dei minori finanziamenti previsti dalla regione per il 2013. Due milioni di euro in meno, ai quali si sommano altri due milioni di maggiori costi che l’azienda deve sostenere, per un totale di 4 milioni da recuperare per il prossimo anno.

    Le cifre non sono ancora definitive ma la tendenza è questa. «Se poi, con l’arrivo del metrò a Brignole, il comune aumentasse il canone d’affitto della metropolitana, da 1 a 8 milioni, l’azienda dovrebbe recuperare per il 2013 11-12 milioni, invece di 4», sottolinea Andrea Gamba della Filt-Cgil.

    Infine, il sindacalista denuncia anche le criticità del settore manutenzioni di AMT «A causa delle carenze di personale e di un’inadeguata programmazione degli acquisti un terzo dei mezzi che sono fermi, circa un centinaio in tutto, lo sono perchè mancano i pezzi di ricambio».

     

     

    Matteo Quadrone

    Foto di Daniele Orlandi

  • Metropolitana Brignole, ritardi nei lavori: discussione in Consiglio

    Metropolitana Brignole, ritardi nei lavori: discussione in Consiglio

    Ieri in consiglio comunale si è discusso della Metropolitana genovese, un’opera infinita che dopo vent’anni – tra ritardi, intoppi, problemi con i lavori nel sottosuolo, progetti sbagliati ed una marea di soldi pubblici investiti – ancora oggi rimane incompiuta.

    Un’interrogazione a risposta immediata (art. 54) presentata dai consiglieri Lilli Lauro (Pdl), Stefano Anzalone (Idv) e Edoardo Rixi (Lega Nord) ha chiesto alla Giunta di fare luce sulla questione, in particolare per quanto riguarda la prevista inaugurazione del tratto De Ferrari-Brignole che, secondo notizie comparse nel fine settimana sul “Secolo XIX”, dovrebbe nuovamente slittare.

    «L’amministrazione della città ha fallito – tuona il consigliere Lauro – Con un grande sperpero di denaro dei contribuenti. La metropolitana di Genova è la più costosa e, nello stesso tempo, la più corta del mondo. Ma non solo, anche i tempi di realizzazione sono biblici. Abbiamo letto sui giornali che il completamento della fermata, a causa dell’imposizione di nuovi controlli, non sarà realizzato nei tempi previsti. Questa è una presa in giro visto tutti i proclami fatti nel recente passato dall’amministrazione comunale».

    In effetti l’ex Giunta Vincenzi aveva parlato di fine 2011. Mentre la Giunta Doria ha mostrato maggiore prudenza, sostenendo che la nuova fermata di Brignole sarebbe stata operativa entro il Natale 2012. 

    «Da tempo attendiamo l’inaugurazione del nuovo tratto De Ferrari-Brignole – ha ricordato il consigliere Anzalone – Noi vorremmo capire quali sono le intenzioni dell’amministrazione in merito al completamento di quest’opera così importante per i cittadini».

    Il consigliere Rixi, invece, ha voluto sottolineare i motivi del ritardo «Ci sono state alcune preoccupanti osservazioni dei vigili del fuoco in merito all’agibilità dell’opera. Ad esempio la maxi grata che chiude il pozzo di ventilazione di Largo Lanfranco sarebbe troppo pesante ed in caso di emergenza, aprirla risulterebbe molto complicato. Inoltre sono stati ordinati altri ritocchi negli ascensori, nella segnaletica e nei percorsi per disabili. Mi chiedo come sia possibile che Ansaldo Sts (il concessionario dei lavori della metropolitana genovese), un’azienda che costruisce a regola d’arte in tutto il mondo, solo a Genova riesca a fare degli errori!».

    Ha risposto l’assessore a Mobilità e Traffico, Anna Maria Dagnino «La nostra amministrazione non ha mai fornito una data precisa. L’attività sta proseguendo secondo il programma. La Commissione di agibilità sta facendo le opportune valutazioni. Recentemente si sono aggiunte le nuove verifiche specifiche dei vigili del fuoco, in precedenza non previste. E anche la Consulta per l’handicap è stata chiamata ad esprimere il suo parere. A fine dicembre dovrebbe partire il pre-esercizio, ovvero la verifica del servizio da parte di Amt che durerà una quindicina di giorni».

    «Altro che programma rispettato! Gli innumerevoli ritardi hanno fatto lievitare il prezzo dell’opera – ha replicato Lauro – e così oggi il Comune è costretto ad accendere un mutuo per versare ad Ansaldo Sts 15 milioni di euro in più rispetto a quanto inizialmente pattuito».

    «Noi vorremmo conoscere dei tempi certi – ha ribadito Anzalone – I lavori sono in ritardo ormai da anni, non si può affermare che sia stata rispettata la programmazione degli interventi».

     

    Matteo Quadrone

  • Amt, il WWF scrive al Comune: cambiare le politiche del tpl

    Amt, il WWF scrive al Comune: cambiare le politiche del tpl

    Una lettera aperta indirizzata ai consiglieri comunali per sollecitare un intervento della Giunta affinchè venga riscritta la delibera di indirizzo su Amt approvata dallo stesso consiglio comunale nel luglio scorso. Questa l’iniziativa messa in atto dalla sezione genovese del WWF, da sempre attenta al tema del trasporto pubblico locale.

    Lo spunto è fornito dalle preoccupanti notizie sulla possibile disdetta della tariffa integrata Trenitalia-AMT«Crediamo sia superfluo rimarcare come tale disdetta rappresenti una scelta gravissima per la mobilità cittadina, in totale contraddizione con obiettivi di favorire il trasporto pubblico e la mobilità sostenibile – scrive il WF –  La tariffa integrata è una delle poche cose intelligenti fatte per il trasporto pubblico in questa città dal 1994 ad oggi, che a parte questo, non ha visto che tagli del servizio, aumenti tariffari, e sperpero di denaro pubblico per opere sbagliate».

    L’associazione ambientalista ricorda che «A Milano un abbonamento mensile (treno + bus + metrò + tram) costa 30 euro, contro i 43 di quello genovese, per un servizio ben superiore. Con la disdetta della tariffa integrata migliaia di cittadini si troveranno a pagare tariffe dell’ordine di 80 forse 100 euro per poter utilizzare più mezzi: tariffe superiori a quelle svizzere (dove gli stipendi sono 3 volte i nostri) e totalmente insostenibili in una situazione di crisi simile».

    «Qualcuno pensa che queste scelte possano migliorare i conti AMT? – si domanda retoricamente il WWFAl contrario, è l’integrazione tariffaria che procura più introiti per le stesse aziende, in quanto aumenta il bacino di utenza. È come pensare che se in un bus ogni 10 minuti ci sono 20 persone, mettendo un bus ogni ora ce ne saranno 120!».

    Il WWF, inoltre, sottolinea «Questa disdetta è una conseguenza della delibera del 31 Luglio che doveva “salvare AMT”. Siamo convinti che molti tra Voi non abbiano capito che quella delibera aveva tra le tante conseguenze negative quella della scomparsa delle tariffazione integrata. Ma resta il fatto che è stato approvato un pessimo documento programmatico, che partendo da premesse false (ovvero che le aziende pubbliche di TPL non possano funzionare bene, mentre i casi ATM di Milano e GTT di Torino dimostrano l’esatto contrario) non si è posto in alcun modo l’obiettivo di migliorare e incentivare il trasporto pubblico, ma al contrario quello di tagliare e privatizzare il servizio».

    E l’associazione conclude la missiva con alcune richieste «Noi pensiamo che il Consiglio Comunale debba chiedere conto al Sindaco, alla Giunta, all’Assessore alla Mobilità e al Presidente di AMT degli indirizzi adottati; debba chiedere conto dell’inerzia della Giunta e dell’Assessore, sul perché non sia stata ancora approntata la delibera per l’efficientamento del servizio di trasporto pubblico, così come previsto dagli Ordini del Giorno approvati».

    Insomma, il WWF pensa che «La delibera sia da riscrivere e debba invece essere approvato un nuovo documento di indirizzo in cui si reimposti totalmente la politica del trasporto pubblico, che non dovrà più vedere i cittadini pagare un prezzo altissimo di scelte sbagliate».

     

     

    Matteo Quadrone

    Foto di Daniele Orlandi

  • Liguria, trasporto pubblico locale: no al taglio dei finanziamenti

    Liguria, trasporto pubblico locale: no al taglio dei finanziamenti

    In una regione in cui il trasporto ferroviario è già ridotto all’osso, il trasporto su gomma in tutti i capoluoghi di provincia e nel territorio extraurbano già ora assolutamente carente, inadeguato e quasi assente in certe zone e la sera, ma in compenso con le tariffe sia di bus che treni le più care in Italia, ridurre le risorse al tpl, diminuire ancora il numero di treni circolanti o le corse dei bus, non è più sostenibile.

    Così il Forum Ligure del tpl – composto da diverse associazioni e comitati di pendolari –  ribadisce la sua ferma opposizione al taglio dei finanziamenti destinati al trasporto pubblico locale.

    «Abbonati, utenti e cittadini pagano ogni giorno da anni il peso più grosso, mentre gli sprechi generati da cattiva o assente pianificazione, priorità sbagliate nelle scelte di spesa complessive della regione, inefficienze del servizio, disordine organizzativo e clientelismo non vengono invece toccati», sottolinea il Forum.

    «Abbiamo apprezzato che l’Assessore Vesco abbia detto di voler essere “l’Assessore ai Trasporti” e non “l’Assessore al taglio dei trasporti” e abbia detto no al taglio anche di un solo centesimo dal bilancio della Regione al settore trasporti – continua il Forum – Ma non basta, ci aspettiamo un chiaro no dal Presidente Burlando e dalla Giunta tutta evitando la guerra tra i bisogni e dannose contrapposizioni tra trasporti e sanità, tra questa e i servizi sociali».

    Secondo il Forum del tpl le risorse ci sono «Se c’è la volontà di fare scelte diverse rispetto alla solita politica di tagli e come Forum del tpl da tempo lo diciamo:

    efficientando il servizio di treni e bus, che hanno velocità commerciali lumaca che incidono per decine di milioni di euro sui costi del servizio;

    intervenendo su un’inefficiente organizzazione del servizio a livello regionale, che vede oggi la gomma far concorrenza al ferro, i bus extraurbani fare concorrenza ai treni e ai bus urbani e che dovrebbe vedere invece la regione imporre una sinergia per un tpl migliore, pienamente integrato e a costi inferiori, e che proprio le diminuite risorse impongono una pianificazione seria del tpl;

    intervenendo sugli sprechi degli innumerevoli consigli di amministrazione delle aziende ligure;

    intervenendo sul contratto di servizio con Trenitalia, contratto penalizzante per l’utenza, i cittadini e le casse della regione, in cui si paga di più per un servizio scadente e per viaggiare su carrozze di 40 anni fa, predisponendo un contesto serio per una futura messa a gara per l’assegnazione del trasporto ferroviario;

    -invertendo la politica che vede come sempre la regione, invece di investire per materiale rotabile adeguato e per un tpl migliore, dedicare risorse alla realizzazione di nuove strade ed infrastrutture dedicate all’automobile, nonostante la crisi stia al contrario evidenziando un ritorno di molte persone verso il trasporto pubblico, chiedendo con forza che venga finalmente dato al trasporto pubblico il ruolo strategico che dovrebbe avere nelle scelte economiche della regione.

    intervenendo sul governo perché confermi le risorse al tpl».

     

    Foto di Daniele Orlandi

  • Foce, rimessa Amt: cittadini contro rumore e inquinamento

    Foce, rimessa Amt: cittadini contro rumore e inquinamento

    Una rimessa Amt – da dove quotidianamente partono un centinaio di autobus – genera una serie di criticità nel quartiere della Foce, per colpa di un’ubicazione disgraziata, a ridosso di numerose abitazioni, in una zona soggetta ad un intenso traffico di mezzi privati. Ormai da lungo tempo, i residenti di via Maddaloni, via della Libertà e via Finocchiaro Aprile, protestano contro l’inquinamento acustico e quello ambientale causato dal rumore assordante e dai fumi tossici che avvelenano l’aria e costringono i cittadini a serrare le finestre per preservare la salute.

    Il problema principale è legato al rumore visto che, spesso e volentieri, gli autisti tengono i mezzi accesi con vibranti accelerate per mandare in pressione i motori. Eppure ciò non sarebbe necessario visto che da alcuni anni Amt ha installato un sistema centralizzato, il cosiddetto press block, che permette di caricare l’aria compressa senza bisogno di accendere i motori degli autobus. Ma tant’è, secondo la denuncia degli abitanti, alcuni autisti non rispetterebbero le norme e continuerebbero con la consueta pratica.

    Sui forum online del Movimento 5 Stelle la questione è materia di discussione da alcuni mesi e così i consiglieri comunali “grillini” si sono schierati al fianco dei residenti.
    «Abbiamo eseguito un accesso agli atti trovando una prima discrepanza – spiega il consigliere Stefano De Pietro – Il Comune di Genova e l’Arpal (Agenzia Regionale Protezione Ambientale Liguria) hanno prescritto all’azienda di utilizzare “esclusivamente” il sistema centralizzato. Amt ha ammesso il problema inviando una serie di avvertenze ai dipendenti, prima fra tutte quella di utilizzare il press block, “quando è possibile”. È proprio quest’ultima definizione a lasciare perplessi perché le norme impongono di utilizzare sempre questo sistema».

    Per quanto riguarda l’inquinamento prodotto dai gas di scarico «Il problema è più complesso – sottolinea De Pietro – considerando la difficoltà nel realizzare le adeguate misurazioni che consentano una lettura precisa dei dati».
    Comunque, il consigliere comunale assicura il massimo impegno del Movimento 5 Stelle «Stiamo leggendo attentamente le carte. Il nostro obiettivo è riunire le parti, abitanti ed azienda, intorno ad un tavolo per provare a trovare una soluzione».

     

    Matteo Quadrone

    Foto di Daniele Orlandi

  • Navebus Pegli – Porto Antico: orari e corse del 2012

    Navebus Pegli – Porto Antico: orari e corse del 2012

    Navebus GenovaIl servizio Navebus che collega via mare Pegli con il Porto Antico proseguirà anche nel 2012 dopo che era circolata la voce di un possibile taglio. La Regione ha stanziato 350.000 euro, il Navebus sarà attivo sia nei giorni feriali che festivi, nel periodo invernale, primaverile, autunnale ed estivo.

    Quattro corse in partenza dal Porto Antico e altrettante in partenza da Pegli /Molo Archetti. Il sabato e  la domenica il servizio sarà dimezzato, saranno disponibili due corse dal Porto Antico e due da Pegli.

    L’orario primaverile entrerà in vigore il 1 marzo fino al 30 aprile e sarà lo stesso della fase autunnale, mentre l’orario estivo prenderà il via il 1 maggio e terminerà il 31 agosto. Si viaggerà sul Navebus con un biglietto singolo a 3 euro valido per una sola corsa che si acquisterà solo a bordo. Sono previsti biglietti per comitive a 2.50 euro a persona, validi per una corsa, per gruppi composti da almeno 30 persone. Inoltre è previsto un biglietto ridotto a 1.50 euro riservato esclusivamente ai residenti nel Comune di Genova valido per una corsa, più 60 minuti sulla rete AMT.

    I residenti dovranno esibire solamente un documento di identità al personale all’atto dell’acquisto che avviene solo a bordo. Sono validi tutti gli abbonamenti settimanali, mensili e annuali AMT, ordinari e agevolati. “Il servizio Navebus – ha commentato Enrico Vesco assessore regionale ai trasporti – si è rivelato nel corso di questa esperienza pluriennale una modalità di trasporto pubblico determinante per collegare il ponente cittadino con il centro città offrendo anche ai turisti un sistema di trasporto intermodale, utilizzato a livello europeo”.

    ORARI DI SERVIZIO NAVEBUS

    Orario invernale in vigore dal 9 gennaio al 29 febbraio e dal 1 novembre al 31 dicembre 2012

    Feriale (dal lunedì al venerdì)
    da Porto Antico 7.40 – 14.15 – 17.20 – 18.40
    da Pegli 7.05 – 8.15 – 15 – 18

    Sabato e Festivi
    da Porto Antico 14.00 – 15.30
    da Pegli 13.20 – 14.40

    Orario primaverile e autunnale in vigore dal 1 marzo al 30 aprile e dal 1 settembre al 31 ottobre

    Feriale ( dal lunedì al venerdì)
    da Porto Antico 7.40 – 10.00 – 14.00 – 17.20 – 18.40
    da Pegli 7.05 – 8.15 – 10.40 – 14.40 – 18.00

    Sabato e Festivi
    da Porto Antico 14.00 – 15.30 – 17.00
    da Pegli 13.20 – 14.40 – 16.20

    Orario estivo in vigore dal 1 maggio al 31 agosto

    Feriale (dal lunedì al venerdì)
    da Porto Antico 7.40 – 10.00 – 11.30 – 14.00 – 15.30 – 17.20 – 18.40
    da Pegli 7.05 – 8.15 – 10.40 – 12.10 – 14.40 – 16.20 – 18

    Sabato e Festivi
    da Porto Antico 14.00 – 15.30 – 17.00 – 18.30
    da Pegli 13.20 – 14.40 – 16.20 – 17.40