Tag: scrittori

  • Zazie: il nuovo social network letterario made in Genova

    Zazie: il nuovo social network letterario made in Genova

    leggere libriPartiamo con una premessa per i non addetti:cos’è un social network letterario? Trattasi di una community sul web analoga a Facebook e Twitter, ma dove gli iscritti sono lettori. Si caricano i libri letti, si votano, si fanno recensioni, ci si scambia idee con gli altri utenti.

    I più noti sono aNobii (creato dall’italiano Matteo Berlucchi) e Goodreads, ma nelle ultime settimane ha visto la luce un terzo polo della lettura social. Si chiama Zazie books e a suon di faccine sorridenti (se il libro è bello) e corrucciate (se il libro è brutto) è pronto a crearsi uno spazio nell’universo dei social network e dei lettori.

    Un social network che in parte si può definire nato sotto la Lanterna: tra i suoi fondatori c’è Barbara Sgarzi, giornalista ed esperta di nuovi media, nonché una delle più note blogger genovesi (anche se vive a Milano) con il suo Blimunda.

    Zazie avrà una differenza sostanziale rispetto agli altri siti di questo genere. I lettori – utenti potranno infatti catalogare il loro archivio (oltre 900 mila titoli già disponibili) in base a due criteri: Mood (stati d’animo) e ComeDoveQuando (momenti e luoghi in cui leggere).

    Marta Traverso

  • Concorso letterario gratuito: Incipit d’autore e Incontri poetici

    Concorso letterario gratuito: Incipit d’autore e Incontri poetici

    scritturaLa casa editrice Giulio Perrone indice periodicamente un concorso letterario per narratori e poeti, che sono invitati rispettivamente a dare seguito a un incipit proposto da un autore famoso e a inviare da una a tre poesie a tema libero.

    Il bando Incipit d’autore di questa edizione prende spunto da una frase scelta dallo scrittore Giuseppe Aloe: “Stavamo finendo il pranzo. Era un pranzo normale, niente di eccessivo, qualche portata, un po’ di vino in tavola. Perché uno si aspetta che gli avvenimenti importanti vengano preceduti da segnali inconsueti o singolari, e invece ogni evento è così naturale, che diventa una specie di legittimo prolungamento delle cose“.

    I partecipanti possono scrivere un racconto di lunghezza massima 4.500 battute, mentre chi si candida per Incontri poetici può inviare fino a tre poesie a tema libero. Gli elaborati vanno inviati entro il 31 dicembre 2011 all’indirizzo mail redazione@giulioperroneditore.it, specificando nell’oggetto il titolo del concorso. Non è prevista quota di partecipazione.

    Le opere degli autori selezionati per entrambi i concorsi saranno pubblicate in due antologie a cura della casa editrice.

    Marta Traverso

    Stavamo finendo il pranzo. Era un pranzo normale, niente di eccessivo,qualche portata, un po’ di vino in tavola. Perché uno si aspetta che gliavvenimenti importanti vengano preceduti da segnali inconsueti o singolari, einvece ogni evento è così naturale, che diventa una specie di legittimoprolungamento delle cose.

  • Tredinotte, reading di racconti e poesie giovani al Milk Club

    Tredinotte, reading di racconti e poesie giovani al Milk Club

    tredinotteSiete curiosi di scoprire quanto è florido il panorama culturale ligure? Alla faccia dei soliti nomi noti della cultura e di chi pensa che di questi tempi i giovani sanno darsi una mossa solo quando c’è da manifestare contro crisi e precariato, ecco la dimostrazione che quando c’è una passione si può superare ogni barriera.

    È il caso di un gruppo di giovani savonesi, amici dai tempi del liceo e accomunati dalla passione per la scrittura: insieme hanno fondato nell’estate 2010 TreDiNotte, una rivista underground free press in cui si pubblicano racconti e poesie.

    Ecco cosa si legge nel primo editoriale: «Avete mai provato a rollarvi una sigaretta in pubblico? Vi sentite osservati: i vecchi vi guardano, ma fanno finta di non vedervi per il sospetto che stiate facendo qualcosa di illegale e che siate delle teppe. Beh, noi, quando pubblichiamo, ci sentiamo davvero così, osservati ma ignorati, come i tossici nei giardini pubblici che tutti li vedono ma nessuno li guarda».

    Se avete voglia di conoscere da vicino i protagonisti di TreDiNotte e scoprire i testi che amano pubblicare, il loro primo reading genovese si terrà al Milk Club (centro storico, via Mura delle Grazie 25) venerdì 9 dicembre, ore 22.

    Marta Traverso

  • Subway 2012: concorso letterario per racconti in metropolitana

    Subway 2012: concorso letterario per racconti in metropolitana

    metropolitana

    Sei uno scrittore esordiente? Hai meno di 35 anni? Ti piace scrivere racconti brevi ma sei tristemente consapevole del fatto che le case editrici vogliono quasi sempre & solo romanzi?

    Bene, vai avanti a leggere e scoprirai un’opportunità di quelle con i fiocchi. Una volta l’anno esce il bando di concorso letterario Subway letteratura, che permette ai vincitori di vedere il proprio racconto pubblicato in antologie free press distribuite alle stazioni della metropolitana di Bologna, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Treviso e Venezia.

    La XI edizione del bando, a cura di Oliviero Ponte di Pino e Davide Franzini, dà la possibilità di inviare entro il 29 febbraio 2012 e senza alcuna spesa di partecipazione una fra le seguenti opere:

    uno o più racconti inediti per un totale complessivo di massimo 18.000 battute, indicando titolo, genere letterario e numero di fermate necessarie a completare la lettura;

    tre poesie inedite inserite in un unico file di testo.

    Le opere vincitrici saranno pubblicate nelle antologie, e ciascuno dei testi prescelti sarà presentato ai lettori da una prefazione a
    firma di uno dei membri della Giuria.

    Per tutte le info e per inviare il proprio elaborato basta registrarsi al sito ufficiale di Subway Letteratura.

    Marta Traverso

  • Milano apre la prima biblioteca sul tema della disabilità

    Milano apre la prima biblioteca sul tema della disabilità

    bibliotecaUna biblioteca e mediateca che contiene solo opere sul tema della disabilità: questo l’ambizioso progetto messo in atto dalla Lega per i diritti delle persone con disabilità, che proprio in questi giorni ha inaugurato la struttura nella sua sede di Milano (via Livigno, 2).

    L’associazione è attiva dagli anni Ottanta con una Mediateca, considerata la più grande raccolta europea di materiale audiovisivo e multimediale su questo tema, alla quale – grazie al contributo della Regione Lombardia – riesce oggi ad affiancare una sezione interamente dedicata alla narrativa.

    Scopo del progetto è avvicinare la gente comune alla disabilità tramite la voce a chi con essa convive ogni giorno.

    Si tratta di un progetto ancora in fase embrionale, a cui tutti sono chiamati a partecipare. Sono due le azioni che è possibile fare per contribuire:

    1- segnalare libri sul tema della disabilità e non ancora presenti nel catalogo. A oggi i testi della biblioteca sono un centinaio, divisi tra racconti brevi e romanzi e con un occhio di riguardo alla narrativa per l’infanzia.

    2- recensire testi del catalogo. Le recensioni potranno essere inviate all’indirizzo mediateca@ledha.it e saranno pubblicate sulla testata online dell’associazione.

    Per prendere in prestito i volumi basta registrarsi gratuitamente al sito, mentre i libri dovranno essere ritirati di persona presso la  sede dell’associazione.

    Marta Traverso

  • LibrInnovando: a Milano si parla di ebook e futuro dell’editoria

    LibrInnovando: a Milano si parla di ebook e futuro dell’editoria

    LibrInnovando 2011Ebook o carta? Cosa vuol dire ePub? Perché l’opinione dei blogger è così importante? Leggere un fumetto su eReader è davvero la stessa cosa? Il Print On Demand (ossia chi non aspetta di essere pubblicato da un editore ma decide di stamparsi il libro a proprie spese) è davvero la soluzione giusta? Ma soprattutto… cosa riserva il futuro alle case editrici italiane?

    Di tutto questo e molto altro si discute oggi a LibrInnovando,una giornata per parlare del futuro dell’editoria alla presenza di numerosi addetti ai lavori ed esperti di questo settore. L’evento si tiene a Milano presso lo IED (Istituto Europeo di Design), è alla sua terza edizione ed è organizzato dalla casa editrice Ledizioni con il patrocinio del Comune di Milano.

    Le conferenze trattano i temi più svariati. Ne elenchiamo alcuni: marketing editoriale, diritto d’autore e pirateria, ebook e didattica, ebook e biblioteche, uso dei social network da parte delle case editrici, come cambia il ruolo del lettore nel passaggio da cartaceo a digitale.

    Se vi interessa conoscere un po’ più da vicino questi argomenti, ci sono due modi per seguire la giornata: (1) tutte le conferenze saranno visibili in diretta streaming sul sito ufficiale, mentre (2) su Twitter le impressioni a caldo dei presenti sono e saranno raccolte intorno all’hashtag #Librinnovando.

    Marta Traverso

  • “Pane e Bugie”: educazione alimentare e cattiva informazione

    “Pane e Bugie”: educazione alimentare e cattiva informazione

    Ogm e educazione alimentare

    Un incontro curioso, di quelli che ti spingono a meditare, si è svolto presso le Cisterne di Palazzo Ducale. Dario Bressanini, chimico di professione, scrittore per passione, ci mette in guardia contro i pericoli della cattiva informazione che, in campo alimentare, può dar adito a leggende metropolitane assolutamente fallaci.

    Nel suo libro “Pane e Bugie“, tema dell’incontro, pone l’accento su ciò che definiamo naturale e quello che etichettiamo come “chimico”. In realtà, la stragrande maggioranza delle sostanze di cui ci nutriamo esiste in natura e risulta poco rilevante se sia stata “concepita” nell’orto del vicino o sia un prodotto di sintesi: sono composti molecolari assolutamente identici. La natura, d’altro canto, non è scevra da insidie. Tra i vegetali, troviamo molti principi dannosi, che le piante producono per difendersi dai parassiti poiché, come dice l’autore, non hanno la possibilità di fuggire “a gambe levate”.

    La presenza di metil-eugenolo, nel basilico, ha relegato il pesto tra le sostanze cancerogene. Il buon senso, valutandone la presenza in percentuale, ci dice chiaramente che non sarebbe pericoloso neppure per una formica. Al contrario, se mangiamo un’intera noce moscata possiamo seriamente rischiare la morte così come se rimaniamo, a lungo, in una stanza satura delle fragranze della salvia.

    Il caffè contiene 21 sostanze cancerogene dovute alla tostatura e persino il succo d’arancia non è esente da elementi pericolosi, le cui dosi insignificanti sono ampiamente bilanciate dagli effetti salutari o di piacevolezza.

     

    Temiamo il “sintetico” ma assumiamo vitamina C in bustine o compresse, vitamina che nessuno si sognerebbe di estrarre dal limone a costi esorbitanti e, così, la si estrae dall’amido di mais, con buona pace di tutti.

    Siamo fans dello zucchero di canna? Le canne sono quelle che abbiamo in testa se pensiamo a qualcosa di diverso dallo zucchero bianco, tacciato di essere cancerogeno e deprivato di preziosi oligo-elementi. Lo zucchero grezzo è semplicemente meno raffinato, lo paghiamo di più e dovrebbe costare meno e ha un residuo pari allo 0,5% di calcio e potassio. Come dire che su 100g di zucchero ci sono 0,133g di potassio contro i 3g necessari pro die. Se non vogliamo morire di diabete meglio mangiarci una bella banana che di potassio ne contiene 358mg…

    Biologico è sinonimo di sano? Dipende: in queste colture sono permessi solo antiparassitari “naturali” tra i quali il Rotenone e il solfato di rame, altamente neurotossici e non si possono coltivare nuove specie se non ottenute per mutazioni spontanee cioè per errori casuali della natura. Devono considerarsi spontanee anche quelle indotte da radiazioni con cui si è ottenuto il pompelmo rosa?

    Rifiutiamo a priori gli OGM, rei di aver un gene in più cioè una proteina (il prodotto di un gene è una proteina) capace di difenderli dai virus vegetali. Accertata la innocuità della proteina, l’immediato vantaggio è che tali coltivazioni non devono essere trattate il che si traduce in un beneficio per la nostra salute e nella salvaguardia per il bio-habitat animale che vive nel campo.

    Infine parliamo del monossido di idrogeno, killer di professione: è un solvente industriale, responsabile delle piogge acide, può essere radioattivo e causa l’effetto serra… Sapete che cos’è il monossido di idrogeno?? E’ il nome scientifico dell’acqua!  E questo la dice lunga su come un’informazione non corretta può distorcere la realtà.

    Adriana Morando

  • Presentazione del libro di Marina Fiorato “La ladra della primavera”

    Presentazione del libro di Marina Fiorato “La ladra della primavera”

    Martedì 25 ottobre 2011 alle ore 18 si tiene la presentazione del libro “La ladra della primavera” a Palazzo Cattaneo, in piazza Cattaneo 26, zona centro storico Sottoripa. Intervengono l’autrice Marina Fiorato e il giornalista di Repubblica Massimo Calandra. 

    Un’avvincente storia di intrighi, tradimenti, amori ambientati nella rinascimentale Firenze.

  • Maurizio Maggiani, intervista allo scrittore ligure

    Maurizio Maggiani, intervista allo scrittore ligure

    Maurizio MaggianiIl sognante romanziere della provincia spezzina, il vincitore del “Premio Strega“, il grande oratore, la penna del Secolo XIX o più semplicemente, come dice lui stesso, “uno che sa raccontare…”

    Maurizio Maggiani apre le porte della sua dimora sulle alture di La Spezia a “Era Superba” per un’intervista esclusiva, mentre sul fuoco, verdura dopo verdura, prende vita e forma quella che sarà la cena di un giorno qualunque.

    Niente di più adatto per mettere a proprio agio l’ospite munito di carta e penna, e la conversazione nasce spontanea. “Se vai avanti a scrivere a mano farà in tempo a freddarsi la cena, non olo a cuocersi!”, mi fa notare con ironia dopo qualche minuto.

    Tanti anni vissuti a Genova, un libro (“Mi sono perso a Genova“) che la dipinge affascinante e misteriosa… Come sta la vecchia Superba?

    Con un po’ di catarro direi, no?! D’altronde mille anni sono tanti per tutti, anche per lei. Inoltre più della metà dei genovesi ha sessantanni e, tranne rari casi, gli anziani non sono certo progressisti, per cui chiunque governi la città non può non considerare questo aspetto.

    Anche perchè poi la natura stessa di Genova è conservatrice, costruita sin dal Medioevo su grandi rendite finanziarie, un po’ come la Svizzera da questo punto di vista. Queste caratteristiche fanno di Genova una città che può decidere di concedersi al progresso e alla modernità, ma che ci metterà sempre un istante a ricredersi e tornare sui suoi passi. Prendi ad esempio la ripresa della città negli anni 90 dopo lo shock dell’acciaio, un investimento che doveva rappresentare il futuro della città e che invece ventanni dopo era già passato remoto. L’apice di questa ripresa nel 2011 con il G8 e poi i presupposti ancora migliori nel 2004 quando era Capitale della Cultura.

    Poi, però, proprio sul più bello la brusca marcia indietro. Quel 2004 fu caratterizzato in gran parte da scelte antiprogressiste, una grande manifestazione di conformismo. Per carità, non che l’anticonformismo sia sempre un pregio, ma un motore potente si, quello sempre.

    Tuttavia penso che si tratti davvero della città più bella d’Italia e penso che ogni famiglia genovese abbia almeno un figlio folle, quelli che nel 600 diventavano preti… esistono ancora e Genova deve esserne cosciente. Non dimentichiamo che stiamo parlando di una città che ha dato vita a movimenti artistici di avanguardia.

    Scrivi da anni per i quotidiani… Oggi, mentre calano a picco le vendite e i portali web prendono il sopravvento, a chi pensi di rivolgerti mentre scrivi?

    Scrivo per un’elite, chi compra il giornale oggi fa parte di un’elite. Persone di una certa età, dignitosi e conservatori, in alcuni casi anche radicalmente. Ma si tratta di una parte buona di Genova, lettori che apprezzano la buona scrittura. Io penso che se i quotidiani fossero fatti bene avrebbero ancora le carte in regola per muovere le masse e le opinioni. A Roma Repubblica riesce a muovere eccome… anche se si tratta di un giornale che personalmente non mi piace e non è precisamente quella la mia idea di “quotidiano fatto bene”…

    Forse a Genova più che altrove, ma in tutta Italia se si parla di arte e cultura emergente, si nota sempre di più la paura di rischiare, di investire sul nuovo, sull’anticonvenzionale e si assiste a un preoccupante livellamento verso il basso. Come motivi questa tendenza?

    Basta una parola, gerontocrazia, ovvero potere dei vecchi. In campo artistico è vero, ma anche politico. Tutto ciò sta già portando con sé i primi forti segnali di depressione e decadenza e non vedo soluzioni possibili dell’ultima ora.

    Di cosa hai paura Maurizio?

    L’unica cosa di cui ho davvero paura è di lasciarmi andare alla routine.

    E in che cosa invece hai fiducia?

    Ho fiducia nella durevolezza della storia, con i suoi cicli. le nuove generazioni vivranno un nuovo ciclo, io probabilmente non lo vedrò, tu forse…

    Gabriele Serpe

  • Intervista a Bruno Rombi, scrittore e poeta

    Intervista a Bruno Rombi, scrittore e poeta

    Il poeta Bruno Rombi
    Il poeta Bruno Rombi

    Bruno Rombi, genovese d’adozione, è appena rientrato dal suo ultimo viaggio in Francia, ospite della manifestazione “Poésie et Gastronomie“. Letteratura ed arte culinaria ai massimi livelli, con la forte partecipazione di un pubblico attento ed interessato.

    Per una settimana i  più noti ristoranti della zona (“Au Fil de l’O” a Vieille Chapelle,  “Le Départ” a a Bethune, “La Chartreuse du Val St Esprit”, a Gosnay e “L’erge du Donjon” 2 a Fresnicourt le Dolmen) hanno proposto un Menù speciale  in onore del poeta, che ha letto i suoi versi in italiano e in francese ed incontrato gli studenti di alcuni licei della Regione, dialogando sulla poesia.

    Bruno Rombi, varie volte ospite d’onore in Festival e convegni, ha  pubblicato 5  volumi in Francia in edizione bilingue e recentemente “Fragments de lumière”, una raccolta di 40 poesie scritte da lui direttamente in francese e presentate l’anno scorso, a maggio, al Mercato della Poesia di Bordeaux.

    Rombi, come mai è tanto amato in Francia?

    Forse per la coerenza con cui svolgo il mio lavoro di traduttore e di amante della poesia francese… In Francia mi è stato detto che ciò accade anche per una sorta di “contrasto indiretto” che viene avvertito, tra alcune mie caratteristiche letterarie e, perchè no, caratteriali ben precise e l’attuale “idea” del Belpaese in circolazione…

    Lei porta, quindi, in un certo senso, un contributo di Italianità… “altra” in Francia?

    É ciò che spero, nel senso migliore della parola, dato che anche in Francia giungono notizie sul nostro paese non troppo edificanti.

    Che cosa l’ha colpita di più del suo tour transalpino?

    Constatare con quanta cura i professori di due licei avevano preparato i loro allievi all’incontro con me e le domande poste dai ragazzi, realmente interessati ed interessanti. Ma anche il desiderio di alcuni avventori in vari locali, di leggere le mie poesie in pubblico.

    Ha la sensazione di essere più apprezzato all’estero?

    Sicuramente. Non a caso ricevo inviti continui dall’estero ed i miei libri vengono  tradotti in mezzo mondo (in 16 lingue, ad oggi), cosa che peraltro mi dà una grande gioia e non finisce di sorprendermi. Ad esempio proprio ieri ho appreso che il mio poemetto “Tsunami” (del 2005), verrà tradotto in spagnolo.

    Che cosa le ha lasciato questa  esperienza?

    Sicuramente m’ha impressionato la serietà con cui i francesi si occupano di una questione così “superflua”, com’è da noi considerata la poesia. Pensi, la struttura organizzativa, Maison de la Poesie, oltre alla Direttrice, ha quattro dipendenti stabili. Impensabile, dalle nostre parti.

    Stefano Bruzzone

  • Joumana Haddad, intervista alla poetessa libanese

    Joumana Haddad, intervista alla poetessa libanese

    Joumana HaddadJoumana Haddad è una cittadina del mondo, poetessa del corpo, della provocazione, giornalista e scrittrice. Questa 38enne libanese dal fascino dirompente negli ultimi anni ha fatto parlare di sé. Per i suoi libri tradotti e pubblicati in tantissimi paesi (parla sette lingue, fra cui un perfetto italiano, e ha tradotto tanti autori arabi introducendoli nel mercato occidentale…) e per il suo periodico “Jasad“, trimestrale in lingua araba specializzato nel linguaggio del corpo, un atto coraggioso e rivoluzionario, un punto forte di rottura con i tanti tabu’ che oggi incatenano la cultura medio-orientale.

    E’ stata uno degli ospiti d’onore della 15esima edizione del Festival Internazionale di Poesia di Genova, un soggiorno breve nella nostra citta’ e poi nuovamente in viaggio…

    La tua arte e la tua vita hanno come comune denominatore proprio il viaggio. In apertura abbiamo provato a trattare questo tema da piu’ punti di vista, giacche’ oggi scoprire e conoscere il mondo non e’ piu’ un privilegio per pochi e nuovi flussi migratori trasformeranno molte zone del Pianeta. Come viene vissuto tutto cio’ nel “distante” Medio Oriente?

    Eh si, io sono perennemente in viaggio e non mi stanco mai, viaggiare e vivere per me sono sinonimi…  E’ vero che la voglia di conoscere ed esplorare oggi e’ fortemente radicata nell’essere umano, molto piu’ che in passato, in Oriente come in Occidente, ma a prescindere dal desiderio, nel mondo arabo e’ inevitabile scontrarsi con quelle che sono le concrete possibilita’, ovvero la realta’ dei fatti. In Libano le frontiere sono aperte, ma nel resto del Medio Oriente la situazione e’ diversa. Partire significa quasi sempre non poter piu’ tornare, perche’ la pena e’ il carcere. A voi puo’ sembrare assurdo, lo so, ma e’ la realta’. Quindi quello che per molti occidentali e’ desiderio di una nuova esperienza, esplorazione di se’ e ricerca di stimoli diversi, per la gente che nasce e vive magari in Siria, Palestina, Iran o Iraq si chiama sogno di una vita migliore, dal punto di vista economico, sociale e politico.

    Sei rimasta solo qualche giorno a Genova… Che impressione ti ha fatto la citta’?

    Sono rimasta troppo poco per farmi un’idea, avrei voluto visitare il centro storico ma alla fine non ce l’ho fatta. Credo pero’ di aver ben compreso l’animo dei genovesi… Gli occhi sono quelli della gente di mare, gli stessi che trovo ad esempio a Beirut, la mia citta’, anche lei bagnata dal Mediterraneo. Io penso che il mare segni nel profondo e allo stesso identico modo l’animo di tutti i popoli che su di esso affacciano.

    Veniamo alla tua rivista… “Jasad”, che significa “corpo”. Scrittori e artisti per lo piu’ arabi, senza pseudonimi, trattano con disinvoltura tematiche legate al sesso e alla poetica del corpo, un’impresa a dir poco coraggiosa in Medio-Oriente…

    Jasad e’ un progetto che sentivo di dover realizzare. Le polemiche e le grida allo scandalo sono ovviamente state tantissime, ma ho ricevuto anche molti segnali di approvazione. Il tema di rilievo della rivista e’ la dimensione sessuale del corpo, ma non c’e’ ovviamente solo questo. Arti, letteratura e scienze del corpo… un territorio vastissimo profondamente radicato nella cultura araba, ancora piu’ che in quella occidentale, eppure in molti se lo sono dimenticati. Oggi nelle nostre regioni il corpo umano, il sesso e l’erotismo sono diventati tabu’. “Jasad”, semplicemente, questo non lo vuole accettare.

    I corpi nudi femminili e i racconti erotici di “Jasad”, contrapposti ad una cultura che relega le donne in secondo piano, in alcune regioni costrette a condizioni di schiavitu’ per tutta la vita… Quante di loro pensi siano consapevoli della violenza che subiscono e quante, invece, considerano tutto cio’ la “normalita’”?

    In Libano ci sono donne con il velo e donne che non lo indossano, la scelta e’ fortunatamente, nella maggior parte dei casi, libera. E’ intorno ai confini del Libano, invece, che la situazione diventa tragica. Io, e in questo momento parlo in quanto essere umano, non solo come donna araba, vivo questa realta’ come un insulto, un’umiliazione. Ci sono donne arabe ben consapevoli dei soprusi subiti, ma pur potendo farlo, non muovono un dito per cambiare la propria situazione. Ci sono quelle consapevoli che pero’ non possono fare nulla per cambiare le cose, perche’ minacciate o controllate e infine quelle che non si rendono conto di vivere in condizioni atroci. Queste sono coloro che hanno subito veri e propri lavaggi del cervello fino ad autoconvincersi che si tratti di una loro scelta. E’ in queste donne che si nasconde il vero rischio di non vedere mai un cambiamento. Ma di una cosa, piu’ di ogni altra, proprio non riesco a capacitarmi: le donne arabe consapevoli di quello che subiscono non si rendono conto di avere fra le mani l’arma piu’ potente di tutte, ovvero la maternita’. Queste madri di futuri uomini arabi, fanno crescere i propri bimbi con i “valori” distorti del padre o del fratello, pur sapendo che si tratta di un errore madornale. Mi sento di dire, tuttavia, che di soprusi nei confronti delle donne io ne ho visti anche qui in Italia, e non meno gravi. Mi riferisco ai pezzi di carne vestiti da donna della vostra televisione, io credo che la differenza sia sottile, e cio’ dovrebbe farvi riflettere…

    Come ha reagito il mondo arabo alla vittoria elettorale di Obama?
    Obama ha rappresentato e rappresenta per la maggior parte del mondo arabo una speranza che prima era totalmente scomparsa. Ovvero quella di trovare finalmente un contatto con l’occidente, un punto d’incontro. Io sono ottimista su un progressivo riavvicinamento dei due mondi, oggi ancora cosi’ distanti, e come me sono ottimisti tantissimi arabi, gli estremisti sono davvero una minoranza. Credo che ci vorra’ molto tempo, indubbio, ma le possibilita’ esistono, ne sono convinta.

    Gabriele Serpe

  • Andrea De Carlo, intervista all’autore di “Due di Due” e “Treno di panna”

    Andrea De Carlo, intervista all’autore di “Due di Due” e “Treno di panna”

    Andrea De CarloEntra in teatro leggermente nervoso. Fa subito pensare a uno dei personaggi dei suoi romanzi. Si presenta con la sua consueta tenuta da rock star anni 70, pantalone nero, stivale nero, maglia nera. Lui è Andrea De Carlo lo scrittore milanese autore fra gli altri di “Due di Due“, “Treno di panna“, “Di noi tre“.

    L’atmosfera del teatro Modena è intima, pochi i presenti, forse a causa della pioggia. Le luci sono soffuse, basse. Il palco è allestito con stile minimale, colori caldi, gradevoli. Atmosfera decisamente informale consona allo stile dell’autore.

    Le pagine di De Carlo sono figlie degli anni 60, pagine piene di speranze, di idealismo, manifestazioni studentesche, centri sociali, scandaglio psicologico. Un minimalismo di impronta americana quello del suo stile di scrittura, influenzato dalla letteratura americana del ventesimo secolo. Pagine capaci di emozionare, ma anche cariche di minuziose analisi psicologiche. E’ uno degli autori italiani piu’ letti all’estero, Fellini era un suo grande ammiratore. “Il lettore e’ importante quasi quanto lo scrittore perche’ il lettore completa la storia con le proprie esperienze personali, con il proprio vissuto, con le proprie storie, leggere e’ un attivita’ creativa e il lettore e’ un creatore”.

    E lo scrittore ideale di Andrea De Carlo? “Quello che ti lascia entrare nel suo territorio” risponde. La conversazione prosegue alternandosi all’ascolto di pezzi storici del rock anni 60’ e 70’, quelli che formano le colonne sonore delle sue storie gli Stones, i Beatles, i Dire Straits e immancabile l’eroe di De Carlo, Bob Dylan, quello che ha dichiarato essere la sua principale in    fluenza letteraria. Proprio riguardo a Dylan…“C’e’ qualcosa di imperscrutabile in lui, e’ come leggere un geroglifico, c’e’ qualcosa di criptico. Da Dylan in poi la poesia scritta ha perso senso ed e’ diventata canzone...“Lo abbiamo raggiunto telefonicamente il giorno seguente. Lei ha citato l’autore francese Michel Houellebecq che definisce la nostra come una societa’ ad indirizzo erotico commerciale. Secondo lei esistono alternative concrete a questa corrente? E dove si possono trovare? Assolutamente si. Occorre partire da scelte individuali, soprattutto avere la forza di non essere consumatori ideali. In una societa’ in cui ci si chiede di essere dei sudditi senza giudizio e’ importante scegliere per se stessi e trovare altre persone che seguano lo stesso percorso. Tutto deve partire da una volonta’ personale.Nel suo romanzo “Uto” descrive la vita di una comunita’ spirituale guidata da un Guru, da un maestro. Oggi queste realta’ sono sempre piu’ numerose, attive e visibili. A suo parere la scelta di vivere all’interno di una di queste comuni si puo’ considerare come una fuga o come una scelta consapevole, magari solo un po’ in anticipo sui tempi? Dipende da ciascuno, il rischio e’ quello di trovarsi in una trappola. Il loro limite e’ che sono centrate su un capo che rischia di tenerli in una situazione di sudditanza, l’ideale sarebbe una comunita’ senza un capo, la storia e’ piena di esempi di questo tipo. Il rischio quasi sempre e’ che un uomo usi il suo potere per prevalere sugli altri.Alcuni suoi lettori sostengono che i suoi ultimi lavori manchino di freschezza e originalita’, riproponendo temi gia’ sviluppati nelle sue prime opere…Credo che ogni scrittore abbia alcune ossessioni, ricorrenti, come ogni persona, ha temi che gli appartengono, qualcuno (fra i tanti Bret Easton Ellis ndr) ha detto che uno scrittore scrive sempre lo stesso libro, credo che ci sia una grande verita’ in questo.

    J.D. Salinger, Emily Dickinson, scrittori reclusi per scelta, eremiti consacrati alla letteratura. Cosa ne pensa di una scelta cosi’ estrema come quella di tagliare tutti i ponti con la societa’ per dedicarsi unicamente alla propria arte? Ne sarebbe capace?

    E’ una tentazione che viene perche’ lo scrittore e’ l’unica attivita’ che ti permette di vivere tagliando i ponti con il mondo, pero’ e’ una scelta pericolosa. Una persona per vivere ha bisogno di contatti, altrimenti occorre attingere sempre da se stessi con il rischio di alienarsi.

    Igor Sartoni