Mese: Dicembre 2011

  • Capodanno coi cinghiali Happy ending Party a Bardineto

    Capodanno coi cinghiali Happy ending Party a Bardineto

    BardinetoWild Coast e Balla Cinghiali con il Patrocinio del Comune di Bardineto presentano Happy Ending Party, il Capodanno coi Cinghiali il 31 dicembre a Bardineto, a partire dalle 19 fino a notte inoltrata.

    Nel grande Bocciodromo di Bardineto, già teatro dello spazio Arte di Balla Coi Cinghiali si balla all’insegna del  r’n’r più sfrenato: dalla Francia arriveranno i Gribitch Brothers and Sisters, la rivelazione di BCC 2011, The Wavers con il loro inconfondibile sound fifties e, per finire, i Dj set del Collettivo !nes in uno speciale set anticrisi e del leggendario Keller, resident Dj del Balla Coi Cinghiali Festival.

    Non mancherà da mangiare, con un vasto buffet di prodotti tipici e da bere, con vini di qualità, cocktail e birre artigianali.

    Ingresso 50 euro con prenotazione online su shop. wildcoast.it (incluso cenone a buffet e 5 consumazioni).

    Capodanno coi cinghiali

  • Londra, gli storici bus a due piani non sono più in circolazione

    Londra, gli storici bus a due piani non sono più in circolazione

    Routemaster bus, LondonAnche nella compassata Inghilterra si parla di pensione, non quella di anzianità e neppure quella dei membri del Parlamento. Si tratta della fine dell’onorata e famosa carriera degli scarlatti “routemaster bus” londinesi che, insieme ai “cabs”, già pensionati, sono, nell’immaginario collettivo, il simbolo di quella parte della capitale britannica che si muove in superficie tra altri gloriosi emblemi che vanno dalle guardie di Sua Maestà alle tipiche cabine telefoniche, dai completini pastello della regina alle tearooms di vittoriana memoria.

    Muovendosi nel traffico vorticoso, trasportano , da sempre, viaggiatori di tutti i tipi: eleganti e compassati uomini della city, imbalsamati nei loro severi abiti grigio-fumo, “hippy” multietnici abbigliati con i colori dell’arcobaleno, gente comune che si perde nell’anonimato della folla, turisti frastornati dalla caotica e stravagante animazione di questa città. In paziente ed educata fila, sotto una grigia pioggerellina o in un giorno di tiepido sole, tutti li hanno visti arrivare, caracollando, tra il rumore del traffico, colore nel colore, per offrire, dal piano più alto, uno sguardo meravigliato su un’incredibile metropoli che ben si identifica con la citazione di Hanif Kureishi “Londra sembrava una casa con cinquemila stanze, tutte diverse. Il trucco era di scoprire come si collegavano, e alla fine attraversarle tutte”.

    Accanto a quelli classici, modelli “decapitati” offrono un’alternativa “open” del piano alto per permettere ai turisti, a cui sono riservati, una migliore visuale di quelli che sono i luoghi-monumento più famosi della città : Piccadilly Circus, Trafalgar Square, Westminster Abbey, Tower Bridge, Big Ben, per citarne solo alcuni.

    Adesso vanno in pensione, non per un look demodé, ma in nome di una qualità, efficienza, sicurezza che i “vecchietti” non possono più assicurare. Non ci sono, ad esempio, ingressi facilitati per i diversamente abili; le piattaforme per salire e scendere sono poco sicure anche per i normali passeggeri, protagonisti di molte indignitose cadute; i motori non sono da annoverarsi certamente tra i più ecologici e, non ultimo, gli alti costi non più sostenibili in tempi di crisi.

    Se ne vanno per fare posto a esemplari più moderni che, assicura Boris Johnson, sindaco di Londra, sono veri gioielli sia per design che per tecnologia. La presentazione, a Trafalgar Square, di un fiammante prototipo pare, però, abbia ottenuto un’accoglienza freddina da parte dei tradizionalisti inglesi, devoti per mentalità, si parli della monarchia, della sterlina o di mezzi di trasporto.

    Un double-decker bus, ideato da Thomas Heatherwick che entrerà in servizio nel prossimo anno e che è frutto della join-venture tra Foster And Partners, Aston Martin e la Capoco Design Ltd. e la cui realizzazione è affidata alla ditta irlandeses Wrightbus: rigorosamente rosso ma con linee più morbie ed ampie vetrate… avrà bisogno di tempo per conquistarsi il cuore degli inglesi.

    Adriana Morando

  • Lovejoy, la stella cometa che ha perso la coda

    Lovejoy, la stella cometa che ha perso la coda

    Compare puntualmente a Natale tra le statuine del presepe, foriera di un evento eccezionale: è la stella cometa, sorella di cartapesta di quella ben più reale che si è presentata, agli occhi telescopici del satellite NASA SDO, nel nostro sistema solare, su un’ orbita talmente vicina al nostro astro (140000 km) da far temere di vederla sparire per sempre.

    La “Lovejoy”, questo è il nome del corpo celeste, che è balzato agli onori della cronaca in questi giorni prefestivi, è stata scoperta dall’astrofilo australiano, Terry Lovejoy, il 27 Novembre scorso, con un telescopio Schmidt-Cassegrain C8 (20 cm di diametro). Si tratta di un grosso vetusto masso di circa 200-500m di diametro a cui è stato dato il nome ufficiale di C/2011 W3 (Lovejoy), ma è diventata una novella diva grazie al fatto che nessuno avrebbe scommesso sulla sua sopravvivenza, destinata come era, a transitare in quella zona chiamata corona solare, dove le temperature raggiungono i 2 milioni di gradi.

    Con grande stupore degli astronomi , dopo un restyle forzoso, che le ha fatto perdere la sua luminosa chioma, è ricomparsa per riprendere il suo errabondo viaggio nelle vie dell’universo. Le spiegazioni per questa “dolorosa perdita” potrebbero essere sia di tipo prospettico, che ne impedirebbero la visualizzazione, sia di tipo fisico che avrebbero portato, per le elevatissime temperature, alla evaporazione delle componenti gassose.

    Nessuno sa dove e quando sia nata, ma come tutte le comete della famiglia Kreutz o sungrazing comets (comete radenti al sole), a cui anche questa appartiene, si ipotizza che esse siano i residui della cosiddetta “Grande Cometa” osservata da Aristotele e da Eforo di Cuma nel 371 a.C. che, frammentatasi, ha dato origine a corpi celesti più piccoli come quella del 1843 (C/1843 D1), del 1882 (C/1882 R1), e la Cometa Ikeya-Seki (C/1965 S1) del 1965.

    L’ipotesi è supportata dal fatto che tutti i componenti di questa famiglia seguono all’incirca la stessa orbita e per dare l’idea dell’entità numerica del fenomeno basti pensare che, dal 1995, grazie a SOHO, si sono scoperti ben 528 esponenti assimilabili a questo gruppo. Avendo un perielio (punto più vicino al sole) compreso in un intervallo di 0.005 U.A. (~750.000 Km), non possono sottrarsi all’interazione gravitazionale del nostro astro e sono destinate a ridursi fino a scomparire definitivamente.

    Prima del funereo evento, quale canto di un cigno morente, esibiscono il loro miglior repertorio in fatto di luminescenza, sfoggiando code lunghe diversi milioni di chilometri: uno spettacolo affascinante, in questo caso, destinato ai soli addetti ai lavori che si ripresenterà tra altri 400 anni.

    A noi rimane l’inquietante interrogativo di cosa succederebbe se qualcuno di questi “sassolini vaganti” decidesse di venirci a trovare: scenari apocalittici come quelli evocati da certi film di fantascienza o annientamento totale della terra come “aficionados” cultori della civiltà Maya ci propinano, con un tormentone che ci seguirà per tutto il 2012 fino alla fatidica data del 12 dicembre?

    Rassereniamoci al pensiero che occhi tecnologici eseguono un totale monitoraggio di ogni più piccolo spicchio di cielo, pronti a segnalarci qualsiasi tipo di UFO in avvicinamento. A noi rimane il rammarico di non poter vedere brillare nel cielo di Natale, un astro che con una magnitudine pari a quasi quella di Venere, avrebbe potuto rendere ancora più magica l’atmosfera delle prossime feste.

    Adriana Morando

  • Premio Artgallery 2012: concorso per giovani artisti e designer

    Premio Artgallery 2012: concorso per giovani artisti e designer

    pittoreL’associazione milanese ArtGallery dà visibilità sul suo spazio web alle opere e al talento di giovani artisti e designer: in particolare ogni anno organizza un concorso – Premio ArtGallery – in cui ogni artista e designer emergente di ogni nazionalità e di età compresa tra 18 e 35 anni può caricare gratuitamente sul sito dell’associazione riproduzioni delle loro opere.

    Le iscrizioni alla sezione Arte sono ammesse per una sola categoria tra Pittura, Fotografia e Grafica Digitale, Scultura e Installazioni, mentre per il Design si può optare fra Prodotto, Moda, Interni o Graphic Design.

    Questi i premi in palio:
    – Primo premio arte: una mostra personale nella Galleria Campari.
    – Primo premio design: un viaggio studio di una settimana per una persona a Helsinki, che è stata scelta come capitale mondiale del design 2012.
    – Premio Selezione Speciale: uno degli artisti in concorso sarà scelto da un noto gallerista per esporre le proprie opere.

    Marta Traverso

  • Codacons, frecciarossa: diminuiti i posti in seconda classe

    Codacons, frecciarossa: diminuiti i posti in seconda classe

    L’associazione dei consumatori denuncia a gran voce un aumento occulto sulle tariffe dei treni Frecciarossa e presenta un esposto-diffida a Trenitalia e al Ministero dell’economia.

    Nei giorni scorsi le Ferrovie dello Stato hanno presentato la nuova flotta di Frecciarossa, all’interno dei quali scompaiono le famose “classi” per far posto a 4 differenti livelli di servizio: Executive, Business, Premium e Standard, i cui biglietti hanno ovviamente un prezzo diversificato.

    I nuovi treni avranno 573 posti così ridistribuiti: STANDARD 272 posti, PREMIUM 134 posti, BUSINESS 159 posti , EXECUTIVE 8 posti.

    La vecchia flotta di Frecciarossa disponeva invece di 603 posti per treno: PRIMA CLASSE 195 posti, SECONDA CLASSE: 408 posti.

    Considerando che il livello “standard” corrisponde alla classica “seconda classe”, i posti per tale categoria di viaggio sui nuovi Frecciarossa sono diminuiti del 33%, passando da 408 a 272. “Con la conseguenza – spiega il Codacons – che il passeggero che deve prendere un treno e trova i posti di livello standard esauriti, è costretto ad acquistare biglietti della classe superiore (la premium o la business), e pagare una tariffa maggiore”.

    Il Codacons ha preso ad esempio la tratta Roma-Milano e ha confrontato i prezzi tra le vecchie prima e seconda classe ed i nuovi 4 livelli. Il risultato è il seguente:

    STANDARD 86 euro; PREMIUM fino a 100 euro; BUSINESS fino a 116 euro; EXECUTIVE 200 euro.

    PRIMA CLASSE 116 euro; SECONDA CLASSE: 91 euro.

    “E’ evidente, quindi, che chi non troverà posto sulla standard, ipotesi assai probabile visto il ridotto numero di poltrone, dovrà acquistare un biglietto per il livello premium rischiando di spendere fino a 9 euro in più (+9,9%), con picchi del +27,4% qualora si passi ad un posto in business”, spiega l’associazione dei consumatori.

    “Riteniamo questo un aumento occulto delle tariffe ferroviarie, perché se si riducono i posti in classe economica per ogni treno, si costringono gli utenti a viaggiare in classi o livelli superiori, con conseguente rincaro di spesa. Per tale motivo – spiega il Presidente Carlo Rienzi – abbiamo presentato un esposto-diffida al Ministero dell’Economia, a Ferrovie e a Trenitalia, diffidandoli dal non applicare ingiustificati aumenti tariffari a danno degli utenti”.

    L’associazione annuncia infine un ricorso all’Antitrust e al Tar del Lazio finalizzati a bloccare i rincari occulti decisi dalle FS.

  • Capodanno al rifugio Cipolla di Santo Stefano d’Aveto

    Capodanno al rifugio Cipolla di Santo Stefano d’Aveto

    maggiorascaPer festeggiare l’arrivo del nuovo anno il Comune di Santo Stefano d’Aveto organizza un grande evento all’interno del Parco dell’Aveto, precisamente al rifugio Cipolla.

    Ecco il programma:
    ore 17: vin brulè di benvenuto e ciaspolata guidata nella Foresta di Ghiaccio. A seguire animazione musicale.
    ore 19: spettacolare ciaspolata dei maestri di sci dalla Vetta del Monte Bue a 1784 m. Alla ciaspolata possono partecipare tutti con la propria attrezzatura.
    ore 20: aperitivo di San Silvestro e inizio cenone con il seguente menù:
    Antipasto della “Cipolla”, Penne Salmonate, Tortellini in brodo, Vitel tonnè con varietà di contorni, Zampone con lenticchie, tiramisù – classico panettone
    frutta secca secondo tradizione – Spumante

    Al termine del Cenone animazione musicale e spettacolo pirotecnico. Rientro guidato con fiaccole e proprie ciaspole.
    Prezzo 60 euro, per i ragazzi di età inferiore a 12 anni 30 euro.
    La quota non comprende la salita in seggiovia con ultima corsa a salire alle ore 16.30 e non comprende nemmeno le ciaspole che dovete provvedervi e si consiglia di portarsi torcia elettrica.

    Prenotazione obbligatoria entro il 28 dicembre 2011 telefonando alla responsabile rifugio 347.6289981 – 347.1202195 – 0185.88946 con versamento di caparra di € 20,00 per ogni prenotato mediante bonifico santo stefano d’aveto servizi srl IBAN IT70Y0552632200000000031570 oppure in contanti presso lo iat di S. Stefano d’Aveto.

    Il Cenone avrà luogo se si raggiungeranno almeno i 30 prenotati.

  • Capodanno yogico a cura dell’associazione La Mezzaluna

    Capodanno yogico a cura dell’associazione La Mezzaluna

    La MezzalunaL’associazione di Yoga & Ayurveda “La Mezzaluna”, organizza un Capodanno originale al di fuori delle convenzioni, per riscoprire l’autentico spirito di un “momento di passaggio” dal significato simbolico.

    A partire dalle 1830 ci si incontra per una tisana di benvenuto e il tesseramento dei nuovi soci.

    Dalle 19 alle 21 pratica di yoga e meditazione presso il centro yoga di salita S. Matteo.

    A Partire dalle h 21:30 cena indiana presso il ristorante “Bombay Palace” di via Caffa
    Durante la serata ci saranno momenti ludici, letture, spazi di meditazione creativa, omaggi di buon augurio a tutti i partecipanti.
    Il costo complessivo della serata è di 80 euro (inclusive di pratica yoga di 2 ore circa – accessibile a tutti-, cena, visita guidata al centro storico di Genova il 1° gennaio, tessera AICS). Per chi è già tesserato alla Mezzaluna per l’a.s. 2011-12 (soci AICS) il costo complessivo della serata è di 65 euro. La quota di partecipazione va versata direttamente in associazione o tramite versamento su carta Postepay (intestata a Silvia Canevaroo n. 4023 6006 2048 0675) entro il 23 dicembre 2011. La serata prevede un numero massimo di 30 partecipanti.

    Il giorno 1° gennaio 2012, per le persone che arrivano da fuori Genova ma anche per i genovesi che lo desiderano, è prevista una visita guidata gratuita del centro cittadino (dalle ore 11:00 alle 13:00), a cura dell’associazione.

  • Capodanno al Blunt organizzato dallo staff dei Vecchi Trogoli

    Capodanno al Blunt organizzato dallo staff dei Vecchi Trogoli

    BluntLo staff dei Vecchi Trogoli organizza una serata per festeggiare Capodanno al Blunt, in via del Tritone a Genova Sturla a suon di lenticchie, panettone, spumante e chupiti.

    Ingresso con guardaroba, 2 consumazioni a testa, buffet con piatti caldi e freddi, una bottiglia di spumante ogni 4 e panettone a mezzanotte è fissato  a 50 euro.

    SI balla fino a notte inoltrata con il dj set di Dj Simon, e per chi entra dopo mezzanotte il prezzo è di 20 euro con consumazione.

    La serata inizia alle 2030 e finirà fino alle prime luci del mattino.

    Per altre informazioni e per prenotare telefonare al numero 3488074389

     

  • Equitalia: una cartella beffa di 62 euro per un debito di 5 centesimi

    Equitalia: una cartella beffa di 62 euro per un debito di 5 centesimi

    Questa è una storia che arriva dalla Sardegna, portata alla luce dal quotidiano “l’Unione Sarda”.

    I fatti sono i seguenti. La signora Maria Lidia Picchiri, titolare della Sos Service di viale Monastir, un’azienda consorziata con l’Aci per il soccorso stradale 24 ore su 24,  pochi giorni fa ha ricevuto dal messo di Equitalia, un cartella  da 62,03 euro.

    Per un “debito” di 5 centesimi del 2009, l’azienda di riscossione parastatale chiede ora alla donna 62,03 euro, ben 1.240 volte in più rispetto alla cifra originaria.

    Ma non è tutto: “Quei cinque centesimi in meno sono sicuramente il frutto di un errore materiale dell’impiegato che ha trascritto male la cifra – spiega l’imprenditrice – ma Equitalia non sente ragioni: devo saldare il conto”.

     

  • Abbazia di San Giuliano: dopo 40 anni il restauro non è ancora concluso

    Abbazia di San Giuliano: dopo 40 anni il restauro non è ancora concluso

    L'abbazia di San GiulianoQuando al posto di una brutta copia della “Promenade des Anglais”, Corso Italia era ancora una scogliera frastagliata, ricca di piccole insenature e la Foce ospitava l’antico lazzaretto, che ebbe l’onore di ospitare J. J. Rousseau (1743), l’abbazia di S. Giuliano era già li, affacciata direttamente sul mare.

    Risalente al X secolo, il primo documento ufficiale in cui compare, per un atto di compravendita, porta la data del 17 agosto 1282. Secondo alcune fonti la struttura fu fondata dai frati Francescani, passò nel 1309 ai monaci Cistercensi e, nel 1429, ai Benedettini dell’Abbazia di San Fruttuoso di Capodimonte.

    Come tanti edifici religiosi, subì l’onta di essere trasformata in dimora ad uso abitativo, quando nel 1797 le truppe di Napoleone giunsero a Genova. Tornerà ai monaci solo nel 1982, per essere definitivamente chiusa nel 1939.

    Oasi di pace, prima dello sbancamento per far passare l’attuale via, da Punta Vagno si raggiungeva il  forte di S. Giuliano, attraverso quella zona chiamata “Marinetta”, per una creuza che si snodava tra aromi di erbe selvatiche e alti muraglioni, veli di pietra che nascondevano ville signorili , e si giungeva all’abbazia, accompagnati, si dice, da file di vigneti.

    Non vi era la spiaggia, creata artificialmente in seguito, ma solo scogli contro cui, narra la leggenda, incappò un” lœidu” (leudo-barca a vela latina), quegli stessi scogli che continuarono ad essere abitati dai fantasmi dei naufraghi i quali si divertirono, per anni, a tormentare i pescatori di lampare.

    Risparmiata dagli adiacenti sbancamenti del 1914, per la realizzazione della passeggiata a mare, subì pesanti danni durante l’ultima guerra, periodo dal quale incominciò un lento degrado fino al 1986 quando iniziarono i primi restauri interni. La facciata, invece, venne rifatta nel 1992 in occasione delle colombiadi. Dopo quarant’anni, tra fermi e riprese dei lavori, tra carte bollate e mancanza di soldi, le  opere non sono ancora concluse e rischia di rovinarsi ciò che è già stato fatto.

    Il ministero dei Beni Culturali, attuale proprietario, fa sapere che sono ancora necessari dagli 800 al milione di euro, non più reperibili, come i precedenti, dai proventi del gioco del lotto (1999) e coi tempi che corrono…non rimane che rivolgersi alla Vergine coi Santi, uno degli affreschi di Lorenzo e Bernardino Fasolo, o al crocefisso in legno della scuola dello scultore A. M. Maragliano che, unici custodi, resistono all’incuria e ai tortuosi cammini della burocrazia.

    Adriana Morando

  • Capodanno jazz a Santa Margherita con Luciano Milanese

    Capodanno jazz a Santa Margherita con Luciano Milanese

    SaxPer festeggiare l’ultimo giorno dell’anno, l’ Hotel Tigullio di Santa Margherita Ligure propone una serata all’insegna del jazz, con Luciano Milanese & Jazz Friends. La serata inizia alle 21 con l’aperitivo e la cena.

    Antipasti:  Pere con Porto e Gorgonzola  – Pathè di Tonno  – Majonese con Verdura

    Primi:  Pasta con Carciofi e Pesto  – Brodo con Tortellini

    Secondi:  Rotolo freddo e Gelatina  – Insalata mista con Melograno

    Dolce:  Pandoro con Cioccolato e Panna

    Brindisi:  Spumante con Frutta Fresca e Cioccolatini

    A seguire il concerto sulel note jazz di Luciano Milanese coi suoi Jazz Friends tra cui Gianluca Tagliazucchi, Claudio Capurro, Carlo Milanese e altri fantastici musicisti ospiti.

    Informazioni e prenotazioni: 338 4921010

  • Genova creativa: il portale della creatività per giovani artisti

    Genova creativa: il portale della creatività per giovani artisti

    genova creativa

    È online un nuovo portale dedicato ai giovani artisti e alle opportunità dell’industria creativa.

    Genova creativa è una vetrina dedicata ai creativi genovesi e alle loro produzioni artistiche, una banca dati che mira a raccogliere l’opera omnia di tutto ciò che avviene a Genova sul piano dell’arte e della creatività, allo scopo di creare una rete di contatti tra idee innovative e interlocutori interessati al loro sviluppo.

    Il portale è rivolto a quattro categorie:
    giovani artisti tra i 18 e i 35 anni residenti in Liguria
    – creativi professionisti
    – imprese che offrono servizi per il mondo artistico e culturale
    – associazioni culturali

    Per maggiori informazioni sul progetto è possibile contattare la redazione di Genova Creativa al telefono 010 5574835/836 o all’indirizzo di posta elettronica genovacreativa@comune.genova.it.

    Marta Traverso

  • Tarocchi in gioco, la mostra di Tonino Conte al Teatro della Tosse

    Tarocchi in gioco, la mostra di Tonino Conte al Teatro della Tosse

    TarocchiGiovedì 22 dicembre alle ore 17.30, inaugura la mostra Tarocchi in gioco di Tonino Conte, che rilegge i 22 arcani attraverso una serie di originali collage esposti nel foyer del Teatro della Tosse.

    Tonino Conte utilizza spesso il gioco delle carte e i tarocchi come fonti di ispirazione per le sue opere teatrali e nelle sue opere d’arte: come regista ha diretto lo storico il Castello di carte  ovvero Il mistero dei Tarocchi scritto insieme a Gian Piero Alloisio  con le scenografie e le carte disegnate da Emanuele Luzzati.

    Nei lavori artistici di Conte i 22 personaggi delle carte sono rivisti dall’artista spesso in modo ambiguo e allusivo; e non manca mai l’umorismo e un velo di mistero. Le opere saranno anche in vendita, così come il consueto calendario firmato Tonino Conte, le cartoline e spille magneti novità, piccole e divertenti strenne natalizie.

    In occasione della serata inaugurale leggeranno poesie e testi di Tonino Conte gli attori Enrico Campanati e Gianni Masella  alla fine un brindisi di Natale per tutti.

    La mostra resterà aperta al pubblico fino al 31 dicembre, giorno in cui si svolgerà lo spettacolo per festeggiare la fine dell’anno Tarocchi Bazar, giocando al mercante in fiera.

  • San Cipriano, box interrati in una zona a rischio frana

    San Cipriano, box interrati in una zona a rischio frana

    Un progetto di autosilos risalente ai primi anni ’90, che non ha mai visto la luce ma nel frattempo è stato la causa scatenante del peggioramento delle condizioni di sicurezza di alcuni palazzi della zona. Siamo nel tratto iniziale di Via Val d’Astico, la strada che da Pontedecimo conduce al paese di San Cipriano. Qui una collina salvatasi dal processo di cementificazione, che non ha risparmiato questo spicchio di Valpolcevera, a partire dal 2006 è stata sventrata nonostante gli allarmi lanciati dai residenti che conoscono bene la fragilità del terreno.
    Una vicenda travagliata e ricca di espliciti segnali che avrebbero dovuto far comprendere l’impossibilità di realizzare un progetto così invasivo. Ma tant’è il richiamo del profitto garantito da una serie di box – inizialmente erano 44, oggi si parla di un nuovo disegno che dovrebbe prevedere tre piani di silos per oltre una sessantina di posti auto – è stato più forte del buon senso. E non manca il comportamento contradditorio degli enti locali chiamati a vigilare sulla fattibilità di opere simili.

    Ma andiamo con ordine.
    Il terreno del cantiere, fino al 2005, è considerato zona a rischio frana attiva. In quell’anno la proprietà propone una perizia geologica alla Provincia. Il risultato, con la delibera del 12-04-2005 a firma del Presidente Alessandro Repetto e del relatore il vice Paolo Tizzoni, è stato un declassamento della frana che da attiva è diventa quiescente, vale a dire “in sonno”.
    Il 30 agosto del 2006 il Comune rilascia la concessione edilizia per la costruzione dei box interrati.
    “Ma i lavori – come ricorda il signor Mario Soddu, il residente che più si è impegnato nel contrastare quest’opera che sorgerà proprio a pochi passi da casa sua – sono cominciati già nel luglio 2006”.
    Ad occuparsi dell’intervento è la società Residenza del Chiappetto, di cui è azionista di maggioranza Antonio Matera, immobiliarista e costruttore, noto ai più per essere uno dei proprietari dell’Albikokka e del Fellini.
    Dopo appena pochi mesi si registrano i primi problemi “Nel novembre 2006 abbiamo comunicato al Comune di Genova ed ad altre autorità, allegando una copiosa documentazione fotografica, che lo sbancamento realizzato nei mesi precedenti aveva provocato vistosi cedimenti della collina” spiega Mario Soddu.

    Nel gennaio 2007 il Comune impone alla Società la messa in sicurezza dell’area. A quel punto la ditta inizia a posizionare le reti di contenimento. Dopo un periodo di sospensione, nell’agosto 2007, i lavori di scavo riprendono.
    Ma alla fine di novembre 2007 la Procura di Genova – grazie alle segnalazioni e agli esposti che l’instancabile Soddu presenta al Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri – dispone degli accertamenti nel cantiere. Vengono rilevati alcuni reati di natura amministrativa e la Procura impone alla Società la realizzazione di alcune opere necessarie per la messa in sicurezza dell’area.
    Dopo il forzato stop i lavori riprendono e nell’agosto 2008 i residenti denunciano il fatto che il cantiere venga utilizzato dalla ditta per scaricare abusivamente materiale edile e detriti vari. Per lungo tempo non ottengono risposta “Ma nel 2009 – come ricorda Soddu – per un breve periodo l’area del cantiere viene posta sotto sequestro dalla Procura”.

    Ma facciamo un salto indietro e torniamo al 2008. In quell’anno avviene un fatto sorprendente che ha il sapore amaro della beffa. Nell’ottobre 2008 infatti, un’ordinanza del Comune inserisce nell’elenco degli immobili a rischio frana ben 18 civici di via Val d’Astico. E se ciò non fosse sufficiente a confermare l’instabilità della zona, l’amministrazione comunale si premura di installare dei cartelli d’allarme della Protezione civile con l’indicazione delle norme di comportamento da adottare in caso di evento franoso.
    È inutile dire che il terreno del cantiere rientra nella zona rossa. Mentre fra gli edifici segnalati sono assenti, senza una spiegazione logica, alcuni civici posti a valle del cantiere e che negli ultimi anni hanno cominciato a mostrare inquietanti crepe.
    Il civico n. 23 è quello che vive la situazione peggiore. Palificato nel 2001, allo scopo di migliorare le condizioni di sicurezza, si è provveduto anche all’installazione di alcuni tiranti che insistevano proprio sulla collina che oggi non esiste più. Il palazzo si è spostato di un centimetro, scivolando verso valle e la costruzione dei box ha indubbiamente peggiorato la situazione. Crepe paurose hanno segnato anche il civico n. 106 che sorge a fianco del cantiere.

    “Nell’aprile 2009 – racconta ancora Soddu – nonostante le reti di protezione, si è verificata un’altra frana”.

    Finalmente nell’agosto 2009, gli abitanti di via Val d’astico, nel frattempo riuniti in un Comitato, sono stati ricevuti dal Sindaco.
    “Tante promesse di risolvere il problema – ricorda Soddu – ma ad oggi è ancora tutto fermo”.

    E la collina sventrata rimane a fare bella mostra di sé, incastonata miracolosamente, in mezzo alle abitazioni.

     

    Matteo Quadrone

  • Genova, incontro Italia – Francia per la nuova linea ferroviaria

    Genova, incontro Italia – Francia per la nuova linea ferroviaria

    Incontro presso la Camera di Commercio di GenovaSi è tenuta nelle sale della Camera di Commercio di Genova la prima riunione ufficiale tra i rappresentanti di Francia e Italia per la realizzazione del progetto LGV-PACA deciso dal governo d’oltralpe nel 2009 che prevede il potenziamento della linea ferroviaria francese da Nizza sino al confine con l’Italia.

    La Francia realizzerà la nuova linea ferroviaria a partire dal 2020 e questo primo incontro getta le basi per una collaborazione di intenti e strategie con l’Italia.

    Presenti i rappresentanti di RFF (ferrovie francesi), Regione PACA (Provenza-Alpi-Costa Azzurra), Provincia delle Alpi Marittime e, da parte italiana, Camera di Commercio di Genova, Regione Liguria e rete ferroviaria italiana rappresentata da RFI e ITALFERR.

    Inutile sottolineare i vantaggi che porterebbe il progetto francese alla città di Genova e alla Liguria: Genova-Marsiglia in tre ore, Genova-Lione in quattro ore, Genova-Parigi e Genova-Barcellona in sei ore.

    Questi risultati, però, saranno raggiungibili solo ed esclusivamente con il raddoppio della linea Genova-Ventimiglia: “Il completamento della linea ad alta velocità nel sistema ferroviario della Regione Paca – ha dichiarato l’assessore regionale Raffaella Paita – sarà efficace solo se integrata con il potenziamento organico della linea ferroviaria da Ventimiglia a Genova, in coerenza con le opere del raddoppio del ponente ligure, il Nodo di Genova e il Terzo Valico.”

    Il progetto e la collaborazione fra Regione Liguria e PACA dovrà convincere il parlamento europeo a riconoscere il Corridoio Mediterraneo all’interno delle reti TEN-T. Lo scopo è quello di rafforzare l’asse commerciale dell’Europa meridionale dalla Spagna oltre Marsiglia, coinvolgendo la Liguria e la Toscana, un tratto gravato da flussi di traffico alpini pari a 18 milioni di teu all’anno, equivalenti al 40% del traffico transfrontaliero, con la movimentazione di 20.000 mezzi pesanti.

    “Ho chiesto alla controparte francese – ha dichiarato il presidente della Camera di Commercio Paolo Odone – che la nuova linea fra Nizza e la frontiera sia attrezzata anche per le merci, oltre che per i passeggeri. In questo modo il progetto LGV-PACA servirà non soltanto a potenziare il turismo – importantissimo all’interno dell’Euroregione AlpMed (Liguria, Piemonte, Valle d’Aosta, Provenza, Costa Azzurra Rhône Alpes) – ma anche a supportare i traffici del porto di Genova. L’obiettivo di Genova-Marsiglia in tre ore di treno può diventare una realtà sia per i cittadini sia per le merci”.

    Questi contatti confermano la crescente importanza a livello economico di “fare sistema“, allargare le vedute oltre il proprio territorio per creare macro zone unite dagli stessi interessi e obiettivi.

    Il secondo appuntamento della concertazione, cui parteciperà la Camera di Commercio di Genova, si svolgerà a Mentone il 16 gennaio prossimo.