Mese: Dicembre 2011

  • Natale in piazza 2011: solidarietà in piazza Pallavicini a Rivarolo

    Natale in piazza 2011: solidarietà in piazza Pallavicini a Rivarolo

    Natale in piazza a RivaroloSabato 24 Dicembre si tiene “Natale in Piazza 2011”, manifestazione di sensibilizzazione e solidarietà che si avvia verso il traguardo dei trent’anni organizzata dall’Associazione Comunità UNA Rivarolo (As.C.U.R) – O.N.L.U.S., in collaborazione con il Municipio V Genova Valpolcevera.

    Titolo di questa edizione sarà: “Ora ricostruiAMO”. Uno slogan che svela il filo conduttore di questa giornata in Piazza Pallavicini, che ricorda la  crisi economica, politica, dell’Europa, ma anche le recenti alluvioni in Liguria, che saranno destinatarie di una grande raccolta di generi alimentari in collaborazione con i gruppi Scout – Agesci e A.C.R.

    Grande spazio infatti sarà dato all’Associazione Creativi della Notte – Music for Peace, che raccoglierà in piazza e nei supermercati di Rivarolo generi alimentari di prima necessità (riso, farina, zucchero, sale, biscotti, miele e poi legumi, pelati, tonno e carne in scatola) da destinare all’assistenza delle popolazioni liguri colpite dalle alluvioni e per gli altri progetti del sodalizio, che è stato tra i primi ad intervenire nello spezzino grazie alle scorte di cui dispone.

    Il programma prevede dalle ore 10 alle ore 18 la raccolta generi alimentari di prima necessità e il mercatino idea regalo con le Associazioni, dalle ore 16 alle ore 17 “Un’ora di silenzio per la pace”, un momento di pausa e di riflessione sui temi d’attualità in questo Natale che sarà seguito da una merenda in piazza e Auguri di Buon Natale.

     

  • Questione rifiuti, il dibattito in Consiglio comunale

    Questione rifiuti, il dibattito in Consiglio comunale

    La gestione della raccolta differenziata in particolare di carta e plastica, il conferimento presso la discarica di Scarpino di rifiuti provenienti da fuori regione, la presenza di una clausola di riservatezza sulle parti economiche in alcuni contratti stipulati da Amiu.
    La questione rifiuti ieri è stata al centro del dibattito in Consiglio comunale.

    Innanzitutto il consigliere Emanuele Basso ha ricordato come in questi giorni – ed in effetti guardandosi intorno se ne ha conferma – le campane per la raccolta di carta e plastica, vengano svuotate con minore frequenza.
    Secondo il consigliere dell’Altra Genova la scelta di rompere con Quattroerre, il consorzio di aziende private che si occupava della raccolta di questi materiali, a distanza di appena un paio di mesi si è rivelata un fallimento.
    L’Assessore al ciclo dei rifiuti, Carlo Senesi, ha confermato le difficoltà del momento, ma ha sottolineato come la scelta di Amiu di internalizzare alcuni servizi prima affidati a ditte private – a partire dal 1 gennaio 2012 Amiu si occuperà dello svuotamento delle campane – comporterà l’opportunità di aggiungere una voce positiva al bilancio dell’azienda, grazie alla valorizzazione dei materiali, in particolare carta e cartone, che una volta proprietà di Amiu potranno essere rivenduti. “L’operazione va letta in quest’ottica – spiega Senesi – e anche il recupero di plastica e alluminio consentirà un’entrata economica”. Ma per il momento si paga l’assenza di un impianto adeguato che consenta la separazione dei materiali. Nel frattempo, in attesa della realizzazione della struttura di via Sardorella, è stata acquistata una pressa per il trattamento di carta e cartone.

    Il consigliere Giuseppe Murolo, l’Altra Genova, ha invece puntato il dito contro il conferimento, presso la discarica di Scarpino, di rifiuti speciali non pericolosi provenienti da fuori regione o provincia.
    Il 20% di Scarpino si sta trasformando nella discarica di tutta Italia – accusa Murolo – Se questa è un’operazione che ha lo scopo di fare cassa bisogna assumersene la responsabilità politica”. Secondo il consigliere insomma il problema va affrontato e discusso a Palazzo Tursi.
    Mentre il consigliere di Rifondazione, Antonio Bruno, parla di 1/5 di discarica destinata ad accogliere circa 65 mila tonnellate di rifiuti speciali non pericolosi, in particolare provenienti dal nord Italia.

    Ma Bruno ritorna anche sulla questione Unieco (un consorzio di aziende che si occupano del trattamento dei rifiuti della raccolta differenziata).
    Il contratto Amiu – Unieco prevede la possibilità di conferire i rifiuti anche in sacchi chiusi – spiega Bruno – Ciò impedisce i necessari controlli che al contrario devono essere implementati”. Poi il consigliere ha ricordato che la presenza di una clausola di riservatezza sulla parte economica nel contratto Amiu – Unieco, impedisce la verifica dei termini dell’accordo e non garantisce la doverosa trasparenza.
    L’Assessore Senesi ha difeso le scelte dell’azienda ribadendo come la discarica di Scarpino sia tecnicamente autorizzata a ricevere rifiuti speciali non pericolosi. “Inoltre – sottolinea Senesi – negli ultimi 5 anni Scarpino ha accolto i rifiuti legati a due specifiche emergenze, quelle di Napoli e di La Spezia e sempre dopo i necessari accordi fra regioni o province interessate”.
    Il contratto con Unieco prevede anche la possibilità di conferire i rifiuti in sacchi chiusi – ha concluso Senesi – ma questa modalità non è mai stata utilizzata. Inoltre la clausola di riservatezza va superata ed i consiglieri devono avere accesso a tutte le parti dei contratti stipulati da aziende partecipate dal Comune”.

     

    Matteo Quadrone

  • Capodanno alla Marina Genova Aeroporto: cena, musica e magia

    Capodanno alla Marina Genova Aeroporto: cena, musica e magia

    Marina restaurant GenovaVenerdì 31 dicembre, dalle ore 20.00, il MarinaPlace alla Marina Genova aeroporto di Sestri Ponente, si  festeggia l’arrivo di un nuovo anno con La Magia di Capodanno, una cena raffinata avvolta negli incantesimi del sorprendente Magico Hermy.

    Il ristorante del MarinaPlace accompagnerà i propri ospiti alle soglie del 2012 con un menù da gourmet, dove ogni portata verrà assecondata da un vino diverso, appositamente scelto da rinomate cantine italiane.

    Intrattenitore della serata sarà Erminio Barbieri, in arte “Magico Hermy”, ospite fisso di molte serate su Rai Uno, Canale 5 e Rete 4. Divertentissimi trucchi di micromagia  lasceranno a bocca aperta gli ospiti al tavolo, simpatici giochi coinvolgenti e una Magica Lotteria finale accompagneranno la serata.

    Dopo il brindisi di mezzanotte la serata potrà proseguire con la Grande Magia Finale del Magico Hermy e con musica e ballo fino all’alba nei locali del MarinaPlace Cafè.

    Menu 100 euro a persona. É gradita la prenotazione al numero 010 659401 .

  • Natale 2011: calo dei consumi e saldi anticipati al 5 gennaio

    Natale 2011: calo dei consumi e saldi anticipati al 5 gennaio

    Shopping on lineSaldi anticipati in tutte le più importanti città italiane (5 gennaio) ad esclusione di Roma:  la notizia pare scontata in tempi di crisi che costringono ad un più attento bilancio famigliare. Qualcuno, io credo lungimirante, aveva proposto di anticiparli al Natale per incrementare quei consumi che registrano un previsto calo del 2,4%, rispetto al 2010, della spesa dedicata ai tradizionali regali.

    Lungimirante perché a fronte delle manovre che il governo si appresta a varare, ogni famiglia vedrà assottigliarsi la disponibilità di denaro da investire in questa consolidata tradizione e, senza di questo, pare ovvio che non si possano fare grandi spese.

    I settori maggiormente penalizzati saranno, secondo gli esperti, editoria, abbigliamento ed elettrodomestici. Sarà più difficile rinunciare ad alimentari e giocattoli, mentre sempre più persone sembrano orientarsi ad acquisti su internet (13%) con un bilancio che si preannuncia negativo per commercianti ed artigiani. Recessione, dunque, che Confcommercio stima in un calo dei consumi pari 0,3% per l’anno 2012 e un calo del PIL valutabile intorno ad un -0,6%.

    Previsioni che nonostante la loro intrinseca negatività, appaiono ottimistiche rispetto all’aria di scoraggiamento che serpeggia tra i disincantati acquirenti che affollano le vie del centro. La solita folla natalizia ma poche code alle casse, i soliti sguardi di desiderio ma l’occhio fisso sul prezzo, i soliti gioiosi pacchi infiocchettati ma con un contenuto più scarno e di minor valore: ecco il Natale 2011.

    Affollatissimi, al contrario i mercatini che, con pochi euro, offrono idee poco costose ma foriere di quel pensiero di affetto e di ricordo insito in questo gesto ben augurale. In linea con uno spirito di parsimonia, va molto di moda il regalo fai da te: un cesto confezionato in modo casalingo, capi in lana sferruzzati con amore, decorazioni dipinte con pazienza, bigiotteria inanellata con fantasia e così via, in nome del più rigoroso risparmio. A latere, naturalmente, si muove un popolo di “paperoni” a cui le novelle tasse non cambieranno la vita e che si possono permettere borse firmate dai costi improponibili o la gioia di un nuovo e brillante gioiello.

    Ma all’insegna di “non lasciamoci scoraggiare” si potrebbero orientare i consumi verso cammini più pratici e fantasiosi e, all’insegna della provocazione, propongo una bella bistecca infiocchettata in  “carta dorè”, un vasetto di pesto per “primo DOC”, un buono benzina per “treni locali soppressi”, un paraocchi per “sguardi indiscreti allo speco della politica”, una sfera di cristallo “ per vaticinare la fine della crisi” e un caleidoscopio “per il ritorno di un mondo a colori.

    Quello che rimane a buon prezzo, anzi è gratis, è lo spirito di solidarietà, di amore e pace che dovrebbe permeare l’atmosfera di questi giorni ma come diceva Epicuro “nessuno può essere saggio a stomaco vuoto2 e, dunque, prepariamoci ad un Natale un po’ più triste con un pensiero di solidarietà a coloro a cui, con un reddito già minimo, questo Natale regalerà altra povertà.

    Adriana Morando

     

  • Privilegi della Casta? Ci sono cose più importanti da affrontare

    Privilegi della Casta? Ci sono cose più importanti da affrontare

    Non c’è dubbio che questa classe politica abbia accumulato negli anni privilegi faraonici. Tant’è che  ormai si parla dei nostri politici usando abitualmente il fortunato termine di “casta”, suggerito dal best-seller omonimo dei giornalisti del Corriere della Sera Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella.

    Anche grazie a inchieste come questa gli Italiani hanno cominciato a prendere coscienza del fatto che una grande parte della politica ha perso di vista il senso del proprio lavoro e della propria missione per dedicarsi alla cura dei propri interessi personali e al mantenimento dei propri privilegi. Non è un fatto inedito: lo riscopriamo ciclicamente.

    Primo fu Berlinguer nel ’81 con la questione morale; poi venne Tangentopoli nel ’92 con la corruzione dei partiti. Ci risvegliamo a fiammate, salvo poi riaddormentarci ogni volta. Anche se rimane nella gente un senso viscerale di disgusto e disillusione per la politica, tutto viene come rimosso, dimenticato, archiviato, nell’illusione che, dopo essersi sfogati, basti non parlarne più per riprendere una vita normale. E invece il problema si ripresenta sempre.

    Per chi ha seguito da vicino la politica nel ventennio berlusconiano, sa benissimo che, a destra come a sinistra, c’erano molte ragioni per rendersi conto di come la classe politica non si fosse affatto rigenerata. Per tutti gli altri si ricomincia nel 2007, in sordina, quando esce, appunto, La Casta di Rizzo e Stella.

    Nel 2008 scoppia la crisi delle banche anglosassoni, ma comincia anche il quarto governo Berlusconi, che rimarrà negli annali come uno dei momenti più bassi per la dignità della nostra classe politica, a causa di proposte di legge sempre più liberticide, di politici sempre più impresentabili, di comportamenti pubblici sempre più spregiudicati e di scandali sempre più numerosi.

    Infine, con il paese sull’orlo del default, Berlusconi si dimette e arriva Monti con una manovra “lacrime e sangue” di cui abbiamo parlato più volte. Ed è a questo punto che, come dicevano Gino e Michele, «anche le formiche s’incazzano».

    Per anni abbiamo tollerato dai nostri politici cose che in nessuna democrazia conosciuta si tollererebbero; cose che sono possibili solo nel paese dei feudi, delle signorie e dei potentati, del «io so’ io, e voi non siete un cazzo», del «è normale che chi ha potere lo usi: lo faresti anche tu». Poi improvvisamente, quando la situazione si fa tragica, imbracciamo i forconi.

    E’ in quest’ottica che va considerata la nuova campagna “anti-casta” che sta appassionando il paese: da una parte cittadini indignati e organi di stampa improvvisamente conquistati alla causa che chiedono l’abolizione dei vitalizi e la riduzione degli stipendi, dall’altra politici arroccati nella difesa spudorata dei privilegi acquisiti. Per alcuni tutto ciò sembrerà una grande conquista, ma purtroppo lo è solo in parte: vale a dire che, continuando su questa strada, probabilmente otterremo poco, faremo danni peggiori e poi ci riaddormenteremo nuovamente.

    Infatti, se è senz’altro giusto chiedere che i nostri mille parlamentari partecipino ai sacrifici del paese rinunciando a un po’ dei loro costosi privilegi, questo non può bastare. Non è un’eventuale rivalsa che ci dovrebbe appagare. Il fine dovrebbe essere piuttosto quello di avere una classe politica onesta ed efficiente. Per questo pensare solo ad abolire i privilegi non può portarci lontano.

    Ad esempio, sul tema dei vitalizi abbiamo già commesso degli errori. Scandalizzati dalla cronaca di Stella e Rizzo, che raccontava come i parlamentari prendessero la pensione solo per il fatto di essere stati eletti e senza versare i contributi che tutti gli altri cittadini sono tenuti a versare per legge, abbiamo ottenuto a furor di popolo l’obbligo minimo di una legislatura: ora un parlamentare per avere la pensione deve fare almeno 5 anni in parlamento. Ma il vitalizio non è di per sé un privilegio: è una garanzia di democrazia.

    Per la Costituzione i parlamentari sono in carica senza vincolo di mandato: significa che non devono rispettare accordi politici, ma solo votare per il bene dei cittadini. Per evitare che potessero subire ritorsioni per questo, si garantiva che, terminato il loro incarico, avessero comunque di che vivere: ecco il senso del vitalizio. Invece con il limite dei 5 anni cosa abbiamo ottenuto? Abbiamo ottenuto i Razzi e gli Scilipoti, cioè persone che, solo per garantirsi il vitalizio (si veda il video-confessione trasmesso da Nuzzi su LA7), il 14 dicembre 2010 tennero in piedi una legislatura già finita e una maggioranza risicata che non prenderà più alcuna misura seria, portando lo spread a 570 punti e il paese sull’orlo del fallimento. Un bel risultato.

    Chiedere l’adeguamento degli stipendi dei parlamentari alla media europea, invece, è senz’altro più sensato. Eppure io non mi scandalizzo tanto per il fatto in sé che i miei politici siano i più pagati di Europa: mi andrebbe anche bene, se fossero i migliori. Il problema è che sono i peggiori. Se li pago meno, certo sono più contento: ma resto comunque molto preoccupato per la loro scarsa affidabilità.

    Insomma, la lotta ai privilegi va certamente bene, se è fatta con criterio: il politico non deve avere nulla che non sia strettamente necessario per la sua funzione. Ma se vogliamo delle regole che servano ad avere politici migliori, dovremmo preoccuparci di chiedere una buona legge elettorale, di esigere un codice etico molto più severo e soprattutto di scardinare il sistema di potere dei partiti, che si basa su un finanziamento pubblico troppo generoso e un finanziamento privato poco trasparente.

    I partiti, in barba a un referendum votato da una larghissima maggioranza di cittadini, si auto-assegnano rimborsi elettorali astronomici; poi, grazie ad incredibili agevolazioni fiscali, raccolgono anche denaro privato tramite le fondazioni, che non hanno bilanci pubblici (memorabile la giustificazione di D’Alema: «c’è la privacy!»).

    E’ così che diventano troppo vicini a una certa imprenditoria, così che controllano la Rai, Finmeccanica e tutte le altre aziende pubbliche, che pilotano gli appalti pubblici e che prospera il virus del conflitto di interessi.

    Ecco dove bisognerebbe dirottare la nostra attenzione e dove sono le regole da cambiare. Eppure, anche le regole migliori del mondo non bastano a regalarci una buona politica. Contro i cattivi politici c’è solo un metodo infallibile, già sperimentato e vecchio di centinaia d’anni: non votarli.

    Andrea Giannini

  • Capodanno alla Tosse con lo spettacolo Tarocchi Bazar

    Capodanno alla Tosse con lo spettacolo Tarocchi Bazar

    Tarocchi BazarNella notte di San Silvestro, a partire dalle 2215, al Teatro della Tosse andrà in scena “Tarocchi Bazar giocando al Mercante in Fiera, uno spettacolo di Tonino Conte e Gianni Masella tratto da “Il Mistero dei Tarocchi” , lo storico spettacolo estivo opera di Conte e Gian Piero Alloisio.

    Protagonisti di questa nuova edizione saranno Alessandro Bergallo, Paola Bigatto, Enrico Campanati, Pietro Fabbri e Giua che ha curato anche le canzoni dello spettacolo, i tarocchi nella scenografia sono quelli realizzati da Emanuele Luzzati.

    Gli attori daranno vita ai personaggi dei Tarocchi, come Il Papa, la Fortuna, la Luna, l’Appeso, che intrecceranno le loro storie e le loro aspettative sul nuovo anno. Protagonisti saranno anche gli spettatori che verranno coinvolti nel tradizionale gioco del mercante in fiera e potranno attraverso le carte decidere il destino dei personaggi e dello spettacolo!

    La sorte assegnerà le carte, mentre lo spettacolo farà il resto, assegnando punti o penalità, elargendo fortune o mettendo ostacoli alla buona sorte.

    Al termine dello spettacolo il pubblico potrà brindare al nuovo anno con attori, registi e tecnici nel foyer del Teatro della Tosse.

    Biglietti (incluso brindisi di mezzanotte): intero € 38; ridotto € 35; Abbonati Tosse in due € 25; ragazzi fino a 14 anni € 15

  • Festival “Christmas In Rock” a Rapallo

    Festival “Christmas In Rock” a Rapallo

    splinderpariGiovedì 22 dicembre a partire dalle 19 in piazza Veneto a Rapallo, si festeggia il Natale a ritmo di rock: band liguri si alterneranno sul palco per proporre agli spettatori il loro repertorio.

    Tra i protagonisti del Festival “Christmas In Rock”, un gruppo storico del levante , gli Splindeparì: sonorità prog rock, oltre dieci anni di attività, e due album, “Splindeparì” e “Sinfonie di versi male detti”. La band proporrà anche acluni brani estratti dal nuovo disco “Meloria (Menti Logiche Ridiamo Assieme)”.

    A seguire i Problem Child, cover band di Rapallo che riproporrà i classici di storiche band quali Ac/Dc, Metallica, Kisse Iron Maiden, ed altre band emergenti provenienti dalla Sala Musica del Comune di Rapallo, gestita dall’associazione culturale Nero Events: Mind’s Riddle’s Mind, Mask of Pain, The Cookies e Stramonia.

  • Emergenza casa, un nuovo bando per l’assegnazione di alloggi popolari

    Emergenza casa, un nuovo bando per l’assegnazione di alloggi popolari

    Presentato stamattina dall’Assessore comunale alle politiche abitative, Bruno Pastorino, un nuovo bando per l’assegnazione di alloggi popolari che si rendano disponibili nel Comune di Genova.
    Un concorso finalizzato all’inserimento di nuove domande ma funzionale anche all’aggiornamento della graduatoria esistente.
    “Per il momento non voglio azzardare numeri relativi agli alloggi di edilizia residenziale pubblica che riusciremo ad assegnare – spiega Pastorino – Invitiamo tutti a fare domanda e l’amministrazione cercherà di ottenere il miglior risultato possibile”.

    La priorità nell’assegnazione sarà data ai soggetti sfrattati per finita locazione e in possesso di requisiti quali la presenza in famiglia di persone disabili, di anziani con un’età superiore ai 65 anni, di minori.
    Le domande di partecipazione devono essere compilate in tutte le loro parti su appositi moduli in distribuzione presso gli uffici comunali e devono essere presentate direttamente, oppure spedite a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno, improrogabilmente entro il 22 febbraio 2012 all’Ufficio Protocollo – Archivio Generale del Comune, piazza Dante 10.

    “Il disagio abitativo ormai è un dato strutturale del nostro Paese – aggiunge Pastorino – il Ministero delle Infrastrutture ha stimato recentemente in 3 milioni e mezzo, il numero di famiglie a rischio casa. Praticamente il 13% delle famiglie italiane”.
    “Inoltre – continua l’assessore – il Fondo nazionale di sostegno all’affitto è stato azzerato passando da 143 a 14 milioni. 4200 famiglie genovesi finora, grazie all’aiuto del Fondo, sono riuscite a conservare gli alloggi ma per il futuro c’è una doverosa preoccupazione”.

    Un solo dato è sufficiente per comprendere la gravità dell’emergenza. Nel 2008 sono stati assegnati 191 alloggi di edilizia residenziale pubblica, nel 2011 ben 315.
    “Questo sostanzioso aumento è il frutto degli sforzi compiuti negli ultimi anni – sottolinea Pastorino – e per ancora un paio di anni vedremo i benefici del nostro lavoro che ci ha permesso di raggiungere il livello più alto dal 2000 ad oggi”.
    Ma qual è la situazione attuale e come procedono i progetti in corso?
    I programmi di intervento promossi e gestiti dal Comune – sostenuti da finanziamenti statali e regionali – coinvolgono soggetti privati e l’Arte di Genova. Gli alloggi previsti – destinati alle fasce più deboli della popolazione – sono 789. Appartengono al patrimonio di edilizia residenziale pubblica, al patrimonio disponibile del Comune oppure sono proprietà di Arte.

    Finora gli immobili ristrutturati e recuperati per uso abitativo sono 294.
    Ma i cantieri che sono già avviati ci fanno ben sperare – puntualizza Pastorino – e per quanto riguarda il prossimo anno sono convinto che potremmo ottenere risultati interessanti”.
    Sono infatti rispettivamente 86 e 156 gli alloggi che hanno lavori oppure appalti in corso. E oltre 200 sono i progetti di intervento che il settore politiche della casa intende sviluppare.

     

    Matteo Quadrone

  • Ritardi nei pagamenti, le imprese scrivono al premier Monti

    Ritardi nei pagamenti, le imprese scrivono al premier Monti

    L’ultimo si è tolto la vita appena una settimana fa. Si tratta dell’ennesimo suicidio di un imprenditore veneto che – a causa dell’impossibilità di riscuotere i suoi crediti di lavoro – non riusciva più a far fronte all’esposizione verso banche e fornitori.

    La tragedia ha portato alla ribalta un problema – quello dei ritardi nei pagamenti per forniture o servizi già erogati alla pubblica amministrazione – che spesso ha messo in ginocchio, in alcuni casi costringendo al fallimento,  imprese che da mesi aspettavano di incassare i compensi dovuti.
    “Per coloro che hanno lavorato, pagato gli stipendi, i contributi previdenziali e le tasse per i propri dipendenti ogni mese, le bollette per le utenze ogni due mesi, risulta insopportabile essere pagati a 6-8 o magari 12 mesi e non è un’esagerazione – scrivono in una lettera appello inviata al premier Monti le aziende venete – è ciò che accade quotidianamente nelle transazioni commerciali tra aziende private se non si ha un grande potere contrattuale. Ancora più insopportabile è quando i ritardi di pagamento sono riconducibili allo Stato, alle Regioni e agli Enti locali, con l’alibi dei vincoli imposti dal Patto di stabilità interno”.
    “Le imprese hanno bisogno di ricevere tempestivamente quanto dovuto per il lavoro prestato – aggiungono le 8 associazioni di categoria che hanno sottoscritto l’appello – gli strumenti ci sono”.
    In effetti una direttiva europea impone tempi certi di pagamento30 giorni per la normalità e 60 solo per i casi eccezionalidal pubblico verso il privato, pena il pagamento di interessi di mora progressivi che scattano già dopo un mese e partono dall’8%.

    Ma sarebbe necessario un recepimento anticipato della direttiva. Invece a fine ottobre la Commissione bilancio della Camera ha stralciato dal testo della legge Comunitaria 2011 il provvedimento sul ritardo nei pagamenti, considerandolo troppo oneroso per i bilanci della pubblica amministrazione. Di fatto il recepimento della direttiva è slittato al marzo 2013, termine fissato per l’adeguamento degli ordinamenti nazionali.

    I numeri sono impressionanti ed imporrebbero un’accelerazione perché il tessuto delle piccole imprese – già fragile e segnato profondamente dalla crisi – ormai pare al collasso.
    Nel 2011 parliamo di 90 miliardi di euro di crediti vantati dalle imprese italiane nei confronti della pubblica amministrazione.
    L’Ance (Associazione nazionale costruttori edili), in un recente rapporto, ha sottolineato come la quasi totalità delle imprese di costruzioni che operano nel settore dei lavori pubblici subisca ritardi di pagamento. In particolare nel secondo semestre 2011 i tempi medi di pagamento dei lavori pubblici hanno raggiunto la soglia degli 8 mesi e il ritardo medio corrisponde a 159 giorni.

    Da un’indagine di Legacoop, che ha interpellato un vasto campione di cooperative associate, è emerso come il ritardo medio sui tempi di pagamento, si aggiri sui 270 giorni (in pratica 7 mesi).
    “Il punto più dolente è quello della sanità pubblica – spiega Ferdinando Palanti, presidente Legacoop servizi – le Asl sono le peggiori pagatrici e lì abbiamo registrato il maggior ritardo nei pagamenti”.
    “Naturalmente questo dipende dai minori trasferimenti alle Regioni dal governo centrale – conclude Palanti – ma non possono essere gli imprenditori a dover farsi carico di questo problema”.

     

    Matteo Quadrone

  • Presentazione de “Storia della follia”, di Michel Foucault a Palazzo Ducale

    Presentazione de “Storia della follia”, di Michel Foucault a Palazzo Ducale

    FoucaultMercoledì 21 novembre alle ore 1730  a Palazzo Ducale si tiene la presentazione della prima versione italiana integrale de Storia della follia”, di Michel Foucault, a cura di Mario Galzigna, a cinquant’anni di distanza dalla sua prima uscita (Folie et déraison. Histoire de la folie à l’âge classique, Plon, Paris 1961).

    Questa nuova edizione italiana colma le lacune e le omissioni delle traduzioni italiane precedenti e include anche la prefazione del 1961, che Foucault aveva voluto eliminare già a partire dalla seconda edizione francese.

    Si tratta di un evento editoriale della massima importanza, soprattutto nell’attuale congiuntura politica e filosofica, segnata da un crescente e rinnovato interesse per l’opera di Foucault: un interesse favorito anche dalla pubblicazione, ancora in corso, dei suoi Corsi al Collège de France (1970-1984). L’ultimo corso del 1984, Il coraggio della verità – in libreria nei prossimi giorni grazie all’edizione feltrinelliana curata da Mario Galzigna – mette in primo piano l’antagonismo del cinico: un’alterità indomabile, altrettanto radicale quanto lo è stata, in epoca moderna e contemporanea, l’alterità irriducibile del folle.

     

     

  • Ruby “rubacuori” ha avuto un figlio: ma chi se ne frega!

    Ruby “rubacuori” ha avuto un figlio: ma chi se ne frega!

    Ruby rubacuoriE’ uscita su tutti i giornali, le agenzie di stampa hanno battuto con foga la notizia riportata in tempo reale dai portali web… Cosa è successo? Chi è morto? No no cari miei, Ruby “rubacuori” ha avuto un bambino...

    Ma siamo matti?! Addirittura la notizia si è rincorsa da sola tutto il dì, fra smentite e falsi allarmi, c’è addirittura chi l’ha definito un “giallo”…

    Quando si assiste a questi spettacoli indecenti la fiducia nei confronti del genere umano sfuma via come un incenso profumato, perché, tra l’altro, l’articolo sul bimbo di Ruby è stato uno dei più letti della giornata. E si torna con il dito puntato contro noi stessi: siamo un nutrito gruppo di coglioni?

    Già c’è chi considera stupida e fuorviante la stampa che si occupa di parti (senza y) e inciuci di vip o presunti tali, in questo caso neanche di vip o presunti tali si tratta.

    Vi prego di fare una cosa, non voglio risultare sgarbato o poco delicato, ma per piacere se avete cliccato su quella notizia almeno abbiate il buon gusto di farvi qualche domanda, di provare a migliorarvi, mettete in campo l’orgoglio e la dignità, insomma, non abbiate vergogna di lavorare su voi stessi.

    Gabriele Serpe

     

  • Festival SenzaVoce al Crazy Bull di Sampierdarena

    Festival SenzaVoce al Crazy Bull di Sampierdarena

    Crazy BullVenerdì 23 dicembre al Crazy Bull Cafè di Sampierdarena  dalle 21.30 torna il festival  “Senza Voce“, nella X-Mas Edition: uno spettacolo autoprodotto da bands cittadine che presenteremmo il meglio della loro proposta musicale, nato per dare voce ai gruppi di giovani musicisti genovesi che non riescono a farsi conoscere in una città dove i posti dove suonare la musica live scarseggiano.

    Il Warm Up sarà affidato a Chaos del Signor Gaza (rock, alternative) e ai Blind Carnival (alternative rock, ska).

    Subito dopo il vero e proprio spettacolo con le band Distorsione Mentale (alternative rock), Just Add Melody (alternative rock), Simonetta Boys (Indie Prog) e Freaks of The Week (funk, rock) Guest Star Pier Gonella, chitarrista metal di fama internazionale.

    Ingresso o consumazione 8 euro(cocktail) o birra media 5 euro.

  • Italia Wave Band 2012: bando di concorso per giovani musicisti

    Italia Wave Band 2012: bando di concorso per giovani musicisti

    Musica elettronicaGiovani membri di band musicali, avete un brano e/o un disco completo nel cassetto e non vedete l’ora di farlo emergere? Bene, è aperto il bando per una delle opportunità più interessanti del panorama musicale italiano: Italia Wave Band 2012, concorso per formazioni emergenti che Fondazione Arezzo Wave Italia e Italia Wave Network organizzano dal 1987.

    Requisiti indispensabili? Non conta quale genere musicale vi appartenga, l’importante è che non abbiate un contratto con nessuna major discografica e che non abbiate mai vinto una precedente edizione di Italia Wave.

    Per partecipare potete caricare il vostro materiale entro il 15 gennaio 2012 direttamente sul sito di Italia Wave: bastano 2 brani mp3, la scheda biografica della band e altre informazioni tecniche. La partecipazione è gratuita e sarete poi contattati per una delle serate live di selezione che si tengono in tutta Italia.

    Marta Traverso

  • Zuchender Fleisch: finissage della mostra di Ksenja Laginja

    Zuchender Fleisch: finissage della mostra di Ksenja Laginja

    il volo della maschera ksenja laginjaArte e poesia in pieno centro storico: MF Gallery, in vico dietro il Coro della Maddalena, ospita fino a giovedì 22 dicembre la mostra Zuchender fleisch, disegni a inchiostro su carta a opera di Ksenja Laginja.

    L’artista incontrerà il pubblico in occasione del finissage della mostra, una serata dedicata all’arte e alla poesia che culminerà nel reading Eretismi convulsivi insieme alla poetessa genovese Chiara Daino, che nell’occasione presenterà il suo romanzo L’eretista.

    L’appuntamento è per giovedì 22 dicembre alla MF Gallery, a partire dalle 18.30.

    Marta Traverso

  • Incontro con Armando Siri, candidato sindaco del Partito Italia Nuova

    Incontro con Armando Siri, candidato sindaco del Partito Italia Nuova

    Armando SiriAbbiamo incontrato Armando Siri, giornalista quarantenne, genovese ma residente a Milano, candidato sindaco alle prossime elezioni comunali per il Partito Italia Nuova, una formazione politica nata recentemente che si propone come portatrice di istanze innovative e soprattutto di un nuovo modo di concepire la politica. Infatti uno dei principali obiettivi di Italia Nuova è la trasformazione della pubblica amministrazione in un’organizzazione leggera ed efficiente in grado di occuparsi di poche funzioni essenziali, utili al bene comune. “Uno stato non rappresentativo ma funzionale, con precisi ruoli, compiti e responsabilità e la possibilità per i cittadini di esercitare davvero la propria sovranità e di licenziare il governo che non funziona in qualsiasi momento – si legge nel programma nazionale – Nell’Italia nuova non c’è posto per centinaia di assemblee che si riuniscono con decine di migliaia persone per decidere”.

    Quindi meno apparati e una burocrazia più agevole. Ma questo ambizioso progetto è applicabile anche alla “macchina comunale”?
    Assolutamente sì. Oggi percepiamo – nei singoli cittadini e negli operatori economici – un sentire comune per cui l’ente pubblico rappresenta un fattore di profondo disagio. Questo perché viviamo in uno stato punitivo. Le persone arrancano per mettersi in regola con delle istituzioni sempre più complicate e la loro stessa esistenza risulta ipotecata da un eccessivo sistema di regole.
    Il Comune deve assumere invece un atteggiamento collaborativo con i cittadini perché il suo scopo primario deve essere il bene comune.

    Ma quali interventi sono possibili concretamente?
    Nell’ambito dei poteri affidati al sindaco – nel caso in cui fossi eletto – mi impegnerò per rendere più leggera la “macchina comunale”. Sicuramente un’organizzazione più funzionale si può ottenere soltanto razionalizzando le spese ed eliminando gli sprechi.

    Il primo punto del suo programma riguarda il problema parcheggi. Lei propone l’introduzione di un bollino annuale che darà il diritto di sosta ovunque – a condizione di non creare intralcio o pericolo – senza incorrere in sanzioni. Con il ricavato saranno finanziate nuove aree di parcheggio e il rifacimento del manto stradale. Ma con un soluzione simile non si corre il rischio di disincentivare il trasporto pubblico?
    Oggi ci troviamo a fare i conti con un determinato numero di automobili che circolano nelle nostre città. Lo stato con gli incentivi ci ha spinto ad acquistare l’auto ma una volta comprata ci costringe a tenerla ferma onde evitare multe. Questa vuol dire prendere in giro i cittadini. Il compito del Comune è incentivare l’uso dei mezzi pubblici cercando di migliorare il servizio. Ma deve cessare il metodo punitivo che l’amministrazione comunale esercita sugli automobilisti al fine di recuperare denaro per esigenze di bilancio.

    Per migliorare l’efficienza del servizio di trasporto pubblico, secondo lei, la metropolitana di superficie potrebbe rappresentare una soluzione?
    Potrebbe esserlo ma richiede fondi importanti che al momento non sono disponibili. Da subito si può invece intervenire potenziando le linee. Oggi il 17% dei cittadini che viaggiano in autobus non paga il biglietto. Non è più tollerabile. Noi proponiamo di installare su ogni mezzo dei rilevatori della banda magnetica di ciascun biglietto o abbonamento per sanzionare chi non sarà in regola.
    Il regolare pagamento del titolo di viaggio consentirebbe ad Amt di avere maggiori risorse per aumentare la frequenza delle linee.

    Un altro punto del suo programma riguarda un progetto di riqualificazione degli edifici pubblici e privati al fine di migliorare l’immagine della città. Il Comune si impegnerà a stanziare 90 milioni in 5 anni – ha scritto nel suo programma – ma dove si trovano queste risorse?
    Si tratta di 18 milioni all’anno. Che possono essere recuperati grazie all’extragettito del bollino annuale delle auto, dal risparmio ottenuto con una gestione più attenta della “macchina comunale”, da una parte dell’addizionale Irpef che verrà impiegata in questo senso. Noi – come tutte le amministrazioni – abbiamo l’obbligo di razionalizzare le risorse e di rimetterle in circolazione affinché creino nuovo valore.

    Parlate anche di minore burocrazia nei confronti dei cittadini, in particolare commercianti ed operatori degli esercizi pubblici, ma in termini concreti quali novità ci attendono?
    Un ristorante oppure un bar che voglia semplicemente migliorare il suo servizio – magari posizionando alcuni tavolini all’ esterno del locale – non deve avere timore che qualche funzionario comunale possa ostacolare la sua iniziativa. Al contrario il Comune deve essere a totale disposizione del cittadino. Aiutandolo a realizzare il suo progetto nel rispetto delle norme, fornendogli la consulenza necessaria.

    Genova è sempre più una città della cultura ma secondo lei con la cultura si mangia? In altre parole conviene investire in questo senso?
    Ci si alimenta l’anima e il cuore con la cultura, questo sì. Una comunità se vuole crescere in termini di consapevolezza non ne può fare a meno. Sicuramente il Comune nel limite delle sue risorse – e magari proponendo iniziative in collaborazione con i privati – deve promuovere il patrimonio culturale delle città. Penso ad esempio al nostro fantastico teatro dell’opera oppure a Via Garibaldi, così ammirata da chi per la prima volta transita da Genova.

    IL Comune come può agire per agevolare chi vuole investire a Genova e creare nuove opportunità di lavoro?
    Semplicemente cercando di non ostacolare queste realtà.

    Per quanto riguarda alcune tematiche che suscitano forti contrapposizioni – ad esempio la costruzione della moschea al Lagaccio e la realizzazione della gronda – lei si è detto favorevole all’indizione di referendum propositivi. Cosa ne pensa invece del progetto inceneritore a Scarpino?
    I gassificatori sono un argomento che va affrontato con razionalità. Allo stato attuale rappresentano uno strumento valido per risolvere il problema rifiuti.
    Ma anche in questo caso ritengo che – laddove ci siano dei temi così sentiti e laceranti per la città – il sindaco debba chiedere ai cittadini.

    Matteo Quadrone

     

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