Anno: 2011

  • Inquinamento acustico: una sentenza apripista condanna Autostrade spa

    Inquinamento acustico: una sentenza apripista condanna Autostrade spa

    Una sentenza destinata a fare giurisprudenza, una prima vittoria legale contro l’inquinamento acustico prodotto in alcuni tratti autostradali che tagliano la nostra città, è stata emessa dal Tribunale di Genova il 22 novembre scorso.
    Sono state infatti riconosciute le ragioni del signor Angelo Valente, anziano pensionato abitante in via Diano Marino a Genova Palmaro, al quarto piano di un condominio con vista sull’autostrada A 10.

    La società Autostrade S.P.A è stata condannata a risarcirlo per danno esistenziale – a causa dell’eccessivo rumore provocato dal traffico veicolare che scorre ad appena venti metri in linea d’aria dalla sua abitazione – con 10 mila euro (più le spese legali).
    Una cifra modesta ma che assume un alto valore simbolico perché comunque rappresenta una vittoria di un cittadino comune contro il colosso che gestisce la stragrande maggioranza delle autostrade italiane.
    È una valutazione discrezionale ed equitativa del giudice – spiega l’avvocato Laura Buffa che ha curato tutto l’iter legale – è un aspetto fondamentale in cause di questo tipo perché a differenza del danno biologico, per quanto riguarda il danno esistenziale non esistono parametri o tabelle di riferimento”.
    E poi c’è un problema comune a tutto il sistema giudiziario italiano: la girandola di giudici che spesso si avvicendano durante lo svolgimento del processo. “Nel caso del signor Valente è cambiato tre volte – racconta Buffa – questo fattore influisce pesantemente sull’esito finale”.

    Ma la novità fondamentale è che per la prima volta la sentenza obbliga Autostrade spa ad adottare gli strumenti idonei a ricondurre le immissioni acustiche entro i limiti della tollerabilità.
    “In Liguria ho seguito diversi casi contro Autostrade spa – aggiunge l’avvocato – e la società ha sempre proposto la transazione”. Di conseguenza la causa veniva abbandonata in cambio di denaro.
    Questa volta invece il gestore del tratto autostradale incriminato dovrà intervenire concretamente.

    Se Autostrade spa non si attiverà per riportare le immissioni a norma faremo richiesta di esecuzione forzata” annuncia l’avvocato.

    Ad onor del vero nel 2006quando la citazione della causa è arrivata ad Autostrade spa – quasi in contemporanea sono iniziati i lavori per la sistemazione dei pannelli fonoassorbenti in quel tratto di autostrada che attraversa Genova Palmaro. Una mossa probabilmente dettata dalla palese consapevolezza di essere fuori da ogni regola. Peccato che i pannelli, sistemati verticalmente e senza copertura, paradossalmente hanno peggiorato la situazione convogliando le immissioni verso l’alto.

    “La causa è partita nel 2006 ma i problemi del signor Valente perdurano da oltre 30 anni”, spiega Buffa. Dopo il raddoppio della Savona-Genova, realizzato a metà anni ’70, la vita dell’uomo e della sua famiglia è cambiata: molto difficile interloquire a normale livello di voce in casa con le finestre aperte, impossibile stare sul balcone, ascoltare radio o televisione.
    “Siamo riusciti ad allegare alcuni certificati medici relativi agli ultimi anni ma purtroppo il danno biologico non è stato riconosciuto”, aggiunge l’avvocato. In altri termini l’origine dei problemi di sordità, e della psoriasi nervosa dell’uomo non possono essere direttamente riconducibili alle immissioni acustiche prodotte dall’autostrada.

    È stato invece riconosciuto il danno esistenziale causato alla vita di relazione del signor Valente.
    “Si è perpetrato un illecito ai danni del nostro assistito che va a violare alcuni diritti costituzionali”, spiega l’avvocato. In particolare sono stati lesi gli articoli 2 (relativo alle formazioni sociali), l’art. 29 (diritti della famiglia), l’art. 32 (tutela della salute) della carta costituzionale.
    Il giudice ha stabilito che il nostro cliente non è stato in grado di esplicare la sua personalità in famiglia – continua Buffa – Abbiamo ascoltato una serie di testimoni che hanno confermato di non recarsi più in visita al signor Valente perché era impossibile soggiornare in quella casa mentre altri non gli telefonavano nemmeno più. Per quanto riguarda i problemi di salute abbiamo dimostrato che l’uomo e tutta la sua famiglia, per riuscire a dormire sono stati costretti per anni ad assumere psicofarmaci e calmanti”.

    La legge prevede tollerabili 3 decibel eccedenti il rumore antropico di fondo, mentre le perizie fonometriche erano arrivate a rilevarne punte massime fino 19 eccedenti.
    “Le misure del rumore hanno scala logaritmica e quindi ad ogni 3 decibel (come potenza disturbante) il rumore raddoppia – spiega Gian Paolo Bellone, responsabile ligure per il Movimento Difesa del Cittadino e Legambiente – Per quella famiglia e le famiglie vicine all’autostrada il rumore percepito è una enormità”.

    E pensare che, quando nel 2006 iniziò la causa, in zona Palmaro erano tanti i cittadini interessati dalla questione. “Probabilmente la paura di dover sostenere spese eccessive e affrontare lunghi processi ha fatto desistere molte persone – sottolinea Buffa – e l’unico che ci ha creduto fino in fondo è stato il signor Valente”.
    Eppure parliamo di una causa di per sé tecnicamente semplice perché finora il superamento dei limiti è stato sempre accertato dalle perizie fonometriche. “Inoltre – come ricorda l’avvocato – la causa è durata 5 anni, in linea con la media italiana”.

    Indubbiamente trovarsi di fronte una società come Autostrade spa incute timore.

    Ma oggi è necessario comunicare e diffondere il più possibile una sentenza che può essere l’apripista per altre rivendicazioni di cittadini sottoposti quotidianamente a simili situazioni di disagio.

     

    Matteo Quadrone

  • Storia di Genova: gli animali dei genovesi fra realtà e fantasia

    Storia di Genova: gli animali dei genovesi fra realtà e fantasia

    Cattedrale S.LorenzoNella storia di Genova ricca di streghe, pirati e fantasmi non potevano mancare animali reali o nati dalla fantasia popolare che compaiono più o meno nascosti, in molti angoli della nostra città.

    I più noti sono i leoni stilofori, risalenti al 1840, opera dello scultore Carlo Rubatto, che campeggiano, maestosi, ai lati della Cattedrale di S. Lorenzo. Simbolo della forza che sta a guardia dello spazio sacro (Cristo è chiamato “il leone della tribù di Giuda”), fregiano la facciata della chiesa con il loro marmo bianco parimenti a quelli stilofori o in bassorilievo, attribuiti ad uno scultore della scuola di Benedetto Antelami (tra il XII ed il XIII secolo), allegorie della lotta di Cristo sul male. Ad altezza d’uomo, a destra di una delle due porte di accesso, è nascosto il profilo di un piccolo cane, testimonianza d’amore del suo padrone scultore che durante i lavori per la costruzione della cattedrale fu colpito dal lutto e decise di immortalare il profilo del suo amico a quattro zampe…

    Una vera curiosità è lo sbalzo raffigurante un asino che suona l’arpa, fregio insolito sulla soglia di una chiesa. Il significato è controverso: l’emblema di cose che si vogliono fare, senza esserne in grado o anelito verso Cristo cui tendono anche le creature più umili?

    Il drago di S. Giorgio “impazza” per la città in tante effigi scultoree o pittoriche di cui la più nota si trova sul prospetto principale dell’omonimo palazzo. I grifoni, mezzi leoni e mezzi aquila, guardano i falneurs dalle volte di Galleria Mazzini e compaiono, financo, sulla bandiera del Genoa o sullo stemma comunale, dove sono raffigurati con le code abbassate, per antico volere dei Savoia, in segno di sottomissione.

    Che dire del basilisco, emblema dell’eresia ariana? Era un serpentone, dalla testa di gallo, dallo sguardo mortale, dal fiato flautolente, che risiedeva in un pozzo, vicino alla chiesa di S. Siro. Stufo dei fetidi miasmi, il vescovo gli impose, con veementi invettive, di lasciare quella sede molesta e di perdersi in mare. La leggenda è evocata, nel coro della chiesa, da un affresco di Gian Battista Carlone (XVII secolo), dipinto per sdebitarsi dell’asilo ricevuto, in seguito ad un’accusa di omicidio.

    I tritoni, dalla coda di pesce, hanno un imponente rappresentante, intento a cavalcare un delfino, presso il Palazzo del Principe.

    I centauri, metà uomo metà cavallo, galoppano nel “trionfo Doria” sul portale di via Chiosone così come quelli del “trionfo degli Spinola” in via Porta Vecchia.

    Reale, invece il “porcus”di S. Antonio cioè i maiali che potevano circolare liberi per la città (1400-1751), fino a quando imbrattarono e morsero un corteo di senatori, diretti a Castelletto. La vendetta dei notabili fu immediata: venne emanato un editto che permetteva a chiunque di “appropriarseli” sia vivi che morti. Il Magnifico Basadonne, abate dei frati Antonelliani, sollevò un contenzioso giudiziario, ma per i suini la sorte era segnata.

    Vico dei Gatti é un omaggio ai felini, che trovarono il loro cantore in Edoardo Firpo “Staggo a vedilli fra l’erbetta do giardin: assetta in sci quattro pe con un aia indifferente, incommensa a mescia a coa comme un serpente…”, e che insieme a lepri, orsi, galli, gazzelle, scimmie, tartarughe, rane, cicale sono ricordati nei nomi dei tanti “caruggi”della nostra città.

    Anche l’amore per i cani ha le sue leggende: si dice che Cesare Cattaneo avesse un cagnolino di nome Brighella, in onore di Goldoni, che portava sempre con se, nelle sedute del Minor consiglio, lanciando una moda che rese alquanto “rumorose” le riunioni dei probi senatori. Anche Gian Andrea Doria edificò una tomba (1615) con tanto di lapide per il suo cane “Gran Rolando”, rinvenuta nel 1838 nel palazzo Pamphily, i cui denti furono trasformati in pendenti per una dama dai gusti, che definirei, originali.

    Adriana Morando

    Foto di Daniele Orlandi

  • Inchiesta su La7: telecamera nascosta in Parlamento, ecco come si comprano i voti

    Inchiesta su La7: telecamera nascosta in Parlamento, ecco come si comprano i voti

    Francesco Barbato in Parlamento
    Il deputato Idv Francesco Barbato

    L’inchiesta video andata in onda durante la puntata del 7 dicembre de “Gli intoccabili”, programma tv di La 7, è stato il definitivo termometro della “schifezza”, passatemi il termine, di alcuni (voglio fare un atto di fiducia verso gli altri) dei nostri illuminati parlamentari.

    Un’ “infiltrato”, Francesco Barbato deputato IDVcioè un politico compiacente, ha accettato di munirsi di telecamera nascosta e registrare il pensiero reale di personaggi discutibili che siedono, impuniti, là dove si legifera e si decide. Vuoi entrare in Parlamento? Basta pagare e in base al quid, tanto più sborsi, tanto più sali in classifica ed hai probabilità di essere eletto.

    Un 18esimo posto nella lista elettorale? Basta un assegnetto da 50000 euro, poi, salendo via via, si arriva a 150000 ed oltre. Bella meritocrazia! Sarei curiosa di sapere quanto o quale sia stato il prezzo di tutti quegli onorevoli che assurgono, quotidianamente, agli onori della cronaca, per i loro malaffari tra collusioni con mafia e corruzione e che il nostro benemerito Parlamento salva con dei “non luogo a procedere”.

    Forse perché anche loro hanno qualcosa da nascondere? Parrebbe di si, visto che si è appurato un merceologio inqualificabile di compra-vendita di voti con cifre da capogiro che possono superare il milione di euro, elargiti sotto varie forme: scambi di favori, accesso a cariche politiche più prestigiose, offerta la possibilità di aprire una “qualsiasi fondazione” a cui successivamente “ti faremo avere un contributo di un milione e mezzo da Finmeccanica o un’altra società” (offerta fatta, per fortuna ricusata, a Aldo Biagio) o semplicemente il superare quel minimo di legislatura che ti consente di accedere ad un congruo vitalizio, nonché al mantenimento di un altrettanto congruo stipendio e ad una buona indennità di fine “lavoro” che grida vendetta alla luce delle recenti manovre fiscali proposte dal governo.

    Questa è una consuetudine molto diffusa, come emerge in modo lampante dal servizio, ma difficile da provare con mezzi leciti, come le intercettazioni, perché gli “intoccabili” sono tali anche da questo punto di vista e difendono a spada tratta il privilegio, temendo che le loro vergogne vengano diffuse sulla pubblica piazza.

    Ma qualcuno ha deciso di infrangere questo muro di omertà e si è prestato a violare la legge, in nome della “decenza “, per scoprire, ad esempio, che l’integerrimo deputato Razzi, passato all’ultimo momento nel PDL e in virtù del quale l’ex-governo ha ottenuto la fiducia, non ha agito per amor di patria o per quello spirito di responsabilità così tanto sbandierato, ma per bieco, spregevole interesse cioè di raggiungere il tempo minimo per l’acquisizione del vitalizio (è stato abolito ma a partire dalla prossima legislatura).

    Bene questo è il fatto e quale è stato il compenso pattuito? La richiesta di nomina a console onorario di Lucerna, città dove il Razzi ha sempre vissuto, di una persona che, un domani, potrebbe restituire il favore maggiorato degli interessi. Questa che potrebbe essere una mera illazione fa sorgere qualche dubbio se assembliamo insieme alcuni fatti: la nomina è effettivamente avvenuta e, antecedentemente a questa, poco prima del “salto della quaglia” come viene definito il tradimento politico del parlamentare, ci sarebbe stato un incontro “culinario” Razzi-Frattini presso un noto ristorante. A noi non è dato di conoscere se il summit sia stato dedicato ai dettagli di un “inciucio” o ai meri piaceri di gola, sta di fatto che Frattini nega fermamente il meeting ma il ristoratore lo conferma senza ombra di dubbio. Se non ci fosse niente di losco, perché smentire una banale colazione di lavoro? Per il garantismo doveroso, non è giusto esprimere giudizi e si demanda ai PM che, pare, vogliano acquisire le intercettazioni incriminate.

    Non dissimile comportamento mostra un altro “spiato” che, tra un crescendo di intercali irripetibili, esprime chiaramente il suo pensiero che riassumiamo: ognuno deve guardare al proprio interesse, senza curarsi di altro, senza porsi problemi morali in un Parlamento, covo, di soli ladroni… Complimenti per l’opinione espressa sui colleghi ma se lo dice lui che li conosce bene…

    Resta l’amaro verdetto che si può emettere su una casta corrotta, amorale, senza scrupoli che ci propina una manovra salva-Italia solo perché sono fatti nostri. Si aggiungano a ciò, le ultime notizie comparse su “Libero” e che suonano come l’ennesima beffa: incostituzionale toccare le regioni e capitali scudati difficili da scovare e, quindi, da tassare. Cosa rimane della manovra? Solo noi.

    Adriana Morando

  • Cineama: crea, condividi e produci il tuo film via social network

    Cineama: crea, condividi e produci il tuo film via social network

    cinepresaIn periodi come questo è sempre bello leggere le storie di chi cerca di andare oltre la crisi e i problemi legati all’occupazione creandosi da zero il proprio lavoro. È il caso ad esempio di Tania Innamorati, che grazie al concorso annuale Working Capital di Telecom Italia ha avuto la possibilità di dare vita alla start up Cineama.

    Si tratta di un social network che ha due finalità: (1) dare a chi ha la passione del cinema e vorrebbe scrivere, produrre e dirigere un film la possibilità di farlo (2) sostenere gli autori e produttori indipendenti.

    Gli iscritti a Cineama possono dare vita a vere e proprie scritture collettive di film, dove ognuno condivide le proprie idee e al contempo si cerca di ottenere finanziamenti per la produzione tramite il crowfunding (finanziamento collaborativo dal basso, ndr), uno strumento sempre più usato per lo sviluppo di realtà online e non solo.

    La start up è nata nel giugno 2010 con il supporto di Fabrizio Mosca, produttore di numerosi film italiani tra cui I cento passi, e di realtà del settore tra cui Torino Film Lab e Apulia Film Commission. Si tratta di un progetto che segue la scia delle numerose web radio, web tv e social network indipendenti che si muovono per valorizzare ogni ambito artistico, e che in questo caso specifico può consentire a chi vuole fare del cinema il proprio mestiere – e ha un progetto particolarmente interessante ma che non trova spazio nei canali tradizionali – di trovare potenziali colleghi, finanziatori, distributori, o semplicemente curiosi che potrebbero un domani diventare spettatori.

    Marta Traverso

  • Mostra mercato in vico Angeli, dal riciclo nascono opere d’arte

    Mostra mercato in vico Angeli, dal riciclo nascono opere d’arte

    Da domenica 11 fino a sabato 24 dicembre sarà aperta al pubblico (dalle 10 alle 18) la mostra-mercato di riciclo Natale 2011 organizzata da Amiu e dal Comitato genovese Unicef in vico Angeli, accanto a Palazzo Rosso, nel Laboratorio Creativo di palazzo Verde.

    I visitatori trovaranno specchi, poltrone, tavoli, piccoli mobiletti e tanti altri oggetti, provenienti direttamente dalla Fabbrica del Riciclo di Genova Campi e trasformati in pezzi unici e assolutamente originali da artisti del calibro di Gianni Depaoli (sua la mostra Rossomare al Gam fino all’8 gennaio 2012), Raimondo Sirotti, Giorgio Oikonomoy, Luigi Maio, Gigi Degli Abati, PierGiorgio Colombara per citarne solo alcuni.

    Alcuni pezzi, tutti recuperati dalla raccolta degli ingombranti, ovvero il mobilio gettato nella spazzatura dai genovesi nei mesi scorsi, sono stati “re-inventati” anche dagli studenti del liceo artistico Klee-Barabino e dagli allievi di alcune scuole d’arte.

    Un’iniziativa che mette insieme l’attenzione per l’ambiente, il riciclo, il riuso al servizio dell’arte e il sostegno a Unicef nella realizzazione dei suoi progetti a favore dell’infanzia nel Terzo Mondo.

  • Fondo Roberto Cimetta: un bando per artisti di Genova e provincia

    Fondo Roberto Cimetta: un bando per artisti di Genova e provincia

    pittoreGuimaraes è una cittadina del Portogallo, circa 160.000 abitanti nel distretto di Braga, estremo nord ovest della nazione. Guimaraes è stata scelta come capitale europea della cultura 2012, lo stesso ruolo che Genova aveva ricoperto nel 2004.

    In occasione di questo evento è stato indetto un bando di mobilità per artisti e operatori culturali residenti nei Paesi del Mediterraneo e che operano nei settori delle arti visive, cinema e spettacolo. Il Fondo Roberto Cimetta permetterà di ricevere un finanziamento che copra le spese di viaggio e di visto per un soggiorno studio, workshop, festival o seminario a Guimaraes nel corso del 2012.

    Scopo del fondo è dare a singoli artisti la possibilità di realizzare, durante il periodo di soggiorno, un progetto nei settori musica, spettacolo, cinema, arte contemporanea, design e architettura. Nel corso della selezione sarà data priorità agli artisti che provengono da alcune zone del Mediterraneo: in mezzo a Betlemme, Marrakech, Algeri, Tunisi, Gumri e Haifa, anche gli artisti di Genova e provincia avranno una corsia preferenziale.

    È possibile presentare la propria candidatura entro il 31 dicembre 2011.

    Marta Traverso

  • I concerti del weekend al Senhor do Bonfim di Nervi

    I concerti del weekend al Senhor do Bonfim di Nervi

    BonfimUn weekend di musica al Bonfim in passeggiata a Nervi. Ecco il programma dei concerti.

    Venerdì 9 dicembre

    La serata inizia alle 2230 con il dj-set di DjFarm (Alberto Golia Parodi – Davide Lavezzari Tarta – Matteo Listener Giomi).
    Alle 23.30: Fly reunion 2011, storico trio genovese degli anni ’90 che ripresenteranno il loro spettacolo ! Ospite d’onore Luca Fly voce e basso direttamente dalla Finlandia, Riky Pelle alle chitarre, Federico Lagomarsino alla batteria, assieme sul palco del Bonfim per questa singolare reunion.
    A fine concerto riprenderà la dj-selection di DjFarm, formata dai 3 djs che si alterneranno per tutta la stagione invernale offrendo un mix di suoni e repertori diversi legati all’esperienza di ogni dj, che dà come risultato un dj-set decisamente “alternative”!

    Ingresso con consumazione: 8 €

    Sabato 10 dicembre

    -h 23 Bermudas Live. Dopo il concerto dj Marco Valenti. Bermudas sono un gruppo difficilmente classificabile nel panorama italiano odierno, sono stati opportunamente definiti SUMMER PUNK durante il loro“Scrock European Tour”,che partendo dall’Italia ha toccato Svizzera, Germania,Belgio ed Olanda.

    Ingresso 8 euro con consumazione.

     

  • Torte d’artista alla Galleria Studio 44: aperta la nuova mostra

    Torte d’artista alla Galleria Studio 44: aperta la nuova mostra

    tortaUna nuova esposizione inaugura questo pomeriggio (venerdì 9 dicembre – ore 18, ndr) alla galleria studio 44 di vico Colalanza, in pieno centro storico.

    La collettiva Take Away ha destato da alcuni giorni la curiosità di molte persone per via delle Torte contemporanee, gli originali ritratti di Lorenzo Parisi, che ha scelto la cucina per immortalare i dittatori del passato e del presente. Le facce sono riprodotte su ostia, a guarnire la superficie di autentiche torte da pasticceria.

    Non solo da guardare, s’intende: i visitatori della mostra diventeranno parte integrante di una performance di Eat Art, e saranno invitati a mangiare una fetta delle opere d’arte esposte.

    La mostra sarà aperta al pubblico fino al 24 dicembre, l’orario di apertura è dal giovedì al sabato ore 16.00-19.00.

    Un evento importante anche perché si avvicina il tempo in cui Galleria Studio 44 dovrà lasciare i locali in cui si trova per cercare una nuova sede, in modo da scongiurare il rischio chiusura paventato nelle scorse settimane.

    Marta Traverso

  • Droghe in UE: cresce l’uso di quelle sintetiche

    Droghe in UE: cresce l’uso di quelle sintetiche

    Il consumo di droghe tradizionali come la cannabis e la cocaina sta diminuendo, mentre l’utilizzo di droghe sintetiche continua a crescere. E’ questo il dato più importante emerso dal rapporto annuale dell’Unione europea sulle droghe, presentato il 29 novembre scorso.

    Circa 11 milioni di europei (3,2% degli adulti) hanno provato l’ecstasy e circa 12,5 milioni (3,8%) hanno preso delle anfetamine.

    Ma a destare preoccupazione sono le modalità di utilizzo di una più ampia gamma di sostanze da parte dei consumatori di droga. “La poliassunzione, compresa la combinazione di sostanze illegali con alcol e, talvolta, con medicinali e sostanze non controllate, è diventata il modello dominante di consumo di droga in Europa – si legge nel documento – Questa situazione rappresenta una sfida per le politiche europee in materia di droga e le relative risposte. Nella maggior parte degli Stati membri manca ancora un quadro politico completo per affrontare il problema del consumo delle sostanze psicoattive, e i servizi di erogazione del trattamento devono adattare le proprie prassi per soddisfare le esigenze dei pazienti con problemi correlati al consumo di diversi tipi di sostanze”.

    E poi il fenomeno delle nuove droghe, costantemente prodotte e immesse sul mercato. L’Unione europea ha contato 41 nuove sostanze per il 2010. Prodotti disponibili sulla rete e che si sono diffusi rapidamente in numerosi stati membri, spesso in difficoltà nel combattere la loro vendita.

     

  • Storia di Genova: il pandolce (pandùce) e un rametto di ulivo

    Storia di Genova: il pandolce (pandùce) e un rametto di ulivo

    Il Pandolce GenoveseTempo di feste, tempo di pandolce: “u pandùce” come si dice in dialetto, u pan du bambin come si chiama a S. Remo, Genoa cake come lo definiscono a Londra… La ricetta giunge dal medioevo e associa ad ingredienti italiani, quali quelli del pane, i profumi orientali come quelli dell’acqua ai fiori di arancio, dei pinoli, dello zibibbo, del cedro candito.

    Fino al ‘900 rimane quasi esclusivamente un dolce casalingo, preparato con una ricetta che passava, gelosamente custodita, da una generazione all’altra, mentre le pasticcerie o i forni lo preparavano, solo su espressa ordinazione, per forestieri di passaggio.

    Qualcuno fa derivare u pandùce da un antico dolce genovese, “ il pane con lo zibibbo”, ma secondo lo storico Luigi Augusto Cervetto (1834-1923) avrebbe un origine persiana in quanto, presso questo popolo, all’alba del giorno di Capodanno, era consuetudine offrire al re una specie di grande torta ripiena di mele e canditi che gli veniva recata dal più giovane dei suoi sudditi.

    Di questa antica usanza, rimarrebbe una ricetta rimaneggiata, il panettone genovese con i suoi tipici 3 taglietti a formare una specie di corona triangolare, e il rituale con cui il dolce veniva presentato: era il più piccolo della famiglia a portarlo in tavola, decorato con un rametto di ulivo, simbolo di pace e serenità.

    L’ANTICO RITUALE

    Passando da un convitato all’altro, per il rito del bacio, il più giovane  giungeva al capofamiglia a cui era affidato il taglio del pandolce, mentre la madre recitava il messaggio augurale “ Vitta lunga con sto’ pan, prego a tutti sanitæ, comme ancheu, comme duman, affettalu chi assettae, da mangialu in santa paxe, co-i figgeu grandi e piccin, co-i parenti e co-i vexin, tutti i anni che vegnià, cumme spero Dio vurrià. (Vita lunga con questo pane! Prego per tutti tanta salute, come oggi, così domani affettarlo qui seduti, per mangiarlo in santa pace coi bambini, grandi e piccoli, coi parenti e coi vicini, tutti gli anni che verranno, come spero Dio vorrà”).

    La prima fetta, avvolta in un tovagliolo, veniva conservata per il primo povero che avesse bussato alla porta, un’altra veniva riposta e mangiata il 3 febbraio in occasione della festa di S. Biagio, protettore della gola.

    LA PREPARAZIONE NELLA TRADIZIONE GENOVESE

    Oggi viene preparato, oltre che nella versione classica ”bassa” anche in quella “alta”, voluta, sembra, dal doge Andrea Doria che bandì un concorso tra i pasticcieri genovesi per un dolce a lunga conservazione, adatto agli interminabili viaggi per mare. Qualunque ne sia l’origine, la preparazione deve essere accurata con particolare riguardo alla lievitazione che ha bisogno di un caldo costante per cui alcune “scignùe” se lo portavano a letto insieme al “præve” (il portascaldino) per tenere alzate le lenzuola.

    A preparazione finita, si cuoceva nel “runfò” cioè una stufa di mattoni, a carbone o a legna, con forno metallico e in genere senza canna per il fumo o si portavano dal fornaio di fiducia… Completavano la coreografia la lettura della letterina di Natale, nascosta sotto il piatto del babbo, l’immancabile poesia dei più piccini e l’albero di Natale che, tradizionalmente, era un ramo di alloro decorato con maccheroni, mele, arance, frutta secca, il tutto infiocchettato con nastri rossi e bianchi.

    Adriana Morando

  • Pranzo di Natale con Legambiente Giovani Energie

    Pranzo di Natale con Legambiente Giovani Energie

    Legambiente energieSabato 17 Dicembre alle ore 12 Legambiente Giovani Energie organizza  il Pranzo di Natale 2011 presso la Fratellanza Artigiana Genovese del Lagaccio, in Via dei 5 santi 14 , 5 minuti a piedi da P.zza Principe.

    Un’occasione per conoscere i Gruppi  di Acquisto Solare di Legambiente Liguria, mangiare e divertirsi con musiche, danze e  tanti giochi di animazione per i più piccoli insieme  agli educatori di Legambiente.

    Il menù è composto da polenta con salsiccia o formaggi (pasta per i più piccoli), patate al forno con pollo e verdure, pandoro con crema e cioccolato, acqua e vino e prevede un contributo di 10 euro gli adulti – 6 euro i bimbi

    E’ necessario prenotare ai numeri 0104030334 – 393 2387054 o via mail: silvia@legambientegiovanienergie.orgdebora@legambientegiovanienergie.org

    Pranzo di Natale di Legambiente

  • Il carburante ecologico si fa con gli scarti agricoli

    Il carburante ecologico si fa con gli scarti agricoli

    Il primo impianto al mondo per la produzione di biocarburante di seconda generazione sorgerà in Italia ed entrerà in funzione tra giugno e luglio del 2012.

    Frutto delle ricerche del gruppo Mossi & Ghisolfi, multinazionale chimica di Tortona, l‘impianto di Crescentino, nel vercellese, produrrà almeno 50 mila tonnellate di bioetanolo all’anno partendo da sostanze non destinate al consumo alimentare.

    120 ricercatori italiani hanno lavorato cinque anni per mettere a punto un sistema in grado di produrre un combustibile verde e meno caro della benzina.

    La principale novità è che, a differenza del bioetanolo di prima generazione, adesso si potra’ ottenere biocarburante da materie prime che non entrano nel ciclo alimentare. Punto forte dell’impianto è infatti la possibilità di attingere la cellulosa da qualsiasi tipo di biomasse, anche quelle residuali, cioè gli scarti della produzione agricola.

    La materia prima può anche provenire da piante non edibili coltivate ad hoc in terreni marginali, che per aridità o povertà a livello organico non sono idonei a colture agroalimentari. Tra queste piante c’è la canna comune, che in base alle ricerche si e’ rivelata particolarmente indicata per la produzione di biocarburante: da un ettaro si possono ricavare 10 tonnellate di bioetanolo, contro le 6 tonnellate mediamente estraibili da ogni ettaro coltivato a canna da zucchero.

    Considerando che sui campi italiani ci sono 18 milioni di tonnellate all’anno di scarti della produzione agricola che potrebbero essere convertiti in bioetanolo di seconda generazione, è possibile immaginare – con un adeguato sostegno finanziario sul fronte della ricerca – concreti sviluppi nel prossimo futuro.

    L’Unione Europea ha stabilito che nel 2020 i biocarburanti dovranno essere il 10% del totale, e noi ci prepariamo a produrli sui campi italiani, non stranieri”, ha affermato Guido Ghisolfi, vicepresidente del gruppo Mossi & Ghisolfi.

    Ma il finanziamento della ricerca, ha aggiunto Ghisolfi, non e’ l’unico aspetto rilevante. ”Per soddisfare la domanda, la produzione di etanolo nel mondo dovra’ passare dagli 80 milioni di tonnellate attuali a 200 milioni tra dieci anni. Cio’ richiedera’ la costruzione di 1.200 nuovi impianti, di cui 500 negli Stati Uniti, 200 in Brasile, altri 200 in Europa e la restante parte in Asia”, ha spiegato.

    ”Per quanto riguarda l’Italia, e’ necessaria una semplificazione delle procedure burocratiche, perche’ se servono quattro anni per fare un impianto non si va da nessuna parte”.

     

  • Un weekend di jazz e blues al Count Basie in Vico Tana

    Un weekend di jazz e blues al Count Basie in Vico Tana

    JazzGiovedì 08 Dicembre 2011 – ore 21.30

    HAPPY JAZZ – Jam Session Jazz. Alberto Malnati al Contrabbasso, Marcello Picchioni al Pianoforte, Folco Fedele alla Batteria. Una jam session di improvvisazione per rivivere le atmosfere dei circoli negli anni quaranta a New York City.

    Venerdì 09 Dicembre 2011 – ore 21.30

    ENJOY THE BLUES Daniele Franchi Trio + Jam Session. Daniele Franchi alla Chitarra, Voce, Davide Medicina al Basso elettrico,  Andrea Tassara alla Batteria

    Gli appassionati di blues si incontrano al Count Basie jazz club con le performance trascinanti della serata “Enjoy the blues”: ogni venerdì è più che mai “insieme in concerto”!

    Ingresso libero con tessera arci.

    Sabato 10 Dicembre 2011 – ore 21.30

    Attack-a-boogie.  Alessandro Conti voce, Paolo Pezzi al Sax Tenore, Cesare Grossi al Pianoforte, Massimiliano Rolff al Contrabbasso, Folco Fedele alla Batteria.

    Energia, scoppiettante vitalità, virtuosismi vocali e musicali, inimitabile presenza scenica e divertimento garantito: questi gli ingredienti che fanno degli Attack-a-Boogie una band davvero  inimitabile! Un vero e proprio tuffo nell’America degli anni ‘30 e ’40 attraverso uno show irresistibile ed unico, che restituisce al jazz la freschezza e la prorompente vitalità dei suoi anni d’oro e che finisce inevitabilmente per coinvolgere, facendo muovere e divertire il pubblico.

    Ingresso 10 euro con tessera arci

     

     

     

  • Nodo ferroviario: un osservatorio per monitorare i lavori

    Nodo ferroviario: un osservatorio per monitorare i lavori

    Ieri il sindaco Marta Vincenzi, insieme agli assessori Mario Margini, Carlo Senesi e al presidente del Municipio Valpolcevera, Gianni Crivello ha incontrato il responsabile della direzione investimenti RFI per la direttrice Tirrenica Nord, Gianfranco Mercatali.
    “E’ stato un incontro propedeutico a quelli che si svolgeranno nei prossimi giorni e che coinvolgeranno gli abitanti e il comitato di quartiere – spiega Crivello – l’obiettivo è la creazione di un osservatorio che consenta di monitorare i lavori e nello stesso tempo di informare i cittadini”.

    I lavori di potenziamento del nodo ferroviario genovese in corso di svolgimento da pochi mesi a Fegino – finalizzati alla realizzazione del passante che nel 2016 consentirà ai treni merci e a quelli passeggeri che non fermano nelle stazioni urbane di congiungersi con il ponente evitando di intasare la linea costiera e quella della Valpolcevera che saranno dedicate al trasporto locale – presentano alcune criticità evidenziate dai residenti.
    “Il problema è riuscire a coniugare i lavori necessari per un’opera importante come il nodo ferroviario con le legittime esigenze di un quartiere inserito in un contesto urbano che già vive i suoi disagi”, aggiunge Crivello.

    Un quartiere che una volta era la campagna alle porte della città, oggi è ostaggio di una viabilità congestionata soprattutto dall’alto volume di traffico di mezzi pesanti, ad esempio i camion diretti alla discarica di Scarpino, ma anche dal transito massiccio di auto dirette all’Ikea o a Cornigliano, a cui si sommerà, per almeno i prossimi 5 anni, il via vai dei mezzi impegnati nei lavori.
    Disagi dovuti dunque in primo luogo all’inquinamento acustico. Ma anche ambientale. Si sono registrate infatti alcune fuoriuscite di acqua e fango dal cantiere situato a ridosso di via Evandro Ferri. Senza contare la quantità di polvere che i residenti sono costretti a respirare quotidianamente.
    “Le fuoriuscite si sono verificate in particolare durante la fase di palificazione dei muri – precisa il Presidente del Municipio – ma anche il continuo passaggio dei camion con le ruote sporche complica la viabilità della zona”.

    “Comunque – assicura Crivello – si presterà la massima attenzione affinchè si proceda in un percorso condiviso con i residenti di Fegino”.

     

     

    Matteo Quadrone

  • Costi della politica: rimborsi tagliati solo per i consiglieri dei Municipi

    Costi della politica: rimborsi tagliati solo per i consiglieri dei Municipi

    Mauro Avvenente
    Mauro Avvenente, presidente del Municipio Ponente

    Noi siamo l’anello più debole della catena di rappresentanza. Quelli che lavorano il sabato e la domenica…” Sono le parole di Mauro Avvenente presidente del Municipio Ponente; con lui abbiamo parlato della decisione del governo Monti di tagliare rimborsi e gettoni a presidenti e consiglieri municipali, unico provvedimento preso per far fronte agli eccessivi costi della politica.

    E la riflessione sorge spontanea: se nella società italiana a pagare il prezzo più alto della manovra sono i ceti deboli, anche per la politica vale lo stesso identico discorso.

    In Parlamento troviamo i privilegi e i rimborsi intatti, i consiglieri regionali hanno rinunciato al vitalizio ma a partire dalla prossima legislatura (quindi a partire da altre persone), e nessuno ha toccato i compensi di consiglieri e assessori comunali… Ma i Municipi si, lì era necessario intervenire in tutta fretta.

    “Gli incarichi a livello municipale – ha dichiarato Monti- non sono previsti dalla Costituzione e quindi la loro attività è da considerarsi esclusivamente a titolo onorifico e non fonte di indennità o gettoni di presenza.” In sintesi, da ieri, i consiglieri e i presidenti dei 9 Municipi di Genova lavoreranno gratis.

    Perché per rispetto dei cittadini devi essere sempre presente – continua Avvenente – E’ un lavoro particolare e che richiede dedizione a tempo pienoEppure in questi anni nonostante le ristrettezze economiche abbiamo fatto il possibile. La manovra del nuovo governo colpisce i soliti noti. E questo vale per la categoria dei pensionati ma anche – per quanto riguarda i costi della politica – per le piccole realtà come i Municipi.”

    Il gettone di presenza per il consigliere di municipio equivale a 34 euro netti a seduta. Parliamo mediamente di 1 seduta di consiglio e 2 sedute di Commissioni al mese. Sono cifre alquanto risibili. La mia indennità di presidente è di 2200 euro al mese per 12 mensilità. Per 4 anni abbiamo razionalizzato le sedute di Consiglio e Commissioni senza soffocare la democrazia. In questo modo le risorse risparmiate, 37-40 mila euro all’anno, le abbiamo investite sul territorio in progetti rivolti alle fasce sociali più deboli come anziani e disabili ad esempio. Oppure sono state impiegate in opere di riqualificazione”.

    In questi giorni i presidenti dei 9 municipi si sono incontrati: “I parlamentari liguri ci hanno promesso di impegnarsi sulla questione.
    Perché un conto è eliminare le circoscrizioni nelle piccole città. Un altro discorso è gestire territori complessi come ad esempio quello di Genova, i municipi dovrebbero essere salvati almeno per quanto riguarda le città metropolitane. Perché, parliamoci chiaro,  svuotare questi organismi dall’interno vuol dire eliminarli: chi farà più politica nei quartieri senza la garanzia neppure di un semplice rimborso spese?”

    Il Municipio ha rappresentato un punto di riferimento per la cittadinanza. Siamo un amplificatore della voce dei cittadini. I cittadini proprio in un momento difficile come questo hanno bisogno di sentire la politica vicina a loro. Secondo me è una scelta inopportuna. E di queste realtà si sentirà la mancanza.”

    Matteo Quadrone