Anno: 2011

  • Parlamento Pulito: l’Europa dice no ai condannati per reati gravi

    Parlamento Pulito: l’Europa dice no ai condannati per reati gravi

     

    Ci sono notizie che vorresti leggere tutti i giorni. E che meritano la più ampia diffusione possibile.

    E’ questo il caso di una decisione assunta dal Parlamento Europeo che si dimostra ancora una volta, se fosse necessario, avanti anni luce rispetto ai Palazzi romani, e non solo sotto il profilo delle scelte politiche ma anche per quanto riguarda la caratura istituzionale degli stessi eurodeputati, decisamente più consoni e sopratutto consapevoli dell’importanza del ruolo che svolgono.

    Parlo della risoluzione dell’europarlamento sulla criminalità organizzata nell’Unione europea, approvata il 25 ottobre scorso. Relatrice è stata l’eurodeputata italiana Sonia Alfano, figlia del giornalista Beppe, ucciso dalla mafia nel 1993.

    “La portata delle misure previste nella relazione è, a detta di magistrati come Roberto Scarpinato, Nicola Gratteri e Luca Tescaroli, estremamente innovativa e rappresenta un primo fondamentale passo per il contrasto a livello europeo delle mafie e delle organizzazioni criminali”, scrive la stessa eurodeputata nel suo blog.

    Il rapporto approvato a larghissima maggioranza dal Parlamento Europeo, a partire dal 25 ottobre rappresenta le linee guida per le istituzioni europee nella lotta alla criminalità organizzata transnazionale.
    Un testo complesso in cui si esorta alla cooperazione nella lotta alla criminalità, alla predisposizione di un quadro legislativo efficace e non troppo dissimile tra gli ordinamenti degli Stati membri, al miglioramento del funzionamento delle strutture europee impegnate a vario titolo nel contrasto alla criminalità.

    Ma un punto fondamentale e che ci riguarda da vicino, frutto di incessanti lotte della stessa eurodeputata italiana e di altri attivisti, è il paragrafo 35 della risoluzione, dove si legge testualmente: il Parlamento Europeo “si impegna a stabilire norme per assicurare l’incandidabilità al Parlamento europeo di persone condannate con sentenza passata in giudicato per reati di partecipazione a organizzazioni criminali o tipicamente commessi nell’ambito delle stesse (come la tratta di esseri umani, il traffico internazionale di stupefacenti, il riciclaggio di denaro, la frode, la corruzione e l’estorsione); chiede agli Stati membri di stabilire norme analoghe per le elezioni nazionali e locali”.

    Disposizioni che vanno nella direzione di un Parlamento Europeo pulito, un luogo da cui sarà escluso l’accesso a condannati in via definitiva per reati gravi. Ma come abbiamo visto l’Europa non si limita a questo e chiede all’Italia, come agli altri stati membri, di stabilire una norma analoga anche per le elezioni nazionali e amministrative.

    Grazie al Parlamento Europeo ritorna di estrema attualità, la legge di iniziativa popolare denominata “Parlamento Pulito”, presentata da Beppe Grillo nel dicembre 2007 e sostenuta da 350.000 firme.

    Quel testo recitava: “Art. 10-bis.1. Non possono essere candidati alle elezioni coloro che sono stati condannati con sentenza definitiva per reato non colposo ovvero a pena detentiva superiore a mesi 10 e giorni 20 di reclusione per reato colposo. 2. La sentenza che applica la pena su richiesta delle parti, ai sensi dell’articolo 444 del codice di procedura penale, è equiparata alla sentenza di condanna. 3. L’ineleggibilità prevista dal presente articolo è perpetua».

    L’iniziativa di Grillo, capace di riscuotere l’apprezzamento convinto di 350 mila cittadini, dopo essere stata consapevolmente dimenticata per quattro anni, ha subito la bocciatura definitiva il 21 settembre scorso quando il Senato, con voto trasversale, ha deciso di non procedere alla sua calendarizzazione.

    Oggi l’Europa ci chiede di muoverci proprio in quella direzione.
    “Per questo nei prossimi giorni invierò una lettera ufficiale ai presidenti di Camera e Senato e ai capigruppo di tutti i partiti presenti in Parlamento per fare presente la posizione del Parlamento Europeo e per fare pressione affinché si tenga presente la volontà democratica europea (e in primis italiana)”, scrive ancora Sonia Alfano sul suo blog.

     

     

    Matteo Quadrone

  • Teatro Carlo Felice, prove aperte al pubblico dopo l’alluvione

    Teatro Carlo Felice, prove aperte al pubblico dopo l’alluvione

    Teatro Carlo FeliceIl Teatro Carlo Felice mette in scena Campanello, opera di Gaetano Donizetti che resterà in cartellone da venerdì 11 novembre fino al 4 febbraio 2012 abbinata a Gianni Schicchi di Giacomo Puccini.

    In vista della prima, il teatro apre al pubblico le porte delle prove d’assieme mercoledì 9 novembre (ore 20.30): i biglietti per assistere alla serata saranno disponibili fino a esaurimento presso la biglietteria, aperta eccezionalmente fino all’ora di inizio delle prove.

    L’ingresso è a offerta libera e il ricavato sarà devoluto in beneficenza alle persone colpite dalla recente alluvione su Genova e Levante Ligure.

    Queste le date della rappresentazione.
    Prima: venerdì 11 novembre 2011 – ore 20.30.
    Repliche: domenica 13 novembre 2011 – ore 15.30;
    martedì 15 novembre 2011 – ore 15.30;
    venerdì 18 novembre 2011 – ore 20.30;
    sabato 19 novembre 2011 – ore 15.30;
    domenica 20 novembre 2011 – ore 15.30;
    domenica 15 gennaio 2012 – ore 15.30;
    sabato 4 febbraio 2012 – ore 20.30.

  • Alluvione in Liguria, la t-shirt degli angeli del fango

    Alluvione in Liguria, la t-shirt degli angeli del fango

    maglietta alluvione genova liguriaCessato l’allarme alluvione in Liguria, inizia la conta dei danni. Non solo: si contano anche le decine di persone, soprattutto ragazzi, che armati di pala e stivali di gomma hanno aiutato le zone più colpite.

    Un gruppo di giovani volontari di Brugnato (SP) ha scelto di andare oltre l’aiuto materiale e le numerose possibilità di donazione già attive, dai sms solidali ai conti correnti: il team di Jexdesign ha creato una t-shirt per aiutare le persone più colpite dal nubifragio. Mani sporche di fango e la scritta Alluvione: campagna del badile …io ci sono!

    Realizzata dalla ditta Serigrafika con sede a Ovada, ha un costo di fabbrica di 7,26 € e viene messa in vendita a 12 €. Le t-shirt sono disponibili nelle taglie S, M, L, XL e XXL, e si possono prenotare inviando una mail all’indirizzo jexdesign@gmail.com.

    Il ricavato sarà devoluto in un bonifico cumulativo su uno dei conti correnti messi a disposizione dagli organismi istituzionali. A raccolta conclusa, tutti coloro che avranno aderito riceveranno via mail la ricevuta del bonifico.

  • Mediterranea 2011, Voci tra le sponde a Palazzo Ducale

    Mediterranea 2011, Voci tra le sponde a Palazzo Ducale

    MediterraneaInaugura il 10 novembre a Palazzo DucaleMediterranea, Voci tra le sponde“, un appuntamento giunto alla sua terza edizione che assume sempre più una caratura internazionale.

    L’obiettivo della rassegna è quello di favorire e incentivare le relazioni tra le città del  Mediterraneo soprattutto sui temi  legate allo sviluppo sostenibile, alla ricerca  e all’innovazione, alla tutela  ambientale. Un occhio di riguardo va alla tutela e alla valorizzazione della storia legata ai popoli e al territorio del Mediterraneo e agli obiettivi comuni per costruire un futuro condiviso.

    Il tema centrale di questa edizione non poteva che essere quello delle rivoluzioni che sono avvenute negli ultimi mesi in Nord Africa.

    Luca Borzani, presidente della fondazione cultura di Palazzo Ducale, ha dichiarato che: “La primavera araba ha colto tutti di sorpresa.  La letteratura, più della politica, è stata capace di raccontare cosa stava cambiando, di accompagnare le trasformazioni culturali, e,  all’opposto, di descrivere la tragedia dei fondamentalismi e la quotidianità dell’oppressione. Per questo la terza edizione di “Mediterranea” ospita grandi scrittori e scrittrici che hanno anticipato le trasformazioni che stiamo vivendo, molto spesso  pagando di persona la rottura dei conformismi e la denuncia  dell’arroganza del potere.  Con una consapevolezza: è finito  il mondo di ieri, la crisi economica  rischia di accentuare le distanze tra  le sponde, la xenofobia e gli stereotipi alimentano fantasmi di violenza. “Mediterranea” ripropone, con la  presenza di grandi voci internazionali l’appello a non chiudere al futuro”.

    Giovedì 10 novembre si inizia alle 2045 a Palazzo Ducale con un omaggio al dramma del popolo siriano, consumato nel silenzio dell’occidente, all’insegna della poesia e della musicA. Ecco il programma della manifestazione fino a dicembre:

    Maram El MasriGIOVEDI’ 10 NOVEMBRE H 2045

    La Siria taciuta Maram al-Masri. Le attese e le disperazioni di una poetessa siriana.
    Presenta Costanza Ferrini – Associazione all’ombra del Mediterraneo

    Canti sacri nel Mediterraneo
    Waed Bouhassoun, Siria, voce e oud; Ensemble Quattrocento, Italia
    I versi dei grandi poeti mistici arabi e quelli d’amore dei poeti andalusi del XIII secolo incontrano la musica sacra delXV secolo. In collaborazione con l’Associazione Musicaround Genova e Association Ecume Marseille

     

    Etienne BalibarMARTEDI’ 15 NOVEMBRE H 1745

    Da Stranieri a Nemici – incontro con Etienne Balibar

    Professore emerito di Filosofia politica  e morale presso l’Università di Paris-X. Allievo e collaboratore di Luis Althusser,  è da tempo impegnato sui temi  dell’identità e sui caratteri della  neo-xenofobia europea. Etienne Balibar riceverà il Premio Mondi Migrant. Introduce Sandro Mezzadra, Università  di Bologna

    In collaborazione con il Centro Studi Medì

     

     Anilda IbrahimiVENERDI’ 18 NOVEMBRE H 1745

    Anilda Ibrahimi incontro – Quando le personagge  si spostano e le scritture migrano

    Scrittrice albanese. I suoi romanzi, Rosso come una sposa (Einaudi 2008) e L’amore e gli stracci del tempo (Einaudi 2009) sono una straordinaria testimonianza  dei Balcani squarciati dall’odio etnico.

    Introduce Silvia Neonato in collaborazione con Società  Italiana delle Letterate.

     

    Yasmina Khadra SABATO 19 NOVEMBRE H 1745

    Yasmina Khadra  Le radici della rivolta

    Yasmina Khadra è lo pseudonimo di  Mohamed Moulessehoul, ex ufficiale  superiore dello Stato maggiore algerino. I suoi romanzi descrivono  l’Algeria ma anche le ideologie del terrorismo  islamico. Nel recente Quel che il giorno deve alla notte (Mondadori 2009),  racconta l’involuzione della rivoluzione algerina e il formarsi di un regime  burocratico e corrotto. Introduce Luca Borzani, letture a cura di SUQ Genova.

     

    Abraham YehoshuaMERCOLEDI’ 30 NOVEMBRE H 21

    Abraham B. Yehoshua – La scena perduta

    Tra i più importanti scrittori  contemporanei, insegna Letteratura  comparata e Letteratura ebraica ad Haifa.

    Yehoshua  è una delle grandi  voci della pace in Israele.  Tra i suoi romanzi: L’amante (Einaudi 1977),  Ritorno dall’India (Einaudi 1994), Viaggio alla fine del millennio (Einaudi 1997) e Fuoco amico (Einaudi 2009).

     

    Petros MarkariLUNEDI’ 12 DICEMBRE H 1745

    Petros Markari – Il giorno del giudizio

    Tra i più popolari scrittori greci,  sceneggiatore e collaboratore di Theo Angelopoulos. Il protagonista dei suoi romanzi viene definito dalla critica  internazionale come “il fratello greco” di Maigret e il “Montalbano di Atene”.

    Nel suo Prestiti scaduti (Bompiani 2011) una drammatica descrizione della  Grecia alle prese con la devastante  crisi economica. In collaborazione con Bompiani

    Lucio CaraccioloMERCOLEDI’ 14 DICEMBRE H 1745

    Lucio Caracciolo  e Giorgio Arfara – Come la crisi cambia  l’Italia e il mondo

    Lucio Caracciolo, direttore di Limes, la più importante rivista italiana di geopolitica, editorialista de la Repubblica e L’Espresso, docente di studi strategici presso l’Università LUISS di Roma.

    Giorgio Arfaras, economista.

     

     

  • Banco Alimentare e Cuki, un’inedita coppia per un’operazione antispreco

    Banco Alimentare e Cuki, un’inedita coppia per un’operazione antispreco

    Quando l’esperienza della Fondazione Banco Alimentare Onlus, che dal 1989 raccoglie le eccedenze alimentari e, attraverso la propria Rete di 21 organizzazioni diffuse sul territorio le ridistribuisce a oltre 8 mila strutture caritative, si unisce alla competenza di Cuki, azienda leader nella conservazione degli alimenti, il risultato finale è un’ambiziosa operazione solidale anti spreco.

    Ieri a Milano è stato presentato il progetto “Cuki save the food”, che presto approderà anche a Genova.

    La nostra è un’epoca in cui ci sono sì i ristoranti pieni, ma sono piene anche le mense della Caritas“, ha esordito così Luca Pesenti, direttore dell’Ores, Osservatorio regionale sull’esclusione sociale.

    Il Banco Alimentare grazie al supporto di oltre 1300 volontari è una presenza capillare che permette di recuperare circa 80mila tonnellate all’anno di alimenti che una volta redistribuiti sono in grado di fornire un aiuto concreto a circa un milione e mezzo di persone che hanno un bisogno alimentare.

    Alimenti ancora ottimi, occorre sottolinearlo, ma a causa della perdita di valore commerciale, destinati alla distruzione. Salvati dallo spreco riacquistano valore e diventano ricchezza per chi ha troppo poco.

    Dal 2003 oltre alle eccedenze alimentari della grande distribuzione e delle industrie agroalimentari, il Banco Alimentare ha messo a punto il programma per il recupero del fresco, ovvero alimenti cucinati e non serviti, alimenti freschi invenduti o inutilizzati: Siticibo.

    Il progetto “Cuki save the food” si inserisce in questo contesto e prevede da subito un’azione concreta: la dotazione di 15mila vaschette in alluminio e 600 termibox. I contenitori isotermici risultano fondamentali per mantenere la catena dell’igiene e della sicurezza alimentare soprattutto per gli alimenti freschi più deperibili come pesce, latticini, affettati, ortofrutta.

    Siticibio amplierà così il suo raggio d’azione ed entro la fine del mese sarà esteso a diverse regioni e città italiane.

     

  • Riconoscimento facciale, la nuova frontiera del marketing

    Riconoscimento facciale, la nuova frontiera del marketing

    Riconoscimento faccialeDimmi che faccia hai, ti dirò cosa compri. E’ questa la filosofia alla base del riconoscimento facciale, una nuova evoluzione del marketing che si sta diffondendo a livello mondiale, destando curiosità e interesse tra aziende e consumatori.

    Il riconoscimento facciale consente di tracciare un profilo del potenziale acquirente  grazie a un dispositivo capace di leggere i tratti del volto, nel momento in cui, per esempio,  il cliente di un negozio passa davanti a una vetrina o a una parete dello stesso.  Il software misura la distanza tra gli occhi, la larghezza del naso, l’altezza della fronte e altri tratti somatici del viso, comparandoli poi con codici standardizzati che rappresentano le caratteristiche tipiche di donne e uomini di ètà differenti.

    In questo modo si traccia un profilo preciso del consumatore e si riesce a offrirgli più velocemente un prodotto adatto alle sue caratteristiche, aumentando le possibilità di vendita.

    In alcuni paesi il marketing facciale è già molto utilizzato.  In Giappone è attivo in punti vendita, ristoranti e banche per personalizzare le pubblicità; negli Usa si sta diffondendo: Venetian Casino, Hotel & Resort di Las Vegas utilizza questo strumento all’interno delle proprie strutture per consigliare il ristorante, il club o il tipo di intrattenimento più adatto alla persona in questione.

    Anche azienda del calibro Adidas e Kraft si stanno interessando al “marketing facciale”: pare che il colosso di articoli sportivi abbia in progetto di installare in alcuni negozi in Inghilterra e Usa pareti digitali in grado di distinguere il genere e la fascia di età dei clienti.  La Kraft è in trattativa con una catena di supermercati per l’utilizzo del marketing facciale per i suoi prodotti, con l’obiettivo di dare consigli su come usarli in base al profilo demografico della persona. In questo modo si riesce a colpire contemporaneamente migliaia di clienti dei grandi store, aumentando esponenzialmente le possibilità di vendita.

    Questa tecnica ha destato non poche perplessità  riguardo alla tutela della vita privata del consumatore, ma l’impressione è che al giorno d’oggi la privacy sia un miraggio lontano, un principio non contemplato da aziende legate alla logica miglior prodotto-maggior profitto.

    Il marketing ci offrirà ancora molte sorprese e novità, intanto però abbiamo appreso un primo insegnamento dal riconoscimento facciale:  non uscire mai più di casa spettinati o struccati, le vetrine potrebbero immortalarci inesorabilmente.

    Manuela Stella

  • La Claque, gli appuntamenti in programma dal 9 al 13 novembre

    La Claque, gli appuntamenti in programma dal 9 al 13 novembre

    La Claque novembreEcco gli appuntamenti della settimana a La Claque, in vico San Donato 7.

    MERCOLEDI’ 9 NOVEMBRE h 2230 – ingresso 7 euro

    EN ROCO IN CONCERTO – presentazione del nuovo album “Né uomini né ragazzi”. Grande festa e tante sorprese. Dopo 11 anni di permanenza nella musica indipendente italiana, ragionano su ciò che hanno fatto e che potrebbero fare in futuro.

    GIOVEDI’ 10 NOVEMBRE h 2230 – ingresso 7 euro

    GALA DROP IN CONCERTO– Venuti fuori dalla scena musicale portoghese, i Gala Drop sono un progetto che comprende Nelson Gomes, l’agitatore del sottobosco di Lisbona, patron di tutte le nuove sonorità più creative, dj a tempo pieno, padrone di etichetta e di Tiago Miranda e dell’iperattivo batterista e percussionista Afonso Simões. In tour in Europa per la seconda volta, la prima fu nel 2005 con gli Excepter, la loro musica si è evoluta in un riuscito mix di ritmi influenzati dai tribalismi latino americani e le jam di sintetizzatori kraut-rock. Già scoperti e amati dagli Animal Collective, che hanno supportato dal vivo in più occasioni, arrivano a Genova per la prima volta.Gala Drop

    MERCKX IN CONCERTO– Luca Serra al basso che non suona come un basso e ai live electronics, Davide ‘Pink’ Colombino a synth e vocoder e Francesco Calzona alla chitarra, monotron e loop improvvisano trame psichedeliche e dai forti rimandi cinematografici. Tra l’epica ciclistica dell’ispiratore del nome della band, i deliqui sonori pinkfloyd-iani e le aspirazioni rallentate dell’ambient doom meno ostico.

    VENERDI’ 11 NOVEMBRE h 2230 – ingresso 7 euro

    REBIS PRESENTA ” Naufragati nel deserto”, il nuovo disco. Voce archi e percussioni danno vita a una canzone d’autore contaminata da sonorità mediterranee, melodie argentine e ritmiche brasiliane. Le lingue si intrecciano in un alternarsi di italiano, arabo classico, francese, siciliano antico, genovese, greco e turco per un concerto dal forte impatto emotivo e culturale

    SABATO 12 NOVEMBRE h 2230 – ingresso 10 euro con consumazione

    LE SANSPAPIER IN CONCERTO “Aperitivi all’anice”. Seguiti da un pullman di fans da Savigliano, sbarcano a la claque con tanto di anisetta da sorseggiare.

    DOMENICA 13 NOVEMBRE h 2130 – ingresso 7 euro

    ALTROQUANDO presenta “Verso un’altra fiamma”. Un concerto teatrale tra gli scritti di Panait Istrati sulla libertà di pensiero, espressione, il sentimento di giustizi contro il servilismo e l’elogio del potere.

     

     

  • L’Europa all’Italia: chi decide è la Banca Centrale Europea

    L’Europa all’Italia: chi decide è la Banca Centrale Europea

    L’Europa non è un soggetto politico, ma economico. Ciò significa, in pratica, che le decisioni sono prese dalla BCE per motivazioni economiche e non dai politici europei per motivazioni sociali. Senza contare che entrambi i soggetti sono già ostaggio di banche private a rischio di fallimento e altri potentati.

    E’ da qui che si spiega la lettera di Trichet e Draghi all’Italia. C’è un’esasperata tensione economica che pervade il continente e l’ansia di tranquillizzare i mercati spinge organismi che si dovrebbero occupare di altro ad interferire persino con la sovranità interna di uno Stato.

    Certo, qualche giustificazione sta nell’inadeguatezza e nel dilettantismo del nostro (ormai ex) governo. Ma resta il fatto che la BCE non può permettersi di chiedere ad uno Stato di eludere ogni ragionamento politico. Possiamo forse accettare che l’Europa imponga ai nostri conti un saldo finale. Ma non possiamo accettare che ci venga detto come ottenerlo. Perché l’allocazione delle risorse è un problema politico.

    In ultima analisi, spetta a noi cittadini interrogarci e decidere cosa e dove tagliare, se e come intervenire. Siamo d’accordo che, volente o nolente, oggi l’Italia debba controllare i propri conti e reperire in fretta dei capitali per finanziarsi. Ma non è necessario passare per forza attraverso la riduzione degli stipendi, i licenziamenti agevolati, lo slittamento a 67 anni delle pensioni di vecchiaia, il taglio selvaggio della spesa pubblica, l’aumento delle tasse.

    O meglio, un po’ di queste misure sono inevitabili: tutte insieme no. Perché l’Italia, per fortuna o per sfortuna, ha tanti sprechi, tanti costi inutili, tante riforme ancora da fare e una ricchezza privata consistente. Ciò significa che si potrebbero recuperare tanti soldi, ad esempio, tagliando i costi della politica, abolendo le provincie, combattendo l’evasione fiscale, tassando le transazioni e le rendite finanziarie, contrastando la corruzione (che ci costa 60 miliardi l’anno e fa lievitare i costi delle opere pubbliche) e colpendo le mafie (che fatturano ogni anno 150 miliardi in nero).

    Per reperire soldi subito si potrebbe fare una bella patrimoniale: secondo Massimo Mucchetti, potrebbe toccare solo il 20% della popolazione più ricca, senza sortire l’effetto di frenare la crescita. Poi, certo, come “intima” la BCE, si può e si devono fare anche le liberalizzazioni, la lotta ai monopoli privati e la vendita del patrimonio pubblico. Ma perché ad esempio insistere sulle infrastrutture? Almeno su certe infrastrutture, tipo la TAV? Costerà almeno 14 miliardi (di soldi nostri) e servirà per spedire rape e ravanelli da Lisbona a Kiev. Come mai mettiamo in discussione il ponte sullo stretto (per fortuna…), ma né la politica italiana né la BCE hanno pensato che i 14 miliardi della TAV potessero essere destinati ad altro?

    E le varie guerre di altri che, camuffate con distingui teorici e bizantinismi, continuiamo ad appoggiare in giro per il mondo in spregio alla Costituzione? Non si potrebbero ridurre un po’ i 23 miliardi che, secondo l’inchiesta di Paolicelli e Vignarca, se ne sono andati in spese militari solo l’anno scorso?

    Magari così facendo potremmo far saltare fuori quei 250 miseri milioni che, come ha scritto il Corriere giusto ieri, mancano all’appello per completare un intervento di priorità nazionale sul letto del Bisagno che, da 41 anni ad oggi, ancora non è stato ultimato, ma che di danni e di morti continua a farne…

    Andrea Giannini

  • Silos Hennebique: abbandonato da anni, c’è un’ipotesi di rinascita

    Silos Hennebique: abbandonato da anni, c’è un’ipotesi di rinascita

    Un pezzo di storia cittadina, carico di ricordi gloriosi, è sempre lì fermo immobile. Silos Hennebique Ponte ParodiNumerose ipotesi di trasformazione si sono susseguite nell’ultimo trentennio ma purtroppo nessuna di queste è diventata realtà. Un colosso imponente, un luogo simbolo del porto di Genova, giace abbandonato al suo destino fin dagli anni ’70 e mentre tutto intorno fioriscono mutazioni, lui rimane uguale a se stesso, solo e sempre più decadente.
    Parliamo del silos granario Hennebique di Santa Limbania, ubicato a ridosso della Stazione Marittima, costruito a fine ‘800 per l’immagazzinamento e l’insaccamento del grano, così chiamato dal nome dell’inventore del cemento armato, Francois Hennebique, che brevettò la nuova tecnica di costruzione nel 1892. Una storia ultra centenaria quella del silos, uno dei primi esempi al mondo di grande costruzione in calcestruzzo armato. Il sistema Hennebique conta 1500 opere regolarmente registrate sparse in tutto il Paese, per citarne una lo stesso brevetto è stato applicato al Lingotto di Torino.
    L’Hennebique è ancora oggi un manufatto immenso di oltre duecentodieci metri di lunghezza, largo 33 e alto 44, con 38 mila metri quadrati di superficie interna distribuiti su sei piani. Inaugurato nel 1901, come ricorda una targa in facciata, è stato ampliato nel 1907 con l’aggiunta di 126 celle.
    Rappresenta un esempio storico di archeologia industriale citato nei manuali di ingegneria, un monumento all’edilizia da salvaguardare tramite un riutilizzo compatibile. Chi deciderà di investire nell’area infatti dovrà tenere conto di una serie di vincoli imposti dalla Soprintendenza: conservazione dell’involucro esterno, salvaguardia delle facciate e della torretta.

    La notizia è che il silos potrebbe finalmente trovare una nuova destinazione d’uso grazie a un bando di gara che l’Autorità Portuale, proprietaria dell’area, sta predisponendo in questi mesi per sancire il soggetto vincitore a cui affidare la riqualificazione e la futura gestione dell’edificio. Ma il condizionale in questo caso è d’obbligo.
    Infatti nel corso degli anni sono fioccate moltissime idee sul possibile riutilizzo dell’Hennebique: alla fine degli anni ’80 doveva trasformarsi in un albergo, poi avrebbe dovuto ospitare la sede della facoltà di Ingegneria, forse la soluzione più consona perché in grado di consentire un positivo collegamento con il centro storico e una riqualificazione urbana di tutta l’area.
    Ultimamente all’inizio del 2010, quando già si parlava di una gara per l’affidamento, un gruppo di professionisti (Carlo Guglielmetti, ideatore, Gianluca Peluzzo, progetto architettonico e Carla Peirolero, progetto scenografico) presentarono l’ambizioso “Progetto Cimento”, un contenitore culturale capace di ospitare musei (energia, cioccolato e pace), mostre permanenti, bar, ristoranti, un albergo e un parcheggio con oltre 450 posti. Infine a febbraio di quest’anno, in coincidenza con le celebrazioni dell’Unita d’Italia, l’ultima proposta: perché non renderlo disponibile come sede del museo della storia d’Italia?
    Il Presidente dell’Autorità Portuale, Luigi Merlo, spiegò all’epoca, febbraio 2011, che il porto insieme al Comune stava definendo la nuova destinazione d’uso dell’area e il bando di gara. Ma se dal governo o dal Parlamento fosse venuta l’indicazione di utilizzare l’edificio per il museo della storia d’Italia, Palazzo San Giorgio avrebbe immediatamente fermato il bando per mettere l’Hennebique a disposizione del progetto.
    Lo scandalo è che nessuna di queste proposte ha trovato finora un’applicazione concreta. Fiumi di parole e idee buttate al vento, fatto sta che tutto è rimasto com’era. Nonostante Comune e Autorità portuale stiano collaborando nella definizione delle linee urbanistiche che coinvolgono il fronte del porto, per far sì che il Piano Urbanistico Comunale e il Piano Regolatore Portuale siano il più possibile coincidenti, per quanto riguarda la nuova destinazione del silos, nulla si muove.
    Ma qual è il problema che ha creato l’impasse? L’uscita di scena dell’Università è il fattore scatenante: il cambio di programma dell’ateneo e il trasferimento della facoltà di ingegneria presso il futuro villaggio tecnologico degli Erzelli, impone infatti una revisione delle funzioni previste all’interno dell’ex deposito granario. È necessaria una variante al precedente accordo di programma siglato nel 2007 fra Comune, Autorità Portuale e Università, per individuare quali funzioni saranno “ammissibili”, vale a dire cosa si potrà realizzare all’interno di quegli immensi spazi. Non si tratta di un aspetto secondario visto l’ingente investimento che sarà necessario per la riqualificazione. Dopo la delibera che rende possibili le modifiche all’accordo, approdata in giunta sul finire di aprile, non si è più avuta notizia dell’approvazione definitiva del testo, che spetta al Consiglio comunale. L’autorità Portuale conferma di attendere le indicazioni di Palazzo Tursi. E ribadisce l’intenzione di indire la gara entro fine 2011, anche perché saranno necessari almeno 5 anni per l’approvazione del progetto e la realizzazione dei lavori.

    Un’operazione che comporterà notevoli investimenti privati, una prima stima si assesta fra i 100 e i 150 milioni di euro, che in qualche maniera dovranno essere ammortizzati.
    Dalla discussione in corso fra Comune e Autorità Portuale sono trapelate le cosiddette “funzioni ammissibili”. Partiamo dalle certezze: la funzione prevalente dovrà essere pubblica; ma è prevista anche un’apertura a funzioni private di interesse pubblico, prevalentemente di tipo ludico culturale, per esempio uno spazio museale. Inoltre ci sarà la possibilità di realizzare una struttura ricettivo – alberghiera a condizione che i servizi di interesse pubblico non siano inferiori a una determinata percentuale. Non sono invece previste residenze neppure di tipo universitario.
    Da quello che si riesce a comprendere l’obiettivo principale del recupero sarà quello di fornire luoghi di supporto alle attività crocieristiche. E vista la contiguità con Ponte Parodi e il Ponte dei Mille non poteva essere altrimenti. Il primo è oggetto anch’esso di un profondo rinnovamento, grazie al progetto dei francesi di Altarea, ed entro il 2015 data prevista di fine lavori, vedrà completata la realizzazione di una “Piazza del Mediterraneo” in cui saranno presenti iniziative culturali e ludiche ma anche una parte dedicata al commercio e alla grande distribuzione.
    La collocazione strategica del silos Hennebique tra Ponte Parodi e il Ponte dei Mille che, dopo l’ultimo ampliamento, ha un accosto della lunghezza complessiva di 340 metri in grado di consentire l’attracco delle navi più moderne, fa sì che la soluzione di supporto alle attività crocieristiche sia la migliore possibile.
    Resta da capire se per l’ennesima volta si tratta di un annuncio destinato a cadere nel vuoto, mancano pochi mesi alla fine dell’anno e il glorioso silos attende immobile di conoscere il suo destino.

     

    Matteo Quadrone

    Foto: Daniele Orlandi

     

  • Arte metropolitana: le stazioni metro musei d’arte sotterranea

    Arte metropolitana: le stazioni metro musei d’arte sotterranea

    Metro StoccolmaSottoterra c’è un mondo che non ti aspetti: un mondo pieno di sorprese, frenetico, caotico, vivo. Un luogo frequentato giornalmente da milioni di persone diversissime tra loro, dal ricco imprenditore all’operaio, dal giovane studente al pensionato.

    La metropolitana è diventata la nuova location per la trasmissione del lifestyle cittadino, delle novità e delle tendenze, un luogo dove la creativita’ puo’ esprimersi liberamente, senza vincoli e pregiudizi. Non a caso, negli ultimi anni, molte stazioni metro sono diventate veri e propri musei d’arte sotterranei, in cui si possono osservare quadri, mosaici, installazioni, murales, sculture.

    Nella metro di Madrid sono esposte le stampe di Francisco Goya, al costo di un euro (biglietto di ingresso per la metropolitana)… Non male per un’esposizione d’arte firmata da uno dei maggiori esponenti della corrente romantica spagnola. Inoltre, sotto i piedi di Madrid, e’ possibile assistere a spettacoli di flamenco, concerti sinfonici, e prendere in prestito un libro in una delle 9 biblioteche-metro realizzate nelle stazioni sotterranee.

    La metropolitana di Stoccolma, invece, è definita come “la più lunga galleria d’arte del mondo”: famosi sono i disegni spettacolari e stravaganti sulle pareti, le fontane, le installazioni, i lampadari, le sculture. Un luogo incredibile capace di togliere il fiato, nel quale anche il passeggero meno sensibile smetterà di pensare per un attimo ai sui prossimi appuntamenti in agenda per dedicarsi a pensieri quantomeno più profondi.

    A Tolosa, si può partecipare ad una visita guidata alla scoperta di una galleria d’arte sotterranea con 38 opere di arte contemporanea esposte, realizzate da artisti di fama internazionale. Ad Atene, la linea metropolitana appena ristrutturata, offre alla vista dei passeggeri “teche” di vetro in cui sono custoditi antichi vasi e sculture appartenenti al glorioso passato della Grecia classica.

    A Berlino si organizzano tour guidati alla scoperta dei bunker, delle fortificazioni dei cunicoli costruiti all’epoca della Guerra Fredda e durante la Seconda Guerra Mondiale.

    A questa rassegna non poteva mancare Parigi, dove gli artisti della metro sono veri e propri professionisti, riconosciuti dal comune; nella stazione Europe sono rimasti installati per lungo tempo una miriade di schermi che trasmettevano trasmissioni televisive da tutta Europa, in tutte le lingue. E poi ancora i bassorilievi di Singapore, le ceramiche di Lisbona, le futuristiche strutture di Hong Kong.

    Oltre che un semplice piacere per gli occhi, queste iniziative diventano inevitabilmente un mezzo per mettere in contatto attraverso l’arte e la creativita’ milioni di viaggiatori che giornalmente affollano la metropolitana. E anche l’occhio inesperto diffidente e critico di chi, per mancanza di interesse, soldi, tempo, non è assiduo frequentatore di mostre o gallerie d’arte, viene inevitabilmente coinvolto e catturato…

    A Barcellona, nelle linee 1 e 2 della metro, si organizza ogni anno il “Festival del Musicos en el Metro”: una vera e propria maratona di concerti a cui prendono parte gli artisti locali. In Italia, in particolare nelle metro di Milano e Roma, ma anche Napoli e Palermo e negli spazi sotterranei (sottopassaggi, tunnel…) di Venezia e Mantova, l’iniziativa più interessante si chiama Subway-Letteratura: i libri di giovani autori emergenti sono distribuiti gratuitamente tramite piccoli “juke box” e quindi sottoposti al grande giudizio del popolo sotterraneo. Si è passati dalla distribuzione di circa 60000 copie di libri nel 2002, (anno di nascita dell’iniziativa), ai 4 milioni di copie del 2008.

    E se la metro diventasse una sorta di mondo parallelo, una sottocittà in cui si ribaltano le convenzioni e i pregiudizi? Ci avevate mai pensato? Per molti la metro e’ solo l’emblema della frenesia e della fretta che contraddistingue il nostro stile di vita, ma evidentemente per tanti altri e’ diventato un luogo magico, un punto d’incontro, di scambio e di attività cultuale. L’ occasione per leggere un libro, per visitare una mostra d’arte, per staccare la spina fra una fermata e l’altra e dedicarsi solo a se stessi. Perche’ una cosa e’ certa: l’arte sotterranea oggi e’ molto di piu’ di un semplice contorno…

    Manuela Stella

  • Alluvione, i consiglieri regionali liguri donano 1000 euro a testa

    Alluvione, i consiglieri regionali liguri donano 1000 euro a testa

    Piazza de Ferrari Palazzo della Regione1000 euro a testa per sostenere la Regione in un momento così difficile: questo il segnale lanciato questa mattina dai consiglieri regionali della regione Liguria, che hanno deciso di devolvere la cifra per le vittime e i danni provocati dagli alluvioni dell’ultima settimana.  Il presidente Monteleone ha dichiarato che la donazione avverrà con una trattenuta dello stipendio del mese di novembre.

    Un gesto semplice ma concreto, che potrebbe rappresentare un punto di partenza importante per riaviccinare la politica alla gente.

    In un momento come questo di profonda crisi ambientale ed economica, servono una maggiore presa di coscienza da parte della classe politica, poche parole e molti fatti, non solo nei momenti della tragedia, ma soprattutto nella quotidianità.

    La strada è ancora lunga, ma da qualcosa bisogna pur partire, anche se è triste che il punto di partenza coincida con un avvenimento tragico.

    Foto: Daniele Orlandi

  • Municipio centro-ovest: punto d’ascolto a Sampierdarena e San Teodoro

    Municipio centro-ovest: punto d’ascolto a Sampierdarena e San Teodoro

     

    Municipio centro ovestIl Municipio Centro-Ovest per favorire la comunicazione con i cittadini inaugura un infopoint itinerante.

    Un punto d’ascolto dove i rappresentanti del Municipio saranno a disposizione della cittadinanza per esporre nella maniera più trasparente possibile l’operato della circoscrizione e i progetti previsti.

    Queste le sedi dove gli abitanti potranno recarsi e porre le loro domande:

    SABATO 12 NOVEMBRE 2011 ORE 10:00
    C/O CIRCOLO A.R.C.I. AURORA ( CORSO MARTINETTI, 111/R)

    GIOVEDÌ 17 NOVEMBRE 2011 ORE 18:00
    C/O SALA RINALDI EX CIRCOLO SAN GAETANO (vicino a Via Rolando 15)

    MERCOLEDÌ 23 NOVEMBRE 2011ORE 18:00
    C/O CIRCOLO A.R.C.I. LA CICLISTICA (VIA W. FILLAK, 98R)

    MERCOLEDÌ 30 NOVEMBRE 2011ORE 18:00
    C/O SALA OTTAGONALE CENTRO CIVICO BURANELLO (VIA DASTE 9A)

    MARTEDÌ 6 DICEMBRE 2011 ORE 17:00
    C/O PARROCCHIA SAN BARTOLOMEO DEL FOSSATO (VIA S. B. FOSSATO, 71)

    MERCOLEDÌ 14 DICEMBRE 2011 ORE 18:00
    C/O A.N.P.I. ‘CIONCOLINI. – MUSSO’ (VIA CARLO ROTA 15R)

  • Camera di Commercio: un aiuto concreto alle imprese alluvionate

    Camera di Commercio: un aiuto concreto alle imprese alluvionate

     

    La Giunta della Camera di Commercio ha affrontato  ieri in una lunga riunione il tema dei danni subiti dalle aziende genovesi a seguito dell’alluvione di venerdì scorso.

    “La Giunta ritiene che la gravità della situazione sia tale da richiedere un intervento straordinario da parte dello Stato, in una misura che sarà possibile definire soltanto nelle prossime settimane – si legge nel comunicato stampa della Camera di Commercio di Genova– Per consentire alle imprese di superare questo gravissimo momento, la Giunta ha deliberato all’unanimità uno stanziamento che consentirà alle imprese alluvionate di accedere a finanziamenti agevolati della durata di 6 anni, per il primo dei quali le aziende non dovranno pagare né quote capitale né interessi: l’intervento della Camera, infatti, serve per coprire 12 mesi di interessi”.

    L’importo massimo di finanziamento per ciascuna impresa sarà di 100mila euro e il valore complessivo di tutti i finanziamenti che potranno essere attivati sarà di 35 milioni di euro.

    Le modalità operative di gestione del finanziamento verranno definite da una convenzione in via di predisposizione in questi giorni con Regione Liguria, istituti bancari e Rete Fidi Liguria.

    Gli uffici della Camera di Commercio e di tutte le Associazioni di categoria sono a disposizione delle imprese alluvionate per informazioni.

  • Galleria Studio 44 a rischio chiusura

    Galleria Studio 44 a rischio chiusura

    Galleria Studio 44Da alcuni giorni circola una notizia che riguarda uno dei centri culturali più interessanti del centro storico: la Galleria Studio 44 rischia di chiudere i battenti. L’associazione culturale e galleria d’arte ha sede in vico Colalanza, traversa di via San Luca, ossia in pieno centro storico.

    I locali sono stati messi a disposizione nel 2004 dall’artista svizzero Schang Hutter, che viveva proprio in quell’edificio: lo spazio oggi occupato dalla galleria è stato inutilizzato per circa 40 anni prima dell’entrata in gioco della squadra formata da cinque persone (un medico e quattro artisti), che il 1 settembre 2005 inaugurano ufficialmente l’Associazione Culturale Studio Galleria 44.

    Sul sito dell’associazione  non traspare nulla, ma la mail circolata nei giorni scorsi parla chiaro: uno dei soci fondatori sta per lasciare Genova, e se nessuno prenderà il suo posto l’associazione rischia la chiusura. Tutti coloro che hanno idee o proposte per valorizzare questo spazio possono scrivere una mail a galleria_studio44@yahoo.it.

  • Gradinata Informagiovani: uno spazio per informarsi e dialogare

    Gradinata Informagiovani: uno spazio per informarsi e dialogare

    Genova Gradinata InformagiovaniUn nuovo spazio di informazione e dialogo per i giovani di Genova: il centro Informagiovani ha aperto la sua sede di Palazzo Ducale a una rassegna di incontri a tema intitolata “Gradinata Informagiovani – Spazio Informazione e Partecipazione“.

    Da settembre 2011 si tiene con cadenza mensile presso la sala Gradinata un incontro su tematiche di interesse per i giovani, che grazie alla collaborazione di soggetti pubblici e privati consente di fornire approfondimenti e indicazioni su temi molto diversificati, oltre che creare occasioni di dialogo e scambio fra i giovani che vivono a Genova.

    Qualche esempio? I primi due incontri hanno avuto come tema centrale il Servizio Volontario Europeo (con la collaborazione di Celivo) e il lavoro cooperativo (grazie al supporto di Legacoop Liguria e Confcooperative).

    Questi i prossimi appuntamenti:
    – 15 novembre 2011, ore 17: gli esperti di MateFitness propongono un incontro sul tema della matematica, per avvicinare i giovani a questa disciplina come strumento di interpretazione della realtà.

    14 dicembre 2011, ore 17: la professoressa Bianca Gallo – Direttore del COIRAG centro studi e ricerche dinamiche di gruppo – parlerà di neuroscienze, in particolare sul conoscere i meccanismi di reazione del nostro cervello rispetto alle nuove tecnologie (computer, videogiochi, chat, social network) e al loro utilizzo anche per quanto riguarda i riflessi nella crescita personale , nella didattica e nel rapporto con i gruppi sociali.

    Per info e per collaborazioni col progetto “Gradinata Informagiovani” consultare il sito www.informagiovani.comune.genova.it.