Anno: 2011

  • La contaminazione culturale in cucina a Castello D´Albertis

    La contaminazione culturale in cucina a Castello D´Albertis

    Castello D'AlbertisNella splendida cornice di Castello D´Albertis si svolgono tre “non conferenze”da gustare comodamente seduti intorno a un tavolino, sorseggiando un tè o una birra accompagnati da stuzzichini dolci o salati.
    Ad ogni appuntamento, un “invitato” conversa con i presenti su di un tema o un argomento inerente l´uomo e le sue molteplici espressioni culturali ed artistiche.

    Il 10 novembre  a partire dalle 1730 è la volta di Andrea Perin con “Ricette scorrette. La contaminazione culturale in cucina”.

    Nella cucina, probabilmente più che in altri contesti, l´esperienza della mescolanza e dell´incrocio è una pratica consueta, una risorsa che accomuna tutti quelli che si mettono ai fornelli. Al di là delle tradizioni, spesso costruite, vi è normale ricevere stimoli e ricercare nuovi gusti. In questi anni, grazie all´arrivo di nuove persone e nuovi gusti da altri paesi, la pratica del meticciato alimentare è diventato più facile: chi non ha provato nuovi ingredienti e mischiato nuovi sapori? E i vecchi, si sono modificati o sono rimasti uguali a se stessi?

    Ingresso 6 euro, inclusa consumazione e ingresso al museo (la visita al museo può essere effettuata lo stesso giorno a partire dalle ore 15 oppure in altra data)

  • Genova: storie di canzoni e cantautori, lo spettacolo al Teatro Govi

    Genova: storie di canzoni e cantautori, lo spettacolo al Teatro Govi

    Teatro GoviSabato 5 Novembre 2011, alle ore 21.00 al Teatro Rina & Gilberto Govi di Genova Bolzaneto una serata dedicata alla musica d’autore genovese.  Ad aprire, la presentazione del libro “Genova: storie di canzoni e cantautori” di Andrea Podestà e Marzio Angiolani, gli stessi saranno i conduttori di un percorso che racconta gli autori e le canzoni di Genova e della Liguria.

    Partecipano alla serata Federico Sirianni, Giua, Federica Tassinari e i due premi Tenco 2011 Roberta Alloisio e Cristiano Angelini, una serata di musica e parole per viaggiare sulle note dei cantautori nostrani.

    Li accompagneranno: Loris Tarantino, Fabio Vernizzi, Rudy Perone.

  • Renzo Piano: come costruire la città del futuro

    Renzo Piano: come costruire la città del futuro

     

    Renzo PianoÈ urgente per il futuro dell’Europa mettere al centro della pianificazione le persone. Per superare la crisi bisogna partire da qui. È necessario rilanciare lo spazio pubblico in modo da consentire alle persone di incontrarsi, parlare e discutere”, esordisce così il Sindaco di Genova Marta Vincenzi introducendo la conferenza principale di Eurocities 2011, “Plannig for people“, svoltasi stamattina ai Magazzini del Cotone.

    Riappropriarsi di piazze, strade, aree dismesse e riqualificarli è un obiettivo urgente perchè le trasformazioni urbane introducono le trasformazioni economiche, questo il concetto sottolineato dal Sindaco.

    “Le città devono diventare dei laboratori di inclusione sociale, sono i luoghi dove trovare le giuste ricette per combattere la povertà e affrontare i temi più spinosi: lotta alla disoccupazione, inclusione dei migranti, risparmio energetico, creazione di spazi verdi – continua Vincenzi – Non c’è lotta all’esclusione che non passi attraverso la qualità del vivere, la sfida è non costruire più periferie e luoghi disumanizzanti”.

    E per quanto riguarda il ruolo degli amministratori pubblici e delle istituzioni Marta Vincenzi ha ribadito che “C’è bisogno di maggiore intervento pubblico e risorse adeguate per rilanciare il welfare delle città. Oggi virtuoso è ciò che non consuma e non spreca. Abbiamo già consumato suolo e risorse a sufficienza. Ma sono necessarie nuove regole perchè nessuno può affrontare da solo il problema dello sviluppo urbano”.

    Per Genova questa è un’occasione importante, fortemente voluta in questi anni. Presente in Eurocities da oltre vent’anni, dal 2003 è l’unica città italiana all’interno del comitato esecutivo dell’associazione che raggruppa 140 città di 36 paesi del mondo ed è impegnata a lavorare per una comune visione di futuro sostenibile nel quale tutti i cittadini possano godere di una buona qualità di vita.

    “Genova si colloca a pieno titolo nel dibattito europeo – dice orgogliosa Vincenzi – È la direzione giusta per una città che si vuole rinnovare. Avere un’idea di città è fondamentale, vuol dire essere attenti al luogo in cui si vive e ai suoi abitanti. L’urbanistica diventa così lo strumento che consente di poter vivere in maniera migliore nelle nostre città”.

    Poi è stata la volta di Renzo Piano, l’architetto genovese di fama internazionale, relatore principale della conferenza “Planning for people”:

    C’è una sorta di europeità delle città. Le città europee hanno un carattere in comune. Io mi sento profondamente europeo, italiano ma anche genovese. I genovesi infatti sono europei particolari, sono europei del Mediterraneo”.

    Gli aspetti più importanti dell’europeità si colgono quando si va lontano dall’Europa, quando si viaggia per lavoro, come l’architetto Piano:

    Citta e civiltà sono due parole con una medesima radice in diverse lingue. La città europea è una città in cui le diverse funzioni del vivere si confondono, si mescolano, nei medesimi luoghi. Si vive, ci si diverte, si mangia, si lavora negli stessi spazi. Questa è una città intesa come luogo di civiltà, di scambio e di crescita economica”.

    La città è un luogo complesso che manifesta una forte necessità di dialogo fra i suoi diversi aspetti. Uno di questi e l’usanza, tipica delle città europee, di inserire al loro interno i luoghi della cultura.

    La presenza dei luoghi della cultura è essenziale, sono elementi di qualità che rafforzano il ruolo della città come luogo di scambio e di civiltà. I luoghi della cultura devono essere aperti alla città e con il massimo dell’accessibilità. Le città devono restare fecondate dai luoghi della cultura. Intesi anche come luoghi d’incontro e occasione di condivisione”.

    Ma come si affronta il problema dell’inarrestabile crescita delle metropoli odierne, sempre più popolose e densamente abitate ?

    Le città non possono continuare a mangiare territorio. Oggi la crescita deve essere concepita alla luce del riuso delle zone intrappolate. Diventa necessario che le città crescano per implosione e non più per esplosione. Vale a dire provare a completare le città al loro interno”.

    Il problema più urgente con cui confrontarsi nel mondo attuale è però quello delle periferie, come sottolinea l’architetto:

    “Se fino a qualche anno fa il tema da affrontare era quello del destino dei centri storici, oggi il tema fondamentale è salvare le periferie. Le città e i centri storici sono fatti di persone e non solo di pietre. L’errore storico in particolare per quanto riguarda i centri storici è stato proprio quello di svuotarli dalle persone. Le periferie invece devono essere trasformate in città, bisogna urbanizzarle“.

    E per quanto riguarda Genova, come immagina il suo futuro ?

    Genova deve smettere di rubare spazio al mare ma deve terminare la sua crescita anche verso i monti. È necessario delineare un confine e crescere senza rubare ulteriori spazi alla natura che ci circonda anche in una città dalla geografia complessa come la nostra. Le possibilità ci sono, basta pensare alle diverse aree dismesse presenti all’interno dell’area cittadina. Bisogna partire da lì, dal recupero e dal riuso intelligente e virtuoso di quello che abbiamo già a disposizione”.

    Matteo Quadrone

    Foto di Daniele Orlandi

     

  • Storia di Genova: le case chiuse e le “signorine” del Centro Storico

    Storia di Genova: le case chiuse e le “signorine” del Centro Storico

    Via Garibaldi

    Genova era sino al primo Novecento la città delle case chiuse e dei bordelli. Il pubblico postribolo, nell’antichità, era situato dove poi venne costruita la regale Strada Nuova (oggi via Garibaldi). Le “signorine” pagavano regolarmente le tasse, 5 genovini al giorno e, come normali lavoratrici, avevano il sabato libero e la domenica andavano alla messa. Erano chiamate le donne delle candele perchè il tempo e quindi il costo della prestazione era determinato da una tacca incisa su un cero.

    Genova e le case chiuse – leggi l’articolo su GuidadiGenova.it

    Genova e dintorni, la guida online

     

     

     

  • Delitto di Matteotti, in scena sabato 5 novembre al teatro dell’Ortica

    Delitto di Matteotti, in scena sabato 5 novembre al teatro dell’Ortica

    Delitto di MatteottiSabato 5 novembre alle ore 21 al Teatro dell’Ortica in via Allende va in scena lo spettacolo “Il delitto Matteotti”, nel quale si ripercorrono gli ultimi giorni di Giacomo Matteotti, deputato socialista fatto rapire e uccidere dal regime fascista nel 1924.

    Gli attori saranno disposti tra il pubblico e la platea rappresenterà la Camera dei Deputati per rappresentare l’ultimo discorso di Matteotti del 30 maggio 1924 e la replica di Mussolini del 4 gennaio 1925.

    Tra i due interventi, sul palco, saranno portati in scena gli avvenimenti successivi al rapimento e all’assassinio del deputato socialista e i complotti dei mandanti.

    Lo spettacolo è realizzato dal Laboratorio Urticante, formato dagli studenti medi e universitari del Teatro dell’Ortica, una teatro sociale che aiuta gruppi di persone in situazioni di marginalità, focalizzando l’attenzione sulla formazione della persona, la costruzione di collettivi e l’intervento culturale.
     

  • Scarlet Diva in concerto al Dodo, il locale nel porticciolo di Nervi

    Scarlet Diva in concerto al Dodo, il locale nel porticciolo di Nervi

    Scarlet DivaDopo una lunga pausa di studio il gruppo Scarlet Diva,  composto da Matteo Maltecca (Voce, Pianoforte, Synth, Tastiere), Enrico Chiesa (Voce, Chitarre), Gianluca Benvenuti (voce, batteria) torna sul palco per presentare in anteprima i brani del prossimo disco. Il conceeto è fissato per sabato 5 novembre alle ore 2230 al Dodo, il locale nel porticciolo di Nervi di fronte alla piscina.

    La band è nata nel 20o6 con l’intento di creare musica facilmente accessibile senza mai essere banale, parlando con un linguaggio semplice, diretto e di chiaro impatto”, non solo viene preservata, ma ne esce anche rafforzata.

  • Rossomare, la mostra di Gianni Depaoli alla Galleria d’Arte Moderna

    Rossomare, la mostra di Gianni Depaoli alla Galleria d’Arte Moderna

    RossomareFino all’8 gennaio 2012 sono in esposizione alla Galleria d’Arte moderna di Nervi le installazioni di Food art e Organic Trash Art dell’artista contemporaneo Gianni Depaoli.

    Ambiente, rispetto per gli uomini e per gli animali, ecosostenibilità, biodiversità: queste le parole chiave dell’intervento reiterato di Gianni Depaoli, artista-imprenditore nel settore ittico, che dalla sua professione attinge consapevolezze e coscienza di cittadino e consumatore.

    Nel percorso tracciato con Milano per l’Expo 2015, Genova si occuperà, sul fronte del tema dell’alimentazione, del pesce e del mare: proprio in in questa direzione si muove la proposta della Galleria d’Arte Moderna di Genova, che oggi affida all’arte del Novecento , con le installazioni d’arte contemporanea di Gianni Depaoli e i dossier scientifici di Legambiente Liguria, il compito sociale di far riflettere sui temi attualissimi dell’ecosostenibilità alimentare e ambientale.

    Da martedì a domenica dalle 10 alle 19.

  • Mauro Pirovano, il comico genovese dei Broncovitz

    Mauro Pirovano, il comico genovese dei Broncovitz

    Mauro PirovanoMauro Pirovano, attore genovese noto al pubblico più giovane per personaggi come La Fata Madrina di Mai dire Goal o il dottor Giorgi di un “Medico in famiglia“, e amato dai più “datati” soprattutto per i “Broncovitz” gruppo di comici genovesi formato da Maurizio Crozza, Ugo Dighero, Carla Signoris, Marcello Cesena e, ovviamente, dallo stesso Pirovano.

    La sua carriera inizia negli anni ’80 al Teatro Stabile di Genova e si consolida con il programma “Avanzi” firmato appunto dal gruppo dei “Broncovitz”. Vincitore del premio Govi nel 2008 per le sue straordinarie interpretazioni in dialetto che indagano nella realtà storia e contemporanea. E’ andato in scena con una versione genovese del “Malato Immaginario” di Moliere, con la compagnia storica “I Caroggi”.

    In questi giorni hai calcato il palcoscenico nei panni di Argante, il malato immaginario di Moliere in una trasposizione in dialetto genovese. Non e’ la prima volta che porti in scena il dialetto, quale pensi che sia la forza comunicativa del genovese, e dei dialetti in generale?

    Il dialetto e’ immediato, rende i concetti con una parola. Il genovese, in particolare, e’ parsimonioso – quale termine piu’ adatto! – recupera la tradizione, ma penso che i dialetti vadano vissuti, debbano evolversi essere ad uso degli anziani come dei ragazzi. Sono per l’evoluzione della lingua locale, parlare di dialetto e’ riduttivo il genovese e’ una lingua, nei secoli passati era la lingua delle mercature, la lingua del mediterraneo, e’ infatti contaminato da tutte le influenze possibili, dal francese all’arabo, e dovrebbe continuare ad essere cosi’. In altre regioni italiane il dialetto e’ molto piu’ vissuto e costituisce una vera ricchezza, a Genova si usa meno e forse portarlo a teatro e’ un modo per renderlo piu’ familiare. Nel caso del “Malato immaginario” si e’ prestato in particolar modo, per le sue assonanze con il francese e per la sua melodia.

    Questa tua passione e dedizione, ti ha portato a ricevere il premio Govi 2008. Nel tuo percorso artistico quanto ti sei ispirato a Govi, qual e’ stato il piu’ grande insegnamento?

    Sono molto orgoglioso di questo premio, Govi e’ un maestro, in generale e in particolare per i genovesi. Credo che ogni attore ligure si ispiri a lui, la mimica, le pause…E’ la macaia, l’odore dei caruggi, chi non vive Genova non lo percepisce, ma sono fondamentali per una comicita’ raffinata, mai volgare. Non e’ la battuta a far ridere, sono situazioni, e’ l’intera scena ad essere comica, non si lavora per tormentoni ma per situazioni, e penso sia questa la caratteristica che contraddistingue il buon teatro genovese.

    In questi giorni vediamo quanto sia “rischioso” ironizzare e criticare la societa’, per non parlare della politica. Nella tua carriera ti sei mai trovato in difficolta’ di questo tipo?

    Eccome.. erano i tempi di Avanzi, con i Broncovitz, mandavamo in scena uno scatch satirico nei confronti di Craxi: “L’antica segreteria del corso” non piacque e fummo minacciati di una sospensione, ma erano tempi diversi, le persone stavano al posto giusto – sicuramente piu’ di adesso – il direttore era Guglielmi, assessore alla cultura di Bologna, che difese a spada tratta il programma, che ando’ giustamente in onda.

    Il gruppo dei Broncovitz, con Dighiero, Crozza e Signoris… indimenticabile, come ricordi quel periodo?

    Lo ricordo con malinconia e grande divertimento, abbiamo preso strade diverse, ma siamo sempre legati da grande amicizia.

    Pensi che oggi la televisione sia cambiata?

    Sicuramente, programmi come Avanzi erano studiati, avevano delle basi. Oggi facendo zapping vediamo una serie di programmi clone, la comicita’ e’ fatta di tormentoni!

    Ti concedi allo schermo, ma il tuo ambiente e’ il palcoscenico. Secondo te quali sono limiti e potenzialita’ dei due mezzi?

    Assolutamente non sono paragonabili, la televisione arriva a tutti, ma la si vive passivamente ed e’ difficile emozionarsi, mentre si guarda la televisione si fanno altre mille cose. Il teatro coinvolge ed emoziona, chiunque ci si avvicini, e a qualunque eta’, non puo’ che rimanerne affascinato. La televisione e’ divulgativa, il teatro emozionale.

    Sei molto impegnato in una serie di progetti che coinvolgono i ragazzi. Che consiglio daresti a chi vuole intraprendere la tua carriera?

    Amo i giovani, mi piace passare tempo con loro, hanno tanto da insegnare sono attratti dallo spettacolo, dal teatro, in molti cercano di accostarsi a questo mondo. E’ difficile, soprattutto oggi, c’e’ il rischio di imbattersi in scuole e corsi improvvisati, alla moda. Il consiglio che do e’ quello di trovare una buona scuola, e’ fondamentale, una formazione sbagliata te la porti dietro per sempre. Ma la cosa che consiglio maggiormente e’ il divertimento, il divertimento nel volersi mettere in gioco.

    Abbiamo detto genovese doc… come vivi Genova? Quali pensi che siano le cose piu’ urgenti a cui metter mano?

    Penso sia una citta’ bellissima, ho un bel rapporto, mi piace camminare per il centro storico. Ma Genova non e’ solo il centro storico, Genova e’ dove si vive, le periferie. Penso che la cosa piu’ urgente sia un’apertura alle periferie, non bisogna isolarle, bisogna inserirle nel tessuto cittadino, collegarle meglio e renderle protagoniste degli eventi, non si puo’ svolgere tutto in Piazza de Ferrari! Teatri, cinema, spazi e’ urgente eliminare il divario tra centro e periferia, ad esempio sto lavorando ad un festival per l’acquedotto storico, e’ un’opera grandiosa va qualificata… il problema sono gli sponsor!

    Claudia Diaspro

  • “1000 volte Pinocchio”: arriva a Genova la mostra sul burattino di Collodi

    “1000 volte Pinocchio”: arriva a Genova la mostra sul burattino di Collodi

    pinocchioMartedì 8 novembre alle ore 1730 inaugura “1000 volte Pinocchio”, una mostra che raduna edizioni di pregio, illustrazioni, oggettistica dedicate all’eroe di Collodi. Dalle prime illustrazioni a Sergio Tofano, Jacovitti, Bottaro , E. Luzzati. Pinocchio al cinema, nei fumetti, a teatro in TV e nella pubblicità.

    Dopo un lungo viaggio attraverso l’Italia, da Montecatini Terme per il Festival Internazionale FilmVideo, a Lucca in concomitanza del Salone Internazionale dei Comics, a Lecco e a Dervio per la Mostra Internazionale del Cinema d’Animazione, l’esposizione dedicata a Pinocchio arriva a Genova-Rivarolo, nella biblioteca Cervetto nel Castello Foltzer, dove rimarrà fino a l 7 dicembre.

    L’occasione per questa presentazione è duplice: la Biblioteca genovese festeggia infatti i suoi primi 10 anni di intensa attività, che ha visto una vivace partecipazione di giovani ed adulti del quartiere, e contemporaneamente il burattino di Collodi compie 130 anni di vitalissima presenza nei tanti territori della fantasia.

    La mostra raduna una ventina di grandi pannelli tematici e pure materiali difformi che vengono esposti in bacheche. Vi si racconta, in forma sintetica, le molteplici apparizioni del piccolo eroe di legno, senz’altro sulla carta stampata, ma pure in palcoscenico, sugli schermi cinematografici e televisivi. Ed ancora a reclamizzare consumi, a figurare nelle raccolte di francobolli e figurine, e naturalmente nei fumetti.

    Nel corso dell’evento si terranno alcuni incontri con le scuole ed una conferenza con proiezioni (il 22 novembre alle ore 17), del critico Claudio Bertieri che ha curato “1000 volte Pinocchio”, mettendo a disposizione il proprio archivio.

    Realizzata dalla Fondazione Mario Novaro di Genova, la mostra è aperta da lunedì a venerdì 9,00-13,00 /  14,00-19,00.

  • Zuego, il subbuteo genovese torna di moda grazie ad Arturo Parodi

    Zuego, il subbuteo genovese torna di moda grazie ad Arturo Parodi

    ZuegoQuando si cresce (o si invecchia, a seconda dei punti di vista) ci si dimentica facilmente che le nuove generazioni non hanno vissuto quello che abbiamo vissuto noi nella nostra infanzia: per uno stesso periodo della vita umana, che pure ci sembra debba essere uguale per tutti, si ha in realtà una percezione significativamente diversa di quello che vuol dire studiare, uscire, guardare la televisione o giocare.

    Per quelli della mia leva, ad esempio, è scontato capirsi quando si parla di figurine Panini, MacGyver, Ken Shiro, oppure Drive In: chi è nato negli anni ’90, invece, potrebbe non averne mai sentito parlare. Per questo motivo non è facile parlare del subbuteo.

    Chi c’era se lo ricorda perfettamente; ma chi è troppo giovane ed è cresciuto solo con i giochi della Playstation, cosa può capire della magia di un gioco da tavola come quello? Un panno verde enorme e morbidissimo, gli “omini” giocatori con l’inconfondibile base ovale, le infinite e ambitissime varietà di squadre, l’arte della “bicellata”, i tornei del pomeriggio a casa del compagno di classe…

    Non esiste una simulazione da tavola del gioco del calcio che abbia avuto più fortuna fra gli anni ’70/’80.

    Poi com’è nella natura delle cose, a partire dagli anni ’90, con l’avvento di computer e videogiochi, il subbuteo è andato progressivamente in declino. Nel ’94 la Subbuteo Sports Games Ltd è stata acquistata dalla americana Hasbro, che nel 2000 ne interrompeva definitivamente la produzione.

    Ma la storia non è finita qui. Grazie alla tenacia del genovese Arturo Parodi, distributore del subbuteo in Italia fino al 2003, si è data vita a una scommessa improbabile: produrre una nuova versione del gioco. Mentre spopolano X-Box, Wii e cartoni in 3D, l’imprenditore di Manesseno punta tutto su un gioco da tavola fedele agli stilemi del passato, senza cercare minimamente di renderlo attuale, ma pensando piuttosto a migliorare la qualità del prodotto e a introdurre anche quelle varianti locali ormai classiche che si praticavano in particolar modo a Genova.

    Il nuovo subbuteo, ancora più curato e più genovese, non può che avere un nome solo: “zeugo”.“Zeugo l’è da Zena”, scrivono sul sito internet che conta già più di 270 fan su Facebook. Tutto molto bello, ma come competere con la nuova frontiera dei giochi interattivi? “Per i giocattoli tradizionali belli”, scrive lo stesso Parodi, “ma quelli veramente belli, ci sarà sempre uno spazio. Magari una nicchia. Ma sarà una grande nicchia”. Sarà la nostalgia, ma a me è tornata una gran voglia di giocare…

    Andrea Giannini

  • Storia di Genova: c’era una volta Via Madre di Dio

    Storia di Genova: c’era una volta Via Madre di Dio

    I giardini Baltimora, qui si sviluppava il quartiere di via Madre di Dio

    La Storia di Genova: documentario sull’epoca fascista, la guerra e la speculazione edilizia, con uno speciale dedicato alla demolizione di via Madre di Dio  –  GuidadiGenova.it

    Dove oggi i giardini Baltimora sono abbandonati al silenzio e alla desolazione, circondati dal gelo dei casermoni della Regione e costeggiati da auto e moto, sorgeva l’antico quartiere Madre di Dio.

    Venne demolito interamente tra il 1969 e il 1973, una decisione che, a distanza di decenni, appare ai più avventata e ingiustificata. Via Madre di Dio era l’arteria principale, collegava la zona di Ponticello (poi piazza Dante) e, passando fra le arcate del ponte di Carignano, sfociava in corso Quadrio a pochi passi dal mare.

    Fra il sestriere del Molo e quello di Portoria, Madre di Dio era una delle zone più antiche del nostro Centro Storico, vicoli stretti, passi e scalinate la collegavano a via Fieschi, Campo Pisano e via del Colle. Al  nr. 38 di passo Gattamora, un vicolo del quartiere stretto fra Madre di Dio e via del Colle, il 27 ottobre 1782 nacque Nicolò Paganini: neanche quell’edificio fu salvato dalle ruspe.

    I sapori e gli odori che caratterizzavano la zona erano quelli delle case popolari, il pianto dei bambini, l’abbaiare dei cani e il denso cicaleccio delle comari. Ma era soprattutto il sonoro biancheggiare delle lenzuola e della biancheria stesa che regalava a via Madre di Dio l’aspetto di un fiume in piena verso il mare.

    Uno scritto del patrizio genovese Stefano De Franchi è utile per comprendere meglio l’atmosfera di quei vecchi vicoli: “Figlia mia! Qui non c’è pace, né di giorno, né di notte. Mille voci risuonano dal mattino appena giunta l’alba sino alla sera… Ho la testa che mi rintrona come un tamburo, per il frastuono e lo schiamazzo che fa la gente!”

    Spesso Madre di Dio viene raccontata come zona difficile, povera, degradata… caratterizzata dallo svolgersi di attività non propriamente legali. Ma accanto a ciò, ci si dimentica spesso di raccontare quello che era il suo volto umano, semplice, profondamente genovese. La maggior parte degli abitanti della zona lavorava in porto, tutte le famiglie si conoscevano e le porte d’ingresso delle abitazioni venivano chiuse soltanto con una catenella. Era buona norma comunicare da una finestra all’altra e se c’era bisogno di qualcosa bastava gridarlo al vicino e si creava una specie di telefono senza fili…

    Abbiamo ascoltato con piacere il racconto di un genovese nato in via Madre di Dio, il quale ricorda come una sera, dopo l’improvviso malore della nonna, senza la possibilità di telefonare, arrivò un medico in casa pochi minuti dopo, chiamato dai vicini che si erano accorti del problema.

    La lunga strada durante il giorno era stracolma di bambini che spesso raggiungevano la spiaggia per giocare, una distesa di sabbia e pietre sino a Puntavagno. I bambini più poveri erano soliti frequentare salita del Prione, giocavano fra le macerie dei bombardamenti lontano dallo sguardo dei genitori, quelli che invece erano considerati “ben educati” venivano accompagnati in piazza Caricamento, seguiti dalle mamme. Controllare i figli era segno distintivo di una “buona famiglia”.

    La sera, invece, Madre di Dio andava a dormire più tardi rispetto al resto della città. Salita del Prione era la zona dei bordelli e delle case chiuse, ma la zona era rinomata soprattutto per le tante osterie, le più frequentate a Genova. Gli uomini, fra un bicchiere e l’altro, uscivano in strada e giocavano a mora, d’estate i tavolini per il gioco delle carte invadevano la strada…

    E, per finire, la curiosità: a cavallo fra gli anni cinquanta e sessanta in via Madre di Dio viveva la “Tina”, una donna quantomeno borderline… Quando si arrabbiava con qualcuno (spesso) usava aprire le persiane e mostrare le chiappe chiare a tutto il quartiere. La Tina abitava in cima alla strada, nella parte più in salita… Era dunque semplice per tutti comprenderne l’umore, giorno dopo giorno, chiappa dopo chiappa.

  • Eurocities a Genova dal 2 al 5 novembre: programma completo

    Eurocities a Genova dal 2 al 5 novembre: programma completo

    MERCOLEDI’ 2 NOVEMBRE – ACQUARIO DI GENOVA

    18:30 Cerimonia degli Awards Discorso di benvenuto Paolo Veardo, Assessore alle Politiche Formative del Comune di Genova

    19:30/20:15 Visita dell’Acquario di Genova

    20:30/22:30 Cocktail di benvenuto

     

    GIOVEDI’ 3 NOVEMBRE – SEDE: CENTRO CONGRESSI MAGAZZINI DEL COTONE PORTO ANTICO

    Moderatore: Richard Burdett, urbanist

    8.30 Registrazione

    9.00 Discorsi di benvenuto con Marta Vincenzi, Sindaco di Genova, Frank Jensen, Sindaco di Copenhagen, Presidente di EUROCITIES, Paul Bevan, Segretario Generale EUROCITIES

    9.30 Tema della Conferenza Planning for People. Relatore:  Renzo Piano, architetto

    10.30 Pausa caffé

    11.00 Panel debate: discussione con  un gruppo di sindaci ed esperti – domande dal pubblico

    12.30 Concorso giovani fotografi  premiazione

    13.00 Inaugurazione della mostra fotograica Your city – your view, con la stampa

    13:30 Pranzo Centro Congressi  Magazzini del Cotone

    14:30/17:00 Workshops

    19:00 Aperitivo per i sindaci ospiti con il Sindaco di Genova . Palazzo Tursi Salone di Rappresentanza

    19:30 Aperitivo per i partecipanti Palazzo Ducale

    20:30/22:30 Cena di gala. Palazzo Ducale Salone del Maggior Consiglio

     

    VENERDI’ 4 NOVEMBRE – MAGAZZINI DEL COTONE

    8:30/10:30 Speednetworking

    9:00/10:30 Dibattito dei sindaci, con sindaci delle città del sud del Mediterraneo

    Tema: Trasformazioni urbanistiche – impatto sulla coesione sociale  e l’immigrazione in una  prospettivaì euromediterranea. Moderatore: Paul Bevan

    10:30 Incontro informale tra politici e giovani fotografi

    10:45 Pausa caffé

    11:00 Paul Bevan  Segretario Generale EUROCITIES: relazione sui workshops  e Dibattito dei sindaci

    EUROCITIES nel 2011, filmato sulle attività svolte  durante l’anno

    11:20 Frank Jensen Sindaco di Copenhagen, Presidente EUROCITIES: prospettive per il 2012

    11:35 Discorso di chiusura Marta Vincenzi Sindaco di Genova

    11:45 Assemblea Generale EUROCITIES

    13:00 Pranzo

    14:30 Visite guidate  Museo del mare, Musei di Strada Nuova, Tour guidato della città (in pullman)

    19:30 Serata informale “Drink, food & music” Villa Bombrini

     

    SABATO 5 NOVEMBRE

    VISITE GUIDATE

    Portoino & Santa Margherita Ligure e Centro storico (percorso a piedi)

     

    WORKSHOP

    WORKSHOP MADDALENA  – SFIDA SOCIALE PER RIVITALIZZARE UN’AREA DEGRADATA DEL CENTRO STORICO

    Il sestiere della Maddalena, nel centro storico, offre un’occasione ideale di vedere come la città sta affrontando le varie side sociali. I partecipanti compiranno un percorso a piedi attraverso questo pittoresco quartiere, facendo tappa in corrispondenza di tre diversi progetti locali: un bar, in precedenza luogo di ritrovo per prostitute, a cui si sta tentando di dare una nuova identità adibendolo ad asilo; un negozio di commercio equo-solidale che vende prodotti coltivati nei terreni coniscati alla maia, nell’ambito del progetto nazionale Libera contro le maie; un laboratorio sociale, vivace punto d’incontro per i gruppi di comunità che possono prenotare gli spazi per le loro attività. La visita si concluderà con una discussione davanti a un caffè in un teatro delle vicinanze, dove ai partecipanti si uniranno i residenti incontrati lungo il percorso, per scambiarsi delle idee e riflettere sugli spunti proposti nel corso del tour.

    Numero di partecipanti: tre gruppi da 20 = 60 Accesso: tour a piedi nel centro storico  Durata: 1.5 h percorso a piedi + 1 h pausa caffè e discussione = 2.5 h

    WORKSHOP SCOPRIRE ILPORTO DI GENOVACome integrare il porto nella realtà urbana

    Il porto di Genova rappresenta una risorsa consolidata per l’occupazione, il benessere e l’identità della città, ma presenta la sida di riconciliare l’aspetto industriale con la moderna vita urbana. Al Genoa Port Center, i visitatori potranno fare un’esperienza interattiva delle attività che si svolgono nel porto.Il Port Center affronta le side connesse con la  gestione di un porto moderno: la sostenibilità, la sicurezza, i lussi costanti di merci e persone. I partecipanti del workshop visiteranno le postazioni interattive e compiranno un giro del porto in battello. La visita si concluderà con una presentazione dell’Urban Lab, di fronte al Galata museo del mare, che offrirà l’opportunità di una discussione sul processo d’integrazione del porto nella vita urbana, dal punto di vista di questo laboratorio unico per la riqualiicazione della città. Numero di partecipanti: 60 Accesso: visite a piedi + giro in battello  Durata: 45’ Port Center + 15’ trasferimento al battello + 60’ in battello + 30’ presentazione Urban Lab + 30’ al Galata = 3 h

    WORKSHOP PER BUONGUSTAI – Alla scoperta delle prelibatezze di Genova

    Genova è famosa per il suo pesto e i buongustai avranno quindi l’occasione di imparare le tecniche

    di preparazione tradizionale del pesto e visitare la bottega di pasticceria Romanengo con una tradizione che risale al XVIII secolo. Questo workshop, suddiviso in due parti, offre l’opportunità di avere un’esperienza pratica di preparazione dell’autentico pesto genovese con il mortaio di marmo. I partecipanti assisteranno a una dimostrazione da parte di un esperto – il miglior “pesto-maker” del  Campionato Mondiale del Pesto al Mortaio! – prima di cimentarsi essi stessi. I partecipanti visiteranno inoltre il laboratorio dolciario di Romanengo, dove metodi tradizionali e antichi macchinari sono ancora utilizzati per la produzione di deliziosa cioccolata, frutta candita e altre dolci golosità. Numero di partecipanti: due gruppi da 25 = 50  Accesso: bus + percorso a piedi  tra la 1 a e 2 a  parte del workshop  Durata: 1 h per ogni attività + due percorsi a piedi  da 15’ ciascuno = 2.5 h

    WORKSHOP DALLE VECCHIE ALLE NUOVE INDUSTRIE – DALLE ACCIAIERIE AGLI STUDIOS AUDIOVISIVI

    Genova, come molte altre città, deve affrontare la sfida di riqualificare edifici industriali ormai in disuso. Il quartiere di Cornigliano è un esempio perfetto di questo. Genova sta cercando di dare una nuova vita ai locali delle acciaierie dismesse, con un progetto di riqualificazione, lanciato nel 2005, che si prefigge di incoraggiare servizi locali e istituzioni a “reclamare” gli immobili abbandonati per le loro attività. Riconoscendo il potenziale dell’edificio, Cineporto Genova si è installata negli ex uffici amministrativi delle acciaierie. Si tratta di uno studio audiovisivo che offre spazi e servizi per i produttori di tutto il mondo. Il direttore di Società per Cornigliano farà una presentazione ai partecipanti del workshop a Villa Bombrini, splendida villa attualmente utilizzata come centro culturale e conferenze; al termine è prevista una visita presso gli studios di Cineporto Genova. Numero di partecipanti: 50  Accesso: bus ino a Cornigliano + giro a piedi  Durata: 60’ trasferimento + 30’ presentazionen + 45’ ai ilm studios + 15’ a Villa Bombrini = 2.5 h

    WORKSHOP – POLO ROBOTICO – TECNOLOGIA ALL’AVANGUARDIA IN UNA CITTÀ STORICA

    Ciò che non ci si aspetterebbe nascosto tra le colline di questa storica città, è il pionieristico Istituto Italiano di Tecnologia, un istituto di ricerca dove circa 900 persone da oltre 30 paesi del mondo conducono studi scientifici di frontiera. L’unicità della sede  centrale dell’istituto a Genova è che riunisce sette piattaforme tecnologiche (robotica, neuroscienze, sviluppo farmaci e diagnostica,  materiali intelligenti, nanotossicità, energia e computazionale) per cooperare al progresso della robotica umanoide. Qui è stato sviluppato iCub, un innovativo robot umanoide bambino, “nato” cinque anni fa e dotato di una combinazione impareggiabile di performance fisiche e cognitive. I partecipanti del workshop visiteranno i laboratori per osservare lo sviluppo di questa tecnologia futuristica e verificare come una tale cooperazione di discipline possa portare a tecnologie così avanzate. Numero di partecipanti: 30 Accesso: bus ino all’IIT Durata: 60’ trasferimento + 30’ presentazione + 30’ visita al laboratorio 1 + 30’ al laboratorio 2 = 2.5 h

  • Rete Internet, l’Italia non investe nello sviluppo della banda larga

    Rete Internet, l’Italia non investe nello sviluppo della banda larga

     

    L’Italia continua a snobbare la rete Internet e di conseguenza le infinite possibilità offerte dal web.

    L’ultima conferma arriva dalla totale assenza di rappresentanti istituzionali del nostro paese in occasione della due giorni di dibattiti svoltosi a Parigi, giovedì e venerdì scorsi.

    Un incontro voluto dal Ministro francese dell’industria, dell’energia e del digitale, Eric Besson.

    Fra i temi sviluppati dai Paesi partecipanti spicca l’esigenza di investire nello sviluppo dell’infrastruttura di connettività a banda larga.

    Sul palco erano presenti i Ministri di numerosi Paesi, grandi e piccoli, fra i quali Francia, Stati Uniti, Giappone, Australia, Finlandia, Germania, Russia, Brasile, Kenia e il Commissario europeo, Nelly Kroes.
    Vediamo alcuni esempi di interventi finalizzati a migliorare la fruibilità, l’accessibilità e lo sviluppo della rete, realizzati ai quattro angoli del pianeta:

    In Australia il Governo realizza un’infrastruttura di connettività a banda larga di Stato con l’obiettivo di fornire a tutti i cittadini parità di accesso; gli Usa si preoccupano di garantire le migliori condizioni regolatorie e fiscali per assicurare la crescita dei giganti dell’internet di casa; la Francia si candida a leader europeo nella Governance del web ( l’incontro di Parigi è infatti il secondo appuntamento internazionale organizzato dal governo francese in pochi mesi, dopo il primo G8 dell’internet della storia); il Ministro dei media keniota raccomanda di non censurare il web.

    E anche la Commissione europea annuncia importanti investimenti per lo sviluppo della banda larga: 9 miliardi e duecento milioni di euro.

    Mentre il governo italiano continua a mantenersi scettico nei confronti delle potenzialità del web.

    Nessun provvedimento è allo studio per promuovere l’uso della Rete al fine di combattere il fortissimo digital divide che affligge il nostro paese e i fondi destinati allo sviluppo e al potenziamento della banda larga, che il governo dice di aver stanziato, continuano a non essere disponibili.

     

    Matteo Quadrone

  • Black Block, unica proiezione a Genova del documentario sul G8

    Black Block, unica proiezione a Genova del documentario sul G8

    Black BlockGiovedì 3 novembre alle 21 viene presentato allo Space Cinema al Porto Antico (ex cineplex) “Black Block”, un documentario su persone e fatti relativi alla irruzione alla “Diaz” al G8 genovese.  Il film, che è stato in concorso a Venezia ricevendo una menzione speciale per la regia, affronta il tema de G8 con una chiave di lettura forte e incisiva.

    La proiezione alla Space Cinema è l’unica prevista a Genova,  un’opera per contribuire a diffondere la conoscenza e consapevolezza degli eventi del luglio 2001a Genova. A seguire incontro con don Andrea Gallo (Comunità di San Benedetto),  Laura Tartarini (avvocata parti civili), Carlo A. Bachschmidt (regista del documentario).

    BLACK BLOCK – INFORMAZIONI

    Dal 20 al 22 luglio 2001 a Genova si svolge il vertice G8. In una città blindata 300.000 persone partecipano alle manifestazioni contro il vertice. Due giorni di scontri, 200 arresti, 1000 feriti e 1 manifestante ucciso. Sede del Genoa Social Forum, il coordinamento delle oltre 1000 associazioni promotrici del controvertice, è la scuola Diaz. Il 21 luglio, a manifestazioni concluse, la polizia individua in questa scuola il covo dei Black Block, ritenuti responsabili delle devastazioni e saccheggi durante le giornate del G8. Attraverso le testimonianze di Lena e Niels, Chabi e Mina, Michael e Muli Carlo A. Bachschmidt, responsabile della segreteria del Genoa Legal Forum, in questo documentario racconta le loro vite. I motivi che li hanno spinti a impegnarsi in politica, la partecipazione alle giornate di luglio 2001, le violenze subite, il rientro a casa, la scelta di ritornare a Genova per testimoniare ai processi costituendosi parte civile e le valutazioni sulle sentenze emesse dopo lunghi anni di attesa. La loro vita quel giorno è cambiata, ma i loro ideali sono rimasti gli stessi di allora.

  • Feltrinelli, gli incontri e le presentazioni del mese di novembre

    Feltrinelli, gli incontri e le presentazioni del mese di novembre

    Ecco tutti gli eventi a La Feltrinelli Libri e Musica di Via Ceccardi del mese di novembre.

    GIOVEDI’ 3 NOVEMBRE

    H 18 L’ULTIMA NOTTE DI IVAN GUERRERIO Un libro sporco, passionale, viscerale, chemette a fuoco la svolta del millennio mescolando lotte politiche e sociali e cultura pop, il tutto annaffiato da un linguaggio originalissimo per ritmo e personalità. Quando la casa editrice in cui lavorano fallisce e licenzia tutti, i quattro protagonisti del libro decidono di salire sul tetto della torre e di dare un’occhiata dall’alto al mondo intorno. L’ultima notte di quiete (Ponte alle Grazie) di Ivan Guerrerio, in libreria insieme a Simone Regazzoni e Gaia De Pascale.

    VENERDI’ 4 NOVEMBRE

    H 18 L’OROSCOPO 2012 DI MARCO PESATORI Ecco le mie previsioni per il 2012. Che non sarà anno apocalittico e catastrofico come pensano alcuni. Per tutti i dodici segni dello Zodiaco il mio libro offre vie d’uscita, suggerimenti, possibilità di colpi di scena, fantasie da trasformare in realtà, amori e passioni da vivere senza timori. Buon anno! Marco Pesatori. Incontro con Marco Pesatori, studioso di cultura e poetica dello Zodiaco e curatore della rubrica astrologica di Repubblica, che  parla del suo nuovo libro: 2012.Visioni e previsioni sul nuovo anno. Segno per segno, edito da Feltrinelli

    LUNEDI’ 7 NOVEMBRE

    ANNULLATO H 18 LE VIGNETTE D’ITALIA DELL’ARCHIVOLTO Il nostro tempo e il nostro paese raccontati con lucida ironia attraverso una stagione teatrale che esplora l’opera di artisti non allineati, a partire dal debutto di Tinello italiano, spettacolo tratto dalle vignette di satira sociale e politica di Altan, per arrivare a Giorgio Gaber, Pier Paolo Pasolini e Michele Serra. Se parla in libreria con Giorgio Gallione, regista e direttore artistico del Teatro dell’Archivolto. Introduce Donatella Alfonso.

    MARTEDI’ 8 NOVEMBRE – RINVIATO AL 22 NOVEMBRE

     -H 21 ALESSANDRO BARICCO PRESENTA MR GWYN Erano 52 le cose che Jasper Gwyn si riprometteva di non fare mai più. La prima era scrivere articoli per il “Guardian”. La trentunesima era farsi fotografare con la mano sul mento, pensoso. L’ultima era: scrivere libri. Avrebbe fatto il copista, un mestiere pulito.

    MERCOLEDI’ 9 NOVEMBRE

    -H 16 COS’È LA LIBERTÀ Noi diciamo che la libertà è la condizione opposta alla schiavitù. In questo caso è libero chi non ha padrone. Ma chi è il padrone? Il padrone è chi ha il potere e la possibilità di imporre a qualcuno la sua volontà. Tuttavia per essere liberi non basta non avere un padrone: occorre essere autonomi e indipendenti; rispettare gli spazi e i diritti degli altri, partecipare attivamente alla vita comune, leggere le informazioni e gli eventi con un proprio spirito critico. Libertà significa fare consapevolmente le proprie scelte. Di questo si parla con Ludovica Pellizzetti, Pierfranco Pellizzetti, Filippo Cristini, autori di La libertà raccontata a ragazzi e ragazze (Manifestolibri). Modera Renato Tortarolo.

    GIOVEDI’ 10 NOVEMBRE – RINVIATO A GENNAIO

    -H 18 INCONTRO CON GIORGIO FALETTI Doveva capitare, prima o poi, che ci incontrassimo qui. La fortuna ha voluto che fossimo soli. Lui mi guarda e ha la forza di non abbassare gli occhi. Io lo guardo e ho la debolezza di non distogliere i miei. Con Tre atti e due tempi (Einaudi), Giorgio Faletti ci consegna un romanzo perfetto come una partitura musicale e teso come un thriller, che toglie il fiato con il susseguirsi dei colpi di scena mentre ad ogni pagina i personaggi acquistano umanità e verità.

    VENERDI’ 11 NOVEMBRE

    -H 18 COL SENNO DI PRIMA Col senno di prima di Enzo Costa (Editori Riuniti) è una raccolta di corsivi satirici usciti su l’Unità dal 2009 al 2011. Come recita il sottotitolo si tratta di Affreschi in tempo reale di un paese surreale decorati dalle indecorose cattiverie grafiche di Aglaja. Una galleria di tipi, tipetti e tipacci italici, spesso colti sul misfatto. Nello scorrerla, si provano molte vertigini, vedendo come siamo precipitati. Ma anche qualche piccola speranza, scorgendo come si potrebbe risalire. Insieme all’autore intervengono il vignettista Aglaja, Nando Dalla Chiesa, Giorgio Gallione, Margherita Rubino. Con letture di Ugo Dighero.

    LUNEDI’ 14 NOVEMBRE

    -H 18 SARTORIA ITALIANA FUORI CATALOGO Sartoria Italiana Fuori Catalogo è il secondo album da solista di Pilar. Unmisto di suoni antichi e contemporanei, da un’emissione di voce che è cameristica, d’autore, strumentale, e che spesso si fa colore, fino a milonghe mediterranee fatte di chitarre distorte, dalle percussioni viaggianti di Franco Barresi e dal contrabbasso a volte orchestrale, a volte bohèmien di Giovanni Arena. Oggi l’artista è in libreria, tra musica e parole, insieme a Giovanni Choukhadarian.

    MERCOLEDI’ 16 NOVEMBRE

    -H 18 C’È CHI DICE NO Dalla leva militare all’aborto, dalla sperimentazione animale fino al rifiuto del parto cesareo, Chiara Lalli in C’è chi dice no (Il Saggiatore), in un intreccio di storie di vita e riferimenti pop – dal dottor House a Simone Cristicchi – ci racconta come cambia l’obiezione di coscienza. E come diventa irriconoscibile. L’autrice ne parla insieme a Nicla Vassallo.

    GIOVEDI’ 17 NOVEMBRE

    -H 11 FELTRINELLI PER LA SCUOLA Giochiamo in cucina di Patrizia Bollo (Salani). Un manuale che propone diverse attività da realizzare in cucina con i bambini per accompagnarli alla conquista del fantastico mondo degli alimenti attraverso tutti i cinque sensi. Fra giochi ed esperimenti!

    -H 18 INCONTRO CON LORENZO LICALZI Nel 2111, l’anziano David Costello, in fin di vita per l’unica malattia che ancora porta alla morte, accetta di fare da cavia per una operazione mai sperimentata: il suo cervello verrà impiantato nel corpo di un ventenne morto da poco in circostanze tragiche. L’esperimento riesce, ma David e la moglie Ellen si troveranno a fare i conti con una nuova, sconcertante realtà. È Un lungo, fortissimo abbraccio (Rizzoli), il nuovo libro di Lorenzo Licalzi. L’autore interviene Laura Guglielmi

    VENERDI’ 18 NOVEMBRE

    -H 18 INCONTRO CON FOLCO TERZANI Il sadhu, il baba, non possiede niente: tiene acceso il fuoco, si dedica alla corretta esecuzione dei riti, comunica con il divino. Ma è sempre così? Per anni Folco Terzani ha conosciuto e frequentato baba di tutti i generi, dai più spirituali ai più cialtroni; A piedi nudi sulla terra (Mondadori) racconta la storia di un sadhu italiano che, attraverso la sua storia incredibile, ripercorre gli anni della controcultura hippy fino ad arrivare al mondo senza frontiere e senza passaporti di oggi.

    LUNEDI’ 21 NOVEMBRE

    -H 18 SUL BUON USO DELL’INDIGNAZIONE Ci sono momenti in cui un uomo pensa che la sua vita non abbia valore. Ce ne sono altri in cui si pensa che non abbia più valore la vita di nessuno. È questo, vivere oggi in Italia. È questa erosione di speranza, di coraggio e di slancio creativo a ridurre in cenere i nostri giorni. Con  il tono appassionato di un’orazione civile, Roberta De Monticelli in La questione civile (Raffaello Cortina Editore), mette a fuoco con esattezza il cuore della tragedia che stiamo vivendo, e mostra come dal buon uso della nostra indignazione possa risultare una rifondazione, un progetto per una nuova civiltà.

    MARTEDI’ 22 NOVEMBRE

    RECITA PER MARIANI Per non turbare la tregua con la moglie Francesca, il commissario Antonio Mariani cerca di rispettare orari da impiegato. Così accantona ogni dubbio sulla morte di una donna caduta dal terrazzino di una clinica: poco gli importa che sia stato un incidente o un suicidio. Alcuni giorni dopo, un nuovo caso e soprattutto l’incontro con una vecchia conoscenza, lo costringono ad uscire dal guscio e a cercare la verità oltre le apparenze. È Recita per Mariani (Frilli), il nuovo episodio del commissario inventato da Maria Masella, questa sera in libreria.

    MERCOLEDI’ 23 NOVEMBRE

    -H 18 INCONTRO CON DON ANDREA GALLO La vicenda pubblica di Don Andrea Gallo inizia nel 1970 quando le sue prediche scuotono la Curia, al punto che il Cardinale Siri decide di mandarlo in esilio in una parrocchia di periferia. Trent’anni dopo Don Gallo è ancora al centro di battaglie sempre nuove. Oggi lo incontriamo in occasione dell’uscita del suo ultimo libro Se non ora, adesso (Chiarelettere) e della sua biografia a cura di Bruno Viani Ancora in strada, un prete da marciapiede

    GIOVEDI’ 24 NOVEMBRE

    -H 18 INCONTRO CON GIANRICO CAROFIGLIO Una donna in fuga dal suo passato. Un bambino in fuga dalla realtà, tra sogni e incubi. Un uomo inchiodato a una colpa remota. Tre vite intrecciate per il nuovo romanzo di un protagonista della narrativa italiana. Gianrico Carofiglio incontra i lettori in occasione dell’uscita de Il silenzio dell’onda

    VENERDI’ 25 NOVEMBRE

    -H 18 INCONTRO CON GRATTERI E NICASO Che cosa c’entra la fantasia dei ragazzi in un libro che parla di Mafia? C’entra perché Nicola Gratteri e Antonio Nicaso in La mafia fa schifo (Mondadori) hanno raccolto le opinioni e le impressioni dei giovani che, dagli oratori, dalle scuole, dal Sud come dal Nord, li hanno letteralmente inondati di lettere, riflessioni, pensieri, storie vissute, che svelano cosa pensa la nuova generazione della criminalità organizzata. Per questo motivo, oltre a parlare di mafia, questo libro contiene un messaggio di speranza per il futuro, la speranza finalmente un giorno di poter estirpare la malapianta. Ne parliamo questa sera con gli autori

    LUNEDI’ 28 NOVEMBRE

    -H 1730 LETTORI CERCASI Torna il gruppo di lettura Feltrinelli-Teatro della Tosse: un nuovo ciclo di incontri per leggere a voce alta e discutere dei libri più amati. Sempre più convinti che chi decide la fortuna di un libro siano i lettori, diamo la parola a chi legge! In questo novembre leggiamo I fratelli Karamazov di Fedor Dostoevskij. Con Laura Salmon (Università di Genova), Pietro Fabbri e i lettori a voce alta del gruppo di lettura.

    MERCOLEDì 30 NOVEMBRE

    -H 18 MONO n.10 Traguardo importante per Mono, la rivista di fumetti e narrativa giunta al numero 10 e dedicata questa volta al tema del Diverso! Oggi si festeggia con il direttore artistico Sergio Badino, la copertina di Massimo Carnevale, un racconto di Claudia Salvatori e con gli autori Francesco D’Ippolito, Enrico Macchiavello, Davide Costa, Matteo Anselmo, Giorgia Marras e molti altri!